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	<title>Ok Ambiente . com &#187; bicicletta</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Perché andare in bicicletta può migliorare la nostra vita.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 09:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come migliorare la propria forma fisica, temprare il corpo rendendolo più resistente alle malattie stagionali, diminuire i livelli di stress aumentando il buonumore, rafforzare il rapporto di coppia,  il tutto senza spendere un centesimo? Semplicemente andando spesso in bicicletta. Le nostre città sembrano fatte apposta per farci ingrassare, prendere il diabete, aumentare la pressione arteriosa, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/06/perche-andare-in-bicicletta-puo-migliorare-la-nostra-vita/" type="button_count"></fb:share-button><p style="text-align: justify"><strong>Come migliorare la propria forma fisica, temprare il corpo rendendolo più resistente alle malattie stagionali, diminuire i livelli di stress aumentando il buonumore, rafforzare il rapporto di coppia,  il tutto senza spendere un centesimo? Semplicemente andando spesso in bicicletta. </strong></p>
<p style="text-align: justify">
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6497" title="bicicletta" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/bicicletta-150x150.jpg" alt="bicicletta" width="160" height="140" />Le nostre città sembrano fatte apposta per farci ingrassare, prendere il diabete, aumentare la pressione arteriosa, ammalare di depressione e vivere stati d’ansia e fobie di ogni genere.</p>
<p>I cittadini sono sempre più incapaci di utilizzare il proprio corpo a causa di un perverso congegno socio-economico che ci fa pensare solo in termini di quattro ruote, ascensori, cancelli automatici, telecomandi e automatismi di ogni genere.</p>
<p>Eppure, chi riesce a “sganciarsi” da questo tipo di mentalità abbracciando uno stile di vita più naturale ne riceve immensi benefici. Un modo semplice per iniziare a cambiare paradigma di vita è usare la bicicletta negli spostamenti quotidiani: un’abitudine che, se diventasse collettiva, farebbe inoltre senz’altro bene anche all’ambiente.</p>
<p>Una ricerca condotta dalla Società britannica per la Medicina ha dimostrato che le persone che vanno più volte in bicicletta durante la settimana sono molto più sane della<span id="more-6401"></span> media. L’uso della bicicletta migliora la condizione fisica generale (es. maggiore resistenza alla fatica, migliore tono muscolare), la  resistenza alle piccole malattie stagionali (es. raffreddamenti), e porta a positivi cambiamenti fisiologici e psicologici.</p>
<p>In particolare si sono notati miglioramenti delle condizioni di salute delle vie respiratorie e del sistema cardiocircolatorio e una riduzione del rischio di obesità e di sofferenze psichiche. Un uso “moderato” della bicicletta contribuisce infatti alla liberazione di endorfine nel nostro cervello: queste sono sostanze chimiche con proprietà analgesiche ed ansiolitiche che contribuiscono a rafforzare il nostro buonumore, il senso di fiducia in noi stessi e la nostra autostima.</p>
<p>Un’altra importante ricerca condotta dall’Istituto di Cardiologia dell’Ospedale Lancisi di Ancona su un campione di maschi che riferivano disturbi di erezione e non potevano assumere, perché cardiopatici, farmaci per incrementare la potenza sessuale, ha fornito poi risultati molto interessanti.</p>
<p>Un’attività in bicicletta di un’ora, condotta tre volte alla settimana, ha incrementato le performances sessuali di questi pazienti dimostrando quindi che la diminuzione della potenza sessuale non è solo un problema organico ma coinvolge tutto il corpo e la mente.</p>
<p>Andare in bicicletta migliora, secondo altri studi, anche la qualità della vita di coppia: le pedalate insieme ristabiliscono la complicità restituendo quel senso di pace tolto dal girare in auto nel traffico con i suoi rumori, gli stop dei semafori, i parcheggi introvabili. E questo senso di armonia può essere esteso anche andando in bici con tutta la famiglia, nonni compresi, perchè agevola il dialogo e facilita i rapporti fra le generazioni.</p>
<p>Vorrei concludere questo breve articolo raccontandovi una curiosità. Tempo fa, in una giornata particolarmente tranquilla, decisi di fare un lungo giro per il centro della mia città, ed impegnarmi ad osservare le facce della gente per capire chi aveva un aspetto felice e chi no. Beh, la maggior parte delle persone aveva un’espressione tesa o pensierosa. Gli unici che sembravano davvero sereni erano… pensate un po’… quelli che accompagnavano bambini e quelli che andavano in bicicletta!</p>
