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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Energie rinnovabili</title>
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		<title>Obama farà installare nuovi pannelli solari alla Casa Bianca.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 21:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/13/obama-vuole-i-pannelli-solari-alla-casa-bianca/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La diffusione delle rinnovabili deve avvalersi di una buona immagine, data specialmente da parte di chi detiene il potere. Ed è ciò che fa l’esecutivo statunitense. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Casa-Bianca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11589" title="Casa-Bianca" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Casa-Bianca.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;amministrazione<strong> Obama</strong> intende infatti installare nuovi<strong><em> pannelli solari</em></strong> per promuovere il suo programma di energia pulita.<br />
I pannelli solari sono stati installati alla Casa Bianca nel 1979, dopo varie crisi petrolifere: queste crisi nel 1970 hanno evidenziato la dipendenza dal petrolio degli Stati Uniti.</p>
<p>Jimmy Carter fece installare pannelli solari sulla <strong>Casa Bianca</strong> per incoraggiare il Paese a diventare energeticamente più indipendente attraverso l&#8217;uso domestico di <strong><em>fonti rinnovabili</em></strong>. Tuttavia, sono stati poi smantellati da Ronald Reagan che, dopo il placarsi della crisi petrolifera, ne avvertì l’inutilità.</p>
<p>Ora l&#8217;attuale amministrazione ha intenzione di reinstallare i pannelli solari, più precisamente nella prossima primavera. Essi forniscono acqua calda e una piccola quantità di<span id="more-11490"></span> energia elettrica alla residenza della Casa Bianca.</p>
<p>Questa decisione esecutiva è stata annunciata dal Segretario di energia <strong>Steven Chu</strong>, che ha dichiarato: <em>&#8220;Perché si vada verso un’economia di energia pulita, la Casa  Bianca deve dare il buon esempio. Questo progetto riflette il forte impegno del presidente Obama per la leadership degli Stati Uniti nel settore dell’energia solare, con l’obiettivo di creare anche numerosi posti di lavoro”.</em></p>
<p>La decisione è stata influenzata in parte da uno sforzo dell’attivista <strong>Bill McKibben</strong>, che ha guidato una carovana dal Maine a Washington, portando uno dei pannelli solari installati originariamente da parte dell&#8217;amministrazione Carter. McKibben, uno schietto difensore ambientale, in mancanza di azioni legislative davvero efficaci, ha deciso di adottare questi gesti dimostrativi non certo banali.</p>
<p>Egli ritiene che il rafforzamento del <em><strong>movimento ambientalista</strong></em> negli Stati Uniti è necessario di fronte a questa<em> “sconfitta politica, perché non adottare in modo efficace e coordinato dei provvedimenti pro-ambiente è sinonimo di scarsa sensibilità al tema e di bassa politica&#8221;.</em></p>
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		<title>RisparmiArte, il laboratorio di educazione ambientale a Pistoia: risparmio energetico e riciclo dei materiali.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 08:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/interessante-laboratorio-di-educazione-ambientale-a-pistoia-risparmio-energetico-e-riciclo-dei-materiali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Inizierà il 6 ottobre il laboratorio </strong><strong>di educazione ambientale organizzato dallo SPER (Sportello Pistoiese Energie Rinnovabili) </strong><strong>e rivolto ai bambini del Centro Arcobaleno di Pistoia, </strong><strong>intitolato </strong><strong>&#8220;<em>RisparmiArte. Educazione al risparmio energetico e recupero di materie seconde</em>&#8220;. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Risparmiarte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11130" title="Risparmiarte" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Risparmiarte.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo sportello dedicato alle <strong>energie rinnovabili</strong> è nato a giugno su iniziativa dell&#8217;assessorato alle politiche energetiche, in collaborazione con il Centro Nazionale Energie Rinnovabili di Rispescia e con il circolo pistoiese di Legambiente.</p>
<p>Il suo compito principale è la diffusione di una corretta informazione sull&#8217;uso razionale dell&#8217;energia, sul risparmio energetico e sulle fonti di energia rinnovabili.</p>
<p>Con il progetto <strong>RisparmiARTE</strong>, un laboratorio creativo indirizzato a piccoli artisti consumatori, lo SPER intende sensibilizzare i cittadini sui temi che gli stanno a cuore: dopo questa prima esperienza con i bambini del Centro Arcobaleno, l&#8217;offerta verrà  infatti ampliata sul territorio.</p>
<p>Ogni laboratorio, strutturato in <strong>10 incontri</strong> aventi cadenza settimanale, prevede una fase iniziale di organizzazione e personalizzazione dello spazio a disposizione per il<span id="more-11085"></span> lavoro ed una fase successiva di realizzazione di piccoli manufatti. A tal fine verrà utilizzato materiale di scarto (portato ad ogni incontro dai bambini stessi) di cui verranno individuati gli usi tradizionali e i possibili usi creativi.</p>
<p>Verranno creati oggetti che sfruttano le energie rinnovabili, non producono rifiuti, dal valore educativo ed utili; saranno analizzate inoltre <strong><em>tematiche cruciali</em></strong> come il risparmio dell&#8217;acqua, lo sfruttamento dell&#8217;energia solare e gli effetti delle attività umane sulla terra: il tutto in una atmosfera divertente e giocosa.</p>
<p>Il percorso culminerà in un incontro finale a cui parteciperanno anche le famiglie ed in cui i giovani partecipanti illustreranno gli argomenti trattati mostrando i lavori prodotti.</p>
<p>L&#8217;<strong>educazione ambientale</strong> è uno strumento sempre più usato per comunicare le buone pratiche di risparmio energetico e di riciclo dei materiali: insegnando ai bambini si avrà in futuro una generazione forse più consapevole dei problemi ambientali e più rispettosa nei confronti della natura. Inoltre, non scordiamoci che educare i bambini significa anche sensibilizzare i genitori.</p>
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		<title>Lo Spray fotovoltaico, un prototipo rivoluzionario nel campo dell&#8217;energia solare.</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 11:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/spray-fotovoltaico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10979" title="spray-fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/spray-fotovoltaico.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Grazie a questa geniale idea è possibile trasformare le superfici, spruzzandovi <strong><em>nano particelle metalliche</em></strong>, in generatori di energia.</p>
<p>Si tratta infatti di una sorta di bomboletta spray in grado di stendere sulle superfici una   <strong><em>sottile pellicola fotovoltaica</em></strong>, completamente <em><strong>trasparente</strong></em>, a base di  nano particelle metalliche.</p>
<p>Le possibili applicazioni sono innumerevoli, dall&#8217;<strong>edilizia</strong> all&#8217;<strong>aeronautica</strong>. Finestre e vetrate sarebbero completamente trasparenti, ma capaci di produrre   elettricità grazie a questo spray fotovoltaico, spruzzato sul substrato di <strong>vetro</strong>. Altre possibili applicazioni potrebbero essere sui <strong>muri</strong> delle case, sugli<strong> autoveicoli</strong>, etc&#8230;</p>
<p>Molti laboratori nel mondo stanno  lavorando al fotovoltaico spray, e si registrano già nuovi progressi in questa tecnologia che potrebbe dare un impulso formidabile al settore<span id="more-10973"></span> fotovoltaico, eliminando tra l′altro il problema di un eventuale impatto estetico  dei pannelli fotovoltaici.</p>
<p>La <em><strong>nuova tecnologia</strong></em>, ancora in attesa di brevetto,  consentirebbe, rispetto a tutte le altre tecnologie attualmente in studio in altre parti del mondo, di evitare la presenza nella soluzione spray della componente opaca del metallo, garantendo così la piena <em><strong>trasparenza</strong></em> della <em><strong>vernice fotovoltaica</strong></em>.<br />
I vetri delle finestre, sulle quali verrebbe applicato il nuovo spray  fotovoltaico, conserverebbero quindi la loro naturale trasparenza.</p>
<p>Il grosso del lavoro per il fotovoltaico spray riguarda ora l&#8217;aumento dell&#8217;efficienza energetica   della pellicola, attualmente pari a <strong>100 watt per metro quadro</strong>.   L&#8217;obiettivo è migliorarla almeno del <strong>20%</strong>, prima del lancio sul mercato della nuova tecnologia, nel 2016.</p>
<p><em>&#8220;Uno dei maggiori pregi della pellicola che si riesce a produrre con  questo metodo è che la si può applicare senza nessuna difficoltà a  qualsiasi superficie trasparente, anche alle finestre di casa, senza  comprometterne le capacità intrinseche di far passare la luce, ad  esempio&#8221;</em>, ha affermato Chris Binns, professore di nanotecnologia nel  dipartimento di fisica e astronomia all&#8217;università di <strong>Liecester</strong>.</p>
<p>Binns  sta aiutando la <strong>EnSol</strong> a sviluppare un modello commerciabile della  nanosostanza solare. <em>&#8220;Ovviamente per produrre energia elettrica una  parte della luce deve essere assorbita, diciamo un 8-10 per cento. Se lo  si usa sulla finestre non si perde tanto, perché è come se ci fossero  dei vetri affumicati. Quando la si applica alle pareti esterne di un  edificio, e anche sui tetti, può essere usata come una vernice vera e  propria, raggiungendo spessori più grandi che sono così in grado di  produrre una maggiore quantità di energia&#8221;</em>.</p>
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		<title>Energie rinnovabili: pubblicate le nuove linee guida nazionali.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 13:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici. Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le linee [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/28/energie-rinnovabili-pubblicate-le-nuove-linee-guida-nazionali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rinnovabili.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10853" title="Rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rinnovabili.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le <strong><em>linee guida</em></strong> erano molto attese perché costituiscono una disciplina unica, valida su tutto il territorio nazionale, che consentirà finalmente di superare la frammentazione normativa del settore delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Da adesso le regioni avranno <em><strong>90 giorni</strong></em> di tempo per mettere a punto le proprie norme.</p>
<p>La costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili richiederà d&#8217;ora in poi un’<strong><em>autorizzazione unica</em></strong> rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, che dovrà essere conforme alle normative in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico artistico, e costituirà, ove occorra, variante allo strumento urbanistico.<span id="more-10718"></span></p>
<p>Solo gli impianti più piccoli (ad esempio impianti fotovoltaici fino a 20 kW; impianti a biomassa fino a 1000 kWe; impianti eolici fino a 60 kW; impianti idroelettrici fino a 100 kW) saranno realizzabili con una procedura semplificata, consistente in una <strong><em>DIA</em></strong> (Dichiarazione Inizio Attività).</p>
<p>Un punto negativo, tuttavia, secondo la <strong>LIPU</strong> (Lega Italiana Protezione Uccelli) è dato dalla mancanza di misure obbligatorie e inderogabili almeno per quanto riguarda i siti di maggiore interesse naturalistico. Altro aspetto preoccupante  è il fatto di non aver inserito limiti alla potenza degli impianti.</p>
<p>&#8220;<em>Salutiamo con favore l&#8217;emanazione delle Linee guida nazionali </em>- dichiara la LIPU &#8211; <em>che speriamo possano garantire maggiori tutele per l&#8217;ambiente e la biodiversità. Ora però le regioni procedano con urgenza emanando le norme attuative: una valanga di progetti potrebbero essere presentati intenzionalmente prima dell&#8217;emanazione di tali regole (al fine di evitarne l&#8217;applicazione), il che potrebbe significare il colpo di grazia ad aree di estremo valore naturalistico ma anche storico e paesaggistico</em>&#8220;.</p>
<p>In questi anni, spiega la LIPU, si è assistito a un proliferare indiscriminato di centrali eoliche industriali che ha gravemente compromesso le aree più sensibili del Paese da un punto di vista <em><strong>paesaggistico</strong></em> e <em><strong>faunistico</strong></em>, portando tra l&#8217;altro in alcuni casi a vere e proprie situazioni di malaffare. Questo anche perché gli altissimi incentivi finanziari sono del tutto indipendenti da criteri qualitativi legati al rispetto dell&#8217;ambiente da parte degli impianti.</p>
<p>La stessa dinamica che si è avuta con l&#8217;eolico si sta replicando oggi con il fotovoltaico, con distese di pannelli che stanno consumando centinaia e centinaia di ettari agricoli.</p>
<p>Oltre alle nuove disposizioni &#8211; sottolinea la LIPU &#8211; le Regioni devono comunque applicare la misura del divieto di eolico nelle ZPS (Zone protezione speciale) contenuta nel decreto <em><strong>&#8220;Rete Natura&#8221;</strong></em> emanato nel 2007 dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.</p>
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		<title>Igro-elettricità contenuta nell&#8217;aria: può convertirsi in una nuova fonte di energia rinnovabile?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 14:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;incontro annuale della American Chemical Society, celebrato a Boston a fine agosto, degli scienziati brasiliani hanno mostrato una ricerca preliminare che potrebbe permettere di sfruttare l&#8217;energia che genera i fulmini e convertirla in una fonte di energia pulita. Quando un fulmine parte da una nube temporalesca e si scarica a terra, trasporta milioni di volt di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/14/igro-elettricita-contenuta-nellaria-puo-convertirsi-in-una-nuova-fonte-di-energia-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nell&#8217;incontro annuale della <em>American Chemical Society</em>, celebrato a Boston a fine agosto, degli scienziati brasiliani hanno mostrato una ricerca preliminare che potrebbe permettere di sfruttare l&#8217;energia che genera i fulmini e convertirla in una fonte di energia pulita. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fulmini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10219" title="fulmini" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fulmini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quando un fulmine parte da una nube temporalesca e si scarica a terra, trasporta milioni di volt di elettricità, più di quanta potrebbero produrre in quel breve istante tutte le centrali elettriche degli Stati Uniti messe insieme.</p>
<p>La <em><strong>corrente elettrica</strong></em> generata da un fulmine è quindi enorme, con valori che vanno da 10.000 a 200.000 A: basta considerare che un comune pc portatile ha bisogno di circa 5 A per capire il valore che potrebbe assumere l&#8217;invenzione che vi descriveremo.</p>
<p>Il lavoro fatto dall&#8217;equipe di Fernando Galembeck (Universidad Estatal de Campinas) si basa su un concetto energetico innovativo: la <em><strong>igroelettricità</strong></em>, una speciale elettricità statica che si immagazzinerebbe nelle gocce d&#8217;acqua che costituiscono il vapore acqueo atmosferico.</p>
<p>Questa carica elettrica potrebbe essere trasferita dalle gocce a piccole particelle di polvere, perciò causerebbe, in certe condizioni atmosferiche come ad esempio i<span id="more-9950"></span> temporali, le eruzioni vulcaniche o le tormente di polvere, la scarica dei fulmini.</p>
<p>Gli scienziati dell&#8217;equipe hanno svolto simulazioni facendo venire in contatto minuscole particelle comuni nell&#8217;aria fatte di silice e fosfato di alluminio con il vapore acqueo, scoprendo così che all&#8217;aumentare dell&#8217;umidità le particelle di silice hanno acquisito più cariche negative, mentre le particelle di fosfato di alluminio hanno acquisito più cariche positive.</p>
<p>&#8220;<em>Questa è stata una chiara evidenza del fatto che l&#8217;acqua nell&#8217;atmosfera può accumulare cariche elettriche e trasferirle ad altri materiali con i quali entra in contatto</em>&#8221; afferma  Galembeck.</p>
<p>Per questo il suo team adesso sta provando vari <em><strong>metalli</strong></em> per trovare quelli che captano meglio l&#8217;igroelettricità con la previsione di collocare <em><strong>pannelli igroelettrici</strong></em> sopra gli edifici. Questa particolare tecnologia sembra applicabile soprattutto nelle zone con piogge frequenti.</p>
<p>Nel passato si credeva che l&#8217;acqua non potesse acquisire e liberare cariche elettriche però nel 1840, mentre era intento alla riparazione di una caldaia a vapore, un meccanico fu investito da una forte scarica elettrica.</p>
<p>Armstrong, che era presente, ne fu molto incuriosito ed indagando sul fenomeno scoprì che il vapore che fuoriusciva dalla caldaia era caricato positivamente, mentre la caldaia si caricava negativamente. Insieme a Michael Faraday realizzò una macchina che, attraverso un potentissimo getto di vapore, produceva scintille lunghe qualche decina di centimetri. Da quel momento il tema fu più volte studiato.</p>
<p>Il grande inventore ed ingegnere Nikola Tesla all&#8217;inizio del XX secolo immaginò che si potesse sfruttare l&#8217;elettricità dell&#8217;aria, un&#8217;idea che allora non poté applicare ma che recentemente è rinata grazie al lavoro dei ricercatori della Università di Campinas. I risultati ottenuti si sono rivelati sorprendenti e non hanno precedenti; nonostante ciò Galembeck si mostra cauto e afferma che ci vorranno degli anni per avere usi pratici basati su questo fenomeno.</p>
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		<title>Spagna: primo produttore mondiale di energia termoelettrica solare con &#8220;La Florida&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 11:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mondo avanza verso un’altra forma di produzione di energia più pulita e sostenibile. La Spagna, all’avanguardia di questo cambiamento, anticipa il futuro essendo un leader mondiale nelle energie rinnovabili: prima fra tutte eolica, seguita da energia idroelettrica e solare. Non stupisce quindi la notizia che la patria del celebre Don Quijote sia diventata quest’estate [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/03/spagna-primo-produttore-mondiale-di-energia-termoelettrica-solare-con-la-florida/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il mondo avanza verso un’altra forma di produzione di energia più pulita e sostenibile. La Spagna, all’avanguardia di questo cambiamento, anticipa il futuro essendo un leader mondiale nelle energie rinnovabili: prima fra tutte eolica, seguita da energia idroelettrica e solare. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Centrale-solare-La-Florida.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10063" title="Centrale-solare-La-Florida" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Centrale-solare-La-Florida-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non stupisce quindi la notizia che la patria del celebre Don Quijote sia diventata quest’estate il primo produttore mondiale di energia termoelettrica solare, con una potenza installata di 432 MW, superando così gli Stati Uniti che dominavano il settore con 422 MW termosolari situati sul proprio territorio.</p>
<p>Ciò è potuto accadere grazie all’attivazione, nel comune di Alvarado (Badajoz), dell’impianto solare termodinamico di 50 MW <strong><em>La Florida</em></strong>, nato da un progetto della compagnia <strong><em>Acciona</em></strong> e dall’iniziativa dell’azienda di Saragozza <strong><em>Renovables Samca</em></strong>.</p>
<p>Questo impianto, la cui costruzione è iniziata nel febbraio 2008 ed ha coperto circa 130 Ha di terreno, produrrà ogni anno più di 102 milioni di KW/h, equivalenti al consumo elettrico di 28.000 abitazioni.</p>
