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	<title>Ok Ambiente . com &#187; agricoltura</title>
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		<title>Fanghi rossi: le autorità ungheresi sminuiscono i rischi, ma a quale prezzo?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 15:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedi 4 ottobre a Kolontar, in Ungheria, si rompeva una chiusa contenente 700.000 metri cubi di fanghi rossi tossici, causando un disastro inaudito. Il governo ungherese, oggi, sminuisce quanto è accaduto, prendendo provvedimenti che l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace ritiene irresponsabili: vediamo perché. Il governo ungherese ha deciso alcuni giorni fa di riaprire lo stabilimento produttivo (per [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/18/fanghi-rossi-le-autorita-ungheresi-sminuiscono-i-rischi-ma-a-quale-prezzo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lunedi 4 ottobre a Kolontar, in Ungheria, si rompeva una chiusa contenente 700.000 metri cubi di fanghi rossi tossici, causando un <a title="Disastro ecologico in Ungheria: sversamento di fanghi rossi tossici da un’industria dell’alluminio." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/05/disastro-ecologico-in-ungheria-fanghi-rossi-tossici-per-una-fuga-da-unindustria-dellalluminio/" target="_self">disastro</a> inaudito. Il governo ungherese, oggi, sminuisce quanto è accaduto, prendendo provvedimenti che l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace ritiene irresponsabili: vediamo perché.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Fanghi-rossi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11824" title="Fanghi-rossi" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Fanghi-rossi.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il<strong> governo ungherese </strong>ha deciso alcuni giorni fa di <strong>riaprire</strong> lo stabilimento produttivo<strong> </strong>(per il momento tolto alla <strong>società<em> Mal S.A.</em></strong> e nazionalizzato) da cui si è riversato il fiume di fango corrosivo.</p>
<p>Ed ha deciso anche di procedere al <strong>reinsediamento</strong> delle persone evacuate dall&#8217;area colpita: a ognuna di loro, l&#8217;unità di crisi ha consigliato di indossare in maniera permanente mascherine contro la polvere.</p>
<p>Secondo <strong>Greenpeace</strong>, si tratta di un atto <strong><em>&#8220;assolutamente irresponsabile&#8221;</em></strong> dal momento che non ci sono elementi obiettivi per ritenere la zona sicura e perché non sono state ancora individuate le cause del disastro ambientale. Perché far tornare così presto le persone nell&#8217;area in cui si è verificata la più grande catastrofe<span id="more-11788"></span> ecologica che l&#8217;Ungheria abbia mai vissuto?</p>
<p>I centri di <strong>Kolontar</strong> e <strong>Devecser</strong> sono stati pesantemente devastati e inquinati dal fango tossico; molte abitazioni sono state alluvionate per un&#8217;altezza anche superiore ai due metri e sarà difficile l&#8217;operazione di ripulitura del fango rosso che ha colorato quasi in modo indelebile tutto ciò che ha toccato creando un&#8217;atmosfera surreale; alcune abitazioni sono in parte crollate a causa della violenza dell&#8217;inondazione; decine di automobili e furgoni sono stati spazzati via.</p>
<p>In questa regione, cosa si può prospettare per il <strong>futuro</strong>?</p>
<p>Ecco tre possibilità non troppo remote:</p>
<ol>
<li><em><strong>Agricoltura locale condannata per anni</strong></em><br />
Laddove ora giace uno strato di fanghiglia rossa, un tempo crescevano grano, mais, patate. Anche se a livello nazionale la popolazione non risentirà di questa perdita, a livello regionale l&#8217;impatto è stato catastrofico.<br />
I fanghi contengono <strong><em>cromo, mercurio, piombo</em></strong> ed <em><strong>arsenico</strong></em> a delle concentrazioni ancora sconosciute (in realtà Greenpeace ha fatto delle analisi sui fanghi dai risultati preoccupanti): questi metalli pesanti impediscono lo sviluppo dei vegetali e dei microrganismi che vivono nei suoli, ed hanno una durata di vita molto lunga.<br />
