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	<title>Ok Ambiente . com &#187; eolico</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Il mega progetto Desertec tra speranze e paure.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 15:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/15/il-mega-progetto-desertec-tra-speranze-e-paure/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;obiettivo del mega-progetto<em> Desertec</em> è coprire il 15% del fabbisogno energetico europeo usando fonti rinnovabili provenienti da Africa, Medio Oriente e Mare del Nord. Ecco i punti più controversi. </strong></p>
<p><em><strong><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/desertec.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11666" title="desertec" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/desertec.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il network TREC</strong></em> (<strong>T</strong>rans-<strong>M</strong>editerranean <strong>R</strong>enewable <strong>E</strong>nergy<strong> C</strong>ooperation) è stato fondato nel 2003 dal Club di Roma, dalla Fondazione di Amburgo per la Protezione del Clima e dal Centro Nazionale Giordano per la Ricerca sull&#8217;Energia (NERC).</p>
<p>Esso consiste in una rete internazionale di circa <strong>60</strong> tra scienziati (primo fra tutti il nobel <a title="Carlo Rubbia: “Il futuro è nel sole. Il nucleare è un errore”." href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/13/carlo-rubbia-il-futuro-e-nel-sole-il-nucleare-e-un-errore/" target="_self"><strong>Carlo Rubbia</strong></a>), politici ed esperti delle energie rinnovabili. Nel 2009 ha sviluppato il progetto <em><strong>Desertec</strong></em> ed oggi intende metterlo in pratica unitamente ai rappresentanti della politica, dell’industria e del mondo finanziario.</p>
<p>Il concetto su cui si basa il progetto <em><strong>Desertec </strong></em>è che la fonte di energia più abbondante sulla Terra è la <strong><em>radiazione solare</em></strong> che ricevono i <em><strong>deserti</strong></em> delle <strong><em>zone equatoriali:</em></strong> in sole sei ore il deserto del Sahara riceve infatti più energia solare di tutta quella che attualmente<span id="more-11422"></span> l&#8217;umanità consuma in un anno.</p>
<p>Esso presuppone una stretta collaborazione tra tra <strong>Eu</strong>ropa, Medio Oriente (the <strong>M</strong>iddle-<strong>E</strong>ast) e Africa Settentrionale (<strong>N</strong>orth <strong>A</strong>frica): <strong>EU-MENA</strong>.</p>
<p>Una volta completato, si presenterebbe come una rete di cavi a corrente continua ad alta tensione (<strong>HVDC,</strong><strong> H</strong>igh<strong> V</strong>oltage <strong>D</strong>irect <strong>C</strong>urrent) che, a partire da <strong>centrali solari termodinamiche</strong> situate nei deserti e <strong>centrali eoliche </strong>situate sulle coste atlantiche, attraverserebbero tutta l&#8217;Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente.</p>
<p>I vantaggi sarebbero:</p>
<ol>
<li> soddisfare la domanda interna di energia dei Paesi situati nella regione <strong>MENA</strong></li>
<li>fornire energia inesauribile e pulita per desalinizzare l&#8217;acqua del mare</li>
<li>esportare energia pulita all&#8217;Europa.</li>
</ol>
<p>Attualmente al progetto partecipano aziende come le tedesche <em>E.ON, Deutsche Bank, MAN Solar, RWE, Münchener Rück, M+W Zander, Schott Solar y Siemens,</em> la svizzera <em>ABB</em>, la spagnola <em>Abengoa Solar </em>e l&#8217;africana <em>Cevital</em>. Anche la <em><strong>Enel Green Power </strong></em>vi ha aderito, precisando però che lo scopo immediato che si pone è quello di soddisfare innanzi tutto i bisogni locali di energia, pensando all&#8217;Europa solo in un secondo momento.</p>
<p>Tutta la tecnologia necessaria per la realizzazione di<strong><em> Desertec</em></strong> esiste e sta operando già da alcune decine di anni.</p>
<p>Questo progetto riceve però critiche costanti; vediamo i punti più discussi:</p>
<ol>
<li><strong>Modello energetico centralizzato</strong><em><br />
Contrari:</em> sia la produzione di energia che la sua distribuzione potrebbero cadere nelle mani di una sola azienda o consorzio (modello energetico centralizzato).<em>Sostenitori: </em>tutti gli investitori pubblici e privati possono, se vogliono, partecipare alla costruzione e alla gestione di centrali e cavi (modello energetico decentralizzato).</li>
<li><strong>Colonialismo energetico</strong><em><br />
Contrari:</em> potrebbe nascere una nuova forma di colonialismo energetico in cui una risorsa africana sarebbe &#8220;rubata&#8221; per il beneficio dei cittadini e delle imprese dell&#8217;Europa.<em>Sostenitori:</em> gli impianti procurerebbero energia anche per l&#8217;autoconsumo nei paesi non europei coinvolti. Inoltre l&#8217;energia ottenuta si userebbe anche per dissalare l&#8217;acqua del mare, così i paesi della regione MENA potrebbero risolvere uno dei probemi più grandi che arresta il loro sviluppo.<br />
Inoltre i paesi con una propria fonte energetica fossile potrebbero optare per vendere la propria produzione rinnovabile all&#8217;Europa ed usare il combustibile fossile per il consumo interno. E’ l’attuale situazione a costituire uno sfruttamento di gas e petrolio.</li>
<li><strong> Sicurezza energetica</strong><em><br />
Contrari:</em> i paesi MENA sono politicamente instabili, perciò nel caso di un conflitto di qualsiasi tipo salterebbe il rifornimento di energia all&#8217;Europa.<em>Sostenitori:</em> la rete di centrali sarebbe così ampia e distribuita in differenti paesi che, anche qualora uno di essi entrasse in conflitto, la maggior parte della rete non ne sarebbe minacciata e si potrebbero applicare misure compensatorie senza eccessivi problemi.</li>
<li><strong>Dipendenza energetica</strong><em><br />
Contrari:</em> si manterrebbe la dipendenza energetica dell&#8217;Europa nei confronti di stati esteri, passando dall&#8217;importare combustibili fossili all&#8217;importare energie rinnovabili.<em>Sostenitori:</em> l&#8217;energia importata sarebbe solamente del 15-17% di quella necessaria in Europa, mentre una percentuale maggiore proverrebbe dalla produzione rinnovabile interna, magari da altre fonti di energia rinnovabile (biomassa, il biogas&#8230;).</li>
