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	<title>Ok Ambiente . com &#187; energia pulita</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Cancun (Messico): un accordo tra speranze e incertezze.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 11:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella giornata della conferenza sul cambiamento climatico i governi del mondo hanno concordato decisioni che secondo alcuni rappresentano solo modesti passi nel combattere il cambiamento climatico e nel dare più soldi ai paesi poveri, in quanto &#8220;delle decisioni più pesanti sul taglio dell’inquinamento da gas serra si vede scarsa traccia&#8221;. L&#8217;accordo prevede un “fondo climatico [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/12/16/cancun-messico-un-accordo-tra-speranze-e-incertezze/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nella giornata della conferenza sul cambiamento climatico i governi del mondo hanno concordato decisioni che secondo alcuni rappresentano solo modesti passi nel combattere il cambiamento climatico e nel dare più soldi ai paesi poveri, in quanto &#8220;delle decisioni più pesanti sul taglio dell’inquinamento da gas serra si vede scarsa traccia&#8221;. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/cancun.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13115" title="cancun" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/cancun.jpg" alt="" width="144" height="145" /></a>L&#8217;accordo prevede un <em><strong>“fondo climatico verde” </strong></em>con 100 miliardi di dollari all&#8217;anno di aiuti ai paesi poveri entro il 2020, misure volte a proteggere le foreste tropicali e a sviluppare e condividere nuove tecnologie di energia pulita.</p>
<p>I quasi <strong>200 paesi</strong> riuniti a Cancun chiedono inoltre agli scienziati di verificare se sarà necessario abbassare  l’obiettivo sulle temperature ad <strong>1,5 gradi</strong>, accogliendo gli appelli delle piccole isole che temono di  sparire per l’innalzamento degli Oceani (il presidente delle Maldive, che ha definito l&#8217;accordo <em>&#8220;determinante per la sopravvivenza della mia isola&#8221;</em>, lo ritiene altresì<em> &#8220;equilibrato e condivisibile&#8221;</em>).</p>
<p>Ma non c’è stato alcun progresso importante su come prolungare il protocollo di Kyoto nella parte in cui obbliga quasi 40 nazioni ricche a ridurre le emissioni di gas serra.<span id="more-13107"></span></p>
<p>E i gruppi ambientalisti sono ora sdegnati non solo per questo aspetto, ma anche perché non è chiaro in che modo i 100 miliardi di dollari l&#8217;anno per il <strong><em>“Fondo Verde”</em></strong> per il clima verranno gestiti e distribuiti.</p>
<p>Il principale successo a Cancun, dopo due settimane di colloqui, è stato semplicemente impedire il crollo dei negoziati sul <strong>cambiamento climatico</strong>, la promozione di sostegno per il passaggio alle economie a basso uso di carbonio e il ripristino della fiducia tra Paesi ricchi e poveri sulle sfide del riscaldamento globale.</p>
<p>Inutile nasconderlo: Copenaghen non ha soddisfatto, benché da lì si prenda anche spunto. Il commissario al clima dell’UE Connie Hedegaars ha affermato <em>“ci aspetta un viaggio lungo e impegnativo, ma ancora non so se un vero accordo giuridicamente vincolante sia fattibile in breve periodo”.</em></p>
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		<title>A Kunming, in Cina, si valorizza il solare.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 16:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/15/a-kunming-in-cina-si-valorizza-il-solare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Dopo il successo del primo evento di Noppen sull’energia solare,  tenutasi nella Mongolia Interna, il &#8220;Secondo Congresso annuale cinese su  tecnologie e investimenti in campo solare&#8221; si è svolto il 16 e il 17  settembre 2010 a Kunming, Cina.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energia-solare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11712" title="energia-solare" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energia-solare.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Grazie alle massicce incentivazioni locali e alla presenza di prezzi accessibili, la<strong> Cina</strong> ha dunque iniziato il percorso verso la valorizzazione del<strong> solare</strong> attraverso “prodotti finiti”, con la loro installazione in primis a livello locale.</p>
<p>Nel rapido sviluppo dell&#8217;economia globale, la <strong><em>sostenibilità energetica</em></strong> è diventata sempre più importante come fonte di energia pulita, sicura ed economica, e l&#8217;energia solare sta attirando sempre maggiore attenzione da parte della <strong><em>comunità internazionale</em></strong>.</p>
<p><strong>Kunming</strong> (che ha una popolazione di poco meno di 2 milioni di persone ed è capoluogo della provincia dello Yunnan) presenta delle massicce risorse solari, e negli ultimi anni<span id="more-11333"></span> il settore solare fotovoltaico è divenuto una delle principali nuove industrie hi-tech supportate dal Comune.</p>
<p>L’evento, derivato dalla co-organizzazione di Comune di Kunming, EUROSOLAR-Turchia, e American General Business Association, ha visto la partecipazione di oltre <strong>120</strong> funzionari governativi, esperti e studiosi, dirigenti e professionisti che si riuniscono per discutere di come “capitalizzare sui cambiamenti in corso” precisando nuove politiche governative attraverso i progressi tecnici nella produzione degli impianti.</p>
<p>Ospite d&#8217;onore alla manifestazione è stata Tanay Sıdkı Uyar, presidente di EUROSOLAR-Turchia, illustrando dati sulle possibilità di sviluppo di impianti fotovoltaici in Turchia, e con uno sguardo anche all’Unione Europea sulle tendenze del mercato fotovoltaico in essa.</p>
<p>Un altro oratore chiave è stata<strong> Qiu Diming</strong>, capo del Comitato Tecnologico di Trina Solar, uno dei principali costruttori mondiali di impianti fotovoltaici. La Cina inizia dunque a valorizzare profondamente il solare, che parta da progetti seri e che coinvolga innanzitutto le realtà locali.</p>
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		<title>Il mega progetto Desertec tra speranze e paure.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 15:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/15/il-mega-progetto-desertec-tra-speranze-e-paure/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;obiettivo del mega-progetto<em> Desertec</em> è coprire il 15% del fabbisogno energetico europeo usando fonti rinnovabili provenienti da Africa, Medio Oriente e Mare del Nord. Ecco i punti più controversi. </strong></p>
<p><em><strong><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/desertec.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11666" title="desertec" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/desertec.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il network TREC</strong></em> (<strong>T</strong>rans-<strong>M</strong>editerranean <strong>R</strong>enewable <strong>E</strong>nergy<strong> C</strong>ooperation) è stato fondato nel 2003 dal Club di Roma, dalla Fondazione di Amburgo per la Protezione del Clima e dal Centro Nazionale Giordano per la Ricerca sull&#8217;Energia (NERC).</p>
<p>Esso consiste in una rete internazionale di circa <strong>60</strong> tra scienziati (primo fra tutti il nobel <a title="Carlo Rubbia: “Il futuro è nel sole. Il nucleare è un errore”." href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/13/carlo-rubbia-il-futuro-e-nel-sole-il-nucleare-e-un-errore/" target="_self"><strong>Carlo Rubbia</strong></a>), politici ed esperti delle energie rinnovabili. Nel 2009 ha sviluppato il progetto <em><strong>Desertec</strong></em> ed oggi intende metterlo in pratica unitamente ai rappresentanti della politica, dell’industria e del mondo finanziario.</p>
<p>Il concetto su cui si basa il progetto <em><strong>Desertec </strong></em>è che la fonte di energia più abbondante sulla Terra è la <strong><em>radiazione solare</em></strong> che ricevono i <em><strong>deserti</strong></em> delle <strong><em>zone equatoriali:</em></strong> in sole sei ore il deserto del Sahara riceve infatti più energia solare di tutta quella che attualmente<span id="more-11422"></span> l&#8217;umanità consuma in un anno.</p>
<p>Esso presuppone una stretta collaborazione tra tra <strong>Eu</strong>ropa, Medio Oriente (the <strong>M</strong>iddle-<strong>E</strong>ast) e Africa Settentrionale (<strong>N</strong>orth <strong>A</strong>frica): <strong>EU-MENA</strong>.</p>
<p>Una volta completato, si presenterebbe come una rete di cavi a corrente continua ad alta tensione (<strong>HVDC,</strong><strong> H</strong>igh<strong> V</strong>oltage <strong>D</strong>irect <strong>C</strong>urrent) che, a partire da <strong>centrali solari termodinamiche</strong> situate nei deserti e <strong>centrali eoliche </strong>situate sulle coste atlantiche, attraverserebbero tutta l&#8217;Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente.</p>
<p>I vantaggi sarebbero:</p>
<ol>
<li> soddisfare la domanda interna di energia dei Paesi situati nella regione <strong>MENA</strong></li>
<li>fornire energia inesauribile e pulita per desalinizzare l&#8217;acqua del mare</li>
<li>esportare energia pulita all&#8217;Europa.</li>
</ol>
<p>Attualmente al progetto partecipano aziende come le tedesche <em>E.ON, Deutsche Bank, MAN Solar, RWE, Münchener Rück, M+W Zander, Schott Solar y Siemens,</em> la svizzera <em>ABB</em>, la spagnola <em>Abengoa Solar </em>e l&#8217;africana <em>Cevital</em>. Anche la <em><strong>Enel Green Power </strong></em>vi ha aderito, precisando però che lo scopo immediato che si pone è quello di soddisfare innanzi tutto i bisogni locali di energia, pensando all&#8217;Europa solo in un secondo momento.</p>
<p>Tutta la tecnologia necessaria per la realizzazione di<strong><em> Desertec</em></strong> esiste e sta operando già da alcune decine di anni.</p>
<p>Questo progetto riceve però critiche costanti; vediamo i punti più discussi:</p>
<ol>
<li><strong>Modello energetico centralizzato</strong><em><br />
Contrari:</em> sia la produzione di energia che la sua distribuzione potrebbero cadere nelle mani di una sola azienda o consorzio (modello energetico centralizzato).<em>Sostenitori: </em>tutti gli investitori pubblici e privati possono, se vogliono, partecipare alla costruzione e alla gestione di centrali e cavi (modello energetico decentralizzato).</li>
<li><strong>Colonialismo energetico</strong><em><br />
Contrari:</em> potrebbe nascere una nuova forma di colonialismo energetico in cui una risorsa africana sarebbe &#8220;rubata&#8221; per il beneficio dei cittadini e delle imprese dell&#8217;Europa.<em>Sostenitori:</em> gli impianti procurerebbero energia anche per l&#8217;autoconsumo nei paesi non europei coinvolti. Inoltre l&#8217;energia ottenuta si userebbe anche per dissalare l&#8217;acqua del mare, così i paesi della regione MENA potrebbero risolvere uno dei probemi più grandi che arresta il loro sviluppo.<br />
Inoltre i paesi con una propria fonte energetica fossile potrebbero optare per vendere la propria produzione rinnovabile all&#8217;Europa ed usare il combustibile fossile per il consumo interno. E’ l’attuale situazione a costituire uno sfruttamento di gas e petrolio.</li>
<li><strong> Sicurezza energetica</strong><em><br />
Contrari:</em> i paesi MENA sono politicamente instabili, perciò nel caso di un conflitto di qualsiasi tipo salterebbe il rifornimento di energia all&#8217;Europa.<em>Sostenitori:</em> la rete di centrali sarebbe così ampia e distribuita in differenti paesi che, anche qualora uno di essi entrasse in conflitto, la maggior parte della rete non ne sarebbe minacciata e si potrebbero applicare misure compensatorie senza eccessivi problemi.</li>
<li><strong>Dipendenza energetica</strong><em><br />
Contrari:</em> si manterrebbe la dipendenza energetica dell&#8217;Europa nei confronti di stati esteri, passando dall&#8217;importare combustibili fossili all&#8217;importare energie rinnovabili.<em>Sostenitori:</em> l&#8217;energia importata sarebbe solamente del 15-17% di quella necessaria in Europa, mentre una percentuale maggiore proverrebbe dalla produzione rinnovabile interna, magari da altre fonti di energia rinnovabile (biomassa, il biogas&#8230;).</li>
<li><strong> Alto costo del progetto<br />
</strong><em>Contrari: </em>ci vorrebbero ben 400 mila milioni di euro per implementare la rete.<em>Sostenitori: </em> sarebbero sufficienti incentivi statali dell’ordine di grandezza di qualche miliardo di euro per rendere attraente, nella fase iniziale, la costruzione di centrali e linee di trasmissione da parte di investitori pubblici e privati. In questo modo le centrali solari sarebbero competitive senza ulteriori sovvenzioni entro il 2020.</li>
</ol>
<p>Molti paesi dell&#8217;area<strong> MENA</strong> si sono mostrati favorevoli al progetto ed hanno offerto i propri territori per istallarvi le centrali solari ed eoliche. Senza dubbio, Desertec è un progetto che non lascia nessuno indifferente.</p>
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		<title>Obama farà installare nuovi pannelli solari alla Casa Bianca.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 21:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diffusione delle rinnovabili deve avvalersi di una buona immagine, data specialmente da parte di chi detiene il potere. Ed è ciò che fa l’esecutivo statunitense. L&#8217;amministrazione Obama intende infatti installare nuovi pannelli solari per promuovere il suo programma di energia pulita. I pannelli solari sono stati installati alla Casa Bianca nel 1979, dopo varie [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/13/obama-vuole-i-pannelli-solari-alla-casa-bianca/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La diffusione delle rinnovabili deve avvalersi di una buona immagine, data specialmente da parte di chi detiene il potere. Ed è ciò che fa l’esecutivo statunitense. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Casa-Bianca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11589" title="Casa-Bianca" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Casa-Bianca.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;amministrazione<strong> Obama</strong> intende infatti installare nuovi<strong><em> pannelli solari</em></strong> per promuovere il suo programma di energia pulita.<br />
I pannelli solari sono stati installati alla Casa Bianca nel 1979, dopo varie crisi petrolifere: queste crisi nel 1970 hanno evidenziato la dipendenza dal petrolio degli Stati Uniti.</p>
<p>Jimmy Carter fece installare pannelli solari sulla <strong>Casa Bianca</strong> per incoraggiare il Paese a diventare energeticamente più indipendente attraverso l&#8217;uso domestico di <strong><em>fonti rinnovabili</em></strong>. Tuttavia, sono stati poi smantellati da Ronald Reagan che, dopo il placarsi della crisi petrolifera, ne avvertì l’inutilità.</p>
<p>Ora l&#8217;attuale amministrazione ha intenzione di reinstallare i pannelli solari, più precisamente nella prossima primavera. Essi forniscono acqua calda e una piccola quantità di<span id="more-11490"></span> energia elettrica alla residenza della Casa Bianca.</p>
<p>Questa decisione esecutiva è stata annunciata dal Segretario di energia <strong>Steven Chu</strong>, che ha dichiarato: <em>&#8220;Perché si vada verso un’economia di energia pulita, la Casa  Bianca deve dare il buon esempio. Questo progetto riflette il forte impegno del presidente Obama per la leadership degli Stati Uniti nel settore dell’energia solare, con l’obiettivo di creare anche numerosi posti di lavoro”.</em></p>
<p>La decisione è stata influenzata in parte da uno sforzo dell’attivista <strong>Bill McKibben</strong>, che ha guidato una carovana dal Maine a Washington, portando uno dei pannelli solari installati originariamente da parte dell&#8217;amministrazione Carter. McKibben, uno schietto difensore ambientale, in mancanza di azioni legislative davvero efficaci, ha deciso di adottare questi gesti dimostrativi non certo banali.</p>
<p>Egli ritiene che il rafforzamento del <em><strong>movimento ambientalista</strong></em> negli Stati Uniti è necessario di fronte a questa<em> “sconfitta politica, perché non adottare in modo efficace e coordinato dei provvedimenti pro-ambiente è sinonimo di scarsa sensibilità al tema e di bassa politica&#8221;.</em></p>
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		<title>Associazione Low Impact: sarà il baluardo dell&#8217;ambiente?</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/09/30/associazione-low-impact-sara-il-baluardo-dellambiente-perfetto/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 09:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/30/associazione-low-impact-sara-il-baluardo-dellambiente-perfetto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’associazione Low Impact (letteralmente “basso impatto”), che possiamo considerare in continua crescita, si propone di diventare un esempio per tutti con una forza di tipo “orizzontale”, ossia che tocca molteplici aspetti e raccorda soggetti privati e pubblici.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/LowImpact.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10956" title="LowImpact" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/LowImpact.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Propone alle aziende di andare oltre le <strong><em>regole</em></strong> (in senso positivo), per fare business in piena regolarità.</p>
<p>L&#8217;associazione sta elaborando dei criteri che definiscano dettagliatamente, per ogni settore merceologico, per le istituzioni, e per i privati cittadini, quali siano i comportamenti concreti in grado di testimoniare un significativo impegno rivolto al <em><strong>rispetto ambientale</strong></em>.</p>
<p>Non basta rispettare leggi e regolamenti in materia e l’ammissione all’associazione è subordinata all’esito positivo della verifica del rispetto dei <strong><em>Disciplinari elaborati dal Comitato scientifico</em></strong>. È una sorta di certificazione, di d.o.c., per fare business nel rispetto dell’ambiente.</p>
<p>Certo, una azienda può essere a basso impatto anche senza aderire ad alcunché, ma è a questo punto che evidenziamo la specificità di<strong> Low Impact</strong>: la proposta che essa<span id="more-10257"></span> porta avanti è resettare il business su basi di rispetto ambientale ed energetico; non è una associazione ambientalista, esse già esistono e agiscono con attenzione; vuole parlare alle aziende e ai privati, e molte aziende dei settori merceologici e dei servizi stanno dimostrando di voler aderire.</p>
<p>Abbiamo parlato di <em><strong>&#8220;Comitato scientifico&#8221;</strong></em>, ebbene, questo Comitato è altamente qualificato e compone la stessa associazione: quindi, questa associazione fa anche scienza, e produce<strong><em> linee guida</em></strong>, documenti, relazioni e analisi costi/benefici relativamente agli interventi di varia natura, pubblici e privati, in tema di risparmio ambientale.</p>
<p>Uno dei dirigenti di Renault, A.Barocco, è tra i fondatori di Low Impact, e ha portato un esempio tangibile dell&#8217;evoluzione ambientalista che deve coinvolgere anche le case automobilistiche: la <strong>Renault </strong>aprirà a Tangeri (Marocco) un nuovo sito, con emissioni di CO2 pari a <strong>ZERO</strong>, grazie a una maggiore efficienza energetica nei processi produttivi.</p>
<p><a title="Low Impact" rel="nofollow" href="http://www.lowimpact.it/" target="_blank">Low Impact</a>, quindi, è forza propulsiva e contestualmente &#8220;organo di controllo&#8221; attraverso criteri dettagliati e affidabili.</p>
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		<title>Il velivolo Solar Impulse in volo per 24 ore: il successo dell&#8217;energia solare.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 09:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/12/il-velivolo-solar-impulse-in-volo-per-24-ore-il-successo-dellenergia-solare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il sogno è diventato realtà: l’uomo, con il suo ingegno messo a servizio dell’ambiente, ha prevalso sullo scetticismo, realizzando il primo aereo alimentato ad energia solare.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solar-impulse.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9229" title="solar-impulse" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solar-impulse.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il pilota André Borschberg e il mezzo “Solar Impulse HB-SIA” sono tornati dal cielo notturno, con quell’aria festante di chi prova a tutto il mondo che volare non significa per forza inquinare. E così, ora, media e cittadini restano affascinati da questo successo.</p>
<p>Questo nuovo velivolo è un ultraleggero che non necessita di combustibile perché è alimentato ad energia solare.</p>
<p>Il primo test di volo era stato effettuato nel dicembre dello scorso anno, ma su un breve tratto di 300 metri e a bassa altezza (a meno di 1 metro dal terreno).</p>
<p>Poi un altro test nell’aprile di quest’anno, per circa un’ora e mezzo, a 1200 metri di altitudine. Ma ora la svolta più grande.</p>
<p>La mattina del 7 luglio l’aereo è decollato alle ore 7 circa, dall’aerodromo di Payerne (Svizzera), e si è mantenuto in volo per tutta la notte, in virtù dell’ingente<span id="more-9200"></span> quantitativo di energia accumulato durante il giorno. La velocità media è stata di 23,2 nodi (43 km/h), toccando a volte i 68 nodi (126 km/h).</p>
<p>Ed è atterrato la mattina successiva nello stesso aerodromo. E&#8217; stato in grado di mantenersi in volo per un arco di tempo di 24 ore, e necessita di soli 90 metri per decollare, sfruttando 12mila celle fotovoltaiche (poste sulle ali), che alimentano quattro motori elettrici da 10 cavalli ciascuno.</p>
<p>Gli artefici del progetto hanno così coronato un sogno durato anni: anni di sperimentazioni, prove, ostacoli; i media, con le loro domande e i loro dubbi, hanno contribuito a focalizzare l’attenzione del mondo verso questi test.</p>
