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Obama farà installare nuovi pannelli solari alla Casa Bianca.

ottobre 13th, 2010 by Niccolò in Energie rinnovabili

La diffusione delle rinnovabili deve avvalersi di una buona immagine, data specialmente da parte di chi detiene il potere. Ed è ciò che fa l’esecutivo statunitense.

L’amministrazione Obama intende infatti installare nuovi pannelli solari per promuovere il suo programma di energia pulita.
I pannelli solari sono stati installati alla Casa Bianca nel 1979, dopo varie crisi petrolifere: queste crisi nel 1970 hanno evidenziato la dipendenza dal petrolio degli Stati Uniti.

Jimmy Carter fece installare pannelli solari sulla Casa Bianca per incoraggiare il Paese a diventare energeticamente più indipendente attraverso l’uso domestico di fonti rinnovabili. Tuttavia, sono stati poi smantellati da Ronald Reagan che, dopo il placarsi della crisi petrolifera, ne avvertì l’inutilità.

Ora l’attuale amministrazione ha intenzione di reinstallare i pannelli solari, più precisamente nella prossima primavera. Essi forniscono acqua calda e una piccola quantità di … continua

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John Holdren attacca i negazionisti dei cambiamenti climatici.

ottobre 7th, 2010 by Niccolò in Clima, Ecologia dell'ambiente

Il consigliere scientifico del Presidente Barack Obama, John Holdren, esperto in Scienza e Tecnologia, nonché presidente del PCAST (Advisors of Science and Technology) ha cercato di “smontare” i negazionisti, dopo aver preso la parola al Kavli Forum di Oslo.

Gli Stati Uniti hanno ricevuto molte critiche negli ultimi anni per non aver dato un’impronta convinta alla loro lotta ai cambiamenti climatici. Ma Holdren afferma ora che l’Amministrazione Obama ha compiuto grandi progressi sulla questione.

“La maggioranza delle persone forse non è sufficientemente consapevole dei molteplici modi in cui il clima influenza il nostro benessere; non solo ci influenza l’impatto dei modelli climatici, ma anche la disponibilità di acqua, la produttività dell’agricoltura e delle foreste, la pesca, la diffusione delle malattie, la necessità di fondi da spendere per l’adattamento e la sopravvivenza delle specie in tutto il mondo”.

Gran parte del discorso di Holdren si è concentrato su quelli che lui chiama i “cinque falsi miti” del cambiamento climatico, compresa la tesi secondo cui il riscaldamento … continua

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Golfo del Messico: chiusa la falla con una mega-iniezione di fango. Ma il corallo muore.

agosto 5th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente

Marea nera: successo operazione “Static Kill”: chiuso il pozzo con mega-iniezione di fango. Obama: siamo alla fine della lunga battaglia.

L’operazione ”Static Kill” ha avuto successo, e il pozzo sottomarino Macondo della BP che, dal 22 aprile riversava greggio nel Golfo del Messico, è stato chiuso ieri, con una iniezione di fango nel giacimento durata una giornata. Ora verrà iniettato cemento per chiudere definitivamente la falla, che ha scaricato in mare cinque milioni di barili di petrolio.

Soddisfatto il presidente Obama, che ha commetato: ”Siamo contenti di constatare che dopo mesi la lunga battaglia è alla fine”. Ancora da quantificare i danni alla fauna marina, alla pesca e al turismo. La BP assicura, ”pagheremo fino all’ultimo dollaro”.

Ma c’è un nuovo allarme: il liquido disperdente uccice il corallo. Nel Golfo del Messico la popolazione di corallo è in pericolo per colpa del disperdente utilizzato per eliminare le fuoriuscite di petrolio dalla Deepwater Horizon. A darne notizia un nuovo studio, … continua

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“Top hat 10″, il nuovo tappo per cercare di arginare la marea nera.

luglio 13th, 2010 by Sara in Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Ennesimo tentativo per arginare la marea nera nel Golfo del Messico. La Bp è riuscita a posare il nuovo “tappo” sul pozzo di petrolio nei fondali. Michelle Obama: “Importante per il Paese sapere che questi posti continuano ad essere vivi e belli”.

La copertura dovrebbe riuscire a contenere integralmente la fuga dei milioni di litri di greggio che da oltre tre mesi si riversano quotidianamente nell’oceano.

Le prossime 48 ore saranno cruciali per capire se l’operazione ha avuto successo: le immagini diffuse sul sito internet del gruppo petrolifero britannico mostrano la posa del tappo a una profondità di 1.500 metri.

Battezzato “top hat 10″, il nuovo imbuto sostituisce il modello precedente che raccoglieva al massimo 25.000 barili di petrolio, contro i 35.000-60.000 che sgorgavano dal pozzo.

Saranno chiuse le valvole del gigantesco coperchio per controllare la pressione interna del pozzo e verificare il flusso del petrolio.

