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	<title>Ok Ambiente . com &#187; rifiuti</title>
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		<title>Caffè: una buona abitudine, ma una fucina di rifiuti.</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 10:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni mattina le nostre sveglie ci catapultano nel frenetico mondo del lavoro, e per dare una “spinta” alla nostre energie amiamo prendere il caffè. Secondo il Sierra Club Green Home, ogni giorno in tutto il mondo vengono consumate 2,5 miliardi di tazzine di caffè. L’America è responsabile di quasi un quinto di tutto il caffè bevuto. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/29/caffe-una-buona-abitudine-ma-una-fucina-di-rifiuti/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ogni mattina le nostre sveglie ci catapultano nel frenetico mondo del lavoro, e per dare una “spinta” alla nostre energie amiamo prendere il caffè. Secondo il Sierra Club Green Home, ogni giorno in tutto il mondo vengono consumate 2,5 miliardi di tazzine di caffè. L’America è responsabile di quasi un quinto di tutto il caffè bevuto.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/caffe.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12180" title="caffe" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/caffe.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il mondo è assuefatto alla <strong>caffeina</strong>, le nostre abitudini ad alto consumo di caffeina creano un sacco di<strong><em> rifiut</em><em>i</em></strong>.</p>
<p>Secondo <strong>“Sustainability is Sexy</strong>”, una organizzazione con sede a<strong> Seattle</strong>, vi sono un sacco di problemi con le normali tazze di caffè perché la maggior parte delle tazze di caffè non è fatta con materiali riciclati, bensì “nuovi”, con carta sbiancata.</p>
<p>Durante la sua creazione, il <strong>bicchiere di carta</strong> è coperto con polietilene, una plastica non riciclabile. L&#8217;intero processo, dall&#8217;inizio alla fine, consuma molte risorse, tra alberi e acqua.</p>
<p>Fortunatamente, ci sono diversi modi per ridurre i <em><strong><a title="Breve storia dei rifiuti: perché un tempo non esistevano e perché oggi stanno soffocando il nostro Pianeta." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/breve-storia-dei-rifiuti-perche-un-tempo-non-esistevano-e-perche-oggi-stanno-soffocando-il-nostro-pianeta/" target="_self">rifiuti</a> </strong></em>derivanti dal consumo di caffè, sebbene il consumo di caffè in sé rimanga invariato.</p>
<p>Ma il marchio<strong> Starbucks </strong>(grande catena internazionale di caffetterie molto in voga oltreoceano e in molti paesi europei) è stato fortemente criticato per essersi<span id="more-12161"></span> dimostrato poco sensibile al <em><strong>tema del riciclaggio</strong></em>.</p>
<p>Starbucks, dal canto suo, afferma <em>“Nel corso degli anni, la nostra tazza bianca è diventata una icona ben riconoscibile del nostro marchio, ma è altresì diventata una delle maggiori preoccupazioni dei nostri clienti a causa di problemi di riciclaggio.</em></p>
<p><em>Al fine di rispondere ai clienti e accrescere la nostra <strong>impronta ecologica</strong>, puntiamo a garantire la possibilità di riciclare e riutilizzare il 100% dei nostri bicchieri entro il 2015. Stiamo attualmente lavorando su una serie di iniziative complementari per progredire, e ci rendiamo conto non v&#8217;è soluzione rapida a questo problema, abbiamo ancora molto da imparare”.</em></p>
<p>Piccola curiosità, Starbucks non è diffusa in <strong>Italia</strong> perché, come afferma il presidente di Starbucks, Howard Schultz, <em>“l’idea di Starbucks in Italia non funzionerebbe, perché agli italiani non piacciono le tazze di plastica: a loro non piace prendere il caffè fuori dal bar, bevendolo in cammino o alla guida”.</em></p>
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		<title>&#8220;Bet on green hotel&#8221;, il primo evento italiano sulla gestione sostenibile delle strutture ricettive.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 20:24:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/13/bet-on-green-hotel-il-primo-evento-italiano-sulla-gestione-sostenibile-delle-strutture-ricettive/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il nuovo modello di albergo che coniuga l&#8217;alta qualità e unicità delle strutture con gli standard più alti della gestione responsabile è sempre più in voga. La clientela elevatissima richiede oggi  un connubio tra esclusività, attenzione all’ambiente e profondità dei legami con il territorio: questa domanda non è soddisfatta dal mercato odierno italiano e per questo l&#8217;evento che vi descriviamo potrebbe rivelarsi di grande utilità.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/BetOnGreenHotel.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11520" title="BetOnGreenHotel" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/BetOnGreenHotel.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;iniziativa ha già ottenuto un ampio riconoscimento da parte di aziende, associazioni di settore e delle Istituzioni: in particolare gode del patrocinio del Ministero dell&#8217;Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, del Ministero del Turismo, dell&#8217;ENEA, della provincia di Roma e di molte realtà che auspicano uno sviluppo sostenibile del territorio.</p>
<p>La <strong><em>Convention</em></strong> sulla <strong><em>sostenibilità alberghiera e turistica</em></strong> (che si svolgerà a Roma il <em><strong>19 ottobre 2010)</strong></em> si rivolge in particolare a proprietari e direttori di alberghi, resort, villaggi turistici, camping, agriturismi, ma anche ad architetti, società immobiliari e società di consulenza.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;Auditorium saranno presenti 4 <strong><em>&#8220;aree verdi&#8221;</em></strong>:</p>
<p><strong>1. Area Espositiva:</strong> gli espositori saranno aziende specializzate nell&#8217;implementazione di soluzioni strategiche, gestionali e tecnologiche con un <strong><em>alto valore ambientale</em></strong>, che permettano cioè la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; la<span id="more-11479"></span> compensazione delle emissioni di anidride carbonica; l&#8217;aumento dell&#8217;efficienza degli elettrodomestici e dei sistemi di illuminazione;  l&#8217;isolamento termo-acustico; la gestione efficiente dell&#8217;acqua; la creazione di verde pensile; la creazione di biopiscine etc&#8230;</p>
<p><strong>2. Area Convegno:</strong> durante il convegno “<em>Punta sul verde: opportunità di sviluppo e buone pratiche di sostenibilità</em>” verranno approfonditi in particolare i temi dell&#8217;efficienza energetica e dei sistemi di certificazione della qualità ambientale e verranno mostrati degli esempi concreti di <strong><em>alberghi ecosostenibili</em></strong>.</p>
<p><strong>3. Area Tavola rotonda: </strong>durante la tavola rotonda “<em>Ridurre i rifiuti per far crescere il turismo. Confronto aperto sulle linee guida della Provincia di Roma</em>”, si confronteranno rappresentanti delle istituzioni, tecnici e albergatori  per fare il punto della situazione sulle migliori strategie  da adottare per il <strong><em>trattamento dei rifiut</em><em>i</em></strong>.</p>
<p><strong>4. Area Business:</strong> uno spazio in cui creare opportunità di business con i più importanti operatori del settore.</p>
<p>L&#8217;evento è stato organizzato da<strong><em> Innovazione Sostenibile</em></strong>, un&#8217;associazione romana che progetta e tiene corsi di formazione professionale e di gestione del personale, cercando sempre di promuovere e sostenere la cultura e le buone pratiche dell’innovazione aziendale e dello sviluppo sostenibile sul piano sociale, economico e ambientale.</p>
<p>Per maggiori informazioni visitare il sito<em> <a title="BetOnGreenHotel" href="www.betongreenhotel.com" target="_blank">BetOnGreenHotel</a></em></p>