<li><strong> Alto costo del progetto<br />
</strong><em>Contrari: </em>ci vorrebbero ben 400 mila milioni di euro per implementare la rete.<em>Sostenitori: </em> sarebbero sufficienti incentivi statali dell’ordine di grandezza di qualche miliardo di euro per rendere attraente, nella fase iniziale, la costruzione di centrali e linee di trasmissione da parte di investitori pubblici e privati. In questo modo le centrali solari sarebbero competitive senza ulteriori sovvenzioni entro il 2020.</li>
</ol>
<p>Molti paesi dell&#8217;area<strong> MENA</strong> si sono mostrati favorevoli al progetto ed hanno offerto i propri territori per istallarvi le centrali solari ed eoliche. Senza dubbio, Desertec è un progetto che non lascia nessuno indifferente.</p>
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		<title>Energie rinnovabili: pubblicate le nuove linee guida nazionali.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 13:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici. Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le linee [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/28/energie-rinnovabili-pubblicate-le-nuove-linee-guida-nazionali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rinnovabili.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10853" title="Rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rinnovabili.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le <strong><em>linee guida</em></strong> erano molto attese perché costituiscono una disciplina unica, valida su tutto il territorio nazionale, che consentirà finalmente di superare la frammentazione normativa del settore delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Da adesso le regioni avranno <em><strong>90 giorni</strong></em> di tempo per mettere a punto le proprie norme.</p>
<p>La costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili richiederà d&#8217;ora in poi un’<strong><em>autorizzazione unica</em></strong> rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, che dovrà essere conforme alle normative in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico artistico, e costituirà, ove occorra, variante allo strumento urbanistico.<span id="more-10718"></span></p>
<p>Solo gli impianti più piccoli (ad esempio impianti fotovoltaici fino a 20 kW; impianti a biomassa fino a 1000 kWe; impianti eolici fino a 60 kW; impianti idroelettrici fino a 100 kW) saranno realizzabili con una procedura semplificata, consistente in una <strong><em>DIA</em></strong> (Dichiarazione Inizio Attività).</p>
<p>Un punto negativo, tuttavia, secondo la <strong>LIPU</strong> (Lega Italiana Protezione Uccelli) è dato dalla mancanza di misure obbligatorie e inderogabili almeno per quanto riguarda i siti di maggiore interesse naturalistico. Altro aspetto preoccupante  è il fatto di non aver inserito limiti alla potenza degli impianti.</p>
<p>&#8220;<em>Salutiamo con favore l&#8217;emanazione delle Linee guida nazionali </em>- dichiara la LIPU &#8211; <em>che speriamo possano garantire maggiori tutele per l&#8217;ambiente e la biodiversità. Ora però le regioni procedano con urgenza emanando le norme attuative: una valanga di progetti potrebbero essere presentati intenzionalmente prima dell&#8217;emanazione di tali regole (al fine di evitarne l&#8217;applicazione), il che potrebbe significare il colpo di grazia ad aree di estremo valore naturalistico ma anche storico e paesaggistico</em>&#8220;.</p>
<p>In questi anni, spiega la LIPU, si è assistito a un proliferare indiscriminato di centrali eoliche industriali che ha gravemente compromesso le aree più sensibili del Paese da un punto di vista <em><strong>paesaggistico</strong></em> e <em><strong>faunistico</strong></em>, portando tra l&#8217;altro in alcuni casi a vere e proprie situazioni di malaffare. Questo anche perché gli altissimi incentivi finanziari sono del tutto indipendenti da criteri qualitativi legati al rispetto dell&#8217;ambiente da parte degli impianti.</p>
<p>La stessa dinamica che si è avuta con l&#8217;eolico si sta replicando oggi con il fotovoltaico, con distese di pannelli che stanno consumando centinaia e centinaia di ettari agricoli.</p>
<p>Oltre alle nuove disposizioni &#8211; sottolinea la LIPU &#8211; le Regioni devono comunque applicare la misura del divieto di eolico nelle ZPS (Zone protezione speciale) contenuta nel decreto <em><strong>&#8220;Rete Natura&#8221;</strong></em> emanato nel 2007 dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.</p>
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		<title>Il cammino verso un&#8217;Europa &#8220;rinnovabile&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La frontiera dell&#8217;energia rinnovabile sta aumentando sempre di più i propri confini. I passi da fare sono ancora molti, e le vicende politiche di alcuni paesi europei frenano l&#8217;avanzata di una corrente di miglioramento energetico, ma l&#8217;Europa, tutta quanta, è in cammino. Gli obiettivi dell&#8217;Unione Europea si stanno concretizzando, sopra ogni aspettativa. Il sogno di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/12/europa-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La frontiera dell&#8217;energia rinnovabile sta aumentando sempre di più i propri confini. I passi da fare sono ancora molti, e le vicende politiche di alcuni paesi europei frenano l&#8217;avanzata di una corrente di miglioramento energetico, ma l&#8217;Europa, tutta quanta, è in cammino.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Europa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9285" title="Europa" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Europa.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gli obiettivi dell&#8217;<strong><em>Unione Europea</em></strong> si stanno concretizzando, sopra ogni aspettativa. Il sogno di un&#8217;Europa rinnovabile non è poi così lontano.</p>
<p>Gli impianti di <strong><em>energia rinnovabile</em></strong> si sviluppano in continuazione e aumentano il proprio numero vertiginosamente. E&#8217; vero che ci sono Paesi in stadi più avanzati di installazione, tuttavia il percorso da fare è comune e laddove c&#8217;è una carenza in un Paese, questa viene compensata dalle risorse di un altro.</p>
