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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Italia</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>La mobilità sostenibile come concetto universale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il concetto di mobilità si è evoluto moltissimo negli ultimi anni: si è partiti con le auto meno inquinanti, euro 4, euro 5, fino a stabilire zone a traffico limitato, e a rivisitare nel complesso il movimento di persone e merci in modalità privata e pubblica. La ricerca di nuove modalità di mobilità sostenibile è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il concetto di mobilità si è evoluto moltissimo negli ultimi anni: si è partiti con le auto meno inquinanti, euro 4, euro 5, fino a stabilire zone a traffico limitato, e a rivisitare nel complesso il movimento di persone e merci in modalità privata e pubblica. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/mobilita-sostenibile.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9417" title="mobilita-sostenibile" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/mobilita-sostenibile.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La ricerca di nuove modalità di mobilità sostenibile è incessante, e le città di ogni parte approdano, in tempi estremamente variabili, a questa consapevolezza.</p>
<p>I cittadini oggi sanno valorizzare di più il nesso mobilità-ambiente, e così, anche attraverso organizzazioni, esercitano pressioni sulle istituzioni affinché adottino misure adeguate.</p>
<p>A Milano, ad esempio, una delle misure che ha fatto molto discutere è l’Ecopass; è una misura di disincentivo, consistente in un pedaggio che alcune auto devono pagare per poter accedere al centro di Milano.</p>
<p>Ma si sono evoluti i criteri considerati, e la mobilità viene valorizzata anche in Paesi in Via di Sviluppo o, comunque, non particolarmente sviluppati come i nostri.</p>
<p>La città brasiliana di Curitiba è riuscita a pedonalizzare il centro in un solo weekend: questa scelta fu dapprima molto criticata, specialmente dai commercianti e da altre<span id="more-9410"></span> categorie, che temevano una contrazione delle loro attività in corrispondenza ai limiti mobili, ma la scelta si è rivelata vincente, perché ne hanno tratto ampio guadagno; oggi Curitiba viene definita la capitale ecologica del Brasile.</p>
<p>Da menzionare anche la città colombiana di Bogotà che, consapevole dell’eccessivo costo della costruzione di una metropolitana, ha preferito costruire il “Trans Millenium”: autobus che vanno alla stessa velocità delle metro e in corsie riservate.</p>
<p>Anche città europee come Berlino, Amsterdam, Amburgo, hanno qualcosa per cui essere apprezzate, così come l&#8217;Italia, che è costantemente al lavoro, attraverso istituti specializzati e centri di ricerca (come lo IEFE-Università Bocconi di Milano), per individuare forme sempre nuove di mobilità sostenibile.</p>


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		<title>Green Post: Poste Italiane è promotrice di un progetto su scala europea.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’analisi dell’inquinamento ambientale delle città italiane è importante concentrarsi su diversi aspetti, che comprendono anche il trasporto delle merci (buste, pacchi, prodotti), la mobilità delle persone (mezzi pubblici) e la sicurezza. Per quanto riguarda le merci, Poste Italiane sta pensando di utilizzare, specialmente nei centri storici, solo mezzi elettrici per lo smistamento dei diversi materiali [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nell’analisi dell’inquinamento ambientale delle città italiane è importante concentrarsi su diversi aspetti, che comprendono anche il trasporto delle merci (buste, pacchi, prodotti), la mobilità delle persone (mezzi pubblici) e la sicurezza.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Progetto-Green-Post.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9305" title="Progetto-Green-Post" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Progetto-Green-Post.jpg" alt="" width="160" height="140" /></a> Per quanto riguarda le merci, Poste Italiane sta pensando di utilizzare, specialmente nei centri storici, solo mezzi elettrici per lo smistamento dei diversi materiali (buste, plichi, e quant’altro) e tutti gli operatori europei hanno espresso un’ampia convergenza al riguardo.</p>
<p>Si tratta del progetto <em>Green Post</em>: questo progetto ha chiuso la sua presentazione con un evento che si è tenuto pochi giorni fa a Bruxelles.</p>
