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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Italia</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Il roadsharing si fa strada in Italia: l&#8217;autostop ai tempi di internet.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 10:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il roadsharing è la nuova frontiera della mobilità sostenibile che in Internet ha trovato un rapido strumento di diffusione e messa a contatto fra utenti. In particolare il portale italiano RoadSharing.com, consultabile in 5 lingue, è diventato ormai un punto di riferimento per chi ama condividere i viaggi in mezza Europa. Una mobilità sostenibile dovrebbe [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/20/il-roadsharing-si-fa-strada-in-italia-lautostop-ai-tempi-di-internet/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il roadsharing è la nuova frontiera della mobilità sostenibile che in Internet ha trovato un rapido strumento di diffusione e messa a contatto fra utenti. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/autostoppista.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10298" title="autostoppista" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/autostoppista-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In particolare il portale italiano <a title="RoadSharing" href="http://www.roadsharing.com/" target="_blank">RoadSharing.com</a>, consultabile in 5 lingue, è diventato ormai un punto di riferimento per chi ama condividere i viaggi in mezza Europa.</p>
<p>Una mobilità sostenibile dovrebbe permettere alle persone di spostarsi in modo sostenibile, cioè non gravando eccessivamente sul traffico, non provocando incidenti, non causando un eccessivo inquinamento acustico e atmosferico.</p>
<p>A livello urbano le amministrazioni tendono a incentivare l’uso dei trasporti pubblici, ad attuare interventi di moderazione del traffico e di limitazione della circolazione veicolare, ad applicare speciali tariffe “inibitorie”, a sviluppare piste ciclabili, ad incentivare il <em><strong>car-sharing</strong></em>: un servizio che permette di utilizzare un’automobile su prenotazione prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio e pagando in base all’utilizzo fatto.</p>
<p>Da qualche anno, fortunatamente, il messaggio è stato recepito dai cittadini più sensibili che si sono inventati delle soluzioni creative e “aggreganti”, prima fra tutti il <em><strong>car-pooling</strong></em>: una modalità di trasporto che consiste nella condivisione di automobili private tra<span id="more-9919"></span> un gruppo di persone, con il fine principale di ridurre i costi del trasporto.</p>
<p>Nel <em><strong>road-sharing</strong></em>, nuova frontiera della mobilità sostenibile su lunga distanza, individui che intendono raggiungere la medesima destinazione – anche perfetti sconosciuti gli uni agli altri – si raggruppano in una sola auto per viaggiare insieme.</p>
<p>Il culmine del servizio si è avuto in particolare la scorsa primavera in concomitanza della nube vulcanica che ha messo K.O. le vie aeree tradizionali. In quell’occasione infatti si è creato un gruppo dedicato ai “naufragi del vulcano” grazie a cui migliaia e migliaia di persone sperse lontano da casa sono potute tornare al loro paese usufruendo di passaggi in auto.</p>
<p><em>“Sabato prossimo vorrei andare ad una fiera a Bologna, poi il giovedì successivo vorrei andare a Genova alla notte bianca, il giorno dopo devo scappare a Milano a salutare mia sorella: come faccio a risparmiare?”</em></p>
<p>Sul sito <em><strong>www.roadsharing.com</strong> </em>chiunque abbia questo tipo di esigenze può cercare soluzioni economiche di viaggio facendo una ricerca per luogo di partenza, luogo di destinazione e per data, e verificando se sia già presente l’annuncio di qualcuno che intende mettere a disposizione la propria vettura per tale viaggio. Se il percorso richiesto non è ancora presente nella lista, può inserire una sorta di annuncio in cui fornisce i dati fondamentali dello spostamento che gli interessa:  se qualcuno aderisce ha risolto il problema.</p>
<p>Per chi non lo sapesse, ricordiamo che nel 2009 l’Italia si è confermata il primo paese al mondo per densità automobilistica, con 608 vetture ogni mille abitanti. In questo contesto, la pratica del roadsharing appare auspicabile dal punto di vista ecologico. Inoltre permette agli utenti di risparmiare molto, perché vengono divise le spese del viaggio, ad esempio pedaggi autostradali e rifornimento di carburante.</p>
<p>Per concludere, come non pensare all&#8217;aspetto sociale di questa iniziativa? Incontrarsi condividendo l&#8217;esperienza del viaggio è sicuramente una cosa romantica, avventurosa: certo, bisogna avere la fortuna di trovare compagni di viaggio simpatici e in qualche modo affini a noi!</p>
<p>Guarda uno dei servizi sul roadsharing:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="540" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mkrae7JHORI?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="540" height="385" src="http://www.youtube.com/v/mkrae7JHORI?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F09%2F20%2Fil-roadsharing-si-fa-strada-in-italia-lautostop-ai-tempi-di-internet%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>La mobilità sostenibile come concetto universale.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il concetto di mobilità si è evoluto moltissimo negli ultimi anni: si è partiti con le auto meno inquinanti, euro 4, euro 5, fino a stabilire zone a traffico limitato, e a rivisitare nel complesso il movimento di persone e merci in modalità privata e pubblica. La ricerca di nuove modalità di mobilità sostenibile è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/22/la-mobilita-sostenibile-come-concetto-universale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il concetto di mobilità si è evoluto moltissimo negli ultimi anni: si è partiti con le auto meno inquinanti, euro 4, euro 5, fino a stabilire zone a traffico limitato, e a rivisitare nel complesso il movimento di persone e merci in modalità privata e pubblica. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/mobilita-sostenibile.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9417" title="mobilita-sostenibile" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/mobilita-sostenibile.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La ricerca di nuove modalità di <strong><em>mobilità sostenibile</em></strong> è incessante, e le città di ogni parte approdano, in tempi estremamente variabili, a questa consapevolezza.</p>
<p>I cittadini oggi sanno valorizzare di più il nesso mobilità-ambiente, e così, anche attraverso organizzazioni, esercitano pressioni sulle istituzioni affinché adottino misure adeguate.</p>
<p>A Milano, ad esempio, una delle misure che ha fatto molto discutere è l’<strong><em>Ecopass</em></strong>; è una misura di disincentivo, consistente in un pedaggio che alcune auto devono pagare per poter accedere al centro di Milano.</p>
<p>Ma si sono evoluti i criteri considerati, e la mobilità viene valorizzata anche in Paesi in Via di Sviluppo o, comunque, non particolarmente sviluppati come i nostri.</p>
<p>La città brasiliana di <strong><em>Curitiba</em></strong> è riuscita a pedonalizzare il centro in un solo weekend: questa scelta fu dapprima molto criticata, specialmente dai commercianti e da altre<span id="more-9410"></span> categorie, che temevano una contrazione delle loro attività in corrispondenza ai limiti mobili, ma la scelta si è rivelata vincente, perché ne hanno tratto ampio guadagno; oggi Curitiba viene definita la capitale ecologica del Brasile.</p>
<p>Da menzionare anche la città colombiana di <strong><em>Bogotà</em></strong> che, consapevole dell’eccessivo costo della costruzione di una metropolitana, ha preferito costruire il “Trans Millenium”: autobus che vanno alla stessa velocità delle metro e in corsie riservate.</p>
<p>Anche città europee come Berlino, Amsterdam, Amburgo, hanno qualcosa per cui essere apprezzate, così come l&#8217;<strong><em>Italia</em></strong>, che è costantemente al lavoro, attraverso istituti specializzati e centri di ricerca (come lo IEFE-Università Bocconi di Milano), per individuare forme sempre nuove di mobilità sostenibile.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F07%2F22%2Fla-mobilita-sostenibile-come-concetto-universale%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Green Post: Poste Italiane è promotrice di un progetto su scala europea.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’analisi dell’inquinamento ambientale delle città italiane è importante concentrarsi su diversi aspetti, che comprendono anche il trasporto delle merci (buste, pacchi, prodotti), la mobilità delle persone (mezzi pubblici) e la sicurezza. Per quanto riguarda le merci, Poste Italiane sta pensando di utilizzare, specialmente nei centri storici, solo mezzi elettrici per lo smistamento dei diversi materiali [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/12/green-post-poste-italiane-e-promotrice-di-un-progetto-su-scala-europea/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nell’analisi dell’inquinamento ambientale delle città italiane è importante concentrarsi su diversi aspetti, che comprendono anche il trasporto delle merci (buste, pacchi, prodotti), la mobilità delle persone (mezzi pubblici) e la sicurezza.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Progetto-Green-Post.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9305" title="Progetto-Green-Post" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Progetto-Green-Post.jpg" alt="" width="160" height="140" /></a> Per quanto riguarda le merci,<strong><em> Poste Italiane</em></strong> sta pensando di utilizzare, specialmente nei centri storici, solo <strong><em>mezzi elettrici</em></strong> per lo smistamento dei diversi materiali (buste, plichi, e quant’altro) e tutti gli operatori europei hanno espresso un’ampia convergenza al riguardo.</p>
<p>Si tratta del progetto <strong><em>Green Post</em></strong>: questo progetto ha chiuso la sua presentazione con un evento che si è tenuto pochi giorni fa a Bruxelles.</p>
<p>E&#8217; un progetto che Poste Italiane ha sviluppato con altri 8 partners europei beneficiari del contributo europeo (Poste belghe, bulgare, ungheresi) e con la collaborazione di Legambiente, dell&#8217;Università di Perugia, di PostEurop<span id="more-9196"></span> (associazione europea degli operatori postali pubblici), e di Ducati Energia; il tutto con l&#8217;adesione dell&#8217;Agenzia Europea per l&#8217;energia.</p>
<p>Il progetto prevede l’uso di un <strong><em>quadriciclo</em><em> elettrico</em></strong> o<strong><em> ibrido</em></strong>, che offre prestazioni variabili a seconda della tipologia: autonomia di 50 km per il veicolo elettrico, autonomia di 300 km per il veicolo ibrido, e l’uso di questo mezzo sarà strettamente correlato alle esigenze organizzative del territorio.</p>
<p>Stiamo parlando di circa <strong><em>43 mila veicoli</em></strong> in mano alle Poste italiane, di cui 27 mila sono motocicli: insomma, se pensiamo che migliaia di mezzi si muovono a impatto zero invece di inquinare, capiamo bene l’importanza del progetto.</p>
