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	<title>Ok Ambiente . com &#187; gas serra</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>PNAS: &#8220;Demografia e urbanizzazione incidono molto su livelli di CO2&#8243;.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 09:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/27/pnas-demografia-e-urbanizzazione-incidono-molto-su-livelli-di-co2/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I cambiamenti nella crescita della popolazione, l&#8217;invecchiamento e l&#8217;urbanizzazione, potrebbero influenzare significativamente le emissioni globali di anidride carbonica nei prossimi 40 anni. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/demografia.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12014" title="demografia" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/demografia-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a> La ricerca, apparsa su <strong>Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS)</strong>, è stata condotta da un team internazionale di scienziati. </p>
<p>Lo studio ha dimostrato che un <strong>rallentamento </strong>della <strong>crescita demografica</strong>, seguendo uno dei percorsi di crescita più lenta considerato plausibile dai demografi delle Nazioni Unite, potrebbe contribuire a <strong>ridurre</strong> significativamente le <strong>emissioni di gas a effetto serra</strong>.</p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che questa lenta crescita sino al 2050 potrebbe dare una diminuzione dal <strong>16%</strong> al <strong>29%</strong> delle emissioni.</p>
<p>Globalmente, il <strong>tasso di crescita della popolazione umana</strong> è in fortissimo<strong> calo</strong>, sebbene gli ultimi 100 anni abbiano visto un rapido aumento della popolazione grazie ai <span id="more-11944"></span>progressi medici e al massiccio aumento della produttività agricola.</p>
<p>L&#8217;invecchiamento può ridurre le emissioni fino al 20% in alcuni paesi industrializzati, perché le popolazioni di età media superiore comportano un ricorso alla forza lavoro più basso: così, c’è minore produttività e quindi minore crescita economica.</p>
<p>Gli esperti hanno così sviluppato alcune ipotesi di crescita economica, consumi di energia e scenari di emissioni, utilizzando un nuovo modello (<strong><em>Population-Environment-Technology model, o PET</em></strong>), e considerando età, localizzazioni urbane e rurali.</p>
<p><em>&#8220;Le famiglie possono influire sulle emissioni, sia direttamente, attraverso i loro modelli di consumo, sia indirettamente, attraverso i loro effetti sulla crescita economica&#8221;</em>, ha affermato O&#8217;Neill, uno degli esperti.</p>
<p>Quindi, una <strong>popolazione più anziana</strong> consuma meno di una popolazione più giovane a causa di “esigenze di lavoro” più basse, mentre una <strong>nazione in via di sviluppo</strong> (che tende ad essere più giovane) rispetto alle nazioni più avanzate (e più “vecchie”) sviluppa delle esigenze di lavoro (ed ecologiche) maggiori e in tempi più rapidi.</p>
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		<title>Ligabue aderisce al progetto Impatto Zero di Lifegate.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 11:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da alcuni giorni disponibile in cd, vinile e download digitale &#8220;Arrivederci, mostro!&#8221;, l’ultimo album del rocker emiliano Ligabue. Anche in questa occasione il cantante ha confermato il proprio impegno per l’ambiente aderendo al progetto Impatto Zero dell&#8217;impresa LifeGate per compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla realizzazione del disco. La collaborazione del cantante [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/ligabue-aderisce-al-progetto-impatto-zero/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E&#8217; da alcuni giorni disponibile in cd, vinile e download digitale &#8220;Arrivederci, mostro!&#8221;, l’ultimo album del rocker emiliano Ligabue. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7937" title="impatto_zero" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/impatto_zero-150x150.jpg" alt="impatto_zero" width="150" height="150" /> Anche in questa occasione il cantante ha confermato il proprio impegno per l’ambiente aderendo al progetto Impatto Zero dell&#8217;impresa <em>LifeGate </em>per compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla realizzazione del disco.</p>
<p>La collaborazione del cantante con <em>LifeGate</em> è iniziata nel 2007: a impatto zero, infatti, sono stati gli ultimi tour italiani di Ligabue ed il disco &#8220;Secondo Tempo&#8221;.</p>
<p>Per la stampa del nuovo disco &#8211; pur prodotto con materiali ecosostenibili come carta e cartoncino certificati Fsc &#8211; verranno generati 76.000 kg di anidride carbonica, che saranno compensati con la creazione e tutela di oltre 11.000 mq di foreste in Madagascar.</p>
<p>Impatto Zero è un innovativo progetto italiano ideato nel 2001 dall&#8217;impresa<em> LifeGate</em> che calcola, riduce e compensa le emissioni di CO2 generate dalle attività di persone, eventi, prodotti e aziende attraverso la tutela di foreste che si trovano in Italia<span id="more-7769"></span> (Parco del Ticino) e nel resto del mondo.</p>
