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	<title>Ok Ambiente . com &#187; inquinamento</title>
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		<title>Le &#8220;ecobugie&#8221; dei prodotti sul mercato e il &#8220;greenwashing&#8221; delle aziende.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il greenwashing (letteralmente “lavaggio verde”) è la strategia di comunicazione delle aziende che fanno delle ecobugie il proprio cavallo di battaglia, per &#8220;lavare&#8221; la propria immagine e renderla virtuosa agli occhi dei consumatori. Essere amici dell’ambiente fa tendenza, specialmente per le imprese, che puntano così a dare un’immagine positiva di sé tentando di vendere di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il greenwashing (letteralmente “lavaggio verde”) è la strategia di comunicazione delle aziende che fanno delle ecobugie il proprio cavallo di battaglia, per &#8220;lavare&#8221; la propria immagine e renderla virtuosa agli occhi dei consumatori.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8947" title="greenwashing-ecobugie" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/greenwashing-ecobugie.jpg" alt="greenwashing-ecobugie" width="150" height="150&quot;" />Essere amici dell’ambiente fa tendenza, specialmente per le imprese, che puntano così a dare un’immagine positiva di sé tentando di vendere di più.</p>
<p>Negli Stati Uniti, 4 consumatori su 10 scelgono prodotti sulla base di parametri “eco”, e la tendenza massiccia a questo “gioco dell’immagine pulita” ha spinto molti a chiedere l’intervento della Federal Trade Commission, che già se ne sta occupando.</p>
<p>Ma in Norvegia si è optato per un intervento davvero drastico: bandire da ogni pubblicità di automobili il riferimento all’ambiente, dato che tutte inquinano.</p>
<p>Il consumatore rischia così di non saper più distinguere chi è davvero “green” da chi non lo è. Infatti, la società di marketing ambientale <a title="TerraChoice" rel="nofollow" href="http://www.terrachoice.com/" target="_blank">TerraChoice</a> ha analizzato oltre mille<span id="more-8907"></span> prodotti, scoprendo che in 98 casi su 100 le “eco-pretese” erano false!</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-8950" title="greenwashing" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/greenwashing.jpg" alt="greenwashing" width="160" height="140" />Abbiamo quindi delle regole da conoscere, per saper distinguere il prodotto sostenibile dal prodotto falsamente verde. Ad esempio: un prodotto può esaltare una certa caratteristica ecologica per nasconderne un’altra antiecologica più pesante; oppure viene citata la positività di un test effettuato sul prodotto, ma senza citarne la fonte (trattandosi così di assenza di prove e attendibilità).</p>
<p>Insomma, ecologia e marketing non possono proprio convivere? C’è chi afferma che appena di un prodotto si parla di ecosostenibilità, è sempre bene pensar male! Le imprese devono rendere il concetto di ecologia NON la marchetta per una maggiore vendita, ma un caposaldo della società di oggi.</p>


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		<title>Auto elettrica: l&#8217;importanza degli strumenti sul territorio e il problema del litio.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 10:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa la Commissione Europea ha presentato un progetto sul modello di auto del futuro, che si fonda su due pilastri: miglioramento delle prestazioni ambientali e uso di motore a freddo. Secondo Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, il modello che ha più chances di diffondersi in modo cospicuo è quello dell’auto elettrica, e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Qualche settimana fa la Commissione Europea ha presentato un progetto sul modello di auto del futuro, che si fonda su due pilastri: miglioramento delle prestazioni ambientali e uso di motore a freddo.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8885" title="auto-elettriche" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-elettriche1.jpg" alt="auto-elettriche" width="150" height="150" />Secondo Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, il modello che ha più chances di diffondersi in modo cospicuo è quello dell’auto elettrica, e non quello a idrogeno, pur essendo anche quest&#8217;ultimo da considerare come possibilità in sostituzione delle attuali auto a benzina.</p>
<p>Francia, Spagna, Portogallo e Danimarca sono paesi già molto operativi, mentre in Italia i segnali sembrano essere un po’ più timidi.</p>
<p>Ma Tajani assicura che anche qui cresce la volontà di usare l’auto elettrica, con, però, delle difficoltà da non nascondere.</p>