<p>In più, Poste italiane sta rivedendo la conformazione delle proprie zone di recapito, orientandosi verso un maggior numero di zone a piedi, e puntando a incrementare l’uso dei <strong><em>mezzi elettrici</em></strong> (che nei prossimi tempi toccheranno addirittura numeri a tre cifre).</p>
<p>Improvvisi problemi di ricarica della batteria per ora non ve ne sono, perché si ritiene che un’unica ricarica riesca a coprire l’intera zona di recapito. Insomma, meno CO2 e più aria pulita.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F07%2F12%2Fgreen-post-poste-italiane-e-promotrice-di-un-progetto-su-scala-europea%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Autorizzazione unica per le rinnovabili: norme più semplici, ma in assenza di linee guida regionali.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Autorizzazione unica è stata introdotta nel 2003 ed è stata concepita per semplificare l’iter autorizzativo degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In seguito alla legge di introduzione dell’autorizzazione, sarebbe stato necessario introdurre le linee guida che però non sono mai arrivate, col risultato di condurre a un certo caos normativo. Queste [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/15/autorizzazione-unica-norme-piu-semplici-ma-in-assenza-di-linee-guida-regionali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’Autorizzazione unica è stata introdotta nel 2003 ed è stata concepita per semplificare l’iter autorizzativo degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8963" title="energie-rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energie-rinnovabili.gif" alt="energie-rinnovabili" width="150" height="150" />In seguito alla legge di introduzione dell’autorizzazione, sarebbe stato necessario introdurre le linee guida che però non sono mai arrivate, col risultato di condurre a un certo caos normativo.</p>
<p>Queste linee guida avrebbero in particolar modo chiarito le corrette modalità di inserimento di questi impianti su tutto il territorio.</p>
<p>Certo, la loro assenza non era un ostacolo invalicabile, ma le Regioni, invocando pretestuosamente questa falla, ne hanno approfittato per dotarsi di normative che in effetti contrastano con le norme di livello europeo e nazionale (ad esempio massima diffusione delle rinnovabili e semplificazione dei procedimenti), contravvenendo in particolar modo ai “tetti” concernenti la potenza degli impianti, ai “tetti” del numero di impianti possibili, ma anche alle aree considerate vietate da usare per sviluppare questi impianti.</p>
<p>Le linee guida insomma avevano la funzione di chiarire le modalità, i limiti,<span id="more-8903"></span> i territori utilizzabili, i permessi e i termini da rispettare.</p>
<p>Ma vi sono già alcune sentenze della Corte Costituzionale che in qualche modo rimediano alla lacuna normativa, ostacolando la inconsulta libertà di cui in tal senso le Regioni si sono avvalse.</p>
<p>Ad esempio, la sentenza n.166/2009 che ha dichiarato la illegittimità costituzionale delle linee guida della Basilicata, la 282/2009 contro la legge regionale del Molise; la 119/2010 contro legge regionale pugliese.</p>
<p>Una lacuna normativa non significa insomma che ognuno può far ciò che vuole, ma che occorre una valutazione concreta: ad esempio se una determinata area è vincolata ai sensi del codice dei beni culturali, non deve né essere autorizzata tout court, né essere vietata a priori.</p>
<p>Occorre che l’ente preposto alla tutela dell&#8217;area vincolata faccia una comparazione in concreto delle esigenze di tutela dell’area rispetto all’esigenza di produzione di energia rinnovabile, specificando altresì che questi impianti sono opere di pubblica utilità.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F06%2F15%2Fautorizzazione-unica-norme-piu-semplici-ma-in-assenza-di-linee-guida-regionali%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>A Roma verranno usate le prime Smart Electric Drive.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 09:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I politici dovrebbero dare il buon esempio ed il sindaco di Roma, Alemanno, ci prova concretamente, con la Smart Electric Drive. &#8220;L&#8217;ambizione di Roma è essere Capitale dell&#8217;impatto zero&#8221; ha affermato Alemanno. E l&#8217;obiettivo è difficile da raggiungere, visto che Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/21/a-roma-in-uso-le-prime-smart-electric-drive/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I politici dovrebbero dare il buon esempio ed il sindaco di Roma, Alemanno, ci prova concretamente, con la Smart Electric Drive.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8143" title="smart-electric-drive" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/smart-electric-drive.jpg" alt="smart-electric-drive" width="150" height="150" />&#8220;L&#8217;ambizione di Roma è essere Capitale dell&#8217;impatto zero&#8221; ha affermato Alemanno. </p>
<p>E l&#8217;obiettivo è difficile da raggiungere, visto che Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in termini di emissioni di CO2 e PM10 e in termini di traffico e carenza cronica di parcheggi.</p>
<p>Tutto parte dal progetto di mobilità sostenibile stipulato Smart ed Enel, definito il primo e il più importante progetto congiunto a livello mondiale per lo sviluppo della mobilità elettrica. </p>
<p><em>Roma</em> diviene la prima città di questa sperimentazione, e poi a seguire <em>Pisa</em> e<em> Milano </em>con, complessivamente, cento vetture elettriche.</p>
<p>L&#8217;importanza di Roma in questi test si deve al protocollo d&#8217;intesa stipulato, appunto, dal Comune di Roma con Enel, con l&#8217;obiettivo di installare, a partire dai prossimi<span id="more-7765"></span> mesi, 150 punti di ricarica dislocati soprattutto nel centro storico e nel quartiere Parioli, di cui circa 100 a disposizione di tutti i cittadini in luoghi pubblici e 50 a uso privato.</p>
<p>Nella Capitale saranno il sindaco e altri 34 romani ad utilizzare le “Smart elettric drive”.</p>
<p>Sono state 2.100 le richieste di cittadini ed Enti per avere le nuove auto, ma solo 34, tra i quali personaggi della cultura, dello spettacolo, ma anche aziende, le avranno in noleggio.</p>
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		<title>L&#8217;informatizzazione della P.A. può essere sostenibile?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 11:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 17 maggio al 20 maggio si svolge il Forum della Pubblica Amministrazione. Ma cosa possono fare le pubbliche amministrazioni per abbattere l’impronta ambientale dei propri sistemi informatici? Tutti sappiamo che la completa informatizzazione della P.A. è un obiettivo di valore strategico proprio per renderla più efficiente, ma dal punto di vista energetico non è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/18/linformatizzazione-della-p-a-puo-essere-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Dal 17 maggio al 20 maggio si svolge il Forum della Pubblica Amministrazione. Ma cosa possono fare le pubbliche amministrazioni per abbattere l’impronta ambientale dei propri sistemi informatici?</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7999" title="forumpa" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/forumpa.jpg" alt="forumpa" width="150" height="150" />Tutti sappiamo che la completa informatizzazione della P.A. è un obiettivo di valore strategico proprio per renderla più efficiente, ma dal punto di vista energetico non è affatto indifferente il modo in cui l’informatizzazione verrà applicata.</p>
<p>Bisogna capire quali sono i punti chiave per una P.A. più efficiente anche dal punto di vista dei consumi energetici. </p>
<p>L’informatizzazione potenzialmente può contribuire a ridurre varie voci di consumo energetico della P.A., si pensi al cd telelavoro, o a dipendenti pubblici che, se potessero lavorare da remoto, risparmierebbero sui trasporti e quindi sul traffico e gli uffici non dovrebbero mantenere esosi costi per riscaldamento, illuminazione, eccetera.</p>
<p>Certo, informatizzare significa usare più hardware e quindi consumare più energia, ma ci sono accorgimenti molto semplici, vedi ad esempio l’amministrazione britannica, che in un suo piano strategico pro-ambiente ha ipotizzato che, spegnendo durante la notte<span id="more-7969"></span> 500mila computer degli uffici pubblici, si arriverebbe ad un risparmio equivalente al togliere dalle strade 40mila automobili!</p>
<p>Esistono sistemi automatici per realizzare questa operazione senza affidarsi alla buona volontà dei cittadini, ma senza una consapevolezza diffusa di queste problematiche gli interventi non avranno mai molta efficacia.</p>
<p>Alcuni affermano che, oltre all’hardware, anche il software sa incidere sui consumi, e che vi sia la necessità di creare un software che faccia sì le stesse elaborazioni, ma effettuando la metà dei calcoli, e quindi risparmiando metà dei consumi energetici.</p>
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		<title>FSS: &#8220;Mantenendo trend pro-rinnovabili, il nucleare è inutile&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili. Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/fss-mantenendo-trend-pro-rinnovabili-il-nucleare-e-inutile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7498" title="FSS" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/FSS.gif" alt="FSS" width="170" height="100" />Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari  non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili.</p>
<p>Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione notevole, e le rinnovabili nel 2030 arriveranno a produrre fino al 45% dell&#8217;elettricità consumata. </p>
<p>Ad affermarlo è la <em>Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</em>, che ha presentato, proprio pochi giorni fa, un rapporto denominato <em>&#8220;Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030&#8243;</em>.</p>
<p>Il rapporto prende in considerazione due scenari: uno virtuoso, <em>blu</em>, con un miglioramento di efficienza elettrica ed uno,<em> grigio</em>, di peggioramento dell&#8217;efficienza elettrica.<span id="more-7407"></span> In entrambi gli scenari si ipotizza, seppur in modo diverso, un forte aumento delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Mantenendo il trend di crescita in atto verso l&#8217;adesione alle varie forme di energia rinnovabile,  come probabile, lo scenario blu sembra il più plausibile e realistico, perché si tratta di tendenze già avviate prima della crisi, e quindi l&#8217;incremento dei consumi di elettricità sarebbe dimezzato rispetto al decennio precedente.</p>
<p>Così migliorerebbe l&#8217;efficienza energetica del Pil (da 261 chilowattora ogni mille euro di Pil nel 2010, a 240 nel 2030), vi sarebbe una riduzione della produzione di elettricità da combustibili fossili e le emissioni di CO2 si ridurrebbero, rispetto al 2005, del 20% nel 2020 e del 26,7% nel 2030.</p>