<p>Ha comportato un investimento di 236 milioni di euro ed eviterà annualmente l’emissione di 98.000 tonnellate di CO2  prodotte altrimenti in centrali termiche di carbone,<span id="more-9937"></span> equivalenti a circa 5 milioni di alberi nel processo di fotosintesi.</p>
<p>L’<em><strong>energia solare termodinamica</strong></em> consiste nello sfruttamento dell’energia del sole per produrre energia meccanica e, a partire da questa, energia elettrica. Una centrale termodinamica è un impianto industriale in cui, a partire dal riscaldamento di un fluido mediante la radiazione solare e il suo uso in un ciclo termodinamico convenzionale, si produce la potenza necessaria a muovere una turbina o un alternatore per la generazione di energia elettrica come in una classica centrale termoelettrica .</p>
<p>E’ necessario concentrare la radiazione solare per raggiungere temperature elevate, dai 300°C ai 1000°C, e ottenere così un rendimento accettabile nel ciclo termodinamico, che non si potrebbe ottenere con temperature più basse.</p>
<p>La nuova centrale, per questo, si è sviluppata con una tecnologia di collettori cilindrico-parabolici (vi si trovano circa 184.000 specchi ricurvi) ed è provvista di un sistema di stoccaggio dell’energia termica attraverso dei <em><strong>sali fusi</strong></em> (sistema sfruttato anche nella<strong> <a title="Centrale solare termodinamica a Priolo" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/16/enel-inaugura-la-centrale-solare-di-archimede-a-priolo/" target="_self">centrale solare termodinamica italiana di Archimede</a></strong> a Priolo). Ecco come funziona:</p>
<ol>
<li>I raggi solari incidono sugli specchi che concentrano la radiazione solare in un tubo recettore situato nella zona del “fuoco” attraverso il quale circola un fluido, olio sintetico, che si scalda fino a raggiungere alte temperature (in media 400°C).</li>
<li>Il liquido è trasportato dalla rete di tubi dell’impianto fino ad uno scambiatore in cui si trova l’acqua che si converte in vapore per effetto del calore somministrato.</li>
<li>Il vapore raggiunge una turbina collegata ad un generatore per produrre elettricità mentre l’olio che ha ceduto il calore torna al campo solare per iniziare di nuovo il processo.</li>
</ol>
<p>La nuova centrale elettrica di <strong><em>Alvarado</em></strong> è unica per quanto riguarda la grandezza del campo solare che, con i suoi 550.000 metri quadrati di area di captazione (specchi), è la più grande del mondo tra le centrali attive. Con questo nuovo impianto il parco energetico termodinamico totale spagnolo risulta formato da 11 impianti in funzione e da circa altri 20 impianti in costruzione avanzata.</p>
<p><strong><em>Protermosolar</em></strong>, l’associazione che rappresenta il settore energetico solare in Spagna, afferma che in meno di un anno potrebbe contribuire all&#8217;alimentazione della rete elettrica nazionale con una potenza addizionale di 600 MW e anticipa che entro il 2013 la portata degli impianti solari spagnoli raggiungeranno una potenza vicina ai 2.500 MW.</p>
<p>I vantaggi del solare termodinamico sono la sua facilità di gestione e la sua capacità di stoccaggio dell’energia, fondamentali per garantire la stabilità del sistema elettrico.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F09%2F03%2Fspagna-primo-produttore-mondiale-di-energia-termoelettrica-solare-con-la-florida%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Enel inaugura la &#8220;centrale solare di Archimede&#8221; a Priolo.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 09:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Enel inaugura a Priolo la prima centrale solare a concentrazione: il progetto si avvale di un’intuizione dello scienziato vissuto 23 secoli fa, attualizzata da Carlo Rubbia. L’impianto rimarrà in funzione anche di notte o con le nuvole. L&#8217;idea è semplice e antica. Il progetto Archimede prende il nome dal grande scienziato siracusano che 2000 anni [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/16/enel-inaugura-la-centrale-solare-di-archimede-a-priolo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Enel inaugura a Priolo la prima centrale solare a concentrazione: il progetto si avvale di un’intuizione dello scienziato vissuto 23 secoli fa, attualizzata da Carlo Rubbia. L’impianto rimarrà in funzione anche di notte o con le nuvole. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Solare-di-Archimede.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9383" title="Solare-di-Archimede" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Solare-di-Archimede.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;idea è semplice e antica. Il<strong><em> progetto Archimede</em></strong> prende il nome dal grande scienziato siracusano che 2000 anni fa sconfisse i nemici della sua città grazie ad una sua idea.</p>
<p>Il sistema utilizzato per &#8220;catturare&#8221; i raggi del sole ricorda gli &#8220;specchi ustori&#8221; che Archimede usò come armi incendiarie contro le navi romane che assediavano Siracusa durante la seconda guerra punica nel 212 a.C.</p>
<p>Solo che, invece di utilizzarli come armi incendiarie come fece Archimede, gli scienziati del terzo millennio li utilizzeranno per produrre <strong><em>energia elettrica</em></strong>. Non a caso, dunque, alla centrale solare termodinamica è stato dato proprio il nome dell’inventore greco.</p>
<p>La sperimentazione della moderna centrale solare termodinamica dell&#8217;Enel è in corso in Sicilia, in località <strong><em>Priolo</em></strong> Gargallo (Siracusa), nelle stesse terre in cui visse Archimede.<span id="more-9376"></span></p>
<p>Negli anni &#8217;90 l&#8217;Enea ha rielaborato un vecchio progetto di sistema solare a concentrazione (o termodinamico), sviluppato già negli anni &#8217;80, ma adattandolo alle tecnologie moderne: il &#8220;progetto Archimede&#8221;.</p>
<p>Questo prevede la costruzione di un sistema di <strong><em>specchi</em></strong> in grado di concentrare i raggi solari verso una caldaia e produrre pertanto vapore ad alta pressione (mediante il calore generato dalla concentrazione).</p>
<p>La centrale ha una potenza di circa 20 MW. Il prototipo è operativo dal 2007. Al sistema del &#8220;Solare di Archimede&#8221; stanno dando un grande apporto intellettuale e scientifico i ricercatori dell&#8217;Enea.</p>
<p>Tra tutti, vogliamo ricordare in particolar modo lo scienziato <strong><em>Carlo Rubbia</em></strong> (ex presidente ENEA e premio Nobel per la fisica), secondo cui i costi di produzione del solare a concentrazione potranno essere ben presto simili a quelli dei combustibili fossili.</p>
<p>Vediamo come funziona la centrale solare di Archimede: il <em><strong>sole</strong></em> è una sorgente di calore ed energia naturale e, concentrando i suoi raggi solari mediante appositi specchi verso un unico punto, la densità di energia calorica aumenta di 100-200 volte rispetto ad una situazione normale. L&#8217;energia termica prodotta si trasforma quindi in energia cinetica mediante normali turbine mosse dal vapore; ed infine in energia elettrica, mediante gli stessi principi di una centrale elettrica tradizionale.</p>
<p>L&#8217;energia termica è raccolta in speciali recipienti che permetteranno di utilizzare il calore anche in un momento diverso da quello in cui lo si raccoglie. In tal modo, la produzione di energia elettrica potrà avvenire a ciclo continuo anche nelle ore notturne o in assenza del sole. Seppure a minore regime rispetto alle ore centrali della giornata.</p>
<p>Grandi <strong><em>impianti solari termodinamici</em></strong> (detti anche a concentrazione o Csp) sono già in funzione con successo in particolare in Spagna e Stati Uniti, ma l’invenzione sviluppata dal fisico italiano Rubbia durante la sua presidenza dell’Enea ha dato una marcia in più a questo tipo di fonte rinnovabile.</p>
<p>Rispetto al metodo “tradizionale”, che usa lunghe file di specchi a parabola per concentrare il calore del sole su un tubo dove scorre olio, la centrale Enel utilizza degli speciali <strong><em>sali fusi</em></strong> realizzati dall’azienda umbra Angelantoni 1 (con la partecipazione societaria della tedesca Siemens), su brevetto Enea. I sali fluidi sono composti da una miscela di nitrati di sodio e potassio, che hanno la proprietà di accumulare il calore per tempi prolungati.</p>
<p>Questi sali, rispetto all’olio usato per creare vapore in grado di alimentare normali turbine per la produzione di elettricità, raggiungono infatti temperature molto più elevate (550 gradi anziché 400), permettendo all’impianto di restare in funzione quasi a ciclo continuo, senza doversi fermare nelle ore notturne o in caso di nuvole.</p>
<p>Dunque si tratta della prima centrale al mondo ad usare i sali fusi come <strong><em>fluido termovettore</em></strong> ed è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica. Infatti la centrale di Archimede non è come si dice in gergo “stand alone”, ma è stata affiancata a un impianto tradizionale che aiuta a far girare le stesse turbine alimentate a gas.</p>
<p><em>“E’ un impianto unico nel suo genere che aumenta l’efficienza energetica di circa il 20-25% e consente di avere la disponibilità dell’energia accumulata anche di notte o in condizione di cielo coperto”</em>, ha sottolineato l’ingegner Livio Vido, direttore di ingegneria e innovazione di Enel.</p>
<p><em>“E’ la punta di diamante di un processo e di un progresso continuo nelle energie rinnovabili da parte dell’Enel”</em>, ha aggiunto il direttore generale dell’azienda Fulvio Conti all’inaugurazione. <em>“E’ un prototipo – ha precisato – costato 60 milioni di euro capace di generare un meccanismo industriale ridotto di costi se realizzato in larga scala in tante parti del mondo”.</em></p>
<p>Un impianto, definito dallo stesso Conti <strong><em>&#8220;una fattoria del sole&#8221;</em></strong>, che è il primo al mondo a usare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato a gas per la produzione di energia elettrica.</p>
<p>Tutto ciò è importante anche in vista del grande progetto Desertech avviato da un cartello di grandi imprese europee (tedesche in primo luogo) per realizzare decine di impianti di questo tipo nell’Africa settentrionale e sahariana. Recentemente l’Anest (Associazione nazionale energia solare termodinamica) ha inoltre sottolineato come esistano in Italia le potenzialità per realizzare entro i prossimi dieci anni centrali per 3-5000 MW, creando oltre 30 mila posti di lavoro.</p>
<p>Guarda il video sul Progetto Archimede:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/H4z1HYX0fY8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/H4z1HYX0fY8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il cammino verso un&#8217;Europa &#8220;rinnovabile&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/12/europa-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La frontiera dell&#8217;energia rinnovabile sta aumentando sempre di più i propri confini. I passi da fare sono ancora molti, e le vicende politiche di alcuni paesi europei frenano l&#8217;avanzata di una corrente di miglioramento energetico, ma l&#8217;Europa, tutta quanta, è in cammino.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Europa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9285" title="Europa" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Europa.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gli obiettivi dell&#8217;<strong><em>Unione Europea</em></strong> si stanno concretizzando, sopra ogni aspettativa. Il sogno di un&#8217;Europa rinnovabile non è poi così lontano.</p>
<p>Gli impianti di <strong><em>energia rinnovabile</em></strong> si sviluppano in continuazione e aumentano il proprio numero vertiginosamente. E&#8217; vero che ci sono Paesi in stadi più avanzati di installazione, tuttavia il percorso da fare è comune e laddove c&#8217;è una carenza in un Paese, questa viene compensata dalle risorse di un altro.</p>
<p>L&#8217;Europa deve essere così, unita sul fronte unico dell&#8217;energia, e sperare in futuro di attingere energia esclusivamente dal suo straordinario ambiente naturale.</p>
<p>L&#8217;8 novembre scorso, una forte bufera di vento ha colpito la Spagna, senza alcun danno, anzi: più della metà dell&#8217;elettricità spagnola è stata prodotta dall&#8217;energia eolica. Eppure<span id="more-9214"></span> la Spagna non è, tra i Paesi europei, ai primi posti nella classifica del numero di impianti eolici attivi. Davanti alla Spagna ci sono l&#8217;Italia, la Norvegia, la Francia e l&#8217;Inghilterra, tuttavia i risultati raggiunti sono stati straordinari.</p>
<p>In<strong><em> Italia</em></strong> la quota di elettricità generata da fonti rinnovabili è in crescita (+13,5 % nel 2009), anche se sono sempre numerosissime le fonti di energia non rinnovabile nel nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;UE ha fissato un obiettivo per il 2020, e cioè che la quota di elettricità proveniente da fonti rinnovabili ammonti al <strong><em>17% dei consumi</em></strong> totali di energia. Al momento siamo al 7%, ma mancano ancora 10 anni e la crescita è esponenziale.</p>
<p>Inoltre, i Paesi europei stanno coordinandosi fra loro. La sinergia dei loro sforzi è mirata alla costituzione di reti di distribuzione.</p>
<p>Nove Paesi del Nord Europa stanno contribuendo alla costruzione di un elettrodotto nel Mare del Nord. Questo avviene, ad esempio, tra Norvegia (costa occidentale) ed Inghilterra (costa orientale).</p>
<p>Inoltre l&#8217;ipotesi futura è quella di comprendere nell&#8217;idea di Europa rinnovabile anche l&#8217;Africa, e in particolare il <strong><em>Nord Africa</em></strong>: l&#8217;ipotesi nasce dalla possibilità di costruire delle reti di distribuzione che attraverserebbero il Mediterraneo per trasportare l&#8217;energia solare prodotta nel Sahara.</p>
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		<title>FSS: &#8220;Mantenendo trend pro-rinnovabili, il nucleare è inutile&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili. Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/fss-mantenendo-trend-pro-rinnovabili-il-nucleare-e-inutile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7498" title="FSS" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/FSS.gif" alt="FSS" width="170" height="100" />Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari  non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili.</p>
<p>Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione notevole, e le rinnovabili nel 2030 arriveranno a produrre fino al 45% dell&#8217;elettricità consumata. </p>
<p>Ad affermarlo è la <em>Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</em>, che ha presentato, proprio pochi giorni fa, un rapporto denominato <em>&#8220;Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030&#8243;</em>.</p>
<p>Il rapporto prende in considerazione due scenari: uno virtuoso, <em>blu</em>, con un miglioramento di efficienza elettrica ed uno,<em> grigio</em>, di peggioramento dell&#8217;efficienza elettrica.<span id="more-7407"></span> In entrambi gli scenari si ipotizza, seppur in modo diverso, un forte aumento delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Mantenendo il trend di crescita in atto verso l&#8217;adesione alle varie forme di energia rinnovabile,  come probabile, lo scenario blu sembra il più plausibile e realistico, perché si tratta di tendenze già avviate prima della crisi, e quindi l&#8217;incremento dei consumi di elettricità sarebbe dimezzato rispetto al decennio precedente.</p>
<p>Così migliorerebbe l&#8217;efficienza energetica del Pil (da 261 chilowattora ogni mille euro di Pil nel 2010, a 240 nel 2030), vi sarebbe una riduzione della produzione di elettricità da combustibili fossili e le emissioni di CO2 si ridurrebbero, rispetto al 2005, del 20% nel 2020 e del 26,7% nel 2030.</p>
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		<title>L&#8217;Austria sviluppa un nuovo Piano-Energia.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 11:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da anni l&#8217;Austria si impegna nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile, basato su tecnologie evolute. Ora un passo avanti, una nuova strategia in campo energetico. Nella generale situazione di crisi attuale, il piano austriaco mira a raggiungere importanti obiettivi di riduzione di CO2, il tutto accompagnato da una ripresa occupazionale ed economica del paese. Il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/26/laustria-sviluppa-un-nuovo-piano-energia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Da anni l&#8217;Austria si impegna nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile, basato su tecnologie evolute. Ora un passo avanti, una nuova strategia in campo energetico.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6963" title="Austria" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Austria.jpg" alt="Austria" width="150" height="150" />Nella generale situazione di crisi attuale, il piano austriaco mira a raggiungere importanti obiettivi di riduzione di CO2, il tutto accompagnato da una ripresa occupazionale ed economica del paese. Il governo agisce in tal senso, prendendo come riferimento le riduzioni indicate dall&#8217;Unione Europea fino al 2020.</p>
<p>E, dal punto di vista occupazionale, il programma prevede la creazione di 80.000 nuovi posti di lavoro.</p>
<p>La nuova strategia austriaca è basata su tre punti cardine: maggiore efficienza energetica, sviluppo delle rinnovabili e aumento della sicurezza negli approvvigionamenti.</p>
<p>È, inoltre, previsto un sistema &#8220;premiale&#8221; dei soggetti che aiutano e rispettano l&#8217;ambiente, penalizzando e punendo contestualmente chi invece si rende responsabile<span id="more-6939"></span> di comportamenti disdicevoli nei confronti dello stesso.</p>
<p>L&#8217;Austria non è nuova ad iniziative di questo tipo. Il 2007 infatti ha visto nascere una &#8220;Borsa per l&#8217;energia elettrica ecologica&#8221;, con investimenti in energia pulita che andavano a sommarsi agli incentivi statali.</p>
<p>Relativamente allo sviluppo delle fonti rinnovabili, il governo austriaco punta principalmente su tre filoni: sviluppare le biomasse per la produzione di energia termica, aumentare la capacità idroelettrica (che è già la principale fonte rinnovabile del paese), raddoppiare entro i prossimi dieci anni la potenza eolica installata.</p>
<p>Il programma contiene anche indicazioni volte a sviluppare sistemi di mobilità basati su fonti alternative, tra cui i veicoli elettrici.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F26%2Flaustria-sviluppa-un-nuovo-piano-energia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Acquisti nel segno delle energie pulite e rinnovabili.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 11:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ambiente ai giorni d&#8217;oggi deve fare i conti con una marea di problematiche che lo stanno mettendo in ginocchio, causando imprevedibili e irrimediabili conseguenze anche per la qualità della vita, nostra e delle generazioni future. Nel nostro paese qualcosa inizia a portare buone speranze! In Italia, infatti, il 56% dei consumatori afferma la sua preferenza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/21/acquisti-nel-segno-delle-energie-pulite-e-rinnovabili/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;ambiente ai giorni d&#8217;oggi deve fare i conti con una marea di problematiche che lo stanno mettendo in ginocchio, causando imprevedibili e irrimediabili conseguenze anche per la qualità della vita, nostra e delle generazioni future. Nel nostro paese qualcosa inizia a portare buone speranze!</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6930" title="E.on" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/E.on-150x150.jpg" alt="E.on" width="150" height="150" />In Italia, infatti, il 56% dei consumatori afferma la sua preferenza nell&#8217;acquisto di prodotti con certificazione ecologica, portando la media della popolazione italiana al primo posto per il rispetto ambientale quando si parla di fare compere.</p>
<p>Inoltre, molte marche importanti come Acqua Lete, Feltrinelli e Ottica Randasso si sono proposti come testimonial dell&#8217;etichetta E. On Energia, che garantisce l&#8217;uso di energia elettrica pulita derivante da fonti rinnovabili, tutto con certificazione RECS (Renewable Energy Certificate System).</p>
