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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Turbine City: l&#8217;avveniristica cittadella eolica in Norvegia.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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Turbine city (un complesso polifunzionale di 31.500 metri quadrati, in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si chiamerà Turbine City e, oltre a contenere un museo, un hotel e una spa, comprenderà anche un impianto eolico, che produrrà 392 MW.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5739" title="Turbine City" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Turbine-City-150x150.jpg" alt="Turbine City" width="160" height="150" /> L&#8217;idea di questo progetto avveniristico è dello studio internazionale di architettura portoghese (tra i cui fondatori c&#8217;è anche l&#8217;italiano Moncada) &#8220;On Office&#8221;.</p>
<p>Turbine city (un complesso polifunzionale di 31.500 metri quadrati, in progettazione in Norvegia) è una città eolica che nascerà per coniugare sostenibilità e turismo nel migliore dei modi. </p>
<p>Il progetto città-turbine prevede delle grandi torri eoliche che, oltre ad alloggiare turbine eoliche alla loro sommità e produrre, così, energia, ospiteranno al loro interno anche alberghi, teatri, musei&#8230; Una vera e propria città, insomma, all&#8217;interno della quale sarà possibile soggiornare.</p>
<p>Le città turbine saranno raggiungibili via mare, ma saranno anche collegate tra loro e con la terraferma in modo da formare un suggestivo arcipelago tecnologico.<span id="more-5580"></span></p>
<p>La Norvegia, scelta per la realizzazione del progetto, è sicuramente la nazione più avanzata in fatto di approvvigionamento energetico da tecnologia eolica eolica off shore, grazie alla particolare conformazione delle sue coste, dei fondali e delle condizioni del vento.</p>
<p>In un prossimo futuro la Norvegia potrebbe addirittura superare il limite del 20% di approvvigionamento da energie rinnovabili, limite imposto dalla UE a tutti gli stati membri. La Norvegia, addirittura, avrebbe tutte le carte in regola per diventare paese esportatore di energia elettrica proprio grazie all&#8217;eolico off shore.</p>


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		<title>Amflora, la patata OGM approvata dall&#8217;UE.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Via libera della Commissione Ue alla coltura, in Europa, della patata transgenica Amflora, di proprietà della Basf, per uso industriale. 
Si interrompe così, dopo dodici anni, la moratoria sulla coltivazione di Ogm in Europa. 
Bruxelles approva anche la commercializzazione nell’Ue di tre nuovi mais Ogm destinati all’alimentazione umana ed animale.
La decisione sulla patata Amflora riguarda [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Via libera della Commissione Ue alla coltura, in Europa, della patata transgenica Amflora, di proprietà della Basf, per uso industriale. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5702" title="patate ogm" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/patate-150x150.jpg" alt="patate ogm" width="170" height="150" />Si interrompe così, dopo dodici anni, la moratoria sulla coltivazione di Ogm in Europa. </p>
<p>Bruxelles approva anche la commercializzazione nell’Ue di tre nuovi mais Ogm destinati all’alimentazione umana ed animale.</p>
<p>La decisione sulla patata Amflora riguarda la sua coltura ai fini industriali e l’utilizzo dei prodotti derivati dall’amido Amflora negli alimenti per animali. Il via libera sarà accompagnato dal lancio del dibattito politico sul futuro degli Ogm nell’Ue.</p>
<p>L&#8217;aspetto è quello di una normale patata, ma non è destinata all&#8217;uso alimentare, perché troppo ricca di amido.<br />
E&#8217; destinata invece all&#8217;uso nell&#8217;ambito dell’industria dei collanti e della carta. La «superpatata» Amflora è il primo Organismo geneticamente modificato (Ogm) a cui la <span id="more-5689"></span>Commissione europea ha dato il &#8220;via libera&#8221; per la coltivazione in Europa.</p>
<p>Prodotta dall’azienda chimica tedesca Basf, la patata Amflora è ricchissima della componente dell’amido chiamata amilopectina pura, comunemente utilizzata nell’industria per rendere i filati più forti, la carta più lucida e per rendere l’intonaco più aderente alle pareti.</p>
<p>Attualmente l’amido derivato dalle comuni patate viene utilizzato nell’industria della carta «in blocco», con entrambi i suoi componenti (amilopectina ed amilasi), nonostante l&#8217;amilasi non sia efficace. Separare i due componenti dell’amido è però svantaggioso dal punto di vista economico.</p>
<p>La soluzione, allora, è consistita nel disattivare il gene che produce l’amilasi. È stata ottenuta in questo modo la patata Amflora.</p>
<p>I Verdi si dicono pronti a presentare un quesito referendario già dalla prossima settimana, per evitare che gli Ogm vengano coltivati in Italia.</p>