<p>E&#8217; un progetto che Poste Italiane ha sviluppato con altri 8 partners europei beneficiari del contributo europeo (Poste belghe, bulgare, ungheresi) e con la collaborazione di Legambiente, dell&#8217;Università di Perugia, di PostEurop<span id="more-9196"></span> (associazione europea degli operatori postali pubblici), e di Ducati Energia; il tutto con l&#8217;adesione dell&#8217;Agenzia Europea per l&#8217;energia.</p>
<p>Il progetto prevede l’uso di un quadriciclo elettrico o ibrido, che offre prestazioni variabili a seconda della tipologia: autonomia di 50 km per il veicolo elettrico, autonomia di 300 km per il veicolo ibrido, e l’uso di questo mezzo sarà strettamente correlato alle esigenze organizzative del territorio.</p>
<p>Stiamo parlando di circa 43 mila veicoli in mano alle Poste italiane, di cui 27 mila sono motocicli: insomma, se pensiamo che migliaia di mezzi si muovono a impatto zero invece di inquinare, capiamo bene l’importanza del progetto.</p>
<p>In più, Poste italiane sta rivedendo la conformazione delle proprie zone di recapito, orientandosi verso un maggior numero di zone a piedi, e puntando a incrementare l’uso dei mezzi elettrici (che nei prossimi tempi toccheranno addirittura numeri a tre cifre).</p>
<p>Improvvisi problemi di ricarica della batteria per ora non ve ne sono, perché si ritiene che un’unica ricarica riesca a coprire l’intera zona di recapito. Insomma, meno CO2 e più aria pulita.</p>


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		<title>Autorizzazione unica per le rinnovabili: norme più semplici, ma in assenza di linee guida regionali.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:25:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Autorizzazione unica è stata introdotta nel 2003 ed è stata concepita per semplificare l’iter autorizzativo degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In seguito alla legge di introduzione dell’autorizzazione, sarebbe stato necessario introdurre le linee guida che però non sono mai arrivate, col risultato di condurre a un certo caos normativo. Queste [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Autorizzazione unica è stata introdotta nel 2003 ed è stata concepita per semplificare l’iter autorizzativo degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8963" title="energie-rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energie-rinnovabili.gif" alt="energie-rinnovabili" width="150" height="150" />In seguito alla legge di introduzione dell’autorizzazione, sarebbe stato necessario introdurre le linee guida che però non sono mai arrivate, col risultato di condurre a un certo caos normativo.</p>
<p>Queste linee guida avrebbero in particolar modo chiarito le corrette modalità di inserimento di questi impianti su tutto il territorio.</p>
<p>Certo, la loro assenza non era un ostacolo invalicabile, ma le Regioni, invocando pretestuosamente questa falla, ne hanno approfittato per dotarsi di normative che in effetti contrastano con le norme di livello europeo e nazionale (ad esempio massima diffusione delle rinnovabili e semplificazione dei procedimenti), contravvenendo in particolar modo ai “tetti” concernenti la potenza degli impianti, ai “tetti” del numero di impianti possibili, ma anche alle aree considerate vietate da usare per sviluppare questi impianti.</p>
<p>Le linee guida insomma avevano la funzione di chiarire le modalità, i limiti,<span id="more-8903"></span> i territori utilizzabili, i permessi e i termini da rispettare.</p>
<p>Ma vi sono già alcune sentenze della Corte Costituzionale che in qualche modo rimediano alla lacuna normativa, ostacolando la inconsulta libertà di cui in tal senso le Regioni si sono avvalse.</p>
<p>Ad esempio, la sentenza n.166/2009 che ha dichiarato la illegittimità costituzionale delle linee guida della Basilicata, la 282/2009 contro la legge regionale del Molise; la 119/2010 contro legge regionale pugliese.</p>
<p>Una lacuna normativa non significa insomma che ognuno può far ciò che vuole, ma che occorre una valutazione concreta: ad esempio se una determinata area è vincolata ai sensi del codice dei beni culturali, non deve né essere autorizzata tout court, né essere vietata a priori.</p>
<p>Occorre che l’ente preposto alla tutela dell&#8217;area vincolata faccia una comparazione in concreto delle esigenze di tutela dell’area rispetto all’esigenza di produzione di energia rinnovabile, specificando altresì che questi impianti sono opere di pubblica utilità.</p>


