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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Dolomiti</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Sulle Dolomiti arrivano gli yak.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 23:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
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		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo yak, un bovide autoctono del nord del Tibet e delle regioni montagnose della Cina, è allevato soprattutto in Asia centrale in aree di montagna, a quote che vanno dai 2.000 ai 5.500 di altezza. È un animale che viene sfruttato in vari modi: per il lavoro nei campi, per la produzione di carne e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/03/sulle-dolomiti-arrivano-gli-yak/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo yak, un bovide autoctono del nord del Tibet e delle regioni montagnose della Cina, è allevato soprattutto in Asia centrale in aree di montagna, a quote che vanno dai 2.000 ai 5.500 di altezza.<br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4132" title="yak" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/yak.jpg" alt="yak" width="170" height="160" />È un animale che viene sfruttato in vari modi: per il lavoro nei campi, per la produzione di carne e latte e per il lungo e folto pelo, col quale si producono tende, coperte ed abiti. Il letame viene utilizzato come isolante per i tetti delle case e per il riscaldamento.</p>
<p>In Europa è presente in piccoli allevamenti in Germania, Svezia, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e in Italia, limitatamente al Trentino Alto Adige, dove è attualmente allevato in aree di montagna molto fredde, sfruttando in particolare l’attitudine a produrre carne.</p>
<p>Nel 2005 il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali finanziò un progetto di ricerca triennale riguardante <em>“L’Allevamento dello yak per il recupero delle aree marginali: studi dell’adattamento e valutazione delle caratteristiche dei prodotti”</em>. Il progetto fu affidato al Centro di Ricerca per la Produzione delle Carni e il Miglioramento<span id="more-4113"></span> Genetico (CRA-PCM).</p>
<p>L’esperimento, che ha condotto gli yak in prossimità dei Monti della Laga e nel Parco d’Abruzzo, ha consentito un raddoppiamento del numero degli esemplari introdotti in soli due anni attestando l’alto grado di adattamento di questi animali alle nostre latitudini.</p>
<p>Il comportamento alimentare dell’animale ha inoltre avuto il duplice effetto di favorire il controllo della crescita delle infestanti e consentire la ricrescita delle altre essenze foraggiere, contribuendo a un graduale ripristino delle condizioni normali dei pascoli dell’Appennino.</p>
<p>Sono state effettuate anche delle prove di macellazione, che hanno dimostrato come la carne di yak sia di ottima qualità soprattutto in termini di acidi grassi insaturi e di presenza di quantità notevoli di ferro, rame e zinco.</p>
<p>In base ai positivi risultati di questo esperimento, il ministro alle Politiche agricole Luca Zaia ha in questi giorni importato a Chies d’Alpago, nel Bellunese, degli yak. Questi animali resistenti a tutte le intemperie e dall&#8217;aspetto massiccio ora potranno diventare uno dei nuovi simboli delle Dolomiti patrimonio Unesco.</p>
<p>«Lo scopo dell’iniziativa – spiega Zaia &#8211; è duplice: combattere l’avanzata dei boschi, vista la capacità degli yak di mangiare tutte quelle erbacce che pecore e mucche non gradiscono. Secondo: fungere da attrattiva turistica per il nuovo afflusso sulle Dolomiti &#8211; Unesco».</p>
<p>Prima di concludere, è opportuno fare una considerazione &#8220;scientifica&#8221;, da naturalista. Proprio perché lo yak è un animale non autoctono, si auspica un controllo adeguato delle sue popolazioni messe in stato di semilibertà.</p>
<p>Molti sono stati gli esempi di specie alloctone introdotte in Italia attraverso allevamenti che hanno creato disastri ecologici inaspettati, in virtù del fatto che essendo elementi nuovi ed originali, non hanno praticamente nemici naturali e con l&#8217;andare del tempo tendono ad occupare le nicchie ecologiche delle specie autoctone affini.</p>
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		<title>Italia, Ministero dell’Ambiente esautorato del suo potere.</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 11:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[A seguito della votazione parlamentare sul pacchetto anti-crisi, il Ministero per l’ambiente del nostro paese sembra aver ricevuto un duro colpo: infatti, con un emendamento apposito sono tolte al Ministero di Stefania Prestigiacomo le competenze proprio in materia energetica e nucleare. Ossia, il Ministro è stato escluso dalle decisioni cruciali relative alle reti energetiche. L’articolo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/25/italia-ministero-dell%e2%80%99ambiente-esautorato-del-suo-potere/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A seguito della votazione parlamentare sul pacchetto anti-crisi, il Ministero per l’ambiente del nostro paese sembra aver ricevuto un duro colpo: infatti, con un emendamento apposito sono tolte al Ministero di Stefania Prestigiacomo le competenze proprio in materia energetica e nucleare.<br />
</strong><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-1474" title="43" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/43-201x300.jpg" alt="43" width="150" /> Ossia, il Ministro è stato escluso dalle decisioni cruciali relative alle reti energetiche. L’articolo è stato scritto dal Ministro Calderoli, e di fatto non solo esautora il Ministero dell’Ambiente, ma anche tutti gli Enti locali che entrano nel merito delle decisioni relative agli approvvigionamenti energetici. </p>