<p>L’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) come al solito non si smentisce, dice Legambiente, e ancora una volta, in nome della sicurezza alimentare autorizza un alimento chiaramente pericoloso, contestato dalle autorità sanitarie internazionali e proibito dalla direttiva Ue 2001/18, relativa al rilascio deliberato di Ogm nell’ambiente, perché contenente un gene resistente agli antibiotici e quindi pericoloso per la salute umana.</p>
<p>L’Unione europea in questo modo vanifica anche gli sforzi e gli investimenti di tutti coloro che credono nel Made in Italy, nel biologico, nella ricerca della qualità e delle eccellenze.</p>
<p>“E’ evidente che l’Italia non ha alcun bisogno di questi prodotti – ha dichiarato il responsabile Agricoltura di Legambiente Francesco Ferrante – e francamente mi chiedo, per scendere sul piano concreto, quale genitore possa scegliere di dare ai propri figli un cibo che potrebbe renderli resistenti agli effetti degli antibiotici. Questa decisione ci espone a pericoli enormi, dal punto di vista produttivo ed economico, ma anche da quello della salute e della sicurezza e non si capisce cosa stia aspettando il ministro Zaia ad emanare il famoso decreto che impedirebbe l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato che autorizza la coltivazione dei Ogm senza aspettare le linee guida sulla coesistenza, per tutelare l’agricoltura di qualità, il biologico e le eccellenze italiane. Buone e sane”.</p>
<p>Per il momento il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha manifestato la propria contrarietà alla decisione di Bruxelles, annunciando – non un decreto, come chiesto dalle associazioni  – ma una possibilita’ di promuovere un fronte comune di tutti i Paesi che vorranno unirsi a noi”.</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pomigliano d&#8217;Arco: previsti grandi progetti di energia rinnovabile.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:12:20 +0000</pubDate>
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A dirlo è Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d&#8217;Arco attiva nel settore Energia.
Così questo comune campano [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Stiamo progettando grandi interventi, che porteranno Pomigliano d&#8217;Arco, entro la primavera del 2011, ad una riduzione di 13.915 tonnellate di emissione di CO2 e per il 2015 di ben 33.633 tonnellate&#8221;.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5673" title="Pomigliano" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pomigliano-150x150.jpg" alt="Pomigliano" width="150" height="150" />A dirlo è Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d&#8217;Arco attiva nel settore Energia.</p>
<p>Così questo comune campano alle falde del Vesuvio si propone come città delle fonti rinnovabili, dove tutto verrà alimentato dal sole grazie ai tre impianti di solare termico ed ai dodici impianti di fotovoltaico già realizzati. E non solo.</p>
<p>&#8220;Si tratta -sottolinea Gaudiano- di ben 598 kW di potenza di picco, ottenuti con gli impianti di fotovoltaico già installati su Municipio, scuole elementari, scuole medie e su aree di parcheggio. Tre gli impianti di solare termico per la produzione di acqua calda, presso il campo di rugby e la palestra di arti marziali.</p>
<p>Stiamo realizzando un modello energetico che si basa sulla produzione diffusa e sul risparmio. Un modello che, oltre a far bene al pianeta, può significare sviluppo, buona<span id="more-5647"></span> economia e buona occupazione per le nostre comunità&#8221;.</p>
<p>Gli interventi, riferisce il presidente di Enam, &#8220;sono stati realizzati nell&#8217;ambito del Piano Energetico Comunale approvato dall&#8217;Amministrazione. Stiamo andando oltre gli obiettivi iniziali.</p>
<p>Quattro saranno gli impianti di produzione di energia elettrica da biomassa di potenza nominale di 450 kW cadauno che entro il 2010 partiranno sul territorio comunale. Sono impianti in assetto cogenerativo. Dunque recupereremo e riutilizzeremo l&#8217;energia termica prodotta per riscaldare le strutture sportive e gli immobili pubblici, ma anche quelli industriali adiacenti&#8221;.</p>
<p>Guadiano quindi sottolinea che è stato invece &#8220;installato l&#8217;impianto di notevoli dimensioni con pannelli fotovoltaici presso la stessa sede della Enam, mentre sempre nel 2010 verranno attivati, sulle coperture dei nostri capannoni industriali, circa 60 kW di fotovoltaico in silicio amorfo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dunque -afferma- il mondo chiama e Pomigliano risponde perché l&#8217;intera città si sta rendendo protagonista in prima linea di questa rivoluzione ambientale, grazie anche alle nuove norme approvate dall&#8217;Amministrazione per la promozione dell&#8217;utilizzo delle fonti di energia rinnovabile sulle nuove edificazioni, che prevedono l&#8217;obbligo del 50% minimo di produzione di acqua calda dal sole&#8221;.</p>


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		<title>Il rapper Piotta: &#8220;Sostengo Greenpeace contro il nucleare&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche il rapper Piotta scende in campo al fianco di Greenpeace per dire No al nucleare. 
