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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Greenpeace</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Greenpeace: Nokia al primo posto nella XVI guida eco-sostenibile.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 09:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni è uscita la eco-guida dei prodotti elettronici firmata Greenpeace. Una analisi dettagliata di tutte le grandi “case elettroniche”, per stabilire, ancora una volta, quali siano le società più virtuose, e quali invece non facciano cospicui investimenti in produzioni ed elaborazioni sostenibili. Si tratta del sedicesimo appuntamento con questa classifica delle aziende più [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/28/greenpeace-nokia-al-primo-posto-nella-xvi-guida-eco-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In questi giorni è uscita la eco-guida dei prodotti elettronici firmata Greenpeace. Una analisi dettagliata di tutte le grandi “case elettroniche”, per stabilire, ancora una volta, quali siano le società più virtuose, e quali invece non facciano cospicui investimenti in produzioni ed elaborazioni sostenibili. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Guida-tecnologia-verde.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12127" title="Guida-tecnologia-verde" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Guida-tecnologia-verde.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Si tratta del sedicesimo appuntamento con questa <strong>classifica</strong> delle aziende più &#8220;verdi&#8221;, ed è interessante capire quali miglioramenti (o peggioramenti) a livello di <strong>sostenibilità ambientale</strong> siano stati fatti dalle diverse case.</p>
<p>Sotto la lente di <strong>Greenpeace</strong> sono passati come sempre i più disparati <strong><em>oggetti tecnologici</em></strong>: cellulari, monitor, computer portatili, televisori, console.</p>
<p>Diciotto le <strong>aziende</strong> coinvolte, tra cui spiccano Toshiba, Sony, Microsoft, Acer, Lg, Nokia, Apple, HP, Samsung.</p>
<p>I <em><strong>criteri valutativi </strong></em>del comportamento delle case sono essenzialmente distinguibili in due sfere: da un lato,<em><strong> “uso di sostanze pericolose”</strong></em>, e dall’altro <em><strong>“responsabilità gravante sul produttore”</strong></em> (<a title="Dal 18 giugno il sistema “uno contro uno” faciliterà i cittadini nello smaltimento di RAEE." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/dal-18-giugno-il-sistema-uno-contro-uno-facilitera-i-cittadini-nello-smaltimento-di-raee/" target="_self">vedi gestione adeguata dei rifiuti elettronici</a>).<span id="more-12085"></span></p>
<p>In testa alla classifica abbiamo <strong>Nokia</strong>, che raggiunge <strong>7,5 punti su 10</strong> (è sì in testa ma come si vede può ancora migliorare), che viene subito seguita da <strong>Sony Ericcson</strong> perchè <em>“ha bandito l’uso di sostanze altamente nocive come PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo, antimonio, berillio e ftalati. In particolar modo, Nokia ha agito efficacemente anche sulle procedure, ossia agendo su ogni singolo passaggio del processo produttivo/distributivo”.</em></p>
<p><strong>Nintendo</strong> va invece malissimo, a causa  delle sostanze utilizzate, e ricopre l’ultimo posto assieme a <strong>Microsoft</strong> e <strong>Toshiba</strong>.</p>
<p><strong>Apple </strong>si mantiene stabile come punteggio, ossia <strong>4,9 punti</strong>, ma scivola dal quinto al nono posto perché altre società l’hanno surclassata. Anche<strong> LG</strong> e <strong>Samsung</strong> hanno disatteso gli impegni che avevano preso.</p>
<p>E&#8217; sempre importante tenere d’occhio il comportamento delle società che immettono nel mercato i prodotti che i consumatori usano e apprezzano; soprattutto per aiutare il consumatore ad orientarsi negli acquisti e a fare <strong>scelte consapevoli</strong>. La classifica completa è consultabile sul sito di <a title="Eco-guida XVI. Bene Philips, Nokia e HP. Male Toshiba." rel="nofollow" href="http://www.greenpeace.org/italy/news/eco-guida-xvi-" target="_blank">Greenpeace</a>.</p>
