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	<title>Ok Ambiente . com &#187; carta</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Vado a fare shopping&#8230; sostenibile!</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 14:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Volete fare uno shopping sostenibile? Se la risposta è sì, potrete trovare idee accattivanti nel sito &#8220;Green Fvg&#8221;. Sotto la voce &#8220;Shopping, eco-prodotti dall&#8217;Italia&#8221;, compaiono infatti varie categorie merceologiche contenenti schede di prodotti innovativi, di eccellente design, creati a partire da materiale riciclato. Il sito greenfvg.it, nato nel novembre 2009, vuol essere portavoce della sostenibilità ambientale [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/10/vado-a-fare-shopping-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Volete fare uno shopping sostenibile? Se la risposta è sì, potrete trovare idee accattivanti nel sito &#8220;Green Fvg&#8221;. Sotto la voce &#8220;Shopping, eco-prodotti dall&#8217;Italia&#8221;, compaiono infatti varie categorie merceologiche contenenti schede di prodotti innovativi, di eccellente design, creati a partire da materiale riciclato.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/green-fvg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12535" title="green-fvg" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/green-fvg.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il sito<a title="Green-fvg" rel="nofollow" href="http://www.greenfvg.it/green/" target="_blank"> <strong><em>greenfvg.it</em></strong></a>, nato nel novembre 2009, vuol essere portavoce della sostenibilità ambientale e del <em><strong>&#8220;buonessere&#8221; </strong></em>per la Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la libera informazione del web.</p>
<p>Si tratta di una voce autonoma e indipendente che raccoglie le voci dei protagonisti regionali e nazionali delle buone pratiche ambientali.</p>
<p>Cliccando alla voce <em><strong>&#8220;Shopping, eco-prodotti dall&#8217;Italia&#8221;</strong></em>, si accede ad una lista di categorie merceologiche varie, che vanno dall&#8217;abbigliamento agli arredi, dai casalinghi ai trasporti.</p>
<p>I prodotti presentati, creati da<strong> aziende virtuose</strong> sparse in tutto il paese, sono caratterizzati da un alto valore ambientale e da un design unico.</p>
<p>Vediamo quelli che ci sono piaciuti di più (ma, credete, c&#8217;è davvero l&#8217;imbarazzo<span id="more-12499"></span> della scelta!):</p>
<p>I prodotti in <strong>alluminio riciclato</strong> ci sembrano particolarmente significativi, visto l&#8217;alto impatto ambientale dell&#8217;estrazione della bauxite nelle miniere a cielo aperto, e gli enormi rischi per gli ecosistemi e la salute umana connessi con lo stoccaggio dei famigerati <a title="Dalla bauxite all’alluminio, passando per i fanghi rossi." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/dalla-bauxite-allalluminio-passando-per-i-fanghi-rossi/" target="_self">fanghi rossi</a>.</p>
<ol>
<li>Caffettiere &#8220;Cuor di Moka&#8221; e &#8220;Mukka Express&#8221; della <strong><em>Bialetti</em></strong>, realizzate per il 70% in alluminio riciclato pre-consumo. Il design è veramente bello, e la qualità è garantita.</li>
<li>Sedie realizzate in alluminio riciclato dall&#8217;azienda<strong><em> Emeco c/o Joint srl</em></strong>: ce ne sono per tutti i gusti.</li>
<li>La &#8220;Ricicletta&#8221; della <strong><em>SpeedCross di Torretta P. &amp; C. snc</em></strong>. E&#8217; molto leggera grazie al telaio in alluminio riciclato; è dotata di cambio a tre velocità Nexus, prodotto da Shimano.</li>
</ol>
<p>Che dire poi degli articoli in<strong> legno</strong>, <strong>carta e cartone riciclati</strong>: è necessario ricorrervi se vogliamo arrestare la distruzione delle foreste tropicali primarie.</p>
<ol>
<li>Articoli per il disegno e scrittura per l&#8217;infanzia della linea &#8220;Il mondo di Nic&#8221; della <strong><em>Arbos</em></strong>, realizzati in carta riciclata. Le copertine sono illustrate da Nicoletta Costa e le pagine interne sono gradevolmente ravvivate da tenui colori pastello.</li>
