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	<title>Ok Ambiente . com &#187; inquinamento</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>PNAS: &#8220;Demografia e urbanizzazione incidono molto su livelli di CO2&#8243;.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 09:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/27/pnas-demografia-e-urbanizzazione-incidono-molto-su-livelli-di-co2/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I cambiamenti nella crescita della popolazione, l&#8217;invecchiamento e l&#8217;urbanizzazione, potrebbero influenzare significativamente le emissioni globali di anidride carbonica nei prossimi 40 anni. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/demografia.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12014" title="demografia" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/demografia-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a> La ricerca, apparsa su <strong>Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS)</strong>, è stata condotta da un team internazionale di scienziati. </p>
<p>Lo studio ha dimostrato che un <strong>rallentamento </strong>della <strong>crescita demografica</strong>, seguendo uno dei percorsi di crescita più lenta considerato plausibile dai demografi delle Nazioni Unite, potrebbe contribuire a <strong>ridurre</strong> significativamente le <strong>emissioni di gas a effetto serra</strong>.</p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che questa lenta crescita sino al 2050 potrebbe dare una diminuzione dal <strong>16%</strong> al <strong>29%</strong> delle emissioni.</p>
<p>Globalmente, il <strong>tasso di crescita della popolazione umana</strong> è in fortissimo<strong> calo</strong>, sebbene gli ultimi 100 anni abbiano visto un rapido aumento della popolazione grazie ai <span id="more-11944"></span>progressi medici e al massiccio aumento della produttività agricola.</p>
<p>L&#8217;invecchiamento può ridurre le emissioni fino al 20% in alcuni paesi industrializzati, perché le popolazioni di età media superiore comportano un ricorso alla forza lavoro più basso: così, c’è minore produttività e quindi minore crescita economica.</p>
<p>Gli esperti hanno così sviluppato alcune ipotesi di crescita economica, consumi di energia e scenari di emissioni, utilizzando un nuovo modello (<strong><em>Population-Environment-Technology model, o PET</em></strong>), e considerando età, localizzazioni urbane e rurali.</p>
<p><em>&#8220;Le famiglie possono influire sulle emissioni, sia direttamente, attraverso i loro modelli di consumo, sia indirettamente, attraverso i loro effetti sulla crescita economica&#8221;</em>, ha affermato O&#8217;Neill, uno degli esperti.</p>
<p>Quindi, una <strong>popolazione più anziana</strong> consuma meno di una popolazione più giovane a causa di “esigenze di lavoro” più basse, mentre una <strong>nazione in via di sviluppo</strong> (che tende ad essere più giovane) rispetto alle nazioni più avanzate (e più “vecchie”) sviluppa delle esigenze di lavoro (ed ecologiche) maggiori e in tempi più rapidi.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F10%2F27%2Fpnas-demografia-e-urbanizzazione-incidono-molto-su-livelli-di-co2%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Inquinamento atmosferico: l&#8217;auto inquina più dell&#8217;aereo.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si cerca sempre di capire quale mezzo inquini meno, e quindi quale mezzo sia da preferire nella vita di tutti i giorni. Una ricerca internazionale, elaborata dalla Enviromental Science &#38; Technology, ha messo in evidenza che l’auto è un mezzo maggiormente inquinante rispetto, ad esempio, all’aereo (rispetto al quale però va detto che i percorsi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/01/inquinamento-atmosferico-lauto-inquina-piu-dellaereo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si cerca sempre di capire quale mezzo inquini meno, e quindi quale mezzo sia da preferire nella vita di tutti i giorni.<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/inquinamento-atmosferico.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10048" title="Inquinamento-auto" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/inquinamento-atmosferico-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una ricerca internazionale, elaborata dalla Enviromental Science &amp; Technology, ha messo in evidenza che<strong> </strong>l’<strong><em>auto</em></strong> è un mezzo maggiormente inquinante rispetto, ad esempio, all’aereo (rispetto al quale però va detto che i percorsi sono numericamente inferiori e si trasportano più passeggeri).</p>
<p>Da molti il mezzo aereo era stato additato come il più dannoso per l’ambiente, ma questa ricerca smentirebbe questo dato.</p>
<p>Motivo di tale       deduzione il fatto       che sarebbe stato provato  come gli spostamenti in macchina       emettano una       quantità di <strong><em> anidride carbonica</em></strong> per passeggero e per km più alta       rispetto a        quella prodotta dai viaggi in aereo e nave.</p>
<p>L’anidride carbonica        infatti rimane       più a lungo nell’atmosfera rispetto ad altri gas  ed è per questo       motivo che le       auto avrebbero un impatto  maggiore sul lungo termine. Gli <strong><em>aerei</em></strong>,       emerge dallo       studio,  causerebbero comunque conseguenze devastanti sul clima,       tuttavia<span id="more-9902"></span> nel       breve termine ed in misura inferiore a quelli causati dalle  auto.</p>
<p>In particolar modo, attraverso questa ricerca, è stato analizzato l’impatto dei trasporti sulla temperatura globale (e il suo conseguente aumento). L’automobile, così piccola, comoda, rapida, alla portata di tutti, non ci fa mai pensare a quanti danni può provocare.</p>
<p>Il pianeta non può che risentire delle sostanze e delle polveri sottili prodotte dalle vetture. Ma c’è un ulteriore dato che questo gruppo di ricerca ha evidenziato: le <strong><em>navi</em></strong> vengono definite le meno inquinanti in quanto, su un tragitto a lunga percorrenza, provocano un surriscaldamento 25 volte inferiore rispetto ad aerei e auto, ed è stato confermato anche un calo delle temperature.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F09%2F01%2Finquinamento-atmosferico-lauto-inquina-piu-dellaereo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Le &#8220;ecobugie&#8221; dei prodotti sul mercato e il &#8220;greenwashing&#8221; delle aziende.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il greenwashing (letteralmente “lavaggio verde”) è la strategia di comunicazione delle aziende che fanno delle ecobugie il proprio cavallo di battaglia, per &#8220;lavare&#8221; la propria immagine e renderla virtuosa agli occhi dei consumatori. Essere amici dell’ambiente fa tendenza, specialmente per le imprese, che puntano così a dare un’immagine positiva di sé tentando di vendere di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/15/le-eco-bugie-dei-prodotti-sul-mercato-e-il-greenwashing-delle-aziende/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il greenwashing (letteralmente “lavaggio verde”) è la strategia di comunicazione delle aziende che fanno delle ecobugie il proprio cavallo di battaglia, per &#8220;lavare&#8221; la propria immagine e renderla virtuosa agli occhi dei consumatori.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8947" title="greenwashing-ecobugie" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/greenwashing-ecobugie.jpg" alt="greenwashing-ecobugie" width="150" height="150&quot;" />Essere amici dell’ambiente fa tendenza, specialmente per le<strong><em> imprese</em></strong>, che puntano così a dare un’immagine positiva di sé tentando di vendere di più.</p>
<p>Negli Stati Uniti, 4 consumatori su 10 scelgono prodotti sulla base di parametri<strong><em> “eco”</em></strong>, e la tendenza massiccia a questo “gioco dell’immagine pulita” ha spinto molti a chiedere l’intervento della Federal Trade Commission, che già se ne sta occupando.</p>
<p>Ma in Norvegia si è optato per un intervento davvero drastico: bandire da ogni pubblicità di automobili il riferimento all’ambiente, dato che tutte inquinano.</p>
<p>Il consumatore rischia così di non saper più distinguere chi è davvero <strong><em>“green”</em></strong> da chi non lo è. Infatti, la società di marketing ambientale<strong> <a title="TerraChoice" rel="nofollow" href="http://www.terrachoice.com/" target="_blank">TerraChoice</a></strong> ha analizzato oltre mille<span id="more-8907"></span> prodotti, scoprendo che in 98 casi su 100 le <a title="Greenwashing: grandi pubblicità… senza una concreta realtà." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/22/greenwashing-grandi-pubblicita-senza-una-concreta-realta/" target="_self"><em><strong>&#8220;ecopretese&#8221;</strong></em></a> erano false!</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-8950" title="greenwashing" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/greenwashing.jpg" alt="greenwashing" width="160" height="140" />Abbiamo quindi delle regole da conoscere, per saper distinguere il prodotto sostenibile dal prodotto falsamente verde.</p>
<p>Ad esempio: un prodotto può esaltare una certa caratteristica ecologica per nasconderne un’altra antiecologica più pesante; oppure viene citata la positività di un test effettuato sul prodotto, ma senza citarne la fonte (trattandosi così di assenza di prove e attendibilità).</p>
<p>Insomma, ecologia e marketing non possono proprio convivere? C’è chi afferma che appena di un prodotto si parla di ecosostenibilità, è sempre bene pensar male! Le imprese devono rendere il concetto di ecologia NON la marchetta per una maggiore vendita, ma un caposaldo della società di oggi.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F06%2F15%2Fle-eco-bugie-dei-prodotti-sul-mercato-e-il-greenwashing-delle-aziende%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Auto elettrica: l&#8217;importanza degli strumenti sul territorio e il problema del litio.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 10:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa la Commissione Europea ha presentato un progetto sul modello di auto del futuro, che si fonda su due pilastri: miglioramento delle prestazioni ambientali e uso di motore a freddo. Secondo Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, il modello che ha più chances di diffondersi in modo cospicuo è quello dell’auto elettrica, e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/14/auto-elettrica-limportanza-degli-strumenti-sul-territorio-e-il-problema-del-litio/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Qualche settimana fa la Commissione Europea ha presentato un progetto sul modello di auto del futuro, che si fonda su due pilastri: miglioramento delle prestazioni ambientali e uso di motore a freddo.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8885" title="auto-elettriche" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-elettriche1.jpg" alt="auto-elettriche" width="150" height="150" />Secondo Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, il modello che ha più chances di diffondersi in modo cospicuo è quello dell’auto elettrica, e non quello a idrogeno, pur essendo anche quest&#8217;ultimo da considerare come possibilità in sostituzione delle attuali auto a benzina.</p>
<p>Francia, Spagna, Portogallo e Danimarca sono paesi già molto operativi, mentre in Italia i segnali sembrano essere un po’ più timidi.</p>
<p>Ma Tajani assicura che anche qui cresce la volontà di usare l’auto elettrica, con, però, delle difficoltà da non nascondere.</p>
<p>Ad esempio, la FIAT sta già producendo 500 auto elettriche negli Stati Uniti, quindi la tecnologia non manca, ma le questioni spinose sono altre: la risposta del<span id="more-8846"></span> mercato e il rapporto col territorio, il quale deve essere dotato in modo capillare degli adeguati strumenti che permettono alle auto di ricaricarsi. Quindi si pone anche il problema delle infrastrutture, di cui si sta, a quanto pare, tenendo adeguatamente conto.</p>
<p>Insomma, il futuro della mobilità elettrica è legata alla serietà degli impegni che le case automobilistiche e le società del settore prendono, con un lavoro di raccordo che DEVE varcare i confini nazionali e assumere una omogeneità di livello europeo.</p>
<p>Bisogna lavorare sulla questione dell’omologazione, ma anche sulla questione delle materie prime: sappiamo che alla batteria serve anche il litio, che è una materia ad alto rischio, perché si trova solo in alcune parti del mondo.</p>
<p>La Commissione europea, insomma, da un lato lavora secondo un&#8217;idea “a breve termine”, per migliorare l’attività dei motori a caldo (contro inquinamento e CO2) ma dall’altro secondo un&#8217;idea di prospettiva ampia, atta ad introdurre efficacemente nel mercato le auto elettriche.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F06%2F14%2Fauto-elettrica-limportanza-degli-strumenti-sul-territorio-e-il-problema-del-litio%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Marea nera, piano “Cup and Cut”: un tappo sulla falla per arginare lo sversamento.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 09:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le operazioni per chiudere la falla di greggio nel Golfo del Messico continuano: la Bp dovrebbe posizionare un tappo su un braccio flessibile del pozzo danneggiato dal quale, da sei settimane, fuoriesce petrolio. Si tratta di un tappo da piazzare sulla valvola e collegato, attraverso un sifone, ad una nave cisterna in superficie, per recuperare [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/04/marea-nera-piano-%e2%80%9ccup-and-cut%e2%80%9d-un-tappo-sulla-falla-per-arginare-lo-sversamento/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Le operazioni per chiudere la falla di greggio nel Golfo del Messico continuano: la Bp dovrebbe posizionare un tappo su un braccio flessibile del pozzo danneggiato dal quale, da sei settimane, fuoriesce petrolio.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8592" title="marea nera" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/marea-nera-150x150.jpg" alt="marea nera" width="150" height="150" />Si tratta di un tappo da piazzare sulla valvola e collegato, attraverso un sifone, ad una nave cisterna in superficie, per recuperare il petrolio che potrebbe continuare a fuoriuscire dal pozzo, si prevede, almeno sino ad agosto.</p>
<p>Il piano, denominato “Cup and Cut”, ovvero &#8220;taglia e tappa&#8221;, è il quarto tentativo di arginare la perdita messo a punto dalla compagnia petrolifera britannica BP, dopo il fallimento di tutti i <a title="Tentativi precedenti falliti" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/bp-e-marea-nera-loperazione-top-kill-riuscira-a-porre-fine-al-gravissimo-disastro-ambientale/" target="_self">precedenti tentativi</a>: la speranza, ora, è che questo tappo che gli esperti della BP dovrebbero far scendere a 1600 metri di profondità, riesca ad otturare la falla.</p>
<p>Stando alla società petrolifera, ci vorranno poi tra le 12 e le 24 ore per capire se la misura adottata funziona, anche perché le scorse settimane sono state segnate da ripetuti fallimenti.</p>
<p>Il piano consiste nel recidere il braccio flessibile del pozzo ed inserire un tappo sulla sua valvola per catturare e aspirare il greggio che fuoriesce ormai dal 20 aprile scorso, giorno dell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Il petrolio verrebbe portato<span id="more-8584"></span> su una nave in superficie grazie ad un tubo lungo oltre 1,5 chilometri.</p>
<p>La tecnica “Cup and Cut” è molto rischiosa e fa discutere soprattutto perché, se non andrà a buon fine, avrà causato solo un aumento della quantità di petrolio disperso in acqua. Per ora, ha già provocato un incremento del 20% nella fuoriuscita di greggio.</p>
<p>Il nuovo tentativo è seguito anche dal presidente Barack Obama, che ha rinviato le visite in Australia e Indonesia previste per la prossima settimana. E la società petrolifera britannica è stata accusata ancora una volta di non aver fornito &#8220;la risposta rapida&#8221; che si ci attendeva.</p>
<p>&#8220;Sono infuriato per questa sistuazione perché è un esempio di persone che non pensano alle conseguenze delle loro azioni &#8211; ha affermato Obama nel corso di un&#8217;intervista alla Cnn &#8211; Tutto ciò mette in pericolo un intero modo di vita e tutta una regione, probabilmente per diversi anni&#8221;.</p>
<p>Parallelamente l&#8217;amministrazione Usa ha presentato alla Bp un conto da 69 milioni di dollari (circa 56,7 milioni di euro).</p>