<p>Ad esempio, la FIAT sta già producendo 500 auto elettriche negli Stati Uniti, quindi la tecnologia non manca, ma le questioni spinose sono altre: la risposta del<span id="more-8846"></span> mercato e il rapporto col territorio, il quale deve essere dotato in modo capillare degli adeguati strumenti che permettono alle auto di ricaricarsi. Quindi si pone anche il problema delle infrastrutture, di cui si sta, a quanto pare, tenendo adeguatamente conto.</p>
<p>Insomma, il futuro della mobilità elettrica è legata alla serietà degli impegni che le case automobilistiche e le società del settore prendono, con un lavoro di raccordo che DEVE varcare i confini nazionali e assumere una omogeneità di livello europeo.</p>
<p>Bisogna lavorare sulla questione dell’omologazione, ma anche sulla questione delle materie prime: sappiamo che alla batteria serve anche il litio, che è una materia ad alto rischio, perché si trova solo in alcune parti del mondo.</p>
<p>La Commissione europea, insomma, da un lato lavora secondo un&#8217;idea “a breve termine”, per migliorare l’attività dei motori a caldo (contro inquinamento e CO2) ma dall’altro secondo un&#8217;idea di prospettiva ampia, atta ad introdurre efficacemente nel mercato le auto elettriche.</p>


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		<title>Marea nera, piano “Cup and Cut”: un tappo sulla falla per arginare lo sversamento.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 09:52:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le operazioni per chiudere la falla di greggio nel Golfo del Messico continuano: la Bp dovrebbe posizionare un tappo su un braccio flessibile del pozzo danneggiato dal quale, da sei settimane, fuoriesce petrolio. Si tratta di un tappo da piazzare sulla valvola e collegato, attraverso un sifone, ad una nave cisterna in superficie, per recuperare [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le operazioni per chiudere la falla di greggio nel Golfo del Messico continuano: la Bp dovrebbe posizionare un tappo su un braccio flessibile del pozzo danneggiato dal quale, da sei settimane, fuoriesce petrolio.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8592" title="marea nera" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/marea-nera-150x150.jpg" alt="marea nera" width="150" height="150" />Si tratta di un tappo da piazzare sulla valvola e collegato, attraverso un sifone, ad una nave cisterna in superficie, per recuperare il petrolio che potrebbe continuare a fuoriuscire dal pozzo, si prevede, almeno sino ad agosto.</p>
<p>Il piano, denominato “Cup and Cut”, ovvero &#8220;taglia e tappa&#8221;, è il quarto tentativo di arginare la perdita messo a punto dalla compagnia petrolifera britannica BP, dopo il fallimento di tutti i <a title="Tentativi precedenti falliti" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/bp-e-marea-nera-loperazione-top-kill-riuscira-a-porre-fine-al-gravissimo-disastro-ambientale/" target="_self">precedenti tentativi</a>: la speranza, ora, è che questo tappo che gli esperti della BP dovrebbero far scendere a 1600 metri di profondità, riesca ad otturare la falla.</p>
<p>Stando alla società petrolifera, ci vorranno poi tra le 12 e le 24 ore per capire se la misura adottata funziona, anche perché le scorse settimane sono state segnate da ripetuti fallimenti.</p>
<p>Il piano consiste nel recidere il braccio flessibile del pozzo ed inserire un tappo sulla sua valvola per catturare e aspirare il greggio che fuoriesce ormai dal 20 aprile scorso, giorno dell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Il petrolio verrebbe portato<span id="more-8584"></span> su una nave in superficie grazie ad un tubo lungo oltre 1,5 chilometri.</p>
<p>La tecnica “Cup and Cut” è molto rischiosa e fa discutere soprattutto perché, se non andrà a buon fine, avrà causato solo un aumento della quantità di petrolio disperso in acqua. Per ora, ha già provocato un incremento del 20% nella fuoriuscita di greggio.</p>
<p>Il nuovo tentativo è seguito anche dal presidente Barack Obama, che ha rinviato le visite in Australia e Indonesia previste per la prossima settimana. E la società petrolifera britannica è stata accusata ancora una volta di non aver fornito &#8220;la risposta rapida&#8221; che si ci attendeva.</p>
<p>&#8220;Sono infuriato per questa sistuazione perché è un esempio di persone che non pensano alle conseguenze delle loro azioni &#8211; ha affermato Obama nel corso di un&#8217;intervista alla Cnn &#8211; Tutto ciò mette in pericolo un intero modo di vita e tutta una regione, probabilmente per diversi anni&#8221;.</p>
<p>Parallelamente l&#8217;amministrazione Usa ha presentato alla Bp un conto da 69 milioni di dollari (circa 56,7 milioni di euro).</p>
