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	<title>Ok Ambiente . com &#187; protocollo di Kyoto</title>
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		<title>Calano i consumi di elettricità: obiettivi Kyoto a portata di mano per la crisi economica.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 08:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggetto di dubbi e critiche, il Protocollo di Kyoto entrò in vigore nel febbraio 2005, con il fine di fronteggiare la minaccia dell&#8217;effetto serra e dei cambiamenti climatici, tentando la salvaguardia non solo dell&#8217;ambiente ma anche dell&#8217;economia. Con la crisi economica che in questi mesi ha toccato dei picchi altissimi, a livello di consumi energetici si [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/calano-i-consumi-di-elettricita-obiettivi-kyoto-a-portata-di-mano-per-la-crisi-economica/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Oggetto di dubbi e critiche, il Protocollo di Kyoto entrò in vigore nel febbraio 2005, con il fine di fronteggiare la minaccia dell&#8217;effetto serra e dei cambiamenti climatici, tentando la salvaguardia non solo dell&#8217;ambiente ma anche dell&#8217;economia.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7449" title="protocollokyoto" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/protocollokyoto.gif" alt="protocollokyoto" width="150" height="150" />Con la crisi economica che in questi mesi ha toccato dei picchi altissimi, a livello di consumi energetici si stanno raggiungendo, come un riflesso condizionato, risultati inaspettati: nel settore elettrico gli obiettivi di Kyoto sono quasi raggiunti.</p>
<p>Era previsto che l’Italia dovesse ridurre le sue emissioni di gas serra nel periodo 2008 – 2012 del 6,5% rispetto al 1990, e le stime degli ultimi due anni indicano un positivo trend di riduzione delle emissioni.</p>
<p>Riusciamo ad affermarlo consultando il Rapporto &#8220;Scenari elettrici post-crisi al 2020 e 2030&#8243; della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, rapporto in cui leggiamo che le emissioni di CO2 sono scese nel 2009 del 5,5% rispetto al 1990.</p>
<p>E queste riduzioni potrebbero benissimo proseguire, se il paese continuasse,<span id="more-7419"></span> ed è probabile, nella valorizzazione delle energie alternative.</p>
<p>La riduzione proseguirebbe anche al 2030, di oltre il 26% rispetto al 2005. Mantenendo il trend di crescita in atto, precisa il Rapporto, le fonti rinnovabili raggiungeranno nel 2020 la produzione di circa 107 TWh (oltre il 30% dell&#8217;elettricità consumata) in linea con quanto richiesto dall&#8217;Europa.</p>
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		<title>Ora la Cina raddoppia obiettivi vincolanti su gas serra.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cina ha presentato ieri il suo primo piano per contenere le emissioni responsabili dell’effetto serra, con una lista di obiettivi «vincolanti» che il premier cinese Wen Jiabao (foto) porterà ai colloqui internazionali  a Copenhagen. La Cina, Paese al primo posto nell’emissione di gas da attività umane che contribuiscono al riscaldamento del pianeta, si ripropone [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/27/ora-la-cina-raddoppia-obiettivi-vincolanti-su-gas-serra/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La Cina ha presentato ieri il suo primo piano per contenere le emissioni responsabili dell’effetto serra, con una lista di obiettivi «vincolanti» che il premier cinese Wen Jiabao (foto) porterà ai colloqui internazionali  a Copenhagen.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4042" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/g2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La Cina, Paese al primo posto nell’emissione di gas da attività umane che contribuiscono al riscaldamento del pianeta, si ripropone di ridurre l’anidride carbonica emessa da ogni unità del prodotto interno lordo dal 40 al 45% entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua citando il Consiglio di Stato.</p>
