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	<title>Ok Ambiente . com &#187; El Nino</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Un nuovo El Nino: El Nino Modoki.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 19:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[El Nino]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia tech]]></category>
		<category><![CDATA[Hye-mi kim]]></category>
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		<description><![CDATA[El Nino è un fenomeno climatico ricorrente nell&#8217;Oceano Pacifico. Avviene in media ogni 5 anni e interessa tutti i Paesi in Via di Sviluppo che basano la propria economia soprattutto sulla pesca e l&#8217;agricoltura. El Nino, infatti, provoca siccità e carestie, inondazioni e perturbazioni che non lasciano scampo alla realizzazione di miglioramenti tangibili per i [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/07/un-nuovo-el-nino-el-nino-modoki/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>El Nino è un fenomeno climatico ricorrente nell&#8217;Oceano Pacifico. Avviene in media ogni 5 anni e interessa tutti i Paesi in Via di Sviluppo che basano la propria economia soprattutto sulla pesca e l&#8217;agricoltura. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6470" title="el-nino-la-nina" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/el-nino-la-nina-150x150.jpg" alt="el-nino-la-nina" width="150" height="170" />El Nino, infatti, provoca siccità e carestie, inondazioni e perturbazioni che non lasciano scampo alla realizzazione di miglioramenti tangibili per i Paesi del Pacifico.</p>
<p>Quando i climatologi avevano previsto che nel corso di quest&#8217;anno si sarebbe verificato il fenomeno El Nino, non sapevano che probabilmente si stavano sbagliando. </p>
<p>Le acque di superficie dell&#8217;Oceano Pacifico si riscaldano più del normale in estate e i dati di riferimento della temperatura intorno all&#8217;equatore stabiliscono il sicuro rischio di siccità, alluvioni e uragani. Lo schema seguito dai climatologi era semplice e lineare.</p>
<p>Hye-Mi Kim e un grupppo di scienziati del Georgia Tech ha decifrato un altro schema. L&#8217;El Nino tanto temuto e previsto, che sarebbe dovuto abbattersi nel corso di questo anno, non è il fenomeno climatico che tutti conoscono, ma è leggermente diverso.<span id="more-6398"></span></p>
<p>I dati suggeriscono che il riscaldamento delle acque di superficie interessa soltanto il Pacifico Centrale, rendendo più difficili le previsioni. Il team del Georgia Tech sono sicuri di trovarsi di fronte ad un nuovo fenomeno climatico, El Nino Modoki (&#8220;simile ma diverso&#8221; in giapponese). Un fenomeno che differisce da El Nino e da La Nina (che invece deriva da un raffreddamento delle acque), perché si verifica a scadenza pluriennale.</p>
<p>Hye-Mi Kim spiega che un ciclo di Modoki farebbe abbattere più uragani e tempeste tropicali sulla terraferma. In dettaglio, il fenomeno interesserebbe soprattutto il Golfo del Messico e i Caraibi Occidentali.</p>
<p>Un&#8217;altra differenza riguarda l&#8217;andamento delle precipitazioni: El Nino rendeva l&#8217;Ovest degli USA più umido. Modoki lo rende più secco. Tuttavia già nel 2009 la bassa frequenza delle tempeste  sull&#8217;Atlantico facevano ben presagire che Modoki non sarebbe apparso. Staremo a vedere&#8230;</p>
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		<title>&#8220;Cambiamenti climatici? L&#8217;uomo non c&#8217;entra.&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 11:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Chris R. De Freitas]]></category>
		<category><![CDATA[El Nino]]></category>
		<category><![CDATA[La Nina]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>

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		<description><![CDATA[L’inquinamento dell’atmosfera e dell’ambiente è ormai una dura realtà, ma per l’uomo moderno “tecnologico e avanzato” è quasi una novità mai conosciuta a fondo, e prima d’ora non si era registrato un inquinamento naturale dell’atmosfera di simile entità. Ma quanto è risultato da una ricerca che andiamo ora a citare allevia in qualche modo la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/30/%e2%80%9ccambiamenti-climatici-l%e2%80%99uomo-non-c%e2%80%99entra%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’inquinamento dell’atmosfera e dell’ambiente è ormai una dura realtà, ma per l’uomo moderno “tecnologico e avanzato” è quasi una novità mai conosciuta a fondo, e prima d’ora non si era registrato un inquinamento naturale dell’atmosfera di simile entità. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1520" title="g" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/g.jpg" alt="g" width="200" height="150" /> Ma quanto è risultato da una ricerca che andiamo ora a citare allevia in qualche modo la posizione dell’uomo (anche se, è da dire, ricerche di questo tipo vanno valutate con estrema prudenza).</p>
<p>Non sarebbero le attività umane la causa principale dei cambiamenti climatici. È questa la principale conclusione di uno studio condotto per due anni, pubblicato nei giorni scorsi dal Giornale del Centro di Ricerca geofisica dell&#8217;Università di Auckland (Nuova Zelanda) che sta mettendo in subbuglio la comunità scientifica internazionale. </p>
<p>Secondo questo studio, negli ultimi 50 anni le variazioni della temperatura media dello strato atmosferico più basso si sono fondamentalmente allineate alle variazioni indotte nell&#8217;Oceano Pacifico orientale dai <span id="more-1518"></span>fenomeni naturali conosciuti con il nome di &#8220;El Nino&#8221; e &#8220;La Nina&#8221;, indipendentemente dall&#8217;aumento delle concentrazioni di gas serra nell&#8217;atmosfera. </p>
<p>Pertanto sarebbero state le oscillazioni delle temperature medie delle correnti oceaniche del Sud del Pianeta determinate da quei fenomeni (la cui fondamentale influenza sugli andamenti stagionali è del resto universalmente riconosciuta) a provocare le conseguenze più pesanti sul clima e non già le emissioni antropiche. </p>
<p>I risultati della ricerca non intendono negare il concorso dell&#8217;anidride carbonica al riscaldamento globale terrestre, ma ne ridimensionano fortemente l&#8217;azione e la responsabilità. Secondo lo scienziato Chris R. De Freitas, uno dei protagonisti dello studio, circa l&#8217;80% delle variazioni della temperatura terrestre sono direttamente addebitabili alla influenza di &#8220;El Nino&#8221; nella circolazione atmosferica . </p>
<p>&#8220;Per assicurarci che non andare a caccia di fantasmi &#8211; ha precisato lo scienziato &#8211; abbiamo incrociato tre set di dati: quelli satellitari, disponibili solo dal 1979 ma molto accurati, i precedenti dati ricavati da radiosonde e quelli della temperatura terrestre misurata a partire dal 1961&#8243;.</p>
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