<p>A tutto questo nei giorni scorsi si era aggiunta la paura &#8220;uragani&#8221;: la stagione degli uragani è infatti appena iniziata e vi sono timori di danni aggiuntivi prodotti dalla presenza del petrolio nel Golfo del Messico.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-8608" title="petrolio sulle coste" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/petrolio-sulle-coste1.jpg" alt="petrolio sulle coste" width="190" height="150" />Obama al riguardo ha detto che un potente uragano nell&#8217;area inquinata dalla marea nera potrebbe essere &#8220;paradossalmente meno pericoloso&#8221; di una meno possente tempesta tropicale.</p>
<p>&#8220;Gli esperti mi dicono che con ogni probabilità un potente uragano potrebbe essere paradossalmente meno pericoloso, riguardo alla marea, perché potrebbe disperdere ogni cosa, frantumare la chiazza inquinante e disperdere la marea&#8221;, ha detto Obama.</p>
<p>Invece una tempesta tropicale meno potente potrebbe &#8220;non disperdere il petrolio e riversare quindi a riva la sostanza oleosa e colpire il fragile ambiente naturale della costa della Louisiana&#8221;, ha detto Obama.</p>


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		<title>Campagna e città: è solo un luogo comune che la campagna sia meno energivora?</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/05/31/campagna-e-citta-e-solo-un-luogo-comune-che-la-campagna-sia-meno-energivora/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:11:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlando di sostenibilità ambientale, c’è un luogo comune secondo cui vivere nelle città rappresenti un grosso problema (per una serie di fattori tra i quali rumori, inquinamento, etc&#8230;), che dovrebbe indurci a diventare tutti più… campagnoli! Secondo questa idea quindi le città sarebbero “energivore”, e contribuirebbero enormemente all’inquinamento. D&#8217;impatto, infatti, viene da dire che in [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parlando di sostenibilità ambientale, c’è un luogo comune secondo cui vivere nelle città rappresenti un grosso problema (per una serie di fattori tra i quali rumori, inquinamento, etc&#8230;), che dovrebbe indurci a diventare tutti più… campagnoli! </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8448" title="campagna" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/campagna-150x150.jpg" alt="campagna" width="150" height="150" />Secondo questa idea quindi le città sarebbero “energivore”, e contribuirebbero enormemente all’inquinamento. D&#8217;impatto, infatti, viene da dire che in città ci sono traffico e consumi elevati, e che in campagna ci sono meno inquinamento e immissioni nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Ma è proprio così?</p>
<p>Guido Martinotti, docente di sociologia urbana del SUM di Firenze, in un recente convegno, ha sostenuto che questa visione della città come macchina tremendamente energivora rispetto alla campagna è assolutamente errata, frutto di ideologie, “e le ideologie, si sa, sono sempre sbagliate”.</p>
<p>“Siccome il grosso dell’inquinamento e del consumo energetico delle città è dovuto al traffico automobilistico, una città molto densa ha molto meno traffico automobilistico pro capite, il che vuol dire che in una città molto molto densa si possono sfruttare adeguatamente<span id="more-8180"></span> i mezzi pubblici, mentre se si sta nel Vermont (Stato degli Usa, ritenuto tra i più avanzati per qualità dell’ambiente) per andare a comprare quattro uova si devono fare venti miglia e consumare due galloni di benzina.</p>
<p>E se facciamo un confronto tra Vermont e New York, ci sono differenze di consumi di 7/8 volte, ma a favore di New York, perché in essa si consuma molto meno sia come energia elettrica nelle case (riscaldamento e altro), e sia per l’illuminazione, l’acqua e la benzina per quotidiana mobilità”.</p>
<p>A questo punto ci chiediamo: qual è allora la fonte dell’errore?</p>
<p>“Siccome le città sono molto grandi, se consideriamo un consumo totale è chiaro che Manhattan consuma molto più di un villaggio del Vermont. È evidente. Ma il problema è che i consumi devono essere calcolati pro capite, perché è quello che conta!”</p>
<p>E sempre rimanendo nell’ambito delle città, spesso ci chiediamo quanto possa contare, oltre al lato estetico, il fatto di piantare qua e là degli alberi.</p>
<p>Il prof. Martinotti ritiene non sia questo l’aspetto principale per avere un ambiente vivibile, perché l’idea che l’albero riduca l’inquinamento delle città è falso, e spiega che bisogna piuttosto valorizzare spazi verdi estesi, già esistenti. &#8220;Piuttosto &#8211; conclude -  bisognerebbe preoccuparsi dei grandi parchi urbani, che sono davvero importanti”.</p>


