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	<title>Ok Ambiente . com &#187; bioplastica</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Grom: una grande gelateria sostenibile.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 10:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Società e aziende considerano sempre di più la questione della sostenibilità, e i prodotti che acquistiamo e consumiamo quotidianamente possono assumere una valenza diversa rispetto al passato. Il supermercato si è trasformato, da tipico luogo di consumo con esposizione di prodotti di ogni tipo per spingere al consumo, in “tempio di consumo”, ossia un centro [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/21/grom-una-grande-gelateria-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Società e aziende considerano sempre di più la questione della sostenibilità, e i prodotti che acquistiamo e consumiamo quotidianamente possono assumere una valenza diversa rispetto al passato.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/GROM.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11918" title="GROM" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/GROM.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il supermercato si è trasformato, da tipico luogo di consumo con esposizione di prodotti di ogni tipo per spingere al consumo, in <em>“tempio di consumo”</em>, ossia un centro di prodotti che sappiano anche dare una <strong>valenza etica </strong>agli acquisti, che possono così fornire e concretizzare dei valori sociali.</p>
<p>Si vedano imprese che operano scelte finalizzate a offrire esempi veri di questi<strong><em> valori sociali</em></strong>, ad esempio con i prodotti a chilometro zero, i contenitori delle batterie scariche, i depliant sulla raccolta differenziata, etc&#8230;</p>
<p>Quindi la grande distribuzione oggi cerca di offrire non solo prodotti ma anche servizi: così <strong>Torino</strong> diventa grande protagonista del prodotto ecologico <em>“<strong>Grom Loves World”</strong></em>.<span id="more-11782"></span></p>
<p><em><strong>Grom</strong></em> è una <strong><em>gelateria sostenibile</em></strong> dall&#8217;impronta particolare, ben organizzata, di proprietà di due giovani torinesi, che qualche anno fa hanno stabilito i cardini della loro azienda:</p>
<ol>
<li>utilizzare <em><strong>carta certificata</strong></em>, ossia che provenga da foreste correttamente gestite; sostituire la plastica (che deriva dal petrolio) con la <strong><em>bioplastica</em></strong>, che deriva invece dall’amido di mais;</li>
<li>fare la <strong><em>raccolta differenziata</em></strong> di tutti i materiali utilizzati nel consumo di un gelato (coppette e carta da un lato cioè nella carta, coni e cucchiaini dall’altro, cioè nell’organico).</li>
</ol>
<p><em>&#8220;Grom sa che una grande azienda non è tale solo per la qualità di ciò  che produce, ma anche per l’atteggiamento che assume nella società  civile&#8221;</em>. Questo è uno dei punti centrali di questa azienda agricola. Date un’occhiata al loro sito internet: <a title="Grom Loves World" href="http://www.gromlovesworld.it/ita/home.php" target="_blank">GromLovesWorld</a>.</p>
<p>Leggi anche il post: <a title="Intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli, socio fondatore, amministratore e gelatiere della Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli di Pisa." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%E2%80%99-coltelli-di-pisa-1%C2%B0-parte/" target="_self">Gelateria Artigianale Naturale De&#8217; Coltelli</a>.</p>
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		<title>Bioplastica per riutilizzare i materiali di scarto.</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 09:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
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		<category><![CDATA[plastiche non biodegradabili]]></category>
		<category><![CDATA[scarti organici]]></category>

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		<description><![CDATA[In una ricerca è stato sviluppato un processo che sfrutta colture microbiche aperte per convertire scarti organici in poliidrossialcanoati ad un ritmo tre volte più rapido rispetto ai sistemi attuali. I microrganismi potrebbero rivelarsi fondamentali anche per sostituire il petrolio come materia prima per la produzione di plastiche: diverse proposte a riguardo sono state illustrate [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/05/22/bioplastica-per-riutilizzare-i-materiali-di-scarto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In una ricerca è stato sviluppato un processo che sfrutta colture microbiche aperte per convertire scarti organici in poliidrossialcanoati ad un ritmo tre volte più rapido rispetto ai sistemi attuali.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-613" title="plastica" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/plastica-225x300.jpg" alt="plastica" width="180" /> I microrganismi potrebbero rivelarsi fondamentali anche per sostituire il petrolio come materia prima per la produzione di plastiche: diverse proposte a riguardo sono state illustrate al convegno dell&#8217;American Society for Microbiology:</p>
<p><strong>1)</strong> &#8220;I materiali organici di scarto dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;industria e delle case private costituiscono una risorsa abbondante che attualmente viene buttata o trasformata in biogas: dal punto di vista di una produzione sostenibile, sarebbe auspicabile la loro trasformazione in sostanze chimiche utili”, ha spiegato Mark van Loosdrecht della Delft University of Technology, nei Paesi Bassi, che negli ultimi anni ha studiato alcuni batteri per trasformare questi scarti in bioplastiche note come poliidrossialcanoati (PHA).</p>
<p>I PHA sono poliesteri lineari prodotti dalla fermentazione batterica di zuccheri o lipidi e comprendono una notevole varietà di materiali, dal momento che possono essere ottenuti a partire da 150 diversi monomeri.<br />
Si tratta di plastiche biodegradabili e tuttora costose da produrre rispetto alle plastiche convenzionali: questa circostanza ha limitato il loro uso in un&#8217;ampia gamma<span id="more-599"></span> di applicazioni.</p>
<p>Utilizzando una tecnologia derivata dal trattamento delle acque reflue, van Loosdrecht e i colleghi del suo laboratorio hanno sviluppato un processo che sfrutta colture microbiche aperte per convertire scarti organici in PHA a un ritmo tre volte più rapido rispetto ai sistemi attuali.</p>
<p><strong>2)</strong> In un&#8217;altra ricerca, Kevin O&#8217;Connor dello University College di Dublino, in Irlanda, ha sviluppato un nuovo processo utilizzando anch&#8217;egli batteri per produrre PHA a partire da materiali di scarto, e in particolare da plastiche non biodegradabili, utilizzando la pirolisi: in tale processo, le plastiche vengono riscaldate in assenza di aria, causando la rottura dei legami molecolari.<br />
Il prodotto di questa prima fase di lavorazione diviene il nutrimento dei batteri del suolo che lo utilizzano per produrre PHA.</p>
<p>Il processo è stato sviluppato inzialmente utilizzando polistirene, una delle plastiche attualmente più diffuse, ma O&#8217;Connor ritiene che possa funzionare anche con altre sostanze, tra cui il tereftalato di polietilene (PET), utilizzato per produrre le bottiglie per l&#8217;acqua.</p>
<p><strong>3)</strong> Richard Gross della Polytechnic University di Brooklyn, a New York, utilizza invece alcuni batteri per produrre, a partire da oli vegetali, una sostanza che a sua volta può essere convertia in una plastica molto simile al polietilene. Tuttavia, a differenza di quest&#8217;ultimo, quando viene scartato può essere convertito con metodi enzimatici in biodiesel.</p>
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