Perciò, l&#8217;agricoltura potrebbe non essere possibile per anni ed anni.</li>
<li><strong><em>Acqua potabile contaminata<br />
</em></strong>Nel <a title="Fanghi rossi in Ungheria: morie di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/08/ungheria-morie-di-pesci-nei-fiumi-raba-e-monsoni-danubio/" target="_blank">fiume Marcal</a> tutti i pesci sono morti e la vita è scomparsa, afferma Gabor Figeczky del WWF Ungheria.<br />
Anche il fiume Raba è stato contaminato, dopodiché è stata la volta del Danubio, dove si registra un tasso di alcalinità superiore alla media ed una anomale presenza di arsenico.<br />
L&#8217;<strong>arsenico</strong>, pericoloso per piante e animali, puo&#8217; accumularsi in particolare negli invertebrati e danneggiare il sistema nervoso degli uomini.<br />
&#8220;<em>Questa contaminazione</em>- spiega Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di <strong>Greenpeace Italia</strong>- <em>rappresenta un grave rischio per gli ecosistemi acquatici, le falde di acqua potabile e la salute pubblica, anche a lungo termine. Denunciamo il tentativo di occultamento del Governo ungherese, che non ha ancora pubblicato alcun dato sulla contaminazione dei fanghi</em><em>&#8220;.</em><br />
Al momento le <strong>autorità ungheresi</strong> affrontano l&#8217;emergenza senza pensare a lungo termine: in realtà si potrebbe avere un effetto a &#8220;bomba ritardata&#8221; se il sottosuolo fosse a filtrazione lenta. Le sostanze, infatti,  potrebbero impiegare anche 20 anni a migrare e a raggiungere le falde acquifere sottostanti.</li>
<li><em><strong>Nuvole di polvere tossica<br />
</strong></em>Per il momento piove sulla regione, ma quando il fango seccherà potrebbe trasformarsi in <strong>polvere tossica</strong>. Nei fanghi, le sostanze nocive sono nell&#8217;ordine dei micron.<br />
Quando il fango secca e il vento soffia, gli elementi fini prendono il volo. Questo rischia di creare delle <em><strong>nuvole di polveri invisibili</strong></em> ma comunque dannose per la salute.<br />
Le sostanze probabilmente entreranno nei polmoni e nel sangue delle popolazioni locali fatte rientrare nella regione, e il vento potrebbe portare il problema ben al di là dei 40 kmq al momento sinistrati.</li>
</ol>
<p>Insomma, nonostante il governo ungherese faccia di tutto per far scordare al mondo questo disastro ecologico, è evidente che la scelta di sminuire quanto accaduto potrebbe nuocere ancora moltissimo sia alla gente che all&#8217;ambiente.</p>
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		<title>John Holdren attacca i negazionisti dei cambiamenti climatici.</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 07:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il consigliere scientifico del Presidente Barack Obama, John Holdren, esperto in Scienza e Tecnologia, nonché presidente del PCAST (Advisors of Science and Technology) ha cercato di &#8220;smontare&#8221; i negazionisti, dopo aver preso la parola al Kavli Forum di Oslo. Gli Stati Uniti hanno ricevuto molte critiche negli ultimi anni per non aver dato un&#8217;impronta convinta [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/07/john-holdren-attacca-i-negazionisti-dei-cambiamenti-climatici/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il consigliere scientifico del Presidente Barack Obama, John Holdren, esperto in Scienza e Tecnologia, nonché presidente del PCAST (Advisors of Science and Technology) ha cercato di &#8220;smontare&#8221; i negazionisti, dopo aver preso la parola al Kavli Forum di Oslo.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/cambiamenti_climatici.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11340" title="cambiamenti_climatici" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/cambiamenti_climatici-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno ricevuto molte critiche negli ultimi anni per non aver dato un&#8217;impronta convinta alla loro lotta ai cambiamenti climatici. Ma Holdren afferma ora che l&#8217;Amministrazione Obama ha compiuto grandi progressi sulla questione.</p>