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		<title>A Roma verranno usate le prime Smart Electric Drive.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 09:05:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I politici dovrebbero dare il buon esempio ed il sindaco di Roma, Alemanno, ci prova concretamente, con la Smart Electric Drive. &#8220;L&#8217;ambizione di Roma è essere Capitale dell&#8217;impatto zero&#8221; ha affermato Alemanno. E l&#8217;obiettivo è difficile da raggiungere, visto che Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I politici dovrebbero dare il buon esempio ed il sindaco di Roma, Alemanno, ci prova concretamente, con la Smart Electric Drive.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8143" title="smart-electric-drive" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/smart-electric-drive.jpg" alt="smart-electric-drive" width="150" height="150" />&#8220;L&#8217;ambizione di Roma è essere Capitale dell&#8217;impatto zero&#8221; ha affermato Alemanno. </p>
<p>E l&#8217;obiettivo è difficile da raggiungere, visto che Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in termini di emissioni di CO2 e PM10 e in termini di traffico e carenza cronica di parcheggi.</p>
<p>Tutto parte dal progetto di mobilità sostenibile stipulato Smart ed Enel, definito il primo e il più importante progetto congiunto a livello mondiale per lo sviluppo della mobilità elettrica. </p>
<p><em>Roma</em> diviene la prima città di questa sperimentazione, e poi a seguire <em>Pisa</em> e<em> Milano </em>con, complessivamente, cento vetture elettriche.</p>
<p>L&#8217;importanza di Roma in questi test si deve al protocollo d&#8217;intesa stipulato, appunto, dal Comune di Roma con Enel, con l&#8217;obiettivo di installare, a partire dai prossimi<span id="more-7765"></span> mesi, 150 punti di ricarica dislocati soprattutto nel centro storico e nel quartiere Parioli, di cui circa 100 a disposizione di tutti i cittadini in luoghi pubblici e 50 a uso privato.</p>
<p>Nella Capitale saranno il sindaco e altri 34 romani ad utilizzare le “Smart elettric drive”.</p>
<p>Sono state 2.100 le richieste di cittadini ed Enti per avere le nuove auto, ma solo 34, tra i quali personaggi della cultura, dello spettacolo, ma anche aziende, le avranno in noleggio.</p>


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		<title>L&#8217;informatizzazione della P.A. può essere sostenibile?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 11:02:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 17 maggio al 20 maggio si svolge il Forum della Pubblica Amministrazione. Ma cosa possono fare le pubbliche amministrazioni per abbattere l’impronta ambientale dei propri sistemi informatici? Tutti sappiamo che la completa informatizzazione della P.A. è un obiettivo di valore strategico proprio per renderla più efficiente, ma dal punto di vista energetico non è [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 17 maggio al 20 maggio si svolge il Forum della Pubblica Amministrazione. Ma cosa possono fare le pubbliche amministrazioni per abbattere l’impronta ambientale dei propri sistemi informatici?</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7999" title="forumpa" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/forumpa.jpg" alt="forumpa" width="150" height="150" />Tutti sappiamo che la completa informatizzazione della P.A. è un obiettivo di valore strategico proprio per renderla più efficiente, ma dal punto di vista energetico non è affatto indifferente il modo in cui l’informatizzazione verrà applicata.</p>
<p>Bisogna capire quali sono i punti chiave per una P.A. più efficiente anche dal punto di vista dei consumi energetici. </p>
<p>L’informatizzazione potenzialmente può contribuire a ridurre varie voci di consumo energetico della P.A., si pensi al cd telelavoro, o a dipendenti pubblici che, se potessero lavorare da remoto, risparmierebbero sui trasporti e quindi sul traffico e gli uffici non dovrebbero mantenere esosi costi per riscaldamento, illuminazione, eccetera.</p>
<p>Certo, informatizzare significa usare più hardware e quindi consumare più energia, ma ci sono accorgimenti molto semplici, vedi ad esempio l’amministrazione britannica, che in un suo piano strategico pro-ambiente ha ipotizzato che, spegnendo durante la notte<span id="more-7969"></span> 500mila computer degli uffici pubblici, si arriverebbe ad un risparmio equivalente al togliere dalle strade 40mila automobili!</p>
<p>Esistono sistemi automatici per realizzare questa operazione senza affidarsi alla buona volontà dei cittadini, ma senza una consapevolezza diffusa di queste problematiche gli interventi non avranno mai molta efficacia.</p>