<li>Culla realizzata in legno riciclato dall&#8217;azienda <strong><em>Camposad</em></strong>, che produce anche cassettiere, tavolini, scrivanie, librerie ecc. Semplice e sobria.</li>
<li>La &#8220;Mensolalbero&#8221;realizzata in carta e cartone riciclati dallo<strong><em> Scatolificio Mengoni Silvio</em></strong>: allegra, ideale per riporre i giochi dei più piccoli. Della stessa linea esistono anche il tavolo e la sedia per bambini.</li>
</ol>
<p>Infine, non scordiamoci della <strong>plastica</strong>: come sappiamo è fatta a partire da composti petrolchimici. Nel mondo ce n&#8217;è già tanta, non produciamone più, ma ricicliamola. Ci sono un&#8217;infinità di possibilità di riciclo.</p>
<ol>
<li>Le penne &#8220;Recycled&#8221; realizzate in plastica riciclata derivata da stampanti per computer. L&#8217;azienda è <strong><em>Ideacharme</em></strong>, e produce un&#8217;ampia gamma di prodotti in plastica riciclata: raccoglitori ad anelli, blocchi notes, cartelline, righelli, mouse pad, astucci, portachiavi, etichette, magneti&#8230;</li>
<li>La &#8220;Baby Synchilla Bunting&#8221;, tutina in pile per bambini composta al 100% da PET riciclato post-consumo. Linea morbida e comoda, è prodotta dall&#8217;azienda <strong><em>Patagonia Italia</em></strong>, che offre anche indumenti in pile per adulti come felpe e cappelli.</li>
</ol>
<p>Insomma, i<strong> prodotti riciclati</strong> portano in sé il valore dell&#8217;impegno per la salvaguardia ambientale e rispettano il lavoro umano attraverso il risparmio ed il riuso dei materiali che altrimenti andrebbero perduti.</p>
<p>L&#8217;impegno del singolo cittadino, coordinato con quello delle istituzioni e delle organizzazioni che operano sul territorio, può offrire risultati che ritornano utili alle stesse persone che hanno iniziato il ciclo: in effetti, anche in tempo di crisi, il <strong><em>mercato del riciclo </em></strong>è fiorente e ricco di novità. Sta a noi aiutarlo a crescere, scegliendo di orientare i consumi verso la sostenibilità.</p>
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		<title>Al via le &#8220;Cartoniadi della qualità&#8221; proposte da Comieco.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 10:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comieco sfida l&#8217;Italia proponendo un&#8217;interessante competizione: le &#8220;Cartoniadi&#8221;. Le città in gara saranno 4 ed avranno 1 mese di tempo per migliorare la qualità della raccolta cittadina di carta e cartone: la città vincitrice si aggiudicherà 30.000 euro. Comieco è il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica: raggruppa circa 3.500 aziende della [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/11/al-via-le-cartoniadi-della-qualita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Comieco sfida l&#8217;Italia proponendo un&#8217;interessante competizione: le &#8220;<em>Cartoniadi&#8221;.</em> Le città in gara saranno 4 ed avranno 1 mese di tempo per migliorare la qualità della raccolta cittadina di carta e cartone: la città vincitrice si aggiudicherà 30.000 euro. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8701" title="cartoniadi" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/cartoniadi1.jpg" alt="cartoniadi" width="150" height="150" />Comieco è il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica: raggruppa circa 3.500 aziende della filiera cartaria ed ha come finalità il riciclo e il recupero degli imballaggi di origine cellulosica.</p>
<p>Da vari anni organizza, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e della Federazione Italiana Giuoco Calcio, le <em>Cartoniadi, </em>una competizione virtuosa nella quale, per un periodo definito, gli abitanti delle diverse città coinvolte si impegnano collettivamente per incrementare la raccolta di carta, cartone e cartoncino, con l&#8217;obiettivo di vincere gli importanti premi in palio.</p>
<p>L’11 giugno sarà il “Kick off day” dell&#8217;iniziativa del 2010, che vedrà in gara quattro comuni in rappresentanza delle 4 macro-aree italiane: Caserta per il Sud, Livorno per il<span id="more-8647"></span> centro, Monza per il Nord e Sassari per le Isole.</p>
