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Il blog attento alla natura

"Quando l'ultima fiamma sarà spenta, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce catturato, allora capirete che non si può mangiare denaro." Toro Seduto

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microrganismi

Il compostaggio domestico, una buona pratica per produrre compost in proprio.

settembre 24th, 2010 by Elisa in Casa ecologica, Curiosità, Sviluppo sostenibile

In natura la sostanza organica prodotta e non più utile alla vita degli organismi superiori (foglie secche, feci, spoglie di animali) viene decomposta da microrganismi e insetti fino ad ottenere acqua, anidride carbonica, sali minerali e humus.

Con il compostaggio si riproduce questo processo in modo più controllato e controllabile e soprattutto con tempi notevolmente ridotti.

Perché dedicarsi alla pratica del compostaggio? Esistono almeno due ottimi motivi per farlo.

Innanzitutto il compost è un ottimo fertilizzante naturale che si ottiene praticamente a costo zero; in secondo luogo esso contribuisce a risolvere il problema della gestione dei rifiuti in quanto lo scarto organico è circa un terzo dei rifiuti urbani totali prodotti. Recuperarlo in proprio significa diminuire i costi di smaltimento, rallentare il riempimento delle discariche e ridurre gli odori e il percolato da esse prodotti.

Come già detto, il compostaggio è un processo naturale nel quale si arriva alla produzione di una sorta di concime detto appunto COMPOST. Affinché tale processo si sviluppi in modo controllabile e in tempi ridotti rispetto a quelli naturali occorre mantenere, nel materiale da compostare, le condizioni di vita ideali per i microrganismi che sono il motore … continua

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Bioplastica per riutilizzare i materiali di scarto.

maggio 22nd, 2009 by Sara in Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

In una ricerca è stato sviluppato un processo che sfrutta colture microbiche aperte per convertire scarti organici in poliidrossialcanoati ad un ritmo tre volte più rapido rispetto ai sistemi attuali.

plastica I microrganismi potrebbero rivelarsi fondamentali anche per sostituire il petrolio come materia prima per la produzione di plastiche: diverse proposte a riguardo sono state illustrate al convegno dell’American Society for Microbiology:

1) “I materiali organici di scarto dell’agricoltura, dell’industria e delle case private costituiscono una risorsa abbondante che attualmente viene buttata o trasformata in biogas: dal punto di vista di una produzione sostenibile, sarebbe auspicabile la loro trasformazione in sostanze chimiche utili”, ha spiegato Mark van Loosdrecht della Delft University of Technology, nei Paesi Bassi, che negli ultimi anni ha studiato alcuni batteri per trasformare questi scarti in bioplastiche note come poliidrossialcanoati (PHA).

I PHA sono poliesteri lineari prodotti dalla fermentazione batterica di zuccheri o lipidi e comprendono una notevole varietà di materiali, dal momento che possono essere ottenuti a partire da 150 diversi monomeri.
Si tratta di plastiche biodegradabili e tuttora costose da produrre rispetto alle plastiche convenzionali: questa circostanza ha limitato il loro uso in un’ampia gamma … continua

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Nei microrganismi il futuro dei biocombustibili.

maggio 22nd, 2009 by Sara in Energie rinnovabili

Il Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti sta studiando un batterio che vive nelle sorgenti calde di Yellowstone, in grado non solo di degradare la cellulosa ma anche di trasformarla in acetato e poi in etanolo.

anaerocellumI microrganismi potrebbero essere i protagonisti del nostro futuro energetico: batteri, cianobatteri, funghi e microalghe sono piccoli “impianti chimici” efficienti ed economici per produrre biocombustibili a basso impatto ambientale. È quanto è stato riportato da un gruppo di ricercatori al convegno nazionale dell’American Society for Microbiology.

“Siamo stati incaricati di sviluppare la prossima generazione di biocombustibili cellulosici: se un giorno riuscissimo a fornire energia da parti vegetali cellulosiche non commestibili potremmo porre fine alla polemica sulla produzione di biocombustibili”, ha spiegato Tim Donohue dell’Università del Wisconsin a Madison, codirettore degli Energy Bioenergy Research Centers, autore della relazione.

Quando si parla di combustibili alternativi, a monopolizzare l’attenzione dei ricercatori è l’etanolo.
Negli Stati Uniti quasi la totalità di questo alcool è fermentato a partire dagli zuccheri che si trovano nell’amido di mais o nei semi di mais. Questo tipo di produzione, … continua

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