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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Salute e benessere</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Autoproduzione: alcuni siti internet per divertirsi, risparmiare e creare.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 11:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/15/autoproduzione-alcuni-siti-internet-per-divertirsi-risparmiare-e-creare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;autoproduzione è un lavoro non retribuito che permette ugualmente di soddisfare i nostri bisogni, in modo spesso divertente. Vediamo alcuni siti e blog in cui vengono mostrate idee per creare e costruire.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/dado.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12660" title="Mobili-di-cartone" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/dado.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Balconi</strong> trasformati in orti; <strong>marmellate</strong>, <strong>pane</strong> e <strong>yogurt</strong> fatti in casa; <strong>detersivi </strong>casalinghi a base di aceto, bicarbonato ed oli essenziali: sono solo alcuni dei fantasiosi esempi di <strong>autoproduzione</strong> di beni altrimenti comprati spendendo denaro.</p>
<p>L&#8217;<strong>autoproduzione</strong> è un costume &#8220;ritrovato&#8221; che esalta il valore del risparmio, della creatività, del rispetto dell’ambiente.</p>
<p>L&#8217;autoproduzione può essere inoltre un prezioso <strong>laboratorio scientifico</strong>, ci insegna infatti: l&#8217;origine dei profumi attraverso gli oli essenziali, i principi della medicina preventiva attraverso le piante selvatiche, la chimica attraverso la lievitazione naturale, etc&#8230;</p>
<p>Molti sono i <strong>siti internet </strong>e i<strong> blog </strong>che si occupano del tema dell&#8217;autoproduzione. Vediamone alcuni molto carini: premetto però che basta navigare un po&#8217; per trovare decine<span id="more-11940"></span> di altri indirizzi che offrono idee stimolanti e simpatiche.</p>
<p><strong><em>- <a title="Civiltà contadina" rel="nofollow" href="http://www.civiltacontadina.it/" target="_blank">Civiltà contadina</a></em></strong>:</p>
<p>Nei forum di Civiltà Contadina, associazione che si adopera per la difesa e la salvaguardia della biodiversità, è possibile reperire consigli su tanti argomenti riguardanti l&#8217;agricoltura.</p>
<p><strong>-</strong> I 2 blog: <a title="Florablog" rel="nofollow" href="http://www.florablog.it/" target="_blank"><em><strong>Florablog</strong></em></a> e <a title="Erbaviola" rel="nofollow" href="http://www.erbaviola.com/" target="_blank"><strong><em>Erbaviola</em></strong></a>:</p>
<p>Chi vuole mettere su un piccolo orticello potrà trovare preziose indicazioni su questi due siti molto frequentati dedicati al mondo vegetale e  all&#8217;autoproduzione.</p>
<p>- <a title="Biodetersivi" rel="nofollow" href="http://biodetersivi.altervista.org/homepage.htm" target="_blank"><strong><em>Biodetersivi</em></strong></a>:</p>
<p>Il sito dedicato ai detersivi bio-allegri è diventato ormai famoso in tutta Italia. Vi si trovano consigli e ricette utilissimi per per fare in casa dei detersivi e dei detergenti biologici e poco inquinanti seppur molto efficaci. Per vivere più sani in un ambiente più &#8220;naturale&#8221;.</p>
<p><em><strong>- </strong></em><a title="Il mio sapone" rel="nofollow" href="http://www.ilmiosapone.it/" target="_blank"><strong>I</strong><em><strong>l mio sapone</strong></em></a>:</p>
<p>Per creare dei veri e propri saponi fatti in casa, non dovete far altro che seguire le istruzioni che si trovano nel sito della saponaia Patrizia, un vero e proprio riferimento per la comunità italiana dei saponieri.</p>
<p><strong><em>- <a title="Sai cosa ti spalmi" rel="nofollow" href="http://www.saicosatispalmi.org/" target="_blank">Sai cosa ti spalmi</a></em></strong>:</p>
<p>Un sito utilissimo per creare trattamenti cosmetici naturali: vi si trovano  decine di ricette fai-da-te per essere belli in modo sano ed economico.</p>
<p><em><strong>- <a title="Fai da te 360" rel="nofollow" href="http://www.faidate360.com/" target="_blank">Fai da te 360</a>; <a title="Bene casa" rel="nofollow" href="www.benecasa.it" target="_blank">Bene casa</a>; <a title="Do it yourself" rel="nofollow" href="http://www.doityourself.com/" target="_blank">Do it yourself</a>.</strong></em>:</p>
<p>Questi tre siti sono dedicati sl fai-da-te casalingo, comprendente la costruzione ed il restauro dei mobili antichi, i lavoretti di manutenzione e costruzione e l&#8217;arredamento.</p>
<p><em><strong>- <a title="Mobili di cartone" rel="nofollow" href="http://www.mobilidicartone.it/" target="_blank">Mobili di cartone</a>; <a title="Art et Carton" rel="nofollow" href="www.artetcarton.com" target="_blank">Art et carton</a>; <a title="Maison de carton" rel="nofollow" href="www.maison-de-carton.com" target="_blank">Maison de carton</a>:</strong></em></p>
<p>Questi siti insegnano a costruire i mobili a partire dal&#8230; cartone!</p>
<p>Potrei continuare per pagine e pagine nell&#8217;elenco di link interessanti ma&#8230; perché non li cercate voi? Autoprodurre significa risparmiare e godere del processo oltre che del prodotto.<br />
Allora? Perché non provarci, ognuno nel proprio piccolo, ad andare oltre l&#8217;acquisto dei beni e a dare un senso nuovo al proprio tempo libero?</p>
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		<title>La giornata italiana del Trekking Urbano alla scoperta delle città d&#8217;arte.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 08:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 31 ottobre, vigilia di Ognissanti e festa di Halloween, sarà, in Italia, la giornata del “Trekking urbano”: la festa del turismo sportivo in città giunge quest’anno alla settima edizione, ricca di proposte interessanti e gustose. Nel 2002 la città di Siena ha dato il via ad un&#8217;iniziativa che oggi è arrivata alla settima edizione: la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/28/la-giornata-italiana-del-trekking-urbano-alla-scoperta-delle-citta-darte/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Domenica 31 ottobre, vigilia di Ognissanti e festa di Halloween, sarà, in Italia, la giornata del “Trekking urbano”: la festa del turismo sportivo in città giunge quest’anno alla settima edizione, ricca di proposte interessanti e gustose.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/trekking-urbano.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12088" title="trekking-urbano" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/trekking-urbano.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel 2002 la città di<strong> Siena</strong> ha dato il via ad un&#8217;iniziativa che oggi è arrivata alla settima edizione: la <strong><em>giornata del trekking urbano</em></strong>.</p>
