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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Google</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Google Earth Engine: monitoraggio e previsione dell&#8217;evoluzione della Terra.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 10:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google ha svelato una tecnologia online che permette agli scienziati e ai ricercatori di monitorare e misurare le variazioni ambientali (tanto di terra quanto di mare) sfruttando 25 anni di dati satellitari. Google Earth Engine, introdotto durante i colloqui sul clima a Cancun, utilizza &#8220;migliaia di miliardi di misurazioni scientifiche&#8221; raccolte dal satellite LANDSAT della [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/12/13/google-earth-engine-monitoraggio-e-previsione-dellevoluzione-della-terra/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Google ha svelato una tecnologia online che permette agli scienziati e ai ricercatori di monitorare e misurare le variazioni ambientali (tanto di terra quanto di mare) sfruttando 25 anni di dati satellitari.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/google_earth_engine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13094" title="google_earth_engine" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/google_earth_engine.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Google Earth Engine</strong>, introdotto durante i colloqui sul clima a <strong><a title="Cancun (Messico): un accordo tra speranze e incertezze." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/12/16/cancun-messico-un-accordo-tra-speranze-e-incertezze/" target="_self">Cancun</a>,</strong> utilizza &#8220;migliaia di miliardi di misurazioni scientifiche&#8221; raccolte dal satellite LANDSAT della NASA.</p>
<p>Google sta già lavorando su alcune <strong>applicazioni</strong> che consentano il monitoraggio e la mappatura del fenomeno della<strong> deforestazione</strong>, delle sue tendenze, e dello stretto rapporto tra esso e l’utilizzo del territorio da parte dell’uomo, compresa la creazione di una <strong>mappatura</strong> (la più grande mai fatta) delle <strong>foreste del Messico</strong> e delle <strong>risorse idriche</strong> esistenti.</p>
<p>Questo progetto da solo avrebbe richiesto tre anni di processo utilizzando un singolo computer e invece i funzionari di <strong>Google</strong> hanno evidenziato come basti solo un giorno, <span id="more-13083"></span>usando Google Earth Engine.</p>
<p><em>&#8220;Nessuno è mai stato in grado di analizzare la complessiva mole di dati riguardanti ad esempio il Messico, nessuno si è mai avvicinato a riuscirci&#8221;</em> ha dichiarato Rebecca Moore, responsabile tecnico del progetto.</p>
<p>Google afferma di offrire <strong>20 milioni di ore all’anno</strong> di uso delle CPU della piattaforma per i prossimi due anni alle nazioni in via di sviluppo, alle organizzazioni scientifiche, agli scenziati che ne faranno richiesta, tutto col fine di utilizzare la piattaforma, non solo per <em>“pre-processare”</em> le sequenze visive (ottenendo immagini chiare e senza “ostacoli” come le nuvole) ma anche per creare una rete collaborativa tra esperti.</p>
<p>Questa piattaforma potrebbe dunque emergere come uno strumento critico e attendibile per l&#8217;esecuzione di iniziative basilari, quali la <strong>gestione del territorio </strong>(vedasi il programma REDD delle Nazioni Unite, in cui le nazioni più ricche pagano le nazioni in via di sviluppo per preservare le foreste pluviali).</p>
<p>Guarda ilo <strong>video di presentazione</strong> di Google Earth Engine in inglese:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MnCf9Gjz720?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/MnCf9Gjz720?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Google a sfondo nero per risparmiare energia? Una bufala&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 18:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
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		<category><![CDATA[LCD]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ricordate, tempo fa, la notizia secondo cui Google avrebbe impostato la sua pagina iniziale col colore nero per favorire i risparmi energetici? Ebbene, in realtà il risparmio è davvero esiguo, quasi insignificante. Girava infatti la notizia che Google avrebbe &#8220;annerito&#8221; la sua pagina di ricerca per determinare dei risparmi sull&#8217;energia elettrica, poichè una sola [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/27/google-a-sfondo-nero-per-risparmiare-energia-una-bufala/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Vi ricordate, tempo fa, la notizia secondo cui Google avrebbe impostato la sua pagina iniziale col colore nero per favorire i risparmi energetici? Ebbene, in realtà il risparmio è davvero esiguo, quasi insignificante.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6981" title="google-dark" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/google-dark.gif" alt="google-dark" width="160" height="140" />Girava infatti la notizia che Google avrebbe &#8220;annerito&#8221; la sua pagina di ricerca per determinare dei risparmi sull&#8217;energia elettrica, poichè una sola &#8220;black page&#8221;, moltiplicata per il numero di pagine Google dello stesso sfondo, avrebbe determinato un grande risparmio.</p>