Saranno infatti Piotta assieme a 99 Posse, Punkreas, Adriano Bono &#38; Torpedo Sound Machine e Leo Pari, i protagonisti della campagna contro il nucleare che partirà martedì 9 marzo prossimo, con il lancio del singolo &#8220;No Al Nucleare&#8221; a [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anche il rapper Piotta scende in campo al fianco di Greenpeace per dire No al nucleare. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5656" title="Rainbow_Warrior" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rainbow_Warrior-150x150.jpg" alt="Rainbow_Warrior" width="170" height="150" />Saranno infatti Piotta assieme a 99 Posse, Punkreas, Adriano Bono &amp; Torpedo Sound Machine e Leo Pari, i protagonisti della campagna contro il nucleare che partirà martedì 9 marzo prossimo, con il lancio del singolo &#8220;No Al Nucleare&#8221; a sostegno della campagna Nuclear Lifestyle.</p>
<p>Gli artisti presenteranno per la prima volta dal vivo il brano in diretta streaming dalla nave Rainbow Warrior II, al largo di Citavecchia, on air sul portale <a href="http://www.nuclearlifestyle.it/" target="_blank" rel="nofollow" >www.nuclearlifestyle.it</a>, dal quale si potrà anche scaricare gratuitamente l&#8217;mp3 del singolo.</p>
<p>La nave, già presente nelle attività al Summit della Terra a Rio de Janeiro nel 1992 e nell&#8217;oceano Pacifico per manifestare contro i test nucleari della Francia a Mururoa, sarà allestita per l&#8217;occasione con un vero e proprio sound system tra microfoni, casse,<span id="more-5645"></span> giradischi e amplificatori.</p>
<p>&#8220;Questo nuovo singolo è un work in progress in attesa di sempre maggiori adesioni&#8221; spiega Andrea Lepore, responsabile campagna nucleare di Greenpeace. &#8220;Speriamo presto -aggiunge Lepore- di riuscire a vedere tutti gli artisti contro il nucleare insieme su un unico palco&#8221;.</p>
<p>Molte le ragioni che spingono Greenpeace a contrastare il nucleare, in primis -spiega il gruppo ambientalista-perché le centrali generano scorie che rimangono radioattive per migliaia di anni ma poi anche per tutti i rischi e i costi che sono legati alla sua gestione&#8221;. Insomma, il nucleare per Greenpeace &#8220;e&#8217; solo una pericolosa perdita di tempo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il nucleare in Italia -commenta Tommaso Zanello alias Piotta &#8211; è poco più che una farsa. Mi chiedo solo come potremmo gestire lo smaltimento delle scorie radioattive, quando a mala pena riusciamo a gestire la spazzatura. Tutto il mio sostegno alle istanze di Greenpeace&#8221;.</p>
<p>Guarda il video:</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Xx6WMBovky0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Xx6WMBovky0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>


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		<title>Conclusa la 1° conferenza islamica sul clima.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/03/04/conclusa-la-1%c2%b0-conferenza-islamica-sul-clima/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 09:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se pensate che sia solo il mondo occidentale ad occuparsi e preoccuparsi del problema-clima, vi sbagliate. Lo conferma questo meeting di “impronta islamica”, conclusosi ieri.