<p>Bertand Piccard e André Borschberg sono tra i principali artefici del Solar Impulse, e il loro obiettivo dichiarato è compiere un giro del mondo entro il 2013, attraverso cinque tappe.</p>
<p>Guarda il video del volo di Solar Impulse:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-HIa4XwV4WE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-HIa4XwV4WE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F07%2F12%2Fil-velivolo-solar-impulse-in-volo-per-24-ore-il-successo-dellenergia-solare%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>FSS: &#8220;Mantenendo trend pro-rinnovabili, il nucleare è inutile&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili. Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/fss-mantenendo-trend-pro-rinnovabili-il-nucleare-e-inutile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7498" title="FSS" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/FSS.gif" alt="FSS" width="170" height="100" />Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari  non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili.</p>
<p>Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione notevole, e le rinnovabili nel 2030 arriveranno a produrre fino al 45% dell&#8217;elettricità consumata. </p>
<p>Ad affermarlo è la <em>Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</em>, che ha presentato, proprio pochi giorni fa, un rapporto denominato <em>&#8220;Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030&#8243;</em>.</p>
<p>Il rapporto prende in considerazione due scenari: uno virtuoso, <em>blu</em>, con un miglioramento di efficienza elettrica ed uno,<em> grigio</em>, di peggioramento dell&#8217;efficienza elettrica.<span id="more-7407"></span> In entrambi gli scenari si ipotizza, seppur in modo diverso, un forte aumento delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Mantenendo il trend di crescita in atto verso l&#8217;adesione alle varie forme di energia rinnovabile,  come probabile, lo scenario blu sembra il più plausibile e realistico, perché si tratta di tendenze già avviate prima della crisi, e quindi l&#8217;incremento dei consumi di elettricità sarebbe dimezzato rispetto al decennio precedente.</p>
<p>Così migliorerebbe l&#8217;efficienza energetica del Pil (da 261 chilowattora ogni mille euro di Pil nel 2010, a 240 nel 2030), vi sarebbe una riduzione della produzione di elettricità da combustibili fossili e le emissioni di CO2 si ridurrebbero, rispetto al 2005, del 20% nel 2020 e del 26,7% nel 2030.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F11%2Ffss-mantenendo-trend-pro-rinnovabili-il-nucleare-e-inutile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Calano i consumi di elettricità: obiettivi Kyoto a portata di mano per la crisi economica.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 08:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggetto di dubbi e critiche, il Protocollo di Kyoto entrò in vigore nel febbraio 2005, con il fine di fronteggiare la minaccia dell&#8217;effetto serra e dei cambiamenti climatici, tentando la salvaguardia non solo dell&#8217;ambiente ma anche dell&#8217;economia. Con la crisi economica che in questi mesi ha toccato dei picchi altissimi, a livello di consumi energetici si [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/calano-i-consumi-di-elettricita-obiettivi-kyoto-a-portata-di-mano-per-la-crisi-economica/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Oggetto di dubbi e critiche, il Protocollo di Kyoto entrò in vigore nel febbraio 2005, con il fine di fronteggiare la minaccia dell&#8217;effetto serra e dei cambiamenti climatici, tentando la salvaguardia non solo dell&#8217;ambiente ma anche dell&#8217;economia.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7449" title="protocollokyoto" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/protocollokyoto.gif" alt="protocollokyoto" width="150" height="150" />Con la crisi economica che in questi mesi ha toccato dei picchi altissimi, a livello di consumi energetici si stanno raggiungendo, come un riflesso condizionato, risultati inaspettati: nel settore elettrico gli obiettivi di Kyoto sono quasi raggiunti.</p>
<p>Era previsto che l’Italia dovesse ridurre le sue emissioni di gas serra nel periodo 2008 – 2012 del 6,5% rispetto al 1990, e le stime degli ultimi due anni indicano un positivo trend di riduzione delle emissioni.</p>
<p>Riusciamo ad affermarlo consultando il Rapporto &#8220;Scenari elettrici post-crisi al 2020 e 2030&#8243; della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, rapporto in cui leggiamo che le emissioni di CO2 sono scese nel 2009 del 5,5% rispetto al 1990.</p>
<p>E queste riduzioni potrebbero benissimo proseguire, se il paese continuasse,<span id="more-7419"></span> ed è probabile, nella valorizzazione delle energie alternative.</p>
<p>La riduzione proseguirebbe anche al 2030, di oltre il 26% rispetto al 2005. Mantenendo il trend di crescita in atto, precisa il Rapporto, le fonti rinnovabili raggiungeranno nel 2020 la produzione di circa 107 TWh (oltre il 30% dell&#8217;elettricità consumata) in linea con quanto richiesto dall&#8217;Europa.</p>
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		<title>Il fotovoltaico ha toccato un nuovo record in Italia.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata. Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/il-fotovoltaico-ha-toccato-un-nuovo-record-in-italia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo  record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6320" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico1-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="150" />Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh.</p>
<p>Con il primo &#8221;conto energia&#8221;, il sistema di incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, varato nel 2005 dal precedente governo, sono stati promossi impianti per una potenza complessiva installata di 165 MW.</p>
<p>Poi con l&#8217;avvio del secondo &#8221;conto energia&#8221; sono stati incentivati altri 835 MegaWatt. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l&#8217;Italia raggiunge ora il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.</p>
<p>&#8221;Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009, questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al<span id="more-5643"></span> tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale&#8221;, ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico.</p>
<p>&#8221;In un anno difficile come quello appena concluso, il settore del solare ha infatti retto bene e, anzi, ha contribuito a sostenere la ripresa. Il Governo &#8211; ha aggiunto Scajola &#8211; è impegnato a garantire continuità alla crescita efficiente del fotovoltaico, come dell&#8217;intero comparto delle fonti rinnovabili. Siamo fortemente convinti della necessità che il binomio energia-ambiente si possa completare con la crescita industriale e occupazionale e con l&#8217;innovazione tecnologica&#8221;.</p>
<p>Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l&#8217;industria fotovoltaica nazionale sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 è stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore del fotovoltaico&#8221;.</p>
<p>Con il solo fotovoltaico si evita la produzione di 875 mila tonnellate di CO2 e si riduce il consumo di combustibili fossili di 0,23 milioni di tonn equivalente petrolio.</p>
<p>Ma il Ministero dello Sviluppo Economico ha investito molto anche nella ricerca: nel triennio 2006-2008, attraverso gli accordi di programma con Enea, Cnr ed Erse, sono stati finanziati 15 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 4 milioni di euro nel 2009. Per il  triennio 2009-2011 l&#8217;impegno economico prevede un finanziamento per altri 8 milioni di euro.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F30%2Fil-fotovoltaico-ha-toccato-un-nuovo-record-in-italia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Groenlandia: un esperimento per lo stoccaggio di energia rinnovabile.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 13:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inaugurato in Groenlandia il primo impianto sperimentale mobile a idrogeno per lo stoccaggio di energia rinnovabile. Roma, 26 marzo (Apcom-Nuova Energia): L&#8217;impianto, progettato dalla danese H2 Logic è gestito dalla compagnia energetica nazionale della Groenlandia, Nukissiorfiit. L&#8217;impianto progettato dalla H2 Logic è mobile (ora collocato nella capitale Nuuk), ed ha l&#8217;obiettivo di acquisire esperienza utile [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/groenlandia-un-esperimento-per-lo-stoccaggio-di-energia-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Inaugurato in Groenlandia il primo impianto sperimentale mobile a idrogeno per lo stoccaggio di energia rinnovabile. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6236" title="BN19368" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Groenlandia-300x194.jpg" alt="BN19368" width="150" height="150" />Roma, 26 marzo (Apcom-Nuova Energia): L&#8217;impianto, progettato dalla danese <em>H2 Logic</em> è gestito dalla compagnia energetica nazionale della Groenlandia, Nukissiorfiit.</p>
<p>L&#8217;impianto progettato dalla H2 Logic è mobile (ora collocato nella capitale Nuuk), ed ha l&#8217;obiettivo di acquisire esperienza utile nella produzione, distribuzione e utilizzo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico.</p>
<p>L&#8217;idea è quella di utilizzare l&#8217;eccesso di energia idroelettrica, disponibile nel Paese in alcuni periodi dell&#8217;anno, per scindere acqua in ossigeno e idrogeno, utilizzando quest&#8217;ultimo durante l&#8217;inverno, ovvero nei momenti di maggior richiesta, per produrre energia tramite le celle a combustibile installate nel nuovo impianto.</p>
<p>Il calore prodotto dal  processo (sia quello della produzione di idrogeno, sia quello successivo di generazione elettrica) potrà essere utilizzato per il teleriscaldamento<span id="more-6036"></span> di edifici.</p>
<p>L&#8217;impianto prevede anche un sistema di compressione e distribuzione che permette di conservare l&#8217;idrogeno sotto  pressione in contenitori trasportabili.</p>
<p>In questo modo l&#8217;idrogeno potrà anche essere distribuito in altre città e utilizzato per produrre  energia localmente.</p>
<p>Fonte: <a title="Apcom" href="http://www.apcom.net/servizi/Energia.shtml" target="_blank">Apcom-Nuova Energia</a></p>
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		<title>Pomigliano d&#8217;Arco: previsti grandi progetti di energia rinnovabile.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Stiamo progettando grandi interventi, che porteranno Pomigliano d&#8217;Arco, entro la primavera del 2011, ad una riduzione di 13.915 tonnellate di emissione di CO2 e per il 2015 di ben 33.633 tonnellate&#8221;. A dirlo è Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d&#8217;Arco attiva nel settore Energia. Così questo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/10/pomigliano-darco-previsti-grandi-progetti-di-energia-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>&#8220;Stiamo progettando grandi interventi, che porteranno Pomigliano d&#8217;Arco, entro la primavera del 2011, ad una riduzione di 13.915 tonnellate di emissione di CO2 e per il 2015 di ben 33.633 tonnellate&#8221;.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5673" title="Pomigliano" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pomigliano-150x150.jpg" alt="Pomigliano" width="150" height="150" />A dirlo è Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d&#8217;Arco attiva nel settore Energia.</p>
<p>Così questo comune campano alle falde del Vesuvio si propone come città delle fonti rinnovabili, dove tutto verrà alimentato dal sole grazie ai tre impianti di solare termico ed ai dodici impianti di fotovoltaico già realizzati. E non solo.</p>
<p>&#8220;Si tratta -sottolinea Gaudiano- di ben 598 kW di potenza di picco, ottenuti con gli impianti di fotovoltaico già installati su Municipio, scuole elementari, scuole medie e su aree di parcheggio. Tre gli impianti di solare termico per la produzione di acqua calda, presso il campo di rugby e la palestra di arti marziali.</p>
<p>Stiamo realizzando un modello energetico che si basa sulla produzione diffusa e sul risparmio. Un modello che, oltre a far bene al pianeta, può significare sviluppo, buona<span id="more-5647"></span> economia e buona occupazione per le nostre comunità&#8221;.</p>
<p>Gli interventi, riferisce il presidente di Enam, &#8220;sono stati realizzati nell&#8217;ambito del Piano Energetico Comunale approvato dall&#8217;Amministrazione. Stiamo andando oltre gli obiettivi iniziali.</p>
<p>Quattro saranno gli impianti di produzione di energia elettrica da biomassa di potenza nominale di 450 kW cadauno che entro il 2010 partiranno sul territorio comunale. Sono impianti in assetto cogenerativo. Dunque recupereremo e riutilizzeremo l&#8217;energia termica prodotta per riscaldare le strutture sportive e gli immobili pubblici, ma anche quelli industriali adiacenti&#8221;.</p>
<p>Guadiano quindi sottolinea che è stato invece &#8220;installato l&#8217;impianto di notevoli dimensioni con pannelli fotovoltaici presso la stessa sede della Enam, mentre sempre nel 2010 verranno attivati, sulle coperture dei nostri capannoni industriali, circa 60 kW di fotovoltaico in silicio amorfo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dunque -afferma- il mondo chiama e Pomigliano risponde perché l&#8217;intera città si sta rendendo protagonista in prima linea di questa rivoluzione ambientale, grazie anche alle nuove norme approvate dall&#8217;Amministrazione per la promozione dell&#8217;utilizzo delle fonti di energia rinnovabile sulle nuove edificazioni, che prevedono l&#8217;obbligo del 50% minimo di produzione di acqua calda dal sole&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F10%2Fpomigliano-darco-previsti-grandi-progetti-di-energia-rinnovabile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>E&#8217; in corso la VI edizione di &#8220;M&#8217;illumino di meno&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ partita il 4 gennaio da Milano “La Torcia su Roma”, il viaggio di una fiaccola alimentata con fonti pulite che accompagnerà la sesta edizione di “M’illumino di meno” la campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità energetica promossa da Caterpillar, trasmissione di Radio 2 Rai. Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto l’adesione di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/14/e-in-corso-la-vi-edizione-di-millumino-di-meno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E’ partita il 4 gennaio da Milano “La Torcia su Roma”, il viaggio di una fiaccola alimentata con fonti pulite che accompagnerà la sesta edizione di “M’illumino di meno” la campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità energetica promossa da Caterpillar, trasmissione di Radio 2 Rai.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5316" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/229-150x150.jpg" alt="" width="140" height="170" />Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città in Italia e all’estero, il &#8220;silenzio energetico&#8221; simbolico si trasforma in una festa dell’energia pulita.</p>
<p>Giorno dopo giorno, dunque, la torcia tocca numerose città italiane in cerca di rifornimenti rinnovabili e arriverà il 12 febbraio a Roma, quando i Mercati Traianei si illumineranno con una coreografia di luci pulite per la festa del risparmio energetico.</p>
<p>Secondo la trasmissione radiofonica, infatti, &#8220;allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. </p>
<p>Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy<span id="more-5314"></span> adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010.</p>
<p>L’intento è duplice: da un lato verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dall’altro dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile.</p>
<p>Nelle piazze spente di tutt’Italia si accenderanno installazioni luminose alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più &#8216;illuminata&#8217; del nostro futuro&#8221;.</p>
<p>Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci belle, creative e pulite, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero.</p>
<p>La campagna di “M’illumino di meno” sta dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all’estero, per produrre e distribuire l’energia in modo pulito, responsabile e sostenibile.</p>
<p>Su <a href="http://www.caterpillar.rai.it/" target="_blank" rel='nofollow'>www.caterpillar.rai.it</a>, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa a lavoro, a scuola o nella propria città.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F14%2Fe-in-corso-la-vi-edizione-di-millumino-di-meno%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>A Gaeta la IV edizione dell&#8217;Ecofest.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/01/13/a-gaeta-la-iv-edizione-dellecofest/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 gennaio, a Gaeta, la quarta edizione locale di Ecofest, la festa dell&#8217;ambiente organizzata dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Regione Lazio e dal Creia, in collaborazione con Sviluppo Lazio e con il patrocinio del Comune di Gaeta. La due giorni di Ecofest a Gaeta propone spazi di informazione, dibattito e svago, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/13/a-gaeta-la-iv-edizione-dellecofest/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 gennaio, a Gaeta, la quarta edizione locale di Ecofest, la festa dell&#8217;ambiente organizzata dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Regione Lazio e dal Creia, in collaborazione con Sviluppo Lazio e con il patrocinio del Comune di Gaeta. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5307" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ecofest.jpg" alt="ecofest" width="150" height="150" />La due giorni di Ecofest a Gaeta propone spazi di informazione, dibattito e svago, tutti articolati intorno al tema dell&#8217;ambiente e delle energie rinnovabili, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e società interessati alle tematiche ambientali della nostra Regione.</p>
<p>In evidenza le energie rinnovabili e il clima, temi cruciali per il presente e per l&#8217;immediato futuro.</p>
<p>&#8220;Ecofest è anche un&#8217;occasione di confronto e riflessione tra istituzioni, imprese, organizzazioni, ricercatori e cittadini intorno a questioni ecologiche e sociali; dalla tutela ambientale allo sviluppo sostenibile, dalla solidarietà ai lavori<em> verdi</em>&#8221; &#8211; ha affermato l&#8217;assessore della regione Lazio all&#8217;Ambiente, Filiberto Zaratti, durante la conferenza stampa di presentazione dei Ecofest che si è svolta a Gaeta<span id="more-5285"></span> oggi.<br />
Zaratti ha aggiunto anche: &#8220;Questioni che dobbiamo affrontare insieme per costruire una nuova etica ecologista fondata su stili di vita rispettosi di noi stessi e del pianeta che ci accoglie. Ognuno di noi è chiamato, oggi, alla conoscenza delle modalità di produzione e consumo di energia, perchè dal comportamento di ognuno dipende il futuro della nostra società&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa consapevolezza &#8211; ha continuato Zaratti &#8211; impone la diffusione di ogni informazione utile sulle energie rinnovabili, e sul risparmio energetico, e vogliamo fare la nostra parte cercando di rendere comprensibile ed efficace ogni nostra iniziativa. Ecofest costituisce infine un momento di crescita sia per i cittadini, sia per gli amministratori &#8211; ha concluso &#8211; Da un lato, infatti, si riesce ad attirare l&#8217;attenzione di un grande numero di persone attraverso <img class="alignright size-thumbnail wp-image-5292" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/319-150x150.jpg" alt="" width="137" height="137" />l&#8217;esposizione anche divulgativa e divertente dei temi ambientali; dall&#8217;altro viene offerta agli amministratori la possibilità di ascoltare in diretta le opinioni dei cittadini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono soddisfatto che Gaeta ospiti una delle tappe laziali dell&#8217;Ecofest. Siamo una città ricca di bellezze naturali, basti pensare al parco di Monte Orlando e all&#8217;oasi marina, che vuole fare dell&#8217;ambiente un richiamo turistico insieme alla storia, la cultura e ai tantissimi monumenti &#8211; ha dichiarato Antonio Raimondi, sindaco di Gaeta &#8211; Turismo significa anche qualità della vita, quindi conservare e preservare l&#8217;ambiente, in maniera dinamica, è una condizione indispensabile per offrire una città sempre più vivibile&#8221;.</p>
<p>Sabato 16 gennaio, inoltre, alle ore 16, si terrà l&#8217;incontro dal titolo “Sviluppo&amp;Sostenibilità”. Per maggiori informazioni visitare il sito <a rel="nofollow" href="http://www.ecofest.it/" target="_blank">www.ecofest.it</a>.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F13%2Fa-gaeta-la-iv-edizione-dellecofest%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Quasi pronto il primo aereo con propulsione a idrogeno.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
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		<description><![CDATA[Pronto al primo volo di prova l&#8217;aereo italo-europeo a idrogeno Rapid 200-Fc, un velivolo dotato di un innovativo sistema elettrico energetico a emissioni zero. Si tratta del velivolo ufficiale della Commissione Europea per l&#8217;Innovazione Tecnologica Aeronautica e Spaziale ed è il primo Aereo italiano ed europeo propulso ad idrogeno. &#8220;Dopo una seria di piccoli guasti [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/11/quasi-pronto-il-primo-aereo-con-propulsione-a-idrogeno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Pronto al primo volo di prova l&#8217;aereo italo-europeo a idrogeno Rapid 200-Fc, un velivolo dotato di un innovativo sistema elettrico energetico a emissioni zero. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5265" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/138-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Si tratta del velivolo ufficiale della Commissione Europea per l&#8217;Innovazione Tecnologica Aeronautica e Spaziale ed è il primo Aereo italiano ed europeo propulso ad idrogeno.</p>