<p>Le tre aziende (si spera aumentino di numero) si muovono quindi per incitare all&#8217;impegno ambientale, continuando a produrre con energia totalmente pulita.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F21%2Facquisti-nel-segno-delle-energie-pulite-e-rinnovabili%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il fotovoltaico ha toccato un nuovo record in Italia.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata. Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/il-fotovoltaico-ha-toccato-un-nuovo-record-in-italia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo  record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6320" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico1-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="150" />Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh.</p>
<p>Con il primo &#8221;conto energia&#8221;, il sistema di incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, varato nel 2005 dal precedente governo, sono stati promossi impianti per una potenza complessiva installata di 165 MW.</p>
<p>Poi con l&#8217;avvio del secondo &#8221;conto energia&#8221; sono stati incentivati altri 835 MegaWatt. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l&#8217;Italia raggiunge ora il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.</p>
<p>&#8221;Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009, questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al<span id="more-5643"></span> tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale&#8221;, ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico.</p>
<p>&#8221;In un anno difficile come quello appena concluso, il settore del solare ha infatti retto bene e, anzi, ha contribuito a sostenere la ripresa. Il Governo &#8211; ha aggiunto Scajola &#8211; è impegnato a garantire continuità alla crescita efficiente del fotovoltaico, come dell&#8217;intero comparto delle fonti rinnovabili. Siamo fortemente convinti della necessità che il binomio energia-ambiente si possa completare con la crescita industriale e occupazionale e con l&#8217;innovazione tecnologica&#8221;.</p>
<p>Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l&#8217;industria fotovoltaica nazionale sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 è stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore del fotovoltaico&#8221;.</p>
<p>Con il solo fotovoltaico si evita la produzione di 875 mila tonnellate di CO2 e si riduce il consumo di combustibili fossili di 0,23 milioni di tonn equivalente petrolio.</p>
<p>Ma il Ministero dello Sviluppo Economico ha investito molto anche nella ricerca: nel triennio 2006-2008, attraverso gli accordi di programma con Enea, Cnr ed Erse, sono stati finanziati 15 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 4 milioni di euro nel 2009. Per il  triennio 2009-2011 l&#8217;impegno economico prevede un finanziamento per altri 8 milioni di euro.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F30%2Fil-fotovoltaico-ha-toccato-un-nuovo-record-in-italia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Roma: presentato il rapporto Comuni Rinnovabili 2010.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della Settimana Europea delle Energie Rinnovabili è stato presentato a Roma il rapporto Comuni Rinnovabili 2010 prodotto da Legambiente con il contributo di GSE e Sorgenia. Il 2009 è stato un anno particolarmente significativo: vi è stata una riduzione di emissioni di CO2 in atmosfera ed una parallela crescita delle fonti energetiche rinnovabili [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/roma-presentato-il-rapporto-comuni-rinnovabili-2010/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In occasione della Settimana Europea delle Energie Rinnovabili è stato presentato a Roma il rapporto Comuni Rinnovabili 2010 prodotto da Legambiente con il contributo di GSE e Sorgenia. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6308" title="ComuniRinnovabili2009_Logo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ComuniRinnovabili2009_Logo-150x150.jpg" alt="ComuniRinnovabili2009_Logo" width="150" height="150" />Il 2009 è stato un anno particolarmente significativo: vi è stata una riduzione di emissioni di CO2 in atmosfera ed una parallela crescita delle fonti energetiche rinnovabili sia in termini di installato che di produzione.</p>
<p>Interessante è il fatto che l&#8217;aumento dell&#8217;uso delle fonti rinnovabili si è avuto soprattutto a livello locale, in piccole realtà: il territorio si configurerebbe perciò come il laboratorio di questa rivoluzione energetica.</p>
<p>Le tecnologie usate sono molteplici, come d&#8217;altronde le caratteristiche dei vari territori in cui vanno ad inserirsi: impianti solari fotovoltaici, solare termico, mini-idroelettrici, geotermici ad alta e bassa entalpia, impianti a biomassa e biogas.</p>
<p>Sono 6.993 i Comuni in Italia dove è installato almeno un impianto. I Comuni del solare sono 6.801, quelli dell’eolico 297, con una potenza installata di 5.148 MW, in grado di<span id="more-6201"></span> soddisfare il fabbisogno di 4 milioni e 100 famiglie.</p>
<p>I Comuni del mini idroelettrico sono invece 799, con impianti fino a 3 MW, con una potenza installata pari a 715 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 2.860 GWh, che coprono il bisogno di energia elettrica di oltre 1 milione e 100 famiglie.</p>
<p>I Comuni della geotermia, per lo più nelle province di Siena, Pisa e Grosseto, sono 181 e producono energia per oltre 2 milioni e 640 famiglie. I Comuni della biomassa e del biogas sono 788, da questi impianti si producono 7.161 GWh l’anno, pari al fabbisogno elettrico di oltre 2 milioni e 860 mila famiglie.</p>
<p>Per raggiungere gli obiettivi imposti dall’Unione Europea per il 2010 il rapporto indica alcuni azioni come prioritarie:</p>
<p><strong>1.</strong> Aprire un confronto sul Piano di azione nazionale per le rinnovabili che dovrà essere presentato a Bruxelles entro giugno 2010.</p>
<p><strong>2.</strong> Giungere ad una semplificazione amministrativa per agevolare chi intende realizzare un impianto domestico.</p>
<p><strong>3.</strong> Emanare le Linee Guida per l’approvazione dei progetti di impianti da fonti rinnovabili previste dal DL 387/2003.</p>
<p><strong>4.</strong> Prolungare gli incentivi in conto energia per il solare fotovoltaico, attualmente in scadenza, e dare certezza del prolungamento delle detrazioni fiscali del 55%, previste fino al 2010 per i lavori legati all’installazione di un impianto solare termico ed agli investimenti di risparmio energetico.</p>
<p><strong>5.</strong> Evitare ritardi o incertezze nell’allaccio degli impianti alla rete energetica, modernizzare la rete stessa e superare problemi di gestione e distribuzione in certi territori come l’Appennino.</p>
<p><strong>6.</strong> Promuovere l&#8217;importanza delle fonti energetiche rinnovabili nel settore edilizio inserendole nella certificazione energetica degli edifici, prevedendo prestazioni minime obbligatorie, riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati.</p>
<p><strong>7.</strong> Attuare una efficace ed efficiente politica energetica fondata sulle fonti pulite di pari passo con una politica ambientale tesa a ridurre l’emissione di CO2.</p>
<p>Il Rapporto dimostra che le fonti rinnovabili sono tecnologie affidabili, in grado di rispondere concretamente ai fabbisogni energetici: la migliore soluzione non solo per uscire dalle fonti fossili e salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, ma anche per rispondere alla crisi economica e superarla.</p>
<p><em><strong>&#8220;Il mondo che abbiamo creato oggi ha problemi che non possono essere risolti con lo stesso modo di pensare con cui li abbiamo creati&#8221;. </strong></em></p>
<p><em><strong>Albert Einstein.</strong></em></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F30%2Froma-presentato-il-rapporto-comuni-rinnovabili-2010%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Groenlandia: un esperimento per lo stoccaggio di energia rinnovabile.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 13:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inaugurato in Groenlandia il primo impianto sperimentale mobile a idrogeno per lo stoccaggio di energia rinnovabile. Roma, 26 marzo (Apcom-Nuova Energia): L&#8217;impianto, progettato dalla danese H2 Logic è gestito dalla compagnia energetica nazionale della Groenlandia, Nukissiorfiit. L&#8217;impianto progettato dalla H2 Logic è mobile (ora collocato nella capitale Nuuk), ed ha l&#8217;obiettivo di acquisire esperienza utile [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/groenlandia-un-esperimento-per-lo-stoccaggio-di-energia-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Inaugurato in Groenlandia il primo impianto sperimentale mobile a idrogeno per lo stoccaggio di energia rinnovabile. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6236" title="BN19368" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Groenlandia-300x194.jpg" alt="BN19368" width="150" height="150" />Roma, 26 marzo (Apcom-Nuova Energia): L&#8217;impianto, progettato dalla danese <em>H2 Logic</em> è gestito dalla compagnia energetica nazionale della Groenlandia, Nukissiorfiit.</p>
<p>L&#8217;impianto progettato dalla H2 Logic è mobile (ora collocato nella capitale Nuuk), ed ha l&#8217;obiettivo di acquisire esperienza utile nella produzione, distribuzione e utilizzo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico.</p>
<p>L&#8217;idea è quella di utilizzare l&#8217;eccesso di energia idroelettrica, disponibile nel Paese in alcuni periodi dell&#8217;anno, per scindere acqua in ossigeno e idrogeno, utilizzando quest&#8217;ultimo durante l&#8217;inverno, ovvero nei momenti di maggior richiesta, per produrre energia tramite le celle a combustibile installate nel nuovo impianto.</p>
<p>Il calore prodotto dal  processo (sia quello della produzione di idrogeno, sia quello successivo di generazione elettrica) potrà essere utilizzato per il teleriscaldamento<span id="more-6036"></span> di edifici.</p>
<p>L&#8217;impianto prevede anche un sistema di compressione e distribuzione che permette di conservare l&#8217;idrogeno sotto  pressione in contenitori trasportabili.</p>
<p>In questo modo l&#8217;idrogeno potrà anche essere distribuito in altre città e utilizzato per produrre  energia localmente.</p>
<p>Fonte: <a title="Apcom" href="http://www.apcom.net/servizi/Energia.shtml" target="_blank">Apcom-Nuova Energia</a></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F30%2Fgroenlandia-un-esperimento-per-lo-stoccaggio-di-energia-rinnovabile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Asso Energie Future: &#8220;Nucleare e rinnovabili possono convivere&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 23:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8221;Nucleare e rinnovabili possono convivere, come dimostra l&#8217;esperienza di numerosi paesi. Solo in Italia si insiste su un&#8217;antitesi che non porta a niente&#8221;. Lo afferma Massimo Daniele Sapienza, presidente di Asso Energie Future: &#8221;entrambe le fonti possono contribuire ad illuminare il nostro futuro e a mitigare gli effetti del cambiamento climatico&#8221;. La posizione di Aef [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/17/asso-energie-future-nucleare-e-rinnovabili-possono-convivere/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>&#8221;Nucleare e rinnovabili possono convivere, come dimostra l&#8217;esperienza di numerosi paesi. Solo in Italia si insiste su un&#8217;antitesi che non porta a niente&#8221;.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5831" title="nucleare-rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/nucleare-rinnovabili-150x150.jpg" alt="nucleare-rinnovabili" width="170" height="150" />Lo afferma Massimo Daniele Sapienza, presidente di <em>Asso Energie Future</em>: &#8221;entrambe le fonti possono contribuire ad illuminare il nostro futuro e a mitigare gli effetti del cambiamento climatico&#8221;.</p>
<p>La posizione di Aef si basa su una considerazione molto semplice: &#8221;non esiste competizione sui fondi da investire, né sui siti, né sulla tipologia di energia prodotta.<br />
Stiamo parlando di fonti di energia complementari, ma di certo non alternative&#8221;.</p>
<p>La rapida diffusione degli impianti fotovoltaici, eolici e alimentati da biomasse è evidente. In appena quattro anni la potenza installata (solo del solare) è passata da 150 MW a 1.000 MW, mentre l&#8217;eolico si avvicina ai 5 GW (sufficienti a fornire elettricità alle famiglie<span id="more-5760"></span> dell&#8217;intera Sicilia).</p>
<p>I conti sono presto fatti: la potenza di una centrale nucleare di terza generazione garantirebbe 1.500 MW di potenza installata e ne servirebbero almeno quattro per raggiungere il livello attuale delle fonti verdi.</p>
<p>&#8221;Le rinnovabili, quindi, sono una realtà già consolidata, sottolinea Sapienza. Il nucleare è più una speranza di medio periodo legata in gran parte al progresso tecnologico che deve ancora materializzarsi.</p>
<p>Il nucleare è eminentemente pubblico e centralizzato mentre le rinnovabili promuovono l&#8217;imprenditorialità dei singoli e la creazione di ricchezza diffusa sul territorio.</p>
<p>Asso Energie Future chiede che &#8221;il governo sostenga oggi e con grande forza la creazione di una forte filiera italiana delle rinnovabili così come è giustamente attento a cercare di stimolare il dibattito di medio periodo sul potenziale nucleare del Paese, che comunque sarà realtà solo tra un decennio&#8221;.</p>
<p>D&#8217;altra parte, però, chi dice no al nucleare in Italia elenca un&#8217;altra serie di ragioni a sostegno delle proprie idee, fra cui: Il nucleare è a rischio di incidenti catastrofici, specialmente in un paese ad alto rischio sismico come l&#8217;Italia.</p>
<p>Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive. Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo.</p>
<p>Non esiste il nucleare “sicuro e pulito” di Quarta generazione. Sono previsti, tali impianti, dopo il 2030, ma non si sa quanto dopo.</p>
<p>Non è del tutto vero che “solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale”. Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni &#8211; 35 all&#8217;anno &#8211; per i prossimi 60 anni!</p>
<p>L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F17%2Fasso-energie-future-nucleare-e-rinnovabili-possono-convivere%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Pomigliano d&#8217;Arco: previsti grandi progetti di energia rinnovabile.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Stiamo progettando grandi interventi, che porteranno Pomigliano d&#8217;Arco, entro la primavera del 2011, ad una riduzione di 13.915 tonnellate di emissione di CO2 e per il 2015 di ben 33.633 tonnellate&#8221;. A dirlo è Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d&#8217;Arco attiva nel settore Energia. Così questo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/10/pomigliano-darco-previsti-grandi-progetti-di-energia-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>&#8220;Stiamo progettando grandi interventi, che porteranno Pomigliano d&#8217;Arco, entro la primavera del 2011, ad una riduzione di 13.915 tonnellate di emissione di CO2 e per il 2015 di ben 33.633 tonnellate&#8221;.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5673" title="Pomigliano" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pomigliano-150x150.jpg" alt="Pomigliano" width="150" height="150" />A dirlo è Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d&#8217;Arco attiva nel settore Energia.</p>
<p>Così questo comune campano alle falde del Vesuvio si propone come città delle fonti rinnovabili, dove tutto verrà alimentato dal sole grazie ai tre impianti di solare termico ed ai dodici impianti di fotovoltaico già realizzati. E non solo.</p>
<p>&#8220;Si tratta -sottolinea Gaudiano- di ben 598 kW di potenza di picco, ottenuti con gli impianti di fotovoltaico già installati su Municipio, scuole elementari, scuole medie e su aree di parcheggio. Tre gli impianti di solare termico per la produzione di acqua calda, presso il campo di rugby e la palestra di arti marziali.</p>
<p>Stiamo realizzando un modello energetico che si basa sulla produzione diffusa e sul risparmio. Un modello che, oltre a far bene al pianeta, può significare sviluppo, buona<span id="more-5647"></span> economia e buona occupazione per le nostre comunità&#8221;.</p>
<p>Gli interventi, riferisce il presidente di Enam, &#8220;sono stati realizzati nell&#8217;ambito del Piano Energetico Comunale approvato dall&#8217;Amministrazione. Stiamo andando oltre gli obiettivi iniziali.</p>
<p>Quattro saranno gli impianti di produzione di energia elettrica da biomassa di potenza nominale di 450 kW cadauno che entro il 2010 partiranno sul territorio comunale. Sono impianti in assetto cogenerativo. Dunque recupereremo e riutilizzeremo l&#8217;energia termica prodotta per riscaldare le strutture sportive e gli immobili pubblici, ma anche quelli industriali adiacenti&#8221;.</p>
<p>Guadiano quindi sottolinea che è stato invece &#8220;installato l&#8217;impianto di notevoli dimensioni con pannelli fotovoltaici presso la stessa sede della Enam, mentre sempre nel 2010 verranno attivati, sulle coperture dei nostri capannoni industriali, circa 60 kW di fotovoltaico in silicio amorfo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dunque -afferma- il mondo chiama e Pomigliano risponde perché l&#8217;intera città si sta rendendo protagonista in prima linea di questa rivoluzione ambientale, grazie anche alle nuove norme approvate dall&#8217;Amministrazione per la promozione dell&#8217;utilizzo delle fonti di energia rinnovabile sulle nuove edificazioni, che prevedono l&#8217;obbligo del 50% minimo di produzione di acqua calda dal sole&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F10%2Fpomigliano-darco-previsti-grandi-progetti-di-energia-rinnovabile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>E&#8217; in corso la VI edizione di &#8220;M&#8217;illumino di meno&#8221;.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/01/14/e-in-corso-la-vi-edizione-di-millumino-di-meno/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ partita il 4 gennaio da Milano “La Torcia su Roma”, il viaggio di una fiaccola alimentata con fonti pulite che accompagnerà la sesta edizione di “M’illumino di meno” la campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità energetica promossa da Caterpillar, trasmissione di Radio 2 Rai. Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto l’adesione di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/14/e-in-corso-la-vi-edizione-di-millumino-di-meno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E’ partita il 4 gennaio da Milano “La Torcia su Roma”, il viaggio di una fiaccola alimentata con fonti pulite che accompagnerà la sesta edizione di “M’illumino di meno” la campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità energetica promossa da Caterpillar, trasmissione di Radio 2 Rai.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5316" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/229-150x150.jpg" alt="" width="140" height="170" />Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città in Italia e all’estero, il &#8220;silenzio energetico&#8221; simbolico si trasforma in una festa dell’energia pulita.</p>
<p>Giorno dopo giorno, dunque, la torcia tocca numerose città italiane in cerca di rifornimenti rinnovabili e arriverà il 12 febbraio a Roma, quando i Mercati Traianei si illumineranno con una coreografia di luci pulite per la festa del risparmio energetico.</p>
<p>Secondo la trasmissione radiofonica, infatti, &#8220;allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. </p>
<p>Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy<span id="more-5314"></span> adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010.</p>
<p>L’intento è duplice: da un lato verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dall’altro dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile.</p>
<p>Nelle piazze spente di tutt’Italia si accenderanno installazioni luminose alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più &#8216;illuminata&#8217; del nostro futuro&#8221;.</p>