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		<title>RisparmiArte, il laboratorio di educazione ambientale a Pistoia: risparmio energetico e riciclo dei materiali.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 08:57:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inizierà il 6 ottobre il laboratorio di educazione ambientale organizzato dallo SPER (Sportello Pistoiese Energie Rinnovabili) e rivolto ai bambini del Centro Arcobaleno di Pistoia, intitolato &#8220;RisparmiArte. Educazione al risparmio energetico e recupero di materie seconde&#8220;. Lo sportello dedicato alle energie rinnovabili è nato a giugno su iniziativa dell&#8217;assessorato alle politiche energetiche, in collaborazione con [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/interessante-laboratorio-di-educazione-ambientale-a-pistoia-risparmio-energetico-e-riciclo-dei-materiali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Inizierà il 6 ottobre il laboratorio </strong><strong>di educazione ambientale organizzato dallo SPER (Sportello Pistoiese Energie Rinnovabili) </strong><strong>e rivolto ai bambini del Centro Arcobaleno di Pistoia, </strong><strong>intitolato </strong><strong>&#8220;<em>RisparmiArte. Educazione al risparmio energetico e recupero di materie seconde</em>&#8220;. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Risparmiarte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11130" title="Risparmiarte" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Risparmiarte.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo sportello dedicato alle <strong>energie rinnovabili</strong> è nato a giugno su iniziativa dell&#8217;assessorato alle politiche energetiche, in collaborazione con il Centro Nazionale Energie Rinnovabili di Rispescia e con il circolo pistoiese di Legambiente.</p>
<p>Il suo compito principale è la diffusione di una corretta informazione sull&#8217;uso razionale dell&#8217;energia, sul risparmio energetico e sulle fonti di energia rinnovabili.</p>
<p>Con il progetto <strong>RisparmiARTE</strong>, un laboratorio creativo indirizzato a piccoli artisti consumatori, lo SPER intende sensibilizzare i cittadini sui temi che gli stanno a cuore: dopo questa prima esperienza con i bambini del Centro Arcobaleno, l&#8217;offerta verrà  infatti ampliata sul territorio.</p>
<p>Ogni laboratorio, strutturato in <strong>10 incontri</strong> aventi cadenza settimanale, prevede una fase iniziale di organizzazione e personalizzazione dello spazio a disposizione per il<span id="more-11085"></span> lavoro ed una fase successiva di realizzazione di piccoli manufatti. A tal fine verrà utilizzato materiale di scarto (portato ad ogni incontro dai bambini stessi) di cui verranno individuati gli usi tradizionali e i possibili usi creativi.</p>
<p>Verranno creati oggetti che sfruttano le energie rinnovabili, non producono rifiuti, dal valore educativo ed utili; saranno analizzate inoltre <strong><em>tematiche cruciali</em></strong> come il risparmio dell&#8217;acqua, lo sfruttamento dell&#8217;energia solare e gli effetti delle attività umane sulla terra: il tutto in una atmosfera divertente e giocosa.</p>
<p>Il percorso culminerà in un incontro finale a cui parteciperanno anche le famiglie ed in cui i giovani partecipanti illustreranno gli argomenti trattati mostrando i lavori prodotti.</p>
<p>L&#8217;<strong>educazione ambientale</strong> è uno strumento sempre più usato per comunicare le buone pratiche di risparmio energetico e di riciclo dei materiali: insegnando ai bambini si avrà in futuro una generazione forse più consapevole dei problemi ambientali e più rispettosa nei confronti della natura. Inoltre, non scordiamoci che educare i bambini significa anche sensibilizzare i genitori.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F10%2F06%2Finteressante-laboratorio-di-educazione-ambientale-a-pistoia-risparmio-energetico-e-riciclo-dei-materiali%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Prorogato all&#8217;11 giugno il termine di partecipazione al concorso &#8220;Crazypack&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 09:53:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Crazy Pack è concorso a premi per la progettazione di imballaggi alternativi e funzionali, ideato per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su un tema che troppo spesso viene sottovalutato e ignorato, quello degli imballaggi. Dal punto di vista legislativo per imballaggio si intende “il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/20/prorogato-all11-giugno-il-termine-di-partecipazione-al-concorso-crazypack/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Crazy Pack è concorso a premi per la progettazione di imballaggi alternativi e funzionali, ideato per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su un tema che troppo spesso viene sottovalutato e ignorato, quello degli imballaggi.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8065" title="Crazy-Pack" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Crazy-Pack.jpg" alt="Crazy-Pack" width="150" height="115" /> Dal punto di vista legislativo per imballaggio si intende<em> “il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all&#8217;utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo”</em> (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, art. 218, comma 1, lett. A).</p>
<p>L’imballaggio serve quindi a contenere, a proteggere, a conservare. E serve anche a comunicare: istruzioni per l’uso, informazioni nutrizionali e funzionali, ma anche messaggi pubblicitari.</p>
<p>L’imballaggio è progettato per essere sicuro nella protezione di alimenti, prodotti cosmetici e farmaci. Le chiusure consentono di impedire l’apertura ai bambini di prodotti <span id="more-7952"></span>potenzialmente pericolosi (es. prodotti per la pulizia della casa). Ma quanto ci costano? E quanto costano all&#8217;ambiente?</p>
<p>Secondo uno studio della Coldiretti del 2009 nella spesa alimentare degli italiani il costo delle confezioni (specialmente quelle mono-dose) è la componente più rilevante e supera quello del prodotto agricolo contenuto.</p>
<p>Ad esempio nei fagioli in barattolo la confezione incide per il 26% sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25%, per il succo di frutta in brick al 20% e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10%.</p>
<p>Inoltre oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa e che generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40% della spazzatura che si produce ogni anno in Italia.</p>
<p>In risposta a queste problematiche si pone l&#8217;iniziativa Crazypack. Crazy Pack è un concorso nazionale a premi per la progettazione di imballaggi alternativi e funzionali rispetto ai tradizionali oggi presenti sul mercato, dall&#8217;altissimo impatto ambientale. La partecipazione è libera, aperta a tutti e gratuita.</p>
<p>La finalità del concorso è di: raccogliere idee di imballaggi alternativi e funzionali; favorire la diffusione pubblica di nuove idee e concept di imballaggi innovativi e creativi; ripensare il design degli imballaggi attuali per un utilizzo più funzionale del prodotto, anche attingendo ad altre culture e paesi.</p>
<p>I requisiti essenziali richiesti sono tre: gli imballaggi proposti devono essere coerenti con uno stile di vita eco-sostenibile, e devono rispondere alla necessità di riduzione dei <a title="breve-storia-dei-rifiuti" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/breve-storia-dei-rifiuti-perche-un-tempo-non-esistevano-e-perche-oggi-stanno-soffocando-il-nostro-pianeta/" target="_blank">rifiuti </a>e di miglioramento della loro gestione in termini di raccolta, recupero e riciclo; le proposte possono far riferimento a prodotti esistenti sul mercato internazionale senza esplicito rimando a marche o brand; le proposte possono essere sviluppate utilizzando qualsiasi materiale con particolare attenzione all’uso di carta e cartone, alluminio, vetro e bioplastiche (mater-B).</p>
