copenhagen
Carlgren: “Il Vertice di Copenhagen è stato un disastro”.
dicembre 22nd, 2009 by Diego in Aria, Clima, Sviluppo sostenibile, Terra
La conferenza internazionale sul clima di Copenhagen è stata “un disastro”, l’Ue deve ora decidere come procedere.
A dirlo è stato il ministro dell’Ambiente svedese Andreas Carlgren, che oggi a Bruxelles presiede il Consiglio dei ministri del settore dei Ventisette.
I titolari europei dell’Ambiente discutono di Copenhagen durante il pranzo.
“Dobbiamo vedere come procedere dopo il disastro di Copenhagen” ha detto Carlgren arrivando a Bruxelles.
Le critiche sul sistema decisionale Onu è tra i temi del pranzo, già ieri fonti comunitarie hanno sostenuto la necessità di migliorarlo, ipotizzando anche possibilità di decisioni a livello regionale anziché subito globale.
Del resto, c’è chi torna a sostenere la necessità di una ‘carbon tax’ sulle importazioni da paesi che rifiutano di tagliare le emissioni. E’ il caso del ministro belga incaricato … continua
tags cambiamenti climatici, CO2, copenhagen, Svezia
The Guardian: documento segreto ONU rivela dati sconcertanti.
dicembre 21st, 2009 by Diego in Acqua, Clima, Sviluppo sostenibile, Terra
Al COP15, l’”accordino” tra Usa, Cina, India, Brasile e Sudafrica è poca cosa rispetto alle aspettative di un grande vertice che avrebbe dovuto migliorare le intese di Kyoto.
Ma veniamo ora a conoscenza di un documento di importanza straordinaria, pubblicato dal giornale “The Guardian”.
Chi sostiene che il riscaldamento globale è una bufala dovrebbe leggere il documento ultra confidenziale dell’Onu, con indicato “do not distribute”, ma che il Guardian ha scannerizzato sul proprio sito.
Il documento dimostra un divario di almeno 4,2 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 tra gli impegni presentati ed i livelli necessari perché le temperature globali rimangano al di sotto dell’aumento di due gradi, limite pesantemente contestato al vertice dai paesi insulari a rischio inondazioni. In realtà, però, l’aumento della temperatura della Terra sarebbe addirittura di tre gradi.
Joss Garman di Greenpeace ha detto al Guardian che tre gradi in più potrebbero portare “al collasso della foresta pluviale amazzonica, ad una penuria d’acqua che paralizzerebbe il Sud America e l’Australia ed alla quasi estinzione delle barriere coralline tropicali”. … continua
Legambiente risponde alla Prestigiacomo.
dicembre 20th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile
Le parole del Ministro italiano per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, secondo cui, se gli Usa e la Cina non assumono un ruolo chiaro e vincolante nella lotta alle emissioni, l’Unione Europea dovrebbe mantenersi passiva in tale contesto, hanno scatenato la reazione di Legambiente.
“Senza Usa e Cina la Ue non passi al 30% sulle riduzione di emissioni di CO2” ha affermato la Prestigiacomo. Ma secondo Legambiente il ministro sbaglia: “E’ ora il momento di scommettere sull’accordo”
“E’ proprio ora, invece, il momento per l’Unione Europea di scommettere sull’accordo e di lanciare la carta della riduzione delle sue emissioni di gas serra del 30% al 2020”.
Edoardo Zanchini, responsabile energia e clima di Legambiente, commenta così la dichiarazione odierna del ministro dell’Ambiente Prestigiacomo a Copenhagen, secondo cui senza impegni di Usa e Cina, per l’Europa passare dal 20% al 30% non avrebbe effetti sul negoziato, né … continua
COP15: la Prestigiacomo accusa. La Confeuro si allinea.
dicembre 20th, 2009 by Diego in Clima, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile
Copenhagen è stato un fallimento e la colpa è di Stati Uniti e Cina. Questa, in sintesi, l’opinione espressa da Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, rappresentante inviato dall’Italia alla Conferenza sul Clima.
“E’ stato un fallimento, un’esperienza fortemente deludente – ha detto Prestigiacomo in un’intervista sulla Stampa – Il mondo si attendeva una ricetta per affrontare l’emergenza climatica e si ritrova sostanzialmente niente”.