Dalle prime immagini tv il nuovo tappo spesso cinque metri e del peso di 40 tonnellate posato dai robot sottomarini sembra aver fermato completamente la fuoriuscita di … continua

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Obama: “il disastro ambientale della marea nera evoca l’11 settembre”.

giugno 15th, 2010 by Sara in Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Il presidente degli Stati Uniti Obama dichiara: il disastro della marea nera evoca l’11 settembre perché cambierà per gli anni a venire la psicologia dell’America. Ed ha aggiunto: penso che questo disastro modificherà il modo di pensare l’ambiente e l’energia per molti anni.

marea neraQueste le parole di Obama, che vogliono sottolineare che, come l’undici settembre ha mostrato la vulnerabilità degli americani, così la marea nera sta mettendo in evidenza che uno dei pilastri dell’economia statunitense, l’industria petrolifera, non è così sostenibile e sicuro a livello ambientale.

La marea nera nel Golfo del Messico avrà conseguenze negative sul futuro degli Stati Uniti in un modo che «ricorda l’11 settembre». È molto forte il paragone a cui ha scelto di ricorrere Barack Obama per esprimere a pieno la sua preoccupazione, e la sua rabbia, per il disastro ambientale provocato dall’esplosione della piattaforma della Bp.

Barack Obama, accusato sia a destra che a sinistra di lentezza nella reazione alla catastrofe, ha promesso che prenderà misure «coraggiose» per combatterla e che userà il resto della sua presidenza per guidare gli Stati Uniti verso «un nuovo modo di fare affari in fatto … continua

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USA, Obama: “Aumentare lo sfruttamento petrolifero e via all’estrazione di petrolio offshore”.

aprile 13th, 2010 by Diego in Acqua, Curiosità, Ecologia dell'ambiente

Il presidente Obama sembra stia per annunciare un piano che consenta la prospezione (ossia l’esplorazione di petrolio e gas naturale) al largo della costa della Virginia, zona finora considerata tabù.

piattaforma-petrolifera-offshoreSi tratta di un disegno di legge contro cui sono state mosse molte critiche, ma nonostante ciò Obama ha cercato di raggiungere un punto di incontro con i repubblicani, segnalando che l’idea della trivellazione offshore non conduce alla distruzione del suolo, poiché “le coste sono protette”.

I due obiettivi fondamentali del disegno sono la creazione di nuovi posti di lavoro e soprattutto la riduzione della dipendenza americana dal petrolio estero.

Addirittura per più di 20 anni è stato mantenuto il divieto di perforazione in queste zone, a causa delle preoccupazioni inerenti ai danni ambientali. A quanto pare però l’amministrazione americana sta valutando i pro e i contro della perforazione in mare aperto.

Questa svolta potrebbe portare a delle importanti conseguenze non solo per lo sfruttamento petrolifero, ma anche per la incisività sul settore economico. … continua

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Allarme del Governo Usa sul cambiamento climatico.

giugno 22nd, 2009 by Diego in Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente

Lo studio sul clima è stato preparato dalla United States Global Change Research Program, una organizzazione scientifica di 13 agenzie federali con il sostegno della Casa Bianca. Il gruppo è tenuto a riferire ogni 10 anni sulla situazione ambientale e naturale del globo, analizzando quanto i comportamenti umani incidano sull’ambiente.

fotobama L’impatto del cambiamento climatico si sta già diffondendo negli Stati Uniti, ad esempio attraverso una massiccia migrazione delle farfalle in Occidente e pesanti acquazzoni in particolari zone.

Anche se la nazione sta compiendo passi significativi diretti a frenare le emissioni di gas, gli effetti negativi del riscaldamento globale dovrebbero acuirsi nei prossimi anni (sempre secondo la relazione presentata dal governo americano), riguardando aziende agricole e foreste, coste e pianure alluvionali, acqua e forniture energetiche, trasporti e salute della popolazione.

L’attuale studio, iniziato durante la scorsa gestione G.W. Bush, si basa anche sui risultati di studi connessi e sviluppati negli anni addietro. Tra gli effetti più noti e poco imprevedibili citiamo la più potente delle tempeste tropicali e l’erosione delle coste degli oceani … continua

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La fuliggine minaccia la nostra aria.

giugno 10th, 2009 by Diego in Aria, Ecologia dell'ambiente, Salute e benessere

Alla luce dei nuovi studi, sembra che la connessione tra le piccole particelle di fuliggine e le morti premature dovute a malattie cardiovascolari sia sempre più evidente.

scarico Il tasso di mortalità è in questo senso aumentato per chi v’è esposto.

Dan Greenbaum, presidente della associazione no-profit Health Effects Institute, ha affermato che secondo lo studio condotto ultimamente su 116 città americane la minaccia di queste particelle non esita ad avanzare.

Addirittura, la percentuale di mortalità per questi motivi è raddoppiata, passando dal 12% al 24%, a causa di una grande varietà di fonti di produzione di particelle fini, come motori diesel, pneumatici di automobili, centrali termoelettriche a carbone e raffinerie di petrolio. Si tratta di una estesa analisi epidemiologica, i cui dati … continua

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