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		<title>Fanghi rossi: le autorità ungheresi sminuiscono i rischi, ma a quale prezzo?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 15:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedi 4 ottobre a Kolontar, in Ungheria, si rompeva una chiusa contenente 700.000 metri cubi di fanghi rossi tossici, causando un disastro inaudito. Il governo ungherese, oggi, sminuisce quanto è accaduto, prendendo provvedimenti che l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace ritiene irresponsabili: vediamo perché. Il governo ungherese ha deciso alcuni giorni fa di riaprire lo stabilimento produttivo (per [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/18/fanghi-rossi-le-autorita-ungheresi-sminuiscono-i-rischi-ma-a-quale-prezzo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lunedi 4 ottobre a Kolontar, in Ungheria, si rompeva una chiusa contenente 700.000 metri cubi di fanghi rossi tossici, causando un <a title="Disastro ecologico in Ungheria: sversamento di fanghi rossi tossici da un’industria dell’alluminio." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/05/disastro-ecologico-in-ungheria-fanghi-rossi-tossici-per-una-fuga-da-unindustria-dellalluminio/" target="_self">disastro</a> inaudito. Il governo ungherese, oggi, sminuisce quanto è accaduto, prendendo provvedimenti che l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace ritiene irresponsabili: vediamo perché.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Fanghi-rossi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11824" title="Fanghi-rossi" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Fanghi-rossi.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il<strong> governo ungherese </strong>ha deciso alcuni giorni fa di <strong>riaprire</strong> lo stabilimento produttivo<strong> </strong>(per il momento tolto alla <strong>società<em> Mal S.A.</em></strong> e nazionalizzato) da cui si è riversato il fiume di fango corrosivo.</p>
<p>Ed ha deciso anche di procedere al <strong>reinsediamento</strong> delle persone evacuate dall&#8217;area colpita: a ognuna di loro, l&#8217;unità di crisi ha consigliato di indossare in maniera permanente mascherine contro la polvere.</p>
<p>Secondo <strong>Greenpeace</strong>, si tratta di un atto <strong><em>&#8220;assolutamente irresponsabile&#8221;</em></strong> dal momento che non ci sono elementi obiettivi per ritenere la zona sicura e perché non sono state ancora individuate le cause del disastro ambientale. Perché far tornare così presto le persone nell&#8217;area in cui si è verificata la più grande catastrofe<span id="more-11788"></span> ecologica che l&#8217;Ungheria abbia mai vissuto?</p>
<p>I centri di <strong>Kolontar</strong> e <strong>Devecser</strong> sono stati pesantemente devastati e inquinati dal fango tossico; molte abitazioni sono state alluvionate per un&#8217;altezza anche superiore ai due metri e sarà difficile l&#8217;operazione di ripulitura del fango rosso che ha colorato quasi in modo indelebile tutto ciò che ha toccato creando un&#8217;atmosfera surreale; alcune abitazioni sono in parte crollate a causa della violenza dell&#8217;inondazione; decine di automobili e furgoni sono stati spazzati via.</p>
<p>In questa regione, cosa si può prospettare per il <strong>futuro</strong>?</p>
<p>Ecco tre possibilità non troppo remote:</p>
<ol>
<li><em><strong>Agricoltura locale condannata per anni</strong></em><br />
Laddove ora giace uno strato di fanghiglia rossa, un tempo crescevano grano, mais, patate. Anche se a livello nazionale la popolazione non risentirà di questa perdita, a livello regionale l&#8217;impatto è stato catastrofico.<br />
I fanghi contengono <strong><em>cromo, mercurio, piombo</em></strong> ed <em><strong>arsenico</strong></em> a delle concentrazioni ancora sconosciute (in realtà Greenpeace ha fatto delle analisi sui fanghi dai risultati preoccupanti): questi metalli pesanti impediscono lo sviluppo dei vegetali e dei microrganismi che vivono nei suoli, ed hanno una durata di vita molto lunga.<br />