<p>Pechino ha anche precisato che questo impegno è un «obiettivo vincolante» e che ricorrerà a provvedimenti come la tassazione e misure finanziarie per raggiungerlo mentre il Consiglio di Stato, citato da Xinhua, ha detto che il Paese dovrà affrontare «enormi pressioni e notevoli problemi» per raggiungere l’obiettivo.</p>
<p>La Cina ha anche ribadito l’obiettivo di garantire entro il 2020 che il 15% del consumo totale di carburante avvenga con carburanti non-fossili. «Questa è un’iniziativa volontaria intrapresa dal governo cinese in base alle sue proprie condizioni nazionali ed è un grosso <span id="more-4041"></span>contributo allo sforzo globale per contrastare i cambiamenti climatici» ha detto ancora l’agenzia citando il Consiglio. L’obiettivo indicato è in linea con quanto previsto dagli esperti.</p>
<p>Un deciso impegno da parte della Cina rafforzerà probabilmente gli sforzi per raggiungere un accordo al vertice previsto per il mese prossimo in Danimarca. Le trattative pre Copenhagen sinora hanno conosciuto un lungo stallo a causa dei contrasti fra Paesi ricchi e in via di sviluppo su chi, e quanto, debba ridurre le emissioni. E a chi tocchi pagare.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4043" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/inquinamento_cinese_carbone_cinese_inquinamento_atmosferico_cina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La svolta cinese segue quella annunciata ieri dagli Stati Uniti e ai colloqui diretti tra Barack Obama e Wen Jiabao di qualche giorno fa.</p>
<p>Si tratta di obiettivi inferiori rispetto a quelli adottati dall’Ue, soprattutto perché questa li parametra rispetto alle emissioni di partenza del 1990, mentre Usa e Cina fanno calcoli sul 2005.</p>
<p>Mentre l’Ue si pone l’obiettivo del 20 per cento in meno (base 1990) di emissioni entro il 2020, il piano Usa parla del 17 per cento in meno (base 2005) sempre entro il 2020.</p>
<p>In ogni caso Europa e Usa parlano la stessa lingua, calcolando la quantità di emissioni in cosiddette “tonnellate equivalenti”, cioé “pesando” l’anidride carbonica emessa complessivamente.</p>
<p>La Cina invece lega le emissioni alla crescita della propria economia e adotta come parametro la “carbon intensity”, vale a dire l’ammontare dell’anidride carbonica emessa per ogni unità di crescita del prodotto interno lordo. Ridurre la “carbon intensity” permette alla Cina di introdurre un parametro che tiene conto della sua priorità di non deprimere l’economia.</p>
<p>La domanda è: a quanto equivale la promessa della Cina, calcolata secondo i parametri europei e americani? Difficile dirlo: c’è chi azzarda un 10-12 per cento. Altri invece fanno notare che se il Pil cinese aumentasse ai ritmi precedenti la crisi le emissioni addirittura potrebbero aumentare. In ogni caso c’è molta differenza tra il 40 e il 45 per cento, le due cifre ipotizzate oggi dal premier cinese. Nel primo caso non vi sarebbe praticamente nessuna riduzione, nel secondo si avrebbe una sensibile discesa.</p>
<p>Va anche valutato che Cina e Usa producono insieme circa il 40 per cento di tutte le emissioni del pianeta, per cui riduzioni percentualmente piccole di gas serra sarebbero in assoluto maggiori di quelle di quasi tutti gli altri paesi.</p>
<p>Resta il fatto storico che la  Cina abbia accettato un controllo vincolante sulla propria economia.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4045" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/inquinamento1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Malgrado la svolta cinese e americana, il vertice Onu di Copenhagen sul riscaldamento globale si annuncia particolarmente difficile perché al momento sembra lontana la possibilità di sottoscrivere un accordo sul modello del protocollo di Kyoto che preveda sanzioni per i produttori di gas serra che non rispettano gli obiettivi.</p>
<p>Inoltre, le posizione europee sono ancora lontane da quelle dei Paesi emergenti e degli stessi Usa. E all’interno dell’Ue l’Italia è tra i paesi che frenano maggiormente.</p>