<p>A tutto questo nei giorni scorsi si era aggiunta la paura &#8220;uragani&#8221;: la stagione degli uragani è infatti appena iniziata e vi sono timori di danni aggiuntivi prodotti dalla presenza del petrolio nel Golfo del Messico.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-8608" title="petrolio sulle coste" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/petrolio-sulle-coste1.jpg" alt="petrolio sulle coste" width="190" height="150" />Obama al riguardo ha detto che un potente uragano nell&#8217;area inquinata dalla marea nera potrebbe essere &#8220;paradossalmente meno pericoloso&#8221; di una meno possente tempesta tropicale.</p>
<p>&#8220;Gli esperti mi dicono che con ogni probabilità un potente uragano potrebbe essere paradossalmente meno pericoloso, riguardo alla marea, perché potrebbe disperdere ogni cosa, frantumare la chiazza inquinante e disperdere la marea&#8221;, ha detto Obama.</p>
<p>Invece una tempesta tropicale meno potente potrebbe &#8220;non disperdere il petrolio e riversare quindi a riva la sostanza oleosa e colpire il fragile ambiente naturale della costa della Louisiana&#8221;, ha detto Obama.</p>
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		<title>Campagna e città: è solo un luogo comune che la campagna sia meno energivora?</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlando di sostenibilità ambientale, c’è un luogo comune secondo cui vivere nelle città rappresenti un grosso problema (per una serie di fattori tra i quali rumori, inquinamento, etc&#8230;), che dovrebbe indurci a diventare tutti più… campagnoli! Secondo questa idea quindi le città sarebbero “energivore”, e contribuirebbero enormemente all’inquinamento. D&#8217;impatto, infatti, viene da dire che in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/31/campagna-e-citta-e-solo-un-luogo-comune-che-la-campagna-sia-meno-energivora/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Parlando di sostenibilità ambientale, c’è un luogo comune secondo cui vivere nelle città rappresenti un grosso problema (per una serie di fattori tra i quali rumori, inquinamento, etc&#8230;), che dovrebbe indurci a diventare tutti più… campagnoli! </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8448" title="campagna" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/campagna-150x150.jpg" alt="campagna" width="150" height="150" />Secondo questa idea quindi le città sarebbero “energivore”, e contribuirebbero enormemente all’inquinamento. D&#8217;impatto, infatti, viene da dire che in città ci sono traffico e consumi elevati, e che in campagna ci sono meno inquinamento e immissioni nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Ma è proprio così?</p>
<p>Guido Martinotti, docente di sociologia urbana del SUM di Firenze, in un recente convegno, ha sostenuto che questa visione della città come macchina tremendamente energivora rispetto alla campagna è assolutamente errata, frutto di ideologie, “e le ideologie, si sa, sono sempre sbagliate”.</p>
<p>“Siccome il grosso dell’inquinamento e del consumo energetico delle città è dovuto al traffico automobilistico, una città molto densa ha molto meno traffico automobilistico pro capite, il che vuol dire che in una città molto molto densa si possono sfruttare adeguatamente<span id="more-8180"></span> i mezzi pubblici, mentre se si sta nel Vermont (Stato degli Usa, ritenuto tra i più avanzati per qualità dell’ambiente) per andare a comprare quattro uova si devono fare venti miglia e consumare due galloni di benzina.</p>
<p>E se facciamo un confronto tra Vermont e New York, ci sono differenze di consumi di 7/8 volte, ma a favore di New York, perché in essa si consuma molto meno sia come energia elettrica nelle case (riscaldamento e altro), e sia per l’illuminazione, l’acqua e la benzina per quotidiana mobilità”.</p>
<p>A questo punto ci chiediamo: qual è allora la fonte dell’errore?</p>
<p>“Siccome le città sono molto grandi, se consideriamo un consumo totale è chiaro che Manhattan consuma molto più di un villaggio del Vermont. È evidente. Ma il problema è che i consumi devono essere calcolati pro capite, perché è quello che conta!”</p>
<p>E sempre rimanendo nell’ambito delle città, spesso ci chiediamo quanto possa contare, oltre al lato estetico, il fatto di piantare qua e là degli alberi.</p>
<p>Il prof. Martinotti ritiene non sia questo l’aspetto principale per avere un ambiente vivibile, perché l’idea che l’albero riduca l’inquinamento delle città è falso, e spiega che bisogna piuttosto valorizzare spazi verdi estesi, già esistenti. &#8220;Piuttosto &#8211; conclude -  bisognerebbe preoccuparsi dei grandi parchi urbani, che sono davvero importanti”.</p>
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		<title>Pubblicato dall&#8217;ACP un importante volume dedicato al rapporto tra inquinamento e salute dei bambini.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 11:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Culturale Pediatri]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ stato recentemente pubblicato il volume “Inquinamento e salute dei bambini: cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare”. I curatori del volume, Giacomo Toffol, Laura Todesco e Laura Reali sono pediatri di famiglia che fanno parte del gruppo di studio sull&#8217;ambiente dell&#8217;Associazione Culturale Pediatri (ACP). L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) è un’associazione libera che raccoglie [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/pubblicato-dallacp-un-importante-volume-dedicato-al-rapporto-tra-inquinamento-e-salute-dei-bambini/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E’ stato recentemente pubblicato il volume “<em>Inquinamento e salute dei bambini: cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare</em>”. I curatori del volume, Giacomo Toffol, Laura Todesco e Laura Reali sono pediatri di famiglia che fanno parte del gruppo di studio sull&#8217;ambiente dell&#8217;Associazione Culturale Pediatri (ACP).</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7877" title="Associazione ACP" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Associazione-ACP-150x150.png" alt="Associazione ACP" width="150" height="150" />L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) è un’associazione libera che raccoglie 2.500 pediatri italiani in 38 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino.</p>
<p>I temi prioritari approfonditi dall&#8217;Associazione Culturale Pediatri sono:</p>
<p><strong>1.</strong> le disuguaglianze nella salute dei bambini e degli adolescenti dipendenti da condizioni territoriali economiche e culturali;</p>
<p><strong>2. </strong>la salute mentale nei bambini e negli adolescenti;</p>
<p><strong>3. </strong>le conseguenze dei problemi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;ambiente sulla salute dei bambini;</p>
<p><strong>4. </strong>l&#8217;aiuto alle famiglie perché cresca la capacità di essere genitori.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;Associazione si è formato 5 anni fa il gruppo di lavoro <a title="Pediatri per un mondo possibile" href="http://pumpacp.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"><em>Pediatri per un mondo possibile</em></a>, attivamente impegnato sul fronte del rapporto fra ambiente e salute<span id="more-7748"></span> del bambino.</p>
<p>Il gruppo, che si prefigge di raccogliere e divulgare tutte le informazioni scientifiche disponibili su questi temi, ha recentemente pubblicato il volume <em>&#8220;Inquinamento e salute dei bambini: cosa c&#8217;è da sapere, cosa c&#8217;è da fare&#8221;</em>.</p>
<p>Si tratta del primo libro uscito in Italia dedicato al rapporto tra inquinamento e salute dei bambini. Il libro è indirizzato principalmente ai medici, ma può rivelarsi utile anche agli amministratori locali che intervengono su questioni pubbliche che riguardano l&#8217;ambiente di vita dei più piccoli.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-7881" title="libro" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/libro.gif" alt="libro" width="160" height="220" /> Il volume tratta il tema dell’inquinamento in tutte le sue manifestazioni, da quello atmosferico a quello acustico, dalle radiazioni elettromagnetiche agli OGM, dall’inquinamento dell’acqua a quello del cibo, fornendo ai pediatri di famiglia, ai medici di medicina generale e agli specialisti un ricco ventaglio di informazioni scientifiche integrate con raccomandazioni pratiche.</p>
<p>Ogni capitolo si compone di tre parti:</p>
<p><strong>- </strong>La prima presenta le risposte ai quesiti che frequentemente vengono posti ai medici sui problemi sanitari legati all’inquinamento. </p>
<p><strong>- </strong>Segue una parte più approfondita, che presenta le più recenti evidenze scientifiche delle correlazioni tra inquinamento e salute, frutto dell’attento monitoraggio di numerose e selezionate riviste scientifiche. </p>
<p><strong>- </strong>L&#8217;ultima parte, pratica, descrive infine le principali misure che possono essere messe in atto per ridurre i rischi per la salute.</p>
<p>I capitoli in cui si suddivide il libro sono i seguenti: </p>
<p><em>- perché lavorare con i genitori e le comunità per un «mondo possibile»;<br />
- l’inquinamento dell’aria esterna;<br />
- l&#8217;inquinamento dell’aria negli ambienti di vita;<br />
- l’esposizione alle radiazioni ultraviolette; gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche;<br />
- l’inquinamento acustico;<br />
- gli agenti chimici non atmosferici: inquinamento di acqua e cibo;<br />
- sulla tavola dei nostri bambini: cibi biologici o convenzionali?;<br />
- la comunicazione del rischio ai genitori: premesse teoriche ed esempi.</em></p>
<p>Poiché “<em>la salute dei bambini è il principale indicatore della salute di una popolazione</em>”, come afferma nella prefazione al volume Roberto Romizi, Presidente dell’Associazione Medici per l&#8217;Ambiente &#8211; ISDE Italia, la salvaguardia dell’ambiente in cui i bambini vivono diventa l’unica garanzia possibile di migliori condizioni di vita per tutti.</p>
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		<title>Arcosanti: la città tra architettura ed ecologia.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 15:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arcosanti è un laboratorio urbano che sta realizzando un prototipo di arcologia: il progetto di questa città pro-ambiente non ha ancora visto uno sviluppo pieno e radicale, ma l&#8217;idea di base coniuga sviluppo e responsabilità ecologica. Finora il progetto è autofinanziato quasi esclusivamente attraverso la produzione e la vendita dei Soleri Wind Bells, campane di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/22/arcosanti-la-citta-tra-architettura-ed-ecologia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Arcosanti è un laboratorio urbano che sta realizzando un prototipo di <em>arcologia</em>: il progetto di questa città pro-ambiente non ha ancora visto uno sviluppo pieno e radicale, ma l&#8217;idea di base coniuga sviluppo e responsabilità ecologica.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5945" title="arcosanti" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/arcosanti.jpg" alt="arcosanti" width="160" height="150" />Finora il progetto è autofinanziato quasi esclusivamente attraverso la produzione e la vendita dei Soleri Wind Bells, campane di ceramica e di bronzo dotate di una sottile vela di metallo che permette loro di suonare con la sola forza del vento.</p>
<p>&#8221;Fare di più con meno&#8221;: meno risorse energetiche, meno inquinamento, meno spreco di spazio e di materiali. E&#8217; questo l&#8217;imperativo base di Arcosanti: la &#8216;città esperimento&#8217;, fondata nel 1970 nel deserto dell&#8217;Arizona, lungo l&#8217;autostrada che collega Phoenix al Grand Canyon, dall&#8217;architetto italiano Paolo Soleri.</p>
<p>Ossia &#8221;un modello di città che coniuga architettura ed ecologia attraverso un processo ciclico di miniaturizzazione, complessità, durata&#8221; spiega Marco Felici, ingegnere che si occupa di sviluppo urbano sostenibile e progettazione integrale che è stato allievo di Soleri.</p>
<p>In pratica, in Arcosanti &#8221;si cerca un modello di habitat tridimensionale, complesso e frugale, che concentri le funzioni dell&#8217;abitare, evitando la proliferazione di<span id="more-5873"></span> periferie e lasciando al verde la maggiore estensione del territorio. E questo lo si fa attraverso continui cicli di autocostruzione, con una ricerca non predeterminata da piani urbanistici statici&#8221;.</p>
<p>Ogni anno centinaia di volontari di ogni età provenienti da ogni parte del mondo partecipano al progetto per dare il proprio contributo nella concreta costruzione della città e per sperimentare di persona cosa significhi vivere in una città arcologica.</p>
<p>A quarant&#8217;anni dall&#8217;inizio della sfida, la zona concretamente costruita è di appena il 5% rispetto al progetto originario, il quale prevede un insediamento finale di cinquemila persone.</p>
<p>Questo laboratorio urbano, più che un ordinario cantiere, è un luogo di apprendimento e di sperimentazione. Gli edifici, oggi come agli inizi degli anni settanta, sono costruiti principalmente da studenti senza una grossa esperienza alle spalle e i materiali usati sono spesso quelli trovati nel terreno circostante ad Arcosanti.</p>
<p>Per Felici, &#8221;Soleri si inserisce in un filone di pensiero che non limita la propria azione a matematiche considerazioni di ecocompatibilità, bensì vede l&#8217;operato dell&#8217;uomo come parte integrante dell&#8217;evoluzione della natura, e pertanto ne cerca una congruenza in tempi cosmogenici.</p>
<p>Operando all&#8217;interno della congruenza dell&#8217;evoluzione naturale, il problema sostenibilità risulterebbe risolto all&#8217;origine, nel senso che non si sarebbe generata la catastrofe in corso per la quale abbiamo, a posteriori, dovuto inventare il termine <em>ecologia</em>&#8221;.</p>
<p>Guarda il video girato ad Arcosanti:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TEqPBZ-2Vz8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/TEqPBZ-2Vz8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F22%2Farcosanti-la-citta-tra-architettura-ed-ecologia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Lombardia: 15 milioni di euro contro lo smog.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Evidenziamo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia di due nuovi bandi con uno stanziamento di 15 milioni di euro per l&#8217;acquisto di auto ecologiche in sostituzione di vecchi mezzi inquinanti (10 milioni) e per l&#8217;acquisto di veicoli commerciali, sempre in sostituzione di mezzi obsoleti (5 milioni). Si tratta della prosecuzione, con nuove risorse, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/22/lombardia-15-milioni-di-euro-contro-lo-smog/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Evidenziamo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia di due nuovi bandi con uno stanziamento di 15 milioni di euro per l&#8217;acquisto di auto ecologiche in sostituzione di vecchi mezzi inquinanti (10 milioni) e per l&#8217;acquisto di veicoli commerciali, sempre in sostituzione di mezzi obsoleti (5 milioni). </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5918" title="auto-ecologica" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-ecologica1.jpg" alt="auto-ecologica" width="170" height="140" />Si tratta della prosecuzione, con nuove risorse, di due misure già in vigore dallo scorso anno. </p>
<p>&#8220;Andiamo avanti &#8211; spiega il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni &#8211; con la politica degli &#8220;incentivi a ciclo continuo&#8221; inaugurata lo scorso anno. Le nostre azioni concrete per diffondere mezzi meno inquinanti e incentivare comportamenti virtuosi si sono rivelate molto efficaci in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, come tutti i dati dimostrano. I cittadini hanno inoltre dimostrato di apprezzare e condividere i nostri provvedimenti, tanto è vero che hanno sfruttato appieno le opportunità dei nostri bandi&#8221;.</p>
<p>Un terzo bando con nuovi fondi per il 2010 (11,7 milioni), dedicato all&#8217;installazione di filtri antiparticolato sugli autobus del Trasporto Pubblico Locale è già stato approvato e <span id="more-5867"></span>sarà pubblicato nelle prossime settimane.</p>
<p>Dieci milioni di euro è la nuova somma stanziata per distribuire contributi a fondo perduto destinati a cittadini con reddito limitato residenti nella zona A1, per l&#8217;acquisto di vetture ecologiche, con contestuale rottamazione dei vecchi mezzi inquinanti o l&#8217;installazione dei filtri antiparticolato e dell&#8217;impianto a metano e gpl.</p>