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		<title>Pubblicato dall&#8217;ACP un importante volume dedicato al rapporto tra inquinamento e salute dei bambini.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 11:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ stato recentemente pubblicato il volume “Inquinamento e salute dei bambini: cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare”. I curatori del volume, Giacomo Toffol, Laura Todesco e Laura Reali sono pediatri di famiglia che fanno parte del gruppo di studio sull&#8217;ambiente dell&#8217;Associazione Culturale Pediatri (ACP). L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) è un’associazione libera che raccoglie [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ stato recentemente pubblicato il volume “<em>Inquinamento e salute dei bambini: cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare</em>”. I curatori del volume, Giacomo Toffol, Laura Todesco e Laura Reali sono pediatri di famiglia che fanno parte del gruppo di studio sull&#8217;ambiente dell&#8217;Associazione Culturale Pediatri (ACP).</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7877" title="Associazione ACP" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Associazione-ACP-150x150.png" alt="Associazione ACP" width="150" height="150" />L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) è un’associazione libera che raccoglie 2.500 pediatri italiani in 38 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino.</p>
<p>I temi prioritari approfonditi dall&#8217;Associazione Culturale Pediatri sono:</p>
<p><strong>1.</strong> le disuguaglianze nella salute dei bambini e degli adolescenti dipendenti da condizioni territoriali economiche e culturali;</p>
<p><strong>2. </strong>la salute mentale nei bambini e negli adolescenti;</p>
<p><strong>3. </strong>le conseguenze dei problemi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;ambiente sulla salute dei bambini;</p>
<p><strong>4. </strong>l&#8217;aiuto alle famiglie perché cresca la capacità di essere genitori.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;Associazione si è formato 5 anni fa il gruppo di lavoro <a title="Pediatri per un mondo possibile" href="http://pumpacp.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"><em>Pediatri per un mondo possibile</em></a>, attivamente impegnato sul fronte del rapporto fra ambiente e salute<span id="more-7748"></span> del bambino.</p>
<p>Il gruppo, che si prefigge di raccogliere e divulgare tutte le informazioni scientifiche disponibili su questi temi, ha recentemente pubblicato il volume <em>&#8220;Inquinamento e salute dei bambini: cosa c&#8217;è da sapere, cosa c&#8217;è da fare&#8221;</em>.</p>
<p>Si tratta del primo libro uscito in Italia dedicato al rapporto tra inquinamento e salute dei bambini. Il libro è indirizzato principalmente ai medici, ma può rivelarsi utile anche agli amministratori locali che intervengono su questioni pubbliche che riguardano l&#8217;ambiente di vita dei più piccoli.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-7881" title="libro" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/libro.gif" alt="libro" width="160" height="220" /> Il volume tratta il tema dell’inquinamento in tutte le sue manifestazioni, da quello atmosferico a quello acustico, dalle radiazioni elettromagnetiche agli OGM, dall’inquinamento dell’acqua a quello del cibo, fornendo ai pediatri di famiglia, ai medici di medicina generale e agli specialisti un ricco ventaglio di informazioni scientifiche integrate con raccomandazioni pratiche.</p>
<p>Ogni capitolo si compone di tre parti:</p>
<p><strong>- </strong>La prima presenta le risposte ai quesiti che frequentemente vengono posti ai medici sui problemi sanitari legati all’inquinamento. </p>
<p><strong>- </strong>Segue una parte più approfondita, che presenta le più recenti evidenze scientifiche delle correlazioni tra inquinamento e salute, frutto dell’attento monitoraggio di numerose e selezionate riviste scientifiche. </p>
<p><strong>- </strong>L&#8217;ultima parte, pratica, descrive infine le principali misure che possono essere messe in atto per ridurre i rischi per la salute.</p>
<p>I capitoli in cui si suddivide il libro sono i seguenti: </p>
<p><em>- perché lavorare con i genitori e le comunità per un «mondo possibile»;<br />
- l’inquinamento dell’aria esterna;<br />
- l&#8217;inquinamento dell’aria negli ambienti di vita;<br />
- l’esposizione alle radiazioni ultraviolette; gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche;<br />
- l’inquinamento acustico;<br />
- gli agenti chimici non atmosferici: inquinamento di acqua e cibo;<br />
- sulla tavola dei nostri bambini: cibi biologici o convenzionali?;<br />
- la comunicazione del rischio ai genitori: premesse teoriche ed esempi.</em></p>
<p>Poiché “<em>la salute dei bambini è il principale indicatore della salute di una popolazione</em>”, come afferma nella prefazione al volume Roberto Romizi, Presidente dell’Associazione Medici per l&#8217;Ambiente &#8211; ISDE Italia, la salvaguardia dell’ambiente in cui i bambini vivono diventa l’unica garanzia possibile di migliori condizioni di vita per tutti.</p>