<p>Si tratta di un modello di “<em>green economy</em>” studiato in molte università italiane che può coinvolgere aziende e privati. In particolare, come primo passo si calcolano con un metodo scientifico basato sugli studi di LCA (<em>Life Cycle Assessment</em>) le emissioni di gas-serra generate da un prodotto, un&#8217;attività, un evento.</p>
<p>Il secondo passo è la riduzione di queste emissioni grazie all’utilizzo di nuove tecnologie, materie prime più “eco” o un vero e proprio re-design del prodotto.</p>
<p>L’ultimo passo prevede la compensazione delle emissioni rimanenti con la creazione e tutela di foreste in crescita, il cui ruolo di &#8220;carbon sink&#8221; &#8211; la capacità di assorbire la CO2 &#8211; è riconosciuto dal Protocollo di Kyoto e da ricerche scientifiche indipendenti.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7926" title="Arrivederci, mostro!" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Arrivederci-mostro-300x300.jpg" alt="Arrivederci, mostro!" width="170" height="170" /> <em>LifeGate</em> non possiede né gli alberi né i terreni riforestati, che rimangono di proprietà dei partners ambientali del progetto Impatto Zero (organizzazioni come parchi naturali che per statuto si occupano esclusivamente di conservazione e studi scientifici): attraverso i finanziamenti fa in modo però che sui terreni boscosi esista un vincolo a lungo termine che obbliga le organizzazioni a non destinarli ad usi diversi dalla conservazione e dalla tutela.</p>
<p>L&#8217;intero processo di <a title="Topolino ad impatto zero" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/14/e-in-edicola-topolino-a-impatto-zero/" target="_blank" rel="nofollow">Impatto Zero</a> è garantito da Bios, ente certificatore riconosciuto dalla Unione Europea.</p>
<p>I partner scientifici sono il Politecnico di Losanna, il Politecnico di Torino e l&#8217;Università di Padova. I partner ambientali sono GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) per Italia, Costa Rica e Madagascar; InBio (Istituto nacional de biodiversidad), Asepaleco e Fonafifo (Fondo Nacional De Financiamiento Forestal) solo per la Costa Rica. ImpattoZero, inoltre, interagisce anche con i Ministeri dell’Ambiente di Costa Rica e Madagascar.</p>
<p>Par maggiori info, visitare il sito: <a title="Lifegate" rel="nofollow" href="http://www.lifegate.it/it/home/index.html" target="_blank">Lifegate</a></p>
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		<title>Concorrenza e ambiente: a cosa punta la società Edison?</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 13:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il principio della concorrenza sta alla base di una benefica corsa al risparmio energetico nell&#8217;erogazione dei servizi: concetto talvolta vituperato, risparmio energetico è invece sinonimo di sana attenzione all’ambiente. L’a.d. di Edison Umberto Quadrino spiega cosa vuol dire, per un&#8217;azienda, crescere in un&#8217;ottica sostenibile. Ormai il vertice di Copenhagen è vicino, il countdown è iniziato [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/27/concorrenza-e-ambiente-vediamo-a-cosa-aspira-la-societa-edison/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il principio della concorrenza sta alla base di una benefica corsa al risparmio energetico nell&#8217;erogazione dei servizi: concetto talvolta vituperato, risparmio energetico è invece sinonimo di sana attenzione all’ambiente. L’a.d. di Edison Umberto Quadrino spiega cosa vuol dire, per un&#8217;azienda, crescere in un&#8217;ottica sostenibile.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3106" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotooaa1-150x150.jpg" alt="" width="190" height="170" /> Ormai il vertice di Copenhagen è vicino, il countdown è iniziato per affrontare la sfida ai cambiamenti climatici &#8220;alla cui soluzione tutti noi dobbiamo impegnarci. E noi, quale azienda energetica, abbiamo sicuramente una grande responsabilità: gestire e mitigare i nostri impatti ambientali, contribuire alla riduzione degli effetti sul clima e assicurare le forniture energetiche a tutti i nostri clienti&#8221;.</p>
<p>In particolare, Quadrino sottolinea che &#8220;in Edison crediamo molto nell&#8217;efficienza energetica che promuoviamo sia come strumento di sostegno alle politiche ambientali che come opportunità di business. Per questo, abbiamo creato una nuova &#8220;business unit&#8221; dedicata che si rivolge alle imprese. Il nostro modello è molto semplice: proponiamo un&#8217;attenta valutazione iniziale dei consumi energetici e poi<span id="more-3103"></span> definiamo le soluzioni di risparmio ed efficientamento del sistema&#8221;.</p>
<p>In questo ambito &#8220;siamo già molto attivi nella Pubblica amministrazione dove abbiamo lavorato, ad esempio, con Poste Italiane che rappresenta un caso molto interessante. Dal check up iniziale emergeva che uffici uguali avevano consumi molto differenti, una situazione dovuta alla disomogeneità di gestione dei servizi di pulizia notturna (con luci e condizionatori lasciati sempre accesi). Bastava quindi monitorare meglio questi servizi per tagliare di molto le bollette, avviando poi un lavoro più complesso di interventi generali che garantiscono altri importanti risparmi&#8221;.</p>