<p>Insomma, un concorso senza dubbio interessante, anche se, volendo risolvere l&#8217;annoso problema ambientale degli imballaggi, sarebbe forse più utile considerare la via dell&#8217;eliminazione a monte degli imballaggi stessi. In molti negozi bio e in alcuni supermercati è infatti già possibile trovare dispenser che consentono di acquistare, sfusi, pasta, riso, legumi, frutta secca, detersivi, saponi etc&#8230;</p>
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		<title>Centro Riciclo Vedelago: tutti i rifiuti diventano riciclabili e creano risorse.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 10:54:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Centro Riciclo Vedelago]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Centro di Riciclo di Vedelago si occupa di separazione e riciclaggio di rifiuti. Non sembrerebbe nulla di straordinario, ed invece la peculiarità di questo impianto è data dalla percentuale di rifiuti che riesce a riciclare, ossia il 99%!! La Società Centro Riciclo Vedelago srl gestisce dal 1999 a Treviso un impianto di stoccaggio e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/12/centro-riciclo-vedelago-tutti-i-rifiuti-diventano-riciclabili-e-creano-risorse/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il Centro di Riciclo di Vedelago si occupa di separazione e riciclaggio di rifiuti. Non sembrerebbe nulla di straordinario, ed invece la peculiarità di questo impianto è data dalla percentuale di rifiuti che riesce a riciclare, ossia il 99%!! </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7677" title="centro-riciclo-vedelago" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/centro-riciclo-vedelago-150x150.jpg" alt="centro-riciclo-vedelago" width="160" height="150" />La <strong>Società Centro Riciclo Vedelago srl</strong> gestisce dal 1999 a <em><strong>Treviso</strong></em> un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del <strong><em>recupero di materiali</em></strong>.</p>
<p>L&#8217;attività consiste nel ricevere le <em><strong>f</strong><strong>razioni secche riciclabili dei rifiuti urbani</strong></em><strong> e <em>assimilati</em></strong>, selezionare i materiali in base alla composizione merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che impiegano i materiali nei loro cicli produttivi.</p>
<p>Il<strong> Centro Riciclo Vedelago</strong> ha una sua politica ambientale, che si concretizza nel:</p>
<p><strong>- </strong>Soddisfare le recenti tendenze pianificatorie ambientali in tema di recupero di materiali dai rifiuti.</p>
<p><strong>- </strong>Assicurare alti livelli di garanzie ambientali sia per le tipologie dei rifiuti trattati che per le caratteristiche proprie dell&#8217;impianto: infatti non è previsto il trattamento di rifiuti putrescibili o con contaminanti particolari, bensì rifiuti secchi riciclabili provenienti da<span id="more-7661"></span> raccolte differenziate ben definite.</p>
<p><strong>- </strong>Annullare quasi totalmente la produzione di rifiuti residuali in quanto è prevista la collocazione sul mercato di tutte le tipologie trattate e conferite solo in presenza di sicura utilizzazione in uscita.</p>
<p><strong>- </strong>Garantire ai Comuni, in presenza di conferimento di qualità, il massimo realizzo di ricavi rapportati ai contributi previsti per la raccolta differenziata e assicurare alle aziende il maggior contenimento dei costi di conferimento dei residui prodotti.</p>
<p><strong>- </strong>Recuperare effettivamente, destinandoli al reinserimento in idonei cicli produttivi, rifiuti altrimenti destinati allo smaltimento in discarica.</p>
<p>I <strong>materiali in entrata</strong> consistono nelle <strong>raccolte differenziate</strong> provenienti dai Comuni della Provincia di Treviso, dai Comuni della Provincia di Belluno e da altri Comuni, per un bacino di utenza servito di circa 1.150.000 abitanti. I conferimenti da aziende private, invece, provengono quasi totalmente da <strong>attività produttive</strong> della Provincia di Treviso.</p>
<p>I<strong> materiali in uscita </strong>dal Centro invece hanno diverse destinazioni, in quanto il Centro è piattaforma convenzionata dei seguenti Consorzi Nazionali di filiera: CO.RE.PLA. per la plastica, C.N.A. per l&#8217;acciaio e i ferrosi, C.I.AL. per l&#8217;alluminio, CO.RE.VE. per il vetro, COMIECO per la carta e RILEGNO per il legno.</p>
<p><strong><em>“Io non voglio più nemmeno chiamarli rifiuti, per me sono materiali”</em></strong>. Queste parole sintetizzano meglio di qualunque altra il pensiero di <strong>Carla Poli</strong>, titolare del Centro Riciclo Vedelago, situato in provincia di Treviso.</p>
<p>&#8220;Noi riceviamo le raccolte differenziate dei comuni e delle aziende, escludendo solo la parte umida e provvediamo a fare dapprima una selezione per ricavare i materiali che hanno già un mercato, i materiali che non hanno un mercato immediato, invece, vengono riciclati, ne facciamo una materia prima-seconda, che ha un suo mercato di riferimento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutto questo a partire dai materiali di scarto che non hanno un utilizzo immediato, mentre le bottiglie e i flaconi trovano collocazione in un mercato di vendita nelle fabbriche per fare altri flaconi o pile, queste sarebbero tutte le plastiche miste anche con un po’ di carta, con tutti i materiali di scarto che si portavano una volta a discarica o inceneritore&#8221;.</p>
<p>Carla Poli non vuole sentir parlare di <a title="Breve storia rifiuti" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/breve-storia-dei-rifiuti-perche-un-tempo-non-esistevano-e-perche-oggi-stanno-soffocando-il-nostro-pianeta/" target="_blank">rifiuti </a>nemmeno per il cosiddetto <em>residuo secco</em>, quello cioè che avanza una volta separato l’umido dalla plastica, dal metallo, dall’alluminio e dalla carta. Per lei il rifiuto non esiste. Al suo posto una straordinaria <em>risorsa</em>.</p>
<p>“Noi veniamo dopo le iniziative dei comuni a rifiuti zero&#8221;, afferma ancora Carla Poli. &#8220;Cioè diciamo, se c’è il modo di risparmiare, di non produrre, di fare meno&#8230; va tutto bene; io non ho paura di rimanere senza lavoro perché, per quanto uno risparmi, ci sarà sempre qualcosa da riciclare. Questo qualcosa, questa frazione residua che viene conferita nel servizio pubblico, non si deve né bruciare, né seppellire, ma è tutta riciclabile. Ecco noi ci poniamo lì”.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7681" title="vedelago" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/vedelago-150x120.jpg" alt="vedelago" width="150" height="120" />La ditta <strong>Centro Riciclo Vedelago srl </strong>sta portando anche a compimento lo studio e la sperimentazione dell’utilizzo delle <em>plastiche nei calcestruzzi</em>: si tratta di una linea di produzione di granulati derivanti da plastiche eterogenee da raccolta differenziata (<em>Secco non riciclabile e/o scarti plastici</em> non reimpiegabili in cicli produttivi da raccolta differenziata) da addizionare nei calcestruzzi al posto della sabbia.</p>
<p>Grazie alla norma Uniplast specifica (10667/14) è possibile produrre una mescola (sostituto della sabbia) costituita da plastiche eterogenee di riciclo provenienti dalla raccolta differenziata di rifiuti urbani e industriali, da impiegarsi in miscele con malte cementizie e calcestruzzi per ottenere manufatti e prodotti tipici dell’edilizia.</p>
<p>Rispetto alla produzione di granuli per stampaggio o di prodotti finiti (vedi panchine, recinzioni ecc), la norma 10667/14 consente di intraprendere una forma alternativa di riciclo, quale l’utilizzo anche di tutte quelle plastiche che sono, per caratteristiche oggettive, di difficile riciclo e pertanto smaltite senza possibilità di riutilizzo: con questo processo si può avviare un riciclo integrale del rifiuto plastico altrimenti non recuperabile.</p>