Si è così svolta a Bogor, Giava occidentale, la prima conferenza islamica sui cambiamenti climatici durante la quale Bogor (Indonesia), Medina (Arabia Saudita), Salleh (Marocco) e Sana&#8217;a (Yemen) sono state individuate [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Se pensate che sia solo il mondo occidentale ad occuparsi e preoccuparsi del problema-clima, vi sbagliate. Lo conferma questo meeting di “impronta islamica”, conclusosi ieri.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5628" title="Bogor" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Bogor-150x150.jpg" alt="Bogor" width="150" height="170" />Si è così svolta a Bogor, Giava occidentale, la prima conferenza islamica sui cambiamenti climatici durante la quale Bogor (Indonesia), Medina (Arabia Saudita), Salleh (Marocco) e Sana&#8217;a (Yemen) sono state individuate come &#8221;le quattro città verdi del mondo islamico&#8221;. </p>
<p>Ovvero, si tratta di esempi da seguire in nome del rispetto dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Durante la due giorni di conferenza, i partecipanti hanno inoltre discusso su come i paesi musulmani possono contribuire alla lotta contro i cambiamenti ambientali e sulla necessità di formare una &#8220;Moslem Association for Climate Change Action (MACCA)&#8221;, ovvero un&#8217;organizzazione ombrello incaricata di portare avanti i programmi del gruppo.</p>
<p>La conferenza di Bogor segue l&#8217;agenda del &#8220;Moslem Seven Year Action Plan for Climate Change (M7YAP)&#8221;, dichiarata a Istanbul, Turchia, nel giugno del 2009. Questa prevede, appunto, un coinvolgimento sempre maggiore e graduale dei paesi islamici nei prossimi sette<span id="more-5621"></span> anni.</p>
<p>Organizzata da gruppi islamici indonesiani e sostenuta dal governo di Giakarta, la conferenza ha visto la partecipazione di circa 150 esperti da almeno 30 paesi islamici, inclusi Emirati Arabi, Brunei, Malaysia, India, Arabia Saudita, Iran, Kuwait ed Egitto, oltre all&#8217;Inghilterra.</p>


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		<title>Friuli: presentato lo &#8220;Specchio Lineare&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 11:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli]]></category>
		<category><![CDATA[solare]]></category>
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		<category><![CDATA[Udine]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo &#8221;Specchio Lineare&#8221; è un sistema inventato all&#8217;Università di Udine per lo sfruttamento dell&#8217;energia solare e per produrre energia pulita, pronto per essere industrializzato e commercializzato. 
La macchina è una novità nel settore dei sistemi termodinamici e delle tecnologie pulite ed è in grado di produrre una quantità di energia da due a tre volte [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo &#8221;Specchio Lineare&#8221; è un sistema inventato all&#8217;Università di Udine per lo sfruttamento dell&#8217;energia solare e per produrre energia pulita, pronto per essere industrializzato e commercializzato. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5604" title="specchio-lineare" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/specchio-lineare-150x150.jpg" alt="specchio-lineare" width="170" height="150" />La macchina è una novità nel settore dei sistemi termodinamici e delle tecnologie pulite ed è in grado di produrre una quantità di energia da due a tre volte superiore rispetto a quella di un impianto solare classico (fotovoltaico o pannelli solari) di pari dimensioni e costo.</p>
<p>Inoltre, potrà svolgere assieme le funzioni attualmente svolte separatamente da pannelli solari e impianti fotovoltaici: produrre elettricità e fornire calore.</p>
<p>Il primo impianto di specchi lineari è stato presentato alle officine meccaniche Ocsam di Basaldella di Campoformido, in provincia di Udine, che hanno contribuito a realizzarlo. Un prototipo di Specchio Lineare è già stato commissionato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Il prodotto è destinato a privati (utenze familiari e condominiali), utenze pubbliche (enti, scuole, ospedali, piscine, ecc.), industriali, imprese agricole per il riscaldamento<span id="more-5599"></span> delle serre, società di produzione di energia elettrica.</p>
<p>&#8220;Lo specchio lineare &#8211; spiega Hans Grassmann, ricercatore dell&#8217;ateneo di Udine &#8211; rende disponibile, a un costo accessibile, una fonte di energia pulita, efficiente, adatta a diverse applicazioni, di facile integrazione con gli impianti preesistenti (riscaldamento e impianti elettrici), e con un rapido ritorno dell&#8217;investimento.</p>
<p>L&#8217;obiettivo degli &#8216;Specchi Lineari&#8217; è offrire a famiglie e imprese la possibilità di utilizzare fonti rinnovabili senza affrontare un pesante investimento come quello richiesto per le tecnologie solari attuali&#8221;.</p>