<p>&#8220;Dopo una seria di piccoli guasti che ne hanno ritardato il volo, siamo finalmente riusciti ad ottenere una certa affidabilità nel funzionamento dell&#8217;innovativo sistema elettrico-energetico&#8221; afferma il team leader del progetto europeo Giulio Romeo, docente del Dipartimento di Ingegneria Aeronautica e Spaziale del Politecnico di Torino.</p>
<p>&#8220;Continueremo nelle prossime settimane ulteriori prove di collaudo del sistema prima di spiccare il volo. Speriamo di partire a febbraio perchè le temperature un po&#8217;<span id="more-5264"></span> rigide di questi giorni ci costringono a ritardare il primo volo&#8221;.</p>
<p>Romeo ed il suo team prevedono quindi l&#8217;ottenimento del permesso di volo dalle autorità aeronautiche e l&#8217;esecuzione del primo volo prova. Altamente sofisticata la tecnologia a bordo.</p>
<p>Rapid 200-Fc ha infatti un propulsore da 40 kW interamente elettrico e la potenza all&#8217;elica è fornita da celle a combustibile da 20kW ad idrogeno gassoso. </p>
<p>Per garantire l&#8217;assoluta sicurezza delle operazioni di volo, l&#8217;aeroplano, assicura Romeo, &#8220;dispone anche di una seconda fonte di energia costituita da un pacco batterie ai polimeri di Litio da 20 kW in grado di garantire potenza alternativa durante il decollo e la salita iniziale&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5266" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/227-150x150.jpg" alt="" width="119" height="119" /> L&#8217;alimentazione del motore elettrico dell&#8217;aereo a idrogeno Rapid 200-Fc avviene, inoltre, tramite generazione di corrente ad alto potenziale in un sistema di ionizzazione e ricombinazione dell&#8217;idrogeno (PEM) che ha come prodotto finale 100-110 Amps di corrente elettrica a 200-240 V, più vapori d&#8217;aria e acqua emessi a temperatura ambiente. </p>
<p>Il velivolo ed il sistema elettrico ed energetico sono stati sviluppati su progetto dell&#8217;ingegnere aeronautico italiano Giulio Romeo, e messi a punto dal team di 10 enti ed aziende coinvolte nel progetto &#8220;Enfica Fc&#8221; (ENvironmentally Friendly Inter City Aircraft powered by Fuel Cells) della Comunità Europea.</p>
<p>Nel team internazionale anche esperti del Politecnico di Torino per il Progetto del velivolo modificato e prove e sperimentazione di volo, la Mavel Elettronica per la progettazione e realizzazione di inverter e controllo elettronico della potenza, e i ricercatori dell&#8217;Università italiana di Pisa per le prove in laboratorio del sistema elettrico.</p>
<p>&#8220;Vogliamo un aeroplano funzionante ad idrogeno sfruttando al meglio la tecnologia &#8216;a celle di combustibile&#8217; attualmente disponibile, per creare un velivolo a basso impatto ambientale&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5267" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/48-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /> &#8220;In parallelo -conclude Romeo- si svolgono anche degli studi di tipo più teorico che, a causa dei limiti tecnologici attuali, ma che mirano a utilizzare in futuro i propulsori ad inquinamento zero per equipaggiare velivoli del segmento regional o intercity da 20-30 passeggeri&#8221;.</p>
<p>Iniziato nel 2006, il progetto dovrebbe quindi concludersi positivamente con i test finali di volo nei prossimi mesi di febbraio e marzo.</p>
<p>Per questo il gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino guidato da Romeo, Fabio Borrello, Gabriel Correa e Marco Pacino, è attualmente ospitato nell&#8217;aeroporto di Reggio Emilia. Le prove di volo, infine, sono affidate al comandante Marco Locatelli.</p>
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		<title>Italia: il 2009 ha segnato la forte crescita dell&#8217;eolico.</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5215" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/136-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> I dati record del 2009 arrivano da Anev, Enea, Aper e Ises Italia che sottolineano con &#8220;soddisfazione&#8221; che &#8220;le previsioni, a suo tempo formulate e pubblicate, sono state ancora una volta pienamente rispettate&#8221;.</p>
<p>In particolare, il 2009, riferiscono Anev, Enea, Aper e Ises Italia, si è chiuso con una potenza eolica efficiente di 4850 MW di cui più di 1.100 MW installati nel 2009, nuovo record assoluto per l&#8217;Itale con un dato di produzione elettrica &#8220;molto importante che -proseguono- evidenzia il significativo apporto dell&#8217;eolico al sistema elettrico&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo importante risultato -sottolineano- non solo ha contribuito ad una riduzione delle emissioni e ad un incremento della produzione rinnovabile estremamente rilevante, ma ha anche contribuito allo sviluppo occupazionale, industriale ed economico<span id="more-5213"></span> del nostro Paese&#8221;.</p>
<p>Il 2009, dunque, si è concluso con il record storico di installazioni di eolico per l&#8217;Italia, un dato che &#8220;conferma il fatto che il nostro Paese ha oramai il passo del resto del mondo e che, seppur ancora non al livello dei principali mercati europei, è in linea con il raggiungimento degli obiettivi Comunitari in tema di rinnovabili al 2020&#8243;.</p>
<p>&#8220;Sembra fondamentale ricordare -proseguono- la alta funzione sociale ed ambientale che tale fonte di energia, per sua natura diffusamente disponibile in forma distribuita, garantisce al territorio tramite uno sviluppo sostenibile in aree rurali e con maggiore necessità di crescita occupazionale&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5217" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/315-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" />Secondo i quattro organismi, i dati del 2009 sullo sviluppo dell&#8217;eolico in Italia &#8220;sono in linea con gli obiettivi settoriali, e consolidano il dato del 2008, consentendo all&#8217;Italia di rimanere nell&#8217;eolico il terzo Paese in Europa e il sesto nel mondo, nonostante il quadro normativo del settore (Autorizzazione Unica, Ripartizione dell&#8217;obbligo tra le Regioni, Linee Guida e adeguamento delle infrastrutture energetiche) non sia ancora stato definitivamente completato&#8221;.</p>
<p>Questi gli interventi necessari che le Associazioni auspicano vengano presto assunti dal Governo, interventi che per gli Enti &#8220;consentirebbero di sfruttare pienamente il reale potenziale eolico nazionale, stimato in oltre 16.000 MW, facilitando la copertura di tale potenziale con una maggiore efficienza, funzionalità e trasparenza&#8221;.</p>
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		<title>Milano: riparte l&#8217;Ecopass dopo la pausa festiva.</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 21:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ufficializzato il successo di questa misura nei primi sei mesi del 2009, ora, dopo la pausa nel periodo delle festività, torna a Milano in vigore l&#8217;Ecopass. Sappiamo che con esso si vuole disincentivare l&#8217;ingresso con autoveicoli privati, per due obiettivi cardine: ridurre il traffico (tempo e vivibilità); ridurre l&#8217;inquinamento (ecologia e salute). Questa misura dovrebbe [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/07/milano-riparte-lecopass-dopo-la-pausa-festiva/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ufficializzato il successo di questa misura nei primi sei mesi del 2009, ora, dopo la pausa nel periodo delle festività, torna a Milano in vigore l&#8217;Ecopass. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5206" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/135-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Sappiamo che con esso si vuole disincentivare l&#8217;ingresso con autoveicoli privati, per due obiettivi cardine: ridurre il traffico (tempo e vivibilità); ridurre l&#8217;inquinamento (ecologia e salute).</p>
<p>Questa misura dovrebbe servire a rarefare gli ingressi, nel contempo finanziando lo sviluppo dei mezzi pubblici o di mobilità alternativa: car sharing, bike sharing, veicoli elettrici.</p>
<p>Il vicesindaco e assessore al Traffico Riccardo De Corato ha ricordato che nel primo semestre del 2009 c&#8217;è stata &#8220;una riduzione degli accessi delle auto all&#8217;interno dell&#8217;area del 6,8% e una riduzione delle emissioni di C02 dell&#8217;11%. </p>
<p>Quanto alle polemiche sull&#8217;Ecopass, per De Corato &#8220;per la prima volta dal suo avvio è ampiamente condiviso dal Pdl, dalla Lega e anche dall&#8217;Unione del Commercio&#8221;. <span id="more-5205"></span> </p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5209" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/225-150x150.jpg" alt="" width="127" height="127" /> La media delle concentrazioni di PM10 nei primi undici mesi del 2009, pari a 44 microgrammi per metro cubo, precisa il vice sindaco, &#8220;risulta la più bassa rispetto alla media dello stesso periodo relativa agli anni pre Ecopass, dal 2002 al 2007, con 51 microgrammi per metro cubo&#8221;.</p>
<p>E nei primi 18 mesi di applicazione di Ecopass, ricorda ancora De Corato, &#8220;il numero degli accessi in ingresso all&#8217;area si e&#8217; ridotto del 14,4% e anche il traffico fuori dall&#8217;area Ecopass ha subito una riduzione del 6,8%, mentre il numero dei veicoli maggiormente inquinanti in accesso alla Cerchia dei Bastioni ha registrato una riduzione del 65,3%, pari a 24.864 veicoli in meno al giorno&#8221;.</p>
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		<title>Aci: &#8220;Nel 2009 più auto con ecoincentivi e più rottamazioni&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 20:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Veniamo a conoscenza di un dato molto incoraggiante: sono oltre un milione (1.059.504) le auto acquistate con ecoincentivi nel corso del 2009 (100.583 a dicembre). Nel 90,29% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo. Lo rileva l&#8217;Automobile Club d&#8217;Italia sulla base degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico. &#8221;E&#8217; un buon risultato &#8211; commenta il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/06/aci-nel-2009-piu-auto-con-ecoincentivi-e-piu-rottamazioni/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Veniamo a conoscenza di un dato molto incoraggiante: sono oltre un milione (1.059.504) le auto acquistate con ecoincentivi nel corso del 2009 (100.583 a dicembre).</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5183" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/133-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Nel 90,29% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo. Lo rileva l&#8217;Automobile Club d&#8217;Italia sulla base degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico.</p>
<p>&#8221;E&#8217; un buon risultato &#8211; commenta il presidente dell&#8217;Aci, Enrico Gelp i- il sistema ha funzionato eD ha assicurato vantaggi alla collettività. Ora bisogna aprire una nuova fase che favorisca, come ho già rappresentato in una lettera al ministro Scajola, l&#8217;acquisto anche di auto dotate dei più moderni dispositivi per la prevenzione degli incidenti, come il controllo elettronico della stabilità (Esp).<br />
Oltre che per l&#8217;ambiente, avremmo così benefici anche per la sicurezza stradale&#8221;. </p>
<p>Gli ecoincentivi legati alla radiazione hanno avuto più successo al Sud.<span id="more-5182"></span></p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5184" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/221-150x150.jpg" alt="" width="137" height="137" />In Calabria il 98,63% degli acquisti con incentivi è avvenuto in sostituzione di un&#8217;auto più inquinante; in Sicilia il 98,48% e in Basilicata il 98,26%.</p>
<p>Quelli non vincolati alla radiazione, con un peso nazionale del 9,71% sul totale degli incentivi concessi, hanno inciso maggiormente in Emilia Romagna (il 18,9% delle agevolazioni), Piemonte (15,72%) e Toscana (15,35%).</p>
<p>Il 62,38% delle agevolazioni è stato concesso per auto di cilindrata compresa tra 1200 e i 1500 cc., il 12,49% per vetture fino a 1000 cc.</p>
<p>Il 45,67% delle auto demolite con richiesta di incentivi sono Euro 2, seguite dal 32,37% di Euro 1 e dal 21,96% di Euro zero.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F06%2Faci-nel-2009-piu-auto-con-ecoincentivi-e-piu-rottamazioni%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Londra presenta Ecobuild, la fiera per uno sviluppo sostenibile.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 19:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni nel settore edilizio si sta diffondendo un nuovo modo di costruire finalizzato a realizzare un prodotto più evoluto che minimizzi l’utilizzo delle risorse ambientali. E sono proprio design, edilizia ecosostenibile e energie rinnovabili i settori che interessano &#8216;Ecobuild&#8217;, in programma dal 2 al 4 marzo all’Earls Court di Londra, il più grande [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/04/londra-e-partito-l-ecobuild-per-uno-sviluppo-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Negli ultimi anni nel settore edilizio si sta diffondendo un nuovo modo di costruire finalizzato a realizzare un prodotto più evoluto che minimizzi l’utilizzo delle risorse ambientali.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5108" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/132-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E sono proprio design, edilizia ecosostenibile e energie rinnovabili i settori che interessano &#8216;Ecobuild&#8217;, in programma dal 2 al 4 marzo all’Earls Court di Londra, il più grande evento al mondo.</p>
<p>Sin dal suo lancio nel 2005, la fiera di Ecobuild rappresenta un punto di incontro per architetti, imprese edili e fornitori nel Regno Unito, costituendo la più grande vetrina a Londra di prodotti nel settore delle costruzioni ecosostenibili.</p>
<p>La Fiera rappresenta uno show sugli ultimi prodotti e servizi, migliori tecniche e progetti d’avanguardia nel mondo del design sostenibile, ma anche un programma di informazione intensivo che include dibattiti, seminari pratici, talks e discussioni. </p>
<p>Con più di 800 espositori e 34.617 visitatori nel 2009, quasi raddoppiati rispetto all’edizione precedente, il più atteso evento dell’anno per gli addetti al settore delle costruzioni,<span id="more-5107"></span> ospiterà più di 500 relatori di prestigio quali Boris Johnson, Yvette Cooper, Margareth Beckett e Alastair Campbell, che si focalizzeranno sulle tematiche emergenti in materia di bioedilizia.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-5111" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/220.jpg" alt="" width="116" height="84" />In aggiunta ai seminari e alle conferenze, Ecobuild prevede anche varie attrazioni per il pubblico con dimostrazioni pratiche dei prodotti e le tecniche all’avanguardia del settore.</p>
<p>Nel 2009 sono stati organizzati più di 100 seminari, svoltisi simultaneamente in 14 diversi teatri, tra cui l’Arena, in cui prendono vita i dibattiti sulle sfide e le riflessioni sui nuovi progetti, la Conferenza, riconosciuta come la più importante ed influente nel settore, e i vari Seminari pratici, sui temi più discussi, quali le energie rinnovabili, l’obiettivo zero carbon, l’arredamento interno, la progettazione urbanistica e la regolamentazione.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5110" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/311-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Le aree espositive includono Solar City, con dimostrazioni di installazione da parte di Schuco, Vaillant, Alpha Heating, Innovation and Solarcentury; GreenScin, dedicata agli eco-materiali sperimentali.</p>
<p>Zero carbon House, per illustrare ai visitatori realizzazioni di case con il minimo consumo energetico; Off-grid Living, per sperimentare a vivere in modo autosufficiente.</p>
<p>A river runs through, un’area dedicata all’utilizzo dei materiali riciclati e che mira a diffondere il ruolo dell’acqua in un ambiente ecosostenibile urbano.</p>
<p>Timber focus, che mostra modelli di case realizzate in legno; EwI Live, con dimostrazioni live di sistemi di isolamento dei muri esterni; Fast-forward foundations, area di dimostrazioni no-stop. </p>
<p>L’evento ospiterà i più importanti tra professionisti, organizzatori, associazioni ed esponenti del settore dei media.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F01%2F04%2Flondra-e-partito-l-ecobuild-per-uno-sviluppo-sostenibile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Eurotopten.it: ecco la guida agli elettrodomestici efficienti.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 21:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi deve acquistare un frigorifero nuovo, un televisore, una lavatrice o una stampante e ci tiene a risparmiare energia e a rispettare il più possibile l&#8217;ambiente, è online la nuova versione del sito &#8220;Topten&#8221;. Il sito Topten.info (versione internazionale in tutte le lingue) costituisce una vera e propria guida all&#8217;acquisto consapevole, rivolta ai consumatori, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/29/eurotopten-it-ecco-la-guida-agli-elettrodomestici-efficienti/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Per chi deve acquistare un frigorifero nuovo, un televisore, una lavatrice o una stampante e ci tiene a risparmiare energia e a rispettare il più possibile l&#8217;ambiente, è online la nuova versione del sito &#8220;Topten&#8221;. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5053" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/46-150x120.jpg" alt="" width="139" height="111" />Il sito <a title="Topten" href="http://www.topten.info/" target="_blank" rel="nofollow">Topten.info</a> (versione internazionale in tutte le lingue) costituisce una vera e propria guida all&#8217;acquisto consapevole, rivolta ai consumatori, che con un semplice click possono individuare tra le migliaia di articoli presenti sul mercato, i dieci migliori per ogni categoria, ovvero quelli che a parità di qualità e prestazioni consumano meno energia e hanno un minore impatto sull&#8217;ambiente.</p>
<p>Il sito (in versione italiana <a title="Topten.it" href="http://www.eurotopten.it/" target="_blank"  rel="nofollow">Topten.it</a>) è stato realizzato in 15 paesi europei da un team composto da oltre 20 partner, che riunisce esperti in campo energetico, organizzazioni no profit tra cui il WWF, e associazioni di consumatori.</p>
<p>Il sito ci fornisce una vera e propria “classifica” dei prodotti più efficienti redatta secondo criteri neutrali e trasparenti indicati nel sito stesso, e fornisce specifici “eco-consigli” su come e perché sceglierli, come utilizzarli al meglio e come smaltirli nella maniera<span id="more-5040"></span> corretta.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5043" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/125-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Di ciascuno dei “migliori prodotti” per categoria (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, televisori, lampadine, automobili e apparecchi per ufficio come monitor, stampanti e multifunzione), vengono indicate le funzioni principali, il costo, la marca, ma anche la classe di efficienza energetica, i consumi di energia, quanto ci costeranno in bolletta nell&#8217;intero ciclo di vita del prodotto, e altri parametri ambientali come il consumo di acqua o la rumorosità.</p>
<p>E per avere chiari i vantaggi ambientali, funzionali ed economici della nostra scelta, il sito confronta gli articoli “topten” anche con un ipotetico prodotto inefficiente che garantisce gli stessi servizi ma con consumi maggiori.</p>
<p>Per esempio, un frigorifero in classe A+ fa risparmiare fino al 30% dell&#8217;energia rispetto a uno in classe A, mentre un apparecchio A++ consuma fino al 50% di energia in meno sempre rispetto a un prodotto in classe A.</p>
<p>Una lavatrice efficiente consuma quasi la metà rispetto a un modello inefficiente, e in un anno può quindi evitare il consumo di circa 125 kwh e le emissioni di oltre 55 kg di CO2. Un televisore al plasma utilizza mediamente il doppio dell&#8217;elettricità rispetto a un Lcd di pari dimensioni.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5052" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/215-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> La versione aggiornata di Topten, online in questi giorni, prevede anche una sezione rivolta al delicato settore dell’automobile, sottolineando tuttavia come l’acquisto di un mezzo privato debba sempre essere preceduto da una valutazione delle proprie esigenze di mobilità, che spesso possono essere soddisfatte da alternative sostenibili come la bicicletta, il trasporto pubblico o il car sharing.</p>
<p>In Italia, infatti, il settore dei trasporti è responsabile del 28% delle emissioni di CO2, di cui il 92% attribuibile al trasporto su gomma, ed è italiano il primato europeo per numero di veicoli circolanti a persona, con 58 auto ogni 100 persone.</p>