<p>Il trekking urbano consiste essenzialmente nel camminare esplorando <strong><em>centri urbani</em></strong> anziché paesaggi naturali. I posti migliori per praticare questa sana attività sono le<em><strong> città d&#8217;arte</strong></em> o comunque le città che abbiano qualche attrattiva architettonica o naturalistica (es. giardini, orti botanici, punti panoramici etc&#8230;) da poter ammirare dal marciapiede. Inoltre la presenza di un buon centro storico non congestionato dal traffico è essenziale!</p>
<p>Il trekking urbano è la nuova frontiera del<strong><em> turismo sostenibile</em></strong>: lento, lontano dai circuiti affollati del turismo di massa, può essere praticato a tutte le età ed è un tonico contro i mali della vita moderna tipicamente sedentaria .</p>
<p>Quest&#8217;anno<strong><em> trenta capoluoghi di provincia</em></strong> hanno organizzato itinerari culturali e divertenti, assolutamente gratuiti. Il tema “<strong><em>trekking in tutti i sensi</em></strong>” condurrà i partecipanti<span id="more-12073"></span> a utilizzare, oltre alle gambe e agli occhi, anche naso, bocca, orecchie e dita per un’esperienza piena di stimoli. Il <strong>programma</strong> delle visite a piedi nelle città italiane, inizierà al mattino per i bambini, proseguirà nel pomeriggio con percorsi dedicati agli adulti, per concludersi nei ristoranti dove saranno servite antiche pietanze locali.</p>
<p>Molti sono i <strong>percorsi</strong> proposti quest&#8217;anno. A titolo d&#8217;esempio riportiamo qui un <em><strong>trekking notturno</strong></em> alla scoperta dei luoghi più romantici di <strong>Siena</strong>: &#8220;<em>un percorso che alterna luoghi insoliti e misteriosi, vicoli scuri e storie di fantasmi alle architetture imponenti ed eleganti dei monumenti cittadini. Da Piazza del Campo si arriva al Complesso Museale di Santa Maria della Scala dove labirinti scavati nel tufo conducono al “carnaio”, una muraglia di ossa calcinate, teschi e stoffe risalenti alla peste del Trecento. Dallo stretto Vicolo delle Carrozze si raggiunge il Castellare dove Cecco Angiolieri cantava “la donna, la taverna ed il dado”. Si seguono gli ululati dei licantropi in Piazza Provenzano e alla Fonte Nuova d&#8217;Ovile per terminare all&#8217;Enoteca Italiana, istituzione che valorizza e promuove i grandi vini del “vigneto Italia</em>”.</p>
<p>Insomma, il 31 ottobre tutti a camminare in città!</p>
<p>Lista delle<strong> città</strong> coinvolte nell&#8217;iniziativa:</p>
<p>SIENA, ANCONA, AREZZO, ASCOLI PICENO, BARI, BIELLA, BOLOGNA, BRESCIA, CHIETI, COSENZA, FERMO, FORLI’, GENOVA, MACERATA, LUCCA, MANTOVA, MASSA, MATERA, MESSINA, NUORO, PALERMO, PAVIA, PERUGIA, PISA, RAVENNA, SALERNO, TEMPIO PAUSANIA, TRENTO, TREVISO, URBINO, VITERBO.</p>
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		<title>Lo chef Bryan Au sforna ricette eco-sostenibili&#8230; con la App “Eco Chef”.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 10:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il celebre chef Bryan Au ha creato un’applicazione per iPhone e iPad che aiuta gli utenti a creare “eco-green meals”, ossia pasti eco-sostenibili secondo particolari ricette in cui non manca nulla di ciò che serve al nostro organismo. Utilizzando questa applicazione, gli utenti possono seguire le migliori indicazioni sui cibi, ossia sui cibi che tutelino [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/27/lo-chef-bryan-au-sforna-ricette-eco-sostenibili-con-lapp-%e2%80%9ceco-chef%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il celebre chef Bryan Au ha creato un’applicazione per iPhone e iPad che aiuta gli utenti a creare “eco-green meals”, ossia pasti eco-sostenibili secondo particolari ricette in cui non manca nulla di ciò che serve al nostro organismo. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/chef-Bryan-Au-.png"><img class="alignleft size-full wp-image-12024" title="chef Bryan Au" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/chef-Bryan-Au-.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Utilizzando questa <strong>applicazione</strong>, gli utenti possono seguire le migliori indicazioni sui cibi, ossia sui <em><strong>cibi</strong></em> che tutelino loro e il pianeta, il tutto in pochissimi minuti.</p>
<p>Gli ingredienti raccomandati sono <em><strong>biologici</strong></em>,<strong><em> locali</em></strong> e <strong><em>stagionali</em></strong>.</p>
<p>Sebbene tutte le<strong> ricette </strong>della<strong> App “Eco Chef”</strong> siano <strong><em>vegetariane e vegane</em></strong>, in realtà è stato pensato per tutti, per goderne indipendentemente dal regime alimentare cui si propende, anche se, si sa, è estremamente salutare aggiungere più frutta e verdura alla propria dieta indipendentemente da ciò che si preferisce mangiare.</p>
<p>E’ un&#8217;<strong><em>App</em></strong> anche divertente da usare, con il chiaro supporto di informazioni, foto, video, per bambini, adolescenti, studenti universitari, adulti, famiglie e anziani.<span id="more-11950"></span></p>
<p>Scopriamo così <strong><em>ricette </em></strong>che spalancano le porte ad un mondo gastronomico nuovo, di<strong><em> qualità ecologica</em></strong>. Non c&#8217;è cucina, non ci sono combustibili fossili utilizzati, e quindi ogni ricetta comporta<em><strong> zero o quasi zero emissioni di anidride carbonica</strong></em>.</p>
<p>il programma sta riscuotendo grande successo, e sta ottenendo la lode e le raccomandazioni dei fans: farebbe comodo una <strong>versione italiana</strong>!</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F10%2F27%2Flo-chef-bryan-au-sforna-ricette-eco-sostenibili-con-lapp-%25e2%2580%259ceco-chef%25e2%2580%259d%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Grom: una grande gelateria sostenibile.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 10:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Società e aziende considerano sempre di più la questione della sostenibilità, e i prodotti che acquistiamo e consumiamo quotidianamente possono assumere una valenza diversa rispetto al passato. Il supermercato si è trasformato, da tipico luogo di consumo con esposizione di prodotti di ogni tipo per spingere al consumo, in “tempio di consumo”, ossia un centro [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/21/grom-una-grande-gelateria-sostenibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Società e aziende considerano sempre di più la questione della sostenibilità, e i prodotti che acquistiamo e consumiamo quotidianamente possono assumere una valenza diversa rispetto al passato.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/GROM.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11918" title="GROM" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/GROM.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il supermercato si è trasformato, da tipico luogo di consumo con esposizione di prodotti di ogni tipo per spingere al consumo, in <em>“tempio di consumo”</em>, ossia un centro di prodotti che sappiano anche dare una <strong>valenza etica </strong>agli acquisti, che possono così fornire e concretizzare dei valori sociali.</p>