<p>Alcuni affermano che, oltre all’hardware, anche il software sa incidere sui consumi, e che vi sia la necessità di creare un software che faccia sì le stesse elaborazioni, ma effettuando la metà dei calcoli, e quindi risparmiando metà dei consumi energetici.</p>


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		<title>FSS: &#8220;Mantenendo trend pro-rinnovabili, il nucleare è inutile&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili. Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7498" title="FSS" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/FSS.gif" alt="FSS" width="170" height="100" />Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari  non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili.</p>
<p>Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione notevole, e le rinnovabili nel 2030 arriveranno a produrre fino al 45% dell&#8217;elettricità consumata. </p>
<p>Ad affermarlo è la <em>Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</em>, che ha presentato, proprio pochi giorni fa, un rapporto denominato <em>&#8220;Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030&#8243;</em>.</p>
<p>Il rapporto prende in considerazione due scenari: uno virtuoso, <em>blu</em>, con un miglioramento di efficienza elettrica ed uno,<em> grigio</em>, di peggioramento dell&#8217;efficienza elettrica.<span id="more-7407"></span> In entrambi gli scenari si ipotizza, seppur in modo diverso, un forte aumento delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Mantenendo il trend di crescita in atto verso l&#8217;adesione alle varie forme di energia rinnovabile,  come probabile, lo scenario blu sembra il più plausibile e realistico, perché si tratta di tendenze già avviate prima della crisi, e quindi l&#8217;incremento dei consumi di elettricità sarebbe dimezzato rispetto al decennio precedente.</p>
<p>Così migliorerebbe l&#8217;efficienza energetica del Pil (da 261 chilowattora ogni mille euro di Pil nel 2010, a 240 nel 2030), vi sarebbe una riduzione della produzione di elettricità da combustibili fossili e le emissioni di CO2 si ridurrebbero, rispetto al 2005, del 20% nel 2020 e del 26,7% nel 2030.</p>


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		<title>A Caiazzo da oggi la spesa si fa solo con sacchetti personali biodegradabili.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 10:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’iniziativa è denominata “No plastic bag” e prevede il graduale coinvolgimento di tutti gli 8 mila comuni italiani. Sulla base della considerazione che non è possibile sprecare buste di plastica sempre diverse ad ogni occasione, Caiazzo, comune campano di circa seimila abitanti, nella zona del casertano, segna una svolta: Caiazzo è infatti il primo comune [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’iniziativa è denominata “No plastic bag” e prevede il graduale coinvolgimento di tutti gli 8 mila comuni italiani.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7018" title="no-plastic-bag" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/no-plastic-bag-150x150.jpg" alt="no-plastic-bag" width="150" height="150" /> Sulla base della considerazione che non è possibile sprecare buste di plastica sempre diverse ad ogni occasione, Caiazzo, comune campano di circa seimila abitanti, nella zona del casertano, segna una svolta: Caiazzo è infatti il primo comune in Italia che  ha deciso di bandire le buste di plastica definitivamente, dicendo “No” alle buste di plastica con un anno di anticipo rispetto alla legge nazionale che dovrebbe entrare in vigore all&#8217;inizio del 2011.</p>
<p>Questa iniziativa, che si sviluppa per ora come “piano-pilota”, permette di archiviare i sacchetti “fungibili”, introducendo dei sacchetti biodegradabili, con contestuali multe per i trasgressori: le sanzioni infatti toccherebbero anche i 500 euro.</p>
<p>L’iniziativa è stata presentata oggi a Roma nella sede dell’Anci, e sarà corredata da un’ordinanza comunale in cui saranno previste. Insomma, l’era dei sacchetti<span id="more-6970"></span> di plastica non biodegradabili sta per finire.</p>
<p>I nuovi sacchetti saranno biodegradabili,  ovvero capaci di decomporsi completamente e in maniera naturale  dal terreno. Ben 100mila pezzi verranno assegnati in modo gratuito alle  attività commerciali di Caiazzo, con il fine di rendere l’utilizzo degli  stessi un’abitudine diffusa tra la gente del posto.</p>
<p>Questi sacchetti personali biodegradabili sono certificati e compostabili dal Consorzio italiano compostatori. L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e le masse di rifiuti non degradabili.</p>