<p>Il progetto è nato dalle ricerche svolte da Hans Grassmann al dipartimento di Fisica dell&#8217;ateneo friulano. Brevettato, è stato sviluppato da Isomorph srl (Hans Grassmann, Alessandro Prest), azienda spin off dell&#8217;università di Udine.</p>
<p>L&#8217;impianto a specchi lineari è un insieme di specchi piani in alluminio, da 20 a 50, montati su un sistema di assi e leve che inclinano gli specchi tramite due piccoli servomotori in modo da catturare i raggi solari durante tutto l&#8217;arco della giornata su un&#8217;unica superficie ricevente, simile a un unico grande specchio.</p>
<p>Lo specchio lineare, convogliando i raggi solari su un collettore, è in grado di riscaldare l&#8217;acqua fino a circa 100°C anche in inverno e di utilizzare fluidi termovettori, come oli sintetici, per raggiungere temperature superiori ai 200°C.</p>
<p>Può essere collegato con impianti di riscaldamento o condizionamento e con tutti i cicli produttivi in cui siano richieste fonti di calore. L&#8217;impianto, grazie alla sua modularità di costruzione, può essere adattato a varie richieste energetiche e produrre da 4 a 8 KW. La macchina può essere installata su terreno o su qualsiasi superficie architettonica piana (tetti di abitazioni, attività commerciali, capannoni).</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; ha detto Ballaman &#8211; di un&#8217;importante invenzione nata in uno dei nostri Atenei, quello di Udine, che renderà le fonti rinnovabili più accessibili per le imprese e le famiglie&#8221;.</p>
<p>Lo Specchio lineare è un prodotto di cui andare fieri e presto &#8211; ha annunciato &#8211; un impianto verrà installato sul tetto del Consiglio regionale a Trieste per rendere ancora più efficaci le nostre iniziative di risparmio energetico.</p>
<p>Fontanini, orgoglioso della realizzazione al 100% &#8221;made in Friuli&#8221;, si è augurato che &#8220;questo impianto rivoluzionario possa trovare la collocazione che merita sul mercato&#8221;.</p>


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		<title>Napoli: ricariche telefoniche per incentivare la differenziata.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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L’idea, già messa in atto in altri Paesi europei e negli Usa, ha dato risultati incoraggianti. Per il momento il progetto riguarda solo la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La prima municipalità di Napoli sceglie di educare i cittadini alla raccolta differenziata, ricaricando il telefonino di chi getterà i rifiuti negli appositi contenitori, distribuiti sul territorio del quartiere di Chiaia. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5588" title="raccolta-differenziata" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/raccolta-differenziata1-150x150.jpg" alt="raccolta-differenziata" width="170" height="150" />L’idea, già messa in atto in altri Paesi europei e negli Usa, ha dato risultati incoraggianti. Per il momento il progetto riguarda solo la plastica.</p>
<p>Il quartiere di Chiaia fa quadrato attorno al tema dei rifiuti, introducendo un’idea non originalissima ma di sicura efficacia. </p>
<p>In diversi punti strategici - spesso centri commerciali &#8211; sono state installate delle macchine compattatrici le quali, in cambio di rifiuti, rilasciano uno scontrino con un punteggio convertibile in ricariche telefoniche. </p>
<p>Attualmente questa possibilità è estesa solo alla plastica ma si prevede a breve di allargarla anche al vetro e agli olii usati.</p>
<p>L’iniziativa porta con sé benefici anche estetici poiché l’istallazione di questi<span id="more-5584"></span> apparecchi può portare, sul lungo periodo, alla riduzione del numero dei vecchi cassonetti, poco estetici e maleodoranti.</p>
<p>Nei paesi scandinavi e in diversi paesi USA, un modello simile è introdotto da anni, alle persone che fanno la raccolta differenziata viene data una piccola somma di denaro – spesso sotto forma di buono acquisto – utilizzabile nel centro commerciale al quale hanno riconsegnato gli scarti di latta, vetro, plastica e anche batterie usate.</p>
<p>I promotori di questa iniziativa si augurano che sempre più centri commerciali aderiscano e che tutti i circondari partenopei introducano questo modello, oltre ad augurarsi che funga da esempio anche per altre città italiane.</p>


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		<title>III Giornata Nazionale delle &#8220;Ferrovie Dimenticate&#8221;&#8230; in Umbria.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/02/16/iii-giornata-nazionale-delle-ferrovie-dimenticate-in-umbria/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 13:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Passepartout</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie Dimenticate]]></category>
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		<description><![CDATA[Un week-end (6-7 marzo 2010) dedicato alle famiglie con bambini&#8230; organizzato per partecipare alla III Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate in Umbria.