<p><em>&#8220;La maggioranza delle persone forse non è sufficientemente consapevole dei molteplici modi in cui il clima influenza il nostro benessere; non solo ci influenza l&#8217;impatto dei modelli climatici, ma anche la disponibilità di acqua, la produttività dell&#8217;agricoltura e delle foreste, la pesca, la diffusione delle malattie, la necessità di fondi da spendere per l&#8217;adattamento e la sopravvivenza delle specie in tutto il mondo”.</em></p>
<p>Gran parte del discorso di Holdren si è concentrato su quelli che lui chiama i <strong><em>&#8220;cinque falsi miti&#8221;</em></strong> del cambiamento climatico, compresa la tesi secondo cui il <strong>riscaldamento<span id="more-11148"></span></strong> è <strong>“naturale</strong>”, che gli impatti del cambiamento climatico andranno alleggerendosi, e che il cambiamento climatico non sarà un male per la società.</p>
<p>Ha quindi obiettato sistematicamente su ciascuna di queste idee, spesso sostenute dai <strong>negazionisti</strong> del cambiamento climatico, aggiungengo che<em> &#8220;si rischiano dei sovvertimenti massicci per la società e  aumenti esponenziali della sofferenza umana”.</em></p>
<p><em>&#8220;L’attuale cambiamento climatico è più rapido rispetto alla capacità di adattamento, alla capacità degli ecosistemi, e alla capacità dei sistemi sociali ed economici quasi sempre impreparati e inadeguati a contrastarne le conseguenze”.</em></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F10%2F07%2Fjohn-holdren-attacca-i-negazionisti-dei-cambiamenti-climatici%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>A settembre due appuntamenti toscani da non perdere: Murabilia e Pomarium.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 13:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’estate sta finendo e il mese di settembre si preannuncia ricco di eventi e manifestazioni interessanti. Per gli amanti della natura, dell’agricoltura e del giardinaggio, in particolare segnaliamo due appuntamenti toscani davvero interessanti che si terranno rispettivamente durante la prima settimana e durante la seconda settimana del prossimo mese: Murabilia e Pomarium. “Murabilia – Mura [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/08/25/a-settembre-due-appuntamenti-toscani-da-non-perdere-murabilia-e-pomarium-2/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’estate sta finendo e il mese di settembre si preannuncia ricco di eventi e manifestazioni interessanti. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Murabilia1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9771" title="Murabilia" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Murabilia1.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per gli amanti della natura, dell’agricoltura e del giardinaggio, in particolare segnaliamo due <strong><em>appuntament</em></strong>i toscani davvero interessanti che si terranno rispettivamente durante la prima settimana e durante la seconda settimana del prossimo mese: <em>Murabilia</em> e <em>Pomarium</em>.</p>
<p><strong>“<em>Murabilia – Mura in fiore</em>”</strong> è una mostra-mercato dedicata al giardinaggio amatoriale di qualità organizzata dal Comune di Lucca e dall’Opera delle Mura di Lucca in collaborazione con l’A.Di.P.A. (Associazione per la Diffusione Piante per Amatori).</p>
<p>Essa, nel tempo, è riuscita ad acquisire una rilevanza nazionale e quest’anno si svolgerà a dal 3 al 5 settembre sopra le mura cinquecentesche nell’area compresa tra tre<span id="more-9735"></span> bastioni: Baluardo San Regolo, della Libertà e San Salvatore.</p>
<p>I fili conduttori della manifestazione saranno le <strong><em>orchidee</em></strong>, le specie del genere <em>Opuntia</em> e le <strong><em>piante alimentari</em></strong>, che figureranno nelle produzioni e nelle variegate collezioni botaniche di oltre 250 espositori professionali ed amatoriali italiani ed europei (<a title="Murabilia" rel="nofollow" href="http://www.murabilia.com/page.php?page=170" target="_blank">Murabilia</a>).</p>
<p>La mostra inoltre proporrà articoli che riguardano il mondo del verde: oggettistica di pregio per arredo da giardino; lavorazioni artigianali di vasi, saggina, feltro, cesti, paglia e ferro battuto; abbigliamento da campagna in canapa; attrezzature da giardinaggio, etc&#8230;</p>