<p>Il presidente regionale di Legambiente, Michele Buonuomo, ha affermato che in Campania oltre 300 comuni raggiungono il 45% di raccolta differenziata, con punte del 70-80%, e quindi iniziative come questa sono utili anche nel contrasto alle ecomafie. Caiazzo è un esempio di come ci siano realtà più avanzate delle politiche nazionali, spesso affossate da ritardi inconcepibili.</p>


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		<title>La Corte Costituzionale compromette lo sviluppo del fotovoltaico.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 09:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sentenze 119, 120 e 124 della Corte Costituzionale compromettono lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro paese. Queste sentenze infatti dichiarano costituzionalmente illegittime alcune leggi regionali (Puglia e Calabria) che regolavano le autorizzazioni a costruire e condurre impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili. Nel nostro paese sono previsti per il solo 2010 oltre 2,5 [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le sentenze 119, 120 e 124 della Corte Costituzionale compromettono lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro paese.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6655" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico2-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="150" />Queste sentenze infatti dichiarano costituzionalmente illegittime alcune leggi regionali (Puglia e Calabria) che regolavano le autorizzazioni a costruire e condurre impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili.</p>
<p>Nel nostro paese sono previsti per il solo 2010 oltre 2,5 miliardi di euro di investimenti che porterebbero alla creazione di almeno 3.000 nuovi posti di lavoro lungo tutta la filiera.</p>
<p>Ma le sentenze iniziano già a produrre i loro effetti: in Puglia, ad  esempio, le banche hanno già da qualche settimana sospeso le pratiche di finanziamento per quei progetti per i quali era prevista solamente la denuncia di inizio attività (DIA).</p>
<p>Queste sentenze alimentano il clima di incertezza acuitosi in seguito alla mancata approvazione del Conto Energia 2011 prima delle elezioni regionali e dall&#8217;assenza<span id="more-6637"></span> di linee-guida nazionali per il  corretto inserimento degli impianti fotovoltaici sul territorio.</p>
<p>In questo modo si danneggia l&#8217;intero sviluppo del mercato, mettendo in serio pericolo i 17.000 posti di lavoro creati sino ad oggi. Le leggi in questione sono la numero 31 del 2008 della Regione Puglia, la 38 e la 42 della Regione Calabria.</p>
<p>Il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane (GIFI) auspica chiaramente un serio intervento del Governo, con la continuità del meccanismo di incentivazione, con la pubblicazione del Conto Energia 2011, e con l&#8217;approvazione nel minor tempo possibile delle Linee Guida per il corretto inserimento degli impianti fotovoltaici nel territorio nazionale, nell&#8217;ottica (come anche espresso nelle sentenze in oggetto) di tutelare le aree protette.</p>
<p>Anche se la congiuntura economica si presenta attualmente negativa, le energie rinnovabili registrano una domanda crescente e generano investimenti. L&#8217;Italia non può restare indietro.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il fotovoltaico ha toccato un nuovo record in Italia.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata. Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh. [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo  record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6320" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico1-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="150" />Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh.</p>
<p>Con il primo &#8221;conto energia&#8221;, il sistema di incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, varato nel 2005 dal precedente governo, sono stati promossi impianti per una potenza complessiva installata di 165 MW.</p>
<p>Poi con l&#8217;avvio del secondo &#8221;conto energia&#8221; sono stati incentivati altri 835 MegaWatt. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l&#8217;Italia raggiunge ora il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.</p>
<p>&#8221;Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009, questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al<span id="more-5643"></span> tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale&#8221;, ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico.</p>