L’Associazione “Solearia” (www.soleearia.it ) insieme a “Passepartout – Turismo responsabile” (www.passepartout-abn.it ), parteciperanno alla III Giornata delle Ferrovie Dimenticate in quanto organizzazioni umbre impegnate a promuove il turismo sostenibile, la mobilità dolce, la lentezza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un week-end (6-7 marzo 2010) dedicato alle famiglie con bambini</strong><strong>&#8230; organizzato per partecipare alla III Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate in Umbria.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5571" title="ferrovie-dimenticate" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ferrovie-dimenticate-150x150.jpg" alt="ferrovie-dimenticate" width="160" height="160" />L’Associazione “Solearia” (<a title="blocked::http://www.soleearia.it/" rel="nofollow" href="http://www.soleearia.it/" target="_blank"><strong>www.soleearia.it </strong></a>) insieme a “Passepartout – Turismo responsabile” (<a title="blocked::http://www.passepartout-abn.it/" rel="nofollow" href="http://www.passepartout-abn.it/" target="_blank"><strong>www.passepartout-abn.it</strong> </a>), parteciperanno alla III Giornata delle Ferrovie Dimenticate in quanto organizzazioni umbre impegnate a promuove il turismo sostenibile, la mobilità dolce, la lentezza degli spostamenti, il camminare a piedi o in bicicletta, i processi educativi in armonia con l’ambiente.</p>
<p>L’Associazione “Solearia”, composta da guide escursionistiche regionali e da un’educatrice ambientale, si occupa di promuovere attività di educazione ambientale e promozione del turismo sostenibile ideando e realizzando progetti in collaborazione con enti pubblici e privati della zona.</p>
<p>L’Associazione si avvale di guide esperte, iscritte all’AIGAE (associazione italiana guide ambientali escursionistiche) coperte da assicurazione personale specifica per le attività di escursionismo a piedi, con ciaspole da neve, in bicicletta, e per il nordic walking.<span id="more-5548"></span></p>
<p>Il Consorzio Passepartout abn &#8211; a&amp;b network sociale è un consorzio di cooperative (sociali e non sociali) costituito nel 1997 per iniziativa di alcune cooperative sociali del territorio perugino; ad oggi, le cooperative consorziate sono complessivamente oltre 40 presenti in varie regioni italiane.</p>
<p>Le aree che il Consorzio investe nelle sue attività tramite le consorziate riguardano sia i servizi socio assistenziali alle persone che la produzione di beni e servizi finalizzati all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e fra queste vi è il turismo.</p>
<p><a title="blocked::http://www.ferroviedimenticate.it/" rel="nofollow" href="http://www.ferroviedimenticate.it/" target="_blank">III Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate in Umbria</a>, organizzata da queste due realtà, è dunque un’ottima occasione per la valorizzazione della cultura locale, della memoria, della natura, delle esperienze emozionanti da vivere anche tra adulti e bambini.</p>
<p>“Passa un treno… lungo , lungo!” è un&#8217;attività all’aperto da fare lungo il tracciato della vecchia ferrovia “Spoleto-Norcia” durante la quale i bambini e gli adulti troveranno strani oggetti che ricordano il trenino che da lì passava, le tradizioni locali, i cibi, le leggende. Questi oggetti saranno l’occasione per raccontare storie, fare dei giochi, improntare una caccia al tesoro.</p>
<p>Verrà dato spazio anche all’ambiente naturale in cui è inserito il tracciato della vecchia ferrovia: l’ambiente fluviale, la sua vegetazione, i pesci, la pesca, la roccia, gli alberi e gli animali. Parti di un tutto che compongono la specificità di quel territorio. Sarà per adulti e bambini una sorta di “lezione” in forma di gioco poiché durante il percorso verranno date informazioni sulla ferrovia, sui borghi ad essa adiacenti, sulle chiese e gli edifici che incontreremo.</p>
<p>Si potrà soggiornare nei pressi di Assisi, a Cannara: un piccolo borgo storico umbro in una struttura d’accoglienza del tutto a misura di bambini e di famiglie: &#8220;La Tana Libera Tutti&#8221;(<a title="blocked::/" rel="nofollow" href="http://www.latanaliberatutti.it/" target="_blank">www.latanaliberatutti.it</a>) ove sarà possibile pernottare, mangiare, riposarsi… insomma prendersi una piccola vacanza fra genitori e figli all’insegna della tranquillità, della scoperta, dell’incontro con la cooperativa sociale ospitante.</p>
<p>L&#8217;arrivo è previsto per sabato 6 marzo, sono inclusi pernottamento e colazione, e per la domenica mattina 7 marzo è prevista la partecipazione all&#8217;evento &#8220;Passa un Treno lungo lungo&#8221;. Il cestino merenda per l&#8217;escursione è offerto dalla Tana Libera Tutti. Il pagamento è previsto solo per gli adulti (€ 25,00).</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a title="blocked::http://www.latanaliberatutti.it/resources/art76/Passa un treno lungo lungo - SCHEDA.pdf" href="http://www.latanaliberatutti.it/resources/art76/Passa%20un%20treno%20lungo%20lungo%20-%20SCHEDA.pdf" target="_blank">Scaricate il programma dell&#8217;attività!!!</a></p>


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		<title>Il Governo italiano approva la localizzazione dei siti nucleari.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[impianti nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[siti nucleari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’ok delle commissioni parlamentari competenti il Consiglio dei Ministri approva il decreto sulla produzione di energia elettrica da centrali nucleari.