<p>La mescola di plastiche eterogenee prodotta viene macinata per ottenere granuli di materiale plastico, la Sabbia Sintetica. Gli utilizzi di questo prodotto sono molteplici: dal semplice sostituto della sabbia nei calcestruzzi, ad aggregato alleggerente nelle malte cementizie e a legante per manufatti in cemento. Dalle sperimentazioni fatte risulta che questo nuovo prodotto migliora le caratteristiche e le prestazioni di alcuni conglomerati cementizi, in termini di fonoisolazione e termoisolazione.</p>
<p>A mio parere si tratta di una iniziativa davvero interessante, che potrebbe sostituire l&#8217;utilizzo degli inceneritori e trasformare i rifiuti in risorse per creare altri tipi di materiali&#8230;</p>
<p>Guarda il video-intervista sul Centro di Riciclo Vedelago:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kKzTRwyuNs0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/kKzTRwyuNs0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F12%2Fcentro-riciclo-vedelago-tutti-i-rifiuti-diventano-riciclabili-e-creano-risorse%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Dal 18 giugno il sistema &#8220;uno contro uno&#8221; faciliterà i cittadini nello smaltimento di RAEE.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/dal-18-giugno-il-sistema-uno-contro-uno-facilitera-i-cittadini-nello-smaltimento-di-raee/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 10:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[smaltimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 18 giugno in Italia le apparecchiature elettriche ed elettroniche da smaltire potranno essere consegnate, a costo zero e tramite un sistema &#8220;uno contro uno&#8221;, al negozio dove si acquistano quelle nuove. In pratica: frigorifero vecchio per frigorifero nuovo, televisore vecchio per televisore nuovo e così via. La produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/dal-18-giugno-il-sistema-uno-contro-uno-facilitera-i-cittadini-nello-smaltimento-di-raee/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Dal 18 giugno in Italia le apparecchiature elettriche ed elettroniche da smaltire potranno essere consegnate, a costo zero e tramite un sistema &#8220;uno contro uno&#8221;, al negozio dove si acquistano quelle nuove. In pratica: frigorifero vecchio per frigorifero nuovo, televisore vecchio per televisore nuovo e così via. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7521" title="rifiuti-elettronici-uno-contro-uno" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rifiuti-elettronici-uno-contro-uno-150x150.jpg" alt="rifiuti-elettronici-uno-contro-uno" width="150" height="150" />La <strong><em>produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche</em></strong> è uno dei settori industriali che registra la crescita più rapida a causa dell&#8217;innovazione tecnologica e dell&#8217;espansione del mercato.</p>
<p>Questi <strong>beni di consumo</strong> (elettrodomestici, computer, telefonini, luci, lampade, trapani, giocattoli elettrici, etc&#8230;) sono accomunati dal fatto di essere prodotti complessi, composti da una pluralità di materiali di cui alcuni potenzialmente pericolosi (piombo, bromo&#8230;), che necessitano di<strong> specifiche logiche di gestione</strong>.</p>
<p>Infatti, senza un adeguato trattamento preliminare, le apparecchiature elettriche ed elettroniche provocano <strong>gravi problemi ambientali</strong>.</p>
<p>Il loro sviluppo ha portato ad un notevole aumento dei cosiddetti<strong> RAEE</strong>, ovvero <strong><em>Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.</em></strong></p>
<p>Il problema ambientale centrale, fino ad oggi, è stato quello della <strong>raccolta differenziata</strong> affidata più che altro alla buona volontà dei cittadini che si dovevano recare nelle isole<span id="more-7393"></span> ecologiche dei comuni o chiamare, ove possibile, le società comunali addette alla gestione dei rifiuti.</p>
<p>Difficile che lo si facesse per un apparecchio poco ingombrante, dal vecchio cellulare al pc ormai desueto, calcolando che il servizio aveva un costo e bisognava garantire la presenza a casa nella fascia oraria indicata dagli addetti.</p>
<p>Per fortuna, le cose stanno per cambiare. Il Decreto<strong> 8 marzo 2010 n. 65</strong>, pubblicato sulla <strong>Gazzetta Ufficiale n. 102</strong>, attua ciò che era previsto dal <strong>D.lgs. 151/2005</strong> che imponeva ai<strong> distributori</strong> di assicurare <em>&#8220;al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica destinata ad un nucleo domestico, il ritiro gratuito in ragione di uno contro uno dell&#8217;apparecchiatura usata.&#8221;</em></p>
<p>Il <strong>decreto </strong>entrerà in vigore il 19 maggio prossimo, e diventerà operativo 30 giorni dopo, cioè il <strong>18 giugno</strong>.</p>
<p>Il decreto prevede la<strong> semplificazione della gestione dei RAEE</strong> (<strong><em>Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche</em></strong>) non solo per i rifiuti domestici ma anche per quelli professionali e quindi si rivolge a distributori, installatori di AEE e gestori di centri di assistenza.</p>
<p>Prevede inoltre l&#8217;iscrizione per i <strong>negozianti</strong> all&#8217;<em>Albo Nazionale Gestori Ambientali</em> per trasportare i RAEE  ai Centri di Raccolta approntati dagli Enti Locali.</p>
<p>&#8220;Il provvedimento &#8211; ha spiegato il ministro dell&#8217;Ambiente &#8211; va incontro alle esigenze di chi deve liberarsi dei vecchi elettrodomestici e contribuisce ad evitare il fenomeno, purtroppo ancora abbastanza diffuso, dell&#8217;<strong>abbandono indiscriminato</strong> di apparecchiature non più funzionanti.<br />
Il decreto garantisce anche procedure agevolate per attività di raccolta e trasporto di questi rifiuti dai manutentori e dagli installatori autorizzati dai costruttori delle apparecchiature&#8221;.</p>
<p>Insomma, un buon passo in avanti verso un più corretto e agevole smaltimento dei questi <a title="Breve storia dei rifiuti" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/breve-storia-dei-rifiuti-perche-un-tempo-non-esistevano-e-perche-oggi-stanno-soffocando-il-nostro-pianeta/" target="_blank">rifiuti</a> così &#8220;scomodi&#8221;.</p>
<p>Ma&#8230; rimane comunque da pensare una cosa: il decreto non risolve certo &#8220;a monte&#8221; il problema, visto che per ogni apparecchio buttato deve esisterne uno acquistato.</p>
<p>A chi si rivolgeranno i cittadini poco abbienti che vorranno sostituire il loro pc rotto con uno di seconda mano? O quelli che, rotto il televisore, non vorranno comprarne uno nuovo?</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F11%2Fdal-18-giugno-il-sistema-uno-contro-uno-facilitera-i-cittadini-nello-smaltimento-di-raee%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Breve storia dei rifiuti: perché un tempo non esistevano e perché oggi stanno soffocando il nostro Pianeta.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 23:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
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		<category><![CDATA[risorse]]></category>
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		<category><![CDATA[romani]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti noi abbiamo a che fare quotidianamente con i rifiuti, li creiamo ad una velocità stupefacente come se tutto ciò fosse normale, come se tutto ciò non avesse ripercussioni serie e tangibili sull&#8217;ambiente. Eppure, non sempre le cose sono andate così: anzi, fino a un secolo fa i rifiuti erano davvero pochi. Vediamo allora l&#8217;origine [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/breve-storia-dei-rifiuti-perche-un-tempo-non-esistevano-e-perche-oggi-stanno-soffocando-il-nostro-pianeta/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Tutti noi abbiamo a che fare quotidianamente con i rifiuti, li creiamo ad una velocità stupefacente come se tutto ciò fosse normale, come se tutto ciò non avesse ripercussioni serie e tangibili sull&#8217;ambiente. Eppure, non sempre le cose sono andate così: anzi, fino a un secolo fa i rifiuti erano davvero pochi.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7428" title="rifiuti" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rifiuti-150x150.jpg" alt="rifiuti" width="150" height="150" />Vediamo allora l&#8217;<strong><em>origine dei rifiuti</em></strong> e la<strong><em> breve storia</em></strong> di questi particolari e scomodi oggetti.</p>