<p>L&#8217;incentivo è di 3.000 euro per l&#8217;acquisto di auto di nuova immatricolazione di classe Euro 4 o superiore delle tipologie: elettrica, ibrida, metano/gpl, bifuel, benzina (con emissione di CO2 inferiore ai 140 g/km).</p>
<p>Con 5 milioni viene incentivata la sostituzione di veicoli commerciali inquinanti: parliamo di imprese individuali o societarie che abbiano sede legale o operativa sul territorio della Lombardia, su autoveicoli di categoria N1 (destinati al trasporto di merci, con massa massima non superiore a 3,5 tonnellate) Euro 0 benzina o diesel, Euro 1 diesel e Euro 2 diesel.</p>
<p>Queste imprese individuali o societarie devono rientrare nella definizione di micro, piccola e media impresa, occupando meno di 250 persone e con un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni, e non devono trovarsi in condizioni di difficoltà.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F22%2Flombardia-15-milioni-di-euro-contro-lo-smog%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria si muove contro lo smog.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 22:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un piano da tre miliardi di euro per contrastare l’inquinamento. I sindaci anti-smog tornano a chiedere con forza un intervento del Governo per finanziare misure che riducano stabilmente i livelli di &#8220;avvelenamento&#8221; del nostro paese. L’appello arriva al termine di una riunione, a Milano, nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente, del Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/17/il-coordinamento-permanente-sulla-qualita-dellaria-si-muove-contro-lo-smog/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Un piano da tre miliardi di euro per contrastare l’inquinamento</strong><strong>. I sindaci anti-smog tornano a chiedere con forza un intervento del Governo per finanziare misure che riducano stabilmente i livelli di &#8220;avvelenamento&#8221; del nostro paese. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5804" title="smog" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/smog-150x150.jpg" alt="smog" width="170" height="150" />L’appello arriva al termine di una riunione, a Milano, nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente, del <em>Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria</em> per fare il punto sulle iniziative da programmare, dopo l’adesione di oltre 200 Comuni al blocco della circolazione attuato il 28 febbraio scorso.</p>
<p>Nel corso dell’incontro &#8211; presenti tra gli altri l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente di Milano Paolo Massari e quello di Torino Roberto Tricarico &#8211; è stata espressa soddisfazione per l&#8217;adesione dei Comuni della Val Padana al blocco del traffico di due domeniche fa. &#8220;Negli ultimi dieci giorni &#8211; ha dichiarato Tricarico &#8211; si è assistito alla stabilizzazione delle concentrazioni medie giornaliere del PM10 sotto il livello dei<span id="more-5763"></span> 50 mg/mc nella quasi totalità dei Comuni coinvolti.</p>
<p>Tale constatazione ci fa ritenere che non saranno più necessarie altre giornate di blocco totale del traffico fino al prossimo inverno&#8221;.</p>
<p>&#8220;Promuoveremo &#8211; gli fa eco Massari &#8211; l&#8217;istituzione e l&#8217;ampliamento di aree pedonali e di zone a traffico limitato (Ztl) nell&#8217;ambito dei centri urbani&#8221;.</p>
<p>Il blocco del 28 febbraio, aggiunge il responsabile Ambiente Anci Flavio Morini, &#8220;ha avuto il merito di inserire il tema dell&#8217;inquinamento tra le priorità dell&#8217;agenda di Governo e Regioni, anche in vista dell&#8217;imminente decisione dell&#8217;Unione Europea se multare o meno il nostro Paese in conseguenza della procedura di infrazione in corso&#8221;.</p>
<p>I Comuni del Coordinamento auspicano un piano nazionale di contrasto all&#8217;inquinamento con una dotazione minima di tre miliardi di euro per dare attuazione a interventi come un Piano triennale nazionale di risanamento della qualità dell’aria, l’esclusione dal patto di stabilità degli investimenti per la riduzione delle emissioni inquinanti, misure volte a limitare la velocità nei tratti autostradali nei periodi di massima criticità (gennaio-marzo), il mantenimento delle detrazioni e agevolazioni per l’efficienza.</p>
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		<title>Legambiente: nelle principali città italiane regna l’inquinamento.</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 10:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inquinamento alle stelle in tutta Italia. Napoli, Torino e Ancona guidano la classifica dei superamenti dei limiti di legge per le concentrazioni di Pm10, rispettivamente con 156, 151 e 129 giorni. Situazione grave anche a Milano (108), Roma (67) e Venezia (60). E&#8217; quanto emerge dal dossier &#8220;Mal&#8217;Aria di città&#8221; di Legambiente, che lancia una campagna sull&#8217;inquinamento [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/31/legambiente-nelle-principali-citta-italiane-regna-l%e2%80%99inquinamento/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Inquinamento alle stelle in tutta Italia.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5459" title="legambiente" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/legambiente.jpg" alt="legambiente" width="180" height="140" />Napoli, Torino e Ancona guidano la classifica dei superamenti dei limiti di legge per le concentrazioni di Pm10, rispettivamente con 156, 151 e 129 giorni.</p>
<p>Situazione grave anche a Milano (108), Roma (67) e Venezia (60). E&#8217; quanto emerge dal dossier &#8220;Mal&#8217;Aria di città&#8221; di Legambiente, che lancia una campagna sull&#8217;inquinamento atmosferico per sensibilizzare i cittadini.</p>
<p>Lombardia e Emilia Romagna sono le regioni in cui si registrano valori critici per tutte le città monitorate, seguite da Piemonte (7 su 9) e Veneto (6 su 7). </p>
<p>Nulla di buono nemmeno sul fronte ozono, che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record. Il dossier di Legambiente è stato preparato in collaborazione con il sito <a title="LaMiaAria" href="http://www.lamiaaria.it/" target="_blank" rel="nofollow">LaMiaAria</a>.</p>
<p>Dal 1 gennaio, ricorda Legambiente, è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25<span id="more-5442"></span> giorni in un anno, ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettavano questo limite (32 su 50).</p>
<p>La Pianura Padana si conferma come area critica anche in questo caso con 8 città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Al primo posto Novara con 83 superamenti, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68).</p>
<p>Anche le grandi città non sono riuscite a rientrare nei limiti, come dimostrano i dati relativi a Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (34). A livello regionale la maglia nera va di nuovo alla Lombardia, dove su 10 città che monitorano l&#8217;ozono, nove hanno superato di molto il limite di legge.</p>
<p>Intanto, a Palermo, Potenza, Bologna, Milano, Roma, Genova, Torino, Taranto, Firenze e Civitanova oggi le vetrine di alcune boutique &#8220;attrezzeranno&#8221; i manichini in vetrina con mascherine antismog e slogan contro l&#8217;inquinamento da traffico.</p>
<p>Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell&#8217;aria è purtroppo ancora lontano &#8211; ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza &#8211; e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo centrale per contribuire a migliorare la qualità dell&#8217;aria che respiriamo. Ma se la salute è la nostra priorità, non dobbiamo dimenticare che il non rispetto delle norme sui livelli di inquinamento entro il 2011 esporrà il nostro Paese all&#8217;ennesima sanzione annunciata da parte dell&#8217;Unione europea&#8221;.</p>
<p>Migliorata la situazione per anidride solforosa, monossido di carbonio (CO) e benzene, ma &#8220;molto ancora si deve fare per le polveri sottili, l&#8217;ozono e biossido di azoto&#8221;.</p>
<p>Le principali fonti di inquinamento atmosferico a livello nazionale sono rappresentate dal settore industriale (responsabili del 26% delle emissioni di Pm10, del 23% di biossido di azoto, 79% di ossidi di zolfo e 34% di idrocarburi policiclici aromatici) e dai trasporti, con il contributo maggiore attribuibile a quello su strada con il 22% di emissioni totali di Pm10, il 50% di biossido di azoto, il 45% di monossido di carbonio e il 55% del benzene.</p>
<p>In particolare, a Roma e Milano il traffico veicolare emette circa il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto; a Napoli contribuisce per il 50% del Pm10 e a Torino per oltre il 50% circa di ossidi d&#8217;azoto.</p>
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		<title>A Gaeta la IV edizione dell&#8217;Ecofest.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 gennaio, a Gaeta, la quarta edizione locale di Ecofest, la festa dell&#8217;ambiente organizzata dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Regione Lazio e dal Creia, in collaborazione con Sviluppo Lazio e con il patrocinio del Comune di Gaeta. La due giorni di Ecofest a Gaeta propone spazi di informazione, dibattito e svago, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/13/a-gaeta-la-iv-edizione-dellecofest/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 gennaio, a Gaeta, la quarta edizione locale di Ecofest, la festa dell&#8217;ambiente organizzata dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Regione Lazio e dal Creia, in collaborazione con Sviluppo Lazio e con il patrocinio del Comune di Gaeta. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5307" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ecofest.jpg" alt="ecofest" width="150" height="150" />La due giorni di Ecofest a Gaeta propone spazi di informazione, dibattito e svago, tutti articolati intorno al tema dell&#8217;ambiente e delle energie rinnovabili, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e società interessati alle tematiche ambientali della nostra Regione.</p>
<p>In evidenza le energie rinnovabili e il clima, temi cruciali per il presente e per l&#8217;immediato futuro.</p>
<p>&#8220;Ecofest è anche un&#8217;occasione di confronto e riflessione tra istituzioni, imprese, organizzazioni, ricercatori e cittadini intorno a questioni ecologiche e sociali; dalla tutela ambientale allo sviluppo sostenibile, dalla solidarietà ai lavori<em> verdi</em>&#8221; &#8211; ha affermato l&#8217;assessore della regione Lazio all&#8217;Ambiente, Filiberto Zaratti, durante la conferenza stampa di presentazione dei Ecofest che si è svolta a Gaeta<span id="more-5285"></span> oggi.<br />
Zaratti ha aggiunto anche: &#8220;Questioni che dobbiamo affrontare insieme per costruire una nuova etica ecologista fondata su stili di vita rispettosi di noi stessi e del pianeta che ci accoglie. Ognuno di noi è chiamato, oggi, alla conoscenza delle modalità di produzione e consumo di energia, perchè dal comportamento di ognuno dipende il futuro della nostra società&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa consapevolezza &#8211; ha continuato Zaratti &#8211; impone la diffusione di ogni informazione utile sulle energie rinnovabili, e sul risparmio energetico, e vogliamo fare la nostra parte cercando di rendere comprensibile ed efficace ogni nostra iniziativa. Ecofest costituisce infine un momento di crescita sia per i cittadini, sia per gli amministratori &#8211; ha concluso &#8211; Da un lato, infatti, si riesce ad attirare l&#8217;attenzione di un grande numero di persone attraverso <img class="alignright size-thumbnail wp-image-5292" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/319-150x150.jpg" alt="" width="137" height="137" />l&#8217;esposizione anche divulgativa e divertente dei temi ambientali; dall&#8217;altro viene offerta agli amministratori la possibilità di ascoltare in diretta le opinioni dei cittadini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono soddisfatto che Gaeta ospiti una delle tappe laziali dell&#8217;Ecofest. Siamo una città ricca di bellezze naturali, basti pensare al parco di Monte Orlando e all&#8217;oasi marina, che vuole fare dell&#8217;ambiente un richiamo turistico insieme alla storia, la cultura e ai tantissimi monumenti &#8211; ha dichiarato Antonio Raimondi, sindaco di Gaeta &#8211; Turismo significa anche qualità della vita, quindi conservare e preservare l&#8217;ambiente, in maniera dinamica, è una condizione indispensabile per offrire una città sempre più vivibile&#8221;.</p>
<p>Sabato 16 gennaio, inoltre, alle ore 16, si terrà l&#8217;incontro dal titolo “Sviluppo&amp;Sostenibilità”. Per maggiori informazioni visitare il sito <a rel="nofollow" href="http://www.ecofest.it/" target="_blank">www.ecofest.it</a>.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F13%2Fa-gaeta-la-iv-edizione-dellecofest%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Quasi pronto il primo aereo con propulsione a idrogeno.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pronto al primo volo di prova l&#8217;aereo italo-europeo a idrogeno Rapid 200-Fc, un velivolo dotato di un innovativo sistema elettrico energetico a emissioni zero. Si tratta del velivolo ufficiale della Commissione Europea per l&#8217;Innovazione Tecnologica Aeronautica e Spaziale ed è il primo Aereo italiano ed europeo propulso ad idrogeno. &#8220;Dopo una seria di piccoli guasti [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/11/quasi-pronto-il-primo-aereo-con-propulsione-a-idrogeno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Pronto al primo volo di prova l&#8217;aereo italo-europeo a idrogeno Rapid 200-Fc, un velivolo dotato di un innovativo sistema elettrico energetico a emissioni zero. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5265" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/138-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Si tratta del velivolo ufficiale della Commissione Europea per l&#8217;Innovazione Tecnologica Aeronautica e Spaziale ed è il primo Aereo italiano ed europeo propulso ad idrogeno.</p>
<p>&#8220;Dopo una seria di piccoli guasti che ne hanno ritardato il volo, siamo finalmente riusciti ad ottenere una certa affidabilità nel funzionamento dell&#8217;innovativo sistema elettrico-energetico&#8221; afferma il team leader del progetto europeo Giulio Romeo, docente del Dipartimento di Ingegneria Aeronautica e Spaziale del Politecnico di Torino.</p>
<p>&#8220;Continueremo nelle prossime settimane ulteriori prove di collaudo del sistema prima di spiccare il volo. Speriamo di partire a febbraio perchè le temperature un po&#8217;<span id="more-5264"></span> rigide di questi giorni ci costringono a ritardare il primo volo&#8221;.</p>
<p>Romeo ed il suo team prevedono quindi l&#8217;ottenimento del permesso di volo dalle autorità aeronautiche e l&#8217;esecuzione del primo volo prova. Altamente sofisticata la tecnologia a bordo.</p>
<p>Rapid 200-Fc ha infatti un propulsore da 40 kW interamente elettrico e la potenza all&#8217;elica è fornita da celle a combustibile da 20kW ad idrogeno gassoso. </p>
<p>Per garantire l&#8217;assoluta sicurezza delle operazioni di volo, l&#8217;aeroplano, assicura Romeo, &#8220;dispone anche di una seconda fonte di energia costituita da un pacco batterie ai polimeri di Litio da 20 kW in grado di garantire potenza alternativa durante il decollo e la salita iniziale&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5266" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/227-150x150.jpg" alt="" width="119" height="119" /> L&#8217;alimentazione del motore elettrico dell&#8217;aereo a idrogeno Rapid 200-Fc avviene, inoltre, tramite generazione di corrente ad alto potenziale in un sistema di ionizzazione e ricombinazione dell&#8217;idrogeno (PEM) che ha come prodotto finale 100-110 Amps di corrente elettrica a 200-240 V, più vapori d&#8217;aria e acqua emessi a temperatura ambiente. </p>
<p>Il velivolo ed il sistema elettrico ed energetico sono stati sviluppati su progetto dell&#8217;ingegnere aeronautico italiano Giulio Romeo, e messi a punto dal team di 10 enti ed aziende coinvolte nel progetto &#8220;Enfica Fc&#8221; (ENvironmentally Friendly Inter City Aircraft powered by Fuel Cells) della Comunità Europea.</p>
<p>Nel team internazionale anche esperti del Politecnico di Torino per il Progetto del velivolo modificato e prove e sperimentazione di volo, la Mavel Elettronica per la progettazione e realizzazione di inverter e controllo elettronico della potenza, e i ricercatori dell&#8217;Università italiana di Pisa per le prove in laboratorio del sistema elettrico.</p>