<p>Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci belle, creative e pulite, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero.</p>
<p>La campagna di “M’illumino di meno” sta dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all’estero, per produrre e distribuire l’energia in modo pulito, responsabile e sostenibile.</p>
<p>Su <a href="http://www.caterpillar.rai.it/" target="_blank" rel='nofollow'>www.caterpillar.rai.it</a>, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa a lavoro, a scuola o nella propria città.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F14%2Fe-in-corso-la-vi-edizione-di-millumino-di-meno%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Aci: &#8220;Nel 2009 più auto con ecoincentivi e più rottamazioni&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 20:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Veniamo a conoscenza di un dato molto incoraggiante: sono oltre un milione (1.059.504) le auto acquistate con ecoincentivi nel corso del 2009 (100.583 a dicembre). Nel 90,29% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo. Lo rileva l&#8217;Automobile Club d&#8217;Italia sulla base degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico. &#8221;E&#8217; un buon risultato &#8211; commenta il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/06/aci-nel-2009-piu-auto-con-ecoincentivi-e-piu-rottamazioni/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Veniamo a conoscenza di un dato molto incoraggiante: sono oltre un milione (1.059.504) le auto acquistate con ecoincentivi nel corso del 2009 (100.583 a dicembre).</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5183" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/133-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Nel 90,29% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo. Lo rileva l&#8217;Automobile Club d&#8217;Italia sulla base degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico.</p>
<p>&#8221;E&#8217; un buon risultato &#8211; commenta il presidente dell&#8217;Aci, Enrico Gelp i- il sistema ha funzionato eD ha assicurato vantaggi alla collettività. Ora bisogna aprire una nuova fase che favorisca, come ho già rappresentato in una lettera al ministro Scajola, l&#8217;acquisto anche di auto dotate dei più moderni dispositivi per la prevenzione degli incidenti, come il controllo elettronico della stabilità (Esp).<br />
Oltre che per l&#8217;ambiente, avremmo così benefici anche per la sicurezza stradale&#8221;. </p>
<p>Gli ecoincentivi legati alla radiazione hanno avuto più successo al Sud.<span id="more-5182"></span></p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5184" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/221-150x150.jpg" alt="" width="137" height="137" />In Calabria il 98,63% degli acquisti con incentivi è avvenuto in sostituzione di un&#8217;auto più inquinante; in Sicilia il 98,48% e in Basilicata il 98,26%.</p>
<p>Quelli non vincolati alla radiazione, con un peso nazionale del 9,71% sul totale degli incentivi concessi, hanno inciso maggiormente in Emilia Romagna (il 18,9% delle agevolazioni), Piemonte (15,72%) e Toscana (15,35%).</p>
<p>Il 62,38% delle agevolazioni è stato concesso per auto di cilindrata compresa tra 1200 e i 1500 cc., il 12,49% per vetture fino a 1000 cc.</p>
<p>Il 45,67% delle auto demolite con richiesta di incentivi sono Euro 2, seguite dal 32,37% di Euro 1 e dal 21,96% di Euro zero.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F06%2Faci-nel-2009-piu-auto-con-ecoincentivi-e-piu-rottamazioni%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>A Pisa il convegno &#8220;Energia 2010&#8243; sulle energie del futuro.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 13:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Attuttambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia 2010]]></category>
		<category><![CDATA[energie]]></category>
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		<description><![CDATA[A Pisa, presso la Stazione Leopolda, il 15, 16, 17 Gennaio 2010 ci sarà il convegno sulle energie rinnovabili. &#8220;ENERGIA 2010&#8243; è un evento organizzato dall&#8217;associazione Attuttambiente in collaborazione con la Regione Toscana e con Azienda Speciale della Camera di Commercio Pisa, Ambiente Innovazione e Fondazione Toscana Sostenibile. Tre giornate di mostre, esposizioni, convegni alla [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/06/a-pisa-il-convegno-energia-2010-sulle-energie-del-futuro/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A Pisa, presso la Stazione Leopolda, il 15, 16, 17 Gennaio 2010 ci sarà il convegno sulle energie rinnovabili.</strong></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-5169" title="energia2010" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energia2010.gif" alt="energia2010" width="150" height="170" />&#8220;ENERGIA 2010&#8243;</em> è un evento organizzato dall&#8217;associazione Attuttambiente in collaborazione con la Regione Toscana e con Azienda Speciale della Camera di Commercio Pisa, Ambiente Innovazione e Fondazione Toscana Sostenibile.</p>
<p>Tre giornate di mostre, esposizioni, convegni alla Stazione Leopolda per presentare le eccellenze della Toscana dedicate al risparmio energetico ed alle energie pulite.</p>
<p>La tre giorni di convegni, mostre, tavole rotonde, presentazioni di libri e progetti, dimostrazioni e autocostruzione di un pannello fotovoltaico, avrà al centro l’Energia e si terrà presso la Stazione Leopolda di Pisa nei giorni 15, 16 e 17 gennaio 2010. L’ingresso è gratuito e la partecipazione aperta al pubblico.</p>
<p>L’iniziativa ha il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Ordine dei Geologi della Regione<span id="more-5140"></span> Toscana, Ealp, Aep,Toscana Energia e Università di Firenze, è copromossa dalla Regione Toscana e realizzata in collaborazione con Manutencoop, Azienda Speciale della Camera di Commercio “Sistema Ambiente e Innovazione”, Fondazione Toscana Sostenibile e Teseco.</p>
<p>La Fiera delle Energie del futuro, di carattere nazionale, sarà una vetrina per conoscere il panorama delle esperienze e dei progetti realizzati in Toscana nell’ambito del risparmio energetico e delle rinnovabili.</p>
<p>La Regione Toscana, grazie anche a questa iniziativa, si conferma un’eccellenza nel panorama nazionale soprattutto riguardo ai progetti con forte carattere innovativo. Ecco i settori che saranno al centro della kermesse: solare fotovoltaico e termico, eolico, geotermia, biomasse e bioedilizia, certificazione energetica degli edifici.</p>
<p>L’evento vuole essere un momento di dialogo tra Enti ed Imprese, con l’obiettivo di trovare un’occasione di interlocuzione e confronto. Energia 2010 è anche un momento importante di approfondimento grazie alla sezione convegni, dove saranno ospitati rappresentanti di rilievo nazionale appartenenti al mondo politico ed economico.</p>
<p>Il programma dei convegni avrà al centro tematiche di rilievo e di interesse nazionale e internazionale, con la  presentazione dei progetti più all’avanguardia nei vari settori. Spazio, quindi, alla green economy, all’edilizia sostenibile ed al risparmio energetico nella sanità toscana.  </p>
<p>Le politiche di sviluppo regionali e locali verranno illustrate dai rappresentanti istituzionali che troveranno in questo evento lo spazio adeguato per la divulgazione di queste iniziative.</p>
<p>La Fiera offrirà, inoltre, momenti di approfondimento per gli addetti ai lavori, oltre a spazi di informazione aperti ad un pubblico più ampio. Nel programma è prevista una sezione dedicata alle scuole per poter realizzare dei percorsi didattici a tema.</p>
<p>Proprio alle scuole è dedicato un concorso di idee, realizzato in collaborazione con Manutencoop, che darà la possibilità ai ragazzi di stilare un decalogo di azioni per il risparmio energetico nelle scuole, e che verrà successivamente distribuito nelle scuole della Toscana.</p>
<p>Ecco il programma dettagliato dell&#8217;evento:</p>
<p><strong>VENERDI 15 gennaio</strong> 10,00-16,00</p>
<p><em>LE ENERGIE RINNOVABILI</em></p>
<p>“Buone pratiche e green economy per un futuro sostenibile”</p>
<p>Saletta convegni</p>
<p>Coordinatori: Marco Gisotti, Direttore responsabile della rivista Modus Vivendi</p>
<p>Saluti istituzionali e introduzione dei lavori</p>
<p>Bramerini Anna Rita, Ass. Ambiente della Regione Toscana</p>
<p>Pieroni Andrea, Presidente Provincia Pisa</p>
<p>Filippeschi Marco, Sindaco di Pisa</p>
<p>Grison Giuliana, Direttore Pisa Ambiente Innovazione CCIAA Pisa</p>
<p>Bernini Edo, Piano di indirizzo energetico Regionale, stato dell’arte</p>
<p>Battaglia Romano, Presidente Agenzia Energetica Provincia di Pisa</p>
<p>Naldi Angiolo, Presidente Agenzia Energetica Provincia di Livorno</p>
<p>Il ruolo delle agenzie energetiche, panorama delle rinnovabili</p>
<p>Lupi Mario, Consiglio Regione Toscana, Capogruppo Verdi per SEL</p>
<p>Greenport, il mare come risorsa per le energie rinnovabili<br />
<em><br />
SOLARE FOTOVOLTAICO e TERMICO</em></p>
<p>Meneguzzo Francesco (Agenzia Energetica Provincia di Pisa ) Dal fotovoltaico le opportunità per gli Enti Locali in Toscana</p>
<p>Castello Salvatore (ENEA) Mercato globale e nazionale del fotovoltaico</p>
<p><em>EOLICO</em></p>
<p>Sabatini Angiolino (Consulente Energie Rinnovabili) Gli impianti eolici in Toscana</p>
<p>Ferrari Lorenzo (Università di Firenze Dipartimento di Energetica &#8220;Sergio Stecco”);</p>
<p>Cecchetti Gianluca (Enatek Srl) Integrazione del microeolico in ambito urbano: una possibile soluzione</p>
<p>Ferrucci Mario (Devices Srl) Caratteristiche, opportunità e criticità degli impianti minieolici</p>
<p><em>GEOTERMIA</em></p>
<p>Sbrana Alessandro (Scienze della Terra Università di Pisa &#8211; GIGT Gruppo Informale Geologia Toscana</p>
<p>Gabbani Giuliano, Valentini Sauro, Fulignati Paolo (Università di Pisa)</p>
<p>Giuseppe De Natale(Ist. Naz. Geofisica e Vulcanologia) La potenzialità geotermica in Toscana/VLF sistema di indagine del sottosuolo</p>
<p>Chiacchella Sergio (CoSviG Consorzio per lo Sviluppo delle aree Geotermiche)</p>
<p>Chessa Mauro(Ordine dei geologi della Toscana) Aspetti generali della sostenibilità della geotermia con particolare riferimento all&#8217;esperienza amiatina).<br />
<em><br />
BIOMASSE</em></p>
<p>Ing. Bani(SORGENIA) Centrale a biomasse a Gallina – Castiglion d’Orcia (SI)</p>
<p>Tronci Romano(BMV Srl) Tecnologie di gassificazione della biomassa</p>
<p>Miglietta Franco(CNR-Ibimet) Il Biochar</p>
<p>Valentini Sauro(GIGT-Gruppo Informale Geologia Toscana)</p>
<p>Franco Pinzzaferri (Geochemilab) Sequestro biologico della CO2 per la produzione di biocarburanti.</p>
<p>PAUSA PRANZO<br />
<em><br />
GREEN ECONOMY</em></p>
<p>Longo Roberto(Presidente APER -Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili) Stato di salute e prospettive del settore economico delle fonti energetiche rinnovabili</p>
<p>Caridi Giovandomenico (Navicelli SpA) Il “Modello Navicelli” delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate</p>
<p>Benassai Piero (Consorzio Etruria) Struttura, realizzazione e gestione di grandi iniziative energetiche rinnovabili</p>
<p>Giani Paolo (Soluzioni finanziarie) Finanziamenti per le fonti rinnovabili: condizioni e casi di successo</p>
<p>Aziende partecipanti</p>
<p>VENERDI 15 gennaio 16,00 LE ENERGIE RINNOVABILI</p>
<p>Saletta prove/Stand Agenzie energetiche<br />
<em><br />
TAVOLA ROTONDA</em></p>
<p>Raccordo tra le Agenzie Energetiche Toscane</p>
<p><strong><br />
SABATO 16 gennaio</strong></p>
<p>10,00-14,30 &#8211; <em>SOSTENIBILITA’ ENERGETICA E BIOARCHITETTURA<br />
</em><br />
“Le città da ripensare”</p>
<p>Saletta convegni</p>
<p>Coordinatori: Diego Barsotti, Direttore Green Report</p>
<p>Saluti istituzionali e introduzione dei lavori</p>
<p>Martini Claudio, Presidente Regione Toscana</p>
<p>Pacini P., Presidente CCIAA di Pisa</p>
<p>Giglioli Romano (Università degli studi di Pisa, Facoltà di Ingegneria) I &#8220;position papers&#8221; italiani sulle tecnologie per le fonti rinnovabili e le &#8220;smart grids&#8221; per il SET- Plan Europeo.</p>
<p>Patricia Ferro (KYOTOCLUB) Normativa nazionale sulla certificazione energetica degli edifici</p>
<p>Novelli Pietro (Regione Toscana, Responsabile P.O. Sostenibilità dello Sviluppo Locale) Normativa regionale sull&#8217;efficienza energetica delle costruzioni: le linee guida dell&#8217;edilizia in legno</p>
<p>Picchi Valter (Assessore all’Ambiente Provincia di Pisa) Presentazione del Piano Energetico Provinciale)</p>
<p>Baronti Eugenio (Assessore Regione Toscana Ricerca, Università, Diritto alla casa) L&#8217;edilizia residenziale pubblica: opportunità di riqualificazione urbana per una nuova etica del vivere e dell&#8217;abitare</p>
<p>Bertolucci Giulia (Presidente Sezione Lucca Istituto Nazionale di Bioarchitettura, INBAR) Ripensare le città</p>
<p>Alessandro Panichi (Federazione Regionale Architetti) Progettare sostenibile : il concetto delle costruzioni in legno La domotica per avere una casa a risparmio energetico</p>
<p>Rappresentante Cohousing Ventures Srl L’abitare condiviso: il Cohausing</p>
<p>Biserni Giacomo (Ecogeo) Il risparmio energetico nell’edilizia popolare: presentazione del progetto casa ecologica di Follonica</p>
<p>Zanichelli Emiliano (Ass. PAEA) Il supporto degli enti locali e un punto di riferimento &#8220;umano&#8221; e fisico per il cittadino; gli strumenti fai-da-te di autodiagnosi e supporto alla scelta</p>
<p>P.Andreuccetti-“Le Città di Transizione”</p>
<p>Grasso Valentina (Osservatorio Kyoto, CNR Ibimet -Regione Toscana) La comunicazione della sostenibilità</p>
<p>SABATO ore 16,00</p>
<p><em>UNA SANITA’ TOSCANA A RISPARMIO ENERGETICO</em></p>
<p>Saletta convegni</p>
<p>Roggiolani Fabio (Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regione Toscana)</p>
<p>Rossi Enrico (Assessore Regione Toscana alla Sanità)</p>
<p>Fabbri Luciano (Coordinatore ESTAV toscane)</p>
<p>Petronio Maria Grazia (Dir. UO Ambiente e Salute Dip. di Prevenzione Az.USL11 di Empoli) Regolamento per l&#8217;edilizia bio-eco sostenibile D&#8217;Aiutolo Carmela (ARPAT, Responsabile AF Educazione Ambientale) Una buona pratica tra sanità e ambiente<br />
<em><br />
EVENTI COLLATERALI PER TUTTA LA DURATA FIERA<br />
</em><br />
Percorsi di educazione ambientali presso la LUDOTEDA DELLA LEOPOLDA SPORTELLO ENERGIA, presso stand Agenzie Energetiche</p>
<p>VENERDI’ ore 17,00</p>
<p><em>PRESENTAZIONE LIBRO </em>Gisotti Marco (Direttore Modus Vivendi) “Guida ai Green Jobs &#8211; Come l’ambiente sta cambiando il mondo del lavoro”</p>
<p><strong>DOMENICA 17 gennaio</strong> ore 10,00 A cura di ManutenCoop-Caterpillar</p>
<p>Evento “Il fotovoltaico in Italia”</p>
<p>ore 11,00 A cura di Ingegneria Senza Frontiere</p>
<p>Dimostrazione di Autocostruzione solare termico</p>
<p>ore 16,00 A cura di Pisa Ambiente Innovazione Az. Speciale della Camera di Commercio Pisa Dott.ssa Giuliana Grison, Le Camere di Commercio e lo sviluppo sostenibile: il progetto Network E. R. Energie Rinnovabili</p>
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		<title>Londra presenta Ecobuild, la fiera per uno sviluppo sostenibile.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 19:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni nel settore edilizio si sta diffondendo un nuovo modo di costruire finalizzato a realizzare un prodotto più evoluto che minimizzi l’utilizzo delle risorse ambientali. E sono proprio design, edilizia ecosostenibile e energie rinnovabili i settori che interessano &#8216;Ecobuild&#8217;, in programma dal 2 al 4 marzo all’Earls Court di Londra, il più grande [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/04/londra-e-partito-l-ecobuild-per-uno-sviluppo-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Negli ultimi anni nel settore edilizio si sta diffondendo un nuovo modo di costruire finalizzato a realizzare un prodotto più evoluto che minimizzi l’utilizzo delle risorse ambientali.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5108" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/132-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E sono proprio design, edilizia ecosostenibile e energie rinnovabili i settori che interessano &#8216;Ecobuild&#8217;, in programma dal 2 al 4 marzo all’Earls Court di Londra, il più grande evento al mondo.</p>
<p>Sin dal suo lancio nel 2005, la fiera di Ecobuild rappresenta un punto di incontro per architetti, imprese edili e fornitori nel Regno Unito, costituendo la più grande vetrina a Londra di prodotti nel settore delle costruzioni ecosostenibili.</p>
<p>La Fiera rappresenta uno show sugli ultimi prodotti e servizi, migliori tecniche e progetti d’avanguardia nel mondo del design sostenibile, ma anche un programma di informazione intensivo che include dibattiti, seminari pratici, talks e discussioni. </p>
<p>Con più di 800 espositori e 34.617 visitatori nel 2009, quasi raddoppiati rispetto all’edizione precedente, il più atteso evento dell’anno per gli addetti al settore delle costruzioni,<span id="more-5107"></span> ospiterà più di 500 relatori di prestigio quali Boris Johnson, Yvette Cooper, Margareth Beckett e Alastair Campbell, che si focalizzeranno sulle tematiche emergenti in materia di bioedilizia.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-5111" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/220.jpg" alt="" width="116" height="84" />In aggiunta ai seminari e alle conferenze, Ecobuild prevede anche varie attrazioni per il pubblico con dimostrazioni pratiche dei prodotti e le tecniche all’avanguardia del settore.</p>
<p>Nel 2009 sono stati organizzati più di 100 seminari, svoltisi simultaneamente in 14 diversi teatri, tra cui l’Arena, in cui prendono vita i dibattiti sulle sfide e le riflessioni sui nuovi progetti, la Conferenza, riconosciuta come la più importante ed influente nel settore, e i vari Seminari pratici, sui temi più discussi, quali le energie rinnovabili, l’obiettivo zero carbon, l’arredamento interno, la progettazione urbanistica e la regolamentazione.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5110" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/311-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Le aree espositive includono Solar City, con dimostrazioni di installazione da parte di Schuco, Vaillant, Alpha Heating, Innovation and Solarcentury; GreenScin, dedicata agli eco-materiali sperimentali.</p>
<p>Zero carbon House, per illustrare ai visitatori realizzazioni di case con il minimo consumo energetico; Off-grid Living, per sperimentare a vivere in modo autosufficiente.</p>
<p>A river runs through, un’area dedicata all’utilizzo dei materiali riciclati e che mira a diffondere il ruolo dell’acqua in un ambiente ecosostenibile urbano.</p>
<p>Timber focus, che mostra modelli di case realizzate in legno; EwI Live, con dimostrazioni live di sistemi di isolamento dei muri esterni; Fast-forward foundations, area di dimostrazioni no-stop. </p>
<p>L’evento ospiterà i più importanti tra professionisti, organizzatori, associazioni ed esponenti del settore dei media.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F04%2Flondra-e-partito-l-ecobuild-per-uno-sviluppo-sostenibile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Bere l&#8217;acqua del mare? Forse si può!</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/12/31/bere-il-mare-forse-si-puo/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 15:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;argomento è sempre più all&#8217;ordine del giorno: dato che il mondo si incammina sempre più verso l&#8217;emergenza idrica, perché non sfruttare l&#8217;acqua del mare? Alcuni numeri: Le Nazioni Unite calcolano che, entro il 2025, ben 1 miliardo e 800 milioni di persone al mondo vivranno in aree afflitte da scarsità d&#8217;acqua (a oggi sono poco [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/31/bere-il-mare-forse-si-puo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;argomento è sempre più all&#8217;ordine del giorno: dato che il mondo si incammina sempre più verso l&#8217;emergenza idrica, perché non sfruttare l&#8217;acqua del mare?</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5061" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/127-150x150.jpg" alt="" width="138" height="138" />Alcuni numeri: Le Nazioni Unite calcolano che, entro il 2025, ben 1 miliardo e 800 milioni di persone al mondo vivranno in aree afflitte da scarsità d&#8217;acqua (a oggi sono poco più di un milardo).</p>