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		<title>Il fenomeno sociale ed ambientalista delle &#8220;Critical Mass&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bicicletta è stata per molto tempo un fondamentale mezzo di trasporto a disposizione delle classi meno agiate. Lo sviluppo economico del dopoguerra, e l’urbanizzazione del territorio degli anni settanta, hanno portato però ad una enorme diffusione dell&#8217;automobile, che ha relegato l’uso della bicicletta alla pratica dello sport e al campo dello svago e del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/22/il-fenomeno-sociale-ed-ambientalista-delle-critical-mass/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La bicicletta è stata per molto tempo un fondamentale mezzo di trasporto a disposizione delle classi meno agiate. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3744" title="critical_mass" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/critical_mass-150x150.gif" alt="critical_mass" width="160" height="160" />Lo sviluppo economico del dopoguerra, e l’urbanizzazione del territorio degli anni settanta, hanno portato però ad una enorme diffusione dell&#8217;automobile, che ha relegato l’uso della bicicletta alla pratica dello sport e al campo dello svago e del tempo libero.</p>
<p>Con l&#8217;aumento del traffico urbano, tuttavia, l&#8217;uso della bicicletta come mezzo di trasporto è diventanto concorrenziale: sui percorsi urbani congestionati, in particolare in quelli di lunghezza inferiore ai 10 Km, la bicicletta si dimostra addirittura il mezzo più veloce. </p>
<p>Il vantaggio aumenta notevolmente se si includono i tempi e/o costi di parcheggio e le svariate ore di lavoro necessarie a mantenere un’autovettura. Inoltre nel traffico urbano la bicicletta è meno stressante dell&#8217;automobile, sia per la maggiore agilità che per gli effetti<span id="more-3715"></span> positivi della moderata attività fisica, specie se gli spostamenti sono tutelati da piste ciclabili.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano anche sui percorsi urbani è spesso ostacolato da sistemi viari progettati per favorire il traffico di automobili, con ampie strade su cui si raggiungono velocità pericolose. Le piste ciclabili sono poche e spesso mal progettate, addirittura in alcune città c&#8217;è l&#8217;abitudine da parte degli automobilisti al non rispetto di questi spazi dedicati (quante le auto parcheggiate proprio sulle piste ciclabili&#8230;).</p>
<p>Per richiamare l&#8217;attenzione generale su queste problematiche in molte grandi e medie città si è sviluppato negli ultimi anni un fenomeno spontaneo detto Massa Critica (spesso chiamata con i termini inglesi Critical Mass). Questa consiste in &#8220;coincidenze organizzate&#8221; di ciclisti che attraversano insieme tratti di percorso urbano in sella ai propri mezzi e che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (cioè critica), il traffico automobilistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione.</p>
<p>Si tratta dunque di una forma di protesta non-violenta simile alle manifestazioni di piazza che viene praticata in genere una volta al mese nelle città in cui ci sono gruppi attivi. Se nell&#8217;immediato crea scompiglio nel traffico cittadino, richiamando l&#8217;ira di vigili e automobilisti, nel lungo termine si è rivelato un mezzo efficace per sensibilizzare il pubblico all&#8217;uso delle biciclette in città.</p>
<p>L&#8217;idea è venuta una ventina di anni fa a Chris Carlsson, scrittore, editore e designer multimediale: &#8220;stavo pedalando quando mi è venuto in mente che sarebbe stato bello formare una massa compatta di ciclisti in grado di conquistarsi uno spazio di libertà nelle strade di San Francisco&#8221;&#8230; &#8221; L&#8217;impianto stradale di San Francisco era stato concepito solo per le automobili e allora poche persone avevano il coraggio di scendere dall&#8217;auto per salire su una bicicletta. Si rischiava di finire per terra fuori strada ed i ciclisti prima di critical mass erano degli individui che passavano nella stessa strada senza conoscersi e senza entrare mai in contatto tra loro&#8221;.</p>
<p>Nonostante la bicicletta non rappresenti la soluzione al problema della mobilità, essa costituisce un esempio di mobilità dolce e in armonia con l’ambiente: un mezzo di trasporto che ciascuno di noi, autonomamente, può guidare, costruire, riparare e mantenere e un simbolo d’impegno sociale quotidiano che ognuno di noi può praticare.</p>
<p>Alle neonate masse critiche italiane Carlsson suggerisce: &#8220;Concentratevi sul piacere e divertitevi: critical mass serve a dire che non bisogna aver paura di abbassare lo standard di vita. Si può vivere bene anche guadagnando meno, spendendo meno, lavorando meno. L&#8217;auto è una macchina che succhia energie, soldi, tempo. La sua funzionalità è sopravvalutata, la verità è che le auto servono a far girare soldi e produrre posti di lavoro. Anche l&#8217;industria bellica crea lavoro, ma questo non vuol dire che vada difesa&#8221;.</p>
<p>Uno dei motti più famosi del movimento internazionale del Critical Mass è: &#8220;non stiamo bloccando il traffico, noi SIAMO il traffico&#8221;.</p>