<p>&#8220;Vogliamo un aeroplano funzionante ad idrogeno sfruttando al meglio la tecnologia &#8216;a celle di combustibile&#8217; attualmente disponibile, per creare un velivolo a basso impatto ambientale&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5267" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/48-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /> &#8220;In parallelo -conclude Romeo- si svolgono anche degli studi di tipo più teorico che, a causa dei limiti tecnologici attuali, ma che mirano a utilizzare in futuro i propulsori ad inquinamento zero per equipaggiare velivoli del segmento regional o intercity da 20-30 passeggeri&#8221;.</p>
<p>Iniziato nel 2006, il progetto dovrebbe quindi concludersi positivamente con i test finali di volo nei prossimi mesi di febbraio e marzo.</p>
<p>Per questo il gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino guidato da Romeo, Fabio Borrello, Gabriel Correa e Marco Pacino, è attualmente ospitato nell&#8217;aeroporto di Reggio Emilia. Le prove di volo, infine, sono affidate al comandante Marco Locatelli.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F11%2Fquasi-pronto-il-primo-aereo-con-propulsione-a-idrogeno%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Aci: &#8220;Nel 2009 più auto con ecoincentivi e più rottamazioni&#8221;.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/01/06/aci-nel-2009-piu-auto-con-ecoincentivi-e-piu-rottamazioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 20:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Veniamo a conoscenza di un dato molto incoraggiante: sono oltre un milione (1.059.504) le auto acquistate con ecoincentivi nel corso del 2009 (100.583 a dicembre). Nel 90,29% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo. Lo rileva l&#8217;Automobile Club d&#8217;Italia sulla base degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico. &#8221;E&#8217; un buon risultato &#8211; commenta il [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5183" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/133-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Nel 90,29% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo. Lo rileva l&#8217;Automobile Club d&#8217;Italia sulla base degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico.</p>
<p>&#8221;E&#8217; un buon risultato &#8211; commenta il presidente dell&#8217;Aci, Enrico Gelp i- il sistema ha funzionato eD ha assicurato vantaggi alla collettività. Ora bisogna aprire una nuova fase che favorisca, come ho già rappresentato in una lettera al ministro Scajola, l&#8217;acquisto anche di auto dotate dei più moderni dispositivi per la prevenzione degli incidenti, come il controllo elettronico della stabilità (Esp).<br />
Oltre che per l&#8217;ambiente, avremmo così benefici anche per la sicurezza stradale&#8221;. </p>
<p>Gli ecoincentivi legati alla radiazione hanno avuto più successo al Sud.<span id="more-5182"></span></p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5184" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/221-150x150.jpg" alt="" width="137" height="137" />In Calabria il 98,63% degli acquisti con incentivi è avvenuto in sostituzione di un&#8217;auto più inquinante; in Sicilia il 98,48% e in Basilicata il 98,26%.</p>
<p>Quelli non vincolati alla radiazione, con un peso nazionale del 9,71% sul totale degli incentivi concessi, hanno inciso maggiormente in Emilia Romagna (il 18,9% delle agevolazioni), Piemonte (15,72%) e Toscana (15,35%).</p>
<p>Il 62,38% delle agevolazioni è stato concesso per auto di cilindrata compresa tra 1200 e i 1500 cc., il 12,49% per vetture fino a 1000 cc.</p>
<p>Il 45,67% delle auto demolite con richiesta di incentivi sono Euro 2, seguite dal 32,37% di Euro 1 e dal 21,96% di Euro zero.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F06%2Faci-nel-2009-piu-auto-con-ecoincentivi-e-piu-rottamazioni%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Londra presenta Ecobuild, la fiera per uno sviluppo sostenibile.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 19:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni nel settore edilizio si sta diffondendo un nuovo modo di costruire finalizzato a realizzare un prodotto più evoluto che minimizzi l’utilizzo delle risorse ambientali. E sono proprio design, edilizia ecosostenibile e energie rinnovabili i settori che interessano &#8216;Ecobuild&#8217;, in programma dal 2 al 4 marzo all’Earls Court di Londra, il più grande [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/04/londra-e-partito-l-ecobuild-per-uno-sviluppo-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Negli ultimi anni nel settore edilizio si sta diffondendo un nuovo modo di costruire finalizzato a realizzare un prodotto più evoluto che minimizzi l’utilizzo delle risorse ambientali.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5108" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/132-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E sono proprio design, edilizia ecosostenibile e energie rinnovabili i settori che interessano &#8216;Ecobuild&#8217;, in programma dal 2 al 4 marzo all’Earls Court di Londra, il più grande evento al mondo.</p>
<p>Sin dal suo lancio nel 2005, la fiera di Ecobuild rappresenta un punto di incontro per architetti, imprese edili e fornitori nel Regno Unito, costituendo la più grande vetrina a Londra di prodotti nel settore delle costruzioni ecosostenibili.</p>
<p>La Fiera rappresenta uno show sugli ultimi prodotti e servizi, migliori tecniche e progetti d’avanguardia nel mondo del design sostenibile, ma anche un programma di informazione intensivo che include dibattiti, seminari pratici, talks e discussioni. </p>
<p>Con più di 800 espositori e 34.617 visitatori nel 2009, quasi raddoppiati rispetto all’edizione precedente, il più atteso evento dell’anno per gli addetti al settore delle costruzioni,<span id="more-5107"></span> ospiterà più di 500 relatori di prestigio quali Boris Johnson, Yvette Cooper, Margareth Beckett e Alastair Campbell, che si focalizzeranno sulle tematiche emergenti in materia di bioedilizia.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-5111" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/220.jpg" alt="" width="116" height="84" />In aggiunta ai seminari e alle conferenze, Ecobuild prevede anche varie attrazioni per il pubblico con dimostrazioni pratiche dei prodotti e le tecniche all’avanguardia del settore.</p>
<p>Nel 2009 sono stati organizzati più di 100 seminari, svoltisi simultaneamente in 14 diversi teatri, tra cui l’Arena, in cui prendono vita i dibattiti sulle sfide e le riflessioni sui nuovi progetti, la Conferenza, riconosciuta come la più importante ed influente nel settore, e i vari Seminari pratici, sui temi più discussi, quali le energie rinnovabili, l’obiettivo zero carbon, l’arredamento interno, la progettazione urbanistica e la regolamentazione.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5110" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/311-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Le aree espositive includono Solar City, con dimostrazioni di installazione da parte di Schuco, Vaillant, Alpha Heating, Innovation and Solarcentury; GreenScin, dedicata agli eco-materiali sperimentali.</p>
<p>Zero carbon House, per illustrare ai visitatori realizzazioni di case con il minimo consumo energetico; Off-grid Living, per sperimentare a vivere in modo autosufficiente.</p>
<p>A river runs through, un’area dedicata all’utilizzo dei materiali riciclati e che mira a diffondere il ruolo dell’acqua in un ambiente ecosostenibile urbano.</p>
<p>Timber focus, che mostra modelli di case realizzate in legno; EwI Live, con dimostrazioni live di sistemi di isolamento dei muri esterni; Fast-forward foundations, area di dimostrazioni no-stop. </p>
<p>L’evento ospiterà i più importanti tra professionisti, organizzatori, associazioni ed esponenti del settore dei media.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F04%2Flondra-e-partito-l-ecobuild-per-uno-sviluppo-sostenibile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Finlandia: per il nucleare si va verso la quarta generazione.</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 08:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si studia una tecnologia che, sviluppata da un gruppo di ricercatori della Lappeenranta University of Technology, fornirebbe alle centrali nucleari un nuovo sistema per ridurre la mole di scorie prodotte, permettendo al reattore di riciclare combustibile. Grazie a nuovi reattori, infatti, i rifiuti nucleari non verrebbero sotterrati, ma in parte dissolti e in parte recuperati [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/03/finlandia-per-il-nucleare-si-va-verso-la-quarta-generazione/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si studia una tecnologia che, sviluppata da un gruppo di ricercatori della Lappeenranta University of Technology, fornirebbe alle centrali nucleari un nuovo sistema per ridurre la mole di scorie prodotte, permettendo al reattore di riciclare combustibile. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5087" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/218-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Grazie a nuovi reattori, infatti, i rifiuti nucleari non verrebbero sotterrati, ma in parte dissolti e in parte recuperati per essere riciclati come nuovo carburante.</p>
<p>I nuovi reattori, che hanno già attirato l&#8217;attenzione di compagnie in tutto il mondo, sono il frutto del New Type Nuclear Reactors Project, che fa parte del Sustainable Energy Research Programme.</p>
<p>&#8220;Lo scopo del progetto è valutare e migliorare le analisi dei reattori di quarta generazione&#8221;, ha detto il direttore del progetto, Kyrki-Rajamäki. </p>
<p>&#8220;Anche se l&#8217;energia nucleare contribuisce a ridurre le emissioni dei gas serra, le riserve di uranio si esauriranno velocemente se il numero di centrali dovesse<span id="more-5085"></span> aumentare&#8221; ha aggiunto.</p>
<p>Ecco il motivo per cui è importante riutilizzare l&#8217;uranio. &#8220;Al ritmo di sfruttamento attuale, le riserve di questo carburante dureranno solo 200 anni.</p>
<p>Con una tecnologia che ricicla il carburante, invece, le centrali nucleari potranno avere risorse per migliaia di anni&#8221;, ha spiegato Kyrki-Rajamäki. &#8220;Costruire i nuovi reattori è una vera e propria sfida: non possiamo fare compromessi tra efficienza e sicurezza&#8221;, ha concluso.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F03%2Ffinlandia-per-il-nucleare-si-va-verso-la-quarta-generazione%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>&#8220;Foresta Atlantica si salva ma deforestazione continua&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 08:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il Wwf a lanciare questo allarme, commentando il XIII Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires. Molti Stati &#8220;hanno dichiarato il proprio impegno&#8221; per contrastare il fenomeno della &#8220;deforestazione selvaggia&#8221; e del &#8220;commercio di legname illegale&#8221;, &#8220;ma pochi passano poi dalle parole ai fatti&#8221;. Per il Wwf, la foresta Atlantica [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/24/foresta-atlantica-si-salva-ma-deforestazione-continua/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E&#8217; il Wwf a lanciare questo allarme, commentando il XIII Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4998" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/212-150x150.jpg" alt="" width="110" height="110" />Molti Stati &#8220;hanno dichiarato il proprio impegno&#8221; per contrastare il fenomeno della &#8220;deforestazione selvaggia&#8221; e del &#8220;commercio di legname illegale&#8221;, &#8220;ma pochi passano poi dalle parole ai fatti&#8221;.</p>
<p>Per il Wwf, la foresta Atlantica ha possibilità di salvarsi perché, nel corso del summit di Buenos Aires, &#8220;l&#8217;Argentina, il Paraguay e il Brasile, in particolare, si sono impegnati a tutelare quel che resta di una delle foreste subtropicali più minacciate al mondo, la Mata Atlantica, lavorando per azzerare il processo di deforestazione e implementando un pacchetto di misure che includa legislazioni nazionali a supporto di quest&#8217;obiettivo&#8221;.</p>
<p>&#8220;La foresta atlantica -ricorda il Wwf- circonda città come Rio de Janeiro, San Paolo e Asunçion fornendo acqua a milioni di persone e ospita più di 20.000 piante, 1000 specie di uccelli, 372 di anfibi, 350 di pesci, 197 di rettili e 270 di mammiferi&#8221;.<span id="more-4997"></span></p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4999" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/37-150x150.jpg" alt="" width="126" height="126" />&#8220;Ma -sottolineano gli ambientalisti- l&#8217;espansione delle attività agricole, dell&#8217;edilizia e delle città e lo sfruttamento non sostenibile delle sue risorse ne hanno comportato</p>
<p>la quasi totale distruzione, tanto che oggi si estende per soli 35.000 km2, ovvero appena il 7,4% dei 500.000 km2 originari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Prendendo questo importante impegno, Argentina, Paraguay e Brasile hanno dimostrato di essere consapevoli delle loro responsabilità e di aver compreso che</p>
<p>solo politiche coordinate tra Paesi diversi possono affrontare problemi globali come la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici&#8221; afferma Massimiliano Rocco, responsabile Traffic e Timber Trade del Wwf Italia.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5000" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/122-150x150.jpg" alt="" width="113" height="113" />Ma non tutti affrontato strutturalmente il problema della deforestazione, con gravi danni, spiega il Wwf, per l&#8217;uomo ed il pianeta terra.</p>
<p>Infatti oltre alla perdita di habitat, biodiversità e degli indispensabili servizi che gli ecosistemi sanno offrire alla vita sulla Terra, la deforestazione e i processi di degradazione delle foreste sono responsabili di almeno il 20% delle emissioni globali di gas serra,</p>
<p>tanto che bloccare la perdita di copertura forestale è considerato uno dei modi più efficaci per tutelare il pianeta dalle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Un&#8217;urgenza confermata dall&#8217;obiettivo <em>&#8216;zero deforestazione entro il 2020&#8242;</em> lanciato dal Wwf come sfida planetaria per preservare il nostro pianeta&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5001" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/42-150x150.jpg" alt="" width="126" height="126" />Nonostante le azioni di conservazione, la deforestazione ha raggiunto livelli allarmanti. Ogni anno scompaiono 13 milioni di ettari di foreste, ovvero 36 campi da calcio al minuto.</p>
<p>Solo negli ultimi 25 anni è scomparso il 10% delle foreste, principalmente a causa dell&#8217;attività umana e ogni anno viene degradato o distrutto circa l&#8217;1,2% delle foreste tropicali, con perdite maggiori nel centro e sud-America, e poi in Asia e Africa.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F24%2Fforesta-atlantica-si-salva-ma-deforestazione-continua%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Vertice di Copenhagen: il “no” dei piccoli pesa come un macigno.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/12/19/cop15-il-%e2%80%9cno%e2%80%9d-dei-piccoli-pesa-come-un-macigno/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 11:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni Paesi in Via di Sviluppo minacciavano di far saltare l&#8217;intesa raggiunta stanotte; i delegati alla Conferenza dell&#8217;Onu sul clima a Copenhagen hanno così approvato una mozione con cui accettano l&#8217;accordo mediato dagli Stati Uniti con Cina, India, Brasile e Sudafrica. &#8220;La conferenza decide di prendere nota dell&#8217;Accordo di Copenhagen del 18 dicembre del 2009&#8243;, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/19/cop15-il-%e2%80%9cno%e2%80%9d-dei-piccoli-pesa-come-un-macigno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Alcuni Paesi in Via di Sviluppo minacciavano di far saltare l&#8217;intesa raggiunta stanotte; i delegati alla Conferenza dell&#8217;Onu sul clima a Copenhagen hanno così approvato una mozione con cui accettano l&#8217;accordo mediato dagli Stati Uniti con Cina, India, Brasile e Sudafrica.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4873" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/d.jpg" alt="" width="160" height="140" />&#8220;La conferenza decide di prendere nota dell&#8217;Accordo di Copenhagen del 18 dicembre del 2009&#8243;, ha dichiarato il presidente della sessione plenaria della Conferenza che si era aperta nella capitale danese il 7 dicembre scorso.</p>