<p>A fronte di questa emergenza, il 97% dell&#8217;acqua presente sul pianeta è troppo salata per essere consumata dall&#8217;uomo.</p>
<p>Attualmente secondo la <em>International Desalination Association </em>ci sono 13.080 impianti di desalinizzazione  in tutto il mondo, in grado di produrre ogni giorno 55,6 milioni di metri cubi di acqua potabile. </p>
<p>Sembra un numero  enorme, ma corrisponde solo allo 0,5%  del fabbisogno quotidiano del pianeta. Circa la metà di questa capacità produttiva si trova in Medio<span id="more-5060"></span> Oriente. </p>
<p>Il perché è semplice: gli impianti consumano molta energia e quell&#8217;area del globo è l&#8217;unica in cui petrolio a poco prezzo e necessità di procacciarsi acqua sono inversamente proporzionali in termini geometrici.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5062" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/216-150x150.jpg" alt="" width="136" height="104" />Il resto del mondo comincia però a prendere seriamente in considerazione la faccenda e un impianto è in costruzione perfino a Londra.</p>
<p>Le previsioni di Global Water Intelligence ci dicono che la capacità di desalinizzazione del pianeta dovrebbe raddoppiare entro il 2015.</p>
<p>Ma, come si diceva, queste centrali consumano: si calcola che una di quelle più grandi può bruciare in un anno la stessa quantità di energia necessaria per 30 mila case.</p>
<p>Insomma, ciò che entra dalla porta (l&#8217;acqua) poi scappa dalla finestra (consumo energetico <a href="http://notizie.virgilio.it/economia/ordine_energetico.html" target="_blank"></a>ed emissioni di co2).</p>
<p>C&#8217;è un vero e proprio &#8220;mare&#8221; di possibilità sotto gli occhi di tutti che però ad oggi non sono sfruttabili per la loro intrinseca antieconomicità e per la solita vecchia faccenda della coperta troppo corta.</p>
<p>Forse però la coperta si può oggi allungare. L&#8217;evoluzione tecnologica ha di fatto ridotto i costi di produzione.</p>
<p><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5063" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/310-150x150.jpg" alt="" width="124" height="124" />La tecnologia dell&#8217;osmosi inversa ha ormai quasi del tutto soppiantato la distillazione.</em></p>
<p>Il principio è semplice: se si affianca un recipiente che contiene acqua salata a uno che ne contiene di dolce e li si separa con un filtro, l&#8217;acqua salata tenderà a &#8220;risucchiare&#8221; l&#8217;altra dalla sua parte per equilibrare il grado di salinità delle due soluzioni.</p>
<p>Per invertire il processo &#8211; da qui il nome di osmosi inversa &#8211; bisognerà esercitare una forte pressione sull&#8217;acqua salata, in modo da farla passare dall&#8217;altra parte, lasciando il sale sul filtro.</p>
<p>Fin dai primi anni Sessanta, le ricerche si sono dedicate a creare filtri sempre migliori, membrane che nel corso del tempo si sono fatte ipertecnologiche per ottimizzare la resa del processo di osmosi.</p>
<p>Un altro problema è l&#8217;energia richiesta per &#8220;premere&#8221; l&#8217;acqua salata verso il filtro: più l&#8217;acqua è salata e più energia è necessaria. Fino a pochi anni fa, il processo ne richiedeva troppa rispetto alla resa finale.</p>
<p>Infine, l&#8217;acqua sottoposta a osmosi inversa non è &#8220;pura&#8221;, nel senso che necessita di additivi che la preparino al processo. Un altro filone di ricerca si è dedicato a ottimizzare queste componenti aggiuntive.</p>
<p>Sta di fatto che il primo impianto pubblico di desalinizzazione dell&#8217;acqua marina &#8211; che cominciò ad operare nel 1980 a Jedda, in Arabia Saudita &#8211; aveva bisogno di più di 8 kilowatt/ora (Kwh) per produrre un metro cubo di acqua potabile.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5067" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/52-150x150.jpg" alt="" width="122" height="122" />Oggi, esistono sistemi di riciclo energetico che sfruttano il 96% degli scarichi salati del processo di osmosi inversa per produrre nuova energia.</p>
<p>Grazie a questo meccanismo di riciclo e all&#8217;economia di scala, nel 2003 un metro cubo d&#8217;acqua costava già mezzo dollaro, contro il dollaro e mezzo degli anni Novanta.</p>
<p>Tuttavia i costi sono ancora alti e gli esperti concordano nel ritenere molto marginali ulteriori risparmi sul fronte dell&#8217;energia. Per migliorare l&#8217;efficienza si punta quindi a ottimizzare ultriormente filtri e membrane.</p>
<p>L&#8217;ultimo passo avanti è stato compiuto grazie ai nanotubi di carbonio che permettono un maggiore filtro di sale a fronte di un aumentato flusso d&#8217;acqua.</p>
<p>Si è poi scoperto che questa tecnologia può essere utilizzata per creare acqua potabile dagli scarichi reflui.</p>
<p>Qui ci sono da superare notevoli barriere culturali, perché non è facile spiegare all&#8217;utenza che un giorno si potrà bere acqua proveniente dal nostro water o, peggio, da quello di chissà chi.</p>
<p>Tuttavia è per il bene del pianeta: cominciamo ad abituarci.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F31%2Fbere-il-mare-forse-si-puo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Low carbon: forte intesa Italia-Usa.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 12:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Copenhagen, sempre nell’ambito del “Cop 15”, il ministro italiano per l&#8217;Ambiente parteciperà, assieme al Segretario di Stato Usa all&#8217;Energia, al lancio della Global Partnership del MEF (Major Economies Forum), organizzato dalla delegazione americana. E&#8217; quanto comunica una nota del ministero. Nel corso dell&#8217;iniziativa verranno illustrati gli esiti del lavoro svolto dal Mef sullo sviluppo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/14/low-carbon-forte-intesa-italia-usa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A Copenhagen, sempre nell’ambito del “Cop 15”, il ministro italiano per l&#8217;Ambiente parteciperà, assieme al Segretario di Stato Usa all&#8217;Energia, al lancio della Global Partnership del MEF (Major Economies Forum), organizzato dalla delegazione americana. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4684" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/18-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E&#8217; quanto comunica una nota del ministero. Nel corso dell&#8217;iniziativa verranno illustrati gli esiti del lavoro svolto dal Mef sullo sviluppo e la diffusione delle tecnologie a basso contenuto di carbonio, nel corso delle cinque riunioni tenutesi nel 2009.</p>
<p>In particolare, verrà annunciata la collaborazione italo-americana, aperta anche ad altri paesi, sul Climate Redi.</p>
<p>Il Climate Redi  è un&#8217;iniziativa volta ad accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei Paesi in Via di Sviluppo, sfruttare il potenziale energetico nel mercato mondiale degli elettrodomestici, facilitare il coordinamento sulla sostenibilità energetica attraverso una piattaforma per lo scambio delle informazioni.</p>
<p>Il ministero dell&#8217;Ambiente finanzierà l&#8217;iniziativa, per un periodo di 5 anni,<span id="more-4683"></span> con un contributo di 30 milioni di dollari.</p>
<p>&#8221;Le nuove tecnologie rappresentano la strada privilegiata per consentire ai paesi in via di sviluppo una crescita socio-economica sostenibile &#8211; ha dichiarato il ministro Prestigiacomo &#8211; in particolare con Climate Redi vogliano sostenere concretamente quei paesi poveri che oggi non hanno ancora accesso all&#8217;energia, attraverso sistemi solari domestici (fotovoltaico), anche combinati con luci al Led, e altre forme di energia pulita&#8221;.</p>
<p>Nel pomeriggio, alle ore 19, presso la sede della Denmark&#8217;s Radio Concert Hall, il ministro consegnerà il premio &#8221;Mtv Positive Chang Award&#8221;, organizzato dalla Banca Mondiale, assegnato ai giornalisti che si sono distinti per i loro reportage in materia di cambiamenti climatici.</p>
<p>L&#8217;assegnazione del premio è stata decisa in occasione della tavola rotonda organizzata da Ministero dell&#8217;Ambiente, Banca Mondiale e Internews (Ong che si occupa della diffusione del giornalismo specializzato in materia ambientale, in particolare nei Paesi in Via di Sviluppo) in occasione del G8 Ambiente di Siracusa.</p>
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		<title>Copenhagen: 5 proposte per i capi di governo.</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 09:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/05/copenhagen-5-proposte-per-i-capi-di-governo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Diversi i temi su cui gli studiosi puntano molto, dalla definizione di un trattato che coinvolga tutta la comunità internazionale all&#8217;istituzione di meccanismi di cooperazione internazionale per sostenere i Paesi in Via di Sviluppo.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4152" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/h5-150x150.jpg" alt="" width="170" height="150" />Assenza di ulteriori rinvii e definizione di un trattato legalmente vincolante; riduzione delle emissioni di gas serra del 30% entro il 2020 rispetto al 1990 per i paesi più industrializzati.</p>
<p>Impegni di riduzione minori anche da parte dei paesi di nuova industrializzazione; meccanismi di cooperazione internazionale per sostenere i paesi in via di sviluppo e efficaci sistemi di controlli e sanzioni.</p>
<p>Sono queste le 5 proposte della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e il Kyoto Club da portare al prossimo vertice di Copenhagen.</p>
<p>&#8220;Per mantenere l&#8217;aumento della temperature entro i due gradi &#8211; ha osservato il presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Edo Ronchi &#8211; non si dovrebbero emettere in atmosfera dal 2000 al 2050 più di mille Gton di Co2, ne abbiamo già<span id="more-4151"></span> emesse 313 e ce ne restano 687.</p>
<p>Per rispettare questo &#8220;budget&#8221;, la ripartizione della riduzione delle emissioni al 2020 dovrebbe essere la seguente: -30% di Co2 per i paesi industrializzati; -25% per la  Russia; -2% per la  Cina, mentre l&#8217;India potrebbe aumentarle del 60%. Si tratta di una grande sfida ed è quindi necessario un nuovo trattato che coinvolga tutta la comunità internazionale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Italia da parte sua, complici la economica e le politiche per il risparmio energetico e lo sviluppo delle energie rinnovabili, ha visto, dal 2005, le emissioni di gas serra in costante diminuzione e sembrerebbe dunque vicina a centrare l&#8217;obiettivo di Kyoto. &#8220;Nel trend invertito dal 2005 ci siamo per rispettare Kyoto&#8221; ha commentato Ronchi. &#8220;Alla fine di quest&#8217;anno avremmo stabilizzato le emissioni ai livelli del &#8217;90. Attualmente siamo nel trend di arrivare almeno al 6 o al 6,5% al 2012&#8243;.</p>
<p>Dal prossimo vertice di Copenhagen &#8220;non mi aspetto molto se non forse un accordo politico che sara&#8217; declinato in impegni vincolanti in una fase successiva&#8221; ha commentato il vicepresidente del Senato, Emma Bonino.</p>
<p>Nel frattempo, ha aggiunto, &#8220;credo che il nostro Paese possa giocare due carte importanti. La prima che riguarda il risparmio e l&#8217;efficienza energetica che deve essere vincolante e in merito abbiamo presentato una mozione in aula. La seconda riguarda il tema della popolazione. Se passiamo da 6 a 9 miliardi di individui sulla Terra senza interventi di altro tipo e&#8217; chiaro che la rincorsa e&#8217; sempre aperta&#8221;.</p>
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		<title>L’India si impegna contro la CO2 valorizzando il solare.</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 06:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;India è pronta a impegnarsi per un &#8220;obiettivo globale ambizioso&#8221; di riduzione delle emissioni di gas serra, a condizione che si raggiunga un accordo &#8220;equo&#8221; per la ripartizione degli oneri. Dopo quelle di Stati Uniti e Cina, è arrivata anche l&#8217;apertura del primo ministro indiano, Manmohan Singh, che in un discorso al vertice del Commonwealth [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/03/anche-l%e2%80%99india-si-impegna-contro-la-co2-valorizzando-il-solare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;India è pronta a impegnarsi per un &#8220;obiettivo globale ambizioso&#8221; di riduzione delle emissioni di gas serra, a condizione che si raggiunga un accordo &#8220;equo&#8221; per la ripartizione degli oneri. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4123" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/h4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Dopo quelle di Stati Uniti e Cina, è arrivata anche l&#8217;apertura del primo ministro indiano, Manmohan Singh, che in un discorso al vertice del Commonwealth a Port of Spain, la capitale di Trinidad e Tobago, ha promesso aperture in vista della conferenza Onu di Copenhagen.</p>
<p>&#8220;L&#8217;India è pronta ad accettare obiettivi ambiziosi per la riduzione di emissioni di gas serra, purché accompagnata da una ripartizione equa degli oneri&#8221;, ha affermato Singh.</p>
<p>Il gigante dell&#8217;Asia del sud è il quarto inquinatore mondiale dopo Stati Uniti, Cina, e Russia ed è l&#8217;unico a non aver assunto un impegno preciso in vista della conferenza sul dopo-Kyoto nella capitale danese, anche se si parla di una disponibilità di massima a ridurre le emissioni nel decennio del 20-25%.<span id="more-4121"></span></p>
<p>Il ministro dell&#8217;Ambiente di New Delhi, Jairam Ramesh, ha osservato davanti ai colleghi del Commonwealth che dopo l&#8217;impegno sul clima assunto dalla Cina &#8220;la sveglia è suonata anche per l&#8217;India&#8221;. Nel suo intervento, il premier indiano ha però lamentato che &#8220;il problema dei cambiamenti climatici sta diventando un pretesto per perseguire politiche protezionistiche con un marchio verde&#8221;. </p>
<p>Questo &#8220;sarebbe contrario allo spirito della Convenzione quadro dell&#8217;Onu (Unfccc) e anche una violazione degli accordi nel Wto&#8221;. Singh ha auspicato che a Copenhagen si raggiunga un accordo complessivo su &#8220;tutti gli elementi interdipendenti&#8221; come la riduzione dei gas serra, l&#8217;adattamento delle politiche, i finanziamenti e la tecnologia. &#8220;Siamo contrari a un accordo parziale&#8221;, ha insistito.</p>
<p>A margine del summit, il premier indiano ha incontrato il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico Gordon Brown che hanno invitato Singh a partecipare al vertice di Copenhagen.</p>
<p>Dal vertice delle ex colonie britanniche è venuto un messaggio di ottimismo per la conferenza Onu di Copenhagen, in programma dal 7 al 18 dicembre. Il segretario generale dell&#8217;Onu, Ban Ki-Moon, ha affermato che un accordo preliminare in vista di un trattato legalmente vincolante è &#8220;a portata di mano&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4124" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/india-150x150.jpg" alt="" width="150" height="157" />A suo avviso &#8220;l&#8217;obiettivo comune deve essere quello di arrivare a gettare le basi per un trattato legalmente vincolante sui mutamenti climatici da adottare al più presto possibile nel corso del 2010&#8243;.</p>
<p>&#8220;Sono fiducioso e ottimista, ogni settimana registriamo promesse e impegni da parte di paesi industrializzati, di Paesi emergenti e di Paesi in via di sviluppo, penso che un accordo sia a portata di mano&#8221;. I piani dell’India (definiti “di durata trentennale”) si legano ad una prospettiva energetica nuova, attraverso lo sfruttamento più massiccio dell’energia solare.</p>
<p>Avremmo così due fasi: la prima prevede l’installazione di 1-1,5 Gw di potenza solare già entro il 2012, con la speranza che i costi possano diminuire con l’aumentare della domanda; la seconda i già esposti 20 Gw nel 2022. Inoltre il Governo punterà agli incentivi per costruire un mini-impianto solare domestico,<strong> </strong>così da alleggerire la richiesta di elettricità alla rete nazionale da parte dei singoli cittadini.</p>
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		<title>Toscana: grandi investimenti occupazionali nell’ambiente.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Per il periodo 2007-2010 la Regione ha stanziato 679 milioni di euro destinati alle politiche ambientali, e finora ne ha già impegnati 226. Questi finanziamenti hanno creato 5000 nuovi posti di lavoro nel settore ambientale». Le cifre sono state fornite dall&#8217;assessore regionale all&#8217;energia e all&#8217;ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso del suo intervento alla XIV [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/29/toscana-grandi-investimenti-occupazionali-nell%e2%80%99ambiente/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>«Per il periodo 2007-2010 la Regione ha stanziato 679 milioni di euro destinati alle politiche ambientali, e finora ne ha già impegnati 226. Questi finanziamenti hanno creato 5000 nuovi posti di lavoro nel settore ambientale».</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4062" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/livorno_web-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Le cifre sono state fornite dall&#8217;assessore regionale all&#8217;energia e all&#8217;ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso del suo intervento alla <em>XIV Conferenza regionale sull&#8217;ambiente</em>, in corso di svolgimento nella terza ed ultima giornata dei <em>Green days della sostenibilità</em>, organizzati dalla Regione Toscana alla Fortezza da Basso di Firenze.</p>
<p>Tra le nuove opportunità di lavoro l&#8217;assessore Bramerini ha richiamato quelle dei giovani ricercatori occupati dal Lamma (il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile) in seguito alla creazione del consorzio tra Regione e Cnr, in un Paese dove alla ricerca si destinano risorse irrisorie.</p>
<p>L&#8217;assessore ha ripercorso poi le numerose riforme attuate dalla Regione in questa legislatura: quella del settore rifiuti, con l&#8217;accorpamento degli Ato; quella dell&#8217;Arpat diventata un&#8217;agenzia al servizio del territorio a cui sono stati affidati i compiti di monitoraggio, prevenzione e repressione in materia di ambiente; quella di semplificazione della normativa<span id="more-4063"></span> energetica che ha introdotto facilitazioni per chi vuole installare impianti ad energie rinnovabili; il Piano per la qualità dell&#8217;aria; il Piano energetico regionale; le linee guida per i termovalorizzatori; gli accordi con Enel per disciplinare lo sfruttamento geotermmico. </p>
<p>Tra i provvedimenti attualmente all&#8217;esame del Consiglio regionale, figurano invece la legge sulla qualità dell&#8217;aria e quella sulle Valutazioni strategica e di impatto ambientale.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4064" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/toscana2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />«Occorre considerare &#8211; ha concluso l&#8217;assessore Bramerini &#8211; l&#8217;ambiente non come un settore separato, ma il filo conduttore delle politiche regionali. Dobbiamo poi essere capaci di far compiere alla concertazione un salto di qualità, facendo sì che ciascuno non rimanga prigioniero del ruolo che ci siamo assegnati».</p>
<p>L&#8217;assessore regionale alla difesa del suolo e servizio idrico integrato, Marco Betti, ha sottolineato l&#8217;impegno della Regione nei settori ambientali di sua competenza. «Negli ultimi sei anni &#8211; ha detto Betti &#8211; la Regione ha stanziato 110 milioni di euro per interventi di difesa delle nostre coste e in questo momento sono in corso importanti lavori nelle province di Grosseto e Massa Carrara.</p>
<p>Per tutelare l&#8217;ambiente servono però investimenti sempre crescenti, ma il Governo ha chiuso i finanziamenti. Nel settore della depurazione abbiamo richiesto una sua compartecipazione per un terzo dei 300 milioni di progetti che abbiamo, senza ricevere risposta alcuna, tanto che saremo costretti ad intervenire con fondi esclusivamente regionali».</p>