Perciò, l&#8217;agricoltura potrebbe non essere possibile per anni ed anni.</li>
<li><strong><em>Acqua potabile contaminata<br />
</em></strong>Nel <a title="Fanghi rossi in Ungheria: morie di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/08/ungheria-morie-di-pesci-nei-fiumi-raba-e-monsoni-danubio/" target="_blank">fiume Marcal</a> tutti i pesci sono morti e la vita è scomparsa, afferma Gabor Figeczky del WWF Ungheria.<br />
Anche il fiume Raba è stato contaminato, dopodiché è stata la volta del Danubio, dove si registra un tasso di alcalinità superiore alla media ed una anomale presenza di arsenico.<br />
L&#8217;<strong>arsenico</strong>, pericoloso per piante e animali, puo&#8217; accumularsi in particolare negli invertebrati e danneggiare il sistema nervoso degli uomini.<br />
&#8220;<em>Questa contaminazione</em>- spiega Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di <strong>Greenpeace Italia</strong>- <em>rappresenta un grave rischio per gli ecosistemi acquatici, le falde di acqua potabile e la salute pubblica, anche a lungo termine. Denunciamo il tentativo di occultamento del Governo ungherese, che non ha ancora pubblicato alcun dato sulla contaminazione dei fanghi</em><em>&#8220;.</em><br />
Al momento le <strong>autorità ungheresi</strong> affrontano l&#8217;emergenza senza pensare a lungo termine: in realtà si potrebbe avere un effetto a &#8220;bomba ritardata&#8221; se il sottosuolo fosse a filtrazione lenta. Le sostanze, infatti,  potrebbero impiegare anche 20 anni a migrare e a raggiungere le falde acquifere sottostanti.</li>
<li><em><strong>Nuvole di polvere tossica<br />
</strong></em>Per il momento piove sulla regione, ma quando il fango seccherà potrebbe trasformarsi in <strong>polvere tossica</strong>. Nei fanghi, le sostanze nocive sono nell&#8217;ordine dei micron.<br />
Quando il fango secca e il vento soffia, gli elementi fini prendono il volo. Questo rischia di creare delle <em><strong>nuvole di polveri invisibili</strong></em> ma comunque dannose per la salute.<br />
Le sostanze probabilmente entreranno nei polmoni e nel sangue delle popolazioni locali fatte rientrare nella regione, e il vento potrebbe portare il problema ben al di là dei 40 kmq al momento sinistrati.</li>
</ol>
<p>Insomma, nonostante il governo ungherese faccia di tutto per far scordare al mondo questo disastro ecologico, è evidente che la scelta di sminuire quanto accaduto potrebbe nuocere ancora moltissimo sia alla gente che all&#8217;ambiente.</p>
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		<title>L&#8217;inchiesta di Greenpeace sulla sostenibilità degli editori italiani.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 08:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo stesso giorno in cui viene celebrata l&#8217;apertura del Salone del libro di Torino l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace rende noto il risultato della sua inchiesta presso gli editori italiani. Ecco la domanda posta agli editori: da dove prendete la carta? L&#8217;associazione ha condotto un&#8217;inchiesta presso gli editori italiani chiedendo loro se sapevano da dove venisse la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/21/linchiesta-di-greenpeace-sulla-sostenibilita-degli-editori-italiani/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo stesso giorno in cui viene celebrata l&#8217;apertura del Salone del libro di Torino l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace rende noto il risultato della sua inchiesta presso gli editori italiani. Ecco la domanda posta agli editori: da dove prendete la carta?</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8121" title="greenpeace-" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/greenpeace-1.jpg" alt="greenpeace-" width="160" height="140" />L&#8217;associazione ha condotto un&#8217;inchiesta presso gli editori italiani chiedendo loro se sapevano da dove venisse la materia prima che usano: la carta. </p>