<p>Nel caso l&#8217;acquisto fosse indispensabile, scegliere un modello Topten, che comprende anche veicoli ibridi, in categorie che vanno dalle citycar a van e station wagon, rappresenta comunque il modo meno impattante sull&#8217;ambiente di avere un&#8217;auto, nell’attesa che il mercato si orienti sempre più verso modelli a trazione elettrica, la cui energia sia prodotta sempre meno dai combustibili fossili e sempre più da un mix energetico basato sulle fonti rinnovabili.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F29%2Feurotopten-it-ecco-la-guida-agli-elettrodomestici-efficienti%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Roma: stop alle “Euro Zero” nelle aree Ztl.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 09:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[A partire da venerdì 1 gennaio 2010 sarà vietato l&#8217;ingresso e la circolazione all&#8217;interno della Ztl dell&#8217;Anello Ferroviario di Roma ai ciclomotori e ai motoveicoli, a due, tre e quattro ruote, con motore &#8220;euro zero&#8221; non conformi alla direttiva 97/24/Ce. Il provvedimento rientra nel quadro generale degli interventi che il Comune di Roma promuove in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/27/roma-stop-alle-%e2%80%9ceuro-zero%e2%80%9d-nelle-aree-ztl/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A partire da venerdì 1 gennaio 2010 sarà vietato l&#8217;ingresso e la circolazione all&#8217;interno della Ztl dell&#8217;Anello Ferroviario di Roma ai ciclomotori e ai motoveicoli, a due, tre e quattro ruote, con motore &#8220;euro zero&#8221; non conformi alla direttiva 97/24/Ce.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5017" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/124-150x150.jpg" alt="" width="134" height="134" />Il provvedimento rientra nel quadro generale degli interventi che il Comune di Roma promuove in favore dell&#8217;ambiente e a salvaguardia della salute dei cittadini.</p>
<p>I ciclomotori e i motoveicoli di vecchia generazione, infatti, emettono una significativa quantità di polveri sottili che incidono sull&#8217;inquinamento atmosferico, spiega il Campidoglio.</p>
<p>Questo nuovo provvedimento dà seguito al processo di contenimento degli agenti inquinanti prodotti dal traffico veicolare, già avviato per ciclomotori e motoveicoli nel 2007 con la restrizione alla circolazione di quelli dotati di motore a 2 tempi euro 0.</p>
<p>Il rispetto della misura adottata e la progressiva sostituzione dei vecchi veicoli contribuirà a ridurre sensibilmente la produzione di polveri sottili e di ossidi di azoto.<span id="more-5016"></span></p>
<p>Potranno circolare all&#8217;interno della Ztl dell&#8217;Anello Ferroviario i motoveicoli classificati di interesse storico-collezionistico iscritti ai Registri riconosciuti dal nuovo codice della strada e ciclomotori e motoveicoli adibiti al trasporto di persone diversamente abili.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5018" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/213-150x150.jpg" alt="" width="131" height="131" />Ai residenti all&#8217;interno della Ztl dell&#8217;Anello Ferroviario sarà consentita la circolazione fino al 30 giugno 2010.</p>
<p>Per facilitare e incoraggiare la sostituzione dei vecchi veicoli sono anche disponibili incentivi economici messi a disposizione dal Ministero dell&#8217;Ambiente.</p>
<p>Per riconoscere la classe ambientale di omologazione è sufficiente controllare la direttiva di riferimento riportata sulla carta di circolazione o sul certificato di idoneità tecnica.</p>
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		<title>New York: bici Duracell per il countodown verso il 2010.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 09:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con le bici Duracell, il countdown al 2010 di New York è amico dell&#8217;ambiente. Si tratta di biciclette che non si muovono e che al posto delle ruote hanno due grandi batterie che producono elettricità. Sono le Power Rovers di Duracell e serviranno per illuminare il conto alla rovescia tipico del Capodanno newyorchese. Quest&#8217;anno, dunque, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/27/new-york-bici-duracell-per-il-countodown-verso-il-2010/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Con le bici Duracell, il countdown al 2010 di New York è amico dell&#8217;ambiente. Si tratta di biciclette che non si muovono e che al posto delle ruote hanno due grandi batterie che producono elettricità.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5012" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/123-150x150.jpg" alt="58961056" width="150" height="150" />Sono le Power Rovers di Duracell e serviranno per illuminare il conto alla rovescia tipico del Capodanno newyorchese.</p>
<p>Quest&#8217;anno, dunque, l&#8217;enorme sfera luminosa che viene calata a Times Square la notte di San Silvestro, ossia, lo spettacolo che attira ogni volta migliaia di persone, si svolgerà all&#8217;insegna del risparmio energetico: le biciclette posizionate nello Smart Power Lab produrranno infatti l&#8217;energia sufficiente per celebrare il tradizionale countdown di New York.</p>
<p>Chiunque si trovasse a passare in zona potrà dare il suo contributo: pedalandoci, le Rover producono energia elettrica che viene incamerata all&#8217;interno delle batterie utilizzate la notte del 31 per illuminare le scritte del countdown.<span id="more-5011"></span></p>
<p>Ogni cittadino newyorchese, dunque, fino a capodanno, può fermarsi e contribuire a produrre elettricità &#8220;pulita&#8221; facendo questa &#8220;pedalata statica&#8221; su uno dei modelli che si trovano nello Smart Power Lab, il parcheggio delle &#8220;bici&#8221; a Times Square. E sentirsi protagonista del primo capodanno americano &#8220;a impatto zero&#8221;.</p>
<p>Si tratta della nuova campagna marketing della Duracell, che unisce uno dei marchi più famosi nel settore delle batterie ad una nuova filosofia green, più sensibile agli sprechi e al risparmio energetico.</p>
<p>Così come accade a Milano con l&#8217;albero Eco-Christmas, con una semplice pedalata cittadini e turisti di Manatthan potranno dar vita ad un Capodanno a impatto zero.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F27%2Fnew-york-bici-duracell-per-il-countodown-verso-il-2010%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>&#8220;Un nuovo &#8216;Friuli&#8217; all&#8217;avanguardia ed ecosostenibile&#8221; .</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 13:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ecologico]]></category>
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		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stadio &#8220;Friuli&#8221; di Udine potrebbe cambiare volto: funzionale, moderno e all&#8217;avanguardia da un punto di vista ecosostenibile. E&#8217; questa l&#8217;idea del sindaco di Udine Furio Honsell, che in una intervista al sito dell&#8217;Anci parla del progetto dello stadio: &#8220;Una grande opportunità che dovrà avere strutture e servizi capaci di far vivere lo stadio 24 [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/23/un-nuovo-friuli-allavanguardia-ed-ecosostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo stadio &#8220;Friuli&#8221; di Udine potrebbe cambiare volto: f<span style="font-weight: bold">unzionale, moderno e all&#8217;avanguardia da un punto di vista ecosostenibile</span>. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4991" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/g3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E&#8217; questa l&#8217;idea del sindaco di Udine Furio Honsell, che in una intervista al sito dell&#8217;Anci parla del progetto dello stadio:</p>
<p>&#8220;Una grande opportunità che dovrà avere strutture e servizi capaci di far vivere lo stadio 24 ore su 24 e di permettere a tutto il complesso di autofinanziarsi&#8221;.</p>
<p>Per Honsell, quindi, lo stadio si farà e pur non fornendo date precise assicura: &#8221;La candidatura per gli Europei del 2016 pone delle scadenze&#8221; e quindi un riferimento temporale preciso.</p>
<p>&#8221;Gli interventi che abbiamo in mente &#8211; spiega il sindaco &#8211; prevedono la realizzazione della copertura totale dell&#8217;impianto e degli sky boxes, oltre al potenziamento dell&#8217;area hospitality.<span id="more-4990"></span></p>
<p>In questo contesto avere strutture e servizi capaci di far vivere lo stadio 24 ore su 24 e di permettere a tutto il complesso di autofinanziarsi è una grande opportunità.</p>
<p>Quello che pretendo, però, è che le opere vengano realizzate seguendo i <span style="font-weight: bold">principi dell&#8217;efficienza energetica e della bioedilizia</span>, rispettando le classi più alte di CasaClima, il modello di certificazione energetica cui abbiamo aderito come Comune&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4992" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/o-150x150.jpg" alt="" width="150" height="129" />Per Honsell il capoluogo friulano &#8221;può diventare un laboratorio in cui sperimentare l&#8217;applicazione dei principi di sostenibilità ed efficienza energetica alla realizzazione di un nuovo stadio&#8221;.</p>
<p>A chi gli domanda se la proprietà dell&#8217;impianto resterà in capo al Comune, il sindaco risponde: &#8221;stiamo aspettando l&#8217;arrivo di una legge nazionale che disciplini i rapporti tra i Comuni e le società sportive professionistiche</p>
<p>e la mia visione è quella di uno stadio concesso in comodato d&#8217;uso con un contratto che preveda la manutenzione straordinaria a carico delle società&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F23%2Fun-nuovo-friuli-allavanguardia-ed-ecosostenibile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		</item>
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		<title>COP15: finalmente c&#8217;è l&#8217;accordo, tra soddisfazione e critiche.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/12/19/cop15-finalmente-ce-laccordo-tra-soddisfazione-e-critiche/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 10:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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		<description><![CDATA[L’accordo è arrivato in serata, in extremis, dopo una intensa giornata di colloqui, tra Usa, Cina, India e Sudafrica, ma quest&#8217;intesa sembra stia lasciando insoddisfatti molti Paesi. Finalmente, il presidente Obama ha trovato un&#8217;intesa con il premier cinese Wen Jiabao, il premier indiano Sing e il leader sudafricano Zuma, sul limite di 2°C da porre [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/19/cop15-finalmente-ce-laccordo-tra-soddisfazione-e-critiche/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’accordo è arrivato in serata, in extremis, dopo una intensa giornata di colloqui, tra Usa, Cina, India e Sudafrica, ma quest&#8217;intesa sembra stia lasciando insoddisfatti molti Paesi. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4854" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />Finalmente, il presidente Obama ha trovato un&#8217;intesa con il premier cinese Wen Jiabao, il premier indiano Sing e il leader sudafricano Zuma, sul <strong>limite di 2°C</strong> da porre all&#8217;innalzamento della temperatura, e su un meccanismo di finanziamento per la riduzione delle emissioni.</p>
<p>Lo stesso funzionario americano ammette che l&#8217;intesa non è sufficiente a combattere i mutamenti climatici, anche se si tratta di &#8220;un primo capitolo importante&#8221;: nessun Paese è completamente soddisfatto, ma questo è &#8220;uno storico passo&#8221; su cui costruire in seguito.</p>
<p>“Il tempo delle parole è scaduto. Non c&#8217;è tempo da perdere”, aveva detto in mattinata il leader della Casa Bianca. L’intesa arriva dopo un&#8217;intensa giornata di colloqui.</p>
<p>Dalla riunione è emersa una nuova bozza che utilizza l&#8217;espressione &#8220;accordo di Copenhagen&#8221; e prevede il taglio delle emissioni di gas serra del 50% entro il<span id="more-4850"></span> 2050 rispetto ai livelli del 1990 per tutti e dell&#8217;80% per i Paesi industrializzati.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4855" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/116-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Quanto ai Paesi industrializzati (i cosiddetti Paesi Annex 1), &#8220;si impegnano a ridurre individualmente o congiuntamente le proprie emissioni dell&#8217;80% entro il 2050&#8243;. Mancano, invece, obiettivi precisi per i Paesi ricchi a medio termine, cioè entro il 2020.</p>
<p>Nel testo si indica, inoltre, l&#8217;obiettivo di &#8220;mantenere l&#8217;aumento della temperatura globale al di sotto dei due gradi centigradi&#8221;. Si tratta di una decisione che va oltre quella di &#8220;non eccedere i due gradi&#8221;, come già previsto al G8 dell&#8217;Aquila e contenuto in una prima bozza apparsa questa mattina.</p>
<p>Sul fronte dei finanziamenti resta indiscusso &#8220;l&#8217;impegno collettivo dei Paesi sviluppati a fornire risorse nuove e aggiuntive per 30 miliardi di dollari per il periodo 2010-2012&#8243;.</p>
<p>Inoltre, &#8220;nel contesto di azioni appropriate per la mitigazione (degli effetti dei cambiamenti climatici, ndr.) e la trasparenza nell&#8217;applicazione, i Paesi sviluppati sostengono l&#8217;obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l&#8217;anno intorno al 2020 per affrontare le necessità dei Paesi in via di sviluppo&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4857" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/41.jpg" alt="" width="214" height="113" />Nella bozza si esorta &#8220;a una revisione di questo accordo e della sua attuazione da completare entro il 2016&#8243;. Tale revisione &#8220;includerebbe la valutazione del rafforzamento dell&#8217;obiettivo di lungo termine di limitare l&#8217;aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi&#8221;.</p>
<p>Nel documento si parla, inoltre, di un &#8220;Copenhagen Climate Fund&#8221;, che sarà &#8220;un&#8217;entità di meccanismo finanziario per sostenere i progetti, i programmi e le politiche nei Paesi in via di sviluppo della Convenzione&#8221;. Prevista, infine, la creazione di un &#8220;Meccanismo tecnologico per il trasferimento di tecnologia ai Paesi in via di sviluppo&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F19%2Fcop15-finalmente-ce-laccordo-tra-soddisfazione-e-critiche%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Coop: &#8220;Consumatori sempre più sensibili al risparmio energetico&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 16:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crescono i consumatori attenti (+8%), diminuiscono gli &#8220;spreconi&#8221; (-8%). Le famiglie hanno migliorato complessivamente i propri comportamenti: il 94% è attento agli sprechi energetici, il 47% afferma di favorire i mezzi pubblici, il 19% ha detto no all&#8217;acqua minerale a favore dell&#8217;acqua di rubinetto. E&#8217; questo il primo bilancio della campagna Coop &#8216;Risparmia le energie&#8217;. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/18/coop-consumatori-sempre-piu-sensibili-al-risparmio-energetico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Crescono i consumatori attenti (+8%), diminuiscono gli &#8220;spreconi&#8221; (-8%). </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4842" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/115-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Le famiglie hanno migliorato complessivamente i propri comportamenti: il 94% è attento agli sprechi energetici, il 47% afferma di favorire i mezzi pubblici, il 19% ha detto no all&#8217;acqua minerale a favore dell&#8217;acqua di rubinetto. </p>
<p>E&#8217; questo il primo bilancio della campagna Coop &#8216;Risparmia le energie&#8217;. Partita esattamente un anno fa (novembre 2008), la campagna ha coinvolto 2500 famiglie in tutta Italia con lo scopo di monitorare le abitudini energetiche delle famiglie italiane e di migliorarle.</p>
<p>La durata di un anno (novembre 2008/novembre 2009) ha permesso alle famiglie partecipanti di apprendere e mettere in pratica comportamenti volti al risparmio energetico, partecipando a una vera e propria community on line sul sito <a href="http://www.risparmialeenergie.e-coop.it/" rel="nofollow" target=_blank >www.risparmialeenergie.e-coop.it</a>. <span id="more-4840"></span></p>
<p>C&#8217;è chi ha fatto a meno dell&#8217;auto privata a vantaggio dei mezzi pubblici, chi preferisce il detersivo alla spina, chi preferisce i prodotti a basso impatto ambientale (km zero, Ecolabel, Fsc) e via di questo passo.</p>
<p>A sovrintendere alla campagna un Comitato Scientifico (convocato anche per valutare i comportamenti delle famiglie) formato da rappresentanti delle più importanti associazioni ambientaliste come Wwf, Greenpeace e Legambiente, un membro del Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti) e un rappresentante del ministero dell&#8217;Ambiente.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4843" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/28-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ad un anno di distanza, è stata fotografata la performance energetica delle 2.500 famiglie con risultati positivi. A confronto i dati rilevati con i questionari iniziali e i report finali.</p>
<p>Dalle famiglie arrivano sostanzialmente buone notizie: crescono i consumatori attenti (erano l&#8217;89% a inizio campagna, ora salgono al 97%), diminuiscono gli &#8220;spreconi&#8221; (erano il 10%, scendono al 2%), mentre la quota di consumatori efficienti rimane sostanzialmente immutata (dall&#8217;1% iniziale al 2% di fine campagna).</p>
<p>In particolare la maggior parte delle famiglie dimostra una grande attenzione per il risparmio energetico riguardante elettrodomestici (il 95% sostiene di avere tutti gli elettrodomestici in classe A o superiore) e sprechi energetici (il 94% afferma di stare molto attento all&#8217;eliminazione degli stand-by e degli sprechi in generale).</p>
<p>Nel campo dei rifiuti la stragrande maggioranza (97%) effettua la raccolta differenziata, ma la percentuale scende (88%) alla domanda se si fa attenzione durante gli acquisti a prodotti con pochi imballaggi, sfusi, ecc&#8230;</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4846" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/34-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8221;Questa campagna ha dimostrato come l&#8217;informazione e la formazione possano cambiare le abitudini delle famiglie e incidere sui comportamenti concreti nella vita di tutti i giorni. E&#8217; l&#8217;altra faccia di Copenhagen, se vogliamo estremizzare&#8221; spiega Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc (Associazione nazionale cooperative di consumatori).</p>
<p>Dopo un anno di campagna, il nostro obiettivo è da un lato quello di continuare a dialogare con la community che si è creata e dall&#8217;altra contribuire a diffondere le buone pratiche attivate mettendo a disposizione di tutti attraverso la rete l&#8217;esperienza fin qui fatta e le concrete indicazioni per risparmiare&#8221;.</p>
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		<title>Clima: i leader UE non sanno accordarsi sugli aiuti ai paesi poveri.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 19:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4449" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/15-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> E ancora le trattative sono in corso: al vertice dell&#8217;Unione europea, sono i paesi &#8220;grandi&#8221; a non tirare ancora fuori le cifre per il fondo &#8220;Fast Start&#8221; &#8211; destinato agli aiuti per i Paesi in Via di Sviluppo &#8211; che l&#8217;Ue vorrebbe portare trionfalmente sul tavolo della Conferenza sul clima di Copenhagen.</p>
<p>Il fondo dovrebbe servire per gli aiuti immediati (periodo 2010-2012) per il trasferimento di tecnologie pulite, la riduzione delle emissioni di gas serra e l&#8217;adattamento alle conseguenze del cambiamento climatico.</p>
<p>Secondo le stime della Commissione europea, sarebbero necessari dai 5 ai 7 miliardi di euro nel triennio. Ma secondo fonti diplomatiche, Italia, Germania e Francia<span id="more-4447"></span> non hanno voluto per ora dare cifre precise. I negoziati fra gli sherpa sono continuati durante la notte.</p>
<p>Il successo dell&#8217;iniziativa del &#8220;Fast Start&#8217;&#8221;, in realtà, serve anche come diversivo: per sviare l&#8217;attenzione dal fatto che, a questo vertice, i Ventisette hanno riunciato a indicare le cifre dei ben più ingenti finanziamenti di medio e lungo termine (2013-2020) ai Paesi in Via di Sviluppo .</p>
<p>Sarà questo uno dei nodi più difficili da sciogliere a Copenhagen. Intanto nella capitale danese la parola d&#8217;ordine dei Pvs è &#8220;Kyoto non si tocca&#8221;, almeno per ora. Capeggiati da Cina e India, i Paesi in Via di Sviluppo non intendono sottostare al diktat dei più ricchi.</p>
<p>Un testo confidenziale elaborato dalla Cina in accordo con India, Brasile, Sudafrica e Sudan insiste sulla validità del protocollo di Kyoto, chiede ai Paesi industrializzati di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 40% entro il 2020 rispetto al 1990, e chiede agli Usa di adeguarsi &#8220;agli sforzi degli altri&#8221;, con tagli &#8220;a livello nazionale&#8221; e non compensazioni oltre le frontiere americane. Quanto ai più poveri, si mette in chiaro, &#8220;la priorità assoluta resta lo sviluppo economico e lo sradicamento della povertà&#8221;.</p>
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		<title>Il supercomputer tedesco per prevedere i cambiamenti climatici.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 19:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una grande novità che testimonia i continui progressi dell&#8217;informatica, che ora si mette al servizio dell&#8217;ambiente. Scienziati tedeschi hanno inaugurato il più potente computer al mondo per la previsione dei cambiamenti climatici. Il calcolatore, costruito nel Centro informatico tedesco per il clima (Dkrz) di Amburgo, può produrre qualsiasi previsione sul cambiamento climatico in tutte [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/10/supercomputer-tedesco-per-prevedere-i-cambiamenti-climatici/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E&#8217; una grande novità che testimonia i continui progressi dell&#8217;informatica, che ora si mette al servizio dell&#8217;ambiente. Scienziati tedeschi hanno inaugurato il più potente computer al mondo per la previsione dei cambiamenti climatici. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4282" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/13-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Il calcolatore, costruito nel Centro informatico tedesco per il clima (Dkrz) di Amburgo, può produrre qualsiasi previsione sul cambiamento climatico in tutte le aree del pianeta.</p>