<p>Ieri il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, nell’annunciare la presenza del premier Silvio Berlusconi al vertice ha anticipato che l’Italia «farà il suo ruolo ma non accetterà un protocollo di Kyoto 2», con alcuni paesi vincolati «legalmente e altri soltanto politicamente». Altri governi europei ritengono invece che la Ue possa ugualmente impegnarsi a ridurre fortemente le emissioni di anidride carbonica e che questa posizione costringa poi l’industria e la finanza mondiali ad adeguarsi.</p>
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		<title>Da Bruxelles a Copenhagen sul Climate Express.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre 400 fra esperti dell&#8217;ambiente, rappresentanti del mondo economico e delegati delle Ferrovie internazionali viaggeranno, sabato 5 dicembre, a bordo del Climate Express fino a Copenhagen, dove è in programma il summit Onu sui cambiamenti climatici. A bordo del treno anche le Ferrovie dello Stato, nella sensibilizzazione internazionale per la lotta al riscaldamento globale. Il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/12/da-bruxelles-a-copenhagen-sul-climate-express/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Oltre 400 fra esperti dell&#8217;ambiente, rappresentanti del mondo economico e delegati delle Ferrovie internazionali viaggeranno, sabato 5 dicembre, a bordo del Climate Express fino a Copenhagen, dove è in programma il summit Onu sui cambiamenti climatici. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3519" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/binari-150x133.jpg" alt="" width="170" height="170" /> A bordo del treno anche le Ferrovie dello Stato, nella sensibilizzazione internazionale per la lotta al riscaldamento globale.</p>
<p>Il Climate Express partirà da Bruxelles e sarà il tassello conclusivo del progetto &#8221;Train to Copenhagen&#8221;, organizzato dall&#8217;Union Internationale des Chemins de fer (Uic), dall&#8217;Unep (il programma ambientale delle Nazioni Unite) e dal Wwf.</p>
<p>Obiettivo è chiedere ai leader mondiali di aderire ad un patto leale, ambizioso e vincolante in materia di cambiamento climatico.</p>
<p>Inoltre, la &#8221;conferenza viaggiante&#8221; ha lo scopo di incrementare la consapevolezza dell&#8217;impatto che i trasporti hanno sull&#8217;ambiente e sarà occasione per discutere di clima<span id="more-3518"></span> e mobilità sostenibile, attraverso workshop e tavole rotonde.</p>
<p>Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma Ambiente dell&#8217;Onu, viaggerà a bordo del treno assieme a registi, documentaristi e politici importanti. A Copenhagen, ad attendere l&#8217;arrivo del treno, ci saranno Connie Hedegaard, ministro danese del Clima e moderatrice della XV Conferenza ONU sui &#8221;Cambiamenti Climatici&#8221; e Søren Eriksen, a.d. delle Ferrovie Danesi (DSB).</p>
<p>Il treno, una delle forme di trasporto più ecosostenibile, offre un efficiente sistema di trasporto pubblico di massa con basse emissioni di anidride carbonica, alti indici di sicurezza e capacità di trasporto. A testimonianza di ciò il Climate Express, nel viaggio da Bruxelles a Copenhagen, grazie all&#8217;impiego di energia da fonti rinnovabili non produrrà emissione di CO2. In aereo, invece, lo stesso collegamento avrebbe prodotto, per ogni passeggero, 115 kg di CO2.</p>
<p>Il progetto &#8221;Train to Copenhagen&#8221; ha preso avvio, giovedì 5 novembre, a Kyoto (la città in cui è stato sottoscritto l&#8217;attuale Protocollo per i Cambiamenti Climatici) con il seminario sui cambiamenti climatici e il trasporto ferroviario promosso dall&#8217;Uic. Il meeting, organizzato in collaborazione con le Ferrovie asiatiche, ha evidenziato come il trasporto può giocare un ruolo fondamentale nella lotta al riscaldamento globale.</p>
<p>A bordo viaggerà il Global Rail Position Paper, elaborato con i dati raccolti dalle Ferrovie internazionali. Il documento testimonia la necessità di trasferire su ferro gran parte del trasporto stradale e aereo, passo fondamentale per favorire il cambiamento verso una mobilità a bassa emissione di anidride carbonica. Durante il viaggio attraverso la Russia, esperti dell&#8217;ambiente e i militanti contro il cambiamento climatico documenteranno gli effetti del riscaldamento globale sia sul sito <a title="Train to Copenhagen" href="http://www.traintocopenhagen.org/" target="_blank" rel="nofollow">Train to Copenhagen</a> sia su Twitter.</p>