<p>La principale novità dell’anno riguarda l’allestimento temporaneo di una libreria, chiamata <strong><em>“Piante e Saperi”</em></strong>, che ha l’ambizione di porsi come la più completa in Italia sui temi di botanica, giardini, paesaggistica, arte floreale, manualistica orticola, e che ospiterà vari incontri con prestigiosi autori inglesi e francesi.</p>
<p>Infine l’offerta ai visitatori prevede una articolata mostra pomologica nei sotterranei dell’orto botanico, una mostra di bonsai, un concorso per ortaggi di produzione amatoriale e la consueta gara di pesatura di zucche, tappa d’inizio stagione del campionato nazionale per la zucca italiana più grossa.</p>
<p><strong><em>&#8220;Pomarium</em></strong>&#8221; è una mostra altamente specializzata su tutto ciò che ruota intorno alle<strong><em> piante da frutto</em></strong> e alla <em><strong>frutta</strong></em> che si svolgerà tra il 10 e il 19 settembre presso il Parco Vivai Belfiore vicino a Lastra a Signa (<a title="Pomarium" rel="nofollow" href="http://www.pomarium.net/" target="_blank">Pomarium</a>).</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pomarium.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9765" title="Pomarium" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pomarium.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a>I visitatori vi potranno trovare in vendita un vasto assortimento di piante da frutto antiche, viti, olivi, agrumi e piante da frutto esotiche; libri, stampe antiche sulla frutta, riviste specializzate; concimi naturali e preparati per la difesa biologica; frutta trasformata, tipicità regionali e vini di vitigni autoctoni.</p>
<p>E ancora cesti artigianali, scale tradizionali, ceramiche e fruttiere da tavola, vasi per la coltivazione in terrazzo delle piante da frutto; senza naturalmente dimenticare la <strong><em>frutta fresca</em></strong>, in numerosissime varietà antiche.</p>
<p><em>Pomarium</em> non è solo una ottima occasione per comprare, ma soprattutto un luogo in cui imparare ed osservare. Ricchissima è infatti l’offerta di laboratori didattici e visite guidate: laboratorio sull’arte dell’orto e del frutteto; corso di acquerello botanico; laboratorio di installazione di nidi artificiali nel frutteto come controllo biologico dei parassiti; dimostrazione di mantecazione, etc&#8230;</p>
<p>L’edizione 2010 sarà anche caratterizzata da eventi culturali sul frutteto e sul vigneto, conferenze ed incontri con autorevoli esperti del settore, corsi su impianto, potatura e difesa, degustazioni.</p>
<p>Particolare attenzione sarà dedicata all’<strong><em>impollinazione</em></strong> e al mondo delle api, insetti indispensabili per l’agricoltura e per l’uomo, ma ora a rischio di estinzione. Notevoli, infine, saranno le mostre proposte: mostra di pittura “Frutta erotica”, mostra di riproduzioni di frutti in ceroplastica, mostra di antiche stampe di frutta e molto altro.</p>
<p>﻿</p>
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		<title>L&#8217;azienda Rem testa un &#8220;sistema agrovoltaico&#8221; a Piacenza.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’azienda veneta Rem si occupa di energia rinnovabile, da sperimentare attraverso test e soluzioni sempre diverse e innovative. Ad esempio, questa azienda si occupa della integrazione tra pannelli fotovoltaici e agricoltura. Ha senso che campi fotovoltaici nascano dove una volta crescevano mais, grano o pomodori? Ci sono posizioni divergenti a questo proposito; tuttavia, forse c’è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/21/lazienda-rem-testa-un-sistema-agrovoltaico-a-piacenza/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’azienda veneta Rem si occupa di energia rinnovabile, da sperimentare attraverso test e soluzioni sempre diverse e innovative. Ad esempio, questa azienda si occupa della integrazione tra pannelli fotovoltaici e agricoltura.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8164" title="Sole-e-pane" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Sole-e-pane-150x150.jpg" alt="Sole-e-pane" width="150" height="150" />Ha senso che campi fotovoltaici nascano dove una volta crescevano mais, grano o pomodori? Ci sono posizioni divergenti a questo proposito; tuttavia, forse c’è un modo piuttosto ovvio di risolvere il problema.</p>