<p>Dopo la forte opposizione al testo da parte di alcuni Paesi in Via di Sviluppo &#8211; tra cui Venezuela, Sudan, Nicaragua e Cuba &#8211; i delegati hanno rinunciato alla procedura abituale di votare punto per punto il documento, optando per la formula più soft e meno impegnativa del &#8216;prendere nota&#8217; dell&#8217;accordo.</p>
<p>A un drappello di Paesi tra cui Venezuela, Sudan e Tuvalu non è piaciuto l&#8217;accordo al ribasso, che prevede solo un impegno a limitare entro un massimo di due gradi l&#8217;aumento delle temperature, non fissa cifre sui tagli alle emissioni di gas serra<span id="more-4872"></span> e prevede aiuti per 100 miliardi di dollari da qui al 2020 per i Paesi in via di sviluppo.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4874" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E&#8217; un&#8217;intesa &#8216;debole&#8217;, sostiene il &#8216;fronte del no&#8217;, mentre un delegato sudanese è arrivato a paragonare il piano per l&#8217;Africa all&#8217;Olocausto, perché causerà altre inondazioni, siccità, tempeste di sabbia e non bloccherà il livello di innalzamento dei mari.</p>
<p>Il documento, ha denunciato Lumumba Stanislaus Di-aping, &#8220;è una soluzione basata sugli stessi valori che, secondo la nostra opinione, hanno portato sei milioni di persone in Europa nelle camere a gas&#8221;.</p>
<p>&#8220;Usando un&#8217;espressione biblica, è come se ci fossero stati offerti trenta denari per vendere il nostro futuro &#8211; ha fatto eco il capo negoziatore di Tuvalu, Ian Fry &#8211; Il nostro futuro non è in vendita&#8221;.</p>
<p>Duro anche il commento della delegata venezuelana Claudia Salerno Caldera, mentre il presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso non ha nascosto la sua &#8220;delusione per la natura non vincolante&#8221; dell&#8217;intesa raggiunta ieri sera.</p>
<p>Perché sia adottato come accordo ufficiale delle Nazioni Unite, il testo deve essere approvato da tutti i 192 Paesi presenti a Copenhagen.</p>
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		<title>COP15: finalmente c&#8217;è l&#8217;accordo, tra soddisfazione e critiche.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 10:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’accordo è arrivato in serata, in extremis, dopo una intensa giornata di colloqui, tra Usa, Cina, India e Sudafrica, ma quest&#8217;intesa sembra stia lasciando insoddisfatti molti Paesi. Finalmente, il presidente Obama ha trovato un&#8217;intesa con il premier cinese Wen Jiabao, il premier indiano Sing e il leader sudafricano Zuma, sul limite di 2°C da porre [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/19/cop15-finalmente-ce-laccordo-tra-soddisfazione-e-critiche/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’accordo è arrivato in serata, in extremis, dopo una intensa giornata di colloqui, tra Usa, Cina, India e Sudafrica, ma quest&#8217;intesa sembra stia lasciando insoddisfatti molti Paesi. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4854" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />Finalmente, il presidente Obama ha trovato un&#8217;intesa con il premier cinese Wen Jiabao, il premier indiano Sing e il leader sudafricano Zuma, sul <strong>limite di 2°C</strong> da porre all&#8217;innalzamento della temperatura, e su un meccanismo di finanziamento per la riduzione delle emissioni.</p>
<p>Lo stesso funzionario americano ammette che l&#8217;intesa non è sufficiente a combattere i mutamenti climatici, anche se si tratta di &#8220;un primo capitolo importante&#8221;: nessun Paese è completamente soddisfatto, ma questo è &#8220;uno storico passo&#8221; su cui costruire in seguito.</p>
<p>“Il tempo delle parole è scaduto. Non c&#8217;è tempo da perdere”, aveva detto in mattinata il leader della Casa Bianca. L’intesa arriva dopo un&#8217;intensa giornata di colloqui.</p>
<p>Dalla riunione è emersa una nuova bozza che utilizza l&#8217;espressione &#8220;accordo di Copenhagen&#8221; e prevede il taglio delle emissioni di gas serra del 50% entro il<span id="more-4850"></span> 2050 rispetto ai livelli del 1990 per tutti e dell&#8217;80% per i Paesi industrializzati.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4855" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/116-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Quanto ai Paesi industrializzati (i cosiddetti Paesi Annex 1), &#8220;si impegnano a ridurre individualmente o congiuntamente le proprie emissioni dell&#8217;80% entro il 2050&#8243;. Mancano, invece, obiettivi precisi per i Paesi ricchi a medio termine, cioè entro il 2020.</p>
<p>Nel testo si indica, inoltre, l&#8217;obiettivo di &#8220;mantenere l&#8217;aumento della temperatura globale al di sotto dei due gradi centigradi&#8221;. Si tratta di una decisione che va oltre quella di &#8220;non eccedere i due gradi&#8221;, come già previsto al G8 dell&#8217;Aquila e contenuto in una prima bozza apparsa questa mattina.</p>
<p>Sul fronte dei finanziamenti resta indiscusso &#8220;l&#8217;impegno collettivo dei Paesi sviluppati a fornire risorse nuove e aggiuntive per 30 miliardi di dollari per il periodo 2010-2012&#8243;.</p>
<p>Inoltre, &#8220;nel contesto di azioni appropriate per la mitigazione (degli effetti dei cambiamenti climatici, ndr.) e la trasparenza nell&#8217;applicazione, i Paesi sviluppati sostengono l&#8217;obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l&#8217;anno intorno al 2020 per affrontare le necessità dei Paesi in via di sviluppo&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4857" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/41.jpg" alt="" width="214" height="113" />Nella bozza si esorta &#8220;a una revisione di questo accordo e della sua attuazione da completare entro il 2016&#8243;. Tale revisione &#8220;includerebbe la valutazione del rafforzamento dell&#8217;obiettivo di lungo termine di limitare l&#8217;aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi&#8221;.</p>
<p>Nel documento si parla, inoltre, di un &#8220;Copenhagen Climate Fund&#8221;, che sarà &#8220;un&#8217;entità di meccanismo finanziario per sostenere i progetti, i programmi e le politiche nei Paesi in via di sviluppo della Convenzione&#8221;. Prevista, infine, la creazione di un &#8220;Meccanismo tecnologico per il trasferimento di tecnologia ai Paesi in via di sviluppo&#8221;.</p>
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		<title>COP15: rischi reali di fallimento. Atteso l&#8217;arrivo di Obama.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 12:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il negoziatore capo cinese si oppone alla bozza di accordo danese: &#8220;Questo è un processo a guida multipla, quindi una bozza danese senza consultazioni preliminari mette in pericolo un successo del vertice, che può concludersi con un buon risultato solo con la partecipazione di tutte le parti&#8221;. Il testo danese è definito dall&#8217;agenzia stampa Xinhua [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4814" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/113-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il testo danese è definito dall&#8217;agenzia stampa Xinhua &#8220;senza valore e distruttiva&#8221;. La posizione cinese, viene sottolineato, è sostenuta da Brasile, India, Sudafrica e altri Paesi in Via di Sviluppo.</p>
<p>Oggi arriverà a Copenhagen anche il primo ministro Wen Jiabao, che assumerà la guida della delegazione di Pechino.</p>
<p>Intanto fonti della delegazione danese hanno riferito ai media locali che tutti i tentativi di raggiungere un compromesso sono falliti.</p>
<p style="text-align: left">La Danimarca, paese organizzatore della conferenza internazionale sul clima di Copenhagen, avrebbe infatti rinunciato alla possibilità di raggiungere un accordo finale.<span id="more-4811"></span></p>
<p style="text-align: left">Lo riferiscono oggi il quotidiano &#8216;Berlingske Tidende&#8217; e il canale d&#8217;informazione Dr, citando fonti governative. A quanto si apprende l&#8217;esito considerato più probabile è una dichiarazione finale non vincolante.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4815" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/26-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Dal canto suo, alla vigilia del suo arrivo a Copenhagen, il presidente americano Barack Obama ha telefonato al collega brasiliano Lula da Silva per favorire un&#8217;intesa.</p>
<p>Il presidente americano partirà in serata per partecipare alla conclusione del vertice nella capitale danese, e ha sottolineato la necessità di un trasparente processo di verifica dei tagli alle emissioni inquinanti.</p>
<p>Negativo il commento della cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha messo in guardia contro una conclusione fallimentare del vertice che provocherebbe &#8220;danni drammatici&#8221; al pianeta ed ha chiesto a Stati Uniti e Cina un impegno maggiore nella lotta contro il surriscaldamento globale.</p>
<p>&#8220;Le notizie che arrivano da Copenhagen non sono buone. Se non prendiamo le decisioni necessarie, corriamo il rischio di danni drammatici nel mondo&#8221; ha aggiunto sottolineando come i paesi più colpiti &#8220;saranno quelli più poveri, anche se a nessuno verranno risparmiati i problemi&#8221;.</p>
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		<title>Linfen (Cina) è la città più inquinata del pianeta.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo alcuni studi risulta che Linfen, sede di grosse industrie alimentari e miniere di carbone, sia la città più inquinata del mondo. Tra le venti città più inquinate del mondo, sedici sono in Cina. Linfen è una città situata nello Shanxi meridionale, in Cina. La città è situata sul fiume Fen, ed in passato era [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/14/linfen-cina-ela-citta-piu-inquinata-del-pianeta/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Secondo alcuni studi risulta che Linfen, sede di grosse industrie alimentari e miniere di carbone, sia la città più inquinata del mondo. Tra le venti città più inquinate del mondo, sedici sono in Cina.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4671" title="linfen" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/linfen-300x211.jpg" alt="linfen" width="160" height="140" />Linfen è una città situata nello Shanxi meridionale, in Cina. La città è situata sul fiume Fen, ed in passato era conosciuta come Pingyang. Secondo un&#8217;antica leggenda, Linfen è stata capitale dello Yao, un leggendario regno che esisteva fino a 4000 anni fa. Negli anni &#8217;80 del XX secolo, Linfen è stata soprannominata &#8220;la città moderna della frutta e dei fiori&#8221;.</p>
<p>Secondo una recente analisi presentata dal Blacksmith Institute, ente americano esperto di problemi ambientali, Linfen è tra i 10 luoghi più inquinati al mondo, per la Banca mondiale probabilmente la città più inquinata di tutto il pianeta.</p>
<p>Questo centro di 200mila abitanti è uno dei poli produttivi più importanti della provincia dello Shanxi, a sua volta cuore dell&#8217;industria cinese del carbone che produce quasi<span id="more-4666"></span> due terzi del fabbisogno energetico nazionale.</p>
<p>La crescente domanda di combustibile fossile ha portato allo sviluppo di centinaia di miniere illegali o non conformi ai minimi standard di sicurezza. Fabbriche di acciaio e raffinerie hanno completamente assorbito le risorse idriche lasciando all&#8217;asciutto i campi agricoli e inaridendo il settore primario della regione.</p>
<p>Nella città più inquinata del mondo il sole si ferma, per qualche ora, tre giorni all&#8217;anno. Il resto della vita trascorre al buio. Non si distingue la notte da un mezzodì, o l&#8217;inseguirsi delle stagioni. Il cielo nero di un temporale è lo stesso di quello azzurro di un ottobre splendente. I condannati di Linfen, senza potersi chiedere troppi perché, si sono adattati. Quasi tutti, specialmente i bambini, vestono di nero. Fuori di casa, infilano le scarpe dentro sacchetti di plastica. Nessuno gira senza cappello. Sopra le vie non pende alcun panno steso. Il nemico più visibile è la polvere.</p>
<p>Centrali a bitume lanciano nell&#8217;atmosfera nubi dense di sostanze tossiche, come afferma un abitante della città più inquinata del mondo: &#8220;Sento sempre la mia gola secca e quando tossisco il prodotto dei miei polmoni è catarro nero&#8221;.</p>
<p>Non si tratta di isteria ambientalista, per rendersene conto è sufficiente guardare le foto di alcuni cittadini di Linfen. Hanno visi scheletrici, pelle rugosa e maculata, palpebre semi chiuse perché la pupilla soffre a causa dell&#8217;acidità dell&#8217;aria, denti malati e pochi capelli perché il corpo invecchia velocemente esposto ad elevatissime quantità di polveri sottili, monossido di carbonio, ossido di azoto, biossido di zolfo, composti organici volatili, arsenico, piombo. E&#8217; inutile sottolineare che l&#8217;aria, l&#8217;acqua ed il suolo di questa provincia dello Shanxi segnalano elevati livelli di contaminazione.</p>
<p>Le cliniche locali di Linfen hanno registrato il rapido aumento di casi di bronchite e cancro polmonare: è facile comprendere come negli ultimi anni le cause di decesso dei residenti siano sempre più legate ai livelli d&#8217;inquinamento cittadino. L&#8217;avvelenamento da piombo è una delle malattie più diffuse tra i bambini.</p>
<p>Il Primo Ministro cinese, Wen Jiabao, ha dichiarato recentemente che il governo non appoggerà nuovi progetti industriali su larga scala a forte impatto ambientale. Nel 2005, il Dipartimento di protezione ambientale ha presentato i risultati di una valutazione di 500 delle 661 città del territorio continentale: più della metà dei luoghi esaminati non soddisfaceva gli standard minimi di qualità dell&#8217;aria.</p>
<p>D&#8217;altra parte, il governo cinese è stretto in una morsa: da una parte i grandi interessi dei nuovi capitalisti autoctoni e dall&#8217;altra le pressioni degli alti ranghi istituzionali, spesso sordi alla fame d&#8217;aria del popolo, mentre sognano rivalsa e potere confrontando i propri indici di sviluppo economico con quelli occidentali.</p>
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		<title>La Cina, ambiziosa, preme sugli Usa. Paesi emergenti divisi.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 19:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più tagli alle emissioni di gas serra dai paesi industrializzati: è la richiesta contenuta in una proposta negoziale che circola in queste ore nella conferenza di Copenhagen, attribuita al governo cinese, e che mira a fare pressione su Stati Uniti e Unione Europea. La bozza chiede a 37 paesi industrializzati di ridurre le emissioni del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/11/cina-ambiziosa-preme-sugli-usa-paesi-emergenti-divisi/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Più tagli alle emissioni di gas serra dai paesi industrializzati: è la richiesta contenuta in una proposta negoziale che circola in queste ore nella conferenza di Copenhagen, attribuita al governo cinese, e che mira a fare pressione su Stati Uniti e Unione Europea. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4453" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/clima-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> La bozza chiede a 37 paesi industrializzati di ridurre le emissioni del 5% in media entro il 2012 (anno in cui scade l&#8217;attuale protocollo di Kyoto) rispetto ai livelli del 1990. Il testo inoltre prevede ulteriori specifici tagli per i paesi sviluppati nei successivi cinque-otto anni.</p>
<p>Nel testo presentato da Pechino, invece, ai paesi emergenti e in via di sviluppo sarebbero chiesti altri interventi e azioni per ridurre le emissioni globali, ma non vincolanti giuridicamente come quelle chieste ai paesi più sviluppati.</p>