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		<title>Clima: a Barcellona incontro pre-vertice, Usa sotto pressione.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 22:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è aperta a Barcellona quella che in teoria dovrebbe essere l&#8217;ultima riunione tecnica per preparare il terreno prima della conferenza sul clima di Copenhagen di dicembre, e forse l&#8217;ultima chance per salvare il vertice in Danimarca. Nella capitale catalana si ritrovano fino a venerdì circa 4.000 delegati di 190 paesi, ma a finire sotto [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/05/clima-a-barcellona-ultima-chance-pre-vertice-usa-sotto-pressione/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si è aperta a Barcellona quella che in teoria dovrebbe essere l&#8217;ultima riunione tecnica per preparare il terreno prima della conferenza sul clima di Copenhagen di dicembre, e forse l&#8217;ultima chance per salvare il vertice in Danimarca. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3259" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/climass-150x150.jpg" alt="" width="180" height="150" />Nella capitale catalana si ritrovano fino a venerdì circa 4.000 delegati di 190 paesi, ma a finire sotto pressione sono soprattutto gli Stati Uniti, da cui dipende in buona parte il successo dell&#8217;appuntamento dell&#8217;Onu in cui dovrebbe essere rinnovato e potenziato il protocollo di Kyoto sul taglio delle emissioni, che scade nel 2012.</p>
<p>&#8220;E&#8217; molto difficile immaginare come il presidente americano possa ricevere il premio Nobel (&#8230;) e allo stesso tempo inviare una delegazione a mani vuote a Copenhagen&#8221;, ha detto il ministro dell&#8217;Ambiente danese Connie Hedegaard in riferimento al Nobel per la pace, che Obama riceverà il 10 dicembre a Oslo.</p>
<p>Washington è in una situazione delicata, ma secondo il suo delegato, Jonathan Pershing, non vuole legarsi le mani con un accordo che rischia di non essere ratificato dal Congresso: proprio come accadde nel 1997, quando i negoziatori Usa firmarono il protocollo<span id="more-3258"></span> di Kyoto e deputati e senatori lo bocciarono senza appello.</p>
<p>&#8220;Non vogliamo restare fuori da un accordo&#8221;, è la parola d&#8217;ordine americana, riportata da Pershing. Le sfide di Copenaghen sono ambiziose: secondo il panel scientifico dell&#8217;Onu Ipcc, per evitare che la temperatura globale aumenti di più di 2 gradi rispetto all&#8217;epoca preindustriale sono necessari tagli fra il 25% e il 40% delle emeissioni di gas a effetto serra (CO2) entro il 2020, rispetto ai valori del 1990. Ora, a differenza del 1997, si tratta di portare a bordo grandi economie emergenti come Brasile, Cina e India, che spesso subordinano i loro sforzi a quella degli Stati Uniti.</p>
<p>La Russia, per bocca del premier Vladimir Putin, si è detta pronta a firmare un accordo globale sul clima al summit di Copenhagen, a patto che questo tenga conto del potenziale di assorbimento dell&#8217;anidride carbonica rappresentato dalle foreste russe e che &#8220;tutti i Paesi&#8221; firmino il documento. </p>
<p>Per fare pressione sui delegati, 20 attivisti dell&#8217;organizzazione ambientalista Greenpeace hanno scalato la Sagrada  Familia, simbolo di Barcellona, per appendervi uno striscione di 600 metri  quadrati che &#8220;ricorda c&#8217;è ancora tempo per trovare un accordo che salvi il clima nel prossimo summit di Copenhagen&#8221;.</p>