<p>Secondo gli scienziati, l&#8217;eco-calcolatore può elaborare molte più informazioni dettagliate sul clima rispetto a quanto fosse possibile fare fino ad oggi.</p>
<p>&#8220;E&#8217; il più grande computer del mondo dedicato esclusivamente alla ricerca sul cambiamento climatico&#8221;, ha dichiarato durante l&#8217;inaugurazione il ministro per la Scienza, Annette Schavan.</p>
<p>Il supercomputer, costato 35 milioni di euro, sarà operativo da aprile, ma la sua inaugurazione è stata volutamente anticipata perchè coincidesse con il vertice sul clima di Copenaghen in corso in questi giorni. Il computer ha una potenza di 160 teraflops ed è 60 volte più veloce rispetto agli attuali calcolatori, riuscendo a calcolare 10 volte più dati<span id="more-4281"></span> e salvando 10.000 terabytes ogni anno. </p>
<p>Il supercomputer avrà bisogno di una grande quantità di energia per funzionare, ma gli esperti del centro assicurano che per alimentarlo verrà usata soltanto energia &#8220;verde&#8221;, prodotta dal vento o da altre fonti rinnovabili.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4284" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/31-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E a proposito del vertice di Copenhagen, Confagricoltura rimarca il ruolo determinante del settore agricolo nella questione del cambiamento climatico, proprio mentre si entra nel vivo dei lavori del Vertice COP15 di Copenaghen.</p>
<p>&#8221;Presentando il 15 ottobre scorso le nostre &#8216;tesi&#8217; sull&#8217;ambiente &#8211; ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Vecchioni- abbiamo già richiesto ai nostri rappresentanti al Vertice maggiore attenzione al settore agricolo&#8221;.</p>
<p>&#8221;Lo rimarchiamo oggi, per ricordare che le campagne &#8211; responsabili per meno del 10% del totale dei gas serra in Europa e per meno del 7% in Italia &#8211; hanno già contribuito notevolmente a contenere le emissioni all&#8217;origine del cambiamento climatico, anche attraverso la Pac&#8221;.</p>
<p>Negli anni scorsi, mentre in Italia le emissioni di gas serra sono aumentate di oltre il 7%, quelle dovute all&#8217;agricoltura sono scese oltre l&#8217;8%. Ed in Europa il calo è stato anche superiore.</p>
<p>&#8221;Confidiamo che in questo summit si prenda consapevolezza di queste cifre &#8211; ha concluso Vecchioni &#8211; e siamo certi che si vorrà puntare ancora di più sull&#8217;agricoltura e sulle sue imprese che a vario titolo, dall&#8217;adozione di pratiche eco compatibili alla produzione di energia rinnovabile, già sono protagoniste a pieno titolo della sfida al cambiamento climatico&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F10%2Fsupercomputer-tedesco-per-prevedere-i-cambiamenti-climatici%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>L’India si impegna contro la CO2 valorizzando il solare.</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 06:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;India è pronta a impegnarsi per un &#8220;obiettivo globale ambizioso&#8221; di riduzione delle emissioni di gas serra, a condizione che si raggiunga un accordo &#8220;equo&#8221; per la ripartizione degli oneri. Dopo quelle di Stati Uniti e Cina, è arrivata anche l&#8217;apertura del primo ministro indiano, Manmohan Singh, che in un discorso al vertice del Commonwealth [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/03/anche-l%e2%80%99india-si-impegna-contro-la-co2-valorizzando-il-solare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;India è pronta a impegnarsi per un &#8220;obiettivo globale ambizioso&#8221; di riduzione delle emissioni di gas serra, a condizione che si raggiunga un accordo &#8220;equo&#8221; per la ripartizione degli oneri. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4123" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/h4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Dopo quelle di Stati Uniti e Cina, è arrivata anche l&#8217;apertura del primo ministro indiano, Manmohan Singh, che in un discorso al vertice del Commonwealth a Port of Spain, la capitale di Trinidad e Tobago, ha promesso aperture in vista della conferenza Onu di Copenhagen.</p>
<p>&#8220;L&#8217;India è pronta ad accettare obiettivi ambiziosi per la riduzione di emissioni di gas serra, purché accompagnata da una ripartizione equa degli oneri&#8221;, ha affermato Singh.</p>
<p>Il gigante dell&#8217;Asia del sud è il quarto inquinatore mondiale dopo Stati Uniti, Cina, e Russia ed è l&#8217;unico a non aver assunto un impegno preciso in vista della conferenza sul dopo-Kyoto nella capitale danese, anche se si parla di una disponibilità di massima a ridurre le emissioni nel decennio del 20-25%.<span id="more-4121"></span></p>
<p>Il ministro dell&#8217;Ambiente di New Delhi, Jairam Ramesh, ha osservato davanti ai colleghi del Commonwealth che dopo l&#8217;impegno sul clima assunto dalla Cina &#8220;la sveglia è suonata anche per l&#8217;India&#8221;. Nel suo intervento, il premier indiano ha però lamentato che &#8220;il problema dei cambiamenti climatici sta diventando un pretesto per perseguire politiche protezionistiche con un marchio verde&#8221;. </p>
<p>Questo &#8220;sarebbe contrario allo spirito della Convenzione quadro dell&#8217;Onu (Unfccc) e anche una violazione degli accordi nel Wto&#8221;. Singh ha auspicato che a Copenhagen si raggiunga un accordo complessivo su &#8220;tutti gli elementi interdipendenti&#8221; come la riduzione dei gas serra, l&#8217;adattamento delle politiche, i finanziamenti e la tecnologia. &#8220;Siamo contrari a un accordo parziale&#8221;, ha insistito.</p>
<p>A margine del summit, il premier indiano ha incontrato il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico Gordon Brown che hanno invitato Singh a partecipare al vertice di Copenhagen.</p>
<p>Dal vertice delle ex colonie britanniche è venuto un messaggio di ottimismo per la conferenza Onu di Copenhagen, in programma dal 7 al 18 dicembre. Il segretario generale dell&#8217;Onu, Ban Ki-Moon, ha affermato che un accordo preliminare in vista di un trattato legalmente vincolante è &#8220;a portata di mano&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4124" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/india-150x150.jpg" alt="" width="150" height="157" />A suo avviso &#8220;l&#8217;obiettivo comune deve essere quello di arrivare a gettare le basi per un trattato legalmente vincolante sui mutamenti climatici da adottare al più presto possibile nel corso del 2010&#8243;.</p>
<p>&#8220;Sono fiducioso e ottimista, ogni settimana registriamo promesse e impegni da parte di paesi industrializzati, di Paesi emergenti e di Paesi in via di sviluppo, penso che un accordo sia a portata di mano&#8221;. I piani dell’India (definiti “di durata trentennale”) si legano ad una prospettiva energetica nuova, attraverso lo sfruttamento più massiccio dell’energia solare.</p>
<p>Avremmo così due fasi: la prima prevede l’installazione di 1-1,5 Gw di potenza solare già entro il 2012, con la speranza che i costi possano diminuire con l’aumentare della domanda; la seconda i già esposti 20 Gw nel 2022. Inoltre il Governo punterà agli incentivi per costruire un mini-impianto solare domestico,<strong> </strong>così da alleggerire la richiesta di elettricità alla rete nazionale da parte dei singoli cittadini.</p>
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		<title>Toscana: grandi investimenti occupazionali nell’ambiente.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Per il periodo 2007-2010 la Regione ha stanziato 679 milioni di euro destinati alle politiche ambientali, e finora ne ha già impegnati 226. Questi finanziamenti hanno creato 5000 nuovi posti di lavoro nel settore ambientale». Le cifre sono state fornite dall&#8217;assessore regionale all&#8217;energia e all&#8217;ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso del suo intervento alla XIV [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/29/toscana-grandi-investimenti-occupazionali-nell%e2%80%99ambiente/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>«Per il periodo 2007-2010 la Regione ha stanziato 679 milioni di euro destinati alle politiche ambientali, e finora ne ha già impegnati 226. Questi finanziamenti hanno creato 5000 nuovi posti di lavoro nel settore ambientale».</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4062" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/livorno_web-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Le cifre sono state fornite dall&#8217;assessore regionale all&#8217;energia e all&#8217;ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso del suo intervento alla <em>XIV Conferenza regionale sull&#8217;ambiente</em>, in corso di svolgimento nella terza ed ultima giornata dei <em>Green days della sostenibilità</em>, organizzati dalla Regione Toscana alla Fortezza da Basso di Firenze.</p>
<p>Tra le nuove opportunità di lavoro l&#8217;assessore Bramerini ha richiamato quelle dei giovani ricercatori occupati dal Lamma (il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile) in seguito alla creazione del consorzio tra Regione e Cnr, in un Paese dove alla ricerca si destinano risorse irrisorie.</p>
<p>L&#8217;assessore ha ripercorso poi le numerose riforme attuate dalla Regione in questa legislatura: quella del settore rifiuti, con l&#8217;accorpamento degli Ato; quella dell&#8217;Arpat diventata un&#8217;agenzia al servizio del territorio a cui sono stati affidati i compiti di monitoraggio, prevenzione e repressione in materia di ambiente; quella di semplificazione della normativa<span id="more-4063"></span> energetica che ha introdotto facilitazioni per chi vuole installare impianti ad energie rinnovabili; il Piano per la qualità dell&#8217;aria; il Piano energetico regionale; le linee guida per i termovalorizzatori; gli accordi con Enel per disciplinare lo sfruttamento geotermmico. </p>
<p>Tra i provvedimenti attualmente all&#8217;esame del Consiglio regionale, figurano invece la legge sulla qualità dell&#8217;aria e quella sulle Valutazioni strategica e di impatto ambientale.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4064" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/toscana2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />«Occorre considerare &#8211; ha concluso l&#8217;assessore Bramerini &#8211; l&#8217;ambiente non come un settore separato, ma il filo conduttore delle politiche regionali. Dobbiamo poi essere capaci di far compiere alla concertazione un salto di qualità, facendo sì che ciascuno non rimanga prigioniero del ruolo che ci siamo assegnati».</p>
<p>L&#8217;assessore regionale alla difesa del suolo e servizio idrico integrato, Marco Betti, ha sottolineato l&#8217;impegno della Regione nei settori ambientali di sua competenza. «Negli ultimi sei anni &#8211; ha detto Betti &#8211; la Regione ha stanziato 110 milioni di euro per interventi di difesa delle nostre coste e in questo momento sono in corso importanti lavori nelle province di Grosseto e Massa Carrara.</p>
<p>Per tutelare l&#8217;ambiente servono però investimenti sempre crescenti, ma il Governo ha chiuso i finanziamenti. Nel settore della depurazione abbiamo richiesto una sua compartecipazione per un terzo dei 300 milioni di progetti che abbiamo, senza ricevere risposta alcuna, tanto che saremo costretti ad intervenire con fondi esclusivamente regionali».</p>
<p>L&#8217;assessore Betti è tornato infine sul decreto Ronchi per la cosiddetta privatizzazione dell&#8217;acqua, osservando che non può essere né privatizzata né venduta, ma al massimo ceduta a prezzo di costo di produzione e che deve essere considerata come un diritto per tutti e non alla stregua di una merce.</p>
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		<title>Ora la Cina raddoppia obiettivi vincolanti su gas serra.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cina ha presentato ieri il suo primo piano per contenere le emissioni responsabili dell’effetto serra, con una lista di obiettivi «vincolanti» che il premier cinese Wen Jiabao (foto) porterà ai colloqui internazionali  a Copenhagen. La Cina, Paese al primo posto nell’emissione di gas da attività umane che contribuiscono al riscaldamento del pianeta, si ripropone [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/27/ora-la-cina-raddoppia-obiettivi-vincolanti-su-gas-serra/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La Cina ha presentato ieri il suo primo piano per contenere le emissioni responsabili dell’effetto serra, con una lista di obiettivi «vincolanti» che il premier cinese Wen Jiabao (foto) porterà ai colloqui internazionali  a Copenhagen.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4042" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/g2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La Cina, Paese al primo posto nell’emissione di gas da attività umane che contribuiscono al riscaldamento del pianeta, si ripropone di ridurre l’anidride carbonica emessa da ogni unità del prodotto interno lordo dal 40 al 45% entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua citando il Consiglio di Stato.</p>
<p>Pechino ha anche precisato che questo impegno è un «obiettivo vincolante» e che ricorrerà a provvedimenti come la tassazione e misure finanziarie per raggiungerlo mentre il Consiglio di Stato, citato da Xinhua, ha detto che il Paese dovrà affrontare «enormi pressioni e notevoli problemi» per raggiungere l’obiettivo.</p>
<p>La Cina ha anche ribadito l’obiettivo di garantire entro il 2020 che il 15% del consumo totale di carburante avvenga con carburanti non-fossili. «Questa è un’iniziativa volontaria intrapresa dal governo cinese in base alle sue proprie condizioni nazionali ed è un grosso <span id="more-4041"></span>contributo allo sforzo globale per contrastare i cambiamenti climatici» ha detto ancora l’agenzia citando il Consiglio. L’obiettivo indicato è in linea con quanto previsto dagli esperti.</p>
<p>Un deciso impegno da parte della Cina rafforzerà probabilmente gli sforzi per raggiungere un accordo al vertice previsto per il mese prossimo in Danimarca. Le trattative pre Copenhagen sinora hanno conosciuto un lungo stallo a causa dei contrasti fra Paesi ricchi e in via di sviluppo su chi, e quanto, debba ridurre le emissioni. E a chi tocchi pagare.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4043" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/inquinamento_cinese_carbone_cinese_inquinamento_atmosferico_cina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La svolta cinese segue quella annunciata ieri dagli Stati Uniti e ai colloqui diretti tra Barack Obama e Wen Jiabao di qualche giorno fa.</p>
<p>Si tratta di obiettivi inferiori rispetto a quelli adottati dall’Ue, soprattutto perché questa li parametra rispetto alle emissioni di partenza del 1990, mentre Usa e Cina fanno calcoli sul 2005.</p>
<p>Mentre l’Ue si pone l’obiettivo del 20 per cento in meno (base 1990) di emissioni entro il 2020, il piano Usa parla del 17 per cento in meno (base 2005) sempre entro il 2020.</p>
<p>In ogni caso Europa e Usa parlano la stessa lingua, calcolando la quantità di emissioni in cosiddette “tonnellate equivalenti”, cioé “pesando” l’anidride carbonica emessa complessivamente.</p>
<p>La Cina invece lega le emissioni alla crescita della propria economia e adotta come parametro la “carbon intensity”, vale a dire l’ammontare dell’anidride carbonica emessa per ogni unità di crescita del prodotto interno lordo. Ridurre la “carbon intensity” permette alla Cina di introdurre un parametro che tiene conto della sua priorità di non deprimere l’economia.</p>
<p>La domanda è: a quanto equivale la promessa della Cina, calcolata secondo i parametri europei e americani? Difficile dirlo: c’è chi azzarda un 10-12 per cento. Altri invece fanno notare che se il Pil cinese aumentasse ai ritmi precedenti la crisi le emissioni addirittura potrebbero aumentare. In ogni caso c’è molta differenza tra il 40 e il 45 per cento, le due cifre ipotizzate oggi dal premier cinese. Nel primo caso non vi sarebbe praticamente nessuna riduzione, nel secondo si avrebbe una sensibile discesa.</p>
<p>Va anche valutato che Cina e Usa producono insieme circa il 40 per cento di tutte le emissioni del pianeta, per cui riduzioni percentualmente piccole di gas serra sarebbero in assoluto maggiori di quelle di quasi tutti gli altri paesi.</p>
<p>Resta il fatto storico che la  Cina abbia accettato un controllo vincolante sulla propria economia.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4045" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/inquinamento1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Malgrado la svolta cinese e americana, il vertice Onu di Copenhagen sul riscaldamento globale si annuncia particolarmente difficile perché al momento sembra lontana la possibilità di sottoscrivere un accordo sul modello del protocollo di Kyoto che preveda sanzioni per i produttori di gas serra che non rispettano gli obiettivi.</p>
<p>Inoltre, le posizione europee sono ancora lontane da quelle dei Paesi emergenti e degli stessi Usa. E all’interno dell’Ue l’Italia è tra i paesi che frenano maggiormente.</p>
<p>Ieri il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, nell’annunciare la presenza del premier Silvio Berlusconi al vertice ha anticipato che l’Italia «farà il suo ruolo ma non accetterà un protocollo di Kyoto 2», con alcuni paesi vincolati «legalmente e altri soltanto politicamente». Altri governi europei ritengono invece che la Ue possa ugualmente impegnarsi a ridurre fortemente le emissioni di anidride carbonica e che questa posizione costringa poi l’industria e la finanza mondiali ad adeguarsi.</p>
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		<title>Legambiente: 1200 nuovi alberi piantati in oltre 80 aree nel Lazio.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obiettivo dell&#8217;iniziativa è riportare l&#8217;attenzione verso il verde pubblico e i mutamenti climatici, insegnando quanto sia utile e tangibile piantare un albero per combattere l&#8217;effetto serra. Da qualche giorno a Roma e nel Lazio si respira meno anidride carbonica e più ossigeno. Questo grazie ai 1200 nuovi alberi messi a dimora in oltre 80 aree [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/26/lazio-legambiente-1200-nuovi-alberi-piantati-in-oltre-80-aree/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Obiettivo dell&#8217;iniziativa è riportare l&#8217;attenzione verso il verde pubblico e i mutamenti climatici, insegnando quanto sia utile e tangibile piantare un albero per combattere l&#8217;effetto serra.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4030" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/co2_legambiente-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Da qualche giorno a Roma e nel Lazio si respira meno anidride carbonica e più ossigeno.</p>
<p>Questo grazie ai 1200 nuovi alberi messi a dimora in oltre 80 aree dai 10mila volontari che hanno partecipato alla XV edizione della &#8221;Festa dell&#8217;Albero&#8221;, la campagna di Legambiente per la piantumazione di arbusti, piante e fiori.</p>
<p>Mille alberi sono stati messi a disposizione nella Capitale dell&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente del Comune di Roma e 200, nel Lazio, dal Corpo Forestale dello Stato.</p>
<p>E&#8217; quanto riferisce Legambiente Lazio spiegando che con l&#8217;iniziativa sono state rinverdite non solo numerose aree sparse per Roma, ma anche nel resto della Regione, coinvolgendo località come Rieti, Monterotondo (Roma), Marino (Roma), Latina, Ripi (Frosinone),<span id="more-4031"></span> Cassino (Frosinone) e Formia (Latina), grazie a scuole, Comitati, Associazioni e ai Circoli di Legambiente.</p>
<p>La scrittrice Susanna Tamaro, che agli alberi ha dedicato il suo ultimo romanzo &#8221;Il Grande Albero&#8221; (edizione Salani), è stata la madrina di questa edizione della campagna di Legambiente. Nel corso dell&#8217;iniziativa odierna la scrittrice ha letto alcuni brani del suo ultimo libro e ha dialogato con i presenti, specie con i bambini ed i ragazzi. </p>
<p>La giornata è stata infine completata da momenti informativi sulle buone pratiche per la lotta ai cambiamenti del clima, come la riduzione dei rifiuti e la diffusione delle energie rinnovabili, nonché da puri momenti di convivialità.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4032" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/forestecasentinesi-alberi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8221;L&#8217;adesione alla storica festa dell&#8217;albero da parte dei cittadini è stata straordinaria, con il semplice e concreto gesto di piantare un albero migliaia di persone hanno contributo non solo a rinverdire le nostre città, ma anche a combattere l&#8217;effetto serra &#8211; ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio &#8211; Anche cosi Legambiente vuole chiedere ai governanti che parteciperanno al vertice di Copenhagen un accordo vincolante sulla riduzione dei gas serra&#8221;.</p>
<p>&#8220;A Roma &#8211; ha proseguito Parlati &#8211; e nelle altre città servono azioni urgenti in tal senso sul fronte del traffico, del risparmio e dell&#8217;efficienza energetica, dei consumi ma anche con iniziative a tutela del verde urbano, di riforestazione, con nuovi regolamenti in materia. Un enorme ringraziamento va alla scrittrice Susanna Tamaro che, con la sua presenza, ha sostenuto e testimoniato l&#8217;amore per gli alberi e la natura&#8221;. La  Festa dell&#8217;Albero continuerà anche nei prossimi giorni in più zone.</p>