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		<title>A Caiazzo da oggi la spesa si fa solo con sacchetti personali biodegradabili.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 10:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’iniziativa è denominata “No plastic bag” e prevede il graduale coinvolgimento di tutti gli 8 mila comuni italiani. Sulla base della considerazione che non è possibile sprecare buste di plastica sempre diverse ad ogni occasione, Caiazzo, comune campano di circa seimila abitanti, nella zona del casertano, segna una svolta: Caiazzo è infatti il primo comune [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/28/a-caiazzo-da-oggi-la-spesa-si-fa-solo-con-sacchetti-personali-biodegradabili/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’iniziativa è denominata “No plastic bag” e prevede il graduale coinvolgimento di tutti gli 8 mila comuni italiani.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7018" title="no-plastic-bag" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/no-plastic-bag-150x150.jpg" alt="no-plastic-bag" width="150" height="150" /> Sulla base della considerazione che non è possibile sprecare buste di plastica sempre diverse ad ogni occasione, Caiazzo, comune campano di circa seimila abitanti, nella zona del casertano, segna una svolta: Caiazzo è infatti il primo comune in Italia che  ha deciso di bandire le buste di plastica definitivamente, dicendo “No” alle buste di plastica con un anno di anticipo rispetto alla legge nazionale che dovrebbe entrare in vigore all&#8217;inizio del 2011.</p>
<p>Questa iniziativa, che si sviluppa per ora come “piano-pilota”, permette di archiviare i sacchetti “fungibili”, introducendo dei sacchetti biodegradabili, con contestuali multe per i trasgressori: le sanzioni infatti toccherebbero anche i 500 euro.</p>
<p>L’iniziativa è stata presentata oggi a Roma nella sede dell’Anci, e sarà corredata da un’ordinanza comunale in cui saranno previste. Insomma, l’era dei sacchetti<span id="more-6970"></span> di plastica non biodegradabili sta per finire.</p>
<p>I nuovi sacchetti saranno biodegradabili,  ovvero capaci di decomporsi completamente e in maniera naturale  dal terreno. Ben 100mila pezzi verranno assegnati in modo gratuito alle  attività commerciali di Caiazzo, con il fine di rendere l’utilizzo degli  stessi un’abitudine diffusa tra la gente del posto.</p>
<p>Questi sacchetti personali biodegradabili sono certificati e compostabili dal Consorzio italiano compostatori. L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e le masse di rifiuti non degradabili.</p>
<p>Il presidente regionale di Legambiente, Michele Buonuomo, ha affermato che in Campania oltre 300 comuni raggiungono il 45% di raccolta differenziata, con punte del 70-80%, e quindi iniziative come questa sono utili anche nel contrasto alle ecomafie. Caiazzo è un esempio di come ci siano realtà più avanzate delle politiche nazionali, spesso affossate da ritardi inconcepibili.</p>
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		<title>La Corte Costituzionale compromette lo sviluppo del fotovoltaico.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 09:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sentenze 119, 120 e 124 della Corte Costituzionale compromettono lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro paese. Queste sentenze infatti dichiarano costituzionalmente illegittime alcune leggi regionali (Puglia e Calabria) che regolavano le autorizzazioni a costruire e condurre impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili. Nel nostro paese sono previsti per il solo 2010 oltre 2,5 [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/15/la-corte-costituzionale-compromette-lo-sviluppo-del-fotovoltaico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Le sentenze 119, 120 e 124 della Corte Costituzionale compromettono lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro paese.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6655" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico2-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="150" />Queste sentenze infatti dichiarano costituzionalmente illegittime alcune leggi regionali (Puglia e Calabria) che regolavano le autorizzazioni a costruire e condurre impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili.</p>
<p>Nel nostro paese sono previsti per il solo 2010 oltre 2,5 miliardi di euro di investimenti che porterebbero alla creazione di almeno 3.000 nuovi posti di lavoro lungo tutta la filiera.</p>
<p>Ma le sentenze iniziano già a produrre i loro effetti: in Puglia, ad  esempio, le banche hanno già da qualche settimana sospeso le pratiche di finanziamento per quei progetti per i quali era prevista solamente la denuncia di inizio attività (DIA).</p>
<p>Queste sentenze alimentano il clima di incertezza acuitosi in seguito alla mancata approvazione del Conto Energia 2011 prima delle elezioni regionali e dall&#8217;assenza<span id="more-6637"></span> di linee-guida nazionali per il  corretto inserimento degli impianti fotovoltaici sul territorio.</p>
<p>In questo modo si danneggia l&#8217;intero sviluppo del mercato, mettendo in serio pericolo i 17.000 posti di lavoro creati sino ad oggi. Le leggi in questione sono la numero 31 del 2008 della Regione Puglia, la 38 e la 42 della Regione Calabria.</p>
<p>Il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane (GIFI) auspica chiaramente un serio intervento del Governo, con la continuità del meccanismo di incentivazione, con la pubblicazione del Conto Energia 2011, e con l&#8217;approvazione nel minor tempo possibile delle Linee Guida per il corretto inserimento degli impianti fotovoltaici nel territorio nazionale, nell&#8217;ottica (come anche espresso nelle sentenze in oggetto) di tutelare le aree protette.</p>
<p>Anche se la congiuntura economica si presenta attualmente negativa, le energie rinnovabili registrano una domanda crescente e generano investimenti. L&#8217;Italia non può restare indietro.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F15%2Fla-corte-costituzionale-compromette-lo-sviluppo-del-fotovoltaico%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il fotovoltaico ha toccato un nuovo record in Italia.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata. Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/il-fotovoltaico-ha-toccato-un-nuovo-record-in-italia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo  record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6320" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico1-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="150" />Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh.</p>
<p>Con il primo &#8221;conto energia&#8221;, il sistema di incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, varato nel 2005 dal precedente governo, sono stati promossi impianti per una potenza complessiva installata di 165 MW.</p>
<p>Poi con l&#8217;avvio del secondo &#8221;conto energia&#8221; sono stati incentivati altri 835 MegaWatt. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l&#8217;Italia raggiunge ora il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.</p>
<p>&#8221;Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009, questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al<span id="more-5643"></span> tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale&#8221;, ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico.</p>
<p>&#8221;In un anno difficile come quello appena concluso, il settore del solare ha infatti retto bene e, anzi, ha contribuito a sostenere la ripresa. Il Governo &#8211; ha aggiunto Scajola &#8211; è impegnato a garantire continuità alla crescita efficiente del fotovoltaico, come dell&#8217;intero comparto delle fonti rinnovabili. Siamo fortemente convinti della necessità che il binomio energia-ambiente si possa completare con la crescita industriale e occupazionale e con l&#8217;innovazione tecnologica&#8221;.</p>
<p>Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l&#8217;industria fotovoltaica nazionale sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 è stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore del fotovoltaico&#8221;.</p>
<p>Con il solo fotovoltaico si evita la produzione di 875 mila tonnellate di CO2 e si riduce il consumo di combustibili fossili di 0,23 milioni di tonn equivalente petrolio.</p>
<p>Ma il Ministero dello Sviluppo Economico ha investito molto anche nella ricerca: nel triennio 2006-2008, attraverso gli accordi di programma con Enea, Cnr ed Erse, sono stati finanziati 15 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 4 milioni di euro nel 2009. Per il  triennio 2009-2011 l&#8217;impegno economico prevede un finanziamento per altri 8 milioni di euro.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F30%2Fil-fotovoltaico-ha-toccato-un-nuovo-record-in-italia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria si muove contro lo smog.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 22:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un piano da tre miliardi di euro per contrastare l’inquinamento. I sindaci anti-smog tornano a chiedere con forza un intervento del Governo per finanziare misure che riducano stabilmente i livelli di &#8220;avvelenamento&#8221; del nostro paese. L’appello arriva al termine di una riunione, a Milano, nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente, del Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/17/il-coordinamento-permanente-sulla-qualita-dellaria-si-muove-contro-lo-smog/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Un piano da tre miliardi di euro per contrastare l’inquinamento</strong><strong>. I sindaci anti-smog tornano a chiedere con forza un intervento del Governo per finanziare misure che riducano stabilmente i livelli di &#8220;avvelenamento&#8221; del nostro paese. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5804" title="smog" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/smog-150x150.jpg" alt="smog" width="170" height="150" />L’appello arriva al termine di una riunione, a Milano, nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente, del <em>Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria</em> per fare il punto sulle iniziative da programmare, dopo l’adesione di oltre 200 Comuni al blocco della circolazione attuato il 28 febbraio scorso.</p>
<p>Nel corso dell’incontro &#8211; presenti tra gli altri l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente di Milano Paolo Massari e quello di Torino Roberto Tricarico &#8211; è stata espressa soddisfazione per l&#8217;adesione dei Comuni della Val Padana al blocco del traffico di due domeniche fa. &#8220;Negli ultimi dieci giorni &#8211; ha dichiarato Tricarico &#8211; si è assistito alla stabilizzazione delle concentrazioni medie giornaliere del PM10 sotto il livello dei<span id="more-5763"></span> 50 mg/mc nella quasi totalità dei Comuni coinvolti.</p>
<p>Tale constatazione ci fa ritenere che non saranno più necessarie altre giornate di blocco totale del traffico fino al prossimo inverno&#8221;.</p>
<p>&#8220;Promuoveremo &#8211; gli fa eco Massari &#8211; l&#8217;istituzione e l&#8217;ampliamento di aree pedonali e di zone a traffico limitato (Ztl) nell&#8217;ambito dei centri urbani&#8221;.</p>
<p>Il blocco del 28 febbraio, aggiunge il responsabile Ambiente Anci Flavio Morini, &#8220;ha avuto il merito di inserire il tema dell&#8217;inquinamento tra le priorità dell&#8217;agenda di Governo e Regioni, anche in vista dell&#8217;imminente decisione dell&#8217;Unione Europea se multare o meno il nostro Paese in conseguenza della procedura di infrazione in corso&#8221;.</p>