<p>In un <strong>ecosistema naturale</strong> gli organismi viventi fanno parte di una rete molto complessa di relazioni: ci sono i produttori di sostanza organica (piante), i consumatori primari e secondari (animali) e i decompositori (microrganismi) che si nutrono di organismi morti o di materiali biologici espulsi (peli, penne, foglie&#8230;), traformandoli in sostanze che vengono utilizzate nuovamente dai produttori per costruire altra materia vivente.</p>
<p>Ciò che un qualsiasi organismo scarta non è un rifiuto, ma <strong>materia prima</strong> per qualcun altro: in natura esistono solo risorse, in un sistema definito <strong><em>“a ciclo chiuso”</em></strong> che ricicla e non distrugge.</p>
<p>L&#8217;<strong>uomo</strong>, pur facendo parte della natura, ha creato un nuovo <em><strong>&#8220;ecosistema artificiale&#8221;</strong></em> aperto che non ha molto in comune con i cicli naturali ed in cui non si crea e non si aiuta la vita, ma si producono beni di consumo, oggetti. L&#8217;umanità ha così aperto il ciclo<span id="more-7387"></span> chiuso della natura: estrae dalla terra le materie prime e le utilizza per costruire oggetti che poi, terminato il loro scopo, vengono buttati, accumulati e non reimpiegati: i <strong>RIFIUTI</strong>.</p>
<p>Storicamente i rifiuti hanno cominciato a rappresentare problema quando nacquero le prime città, ossia quando con la pratica dell&#8217;agricoltura le popolazioni da nomadi si trasformarono in stanziali. Nei borghi infatti circolavano e venivano usate molte merci ed era problematico lo smaltimento degli escrementi umani.</p>
<p>In generale la prima forma di smaltimento dei rifiuti usata dagli esseri umani è stata la <strong>discarica</strong>: un modo per tenere pulito il proprio ambiente di vita e allontanare da sé e dalle proprie abitazioni gli scarti prodotti.</p>
<p>I primi ad occuparsi della pulizia delle città furono gli <strong>antichi Greci</strong>: già Aristotele, nella “Costituzione degli ateniesi”, illustrava i doveri dei sorveglianti della città incaricati di verificare il lavoro degli spazzini, per impedire loro di gettare le immondizie vicino alle zone abitate.</p>
<p>I <strong>Romani</strong> furono i primi a realizzare un servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti, e il loro modello urbano fu esportato in tutto l&#8217;Impero. Nella grande e potente Roma (1.250.000 abitanti ai tempi di Augusto) “<em>munditia</em>” (cioè pulizia) era la parola d’ordine.</p>
<p>Qui sorsero bagni pubblici (<em>latrinae pubblicae)</em>, terme, fontane cui attingere l&#8217;acqua e, ai margini della città, furono costruite discariche pubbliche, nelle quali non erano gettati solo rifiuti, ma anche carcasse di animali e i cadaveri dei gladiatori vittime dei giochi circensi.</p>
<p>Recenti studi archeologici hanno rivelato che strati di immondizie portarono alla formazione di colli artificiali come Monte Citorio, Monte Savello, Monte dei Cenci e il Monte dei Cocci a Testaccio, realizzato esclusivamente con lo scarico di anfore da derrate giunte a Roma via fiume.</p>
<p>In <strong>epoca medievale</strong>, con un’economia rurale di sussistenza, di rifiuti praticamente non se ne producevano: tutto veniva usato, riusato e riciclato fino all’estremo. Il problema riguardava piuttosto gli escrementi umani: il contenuto dei vasi da notte veniva gettato dalla finestra, e i gabinetti delle case scaricavano i liquami direttamente nelle strade: questo creava frequenti epidemie. Nel <strong>Rinascimento</strong>, infine e per fortuna, si affermò definitivamente una struttura urbana organizzata di pulizia e smaltimento dei rifiuti.</p>
<p>Con la <strong>RIVOLUZIONE INDUSTRIALE</strong> iniziò lo sfruttamento intensivo delle risorse e cominciarono ad accumularsi i rifiuti delle prime fabbriche con conseguente impatto sull’ambiente. Agli inizi del secolo scorso ci fu poi un evento decisivo: la prima catena di montaggio inventata da Henry Ford (1914) per produrre centinaia di migliaia di auto avviò la cosiddetta <strong>“PRODUZIONE IN SERIE”</strong> che portò alla standardizzazione del prodotto e al <strong>CONSUMO DI MASSA</strong>.</p>
<p>Tuttavia, fino al <strong><em>boom economico</em></strong> (anni 60-70 del secolo scorso), esisteva ancora una forte cultura del risparmio delle risorse per la quale ogni oggetto veniva riutilizzato il più possibile. Le ceneri industriali venivano usate per lavare i panni, i metalli erano venduti al rottamaio, il vetro non veniva buttato e così pure i tessuti. Carta e legno venivano bruciati, ed era entrata da poco in commercio la plastica. Insomma, ai tempi dei nostri nonni i valori del risparmio, del recupero, della cura degli oggetti e del<strong> <a title="Riciclo artistico" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/il-colorato-e-sorprendente-mondo-del-riciclo-artistico/" target="_blank">riciclo</a></strong> erano molto importanti e facevano sì che si creassero pochi rifiuti.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7431" title="discariche" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/discariche-300x227.jpg" alt="discariche" width="230" height="200" />Con l’avvento della <strong>società dei consumi</strong>, dagli anni &#8217;70 in poi, prese piede il moderno principio <strong>&#8220;USA E GETTA&#8221;</strong>: invece di curare gli oggetti, facendoli durare il più possibile, si tendeva a comprarne di nuovi alla prima &#8220;ammaccatura&#8221; dei vecchi. Fu una vera rivoluzione del costume, che portò alla situazione critica attuale.</p>
<p>Gli oggetti, oggi, vengono difficilmente riparati e sono costruiti per durare poco ed essere rimpiazzati da altri modelli più innovativi, più pubblicizzati e quindi più desiderati.</p>
<p>E&#8217; scomparsa la cenere per lavare i panni e sono sopraggiunti diversi tipi di carta, metallo o vetro, ma soprattutto una grande quantità di materiali sintetici come la plastica.</p>
<p>Il <strong>modello economico occidentale </strong>attuale implica una grandissima produzione di rifiuti, per cui le discariche, gli inceneritori e gli impianti di riciclaggio non sono più sufficienti. Forse è arrivato il momento di cambiare modo di agire e risolvere il problema a monte. Cerchiamo di comprare meno oggetti, il meno imballati possibile: quelli che usiamo nella nostra vita sono troppi e la maggior parte di essi non è necessaria al nostro benessere e alla nostra felicità.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F11%2Fbreve-storia-dei-rifiuti-perche-un-tempo-non-esistevano-e-perche-oggi-stanno-soffocando-il-nostro-pianeta%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Napoli: ricariche telefoniche per incentivare la differenziata.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima municipalità di Napoli sceglie di educare i cittadini alla raccolta differenziata, ricaricando il telefonino di chi getterà i rifiuti negli appositi contenitori, distribuiti sul territorio del quartiere di Chiaia. L’idea, già messa in atto in altri Paesi europei e negli Usa, ha dato risultati incoraggianti. Per il momento il progetto riguarda solo la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/02/25/napoli-ricariche-telefoniche-per-incentivare-la-differenziata/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La prima municipalità di Napoli sceglie di educare i cittadini alla raccolta differenziata, ricaricando il telefonino di chi getterà i rifiuti negli appositi contenitori, distribuiti sul territorio del quartiere di Chiaia. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5588" title="raccolta-differenziata" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/raccolta-differenziata1-150x150.jpg" alt="raccolta-differenziata" width="170" height="150" />L’idea, già messa in atto in altri Paesi europei e negli Usa, ha dato risultati incoraggianti. Per il momento il progetto riguarda solo la plastica.</p>