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		<title>Il futuro è elettrico: Renault conferma la E-mobility.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mercato dell&#8217;auto sta andando incontro a dei profondi cambiamenti, verso lo sviluppo di motorizzazioni verdi. Sul futuro delle quattro ruote si è discusso nel corso della prima tappa dell&#8217;Osservatorio sull&#8217;auto elettrica. &#8221;Il compito di un costruttore di auto, oggi, è quello di affrontare col massimo impegno le sfide del controllo delle emissioni, della riduzione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/23/il-futuro-e-elettrico-renault-conferma-la-e-mobility/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il mercato dell&#8217;auto sta andando incontro a dei profondi cambiamenti, verso lo sviluppo di motorizzazioni verdi. Sul futuro delle quattro ruote si è discusso nel corso della prima tappa dell&#8217;<em>Osservatorio sull&#8217;auto elettrica</em>.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3776" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-elettrica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8221;Il compito di un costruttore di auto, oggi, è quello di affrontare col massimo impegno le sfide del controllo delle emissioni, della riduzione degli impatti ambientali nel settore dei trasporti e dell&#8217;uso di fonti di energia rinnovabili&#8221; ha affermato Jacques Bousquet, direttore generale di Renault Italia.</p>
<p>&#8221;E&#8217; per questo &#8211; ha spiegato &#8211; che noi di Renault abbiamo deciso di puntare sull&#8217;auto elettrica, stanziando 4 miliardi di euro di ricerca volti a garantire che il veicolo elettrico diventi finalmente una realtà.</p>
<p>Unica soluzione di mobilità ad impatto nullo per l&#8217;ambiente, la gamma di veicoli &#8220;zero emissioni&#8221; che commercializzeremo dal 2011 rappresenterà una svolta,<span id="more-3775"></span> consentendo di offrire una mobilità sostenibile a tutti&#8221;.</p>
<p>Alla diffusione di questo nuovo modello di mobilità, secondo il direttore generale Renault Italia &#8220;devono partecipare più attori: produttori di energia, Governi centrali e Istituzioni locali. In quest&#8217;ottica s&#8217;inserisce anche l&#8217;accordo siglato con A2A per i progetti pilota sulle città di Milano e Brescia&#8221;.</p>
<p>Attualmente i veicoli ibridi ed elettrici rappresentano solo una piccola frazione del parco macchine circolante. Ad esempio in Germania su 50 milioni di auto, solo 1.500 sono elettriche, mentre 22.300 sono le ibride.</p>
<p>Ma, secondo la ricerca, la crescente attenzione dei consumatori nei confronti dell&#8217;ambiente, i limiti legislativi sempre più stringenti, la volatilità del prezzo del gas e del petrolio, contribuiranno sicuramente ad un incremento della domanda di veicoli elettrici entro il 2020, andando ad incidere soprattutto sul segmento degli spostamenti su brevi distanze.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3780" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-elettrica3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ma vanno superate le principali barriere alla diffusione dell&#8217;elettrico, come i costi ancora elevati dei veicoli elettrici, il limitato numero di modelli, la carenza infrastrutturale e una mancanza di incentivi governativi e di sussidi per l&#8217;acquisto.</p>
<p>Nonostante i governi degli Stati Uniti e dell&#8217;Europa occidentale supportino lo sviluppo della tecnologia EV (Eletric Vehicles), solo Francia, Inghilterra e Cina offrono dei sussidi.</p>
<p>&#8221;Noi operatori elettrici dobbiamo essere pronti &#8211; commenta Giuliano Zuccoli, presidente del Consiglio di Gestione A2A &#8211; dobbiamo essere facilitatori del salto tecnologico, dotando per tempo le città delle infrastrutture necessarie.</p>
<p>Questo progetto pilota nei Comuni di Milano e di Brescia (e in prospettiva a tutti i Comuni dove A2A è presente: Bergamo, Como, Monza, ecc.) potrà porsi all&#8217;avanguardia nella sperimentazione con le più sensibili capitali europee (Berlino, Londra, Parigi)&#8221;.</p>
<p>E l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente del Comune di Milano, Paolo Massari, ha ribadito &#8221;il Comune di Milano inquadra la promozione dell&#8217;auto elettrica tra le misure per concorrere alla riduzione dell&#8217;inquinamento locale da polveri fini e alla mitigazione dei effetti climatici dei gas climalteranti, attraverso progetti e-mobility rivolti al settore pubblico e all&#8217;utenza privata&#8221;.</p>
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		<title>Helsinki, la città più ecosostenibile dell’intera Europa.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grandi aree verdi, lunghe piste ciclabili, scarsi livelli di inquinamento, risparmio energetico e raccolta differenziata. Sono queste le caratteristiche che fanno di Helsinki la città più ecosostenibile di tutta l&#8217;Europa secondo il Global city report stilato ad ottobre da Scenari Immobiliari. Non solo. La capitale finlandese brilla anche per efficienza nei servizi ai cittadini e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/22/helsinki-la-piu-ecosostenibile-dell%e2%80%99intera-europa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Grandi aree verdi, lunghe piste ciclabili, scarsi livelli di inquinamento, risparmio energetico e raccolta differenziata.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3700" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/helsinki-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sono queste le caratteristiche che fanno di Helsinki la città più ecosostenibile di tutta l&#8217;Europa secondo il Global city report stilato ad ottobre da Scenari Immobiliari.</p>
<p>Non solo. La capitale finlandese brilla anche per efficienza nei servizi ai cittadini e attenzione alle fasce deboli della popolazione, con il sostegno al social housing e contributi statali ai contratti di affitto.</p>
<p>Aspetti che non sono sfuggiti agli investitori che negli ultimi anni stanno puntando sempre di più su Helsinki.</p>
<p>Tra il 2001 e il 2008 il mercato immobiliare ha registrato una vera e propria impennata, influendo anche sui prezzi medi degli immobili di buon livello, aumentati di<span id="more-3699"></span> circa il 55%.</p>
<p>Tra le zone più richieste dagli investitori stranieri c&#8217;è Kamppi, al centro della capitale filandese e dotata di un gran numero di servizi commerciali. In questa area gli appartamenti di alto livello hanno un costo che si aggira dai 3100 ai 4800 euro al mq.</p>
<p>Più economici (circa 3000 euro al mq) ma ugualmente molto richiesti sono infine gli immobili situati nei quartieri di Ruoholati e Kallio.</p>
<p>Già nel 2008 è stato perfezionato il progetto “Eco Viikki”: è un quartiere residenziale vicino Helsinki, fulcro di un progetto di sviluppo urbanistico eco-sostenibile, con case realizzate in materiali isolanti e progettate per avere molti spazi destinati ad attività comuni, come le saune e le lavanderie, risparmiando sul consumo energetico di tanti spazi singoli.</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3704" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/helsinki23-150x150.jpg" alt="" width="139" height="148" /></p>
<p style="text-align: left">Gli altri centri urbani europei invece arrancano, assediati da smog, traffico, con poco verde, poca qualità urbana, poca raccolta differenziata e tanta spazzatura, senza isole pedonali e con pochissime piste ciclabili.</p>
<p>Le città italiane non escono molto bene dal confronto, vedi Milano e Napoli. Roma e Milano si salvano nel trasporto pubblico, e Milano in più ha una discreta raccolta differenziata (che però sembra scemare); Roma ha fatto un ottimo investimenti nel solare sugli edifici pubblici. Segnali buoni, ma nel confronto con le altre città sulla vivibilità metropolitana europea si può ancora migliorare.</p>
<p align="center">
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		<title>Marcegaglia: “Sì a risparmio energetico, ma no a idea sanzioni”.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 12:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il risparmio energetico è un obiettivo che deve essere perseguito dalle industrie, soprattutto le Pmi (piccole e medie imprese), “ma non vi devono essere atteggiamenti punitivi. La logica deve essere quella dell&#8217;auto-regolazione”. Lo afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo al convegno “Dalla responsabilità d&#8217;impresa all&#8217;economia sociale”, ribadendo quindi un netto &#8220;no alla logica [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/21/marcegaglia-%e2%80%9csi-a-risparmio-energetico-ma-no-a-idea-sanzioni%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I</strong><strong>l risparmio energetico è un obiettivo che deve essere perseguito dalle industrie, soprattutto le Pmi (piccole e medie imprese), “ma non vi devono essere atteggiamenti punitivi. La logica deve essere quella dell&#8217;auto-regolazione”.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3693" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/marcegaglia_emma-150x150.jpg" alt="" width="170" height="170" />Lo afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo al convegno “Dalla responsabilità d&#8217;impresa all&#8217;economia sociale”, ribadendo quindi un netto &#8220;no alla logica delle sanzioni e punizioni, altrimenti il processo rischia di sgonfiarsi&#8221;.</p>
<p>Le industrie italiane, soprattutto manifatturiere, devono fare un salto fondamentale nel comprendere che il risparmio energetico è  “un dovere che abbiamo ma può rappresentare anche un driver tecnologico e di sviluppo. Sono convinta che nei prossimi anni molta crescita verrà dall&#8217;applicazione dei processi di risparmio energetico”.</p>
<p>l leader degli industriali sottolinea quindi che “trincerarsi dietro il passato sarebbe un errore imperdonabile” e chiede, allo stesso tempo, un atteggiamento “attento” da parte della politica che deve premiare chi sceglie la strada del risparmio energetico con incentivi.<span id="more-3692"></span></p>
<p>“Serve una scelta politica coerente, forte, che spinga in quella direzione. Lo sforzo deve essere corale, dove si chiede molto alle imprese, ai consumatori e alla politica per un disegno di medio termine che vada in quella direzione”.</p>
<p>Il presidente sottolinea quindi che Confindustria sta portando avanti iniziative che vadano nella direzione della responsabilità ambientale, cercando di “lavorare soprattutto sulle Pmi” perchè sulle grandi imprese questo lavoro è stato già fatto.</p>
<p>“Crediamo ci sia ancora molta strada da fare ma alcuni elementi positivi li abbiamo già. Dobbiamo fare di tutto per essere seri e concreti”. Il processo, conclude Marcegaglia, “è ancora lungo, dobbiamo lavorare tutti per farlo diventare un effettivo valore aggiunto”.</p>
<p>E se da un lato la vicepresidente di Science for Peace, Kathleen Kennedy, ritiene ci voglia molto tempo (addirittura una sessantina di anni) perchè la gente diventi parte di un forte cambiamento per innescare una rivoluzione verde, richiedendo investimenti nella scienza e nell&#8217;innovazione, dall’altro riteniamo (al contrario della Marcegaglia) che, accanto alla consapevolezza di un “lungo percorso di educazione ambientale” debbano essere previste delle misure punitive per chi non si adegui alle scelte verdi che un paese determina, poiché sarebbe sin troppo semplice declinare l’impegno in nome del guadagno.</p>
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		<title>Energia: centrali elettriche azionate dalle onde del mare.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/20/energia-centrali-elettriche-azionate-dalle-onde-del-mare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il moto ondoso che diventa energia pulita rinnovabile: questa l&#8217;idea alla base del progetto di Green Ocean Energy premiato da Autodesk. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3640" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ggg.jpg" alt="" width="150" height="130" />Il premio &#8220;Inventor of the Month&#8221;, assegnato per il mese di aprile a Green Ocean Energy, si propone di premiare le migliori innovazioni nel campo della progettazione, basate sulla tecnica del Digital Prototyping.</p>
<p>Questa tecnica consente ai designer di progettare, visualizzare e simulare i propri prodotti prima che siano effettivamente realizzati, riducendo sensibilmente la necessità di costruire prototipi fisici.</p>
<p>Base del Digital Protoryping è il software Autodesk Inventor, impiegato da Green Ocean nella realizzazione di Ocean Treader e Wave Treader, dispositivi galleggianti che convertono il moto ondoso in energia rinnovabile pulita; nello specifico Ocean Treader assomiglia <span id="more-3639"></span>ad una boa che viene ormeggiata in mare aperto.</p>
<p>Wave Treader ha un design simile, ma viene installato alla base dei piloni delle pale eoliche off-shore.</p>
<p>Entrambi dispongono di due braccia che si alzano e si abbassano seguendo il moto ondoso, e, tramite un sistema idraulico, fanno girare delle turbine producendo elettricità che viene convogliata negli stessi cavi di quelli della pala eolica.</p>
<p>In questo modo, si aumenta la quantità di energia prodotta, riducendo i costi di realizzazione e di gestione, particolarmente onerosi sia per l&#8217;eolico in mare aperto che per gli impianti che sfruttano le onde.<br />
Le funzionalità di modellazione 3D offerte da Inventor hanno consentito a Green Ocean Energy di lavorare a un prototipo da 500 kW da sperimentare entro il 2010,  in modo da avviare la commercializzazione della macchina entro il 2011.</p>
<p>Il sistema, particolarmente adatto ai campi eolici situati molto al largo, in zone in cui il moto ondoso è sostenuto, si potrà applicare anche a turbine già installate. L&#8217;impianto garantisce, secondo le stime dell&#8217;azienda, una durata di 25 anni.</p>
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		<title>Presentato il &#8220;Gel fotovoltaico&#8221; a Potenza.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 22:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’interno di questo Gel viene innescata una struttura cristallina di silicio. A differenza dei gel già esistenti di colorazione scura (e quindi non applicabili sui vetri delle abitazioni), il Gel Esco Energy è trasparente, o all’evenienza, leggermente pigmentato con colore blu per dare un’eventuale connotazione estetica. E’ stato presentato a Potenza, e permette di catturare [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/18/presentato-il-gel-fotovoltaico-a-potenza/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>All’interno di questo Gel viene innescata una struttura cristallina di silicio. A differenza dei gel già esistenti di colorazione scura (e quindi non applicabili sui vetri delle abitazioni), il Gel Esco Energy è trasparente, o all’evenienza, leggermente pigmentato con colore blu per dare un’eventuale connotazione estetica.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3608" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/hhh-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E’ stato presentato a Potenza, e permette di catturare l’energia solare per poi trasformarla in elettricità, e costa la metà di un normale pannello fotovoltaico. </p>
<p>Inserito nello spazio tra i doppi vetri, consente una normale visibilità e l’isolamento termico dell’abitazione.</p>
<p>In un prossimo futuro i pannelli fotovoltaici potrebbero essere così sostituiti da un gel che, iniettato nei doppi vetri delle finestre, cattura l&#8217;energia solare trasformandola in elettrica e riversandola in un normale accumulatore. </p>
<p>In un&#8217;abitazione di medie dimensioni, l&#8217;installazione di 25 metri quadri di questo impianto permetterebbe, in un anno, di abbattere<span id="more-3607"></span> i consumi.</p>
<p>Il brevetto del &#8220;Gel fotovoltaico&#8221;, realizzato dalla &#8220;Esco Energy&#8221; dopo quattro anni di studi, è stato presentato stamani, a Potenza. Secondo quanto spiegato dal responsabile della ricerca della Esco, Alessandro Cariani, &#8220;il costo è pari alla metà di un normale pannello fotovoltaico&#8221;: lo spazio tra i doppi vetri delle finestre viene riempito dal gel, consentendo una normale visibilità e, come effetto secondario, l&#8217;isolamento termico dell&#8217;abitazione.</p>
<p>L&#8217;energia solare viene catturata e assorbita da piccoli terminali elettrici installati nelle finestre, per essere poi riversata in rete, permettendo una produzione di cento watt/ora per ogni metro quadro di superficie &#8220;e può essere montato &#8211; ha detto Cariani &#8211; su strutture già esistenti&#8221;.</p>
<p>È una tecnologia che sfrutta le proprietà di semiconduttore del silicio, che è il secondo elemento per abbondanza sulla crosta terrestre dopo l’ossigeno (componendone il 25,7% del peso), trovandosi in argilla, granito, quarzo e sabbia.</p>
<p>Per intendersi, è il componente principale di vetro, cemento, ceramica e silicone; nonché l’elemento utilizzato per la realizzazione dei semiconduttori, (transistor, circuiti integrati, microprocessori) ed altri dispositivi microelettronici.</p>
<p>Il “bombardamento” di fotoni, i corpuscoli che compongono i raggi del sole, sugli atomi di silicio del Gel provocano energia cinetica, ovvero una specie di “spinta” che genera movimento e viene sostanzialmente convertita in energia elettrica all’interno della struttura cristallina del silicio che fa da semiconduttore.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F11%2F18%2Fpresentato-il-gel-fotovoltaico-a-potenza%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Clima: altro che incontri politici. Il piano concreto è della IEA.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 20:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sezione “Salvadanaio” di Virgilio analizza gli aspetti negativamente interessanti che emergono dall’incontro tra Obama e il premier cinese Hu Jin Tao. Si parla prima di tutto di un accordo vincolante &#8220;politicamente&#8221; ma non &#8220;legalmente&#8221;: insomma la montagna ha partorito il classico topolino. Lo si capisce dalle dichiarazioni congiunte Usa-Cina che svuotano il prossimo vertice [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/16/clima-altro-che-incontri-politici-e-la-iea-a-presentare-un-piano-concreto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La sezione “Salvadanaio” di Virgilio analizza gli aspetti negativamente interessanti che emergono dall’incontro tra Obama e il premier cinese Hu Jin Tao.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3597" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/obama-hu-jintao-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Si parla prima di tutto di un accordo vincolante &#8220;politicamente&#8221; ma non &#8220;legalmente&#8221;: insomma la montagna ha partorito il classico topolino.</p>
<p>Lo si capisce dalle dichiarazioni congiunte Usa-Cina<strong> </strong>che svuotano il prossimo vertice di Copenhagen sul clima (7-18 dicembre) prima ancora che inizi.</p>
<p>Negli Usa, dopo la riforma sanitaria, Obama<strong> </strong>non può permettersi un ulteriore &#8220;strappo&#8221; nei confronti delle lobby industriali, che vedono eventuali limiti alle emissioni come il fumo negli occhi.</p>
<p>La Cina, dal canto suo, aspetta un gesto significativo americano prima di impegnarsi. La sua posizione è arcinota: la responsabilità del cambiamento climatico è soprattutto delle economie avanzate, sono loro che devono farsi carico per prime della riduzione di<span id="more-3589"></span> emissioni.</p>
<p>Se è vero che è ormai in testa alla classifica delle emissioni, Pechino rivendica il fatto che<strong> </strong>ogni cinese emette annualmente solo 4,6 tonnellate di Co2, mentre ogni statunitense ne emette ben 20. E così la partita è in stallo, con l&#8217;Europa osservatore impotente.</p>
<p>Ma in cosa consiste la presunta insostenibilità economica di un vero accordo che limiti le emissioni di Co2 da subito, da oggi, fine 2009?Il problema è che, di fronte alla crisi economica, gli investimenti, cioè i guadagni non immediati bensì futuri, sono percepiti come costi tout court e nessuno fa la prima mossa.</p>
<p>Pochissimo tempo fa avevamo accennato al &#8220;World Energy Outlook 2009&#8243; presentato dalla IEA (Agenzia Internazione per l&#8217;Energia), e in esso si propone il cosiddetto &#8220;Scenario 450&#8243;, un calendario di iniziative concrete per limitare nel lungo periodo la concentrazione di Co2 nell&#8217;atmosfera a 450 parti per milione e mantenere l&#8217;aumento della temperatura globale entro i fatidici 2 gradi rispetto all&#8217;era pre-industriale.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-3598" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/home2.jpg" alt="" width="117" height="100" /> Nel rapporto si parla di &#8220;traiettoria&#8221; perché si lavora sul concreto, sul fattibile, prevedendo appunto un aumento della domanda di combustibili fossili  fino a un picco nel 2020, per poi scendere. Al contempo, &#8220;le emissioni di CO2 collegate all&#8217;energia devono scendere a 26,4 gigatonnellate nel 2030 rispetto alle 28,8 Gt del 2007&#8243;.</p>
<p>Per ottenere questi risultati, si calcola che entro il 2030 ci vogliano 10,5 trilioni di dollari (10.500 miliardi) di investimenti, così suddivisi: 4,7 trilioni nel settore dei trasporti; 2,5 trilioni nelle costruzioni; 1,7 trilioni nel settore energetico; 1,1 trilioni nell&#8217;industria; 0,4 trilioni nella produzione di biocarburanti.</p>
<p>Più dei tre quarti di questo enorme investimento è concentrato nel decennio 2020-2030, periodo in cui, secondo lo schema, si uscirà dall&#8217;economia fossile (dopo il picco del 2020) per convertirsi quasi totalmente alle nuove tecnologie.</p>
<p>Le economie più avanzate dovranno contribuire all&#8217;adeguamento dei Paesi in via di sviluppo soprattutto attraverso il trasferimento di tecnologia. Il rapporto calcola che, così facendo, nel periodo 2010-2030 si otterrà un risparmio nella bolletta energetica di 8,6 trilioni di dollari, a livello globale, per trasporti, edilizia e industria. Forse conviene.</p>