Mesi e mesi di trattative “sono stati vanificati dal G2, dall’accordo tra Usa e Cina i cui presidenti, a un certo punto, si sono visti cinque minuti in albergo e hanno mandato a monte tutto.
Hanno fatto saltare il banco”, rivela il ministro dell’Ambiente, precisando che questi due paesi “non accettano impegni vincolanti e verificabili.
Non vogliono, insomma, che ci siano accordi internazionali che impongano loro alcunché e non vogliono, soprattutto, che ci possano essere dei controlli su quello che stanno facendo in materia di riduzione effettiva delle emissioni … continua
tags cambiamenti climatici, Cina, CO2, copenhagen, Italia, riscaldamento globale, usa
Vertice di Copenhagen: il “no” dei piccoli pesa come un macigno.
dicembre 19th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile
Alcuni Paesi in Via di Sviluppo minacciavano di far saltare l’intesa raggiunta stanotte; i delegati alla Conferenza dell’Onu sul clima a Copenhagen hanno così approvato una mozione con cui accettano l’accordo mediato dagli Stati Uniti con Cina, India, Brasile e Sudafrica.
“La conferenza decide di prendere nota dell’Accordo di Copenhagen del 18 dicembre del 2009″, ha dichiarato il presidente della sessione plenaria della Conferenza che si era aperta nella capitale danese il 7 dicembre scorso.
Dopo la forte opposizione al testo da parte di alcuni Paesi in Via di Sviluppo – tra cui Venezuela, Sudan, Nicaragua e Cuba – i delegati hanno rinunciato alla procedura abituale di votare punto per punto il documento, optando per la formula più soft e meno impegnativa del ‘prendere nota’ dell’accordo.
A un drappello di Paesi tra cui Venezuela, Sudan e Tuvalu non è piaciuto l’accordo al ribasso, che prevede solo un impegno a limitare entro un massimo di due gradi l’aumento delle temperature, non fissa cifre sui tagli alle emissioni di gas serra … continua
COP15: finalmente c’è l’accordo, tra soddisfazione e critiche.
dicembre 19th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile
L’accordo è arrivato in serata, in extremis, dopo una intensa giornata di colloqui, tra Usa, Cina, India e Sudafrica, ma quest’intesa sembra stia lasciando insoddisfatti molti Paesi.
Finalmente, il presidente Obama ha trovato un’intesa con il premier cinese Wen Jiabao, il premier indiano Sing e il leader sudafricano Zuma, sul limite di 2°C da porre all’innalzamento della temperatura, e su un meccanismo di finanziamento per la riduzione delle emissioni.
Lo stesso funzionario americano ammette che l’intesa non è sufficiente a combattere i mutamenti climatici, anche se si tratta di “un primo capitolo importante”: nessun Paese è completamente soddisfatto, ma questo è “uno storico passo” su cui costruire in seguito.
“Il tempo delle parole è scaduto. Non c’è tempo da perdere”, aveva detto in mattinata il leader della Casa Bianca. L’intesa arriva dopo un’intensa giornata di colloqui.
Dalla riunione è emersa una nuova bozza che utilizza l’espressione “accordo di Copenhagen” e prevede il taglio delle emissioni di gas serra del 50% entro il … continua
tags cambiamenti climatici, Cina, Clima, CO2, copenhagen, efficienza energetica, energia pulita, India, inquinamento, riscaldamento globale, risparmio energetico
COP15, Obama: ”Il tempo delle parole è scaduto. Bisogna agire”.
dicembre 18th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile
Così il Presidente americano, a Copenhagen, esprime scelte chiare per aiutare l’ambiente e il clima. Intanto il presidente francese Sarkozy “punta il dito” contro Cina e India. Ma il premier cinese Jiabao spiega le sue ragioni.
”La nostra capacità di adottare azioni collettive è in forse, mentre il mondo ci guarda”, ha aggiunto Obama, parlando di fronte a 120 capi di stato e di governo.