<p>L&#8217;Europa deve essere così, unita sul fronte unico dell&#8217;energia, e sperare in futuro di attingere energia esclusivamente dal suo straordinario ambiente naturale.</p>
<p>L&#8217;8 novembre scorso, una forte bufera di vento ha colpito la Spagna, senza alcun danno, anzi: più della metà dell&#8217;elettricità spagnola è stata prodotta dall&#8217;energia eolica. Eppure<span id="more-9214"></span> la Spagna non è, tra i Paesi europei, ai primi posti nella classifica del numero di impianti eolici attivi. Davanti alla Spagna ci sono l&#8217;Italia, la Norvegia, la Francia e l&#8217;Inghilterra, tuttavia i risultati raggiunti sono stati straordinari.</p>
<p>In<strong><em> Italia</em></strong> la quota di elettricità generata da fonti rinnovabili è in crescita (+13,5 % nel 2009), anche se sono sempre numerosissime le fonti di energia non rinnovabile nel nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;UE ha fissato un obiettivo per il 2020, e cioè che la quota di elettricità proveniente da fonti rinnovabili ammonti al <strong><em>17% dei consumi</em></strong> totali di energia. Al momento siamo al 7%, ma mancano ancora 10 anni e la crescita è esponenziale.</p>
<p>Inoltre, i Paesi europei stanno coordinandosi fra loro. La sinergia dei loro sforzi è mirata alla costituzione di reti di distribuzione.</p>
<p>Nove Paesi del Nord Europa stanno contribuendo alla costruzione di un elettrodotto nel Mare del Nord. Questo avviene, ad esempio, tra Norvegia (costa occidentale) ed Inghilterra (costa orientale).</p>
<p>Inoltre l&#8217;ipotesi futura è quella di comprendere nell&#8217;idea di Europa rinnovabile anche l&#8217;Africa, e in particolare il <strong><em>Nord Africa</em></strong>: l&#8217;ipotesi nasce dalla possibilità di costruire delle reti di distribuzione che attraverserebbero il Mediterraneo per trasportare l&#8217;energia solare prodotta nel Sahara.</p>
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		<title>Asso Energie Future: &#8220;Nucleare e rinnovabili possono convivere&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 23:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8221;Nucleare e rinnovabili possono convivere, come dimostra l&#8217;esperienza di numerosi paesi. Solo in Italia si insiste su un&#8217;antitesi che non porta a niente&#8221;. Lo afferma Massimo Daniele Sapienza, presidente di Asso Energie Future: &#8221;entrambe le fonti possono contribuire ad illuminare il nostro futuro e a mitigare gli effetti del cambiamento climatico&#8221;. La posizione di Aef [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/17/asso-energie-future-nucleare-e-rinnovabili-possono-convivere/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>&#8221;Nucleare e rinnovabili possono convivere, come dimostra l&#8217;esperienza di numerosi paesi. Solo in Italia si insiste su un&#8217;antitesi che non porta a niente&#8221;.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5831" title="nucleare-rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/nucleare-rinnovabili-150x150.jpg" alt="nucleare-rinnovabili" width="170" height="150" />Lo afferma Massimo Daniele Sapienza, presidente di <em>Asso Energie Future</em>: &#8221;entrambe le fonti possono contribuire ad illuminare il nostro futuro e a mitigare gli effetti del cambiamento climatico&#8221;.</p>
<p>La posizione di Aef si basa su una considerazione molto semplice: &#8221;non esiste competizione sui fondi da investire, né sui siti, né sulla tipologia di energia prodotta.<br />
Stiamo parlando di fonti di energia complementari, ma di certo non alternative&#8221;.</p>
<p>La rapida diffusione degli impianti fotovoltaici, eolici e alimentati da biomasse è evidente. In appena quattro anni la potenza installata (solo del solare) è passata da 150 MW a 1.000 MW, mentre l&#8217;eolico si avvicina ai 5 GW (sufficienti a fornire elettricità alle famiglie<span id="more-5760"></span> dell&#8217;intera Sicilia).</p>
<p>I conti sono presto fatti: la potenza di una centrale nucleare di terza generazione garantirebbe 1.500 MW di potenza installata e ne servirebbero almeno quattro per raggiungere il livello attuale delle fonti verdi.</p>
<p>&#8221;Le rinnovabili, quindi, sono una realtà già consolidata, sottolinea Sapienza. Il nucleare è più una speranza di medio periodo legata in gran parte al progresso tecnologico che deve ancora materializzarsi.</p>
<p>Il nucleare è eminentemente pubblico e centralizzato mentre le rinnovabili promuovono l&#8217;imprenditorialità dei singoli e la creazione di ricchezza diffusa sul territorio.</p>
<p>Asso Energie Future chiede che &#8221;il governo sostenga oggi e con grande forza la creazione di una forte filiera italiana delle rinnovabili così come è giustamente attento a cercare di stimolare il dibattito di medio periodo sul potenziale nucleare del Paese, che comunque sarà realtà solo tra un decennio&#8221;.</p>
<p>D&#8217;altra parte, però, chi dice no al nucleare in Italia elenca un&#8217;altra serie di ragioni a sostegno delle proprie idee, fra cui: Il nucleare è a rischio di incidenti catastrofici, specialmente in un paese ad alto rischio sismico come l&#8217;Italia.</p>
<p>Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive. Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo.</p>
<p>Non esiste il nucleare “sicuro e pulito” di Quarta generazione. Sono previsti, tali impianti, dopo il 2030, ma non si sa quanto dopo.</p>
<p>Non è del tutto vero che “solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale”. Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni &#8211; 35 all&#8217;anno &#8211; per i prossimi 60 anni!</p>
<p>L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada.</p>
