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	<title>Ok Ambiente . com &#187; riciclo</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Raccolta differenziata: l&#8217;importanza di informazioni chiare.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 14:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un momento molto delicato per l’Italia, in cui una delle sue città simbolo, ossia Napoli, versa ancora in condizioni pessime sul versante immondizia, Astra Ricerca ha condotto delle analisi sulla differenziazione e riciclaggio dei rifiuti, da cui emerge un dato inconfutabile: la raccolta differenziata viene fatta male. Alcuni ritengono sia uno sforzo sovrumano informarsi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/10/raccolta-differenziata-limportanza-di-informazioni-chiare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In un momento molto delicato per l’Italia, in cui una delle sue città simbolo, ossia Napoli, versa ancora in condizioni pessime sul versante immondizia, Astra Ricerca ha condotto delle analisi sulla differenziazione e riciclaggio dei rifiuti, da cui emerge un dato inconfutabile: la raccolta differenziata viene fatta male. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/raccolta-differenziata.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12473" title="raccolta-differenziata" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/raccolta-differenziata.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Alcuni ritengono sia uno sforzo sovrumano informarsi sulle diverse tipologie dei <strong>rifiuti</strong> per poi procedere ad un corretto smistamento, ma c’è da dire che accanto alla massiccia disinformazione v’è anche una confusione di fondo nelle indicazioni che vengono date.</p>
<p>Dunque, nel <em><strong>vetro</strong></em> va tutto ciò che è vetro, ma non va la ceramica: è necessario, così, identificare il pyrex, detto anche “vetro borosilicato”. Il pyrex non è normale vetro.</p>
<p>Le <strong>lampadine</strong>? No, non vanno nel vetro perché presentano il filamento di tungsteno.</p>
<p>E ancora, sulla plastica: flaconi di detersivo, bottiglie di bibita e di acqua vanno nel contenitore della plastica. Ma le posate, i piatti ed i bicchieri in normale plastica no! Le<span id="more-12379"></span> vaschette dei pranzi al volo? Sì, a patto che non siano “troppo sporche”.</p>
<p>Spesso nella parte dell’<strong>alluminio</strong> vengono erroneamente trovate anche buste di plastica metallizzate e buste di patatine e merendine. Il cartone della pizza non va nel cartone, molti dispongono vada nell’umido; nella carta non vanno fazzoletti e scontrini fiscali (perché non è carta normale bensì carta termica).</p>
<p>Il<strong> sacchetto di plastica</strong> non va nella plastica, non è riciclabile, quindi va nella indifferenziata; il tubetto del dentifricio è difficilmente riciclabile a causa della difficoltosa rimozione dei residui al suo interno.</p>
<p>E potremmo ancora continuare a citarvi degli esempi. Spesso regna la confusione. Si cerca di dare un contributo al pianeta, attraverso un metodo “popolare”, quotidiano, apparentemente semplice, ma si sbaglia spesso. Il primo passo è raccogliere <strong>informazioni chiare</strong>, ma anche fornire le stesse in modo da rendere la differenziazione uno strumento davvero efficiente.</p>
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		<title>Vado a fare shopping&#8230; sostenibile!</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 14:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Volete fare uno shopping sostenibile? Se la risposta è sì, potrete trovare idee accattivanti nel sito &#8220;Green Fvg&#8221;. Sotto la voce &#8220;Shopping, eco-prodotti dall&#8217;Italia&#8221;, compaiono infatti varie categorie merceologiche contenenti schede di prodotti innovativi, di eccellente design, creati a partire da materiale riciclato. Il sito greenfvg.it, nato nel novembre 2009, vuol essere portavoce della sostenibilità ambientale [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/10/vado-a-fare-shopping-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Volete fare uno shopping sostenibile? Se la risposta è sì, potrete trovare idee accattivanti nel sito &#8220;Green Fvg&#8221;. Sotto la voce &#8220;Shopping, eco-prodotti dall&#8217;Italia&#8221;, compaiono infatti varie categorie merceologiche contenenti schede di prodotti innovativi, di eccellente design, creati a partire da materiale riciclato.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/green-fvg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12535" title="green-fvg" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/green-fvg.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il sito<a title="Green-fvg" rel="nofollow" href="http://www.greenfvg.it/green/" target="_blank"> <strong><em>greenfvg.it</em></strong></a>, nato nel novembre 2009, vuol essere portavoce della sostenibilità ambientale e del <em><strong>&#8220;buonessere&#8221; </strong></em>per la Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la libera informazione del web.</p>
<p>Si tratta di una voce autonoma e indipendente che raccoglie le voci dei protagonisti regionali e nazionali delle buone pratiche ambientali.</p>
<p>Cliccando alla voce <em><strong>&#8220;Shopping, eco-prodotti dall&#8217;Italia&#8221;</strong></em>, si accede ad una lista di categorie merceologiche varie, che vanno dall&#8217;abbigliamento agli arredi, dai casalinghi ai trasporti.</p>
<p>I prodotti presentati, creati da<strong> aziende virtuose</strong> sparse in tutto il paese, sono caratterizzati da un alto valore ambientale e da un design unico.</p>
<p>Vediamo quelli che ci sono piaciuti di più (ma, credete, c&#8217;è davvero l&#8217;imbarazzo<span id="more-12499"></span> della scelta!):</p>
<p>I prodotti in <strong>alluminio riciclato</strong> ci sembrano particolarmente significativi, visto l&#8217;alto impatto ambientale dell&#8217;estrazione della bauxite nelle miniere a cielo aperto, e gli enormi rischi per gli ecosistemi e la salute umana connessi con lo stoccaggio dei famigerati <a title="Dalla bauxite all’alluminio, passando per i fanghi rossi." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/dalla-bauxite-allalluminio-passando-per-i-fanghi-rossi/" target="_self">fanghi rossi</a>.</p>
<ol>
<li>Caffettiere &#8220;Cuor di Moka&#8221; e &#8220;Mukka Express&#8221; della <strong><em>Bialetti</em></strong>, realizzate per il 70% in alluminio riciclato pre-consumo. Il design è veramente bello, e la qualità è garantita.</li>
<li>Sedie realizzate in alluminio riciclato dall&#8217;azienda<strong><em> Emeco c/o Joint srl</em></strong>: ce ne sono per tutti i gusti.</li>
<li>La &#8220;Ricicletta&#8221; della <strong><em>SpeedCross di Torretta P. &amp; C. snc</em></strong>. E&#8217; molto leggera grazie al telaio in alluminio riciclato; è dotata di cambio a tre velocità Nexus, prodotto da Shimano.</li>
</ol>