<p>I Comuni del Coordinamento auspicano un piano nazionale di contrasto all&#8217;inquinamento con una dotazione minima di tre miliardi di euro per dare attuazione a interventi come un Piano triennale nazionale di risanamento della qualità dell’aria, l’esclusione dal patto di stabilità degli investimenti per la riduzione delle emissioni inquinanti, misure volte a limitare la velocità nei tratti autostradali nei periodi di massima criticità (gennaio-marzo), il mantenimento delle detrazioni e agevolazioni per l’efficienza.</p>
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		<title>E&#8217; in edicola Topolino ad &#8220;Impatto Zero&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un Topolino tutto dedicato all&#8217;ambiente e ad “Impatto Zero”. Si presenta così il nuovo numero del settimanale Disney, in edicola dal 13 gennaio. Il celebre magazine Disney, infatti, grazie al ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha aderito (per la seconda volta) al progetto “Impatto Zero” di LifeGate per ridurre e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/14/e-in-edicola-topolino-a-impatto-zero/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Un Topolino tutto dedicato all&#8217;ambiente e ad “Impatto Zero”. Si presenta così il nuovo numero del settimanale Disney, in edicola dal 13 gennaio.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5348" title="topolinoimpattozero" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/topolinoimpattozero.jpg" alt="topolinoimpattozero" width="140" height="170" /> Il celebre magazine Disney, infatti, grazie al ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha aderito (per la seconda volta) al progetto “Impatto Zero” di LifeGate per ridurre e compensare attraverso la creazione di nuove foreste le emissioni di CO2 generate dalla produzione di ogni copia del settimanale.</p>
<p><a title="Ligabue ad Impatto Zero" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/ligabue-aderisce-al-progetto-impatto-zero/" target="_blank" rel="nofollow">Impatto Zero</a> ha infatti calcolato che tra stampa, carta, trasporti e materiali utilizzati, per realizzare le copie di Topolino sono prodotti oltre 76mila kg di anidride carbonica.</p>
<p>CO2 che, attraverso il progetto e grazie al contributo del ministero dell&#8217;Ambiente, sarà compensata con la creazione e tutela di oltre 20mila mq di nuove foreste in Italia (all&#8217;interno del Parco del Ticino) e in Madagascar.</p>
<p>Un segnale importante di attenzione verso il pianeta destinato, in primis, ai lettori del settimanale. Saranno proprio i ragazzi i protagonisti di questo numero speciale<span id="more-5323"></span> di Topolino:</p>
<p>lo scorso 22 aprile, infatti, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il magazine di casa Disney ha lanciato l&#8217;iniziativa “Caro ministro, ecco la mia idea per l&#8217;ambiente&#8230;” con l&#8217;obiettivo di raccogliere le idee dei lettori sulle tematiche ambientali e di presentarle direttamente al ministro dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare attraverso una letterina.</p>
<p>Le numerose lettere dei ragazzi, ricche di idee, progetti, osservazioni e suggerimenti su come rendere il nostro pianeta più “green”, sono state consegnate al ministro Prestigiacomo, che ha risposto all&#8217;appello dei lettori rendendo ad &#8220;Impatto Zero&#8221; questo speciale numero del settimanale.</p>
<p>&#8220;Voi, lettori di &#8216;Topolino&#8217;, di impegno ne avete mostrato tanto, partecipando, numerosissimi al concorso &#8216;Idee per la Terra&#8217; provando a immaginare come è possibile migliorare le abitudini di tutti i giorni.</p>
<p>Sono rimasta colpita dalla creatività e dalla fantastica varietà di suggerimenti, disegni, proposte per proteggere la natura, soprattutto la conoscenza dell&#8217;energia dal vento e dal sole&#8221; scrive per Topolino il ministro Prestigiacomo.</p>
<p>&#8220;E quest&#8217;anno faremo ancora di più. Avere amore per la natura e gli animali, essere attenti quando andiamo a fare acquisti a scegliere i prodotti più facili da smaltire, spegnere le luci, compiere in famiglia tanti piccoli gesti. Farlo tutti insieme è la migliore delle idee!&#8221;.</p>
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		<title>Quasi pronto il primo aereo con propulsione a idrogeno.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/11/quasi-pronto-il-primo-aereo-con-propulsione-a-idrogeno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Pronto al primo volo di prova l&#8217;aereo italo-europeo a idrogeno Rapid 200-Fc, un velivolo dotato di un innovativo sistema elettrico energetico a emissioni zero. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5265" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/138-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Si tratta del velivolo ufficiale della Commissione Europea per l&#8217;Innovazione Tecnologica Aeronautica e Spaziale ed è il primo Aereo italiano ed europeo propulso ad idrogeno.</p>
<p>&#8220;Dopo una seria di piccoli guasti che ne hanno ritardato il volo, siamo finalmente riusciti ad ottenere una certa affidabilità nel funzionamento dell&#8217;innovativo sistema elettrico-energetico&#8221; afferma il team leader del progetto europeo Giulio Romeo, docente del Dipartimento di Ingegneria Aeronautica e Spaziale del Politecnico di Torino.</p>
<p>&#8220;Continueremo nelle prossime settimane ulteriori prove di collaudo del sistema prima di spiccare il volo. Speriamo di partire a febbraio perchè le temperature un po&#8217;<span id="more-5264"></span> rigide di questi giorni ci costringono a ritardare il primo volo&#8221;.</p>
<p>Romeo ed il suo team prevedono quindi l&#8217;ottenimento del permesso di volo dalle autorità aeronautiche e l&#8217;esecuzione del primo volo prova. Altamente sofisticata la tecnologia a bordo.</p>
<p>Rapid 200-Fc ha infatti un propulsore da 40 kW interamente elettrico e la potenza all&#8217;elica è fornita da celle a combustibile da 20kW ad idrogeno gassoso. </p>
<p>Per garantire l&#8217;assoluta sicurezza delle operazioni di volo, l&#8217;aeroplano, assicura Romeo, &#8220;dispone anche di una seconda fonte di energia costituita da un pacco batterie ai polimeri di Litio da 20 kW in grado di garantire potenza alternativa durante il decollo e la salita iniziale&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5266" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/227-150x150.jpg" alt="" width="119" height="119" /> L&#8217;alimentazione del motore elettrico dell&#8217;aereo a idrogeno Rapid 200-Fc avviene, inoltre, tramite generazione di corrente ad alto potenziale in un sistema di ionizzazione e ricombinazione dell&#8217;idrogeno (PEM) che ha come prodotto finale 100-110 Amps di corrente elettrica a 200-240 V, più vapori d&#8217;aria e acqua emessi a temperatura ambiente. </p>
<p>Il velivolo ed il sistema elettrico ed energetico sono stati sviluppati su progetto dell&#8217;ingegnere aeronautico italiano Giulio Romeo, e messi a punto dal team di 10 enti ed aziende coinvolte nel progetto &#8220;Enfica Fc&#8221; (ENvironmentally Friendly Inter City Aircraft powered by Fuel Cells) della Comunità Europea.</p>
<p>Nel team internazionale anche esperti del Politecnico di Torino per il Progetto del velivolo modificato e prove e sperimentazione di volo, la Mavel Elettronica per la progettazione e realizzazione di inverter e controllo elettronico della potenza, e i ricercatori dell&#8217;Università italiana di Pisa per le prove in laboratorio del sistema elettrico.</p>
<p>&#8220;Vogliamo un aeroplano funzionante ad idrogeno sfruttando al meglio la tecnologia &#8216;a celle di combustibile&#8217; attualmente disponibile, per creare un velivolo a basso impatto ambientale&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5267" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/48-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /> &#8220;In parallelo -conclude Romeo- si svolgono anche degli studi di tipo più teorico che, a causa dei limiti tecnologici attuali, ma che mirano a utilizzare in futuro i propulsori ad inquinamento zero per equipaggiare velivoli del segmento regional o intercity da 20-30 passeggeri&#8221;.</p>
<p>Iniziato nel 2006, il progetto dovrebbe quindi concludersi positivamente con i test finali di volo nei prossimi mesi di febbraio e marzo.</p>
<p>Per questo il gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino guidato da Romeo, Fabio Borrello, Gabriel Correa e Marco Pacino, è attualmente ospitato nell&#8217;aeroporto di Reggio Emilia. Le prove di volo, infine, sono affidate al comandante Marco Locatelli.</p>
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		<title>Italia: il 2009 ha segnato la forte crescita dell&#8217;eolico.</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Record in Italia nel 2009 per l&#8217;eolico. Nell&#8217;anno appena terminato, infatti, nel nostro Paese sono stati installati 1.114 MW e sono stati prodotti 6,7 TWh di energia elettrica, pari al consumo domestico di 7 milioni di italiani, con un risparmio di circa 4,7 milioni di tonnellate di CO2. I dati record del 2009 arrivano da [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/08/italia-il-2009-ha-segnato-la-forte-crescita-delleolico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Record in Italia nel 2009 per l&#8217;eolico. Nell&#8217;anno appena terminato, infatti, nel nostro Paese sono stati installati 1.114 MW e sono stati prodotti 6,7 TWh di energia elettrica, pari al consumo domestico di 7 milioni di italiani, con un risparmio di circa 4,7 milioni di tonnellate di CO2.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5215" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/136-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> I dati record del 2009 arrivano da Anev, Enea, Aper e Ises Italia che sottolineano con &#8220;soddisfazione&#8221; che &#8220;le previsioni, a suo tempo formulate e pubblicate, sono state ancora una volta pienamente rispettate&#8221;.</p>
<p>In particolare, il 2009, riferiscono Anev, Enea, Aper e Ises Italia, si è chiuso con una potenza eolica efficiente di 4850 MW di cui più di 1.100 MW installati nel 2009, nuovo record assoluto per l&#8217;Itale con un dato di produzione elettrica &#8220;molto importante che -proseguono- evidenzia il significativo apporto dell&#8217;eolico al sistema elettrico&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo importante risultato -sottolineano- non solo ha contribuito ad una riduzione delle emissioni e ad un incremento della produzione rinnovabile estremamente rilevante, ma ha anche contribuito allo sviluppo occupazionale, industriale ed economico<span id="more-5213"></span> del nostro Paese&#8221;.</p>
<p>Il 2009, dunque, si è concluso con il record storico di installazioni di eolico per l&#8217;Italia, un dato che &#8220;conferma il fatto che il nostro Paese ha oramai il passo del resto del mondo e che, seppur ancora non al livello dei principali mercati europei, è in linea con il raggiungimento degli obiettivi Comunitari in tema di rinnovabili al 2020&#8243;.</p>
