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	<title>Ok Ambiente . com &#187; nature</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Coldiretti: &#8220;Bene alberi di Natale che siano naturali&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 09:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
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		<description><![CDATA[Non solo, al contrario di ciò che molti pensano, è meglio utilizzare un albero vero, ma bisogna anche stare attenti ad addobbi e decorazioni collegate all&#8217;elettricità, per scongiurare seri rischi legati a difetti di fabbricazione: è quindi preferibile usare decorazioni naturali. L&#8217;acquisto di un abete vero, a differenza di quanto spesso si crede, è molto [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/08/coldiretti-bene-alberi-di-natale-che-siano-naturali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Non solo, al contrario di ciò che molti pensano, è meglio utilizzare un albero vero, ma bisogna anche stare attenti ad addobbi e decorazioni collegate all&#8217;elettricità, per scongiurare seri rischi legati a difetti di fabbricazione: è quindi preferibile usare decorazioni naturali.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4182" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> L&#8217;acquisto di un abete vero, a differenza di quanto spesso si crede, è molto più ecologico. </p>
<p>Gli alberi finti di plastica arrivano molto spesso dalla Cina e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Lo evidenzia oggi Coldiretti, secondo la quale l&#8217;acquisto dell&#8217;albero vero aiuta l&#8217;ambiente in quanto deriva per circa il 90% da coltivazioni vivaistiche specializzate che occupano stagionalmente oltre mille aziende agricole situate soprattutto in Toscana, Veneto o Friuli. </p>
<p>Inoltre il restante 10% (cimali o punte di abete) è il frutto della normale pratica forestale che prevede interventi colturali di &#8220;sfolli&#8221; e diradamenti indispensabili per lo<span id="more-4181"></span> sviluppo e la sopravvivenza del bosco.</p>
<p>Si tratta quindi di una coltivazione che, nel rispetto del delicato equilibrio dell&#8217;ambiente, può rappresentare una ideale forma di utilizzo di terreni marginali di media collina e montani. </p>
<p>Aree fragili dal punto si vista ambientale dove &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; mantenere il terreno lavorato significa garantire la capacità di assorbire la pioggia in profondità prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie, diminuisce il pericolo d&#8217;incendi.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4185" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/22-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Il costo dell&#8217;acquisto dell&#8217;albero vero varia notevolmente su valori che vanno dai dieci euro fino addirittura a più di 500 euro a seconda delle dimensioni, della varietà e del vaso in cui è riposto l&#8217;albero. La spesa secondo la Coldiretti è stabile rispetto allo scorso anno e pari a circa 140 milioni di euro.</p>
<p>In più, con quasi un addobbo elettrico di Natale su tre che rischia di esplodere o dare la scossa è meglio scegliere per l&#8217;albero una decorazione al naturale che riduce i rischi, garantisce originalità e contribuisce a migliorare l&#8217;ambiente e a salvare il clima soprattutto in occasione della Conferenza dell&#8217;Onu sui cambiamenti climatici.</p>
<p>Per la Commissione europea circa il 30 % delle luci di Natale sul mercato comunitario ha grossi difetti di fabbricazione. &#8220;Si tratta per la maggioranza di materiale che proviene dalla Cina che oltre ad essere causa di pericolo comporta anche un dispendio energetico che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; può essere evitato utilizzando prodotti naturali in grado di dare comunque luminosità ai 6,5 milioni di abeti veri che superano quest&#8217;anno i 4 milioni di piante di plastica acquistati dalle famiglie italiane&#8221;.</p>
<p>Per la Coldiretti, invece di usare le solite sfere artificiali, lampadine e fili di plastica come decorazioni &#8220;si possono utilizzare pigne da colorare a piacimento e frutta secca come castagne e nocciole. Per finire, invece dei soliti fili argentati o dorati si possono utilizzare ghirlande di fiori fatte con gerbere e lilium in diverse tonalità di colore. Il procedimento non è difficile, basta infilare fiori e foglie con del filo metallico cercando di dargli la forma di un cordoncino da appendere all&#8217;albero per renderlo sicuramente un albero d&#8217;autore&#8221;.</p>
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		<title>La muffa di uno scarabeo fa strage di conifere.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flora e Fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[columbia britannica]]></category>
		<category><![CDATA[dendroctonus ponderosae]]></category>
		<category><![CDATA[muffa]]></category>
		<category><![CDATA[nature]]></category>
		<category><![CDATA[scarabeo]]></category>

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		<description><![CDATA[Se il regno animale deve fare i conti con la crescente espansione del virus H1N1, il regno vegetale ha incontrato un nuova minaccia che miete vittime per ettari di conifere. Nelle foreste del Nord America stanno morendo migliaia di pini, uccisi dall&#8217;assalto di uno scarabeo (Dendroctonus Ponderosae) e dalla sua muffa. I ricercatori sono riusciti [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/29/la-muffa-di-uno-scarabeo-fa-una-strage-di-conifere/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Se il regno animale deve fare i conti con la crescente espansione del virus H1N1, il regno vegetale ha incontrato un nuova minaccia che miete vittime per ettari di conifere.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2475" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/dendroctonus_ponderosae2-300x199.jpg" alt="dendroctonus_ponderosae2" width="225" height="150" /> Nelle foreste del Nord America stanno morendo migliaia di pini, uccisi dall&#8217;assalto di uno scarabeo (Dendroctonus Ponderosae) e dalla sua muffa. </p>
<p>I ricercatori sono riusciti a trovare la causa della morte: la muffa, contenuta nella bocca dello scarabeo, contrasta l&#8217;azione della resina. </p>
<p>La resina è un componente fondamentale della corteccia di un albero, che ne garantisce la protezione da parte dei parassiti. </p>
<p>Annullando l&#8217;effetto della resina, lo scarabeo può continuare a scavare<span id="more-2474"></span> ininterrottamente la corteccia del pino fino a provocarne la morte.</p>
<p>Oggi, nella sola Columbia Britannica, sono stati sterminati 15.000 ettari. Alcuni ricercatori del Canada hanno pubblicato le scoperte scientifiche riguardanti la muffa sulla rivista Nature, e ora stanno provvedendo ad annullarne l&#8217;effetto patologico sugli alberi.</p>
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