<p>Ma anche tra i Paesi in Via di Sviluppo il fronte non è compatto. Al terzo giorno dei negoziati sul clima di Copenhagen si profila un&#8217;inedita spaccatura nella compagine, finora<span id="more-4452"></span> piuttosto unita, dei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>I piccoli paesi insulari e le nazioni africane, più poveri e più vulnerabili al cambiamento climatico, hanno avanzato la proposta di un trattato legalmente vincolante, più severo del protocollo di Kyoto. Proposta che vede l&#8217;opposizione dei grandi paesi emergenti, come la Cina, che temono un freno alla crescita.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-4454" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/16.jpg" alt="" width="130" height="130" /> In prima linea Tuvalu, arcipelago polinesiano a mezza strada fra Hawaii e Australia, che ha chiesto e ottenuto una sospensione dei negoziati fino alla soluzione del problema. L&#8217;appello è stato raccolto da altri membri dell&#8217;Aosis, l&#8217;Associazione dei piccoli stati insulari, come le Isole Cook, le Barbados e Fiji, e da vari paesi poveri africani, Sierra Leone, Senegal e Capo Verde.</p>
<p>Diversi hanno ripetuto la richiesta di Tuvalu di fermare la crescita delle temperature globali a 1,5 gradi centigradi, e la concentrazione di gas serra in atmosfera a 350 parti per milione, invece delle 450 preferite dai paesi industrializzati e da qualche grande emergente. I paesi a forte crescita come Cina, India e Sudafrica si oppongono ai target più ambiziosi, perchè temono che possano rallentare la crescita economica.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F11%2Fcina-ambiziosa-preme-sugli-usa-paesi-emergenti-divisi%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Clima: i leader UE non sanno accordarsi sugli aiuti ai paesi poveri.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 19:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Occupiamoci ancora del vertice di Copenhagen. Tra proposte e pretese di finanziamento, non si riesce mai a raggiungere un accordo pieno, certo, intoccabile, che raccolga il consenso di tutti i Capi di Stato. Certo, non è semplice, ma almeno l&#8217;UE dimostri coesione! E ancora le trattative sono in corso: al vertice dell&#8217;Unione europea, sono i [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4449" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/15-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> E ancora le trattative sono in corso: al vertice dell&#8217;Unione europea, sono i paesi &#8220;grandi&#8221; a non tirare ancora fuori le cifre per il fondo &#8220;Fast Start&#8221; &#8211; destinato agli aiuti per i Paesi in Via di Sviluppo &#8211; che l&#8217;Ue vorrebbe portare trionfalmente sul tavolo della Conferenza sul clima di Copenhagen.</p>
<p>Il fondo dovrebbe servire per gli aiuti immediati (periodo 2010-2012) per il trasferimento di tecnologie pulite, la riduzione delle emissioni di gas serra e l&#8217;adattamento alle conseguenze del cambiamento climatico.</p>
<p>Secondo le stime della Commissione europea, sarebbero necessari dai 5 ai 7 miliardi di euro nel triennio. Ma secondo fonti diplomatiche, Italia, Germania e Francia<span id="more-4447"></span> non hanno voluto per ora dare cifre precise. I negoziati fra gli sherpa sono continuati durante la notte.</p>
<p>Il successo dell&#8217;iniziativa del &#8220;Fast Start&#8217;&#8221;, in realtà, serve anche come diversivo: per sviare l&#8217;attenzione dal fatto che, a questo vertice, i Ventisette hanno riunciato a indicare le cifre dei ben più ingenti finanziamenti di medio e lungo termine (2013-2020) ai Paesi in Via di Sviluppo .</p>
<p>Sarà questo uno dei nodi più difficili da sciogliere a Copenhagen. Intanto nella capitale danese la parola d&#8217;ordine dei Pvs è &#8220;Kyoto non si tocca&#8221;, almeno per ora. Capeggiati da Cina e India, i Paesi in Via di Sviluppo non intendono sottostare al diktat dei più ricchi.</p>
<p>Un testo confidenziale elaborato dalla Cina in accordo con India, Brasile, Sudafrica e Sudan insiste sulla validità del protocollo di Kyoto, chiede ai Paesi industrializzati di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 40% entro il 2020 rispetto al 1990, e chiede agli Usa di adeguarsi &#8220;agli sforzi degli altri&#8221;, con tagli &#8220;a livello nazionale&#8221; e non compensazioni oltre le frontiere americane. Quanto ai più poveri, si mette in chiaro, &#8220;la priorità assoluta resta lo sviluppo economico e lo sradicamento della povertà&#8221;.</p>
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		<title>Copenhagen: Ban e Obama fiduciosi. E&#8217; partito il countodown.</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 17:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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		<description><![CDATA[Domani, finalmente, inizia il vertice. Idea centrale: superare il protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012, e realizzare un accordo ambizioso sul clima. I delegati internazionali sono arrivati o stanno arrivando nella capitale danese per il vertice Onu. Obama ci sarà nella fase finale, ossia al momento dei patti da sancire. &#8220;Sono molto ottimista per [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/06/copenhagen-ban-ki-moon-e-obama-fiduciosi-e-partito-il-countodown/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Domani, finalmente, inizia il vertice. Idea centrale: superare il protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012, e realizzare un accordo ambizioso sul clima. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4165" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ban-ki-moon1-150x150.jpg" alt="Ban Ki Moon" width="150" height="160" />I delegati internazionali sono arrivati o stanno arrivando nella capitale danese per il vertice Onu. Obama ci sarà nella fase finale, ossia al momento dei patti da sancire. </p>
<p>&#8220;Sono molto ottimista per Copenhagen&#8221;, ha detto Ban Ki Moon, segretario generale Onu, in un&#8217;intervista al quotidiano danese Berlingske Tidende. </p>
<p>&#8220;Avremo un accordo. E credo che l&#8217;accordo sarà firmato da tutti gli Stati membri dell&#8217;Onu, e sarà una cosa storica. Abbiamo il giusto spirito politico: tutti i capi di stato e di governo hanno lo stesso obiettivo, prevenire il riscaldamento globale&#8221;.</p>
<p>Resta da stabilire come agire per raggiungere questo obiettivo, ha spiegato il segretario generale dell&#8217;Onu. I leader mondiali a Copenhagen cercheranno di raggiungere<span id="more-4163"></span> un accordo politico su come combattere i cambiamenti climatici.</p>
<p>Il mese scorso la Danimarca ha rivisto il programma della conferenza invitando i capi di stato e di governo di tutti i 192 Stati membri delle Nazioni Unite, sperando che così ci sia il peso politico per un accordo. Finora hanno accettato l&#8217;invito 105 leader, incluso il presidente americano Barack Obama, il leader cinese Wen Jiabao e il primo ministro indiano Manmohan Singh.</p>
<p>Sono so­lo 10 giorni, ma bastano a fa­re tutta la differenza. L&#8217;im­provvisa decisione di Barack Obama di volare a Copenha­gen non il 9 ma il 18 dicem­bre, per essere presente alla fa­se finale e decisiva della confe­renza sul clima, cambia la di­namica del negoziato e rilan­cia la prospettiva di chiudere la partita danese con un accor­do di sostanza sulla riduzione delle emissioni di gas-serra.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4166" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/image_preview-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>A convincere la Casa Bian­ca che fosse necessario ri­schiare e impegnarsi diretta­mente è stato, giovedì scorso, l&#8217;annuncio dell&#8217;India, che se­gue di poche settimane quel­lo simile della Cina: per la pri­ma volta infatti, Pechino e New Dehli si sono impegnate formalmente a ridurre la loro «intensità carbonica», cioè la percentuale di emissioni tossi­che in rapporto al prodotto in­terno lordo.</p>
<p>L&#8217;India promette di tagliar­la del 25% entro il 2020 rispet­to ai livelli del 2005, mentre la Cina vuole fare anche di più, con una riduzione del 40%-45%, sempre sul 2005.</p>
<p>Di fatto, le loro emissioni tossi­che continueranno ad aumen­tare, ma lo faranno a ritmi molto più lenti: i due giganti asiatici rifiutano quindi i tagli drastici e i limiti vincolanti fatti propri dai Paesi più indu­strializzati, ma ora accettano il principio della corresponsa­bilità.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4170" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Barack_Obama1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Di più, secondo Gibbs c&#8217;è anche un «consenso emergen­te » sul fatto che l&#8217;accordo di Copenhagen dovrà prevede­re, a partire dal 2012, una li­nea di credito di 10 miliardi di dollari l&#8217;anno, per aiutare le nazioni in via di sviluppo ad affrontare i cambiamenti cli­matici. L&#8217;annuncio a sorpresa di Obama è stato salutato positi­vamente nelle capitali euro­pee.</p>
<p>«Dimostra l&#8217;importanza che questa Amministrazione annette al successo della con­ferenza sul clima», ha detto il presidente francese, Nicolas Sarkozy. Mentre secondo il premier britannico Gordon Brown, la partecipazione di Obama alla fase finale del ver­tice «darà un grande impulso al negoziato».</p>
<p>Al suo decimo viaggio all&#8217; estero, un record per il primo anno di un presidente, Oba­ma porterà nella capitale da­nese il suo impegno a ridurre i gas-serra del 17% (sui livelli del 2005) entro il 2020.</p>
<p>Ma il presidente porta anche l&#8217;incer­tezza di un obiettivo il cui con­seguimento dipende dall&#8217;ap­provazione da parte del Congresso della nuova legge sull&#8217;ener­gia e sul clima, blocca­ta al Senato, che vor­rebbe in realtà fissare obiettivi meno ambi­ziosi.</p>
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		<title>Toscana: grandi investimenti occupazionali nell’ambiente.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Per il periodo 2007-2010 la Regione ha stanziato 679 milioni di euro destinati alle politiche ambientali, e finora ne ha già impegnati 226. Questi finanziamenti hanno creato 5000 nuovi posti di lavoro nel settore ambientale». Le cifre sono state fornite dall&#8217;assessore regionale all&#8217;energia e all&#8217;ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso del suo intervento alla XIV [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/29/toscana-grandi-investimenti-occupazionali-nell%e2%80%99ambiente/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>«Per il periodo 2007-2010 la Regione ha stanziato 679 milioni di euro destinati alle politiche ambientali, e finora ne ha già impegnati 226. Questi finanziamenti hanno creato 5000 nuovi posti di lavoro nel settore ambientale».</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4062" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/livorno_web-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Le cifre sono state fornite dall&#8217;assessore regionale all&#8217;energia e all&#8217;ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso del suo intervento alla <em>XIV Conferenza regionale sull&#8217;ambiente</em>, in corso di svolgimento nella terza ed ultima giornata dei <em>Green days della sostenibilità</em>, organizzati dalla Regione Toscana alla Fortezza da Basso di Firenze.</p>
<p>Tra le nuove opportunità di lavoro l&#8217;assessore Bramerini ha richiamato quelle dei giovani ricercatori occupati dal Lamma (il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile) in seguito alla creazione del consorzio tra Regione e Cnr, in un Paese dove alla ricerca si destinano risorse irrisorie.</p>
<p>L&#8217;assessore ha ripercorso poi le numerose riforme attuate dalla Regione in questa legislatura: quella del settore rifiuti, con l&#8217;accorpamento degli Ato; quella dell&#8217;Arpat diventata un&#8217;agenzia al servizio del territorio a cui sono stati affidati i compiti di monitoraggio, prevenzione e repressione in materia di ambiente; quella di semplificazione della normativa<span id="more-4063"></span> energetica che ha introdotto facilitazioni per chi vuole installare impianti ad energie rinnovabili; il Piano per la qualità dell&#8217;aria; il Piano energetico regionale; le linee guida per i termovalorizzatori; gli accordi con Enel per disciplinare lo sfruttamento geotermmico. </p>
<p>Tra i provvedimenti attualmente all&#8217;esame del Consiglio regionale, figurano invece la legge sulla qualità dell&#8217;aria e quella sulle Valutazioni strategica e di impatto ambientale.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4064" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/toscana2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />«Occorre considerare &#8211; ha concluso l&#8217;assessore Bramerini &#8211; l&#8217;ambiente non come un settore separato, ma il filo conduttore delle politiche regionali. Dobbiamo poi essere capaci di far compiere alla concertazione un salto di qualità, facendo sì che ciascuno non rimanga prigioniero del ruolo che ci siamo assegnati».</p>
<p>L&#8217;assessore regionale alla difesa del suolo e servizio idrico integrato, Marco Betti, ha sottolineato l&#8217;impegno della Regione nei settori ambientali di sua competenza. «Negli ultimi sei anni &#8211; ha detto Betti &#8211; la Regione ha stanziato 110 milioni di euro per interventi di difesa delle nostre coste e in questo momento sono in corso importanti lavori nelle province di Grosseto e Massa Carrara.</p>
<p>Per tutelare l&#8217;ambiente servono però investimenti sempre crescenti, ma il Governo ha chiuso i finanziamenti. Nel settore della depurazione abbiamo richiesto una sua compartecipazione per un terzo dei 300 milioni di progetti che abbiamo, senza ricevere risposta alcuna, tanto che saremo costretti ad intervenire con fondi esclusivamente regionali».</p>
<p>L&#8217;assessore Betti è tornato infine sul decreto Ronchi per la cosiddetta privatizzazione dell&#8217;acqua, osservando che non può essere né privatizzata né venduta, ma al massimo ceduta a prezzo di costo di produzione e che deve essere considerata come un diritto per tutti e non alla stregua di una merce.</p>
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		<title>“I speak earth”: abbiamo in mano il futuro del nostro clima.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 17:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incoraggiare i cittadini di tutto il mondo ad agire contro il cambiamento climatico, condividendo le richieste di interventi con la famiglia e gli amici attraverso i sociali network. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa di “I speak earth” lanciata dal Copenhagen Climate Council (CCC) che ha annunciato un importante sforzo dell&#8217;ultima ora per mobilitare il mandato pubblico [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/28/%e2%80%9ci-speak-earth%e2%80%9d-abbiamo-in-mano-il-futuro-del-nostro-clima/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Incoraggiare i cittadini di tutto il mondo ad agire contro il cambiamento climatico, condividendo le richieste di interventi con la famiglia e gli amici attraverso i sociali network. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4050" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/terra_inmano-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E&#8217; questo l&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa di “I speak earth” lanciata dal Copenhagen Climate Council (CCC) che ha annunciato un importante sforzo dell&#8217;ultima ora per mobilitare il mandato pubblico più forte possibile per un accordo ambizioso e vincolante alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, o COP15, a Copenhagen questo mese di dicembre.</p>
<p>&#8220;Questo incontro riguarda il futuro della nostra Terra e deve stabilire piani attuabili e sostenibili per ridurre le emissioni di carbonio. Si parla molto, ma si fa poco, per contrastare lo scioglimento delle calotte glaciali e l&#8217;innalzamento dei livelli marini. Questo è il momento in cui i leader globali e le aziende devono agire con decisione per creare una soluzione&#8221; &#8211; dichiara Tim Flannery, presidente del Copenhagen Climate Council.</p>
<p>E’ una semplice dichiarazione che rispecchia una seria preoccupazione per il futuro del pianeta. Condividendo il video e i messaggi critici di “I speak earth” sui rischi di un clima instabile, la voce della democrazia globale online ha il potere di raggiungere i leader<span id="more-4049"></span> politici e aziendali di tutto il mondo. </p>
<p>Con la firma della dichiarazione PlanetCall, gli aggiornamenti dello stato di Facebook, i tweet, i messaggi di posta elettronica e/o i messaggi istantanei, i cittadini globali possono garantire che le trattative a Copenaghen rispecchino un nuovo inizio nello sforzo di proteggere un pianeta abitabile.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4051" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/h2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />L&#8217;iniziativa “I speak earth” è viva all&#8217;indirizzo <a href="http://www.ispeakearth.com/">www.ispeakearth.com</a> &#8211; il punto focale, un video animato con la voce dell&#8217;attrice Cate Blanchett, sostenitrice dell&#8217;ambiente. Irresistibile e diretta, la Blanchett avvisa dei pericolosi e irreversibili cambiamenti che il pianeta potrebbe dover affrontare se alla COP15 non fossero prese azioni appropriate.</p>