<p>Quanto a un possibile sviluppo delle energie alternative in Italia, l&#8217;amministratore delegato di Edison ritiene che &#8220;le fonti di energia rinnovabile siano un&#8217;area ad elevato potenziale di crescita e intendiamo per questo giocare un ruolo di rilievo. Puntiamo sui settori eolico, fotovoltaico e idroelettrico”.</p>
<p>Ma in questo contesto che ruolo può avere il nucleare? Per Quadrino &#8220;con il nucleare si apre un nuovo capitolo nella storia energetica del nostro Paese. Con la scelta nucleare cambierà progressivamente il mix energetico dell&#8217;Italia importante per la riduzione delle emissioni di gas serra. Insieme all&#8217;impegno nelle rinnovabili e al risparmio energetico, l&#8217;Italia può essere così tra i paesi che guideranno la grande sfida contro il cambiamento climatico&#8221;.</p>
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		<title>NYT: &#8220;Dal vertice Copenhagen non arriverà accordo globale&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 10:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I primi di ottobre c&#8217;è stata, a Bangkok, la normale prosecuzione dei negoziati per la stesura dell&#8217;accordo sui cambiamenti climatici, da approvare nella conferenza prevista a Copenhagen tra 7 e 18 Dicembre. Obiettivo dei circa 4.000 delegati presenti nella capitale tailandese era semplificare il testo preparato durante le precedenti tornate negoziali riducendolo da 180 a [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/21/nyt-da-vertice-copenhagen-non-arrivera-accordo-globale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I primi di ottobre c&#8217;è stata, a Bangkok, la normale prosecuzione dei negoziati per la stesura dell&#8217;accordo sui cambiamenti climatici, da approvare nella conferenza prevista a Copenhagen tra 7 e 18 Dicembre. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2976" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/co2photo4-150x150.jpg" alt="" width="170" height="170" /> Obiettivo dei circa 4.000 delegati presenti nella capitale tailandese era semplificare il testo preparato durante le precedenti tornate negoziali riducendolo da 180 a circa 35 pagine, eliminando le parti più tecniche e lasciando le questioni più controverse alle trattative finali tra i leader mondiali attesi a Copenhagen.</p>
<p>A far crescere le distanze in vista di una soluzione è il sospetto da parte dei Paesi in Via di Sviluppo che le nazioni industrializzate puntino a smantellare l’intero meccanismo di Kyoto. </p>
<p>In senso assolutamente contrario a questa proposta si erano espressi i Paesi del Sud del mondo, i quali considerano il protocollo di Kyoto il punto di partenza<span id="more-2975"></span> fondamentale per un’effettiva riduzione delle emissioni di gas serra nel medio e lungo periodo: l’introduzione di un nuovo meccanismo avrebbe bisogno di troppo tempo per entrare in funzione.</p>
<p>Ma, da quel che ora si apprende, il Vertice di Copenhagen sui cambiamenti climatici del prossimo dicembre non produrrà probabilmente alcun accordo globale, ma approverà una serie di misure ad interim con l&#8217;impegno di continuare le trattative nel 2010: è quanto pubblica il quotidiano statunitense New York Times.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è il tempo sufficiente per arrivare a una soluzione complessiva, ma spero che si vada ben al di là di una semplice dichiarazione di principio: vorrei che si trattasse della base per un accordo da ratificare l&#8217;anno prossimo&#8221;, ha spiegato il responsabile dell&#8217;Onu per i cambiamenti climatici, Yvo De Boer. </p>
<p>I negoziatori dei 192 Paesi coinvolti hanno accettato come inevitabile il fatto che le trattative in corso non riusciranno a giungere a un compromesso fra Paesi sviluppati e Paesi poveri in tempo per l&#8217;apertura dei lavori del vertice.</p>
<p>Si cerca dunque di definire le questioni dove esiste già un accordo di massima, come la necessità di limitare e diminuire le emissioni di gas serra; qui tuttavia l&#8217;ostacolo maggiore rimane l&#8217;impossibilità per i rappresentanti degli Stati Uniti (primo Paese inquinatore) di andare la di là di quanto il Congresso è disposto ad approvare in materia di riduzione delle emissioni; ed una legge definitiva in proposito non verrà approvata prima della metà del prossimo anno.</p>
<p>Un&#8217;altra questione da risolvere rimane la struttura finanziaria che dovrà accompagnare un accordo: è improbabile tuttavia che gli ostacoli che rimangono &#8211; la quantità di aiuti finanziari e i criteri di qualifica per i programmi di assistenza &#8211; possano essere superati entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>In definitiva, ritengono gli analisti, da Copenhagen dovrebbe uscire una dichiarazione politica: nulla di legalmente vincolante ma in grado tuttavia di lanciare un segnale alla comunità internazionale e di fornire un&#8217;utile indicazione per i negoziati che si protrarranno almeno per un altro anno.</p>
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