<p>Il risultato che viene fuori è che, purtroppo, la maggior parte di loro non lo sa e questo dato è abbastanza preoccupante.</p>
<p>Ecco i dati che ha raccolto Greenpeace: solamente il 6% degli editori italiani (tra cui Bompiani, Fandango, Hacca e Gaffi) stampa i propri libri su carta sostenibile che aderisce al progetto di Greenpeace <strong>&#8220;Editori amici delle foreste&#8221;</strong>.</p>
<p>La maggioranza (il 55% per essere precisi) non ha informazioni chiare sulla provenienza della carta utilizzata. In questo gruppo troviamo i principali editori italiani: Mondadori, Rcs Libri, Gruppo Giunti, Gruppo Mauro Spagnol (precisiamo che da soli valgono più<span id="more-7994"></span> della metà del mercato!). </p>
<p>Un 20% infine si è dimostrato talmente poco interessato al problema da non rispondere: tra questi citiamo Feltrinelli&#8230;</p>
<p>Il dato più preoccupante sta nell&#8217;ignoranza della maggioranza sulla provenienza della carta perché ciò significa che tanti editori non sanno, ad esempio, se nella loro attività quotidiana contribuiscono o meno all&#8217;incremento dei fatturati dell&#8217;Asian Pulp and Paper, il più grande produttore di carta dell&#8217;Indonesia e il secondo a livello mondiale.</p>
<p>Molte persone non sanno che l&#8217;Asian Pulp and paper dagli anni Ottanta ad oggi ha distrutto un milione di ettari di foreste nella sola isola di Sumatra, contribuendo a fare dell&#8217;Indonesia il terzo produttore mondiale di anidride carbonica, il più pericoloso dei gas serra.</p>
<p>Per ogni tonnellata di cellulosa prodotta da App in Indonesia sono state emesse 34 tonnellate di CO2. Vale la pena anche dire che l&#8217;Italia è il maggiore cliente dell&#8217;Asian Pul and paper&#8230; giusto per completare il quadro nero della situazione editoriale italiana!</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F21%2Flinchiesta-di-greenpeace-sulla-sostenibilita-degli-editori-italiani%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Contro il rigassificatore offshore di Livorno/Pisa: Greenpeace passa all&#8217;azione.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In queste settimane, nonostante la forte mobilitazione cittadina che da anni si oppone al progetto, sono iniziati i lavori per la costruzione del rigassificatore offshore di Livorno/Pisa. Questo rigassificatore sarà la prima Area Marina Industriale collocata proprio all&#8217;interno della zona tutelata dall&#8217;Accordo sul Santuario dei Cetacei. Forte è stato lo sconcerto tra le associazioni ambientaliste: [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/17/contro-il-rigassificatore-offshore-di-livornopisa-greenpeace-passa-allazione/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In queste settimane, nonostante la forte mobilitazione cittadina che da anni si oppone al progetto, sono iniziati i lavori per la costruzione del rigassificatore offshore di Livorno/Pisa. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5859" title="rigassificatore" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rigassificatore-pisa1-150x150.jpg" alt="rigassificatore" width="160" height="150" />Questo rigassificatore sarà la prima Area Marina Industriale collocata proprio all&#8217;interno della zona tutelata dall&#8217;Accordo sul Santuario dei Cetacei. Forte è stato lo sconcerto tra le associazioni ambientaliste: Greenpeace ha deciso quindi di passare all&#8217;azione.</p>
<p>I rigassificatori sono la parte finale della filiera del GNL. Il gas naturale viene liquefatto nei paesi produttori, trasportato da metaniere ad una temperatura di circa – 161°C, rigassificato e quindi immesso nelle reti dei paesi consumatori.</p>
<p>I rigassificatori sono impianti dal forte impatto ambientale; quelli offshore (in mare aperto) inquinano il mare perché utilizzano, per il processo di riscaldamento del gas, masse<span id="more-5844"></span> enormi di acqua marina che poi rilasciano raffreddata e clorata.</p>
<p>Il progetto di rigassificatore offshore di Livorno/Pisa è unico nel suo genere: sarebbe infatti il primo rigassificatore in mare e su nave (onboard) realizzato in tutto il mondo.</p>