<p>La risposta sta nella convivenza delle due culture, alimentare ed energetica. Un esperimento teso a dimostrare tale convivenza sta partendo a Piacenza, dove Rem (che nello specifico si occupa del “fotovoltaico integrato”) ci sta provando.</p>
<p>Il progetto di Rem prevede pannelli fotovoltaici verticali sospesi a 5 metri di altezza sotto i quali è possibile coltivare il terreno. Energia elettrica dal sole, compatibile con l’attività agricola. O meglio, un’agricoltura che produce energia, senza rinunciare a produrre pane.</p>
<p>Si parla anche di “agrovoltaico” ed i pannelli, anziché essere messi sul campo in modo poco ordinato, vengono inseriti in un set di impianto verticale 12x12m, con un’altezza<span id="more-8095"></span> di circa 5m.</p>
<p>Il progetto di Rem si chiama &#8220;Pane &amp; Energia&#8221; e mira alla produzione di energia solare rinnovabile in contemporanea alla coltivazione di mais, frumento, soia o barbabietole; questo sistema permette di produrre energia dal sole senza compromettere l’uso dei terreni agricoli, come invece avviene con i pannelli orizzontali a pianoterra.</p>
<p>Un’idea che si fonda su un concetto semplice, ma originale: campi fotovoltaici estesi ma senza sottrarre terreno all’agricoltura.</p>
<p>La particolarità è che i pannelli “seguono” ogni movimento solare, attraverso un particolare sistema di movimento dell’impianto fotovoltaico globale; i pannelli si trovano tutti su una “strisciata”, e tutte le strisciate sono parallele tra loro, appoggiate su dei tubi in orizzontale che vanno a loro volta ad appoggiarsi da un palo all’altro.</p>
<p>Questi pali sorreggono i pannelli, che possono seguire la luce del sole da mattina a sera, e anche da un punto di vista degli spazi, è conveniente; soprattutto gli spazi tra pannello e pannello possono essere tranquillamente coltivati (salvo accorgimenti, ritenuti da molti rilevanti, sul sistema di irrigazione da adottare, visto che i pannelli andrebbero preservati).</p>
<p>Ruotano su due assi seguendo il sole per ottimizzare i risultati. Si stima che possano raggiungere le 1150 ore all’anno di produzione.</p>
<p>L’azienda Rem è stata anche in grado di progettare e testare positivamente le “tegole fotovoltaiche”, che risolvono il problema estetico dei vecchi modelli di pannelli solari, permettendo una produzione di energia che non crea fastidiosi ingombri.</p>
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		<title>Le centrali a biomassa con la &#8220;short rotation forestry&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 10:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Le centrali a biomassa per produrre energia elettrica e calore rappresentano un segmento che può incidere sul fabbisogno elettrico italiano e costituiscono anche integrazione al reddito di molte realtà agricole, che si trovano ad affrontare spesso periodi di difficoltà a causa della concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero. La professoressa Cinzia Buratti, responsabile del Centro di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/le-centrali-a-biomassa-con-la-short-rotation-forestry/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Le centrali a biomassa per produrre energia elettrica e calore rappresentano un segmento che può incidere sul fabbisogno elettrico italiano e costituiscono anche integrazione al reddito di molte realtà agricole, che si trovano ad affrontare spesso periodi di difficoltà a causa della concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7814" title="foresta" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/foresta.jpg" alt="foresta" width="150" height="140" />La professoressa Cinzia Buratti, responsabile del Centro di ricerca sulle biomasse (Università di Perugia), ne ha parlato durante un&#8217;intervista ad una Radio.</p>
<p>In riferimento a queste centrali termoelettriche alimentate a biomassa, viene da chiedersi: cos’è la biomassa? Cosa si intende per biomassa?</p>