<p>Si vedano imprese che operano scelte finalizzate a offrire esempi veri di questi<strong><em> valori sociali</em></strong>, ad esempio con i prodotti a chilometro zero, i contenitori delle batterie scariche, i depliant sulla raccolta differenziata, etc&#8230;</p>
<p>Quindi la grande distribuzione oggi cerca di offrire non solo prodotti ma anche servizi: così <strong>Torino</strong> diventa grande protagonista del prodotto ecologico <em>“<strong>Grom Loves World”</strong></em>.<span id="more-11782"></span></p>
<p><em><strong>Grom</strong></em> è una <strong><em>gelateria sostenibile</em></strong> dall&#8217;impronta particolare, ben organizzata, di proprietà di due giovani torinesi, che qualche anno fa hanno stabilito i cardini della loro azienda:</p>
<ol>
<li>utilizzare <em><strong>carta certificata</strong></em>, ossia che provenga da foreste correttamente gestite; sostituire la plastica (che deriva dal petrolio) con la <strong><em>bioplastica</em></strong>, che deriva invece dall’amido di mais;</li>
<li>fare la <strong><em>raccolta differenziata</em></strong> di tutti i materiali utilizzati nel consumo di un gelato (coppette e carta da un lato cioè nella carta, coni e cucchiaini dall’altro, cioè nell’organico).</li>
</ol>
<p><em>&#8220;Grom sa che una grande azienda non è tale solo per la qualità di ciò  che produce, ma anche per l’atteggiamento che assume nella società  civile&#8221;</em>. Questo è uno dei punti centrali di questa azienda agricola. Date un’occhiata al loro sito internet: <a title="Grom Loves World" href="http://www.gromlovesworld.it/ita/home.php" target="_blank">GromLovesWorld</a>.</p>
<p>Leggi anche il post: <a title="Intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli, socio fondatore, amministratore e gelatiere della Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli di Pisa." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%E2%80%99-coltelli-di-pisa-1%C2%B0-parte/" target="_self">Gelateria Artigianale Naturale De&#8217; Coltelli</a>.</p>
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		<title>Legambiente stila il rapporto 2010 sulla vivibilità ambientale delle città italiane: i grandi centri urbani vanno male.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 10:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diciassettesima edizione di “Ecosistema urbano”, generata dalla ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia, ha stilato la classifica delle città italiane più rispettose dell’ambiente. Si parla di “città virtuose”: ebbene, per quanto riguarda la tematica della salute ambientale, queste città virtuose appartengono tutte alla zona settentrionale del nostro paese. Bologna, Livorno, Siena, Bolzano, Parma, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/21/legambiente-stila-il-rapporto-2010-sulla-vivibilita-ambientale-delle-citta-italiane-i-grandi-centri-urbani-vanno-male/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La diciassettesima edizione di “Ecosistema urbano”, generata dalla ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia, ha stilato la classifica delle città italiane più rispettose dell’ambiente. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ecosistema_urbano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11905" title="ecosistema_urbano" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ecosistema_urbano.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Si parla di <em><strong>“città virtuose”</strong></em>: ebbene, per quanto riguarda la tematica della salute ambientale, queste città virtuose appartengono tutte alla zona settentrionale del nostro paese. <strong>Bologna</strong>, <strong>Livorno</strong>, <strong>Siena</strong>, <strong>Bolzano</strong>, <strong>Parma</strong>, <strong>La Spezia</strong>, <strong>Pordenone</strong>, <strong>Belluno</strong>, <strong>Verbania</strong>.</p>
<p>Concentrandoci sui <strong>PM10</strong> (sostanze inquinanti nell’aria), le città migliori sono <strong>Matera</strong>, <strong>Potenza</strong>, <strong>Siena</strong>, mentre le peggiori sono <strong>Milano</strong> (che raggiunge altissime concentrazioni di ozono), e a seguire <strong>Napoli</strong>, <strong>Torino</strong>, <strong>Frosinone</strong>, <strong>Siracusa</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda l’<strong>acqua potabile</strong>, <strong>Milano</strong> occupa il primo posto della classifica in negativo, seguita da <strong>Lod</strong>i e <strong>Pescara</strong>, mentre <strong>Agrigento</strong>, <strong>Pistoia</strong> e<span id="more-11815"></span> <strong>Caltanissetta</strong> hanno segno “+”.</p>
<p>Veniamo alla <strong>raccolta differenziata</strong>, le cui percentuali sono state calcolate sul totale dei rifiuti: le migliori sono <strong>Pordenone</strong>, <strong>Novara</strong>, <strong>Verbania</strong>. Le peggiori invece sono tre città siciliane, <strong>Palermo,</strong> <strong>Siracusa</strong> e <strong>Messina</strong>, senza dimenticare <strong>Napoli</strong>, come sempre.</p>
<p>Questi pessimi risultati fanno capire che ancora non c’è una piena consapevolezza della centralità della differenziata nella costruzione di un sistema economico-sociale più equilibrato e sostenibile.</p>
<p>Nonostante <strong>Roma </strong>occupi, ad esempio, il primo posto nell’ambito del (solo) trasporto pubblico (rapporto viaggi-abitante-anno), segno che la strutturazione dei trasporti sta conducendo a buoni risultati, il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, è stato criticato dal vicepresidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, Athos De Luca, il quale trae spunto da questo rapporto annuale di Legambiente per affermare chiaramente che:<em> “Le continue dichiarazioni del sindaco sono inutili, Roma vive una situazione drammatica sulla qualità della vita e dei problemi ambientali”</em>. In effetti, la nostra capitale scivola in fondo alla classifica globale delle città virtuose, passando dal 62esimo al 75esimo posto.</p>
<p>De Luca conclude: “<em>Si parla di grandi e avveniristici progetti a lungo termine, ma di fatto si vede solo degrado e inquinamento, che rendono invivibile la nostra città”.</em></p>
<p>I più grandi centri urbani italiani sono in difficoltà sotto l’aspetto ambientale, non riescono ad organizzarsi in modo efficiente ed ecosostenibile: Palermo, Napoli e Roma sono le città che vivono i maggiori problemi.</p>