<p>L&#8217;operazione di travaso di gas liquido tra navi oscillanti è molto pericolosa, che può causare sversamenti di GNL e conseguenti incendi dalla potenza inaudita: per questo per molti anni essa è stata proibita dalla legge. </p>
<p>La zona in cui dovrebbe essere realizzato l’impianto offshore è inoltre a ridosso di una faglia sismica che ha causato ripetute scosse (almeno quattro negli ultimi 20 anni). Per questi motivi, e per molti altri ancora, molti cittadini di Pisa e Livorno da anni intraprendono una battaglia per opporsi al progetto, preoccupati dal fatto che gli esiti di un incidente potrebbero essere catastrofici.</p>
<p>Le preoccupazioni riguardano però anche l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;impianto stesso, al di là di possibili incidenti. La situazione del Santuario dei Cetacei è, secondo Greenpeace, critica: durante il censimento condotto nel 2008, Greenpeace ha trovato solo un quarto delle balenottere &#8221;attese&#8221;, mentre la popolazione di stenelle sembra dimezzata rispetto ai valori registrati agli inizi degli anni &#8217;90.</p>
<p>Secondo l&#8217;associazione ambientalista lo stato di degrado dell&#8217;area, già acuito dal traffico navale e dall&#8217;inquinamento, aumenterà drammaticamente con l&#8217;accensione dell&#8217;impianto offshore: per questo alcuni attivisti il 16 marzo hanno realizzato un&#8217;azione di protesta incatenandosi alla nave che sta lavorando alla sua costruzione.</p>
<p>La nave di Greenpeace &#8220;Rainbow warrior&#8221; si è accostata alla nave che sta posizionando i cavi dei gasdotti in mare. Tre gommoni si sono avvicinati, da due sono partiti i climbers che si sono arrampicati fin sulla cima delle gru buttando giù striscioni di protesta &#8220;Fine del Santuario&#8221; e &#8220;Ministro salva il Santuario&#8221;.</p>
<p>Il terzo gommone si è affiancato alla nave per scrivere sulla fiancata &#8220;Balene finite&#8221;.  Dopo dodici ore passate aspettando una risposta dal Ministro Prestigiacomo, i climbers sono scesi, delusi, dalle gru, profondamente rammaricati dall&#8217;indifferenza del Governo.</p>
<p>Quello che viene da chiedersi è chi, in alto, sia ancora interessato a proteggere in maniera concreta l&#8217;ecosistema marino&#8230;</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F17%2Fcontro-il-rigassificatore-offshore-di-livornopisa-greenpeace-passa-allazione%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il rapper Piotta: &#8220;Sostengo Greenpeace contro il nucleare&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[impianti nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Rainbow Warrior II]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche il rapper Piotta scende in campo al fianco di Greenpeace per dire No al nucleare. Saranno infatti Piotta assieme a 99 Posse, Punkreas, Adriano Bono &#38; Torpedo Sound Machine e Leo Pari, i protagonisti della campagna contro il nucleare che partirà martedì 9 marzo prossimo, con il lancio del singolo &#8220;No Al Nucleare&#8221; a [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/10/il-rapper-piotta-sostengo-greenpeace-contro-il-nucleare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Anche il rapper Piotta scende in campo al fianco di Greenpeace per dire No al nucleare. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5656" title="Rainbow_Warrior" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rainbow_Warrior-150x150.jpg" alt="Rainbow_Warrior" width="170" height="150" />Saranno infatti Piotta assieme a 99 Posse, Punkreas, Adriano Bono &amp; Torpedo Sound Machine e Leo Pari, i protagonisti della campagna contro il nucleare che partirà martedì 9 marzo prossimo, con il lancio del singolo &#8220;No Al Nucleare&#8221; a sostegno della campagna Nuclear Lifestyle.</p>
<p>Gli artisti presenteranno per la prima volta dal vivo il brano in diretta streaming dalla nave Rainbow Warrior II, al largo di Citavecchia, on air sul portale <a href="http://www.nuclearlifestyle.it/" target="_blank" rel="nofollow" >www.nuclearlifestyle.it</a>, dal quale si potrà anche scaricare gratuitamente l&#8217;mp3 del singolo.</p>