<p>La professoressa ha fatto subito riferimento ad una informazione di tipo normativo, ossia il Decreto legislativo n. 387/2003 dice “la biomassa è la parte biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui provenienti da agricoltura, fildicoltura e industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali urbani”.</p>
<p>Gli studi che il Centro perugino porta avanti riguardano tutte le biomasse di origine vegetale, che possono derivare sia da <em>“short rotation forestry”</em> (ossia <em>“foresta a rotazione rapida”,</em> cioè colture appositamente sviluppate per la produzione di energia), oppure da<span id="more-7552"></span> scarti di lavorazioni agricole.</p>
<p>La short rotation forestry consiste nella coltivazione di una piccola foresta, che viene tagliata abbastanza spesso. Ad esempio il pioppo: viene piantumato, e dopo due o tre anni inizia la raccolta, fino ad uno sfruttamento che arriva a 15-20 anni, a cadenze cicliche. Dopo di che, l&#8217;impianto viene dismesso per permettere al terreno di riacquisire sostanze necessarie per il suo equilibrio compositivo.</p>
<p>Il pioppo è un esempio, ma ci sono anche colture di tipo diverso, come quelle con fine alimentare (canna, discanto, ecc.). Sulle dimensioni di questi impianti, la normativa fa una chiara distinzione che incide sulle incentivazioni, cioè la distinzione riguarda la potenza degli impianti: più o meno di 1MW elettrico.</p>
<p>Se di più, vige solo il modello di incentivazione dei certificati verdi (certificato contrattato sul mercato dal produttore, a cui va aggiunto il costo di vendita dell’energia elettrica). Se meno, il produttore può scegliere la tariffa onnicomprensiva (0,28 euro per kw/h prodotto), ed è la scelta più conveniente, perché si risparmia tempo ed energia.</p>
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		<title>Primaverabio 2010.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 17:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/08/primaverabio-2010/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;ONU ha dichiarato il 2010 come l&#8217;Anno mondialle della biodiversità e per tale principio l&#8217;agricoltura biologica ricopre una ruolo di primaria importanza.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6508" title="Primaverabio" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Primaverabio-150x150.jpg" alt="Primaverabio" width="150" height="150" />E&#8217; proprio per questo che dal 16 Aprile al 16 Maggio in 19 regioni italiane verrà &#8220;celebrata&#8221; la Primaverabio 2010, con un programma ricchissimo di eventi. Il tema deciso per quest&#8217;anno è: la fiducia del consumatore verso il biologico.</p>
<p>Molte sono le società coinvolte che vogliono impegnarsi in prima persona: tra tutte l&#8217;AIAB, nonchè organizzatrice di questa campagna da ben 9 anni, in cui allevatori e agricoltori aprono le porte delle proprie aziende ai tutti i cittadini, dagli amanti del bio ai semplici curiosi! In collaborazione con  Legambiente, Ctm-Altromercato, Arci, Federparchi e Alpa.</p>
<p>Per gli interessati verranno organizzate visite guidate, laboratori per i più piccoli, percorsi tra i campi, spettacoli e convegni&#8230;verranno inoltre messi a disposizione 25 pullman<span id="more-6377"></span> in partenza dalle principali città delle regioni partecipanti.</p>
<p>Favorire i consumi di prodotti biologici locali e nazionali, sensibilizzare la gente alla promozione di tecniche di coltivazione e allevamento sani per l&#8217;ambiente, riscoprire territorio nazionale e rivalutare l&#8217;agricoltura come possibilità di lavoro e come seconda opportunità di riabilitazione di persone con disagio sociale, sono tutti obiettivi di tale manifestazione.</p>
<p>Inoltre l&#8217;AIAB ha pensato a diverse iniziative, la più originale è la Gea, la farfalla in cartoncino biologico, che fa da mascotte alla campagna. Con il ricavato della sua vendita sarà finanziata la ricerca in Agricoltura Biologica.</p>
<p>Nelle sue ali si troveranno dei semi del Giardino delle Farfalle Tascabile, che possono essere coltivati sul proprio davanzale di casa o sul terrazzo e daranno vita a nuovi bellissimi fiori, che grazie al loro nettare attireranno e nutriranno le frafalle!<br />