<p>Il sito che permette di leggere tutte le classifiche è quello di <a title="Ecosistema urbano" href="http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=10&amp;contenuti_id=1720" target="_blank">Legambiente</a>.</p>
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		<title>Gli oli essenziali dagli antichi egizi alla moderna aromaterapia.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 15:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arancio, bergamotto, cannella&#8230; eucalipto, frangipani, gelsomino&#8230; lavanda, sandalo, patchouli.&#8230; Gli oli essenziali (OE) sono utilizzati da millenni nella medicina naturale per curare corpo e anima e per inebriare i sensi, ma cosa sono e qual è la loro storia? Gli oli essenziali sono sostanze estremamente concentrate, dal profumo intenso, molto volatili ed infiammabili. Non sono [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/15/gli-oli-essenziali-dagli-antichi-egizi-alla-moderna-aromaterapia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong><em>Arancio, bergamotto, cannella&#8230; eucalipto, frangipani, gelsomino&#8230; lavanda, sandalo, patchouli.</em>&#8230; Gli oli essenziali (OE) sono utilizzati da millenni nella medicina naturale per curare corpo e anima e per inebriare i sensi, ma cosa sono e qual è la loro storia?</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/oli-essenziali1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11630" title="oli-essenziali" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/oli-essenziali1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gli <em><strong>oli essenziali</strong></em> sono sostanze estremamente concentrate, dal profumo intenso, molto volatili ed infiammabili. Non sono veri oli ma liquidi dalla consistenza oleosa e dalla composizione complessa: costituenti tipici sono aldeidi, chetoni, esteri, fenoli, flavonoidi, terpeni, etc&#8230;</p>
<p>Le <strong>piante </strong>producono (e conservano in speciali cellule secretrici) oli essenziali per attirare gli insetti utili all&#8217;impollinazione, per respingere gli insetti dannosi e i parassiti oppure per difendersi da condizioni ambientali sfavorevoli e malattie.</p>
<p>L&#8217;uso degli oli vegetali non distillati per scopo cosmetico, culinario, medico e rituale ha origini antichissime. Le prime testimonianze scritte risalgono addirittura a <strong>4000-5000 anni fa</strong>:<em> </em>i <em>Rig-veda</em> in India, il <em>Libro di Medicina</em> dell&#8217;Imperatore Giallo in Cina ed infine i<span id="more-11439"></span> <em>Papiri </em>in Egitto elencavano molte sostanze aromatiche e ne codificavano l&#8217;impiego a livello terapeutico e religioso.</p>
<p>Gli oli profumati degli antichi erano degli <strong>oleoliti</strong> molto meno concentrati rispetto ai moderni oli essenziali puri: in pratica si estraevano le essenze vegetali tramite macerazione in olio (un po&#8217; come quando si mettono i peperoncini nell&#8217;olio di oliva per ottenere un condimento piccante).</p>
<p>Gli OE puri si estraggono invece principalmente per corrente di vapore dalle foglie e dai fiori con l&#8217;utilizzo di un distillatore, oppure per pressione delle bucce nel caso dei frutti degli agrumi: tutto questo è oggi possibile solo grazie alle scoperte di un alchimista arabo vissuto circa mille anni fa.</p>
<p>Nel X secolo lo scienziato<em><strong> Avicenna</strong></em> scoprì infatti il metodo della <em><strong>distillazione</strong></em>: il primo olio essenziale estratto fu quello di rose<strong> </strong>e l&#8217;<strong>acqua di rose</strong> conobbe poi una grande diffusione in Europa dove fu importata nel periodo delle Crociate.</p>
<p>Nel nostro continente alla fine del XII secolo si consolidò la produzione dei <strong>profumi</strong> elaborati a partire da combinazioni di oli essenziali: la valenza terapeutica rimaneva (ad esempio in tempi di peste e colera ai profumieri si chiedeva di preparare delle pozioni potenti da cospargersi addosso, probabilmente essenze dalle proprietà antisettiche ed antimicrobiche) mentre le dame impazzivano per la violetta, la lavanda ed i fiori d&#8217;arancio.</p>
<p>Nel 1800, con la rivoluzione industriale e l&#8217;avvento della chimica, i <strong>farmaci sintetici</strong> sostituirono quasi completamente i preparati d&#8217;origine vegetale e minerale, interrompendo così una lunghissima tradizione popolare.</p>
<p>Nel frattempo, l&#8217;arte della profumeria fece passi da gigante e fu proprio nel laboratorio di un noto chimico cosmetologo francese che gli oli essenziali manifestarono nuovamente all&#8217;umanità le loro preziose proprietà curative.</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/oli-essenziali2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-11637" title="oli-essenziali" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/oli-essenziali2.jpg" alt="" width="250" height="180" /></a><em><strong>Renè Gattefossè</strong></em>, vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, nel 1928 lavorava nel suo laboratorio. Per un caso del destino, si ustionò seriamente una mano e la immerse nella bacinella più vicina, che conteneva olio di lavanda puro. Sorprendentemente la mano guarì rapidamente e senza cicatrici. Gattefossè coniò allora il termine &#8220;<em><strong>aromaterapia</strong></em>&#8221; e iniziò a studiare le proprietà curative di altri oli essenziali.</p>
<p><strong><em>Jean Valnet </em></strong>portò avanti le sue ricerche svolgendo l&#8217;attività di chirurgo durante la seconda guerra mondiale. In quel periodo i medicinali scarseggiavano, ma egli scoprì che gli oli essenziali spesso si rilevavano un sostituto molto efficace.</p>
<p>Il lavoro di Valnet, Gattefossè e molti altri ricercatori contribuì insomma notevolmente a fornire una convalida scientifica all&#8217;aromaterapia che ormai fa parte della tradizione della medicina francese. Oggi, gli oli essenziali sono usati in tutto il mondo per curare svariate malattie psichiche e fisiche.</p>
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		<title>Farsi belle con una tintura sintetica per capelli: quali i rischi?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 16:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pratica di tingersi i capelli ha origini antichissime. In base a recenti ricerche si è scoperto però che l&#8217;uso delle moderne tinture sintetiche può contribuire alla nascita di forme di cancro: per questo la Commissione Europea ha preso provvedimenti. Ma quali rischi rimangono? Già nell’antica nell’antica Roma le donne facevano uso di tinture naturali [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/farsi-belle-con-una-tintura-sintetica-quali-i-rischi/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La pratica di tingersi i capelli ha origini antichissime. </strong><strong>In base a recenti ricerche si è scoperto però che l&#8217;uso delle moderne tinture sintetiche può contribuire alla nascita di forme di cancro: per questo la Commissione Europea ha preso provvedimenti. Ma quali rischi rimangono?</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/tintura-capelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11573" title="tintura-capelli" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/tintura-capelli.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Già nell’antica nell’antica Roma le donne facevano uso di tinture naturali per donare riflessi  e colori particolari alle loro chiome.</p>