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		<title>Arcosanti: la città tra architettura ed ecologia.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 15:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Arcosanti è un laboratorio urbano che sta realizzando un prototipo di arcologia: il progetto di questa città pro-ambiente non ha ancora visto uno sviluppo pieno e radicale, ma l&#8217;idea di base coniuga sviluppo e responsabilità ecologica. Finora il progetto è autofinanziato quasi esclusivamente attraverso la produzione e la vendita dei Soleri Wind Bells, campane di [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arcosanti è un laboratorio urbano che sta realizzando un prototipo di <em>arcologia</em>: il progetto di questa città pro-ambiente non ha ancora visto uno sviluppo pieno e radicale, ma l&#8217;idea di base coniuga sviluppo e responsabilità ecologica.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5945" title="arcosanti" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/arcosanti.jpg" alt="arcosanti" width="160" height="150" />Finora il progetto è autofinanziato quasi esclusivamente attraverso la produzione e la vendita dei Soleri Wind Bells, campane di ceramica e di bronzo dotate di una sottile vela di metallo che permette loro di suonare con la sola forza del vento.</p>
<p>&#8221;Fare di più con meno&#8221;: meno risorse energetiche, meno inquinamento, meno spreco di spazio e di materiali. E&#8217; questo l&#8217;imperativo base di Arcosanti: la &#8216;città esperimento&#8217;, fondata nel 1970 nel deserto dell&#8217;Arizona, lungo l&#8217;autostrada che collega Phoenix al Grand Canyon, dall&#8217;architetto italiano Paolo Soleri.</p>
<p>Ossia &#8221;un modello di città che coniuga architettura ed ecologia attraverso un processo ciclico di miniaturizzazione, complessità, durata&#8221; spiega Marco Felici, ingegnere che si occupa di sviluppo urbano sostenibile e progettazione integrale che è stato allievo di Soleri.</p>
<p>In pratica, in Arcosanti &#8221;si cerca un modello di habitat tridimensionale, complesso e frugale, che concentri le funzioni dell&#8217;abitare, evitando la proliferazione di<span id="more-5873"></span> periferie e lasciando al verde la maggiore estensione del territorio. E questo lo si fa attraverso continui cicli di autocostruzione, con una ricerca non predeterminata da piani urbanistici statici&#8221;.</p>
<p>Ogni anno centinaia di volontari di ogni età provenienti da ogni parte del mondo partecipano al progetto per dare il proprio contributo nella concreta costruzione della città e per sperimentare di persona cosa significhi vivere in una città arcologica.</p>
<p>A quarant&#8217;anni dall&#8217;inizio della sfida, la zona concretamente costruita è di appena il 5% rispetto al progetto originario, il quale prevede un insediamento finale di cinquemila persone.</p>
<p>Questo laboratorio urbano, più che un ordinario cantiere, è un luogo di apprendimento e di sperimentazione. Gli edifici, oggi come agli inizi degli anni settanta, sono costruiti principalmente da studenti senza una grossa esperienza alle spalle e i materiali usati sono spesso quelli trovati nel terreno circostante ad Arcosanti.</p>
<p>Per Felici, &#8221;Soleri si inserisce in un filone di pensiero che non limita la propria azione a matematiche considerazioni di ecocompatibilità, bensì vede l&#8217;operato dell&#8217;uomo come parte integrante dell&#8217;evoluzione della natura, e pertanto ne cerca una congruenza in tempi cosmogenici.</p>
<p>Operando all&#8217;interno della congruenza dell&#8217;evoluzione naturale, il problema sostenibilità risulterebbe risolto all&#8217;origine, nel senso che non si sarebbe generata la catastrofe in corso per la quale abbiamo, a posteriori, dovuto inventare il termine <em>ecologia</em>&#8221;.</p>
<p>Guarda il video girato ad Arcosanti:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TEqPBZ-2Vz8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/TEqPBZ-2Vz8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>


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		<title>Lombardia: 15 milioni di euro contro lo smog.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Evidenziamo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia di due nuovi bandi con uno stanziamento di 15 milioni di euro per l&#8217;acquisto di auto ecologiche in sostituzione di vecchi mezzi inquinanti (10 milioni) e per l&#8217;acquisto di veicoli commerciali, sempre in sostituzione di mezzi obsoleti (5 milioni). </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5918" title="auto-ecologica" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-ecologica1.jpg" alt="auto-ecologica" width="170" height="140" />Si tratta della prosecuzione, con nuove risorse, di due misure già in vigore dallo scorso anno. </p>