<p>La nave, già presente nelle attività al Summit della Terra a Rio de Janeiro nel 1992 e nell&#8217;oceano Pacifico per manifestare contro i test nucleari della Francia a Mururoa, sarà allestita per l&#8217;occasione con un vero e proprio sound system tra microfoni, casse,<span id="more-5645"></span> giradischi e amplificatori.</p>
<p>&#8220;Questo nuovo singolo è un work in progress in attesa di sempre maggiori adesioni&#8221; spiega Andrea Lepore, responsabile campagna nucleare di Greenpeace. &#8220;Speriamo presto -aggiunge Lepore- di riuscire a vedere tutti gli artisti contro il nucleare insieme su un unico palco&#8221;.</p>
<p>Molte le ragioni che spingono Greenpeace a contrastare il nucleare, in primis -spiega il gruppo ambientalista-perché le centrali generano scorie che rimangono radioattive per migliaia di anni ma poi anche per tutti i rischi e i costi che sono legati alla sua gestione&#8221;. Insomma, il nucleare per Greenpeace &#8220;e&#8217; solo una pericolosa perdita di tempo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il nucleare in Italia -commenta Tommaso Zanello alias Piotta &#8211; è poco più che una farsa. Mi chiedo solo come potremmo gestire lo smaltimento delle scorie radioattive, quando a mala pena riusciamo a gestire la spazzatura. Tutto il mio sostegno alle istanze di Greenpeace&#8221;.</p>
<p>Guarda il video:</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Xx6WMBovky0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Xx6WMBovky0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F10%2Fil-rapper-piotta-sostengo-greenpeace-contro-il-nucleare%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il Brasile contro la deforestazione.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/11/14/il-brasile-contro-la-deforestazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 16:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Flora e Fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governo brasiliano ha in progetto di ridurre le emissioni di gas serra entro il 2020, attraverso un gesto &#8220;politico&#8221; che mira a far pressione sulle nazioni ricche. Un funzionario brasiliano, Dilma Rousseff, ha detto che il Brasile vuole ridurre le emissioni del 36% entro il 2020. &#8220;Quello Che il Brasile sta facendo è un [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/14/il-brasile-contro-la-deforestazione/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il governo brasiliano ha in progetto di ridurre le emissioni di gas serra entro il 2020, attraverso un gesto &#8220;politico&#8221; che mira a far pressione sulle nazioni ricche. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3551" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="160" /> Un funzionario brasiliano, Dilma Rousseff, ha detto che il Brasile vuole ridurre le emissioni del 36% entro il 2020.</p>
<p>&#8220;Quello Che il Brasile sta facendo è un gesto politico&#8221;, ha detto Rouseff, a seguito di una riunione del cambiamento climatico a Sao Paulo.</p>
<p>&#8220;Continuiamo a credere che la responsabilità appartiene ai paesi sviluppati; queste riduzioni sono volontarie e non vincolanti e si pongono come obiettivi prioritari, ma i paesi più sviluppati dovrebbero fare altrettanto.</p>
<p>Gli scienziati dicono che le nazioni ricche, con lunghe storie di inquinamento accumulato, come gli Stati Uniti, hanno bisogno di ridurre le emissioni del 25-40% entro il 2020, ma a quanto pare le proposte fatte non hanno<span id="more-3550"></span> questa portata .</p>
<p>Le nazioni in via di sviluppo devono, dicono gli esperti, ridurre le loro emissioni del 15-30% entro il 2020, e rafforzando la propria parte della transazione, il Brasile sta lanciando una sfida aperta agli Stati Uniti, dove la legislazione del Senato sui cambiamenti climatici è vicina ad un punto morto.</p>