<p>Le 4 città partecipanti avranno tempo fino all’11 luglio per migliorare il più possibile la loro raccolta differenziata di carta e cartone in particolare sotto il profilo della “qualità”, differenziando correttamente e senza errori tutti i materiali a base cellulosica, e vincere così il premio di 30.000 euro messo in palio da Comieco. L’iniziativa ha chiaramente lo scopo di sensibilizzare i cittadini verso la raccolta differenziata coinvolgendoli direttamente nella gara.</p>
<p>Come funzionano le Cartoniadi? Il primo passo sarà l’assegnazione di un punteggio iniziale basato sui livelli qualitativi e quantitativi della raccolta differenziata riscontrati nelle 4 aree prima dell’inizio della manifestazione. Nel corso del mese di gara, si procederà poi ad un doppio monitoraggio della raccolta che terrà conto della percentuale di impurità presenti sia nella raccolta domestica che in quella industriale. Questo indicatore determinerà il punteggio finale.</p>
<p>I cittadini saranno informati sulle regole di base del riciclo dei materiali cellulosici, che purtroppo ancora oggi viene fatto in modo spesso scorretto. Infatti, nonostante 8 italiani su 10 si impegnino giornalmente a separare la carta e il cartone dagli altri rifiuti, sono ancora tanti quelli che non hanno ancora imparato a differenziare correttamente questi materiali.</p>
<p>Ad esempio, un italiano su due dichiara di gettare nella differenziata gli <em>scontrini</em>, un errore ancora molto frequente, nonostante sia stato fatto qualche piccolo passo avanti (a novembre 2009 lo stesso errore lo commetteva il 57% del campione). Il 27% degli intervistati, sbagliando, manda invece alla differenziata la <em>carta sporca di cibo</em> (31% nel 2009), e si confermano frequenti errori come differenziare i <em>giornali ancora avvolti nel cellophane</em> (25%) e i <em>fazzoletti di carta</em> (17%).</p>
<p><em>I consigli principali sono</em>: selezionare correttamente carta e cartone togliendo punti metalli, nastri adesivi e materiali non cellulosici (ad es. il sacchetto di plastica che contiene le riviste); appiattire le scatole prima di buttarle; non mettere nel contenitore i materiali contaminati da cibo e terra; non mettere nel contenitore gli scontrini, la carta oleata e i fazzoletti usati.</p>
<p>“<em>L’obiettivo per queste quattro città</em> – afferma Attoma, presidente di Comieco – <em>è quello di avvicinarsi il più possibile alle percentuali massime di impurità ammesse nella raccolta in forza del nuovo accordo Anci-Conai, che prevede un 3% per la raccolta delle famiglie e un 1,5% per la raccolta commerciale. Nelle precedenti edizioni delle Cartoniadi, abbiamo riscontrato un incremento medio dei volumi di raccolta pari a circa il 30% e un consolidamento di queste buone abitudini del tempo che hanno portato ad almeno un +15%.</em>”</p>
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		<title>L&#8217;inchiesta di Greenpeace sulla sostenibilità degli editori italiani.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 08:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo stesso giorno in cui viene celebrata l&#8217;apertura del Salone del libro di Torino l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace rende noto il risultato della sua inchiesta presso gli editori italiani. Ecco la domanda posta agli editori: da dove prendete la carta? L&#8217;associazione ha condotto un&#8217;inchiesta presso gli editori italiani chiedendo loro se sapevano da dove venisse la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/21/linchiesta-di-greenpeace-sulla-sostenibilita-degli-editori-italiani/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo stesso giorno in cui viene celebrata l&#8217;apertura del Salone del libro di Torino l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace rende noto il risultato della sua inchiesta presso gli editori italiani. Ecco la domanda posta agli editori: da dove prendete la carta?</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8121" title="greenpeace-" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/greenpeace-1.jpg" alt="greenpeace-" width="160" height="140" />L&#8217;associazione ha condotto un&#8217;inchiesta presso gli editori italiani chiedendo loro se sapevano da dove venisse la materia prima che usano: la carta. </p>