<p>Sulla scia di questa notizia molti (tra cui il sottoscritto) avevano testato la cosa, con un pizzico anche di soddisfazione (nella convinzione di ridurre davvero i consumi).</p>
<p>Ma attraverso approfondite ricerche, i risultati dedotti sono ben diversi da ciò che si diceva: certo, una schermata completamente nera permette un risparmio energetico di circa il 12%, rispetto ad una completamente bianca, ma solo per un monitor CRT<span id="more-6973"></span> (cioè di tipo vecchio) tenuto con luminosità e contrasto al 50%. </p>
<p>Se si riducono queste regolazioni, pur restando perfettamente e confortevolmente leggibili le videate, il risparmio si riduce al 4%.</p>
<p>Ma riducendo invece luminosità e contrasto sul monitor il risparmio, pur se ridotto, si avrebbe durante tutto il periodo d’uso, e non solo nei pochi minuti al giorno che si consulta il noto motore di ricerca. Se andiamo a guardare invece i monitor LCD, addirittura, quando la schermata è nera il consumo è maggiore.</p>
<p>Invece, un risparmio davvero cospicuo (16%) si avrebbe riducendo la luminosità dello schermo al minimo, e il risparmio in questo caso si manterrebbe per tutta la durata d&#8217;uso del pc.</p>
<p>Quindi, se davvero si vuole creare risparmio energetico nell&#8217;uso dei mezzi informatici, sarebbe molto meglio sentir parlare di luminosità e contrasto della schermata, piuttosto che diffondere trovate pubblicitarie strane e facilmente confutabili.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F27%2Fgoogle-a-sfondo-nero-per-risparmiare-energia-una-bufala%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Microsoft Hohm per l’ambiente.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 20:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[Gartner Martin Reynolds]]></category>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha appena elaborato un pacchetto che consente di misurare i consumi energetici, e lo scopo è quello di attuare una degna concorrenza dispetto agli strumenti introdotti da Google, come PowerMeter. Una rivalità positiva e produttiva, quella tra Microsoft e Google, ha da sempre favorito la creazione di prodotti efficienti sul campo dei browsers e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/28/microsoft-hohm-per-l%e2%80%99ambiente/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Microsoft ha appena elaborato un pacchetto che consente di misurare i consumi energetici, e lo scopo è quello di attuare una degna concorrenza dispetto agli strumenti introdotti da Google, come PowerMeter.</strong> </p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1034" title="mshohmbeta" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/mshohmbeta.jpg" alt="mshohmbeta" width="208" height="155" /> Una rivalità positiva e produttiva, quella tra Microsoft e Google, ha da sempre favorito la creazione di prodotti efficienti sul campo dei browsers e dei pacchetti applicativi. </p>
<p>Ora che il tema toccato è quello dell’ambiente, il confronto si rende ancora più interessante. Hohm è per ora disponibile nella versione beta e con la limitazione alla sola utenza statunitense. </p>
<p>Secondo studi iniziali, Hohm è molto più “dotato” di PowerMeter Google, che attua funzioni simili ma è limitato a determinate società elettriche. </p>
<p>Insomma, Hohm rappresenta la consapevolezza, assunta da Microsoft, di quanto sia importante concentrarsi sui temi dell’ambiente, attraverso l&#8217;elaborazione di dati che tengono sottocontrollo il consumo di energia da parte di ogni famiglia, e sarà altresì facile ottenere consigli<span id="more-1033"></span> su come usare gas ed elettricità in modo equilibrato evitando gli sprechi.</p>
<p>Hohm è il risultato di due anni di lavoro, per contrastare quella che l’analista Gartner Martin Reynolds definisce “apatia più che ignoranza sulla possibilità di tagli al consumo energetico”. </p>
<p>Aggiungendo: “Anche quando i prezzi del gas triplicano, la maggior parte degli americani sceglie di pagare di più, piuttosto che modificare drasticamente l&#8217;uso di energia. Lo stesso atteggiamento sarà una sfida in casa mia, perché non ottengo molto seguito quando suggerisco di mettere su un maglione piuttosto che accendere il calore”.</p>
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