<p>&#8220;Sembra fondamentale ricordare -proseguono- la alta funzione sociale ed ambientale che tale fonte di energia, per sua natura diffusamente disponibile in forma distribuita, garantisce al territorio tramite uno sviluppo sostenibile in aree rurali e con maggiore necessità di crescita occupazionale&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5217" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/315-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" />Secondo i quattro organismi, i dati del 2009 sullo sviluppo dell&#8217;eolico in Italia &#8220;sono in linea con gli obiettivi settoriali, e consolidano il dato del 2008, consentendo all&#8217;Italia di rimanere nell&#8217;eolico il terzo Paese in Europa e il sesto nel mondo, nonostante il quadro normativo del settore (Autorizzazione Unica, Ripartizione dell&#8217;obbligo tra le Regioni, Linee Guida e adeguamento delle infrastrutture energetiche) non sia ancora stato definitivamente completato&#8221;.</p>
<p>Questi gli interventi necessari che le Associazioni auspicano vengano presto assunti dal Governo, interventi che per gli Enti &#8220;consentirebbero di sfruttare pienamente il reale potenziale eolico nazionale, stimato in oltre 16.000 MW, facilitando la copertura di tale potenziale con una maggiore efficienza, funzionalità e trasparenza&#8221;.</p>
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		<title>Roma: stop alle “Euro Zero” nelle aree Ztl.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 09:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A partire da venerdì 1 gennaio 2010 sarà vietato l&#8217;ingresso e la circolazione all&#8217;interno della Ztl dell&#8217;Anello Ferroviario di Roma ai ciclomotori e ai motoveicoli, a due, tre e quattro ruote, con motore &#8220;euro zero&#8221; non conformi alla direttiva 97/24/Ce. Il provvedimento rientra nel quadro generale degli interventi che il Comune di Roma promuove in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/27/roma-stop-alle-%e2%80%9ceuro-zero%e2%80%9d-nelle-aree-ztl/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A partire da venerdì 1 gennaio 2010 sarà vietato l&#8217;ingresso e la circolazione all&#8217;interno della Ztl dell&#8217;Anello Ferroviario di Roma ai ciclomotori e ai motoveicoli, a due, tre e quattro ruote, con motore &#8220;euro zero&#8221; non conformi alla direttiva 97/24/Ce.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5017" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/124-150x150.jpg" alt="" width="134" height="134" />Il provvedimento rientra nel quadro generale degli interventi che il Comune di Roma promuove in favore dell&#8217;ambiente e a salvaguardia della salute dei cittadini.</p>
<p>I ciclomotori e i motoveicoli di vecchia generazione, infatti, emettono una significativa quantità di polveri sottili che incidono sull&#8217;inquinamento atmosferico, spiega il Campidoglio.</p>
<p>Questo nuovo provvedimento dà seguito al processo di contenimento degli agenti inquinanti prodotti dal traffico veicolare, già avviato per ciclomotori e motoveicoli nel 2007 con la restrizione alla circolazione di quelli dotati di motore a 2 tempi euro 0.</p>
<p>Il rispetto della misura adottata e la progressiva sostituzione dei vecchi veicoli contribuirà a ridurre sensibilmente la produzione di polveri sottili e di ossidi di azoto.<span id="more-5016"></span></p>
<p>Potranno circolare all&#8217;interno della Ztl dell&#8217;Anello Ferroviario i motoveicoli classificati di interesse storico-collezionistico iscritti ai Registri riconosciuti dal nuovo codice della strada e ciclomotori e motoveicoli adibiti al trasporto di persone diversamente abili.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5018" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/213-150x150.jpg" alt="" width="131" height="131" />Ai residenti all&#8217;interno della Ztl dell&#8217;Anello Ferroviario sarà consentita la circolazione fino al 30 giugno 2010.</p>
<p>Per facilitare e incoraggiare la sostituzione dei vecchi veicoli sono anche disponibili incentivi economici messi a disposizione dal Ministero dell&#8217;Ambiente.</p>
<p>Per riconoscere la classe ambientale di omologazione è sufficiente controllare la direttiva di riferimento riportata sulla carta di circolazione o sul certificato di idoneità tecnica.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F27%2Froma-stop-alle-%25e2%2580%259ceuro-zero%25e2%2580%259d-nelle-aree-ztl%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<item>
		<title>&#8220;Un nuovo &#8216;Friuli&#8217; all&#8217;avanguardia ed ecosostenibile&#8221; .</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 13:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo stadio &#8220;Friuli&#8221; di Udine potrebbe cambiare volto: funzionale, moderno e all&#8217;avanguardia da un punto di vista ecosostenibile. E&#8217; questa l&#8217;idea del sindaco di Udine Furio Honsell, che in una intervista al sito dell&#8217;Anci parla del progetto dello stadio: &#8220;Una grande opportunità che dovrà avere strutture e servizi capaci di far vivere lo stadio 24 [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/23/un-nuovo-friuli-allavanguardia-ed-ecosostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo stadio &#8220;Friuli&#8221; di Udine potrebbe cambiare volto: f<span style="font-weight: bold">unzionale, moderno e all&#8217;avanguardia da un punto di vista ecosostenibile</span>. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4991" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/g3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E&#8217; questa l&#8217;idea del sindaco di Udine Furio Honsell, che in una intervista al sito dell&#8217;Anci parla del progetto dello stadio:</p>
<p>&#8220;Una grande opportunità che dovrà avere strutture e servizi capaci di far vivere lo stadio 24 ore su 24 e di permettere a tutto il complesso di autofinanziarsi&#8221;.</p>
<p>Per Honsell, quindi, lo stadio si farà e pur non fornendo date precise assicura: &#8221;La candidatura per gli Europei del 2016 pone delle scadenze&#8221; e quindi un riferimento temporale preciso.</p>
<p>&#8221;Gli interventi che abbiamo in mente &#8211; spiega il sindaco &#8211; prevedono la realizzazione della copertura totale dell&#8217;impianto e degli sky boxes, oltre al potenziamento dell&#8217;area hospitality.<span id="more-4990"></span></p>
<p>In questo contesto avere strutture e servizi capaci di far vivere lo stadio 24 ore su 24 e di permettere a tutto il complesso di autofinanziarsi è una grande opportunità.</p>
<p>Quello che pretendo, però, è che le opere vengano realizzate seguendo i <span style="font-weight: bold">principi dell&#8217;efficienza energetica e della bioedilizia</span>, rispettando le classi più alte di CasaClima, il modello di certificazione energetica cui abbiamo aderito come Comune&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4992" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/o-150x150.jpg" alt="" width="150" height="129" />Per Honsell il capoluogo friulano &#8221;può diventare un laboratorio in cui sperimentare l&#8217;applicazione dei principi di sostenibilità ed efficienza energetica alla realizzazione di un nuovo stadio&#8221;.</p>
<p>A chi gli domanda se la proprietà dell&#8217;impianto resterà in capo al Comune, il sindaco risponde: &#8221;stiamo aspettando l&#8217;arrivo di una legge nazionale che disciplini i rapporti tra i Comuni e le società sportive professionistiche</p>
<p>e la mia visione è quella di uno stadio concesso in comodato d&#8217;uso con un contratto che preveda la manutenzione straordinaria a carico delle società&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F23%2Fun-nuovo-friuli-allavanguardia-ed-ecosostenibile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>E&#8217; in funzione la rete &#8220;Share&#8221; per monitorare clima e ambiente.</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 10:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Comitato Evk2Cnr, Agostino Da Polenza, annuncia che il nostro Paese &#8220;rafforzerà il suo impegno nello studio dei cambiamenti climatici, attraverso il monitoraggio atmosferico in alta quota denominato Share, Stations at high altitude for research on Environment, realizzata dal Comitato Evk2Cnr&#8221;. &#8220;La rete Share raccoglie e fornisce dati unici e preziosi su clima [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/22/e-in-funzione-la-rete-share-per-monitorare-clima-e-ambiente/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il presidente del <span style="font-weight: bold">Comitato Evk2Cnr</span>, Agostino Da Polenza, annuncia che il nostro Paese &#8220;rafforzerà il suo impegno nello studio dei cambiamenti climatici, attraverso il monitoraggio atmosferico in alta quota denominato Share, <span style="font-weight: bold">Stations at high altitude for research on Environment</span>, realizzata dal Comitato Evk2Cnr&#8221;.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4955" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/118-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8220;La rete Share raccoglie e fornisce dati unici e preziosi su clima e ambiente. Anche in base a questi dati, gli<strong> </strong>scienziati di tutto il mondo che lavorano per i programmi dell&#8217;Unep (Programma per l&#8217;Ambiente delle Nazioni Unite) o del Wmo (Agenzia Meteorologica Mondiale) elaborano modelli previsionali sul cambiamento climatico in atto&#8221;.</p>
<p>Gli scienziati del Comitato EvK2Cnr, così come auspicato anche dalla Commissione Europea, hanno quindi previsto anche un ampliamento delle reti di monitoraggio atmosferico in Italia per controllare i mutamenti climatici in atto nel nostro paese.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo è quello di creare una rete nazionale di stazioni ad alta quota in grado di fornire in modo integrato una corretta valutazione dei dati di fondo dell&#8217;inquinamento e un supporto importante allo studio dei mutamenti climatici nell&#8217;area Mediterranea<span id="more-4953"></span> e continentale alpina&#8221;. </p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4956" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/211-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Share-Italia sarà così<em> la &#8220;sentinella&#8221; dei cambiamenti climatici posta sugli alti monti del nostro paese.<span style="font-weight: bold"> </span></em></p>
<p>&#8220;La rete -spiega ancora il Comitato- permetterà di ottenere indicazioni essenziali per la salvaguardia e lo sviluppo dell&#8217;ambiente montano e non solo&#8221;.</p>
<p>Sul fronte mondiale, &#8220;la rete Share -continua ancora il Comitato Evk2Cnr- è già diffusa su 3 continenti, Asia, Africa e Europa.</p>
<p>Le osservazioni sull&#8217;inquinamento atmosferico e sul cambiamento climatico forniscono dati e informazioni fondamentali per gli studi scientifici che, a loro volta, -sottolinea il Comitato- hanno importanti implicazioni nella definizione delle politiche decisionali&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4959" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/31-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />Ed il rafforzamento della raccolta dati della rete Share riguarderà anche l&#8217;Italia con Share-Italia. &#8220;In uno studio dal titolo &#8220;L&#8217;atmosfera e le montagne italiane dalle Alpi al Mediterraneo: ruolo delle stazioni di monitoraggio in alta quota&#8221;,</p>
<p>condotto dall&#8217;Isac-Cnr, sono stati individuati -riferisce il Comitato- un certo numero di possibili siti, ubicati in aree considerate rappresentative delle condizioni di fondo dell&#8217;atmosfera&#8221;.</p>