Per avere aggiornamenti o maggiori info è possibile consultare il sito: <a title="Primaverabio" rel="nofollow" href="http://www.primaverabio.aiab.it/" target="_blank">Primaverabio</a></p>
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		<title>Coldiretti: agricoltura fondamentale ma serve un mercato di assorbimento CO2.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 20:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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		<description><![CDATA[Il contributo positivo che può dare l&#8217;agricoltura all&#8217;abbattimento delle emissioni di CO2 potrebbe essere calcolato se venisse &#8220;riconosciuto il ruolo di assorbimento generato dall&#8217;accumulo di carbonio nel suolo e nel sottosuolo e anche dallo sviluppo delle colture forestali&#8221;. Ad affermarlo è Stefano Masini, responsabile Ambiente della Coldiretti. Così come esiste &#8220;un mercato delle emissioni di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/09/coldiretti-agricoltura-fondamentale-ma-serve-mercato-di-assorbimento-co2/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il contributo positivo che può dare l&#8217;agricoltura all&#8217;abbattimento delle emissioni di CO2 potrebbe essere calcolato se venisse &#8220;riconosciuto il ruolo di assorbimento generato dall&#8217;accumulo di carbonio nel suolo e nel sottosuolo e anche dallo sviluppo delle colture forestali&#8221;. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4226" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/12-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ad affermarlo è Stefano Masini, responsabile Ambiente della Coldiretti. </p>
<p>Così come esiste &#8220;un mercato delle emissioni di CO2, manca ancora un mercato dell&#8217;assorbimento delle emissioni che invece servirebbe, proprio in virtù del riconoscimento di un valore economico da assegnare al contributo dell&#8217;agricoltura che esercita un ruolo fondamentale&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;attenzione già esistente negli Stati Uniti, dove vengono rilasciati certificati per prodotti a emissioni zero ma &#8220;l&#8217;agricoltura americana è sostanzialmente intensiva, mentre in Italia è il settore che inquina meno.</p>
<p>Intanto, il responsabile della Coldiretti suggerisce un consiglio utile per tutti coloro che volessero contribuire a fare la loro parte nella lotta ai cambiamenti climatici: <em>&#8220;Mangiare a chilometri zero&#8221;</em>, un motto preso in prestito da Al Gore. <span id="more-4225"></span></p>
<p>Al Gore fu vice presidente degli Stati Uniti durante la presidenza Clinton, dal 1993 al 2001, e premio Nobel per la Pace nel 2007 insieme all&#8217;Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) &#8220;per i loro sforzi atti a diffondere una conoscenza maggiore dei cambiamenti climatici provocati dall&#8217;uomo e per porre le basi giuste per contrastarli&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4227" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/23-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Da un punto di vista climatico infatti per Stefano Masini &#8220;è inammissibile acquistare a Cerignola, in Puglia, pomodori che arrivano dall&#8217;Olanda&#8221;.</p>
<p>&#8220;Occorre abbattere non solo le distorsioni della filiera ma anche abbassare le emissioni climalteranti di anidride carbonica &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; con indicazioni che dovrebbero essere riportate in etichetta&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;agricoltura &#8211; sottolinea il responsabile Ambiente della Coldiretti &#8211; è sensibile al clima, è il settore potenzialmente più vulnerabile, basti pensare alla siccità che ha colpito l&#8217;Australia o alle alluvioni di certe aree del Sudest asiatico.</p>