<p>La COP15 è stata chiamata la più importante conferenza del secolo ed è, in effetti, di grande significato globale in quanto definirà il ruolo dei governi e delle aziende di tutto il mondo nella guida dell&#8217;economia su un percorso sostenibile. La complessità della politica globale sul clima spesso lascia confusi e disimpegnati; tuttavia, “I speak earth” ha il potere di unire cittadini di tutto il mondo e aiutarli ad influenzare il cambiamento a cui puntano.</p>
<p>I cambiamenti climatici sono un problema che influenza e influenzerà ogni cittadino della Terra. I leader mondiali presenti alla COP15 dovranno concordare un documento in grado di sostituire il protocollo di Kyoto, che scadrà nel 2012 e non è strutturato per risolvere l&#8217;urgente problema dei cambiamenti climatici, in modo da ridurre le emissioni nei prossimi 10 &#8211; 15 anni. In caso contrario, l&#8217;opportunità di prevenire il riscaldamento globale andrà persa, aprendo la porta all&#8217;incertezza.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F11%2F28%2F%25e2%2580%259ci-speak-earth%25e2%2580%259d-abbiamo-in-mano-il-futuro-del-nostro-clima%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Legambiente: 1200 nuovi alberi piantati in oltre 80 aree nel Lazio.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Obiettivo dell&#8217;iniziativa è riportare l&#8217;attenzione verso il verde pubblico e i mutamenti climatici, insegnando quanto sia utile e tangibile piantare un albero per combattere l&#8217;effetto serra. Da qualche giorno a Roma e nel Lazio si respira meno anidride carbonica e più ossigeno. Questo grazie ai 1200 nuovi alberi messi a dimora in oltre 80 aree [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/26/lazio-legambiente-1200-nuovi-alberi-piantati-in-oltre-80-aree/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Obiettivo dell&#8217;iniziativa è riportare l&#8217;attenzione verso il verde pubblico e i mutamenti climatici, insegnando quanto sia utile e tangibile piantare un albero per combattere l&#8217;effetto serra.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4030" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/co2_legambiente-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Da qualche giorno a Roma e nel Lazio si respira meno anidride carbonica e più ossigeno.</p>
<p>Questo grazie ai 1200 nuovi alberi messi a dimora in oltre 80 aree dai 10mila volontari che hanno partecipato alla XV edizione della &#8221;Festa dell&#8217;Albero&#8221;, la campagna di Legambiente per la piantumazione di arbusti, piante e fiori.</p>
<p>Mille alberi sono stati messi a disposizione nella Capitale dell&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente del Comune di Roma e 200, nel Lazio, dal Corpo Forestale dello Stato.</p>
<p>E&#8217; quanto riferisce Legambiente Lazio spiegando che con l&#8217;iniziativa sono state rinverdite non solo numerose aree sparse per Roma, ma anche nel resto della Regione, coinvolgendo località come Rieti, Monterotondo (Roma), Marino (Roma), Latina, Ripi (Frosinone),<span id="more-4031"></span> Cassino (Frosinone) e Formia (Latina), grazie a scuole, Comitati, Associazioni e ai Circoli di Legambiente.</p>
<p>La scrittrice Susanna Tamaro, che agli alberi ha dedicato il suo ultimo romanzo &#8221;Il Grande Albero&#8221; (edizione Salani), è stata la madrina di questa edizione della campagna di Legambiente. Nel corso dell&#8217;iniziativa odierna la scrittrice ha letto alcuni brani del suo ultimo libro e ha dialogato con i presenti, specie con i bambini ed i ragazzi. </p>
<p>La giornata è stata infine completata da momenti informativi sulle buone pratiche per la lotta ai cambiamenti del clima, come la riduzione dei rifiuti e la diffusione delle energie rinnovabili, nonché da puri momenti di convivialità.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4032" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/forestecasentinesi-alberi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8221;L&#8217;adesione alla storica festa dell&#8217;albero da parte dei cittadini è stata straordinaria, con il semplice e concreto gesto di piantare un albero migliaia di persone hanno contributo non solo a rinverdire le nostre città, ma anche a combattere l&#8217;effetto serra &#8211; ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio &#8211; Anche cosi Legambiente vuole chiedere ai governanti che parteciperanno al vertice di Copenhagen un accordo vincolante sulla riduzione dei gas serra&#8221;.</p>
<p>&#8220;A Roma &#8211; ha proseguito Parlati &#8211; e nelle altre città servono azioni urgenti in tal senso sul fronte del traffico, del risparmio e dell&#8217;efficienza energetica, dei consumi ma anche con iniziative a tutela del verde urbano, di riforestazione, con nuovi regolamenti in materia. Un enorme ringraziamento va alla scrittrice Susanna Tamaro che, con la sua presenza, ha sostenuto e testimoniato l&#8217;amore per gli alberi e la natura&#8221;. La  Festa dell&#8217;Albero continuerà anche nei prossimi giorni in più zone.</p>
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		<title>Spot shock contro l&#8217;inquinamento: &#8220;Volare è stupido&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sito Planestupid.com lancia un messaggio chiaro e forte: usare l’aereo non fa bene all’ambiente. Ennesima provocazione dei pubblicitari di Planetstupid per richiamare l&#8217;attenzione della gente sul tema dell&#8217;ecologia. Nello spot si vedono orsi polari morti che piovono dal cielo mentre in sottofondo si sente il rumore di un aereo. Il messaggio &#8220;volare è stupido&#8221; [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/24/spot-shock-contro-linquinamento-volare-e-stupido/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il sito Planestupid.com lancia un messaggio chiaro e forte: usare l’aereo non fa bene all’ambiente.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4004" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/orsi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="140" />Ennesima provocazione dei pubblicitari di <a title="Planetstupid" href="http://www.planestupid.com/" target="_blank" rel="nofollow" >Planetstupid</a> per richiamare l&#8217;attenzione della gente sul tema dell&#8217;ecologia. Nello spot si vedono orsi polari morti che piovono dal cielo mentre in sottofondo si sente il rumore di un aereo.</p>
<p>Il messaggio &#8220;volare è stupido&#8221; arriva in sovraimpressione alla fine per far capire che ogni passeggero di un volo medio europeo produce 400 Kg di Co2. Esattamente il peso medio di un orso polare.</p>
<p>Nello spot, ovviamente, non si dà un&#8217;alternativa al volo. Si chiede semplicemente di riflettere su questo. Ma il tema ambientale sta a cuore anche alle compagnie aeree. E&#8217; di queste ore la notizia che è stato effettuato il primo volo con<span id="more-4003"></span> biocarburante.</p>
<p>La compagnia olandese Klm ha annunciato di aver effettuato il primo volo passeggeri al mondo con un Boeing 747 alimentato da biocarburante, per almeno un ottavo del combustibile complessivo.</p>
<p>&#8220;Abbiamo dimostrato che è tecnicamente possibile&#8221;, si è felicitato l&#8217;ad di Klm Peter Hartman in un comunicato, dopo aver preso parte al volo di un&#8217;ora decollato dall&#8217;aeroporto Amsterdam-Schiphol.</p>
<p>&#8220;Ora bisogna che lo Stato, l&#8217;industria e tutta la società si impegnino affinchè noi possiamo disporre velocemente di carburanti durevoli in modo continuo&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>Dei quattro reattori dell&#8217;aereo, solo uno è stato alimentato al 50% da un biocarburante estratto da una pianta che si chiama &#8220;camelina&#8221; e prodotta da una società di biotecnologie di Seattle, negli Stati Uniti.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F11%2F24%2Fspot-shock-contro-linquinamento-volare-e-stupido%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Helsinki, la città più ecosostenibile dell’intera Europa.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grandi aree verdi, lunghe piste ciclabili, scarsi livelli di inquinamento, risparmio energetico e raccolta differenziata. Sono queste le caratteristiche che fanno di Helsinki la città più ecosostenibile di tutta l&#8217;Europa secondo il Global city report stilato ad ottobre da Scenari Immobiliari. Non solo. La capitale finlandese brilla anche per efficienza nei servizi ai cittadini e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/22/helsinki-la-piu-ecosostenibile-dell%e2%80%99intera-europa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Grandi aree verdi, lunghe piste ciclabili, scarsi livelli di inquinamento, risparmio energetico e raccolta differenziata.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3700" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/helsinki-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sono queste le caratteristiche che fanno di Helsinki la città più ecosostenibile di tutta l&#8217;Europa secondo il Global city report stilato ad ottobre da Scenari Immobiliari.</p>
<p>Non solo. La capitale finlandese brilla anche per efficienza nei servizi ai cittadini e attenzione alle fasce deboli della popolazione, con il sostegno al social housing e contributi statali ai contratti di affitto.</p>
<p>Aspetti che non sono sfuggiti agli investitori che negli ultimi anni stanno puntando sempre di più su Helsinki.</p>
<p>Tra il 2001 e il 2008 il mercato immobiliare ha registrato una vera e propria impennata, influendo anche sui prezzi medi degli immobili di buon livello, aumentati di<span id="more-3699"></span> circa il 55%.</p>
<p>Tra le zone più richieste dagli investitori stranieri c&#8217;è Kamppi, al centro della capitale filandese e dotata di un gran numero di servizi commerciali. In questa area gli appartamenti di alto livello hanno un costo che si aggira dai 3100 ai 4800 euro al mq.</p>
<p>Più economici (circa 3000 euro al mq) ma ugualmente molto richiesti sono infine gli immobili situati nei quartieri di Ruoholati e Kallio.</p>
<p>Già nel 2008 è stato perfezionato il progetto “Eco Viikki”: è un quartiere residenziale vicino Helsinki, fulcro di un progetto di sviluppo urbanistico eco-sostenibile, con case realizzate in materiali isolanti e progettate per avere molti spazi destinati ad attività comuni, come le saune e le lavanderie, risparmiando sul consumo energetico di tanti spazi singoli.</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3704" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/helsinki23-150x150.jpg" alt="" width="139" height="148" /></p>
<p style="text-align: left">Gli altri centri urbani europei invece arrancano, assediati da smog, traffico, con poco verde, poca qualità urbana, poca raccolta differenziata e tanta spazzatura, senza isole pedonali e con pochissime piste ciclabili.</p>
<p>Le città italiane non escono molto bene dal confronto, vedi Milano e Napoli. Roma e Milano si salvano nel trasporto pubblico, e Milano in più ha una discreta raccolta differenziata (che però sembra scemare); Roma ha fatto un ottimo investimenti nel solare sugli edifici pubblici. Segnali buoni, ma nel confronto con le altre città sulla vivibilità metropolitana europea si può ancora migliorare.</p>
<p align="center">
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F11%2F22%2Fhelsinki-la-piu-ecosostenibile-dell%25e2%2580%2599intera-europa%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il concerto eco-sostenibile riduce le emissioni di CO2 di oltre il 70%.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un concerto eco-sostenibile riduce le emissioni di CO2 di oltre il 70% rispetto a un concerto tradizionale. Le soluzioni per abbattere le emissioni nei concerti riducono fino al 70% la CO2 dovuta ai trasporti, del 60% quella generata dai consumi elettrici e fino al 56% quella per materiali e rifiuti. Alla vigilia del vertice di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/20/un-concerto-eco-sostenibile-riduce-le-emissioni-di-co2-di-oltre-il-70/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Un concerto eco-sostenibile riduce le emissioni di CO2 di oltre il 70% rispetto a un concerto tradizionale. Le soluzioni per abbattere le emissioni nei concerti riducono fino al 70% la CO2 dovuta ai trasporti, del 60% quella generata dai consumi elettrici e fino al 56% quella per materiali e rifiuti.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3679" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/edisonchangethemusic-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Alla vigilia del vertice di Copenhagen sul climate change, Edison pubblica l&#8217;Osservatorio “Edison &#8211; Change the music” sull&#8217;impatto ambientale della musica che consente nel tempo un monitoraggio attendibile dell&#8217;impatto ambientale in occasione degli eventi musicali.</p>
<p>I risultati dell&#8217;indagine, promossa dalla Direzione Ricerca &amp; Innovazione Edison, evidenziano come l&#8217;Italia abbia imboccato in modo deciso la strada dell&#8217;attenzione per l&#8217;ambiente e il risparmio energetico in ambito musicale.</p>
<p>E il 23 novembre 09, alle ore 21, si terrà ai Magazzini Generali di Milano il concerto verde con le special guests Elio e le Storie Tese e Mondo<span id="more-3678"></span> Marcio.</p>
<p>Nel 2008, si legge in una nota del gruppo energetico, si sono svolte circa 33.000 manifestazioni musicali (esibizioni nei grandi club, concerti nei palazzetti, festival all&#8217;aperto) che hanno prodotto circa 2,8 milioni di tonnellate di CO2. Queste emissioni sono equivalenti a quelle prodotte dai consumi elettrici di 1.400.000 famiglie medie italiane in un anno.</p>
<p>L&#8217;anno scorso ogni singolo concerto ha prodotto meno emissioni di CO2 medie (-10%) rispetto al 2007 grazie all&#8217;adozione di comportamenti e soluzioni eco-sostenibili. Questo ha comportato una riduzione stimabile in 300.000 tonnellate di CO2 pari a quelle prodotte dai consumi elettrici di 150.000 famiglie medie in un anno ovvero alle emissioni prodotte da 100.000 persone che percorrono 15.000 km in auto all&#8217;anno.</p>
<p>Si assiste, rimarca Edison, ad una riduzione delle emissioni prodotte dai singoli eventi, in particolare quelli di grandi dimensioni, perchè gli artisti, gli organizzatori e anche sempre di più il pubblico, adotta soluzioni tecnologiche, logistiche e comportamenti eco compatibili.</p>
<p>Per ogni evento musicale di piccole-medie dimensioni (circa 5.000 persone), un approccio sostenibile che preveda ad esempio l&#8217;utilizzo di energia da fonti rinnovabili per gli impianti elettrici e di illuminazione, mobilità collettiva e car pooling invece dello spostamento in autovettura personale, materiale promozionale stampato su carta riciclata, potrebbe ridurre le emissioni di CO2 di circa il 75% passando da emissioni medie di oltre 100 tonnellate di CO2 a circa 26.</p>
<p>Una delle attività per ridurre le emissioni di CO2 che ricorre con maggior frequenza nella scelta degli organizzatori di eventi è la compensazione attraverso l&#8217;acquisto di crediti di riduzione sul mercato volontario.</p>
<p>Questa soluzione è però oggi sempre di più uno strumento di supporto al completamento di un percorso di sostenibilità avviato con azioni concrete. L&#8217;impianto audio e luci della manifestazione sarà alimentato da energia fotovoltaica con una riduzione delle emissioni pari al 100%, grazie al service fotovoltaico di Ecoluce.</p>
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		<title>Scuole tossiche in provincia di Crotone.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 13:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Terra]]></category>
		<category><![CDATA[antonino monteleone]]></category>