<p>Il risultato che viene fuori è che, purtroppo, la maggior parte di loro non lo sa e questo dato è abbastanza preoccupante.</p>
<p>Ecco i dati che ha raccolto Greenpeace: solamente il 6% degli editori italiani (tra cui Bompiani, Fandango, Hacca e Gaffi) stampa i propri libri su carta sostenibile che aderisce al progetto di Greenpeace <strong>&#8220;Editori amici delle foreste&#8221;</strong>.</p>
<p>La maggioranza (il 55% per essere precisi) non ha informazioni chiare sulla provenienza della carta utilizzata. In questo gruppo troviamo i principali editori italiani: Mondadori, Rcs Libri, Gruppo Giunti, Gruppo Mauro Spagnol (precisiamo che da soli valgono più<span id="more-7994"></span> della metà del mercato!). </p>
<p>Un 20% infine si è dimostrato talmente poco interessato al problema da non rispondere: tra questi citiamo Feltrinelli&#8230;</p>
<p>Il dato più preoccupante sta nell&#8217;ignoranza della maggioranza sulla provenienza della carta perché ciò significa che tanti editori non sanno, ad esempio, se nella loro attività quotidiana contribuiscono o meno all&#8217;incremento dei fatturati dell&#8217;Asian Pulp and Paper, il più grande produttore di carta dell&#8217;Indonesia e il secondo a livello mondiale.</p>
<p>Molte persone non sanno che l&#8217;Asian Pulp and paper dagli anni Ottanta ad oggi ha distrutto un milione di ettari di foreste nella sola isola di Sumatra, contribuendo a fare dell&#8217;Indonesia il terzo produttore mondiale di anidride carbonica, il più pericoloso dei gas serra.</p>
<p>Per ogni tonnellata di cellulosa prodotta da App in Indonesia sono state emesse 34 tonnellate di CO2. Vale la pena anche dire che l&#8217;Italia è il maggiore cliente dell&#8217;Asian Pul and paper&#8230; giusto per completare il quadro nero della situazione editoriale italiana!</p>
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		<title>New York: mai più spreco di carta per gli elenchi telefonici cartacei!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 10:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rivoluzione del web permette ormai di fare a meno di milioni di copie cartacee di cui nessuno fa più uso. L&#8217;elenco telefonico è diventato assolutamente inutile, e soprattutto rappresenta un ingente spreco di carta. Verizon, gestore telefonico dello Stato di New York, ha deciso di provare ad eliminare questo spreco, e sta quindi attivandosi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/10/new-york-mai-piu-spreco-di-carta-per-gli-elenchi-telefonici-cartacei/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La rivoluzione del web permette ormai di fare a meno di milioni di copie cartacee di cui nessuno fa più uso.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7379" title="elenchi telefonici" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/elenchi-telefonici-150x150.jpg" alt="elenchi telefonici" width="150" height="140" />L&#8217;elenco telefonico è diventato assolutamente inutile, e soprattutto rappresenta un ingente spreco di carta. </p>
<p>Verizon, gestore telefonico dello Stato di New York, ha deciso di provare ad eliminare questo spreco, e sta quindi attivandosi per non consegnarli più ai suoi abbonati.</p>
<p>Probabilmente questa misura entrerà pienamente in vigore a partire dall&#8217;anno prossimo, ma non si tratta di una misura improvvisa e poco ragionata.</p>
<p>Oltre al vantaggio ambientale che se ne trae, infatti, Verizon ha avuto l&#8217;accortezza di consultare i suoi abbonati, per capire effettivamente quanto utilizzassero gli elenchi.</p>
<p>Risultato: solamente una persona su nove consulta gli elenchi telefonici cartacei, poichè i &#8220;restanti&#8221; otto su nove hanno pienamente acquisito una web-attitude<span id="more-7315"></span> consolidata, utile anche nella ricerca dei numeri che servono.</p>
<p>In realtà, Verizon non è l&#8217;unica compagnia a percorrere questa strada (non solo nella &#8220;Grande Mela&#8221; ma anche nell&#8217;intero Stato), perchè anche At&amp;t (in Ohio, Florida e Oklahoma) e altri gestori hanno presentato, o sono in procinto di farlo, una formale richiesta di cessazione della produzione degli elenchi cartacei.</p>
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