<p>Oggi questa moda non è certo scomparsa e, complice la fiorente industria cosmetica, centinaia di <strong><em>tinture sintetiche</em></strong> appaiono sui banchi delle profumerie e nei supermercati: si è insomma diffusa la pratica del “fai-da-te” che lascia aperti molti interrogativi nelle menti delle donne attente, oltre che all&#8217;aspetto esteriore, anche alla propria <strong><em>salute</em></strong> (e a quella dei loro bambini, se in fase di allattamento).</p>
<p>In effetti i prodotti convenzionali sintetici in commercio nel mondo possono causare una serie di reazioni sgradite che vanno dal semplice arrossamento della pelle ad un’intossicazione più acuta che coinvolge tutto l’organismo, fino ad arrivare, forse, all&#8217;insorgenza di<span id="more-11255"></span> forme di cancro.</p>
<p>Sotto accusa sono soprattutto le <strong><em>colorazioni permanenti</em></strong>, che modificano la struttura del capello in profondità, possono  penetrare fin dentro il cuoio capelluto (ed essere quindi veicolate nel sistema sanguigno) e resistono agli shampoo, ma non meno pericolose sono ritenute quelle <strong><em>&#8220;tono su tono&#8221;</em></strong>, che pur penetrando meno in profondità, spesso utilizzano gli stessi pigmenti di derivazione sintetica.</p>
<p>Nel 2001, l’<em>International Journal of Cancer </em>ha pubblicato uno studio condotto a Los Angeles dal titolo “<em>Use of Permanent Hair Dyes and Bladder Cancer Risk</em>” che partiva dall’esame di 1514 casi di donne colpite da <strong>tumore alla vescica</strong> per scoprire che ben 897 casi riguardavano donne che avevano fatto uso di tinture coloranti permanenti per i capelli.</p>
<p>Una seconda ricerca è stata pubblicata nel gennaio del 2004 sull<em>’American Journal of Epidemiology</em> (“<em>Hair-coloring Product Use and Risk of Non-Hodgkin&#8217;s Lymphoma: A Population-based Case-Control Study in Connecticut</em>”) a seguito di una indagine compiuta da un gruppo di ricercatori della Università di Yale tra il 1996 e il 2002.</p>
<p>Tale ricerca ha preso in esame un campione di 1300 donne residente nello Stato del Connecticut, mostrando come coloro che avevano cominciato a tingersi i capelli prima del <strong>1980</strong> hanno corso un rischio di contrarre il <strong>linfoma Non-Hodgkin </strong>del 40% superiore alle altre, con un rischio raddoppiato per le donne che hanno usato tinture permanenti a colorazione scura e che si sono colorate i capelli con frequenza superiore alle otto volte l’anno per almeno 25 anni.</p>
<p>In seguito all’allarme diffuso dai due studi, la Commissione Europea ha chiesto una relazione al Comitato Scientifico per i prodotti cosmetici e i prodotti non alimentari destinati ai consumatori (SCCNFP).</p>
<p>Quest&#8217;ultimo ha concluso che <em><strong>i potenziali rischi erano preoccupanti</strong></em> e che  sarebbe stato opportuno adottare una strategia di valutazione della sicurezza generale delle tinture per capelli, comprendente disposizioni per sottoporre a prove la genotossicità/mutagenicità dei singoli ingredienti.</p>
<p>A ciò è seguita la <strong><em>direttiva 2006/65/CE </em></strong>con la quale la Comunità Europea proibisce l’uso di ben 22 sostanze che vengono considerate “a rischio” tra quelle utilizzate per la colorazione dei capelli.</p>
<p>Adesso le tinture per capelli commercializzate in Europa dovrebbero essere <em><strong>più sicure</strong></em> di prima, resta il fatto, però, che  studi epidemiologici futuri potrebbero stupirci in negativo ed evidenziare la cancerogenicità di sostanze sintetiche che adesso sembrano innocue.</p>
<p>Ad esempio, secondo uno studio della Scuola di sanità pubblica di Yale (Usa), pubblicato sull’<em>American Journal of Epidemiology </em>nel 2008<em>,</em> fare la tinta ai capelli più di nove volte in un anno aumenta del 60% i rischi di ammalarsi di <strong>leucemia cronica linfatica</strong>.</p>
<p>E non solo: &#8220;<em>Le donne che hanno cominciato a tingersi i capelli prima degli anni ’80 rischiano anche di più, per via di un ingrediente tossico ora bandito dalle tinte più moderne</em>&#8220;. Lo studio fa emergere anche che &#8220;l<em>e tinte scure sono più pericolose delle altre, ed espongono a rischi ulteriori di ammalarsi di una qualsiasi forma di tumore. Per esempio il <strong>linfoma follicolare</strong></em>&#8220;.</p>
<p>È certo che i rischi di cancerogenicità si riducono pressoché a zero solo in seguito all’uso delle <strong>tinture vegetali pure </strong>(la  più diffusa ed efficace è l&#8217;<a title="Tintura all’henné: consigli e spunti per una chioma dal colore intenso." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/tintura-all%E2%80%99henne-consigli-e-spunti-per-una-chioma-dal-colore-intenso/" target="_blank"><strong><em>henné</em></strong></a>), la cui unica controindicazione può essere rappresentata dall&#8217;intolleranza di chi ne viene a contatto, provocando per questo fenomeni di allergia e dermatiti.</p>
<p>Tali <strong><em>tinture naturali</em></strong>, che coprono il capello senza penetrarvi all&#8217;interno, sono indicate anche per le donne in gravidanza o nel periodo dell’allattamento, ove l’uso delle comuni tinture sintetiche viene vivamente sconsigliato dai ginecologi.</p>
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		<title>Tintura all’henné: consigli e spunti per una chioma dal colore intenso.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 15:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;applicazione di henné, preparazione molto diffusa presso alcune popolazioni da tempi remoti e di recente entrata nella top-list delle tinture vegetali del mondo occidentale, ha un&#8217;ottima azione antiforfora, astringente, rinforzante e colorante. Ecco alcuni consigli per usarla al meglio. L&#8217;henné si ottiene polverizzando le foglie e i rami secchi di un arbusto, la Lawsonia inermis. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/tintura-all%e2%80%99henne-consigli-e-spunti-per-una-chioma-dal-colore-intenso/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;applicazione di henné, preparazione molto diffusa presso alcune popolazioni da tempi remoti e di recente entrata nella top-list delle tinture vegetali del mondo occidentale, ha un&#8217;ottima azione antiforfora, astringente, rinforzante e colorante. Ecco alcuni consigli per usarla al meglio.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Henné1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11364" title="Henné" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Henné1.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;<strong>henné</strong> si ottiene polverizzando le foglie e i rami secchi di un arbusto, la<em> <strong>Lawsonia inermis</strong></em>. Originaria dell&#8217;Asia minore, Nordafrica, Iran ed India occidentale, questa pianta è stata coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo orientale ed oggi è diffusa nei paesi arabi.</p>