<p>&#8220;La rete Share-Italia rappresenta una risorsa volta a fornire un insieme coerente d&#8217;informazioni inerenti l&#8217;ambiente, il clima e l&#8217;atmosfera e si pone come valido supporto nell&#8217;adozione delle appropriate politiche ambientali che devono essere previste nei prossimi anni&#8221;.</p>
<p><!-- Methode uuid: "d289e970-ee1b-11de-bd73-00144fd495f4" --> <!-- ### INIZIO ANNUNCI GOOGLE ### --></p>
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		<title>Campofranco: il più grande impianto fotovoltaico italiano.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 12:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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		<description><![CDATA[A Campofranco, proprio oggi, è stata inaugurata la prima e più grande fabbrica italiana di pannelli fotovoltaici in &#8220;thin film di silicio&#8221;. E&#8217; la terza fabbrica in Europa, realizzata senza contributi pubblici dal gruppo &#8220;Moncada Energy&#8221; di Agrigento. All’appuntamento ha anche partecipato il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale ha affermato: &#8220;Oggi è certo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/21/campofranco-il-piu-grande-impianto-fotovoltaico-italiano/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A Campofranco, proprio oggi, è stata inaugurata la prima e più grande fabbrica italiana di pannelli fotovoltaici in &#8220;thin film di silicio&#8221;. </strong></p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4901" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/thumb.php-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> E&#8217; la terza fabbrica in Europa, realizzata senza contributi pubblici dal gruppo &#8220;Moncada Energy&#8221; di Agrigento. </p>
<p>All’appuntamento ha anche partecipato il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale ha affermato: &#8220;Oggi è certo importante che siano presenti le istituzioni all&#8217;inaugurazione di questa grande fabbrica di impianti fotovoltaici, però noi istituzioni non possiamo limitarci a venire qui e a dire quanto è stato bravo l&#8217;imprenditore Moncada. </p>
<p>C&#8217;è un dovere della politica, una responsabilità. E la sfida può essere vinta con la collaborazione di cittadini che scommettono su loro stessi&#8221;.<span id="more-4898"></span></p>
<p>E poi ha proseguito: &#8220;Oggi è un bel giorno per Campofranco e per tutta la Sicilia perché con l&#8217;inaugurazione di questo stabilimento si ha la riprova della possibilità di vincere anche la sfida che sembra più difficile; è tangibile la possibilità di fare l&#8217;interesse di una comunità intera, e l&#8217;unico vero artefice è stato l&#8217;imprenditore Moncada&#8221;.</p>
<p>Sotto gli impianti saranno ospitati allevamenti biologici di polli, dal cui concime sarà ricavata altra energia.</p>
<p>La fabbrica di Campofranco, che è grande 25 mila metri quadri, è costata 85 milioni di euro. L’iniziativa genera l’occupazione diretta di 130 fra ingegneri e tecnici e di 70 addetti dell’indotto, oltre a 40 di una ditta che produce le strutture di supporto dei pannelli: si aggiungono ai 220 dipendenti delle altre linee della Moncada.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F21%2Fcampofranco-il-piu-grande-impianto-fotovoltaico-italiano%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Legambiente risponde alla Prestigiacomo.</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le parole del Ministro italiano per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, secondo cui, se gli Usa e la Cina non assumono un ruolo chiaro e vincolante nella lotta alle emissioni, l’Unione Europea dovrebbe mantenersi passiva in tale contesto, hanno scatenato la reazione di Legambiente. “Senza Usa e Cina la Ue non passi al 30% sulle riduzione di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/20/legambiente-risponde-alla-prestigiacomo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Le parole del Ministro italiano per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, secondo cui, se gli Usa e la Cina non assumono un ruolo chiaro e vincolante nella lotta alle emissioni, l’Unione Europea dovrebbe mantenersi passiva in tale contesto, hanno scatenato la reazione di Legambiente.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4891" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/36-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />“Senza Usa e Cina la Ue non passi al 30% sulle riduzione di emissioni di CO2” ha affermato la  Prestigiacomo. Ma secondo Legambiente il ministro sbaglia: &#8220;E’ ora il momento di scommettere sull’accordo”</p>
<p>“E’ proprio ora, invece, il momento per l’Unione Europea di scommettere sull’accordo e di lanciare la carta della riduzione delle sue emissioni di gas serra del 30% al 2020”.</p>
<p>Edoardo Zanchini, responsabile energia e clima di Legambiente, commenta così la dichiarazione odierna del ministro dell’Ambiente Prestigiacomo a Copenhagen, secondo cui senza impegni di Usa e Cina, per l&#8217;Europa passare dal 20% al 30% non avrebbe effetti sul negoziato, né<span id="more-4892"></span> sul clima.</p>
<p>“Dopo l’impegno sulle risorse annunciato dagli Stati Uniti &#8211; prosegue Zanchini &#8211; è necessario che la Ue dia un segnale forte e chiaro per far uscire i negoziati dalla situazione di stallo in cui si trovano. Con queste parole il ministro<!--more--> Prestigiacomo traduce in maniera evidente il tentativo del governo italiano di puntare sul fallimento del vertice sul clima, <img class="alignright size-thumbnail wp-image-4895" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/h7-150x132.jpg" alt="" width="150" height="132" />per continuare a portare avanti vecchie politiche già responsabili dell’attuale crisi climatica e finanziaria”.</p>
<p>Come dimostra il tentativo, svelato da Legambiente, di approvare proprio oggi la centrale a carbone di Saline Joniche:</p>
<p>una decisione che la denuncia dell’associazione ambientalista ha portato a rinviare a gennaio, con la banale motivazione di ragioni procedurali.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F20%2Flegambiente-risponde-alla-prestigiacomo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>COP15: la Prestigiacomo accusa. La Confeuro si allinea.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/12/20/cop15-la-prestigiacomo-accusa-la-confeuro-si-allinea/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 11:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

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		<description><![CDATA[Copenhagen è stato un fallimento e la colpa è di Stati Uniti e Cina. Questa, in sintesi, l&#8217;opinione espressa da Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, rappresentante inviato dall&#8217;Italia alla Conferenza sul Clima. &#8220;E’ stato un fallimento, un&#8217;esperienza fortemente deludente &#8211; ha detto Prestigiacomo in un&#8217;intervista sulla Stampa &#8211; Il mondo si attendeva una ricetta per affrontare [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/20/cop15-la-prestigiacomo-accusa-la-confeuro-si-allinea/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Copenhagen è stato un fallimento e la colpa è di Stati Uniti e Cina. Questa, in sintesi, l&#8217;opinione espressa da Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, rappresentante inviato dall&#8217;Italia alla Conferenza sul Clima.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4883" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/29-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8220;E’ stato un fallimento, un&#8217;esperienza fortemente deludente &#8211; ha detto Prestigiacomo in un&#8217;intervista sulla Stampa &#8211; Il mondo si attendeva una ricetta per affrontare l’emergenza climatica e si ritrova sostanzialmente niente&#8221;.</p>
<p>Mesi e mesi di trattative &#8220;sono stati vanificati dal G2, dall’accordo tra Usa e Cina i cui presidenti, a un certo punto, si sono visti cinque minuti in albergo e hanno mandato a monte tutto.</p>
<p>Hanno fatto saltare il banco&#8221;, rivela il ministro dell&#8217;Ambiente, precisando che questi due paesi &#8220;non accettano impegni vincolanti e verificabili.</p>
<p>Non vogliono, insomma, che ci siano accordi internazionali che impongano loro alcunché e non vogliono, soprattutto, che ci possano essere dei controlli su quello che stanno facendo in materia di riduzione effettiva delle emissioni <span id="more-4881"></span>inquinanti&#8221;.</p>
<p>Stati uniti e Cina che, insieme, sono responsabili del 50% delle emissioni di CO2, si sono in sostanza &#8220;chiamate fuori dalla partita affossando la conferenza sul clima&#8221;.</p>
<p>Prestigiacomo rivendica invece la validità del gioco europeo: l&#8217;Europa &#8220;è stata, una volta tanto, compatta su una linea comune e condivisa, presentandosi alla conferenza con un unico dossier.</p>
<p>E poi è il soggetto politico che ha fatto di più, mettendo a disposizione 10 miliardi di dollari quando gli Usa non sono andati oltre i 3,5, una cifra assolutamente inadeguata&#8221;.</p>
<p>Infine una critica per la mancata leadership della Conferenza, &#8220;da parte dei due soggetti che avrebbero dovuto esercitarla, e cioè l’Onu e il paese ospitante, cioè la Danimarca. Tutto questo non c’è stato&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4884" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/35-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Intanto la Confeuro si unisce al coro di critiche agli accordi raggiunti. &#8220;E&#8217; fondamentale capire &#8211; dichiara il presidente Rocco Tiso &#8211; che finché gli interessi di parte domineranno i rapporti internazionali non sarà possibile nessun accordo in grado di risolvere definitivamente il problema del surriscaldamento globale del pianeta&#8221;.</p>
<p>&#8220;La salvaguardia della Terra &#8211; continua Tiso &#8211; si sta già rivelando come la problematica centrale del secolo appena iniziato e per quello che ci compete più strettamente dobbiamo assicurarci che l&#8217;industria agricola resti al passo con i tempi, qualificandosi non più soltanto come produttrice di alimenti, ma anche come fondamentale custode del territorio.</p>
<p>Se questo nuovo ruolo di tutela ambientale verrà riconosciuto &#8211; conclude Tiso &#8211; l&#8217;agricoltura potrà porre le basi per una nuova economia più dinamica e vincente, eco-sostenibile e fonte di energia rinnovabile, attraverso lo sfruttamento del fotovoltaico, delle agroenergie, delle biomasse vegetali, e con la costituzione di una filiera degli scarti&#8221;.</p>
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		<title>Low carbon: forte intesa Italia-Usa.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 12:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