<p>&#8221;In un anno difficile come quello appena concluso, il settore del solare ha infatti retto bene e, anzi, ha contribuito a sostenere la ripresa. Il Governo &#8211; ha aggiunto Scajola &#8211; è impegnato a garantire continuità alla crescita efficiente del fotovoltaico, come dell&#8217;intero comparto delle fonti rinnovabili. Siamo fortemente convinti della necessità che il binomio energia-ambiente si possa completare con la crescita industriale e occupazionale e con l&#8217;innovazione tecnologica&#8221;.</p>
<p>Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l&#8217;industria fotovoltaica nazionale sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 è stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore del fotovoltaico&#8221;.</p>
<p>Con il solo fotovoltaico si evita la produzione di 875 mila tonnellate di CO2 e si riduce il consumo di combustibili fossili di 0,23 milioni di tonn equivalente petrolio.</p>
<p>Ma il Ministero dello Sviluppo Economico ha investito molto anche nella ricerca: nel triennio 2006-2008, attraverso gli accordi di programma con Enea, Cnr ed Erse, sono stati finanziati 15 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 4 milioni di euro nel 2009. Per il  triennio 2009-2011 l&#8217;impegno economico prevede un finanziamento per altri 8 milioni di euro.</p>


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		<title>Il Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria si muove contro lo smog.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 22:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un piano da tre miliardi di euro per contrastare l’inquinamento. I sindaci anti-smog tornano a chiedere con forza un intervento del Governo per finanziare misure che riducano stabilmente i livelli di &#8220;avvelenamento&#8221; del nostro paese. L’appello arriva al termine di una riunione, a Milano, nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente, del Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un piano da tre miliardi di euro per contrastare l’inquinamento</strong><strong>. I sindaci anti-smog tornano a chiedere con forza un intervento del Governo per finanziare misure che riducano stabilmente i livelli di &#8220;avvelenamento&#8221; del nostro paese. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5804" title="smog" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/smog-150x150.jpg" alt="smog" width="170" height="150" />L’appello arriva al termine di una riunione, a Milano, nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente, del <em>Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria</em> per fare il punto sulle iniziative da programmare, dopo l’adesione di oltre 200 Comuni al blocco della circolazione attuato il 28 febbraio scorso.</p>
<p>Nel corso dell’incontro &#8211; presenti tra gli altri l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente di Milano Paolo Massari e quello di Torino Roberto Tricarico &#8211; è stata espressa soddisfazione per l&#8217;adesione dei Comuni della Val Padana al blocco del traffico di due domeniche fa. &#8220;Negli ultimi dieci giorni &#8211; ha dichiarato Tricarico &#8211; si è assistito alla stabilizzazione delle concentrazioni medie giornaliere del PM10 sotto il livello dei<span id="more-5763"></span> 50 mg/mc nella quasi totalità dei Comuni coinvolti.</p>
<p>Tale constatazione ci fa ritenere che non saranno più necessarie altre giornate di blocco totale del traffico fino al prossimo inverno&#8221;.</p>
<p>&#8220;Promuoveremo &#8211; gli fa eco Massari &#8211; l&#8217;istituzione e l&#8217;ampliamento di aree pedonali e di zone a traffico limitato (Ztl) nell&#8217;ambito dei centri urbani&#8221;.</p>
<p>Il blocco del 28 febbraio, aggiunge il responsabile Ambiente Anci Flavio Morini, &#8220;ha avuto il merito di inserire il tema dell&#8217;inquinamento tra le priorità dell&#8217;agenda di Governo e Regioni, anche in vista dell&#8217;imminente decisione dell&#8217;Unione Europea se multare o meno il nostro Paese in conseguenza della procedura di infrazione in corso&#8221;.</p>
<p>I Comuni del Coordinamento auspicano un piano nazionale di contrasto all&#8217;inquinamento con una dotazione minima di tre miliardi di euro per dare attuazione a interventi come un Piano triennale nazionale di risanamento della qualità dell’aria, l’esclusione dal patto di stabilità degli investimenti per la riduzione delle emissioni inquinanti, misure volte a limitare la velocità nei tratti autostradali nei periodi di massima criticità (gennaio-marzo), il mantenimento delle detrazioni e agevolazioni per l’efficienza.</p>


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