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		<title>AIE: “Ci vuole una eco-rivoluzione per salvare il pianeta”.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 12:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia (AIE) è un organismo sovranazionale istituito da 26 Paesi industrializzati allo scopo di coordinare e armonizzare le rispettive politiche energetiche. In primo piano vi è in particolare la riduzione della dipendenza dal petrolio attraverso la promozione di una maggiore efficienza energetica e di fonti di energia alternativa. L&#8217;AIE pubblica annualmente il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/12/aie-%e2%80%9cci-vuole-una-eco-rivoluzione-per-salvare-il-pianeta%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia (AIE) è un organismo sovranazionale istituito da 26 Paesi industrializzati allo scopo di coordinare e armonizzare le rispettive politiche energetiche. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3544" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/weo.jpg" alt="weo" width="100" height="144" />In primo piano vi è in particolare la riduzione della dipendenza dal petrolio attraverso la promozione di una maggiore efficienza energetica e di fonti di energia alternativa.</p>
<p>L&#8217;AIE pubblica annualmente il &#8220;World Energy Outlook&#8221;, corredato di rapporti nazionali.</p>
<p>L’Agenzia evidenzia la necessità di una rivoluzione energetica a bassa emissione di CO2, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e limitare il riscaldamento globale a livelli accettabili.</p>
<p>Lo sostiene nel rapporto &#8216;World Energy Outlook 2009&#8242; che è stato presentato a Londra e nel quale esorta i paesi ad &#8221;investire massicciamente&#8221;, oltre 10.500 miliardi di<span id="more-3524"></span> dollari entro il 2030, in modo da evitare &#8221;danni irreparabili al pianeta&#8221;.</p>
<p>Infatti, senza un cambiamento nei consumi energetici, il rischio, secondo lo scenario più pessimistico dell&#8217;Agenzia, &#8221;è quello di un innalzamento delle temperature fino a sei gradi&#8221;.</p>
<p>La crisi economica e finanziaria ha contribuito ad un calo dei consumi che, senza un cambiamento delle politiche dei governi, &#8221;torneranno a crescere&#8221;. La domanda, infatti, secondo lo scenario, dovrebbe aumentare del 40% tra oggi e il 2030 raggiungendo 16,8 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio.</p>
<p>Inoltre 1,3 miliardi di persone resterebbero privi di elettricità nel 2030 contro 1,5 miliardi attualmente: &#8221;un problema -sottolinea l&#8217;Aie- che potrebbe essere risolto spendendo 35 miliardi di dollari l&#8217;anno tra il 2008 e il 2030&#8221;.</p>
<p>Per l&#8217;Aie, l&#8217;essenziale dei 10.500 miliardi di dollari che andrebbero investiti per limitare il riscaldamento climatico a +2 gradi dovrebbero essere indirizzati nel settore dei trasporti e nell&#8217;edilizia.</p>
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		<title>La P.A. lombarda è la più virtuosa per sostenibilità.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 18:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Pubblica amministrazione lombarda è la più virtuosa nelle scelte sostenibili. E&#8217; quanto è emerso a CompraVerde-BuyGreen, il Forum internazionale degli acquisti verdi in programma alla Fiera di Cremona fino a sabato 10 ottobre. In particolare la Regione Lombardia si è distinta su un risparmio risultato dalle scelte green nelle forniture di beni e servizi. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/13/la-p-a-lombarda-e-la-piu-virtuosa-per-sostenibilita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La Pubblica amministrazione lombarda è la più virtuosa nelle scelte sostenibili. E&#8217; quanto è emerso a CompraVerde-BuyGreen, il Forum internazionale degli acquisti verdi in programma alla Fiera di Cremona fino a sabato 10 ottobre. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2811" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ft2.jpg" alt="" width="190" height="200" /> In particolare la Regione Lombardia si è distinta su un risparmio risultato dalle scelte green nelle forniture di beni e servizi.</p>
<p>&#8220;Siamo convinti che gli acquisti verdi possano essere uno strumento efficace per favorire sostenibilità, sviluppo e green economy per il settore pubblico e le imprese. Stiamo lavorando anche con il sistema camerale lombardo alla definizione dei criteri ambientali per le diverse categorie merceologiche al fine di incrementare gli acquisti verdi nella regione&#8221; commenta Anelisa Ricci, dirigente della Direzione generale qualità dell&#8217;ambiente della Regione Lombardia.</p>
<p>Fondamentale il ruolo della Centrale acquisti regionale per l&#8217;introduzione di criteri ambientali nella fornitura di beni e servizi: dalle apparecchiature informatiche al parco veicoli, alla carta (la percentuale di acquisto di carta riciclata è passato in<span id="more-2810"></span> due anni dallo 0,5% al 18% sull&#8217;intero fabbisogno).</p>
<p>Per favorire la diffusione di un mercato di beni, servizi e lavori a basso impatto ambientale, e dall&#8217;altro opportunità di mercato per le imprese, esiste anche un accordo tra la Regione e le associazioni di categoria per una catena della fornitura sostenibile. Un progetto avviato nel 2008 che porterà alla definizione di un accordo entro il 2009 per riscaldamento, fornitura energia elettrica, eventi di comunicazione, apparecchiature informatiche, trasporti e altro.</p>
<p>Un&#8217;attenzione che si traduce in buone pratiche con scelte che toccano l&#8217;edilizia pubblica, la mobilità dei dipendenti, il servizio di catering, la manutenzione stradale, la pulizia, distributori di bevande e snack (con in parte prodotti commercio equo). A questo si aggiungono importanti collaborazioni come quella con la Coldiretti, a sostegno dell&#8217;agricoltura locale di eccellenza, promuovendo i cibi della filiera agroalimentare italiana nelle scuole.</p>
<p>&#8220;La sfida più grande è lavorare sulla consapevolezza delle persone, far capire che ogni comportamento ha un impatto sull&#8217;ambiente e credo che le politiche e le azioni della Pubblica amministrazione in tal senso siano un esempio importante&#8221; conclude Gianluca Pinotti, assessore all&#8217;Ambiente e all&#8217;Agricoltura della provincia di Cremona.</p>
<p>Sempre la Provincia di Cremona, insieme a partner europei, è protagonista del progetto &#8220;Smart&#8221;, finanziato dalla Comunità Europea, che mira a favorire l&#8217;utilizzo di energia da fonti rinnovabili, in particolare attraverso lo sviluppo del mini idroelettrico a partire dallo snellimento della normativa e delle burocrazie connesse.</p>
<p>Anche il settore della sanità vede nella regione segnali di attenzione agli acquisti verdi ed eticamente sostenibili, che vanno da prodotti con imballaggi ecocompatibili ai detergenti per le pulizie, dalle gestione differenziata dei rifiuti alla mobilità. Come dimostrano le esperienze dell&#8217;azienda ospedaliera di Desenzano del Garda che evidenzia per alcune voci di spesa anche un risparmio. &#8220;Una gestione oculata e rispettosa dell&#8217;ambiente dal punto di vista dei rifiuti, ad esempio, ci ha permesso di risparmiare in 4 anni circa un milione di euro&#8221; sottolinea il provveditore aziendale, Giuseppe Solazzi.</p>
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		<title>L&#8217;energia elettrica può essere prodotta dagli alberi.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 09:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricercatori della University of Washington hanno attivato un circuito elettrico inserendo un elettrodo nella pianta e uno nel terreno. Hanno costruito il primo circuito che funziona completamente attraverso l&#8217;energia elettrica prodotta dagli alberi. Produrre energia dagli alberi: è ciò che hanno fatto i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), dimostrando che basta mettere un [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/16/lenergia-elettrica-puo-essere-prodotta-dagli-alberi/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ricercatori della University of Washington hanno attivato un circuito elettrico inserendo un elettrodo nella pianta e uno nel terreno. Hanno costruito il primo circuito che funziona completamente attraverso l&#8217;energia elettrica prodotta dagli alberi.<br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2127" title="energia elettrica dagli alberi" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energia-elettrica-dagli-alberi.jpg" alt="energia elettrica dagli alberi" width="250" height="224" />Produrre energia dagli alberi: è ciò che hanno fatto i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), dimostrando che basta mettere un elettrodo nella pianta e un altro nel terreno per ottenere una scarica di circa 200 millivolt, sufficiente ad attivare un piccolo circuito elettrico.</p>
<p>&#8220;Da quanto ne sappiamo, è la prima ricerca che prevede la fornitura di energia a qualche circuito inserendo degli elettrodi in un albero&#8221; dice Babak Parviz, un professore di Ingegneria Elettronica.<br />
Gli stessi autori della ricerca hanno aperto un&#8217;azienda che sviluppa sensori da attaccare agli alberi, per esplorare questa nuova fonte di energia.</p>
<p>Siamo lontani dalla possibilità di sostituire i pannelli solari con gli alberi, ma l&#8217;energia prodotta sarebbe sufficiente per tenere in funzione, ad esempio, piccole apparecchiature antincendio, trasformando boschi e foreste in guardiani di se stessi. </p>
<p>&#8220;Per quel che ne sappiamo &#8211; spiega il professor Babak Parviz, docente di ingegneria elettrica presso l&#8217;Università di Washington e coautore dello studio &#8211; è la prima volta che si riesce a produrre energia esclusivamente mettendo degli elettrodi<span id="more-2123"></span> negli alberi&#8221;.</p>
<p>Anche nel dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell&#8217;università di Firenze si studia da anni l&#8217;elettrofisiologia radicale, ma una possibilità del genere non era stata ancora sperimentata: &#8220;Si tratta di una scoperta interessante &#8211; spiega il professor Francesco Ferrini, direttore del dipartimento e presidente della Società Italiana di Arboricoltura &#8211; generata in realtà da un meccanismo molto semplice. E&#8217; dalla fine degli anni &#8217;60 che si ipotizza di ricavare energia dagli alberi, il libro &#8220;The secret life of plants&#8221; di Peter Tompkins e Christopher Bird ha segnato l&#8217;inizio di un nuovo modo di concepire il rapporto tra pianta e uomo. Ma purtroppo degli alberi e delle loro infinite risorse si sa ancora pochissimo&#8221;.</p>
<p>Questo perché, spiega lo studioso, la durata media della vita di un essere umano è inferiore a quella degli alberi. Una quercia può vivere anche 1000 anni, un leccio o un rovere fino a 500, e i tempi di reazione, a fronte di un qualunque tipo di esperimento, sono quindi molto dilatati.</p>
<p>I ricercatori americani sono partiti analizzando la parte degli alberi che si deteriora più velocemente, le foglie: il professor Carlton Himes, altro membro del team che ha realizzato la scoperta, ha trascorso un&#8217;intera estate studiando le foglie d&#8217;acero, molto comuni in America, e il processo di fotosintesi clorofilliana.</p>
<p>Il meccanismo di trasformazione della linfa grezza in linfa elaborata genera una quantità di energia che è possibile intercettare e incanalare, ed è proprio questo che i ricercatori hanno fatto, costruendo un convertitore ad hoc. Gli studiosi hanno anche inserito nel dispositivo un orologio capace di alimentarsi con l&#8217;energia prodotta dall&#8217;albero e di riattivare il circuito a scadenze prestabilite, in modo da creare un meccanismo che si autoalimenta e non si spegne mai. Proprio come il circuito vitale degli alberi. L&#8217;apparecchio nel corso dell&#8217;esperimento ha consumato circa 10 nanowatt.</p>
<p>Il team ha sviluppato un circuito elettrico che può funzionare con questa quantità di energia, sviluppando un convertitore che immagazzina questa piccola quantità di energia per poi amplificarla. Questo strumento converte l&#8217;energia di 20 millivolt (che non riuscirebbe a far funzionare nessun apparato elettrico in circolazione) fino ad 1,1 volt, abbastanza potente per far funzionare un piccolo sensore. </p>
<p>&#8220;Quello che abbiamo realizzato &#8211; conclude Parviz &#8211; è molto diverso dai normali generatori di energia vegetali, ad esempio quelli ottenuti dalla patata. Abbiamo sfruttato non una reazione chimica tra sostanze diverse ma l&#8217;energia stessa dell&#8217;albero&#8221;. Una tecnologia tutta naturale che non potrà, per il momento, sostituire le centrali eoliche o quelle a energia solare, ma riuscirà magari a creare un rapporto diverso tra alberi e uomo.</p>
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		<title>Lucia Stove: La stufa a biomassa del futuro.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 23:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lucia Stove è una stufa rivoluzionaria. Brucia biomassa e, invece di produrre CO2, la sequestra intrappolandola nel biochar, un carbone vegetale che può essere usato come concime. Il processo è ottenuto in una camera aperta dalla forma semplice, sfruttando solo la circolazione dell&#8217;aria. Nathaniel Mulcahy della WorldStove, azienda tortonese di progettazione e consulenza ingegneristica, ha [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/16/lucia-stove-la-stufa-a-biomassa-del-futuro/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lucia Stove è una stufa rivoluzionaria. Brucia biomassa e, invece di produrre CO2, la sequestra intrappolandola nel biochar, un carbone vegetale che può essere usato come concime. Il processo è ottenuto in una camera aperta dalla forma semplice, sfruttando solo la circolazione dell&#8217;aria. </strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2111" title="lucia stove" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/lucia-stove.jpg" alt="lucia stove" width="160" height="200" />Nathaniel Mulcahy della WorldStove, azienda tortonese di progettazione e consulenza ingegneristica, ha inventato e brevettato pochi mesi fa la Lucia Stove, una stufa a bassissimo costo originariamente pensata per i mercati poveri del terzo mondo, in grado di produrre energia pulita partendo da materie prime quali il pellet, o gli scarti di lavorazione dell’agricoltura (biomassa).  </p>
<p>Il progetto è iniziato 7 anni fa ad Haiti con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali dei paesi in via di sviluppo, riducendo nel contempo la deforestazione, causata dall’uso di legna sia per cucinare che per produrre carbone. Il vantaggio, in termini di lotta alla deforestazione, sta nel fatto che la stufa va alimentata con sterpaglie, residui agricoli, rami secchi, anziché con legna grossa.</p>
<p>Il meccanismo alla base di questa stufa è la <strong>pirolisi</strong>: un processo di combustione per gassificazione che si produce in assenza di ossigeno, lo stesso che si usa <span id="more-2087"></span>da sempre per produrre il carbone vegetale.  </p>
<p>In Lucia Stove però per la prima volta il processo è ottenuto non in una camera di combustione chiusa, ma in una stufa aperta, dalla costruzione semplicissima e che ha un costo dai 30 ai 50 euro in contrapposizione con i 1.000-3.000 € dei pirolizzatori in commercio. </p>
<p>Lucia Stove sfrutta un particolare sistema di circolazione dell’aria per ottenere una combustione senza ossigeno che lascia come residuo carbone vegetale, il <strong>biochar</strong>, nel quale la  CO2 resta immagazzinata, anziché venire dispersa in atmosfera e che può essere usato come concime.</p>
<p>Una volta accesa, la stufa fa sviluppare alla biomassa un gas sintetico (un mix di  idrogeno, metano e monossido di carbonio) che bruciando forma una specie di cappa che consuma l’ossigeno impedendogli di entrare. </p>
<p>Ed ecco che una semplice stufa componibile in 5 pezzi riesce a raggiungere un’efficienza di combustione del 93% con emissioni minime (circa del 6% di quelle di una caldaia a metano). Un risultato molto buono se confrontato con il 7-12% di un fuoco aperto ma anche con l’80% di una stufa a pellet, perché mentre in questi due casi il bilancio di CO2 è neutro, si rilascia cioè in atmosfera l’anidride carbonica immagazzinata dalle piante, con Lucia Stove il bilancio delle emissioni è negativo, perché la CO2 resta nel biochar.</p>
<p>Ora, oltre a stufe di dimensioni più grandi e a caldaie, si sta lavorando all&#8217;applicazione della tecnologia di Lucia Stove a &#8220;centrali a biomasse&#8221; da 1,5 a 50 MW e a  piccoli &#8220;impianti di cogenerazione&#8221;, che usano cioè il calore del processo per generare energia elettrica. </p>
<p>Si tratterebbe di un modo di produrre energia economicamente competitivo con il fotovoltaico, particolarmente conveniente per industrie agroalimentari o aziende agricole, che si vedrebbero ripagate dell’investimento per un impianto da un chilowatt in circa 3 mesi. I cogeneratori basati sulla tecnologia di Lucia Stove, infatti, possono essere alimentati con qualsiasi tipo di biomassa purché abbia umidità inferiore al 30%, compresi quindi gli scarti agricoli di ogni genere che le aziende altrimenti dovrebbero pagare per smaltire.</p>
<p>Guarda il video:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7hubmJzHh6Q&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7hubmJzHh6Q&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F09%2F16%2Flucia-stove-la-stufa-a-biomassa-del-futuro%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il “Satellite solare”: Energia dallo spazio.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 10:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
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		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[impianto fotovoltaico orbitante]]></category>
		<category><![CDATA[satellite solare]]></category>
		<category><![CDATA[SBSP]]></category>
		<category><![CDATA[Space Based Solar Power]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>

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		<description><![CDATA[La scienza è da tempo impegnata nella ricerca di una fonte energetica pulita, capace di soddisfare il fabbisogno planetario e, al contempo, di spezzare la catena che da ormai 150 anni ci rende schiavi dei combustibili fossili come il petrolio. Oggi conosciamo molte alternative, che spesso però non si dimostrano del tutto efficienti. Una delle [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/14/il-%e2%80%9csatellite-solare%e2%80%9d-energia-dallo-spazio/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La scienza è da tempo impegnata nella ricerca di una fonte energetica pulita, capace di soddisfare il fabbisogno planetario e, al contempo, di spezzare la catena che da ormai 150 anni ci rende schiavi dei combustibili fossili come il petrolio.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2084" title="foto" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/foto6.jpg" alt="foto" width="288" height="164" /> Oggi conosciamo molte alternative, che spesso però non si dimostrano del tutto efficienti. </p>
<p>Una delle rinnovabili più interessanti è l’energia solare, che presenta tuttavia dei problemi. Può esser prodotta soltanto durante il giorno e non può esser immagazzinata durante le giornate nuvolose, in quanto i raggi rimbalzano nell’atmosfera disperdendosi. </p>
<p>Circola già da un pò la notizia del progetto americano <strong>&#8220;Space Based Solar Power&#8221;</strong>, che serve a produrre energia elettrica attraverso impianti fotovoltaici installati a bordo di satelliti e ad inviare sulla terra l’elettricità prodotta. </p>
<p>Lo SBSP si differenzia dal sistema abituale di raccolta di energia solare in quanto i pannelli solari utilizzati per raccogliere l&#8217;energia risiedono su un satellite in orbita, e non<span id="more-2081"></span> sulla superficie terrestre. </p>
<p>Nello spazio la raccolta di energia solare non è influenzata dal ciclo giorno/notte, dal tempo, dalle stagioni, o dall&#8217;effetto di filtraggio dei gas atmosferici della Terra. Un grande interesse per questo “satellite ad energia solare” deriva dalla durata del periodo di raccolta dei pannelli solari, che possono essere esposti ad un importo elevato di radiazioni solari. </p>
<p>Con questo progetto si eliminerebbero importanti problemi finora presenti nell’uso “terrestre” dei pannelli, come la dipendenza dalle condizioni meteorologiche e climatiche, e il problema della corrosione dei pannelli. Ma altri problemi potrebbero prendere il loro posto, come danni da radiazioni o impatti cumulativi di micrometeoriti. </p>
<p>Ora questo progetto di nuova frontiera dell’energia alternativa è stato preso in seria considerazione anche in Giappone, dove il nuovo Primo Ministro ha appena annunciato una svolta verde nella politica del governo. Si tratta di un progetto da 21 miliardi di dollari per realizzare una stazione solare spaziale. Il progetto prevede di avere già operativo nel decennio 2030-2040 un &#8220;impianto fotovoltaico orbitante&#8221; nello spazio costituito da ben quattro km quadrati di pannelli di potenza pari ad 1Gwatt, in grado di soddisfare le esigenze energetiche di circa 300 mila abitazioni. </p>
<p>Produrre energia fotovoltaica nello spazio ha quindi un rendimento maggiore della produzione terrestre, cioè al di sotto delle nuvole, ma portare i pannelli nello spazio e riportare a terra l’energia hanno, fino ad ora, complicato l’attuazione di questi progetti. </p>
<p>La JAXA (Japan Aerospacial Exploration Agency) crede di averli risolti e ha in programma di lanciare un satellite di prova nel 2015. La trasmissione dell’energia a terra dovrebbe avvenire in forma di microonde o di fascio laser, poi convertiti in energia elettrica da una rectenna. I tecnici rassicurano chi teme che i raggi possano “cuocere” ogni cosa sul loro cammino, ricordando che microonde simili sono usate nelle telecomunicazioni attuali.</p>
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		<title>Jesolo: il campeggio ad energia solare.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 08:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[campeggio]]></category>
		<category><![CDATA[CO2 Neutral]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Camping International di Jesolo sara&#8217; il primo campeggio d&#8217;Europa alimentato a energia solare e per questo riceverà la certificazione CO2 Neutral, che attesta l&#8217;impatto zero sul bilancio di anidride carbonica globale. Un progetto che diventera&#8217; realta&#8217; gia&#8217; a partire dal 19 maggio. &#8220;Per la prossima estate &#8211; spiega il presidente della Jesolo Turismo Spa, [...]