<p>La <strong><em>tintura per i capelli</em></strong> si ottiene preparando un impasto dalla consistenza cremosa con polvere ed acqua tiepida, da applicare sui capelli con indicazioni diverse secondo il risultato che si vuole ottenere e il tipo di capello su cui il prodotto viene applicato.</p>
<p>Questa preparazione può essere completata con l’aggiunta di un cucchiaio di aceto o limone oppure da alcuni cucchiai di yogurt intero all’impasto per fissare meglio il colore.</p>
<p>Un inconveniente dell&#8217;henné è che esso asciuga un po&#8217; il capello, per questo si consiglia di aggiungere anche degli <strong><em>oli specifici</em></strong>, a volte del <strong><em>tuorlo d&#8217;uovo</em></strong>, per contrastare<span id="more-11240"></span> questo effetto sgradito. Il composto oleoso va inserito nella dose di henné aiutandosi con un poco di acqua calda: in questo modo l&#8217;impacco è più cremoso e rende più facile l&#8217;applicazione e il risciacquo finale. Ricordiamo che, quando si inserisce tuorlo d&#8217;uovo nell&#8217;impasto, bisogna creare la &#8220;pastella&#8221; ed effettuare i risciacqui con acqua soltanto tiepida: l&#8217;acqua calda fissa infatti sgradevolmente l&#8217;odore dell&#8217;uovo.</p>
<p>I tempi di applicazione dell&#8217;impacco di henné per colorare i capelli sono individuali, a seconda dell&#8217;effetto desiderato e della consistenza dei capelli: in genere il tempo minimo è <strong>un&#8217;ora</strong>. Bisogna applicare l&#8217;impasto su capelli puliti ed asciutti con un pennello piatto o, se si procede con le mani, indossando un paio di guanti di plastica. Bisogna poi avvolgere il capo in un telo per evitare che gocce di prodotto cadano sugli indumenti. Al termine si procede al risciacquo, molto lungo e utilizzando molta acqua corrente. Per essere certi di aver asportato bene tutto, si può procedere ad uno shampoo delicato.</p>
<p>Vediamo alcuni casi standard:</p>
<p><strong>1. Capelli normali:</strong> polvere di henné, acqua, alcuni cucchiai di yogurt intero (per idratare e fissare il colore), un po&#8217; di olio di argan o di jojoba (per dare vitalità al capello).</p>
<p><strong>2. Capelli molto secchi:</strong> polvere di henné, acqua, alcuni cucchiai di yogurt intero (per idratare e fissare il colore), un po&#8217; di olio di canapa o di ricino e un tuorlo d&#8217;uovo (per dare vitalità al capello).</p>
<p><strong>3. Capelli sottili e opachi:</strong> polvere di henné, acqua, alcuni cucchiai di yogurt intero (per idratare e fissare il colore), un po&#8217; di olio di sesamo o di girasole (per dare vitalità al capello).</p>
<p><strong>4. Capelli sfibrati o &#8220;elettrici&#8221;:</strong> polvere di henné, acqua, alcuni cucchiai di yogurt intero (per idratare e fissare il colore), un po&#8217; di olio di oliva e un tuorlo d&#8217;uovo (per dare vitalità al capello).</p>
<p><strong>5. Capelli grassi:</strong> polvere di henné, acqua, alcuni cucchiai di aceto o di succo di limone (per fissare il colore).</p>
<p>Colorare i capelli con metodi naturali è comunque una bella ambizione, a volte l&#8217;henné dona un bel rosso gradevole e risolutivo, altre volte, specialmente quando si tratta di capelli chiari&#8230; accende in modo eccessivo e dà un risultato sgradevole (capelli color carota!).</p>
<p>Se il problema che si cerca di affrontare è quello dei <strong>capelli bianchi</strong> (e quindi non si ambisce ad una tonalità rossastra) bisogna partire da una considerazione: i capelli di un tempo sono passati, cioè sarà difficile farli apparire come erano prima. Certo qualche miglioramento si può ottenere, vediamo come.</p>
<p>Un tentativo che in genere dà buoni risultati consiste nell&#8217;aggiungere alla polvere di henné una percentuale (dal 20 al 30%) di mallo di noce ben polverizzato: in questo caso il rosso sarà meno acceso. Per smorzare ancora di più la <strong><em>tonalità rossastra</em></strong> dell&#8217;henné, è utile usare nell&#8217;impacco al posto dell&#8217;acqua un decotto fatto con mallo di noce filtrato oppure un thè nero molto forte, tanninico.</p>
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		<title>Marea nera: la scia del disastro nei lavori dell’OSU.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 13:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I ricercatori universitari della Oregon State University (OSU) hanno comunicato di avere recentemente individuato livelli allarmanti di tossine nella zona del Golfo del Messico colpita dalla fuoriuscita di petrolio BP, sollevando così lo spettro di seri problemi per la salute dei cittadini nel lungo periodo. Alti livelli di sostanze chimiche pericolose (tra cui numerosi agenti [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/04/marea-nera-la-scia-del-disastro-nei-lavori-dell%e2%80%99osu/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I ricercatori universitari della Oregon State University (OSU) hanno comunicato di avere recentemente individuato livelli allarmanti di tossine nella zona del Golfo del Messico colpita dalla fuoriuscita di petrolio BP, sollevando così lo spettro di seri problemi per la salute dei cittadini nel lungo periodo.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Marea-nera.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-11034" title="Marea-nera" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Marea-nera.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a>Alti livelli di sostanze chimiche pericolose (tra cui numerosi agenti cancerogeni) nelle acque al largo della costa della <strong>Louisiana</strong> sono stati rilevati anche negli ultimi campionamenti, effettuati qualche giorno fa.</p>
<p>Ciò significa, purtroppo, che la chiusura del tappo petrolifero da parte di BP non è che il primo piccolo passo verso il ripristino (difficile e complesso) dell’ecosistema.</p>