<p>Il quartiere di Chiaia fa quadrato attorno al tema dei rifiuti, introducendo un’idea non originalissima ma di sicura efficacia. </p>
<p>In diversi punti strategici - spesso centri commerciali &#8211; sono state installate delle macchine compattatrici le quali, in cambio di rifiuti, rilasciano uno scontrino con un punteggio convertibile in ricariche telefoniche. </p>
<p>Attualmente questa possibilità è estesa solo alla plastica ma si prevede a breve di allargarla anche al vetro e agli olii usati.</p>
<p>L’iniziativa porta con sé benefici anche estetici poiché l’istallazione di questi<span id="more-5584"></span> apparecchi può portare, sul lungo periodo, alla riduzione del numero dei vecchi cassonetti, poco estetici e maleodoranti.</p>
<p>Nei paesi scandinavi e in diversi paesi USA, un modello simile è introdotto da anni, alle persone che fanno la raccolta differenziata viene data una piccola somma di denaro – spesso sotto forma di buono acquisto – utilizzabile nel centro commerciale al quale hanno riconsegnato gli scarti di latta, vetro, plastica e anche batterie usate.</p>
<p>I promotori di questa iniziativa si augurano che sempre più centri commerciali aderiscano e che tutti i circondari partenopei introducano questo modello, oltre ad augurarsi che funga da esempio anche per altre città italiane.</p>
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		<title>Rifiuti: l&#8217;Italia presenta il &#8220;Sistri&#8221;, contro le ecomafie.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 10:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/02/03/rifiuti-litalia-presenta-il-sistri-contro-le-ecomafie/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Trasparenza e legalità sull&#8217;intero ciclo della movimentazione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, e anche per quelli soldi urbani della Campania, laddove si annida il business delle ecomafie. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5488" title="ecomafie" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ecomafie.jpg" alt="ecomafie" width="200" height="160" />E&#8217; l&#8217;obiettivo che si prefigge il ministro dell&#8217;Ambiente Prestigiacomo con il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali denominato <em>Sistri</em>, presentato oggi alla stampa, che sarà operativo a partire dal 15 giugno.</p>
<p>Il sistema infatti monitorerà una massa di rifiuti di 147 milioni di tonnellate all&#8217;anno, il 10% dei quali pericolosi e che quindi richiedono precisi adempimenti per lo smaltimento.</p>
<p>Un controllo dalla fase della produzione fino al trasporto e allo smaltimento, che verrà gestito dal comando dei Carabinieri per la tutela dell&#8217;Ambiente, il Noe.</p>
<p>Il sistema sarà interconnesso con i sistemi informativi della guardia Costiera e delle imprese ferroviarie e sarà svolto con il sistema delle Camere di commercio attraverso<span id="more-5400"></span> l&#8217;Unioncamere.</p>
<p>&#8221;Parte la grande sfida della lotta alle ecomafie &#8211; ha spiegato il ministro nel corso di una conferenza stampa al ministero &#8211; un progetto molto importante, dal momento che ora con il Sistri, il movimento dei rifiuti sarà controllato in tempo reale nella mani sicure dei Carabinieri.</p>
<p>Il Sistri garantirà trasparenza e legalità sull&#8217;82% dei rifiuti complessivi attraverso il controllo satellitare via Gps e con un sistema di telecamere piazzate in tutte le discariche a livello nazionale. Così &#8211; ha affermato Prestigiacomo &#8211; la fetta della criminalità organizzata nel campo dei rifiuti sarà sempre più circoscritta e più facile da colpire&#8221;.</p>
<p>Al nuovo sistema si dovranno iscrivere circa 600.000 imprese della filiera dei rifiuti che producono, trasportano e smaltiscono rifiuti speciali  (per ora sono escluse le piccole imprese fino a 11 dipendenti, poi si vedrà dopo questo primo anno che può essere condisiderato di sperimentazione). Ma un trattamento speciale viene riservato alla regione Campania, dove si è vissuta la grave emergenza.</p>
<p>Il ministro ha spiegato inoltre che la nuova tecnologia &#8221;manderà in soffitta&#8221; tre adempimenti collegati al sistema cartaceo che, tra l&#8217;altro, ha sottolineato, &#8221;era più facile da manomettere&#8221;, adempimenti che erano anche gravosi per le imprese.</p>
<p>I costi dell&#8217;operazione? &#8221;Per lo Stato è a costo zero &#8211; ha dichiarato Prestigiacomo &#8211; perché anche se c&#8217;è stato uno stanziamento iniziale di risorse per acquistare il brevetto, verrà ripagato dalle tariffe che le imprese sono tenute e pagare, cifre contenute che vanno dai 100 ai 700 euro a seconda della dimensione dell&#8217;impresa, della massa dei rifiuti prodotti e del tipo di pericolosità, comunque cifre ben al di sotto di quelle che hanno pagato finora&#8221;.</p>
<p>&#8221;Siamo primi in Europa a realizzare questo sistema &#8211; ha infine spiegato &#8211; voglio sottolineare che dopo averlo presentato a Bruxelles ha destato interesse sia da parte della Commissione europea sia dei singoli stati membri, questa tecnologia sarebbe infatti molto efficace se venisse adottata anche a livello comunitario. Vedremo&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F02%2F03%2Frifiuti-litalia-presenta-il-sistri-contro-le-ecomafie%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Rifiuti: ogni italiano ne produce quasi 550 Kg all&#8217;anno.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 16:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Settimana Europea per la Riduzione di Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni italiano produce quasi 550 chili di rifiuti all&#8217;anno e, dal 2003 al 2007, la produzione di immondizia nel nostro Paese è cresciuta dell&#8217;8%. Solo il 27,5% viene avviato alle raccolte differenziate. L&#8217;immondizia che produciamo non accenna a diminuire, anzi cresce di anno in anno. Parte con questi dati la campagna di prevenzione “Ridurre si [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/24/rifiuti-ogni-italiano-ne-produce-550-kg-lanno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ogni italiano produce quasi 550 chili di rifiuti all&#8217;anno e, dal 2003 al 2007, la produzione di immondizia nel nostro Paese è cresciuta dell&#8217;8%. Solo il 27,5% viene avviato alle raccolte differenziate. L&#8217;immondizia che produciamo non accenna a diminuire, anzi cresce di anno in anno.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3964" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rifiuti_adn-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Parte con questi dati la campagna di prevenzione “Ridurre si può” lanciata da Legambiente nell&#8217;ambito della<a title="Meno rifiuti" href="http://www.ecodallecitta.it/menorifiuti/" target="_blank" re="nofollow" > Settimana Europea per la Riduzione di Rifiuti</a> (21-27 novembre 2009).</p>
<p>Una campagna che vedrà week-end di iniziative davanti ai supermercati ma anche blitz, convegni e appuntamenti per promuovere buone pratiche di riduzione dei rifiuti.</p>
<p>Ad ospitare la presentazione della campagna è stata la città di Salerno, unico capoluogo del centro sud che ha superato nel 2008 l&#8217;obiettivo minimo di legge con il 45,7% di raccolta differenziata, con punte del 70% negli ultimi mesi dell&#8217;anno in corso, &#8220;dimostrando così &#8211; sottolinea Legambiente &#8211; che dall&#8217;emergenza rifiuti si può uscire con una corretta gestione dei rifiuti&#8221;.</p>