<p>Che dire poi degli articoli in<strong> legno</strong>, <strong>carta e cartone riciclati</strong>: è necessario ricorrervi se vogliamo arrestare la distruzione delle foreste tropicali primarie.</p>
<ol>
<li>Articoli per il disegno e scrittura per l&#8217;infanzia della linea &#8220;Il mondo di Nic&#8221; della <strong><em>Arbos</em></strong>, realizzati in carta riciclata. Le copertine sono illustrate da Nicoletta Costa e le pagine interne sono gradevolmente ravvivate da tenui colori pastello.</li>
<li>Culla realizzata in legno riciclato dall&#8217;azienda <strong><em>Camposad</em></strong>, che produce anche cassettiere, tavolini, scrivanie, librerie ecc. Semplice e sobria.</li>
<li>La &#8220;Mensolalbero&#8221;realizzata in carta e cartone riciclati dallo<strong><em> Scatolificio Mengoni Silvio</em></strong>: allegra, ideale per riporre i giochi dei più piccoli. Della stessa linea esistono anche il tavolo e la sedia per bambini.</li>
</ol>
<p>Infine, non scordiamoci della <strong>plastica</strong>: come sappiamo è fatta a partire da composti petrolchimici. Nel mondo ce n&#8217;è già tanta, non produciamone più, ma ricicliamola. Ci sono un&#8217;infinità di possibilità di riciclo.</p>
<ol>
<li>Le penne &#8220;Recycled&#8221; realizzate in plastica riciclata derivata da stampanti per computer. L&#8217;azienda è <strong><em>Ideacharme</em></strong>, e produce un&#8217;ampia gamma di prodotti in plastica riciclata: raccoglitori ad anelli, blocchi notes, cartelline, righelli, mouse pad, astucci, portachiavi, etichette, magneti&#8230;</li>
<li>La &#8220;Baby Synchilla Bunting&#8221;, tutina in pile per bambini composta al 100% da PET riciclato post-consumo. Linea morbida e comoda, è prodotta dall&#8217;azienda <strong><em>Patagonia Italia</em></strong>, che offre anche indumenti in pile per adulti come felpe e cappelli.</li>
</ol>
<p>Insomma, i<strong> prodotti riciclati</strong> portano in sé il valore dell&#8217;impegno per la salvaguardia ambientale e rispettano il lavoro umano attraverso il risparmio ed il riuso dei materiali che altrimenti andrebbero perduti.</p>
<p>L&#8217;impegno del singolo cittadino, coordinato con quello delle istituzioni e delle organizzazioni che operano sul territorio, può offrire risultati che ritornano utili alle stesse persone che hanno iniziato il ciclo: in effetti, anche in tempo di crisi, il <strong><em>mercato del riciclo </em></strong>è fiorente e ricco di novità. Sta a noi aiutarlo a crescere, scegliendo di orientare i consumi verso la sostenibilità.</p>
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		<title>Shiro Alga Carta: la carta ecologica fatta con le alghe della Laguna di Venezia.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 10:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi si fa un uso sempre più grande della carta. Per produrla servono energia e cellulosa, e questo spesso ai danni dell&#8217;ambiente e degli ecosistemi forestali. Per fortuna esistono in commercio carte ecologiche come &#8220;Shiro Alga Carta&#8221;, fatta con le alghe della laguna di Venezia e fibre FSC. Vediamo la sua storia e le sue [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/08/shiro-alga-carta-la-carta-ecologica-fatta-con-le-alghe-della-laguna-di-venezia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Oggi si fa un uso sempre più grande della carta. Per produrla servono energia e cellulosa, e questo spesso ai danni dell&#8217;ambiente e degli ecosistemi forestali. Per fortuna esistono in commercio carte ecologiche come &#8220;Shiro Alga Carta&#8221;, </strong><strong> fatta con le alghe della laguna di Venezia e fibre FSC. </strong><strong>Vediamo la sua storia e le sue caratteristiche peculiari.<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/shiro-alga-carta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12404" title="shiro-alga-carta" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/shiro-alga-carta.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Negli anni ’80 le acque della <strong>Laguna di Venezia</strong> hanno iniziato ad essere infestate da una quantità abnorme di <strong><em>alghe</em></strong> a causa dell&#8217;eccesso di nutrienti artificiali e del perdurare delle alte temperature estive: l&#8217;ecosistema acquatico era  minacciato dal fenomeno dell&#8217;<strong>eutrofizzazione</strong> e i vegetali in eccesso andavano raccolti e smaltiti prima della loro decomposizione.</p>
<p>Così nel 1989 il Magistrato alle Acque di Venezia, in collaborazione con il Consorzio Venezia Nuova e l&#8217;ENEA, iniziò la raccolta delle alghe per prevenire la <strong><em>deossigenazione</em></strong> della laguna. Essendo un materiale difficile da smaltire, si iniziarono ad esaminare varie possibilità per <em><strong>riciclarlo</strong></em>.</p>
<p>Una delle soluzioni, sponsorizzata dall’Unione Europea ed inserita nel progetto LIFE, fu quella di utilizzare le alghe nella <em><strong>fabbricazione della carta</strong></em>, in parziale sostituzione della cellulosa (derivata dall&#8217;abbattimento di alberi!) e di altri materiali. Nel 1993 venne creato<span id="more-12342"></span> il primo campione di<strong> Alga Carta </strong>dall&#8217;azienda Favini.</p>
<p>Oggi questa carta unica al mondo, chiamata <strong>Shiro Carta Alga</strong>, contribuisce in modo geniale ed innovativo alla protezione del fragile ecosistema lagunare, ed in più è ottenuta in modo ecologico. E&#8217; infatti prodotta con Energia Pura, l’energia elettrica compensata da certificati <strong>RECS</strong> (Renewable Energy Certificate System) e contiene, oltre alle alghe, fibre riciclate e certificate <strong>FS</strong>C (Forest Steweadship Council).</p>
<p>Ma come è fatta?</p>
<p>E&#8217; una <strong>carta </strong>opaca, liscia, flessibile, gradevole al tatto e dall&#8217;aspetto leggermente &#8220;puntinato&#8221; (le alghe si intravedono). Le sue colorazioni vanno dal bianco all&#8217;avorio, dal celeste all&#8217;azzurro pallido. E&#8217; adatta a qualsiasi metodo di stampa, punzonatura, perforazione, fustellatura e cordonatura. Le<em><strong> applicazioni</strong></em> nel campo della stampa e del design sono quindi varie: editoria, brochure, coordinati aziendali, shopping bag, packaging, cartoleria, etc&#8230;</p>
<p>Curiosamente, il contenuto di alghe permette alla carta di diventare più bianca nel tempo.</p>