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		<title>Italia: il 2009 ha segnato la forte crescita dell&#8217;eolico.</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Record in Italia nel 2009 per l&#8217;eolico. Nell&#8217;anno appena terminato, infatti, nel nostro Paese sono stati installati 1.114 MW e sono stati prodotti 6,7 TWh di energia elettrica, pari al consumo domestico di 7 milioni di italiani, con un risparmio di circa 4,7 milioni di tonnellate di CO2. I dati record del 2009 arrivano da [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/08/italia-il-2009-ha-segnato-la-forte-crescita-delleolico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Record in Italia nel 2009 per l&#8217;eolico. Nell&#8217;anno appena terminato, infatti, nel nostro Paese sono stati installati 1.114 MW e sono stati prodotti 6,7 TWh di energia elettrica, pari al consumo domestico di 7 milioni di italiani, con un risparmio di circa 4,7 milioni di tonnellate di CO2.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5215" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/136-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> I dati record del 2009 arrivano da Anev, Enea, Aper e Ises Italia che sottolineano con &#8220;soddisfazione&#8221; che &#8220;le previsioni, a suo tempo formulate e pubblicate, sono state ancora una volta pienamente rispettate&#8221;.</p>
<p>In particolare, il 2009, riferiscono Anev, Enea, Aper e Ises Italia, si è chiuso con una potenza eolica efficiente di 4850 MW di cui più di 1.100 MW installati nel 2009, nuovo record assoluto per l&#8217;Itale con un dato di produzione elettrica &#8220;molto importante che -proseguono- evidenzia il significativo apporto dell&#8217;eolico al sistema elettrico&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo importante risultato -sottolineano- non solo ha contribuito ad una riduzione delle emissioni e ad un incremento della produzione rinnovabile estremamente rilevante, ma ha anche contribuito allo sviluppo occupazionale, industriale ed economico<span id="more-5213"></span> del nostro Paese&#8221;.</p>
<p>Il 2009, dunque, si è concluso con il record storico di installazioni di eolico per l&#8217;Italia, un dato che &#8220;conferma il fatto che il nostro Paese ha oramai il passo del resto del mondo e che, seppur ancora non al livello dei principali mercati europei, è in linea con il raggiungimento degli obiettivi Comunitari in tema di rinnovabili al 2020&#8243;.</p>
<p>&#8220;Sembra fondamentale ricordare -proseguono- la alta funzione sociale ed ambientale che tale fonte di energia, per sua natura diffusamente disponibile in forma distribuita, garantisce al territorio tramite uno sviluppo sostenibile in aree rurali e con maggiore necessità di crescita occupazionale&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5217" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/315-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" />Secondo i quattro organismi, i dati del 2009 sullo sviluppo dell&#8217;eolico in Italia &#8220;sono in linea con gli obiettivi settoriali, e consolidano il dato del 2008, consentendo all&#8217;Italia di rimanere nell&#8217;eolico il terzo Paese in Europa e il sesto nel mondo, nonostante il quadro normativo del settore (Autorizzazione Unica, Ripartizione dell&#8217;obbligo tra le Regioni, Linee Guida e adeguamento delle infrastrutture energetiche) non sia ancora stato definitivamente completato&#8221;.</p>
<p>Questi gli interventi necessari che le Associazioni auspicano vengano presto assunti dal Governo, interventi che per gli Enti &#8220;consentirebbero di sfruttare pienamente il reale potenziale eolico nazionale, stimato in oltre 16.000 MW, facilitando la copertura di tale potenziale con una maggiore efficienza, funzionalità e trasparenza&#8221;.</p>
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		<title>Rinnovabili: io da che parte sto?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Sulla sostenibilità dell&#8217;utilizzo e dello sviluppo delle energie rinnovabili spesso viene affermato tutto ed il contrario di tutto, e si fa una grande fatica a capire con la propria testa quali idee possiamo ritenere personalmente valide e quali meno. Allora riportiamo qui di seguito un interessante articolo di Rinnovabili.it, scritto da Giorgio Nebbia, che propone [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/08/rinnovabili-io-da-che-parte-sto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Sulla sostenibilità dell&#8217;utilizzo e dello sviluppo delle energie rinnovabili spesso viene affermato tutto ed il contrario di tutto, e si fa una grande fatica a capire con la propria testa quali idee possiamo ritenere personalmente valide e quali meno.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3368" title="rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rinnovabili1-199x300.jpg" alt="rinnovabili" width="150" height="170" />Allora riportiamo qui di seguito un interessante articolo di <a title="Rinnovabili" rel="nofollow" href="http://www.rinnovabili.it/" target="_blank">Rinnovabili.it</a>, scritto da Giorgio Nebbia, che propone una visione globale sui pro ed i contro che vengono spesso argomentati nei vari dibattiti sull&#8217;utilizzo delle energie rinnovabili, a partire da un antico racconto.</p>
<p>C’è un famoso racconto, attribuito ad Esopo, intitolato: &#8220;Il padre, il figlio e l’asino&#8221;. Un padre anziano, un figlio giovinetto e un asino andavano per la loro strada. Il padre, stanco, sale sull’asino e la gente che li vede passare dice: che egoista quel padre che lascia andare un giovinetto a piedi. </p>
<p>Allora il padre scende e fa salire sull’asino il figlio e la gente che li vede passere dice: vergogna quel giovinetto che lascia andare a piedi il padre anziano. Allora padre e figlio salgono tutti e due sull’asino e la gente dice: vergogna: due persone che sfiancano il povero asino. </p>
<p>Allora padre e figlio scendono e vanno a piedi al fianco dell’asino e la gente dice: ma sono proprio scemi quei due che potrebbero andare senza stancarsi. Il racconto non<span id="more-3349"></span> dice come è finita: forse si sono fermati tutti e tre.</p>
<p>E’ quanto sta avvenendo nel dibattito sulle fonti energetiche rinnovabili che vi propongo qui di seguito.</p>
<p>L’uso dei combustibili fossili comporta l’esaurimento delle riserve esistenti e provoca mutamenti climatici e la soluzione nucleare è inaccettabile. La vera soluzione va cercata nel ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, tutte derivate dal Sole, sotto forma di calore solare o di energia eolica o di moto delle acque.</p>