<p>Oltre a convegni e dibattiti nel corso dell&#8217;intera settimana, gli appuntamenti di Legambiente si concentreranno nel week-end del 28 e 29 novembre con i volontari<span id="more-3963"></span> impegnati davanti ai supermercati per promuovere acquisti consapevoli, privi di imballaggi inutili, favorendo prodotti sfusi, alla spina, con confezioni monomateriali riciclate o riciclabili, ma anche per incentivare l&#8217;uso degli shopper in bioplastica e delle sportine riutilizzabili in tessuto.</p>
<p>“Ma c&#8217;è un problema di costi ambientali altissimi e in aumento di anno in anno” ha affermato Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, per il quale “solo se fondato su una seria politica di prevenzione, il ciclo dei rifiuti potrà divenire davvero integrato, virtuoso e sostenibile.</p>
<p>E’ centrale la prevenzione, coinvolgendo la politica nazionale e le amministrazioni locali, il mondo della distribuzione e della produzione, le associazioni di categoria e i cittadini”.</p>
<p>Ma Legambiente cita anche il problema del confezionamento dei prodotti: “Sono moltissimi i prodotti in cui il packaging viene utilizzato in un modo esagerato, spesso con confezioni inutili che hanno l&#8217;unica funzione di rendere appariscenti gli oggetti che acquistiamo. Bisogna evitare di comprare imballaggi inutili scongiurandone la produzione”.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3965" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rifiuti2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ma per contribuire a ridurre la produzione dei rifiuti non è necessario, sottolinea l&#8217;associazione ambientalista, “stravolgere il proprio stile di vita, basta comprendere l&#8217;utilità di acquistare prodotti, privi di imballaggi inutili. Il vantaggio è sicuramente di carattere ambientale ma anche economico.</p>
<p>Un buon esempio in proposito è rappresentato dal latte alla spina: in Italia esistono ormai 1250 distributori di latte crudo alla spina e grazie ad essi si si risparmia in media il 30% rispetto al prodotto imbustato”.</p>
<p>Nella produzione dei rifiuti danno il loro apporto inquinante, concludono gli ambientalisti, anche gli shopper. “Solo in Italia sono 300mila le tonnellate di buste in plastica tradizionale prodotte all&#8217;anno, l&#8217;equivalente di 430mila tonnellate di petrolio con l&#8217;emissione in atmosfera di circa 200mila tonnellate di CO2.</p>
<p>Dopo anni di battaglie ambientaliste e la recente proroga di un anno da parte del governo, finalmente &#8211; conclude Legambiente &#8211; anche nel nostro Paese dal 1° gennaio 2011 i sacchetti non biodegradabili saranno messi al bando”.</p>
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		<title>Salerno: primo capoluogo d&#8217;Italia nella raccolta differenziata.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entro il 2009 è obbligo di tutti i Comuni raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003) ed entro il 2012 la percentuale minima da raggiungere sarà il 65%. Se il nord Italia è sempre stato all&#8217;avanguardia rispetto ai temi ambientali, tra cui quello della [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/24/salerno-primo-capoluogo-ditalia-nella-raccolta-differenziata/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Entro il 2009 è obbligo di tutti i Comuni raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003) ed entro il 2012 la percentuale minima da raggiungere sarà il 65%.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3942" title="raccolta-differenziata" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/raccolta-differenziata.jpg" alt="raccolta-differenziata" width="180" height="180" />Se il nord Italia è sempre stato all&#8217;avanguardia rispetto ai temi ambientali, tra cui quello della corretta gestione dei rifiuti, un forte segnale è arrivato invece dal centro-sud, e in particolare dalla regione Campania, resasi tristemente famosa oltre che per la &#8220;pizza e il mandolino&#8221;, anche per l&#8217;emergenza rifiuti di un anno fa. </p>
<p>Dallo scorso ottobre Salerno è infatti il primo capoluogo d’Italia per percentuale di raccolta differenziata: ben il 72%. Adesso ha raggiunto addirittura la percentuale effettiva del 74,16 %. Tutto ciò, grazie al lavoro svolto dalla Civica Amministrazione in collaborazione con il Conai, Salerno Pulita, i cittadini e le imprese.</p>
<p>«È un risultato straordinario &#8211; commenta il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca &#8211; che supera anche le nostre aspettative a testimonianza dell&#8217;efficacia del piano industriale, dell&#8217;impegno dei lavoratori, della collaborazione di cittadini ed imprese. Il primato tra i<span id="more-3936"></span> capoluoghi per la raccolta differenziata è importante per la salvaguardia dell&#8217;ambiente, per la qualità della vita dei cittadini, per l&#8217;attrazione stessa del territorio. Questa capacità amministrativa ed operativa è, infatti, un&#8217;importante credenziale sia in termini di accoglienza turistica sia per ulteriori investitori economici interessanti ad insediarsi in loco. La nostra comunità rappresenta un esempio virtuoso per l&#8217;Italia intera tale da incoraggiare gli sforzi anche di altre amministrazioni impegnate in questo difficile compito».</p>
<p>Il Comune di Salerno è impegnato nella piena realizzazione del ciclo industriale dei rifiuti. Dopo aver riorganizzato il servizio di spazzamento, sono stati realizzati: il sito di trasferenza e le due isole ecologiche di Fratte ed Arechi dove oltre 20mila famiglie depositano i rifiuti ingombranti. </p>
<p>È inoltre in fase di costruzione il primo impianto di compostaggio aerobico/anaerobico della Campania per il trattamento dell&#8217;umido. Infine è stata confermata la disponibilità a realizzare un impianto di termovalorizzatore per offrire un contributo al superamento definitivo dell&#8217;emergenza rifiuti che attanaglia altri territori e ricavare risorse economiche per la collettività.</p>
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		<title>Palermo: la situazione rifiuti è disastrosa.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una notte di roghi di rifiuti, e Palermo non riesce a risollevarsi, invasa da cumuli nauseabondi di pattume per i continui disservizi dell’azienda comunale Amia, senza soldi e mezzi. Nella città ormai trasformata in un immondezzaio i cittadini esasperati si liberano dell’immondizia nell’unico modo possibile, bruciandola. Quindici gli interventi dei vigili del fuoco la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/06/palermo-la-situazione-rifiuti-e-disastrosa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ancora una notte di roghi di rifiuti, e Palermo non riesce a risollevarsi, invasa da cumuli nauseabondi di pattume per i continui disservizi dell’azienda comunale Amia, senza soldi e mezzi. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3300" title="rifiuti_palermo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rifiuti_palermo-300x180.jpg" alt="rifiuti_palermo" width="180" height="140" />Nella città ormai trasformata in un immondezzaio i cittadini esasperati si liberano dell’immondizia nell’unico modo possibile, bruciandola.</p>
<p>Quindici gli interventi dei vigili del fuoco la scorsa notte. </p>
<p>Nei quartieri del Villaggio Santa Rosalia, Montegrappa, Zisa, dove sono stati incendiati non cassonetti ma vere e proprie discariche che si erano formate in giorni e giorni di mancata raccolta.</p>
<p>Intanto il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, in audizione davanti alla commissione ambiente della Camera ha fatto il punto della situazione nell’isola siciliana: “Il piano di gestione dei rifiuti in Sicilia, adottato nel dicembre del 2002,<span id="more-3289"></span> risulta praticamente inattuato e ciò desta preoccupazione.</p>
<p>In Sicilia le discariche sono quasi tutte piene: i tempi sono stretti altrimenti si rischia di arrivare al collasso”. Il ministro ha sottolineando i due punti di “forte criticità”: raccolta differenziata che “è inferiore al 5%” e “forti ritardi” sui termovalorizzatori.</p>