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		<title>NYT: &#8220;Dal vertice Copenhagen non arriverà accordo globale&#8221;.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/10/21/nyt-da-vertice-copenhagen-non-arrivera-accordo-globale/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 10:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I primi di ottobre c&#8217;è stata, a Bangkok, la normale prosecuzione dei negoziati per la stesura dell&#8217;accordo sui cambiamenti climatici, da approvare nella conferenza prevista a Copenhagen tra 7 e 18 Dicembre. Obiettivo dei circa 4.000 delegati presenti nella capitale tailandese era semplificare il testo preparato durante le precedenti tornate negoziali riducendolo da 180 a [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/21/nyt-da-vertice-copenhagen-non-arrivera-accordo-globale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I primi di ottobre c&#8217;è stata, a Bangkok, la normale prosecuzione dei negoziati per la stesura dell&#8217;accordo sui cambiamenti climatici, da approvare nella conferenza prevista a Copenhagen tra 7 e 18 Dicembre. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2976" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/co2photo4-150x150.jpg" alt="" width="170" height="170" /> Obiettivo dei circa 4.000 delegati presenti nella capitale tailandese era semplificare il testo preparato durante le precedenti tornate negoziali riducendolo da 180 a circa 35 pagine, eliminando le parti più tecniche e lasciando le questioni più controverse alle trattative finali tra i leader mondiali attesi a Copenhagen.</p>
<p>A far crescere le distanze in vista di una soluzione è il sospetto da parte dei Paesi in Via di Sviluppo che le nazioni industrializzate puntino a smantellare l’intero meccanismo di Kyoto. </p>
<p>In senso assolutamente contrario a questa proposta si erano espressi i Paesi del Sud del mondo, i quali considerano il protocollo di Kyoto il punto di partenza<span id="more-2975"></span> fondamentale per un’effettiva riduzione delle emissioni di gas serra nel medio e lungo periodo: l’introduzione di un nuovo meccanismo avrebbe bisogno di troppo tempo per entrare in funzione.</p>
<p>Ma, da quel che ora si apprende, il Vertice di Copenhagen sui cambiamenti climatici del prossimo dicembre non produrrà probabilmente alcun accordo globale, ma approverà una serie di misure ad interim con l&#8217;impegno di continuare le trattative nel 2010: è quanto pubblica il quotidiano statunitense New York Times.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è il tempo sufficiente per arrivare a una soluzione complessiva, ma spero che si vada ben al di là di una semplice dichiarazione di principio: vorrei che si trattasse della base per un accordo da ratificare l&#8217;anno prossimo&#8221;, ha spiegato il responsabile dell&#8217;Onu per i cambiamenti climatici, Yvo De Boer. </p>
<p>I negoziatori dei 192 Paesi coinvolti hanno accettato come inevitabile il fatto che le trattative in corso non riusciranno a giungere a un compromesso fra Paesi sviluppati e Paesi poveri in tempo per l&#8217;apertura dei lavori del vertice.</p>
<p>Si cerca dunque di definire le questioni dove esiste già un accordo di massima, come la necessità di limitare e diminuire le emissioni di gas serra; qui tuttavia l&#8217;ostacolo maggiore rimane l&#8217;impossibilità per i rappresentanti degli Stati Uniti (primo Paese inquinatore) di andare la di là di quanto il Congresso è disposto ad approvare in materia di riduzione delle emissioni; ed una legge definitiva in proposito non verrà approvata prima della metà del prossimo anno.</p>
<p>Un&#8217;altra questione da risolvere rimane la struttura finanziaria che dovrà accompagnare un accordo: è improbabile tuttavia che gli ostacoli che rimangono &#8211; la quantità di aiuti finanziari e i criteri di qualifica per i programmi di assistenza &#8211; possano essere superati entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>In definitiva, ritengono gli analisti, da Copenhagen dovrebbe uscire una dichiarazione politica: nulla di legalmente vincolante ma in grado tuttavia di lanciare un segnale alla comunità internazionale e di fornire un&#8217;utile indicazione per i negoziati che si protrarranno almeno per un altro anno.</p>