<p>Che dire, ecco un bell&#8217;esempio di come un simbolo del degrado ambientale (eutrofizzazione) può trasformarsi in una <strong>materia prima</strong> che salva le foreste.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F11%2F08%2Fshiro-alga-carta-la-carta-ecologica-fatta-con-le-alghe-della-laguna-di-venezia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>RisparmiArte, il laboratorio di educazione ambientale a Pistoia: risparmio energetico e riciclo dei materiali.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 08:57:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inizierà il 6 ottobre il laboratorio di educazione ambientale organizzato dallo SPER (Sportello Pistoiese Energie Rinnovabili) e rivolto ai bambini del Centro Arcobaleno di Pistoia, intitolato &#8220;RisparmiArte. Educazione al risparmio energetico e recupero di materie seconde&#8220;. Lo sportello dedicato alle energie rinnovabili è nato a giugno su iniziativa dell&#8217;assessorato alle politiche energetiche, in collaborazione con [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/interessante-laboratorio-di-educazione-ambientale-a-pistoia-risparmio-energetico-e-riciclo-dei-materiali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Inizierà il 6 ottobre il laboratorio </strong><strong>di educazione ambientale organizzato dallo SPER (Sportello Pistoiese Energie Rinnovabili) </strong><strong>e rivolto ai bambini del Centro Arcobaleno di Pistoia, </strong><strong>intitolato </strong><strong>&#8220;<em>RisparmiArte. Educazione al risparmio energetico e recupero di materie seconde</em>&#8220;. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Risparmiarte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11130" title="Risparmiarte" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Risparmiarte.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo sportello dedicato alle <strong>energie rinnovabili</strong> è nato a giugno su iniziativa dell&#8217;assessorato alle politiche energetiche, in collaborazione con il Centro Nazionale Energie Rinnovabili di Rispescia e con il circolo pistoiese di Legambiente.</p>
<p>Il suo compito principale è la diffusione di una corretta informazione sull&#8217;uso razionale dell&#8217;energia, sul risparmio energetico e sulle fonti di energia rinnovabili.</p>
<p>Con il progetto <strong>RisparmiARTE</strong>, un laboratorio creativo indirizzato a piccoli artisti consumatori, lo SPER intende sensibilizzare i cittadini sui temi che gli stanno a cuore: dopo questa prima esperienza con i bambini del Centro Arcobaleno, l&#8217;offerta verrà  infatti ampliata sul territorio.</p>
<p>Ogni laboratorio, strutturato in <strong>10 incontri</strong> aventi cadenza settimanale, prevede una fase iniziale di organizzazione e personalizzazione dello spazio a disposizione per il<span id="more-11085"></span> lavoro ed una fase successiva di realizzazione di piccoli manufatti. A tal fine verrà utilizzato materiale di scarto (portato ad ogni incontro dai bambini stessi) di cui verranno individuati gli usi tradizionali e i possibili usi creativi.</p>
<p>Verranno creati oggetti che sfruttano le energie rinnovabili, non producono rifiuti, dal valore educativo ed utili; saranno analizzate inoltre <strong><em>tematiche cruciali</em></strong> come il risparmio dell&#8217;acqua, lo sfruttamento dell&#8217;energia solare e gli effetti delle attività umane sulla terra: il tutto in una atmosfera divertente e giocosa.</p>
<p>Il percorso culminerà in un incontro finale a cui parteciperanno anche le famiglie ed in cui i giovani partecipanti illustreranno gli argomenti trattati mostrando i lavori prodotti.</p>
<p>L&#8217;<strong>educazione ambientale</strong> è uno strumento sempre più usato per comunicare le buone pratiche di risparmio energetico e di riciclo dei materiali: insegnando ai bambini si avrà in futuro una generazione forse più consapevole dei problemi ambientali e più rispettosa nei confronti della natura. Inoltre, non scordiamoci che educare i bambini significa anche sensibilizzare i genitori.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F10%2F06%2Finteressante-laboratorio-di-educazione-ambientale-a-pistoia-risparmio-energetico-e-riciclo-dei-materiali%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Riccardo Wilczek, l&#8217;operaio celeste che crea sculture con materiali riciclati.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 11:48:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riccardo Wilczek è un artista che crea suggestive sculture in legno di mare ed altri materiali riciclati (bucce di arance, limoni e melone, tappi di sughero, ghiande, rondelle, lattine, etc). Il percorso artistico di Wilczek ha inizio con la pittura, attraverso la quale esprime il proprio mondo interiore tramite un linguaggio in continua evoluzione. Emergono [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/08/22/riccardo-wilczek-loperaio-celeste-che-crea-sculture-con-materiali-riciclati/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Riccardo Wilczek è un artista che crea suggestive sculture in legno di mare ed altri materiali riciclati (bucce di arance, limoni e melone, tappi di sughero, ghiande, rondelle, lattine, etc).</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/tavolino-con-candele.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9706" title="tavolino-con-candele" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/tavolino-con-candele.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il percorso artistico di <strong><em>Wilczek</em></strong> ha inizio con la pittura, attraverso la quale esprime il proprio mondo interiore tramite un linguaggio in continua evoluzione. Emergono con il tempo quegli elementi simbolici che, interiorizzati e assimilati lo porteranno a realizzare creazioni sempre più complesse.</p>
<p>Nella sua opera, la forza espressiva delle forme sostenuta da una gamma di colori accesi si alterna a suggestive immagini poetiche, microcosmi di grande delicatezza. Il suo è un <strong><em>viaggio solitario</em></strong> verso l&#8217;eternità.</p>
<p>E&#8217; sempre presente una tensione verso l&#8217;incommensurabile, verso un mondo puro, incorruttibile e sconfinato. C&#8217;è una dolorosa consapevolezza della condizione umana, temperata da una dolcezza estrema, che non trova consolazione né nella ricorrente<span id="more-9696"></span> figura simbolica della donna &#8211; madre, né nella religiosità della natura, sebbene in alcune opere le tensioni sembrano allentarsi nella creazione di un mondo sospeso, fiabesco, ancora aperto alle illusioni.</p>
<p>Iniziando il lavoro di <strong><em>restauratore</em></strong>, scopre nel legno una materia primigenia ed arcaica dalle grandi potenzialità espressive. L&#8217;uso del legno e di altre materie naturali permette all&#8217;artista di essere partecipe dell&#8217;energia operante nell&#8217;universo e di inserirsi nel ciclo di rinnovamento continuo della materia.</p>
<p>Niente viene perduto: foglie, sassi, legni restituiti dal mare acquistano nuova vita e nuove funzioni in una metamorfosi continua. L&#8217;energia e la vitalità con cui Wilczek lavora si infondono nei <a title="Riciclo artistico" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/il-colorato-e-sorprendente-mondo-del-riciclo-artistico/" target="_blank">materiali usati</a> plasmandoli e facendo nascere opere uniche in cui le qualità artistiche e decorative si coniugano in perfetto equilibrio con quelle funzionali.</p>
<p>I suoi lavori suscitano emozioni e stimoli trasformando i desideri in <strong><em>oggetti di arredo</em></strong> senza tempo che abitano con naturalezza contesti antichi o contemporanei.</p>