<p>&#8220;Andiamo avanti &#8211; spiega il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni &#8211; con la politica degli &#8220;incentivi a ciclo continuo&#8221; inaugurata lo scorso anno. Le nostre azioni concrete per diffondere mezzi meno inquinanti e incentivare comportamenti virtuosi si sono rivelate molto efficaci in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, come tutti i dati dimostrano. I cittadini hanno inoltre dimostrato di apprezzare e condividere i nostri provvedimenti, tanto è vero che hanno sfruttato appieno le opportunità dei nostri bandi&#8221;.</p>
<p>Un terzo bando con nuovi fondi per il 2010 (11,7 milioni), dedicato all&#8217;installazione di filtri antiparticolato sugli autobus del Trasporto Pubblico Locale è già stato approvato e <span id="more-5867"></span>sarà pubblicato nelle prossime settimane.</p>
<p>Dieci milioni di euro è la nuova somma stanziata per distribuire contributi a fondo perduto destinati a cittadini con reddito limitato residenti nella zona A1, per l&#8217;acquisto di vetture ecologiche, con contestuale rottamazione dei vecchi mezzi inquinanti o l&#8217;installazione dei filtri antiparticolato e dell&#8217;impianto a metano e gpl.</p>
<p>L&#8217;incentivo è di 3.000 euro per l&#8217;acquisto di auto di nuova immatricolazione di classe Euro 4 o superiore delle tipologie: elettrica, ibrida, metano/gpl, bifuel, benzina (con emissione di CO2 inferiore ai 140 g/km).</p>
<p>Con 5 milioni viene incentivata la sostituzione di veicoli commerciali inquinanti: parliamo di imprese individuali o societarie che abbiano sede legale o operativa sul territorio della Lombardia, su autoveicoli di categoria N1 (destinati al trasporto di merci, con massa massima non superiore a 3,5 tonnellate) Euro 0 benzina o diesel, Euro 1 diesel e Euro 2 diesel.</p>
<p>Queste imprese individuali o societarie devono rientrare nella definizione di micro, piccola e media impresa, occupando meno di 250 persone e con un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni, e non devono trovarsi in condizioni di difficoltà.</p>


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		<title>Il Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria si muove contro lo smog.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 22:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[traffico pesante]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piano da tre miliardi di euro per contrastare l’inquinamento. I sindaci anti-smog tornano a chiedere con forza un intervento del Governo per finanziare misure che riducano stabilmente i livelli di &#8220;avvelenamento&#8221; del nostro paese. L’appello arriva al termine di una riunione, a Milano, nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente, del Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un piano da tre miliardi di euro per contrastare l’inquinamento</strong><strong>. I sindaci anti-smog tornano a chiedere con forza un intervento del Governo per finanziare misure che riducano stabilmente i livelli di &#8220;avvelenamento&#8221; del nostro paese. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5804" title="smog" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/smog-150x150.jpg" alt="smog" width="170" height="150" />L’appello arriva al termine di una riunione, a Milano, nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente, del <em>Coordinamento permanente sulla qualità dell&#8217;aria</em> per fare il punto sulle iniziative da programmare, dopo l’adesione di oltre 200 Comuni al blocco della circolazione attuato il 28 febbraio scorso.</p>
<p>Nel corso dell’incontro &#8211; presenti tra gli altri l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente di Milano Paolo Massari e quello di Torino Roberto Tricarico &#8211; è stata espressa soddisfazione per l&#8217;adesione dei Comuni della Val Padana al blocco del traffico di due domeniche fa. &#8220;Negli ultimi dieci giorni &#8211; ha dichiarato Tricarico &#8211; si è assistito alla stabilizzazione delle concentrazioni medie giornaliere del PM10 sotto il livello dei<span id="more-5763"></span> 50 mg/mc nella quasi totalità dei Comuni coinvolti.</p>
<p>Tale constatazione ci fa ritenere che non saranno più necessarie altre giornate di blocco totale del traffico fino al prossimo inverno&#8221;.</p>
<p>&#8220;Promuoveremo &#8211; gli fa eco Massari &#8211; l&#8217;istituzione e l&#8217;ampliamento di aree pedonali e di zone a traffico limitato (Ztl) nell&#8217;ambito dei centri urbani&#8221;.</p>
<p>Il blocco del 28 febbraio, aggiunge il responsabile Ambiente Anci Flavio Morini, &#8220;ha avuto il merito di inserire il tema dell&#8217;inquinamento tra le priorità dell&#8217;agenda di Governo e Regioni, anche in vista dell&#8217;imminente decisione dell&#8217;Unione Europea se multare o meno il nostro Paese in conseguenza della procedura di infrazione in corso&#8221;.</p>