<p>Ciò vuol dire che per la costruzione di una centrale elettrica, non occorrerà più il parere di nessun esperto, non si dovranno produrre studi per ottenere le VIA, non si terrà conto di alcun vincolo ambientale, locale o paesaggistico e senza neanche informare le amministrazioni locali. </p>
<p>Il Ministro Prestigiacomo, però, minaccia di dimettersi, se un articolo simile dovesse essere approvato alla Camera, raccogliendo la solidarietà anche dei gruppi ambientalisti. Ma la discussione sul maxiemendamento, che come un cerotto dovrebbe sistemare un pò di falle lasciate aperte e non solo nel settore energia, è stato sospeso oggi. </p>
<p>Riferisce Il Giornale: Il maxiemendamento al quale sta lavorando il governo comunque conterrebbe anche alcune micromodifiche: tra queste la proroga per la <span id="more-1473"></span>pubblicazione degli studi di settore e un intervento legato al settore dell’energia. </p>
<p>Scrive il Ministro Prestigiacomo: “Ribadisco che l’art. 4 va modificato. Francamente anche io sono sorpresa dal fatto che il mio collega Calderoli non fosse a conoscenza della forte contrarietà espressa dal ministero dell’Ambiente su questa norma. Si informi con i suoi uffici.<br />
Certo, nel penultimo consiglio dei ministri in cui è stato approvato il decreto ero assente perché mi trovavo a Siviglia per far conquistare alle <a title="Dolomiti, patrimonio dell'umanità" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/07/le-dolomiti-sono-patrimonio-universale-dell%E2%80%99umanita/" target="_self">Dolomiti il sigillo dell’Unesco</a>; e non sono certo mancati emendamenti correttivi al testo durante la discussione in commissione.<br />
Nel merito il sistema delle autorizzazioni funziona a ritmo serrato da un anno, e stiamo recuperando ritardi storici: cito da ultimo l’autorizzazione per Porto Tolle, dopo ben otto anni di rimpalli. Poi, se il Ministro per la Semplificazione pensa che semplificare voglia dire abolire i controlli sull’ambiente e la tutela della salute dei cittadini, può stare certo che non mi troverà mai d’accordo. E dubito che la società civile da lui invocata accetterà mai di vedere costruite sul proprio territorio centrali elettriche ad olio, a carbone, reti energetiche, o addirittura centrali nucleari senza i dovuti controlli ambientali e di sicurezza per le popolazioni”. Vedremo quali risposte il premier le offrirà.</p>
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		<title>Le Dolomiti sono Patrimonio Universale dell’Umanità.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 11:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il “World Heritage Committee” ha ufficialmente inserito le Dolomiti nella lista del “Patrimonio Universale dell&#8217;Umanità” Unesco. Si tratta di nove gruppi dolomitici per un&#8217;estensione complessiva di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine. L&#8217;Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha dato la sua approvazione qualche giorno [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/07/le-dolomiti-sono-patrimonio-universale-dell%e2%80%99umanita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il “World Heritage Committee” ha ufficialmente inserito le Dolomiti nella lista del “Patrimonio Universale dell&#8217;Umanità” Unesco.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1214" title="foto11" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/foto11-300x225.jpg" alt="foto11" width="292" height="219" /> Si tratta di nove gruppi dolomitici per un&#8217;estensione complessiva di<strong> </strong><strong><span style="font-weight: normal;">231 mila etta</span></strong>ri, suddivisi tra le province di <strong><span style="font-weight: normal;">Trento</span></strong><strong>, </strong><strong><span style="font-weight: normal;">Bolzano</span></strong><strong>, </strong><strong><span style="font-weight: normal;">Belluno</span></strong><strong>, </strong><strong><span style="font-weight: normal;">Pordenone</span></strong><strong> </strong>ed <strong><span style="font-weight: normal;">Udine.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&#8217;Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha dato la sua approvazione qualche giorno fa. Il consigliere trentino Mauro Gilmozzi aveva già detto di aver ricevuto anche una conferma non ufficiale del fatto che il Comitato del Patrimonio Mondiale avrebbe risposto positivamente a questa possibilità. </p>
<p>Il comitato interno all’IUCN si era riunito a Siviglia dal 22 al 30 giugno per esaminare le domande provenienti da tutto il mondo. Questa splendida catena montuosa, quindi, si affianca alle meraviglie naturali e culturali delle Nazioni Unite che già facevano parte della “ World Heritage List”. </p>
<p>In aggiunta alle Dolomiti, anche la Cascata delle Marmore spera di unirsi ai 174 siti naturali già in elenco. Reinhold Messner, alpinista italiano, considerato uno degli scalatori<span id="more-1213"></span>  più grandi al mondo, che con le Dolomiti ha un rapporto particolare e “confidenziale”, la scorsa settimana ha spiegato il motivo per cui era così entusiasta della campagna.<br />
&#8220;Sono estremamente favorevole all&#8217;idea perché credo che le Dolomiti abbiano caratteristiche uniche, per cui non si possa paragonarle a nessun’altra montagna del mondo&#8221;. </p>
<p>La loro bellezza deriva dal contrasto tra il verde dei prati e le pareti rocciose verticali e la composizione della roccia stessa, che cambia colore durante il giorno. E anche dal fatto che ogni montagna ha un proprio unico e riconoscibile volto, con caratteristiche peculiari&#8221;. L&#8217;IUCN qualche anno fa criticò la mancanza di coordinamento tra le varie province del Trentino coinvolte nella campagna, ma sarebbe stato certamente un peccato non valorizzarle ufficialmente, come ora invece finalmente è successo. Queste strutture montagnose naturali sono per il nord Italia un vero e proprio paradiso, che attrae i vacanzieri attivi, gli alpinisti con le loro scalate, escursionisti e sciatori di tutto il mondo.</p>
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