<p>I suoi mobili, le sue cornici hanno la parvenza di forme naturali cresciute dalla terra, elementi organici al pari di un albero o di una pianta, cui però la raffinata cromia sapientemente dosata aggiunge alle forme vegetali brandelli di sogno e di memoria che si sovrappongono alle forme naturali quasi unica traccia dell&#8217; intervento dell&#8217;uomo.</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/libreria-pipe.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9712" title="libreria-pipe" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/libreria-pipe.jpg" alt="" width="140" height="250" /></a>Una natura &#8220;sognata&#8221; prende forma tra le sue mani e oggetti tangibili e sempre nuovi d&#8217;uso quotidiano traducono in realtà il misterioso legame uomo &#8211; natura, filo conduttore di tutta la sua produzione artistica.</p>
<p>L&#8217;artista si definisce <em><strong>&#8220;operaio celeste&#8221;</strong></em> (<a title="Operaio Celeste" href="http://www.operaioceleste.it/index.htm" target="_blank">www.operaioceleste.it</a>), che usa le mani con lo sguardo rivolto al cielo. Amare la dura materia ed accarezzare l&#8217;impalpabilità delle nuvole è nel quotidiano di chi, senza mai aver fatto questa scelta, si pone tra la rappresentazione terrena e l&#8217;idea astrale.</p>
<p>Strumento nelle mani dell&#8217;universo vive le vicissitudini del quotidiano e dal quotidiano parte per tornare a rappresentare il cielo. Una vita vissuta con i piedi nel pantano e gli occhi che fissano l&#8217;orizzonte. Un vissuto che entra prepotentemente in ogni sua composizione attraverso le materie utilizzate. Tutte hanno una storia che precede l&#8217;opera stessa.</p>
<p>Materie che il vento ha consumato, il mare ha levigato, il corpo ha impregnato di sudore. Non c&#8217;è lavoro che parta dal nulla, da una tela bianca, da una cornice vuota. Non si parte mai da zero e la vita è già prima di ogni rappresentazione. Non si dichiara artista e non usa i materiali dell&#8217;arte. La natura con i suoi scarti è la sua fonte, la vita è il suo palcoscenico.</p>
<p>Sottopone le materie a mille trattamenti ricercandone i punti di forza ed i punti deboli. Lega insieme con lo spago, con il fil di ferro, con la mente, i pezzi come un puzzle, il puzzle della vita. Costruisce la sua esistenza proiettandosela intorno. Circondato da oggetti, opere d&#8217;uso e di pensiero, assemblaggi di scarti tornati a trasmettere energie forti, Riccardo Wilczek, “operaio celeste”, continua a guardare in alto.</p>
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		<title>Al via le &#8220;Cartoniadi della qualità&#8221; proposte da Comieco.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 10:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comieco sfida l&#8217;Italia proponendo un&#8217;interessante competizione: le &#8220;Cartoniadi&#8221;. Le città in gara saranno 4 ed avranno 1 mese di tempo per migliorare la qualità della raccolta cittadina di carta e cartone: la città vincitrice si aggiudicherà 30.000 euro. Comieco è il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica: raggruppa circa 3.500 aziende della [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/11/al-via-le-cartoniadi-della-qualita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Comieco sfida l&#8217;Italia proponendo un&#8217;interessante competizione: le &#8220;<em>Cartoniadi&#8221;.</em> Le città in gara saranno 4 ed avranno 1 mese di tempo per migliorare la qualità della raccolta cittadina di carta e cartone: la città vincitrice si aggiudicherà 30.000 euro. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8701" title="cartoniadi" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/cartoniadi1.jpg" alt="cartoniadi" width="150" height="150" />Comieco è il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica: raggruppa circa 3.500 aziende della filiera cartaria ed ha come finalità il riciclo e il recupero degli imballaggi di origine cellulosica.</p>
<p>Da vari anni organizza, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e della Federazione Italiana Giuoco Calcio, le <em>Cartoniadi, </em>una competizione virtuosa nella quale, per un periodo definito, gli abitanti delle diverse città coinvolte si impegnano collettivamente per incrementare la raccolta di carta, cartone e cartoncino, con l&#8217;obiettivo di vincere gli importanti premi in palio.</p>
<p>L’11 giugno sarà il “Kick off day” dell&#8217;iniziativa del 2010, che vedrà in gara quattro comuni in rappresentanza delle 4 macro-aree italiane: Caserta per il Sud, Livorno per il<span id="more-8647"></span> centro, Monza per il Nord e Sassari per le Isole.</p>
<p>Le 4 città partecipanti avranno tempo fino all’11 luglio per migliorare il più possibile la loro raccolta differenziata di carta e cartone in particolare sotto il profilo della “qualità”, differenziando correttamente e senza errori tutti i materiali a base cellulosica, e vincere così il premio di 30.000 euro messo in palio da Comieco. L’iniziativa ha chiaramente lo scopo di sensibilizzare i cittadini verso la raccolta differenziata coinvolgendoli direttamente nella gara.</p>
<p>Come funzionano le Cartoniadi? Il primo passo sarà l’assegnazione di un punteggio iniziale basato sui livelli qualitativi e quantitativi della raccolta differenziata riscontrati nelle 4 aree prima dell’inizio della manifestazione. Nel corso del mese di gara, si procederà poi ad un doppio monitoraggio della raccolta che terrà conto della percentuale di impurità presenti sia nella raccolta domestica che in quella industriale. Questo indicatore determinerà il punteggio finale.</p>
<p>I cittadini saranno informati sulle regole di base del riciclo dei materiali cellulosici, che purtroppo ancora oggi viene fatto in modo spesso scorretto. Infatti, nonostante 8 italiani su 10 si impegnino giornalmente a separare la carta e il cartone dagli altri rifiuti, sono ancora tanti quelli che non hanno ancora imparato a differenziare correttamente questi materiali.</p>
<p>Ad esempio, un italiano su due dichiara di gettare nella differenziata gli <em>scontrini</em>, un errore ancora molto frequente, nonostante sia stato fatto qualche piccolo passo avanti (a novembre 2009 lo stesso errore lo commetteva il 57% del campione). Il 27% degli intervistati, sbagliando, manda invece alla differenziata la <em>carta sporca di cibo</em> (31% nel 2009), e si confermano frequenti errori come differenziare i <em>giornali ancora avvolti nel cellophane</em> (25%) e i <em>fazzoletti di carta</em> (17%).</p>
<p><em>I consigli principali sono</em>: selezionare correttamente carta e cartone togliendo punti metalli, nastri adesivi e materiali non cellulosici (ad es. il sacchetto di plastica che contiene le riviste); appiattire le scatole prima di buttarle; non mettere nel contenitore i materiali contaminati da cibo e terra; non mettere nel contenitore gli scontrini, la carta oleata e i fazzoletti usati.</p>