<p>Niente vero. Sulla produzione di energia dal Sole non si può contare perché occorrerebbero migliaia di chilometri quadrati di superficie terrestre coperta di pannelli solari per avere quantità apprezzabili di calore o elettricità. Invece sarebbe una cosa molto buona perché le grandi zone terrestri in cui la radiazione solare è elevata sono proprio nei deserti poco abitati dei paesi poveri e quindi da questi potrebbe venire il rifornimento di energia futura per i paesi industriali. No, è inaccettabile la dipendenza da nuovi monopoli energetici, questa volta costituiti dai paesi ricchi di Sole e di impianti solari. Però i paesi industriali potrebbero vendere pannelli solari ai paesi con elevata insolazione e comprare in cambio energia elettrica o idrogeno solari dai paesi oggi arretrati.</p>
<p>Il ricorso al solare sarebbe una soluzione pessima perché gli impianti solari, termici o fotovoltaici, hanno una durata limitata, e dopo alcuni anni o decenni si dovrebbero smaltire enormi quantità di rottami inquinanti. Però solo i pannelli solari al silicio comportano problemi di smaltimento e di inquinamento tanto che tendono ad essere sostituiti da pannelli fotovoltaici a semiconduttori organici. Non ci si deve neanche pensare, perché il rendimento dei nuovi pannelli fotovoltaici è basso e occorrerebbero superfici terrestri ancora più grandi per fornire l’elettricità oggi necessaria nel mondo.</p>
<p>Per produrre elettricità dal Sole conviene usare non i pannelli fotovoltaici ma piuttosto il calore solare con concentrazione per ottenere vapore per alimentare turbine. Questa soluzione non convince perché i sistemi per concentrazione producono vapore in maniera intermittente e la produzione di vapore cessa se il cielo è coperto di nuvole. Però il calore solare ad alta temperatura può essere accumulato in speciali materiali e reso disponibile durante tutto il giorno.</p>
<p>Allora se proprio si vuole ottenere elettricità dalle fonti rinnovabili meglio usare i motori eolici alimentati dal vento che si genera sulla terre emerse e sugli oceani dal movimento di aria che scorre dalle parti calde alle parti fredde del pianeta, dal momento che il vento ha dentro di se una forza grandissima.</p>
<p>Ma le centrali eoliche deturpano il paesaggio e uccidono gli uccelli che vengono risucchiati dal moto delle pale. Però l’energia eolica potrebbe fornire elettricità in forma decentrata e quindi si eviterebbero le grandi reti di trasmissione dell’elettricità generata dalle grandi centrali termoelettriche e nucleari.</p>
<p>Sarebbe una soluzione pessima perché gli impianti eolici forniscono elettricità in forma discontinua e una interruzione dell’erogazione potrebbe far morire negli ospedali i pazienti dipendenti da apparecchiature elettriche. Ma i problemi della discontinuità sono inesistenti perché l’elettricità di origine eolica può essere accumulata, a mano a mano che si forma, in adatte batterie ricaricabili come le recenti a ioni di litio.</p>
<p>Sarebbe un disastro perché le maggiori riserve mondiali di litio sono nelle mani della Bolivia, un paese socialista e nemico del capitalismo, e il prezzo delle batterie al litio sarebbe destinato ad aumentare. Allora la forza del vento potrebbe essere utilizzata nella maniera migliore usando la forza delle onde generate dal vento, ma le centrali elettriche a onde marine comportano devastanti interventi sulle coste.</p>
<p>La principale funzione che il Sole sa svolgere bene è la ”fabbricazione” di biomassa vegetale con la fotosintesi clorofilliana, che porta via anidride carbonica dall’atmosfera, e dalla biomassa vegetale è possibile ottenere sia combustibili solidi, sia combustibili liquidi come l’alcol etilico o il biodiesel da usare come carburanti per autoveicoli.</p>
<p>Niente vero. La produzione di alcol etilico, o bioetanolo, dagli amidi di cereali, alimenti indispensabili per gli esseri umani e ancora di più per le popolazioni povere, sottrae una grande massa di alimenti alle bocche di chi ha fame; così i poveri non avrebbero di che mangiare per permettere ai SUV dei paesi ricchi di andare a tutta velocità.</p>
<p>Ma l’uso dell’alcol etilico come carburante libera dalla dipendenza dal petrolio e il bioetanolo può essere ottenuto da zuccheri o da materiali lignocellulosici e scarti della lavorazione del legno. Anche in questo modo si incentiverebbe la piantagione di piante da zucchero o alberi a rapida crescita che alterano molti ecosistemi naturali e impoveriscono la biodiversità.</p>
<p>Invece di alcol carburante si possono usare biocarburanti ottenuti dai grassi, il biodiesel. No, non si devono usare grassi da trasformare in biodiesel perché i grassi sono prodotti in monocolture che sottrarrebbero terreno alle coltivazioni di piante alimentari.</p>
<p>Conti accurati mostrano che la quantità di energia impiegata nelle varie operazioni di produzione dei biocarburanti è inferiore, talvolta molto inferiore, a quella che i biocarburanti liberano nei motori a scoppio. Invece conti accurati mostrano che il consumo di energia, in parte ottenuta da combustibili fossili, per la preparazione dei terreni da coltivare a piante energetiche, per la semina, per il raccolto, la trasformazione in carburanti, per la distillazione, e lo smaltimento dei residui e sottoprodotti è molto più alta di quella che i biocarburanti liberano nei motori a scoppio.</p>
<p>Anche se i sottoprodotti della trasformazione di prodotti agricoli e forestali in biocarburanti possono trovare utile impiego nell’alimentazione del bestiame..</p>
<p>Però la produzione di carburanti dalla biomassa vegetale, fatti bene i conti, contribuisce anche lei ai mutamenti climatici. Ma no, l’uso dei biocarburanti è importante per contrastare il riscaldamento globale perché essi immettono nell’atmosfera anidride carbonica e gas serra nella produzione e nella combustione, ma si tratta dell’anidride carbonica sottratta dall’atmosfera quando le materie prime si sono formate per fotosintesi.</p>
<p>Potrei andare avanti a lungo sugli esempi di negazionismo e revisionismo associati ai soli problemi energetici e ambientali: sembra che il revisionismo sia il grande sport del ventesimo e ventunesimo secolo applicato a molti aspetti della vita civile.</p>
<p>Direi della vita “incivile” perché il progresso richiederebbe una grande operazione di ricerca della vera-verità anche nel campo scientifico e tecnologico e la fine del chiacchiericcio che esplode intorno ad ogni nuovo o vecchio aspetto, amplificato dai giornali, dalle televisioni e da Internet spesso disposti a credere chiunque sia in cerca di qualche visibilità con idee anche strampalate.</p>