”La sfida che ci troviamo di fronte consiste nella nostra capacità di affrontarla” ha affermato, ribadendo gli impegni che gli Stati Uniti sono disposti a prendere, ”nel quadro di un accordo generale” annunciati ieri dal segretario di stato, Hillary Clinton. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, ridurranno le emissioni dei gas a effetto serra ”indipendentemente da ciò che accade a Copenhagen”.
Dopo trattative durate tutte la notte a Copenhagen questa mattina si respirava un’aria di ottimismo in vista dell’accordo. Ma il presidente Nicolas Sarkozy … continua
tags cambiamenti climatici, Cina, Clima, CO2, copenhagen, Francia, India, riscaldamento globale, usa
COP15: rischi reali di fallimento. Atteso l’arrivo di Obama.
dicembre 17th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile
Il negoziatore capo cinese si oppone alla bozza di accordo danese: “Questo è un processo a guida multipla, quindi una bozza danese senza consultazioni preliminari mette in pericolo un successo del vertice, che può concludersi con un buon risultato solo con la partecipazione di tutte le parti”.
Il testo danese è definito dall’agenzia stampa Xinhua “senza valore e distruttiva”. La posizione cinese, viene sottolineato, è sostenuta da Brasile, India, Sudafrica e altri Paesi in Via di Sviluppo.
Oggi arriverà a Copenhagen anche il primo ministro Wen Jiabao, che assumerà la guida della delegazione di Pechino.
Intanto fonti della delegazione danese hanno riferito ai media locali che tutti i tentativi di raggiungere un compromesso sono falliti.
La Danimarca, paese organizzatore della conferenza internazionale sul clima di Copenhagen, avrebbe infatti rinunciato alla possibilità di raggiungere un accordo finale. … continua
COP15: ora presiederà il premier danese. Alcuni paesi: “Noi ignorati, e poca organizzazione”.
dicembre 16th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile
Il ministro dell’ambiente danese, Connie Hedegaard, si è dimessa da presidente della conferenza Onu sul clima in corso a Copenhagen.
Il suo ruolo sarà assunto dal premier danese Lokke Rasmussen. Intanto alcuni paesi lamentano uno scarso coinvolgimento nelle trattative e un’organizzazione poco consona.
La Hedegaard parla di ragioni di protocollo, ma era stata pesantemente criticata dalle nazioni africane perché avrebbe favorito nei negoziati i Paesi ricchi.
“Con tanti delegati e capi di Stato e di governo in arrivo per rilasciare le loro dichiarazioni è giusto che sia il primo ministro danese a presiedere” ha spiegato.
Ma al summit i delegati di Brasile, India ed Ecuador, insieme a numerosi altri Paesi in via di sviluppo, si sono lamentati che il vertice sul clima “non prende in considerazione” le loro esigenze. Per i delegati il problema è con i Paesi ricchi che, secondo loro, li … continua
Al Gore: “Rischio che Artico sparica in 5-7 anni”. Maslowski nega.
dicembre 16th, 2009 by Diego in Clima
Da Copenhagen Al Gore ha lanciato l’allarme sulla possibilità che l’intera calotta polare artica sparisca nei prossimi 5-7 anni, ma lo scienziato da lui citato ora lo smentisce.
“Non mi è chiaro come sia arrivato a questa cifra, io non farei mai una stima di probabilità così precisa”, ha dichiarato al “Times” Wieslav Maslowski.
“Questi dati sono recenti, alcuni dei modelli del dottor Maslowski suggeriscono che vi sia il 75% di possibilità che l’intera calotta polare artica, durante i mesi estivi, si sciolga completamente tra 5-7 anni”, ha detto ieri Al Gore, intervenendo ad una riunione a margine del vertice nella capitale danese.
L’ufficio di Al Gore ha ammesso che il dato del 75% era stato usato da Maslowski come una “cifra approssimativa” alcuni anni fa durante una conversazione con il futuro Nobel per la pace.
Ma la polemica del “Climagate” si riaccende, per lo scandalo delle e-mail ‘rubate’ dagli hacker dagli archivi degli scienziati dell’unità di ricerca sul clima dell’University of East Anglia, che proverebbero come alcuni dati siano stati manipolati per poter rafforzare … continua
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