<p>“<em>L’obiettivo per queste quattro città</em> – afferma Attoma, presidente di Comieco – <em>è quello di avvicinarsi il più possibile alle percentuali massime di impurità ammesse nella raccolta in forza del nuovo accordo Anci-Conai, che prevede un 3% per la raccolta delle famiglie e un 1,5% per la raccolta commerciale. Nelle precedenti edizioni delle Cartoniadi, abbiamo riscontrato un incremento medio dei volumi di raccolta pari a circa il 30% e un consolidamento di queste buone abitudini del tempo che hanno portato ad almeno un +15%.</em>”</p>
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		<title>Prorogato all&#8217;11 giugno il termine di partecipazione al concorso &#8220;Crazypack&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 09:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crazy Pack è concorso a premi per la progettazione di imballaggi alternativi e funzionali, ideato per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su un tema che troppo spesso viene sottovalutato e ignorato, quello degli imballaggi. Dal punto di vista legislativo per imballaggio si intende “il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/20/prorogato-all11-giugno-il-termine-di-partecipazione-al-concorso-crazypack/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Crazy Pack è concorso a premi per la progettazione di imballaggi alternativi e funzionali, ideato per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su un tema che troppo spesso viene sottovalutato e ignorato, quello degli imballaggi.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8065" title="Crazy-Pack" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Crazy-Pack.jpg" alt="Crazy-Pack" width="150" height="115" /> Dal punto di vista legislativo per imballaggio si intende<em> “il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all&#8217;utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo”</em> (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, art. 218, comma 1, lett. A).</p>
<p>L’imballaggio serve quindi a contenere, a proteggere, a conservare. E serve anche a comunicare: istruzioni per l’uso, informazioni nutrizionali e funzionali, ma anche messaggi pubblicitari.</p>
<p>L’imballaggio è progettato per essere sicuro nella protezione di alimenti, prodotti cosmetici e farmaci. Le chiusure consentono di impedire l’apertura ai bambini di prodotti <span id="more-7952"></span>potenzialmente pericolosi (es. prodotti per la pulizia della casa). Ma quanto ci costano? E quanto costano all&#8217;ambiente?</p>
<p>Secondo uno studio della Coldiretti del 2009 nella spesa alimentare degli italiani il costo delle confezioni (specialmente quelle mono-dose) è la componente più rilevante e supera quello del prodotto agricolo contenuto.</p>
<p>Ad esempio nei fagioli in barattolo la confezione incide per il 26% sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25%, per il succo di frutta in brick al 20% e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10%.</p>
<p>Inoltre oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa e che generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40% della spazzatura che si produce ogni anno in Italia.</p>
<p>In risposta a queste problematiche si pone l&#8217;iniziativa Crazypack. Crazy Pack è un concorso nazionale a premi per la progettazione di imballaggi alternativi e funzionali rispetto ai tradizionali oggi presenti sul mercato, dall&#8217;altissimo impatto ambientale. La partecipazione è libera, aperta a tutti e gratuita.</p>
<p>La finalità del concorso è di: raccogliere idee di imballaggi alternativi e funzionali; favorire la diffusione pubblica di nuove idee e concept di imballaggi innovativi e creativi; ripensare il design degli imballaggi attuali per un utilizzo più funzionale del prodotto, anche attingendo ad altre culture e paesi.</p>
<p>I requisiti essenziali richiesti sono tre: gli imballaggi proposti devono essere coerenti con uno stile di vita eco-sostenibile, e devono rispondere alla necessità di riduzione dei <a title="breve-storia-dei-rifiuti" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/breve-storia-dei-rifiuti-perche-un-tempo-non-esistevano-e-perche-oggi-stanno-soffocando-il-nostro-pianeta/" target="_blank">rifiuti </a>e di miglioramento della loro gestione in termini di raccolta, recupero e riciclo; le proposte possono far riferimento a prodotti esistenti sul mercato internazionale senza esplicito rimando a marche o brand; le proposte possono essere sviluppate utilizzando qualsiasi materiale con particolare attenzione all’uso di carta e cartone, alluminio, vetro e bioplastiche (mater-B).</p>
<p>Insomma, un concorso senza dubbio interessante, anche se, volendo risolvere l&#8217;annoso problema ambientale degli imballaggi, sarebbe forse più utile considerare la via dell&#8217;eliminazione a monte degli imballaggi stessi. In molti negozi bio e in alcuni supermercati è infatti già possibile trovare dispenser che consentono di acquistare, sfusi, pasta, riso, legumi, frutta secca, detersivi, saponi etc&#8230;</p>
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		<title>A Caiazzo da oggi la spesa si fa solo con sacchetti personali biodegradabili.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 10:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’iniziativa è denominata “No plastic bag” e prevede il graduale coinvolgimento di tutti gli 8 mila comuni italiani. Sulla base della considerazione che non è possibile sprecare buste di plastica sempre diverse ad ogni occasione, Caiazzo, comune campano di circa seimila abitanti, nella zona del casertano, segna una svolta: Caiazzo è infatti il primo comune [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/28/a-caiazzo-da-oggi-la-spesa-si-fa-solo-con-sacchetti-personali-biodegradabili/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’iniziativa è denominata “No plastic bag” e prevede il graduale coinvolgimento di tutti gli 8 mila comuni italiani.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7018" title="no-plastic-bag" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/no-plastic-bag-150x150.jpg" alt="no-plastic-bag" width="150" height="150" /> Sulla base della considerazione che non è possibile sprecare buste di plastica sempre diverse ad ogni occasione, Caiazzo, comune campano di circa seimila abitanti, nella zona del casertano, segna una svolta: Caiazzo è infatti il primo comune in Italia che  ha deciso di bandire le buste di plastica definitivamente, dicendo “No” alle buste di plastica con un anno di anticipo rispetto alla legge nazionale che dovrebbe entrare in vigore all&#8217;inizio del 2011.</p>
<p>Questa iniziativa, che si sviluppa per ora come “piano-pilota”, permette di archiviare i sacchetti “fungibili”, introducendo dei sacchetti biodegradabili, con contestuali multe per i trasgressori: le sanzioni infatti toccherebbero anche i 500 euro.</p>
<p>L’iniziativa è stata presentata oggi a Roma nella sede dell’Anci, e sarà corredata da un’ordinanza comunale in cui saranno previste. Insomma, l’era dei sacchetti<span id="more-6970"></span> di plastica non biodegradabili sta per finire.</p>