<p>I Comuni del Coordinamento auspicano un piano nazionale di contrasto all&#8217;inquinamento con una dotazione minima di tre miliardi di euro per dare attuazione a interventi come un Piano triennale nazionale di risanamento della qualità dell’aria, l’esclusione dal patto di stabilità degli investimenti per la riduzione delle emissioni inquinanti, misure volte a limitare la velocità nei tratti autostradali nei periodi di massima criticità (gennaio-marzo), il mantenimento delle detrazioni e agevolazioni per l’efficienza.</p>


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		<title>Legambiente: nelle principali città italiane regna l’inquinamento.</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 10:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[industrie]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Mal'Aria]]></category>
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		<category><![CDATA[traffico]]></category>
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		<description><![CDATA[Inquinamento alle stelle in tutta Italia. Napoli, Torino e Ancona guidano la classifica dei superamenti dei limiti di legge per le concentrazioni di Pm10, rispettivamente con 156, 151 e 129 giorni. Situazione grave anche a Milano (108), Roma (67) e Venezia (60). E&#8217; quanto emerge dal dossier &#8220;Mal&#8217;Aria di città&#8221; di Legambiente, che lancia una campagna sull&#8217;inquinamento [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Inquinamento alle stelle in tutta Italia.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5459" title="legambiente" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/legambiente.jpg" alt="legambiente" width="180" height="140" />Napoli, Torino e Ancona guidano la classifica dei superamenti dei limiti di legge per le concentrazioni di Pm10, rispettivamente con 156, 151 e 129 giorni.</p>
<p>Situazione grave anche a Milano (108), Roma (67) e Venezia (60). E&#8217; quanto emerge dal dossier &#8220;Mal&#8217;Aria di città&#8221; di Legambiente, che lancia una campagna sull&#8217;inquinamento atmosferico per sensibilizzare i cittadini.</p>
<p>Lombardia e Emilia Romagna sono le regioni in cui si registrano valori critici per tutte le città monitorate, seguite da Piemonte (7 su 9) e Veneto (6 su 7). </p>
<p>Nulla di buono nemmeno sul fronte ozono, che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record. Il dossier di Legambiente è stato preparato in collaborazione con il sito <a title="LaMiaAria" href="http://www.lamiaaria.it/" target="_blank" rel="nofollow">LaMiaAria</a>.</p>
<p>Dal 1 gennaio, ricorda Legambiente, è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25<span id="more-5442"></span> giorni in un anno, ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettavano questo limite (32 su 50).</p>
<p>La Pianura Padana si conferma come area critica anche in questo caso con 8 città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Al primo posto Novara con 83 superamenti, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68).</p>
<p>Anche le grandi città non sono riuscite a rientrare nei limiti, come dimostrano i dati relativi a Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (34). A livello regionale la maglia nera va di nuovo alla Lombardia, dove su 10 città che monitorano l&#8217;ozono, nove hanno superato di molto il limite di legge.</p>
<p>Intanto, a Palermo, Potenza, Bologna, Milano, Roma, Genova, Torino, Taranto, Firenze e Civitanova oggi le vetrine di alcune boutique &#8220;attrezzeranno&#8221; i manichini in vetrina con mascherine antismog e slogan contro l&#8217;inquinamento da traffico.</p>
<p>Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell&#8217;aria è purtroppo ancora lontano &#8211; ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza &#8211; e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo centrale per contribuire a migliorare la qualità dell&#8217;aria che respiriamo. Ma se la salute è la nostra priorità, non dobbiamo dimenticare che il non rispetto delle norme sui livelli di inquinamento entro il 2011 esporrà il nostro Paese all&#8217;ennesima sanzione annunciata da parte dell&#8217;Unione europea&#8221;.</p>
<p>Migliorata la situazione per anidride solforosa, monossido di carbonio (CO) e benzene, ma &#8220;molto ancora si deve fare per le polveri sottili, l&#8217;ozono e biossido di azoto&#8221;.</p>
<p>Le principali fonti di inquinamento atmosferico a livello nazionale sono rappresentate dal settore industriale (responsabili del 26% delle emissioni di Pm10, del 23% di biossido di azoto, 79% di ossidi di zolfo e 34% di idrocarburi policiclici aromatici) e dai trasporti, con il contributo maggiore attribuibile a quello su strada con il 22% di emissioni totali di Pm10, il 50% di biossido di azoto, il 45% di monossido di carbonio e il 55% del benzene.</p>