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		<description><![CDATA[Si tratta dello scandalo ambientale più grave della storia italiana. L&#8217;inchiesta Black Mountains è nata dalla scoperta che alcune costruzioni scolastiche della provincia di Crotone sono state realizzate impastando cemento con materiale tossico. Migliaia di bambini delle elementari “San Francesco”, Pozzoseccagno di Cutro e dell’Istituto tecnico per ragionieri “Lucifero” di Crotone, per dieci anni sono [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/29/le-scuole-tossiche-in-provincia-di-crotone/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si tratta dello scandalo ambientale più grave della storia italiana.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2471" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/902_rifiuti20tossici.jpg" alt="902_rifiuti20tossici" width="190" height="179" /> L&#8217;inchiesta Black Mountains è nata dalla scoperta che alcune costruzioni scolastiche della provincia di Crotone sono state realizzate impastando cemento con materiale tossico.</p>
<p>Migliaia di bambini delle elementari “San Francesco”, Pozzoseccagno di Cutro e dell’Istituto tecnico per ragionieri “Lucifero” di Crotone, per dieci anni sono andati a scuola ogni giorno su una montagna di veleni.</p>
<p>Ad ora le conseguenze della contaminazione con metalli pesanti coinvolgono 290 studenti di scuole elementari e superiori.</p>
<p>Attualmente ci sono sette arrestati con l’accusa di disastro ambientale, 18 siti sotto sequestro preventivo (tra Cutro e Isola di Caporizzuto) tra cui plessi scolastici di primo e secondo grado e 350 mila tonnellate di rifiuti tossici, composti prevalentemente da zinco, piombo, indio, germanio, arsenico e mercurio, provenienti dall’Ilva di Taranto e dalla ex-Pertusola di Crotone, usati come componente per la costruzione di edifici privati e pubblici. Ad essere inquinato <span id="more-2468"></span>dall’arsenico è prevalentemente il mare del crotonese.</p>
<p>Antonino Monteleone, giornalista calabrese che si sta occupando dell&#8217;informazione sull&#8217;inchiesta Black Mountains, ha riportato sul suo blog la seguente intervista:</p>
<p>&#8220;(…) si rilevano indagini attivate dall’autorità giudiziaria che riguardano gli impianti di Pertusola Sud, che meritano una doverosa attenzione. Una prima indagine, tuttora in corso, si riferisce all’irregolare utilizzo di un materiale denominato « conglomerato idraulico catalizzato » prodotto dalla società Pertusola Sud di Crotone, che avrebbe consentito alle ditte «Craton Scavi Costruzioni Generali SpA» e «Ciampà Paolo srl», l’approvvigionamento del predetto materiale da utilizzare come sottofondo e/o rilevato per opere pubbliche.</p>
<p>I rifiuti pericolosi prodotti e illecitamente smaltiti «scorie cubilot» sono il frutto di una miscela denominata «cascoril» e «conglomerato idraulico catalizzato», utilizzato per la realizzazione di rilevati e sottofondi stradali di opere pubbliche (scuole – strade – ponti e viadotti) e private, nonché dalla stessa Pertusola Sud utilizzati per la bonifica in discarica a mare sita in località Armeria di Crotone. Per tale utilizzo la società Pertusola Sud è ricorsa all’applicazione del decreto ministeriale ambiente del 5 febbraio 1998 nella procedura semplificata per lo smaltimento di rifiuti.</p>
<p>Dagli accertamenti effettuati dal consulente tecnico incaricato dall’autorità giudiziaria, tale rifiuto pericoloso non era ammissibile alle procedure semplificate. Per detti reati sono indagati i vertici dello stabilimento ed i titolari delle ditte interessate allo smaltimento illecito.</p>
<p>Dai dati acquisiti risultano smaltiti in cantieri di proprietà «Craton Scavi» «scorie cubilot» per kg 127.890.147 ed in cantieri di proprietà «Ciampà Paolo srl» altri kg 83.387.125. Smaltimento che ha comportato rilevanti utili alle predette società e notevoli danni alle ditte concorrenti, costrette a comprare a costi più alti materiale di cava, mentre per le «scorie cubilot» le ditte venivano addirittura sovvenzionate per il relativo ritiro.</p>
<p>La dirigenza Syndial, ex Pertusola Sud, in merito all’indagine di cui trattasi ha dichiarato di poter documentare l’estraneità della società da comportamenti illegali(…)</p>
<p>Altra indagine che investe lo stabilimento industriale Pertusola Sud trae origine da accertamenti effettuati dal settore ambiente della provincia di Crotone circa la gestione dei rifiuti pericolosi quali «ferriti di zinco». Tali rifiuti sono classificati ai sensi del decreto legislativo 22/97 come rifiuti pericolosi derivanti da processi idrometallurgici dello zinco, con classi di pericolosità identificati come «irritante», «nocivo», «tossico», «corrosivo», «sorgente di sostanze pericolose»&#8221;.</p>
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		<title>Vendola contro l&#8217;ampliamento della centrale Eni di Taranto.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/09/18/lampliamento-della-centrale-eni-di-taranto-scatena-lira-di-vendola/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 09:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[centrale Eni]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel giro di poche settimane si è assistito alla presa di decisioni politiche discutibili e ad una insensibilità nei confronti del problema, sempre più critico, dell&#8217;inquinamento. Stefania Prestigiacomo ha dato il via al decreto che prevede l&#8217;attuazione del progetto per l&#8217;ampliamento della centrale Eni a Taranto.  La compromessa condizione ecologica della città di Taranto, alla luce delle molteplici [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/18/lampliamento-della-centrale-eni-di-taranto-scatena-lira-di-vendola/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nel giro di poche settimane si è assistito alla presa di decisioni politiche discutibili e ad una insensibilità nei confronti del problema, sempre più critico, dell&#8217;inquinamento.</strong></p>
<p><img class="size-medium wp-image-2171  alignright" title="nichi-vendola" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/nichi-vendola-218x300.jpg" alt="nichi-vendola" width="131" height="171" /> Stefania Prestigiacomo ha dato il via al decreto che prevede l&#8217;attuazione del progetto per l&#8217;ampliamento della centrale Eni a Taranto. </p>
<p>La compromessa condizione ecologica della città di Taranto, alla luce delle molteplici notizie che sottolineano il grave stato di inquinamento in cui versa la città, non dovrebbe permettere la progettazione di piani di ampliamento industriale.</p>
<p>A questo proposito Nichi Vendola, presso la Fiera del Levante, ha colto l&#8217;occasione di portare avanti un dibattito con Bassolino e Iorio per le importanti e decisive questioni politiche in merito all&#8217;ambiente e alla salute dei cittadini. <span id="more-2170"></span></p>
<p>Vendola ribadisce la linea pericolosa per il Paese condotta dai governi, che invece di risanare la già martoriata città di Taranto dal collasso dovuto all&#8217;inquinamento, contribuiscono alla sua definitiva caduta.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F09%2F18%2Flampliamento-della-centrale-eni-di-taranto-scatena-lira-di-vendola%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Immondizia! La rivoluzione inizia a casa&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 14:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Immondizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciò che avete appena letto altro non è che la traduzione letterale del titolo del film &#8220;Garbage! The revolution starts at home&#8221;, un film canadese uscito nel 2007 e &#8220;lanciato&#8221; in Italia all’11 festival Cinemambiente di Torino. Il film è ora in distribuzione nel nostro paese  grazie a  Documè, Circuito indipendente del documentario. Ma vediamo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/11/immondizia-la-rivoluzione-inizia-a-casa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ciò che avete appena letto altro non è che la traduzione letterale del titolo del film &#8220;Garbage! The revolution starts at home&#8221;, un film canadese uscito nel 2007 e &#8220;lanciato&#8221; in Italia all’11 festival Cinemambiente di Torino.  Il film è ora in distribuzione nel nostro paese  grazie a  Documè, Circuito indipendente del documentario.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2071" title="immondizia" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/immondizia-300x104.jpg" alt="immondizia" width="300" height="104" />Ma vediamo di cosa parla questo singolare film-documentario&#8230; Nell&#8217;autunno 2005 la famiglia McDonald di Toronto inizia una singolare convivenza con la propria immondizia tenendola in garage per tre mesi.</p>
<p>Il risultato sono 83 sacchi colmi di spazzatura, 145 kg di umido e un odore poco piacevole.  I protagonisti di questo intelligente documentario, in cui non mancano momenti spassosi, visitano i posti nei quali vengono stoccati i rifiuti di cui per anni si sono liberati senza troppe domande, constatandone <span id="more-2008"></span>l’impatto non privo di drammatiche conseguenze.</p>
<p>Purtroppo al giorno d&#8217;oggi il problema della creazione e della gestione dei rifiuti a tutti i livelli, anche a quello domestico, è prioritario.</p>
<p>Secondo il WWF la riduzione dei <span>rifiuti</span> a monte è l’unica strada da seguire, come dimostrano esperienze positive realizzate in Svezia o in Germania.</p>
<p>Soluzioni prettamente tecnologiche, come finora è stato fatto, sono destinate al fallimento se non si riuscirà, con incentivi e campagne di sensibilizzazione, a modificare i nostri “stili di vita” sia nel mondo della produzione che dei consumatori.</p>
<p>A questo proposito, su Internet è possibile vedere gratuitamente un video-cartone di circa 20 minuti molto interessante e piacevole: &#8220;La storia delle cose&#8221; (The Story of Stuff), di Annie Leonard.</p>
<p>Qui è esposto in una forma semplice e diretta il problema della creazione e dello smaltimento dei rifiuti domestici, e viene spiegato il paradosso per cui <em><strong>per ogni sacchetto dell’ immondizia che produciamo, 70 ne sono stati prodotti a monte per creare i rifiuti che noi mettiamo in quel singolo sacchetto di immondizia. </strong></em></p>
<p>Il punto è che il nostro sistema di produzione e smaltimento è un sistema <strong>lineare</strong>, e non è possibile immaginare che questa situazione possa essere sostenibile all’infinito. Per la salute di tutti la &#8220;roba&#8221; dovrebbe essere inserita in un “ciclo” in cui le risorse vengano riutilizzate. Assolutamente da vedere&#8230;</p>
<p>“Il miglior rifiuto è quello non prodotto”.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F09%2F11%2Fimmondizia-la-rivoluzione-inizia-a-casa%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Che ore sono? Ozono meno un quarto&#8230;</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/08/20/che-ore-sono-ozono-meno-un-quarto/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 21:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[city pulse]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[orologio verde]]></category>
		<category><![CDATA[ozono]]></category>
		<category><![CDATA[sensori ambientali]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo bijou di tecnologia, ci si può traformare in paladini dell'ambiente.


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/08/20/che-ore-sono-ozono-meno-un-quarto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;orologio verde &#8220;City Pulse&#8221; ha un obiettivo semplice: moltiplicare per 1000 il numero di sensori ambientali nelle città facendo partecipare i cittadini stessi alla misurazione dei fattori di inquinamento in modo da creare una città sostenibile.</strong> </p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1582" title="ozono" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ozono1-300x300.jpg" alt="ozono" width="180" height="180" /> Esso è un dispositivo equipaggiato di due sensori (uno per l&#8217;ozono e l&#8217;altro per il rumore). Ha la forma di un orologio e mentre la persona che lo indossa cammina per le strade esso cattura e memorizza informazioni ambientali. </p>
<p>Collegato a un cellulare con connessione Bluetooth, esso invia i dati a intervalli regolari a una piattaforma aperta, Citypulse, che li riceve, immagazzina e rende disponibili in rete, mentre un GPS localizza l&#8217;utilizzatore.</p>
<p>Grazie all&#8217;incrociarsi dei dati di molti utilizzatori potrebbero essere costruite delle carte tematiche delle città in cui si mostrano le misure di inquinamento nei vari quartieri<span id="more-1556"></span> cittadini, da pubblicare poi in rete.</p>
<p>Per ora l&#8217;orologio verde è solo un prototipo ed  è in corso di sperimentazione a Parigi. Già si pensano nuovi sviluppi, nuovi sensori, ad esempio un sensore di polline da dare agli allergici, un sensore di raggi elettromagnetici e così via. Se l&#8217;idea dovesse funzionare, chissà che importante impatto avrebbe sulla lotta all&#8217;inquinamento e sulla nostra salute.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F08%2F20%2Fche-ore-sono-ozono-meno-un-quarto%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Barriere coralline minacciate dai cambiamenti del clima.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 08:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[barriera corallina]]></category>
		<category><![CDATA[coralli]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[simbiosi]]></category>

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		<description><![CDATA[La relazione simbiotica tra i coralli e le alghe si basa su delicati processi di comunicazione che, se disturbati, possono portare il corallo a considerare le alghe come un pericoloso parassita, e non come il solito organismo con cui instaurare una proficua simbiosi. Negli ultimi anni la conoscenza della biologia di base dei coralli ha [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/02/barriere-coralline-minacciate-da-dai-cambiamenti-del-clima/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La relazione simbiotica tra i coralli e le alghe si basa su delicati processi di comunicazione che, se disturbati, possono portare il corallo a considerare le alghe come un pericoloso parassita, e non come il solito organismo con cui instaurare una proficua simbiosi.</strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-700" title="jpg_1338682" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/jpg_1338682.jpg" alt="jpg_1338682" width="250" height="150" />Negli ultimi anni la conoscenza della biologia di base dei coralli ha consentito di spiegare i meccanismi che stanno alla base del collasso globale di questa particolare forma di vita.</p>
<p>Le variazioni di temperatura, l&#8217;inquinamento, il sovrasfruttamento delle risorse ittiche, l&#8217;acidificazione, lo stress ossidativo e le malattie: tutti questi fattori agiscono in modo sinergico contro le barriere coralline: si stima che il 20 per cento delle barriere sia già morto e che un ulteriore 24 per cento sia gravemente minacciato.</p>
<p>I coralli (Phylum Cnidaria)  sono formati da piccoli polipi, tra loro geneticamente identici, che si nutrono di plancton.  Nel loro ciclo vitale secernono carbonato di calcio che va a formare lo scheletro esterno in cui vivono. Questi depositi calcificati possono crescere<span id="more-698"></span> fino a dimensioni enormi, formando le barriere coralline che rappresentano alcuni tra i più ricchi ecosistemi del pianeta, dal momento che possono ospitare fino a 4000 specie di pesci e di altre forme di vita marine.</p>
<p>I coralli in realtà non sono organismi autosufficienti, poiché vivono in continuo scambio con alghe molto produttive, che fissano il carbonio e svolgono il processo di fotosintesi.</p>
<p>&#8220;Alcune delle alghe che vivono all&#8217;interno dei coralli sono incredibilmente produttive e in alcuni casi forniscono il 95% degli zuccheri che servono al corallo, che li utilizza come fonte energetica”, ha spiegato Virginia Weis, docente di zoologia dell&#8217;Oregon State University, coautrice dell&#8217;articolo di resoconto apparso sulle pagine di <a title="I coralli" href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/" target="_blank">“Science”</a>. “In cambio, le alghe ottengono azoto: si tratta in definitiva di una relazione simbiotica.”</p>
<p>Ciò che gli studiosi stanno imparando, tuttavia, è che tale relazione è basata anche su delicati processi di comunicazione, che quando vengono disturbati possono portare il corallo a considerare le alghe come un pericoloso parassita.</p>
<p>“Ciò che succede quando le acque si riscaldano o qualcos&#8217;altro stressa il corallo è che la comunicazione tra i due organismi si interrompe e le alghe devono affrontare una sorta di difesa immunitaria del corallo.”</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F06%2F02%2Fbarriere-coralline-minacciate-da-dai-cambiamenti-del-clima%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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