<p>Su quest’ultimo punto, ha spiegato: “Non sono stati realizzati i 4 impianti che dovevano essere realizzati. Questo ritardo comporta sensibili rallentamenti, e ci vorrebbero altri 6 anni perché il sistema decolli. Ma considero questo tempo inaccettabile e porterebbe la Sicilia al collasso ambientale. Entro due anni – ha sostenuto – un termovalorizzatore dovrà entrare per forza in funzione”.</p>
<p>“In questo quadro fortemente negativo – ha aggiunto però – la  Regione Sicilia ha istituito una commissione (che parte proprio oggi) che dovrà in 45 giorni elaborare un nuovo piano per realizzare una strategia” e nel frattempo cercare di avere “un aumento della raccolta differenziata che oggi ha risultati non soddisfacenti, non omogenei e non in linea con gli obiettivi previsti”.</p>
<p>Il ministro ha spiegato che per stimolare un percorso di sviluppo “ci saranno dei progetti tra cui quello pilota ‘Palermo differenzia’ che prevede il 65% di raccolta differenziata, progetto che poi sarà allargato a tutte le altre città” e che prevede il sistema del ‘porta a porta’ con la raccolta differenziata all’interno dei condomini.</p>
<p>Infine, c’è il problema dell’Amia, ha concluso Prestigiacomo, l’azienda municipalizzata che rischia il fallimento per la situazione economico-gestionale che “è particolarmente preoccupante e che se fallisce, comporterebbe tra l’altro l’arresto dei progetti che così non potrebbero andare avanti”.</p>
<p>Il problema è il buco da 230 milioni di euro nel bilancio dell’Amia, che ha generato stipendi non pagati, manutenzione del parco macchine fermo, sospensione della raccolta dei rifiuti dalla strade di Palermo e provincia.</p>
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		<title>Ravenna 2009: Un festival su rifiuti, acqua, energia.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre giorni di festival (30 settembre/1 e 2 ottobre) su rifiuti, acqua, energia; Di incontri di tipo informativo-formativo dedicati alle tematiche tecnico-economiche; Ed un ricco programma di eventi culturali. Ci sarà l&#8217;incontro con il padre italiano della progettazione sostenibile Sergio Los, e verranno esposte le proposte innovative per la raccolta differenziata adatte per ogni ambiente, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/24/ravenna-2009-un-festival-su-rifiuti-acqua-energia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Tre giorni di festival (30 settembre/1 e 2 ottobre) su rifiuti, acqua, energia; Di incontri di tipo informativo-formativo dedicati alle tematiche tecnico-economiche; Ed un ricco programma di eventi culturali.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2334" title="ravenna2009" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ravenna2009-300x231.jpg" alt="ravenna2009" width="240"/>Ci sarà l&#8217;incontro con il padre italiano della progettazione sostenibile Sergio Los, e verranno esposte le proposte innovative per la raccolta differenziata adatte per ogni ambiente, come ad esempio i sistemi GIDUT.</p>
<p>Si discuterà delle &#8220;buone pratiche&#8221; locali in campo ambientale e del loro ruolo per il rilancio di un &#8220;nuovo&#8221; sviluppo economico; Verrà presentata la prima guida per un uso consapevole dell&#8217;acqua da bere; ed il Brasile come esempio di sviluppo sociale ed economico&#8230; ma non finisce qui, ci saranno molte altre esperienze guida.</p>
<p>Questi sono soltanto alcuni dei 1500 progetti (incentrati sui temi delle buone pratiche e tecnologie per l&#8217;acqua, energia e rifiuti) raccolti da &#8220;labelab&#8221;, la rete dei portali ambientali nata in Emilia Romagna nel 2001 per la diffusione di idee &#8220;dal basso&#8221; nella gestione dei<span id="more-2328"></span> servizi idrici, energetici e dei rifiuti.</p>
<p>Il festival si svolgerà nella splendida cornice di una delle più importanti Città d&#8217;Arte d&#8217;Italia, con 12 Sale attrezzate nel Centro Storico, un Teatro Tenda in Piazza del Popolo, attività e esposizioni nelle Piazze e nei Musei (cinema, musica e arte); E si intitolerà: &#8220;Ravenna 2009: Rifiuti, Acqua, Energia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;edizione di quest&#8217;anno propone un mix di molte iniziative (5 Conferenze, 16 Workshop, 20 Labmeeting, 8 Eventi Culturali ed una Banca Dati di 1500 buone pratiche su rifiuti, acqua, energia).</p>
<p>Per informazioni visita il sito: <a title="Ravenna 2009" rel="nofollow" href="http://www.ravenna2009.it/" target="_blank">Ravenna2009</a></p>
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		<title>Immondizia! La rivoluzione inizia a casa&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 14:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciò che avete appena letto altro non è che la traduzione letterale del titolo del film &#8220;Garbage! The revolution starts at home&#8221;, un film canadese uscito nel 2007 e &#8220;lanciato&#8221; in Italia all’11 festival Cinemambiente di Torino. Il film è ora in distribuzione nel nostro paese  grazie a  Documè, Circuito indipendente del documentario. Ma vediamo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/11/immondizia-la-rivoluzione-inizia-a-casa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ciò che avete appena letto altro non è che la traduzione letterale del titolo del film &#8220;Garbage! The revolution starts at home&#8221;, un film canadese uscito nel 2007 e &#8220;lanciato&#8221; in Italia all’11 festival Cinemambiente di Torino.  Il film è ora in distribuzione nel nostro paese  grazie a  Documè, Circuito indipendente del documentario.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2071" title="immondizia" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/immondizia-300x104.jpg" alt="immondizia" width="300" height="104" />Ma vediamo di cosa parla questo singolare film-documentario&#8230; Nell&#8217;autunno 2005 la famiglia McDonald di Toronto inizia una singolare convivenza con la propria immondizia tenendola in garage per tre mesi.</p>
<p>Il risultato sono 83 sacchi colmi di spazzatura, 145 kg di umido e un odore poco piacevole.  I protagonisti di questo intelligente documentario, in cui non mancano momenti spassosi, visitano i posti nei quali vengono stoccati i rifiuti di cui per anni si sono liberati senza troppe domande, constatandone <span id="more-2008"></span>l’impatto non privo di drammatiche conseguenze.</p>
<p>Purtroppo al giorno d&#8217;oggi il problema della creazione e della gestione dei rifiuti a tutti i livelli, anche a quello domestico, è prioritario.</p>
<p>Secondo il WWF la riduzione dei <span>rifiuti</span> a monte è l’unica strada da seguire, come dimostrano esperienze positive realizzate in Svezia o in Germania.</p>
<p>Soluzioni prettamente tecnologiche, come finora è stato fatto, sono destinate al fallimento se non si riuscirà, con incentivi e campagne di sensibilizzazione, a modificare i nostri “stili di vita” sia nel mondo della produzione che dei consumatori.</p>
<p>A questo proposito, su Internet è possibile vedere gratuitamente un video-cartone di circa 20 minuti molto interessante e piacevole: &#8220;La storia delle cose&#8221; (The Story of Stuff), di Annie Leonard.</p>
<p>Qui è esposto in una forma semplice e diretta il problema della creazione e dello smaltimento dei rifiuti domestici, e viene spiegato il paradosso per cui <em><strong>per ogni sacchetto dell’ immondizia che produciamo, 70 ne sono stati prodotti a monte per creare i rifiuti che noi mettiamo in quel singolo sacchetto di immondizia. </strong></em></p>
<p>Il punto è che il nostro sistema di produzione e smaltimento è un sistema <strong>lineare</strong>, e non è possibile immaginare che questa situazione possa essere sostenibile all’infinito. Per la salute di tutti la &#8220;roba&#8221; dovrebbe essere inserita in un “ciclo” in cui le risorse vengano riutilizzate. Assolutamente da vedere&#8230;</p>
<p>“Il miglior rifiuto è quello non prodotto”.</p>
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