<p>Infine, sul vertice dell&#8217;Onu di Copenaghen (tuttora in corso), già diversi giorni fa Masini aveva espresso alcune perplessità, che a ben guardare riflettono l&#8217;umore generale di questo summit: &#8220;Il dilemma sarà &#8211; aveva detto &#8211; se utilizzare Copenaghen per ridifenire il trattato normativo con impegni vincolanti per gli Stati, e quindi una Kyoto 2, oppure individuare linee guida politicamente rilevanti che creino buone aspettative&#8221;.</p>
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		<title>Coldiretti: &#8220;Gli impianti eolici creano desertificazione.&#8221;</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/09/22/coldiretti-crotone-basta-impianti-eolici-se-non-vogliamo-il-deserto/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 17:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Al di là del dato estetico, per cui è indubbio che le pale eoliche siano tutt’altro che belle, possiamo chiederci: ha ragione la Coldiretti di Crotone a sostenere le tesi che ora andremo a leggere? C’è chi le bolla come “definizioni prive di senso”. Roberto Torchia, presidente interprovinciale della Coldiretti di Crotone-Catanzaro e Vibo Valentia, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/22/coldiretti-crotone-basta-impianti-eolici-se-non-vogliamo-il-deserto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong> Al di là del dato estetico, per cui è indubbio che le pale eoliche siano tutt’altro che belle, possiamo chiederci: ha ragione la </strong><strong>Coldiretti di Crotone a sostenere le tesi che ora andremo a leggere? C’è chi le bolla come “definizioni prive di senso”. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2212" title="eolico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eolico-217x300.jpg" alt="eolico" width="163" height="224" /> Roberto Torchia, presidente interprovinciale della Coldiretti di Crotone-Catanzaro e Vibo Valentia, ha inviato ieri una lettera ai 157 sindaci e presidenti delle province di Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia scrivendo: “In questi ultimi tempi si sta diffondendo in tanta parte del nostro territorio, la presenza di torri eoliche per la produzione di energia alternativa. I dati ci dicono che, con riferimento al 31-12-2008, lo sviluppo dell’energia eolica ha già trasformato in deserto un territorio grande quanto un’autostrada di diecimila chilometri, ed inibito la coltivazione e il pascolo per far spazio alle aree di rispetto di 3.640 torri eoliche presenti i Italia (134 in Calabria dato in crescita). Nelle regioni del centro-nord, sempre al 31/12/2008, risultano installate 64 torri, nel centro sud (isole comprese) 3.576: un dato che deve far riflettere. Già lo scorso luglio la Coldiretti interprovinciale, con il convegno <em>&#8220;Speculazioni dell&#8217;eolico-Palazzinari dell&#8217;energia&#8221; </em> aveva chiesto di riflettere sul fenomeno della desertificazione delle campagne causata dalla installazione degli impianti eolici”.</p>
<p>E continua Torchia: “Per quanto ci riguarda, sono necessari strumenti idonei di valutazione ai fini di una elaborazione avveduta della strategia energetica. E’ fondamentale<span id="more-2211"></span> una analisi circostanziata dei costi-benefici che tenga conto di quale valore reale abbia l’integrità territoriale e paesaggistica per le imprese agricole, turistiche e agrituristiche. E’ necessario altresì, tenere conto, in un bilancio d’insieme, degli effetti indotti sull’ambiente e sull’ecosistema. Nel momento in cui agricoltura, agroalimentare e turismo, settori sui quali bisogna definitivamente puntare, sono unanimi, riteniamo che occorra una politica accorta sulle scelte che si vanno a compiere”. </p>
<p>Ma cosa c’entra la desertificazione con l’eloico? Sono assurdità? Perché dovrebbe desertificare un terreno con torri eoliche? Sarebbe impossibile coltivare o allevare nei dintorni? Qualcuno dice che il problema è della politica agricola in Italia e non delle pale eoliche, poiché in un paese con vocazione agricola per eccellenza il territorio è trascurato, geologicamente dissestato, manca un economia di paese e di cura capillare del territorio.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F09%2F22%2Fcoldiretti-crotone-basta-impianti-eolici-se-non-vogliamo-il-deserto%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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