<p>L&#8217;assessore Betti è tornato infine sul decreto Ronchi per la cosiddetta privatizzazione dell&#8217;acqua, osservando che non può essere né privatizzata né venduta, ma al massimo ceduta a prezzo di costo di produzione e che deve essere considerata come un diritto per tutti e non alla stregua di una merce.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F11%2F29%2Ftoscana-grandi-investimenti-occupazionali-nell%25e2%2580%2599ambiente%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il futuro è elettrico: Renault conferma la E-mobility.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/11/23/il-futuro-e-elettrico-renault-conferma-la-e-mobility/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mercato dell&#8217;auto sta andando incontro a dei profondi cambiamenti, verso lo sviluppo di motorizzazioni verdi. Sul futuro delle quattro ruote si è discusso nel corso della prima tappa dell&#8217;Osservatorio sull&#8217;auto elettrica. &#8221;Il compito di un costruttore di auto, oggi, è quello di affrontare col massimo impegno le sfide del controllo delle emissioni, della riduzione [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3776" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-elettrica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8221;Il compito di un costruttore di auto, oggi, è quello di affrontare col massimo impegno le sfide del controllo delle emissioni, della riduzione degli impatti ambientali nel settore dei trasporti e dell&#8217;uso di fonti di energia rinnovabili&#8221; ha affermato Jacques Bousquet, direttore generale di Renault Italia.</p>
<p>&#8221;E&#8217; per questo &#8211; ha spiegato &#8211; che noi di Renault abbiamo deciso di puntare sull&#8217;auto elettrica, stanziando 4 miliardi di euro di ricerca volti a garantire che il veicolo elettrico diventi finalmente una realtà.</p>
<p>Unica soluzione di mobilità ad impatto nullo per l&#8217;ambiente, la gamma di veicoli &#8220;zero emissioni&#8221; che commercializzeremo dal 2011 rappresenterà una svolta,<span id="more-3775"></span> consentendo di offrire una mobilità sostenibile a tutti&#8221;.</p>
<p>Alla diffusione di questo nuovo modello di mobilità, secondo il direttore generale Renault Italia &#8220;devono partecipare più attori: produttori di energia, Governi centrali e Istituzioni locali. In quest&#8217;ottica s&#8217;inserisce anche l&#8217;accordo siglato con A2A per i progetti pilota sulle città di Milano e Brescia&#8221;.</p>
<p>Attualmente i veicoli ibridi ed elettrici rappresentano solo una piccola frazione del parco macchine circolante. Ad esempio in Germania su 50 milioni di auto, solo 1.500 sono elettriche, mentre 22.300 sono le ibride.</p>
<p>Ma, secondo la ricerca, la crescente attenzione dei consumatori nei confronti dell&#8217;ambiente, i limiti legislativi sempre più stringenti, la volatilità del prezzo del gas e del petrolio, contribuiranno sicuramente ad un incremento della domanda di veicoli elettrici entro il 2020, andando ad incidere soprattutto sul segmento degli spostamenti su brevi distanze.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3780" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-elettrica3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ma vanno superate le principali barriere alla diffusione dell&#8217;elettrico, come i costi ancora elevati dei veicoli elettrici, il limitato numero di modelli, la carenza infrastrutturale e una mancanza di incentivi governativi e di sussidi per l&#8217;acquisto.</p>
<p>Nonostante i governi degli Stati Uniti e dell&#8217;Europa occidentale supportino lo sviluppo della tecnologia EV (Eletric Vehicles), solo Francia, Inghilterra e Cina offrono dei sussidi.</p>
<p>&#8221;Noi operatori elettrici dobbiamo essere pronti &#8211; commenta Giuliano Zuccoli, presidente del Consiglio di Gestione A2A &#8211; dobbiamo essere facilitatori del salto tecnologico, dotando per tempo le città delle infrastrutture necessarie.</p>
<p>Questo progetto pilota nei Comuni di Milano e di Brescia (e in prospettiva a tutti i Comuni dove A2A è presente: Bergamo, Como, Monza, ecc.) potrà porsi all&#8217;avanguardia nella sperimentazione con le più sensibili capitali europee (Berlino, Londra, Parigi)&#8221;.</p>
<p>E l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente del Comune di Milano, Paolo Massari, ha ribadito &#8221;il Comune di Milano inquadra la promozione dell&#8217;auto elettrica tra le misure per concorrere alla riduzione dell&#8217;inquinamento locale da polveri fini e alla mitigazione dei effetti climatici dei gas climalteranti, attraverso progetti e-mobility rivolti al settore pubblico e all&#8217;utenza privata&#8221;.</p>
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		<title>Helsinki, la città più ecosostenibile dell’intera Europa.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grandi aree verdi, lunghe piste ciclabili, scarsi livelli di inquinamento, risparmio energetico e raccolta differenziata. Sono queste le caratteristiche che fanno di Helsinki la città più ecosostenibile di tutta l&#8217;Europa secondo il Global city report stilato ad ottobre da Scenari Immobiliari. Non solo. La capitale finlandese brilla anche per efficienza nei servizi ai cittadini e [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3700" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/helsinki-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sono queste le caratteristiche che fanno di Helsinki la città più ecosostenibile di tutta l&#8217;Europa secondo il Global city report stilato ad ottobre da Scenari Immobiliari.</p>
<p>Non solo. La capitale finlandese brilla anche per efficienza nei servizi ai cittadini e attenzione alle fasce deboli della popolazione, con il sostegno al social housing e contributi statali ai contratti di affitto.</p>
<p>Aspetti che non sono sfuggiti agli investitori che negli ultimi anni stanno puntando sempre di più su Helsinki.</p>
<p>Tra il 2001 e il 2008 il mercato immobiliare ha registrato una vera e propria impennata, influendo anche sui prezzi medi degli immobili di buon livello, aumentati di<span id="more-3699"></span> circa il 55%.</p>
<p>Tra le zone più richieste dagli investitori stranieri c&#8217;è Kamppi, al centro della capitale filandese e dotata di un gran numero di servizi commerciali. In questa area gli appartamenti di alto livello hanno un costo che si aggira dai 3100 ai 4800 euro al mq.</p>
<p>Più economici (circa 3000 euro al mq) ma ugualmente molto richiesti sono infine gli immobili situati nei quartieri di Ruoholati e Kallio.</p>
<p>Già nel 2008 è stato perfezionato il progetto “Eco Viikki”: è un quartiere residenziale vicino Helsinki, fulcro di un progetto di sviluppo urbanistico eco-sostenibile, con case realizzate in materiali isolanti e progettate per avere molti spazi destinati ad attività comuni, come le saune e le lavanderie, risparmiando sul consumo energetico di tanti spazi singoli.</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3704" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/helsinki23-150x150.jpg" alt="" width="139" height="148" /></p>
<p style="text-align: left">Gli altri centri urbani europei invece arrancano, assediati da smog, traffico, con poco verde, poca qualità urbana, poca raccolta differenziata e tanta spazzatura, senza isole pedonali e con pochissime piste ciclabili.</p>
<p>Le città italiane non escono molto bene dal confronto, vedi Milano e Napoli. Roma e Milano si salvano nel trasporto pubblico, e Milano in più ha una discreta raccolta differenziata (che però sembra scemare); Roma ha fatto un ottimo investimenti nel solare sugli edifici pubblici. Segnali buoni, ma nel confronto con le altre città sulla vivibilità metropolitana europea si può ancora migliorare.</p>
<p align="center">
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		<title>Marcegaglia: “Sì a risparmio energetico, ma no a idea sanzioni”.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 12:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il risparmio energetico è un obiettivo che deve essere perseguito dalle industrie, soprattutto le Pmi (piccole e medie imprese), “ma non vi devono essere atteggiamenti punitivi. La logica deve essere quella dell&#8217;auto-regolazione”. Lo afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo al convegno “Dalla responsabilità d&#8217;impresa all&#8217;economia sociale”, ribadendo quindi un netto &#8220;no alla logica [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/21/marcegaglia-%e2%80%9csi-a-risparmio-energetico-ma-no-a-idea-sanzioni%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I</strong><strong>l risparmio energetico è un obiettivo che deve essere perseguito dalle industrie, soprattutto le Pmi (piccole e medie imprese), “ma non vi devono essere atteggiamenti punitivi. La logica deve essere quella dell&#8217;auto-regolazione”.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3693" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/marcegaglia_emma-150x150.jpg" alt="" width="170" height="170" />Lo afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo al convegno “Dalla responsabilità d&#8217;impresa all&#8217;economia sociale”, ribadendo quindi un netto &#8220;no alla logica delle sanzioni e punizioni, altrimenti il processo rischia di sgonfiarsi&#8221;.</p>
<p>Le industrie italiane, soprattutto manifatturiere, devono fare un salto fondamentale nel comprendere che il risparmio energetico è  “un dovere che abbiamo ma può rappresentare anche un driver tecnologico e di sviluppo. Sono convinta che nei prossimi anni molta crescita verrà dall&#8217;applicazione dei processi di risparmio energetico”.</p>
<p>l leader degli industriali sottolinea quindi che “trincerarsi dietro il passato sarebbe un errore imperdonabile” e chiede, allo stesso tempo, un atteggiamento “attento” da parte della politica che deve premiare chi sceglie la strada del risparmio energetico con incentivi.<span id="more-3692"></span></p>
<p>“Serve una scelta politica coerente, forte, che spinga in quella direzione. Lo sforzo deve essere corale, dove si chiede molto alle imprese, ai consumatori e alla politica per un disegno di medio termine che vada in quella direzione”.</p>
<p>Il presidente sottolinea quindi che Confindustria sta portando avanti iniziative che vadano nella direzione della responsabilità ambientale, cercando di “lavorare soprattutto sulle Pmi” perchè sulle grandi imprese questo lavoro è stato già fatto.</p>
<p>“Crediamo ci sia ancora molta strada da fare ma alcuni elementi positivi li abbiamo già. Dobbiamo fare di tutto per essere seri e concreti”. Il processo, conclude Marcegaglia, “è ancora lungo, dobbiamo lavorare tutti per farlo diventare un effettivo valore aggiunto”.</p>
<p>E se da un lato la vicepresidente di Science for Peace, Kathleen Kennedy, ritiene ci voglia molto tempo (addirittura una sessantina di anni) perchè la gente diventi parte di un forte cambiamento per innescare una rivoluzione verde, richiedendo investimenti nella scienza e nell&#8217;innovazione, dall’altro riteniamo (al contrario della Marcegaglia) che, accanto alla consapevolezza di un “lungo percorso di educazione ambientale” debbano essere previste delle misure punitive per chi non si adegui alle scelte verdi che un paese determina, poiché sarebbe sin troppo semplice declinare l’impegno in nome del guadagno.</p>
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		<title>Energia: centrali elettriche azionate dalle onde del mare.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il moto ondoso che diventa energia pulita rinnovabile: questa l&#8217;idea alla base del progetto di Green Ocean Energy premiato da Autodesk. Il premio &#8220;Inventor of the Month&#8221;, assegnato per il mese di aprile a Green Ocean Energy, si propone di premiare le migliori innovazioni nel campo della progettazione, basate sulla tecnica del Digital Prototyping. Questa [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/20/energia-centrali-elettriche-azionate-dalle-onde-del-mare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il moto ondoso che diventa energia pulita rinnovabile: questa l&#8217;idea alla base del progetto di Green Ocean Energy premiato da Autodesk. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3640" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ggg.jpg" alt="" width="150" height="130" />Il premio &#8220;Inventor of the Month&#8221;, assegnato per il mese di aprile a Green Ocean Energy, si propone di premiare le migliori innovazioni nel campo della progettazione, basate sulla tecnica del Digital Prototyping.</p>
<p>Questa tecnica consente ai designer di progettare, visualizzare e simulare i propri prodotti prima che siano effettivamente realizzati, riducendo sensibilmente la necessità di costruire prototipi fisici.</p>
<p>Base del Digital Protoryping è il software Autodesk Inventor, impiegato da Green Ocean nella realizzazione di Ocean Treader e Wave Treader, dispositivi galleggianti che convertono il moto ondoso in energia rinnovabile pulita; nello specifico Ocean Treader assomiglia <span id="more-3639"></span>ad una boa che viene ormeggiata in mare aperto.</p>
<p>Wave Treader ha un design simile, ma viene installato alla base dei piloni delle pale eoliche off-shore.</p>
<p>Entrambi dispongono di due braccia che si alzano e si abbassano seguendo il moto ondoso, e, tramite un sistema idraulico, fanno girare delle turbine producendo elettricità che viene convogliata negli stessi cavi di quelli della pala eolica.</p>
<p>In questo modo, si aumenta la quantità di energia prodotta, riducendo i costi di realizzazione e di gestione, particolarmente onerosi sia per l&#8217;eolico in mare aperto che per gli impianti che sfruttano le onde.<br />
Le funzionalità di modellazione 3D offerte da Inventor hanno consentito a Green Ocean Energy di lavorare a un prototipo da 500 kW da sperimentare entro il 2010,  in modo da avviare la commercializzazione della macchina entro il 2011.</p>
<p>Il sistema, particolarmente adatto ai campi eolici situati molto al largo, in zone in cui il moto ondoso è sostenuto, si potrà applicare anche a turbine già installate. L&#8217;impianto garantisce, secondo le stime dell&#8217;azienda, una durata di 25 anni.</p>
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		<title>Il teleriscaldamento a Milano: buon risparmio annuale.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un risparmio per famiglia da 400 a 1000 euro l&#8217;anno. E&#8217; l&#8217;impegno preso dal Comune di Milano e dal sindaco Letizia Moratti che, attraverso il sistema di teleriscaldamento, permetterà ai cittadini di mettere da parte denaro utile in tempo di crisi. &#8220;Milano &#8211; spiega la Moratti a margine del convegno &#8216;Energia, città e ambiente&#8217; &#8211; [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/19/il-teleriscaldamento-a-milano-buon-risparmio-annuale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Un risparmio per famiglia da 400 a 1000 euro l&#8217;anno. E&#8217; l&#8217;impegno preso dal Comune di Milano e dal sindaco Letizia Moratti che, attraverso il sistema di teleriscaldamento, permetterà ai cittadini di mettere da parte denaro utile in tempo di crisi.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3625" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/h1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8220;Milano &#8211; spiega la Moratti a margine del convegno &#8216;Energia, città e ambiente&#8217; &#8211; è, insieme a Goteborg, la città europea che ha investito e sta investendo di più in questo campo attraverso un sistema molto innovativo&#8221;.  </p>
<p>Il teleriscaldamento è un sistema che permette il riscaldamento degli edifici e, con l&#8217;utilizzo del sistema di &#8216;cogenerazione&#8217; consente anche la contemporanea produzione di energia elettrica.</p>
<p>&#8220;Prevediamo &#8211; continua la Moratti &#8211; un piano di investimenti da 300 milioni di euro. </p>
<p>L&#8217;obiettivo è di avere a regime nei prossimi anni 240 chilometri di rete e 750 mila allacciamenti&#8221;. L&#8217;allacciamento permetterà a ogni nucleo familiare di risparmiare quindi da 400 a 1000 euro l&#8217;anno a seconda dell&#8217;allacciamento posseduto in<span id="more-3624"></span> precedenza (gasolio o metano).</p>
<p>Questa iniziativa del Comune di Milano è in linea con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni inquinanti. &#8220;C&#8217;è sempre stato interesse per l&#8217;ambiente &#8211; ammette il sindaco &#8211; Sono orgogliosa del fatto che negli ultimi tre anni, come riportano agenzie esterne, il Comune di Milano abbia scalato 36 posizioni nell&#8217;ambito delle città amiche dell&#8217;ambiente&#8221;.</p>
<p>Il sindaco Moratti conferma l&#8217;attenzione per il territorio e sottolinea come le politiche ambientali del Comune non cambieranno nonostante l&#8217;avvicendamento tra l&#8217;ex assessore alla Mobilità e Ambiente, Edoardo Croci, e il consigliere comunale, Paolo Massari. &#8220;Le politiche per l&#8217;ambiente restano le stesse perchè hanno dato risultati positivi&#8221;.</p>
<p>Il sindaco, che ha ribadito l&#8217;apprezzamento per il lavoro svolto dall&#8217;ex assessore Croci, spiega che i motivi del cambio sono da mettere in relazione &#8220;alla necessità di avere un rapporto più stretto&#8221; con Milano. Per questo abbiamo scelto una persona che da tre legislature è consigliere comunale e ha un rapporto stretto con la città&#8221;.</p>
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		<title>Clima: altro che incontri politici. Il piano concreto è della IEA.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 20:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sezione “Salvadanaio” di Virgilio analizza gli aspetti negativamente interessanti che emergono dall’incontro tra Obama e il premier cinese Hu Jin Tao. Si parla prima di tutto di un accordo vincolante &#8220;politicamente&#8221; ma non &#8220;legalmente&#8221;: insomma la montagna ha partorito il classico topolino. Lo si capisce dalle dichiarazioni congiunte Usa-Cina che svuotano il prossimo vertice [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/16/clima-altro-che-incontri-politici-e-la-iea-a-presentare-un-piano-concreto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La sezione “Salvadanaio” di Virgilio analizza gli aspetti negativamente interessanti che emergono dall’incontro tra Obama e il premier cinese Hu Jin Tao.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3597" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/obama-hu-jintao-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Si parla prima di tutto di un accordo vincolante &#8220;politicamente&#8221; ma non &#8220;legalmente&#8221;: insomma la montagna ha partorito il classico topolino.</p>
<p>Lo si capisce dalle dichiarazioni congiunte Usa-Cina<strong> </strong>che svuotano il prossimo vertice di Copenhagen sul clima (7-18 dicembre) prima ancora che inizi.</p>
<p>Negli Usa, dopo la riforma sanitaria, Obama<strong> </strong>non può permettersi un ulteriore &#8220;strappo&#8221; nei confronti delle lobby industriali, che vedono eventuali limiti alle emissioni come il fumo negli occhi.</p>
<p>La Cina, dal canto suo, aspetta un gesto significativo americano prima di impegnarsi. La sua posizione è arcinota: la responsabilità del cambiamento climatico è soprattutto delle economie avanzate, sono loro che devono farsi carico per prime della riduzione di<span id="more-3589"></span> emissioni.</p>
<p>Se è vero che è ormai in testa alla classifica delle emissioni, Pechino rivendica il fatto che<strong> </strong>ogni cinese emette annualmente solo 4,6 tonnellate di Co2, mentre ogni statunitense ne emette ben 20. E così la partita è in stallo, con l&#8217;Europa osservatore impotente.</p>
<p>Ma in cosa consiste la presunta insostenibilità economica di un vero accordo che limiti le emissioni di Co2 da subito, da oggi, fine 2009?Il problema è che, di fronte alla crisi economica, gli investimenti, cioè i guadagni non immediati bensì futuri, sono percepiti come costi tout court e nessuno fa la prima mossa.</p>