<p>Io da che parte sto?</p>
<p>Una persona potrebbe essere indotta a credere che la verità vada cercata nella “scienza”, ma purtroppo spesso sono “scienziati” apparentemente “attendibili”, quelli che dicono una cosa e quelli che dicono il suo contrario.</p>
<p>Stiamo vivendo in un’epoca in cui, come diceva Mao, al buio tutti i gatti sono grigi. Ci deve essere allora qualche guida che aiuta a districarsi nella selva di semi-verità e di semi-menzogne. Purtroppo la risposta non va cercata nei computers, nelle riviste o nei trattati, ma nella propria testa, nello sforzo di conoscenza e di approfondimento diretto dei fatti, nella verifica delle notizie alla luce dei valori che ciascuno porta nel proprio cuore.</p>
<p>E’ un valore la possibilità di muoversi e di illuminare le case e di avere un lavoro ed è un valore il diritto alla salute e ad avere cibo sufficiente e acqua pulita: la tale proposta o invenzione in quale maniera rende massimo l‘accesso a ciascuno di questi diritti da parte di ciascuno e di tutti ?<br />
Chi guadagna proponendo una certa invenzione o innovazione e chi ci rimette, natura e ambiente compresi? e io da che parte sto fra chi ci guadagna e chi ci rimette?</p>
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		<title>Coldiretti: &#8220;Gli impianti eolici creano desertificazione.&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 17:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Al di là del dato estetico, per cui è indubbio che le pale eoliche siano tutt’altro che belle, possiamo chiederci: ha ragione la Coldiretti di Crotone a sostenere le tesi che ora andremo a leggere? C’è chi le bolla come “definizioni prive di senso”. Roberto Torchia, presidente interprovinciale della Coldiretti di Crotone-Catanzaro e Vibo Valentia, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/22/coldiretti-crotone-basta-impianti-eolici-se-non-vogliamo-il-deserto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong> Al di là del dato estetico, per cui è indubbio che le pale eoliche siano tutt’altro che belle, possiamo chiederci: ha ragione la </strong><strong>Coldiretti di Crotone a sostenere le tesi che ora andremo a leggere? C’è chi le bolla come “definizioni prive di senso”. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2212" title="eolico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eolico-217x300.jpg" alt="eolico" width="163" height="224" /> Roberto Torchia, presidente interprovinciale della Coldiretti di Crotone-Catanzaro e Vibo Valentia, ha inviato ieri una lettera ai 157 sindaci e presidenti delle province di Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia scrivendo: “In questi ultimi tempi si sta diffondendo in tanta parte del nostro territorio, la presenza di torri eoliche per la produzione di energia alternativa. I dati ci dicono che, con riferimento al 31-12-2008, lo sviluppo dell’energia eolica ha già trasformato in deserto un territorio grande quanto un’autostrada di diecimila chilometri, ed inibito la coltivazione e il pascolo per far spazio alle aree di rispetto di 3.640 torri eoliche presenti i Italia (134 in Calabria dato in crescita). Nelle regioni del centro-nord, sempre al 31/12/2008, risultano installate 64 torri, nel centro sud (isole comprese) 3.576: un dato che deve far riflettere. Già lo scorso luglio la Coldiretti interprovinciale, con il convegno <em>&#8220;Speculazioni dell&#8217;eolico-Palazzinari dell&#8217;energia&#8221; </em> aveva chiesto di riflettere sul fenomeno della desertificazione delle campagne causata dalla installazione degli impianti eolici”.</p>
<p>E continua Torchia: “Per quanto ci riguarda, sono necessari strumenti idonei di valutazione ai fini di una elaborazione avveduta della strategia energetica. E’ fondamentale<span id="more-2211"></span> una analisi circostanziata dei costi-benefici che tenga conto di quale valore reale abbia l’integrità territoriale e paesaggistica per le imprese agricole, turistiche e agrituristiche. E’ necessario altresì, tenere conto, in un bilancio d’insieme, degli effetti indotti sull’ambiente e sull’ecosistema. Nel momento in cui agricoltura, agroalimentare e turismo, settori sui quali bisogna definitivamente puntare, sono unanimi, riteniamo che occorra una politica accorta sulle scelte che si vanno a compiere”. </p>
<p>Ma cosa c’entra la desertificazione con l’eloico? Sono assurdità? Perché dovrebbe desertificare un terreno con torri eoliche? Sarebbe impossibile coltivare o allevare nei dintorni? Qualcuno dice che il problema è della politica agricola in Italia e non delle pale eoliche, poiché in un paese con vocazione agricola per eccellenza il territorio è trascurato, geologicamente dissestato, manca un economia di paese e di cura capillare del territorio.</p>
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		<title>Impianti minieolici in casa nostra.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/09/11/impianti-minieolici-in-casa-nostra/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 11:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli impianti eolici sono aerogeneratori che convertono l&#8217;energia cinetica del vento in energia eolica e quindi elettrica. Si intende per Wind-Farm l&#8217;insieme di più aerogeneratori che vengono costruiti in una stessa area. Spesso capita che, per ridurre l&#8217;impatto ambientale sul paesaggio, gli impianti eolici vengono disposti in alto mare, e in questo caso si parla [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/11/impianti-minieolici-in-casa-nostra/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Gli impianti eolici sono aerogeneratori che convertono l&#8217;energia cinetica del vento in energia eolica e quindi elettrica. </strong> <img class="alignright size-medium wp-image-1999" title="eolico_offshore_danimarca_2" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eolico_offshore_danimarca_2-300x199.jpg" alt="eolico_offshore_danimarca_2" width="254" height="168" /></p>
<p>Si intende per Wind-Farm l&#8217;insieme di più aerogeneratori che vengono costruiti in una stessa area. </p>
<p>Spesso capita che, per ridurre l&#8217;impatto ambientale sul paesaggio, gli impianti eolici vengono disposti in alto mare, e in questo caso si parla di Wind-Farm offshore. </p>