<p>I nuovi sacchetti saranno biodegradabili,  ovvero capaci di decomporsi completamente e in maniera naturale  dal terreno. Ben 100mila pezzi verranno assegnati in modo gratuito alle  attività commerciali di Caiazzo, con il fine di rendere l’utilizzo degli  stessi un’abitudine diffusa tra la gente del posto.</p>
<p>Questi sacchetti personali biodegradabili sono certificati e compostabili dal Consorzio italiano compostatori. L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e le masse di rifiuti non degradabili.</p>
<p>Il presidente regionale di Legambiente, Michele Buonuomo, ha affermato che in Campania oltre 300 comuni raggiungono il 45% di raccolta differenziata, con punte del 70-80%, e quindi iniziative come questa sono utili anche nel contrasto alle ecomafie. Caiazzo è un esempio di come ci siano realtà più avanzate delle politiche nazionali, spesso affossate da ritardi inconcepibili.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F28%2Fa-caiazzo-da-oggi-la-spesa-si-fa-solo-con-sacchetti-personali-biodegradabili%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Lenovo, produttore di pc, valorizza l&#8217;ecosostenibilità con i ThinkPad serie L.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 11:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lenovo, produttore cinese di personal computer, sta per inserire nel mercato della tecnologia avanzata una nuova linea di pc. Il rapporto tra tecnologia e ambiente, si sa, è spesso controverso, ma fortunatamente grandi e piccoli produttori di ogni settore hanno capito che il concetto di ecosostenibilità non può essere trascurato. Lenovo ne è un esempio [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/26/lenovo-produttore-di-pc-valorizza-lecosostenibilita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lenovo, produttore cinese di personal computer, sta per inserire nel mercato della tecnologia avanzata una nuova linea di pc. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6947" title="thinkpad" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/thinkpad1.jpg" alt="thinkpad" width="160" height="140" />Il rapporto tra tecnologia e ambiente, si sa, è spesso controverso, ma fortunatamente grandi e piccoli produttori di ogni settore hanno capito che il concetto di ecosostenibilità non può essere trascurato. </p>
<p>Lenovo ne è un esempio calzante: l&#8217;azienda ha infatti annunciato una nuova famiglia di computer, i <strong>ThinkPad serie L</strong>, ideati non solo per il mondo del business ma anche per il settore della pubblica amministrazione.</p>
<p>I computer ThinkPad serie L sono, soprattutto, realizzati con materiale plastico riciclato per la tutela ambientale, ed hanno ottenuto anche il riconoscimento per il risparmio energetico. </p>
<p>Saranno disponibili da metà maggio 2010, ad un prezzo di circa 750 euro. E&#8217; assolutamente positivo che tutte le aziende del settore tecnologico abbiano un occhio di riguardo<span id="more-6942"></span> per l&#8217;ambiente, considerato  nella sua globalità e fragilità.</p>
<p>Lenovo ThinkPad L offre tutte le caratteristiche più evolute di oggi: possibilità di effettuare chiamate in Voip, webcam di qualità integrata, tecnologia Intel e offre diverse opzioni di connettività: Ethernet, Bluetooth, WiFi, 3G e 4G.</p>
<p>Pian piano parole come risparmio energetico, fonti alternative ed ecosostenibililità, hanno preso piede nel vocabolario delle persone comuni, a tal punto da influenzare positivamente la produzione di dispositivi che consumano sempre meno, fatti di materiali riciclati e riciclabili, e che producono senz&#8217;altro meno inquinamento rispetto al passato.</p>
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		<title>Finlandia: per il nucleare si va verso la quarta generazione.</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 08:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
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		<description><![CDATA[Si studia una tecnologia che, sviluppata da un gruppo di ricercatori della Lappeenranta University of Technology, fornirebbe alle centrali nucleari un nuovo sistema per ridurre la mole di scorie prodotte, permettendo al reattore di riciclare combustibile. Grazie a nuovi reattori, infatti, i rifiuti nucleari non verrebbero sotterrati, ma in parte dissolti e in parte recuperati [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/03/finlandia-per-il-nucleare-si-va-verso-la-quarta-generazione/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si studia una tecnologia che, sviluppata da un gruppo di ricercatori della Lappeenranta University of Technology, fornirebbe alle centrali nucleari un nuovo sistema per ridurre la mole di scorie prodotte, permettendo al reattore di riciclare combustibile. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5087" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/218-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Grazie a nuovi reattori, infatti, i rifiuti nucleari non verrebbero sotterrati, ma in parte dissolti e in parte recuperati per essere riciclati come nuovo carburante.</p>
<p>I nuovi reattori, che hanno già attirato l&#8217;attenzione di compagnie in tutto il mondo, sono il frutto del New Type Nuclear Reactors Project, che fa parte del Sustainable Energy Research Programme.</p>
<p>&#8220;Lo scopo del progetto è valutare e migliorare le analisi dei reattori di quarta generazione&#8221;, ha detto il direttore del progetto, Kyrki-Rajamäki. </p>
<p>&#8220;Anche se l&#8217;energia nucleare contribuisce a ridurre le emissioni dei gas serra, le riserve di uranio si esauriranno velocemente se il numero di centrali dovesse<span id="more-5085"></span> aumentare&#8221; ha aggiunto.</p>
<p>Ecco il motivo per cui è importante riutilizzare l&#8217;uranio. &#8220;Al ritmo di sfruttamento attuale, le riserve di questo carburante dureranno solo 200 anni.</p>
<p>Con una tecnologia che ricicla il carburante, invece, le centrali nucleari potranno avere risorse per migliaia di anni&#8221;, ha spiegato Kyrki-Rajamäki. &#8220;Costruire i nuovi reattori è una vera e propria sfida: non possiamo fare compromessi tra efficienza e sicurezza&#8221;, ha concluso.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F03%2Ffinlandia-per-il-nucleare-si-va-verso-la-quarta-generazione%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Lazio: solo il 53% dei cittadini fa la raccolta differenziata.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 21:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo i risultati della ricerca &#8221;Gli Italiani e i materiali riciclati&#8221; presentata oggi a Roma, nell&#8217;ambito del convegno &#8221;Alimentare il riciclo&#8221; organizzato da Assobibe, in collaborazione con Mineracqua, solo il 53% degli abitanti del Lazio dichiara di fare regolarmente la differenziazione dei rifiuti, a fronte di una media nazionale del 71%. Il dato laziale non [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/01/lazio-solo-il-53-dei-cittadini-fa-la-raccolta-differenziata/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Secondo i risultati della ricerca &#8221;Gli Italiani e i materiali riciclati&#8221; presentata oggi a Roma, nell&#8217;ambito del convegno &#8221;Alimentare il riciclo&#8221; organizzato da Assobibe, in collaborazione con Mineracqua, solo il 53% degli abitanti del Lazio dichiara di fare regolarmente la differenziazione dei rifiuti, a fronte di una media nazionale del 71%.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4103" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Il dato laziale non si discosta solo da quello calcolato a livello nazionale (rispetto al quale registra un -18%), ma anche da quello locale, con un -14% rispetto al 67% registrato nel resto dell&#8217;Italia centrale. In testa alla classifica delle regioni più riciclone ci sono la Lombardia (86%), l&#8217;Emilia Romagna (85%) e la Toscana (84%).</p>
