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Il blog attento alla natura

"Quando l'ultima fiamma sarà spenta, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce catturato, allora capirete che non si può mangiare denaro." Toro Seduto

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Sviluppo sostenibile

Rubinetto o potabile? a Pesaro Acqua Buona apre il dibattito.

dicembre 30th, 2010 by chiarp in Sviluppo sostenibile

Pesaro si fa protagonista attiva nel dibattito sull’acqua da bere, un tema di rilevanza nazionale oggi al centro dell’interesse pubblico, per la sua portata in termini non solo di salute ma anche economici e sociali.

Alla sempre più viva attenzione da parte dei cittadini, si è aggiunta di recente la spinta innovatrice di un’impresa che ha realizzato una sintesi efficace tra salute, responsabilità e rispetto per l’ambiente.

Acqua Buona è un nuovo sistema di purificatori per l’acqua ideato per contribuire a uno stile di vita sano e consapevole.

Nato da un’idea di Franco Traversi, titolare della storica azienda pesarese L’Arredo che comprende il marchio Mobilya, il progetto ha dato vita a una vera e propria spin-off, la Green Building Srl.

La crescente importanza della qualità e della provenienza dell’acqua che beviamo ha portato sotto i riflettori le due principali modalità di consumo, l’acqua di rubinetto e l’acqua minerale in bottiglia, che tuttavia presentano evidenti criticità sul piano sia … continua

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Catering equo-bio in Toscana: per lasciare un’impronta ecologica leggera, quasi impalpabile…

novembre 15th, 2010 by Elisa in Sviluppo sostenibile

Cene professionali, matrimoni, ricevimenti: quando il numero degli invitati è alto, si ricorre al catering. Ma come conciliare la buona tavola con la salute e il rispetto dell’ambiente? Scegliendo un servizio di catering biologico (meglio se a Km zero) o equo-solidale.

Ecco alcune eccellenti offerte per chi vive in Toscana:

L’associazione no-profit “Villaggio dei Popoli” di Firenze offre un servizio professionale di catering per qualsiasi occasione ed evento: dal semplice coffee break all’aperitivo fino all’organizzazione di buffet e cerimonie varie.

Nei catering si utilizzano largamente prodotti del commercio equo e solidale ed ingredienti biologici (o da catene commerciali con finalità etiche).

Viene rispettato il principio del risparmio energetico e di materie prime e si usano preferibilmente prodotti di stagione e locali, senza packaging complessi per evitare l’accumulo di rifiuti.

Per il servizio non si utilizzano prodotti “usa e getta” in plastica, ma vetro, ceramica, terracotta o bicchieri e piatti in materiali totalmente biodegradabili. … continua

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Autoproduzione: alcuni siti internet per divertirsi, risparmiare e creare.

novembre 15th, 2010 by Elisa in Salute e benessere, Sviluppo sostenibile

L’autoproduzione è un lavoro non retribuito che permette ugualmente di soddisfare i nostri bisogni, in modo spesso divertente. Vediamo alcuni siti e blog in cui vengono mostrate idee per creare e costruire.

Balconi trasformati in orti; marmellate, pane e yogurt fatti in casa; detersivi casalinghi a base di aceto, bicarbonato ed oli essenziali: sono solo alcuni dei fantasiosi esempi di autoproduzione di beni altrimenti comprati spendendo denaro.

L’autoproduzione è un costume “ritrovato” che esalta il valore del risparmio, della creatività, del rispetto dell’ambiente.

L’autoproduzione può essere inoltre un prezioso laboratorio scientifico, ci insegna infatti: l’origine dei profumi attraverso gli oli essenziali, i principi della medicina preventiva attraverso le piante selvatiche, la chimica attraverso la lievitazione naturale, etc…

Molti sono i siti internet e i blog che si occupano del tema dell’autoproduzione. Vediamone alcuni molto carini: premetto però che basta navigare un po’ per trovare decine … continua

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Raccolta differenziata: l’importanza di informazioni chiare.

novembre 10th, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile, Terra

In un momento molto delicato per l’Italia, in cui una delle sue città simbolo, ossia Napoli, versa ancora in condizioni pessime sul versante immondizia, Astra Ricerca ha condotto delle analisi sulla differenziazione e riciclaggio dei rifiuti, da cui emerge un dato inconfutabile: la raccolta differenziata viene fatta male.