<p>Pochissimo tempo fa avevamo accennato al &#8220;World Energy Outlook 2009&#8243; presentato dalla IEA (Agenzia Internazione per l&#8217;Energia), e in esso si propone il cosiddetto &#8220;Scenario 450&#8243;, un calendario di iniziative concrete per limitare nel lungo periodo la concentrazione di Co2 nell&#8217;atmosfera a 450 parti per milione e mantenere l&#8217;aumento della temperatura globale entro i fatidici 2 gradi rispetto all&#8217;era pre-industriale.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-3598" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/home2.jpg" alt="" width="117" height="100" /> Nel rapporto si parla di &#8220;traiettoria&#8221; perché si lavora sul concreto, sul fattibile, prevedendo appunto un aumento della domanda di combustibili fossili  fino a un picco nel 2020, per poi scendere. Al contempo, &#8220;le emissioni di CO2 collegate all&#8217;energia devono scendere a 26,4 gigatonnellate nel 2030 rispetto alle 28,8 Gt del 2007&#8243;.</p>
<p>Per ottenere questi risultati, si calcola che entro il 2030 ci vogliano 10,5 trilioni di dollari (10.500 miliardi) di investimenti, così suddivisi: 4,7 trilioni nel settore dei trasporti; 2,5 trilioni nelle costruzioni; 1,7 trilioni nel settore energetico; 1,1 trilioni nell&#8217;industria; 0,4 trilioni nella produzione di biocarburanti.</p>
<p>Più dei tre quarti di questo enorme investimento è concentrato nel decennio 2020-2030, periodo in cui, secondo lo schema, si uscirà dall&#8217;economia fossile (dopo il picco del 2020) per convertirsi quasi totalmente alle nuove tecnologie.</p>
<p>Le economie più avanzate dovranno contribuire all&#8217;adeguamento dei Paesi in via di sviluppo soprattutto attraverso il trasferimento di tecnologia. Il rapporto calcola che, così facendo, nel periodo 2010-2030 si otterrà un risparmio nella bolletta energetica di 8,6 trilioni di dollari, a livello globale, per trasporti, edilizia e industria. Forse conviene.</p>
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		<title>Il vertice di Copenhagen sul clima rischia di avere poco successo.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 08:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente americano Barack Obama e altri leader mondiali presenti a Singapore hanno deciso che alla Conferenza internazionale sul clima, in programma a dicembre a Copenhagen, non verrà presa alcuna decisione finale. Si cercherà invece di trovare un&#8217;intesa &#8220;vincolante politicamente&#8221; per rinviare a un futuro vertice la risoluzione delle questioni più spinose. In una colazione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/16/il-vertice-di-copenhagen-rischia-di-avere-poco-successo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il presidente americano Barack Obama e altri leader mondiali presenti a Singapore hanno deciso che alla Conferenza internazionale sul clima, in programma a dicembre a Copenhagen, non verrà presa alcuna decisione finale. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3561" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/213x145_20091115_153920_8676C441-150x145.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Si cercherà invece di trovare un&#8217;intesa &#8220;vincolante politicamente&#8221; per rinviare a un futuro vertice la risoluzione delle questioni più spinose.</p>
<p>In una colazione organizzata ieri mattina a margine del Forum economico Asia Pacifico (Apec), i leader, tra cui il premier danese Lars Lokke Rasmussen, che presiederà la conferenza sul clima, hanno constatato che sarà impossibile sottoscrivere a Copenhagen un nuovo trattato sul riscaldamento globale, vincolante per tutti i 192 Paesi che saranno presenti nella capitale danese.</p>
<p>E questo alla luce delle profonde divergenze ancora esistenti tra i Paesi ricchi e quelli più poveri sugli indirizzi da adottare. I leader sono però consapevoli che sarà<span id="more-3560"></span> necessario trovare un&#8217;intesa &#8220;politica&#8221;, per rinviare le decisioni finali a una nuova conferenza che si terrà molto probabilmente a Città del Messico.</p>
<p>Una soluzione in due tempi insomma, per scongiurare la possibilità di un fallimento a Copenhagen.</p>
<p>I leader hanno compreso &#8220;che è irrealistico aspettarsi un accordo definitivo, vincolante per tutti&#8221; alla conferenza in Danimarca, ha spiegato Michale Froman, vice consigliere per la sicurezza nazionale Usa. Ma è &#8220;importante&#8221; che Copenaghen diventi &#8220;una tappa&#8221; verso un nuovo trattato sul clima, ha aggiunto. Ma il partito italiano dei Verdi si dimostra fortemente critico su questi presupposti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3562" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/logo.jpg" alt="" width="144" height="85" />&#8220;L&#8217;accordo tra Cina e Usa sul clima rappresenta una bruttissima notizia per il Pianeta. Ancora una volta vincono le lobbies che stanno dietro ai governi e che stanno conducendo il pianeta al suicidio&#8221;. Lo dichiara il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che aggiunge:</p>
<p>&#8220;I Verdi chiedono all&#8217;Europa di difendere gli obiettivi del Pacchetto Energia-Clima (20-20-20) e di continuare con rigore nella sua azione di leader nella lotta al cambiamento climatico. Se necessario è bene che le istituzioni europee comincino a pensare a dei dazi verdi per tutti quei prodotti che non riducono le emissioni di Co2&#8243;.</p>
<p>Il leader dei Verdi ha poi scritto al presidente degli Stati Uniti Obama chiedendogli di non arretrare nel suo impegno per il clima: &#8220;Nutrivamo e nutriamo grandi speranze nel nuovo ruolo assunto dagli Stati Uniti d&#8217;America nella lotta per salvare il pianeta dal mutamento climatico, si legge in un passo della lettera di Bonelli. Siamo qui a sollecitarle un cambiamento di rotta dell&#8217;Amministrazione Usa affiché l&#8217;incontro di Copenhagen possa rappresentare un punto di svolta nelle politiche climatiche mondiali e non si risolva in una semplice dichiarazione d&#8217;intenti&#8221;.</p>
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		<title>Rinnovabili: io da che parte sto?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla sostenibilità dell&#8217;utilizzo e dello sviluppo delle energie rinnovabili spesso viene affermato tutto ed il contrario di tutto, e si fa una grande fatica a capire con la propria testa quali idee possiamo ritenere personalmente valide e quali meno. Allora riportiamo qui di seguito un interessante articolo di Rinnovabili.it, scritto da Giorgio Nebbia, che propone [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/08/rinnovabili-io-da-che-parte-sto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Sulla sostenibilità dell&#8217;utilizzo e dello sviluppo delle energie rinnovabili spesso viene affermato tutto ed il contrario di tutto, e si fa una grande fatica a capire con la propria testa quali idee possiamo ritenere personalmente valide e quali meno.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3368" title="rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rinnovabili1-199x300.jpg" alt="rinnovabili" width="150" height="170" />Allora riportiamo qui di seguito un interessante articolo di <a title="Rinnovabili" rel="nofollow" href="http://www.rinnovabili.it/" target="_blank">Rinnovabili.it</a>, scritto da Giorgio Nebbia, che propone una visione globale sui pro ed i contro che vengono spesso argomentati nei vari dibattiti sull&#8217;utilizzo delle energie rinnovabili, a partire da un antico racconto.</p>
<p>C’è un famoso racconto, attribuito ad Esopo, intitolato: &#8220;Il padre, il figlio e l’asino&#8221;. Un padre anziano, un figlio giovinetto e un asino andavano per la loro strada. Il padre, stanco, sale sull’asino e la gente che li vede passare dice: che egoista quel padre che lascia andare un giovinetto a piedi. </p>
<p>Allora il padre scende e fa salire sull’asino il figlio e la gente che li vede passere dice: vergogna quel giovinetto che lascia andare a piedi il padre anziano. Allora padre e figlio salgono tutti e due sull’asino e la gente dice: vergogna: due persone che sfiancano il povero asino. </p>
<p>Allora padre e figlio scendono e vanno a piedi al fianco dell’asino e la gente dice: ma sono proprio scemi quei due che potrebbero andare senza stancarsi. Il racconto non<span id="more-3349"></span> dice come è finita: forse si sono fermati tutti e tre.</p>
<p>E’ quanto sta avvenendo nel dibattito sulle fonti energetiche rinnovabili che vi propongo qui di seguito.</p>
<p>L’uso dei combustibili fossili comporta l’esaurimento delle riserve esistenti e provoca mutamenti climatici e la soluzione nucleare è inaccettabile. La vera soluzione va cercata nel ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, tutte derivate dal Sole, sotto forma di calore solare o di energia eolica o di moto delle acque.</p>
<p>Niente vero. Sulla produzione di energia dal Sole non si può contare perché occorrerebbero migliaia di chilometri quadrati di superficie terrestre coperta di pannelli solari per avere quantità apprezzabili di calore o elettricità. Invece sarebbe una cosa molto buona perché le grandi zone terrestri in cui la radiazione solare è elevata sono proprio nei deserti poco abitati dei paesi poveri e quindi da questi potrebbe venire il rifornimento di energia futura per i paesi industriali. No, è inaccettabile la dipendenza da nuovi monopoli energetici, questa volta costituiti dai paesi ricchi di Sole e di impianti solari. Però i paesi industriali potrebbero vendere pannelli solari ai paesi con elevata insolazione e comprare in cambio energia elettrica o idrogeno solari dai paesi oggi arretrati.</p>
<p>Il ricorso al solare sarebbe una soluzione pessima perché gli impianti solari, termici o fotovoltaici, hanno una durata limitata, e dopo alcuni anni o decenni si dovrebbero smaltire enormi quantità di rottami inquinanti. Però solo i pannelli solari al silicio comportano problemi di smaltimento e di inquinamento tanto che tendono ad essere sostituiti da pannelli fotovoltaici a semiconduttori organici. Non ci si deve neanche pensare, perché il rendimento dei nuovi pannelli fotovoltaici è basso e occorrerebbero superfici terrestri ancora più grandi per fornire l’elettricità oggi necessaria nel mondo.</p>
<p>Per produrre elettricità dal Sole conviene usare non i pannelli fotovoltaici ma piuttosto il calore solare con concentrazione per ottenere vapore per alimentare turbine. Questa soluzione non convince perché i sistemi per concentrazione producono vapore in maniera intermittente e la produzione di vapore cessa se il cielo è coperto di nuvole. Però il calore solare ad alta temperatura può essere accumulato in speciali materiali e reso disponibile durante tutto il giorno.</p>
<p>Allora se proprio si vuole ottenere elettricità dalle fonti rinnovabili meglio usare i motori eolici alimentati dal vento che si genera sulla terre emerse e sugli oceani dal movimento di aria che scorre dalle parti calde alle parti fredde del pianeta, dal momento che il vento ha dentro di se una forza grandissima.</p>
<p>Ma le centrali eoliche deturpano il paesaggio e uccidono gli uccelli che vengono risucchiati dal moto delle pale. Però l’energia eolica potrebbe fornire elettricità in forma decentrata e quindi si eviterebbero le grandi reti di trasmissione dell’elettricità generata dalle grandi centrali termoelettriche e nucleari.</p>
<p>Sarebbe una soluzione pessima perché gli impianti eolici forniscono elettricità in forma discontinua e una interruzione dell’erogazione potrebbe far morire negli ospedali i pazienti dipendenti da apparecchiature elettriche. Ma i problemi della discontinuità sono inesistenti perché l’elettricità di origine eolica può essere accumulata, a mano a mano che si forma, in adatte batterie ricaricabili come le recenti a ioni di litio.</p>
<p>Sarebbe un disastro perché le maggiori riserve mondiali di litio sono nelle mani della Bolivia, un paese socialista e nemico del capitalismo, e il prezzo delle batterie al litio sarebbe destinato ad aumentare. Allora la forza del vento potrebbe essere utilizzata nella maniera migliore usando la forza delle onde generate dal vento, ma le centrali elettriche a onde marine comportano devastanti interventi sulle coste.</p>
<p>La principale funzione che il Sole sa svolgere bene è la ”fabbricazione” di biomassa vegetale con la fotosintesi clorofilliana, che porta via anidride carbonica dall’atmosfera, e dalla biomassa vegetale è possibile ottenere sia combustibili solidi, sia combustibili liquidi come l’alcol etilico o il biodiesel da usare come carburanti per autoveicoli.</p>
<p>Niente vero. La produzione di alcol etilico, o bioetanolo, dagli amidi di cereali, alimenti indispensabili per gli esseri umani e ancora di più per le popolazioni povere, sottrae una grande massa di alimenti alle bocche di chi ha fame; così i poveri non avrebbero di che mangiare per permettere ai SUV dei paesi ricchi di andare a tutta velocità.</p>
<p>Ma l’uso dell’alcol etilico come carburante libera dalla dipendenza dal petrolio e il bioetanolo può essere ottenuto da zuccheri o da materiali lignocellulosici e scarti della lavorazione del legno. Anche in questo modo si incentiverebbe la piantagione di piante da zucchero o alberi a rapida crescita che alterano molti ecosistemi naturali e impoveriscono la biodiversità.</p>
<p>Invece di alcol carburante si possono usare biocarburanti ottenuti dai grassi, il biodiesel. No, non si devono usare grassi da trasformare in biodiesel perché i grassi sono prodotti in monocolture che sottrarrebbero terreno alle coltivazioni di piante alimentari.</p>
<p>Conti accurati mostrano che la quantità di energia impiegata nelle varie operazioni di produzione dei biocarburanti è inferiore, talvolta molto inferiore, a quella che i biocarburanti liberano nei motori a scoppio. Invece conti accurati mostrano che il consumo di energia, in parte ottenuta da combustibili fossili, per la preparazione dei terreni da coltivare a piante energetiche, per la semina, per il raccolto, la trasformazione in carburanti, per la distillazione, e lo smaltimento dei residui e sottoprodotti è molto più alta di quella che i biocarburanti liberano nei motori a scoppio.</p>
<p>Anche se i sottoprodotti della trasformazione di prodotti agricoli e forestali in biocarburanti possono trovare utile impiego nell’alimentazione del bestiame..</p>
<p>Però la produzione di carburanti dalla biomassa vegetale, fatti bene i conti, contribuisce anche lei ai mutamenti climatici. Ma no, l’uso dei biocarburanti è importante per contrastare il riscaldamento globale perché essi immettono nell’atmosfera anidride carbonica e gas serra nella produzione e nella combustione, ma si tratta dell’anidride carbonica sottratta dall’atmosfera quando le materie prime si sono formate per fotosintesi.</p>
<p>Potrei andare avanti a lungo sugli esempi di negazionismo e revisionismo associati ai soli problemi energetici e ambientali: sembra che il revisionismo sia il grande sport del ventesimo e ventunesimo secolo applicato a molti aspetti della vita civile.</p>
<p>Direi della vita “incivile” perché il progresso richiederebbe una grande operazione di ricerca della vera-verità anche nel campo scientifico e tecnologico e la fine del chiacchiericcio che esplode intorno ad ogni nuovo o vecchio aspetto, amplificato dai giornali, dalle televisioni e da Internet spesso disposti a credere chiunque sia in cerca di qualche visibilità con idee anche strampalate.</p>
<p>Io da che parte sto?</p>
<p>Una persona potrebbe essere indotta a credere che la verità vada cercata nella “scienza”, ma purtroppo spesso sono “scienziati” apparentemente “attendibili”, quelli che dicono una cosa e quelli che dicono il suo contrario.</p>
<p>Stiamo vivendo in un’epoca in cui, come diceva Mao, al buio tutti i gatti sono grigi. Ci deve essere allora qualche guida che aiuta a districarsi nella selva di semi-verità e di semi-menzogne. Purtroppo la risposta non va cercata nei computers, nelle riviste o nei trattati, ma nella propria testa, nello sforzo di conoscenza e di approfondimento diretto dei fatti, nella verifica delle notizie alla luce dei valori che ciascuno porta nel proprio cuore.</p>
<p>E’ un valore la possibilità di muoversi e di illuminare le case e di avere un lavoro ed è un valore il diritto alla salute e ad avere cibo sufficiente e acqua pulita: la tale proposta o invenzione in quale maniera rende massimo l‘accesso a ciascuno di questi diritti da parte di ciascuno e di tutti ?<br />
Chi guadagna proponendo una certa invenzione o innovazione e chi ci rimette, natura e ambiente compresi? e io da che parte sto fra chi ci guadagna e chi ci rimette?</p>
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		<title>Il ruolo delle Regioni è centrale nelle rinnovabili.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Regioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L’obiettivo fondamentale è attuare un balzo in avanti che consenta all&#8217;Italia di triplicare le energie rinnovabili per il 2020, passando dal 5,2% del 2005 al 17%. Ciò è stabilito dalla direttiva europea energia-clima, per cui si dovranno moltiplicare per dieci volte i biocarburanti, più che triplicare il calore e il raffreddamento prodotto con rinnovabili e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/06/il-ruolo-delle-regioni-e-centrale-nelle-rinnovabili/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’obiettivo fondamentale è attuare un balzo in avanti che consenta all&#8217;Italia di triplicare le energie rinnovabili per il 2020, passando dal 5,2% del 2005 al 17%. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3294" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energia_rinnovabile_impianto-150x150.jpg" alt="" width="160" height="130" /> Ciò è stabilito dalla direttiva europea energia-clima, per cui si dovranno moltiplicare per dieci volte i biocarburanti, più che triplicare il calore e il raffreddamento prodotto con rinnovabili e far sì che un chilowattora su 3 di elettricità consumata nel 2020 provenga da fonti rinnovabili.</p>
<p>Uno sforzo consistente che vedrà protagoniste le Regioni, soprattutto quelle del Sud, che dovranno quadruplicare la loro produzione di eco-energia.</p>
<p>E&#8217; quanto emerge dal rapporto 2009 della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, presentato ieri, che indica la traiettoria per centrare l&#8217;obiettivo europeo e disegna un federalismo eco-energetico che incoraggi ciascuna Regione a valorizzare e<span id="more-3293"></span> promuovere l&#8217;utilizzo di tutte le fonti energetiche rinnovabili disponibili sul suo territorio.</p>
<p>&#8221;Lo sviluppo delle energie rinnovabili &#8211; ha sottolineato Edo Ronchi, presidente della Fondazione &#8211; sarà decisivo non solo per il clima. Per l&#8217;Italia potrà rappresentare una delle più importanti opportunità per l&#8217;economia del futuro. Un programma rinnovabile che sia preciso per ogni Regione è essenziale e urgente, coinvolgendo i territori e le istituzioni e per fornire un quadro di riferimento stabile agli operatori economici che dovranno realizzare investimenti consistenti. Ad esempio la Germania già oggi produce da nuove fonti rinnovabili la quantità di energia che dovrà produrre l&#8217;Italia nel 2020!&#8221;.</p>
<p>Lo scenario disegnato dal rapporto vede, per il 2020, un gruppo di 6 Regioni (Valle d&#8217; Aosta, Trentino Alto Adige, Molise, Basilicata, Calabria, Sardegna) poco abitate e dotate di notevoli risorse rinnovabili, arrivare a più del doppio della media nazionale di produzione di energia rinnovabile (punta record in Valle d&#8217; Aosta con il 59,6%); 8 Regioni (Piemonte, Toscana, Umbria, Marche Abruzzo, Campania, Puglia, Sicilia) attestarsi ad una produzione di energie rinnovabili uguale o di poco superiore alla media nazionale (al top l&#8217;Umbria con 22,7% ); 6 Regioni popolose e sviluppate, ma dotate di scarse risorse rinnovabili (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio) restare sotto la media nazionale.</p>
<p>La direttiva europea per lo sviluppo dell&#8217;energia rinnovabile stabilisce che gli stati debbano fissare obiettivi per il 2020 nei settori dell&#8217;elettricità, del riscaldamento-raffreddamento, dei trasporti. L&#8217;Italia, per raggiungere l&#8217;obiettivo europeo del 17% (15,4% di produzione nazionale e 1,6% di importazione), dovrà triplicare le energie rinnovabili consumate passando da 7,1 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) del 2005 a 22,25 del 2020 .</p>