<p>Vicino a Grand Isle, nella Louisiana, il team ha scoperto che gli <strong>idrocarburi policiclici aromatici</strong> (IPA, che comprendono agenti cancerogeni e chimici causanti vari rischi per la salute umana) si mantengono su livelli 40 volte superiori rispetto al periodo antecedente la <strong>“marea nera”</strong>. I composti possono entrare nella catena alimentare attraverso organismi come il plancton o il pesce e arrivare anche all&#8217;uomo.</p>
<p>Un tossicologo dell’OSU, Kim Anderson, ha affermato che la Lousiana non è l’unica zona interessata e che anche Alabama, Mississippi, Florida e altre zone stanno subendo<span id="more-11016"></span> danni in questo senso, seppur in modo più attenuato.</p>
<p>Il team di questa università continuerà ad effettuare i <strong><em>campionamenti</em></strong> ancora a lungo, anche perché prosegue la catalogazione degli ingenti danni ambientali che la marea nera ha provocato: aver fermato la falla non significa aver eliminato le sostanze nocive.</p>
<p>Gli organi federali americani, le associazioni ambientaliste, e i gruppi di ricerca, proseguono nei loro lavori anche per tenere sott’occhio l’atteggiamento della società BP, che sembra spesso incline all’alterazione ed attenuazione dei dati (in realtà allarmanti) che si continuano a raccogliere.</p>
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		<title>Dagli animali all&#8217;uomo: quando le erbe vengono in aiuto.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 14:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’interesse per le piante si mostra già nei bambini che imparano rapidamente a distinguere le “erbacce” infestanti dai fiori delle aiuole, le piante foraggere dagli ortaggi, le piante da condimento o medicinali da quelle ornamentali. A poco a poco, se il bambino ha la fortuna di crescere in una famiglia che lo spinge a scoprire [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/08/28/dagli-animali-alluomo-quando-le-erbe-vengono-in-aiuto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’interesse per le piante si mostra già nei bambini che imparano rapidamente a distinguere le “erbacce” infestanti dai fiori delle aiuole, le piante foraggere dagli ortaggi, le piante da condimento o medicinali da quelle ornamentali.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/echinacea.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10030" title="echinacea" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/echinacea-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A poco a poco, se il bambino ha la fortuna di crescere in una famiglia che lo spinge a scoprire il mondo naturale intorno a sé, capirà ciò che il grande medico Paracelso aveva constatato: cioè che pascoli e colline sono delle vere e proprie <em><strong>farmacie naturali</strong></em>!</p>
<p>Noi umani non siamo gli unici a saperlo. Si conoscono diversi casi di <strong><em>animali</em></strong> che usano piante come medicine e le recenti ricerche mostrano che questo comportamento, denominato <strong><em>farmacofagia</em></strong>, è molto più diffuso di quanto si possa immaginare: in particolare sono state fatte scoperte sorprendenti sui primati e sugli insetti (la recente scienza che si occupa di questa branca dell&#8217;etologia prende il nome di<em> <strong>zoofarmacognosia</strong></em>).</p>
<p>Gli autori antichi hanno riportato numerosi casi di animali che si curano e siamo abituati a considerare questo insieme di nozioni come credenze popolari non realistiche. Tuttavia, verificato che stiamo scoprendo ora la realtà scientifica di questi fatti, dovremmo<span id="more-9615"></span> sospettare che in almeno alcuni di essi vi sia qualcosa di vero.</p>
<p>In un libro sulle piante medicinali degli anni settanta del secolo scorso leggiamo: “<em>un camoscio morsicato da un serpente mangia euforbie, che di solito non mangia mai, per purgarsi violentemente e sbarazzarsi della tossina che ha nel corpo. Il lupo, nella stessa situazione, scava per trovare e mangiare la radice della bistorta che gli darà sollievo nello stesso modo. Le cerbiatte sanno che devono mangiare le foglie del giglio martagone per entrare in calore. Cani e gatti, infine, spesso mangiano erba che produce in loro vomito o diarrea</em>“.</p>
<p>E l’<strong><em>uomo</em></strong> d’oggi, come si pone nei confronti della natura? A partire dal secolo scorso, con i successi farmacologici dei medicamenti chimici e con l’abbandono delle campagne, c’è stato un deciso allontanamento dalle <strong><em>erbe</em></strong> e dall’<strong><em>erboristeria</em></strong>. I metodi di sintesi sono ormai alla base di numerose medicine clinicamente sperimentate ed impiegate nel caso di malattie di ogni tipo ed intensità.</p>
<p>Tuttavia negli ultimi anni si è assistito alla riscoperta della terra, dei prati e delle erbe e delle medicine naturali. Le preparazioni basate sulle erbe presentano infatti numerosi vantaggi. Le diverse specie di animali e vegetali si sono evolute in uno stato di dipendenza e di selezione reciproca.</p>
<p>L&#8217;organismo umano è dipeso e dipende tuttora dalle <strong><em>piante</em></strong>, mentre le sostanze chimiche sintetiche gli sono ancora per la maggior parte estranee e gli provocano talvolta effetti secondari indesiderati. Un fatto ancora più notevole è che l&#8217;uso delle erbe attraverso infusi e decotti non sfrutta un&#8217;unica sostanza attiva, ma un vero e proprio cocktail di principi che agiscono come fattori coadiuvanti aumentando l&#8217;effetto benefico per l&#8217;organismo.</p>
<p>Per disturbi lievi, è quindi un bene usare <strong><em>rimedi erboristici</em></strong>: infatti in questi casi le erbe sono utili e attive al pari delle sostanze di sintesi e spesso provano meno l&#8217;organismo. Tra l&#8217;altro, se riusciremo a coltivare o raccogliere noi stessi le piante che utilizzeremo, ne avremo un beneficio doppio: risparmieremo e al tempo stesso saremo un po&#8217; &#8220;medici&#8221; anche noi.</p>
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		<title>A settembre due appuntamenti toscani da non perdere: Murabilia e Pomarium.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 13:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’estate sta finendo e il mese di settembre si preannuncia ricco di eventi e manifestazioni interessanti. Per gli amanti della natura, dell’agricoltura e del giardinaggio, in particolare segnaliamo due appuntamenti toscani davvero interessanti che si terranno rispettivamente durante la prima settimana e durante la seconda settimana del prossimo mese: Murabilia e Pomarium. “Murabilia – Mura [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/08/25/a-settembre-due-appuntamenti-toscani-da-non-perdere-murabilia-e-pomarium-2/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’estate sta finendo e il mese di settembre si preannuncia ricco di eventi e manifestazioni interessanti. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Murabilia1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9771" title="Murabilia" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Murabilia1.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per gli amanti della natura, dell’agricoltura e del giardinaggio, in particolare segnaliamo due <strong><em>appuntament</em></strong>i toscani davvero interessanti che si terranno rispettivamente durante la prima settimana e durante la seconda settimana del prossimo mese: <em>Murabilia</em> e <em>Pomarium</em>.</p>