Alcuni ritengono sia uno sforzo sovrumano informarsi sulle diverse tipologie dei rifiuti per poi procedere ad un corretto smistamento, ma c’è da dire che accanto alla massiccia disinformazione v’è anche una confusione di fondo nelle indicazioni che vengono date.

Dunque, nel vetro va tutto ciò che è vetro, ma non va la ceramica: è necessario, così, identificare il pyrex, detto anche “vetro borosilicato”. Il pyrex non è normale vetro.

Le lampadine? No, non vanno nel vetro perché presentano il filamento di tungsteno.

E ancora, sulla plastica: flaconi di detersivo, bottiglie di bibita e di acqua vanno nel contenitore della plastica. Ma le posate, i piatti ed i bicchieri in normale plastica no! Le … continua

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Vado a fare shopping… sostenibile!

novembre 10th, 2010 by Elisa in Curiosità, Sviluppo sostenibile

Volete fare uno shopping sostenibile? Se la risposta è sì, potrete trovare idee accattivanti nel sito “Green Fvg”. Sotto la voce “Shopping, eco-prodotti dall’Italia”, compaiono infatti varie categorie merceologiche contenenti schede di prodotti innovativi, di eccellente design, creati a partire da materiale riciclato.

Il sito greenfvg.it, nato nel novembre 2009, vuol essere portavoce della sostenibilità ambientale e del “buonessere” per la Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la libera informazione del web.

Si tratta di una voce autonoma e indipendente che raccoglie le voci dei protagonisti regionali e nazionali delle buone pratiche ambientali.

Cliccando alla voce “Shopping, eco-prodotti dall’Italia”, si accede ad una lista di categorie merceologiche varie, che vanno dall’abbigliamento agli arredi, dai casalinghi ai trasporti.

I prodotti presentati, creati da aziende virtuose sparse in tutto il paese, sono caratterizzati da un alto valore ambientale e da un design unico.

Vediamo quelli che ci sono piaciuti di più (ma, credete, c’è davvero l’imbarazzo … continua

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Magistep: le scarpine che si allungano.

novembre 8th, 2010 by Elisa in Curiosità, Sviluppo sostenibile

Magistep sono delle scarpette “magiche” per bambini che si possono allungare fino a due numeri facendo risparmiare denaro e preservando l’ambiente: si troveranno nei negozi nei prossimi mesi.

Il marchio “Magistep” è nato nel luglio del 2009 dalla sinergia tra Giacomo Regoli, titolare dell’omonimo calzaturificio artigianale e ideatore della scarpina allungabile, e la Polistamp System, società che opera nel settore degli isolamenti termici e nello stampaggio di materie plastiche e che ha sviluppato, perfezionato e prodotto le scarpe sino a deciderne l’industrializzazione.

L’innovazione sta nel fatto che le scarpine si allungano di quasi due numeri grazie ad un meccanismo di spinta inglobato all’interno della suola: basta infatti inserire una chiavetta (in dotazione) in un foro nel tallone della scarpina e attivare la vite a movimento continuo fino alle dimensioni necessarie. Le calzature coprono i numeri dal 20 al 31,5 accompagnando così il bambino dai primi passi sino ai primi anni di scuola.

Dal punto di vista estetico non si nota nessuna differenza dalle altre scarpe in commercio, con il vantaggio però di avere una scarpina sempre su misura che, oltretutto, … continua

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Una resistenza casearia per schierarsi dalla parte dei piccoli pastori italiani.

novembre 8th, 2010 by Elisa in Produzione biologica, Sviluppo sostenibile

In tempo di crisi i primi a crollare sono i più deboli, i più “piccoli”. Oggi stanno vivendo questo dramma i pastori della Sardegna e delle montagne d’Abruzzo. Per aiutarli, un gruppo di acquisto nazionale organizzato da Slow Food propone a un prezzo equo i loro formaggi.

I pastori, che in questi anni hanno ammodernato gli ovili e costruito caseifici a norma contraendo mutui, protestano: il prezzo che ottengono per il loro latte, fermo al livello di trent’anni fa, non basta neppure a coprire i costi di produzione.

Le industrie trasformatrici non intendono pagare un centesimo di più, perché fanno fatica a vendere prodotti fatti con il latte di pecora o capra, e nello stesso tempo importano grandi quantità di latte dall’Est europeo che ha un prezzo bassissimo.