<p>Ogni Regione italiana ha scelto una sua strada per l&#8217;eco-energia. &#8221;Questo aumento consistente dell&#8217; energia elettrica prodotta nel Sud del paese &#8211; ha osservato Ronchi &#8211; richiede non solo un rafforzamento della rete elettrica che già oggi al sud non riesce ad assorbire tutta l&#8217; energia eolica prodotta, ma soprattutto un grande sforzo industriale che sarà ripagato da un ritorno occupazionale consistente e da uno sviluppo economico sostenibile per tutto il meridione&#8221;.</p>
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		<title>La P.A. lombarda è la più virtuosa per sostenibilità.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 18:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Pubblica amministrazione lombarda è la più virtuosa nelle scelte sostenibili. E&#8217; quanto è emerso a CompraVerde-BuyGreen, il Forum internazionale degli acquisti verdi in programma alla Fiera di Cremona fino a sabato 10 ottobre. In particolare la Regione Lombardia si è distinta su un risparmio risultato dalle scelte green nelle forniture di beni e servizi. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/13/la-p-a-lombarda-e-la-piu-virtuosa-per-sostenibilita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La Pubblica amministrazione lombarda è la più virtuosa nelle scelte sostenibili. E&#8217; quanto è emerso a CompraVerde-BuyGreen, il Forum internazionale degli acquisti verdi in programma alla Fiera di Cremona fino a sabato 10 ottobre. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2811" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ft2.jpg" alt="" width="190" height="200" /> In particolare la Regione Lombardia si è distinta su un risparmio risultato dalle scelte green nelle forniture di beni e servizi.</p>
<p>&#8220;Siamo convinti che gli acquisti verdi possano essere uno strumento efficace per favorire sostenibilità, sviluppo e green economy per il settore pubblico e le imprese. Stiamo lavorando anche con il sistema camerale lombardo alla definizione dei criteri ambientali per le diverse categorie merceologiche al fine di incrementare gli acquisti verdi nella regione&#8221; commenta Anelisa Ricci, dirigente della Direzione generale qualità dell&#8217;ambiente della Regione Lombardia.</p>
<p>Fondamentale il ruolo della Centrale acquisti regionale per l&#8217;introduzione di criteri ambientali nella fornitura di beni e servizi: dalle apparecchiature informatiche al parco veicoli, alla carta (la percentuale di acquisto di carta riciclata è passato in<span id="more-2810"></span> due anni dallo 0,5% al 18% sull&#8217;intero fabbisogno).</p>
<p>Per favorire la diffusione di un mercato di beni, servizi e lavori a basso impatto ambientale, e dall&#8217;altro opportunità di mercato per le imprese, esiste anche un accordo tra la Regione e le associazioni di categoria per una catena della fornitura sostenibile. Un progetto avviato nel 2008 che porterà alla definizione di un accordo entro il 2009 per riscaldamento, fornitura energia elettrica, eventi di comunicazione, apparecchiature informatiche, trasporti e altro.</p>
<p>Un&#8217;attenzione che si traduce in buone pratiche con scelte che toccano l&#8217;edilizia pubblica, la mobilità dei dipendenti, il servizio di catering, la manutenzione stradale, la pulizia, distributori di bevande e snack (con in parte prodotti commercio equo). A questo si aggiungono importanti collaborazioni come quella con la Coldiretti, a sostegno dell&#8217;agricoltura locale di eccellenza, promuovendo i cibi della filiera agroalimentare italiana nelle scuole.</p>
<p>&#8220;La sfida più grande è lavorare sulla consapevolezza delle persone, far capire che ogni comportamento ha un impatto sull&#8217;ambiente e credo che le politiche e le azioni della Pubblica amministrazione in tal senso siano un esempio importante&#8221; conclude Gianluca Pinotti, assessore all&#8217;Ambiente e all&#8217;Agricoltura della provincia di Cremona.</p>
<p>Sempre la Provincia di Cremona, insieme a partner europei, è protagonista del progetto &#8220;Smart&#8221;, finanziato dalla Comunità Europea, che mira a favorire l&#8217;utilizzo di energia da fonti rinnovabili, in particolare attraverso lo sviluppo del mini idroelettrico a partire dallo snellimento della normativa e delle burocrazie connesse.</p>
<p>Anche il settore della sanità vede nella regione segnali di attenzione agli acquisti verdi ed eticamente sostenibili, che vanno da prodotti con imballaggi ecocompatibili ai detergenti per le pulizie, dalle gestione differenziata dei rifiuti alla mobilità. Come dimostrano le esperienze dell&#8217;azienda ospedaliera di Desenzano del Garda che evidenzia per alcune voci di spesa anche un risparmio. &#8220;Una gestione oculata e rispettosa dell&#8217;ambiente dal punto di vista dei rifiuti, ad esempio, ci ha permesso di risparmiare in 4 anni circa un milione di euro&#8221; sottolinea il provveditore aziendale, Giuseppe Solazzi.</p>
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		<title>ICIM: “Solo un italiano su tre conosce bene le rinnovabili”.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 15:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo un italiano su tre pensa di conoscere bene le energie alternative. I due terzi delle popolazione, invece, dichiara di non saperne abbastanza o di non conoscerle affatto. L&#8217;energia meno conosciuta è quella fotovoltaica e solo il 24,4% della popolazione dichiara di conoscerla bene. Mentre sa bene cosa è l&#8217;energia eolica solo il 30,3% degli [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/06/icim-%e2%80%9csolo-un-italiano-su-tre-conosce-bene-le-rinnovabili%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Solo un italiano su tre pensa di conoscere bene le energie alternative. I due terzi delle popolazione, invece, dichiara di non saperne abbastanza o di non conoscerle affatto.</strong></p>
<p><img class="size-medium wp-image-2772 alignleft" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Millwoodsolar-300x200.jpg" alt="Millwoodsolar" width="230" height="153" /> L&#8217;energia meno conosciuta è quella fotovoltaica e solo il 24,4% della popolazione dichiara di conoscerla bene. Mentre sa bene cosa è l&#8217;energia eolica solo il 30,3% degli italiani, più o meno come la solare termica (30,4%).</p>
<p>Le persone che conoscono meglio queste tecnologie, sono molto più ben predisposte ad utilizzarle ma sul fronte opposto, le aziende del comparto fanno poco per contribuire al processo di informazione e conoscenza della materia, mettendo in secondo piano l&#8217;impatto strategico della comunicazione.</p>
<p>Sono questi i principali risultati di una indagine, realizzata da 6Dv Insintesi ricerca &amp; comunicazione in collaborazione con Doxa sulle energie rinnovabili, per conto dell&#8217;ente di certificazione di mercato Icim, un&#8217;indagine realizzata sia su<span id="more-2771"></span> un campione di 500 cittadini che presso le aziende della filiera delle energie rinnovabili quali Asset solare , Brandoni solare, Et Solar Group, Greenvision ambiente photo solar, Melinka, Sharp, Siliken italia, Sistemi fotovoltaici.com.</p>
<p>Nonostante la scarsa conoscenza degli italiani delle energie rinnovabili, dalla ricerca dell&#8217;Icim emerge chiaramente una predisposizione molto positiva degli italiani verso le fonti alternative di energia.</p>
<p>Quasi l&#8217;80% della popolazione ritiene, infatti, che il potenziale impatto delle energie alternative sul risparmio dei costi energetici sia importante, con un 30% che lo ritiene potenzialmente molto importante. Tutte le aziende fornitrici intervistate riscontrano inoltre un andamento positivo del business, che viene strettamente correlato agli incentivi statali. E non solo.</p>
<p>Dalla ricerca emerge anche una notevole attenzione alla certificazione come forma di &#8220;garanzia&#8221; delle performance degli impianti di energia rinnovabile, e ciò evidenzia la necessità di ridurre l&#8217;incognita nei confronti degli investimenti innovativi, che è in linea con quanto emerge dalle Statistiche sull&#8217;Innovazione pubblicate nel 2008 dall&#8217;Istat, ovvero che il principale ostacolo all&#8217;innovazione delle aziende utenti e&#8217; la percezione di costo eccessivo.</p>
<p>Sia la popolazione, sia le aziende utenti, hanno un forte timore di non ottenere un congruo ritorno per gli investimenti effettuati in soluzioni innovative, per le quali non si ritengono in grado di valutarne oggettivamente le prestazioni. Peraltro, le aziende dell&#8217;offerta intervistate manifestano una buona propensione verso la certificazione come attestazione di qualità ed affidabilità.</p>
<p>&#8220;La forte sensibilità del mercato nei confronti della certificazione degli impianti conferma il nostro corretto orientamento strategico che è quello di assicurare l&#8217;affidabilità delle energie rinnovabili&#8221; commenta Gaetano Trizio, amministratore delegato di ICIM.</p>
<p>&#8220;Incrementare la comunicazione sfruttando il valore della certificazione come leva, sarà, per l&#8217;offerta, il passo successivo&#8221; aggiunge Trizio. Ma come si è svolta la ricerca sulle conoscenze delle rinnovabili degli italiani? &#8220;L&#8217;indagine evidenzia che la domanda e&#8217; in forte crescita e che le aziende dell&#8217;offerta oggi sono prevalentemente concentrate su attività tattiche di vendita&#8221;.</p>
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		<title>L’Autostrada del Sole diventa “fotovoltaica”.</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 10:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[pannelli fotovoltaici]]></category>
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		<description><![CDATA[Un pannello fotovoltaico, esposto ad un irraggiamento solare, produce energia elettrica pulita, economica, rinnovabile. Il sistema solare produce energia senza consumo di combustibili, quindi senza produrre gas tossici o il sia pur minimo rumore, preservando la natura e l’habitat degli animali e dell’uomo. È il nostro migliore investimento per il futuro. Il sistema non comprende [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/08/31/l%e2%80%99autostrada-del-sole-diventa-%e2%80%9cfotovoltaica%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Un pannello fotovoltaico, esposto ad un irraggiamento solare, produce energia elettrica pulita, economica, rinnovabile.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1691" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/foto.jpg" alt="fotovoltaico" width="164" height="189" />Il sistema solare produce energia senza consumo di combustibili, quindi senza produrre gas tossici o il sia pur minimo rumore, preservando la natura e l’habitat degli animali e dell’uomo. È il nostro migliore investimento per il futuro.</p>
<p>Il sistema non comprende parti in movimento o materiali di consumo da sostituire eliminando in tal modo qualsiasi intervento di manutenzione.</p>
<p>La sola necessità per mantenere il sistema efficiente è la periodica pulizia (se necessaria) delle superfici esposte al sole. Una volta installato il sistema, l’elettricità generata è gratuita, prodotta durante tutto l’arco della giornata anno dopo anno.</p>
<p>Ora, grazie al fotovoltaico, l’Autostrada del Sole farà davvero onore al suo nome? E’ la promessa della Società Autostrade per l’Italia che ha avviato un primo progetto per coprire con pannelli fotovoltaici le tettoie di circa 3.000 piazzole di parcheggio dislocate lungo<span id="more-1682"></span> tutti i 2.854 Km del percorso autostradale da lei gestito.</p>
<p>Una volta completate tutte le installazioni, la somma dei singoli impianti avrà una potenza di picco di 4 MW e sarà in grado di produrre circa 5,5 GWh/anno di energia elettrica che alimenterà gli impianti.</p>
<p>Sono già operativi, tra gli altri, gli impianti di Roma Sud (33,3 KW) e quelli lungo la bretella Fiano Romano-San Cesareo.</p>
<p>Il progetto fa parte di un Piano Fotovoltaico oggetto di un accordo siglato già nel lontano 2004 tra Autostrade per l’Italia e il Ministero dell’Ambiente per l’ottimizzazione dei consumi energetici e la ricerca di fonti alternative di energia.</p>
<p>Il Piano Fotovoltaico ha tra l’altro la finalità dichiarata di contribuire al raggiungimento da parte dell’Italia degli obiettivi fissati dall’Unione Europea in termini di incremento di elettricità prodotta da fonti rinnovabili e fa diventare Autostrade per l&#8217;Italia un produttore di energia rinnovabile attraverso una “centrale elettrica fotovoltaica distribuita sul territorio”</p>
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		<title>Presto il fotovoltaico al prezzo dell&#8217;energia fossile.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/07/22/presto-il-fotovoltaico-al-prezzo-dell-energia-fossile/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 17:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità fotovoltaica]]></category>
		<category><![CDATA[energia fossile]]></category>
		<category><![CDATA[piano energetico]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anno prossimo in Italia meridionale il prezzo dell&#8217;elettricità fotovoltaica sarà in linea con quello dell&#8217;elettricità classica, e non è escluso possa diventare sempre più economico. Lo afferma la Epia &#8211; European Photovoltaic Industry Association, dopo aver effettuato uno studio di settore. I costi di produzione da fonti rinnovabili dovrebbe riuscire a superare il gap che [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/22/presto-il-fotovoltaico-al-prezzo-dell-energia-fossile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;anno prossimo in Italia meridionale il prezzo dell&#8217;elettricità fotovoltaica sarà in linea con quello dell&#8217;elettricità classica, e non è escluso possa diventare sempre più economico. Lo afferma la Epia &#8211; European Photovoltaic Industry Association, dopo aver effettuato uno studio di settore. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1426" title="Fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Fotovoltaico-150x150.jpg" alt="Fotovoltaico" width="160"  />I costi di produzione da fonti rinnovabili dovrebbe riuscire a superare il gap che ancora divide la energia &#8220;pulita&#8221; da quella ottenuta con fonti fossili e, quindi, non sostenibili. Un risultato che premia una realtà che sta &#8220;decollando&#8221; ma che non significa, automaticamente che il mercato si metterà in movimento, lo sostiene Winfried Hoffman, presidente dell&#8217;Epia.</p>
<p>La ragione per cui la situazione è meno rosea del previsto è dovuta al fatto che la domanda è forte soprattutto al nord altamente industrializzato, mentre economicamente la produzione massiccia andrebbe fatta in Italia meridionale. </p>
<p>Per trasferire l&#8217;elettricità fotovoltaica al nord sarebbe necessario costruire una dorsale di collegamento, per un costo, stimato dallo studio, di almeno quattro miliardi di euro. Una spesa che verrebbe ammortizzata dai guadagni, si sottolinea, ma le condizioni<span id="more-1421"></span> per lo sviluppo del fotovoltaico sono molteplici ed i vari fattori devono interagire tra di loro.</p>
<p>L&#8217;Italia, nonostante abbia un buon premio incentivante per l&#8217;elettricità fotovoltaica, che aumenta con il rincaro dell&#8217;elettricità convenzionale, paga lo scotto di procedure amministrative lunghe e complesse, ma anche di una carenza di un piano energetico adeguato per le rinnovabili e della mancanza di una precisa attribuzione dei compiti tra potere centrale e le varie Regioni.</p>
<p>Su questo quadro pesa poi lo scenario dovuto all&#8217;incertezza su ciò che succederà dopo il 2011, quando verrà a scadenza l&#8217;attuale conto energia. A questo si aggiunge la mancanza di una cultura diffusa &#8211; a differenza della Germania, per esempio, &#8211; dei consumatori che giocheranno un ruolo fondamentale poichè l&#8217; 80% del fotovoltaico necessariamente coinvolge le utenze dei singoli edifici.<br />
Infine, elemento da non trascurare, in Italia manca la figura professionale del &#8220;cercatori di tetti&#8221;, di chi cioè è in grado di identificare possibili spazi per il fotovoltaico e di proporne la realizzazione. Compito quest&#8217;ultimo che viene normalmente assunto dalle utilities.</p>
<p>Ma le conclusioni sono positive, pensando a quelle che sono le opportunità di sviluppo e le peculiarità atmosferiche della nostra penisola: guardando al futuro sarà economicamente inevitabile sfruttare il nostro patrimonio storico per sviluppare il fotovoltaico, grazie a soluzioni innovative nel campo del design, superando e trasformando in elemento positivo un fattore spesso penalizzante per la diffusione di questa fonte energetica.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F07%2F22%2Fpresto-il-fotovoltaico-al-prezzo-dell-energia-fossile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Fotovoltaico: Kyoto Club rialza le sue stime.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 21:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Con il termine “fotovoltaico” si indicano sistemi che, esposti alla luce del sole, producono direttamente energia elettrica. I benefici ad essi connessi riguardano non solo l’impatto ambientale, ma anche la sfera socio-economica. Negli ultimissimi tempi c&#8217;è stata però una contrazione delle vendite di questi sistemi, alla cui base vivono più fattori, come la crisi finanziaria [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/04/22/fotovoltaico-kyoto-club-rialza-le-sue-stime/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Con il termine “fotovoltaico” si indicano sistemi che, esposti alla luce del sole, producono direttamente energia elettrica. I benefici ad essi connessi riguardano non solo l’impatto ambientale, ma anche la sfera socio-economica. </strong></p>
<p>Negli ultimissimi tempi c&#8217;è stata però una contrazione delle vendite di questi sistemi, alla cui base vivono più fattori, come la crisi finanziaria globale, il rallentamento dei consumi familiari, e la scarsità dei fondi per tutti i partecipanti al mercato (sia che si tratti di piccoli investimenti immobiliari su tetti solari che di grandi campi fotovoltaici).<img class="alignright size-medium wp-image-242" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico-finanziamenti-agevolati-236x300.gif" alt="fotovoltaico" width="195" height="214" /></p>
<p>Ma gli analisti, a partire dal &#8220;Kyoto Club&#8221;, esprimono ottimismo sul futuro, poiché questa crisi fotovoltaica da sovrapproduzione relativa e da discesa dei prezzi durerà non più di due-tre anni.<br />
Il Kyoto Club è un&#8217;organizzazione no-profit che raggruppa imprese, associazioni, enti oltre che amministrazioni locali, ed il cui scopo è il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, e quindi la riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera. </p>
<p>Secondo Winfried Hoffman, presidente dell’Epia (Associazione fotovoltaica europea), tra due anni l’Italia si presenterà all’appuntamento in condizioni di “parità iniziale”, con la possibilità di <span id="more-241"></span> ridurre nettamente le tariffe incentivate.<br />
Magari utilizzando fondi pubblici in interventi strutturali sulla rete elettrica proprio per sfruttare al meglio l’energia solare fotovoltaica divenuta adulta. La tecnologia fotovoltaica denota il più promettente sfruttamento nel lungo termine e su grande scala delle fonti rinnovabili, specie in Italia (che tra l’altro ha alti livelli di insolazione) e di conseguenza la dipendenza energetica dalle fonti convenzionali diminuirebbe enormemente.  </p>
<p>Nel nostro paese sono già in funzione 35.000 impianti fotovoltaici, per lo più di piccole e medie dimensioni. <img class="alignleft size-medium wp-image-243" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico_nonmia-300x225.jpg" alt="fotovoltaico" width="200" /> Alla luce dell&#8217;evoluzione in atto, Kyoto Club ha rivisto al rialzo le sue stime, per cui le installazioni sorpasseranno complessivamente la soglia dei 1.000 MW già quest’anno e quella dei 2.000 MW nel 2010.</p>
<p>Ma le stime si accompagnano indissolubilmente a degli obiettivi prioritari: accelerare la creazione di capacità produttiva, ridurre ulteriormente e gradualmente le tariffe, e provare poi anche ad addentrarsi nell’esportazione delle tecnologie suddette. L’insieme delle iniziative micro e macro in atto possono tranquillamente indurci a pensare che l’Italia in pochi anni possa diventare un Paese leader nelle installazioni fotovoltaiche.</p>
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