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		<title>La Geoingegneria per l’ambiente: pura teoria?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 10:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I seguenti quesiti potranno ora sembrare paradossali e assurdi: se l&#8217;efficienza energetica e le fonti rinnovabili costano troppo non sarebbe meglio continuare a produrre CO2 e rimediare al riscaldamento globale con fantascientifiche tecniche di geoingegneria? Perché tagliare subito, come propongono gli ambientalisti, le emissioni di CO2 e puntare sull&#8217;efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili se [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/28/la-geoingegneria-per-l%e2%80%99ambiente-pura-teoria/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I seguenti quesiti potranno ora sembrare paradossali e assurdi: se l&#8217;efficienza energetica e le fonti rinnovabili costano troppo non sarebbe meglio continuare a produrre CO2 e rimediare al riscaldamento globale con fantascientifiche tecniche di geoingegneria?</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1497" title="004-1990" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/004-1990-300x300.jpg" alt="004-1990" width="238" height="238" /> Perché tagliare subito, come propongono gli ambientalisti, le emissioni di CO2 e puntare sull&#8217;efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili se ciò potrebbe non essere sufficiente a fermare il riscaldamento globale? Non sarebbe meglio continuare a produrre CO2? </p>
<p>Molti insomma si dimostrano scettici dinnanzi a tutti gli sforzi che gli stati più sensibili attuano nel finanziare fonti alternative di energia. </p>
<p>Dopo più di un decennio dalla firma del Protocollo di Kyoto, il mondo continua ad immettere nell&#8217;atmosfera grandi quantità di biossido di carbonio, e le conseguenze sul clima sono già visibili ora: nel 2007 l&#8217;Oceano Artico ha subito uno scioglimento record, e potrebbe essere sgombro da ghiaccio in estate già nel 2013, in anticipo di decenni rispetto alle previsioni dei precedenti modelli.</p>
<p>In questo quadro preoccupante, un numero ristretto di scienziati sta cominciando a sostenere la possibilità di raffreddare la febbre del pianeta direttamente attraverso la<span id="more-1495"></span> geoingegneria. </p>
<p>Il principio alla base è semplice &#8211; compensare un intenso effetto serra riducendo la quantità di radiazione solare che raggiunge la  Terra &#8211; ma le tecniche sembrano pura fantascienza. </p>
<p>Alcuni esempi: utilizzare specchi orbitali per far riflettere nello spazio la luce del sole, concimare gli oceani con il ferro per amplificare la loro capacità di assorbire carbonio o, più semplicemente, pitturare i tetti di bianco per aumentare la riflessione solare. </p>
<p>Data la difficoltà di ridurre le emissioni di gas serra, la geoingegneria col tempo è passata da materia per “puri teorici” a opzione di ultima istanza. Nel 2006 lo scienziato premio Nobel Paul Crutzen ha pubblicato un editoriale che valuta la possibilità di liberare grandi quantità di detriti solforosi in atmosfera per creare una foschia che potrebbe mantenere il pianeta più raffreddato. </p>
<p>&#8220;Negli ultimi due anni, da outsider l&#8217;idea è sempre più discussa in ambito scientifico&#8221;, afferma Ken Caldeira del Carnegie Institution for Science presso la Stanford University. Caldeira ha modellato gli effetti che avrebbe sul clima l&#8217;idea di Crutzen e ha scoperto che la geoingegneria potrebbe essere in grado di compensare un raddoppio della concentrazione di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera. </p>
<p>Rispetto al costo non stimabile di decarbonizzare il mondo intero, quello della geoingegneria sarebbe più ridotto: tra poche centinaia di milioni di dollari e un paio di miliardi di dollari l&#8217;anno. Ma gli inconvenienti sono gravi, primo fra tutti il rischio di peggiorare l&#8217;inquinamento atmosferico. Già oggi l&#8217;uomo sta compiendo un esperimento non autorizzato sul nostro clima aggiungendo miliardi di tonnellate di biossido di carbonio nell&#8217;atmosfera. Resta il fatto che la geoingegneria, a meno che la geopolitica del riscaldamento globale non cambi rapidamente, potrebbe forse rappresentare in futuro il nostro migliore tentativo per contrastare il riscaldamento globale.</p>