Il risultato di questa drammatica situazione è che in Sardegna i caci si accumulano invenduti nelle stagionature, l’esportazione è in affanno, il prezzo del latte ha raggiunto i minimi storici (65 centesimi al litro). In Abruzzo, invece, molti pastori, stanchi di ricorrere ai mutui e alle anticipazioni delle banche, iniziano a vendere … continua

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Shiro Alga Carta: la carta ecologica fatta con le alghe della Laguna di Venezia.

novembre 8th, 2010 by Elisa in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

Oggi si fa un uso sempre più grande della carta. Per produrla servono energia e cellulosa, e questo spesso ai danni dell’ambiente e degli ecosistemi forestali. Per fortuna esistono in commercio carte ecologiche come “Shiro Alga Carta”, fatta con le alghe della laguna di Venezia e fibre FSC. Vediamo la sua storia e le sue caratteristiche peculiari.

Negli anni ’80 le acque della Laguna di Venezia hanno iniziato ad essere infestate da una quantità abnorme di alghe a causa dell’eccesso di nutrienti artificiali e del perdurare delle alte temperature estive: l’ecosistema acquatico era  minacciato dal fenomeno dell’eutrofizzazione e i vegetali in eccesso andavano raccolti e smaltiti prima della loro decomposizione.

Così nel 1989 il Magistrato alle Acque di Venezia, in collaborazione con il Consorzio Venezia Nuova e l’ENEA, iniziò la raccolta delle alghe per prevenire la deossigenazione della laguna. Essendo un materiale difficile da smaltire, si iniziarono ad esaminare varie possibilità per riciclarlo.

Una delle soluzioni, sponsorizzata dall’Unione Europea ed inserita nel progetto LIFE, fu quella di utilizzare le alghe nella fabbricazione della carta, in parziale sostituzione della cellulosa (derivata dall’abbattimento di alberi!) e di altri materiali. Nel 1993 venne creato … continua

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Dalla Svezia arriva un software che calcola l’impatto ambientale di internet.

ottobre 29th, 2010 by Elisa in Sviluppo sostenibile

Ogni anno circa 630 milioni di tonnellate di CO2 vengono riversate nell’atmosfera dal settore IT (Information Technology). Risparmiare energia si può, basta creare siti più efficienti e garantire una navigazione veloce.

Il Centre for sustainable communication del KTH di Stoccolma è un nuovo ambiente di ricerca svedese che si propone di contribuire alla costruzione di una società sostenibile attraverso tecnologie all’avanguardia. Ultimamente ha focalizzato la ricerca sul tema dell’impatto ambientale di internet.

L’impatto ambientale di internet sta crescendo sempre più, si stima infatti che arrivi all’ 1.4% delle emissioni di gas serra mondiali. Questo enorme impatto è però nascosto sia agli utenti che agli sviluppatori di siti web.

Capire ed analizzare l’impronta ecologica di un sito internet non è infatti un compito facile:  per questo i ricercatori del Centro hanno implementato un programma per generare in automatico i contributi delle tappe dell’intero “ciclo di vita” di un … continua

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Caffè: una buona abitudine, ma una fucina di rifiuti.

ottobre 29th, 2010 by Niccolò in Curiosità, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

Ogni mattina le nostre sveglie ci catapultano nel frenetico mondo del lavoro, e per dare una “spinta” alla nostre energie amiamo prendere il caffè. Secondo il Sierra Club Green Home, ogni giorno in tutto il mondo vengono consumate 2,5 miliardi di tazzine di caffè. L’America è responsabile di quasi un quinto di tutto il caffè bevuto.

Il mondo è assuefatto alla caffeina, le nostre abitudini ad alto consumo di caffeina creano un sacco di rifiuti.

Secondo “Sustainability is Sexy”, una organizzazione con sede a Seattle, vi sono un sacco di problemi con le normali tazze di caffè perché la maggior parte delle tazze di caffè non è fatta con materiali riciclati, bensì “nuovi”, con carta sbiancata.

Durante la sua creazione, il bicchiere di carta è coperto con polietilene, una plastica non riciclabile. L’intero processo, dall’inizio alla fine, consuma molte risorse, tra alberi e acqua.

Fortunatamente, ci sono diversi modi per ridurre i rifiuti derivanti dal consumo di caffè, sebbene il consumo di caffè in sé rimanga invariato.

Ma il marchio Starbucks (grande catena internazionale di caffetterie molto in voga oltreoceano e in molti paesi europei) è stato fortemente criticato per essersi … continua

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