<p>Fra le regioni meno riciclone ci sono la Basilicata e la Calabria al 54%, mentre fanalino di coda è la Sicilia, ferma al 28%, ovvero 43 punti percentuali in meno rispetto alla media campionaria.</p>
<p>&#8221;La nostra industria &#8211; ha dichiarato il vicepresidente di AssoBibe Alessandro Magnoni &#8211; ha come scopo realizzare un prodotto di qualità, con tecnologie che ne garantiscano la sicurezza e il minor impatto ambientale possibile.</p>
<p>In questa mission la possibilità di incrementare e sostenere in vario modo il riciclo ed il recupero degli imballaggi rientra pienamente nelle strategie di sostenibilità<span id="more-4102"></span> che adottiamo&#8221;.</p>
<p>Dalla ricerca emerge, infatti, una sempre maggiore attenzione e consapevolezza da parte degli italiani in tema di riciclo dei rifiuti, anche quando si tratta di packaging alimentare con il 73% della popolazione che preferirebbe acquistare bottiglie in Pet (principale materiale plastico, derivato dal petrolio, utilizzato per i contenitori) riciclato, ovvero derivato da materiale recuperato dalle raccolte differenziate.</p>
<p>Come emerge dalla ricerca &#8221;Gli Italiani e i materiali riciclati&#8221;, in Italia si consumano annualmente 450mila tonnellate di Pet vergine, la maggior parte del quale è destinato alla produzione di bottiglie per bevande, filiera responsabile dell&#8217;immissione nel mercato del 23% del totale degli imballaggi.</p>
<p>Le bottiglie in Pet, il cui utilizzo nel comparto alimentare è disciplinato dal regolamento Ce 282/2008, vengono percepite come resistenti dal 76% della popolazione, igieniche dal 68% , mentre il 62% dà la priorità alle caratteristiche di sostenibilità del prodotto. E</p>
<p>d è proprio l&#8217;igiene la caratteristica più motivante al momento di dover scegliere il prodotto (l&#8217;84% di chi pensa che siano igieniche propende all&#8217;acquisto), seguita da sostenibilità (83%) e resistenza (78%).</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F01%2Flazio-solo-il-53-dei-cittadini-fa-la-raccolta-differenziata%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Salerno: primo capoluogo d&#8217;Italia nella raccolta differenziata.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[Civica Amministrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Entro il 2009 è obbligo di tutti i Comuni raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003) ed entro il 2012 la percentuale minima da raggiungere sarà il 65%. Se il nord Italia è sempre stato all&#8217;avanguardia rispetto ai temi ambientali, tra cui quello della [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/24/salerno-primo-capoluogo-ditalia-nella-raccolta-differenziata/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Entro il 2009 è obbligo di tutti i Comuni raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003) ed entro il 2012 la percentuale minima da raggiungere sarà il 65%.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3942" title="raccolta-differenziata" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/raccolta-differenziata.jpg" alt="raccolta-differenziata" width="180" height="180" />Se il nord Italia è sempre stato all&#8217;avanguardia rispetto ai temi ambientali, tra cui quello della corretta gestione dei rifiuti, un forte segnale è arrivato invece dal centro-sud, e in particolare dalla regione Campania, resasi tristemente famosa oltre che per la &#8220;pizza e il mandolino&#8221;, anche per l&#8217;emergenza rifiuti di un anno fa. </p>
<p>Dallo scorso ottobre Salerno è infatti il primo capoluogo d’Italia per percentuale di raccolta differenziata: ben il 72%. Adesso ha raggiunto addirittura la percentuale effettiva del 74,16 %. Tutto ciò, grazie al lavoro svolto dalla Civica Amministrazione in collaborazione con il Conai, Salerno Pulita, i cittadini e le imprese.</p>
<p>«È un risultato straordinario &#8211; commenta il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca &#8211; che supera anche le nostre aspettative a testimonianza dell&#8217;efficacia del piano industriale, dell&#8217;impegno dei lavoratori, della collaborazione di cittadini ed imprese. Il primato tra i<span id="more-3936"></span> capoluoghi per la raccolta differenziata è importante per la salvaguardia dell&#8217;ambiente, per la qualità della vita dei cittadini, per l&#8217;attrazione stessa del territorio. Questa capacità amministrativa ed operativa è, infatti, un&#8217;importante credenziale sia in termini di accoglienza turistica sia per ulteriori investitori economici interessanti ad insediarsi in loco. La nostra comunità rappresenta un esempio virtuoso per l&#8217;Italia intera tale da incoraggiare gli sforzi anche di altre amministrazioni impegnate in questo difficile compito».</p>
<p>Il Comune di Salerno è impegnato nella piena realizzazione del ciclo industriale dei rifiuti. Dopo aver riorganizzato il servizio di spazzamento, sono stati realizzati: il sito di trasferenza e le due isole ecologiche di Fratte ed Arechi dove oltre 20mila famiglie depositano i rifiuti ingombranti. </p>
<p>È inoltre in fase di costruzione il primo impianto di compostaggio aerobico/anaerobico della Campania per il trattamento dell&#8217;umido. Infine è stata confermata la disponibilità a realizzare un impianto di termovalorizzatore per offrire un contributo al superamento definitivo dell&#8217;emergenza rifiuti che attanaglia altri territori e ricavare risorse economiche per la collettività.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F11%2F24%2Fsalerno-primo-capoluogo-ditalia-nella-raccolta-differenziata%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Trashware: Rifiuto o risorsa?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 08:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Binario Etico]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuto]]></category>
		<category><![CDATA[risorsa]]></category>