<p>Esistono differenti modelli di aerogeneratori, distinguibili in base all&#8217;altezza. Di norma le fattorie del vento constano di generatori con impianti in grado di contenere un&#8217;enorme quantità di megawatt e quindi sono di dimensioni notevoli. </p>
<p>Il progresso tecnologico ha fornito gli strumenti per costruire impianti eolici su piccola scala. Questi mini-impianti rispondono all&#8217;esigenza di ridurre le emissioni di gas serra<span id="more-1997"></span> e contemporaneamente apportare un utile beneficio economico. </p>
<p>Enel.si, la società di Enel Green Power che ha proposto il minieolico, ha aperto una nuova campagna di distribuzione di energia pulita e rinnovabile. </p>
<p>A trarne i benefici possono essere le famiglie o anche le aziende private e i piccoli imprenditori. Gli aerogeneratori possono interfacciarsi sulla rete elettrica pubblica o alimentare utenze isolate. Come spiega Enel.si:</p>
<p>Gli aerogeneratori più piccoli (qualche chilowatt) hanno dimensioni contenute e si prestano ad essere installati ad altezze contenute (6-9 m). Quelli di taglia più elevata (oltre 50 chilowatt) possono necessitare di altezze di posizionamento dal suolo più impegnative (oltre 30 m).</p>
<p><img class="size-medium wp-image-2000 alignleft" title="Il_mini_eolico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Il_mini_eolico-300x225.jpg" alt="Il_mini_eolico" width="233" height="175" />I costi per un minieolico con fascia di vento tra 3.1 m/s e 4 m/s oscillano tra 4.500 e i 25mila euro sulla base dell&#8217;erogazione. </p>
<p>Gli aerogeneratori di 1kW produrrebbe 339 kWh/anno con un costo di 45 euro annuali di manutenzione;  mentre gli aerogeneratori da 6kW produce 3.563 kWh/anno e costa 24mila euro e 140 euro all&#8217;anno di manutenzione. </p>
<p>Tuttavia Enel.si ha stipulato un accordo con Prestitempo-Deutsche Bank, grazie al quale i clienti possono usufruire di un finanziamento apposito per la costruzione degli impianti minieolici.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F09%2F11%2Fimpianti-minieolici-in-casa-nostra%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>In sperimentazione l&#8217;eolico senza pale: Tornado Like.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/07/23/in-sperimentazione-leolico-senza-pale-tornado-like/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 21:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Lavori verdi]]></category>
		<category><![CDATA[prototipo]]></category>
		<category><![CDATA[tornado]]></category>
		<category><![CDATA[Tornado like]]></category>

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		<description><![CDATA[E' in fase di sperimentazione una rivoluzionaria macchina alternativa alle turbine eoliche che: lavora con pochissimo vento, ha dimensioni ridotte e ridotto impatto ambientale. Nel 2010 sarà avviata la produzione vera e propria. 



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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/23/in-sperimentazione-leolico-senza-pale-tornado-like/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>&#8220;Tornado&#8221; per ora è un prototipo, però la fase sperimentale è quasi conclusa e secondo gli esperti entro pochi mesi potrà essere installato e funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) diventando un&#8217;alternativa ai contestati aerogeneratori dotati di grandi pale che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. </strong></p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1444" title="tornado" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/tornado-150x150.jpg" alt="tornado" width="150" height="150" />La tecnologia eolica viene infatti oggi accusata di deturpare il paesaggio, di essere dannosa per alcune specie di avifauna (alcune anche in via d’estinzione) e di avere un grave impatto ambientale.</p>
<p>«Tornado Like» è stato progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato da una società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili. E&#8217; stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull&#8217;energia alternativa voluto dal leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani, al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa.</p>
<p>Come funziona? La macchina ha forma di cono, non ha le pale e rispetto ai vecchi ingombranti aereogeneratori è molto meno impattante, infatti è alta solo 2 &#8211; 3 metri e in futuro potrà essere ancora più miniaturizzata.  L&#8217;aria penetra dalla base del cono e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità<span id="more-1437"></span> del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l&#8217;energia elettrica.  «Funziona ovunque anche dove non c&#8217;è troppo vento – spiega Roggiolani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia». La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%.</p>
<p>Vogliamo produrre energia da consumare sul posto a costi contenuti, riducendo l’attuale di 3500 euro per 1 Kw prodotto di energia eolica – ha spiegato la società Western, azienda che sperimenterà il generatore – L’invenzione proposta è finalizzata alla soluzione di questo problema tecnico, consentendo di raggiungere il risultato desiderato aumentando l’efficienza energetica dell’impianto a vento vorticoso e permettendo il suo funzionamento a partire da venti deboli e da sorgenti di flussi termici”.</p>
<p>I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l&#8217;Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini, poi si passerà alla produzione prevedibilmente dopo il primo semestre 2010.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F07%2F23%2Fin-sperimentazione-leolico-senza-pale-tornado-like%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Eolico: effetti per la salute?</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/07/13/eolico-effetti-per-la-salute/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 13:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Ontario]]></category>
		<category><![CDATA[University di Kingston]]></category>
		<category><![CDATA[Wolfe Island]]></category>