Luce verde per il decreto legislativo inerente i criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato oggi in via definitiva il testo che definisce le linee guida per la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo l’ok delle commissioni parlamentari competenti il Consiglio dei Ministri approva il decreto sulla produzione di energia elettrica da centrali nucleari.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5529" title="nucleare" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/nucleare3-150x150.jpg" alt="nucleare" width="170" height="150" />Luce verde per il decreto legislativo inerente i criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato oggi in via definitiva il testo che definisce le linee guida per la messa in opera degli impianti in base divengono effettive le date dell’avvio dei lavori di costruzione per il 2013 e dell’inizio della produttività dal 2020.</p>
<p>Il quadro normativo così definito individua i criteri generali per l’idoneità dei territori ad ospitare un impianto, territori che spetterà alle imprese interessate indicare.</p>
<p>“Il processo – si legge in una nota stampa del Ministero dello Sviluppo – si basa sull’Autorizzazione unica per la realizzazione e l’esercizio di ogni singolo impianto, che prevede un massiccio coinvolgimento delle Regioni interessate”.</p>
<p>La partecipazione delle Regioni così come degli enti locali e delle popolazioni sarà stimolata anche attraverso consultazioni, sulle procedure autorizzative, sulla realizzazione, sull’esercizio e sulla disattivazione degli impianti nucleari, così come sulle misure di<span id="more-5525"></span> protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>In merito ai costi di smantellamento degli impianti a termine esercizio si prevede siano a carico degli stessi operatori che hanno realizzato le stesse installazioni, per il tramite di un apposito fondo ed effettuato dalla Sogin. “Il decreto – continua il comunicato – prevede la creazione di un deposito nazionale realizzato in un più ampio Parco tecnologico che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari”.</p>
<p>Verrà poi istituita l’Agenzia per la sicurezza nucleare e la predisposizione della strategia nucleare a cui dovranno far capo colori i quali sono interessati alla progettazione di una centrale.</p>
<p>Nell’attesa del parere della Conferenza Unificata Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, commenta così l’approvazione del <a title="Ritorno al nuclerae" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/13/carlo-rubbia-il-futuro-e-nel-sole-il-nucleare-e-un-errore/" target="_blank">“Ritorno al nucleare”</a>:</p>
<p>“Con il provvedimento approvato oggi si confermano tutti i limiti del nucleare di Berlusconi, un forte impegno dello Stato che stravolge il mercato elettrico, fino a prevedere una campagna di propaganda pro-nucleare; espropriazione dei territori e delle regioni sulla scelta dei <a title="siti" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/13/litalia-torna-al-nucleare-dure-le-reazioni-dei-contrari/" target="_blank">siti</a>, tema su cui lo stesso Consiglio di Stato ha espresso un parere critico e su cui si attende la decisione della Corte Costituzionale per il ricorso presentato dalle regioni contrarie al nucleare; aumento dei costi dell’energia che ricadrebbero proprio sulle tasche degli italiani, che già oggi ogni anno pagano 400 milioni di euro sulle bollette elettriche per smaltire le scorie del vecchio nucleare”.</p>
<p>Vai alla fonte: <a title="Ritorno al nucleare" rel="nofollow" href="http://www.rinnovabili.it/warning-ritorna-il-nucleare701668" target="_blank">Rinnovabili.it</a></p>


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		<title>Rifiuti: l&#8217;Italia presenta il &#8220;Sistri&#8221;, contro le ecomafie.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 10:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[Noe]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti speciali]]></category>
		<category><![CDATA[SISTRI]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasparenza e legalità sull&#8217;intero ciclo della movimentazione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, e anche per quelli soldi urbani della Campania, laddove si annida il business delle ecomafie. 