<p>In particolare, a Roma e Milano il traffico veicolare emette circa il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto; a Napoli contribuisce per il 50% del Pm10 e a Torino per oltre il 50% circa di ossidi d&#8217;azoto.</p>


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		<title>A Gaeta la IV edizione dell&#8217;Ecofest.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/01/13/a-gaeta-la-iv-edizione-dellecofest/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 gennaio, a Gaeta, la quarta edizione locale di Ecofest, la festa dell&#8217;ambiente organizzata dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Regione Lazio e dal Creia, in collaborazione con Sviluppo Lazio e con il patrocinio del Comune di Gaeta. La due giorni di Ecofest a Gaeta propone spazi di informazione, dibattito e svago, [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 gennaio, a Gaeta, la quarta edizione locale di Ecofest, la festa dell&#8217;ambiente organizzata dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Regione Lazio e dal Creia, in collaborazione con Sviluppo Lazio e con il patrocinio del Comune di Gaeta. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5307" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ecofest.jpg" alt="ecofest" width="150" height="150" />La due giorni di Ecofest a Gaeta propone spazi di informazione, dibattito e svago, tutti articolati intorno al tema dell&#8217;ambiente e delle energie rinnovabili, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e società interessati alle tematiche ambientali della nostra Regione.</p>
<p>In evidenza le energie rinnovabili e il clima, temi cruciali per il presente e per l&#8217;immediato futuro.</p>
<p>&#8220;Ecofest è anche un&#8217;occasione di confronto e riflessione tra istituzioni, imprese, organizzazioni, ricercatori e cittadini intorno a questioni ecologiche e sociali; dalla tutela ambientale allo sviluppo sostenibile, dalla solidarietà ai lavori<em> verdi</em>&#8221; &#8211; ha affermato l&#8217;assessore della regione Lazio all&#8217;Ambiente, Filiberto Zaratti, durante la conferenza stampa di presentazione dei Ecofest che si è svolta a Gaeta<span id="more-5285"></span> oggi.<br />
Zaratti ha aggiunto anche: &#8220;Questioni che dobbiamo affrontare insieme per costruire una nuova etica ecologista fondata su stili di vita rispettosi di noi stessi e del pianeta che ci accoglie. Ognuno di noi è chiamato, oggi, alla conoscenza delle modalità di produzione e consumo di energia, perchè dal comportamento di ognuno dipende il futuro della nostra società&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa consapevolezza &#8211; ha continuato Zaratti &#8211; impone la diffusione di ogni informazione utile sulle energie rinnovabili, e sul risparmio energetico, e vogliamo fare la nostra parte cercando di rendere comprensibile ed efficace ogni nostra iniziativa. Ecofest costituisce infine un momento di crescita sia per i cittadini, sia per gli amministratori &#8211; ha concluso &#8211; Da un lato, infatti, si riesce ad attirare l&#8217;attenzione di un grande numero di persone attraverso <img class="alignright size-thumbnail wp-image-5292" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/319-150x150.jpg" alt="" width="137" height="137" />l&#8217;esposizione anche divulgativa e divertente dei temi ambientali; dall&#8217;altro viene offerta agli amministratori la possibilità di ascoltare in diretta le opinioni dei cittadini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono soddisfatto che Gaeta ospiti una delle tappe laziali dell&#8217;Ecofest. Siamo una città ricca di bellezze naturali, basti pensare al parco di Monte Orlando e all&#8217;oasi marina, che vuole fare dell&#8217;ambiente un richiamo turistico insieme alla storia, la cultura e ai tantissimi monumenti &#8211; ha dichiarato Antonio Raimondi, sindaco di Gaeta &#8211; Turismo significa anche qualità della vita, quindi conservare e preservare l&#8217;ambiente, in maniera dinamica, è una condizione indispensabile per offrire una città sempre più vivibile&#8221;.</p>
<p>Sabato 16 gennaio, inoltre, alle ore 16, si terrà l&#8217;incontro dal titolo “Sviluppo&amp;Sostenibilità”. Per maggiori informazioni visitare il sito <a rel="nofollow" href="http://www.ecofest.it/" target="_blank">www.ecofest.it</a>.</p>


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<li><a href='http://www.ok-ambiente.com/2009/11/26/lazio-legambiente-1200-nuovi-alberi-piantati-in-oltre-80-aree/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Legambiente: 1200 nuovi alberi piantati in oltre 80 aree nel Lazio.'>Legambiente: 1200 nuovi alberi piantati in oltre 80 aree nel Lazio.</a></li>
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