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		<description><![CDATA[A Copenhagen, sempre nell’ambito del “Cop 15”, il ministro italiano per l&#8217;Ambiente parteciperà, assieme al Segretario di Stato Usa all&#8217;Energia, al lancio della Global Partnership del MEF (Major Economies Forum), organizzato dalla delegazione americana. E&#8217; quanto comunica una nota del ministero. Nel corso dell&#8217;iniziativa verranno illustrati gli esiti del lavoro svolto dal Mef sullo sviluppo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/14/low-carbon-forte-intesa-italia-usa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A Copenhagen, sempre nell’ambito del “Cop 15”, il ministro italiano per l&#8217;Ambiente parteciperà, assieme al Segretario di Stato Usa all&#8217;Energia, al lancio della Global Partnership del MEF (Major Economies Forum), organizzato dalla delegazione americana. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4684" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/18-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E&#8217; quanto comunica una nota del ministero. Nel corso dell&#8217;iniziativa verranno illustrati gli esiti del lavoro svolto dal Mef sullo sviluppo e la diffusione delle tecnologie a basso contenuto di carbonio, nel corso delle cinque riunioni tenutesi nel 2009.</p>
<p>In particolare, verrà annunciata la collaborazione italo-americana, aperta anche ad altri paesi, sul Climate Redi.</p>
<p>Il Climate Redi  è un&#8217;iniziativa volta ad accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei Paesi in Via di Sviluppo, sfruttare il potenziale energetico nel mercato mondiale degli elettrodomestici, facilitare il coordinamento sulla sostenibilità energetica attraverso una piattaforma per lo scambio delle informazioni.</p>
<p>Il ministero dell&#8217;Ambiente finanzierà l&#8217;iniziativa, per un periodo di 5 anni,<span id="more-4683"></span> con un contributo di 30 milioni di dollari.</p>
<p>&#8221;Le nuove tecnologie rappresentano la strada privilegiata per consentire ai paesi in via di sviluppo una crescita socio-economica sostenibile &#8211; ha dichiarato il ministro Prestigiacomo &#8211; in particolare con Climate Redi vogliano sostenere concretamente quei paesi poveri che oggi non hanno ancora accesso all&#8217;energia, attraverso sistemi solari domestici (fotovoltaico), anche combinati con luci al Led, e altre forme di energia pulita&#8221;.</p>
<p>Nel pomeriggio, alle ore 19, presso la sede della Denmark&#8217;s Radio Concert Hall, il ministro consegnerà il premio &#8221;Mtv Positive Chang Award&#8221;, organizzato dalla Banca Mondiale, assegnato ai giornalisti che si sono distinti per i loro reportage in materia di cambiamenti climatici.</p>
<p>L&#8217;assegnazione del premio è stata decisa in occasione della tavola rotonda organizzata da Ministero dell&#8217;Ambiente, Banca Mondiale e Internews (Ong che si occupa della diffusione del giornalismo specializzato in materia ambientale, in particolare nei Paesi in Via di Sviluppo) in occasione del G8 Ambiente di Siracusa.</p>
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		<title>Ciao ciao lampadine ad incandescenza.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 13:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Unione Europea ha bandito tutte le lampadine a incandescenza da 100 watt a partire dal 1° settembre 2009. La vendita delle lampadine a 75, 60, 25 e 40 watt e delle alogene verrà definitivamente abolita nel mese di settembre degli anni 2010, 2011, 2012 e 2016. Lo scopo è quello di migliorare l&#8217;efficenza energetica del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/07/ciao-ciao-lampadine-a-incandescenza/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;Unione Europea ha bandito tutte le lampadine a incandescenza da 100 watt a partire dal 1° settembre 2009.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1816" title="lampada-risparmio-energetico1" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/lampada-risparmio-energetico1-300x225.jpg" alt="lampada-risparmio-energetico1" width="222" height="167" /> La vendita delle lampadine a 75, 60, 25 e 40 watt e delle alogene verrà definitivamente abolita nel mese di settembre degli anni 2010, 2011, 2012 e 2016. </p>
<p>Lo scopo è quello di migliorare l&#8217;efficenza energetica del 20% per il 2020. Infatti la sostituzione delle lampadine a incandescenza con i Led o con le lampadine a risparmio energetico consentirà di risparmiare più di 46 miliardi di euro di elettricità e 295 milioni di tonnellate di CO2. </p>
<p>Secondo e-gazzette in Europa il risparmio sarà di 40 miliardi di euro in elettricità e di 38 milioni di tonnellate di CO2. Si da il via anche alla corsa alle ultime lampadine a incandescenza che verranno accaparrate dai più scaltri collezionisti e dagli affezionati.</p>
<p>L&#8217;Italia rinnega tale provvedimento, discostandosene, e mantenendo la sua <span id="more-1815"></span>ormai chiara e deleteria posizione di astensionismo per ogni politica innovativa intrapresa in campo ambientale dall&#8217;intero Occidente. </p>
<p>Il governo italiano, che ha di recente rifiutato l&#8217;idea che esistano dei reali cambiamenti climatici (rifiuto che non ha ragione di essere visto gli innumerevoli accertamenti sceintifici a riguardo), rinnova il suo rifiuto, e anche la sua pessima figura davanti al mondo, al veto europeo sulla vendita delle lampadine a incandescenza con la legge 1195.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F09%2F07%2Fciao-ciao-lampadine-a-incandescenza%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il nucleare in Italia: Dubbi che permangono.</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 10:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Rubbia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fatto che l’Italia abbia scelto di adottare il nucleare suona come una subordinazione della volontà del popolo italiano alle decisioni prese a tavolino dai vertici politici senza una piena consapevolezza, su costi, effetti, rischi. Da uno studio effettuato in Germania, possiamo agevolmente desumere una sostanziale inutilità del passaggio al nucleare per l’Italia di oggi. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/08/31/il-nucleare-in-italia-dubbi-che-permangono/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il fatto che l’Italia abbia scelto di adottare il nucleare suona come una subordinazione della volontà del popolo italiano alle decisioni prese a tavolino dai vertici politici senza una piena consapevolezza, su costi, effetti, rischi. </strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1670" title="nucleare" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/nucleare2-300x281.jpg" alt="nucleare" width="200" height="281" />Da uno studio effettuato in Germania, possiamo agevolmente desumere una sostanziale inutilità del passaggio al nucleare per l’Italia di oggi.</p>
<p>Uno studio dell’Oko-Institut sostiene che l’energia nucleare non apporta benefici economici ai cittadini e all’industria.</p>
<p>Lo studio degli scienziati tedeschi, comparando i dati del mercato internazionale con quelli nazionali, mostra come il prezzo della corrente elettrica non subisca particolari variazioni tra la Germania, che ha scelto il nucleare, e i paesi che hanno scelto di rinunciare ad una tecnologia ad alto potenziale di rischio per l’uomo e per l’ambiente.</p>
<p>Quando le centrali tedesche si fermano, per permettere operazioni di manutenzione, l’andamento del prezzo dell’energia non tende ad un incremento.</p>
<p>L’analisi dell’istituto ci permette altresì di notare che in un paese come il Belgio, che si avvale del nucleare, il costo dell’energia elettrica resta comunque alto, senza alcun beneficio.</p>
<p>Dalle pagine di Famiglia Cristiana, Gugliemo Nardocci, giornalista e parlamentare, evidenziando la freddezza con cui si ignora la posizione del popolo rispetto all’uso del nucleare, afferma: “Vorremmo segnalare la circostanza che nessuna delle obiezioni che hanno indotto gli italiani a rinunciare al nucleare è stata rimossa. Il premio Nobel <a title="Carlo Rubbia" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/13/carlo-rubbia-il-futuro-e-nel-sole-il-nucleare-e-un-errore/" target="_blank">Carlo Rubbia</a>, che pure non<span id="more-1665"></span> è contrario al nucleare, ha avvertito che la generazione attuale di centrali, del tipo cioè che costruiremo in Italia, è la più  costosa e la più pericolosa. Ma anche superando questa obiezione, è realistico pensare che un ritorno al nucleare oggi sarebbe di grande utilità per il Paese?”.</p>
<p>Insomma, a decisione presa, tutto sembra ancora in alto mare: c’è la convinzione di adottarlo ma una bagarre procedurale e decisionale per quanto riguarda i siti disponibili, le regioni che lo rifiutano “in loco”, i dubbi degli esperti, e un costante e benevolo sguardo che noi dobbiamo mantenere verso quelle forme di energia alternativa che non rappresentano, almeno quelle, una minaccia al nostro ambiente.</p>
<p>E allora, il nucleare si farà? Quali siti verranno scelti? In base a quali criteri? E chi si opporrà per giuste cause avrà voce in capitolo?</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F08%2F31%2Fil-nucleare-in-italia-dubbi-che-permangono%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>L’UE e MTV insieme per la Conferenza di Copenaghen.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 22:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;UE e MTV contattano artisti internazionali per fare in modo che giovani spettatori d’ogni parte si mobilitino nel periodo pre-conferenza sul clima di Copenaghen. Oggi la Commissione europea e MTV Networks International hanno lanciato la campagna &#8220;Play to Stop &#8211; Europa per il clima&#8221;. La campagna avrà una durata di sei mesi; mira a sensibilizzare [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/16/l%e2%80%99ue-e-mtv-insieme-per-la-conferenza-di-copenaghen/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;UE e MTV contattano artisti internazionali per fare in modo che giovani spettatori d’ogni parte si mobilitino nel periodo pre-conferenza sul clima di Copenaghen.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1323" title="MTV_Logo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/MTV_Logo-300x229.png" alt="MTV_Logo" width="221" height="168" /> Oggi la Commissione europea e MTV Networks International hanno lanciato la campagna &#8220;Play to Stop &#8211; Europa per il clima&#8221;. </p>
<p>La campagna avrà una durata di sei mesi; mira a sensibilizzare i giovani sui pericoli del cambiamento climatico, e la mobilitazione si riferisce alla fase di preparazione alla Conferenza sul clima di Copenaghen di dicembre. La  Conferenza sul clima di Copenaghen, che prosegue sulla strada tracciata dal protocollo di Kyoto, si apre il 7 dicembre.</p>
<p>Il Commissario UE per l&#8217;Ambiente Stavros Dimas ha dichiarato: &#8220;Oggi i giovani portano con sé il peso degli impatti del cambiamento climatico. </p>
<p>La conferenza di Copenaghen è<span id="more-1322"></span><img class="size-medium wp-image-1325 alignright" title="sala Commissione europea" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/sala-Commissione-europea-225x300.jpg" alt="sala Commissione europea" width="208" height="277" /> probabilmente la nostra ultima possibilità di affrontare i cambiamenti climatici in modo serio. C&#8217;è un enorme desiderio di tutto il mondo di raggiungere un accordo, e dobbiamo mantenere questo slancio. Manifestazioni come questa sono di vitale importanza, perché i giovani sanno esercitare la giusta pressione, e devono sapere che i più colpiti dal cambiamento climatico saranno loro, perché è loro il futuro difficile che si prospetta; per questo bisogna agire ora&#8221;. </p>