E&#8217; l&#8217;obiettivo che si prefigge il ministro dell&#8217;Ambiente Prestigiacomo con il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali denominato Sistri, presentato oggi alla stampa, che [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trasparenza e legalità sull&#8217;intero ciclo della movimentazione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, e anche per quelli soldi urbani della Campania, laddove si annida il business delle ecomafie. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5488" title="ecomafie" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ecomafie.jpg" alt="ecomafie" width="200" height="160" />E&#8217; l&#8217;obiettivo che si prefigge il ministro dell&#8217;Ambiente Prestigiacomo con il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali denominato <em>Sistri</em>, presentato oggi alla stampa, che sarà operativo a partire dal 15 giugno.</p>
<p>Il sistema infatti monitorerà una massa di rifiuti di 147 milioni di tonnellate all&#8217;anno, il 10% dei quali pericolosi e che quindi richiedono precisi adempimenti per lo smaltimento.</p>
<p>Un controllo dalla fase della produzione fino al trasporto e allo smaltimento, che verrà gestito dal comando dei Carabinieri per la tutela dell&#8217;Ambiente, il Noe.</p>
<p>Il sistema sarà interconnesso con i sistemi informativi della guardia Costiera e delle imprese ferroviarie e sarà svolto con il sistema delle Camere di commercio attraverso<span id="more-5400"></span> l&#8217;Unioncamere.</p>
<p>&#8221;Parte la grande sfida della lotta alle ecomafie &#8211; ha spiegato il ministro nel corso di una conferenza stampa al ministero &#8211; un progetto molto importante, dal momento che ora con il Sistri, il movimento dei rifiuti sarà controllato in tempo reale nella mani sicure dei Carabinieri.</p>
<p>Il Sistri garantirà trasparenza e legalità sull&#8217;82% dei rifiuti complessivi attraverso il controllo satellitare via Gps e con un sistema di telecamere piazzate in tutte le discariche a livello nazionale. Così &#8211; ha affermato Prestigiacomo &#8211; la fetta della criminalità organizzata nel campo dei rifiuti sarà sempre più circoscritta e più facile da colpire&#8221;.</p>
<p>Al nuovo sistema si dovranno iscrivere circa 600.000 imprese della filiera dei rifiuti che producono, trasportano e smaltiscono rifiuti speciali  (per ora sono escluse le piccole imprese fino a 11 dipendenti, poi si vedrà dopo questo primo anno che può essere condisiderato di sperimentazione). Ma un trattamento speciale viene riservato alla regione Campania, dove si è vissuta la grave emergenza.</p>
<p>Il ministro ha spiegato inoltre che la nuova tecnologia &#8221;manderà in soffitta&#8221; tre adempimenti collegati al sistema cartaceo che, tra l&#8217;altro, ha sottolineato, &#8221;era più facile da manomettere&#8221;, adempimenti che erano anche gravosi per le imprese.</p>
<p>I costi dell&#8217;operazione? &#8221;Per lo Stato è a costo zero &#8211; ha dichiarato Prestigiacomo &#8211; perché anche se c&#8217;è stato uno stanziamento iniziale di risorse per acquistare il brevetto, verrà ripagato dalle tariffe che le imprese sono tenute e pagare, cifre contenute che vanno dai 100 ai 700 euro a seconda della dimensione dell&#8217;impresa, della massa dei rifiuti prodotti e del tipo di pericolosità, comunque cifre ben al di sotto di quelle che hanno pagato finora&#8221;.</p>
<p>&#8221;Siamo primi in Europa a realizzare questo sistema &#8211; ha infine spiegato &#8211; voglio sottolineare che dopo averlo presentato a Bruxelles ha destato interesse sia da parte della Commissione europea sia dei singoli stati membri, questa tecnologia sarebbe infatti molto efficace se venisse adottata anche a livello comunitario. Vedremo&#8221;.</p>


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