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		<description><![CDATA[Sappiamo che l&#8217;eolico è una tecnologia in grado di trasformare l&#8217;energia cinetica del vento in energia elettrica. Il suo principio di funzionamento è tra i più antichi del mondo. Il vento è una delle principali fonti rinnovabili di energia, ma è sbagliato pensare che l&#8217;eolico sia una tecnologia semplice e poco sofisticata. Esistono tipologie molto [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/13/eolico-effetti-per-la-salute/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Sappiamo che l&#8217;eolico è una tecnologia in grado di trasformare l&#8217;energia cinetica del vento in energia elettrica.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1243" title="eolica2" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eolica2-300x122.jpg" alt="eolica2" width="300" height="122" /> Il suo principio di funzionamento è tra i più antichi del mondo. Il vento è una delle principali fonti rinnovabili di energia, ma è sbagliato pensare che l&#8217;eolico sia una tecnologia semplice e poco sofisticata.</p>
<p>Esistono tipologie molto variegate di aerogeneratori, per dimensioni e capacità. Ma una domanda che forse nessuno si è posto è la seguente: le turbine eoliche possono causare effetti nocivi alla salute? Può sembrare una domanda scontata a cui segue la risposta “no!”, ma alcuni studiosi hanno in mente di approfondire il quesito, proprio per rispondere a questa domanda.</p>
<p>Stiamo parlando dei ricercatori della Queen&#8217;s University di Kingston (Canada) che allo scopo, nei mesi passati, hanno acquisito una serie di dati sullo stato di salute della popolazione di Wolfe Island (Ontario), dove proprio da pochi giorni è entrata in servizio una centrale eolica distante circa 400 metri dalle abitazioni.</p>
<p>L&#8217;importanza dello studio consiste proprio nel fatto che mai fino ad ora si era pensato di esaminare una popolazione che <span id="more-1241"></span>abita vicino a degli impianti eolici; chiaramente sono state raccolte in primis delle dettagliate informazioni prima che questo entri in servizio, in modo da consentire confronti nel tempo scientificamente validi.</p>
<p>&#8220;Ci sono stati casi &#8211; afferma il prof. Neal Michelutti, responsabile della ricerca &#8211; in cui le persone che vivono presso turbine eoliche hanno segnalato effetti sulla salute come insonnia, ansia, nausea e ronzii alle orecchie, solo per citarne alcuni.<br />
<img class="alignright size-medium wp-image-1251" title="eolica" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eolica-221x300.gif" alt="eolica" width="221" height="187" /> Ma aspettiamo dati attendibili prima di fare mille ipotesi&#8221;.</p>
<p>La popolazione presso la centrale di Wolfe Island verrà ora nuovamente studiata questa estate e poi a intervalli regolari su un adeguato arco di tempo. I ricercatori, inoltre, hanno considerato anche la possibilità di sintomi di origine psicosomatica, dovuti, ad esempio, ad avversione preconcetta nei confronti dell&#8217;installazione di macchine eoliche presso le proprie abitazioni.</p>
<p>Per questo motivo nell&#8217;indagine preliminare sono state inserite anche domande dirette ad accertare l&#8217;atteggiamento degli intervistati nei confronti di questa tecnologia. In tal modo, indipendentemente dai risultati sugli aspetti sanitari, lo studio potrà così fornire anche utili consigli su aspetti tecnici legati alla localizzazione delle centrali.</p>
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		<title>Conto alla rovescia iniziato per il K3 Charger.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 16:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[caricabatterie]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[k3 charger]]></category>
		<category><![CDATA[solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce il K3 Charger, il caricabatterie solare ed eolico. Proiettate la vostra mente in un bosco sperduto, laddove ciò che conta è comunicare con chi vi indichi la strada del ritorno. E se la batteria del vostro cellulare fosse scarica? Nessuna paura! Da oggi la Kinesis Industries introduce nel mercato il K3 Charger: si tratta [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/05/02/conto-alla-rovescia-iniziato-per-il-k3-chager/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nasce il K3 Charger, il caricabatterie solare ed eolico.</strong></p>
<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> <w:DontGrowAutofit /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><span class="mceItemObject"   classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></span><br />
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<p><!--[endif]--></p>
<p><!--[if gte mso 10]><br />
<mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} --></p>
<p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-324" title="k3" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/k3-300x117.jpg" alt="k3" width="280" height="109" />Proiettate la vostra mente in un bosco sperduto, laddove ciò che conta è comunicare con chi vi indichi la strada del ritorno.<br />
E se la batteria del vostro cellulare fosse scarica? Nessuna paura!</p>
<p>Da oggi la Kinesis Industries introduce nel mercato il K3 Charger: si tratta di un caricabatterie solare ed eolico, perfetto per una grande varietà di applicazioni ( dal campeggio sino alle situazioni di emergenza). Si prevede che il caricabatterie K3<span id="more-323"></span> venga rilasciato ufficialmente nel mese di giugno 2009.</p>
<p>Ma, nonostante manchino ancora le indicazioni relative ai prezzi, è fuor di dubbio che la sua utilità si concretizzi non solo in situazioni di emergenza, ma che ci sia anche giovamento per l&#8217;ambiente, senza contare la comodità di un caricabatterie a portata di mano ovunque voi siate.</p>
<p>L’azienda produttrice ritiene che tale dispositivo possa ricaricare un telefono cellulare più di cinque volte, e che grazie al suo design semplice e durevole, si possa portare davvero ovunque.<br />
La porta USB lo rende adattabile ad apparecchi di diverso tipo, come cellulari, ipod, fotocamere, iphone. Utile a noi, utile all’ambiente.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
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Database Caching using memcached
Object Caching 2565/2778 objects using memcached

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