<p>Antonio Campo Dall&#8217;Orto, di MTV Networks International, ha affermato: &#8220;Nessun paese sarà risparmiato dagli effetti del cambiamento climatico, le generazioni future saranno le più colpite. Ecco perché questa urgenza di comunicare il problema e aumentare la lotta contro comportamenti che aggravano il cambiamento climatico. Per questo MTV si impegna in modo cosi fermo. È una lotta giorno dopo giorno, e siamo orgogliosi di sostenere la preziosa opera dell&#8217;Unione europea &#8220;. </p>
<p>Così, da luglio a dicembre, &#8220;Play to Stop &#8211; Europa per il clima&#8221; mira a coinvolgere i giovani in 11 Stati membri dell&#8217;Unione europea. La campagna si svolgerà in Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Romania, Svezia e Regno Unito. Tre concerti con i principali artisti internazionali si svolgeranno a Stoccolma, Budapest e Copenaghen e andranno in onda su MTV. Il primo concerto, con Moby, sarà a Stoccolma il 20 agosto. Durante la campagna, su MTV andrà in onda il contenuto editoriale dedicato appositamente alla lotta contro i cambiamenti climatici, con la produzione di vari speciali. I paesi saranno rappresentati da celebrità nazionali e ambasciatori che contribuiranno a richiamare l&#8217;attenzione del pubblico in generale affinché facciano sentire la loro voce. Per l’Italia ci sarà anche la presentatrice italiana Paola Maugeri, volto ormai storico proprio della rete MTV Italia.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F07%2F16%2Fl%25e2%2580%2599ue-e-mtv-insieme-per-la-conferenza-di-copenaghen%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>G8: Ban Ki Moon poco soddisfatto.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/07/12/g8-ban-ki-moon-poco-soddisfatto/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 20:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ban Ki Moon, diplomatico originario della Sud Corea, ora Segretario Generale dell’ONU, non esita a dimostrare la sua insoddisfazione per i risultati citati e aspirati per quanto riguarda il problema del clima, che rappresentava una delle priorità del G8 in corso a l’Aquila. Innanzitutto pone l’accento sul fatto che gli obiettivi fissati non siano poi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/12/g8-ban-ki-moon-poco-soddisfatto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ban Ki Moon, diplomatico originario della Sud Corea, ora Segretario Generale dell’ONU, non esita a dimostrare la sua insoddisfazione per i risultati citati e aspirati per quanto riguarda il problema del clima, che rappresentava una delle priorità del G8 in corso a l’Aquila.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1244" title="Bankimoon" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/bankimoon2.jpg" alt="Bankimoon" width="185" height="269" /> Innanzitutto pone l’accento sul fatto che gli obiettivi fissati non siano poi così ambiziosi, considerando il fatto che “affrontare il problema del clima è un imperativo morale e politico e una responsabilità storica, per il futuro dell’umanità e del pianeta Terra”. </p>
<p>I leader del G8 hanno concordato di contenere a due gradi centigradi (rispetto all&#8217;era pre-industriale) il riscaldamento massimo del pianeta, e hanno fissato come obiettivo a lungo termine il taglio di almeno il 50 % delle emissioni di gas serra entro il 2050, e l&#8217;ex ministro degli Esteri sudcoreano ha specificato: &#8220;E’ molto più importante che si trovi un accordo su quelli che sono gli obiettivi a medio termine&#8221;. </p>
<p>Insomma gli Otto in questo momento riuniti in Abruzzo dovrebbero assumersi più responsabilità e azzardare molto di più, e questo gli chiederà Ban Ki Moon, annunciando anche la convocazione di un summit per il 22 settembre presso il Palazzo di Vetro (sede ONU) cui saranno invitati a partecipare oltre 100 leaders.</p>
<p>Da parte sua, il leader inglese Gordon Brown ha detto di sperare che &#8220;tutti i Paesi seduti intorno al tavolo, Usa, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada e Russia, oltre a potenze emergenti come Cina, India, Brasile, Sudafrica, Indonesia e Messico finiranno per condividere l&#8217;obiettivo”. Ma e&#8217; un<span id="more-1236"></span> obiettivo &#8220;non realistico&#8221; secondo una fonte del G8. L&#8217;India ha avvertito che i Paesi emergenti vogliono prima un impegno da parte delle nazioni più ricche ad aiutarli economicamente a far fronte a un numero sempre più alto di inondazioni, periodi di caldo fuori norma, tempeste e innalzamento del livello del mare. </p>
<p>Ma addirittura la Cina si chiama fuori dall&#8217;accordo <img class="size-medium wp-image-1237 alignright" title="g8" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/g8-300x123.jpg" alt="g8" width="300" height="123" />degli Otto sul clima e si oppone a includere questo impegno nel documento finale del Mef, il Major Economies Forum perché “occorre che i Paesi sviluppati prendano in considerazione le diverse condizioni dei Paesi emergenti e in via di sviluppo”. </p>
<p>E se è vero che la Cina rispetta il Protocollo di Kyoto, è anche vero che si trincerano dietro &#8220;una lunga strada da percorrere sulla strada dell&#8217;industrializzazione, urbanizzazione e modernizzazione&#8221;, senza possibilità di liberarsi in tempi brevi della dipendenza dal carbone. E in questo vortice di auspici e richiami, non sarà per caso un fallimento?</p>
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		<title>Pesca del tonno rosso: la denuncia di Oceana.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 16:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flora e Fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Oceana documenta la pesca illegale del tonno rosso in Italia, in Turchia e in Libia. L&#8217;assenza di un controllo efficace da parte delle autorità fa sì che la pesca illegale continui. Il 15 giugno 2009 entra in vigore la chiusura della pesca al tonno rosso per la maggior parte delle imbarcazioni industriali con reti da [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/15/pesca-del-tonno-rosso-la-denuncia-di-oceana/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Oceana documenta la pesca illegale del tonno rosso in Italia, in Turchia e in Libia.<br />
L&#8217;assenza di un controllo efficace da parte delle autorità fa sì che la pesca illegale continui.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-851" title="tonni-wwfcanon_smallgif" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/tonni-wwfcanon_smallgif-300x200.jpg" alt="tonni-wwfcanon_smallgif" width="260" />Il 15 giugno 2009 entra in vigore la <strong>chiusura</strong> della<strong> pesca</strong> al <strong>tonno rosso</strong> per la maggior parte delle imbarcazioni industriali con reti da circuizione, eccezion fatta per quelle che hanno richiesto una proroga per il brutto tempo.</p>
<p>Ma è stata una stagione di pesca poco trasparente e molto illegale. Lo<strong><em> denuncia Oceana</em></strong> secondo cui le flotte italiana e quella turca sarebbero le principali responsabili del <strong>sovrasfruttamento</strong> della specie.</p>
<p>La chiusura della stagione di pesca con reti da circuizione non implicherà la fine delle <strong><em>catture illegali</em></strong> del tonno rosso. Infatti all&#8217;alba dello scorso 21 maggio, gli osservatori di <strong>Oceana</strong> l&#8217;organizzazione internazionale che lavora per proteggere e recuperare gli oceani del mondo, sono stati spettatori dello scarico illegale nel <strong><em>porto di Porticello</em></strong> (Sicilia) di 20 tonni rossi di grandi dimensioni, circa 2 tonnellate <span id="more-847"></span>in totale, catturati da vari palamiti. Né il porto né le imbarcazioni erano autorizzate allo scarico di tonno rosso.</p>
<p>In base alle dichiarazioni di: <em>&#8220;Non si tratta di un fenomeno isolato&#8221;,</em> ha commentato Xavier Pastor, direttore esecutivo di Oceana in Europa. <em>&#8220;Succede quasi tutti i giorni</em> &#8211; ha continuato &#8211; <em>e con totale impunità in tutti i porti meridionali del Tirreno, la maggior parte dei quali non è autorizzata a scaricare il tonno rosso. Dall&#8217;inizio della stagione e solo grazie ad azioni estremamente puntuali della Guardia Costiera, sono stati sequestrati in porti del Sud Italia come Porticello, Sant&#8217;Agata o Cetraro, più di 55 tonnellate di questa specie, catturate illegalmente dalla flotta con reti da circuizione, palangari o reti alla deriva&#8221;.</em></p>
<p>Oltre alle reti da circuizione, presso i porti del sud del Tirreno esistono più di 1.000 imbarcazioni con <strong>licenze</strong> per palangaro da superficie e che pescano in una delle principali zone di riproduzione di tonno rosso del Mediterraneo; molte delle imbarcazioni utilizzano anche reti alla deriva illegali. Di queste imbarcazioni solo 29 palamiti sono in possesso di licenza per la cattura di questa specie. Senza controllo, queste imbarcazioni potrebbero continuare a catturare illegalmente fino alla fine della stagione.</p>
<p>D&#8217;altra parte, a metà maggio la<strong> Turchia</strong> annunciava già che si opponeva alla quota che le era stata assegnata. La flotta turca da circuizione, la maggiore del Mediterraneo, a tutt&#8217;oggi non è controllata da nessuno. Molte delle imbarcazioni prive di licenza si trovano attualmente ancorate nei porti, già armate e pronte per uscire a pescare in qualsiasi momento.</p>
<p>Appena qualche giorno fa, degli osservatori di Oceana sono stati testimoni di come nel porto di <strong>Alanya </strong>alcune di queste imbarcazioni si dedicavano alla pesca illegale con reti alla deriva di tonno bianco (Thunnus alalunga), tonno rosso (Thunnus thynnus) e tonnetti (Euthynnus aletteratus), oltre a vari altri tonnidi. Anche in<strong> Libia</strong> si pratica la pesca illegale del tonno rosso.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;assenza di controllo nel Mediterraneo è un fatto irrefutabile nella pesca del tonno rosso</em> &#8211; ha concluso Pastror &#8211; <em>e non si limita alle catture con reti da circuizione. Gli Stati che formano parte del ICCAT hanno dimostrato che sono assolutamente incapaci di garantire il rispetto della normativa, specialmente l&#8217;UE, il principale responsabile dell&#8217;attuale situazione, nella quale solo la quota autorizzata di 22.000 tonnellate supera ampiamente la raccomandazione scientifica, che è di 15.000t. Il contesto attuale merita un&#8217;unica risposta: la chiusura della pesca fino a che la popolazione di tonno rosso non dia segni di recupero&#8221;.</em></p>
<p><a title="Oceana" rel="nofollow" href="http://www.oceana.org/" target="_blank">Oceana</a> è un’<strong><em>organizzazione internazionale</em></strong> che lavora per proteggere e recuperare gli oceani del mondo. La sua équipe di ricercatori marini, economisti, avvocati ed altri collaboratori sta ottenendo cambiamenti specifici e concreti nella legislazione vigente, allo scopo di ridurre la contaminazione e prevenire il collasso irreversibile degli stock pescherecci, proteggere i mammiferi marini e altre forme di vita marina.</p>
<p>Dispone di uffici in Europa &#8211; Madrid (Spagna) e Bruxelles (Belgio), negli Stati Uniti &#8211; Washington (DC), Juneau (Alaska), Los Angeles (CA), e in America del Sud &#8211; Santiago (Cile). Oltre 300.000 collaboratori e ciberattivisti in 150 paesi si sono già uniti a Oceana.</p>
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