		<category><![CDATA[Trashware]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tecnologie informatiche si evolvono ormai alla velocità della luce, ci sono sempre più funzioni, maggiore velocità, più memoria. A pochi mesi dall&#8217;uscita in commercio i modelli nuovi sembrano già superati, quando in realtà non lo sono. Le multinazionali dell&#8217;informatica e dell&#8217;elettronica vogliono far credere ai consumatori di dover continuamente aggiornare il proprio pc, lanciando [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/11/trashware-rifiuto-o-risorsa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Le tecnologie informatiche si evolvono ormai alla velocità della luce, ci sono sempre più funzioni, maggiore velocità, più memoria. A pochi mesi dall&#8217;uscita in commercio i modelli nuovi sembrano già superati, quando in realtà non lo sono.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1961" title="trashware" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/trashware-300x225.jpg" alt="trashware" width="300" height="225" />Le multinazionali dell&#8217;informatica e dell&#8217;elettronica vogliono far credere ai consumatori di dover continuamente aggiornare il proprio pc, lanciando continuamente gadgets, modelli all&#8217;ultimo grido e pesantissimi software. In questo modo un pc viene dismesso in media ogni 2 o 3 anni. Ma che fine fanno questi rifiuti tecnologici altamente nocivi?</p>
<p>I prodotti elettronici rientrano sotto la normativa RAEE che ne prescrive il corretto recupero e riciclaggio per evitare i componenti tossici possano disperdersi nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Il trashware così creato può trovare una seconda vita a favore di coloro che per ragioni economiche o di altra natura non potrebbero permettersi un pc nuovo: persone che vivono in Paesi in via di sviluppo, ma anche appartenenti a fasce di popolazione svantaggiate (anziani, indigenti, immigrati).</p>
<p>Moltissime associazioni si occupano di traformare questi rifiuti in opportunità, ed in <span id="more-1952"></span>genere operano nell&#8217;ambito del software libero (i sistemi Linux sono plasmabili per essere adattati alle capacità dei computer obsoleti, sono più agili e consumano meno le macchine).</p>
<p>Ad esempio una realtà che si occupa di recuperare a domicilio attrezzature informatiche obsolete (e cellulari) si chiama Binario Etico ed ha sede a Roma. Nel sito <a title="trashware" href="http://www.binarioetico.org/" target="_blank" rel="nofollow" >www.binarioetico.org</a> troviamo scritto:</p>
<p>&#8220;I PC vengono dismessi troppo rapidamente in obbedienza a logiche di mercato che finiscono per svantaggiare gli utenti finali. Abbiamo verificato che a rendere obsoleto l&#8217;hardware è in realtà il software che viene usato, spesso non ottimizzato e inutilmente sofisticato per gli utenti comuni. Questi, nella maggior parte dei casi, avrebbero bisogno di semplici programmi di scrittura, calcolo, navigazione in Internet e grafica. Invece la continua rincorsa tra hardware e software, fomentata dalle grandi multinazionali dell&#8217;informatica, costringe all&#8217;acquisto di macchine sempre più potenti con le quali si svolgono praticamente le stesse funzioni di dieci anni fa. Il Software Libero, invece, in virtù della natura aperta del codice sorgente, consente ampi margini di ottimizzazione. Lavorandoci con attenzione, un vecchio computer dismesso può arrivare ad avere prestazioni paragonabili a quelle di un PC di ultima generazione per determinati tipi di applicazioni. Tra le varie distribuzioni disponibili, Binario Etico ha scelto di lavorare con la distribuzione GNU/Linux Debian, sia per ragioni tecniche (è indubbiamente la più modulare e tra le più performanti) sia politiche, in quanto si tratta di un progetto non commerciale basato su un contratto sociale con l&#8217;utente.&#8221;</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F09%2F11%2Ftrashware-rifiuto-o-risorsa%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il riciclo dei tappi di sughero.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 10:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Rilegno]]></category>
		<category><![CDATA[sughero]]></category>
		<category><![CDATA[tappi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sughero non è altro che la corteccia della quercia da sughero (Quercus Suber, questo il suo nome scientifico). La quercia da sughero è una pianta caratteristica delle regioni del mediterraneo centro occidentale: Nord dell’Africa (Marocco, Algeria, Tunisia), Sud della Francia (in particolare Corsica), Italia (Sardegna, Sicilia e Toscana), Spagna e Portogallo. La superficie mondiale [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/01/il-riciclo-dei-tappi-di-sughero/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il sughero non è altro che la corteccia della quercia da sughero (Quercus Suber, questo il suo nome scientifico).</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1724" title="riciclo-sughero" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/riciclo-sughero-239x300.jpg" alt="riciclo-sughero" width="240" />La quercia da sughero è una pianta caratteristica delle regioni del mediterraneo centro occidentale: Nord dell’Africa (Marocco, Algeria, Tunisia), Sud della Francia (in particolare Corsica), Italia (Sardegna, Sicilia e Toscana), Spagna e Portogallo.</p>
<p>La superficie mondiale di quercia da sughero è stimata in 2,2 milioni di ettari, con un’estrazione di circa 300.000 tonnellate di sughero l’anno, di cui circa 15.000 in Italia (12.000 solo in Sardegna).</p>
<p>Lanciato in Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna, nel corso della scorsa edizione delle Cantine aperte (e con progetti piloti a Vinitaly), il progetto &#8220;Tappo a chi?&#8221; è promosso dal consorzio per la raccolta Rilegno (<a title="Rilegno" href="http://www.rilegno.org/" target="_blank" rel="nofollow" >www.rilegno.org </a>) aderente al Conai, ora è pronto per avviare al riciclo le &#8220;circa 5.000 tonnellate di sughero circolanti in Italia annualmente&#8221;, come ha spiegato il presidente Fausto Crema.</p>
<p>L’obiettivo è quello di estendere il progetto di raccolta e riciclo anche alle altre regioni del Movimento Turismo del Vino e coinvolgere anche altri partner (associazioni onlus, aziende, enoteche, ristoranti, etc…) per coprire così tutto il territorio<span id="more-1715"></span> nazionale.</p>
<p>I proventi ricavati dalla raccolta dei tappi di sughero attraverso il progetto Tappo a chi? verranno devoluti per il finanziamento di iniziative con finalità sociale individuate in collaborazione con i partner del progetto.</p>
<p>Le cellule del tessuto sugheroso sono piene di aria, quindi scarsamente permeabili all’acqua e ai gas. Proprio per questo motivo il sughero è un ottimo isolante termico ed acustico, resiste bene all’usura, al fuoco e all’attacco di roditori ed insetti.</p>
<p>La quasi totalità della produzione italiana del sughero, trasformata in tappi di bottiglia, è attualmente assorbita dai produttori vinicoli. Ma con il sughero si fanno anche pannelli per isolamento, oggetti artistici, scarpe e calzature, prodotti per l’edilizia e strumenti musicali: questi prodotti si possono ottenere anche con il sughero proveniente dal riciclo.</p>
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