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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-654" title="jesolo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/jesolo-300x230.jpg" alt="jesolo" width="280" />Un progetto che diventera&#8217; realta&#8217; gia&#8217; a partire dal 19 maggio. </p>
<p>&#8220;Per la prossima estate &#8211; spiega il presidente della Jesolo Turismo Spa, Alessandro Martin &#8211; tutto il campeggio sara&#8217; alimentato grazie ai pannelli solari e fotovoltaici; per quelle situazioni che non potranno usufruire di questa possibilita&#8217;, come il ristorante, acquisteremo dall&#8217;Enel dell&#8217;energia pulita&#8221;.</p>
<p>Il campeggio sara&#8217; il primo campeggio d&#8217;Europa a CO2 neutrale.</p>
<p>I pannelli sono stati installati in tutte quelle strutture che si rivolgono verso Sud e serviranno a garantire acqua calda ed energia elettrica per tutto il camping.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa che rafforza ulteriormente il certificato di campeggio &#8216;Ecocamping&#8217; <span id="more-649"></span>assegnato da un apposito organismo tedesco.</p>
<p>E nel 2009, proseguendo nel suo progetto ecologico, conseguira&#8217; da Ecocamping la certificazione &#8216;CO2 Neutral&#8217;, attestante che il campeggio, nell&#8217;esercizio della sua attivita&#8217;, avra&#8217; impatto zero sul bilancio di anidride carbonica globale.</p>
<p>Il tutto attraverso proprio il sistema alternativo di produzione di energia elettrica mediante impianti a fonte rinnovabile e a risparmio energetico.</p>
<p>Per maggiori info vedi il sito di<a title="campeggio &quot;solare&quot;" href="http://www.ecoarea.eu" target="_blank"> Ecoarea</a></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F05%2F26%2Fjesolo-il-campeggio-ad-energia-solare%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>La casa &#8220;off grid&#8221;, autonoma ed autosufficiente.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 08:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco a voi la casa senza bollette: è off grid, completamente autonoma e autosufficiente. E&#8217; stata presentata alla Campionaria di Milano. La parola d&#8217;ordine è off grid. Ma la traduzione letterale non dà l&#8217;idea giusta: fuori dalla rete sì, ma non dal web. La rete, anzi le reti in questione sono altre: luce, gas, acqua, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/05/12/la-casa-off-grid-autonoma-ed-autosufficiente/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ecco a voi la casa senza bollette: è off grid, completamente autonoma e autosufficiente. E&#8217; stata presentata alla Campionaria di Milano.<br />
</strong></p>
<p><img src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/la-casa-off-grid.jpg" alt="la-casa-off-grid" title="la-casa-off-grid" width="230" height="158" class="alignright size-full wp-image-541" /> La parola d&#8217;ordine è off grid. Ma la traduzione letterale non dà l&#8217;idea giusta: fuori dalla rete sì, ma non dal web. La rete, anzi le reti in questione sono altre: luce, gas, acqua, rifiuti, telefono. </p>
<p>La casa off grid è una casa completamente autonoma, perfettamente autosufficiente: è un luogo che ricicla all&#8217;infinito le risorse naturali che vengono dal cielo e trasforma i rifiuti in risorse. </p>
<p>Questo modello, replicabile sino a formare un intero quartiere o una città, il più radicale finora proposto, è stato presentato alla Fiera Campionaria di Milano, organizzata dalla Fondazione Symbola dal 7 al 10 maggio 2009.</p>
<p>Il progetto ha due genitori: Mario Cucinella, l&#8217;architetto che l&#8217;anno scorso ha lanciato la casa ecologica da 100 euro a metro quadro, ed Emiliano Cecchini, il presidente della Fabbrica del Sole, la società che ha costruito ad Arezzo il<span id="more-539"></span> primo idrogenodotto al mondo. </p>
<p>L&#8217;idea di fondo è utilizzare solo le risorse che il territorio su cui è costruita la casa è in grado di utilizzare.<br />
L&#8217;energia è quella che viene dal sole ed è accumulata nei momenti di picco producendo idrogeno: visto che manca il collegamento alla rete elettrica non c&#8217;è bisogno dell&#8217;inverter perché si può usare la corrente continua senza trasformarla (in questo modo si evitano sprechi e si migliora l&#8217;efficienza del sistema). I rifiuti vengono riciclati. </p>
<p>Per la telefonia si adopera un ponte radio. Per regolare la temperatura degli ambienti si usano la coibentazione spinta degli edifici e le pompe di calore. Per l&#8217;acqua basta quella piovana raccolta in vasche e riciclata.<br />
&#8220;Con l&#8217;off grid l&#8217;inquinamento viene quasi annullato e il costo di tutta l&#8217;operazione è estremamente contenuto: un 10 per cento in più che rientra in circa 10 anni&#8221;, spiega Cecchini.</p>
<p>L&#8217;operazione ha però un punto debole: lo spazio necessario a ricaricare ecologicamente le risorse necessarie alla vita quotidiana. Per poter essere autosufficiente una casa abitata da 4 persone ha bisogno di circa 2 ettari di terreno. </p>
<p>&#8220;E&#8217; un ordine di grandezza simile a quello della nostra impronta ecologica, un concetto basato proprio sullo spazio che serve per soddisfare il nostro livello di vita&#8221;, continua Cecchini.<br />
&#8220;So che è tanto, ma anche le città tradizionali hanno bisogno di una superficie proporzionalmente analoga: non ce ne accorgiamo perché usiamo più risorse di quelle disponibili. Di fatto ci stiamo mangiando la Terra. Per mantenere questo livello di consumi avremmo bisogno di altri due pianeti&#8221;. </p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F05%2F12%2Fla-casa-off-grid-autonoma-ed-autosufficiente%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Festival dell’Energia a Lecce: 14-17 maggio 2009.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 09:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
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		<category><![CDATA[festival energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è tenuta in questi giorni, presso il Rettorato dell’Università del Salento, la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del Festival dell’Energia, evento organizzato da Aris &#8211; Agenzia di Ricerche, Informazione e Società &#8211; in partnership con Assoelettrica, in collaborazione con Federutility e con il patrocinio e la collaborazione di Regione Puglia, Provincia di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/05/11/festival-dell-energia-a-lecce-14-17-maggio-2009/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si è tenuta in questi giorni, presso il Rettorato dell’Università del Salento, la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del Festival dell’Energia, evento organizzato da Aris &#8211; Agenzia di Ricerche, Informazione e Società &#8211; in partnership con Assoelettrica, in collaborazione con Federutility e con il patrocinio e la collaborazione di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Lecce e Università del Salento.</strong> </p>
<p>Lecce è pronta per ospitare la grande kermesse nazionale che la renderà capitale nazionale dell&#8217;energia dal 14 al 17 maggio 2009. Nei quattro giorni del Festival vedremo susseguirsi momenti in cui si parlerà di nucleare, di idrogeno, di auto elettriche, di biochar, di case ecologiche con altri momenti in cui sarà protagonista la geopolitica dell&#8217;energia, o la difficoltà di definire le priorità energetiche per il nostro Paese.</p>
<p><img src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/festival-energia2-300x185.jpg" alt="festival-energia" title="festival-energia" width="300" height="185" class="alignleft size-medium wp-image-529" />Alla presenza di Sandro Frisullo &#8211; Vice Presidente  e Assessore allo Sviluppo Economico e Industriale della Regione Puglia, Gianni Sergi &#8211; Assessore alle Politiche energetiche Provincia di Lecce, Paolo Perrone &#8211; Sindaco Comune di Lecce, Domenico Laforgia &#8211; Rettore Università del Salento, Francesco De Luca &#8211; Direttore Generale Assoelettrica, Biagio Longo &#8211; Federutility e Alessandro Beulcke &#8211; Presidente Aris, sono stati anticipati alla stampa alcuni dei temi e delle iniziative presenti nel programma del Festival 2009.</p>
<p>Governance, internazionalizzazione, mobilità sostenibile, fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico sono parte degli argomenti che verranno discussi durante la quattro giorni salentina.<br />
Dibattiti e talk show che vedranno protagonisti nomi importanti italiani <span id="more-518"></span>e stranieri: il matematico Piergiorgio Odifreddi; i giornalisti Giovanni Floris, Dario Di Vico, Antonello Piroso e Maurizio Mannoni; l’attrice Lella Costa; rappresentati del mondo ambientalista, quali Vittorio Cogliati Dezza di Legambiente, Giuseppe Onufrio di Greenpeace Italia, Rosa Filippini di Italia Nostra; personalità del mondo energetico e scientifico come Wolfang Palz, Davide Tabarelli, Ennio Macchi, e tanti altri.<br />
E, ancora, mostre, giochi e musica per parlare di energia in modo nuovo.</p>
<p>Il Festival dell’Energia punta, anno dopo anno, a coinvolgere in modo attivo tutta la Puglia. Da questa volontà è nata la collaborazione con il Comune di Brindisi, importante novità dell’edizione 2009, con il quale saranno organizzati diversi eventi collaterali.</p>
<p>L’impegno della Regione Puglia &#8211; la prima Regione in Italia per la produzione di energia eolica (nel 2008 sono stati raggiunti i 1000 megawatt), la terza per il fotovoltaico e la quarta per le biomasse &#8211; è un investimento sul futuro, ha tenuto a sottolineare il Vice Presidente Sandro Frisullo,  e si caratterizza in eventi, incontri, mostre, momenti ludici indirizzati alla formazione delle nuove generazioni, per diffondere i contenuti e i valori che sono alla base di uno sviluppo sostenibile e radicare la consapevolezza di un atteggiamento e di un comportamento improntato alla sostenibilità globale.</p>
<p>“Il Festival, alla sua seconda edizione, è diventato uno degli appuntamenti nazionali di riferimento dedicati all’energia” &#8211; sostiene Alessandro Beulcke, Presidente Aris. “Il nostro progetto sottolinea ancora l’importanza del Salento e della Puglia come centro nevralgico nel dibattito energetico italiano. Il format del Festival si conferma come la formula vincente per coinvolgere le persone e creare un dialogo tra gente comune e voci autorevoli di scienziati, imprenditori, filosofi e personaggi di spicco della società italiana e internazionale. I numeri registrati lo scorso anno lo hanno confermato. E quest’anno, in cui il dibattito sull’energia ha coinvolto tutti i protagonisti del settore e l’intera opinione pubblica, il Festival sarà il contenitore ideale per avvicinare queste due realtà”.</p>
<p>Ampio spazio verrà dedicato alla ricerca e all’innovazione. Sono, infatti, numerosi gli abstract presentati in risposta al call for paper, novità del 2009, per la presentazione di progetti di studio in ambito energetico. Il Comitato Scientifico del Festival ne ha già selezionati alcuni che verranno esposti nella Mostra sull’Innovazione aperta al pubblico.</p>
<p>Guarda il video:</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Aq21Zin2vGg&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Aq21Zin2vGg&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>A Dubai la Twirling Tower che produce energia pulita.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 09:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[david fisher]]></category>
		<category><![CDATA[dubai]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[torre rotante]]></category>
		<category><![CDATA[twirling tower]]></category>
		<category><![CDATA[Wrec]]></category>

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		<description><![CDATA[La scorsa estate l’ambizioso progetto fu mostrato a Firenze durante il Wrec (World renewable energy congress). Oggi però la torre girevole che produce energia grazie al vento è stata presentata direttamente a Dubai, dove sarà costruita. Il mercato immobiliare di Dubai, all’avanguardia per il design e l’architettura, sarà infatti la sede dell’innovativo grattacielo, in grado [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/05/05/a-dubai-la-twirling-tower-che-produce-energia-pulita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La scorsa estate l’ambizioso progetto fu mostrato a Firenze durante il  Wrec (World renewable energy congress). Oggi però la torre girevole che produce energia grazie al vento è stata presentata direttamente a Dubai, dove sarà costruita.</strong></p>
<p>Il mercato immobiliare di Dubai, all’avanguardia per il design e l’architettura, sarà infatti la sede dell’innovativo grattacielo, in grado di cambiare continuamente forma e generare energia, grazie al vento e al sole. <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-394" title="485fc3f9b670a_zoom" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/485fc3f9b670a_zoom-150x150.jpg" alt="485fc3f9b670a_zoom" width="150" height="150" />La <a title="La Twirling Tower di Dubai" href="http://www.oklusso.com/2009/05/04/la-twirling-tower-di-dubai/" target="_blank">Twirling Tower</a> è stata progettata dall’architetto israelo-fiorentino David Fisher, ed ha suscitato grande interesse in tutto il mondo addirittura prima del suo lancio, tanto da essere considerata un “generatore” di tendenze nell’architettura.</p>
<p>I dettagli dell’originale design dell’edificio, la produzione di energia pulita e la tecnologia innovativa che distingue questa rivoluzione nell’architettura contemporanea sono stati presentati alla stampa locale ed internazionale presso l’Hotel Burj Al Arab di Dubai.</p>
<p>«L’architettura dinamica è una rivoluzione totale nei 3.000 anni di storia della costruzione di case da parte dell’uomo &#8211; ha dichiarato David Fisher. Questa architettura è unica, e vicina alla vita quotidiana, come ad esempio il fatto che generi la propria energia pulita per l’edificio stesso. Il concetto è nato nella città del Rinascimento (Firenze) ed ora gli verrà data vita per la prima volta a Dubai, <span id="more-391"></span>la città del futuro».</p>
<p>La Torre Rotante sarà un edificio capace di generare energia elettrica per sé e per altri edifici, ma senza essere una vera e propria centrale elettrica. La rotazione dei piani modifica la forma del grattacielo, provocando una strana percezione visiva dall&#8217;esterno, tale da rassomigliarlo ad una colonna di gelatina in continua ricerca di equilibrio.<br />
Il suo segreto? E’ nelle 48 turbine montate tra un piano e l’altro della Torre, e nelle celle fotovoltaiche che troveranno posto sui tetti dei singoli appartamenti.<br />
Con questo equipaggiamento la Torre sarà in grado di produrre energia per un valore stimato di 7 milioni di euro. Così la Torre Rotante, oltre a essere completamente autosufficiente, sarà in grado di cedere il surplus di energia prodotto anche alla rete elettrica degli Emirati, senza produrre alcun agente inquinante.</p>
<p>Il grattacielo potrà illuminare quindi un quartiere intero. Ogni turbina produrrà infatti circa 0.3 MgW rispetto a 1–1,5 MgW delle turbine verticali. Se consideriamo che il vento soffia a Dubai per circa 4.000 ore all’anno, avremmo ogni anno una produzione di 1.200 MgWH = 1.200.000 KwH. Poiché una famiglia consuma mediamente 24.000 KwH all’anno, ogni turbina potrà dare energia a 50 famiglie.<br />
La Torre rotante ospiterà 200 appartamenti: 4 turbine saranno quindi dedicate al consumo interno, mentre le altre 44 potranno fornire energia pulita e gratuita al resto del quartiere.<br />
Perché le turbine inizino a girare e quindi a produrre energia, è sufficiente che il vento abbia una velocità di 10 km/h (a Dubai la velocità media raggiunta dal vento è di 16 km/h).</p>
<p>Per evitare che il vento blocchi le pale al “rientro” dal giro, è stato brevettato un guscio di protezione di circa un terzo della circonferenza delle pale stesse, che, controllato da un computer, gira in modo autonomo a chiudere l’area soggetta al vento contrario alle pale.<br />
Un complesso e avveniristico sistema di insonorizzazione impedisce che, anche nelle peggiori situazioni di vento, gli occupanti degli edifici possano in alcun modo risentire di rumori o vibrazioni prodotti dagli elementi mobili della turbina. Anche le pale, in fibra di carbonio e dalla forma “morbida”, sono state progettate proprio per garantire il miglior rendimento riducendo al contempo la loro rumorosità.</p>
<p>I moltissimi piani tra i quali sono montate le turbine rappresentano infine altrettanti tetti da sfruttare. Ecco, allora, che su ciascun piano verranno montate delle celle fotovoltaiche in grado di trasformare l’energia prodotta dal sole in altra energia elettrica.<br />
Lo spettacolo è unico, ed è facile pensare l&#8217;incoronazione di una simile opera a una delle meraviglie del mondo, almeno di quello artificiale. Non è esente dalla mente dell&#8217;architetto la minuziosa attenzione per l&#8217;argomento sicurezza: l&#8217;edificio sarà costruito in modo da avere un supporto in grado di resistere anche a un potente terremoto.</p>
<p><em></em></p>
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		<title>Il fotovoltaico all&#8217;Università di Bologna.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 09:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[La Facoltà di Agraria di Bologna installa il fotovoltaico sul tetto e con il ricavato finanzia la ricerca scientifica ed incentiva progetti per portare le rinnovabili nel Sud del Mondo. Tagliare la bolletta elettrica per finanziare progetti di incentivazione delle fonti rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo. Questo in parole povere quanto farà l’Università [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/05/05/il-fotovoltaico-alluniversita-di-bologna/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La Facoltà di Agraria di Bologna installa il fotovoltaico sul tetto e con il ricavato  finanzia la ricerca scientifica ed incentiva progetti per portare le rinnovabili nel Sud del Mondo.</strong></p>
<p><img src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" title="fotovoltaico" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-369" /> Tagliare la bolletta elettrica per finanziare progetti di incentivazione delle fonti rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo.<br />
Questo in parole povere quanto farà l’Università di Bologna istallando sul tetto della Facoltà di Agraria un impianto fotovoltaico da 150 kW di potenza, che permetterà all’Ateneo di risparmiare circa 180.000 kWh all’anno di spesa energetica e 110 tonnellate di anidride carbonica dall’atmosfera. </p>
<p>Una vera e propria centrale solare “solidale” dal momento che i circa 40.000 euro in meno così risparmiati verranno reinvestiti nella ricerca scientifica.<br />
Ma l’intenzione solidale del progetto non si ferma qui. L’impianto sarà, infatti, il capostipite di un network virtuale di sistemi fotovoltaici in cui chiunque avrà la possibilità di ‘adottare’ un quadretto di silicio attraverso una piccola donazione economica, destinando il ricavato della vendita dell’energia al sostegno di “progetti di pianificazione energetica nei Paesi emergenti; quegli stessi, si legge nel comunicato, da cui oggi stiamo sottraendo <span id="more-377"></span>le fonti energetiche impedendo ed ostacolandone la crescita e la possibilità di garantirsi un futuro migliore”. </p>
<p>L’impegno assunto dall’Ateneo nasce dall’idea del Prof. Leonardo Setti del Dipartimento di Chimica Industriale e dei Materiali dell’Università di Bologna, che cerca di incentivare la produzione di energia pulita anche nei Paesi in via di sviluppo e contemporaneamente proteggere l’ambiente dal riscaldamento globale. </p>
<p>“Stiamo cercando di mettere in atto – ha dichiarato il Preside della Facoltà di Agraria, prof. Andrea Segrè – una politica energetica che porti al contenimento dei costi energetici ma che ha, al contempo, anche rilevanti aspetti etici.<br />
Il mio obiettivo è che la nostra Università diventi sostenibile dal punto di vista ambientale, sfruttando le competenze che abbiamo al nostro interno, utilizzando gli incentivi dello Stato e accedendo alle opportunità offerte dalle nuove regole del mercato dell’energia.<br />
Abbiamo messo la questione energetica e la diminuzione dell’impatto ambientale al centro del nostro programma di lavoro”.<br />
L’idea ha già convinto il WWF Italia che ha deciso di concedere il patrocinio.</p>
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		<title>Conto alla rovescia iniziato per il K3 Charger.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 16:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[caricabatterie]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[k3 charger]]></category>
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		<description><![CDATA[Nasce il K3 Charger, il caricabatterie solare ed eolico. Proiettate la vostra mente in un bosco sperduto, laddove ciò che conta è comunicare con chi vi indichi la strada del ritorno. E se la batteria del vostro cellulare fosse scarica? Nessuna paura! Da oggi la Kinesis Industries introduce nel mercato il K3 Charger: si tratta [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/05/02/conto-alla-rovescia-iniziato-per-il-k3-chager/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nasce il K3 Charger, il caricabatterie solare ed eolico.</strong></p>
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<p><!--[if gte mso 10]><br />
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-324" title="k3" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/k3-300x117.jpg" alt="k3" width="280" height="109" />Proiettate la vostra mente in un bosco sperduto, laddove ciò che conta è comunicare con chi vi indichi la strada del ritorno.<br />
E se la batteria del vostro cellulare fosse scarica? Nessuna paura!</p>
<p>Da oggi la Kinesis Industries introduce nel mercato il K3 Charger: si tratta di un caricabatterie solare ed eolico, perfetto per una grande varietà di applicazioni ( dal campeggio sino alle situazioni di emergenza). Si prevede che il caricabatterie K3<span id="more-323"></span> venga rilasciato ufficialmente nel mese di giugno 2009.</p>
<p>Ma, nonostante manchino ancora le indicazioni relative ai prezzi, è fuor di dubbio che la sua utilità si concretizzi non solo in situazioni di emergenza, ma che ci sia anche giovamento per l&#8217;ambiente, senza contare la comodità di un caricabatterie a portata di mano ovunque voi siate.</p>
<p>L’azienda produttrice ritiene che tale dispositivo possa ricaricare un telefono cellulare più di cinque volte, e che grazie al suo design semplice e durevole, si possa portare davvero ovunque.<br />
La porta USB lo rende adattabile ad apparecchi di diverso tipo, come cellulari, ipod, fotocamere, iphone. Utile a noi, utile all’ambiente.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
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