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		<title>L’UE e MTV insieme per la Conferenza di Copenaghen.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 22:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;UE e MTV contattano artisti internazionali per fare in modo che giovani spettatori d’ogni parte si mobilitino nel periodo pre-conferenza sul clima di Copenaghen. Oggi la Commissione europea e MTV Networks International hanno lanciato la campagna &#8220;Play to Stop &#8211; Europa per il clima&#8221;. La campagna avrà una durata di sei mesi; mira a sensibilizzare [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/16/l%e2%80%99ue-e-mtv-insieme-per-la-conferenza-di-copenaghen/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;UE e MTV contattano artisti internazionali per fare in modo che giovani spettatori d’ogni parte si mobilitino nel periodo pre-conferenza sul clima di Copenaghen.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1323" title="MTV_Logo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/MTV_Logo-300x229.png" alt="MTV_Logo" width="221" height="168" /> Oggi la Commissione europea e MTV Networks International hanno lanciato la campagna &#8220;Play to Stop &#8211; Europa per il clima&#8221;. </p>
<p>La campagna avrà una durata di sei mesi; mira a sensibilizzare i giovani sui pericoli del cambiamento climatico, e la mobilitazione si riferisce alla fase di preparazione alla Conferenza sul clima di Copenaghen di dicembre. La  Conferenza sul clima di Copenaghen, che prosegue sulla strada tracciata dal protocollo di Kyoto, si apre il 7 dicembre.</p>
<p>Il Commissario UE per l&#8217;Ambiente Stavros Dimas ha dichiarato: &#8220;Oggi i giovani portano con sé il peso degli impatti del cambiamento climatico. </p>
<p>La conferenza di Copenaghen è<span id="more-1322"></span><img class="size-medium wp-image-1325 alignright" title="sala Commissione europea" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/sala-Commissione-europea-225x300.jpg" alt="sala Commissione europea" width="208" height="277" /> probabilmente la nostra ultima possibilità di affrontare i cambiamenti climatici in modo serio. C&#8217;è un enorme desiderio di tutto il mondo di raggiungere un accordo, e dobbiamo mantenere questo slancio. Manifestazioni come questa sono di vitale importanza, perché i giovani sanno esercitare la giusta pressione, e devono sapere che i più colpiti dal cambiamento climatico saranno loro, perché è loro il futuro difficile che si prospetta; per questo bisogna agire ora&#8221;. </p>
<p>Antonio Campo Dall&#8217;Orto, di MTV Networks International, ha affermato: &#8220;Nessun paese sarà risparmiato dagli effetti del cambiamento climatico, le generazioni future saranno le più colpite. Ecco perché questa urgenza di comunicare il problema e aumentare la lotta contro comportamenti che aggravano il cambiamento climatico. Per questo MTV si impegna in modo cosi fermo. È una lotta giorno dopo giorno, e siamo orgogliosi di sostenere la preziosa opera dell&#8217;Unione europea &#8220;. </p>
<p>Così, da luglio a dicembre, &#8220;Play to Stop &#8211; Europa per il clima&#8221; mira a coinvolgere i giovani in 11 Stati membri dell&#8217;Unione europea. La campagna si svolgerà in Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Romania, Svezia e Regno Unito. Tre concerti con i principali artisti internazionali si svolgeranno a Stoccolma, Budapest e Copenaghen e andranno in onda su MTV. Il primo concerto, con Moby, sarà a Stoccolma il 20 agosto. Durante la campagna, su MTV andrà in onda il contenuto editoriale dedicato appositamente alla lotta contro i cambiamenti climatici, con la produzione di vari speciali. I paesi saranno rappresentati da celebrità nazionali e ambasciatori che contribuiranno a richiamare l&#8217;attenzione del pubblico in generale affinché facciano sentire la loro voce. Per l’Italia ci sarà anche la presentatrice italiana Paola Maugeri, volto ormai storico proprio della rete MTV Italia.</p>
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