<p>La metà dei tagli proposti dal Brasile arriveranno da una riduzione della deforestazione, mentre il restante 20% riguarda l&#8217;industria e l&#8217;agricoltura. &#8220;Noi siamo già un esempio per il mondo. Ma il fatto che stiamo per annunciare un obiettivo importante, non significa che non sappiamo che i responsabili sono i paesi sviluppati&#8221;, ha detto Rousseff.</p>
<p>La posizione ufficiale del Brasile per i colloqui di Copenhagen seguono quindi una linea forte, e i negoziatori brasiliani annunciano la diminuzione della deforestazione dell’80% entro il 2020. Sergio Leitao, il direttore delle politiche pubbliche per Greenpeace Brasile, ha detto che l’ambizioso progetto del presidente brasiliano Lula deve assumere carattere di obbligatorietà, per evitare che l’espressione “riduzioni volontarie” si fermi subito davanti alle prime difficoltà.</p>
<p>E la recente comparsa del difensore della foresta pluviale, ossia Marina Silva, come potenziale candidata per le elezioni presidenziali del prossimo anno, ha contribuito a spingere il governo brasiliano a concentrarsi sul problema dell’ambiente.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F11%2F14%2Fil-brasile-contro-la-deforestazione%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>La Spagna decide sul nucleare.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 22:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Felipe Gonzalez]]></category>
		<category><![CDATA[Garona]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Javier Solana]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre il governo italiano fa del nucleare un&#8217;idea da rispolverare, in altri paesi europei i dubbi crescono. Analizziamo il caso della Spagna. Il governo spagnolo dovrà prendere una posizione chiara a favore o contro l&#8217;energia nucleare nel corso delle prossime settimane, quando si deciderà se rinnovare la licenza d’uso di sei “storiche” centrali nucleari. Il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/15/la-spagna-decide-sul-nucleare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Mentre il governo italiano fa del nucleare un&#8217;idea da rispolverare, in altri paesi europei i dubbi crescono.<br />
</strong><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-794" title="zapatero" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/zapatero-200x300.jpg" alt="zapatero" width="151" height="227" />Analizziamo il caso della Spagna. Il governo spagnolo dovrà prendere una posizione chiara a favore o contro l&#8217;energia nucleare nel corso delle prossime settimane, quando si deciderà se rinnovare la licenza d’uso di sei “storiche” centrali nucleari. </p>
<p>Il Primo Ministro Jose Luis Rodriguez Zapatero, il cui governo ha sostenuto lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili come quella solare ed eolica, ha detto che vuole eliminare gradualmente l&#8217;energia nucleare nel paese, attraverso la fine del ciclo di vita degli impianti. </p>
<p>Si vocifera però che per alcuni impianti, la licenza possa essere rinnovata, a patto che vengano aggiornati i sistemi di sicurezza. Entro il 5 luglio il governo deciderà. La Spagna genera circa il 20 % della sua energia elettrica da centrali nucleari, mentre nella vicina Francia si parla di livelli vicini all’80%.</p>
<p>La Spagna, insieme a Danimarca e Germania, è tra i maggiori produttori di energia eolica nella Unione Europea ed è uno dei maggiori produttori mondiali di energia solare. E forse <span id="more-793"></span>la decisione di prolungare la vita delle centrali nucleari (come la cd. Garona) sarebbe anche impopolare visto che solitamente i più forti sostenitori della tutela dell’ambiente votano per la sinistra. Anche la filiale spagnola di Greenpeace ha esortato il governo a non rinnovare la licenza.</p>
<p>Anche l’Italia sembra che si spinga, secondo le idee dell’attuale governo, verso l’energia nucleare, ma i dubbi restano. Infatti, a seguito della volatilità dei prezzi di petrolio e la crescente preoccupazione per l&#8217;impatto ambientale delle emissioni di carbonio, molte nazioni come la Gran Bretagna e Germania si stanno spingendo verso un aperto atteggiamento anti-nucleare.</p>
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