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disastro ecologico

Fanghi rossi in Ungheria: morie di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio.

ottobre 8th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Tibor Dobdson, portavoce delle squadre di soccorso ungheresi, ha detto a Reuters che ci sono notizie di morie sporadiche di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio, contaminati dalla fuoriuscita.

Le squadre al lavoro sono impegnate nel ridurre l’alcalinità della fuoriuscita, avvenuta lunedì scorso da un bacino di contenimento in una fabbrica di alluminio, poi riversatasi nel Raba, affluente del Danubio.
Quattro ore più tardi è arrivata al Mosoni-Danubio, un ramo meridionale del Danubio.

Quattro sinora i morti per il disastro ambientale, tre i dispersi, mentre i feriti sono 150.

A Gyor, città nel nordovest dell’Ungheria dove il Raba confluisce nel Danubio, un giornalista Reuters ha visto schiuma bianca e pesci morti a galla.
Ieri erano già stati trovati diversi pesci morti dopo che che i fanghi rossi contaminanti fuoriusciti da una fabbrica di alluminio in Ungheria avevano raggiunto il secondo … continua

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Disastro ecologico in Ungheria: sversamento di fanghi rossi tossici da un’industria dell’alluminio.

ottobre 5th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Terra

Disastro ecologico in Ungheria: l’avvelenamento è dovuto allo sversamento di fanghi rossi, ossia residui tossici della bauxite utilizzata per la produzione di alluminio.

Almeno quattro persone sono morte, e tra loro un bambino di tre mesi, in conseguenza della rottura di una chiusa che conteneva fanghi liquidi rossi (residui tossici di lavorazione residui tossici della bauxite utilizzata per la produzione di alluminio) in un villaggio dell’Ungheria occidentale, Kolontar, nella località di Ajka, nei pressi del lago Balaton.

Lo sversamento ha causato una sorta di alluvione, con i fanghi rossi avvelenati alti più di un metro. L’ha reso noto oggi, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Mti, il sindaco Karoly Tily.

Tutte e quattro le vittime erano residenti del villaggio. I servizi d’emergenza stanno cercando altre sette persone che risultano disperse, ed è stato dichiarato lo stato d’emergenza in tre contee nell’ovest del Paese per quello che si configura come un vero disastro … continua

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“Top hat 10″, il nuovo tappo per cercare di arginare la marea nera.

luglio 13th, 2010 by Sara in Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Ennesimo tentativo per arginare la marea nera nel Golfo del Messico. La Bp è riuscita a posare il nuovo “tappo” sul pozzo di petrolio nei fondali. Michelle Obama: “Importante per il Paese sapere che questi posti continuano ad essere vivi e belli”.

La copertura dovrebbe riuscire a contenere integralmente la fuga dei milioni di litri di greggio che da oltre tre mesi si riversano quotidianamente nell’oceano.

Le prossime 48 ore saranno cruciali per capire se l’operazione ha avuto successo: le immagini diffuse sul sito internet del gruppo petrolifero britannico mostrano la posa del tappo a una profondità di 1.500 metri.

Battezzato “top hat 10″, il nuovo imbuto sostituisce il modello precedente che raccoglieva al massimo 25.000 barili di petrolio, contro i 35.000-60.000 che sgorgavano dal pozzo.

Saranno chiuse le valvole del gigantesco coperchio per controllare la pressione interna del pozzo e verificare il flusso del petrolio.

Dalle prime immagini tv il nuovo tappo spesso cinque metri e del peso di 40 tonnellate posato dai robot sottomarini sembra aver fermato completamente la fuoriuscita di … continua

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Marea nera nel Golfo del Messico: conseguenze disastrose per anni.

giugno 9th, 2010 by Sara in Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

L’ammiraglio Allen: il petrolio si sta disperdendo. Le operazioni di recupero vanno avanti. Interessati 200 chilometri di coste. Erin Brokovich si schiera con i pescatori. E la Casa Bianca annuncia multe pesantissime alla Bp.

marea-neraLa marea nera, dopo le ultime operazioni, è diventata una vasta chiazza di “centinaia di migliaia di macchie che vanno in diverse direzioni”. Un quadro preoccupante, quello descritto dall’ammiraglio Thad Allen, coordinatore delle operazioni di contenimento della perdita di greggio nel Golfo del Messico.

Soprattutto se si tiene conto del fatto che la costa della regione risentirà “per anni” delle conseguenze del disastro. Tra l’altro bisogna anche augurarsi che non ci siano uragani in vista, perché in tal caso la Bp sarebbe costretta a fermare le operazioni di contenimento.

Finora la British Petroleum ha speso 1,25 miliardi di dollari per cercare di arginare la marea nera. Una cifra destinata a crescere, soprattutto per via delle multe, ha assicurato Robert Gibbs, portavoce della Casa Bianca: “Loro sono quelli che hanno colpa e loro si accolleranno i costi che, c’è da immaginare, saranno ben più alti dei guadagni che potranno … continua

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Disastro ambientale nel Golfo del Messico: fallisce la prova della cupola.

maggio 10th, 2010 by Diego in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

L’inquinamento da petrolio non può essere considerato un incidente occasionale ma una malattia che investe l’intero pianeta: si perdono in media 4 milioni di tonnellate all’anno in tutto il globo (600.000 tonnellate nel solo Mediterraneo).

disastro BPLa piattaforma Deepwater Horizon della BP (British Petroleum), esplosa il 20 aprile e affondata il 22, oltre a uccidere undici persone ha rilasciato in mare una quantità imprecisata di petrolio.

Pochi giorni fa sono state eseguite, davanti alle coste della Louisiana, in USA, le complicate operazioni di posa di un’enorme cupola d’acciaio da cento tonnellate sul fondo del mare nel tentativo di bloccare la fuoriuscita di greggio dal pozzo, sotto la piattaforma esplosa, che sta causando danni ambientali enormi.

La struttura, alta 12 metri in cemento e acciaio da 100 tonnellate, è stata installata a 1.525 metri di profondità. Ma la compagnia BP, responsabile dei danni, ha fallito il suo obiettivo di arginare le enormi perdite.

BP sperava così di arginare i danni e riuscire a raccogliere il petrolio disperso. Al momento, dalle falle fuoriescono circa 757 mila litri di petrolio al giorno. … continua

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