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		<title>Messo a punto il prototipo della bici a idrogeno.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 22:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bici a idrogeno arriverà presto sul mercato italiano. Il prototipo è stato messo a punto dall&#8217;Itae-Cnr di Messina. Si tratta di una bicicletta elettrica a pedalata assistita alimentata con gas non inquinante. La due ruote, pulitissima, ha un&#8217;autonomia di 150 km e si ricarica in circa 15 minuti. La presentazione è avvenuta nel corso [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/05/messo-a-punto-prototipo-della-bici-a-idrogeno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La bici a idrogeno arriverà presto sul mercato italiano. Il prototipo è stato messo a punto dall&#8217;Itae-Cnr di Messina. Si tratta di una bicicletta elettrica a pedalata assistita alimentata con gas non inquinante.</strong> </p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3263" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/g1-150x150.jpg" alt="" width="170" height="150" />La due ruote, pulitissima, ha un&#8217;autonomia di 150 km e si ricarica in circa 15 minuti. La presentazione è avvenuta nel corso di H2Roma energy&amp;mobility show. </p>
<p>La ricerca è stata condotta assieme alla Tozzi renewable energy &#8211; Tre, società con la quale il Cnr svolge attività di ricerca e sviluppo in diversi ambiti. </p>
<p>&#8220;La bicicletta è alimentata totalmente ad idrogeno con un sistema di accumulo a stato solido in grado di fornire un&#8217;autonomia elettrica di 150 km: un pieno costa circa 18 euro per una spesa di circa 12 centesimi a chilometro&#8221;, spiega Giorgio Dispenza dell&#8217;Itae-Cnr, responsabile della ricerca.</p>
<p>&#8220;Il prototipo sviluppato è parte integrante di un ambizioso progetto, condotto dal laboratorio congiunto Cnr-Itae/Tre, che prevede la possibilità di creare flotte di bici&#8221;,<span id="more-3262"></span> aggiunge Vincenzo Antonucci, coordinatore del gruppo dei sistemi dell&#8217;Itae-Cnr. </p>
<p>Le flotte avranno un sistema di rifornimento idrogeno composto da una fonte di energia rinnovabile (solare fotovoltaico) e un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno da acqua. Questo &#8211; spiega &#8211; abbasserà di molto il costo del combustibile e chiuderà il cerchio in termini di emissione zero&#8221;. Quali i vantaggi della bici a pedalata assistita.</p>
<p>&#8220;Rispetto ai sistemi elettrici attualmente in commercio alimentati da batterie tradizionali &#8211; afferma Dispenza &#8211; si ha una maggior autonomia a parità di peso e tempi di ricarica molto ridotti rispetto alle sei-otto ore di ricarica di una batteria convenzionale&#8221;.</p>
<p>Un aspetto, questo, particolarmente &#8220;vantaggioso nella gestione di flotte, poiché consente di ridurre il numero di mezzi per garantire la continuità del servizio&#8221;. Il progetto bici è inserito nell&#8217;attività gruppo sistemi dell&#8217;Itae-Cnr che attualmente è impegnato con riferimento alla mobilità nello sviluppo di un bus elettrico-ibrido a idrogeno (Hbus), di mini veicoli a fuel cell (progetto Meccano ind. 2015 coord Cr Fiat) e allo sviluppo di un trattore ad idrogeno ottenuto da biomasse o rinnovabili (HyTractor).</p>
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		<title>Milano: I pony express vanno in bicicletta&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 09:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/11/milano-i-pony-express-vanno-in-bicicletta/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;idea di &#8220;Urban Bike Messengers&#8221; è nata circa un anno fa da un piccolo gruppo di appassionati di ciclismo urbano intenzionati a portare anche a Milano il servizio di pony express in bicicletta, già attivo con successo in moltissime città estere come Londra, Parigi, New York, Sydney e Tokyo.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1979" title="MILANO - URBAN BIKE MESSENGERS - PONY EXPRESS ECOLOGICO - CONSEG" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ponyexpress-204x300.jpg" alt="MILANO - URBAN BIKE MESSENGERS - PONY EXPRESS ECOLOGICO - CONSEG" width="150" height="220" />In barba alle code estenuanti, all’imprevedibilità del caro-benzina, ai divieti d’accesso che fermano i colleghi motorizzati, i ciclofattorini a impatto zero sfrecciano per la città, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18, portando a destinazione i codici rossi (consegna in 30 minuti), arancione (in 90 minuti) e verdi (entro la giornata), per conto di studi professionali, negozi e privati: pacchi, documenti, libri, qualunque cosa fino a un massimo di 10 chili.</p>
<p>I quattro ideatori &#8211; che si definiscono amici e appassionati ciclisti urbani &#8211; si dicono soddisfatti. “Milano è una città piatta e piccola &#8211; sostiene Roberto Peia &#8211; l’ideale per muoversi in bicicletta, se non fosse per le auto”.</p>
<p>Il servizio si distingue dall&#8217;offerta attuale dei pony express a Milano in quanto ad affidabilità, velocità (la bicicletta è il mezzo ideale per muoversi velocemente in mezzo al traffico, soprattutto nelle ore di punta e nell&#8217;area centrale della città, dove l&#8217;accesso di furgoni e motorini è ostacolato dalla presenza di <span id="more-1947"></span>aree pedonali, area ecopass o aree a traffico limitato) e naturalmente rispetto dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Il prossimo importante obiettivo: convincere il sindaco Letizia Moratti ad affidare alla flotta in bicicletta le consegne dell’Expo 2015. E poi creare anche a Milano un vero team di “postini volanti”.</p>
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