<p><strong>“<em>Murabilia – Mura in fiore</em>”</strong> è una mostra-mercato dedicata al giardinaggio amatoriale di qualità organizzata dal Comune di Lucca e dall’Opera delle Mura di Lucca in collaborazione con l’A.Di.P.A. (Associazione per la Diffusione Piante per Amatori).</p>
<p>Essa, nel tempo, è riuscita ad acquisire una rilevanza nazionale e quest’anno si svolgerà a dal 3 al 5 settembre sopra le mura cinquecentesche nell’area compresa tra tre<span id="more-9735"></span> bastioni: Baluardo San Regolo, della Libertà e San Salvatore.</p>
<p>I fili conduttori della manifestazione saranno le <strong><em>orchidee</em></strong>, le specie del genere <em>Opuntia</em> e le <strong><em>piante alimentari</em></strong>, che figureranno nelle produzioni e nelle variegate collezioni botaniche di oltre 250 espositori professionali ed amatoriali italiani ed europei (<a title="Murabilia" rel="nofollow" href="http://www.murabilia.com/page.php?page=170" target="_blank">Murabilia</a>).</p>
<p>La mostra inoltre proporrà articoli che riguardano il mondo del verde: oggettistica di pregio per arredo da giardino; lavorazioni artigianali di vasi, saggina, feltro, cesti, paglia e ferro battuto; abbigliamento da campagna in canapa; attrezzature da giardinaggio, etc&#8230;</p>
<p>La principale novità dell’anno riguarda l’allestimento temporaneo di una libreria, chiamata <strong><em>“Piante e Saperi”</em></strong>, che ha l’ambizione di porsi come la più completa in Italia sui temi di botanica, giardini, paesaggistica, arte floreale, manualistica orticola, e che ospiterà vari incontri con prestigiosi autori inglesi e francesi.</p>
<p>Infine l’offerta ai visitatori prevede una articolata mostra pomologica nei sotterranei dell’orto botanico, una mostra di bonsai, un concorso per ortaggi di produzione amatoriale e la consueta gara di pesatura di zucche, tappa d’inizio stagione del campionato nazionale per la zucca italiana più grossa.</p>
<p><strong><em>&#8220;Pomarium</em></strong>&#8221; è una mostra altamente specializzata su tutto ciò che ruota intorno alle<strong><em> piante da frutto</em></strong> e alla <em><strong>frutta</strong></em> che si svolgerà tra il 10 e il 19 settembre presso il Parco Vivai Belfiore vicino a Lastra a Signa (<a title="Pomarium" rel="nofollow" href="http://www.pomarium.net/" target="_blank">Pomarium</a>).</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pomarium.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9765" title="Pomarium" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pomarium.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a>I visitatori vi potranno trovare in vendita un vasto assortimento di piante da frutto antiche, viti, olivi, agrumi e piante da frutto esotiche; libri, stampe antiche sulla frutta, riviste specializzate; concimi naturali e preparati per la difesa biologica; frutta trasformata, tipicità regionali e vini di vitigni autoctoni.</p>
<p>E ancora cesti artigianali, scale tradizionali, ceramiche e fruttiere da tavola, vasi per la coltivazione in terrazzo delle piante da frutto; senza naturalmente dimenticare la <strong><em>frutta fresca</em></strong>, in numerosissime varietà antiche.</p>
<p><em>Pomarium</em> non è solo una ottima occasione per comprare, ma soprattutto un luogo in cui imparare ed osservare. Ricchissima è infatti l’offerta di laboratori didattici e visite guidate: laboratorio sull’arte dell’orto e del frutteto; corso di acquerello botanico; laboratorio di installazione di nidi artificiali nel frutteto come controllo biologico dei parassiti; dimostrazione di mantecazione, etc&#8230;</p>
<p>L’edizione 2010 sarà anche caratterizzata da eventi culturali sul frutteto e sul vigneto, conferenze ed incontri con autorevoli esperti del settore, corsi su impianto, potatura e difesa, degustazioni.</p>
<p>Particolare attenzione sarà dedicata all’<strong><em>impollinazione</em></strong> e al mondo delle api, insetti indispensabili per l’agricoltura e per l’uomo, ma ora a rischio di estinzione. Notevoli, infine, saranno le mostre proposte: mostra di pittura “Frutta erotica”, mostra di riproduzioni di frutti in ceroplastica, mostra di antiche stampe di frutta e molto altro.</p>
<p>﻿</p>
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		<title>Panpiatto, il nuovo piatto&#8230; commestibile!</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 10:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/08/22/panpiatto-il-nuovo-piatto-commestibile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La nuova rivoluzionaria invenzione consiste in un piatto ecologico tutto commestibile, da gustare insieme al suo contenuto.<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Panpiatto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9630" title="Panpiatto" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Panpiatto.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; stato brevettato da Giovanni ed Elena Canale il nuovo piatto assolutamente eco-compatibile: si chiama <strong><em>Panpiatto</em></strong>, ed è un piatto commestibile, alternativo ai piatti usa e getta, con tutti i vantaggi, non solo organolettici, che ne derivano.</p>
<p>Si tratta di piatti, zuppiere e scodelle commestibili, ricavati dalla cottura al forno di una miscela di farine (preferibilmente di cereali), e acqua e sostanze naturali (principalmente Aloe vera).</p>
<p>Per rendere il contenitore impermeabile e per conferirgli una totale stabilità organolettica, sono state sfruttate le proprietà del gel di <strong><em>Aloe</em></strong>, pianta benefica compresa negli Elisir di lunga Vita e nota anche per le sue proprietà anti-tumorali, e di altre sostanze naturali opportunamente miscelate in un composto che viene poi successivamente steso fra alcuni dei vari strati.</p>
<p>Il contenitore, così realizzato, può essere cotto, precotto, ed eventualmente<span id="more-9628"></span> anche surgelato, prodotto a lunga conservazione, eccetera…</p>
<p>Il risultato finale è un contenitore che diventa allo stesso tempo alimento&#8230; Infatti <strong><em>PANPIATTO</em></strong>, oltre ad avere un&#8217;ottimo gusto simile al pane/pizza/focaccia, può contenere cibi solidi o liquidi, dolci o salati, freddi o bollenti, senza interferire con le proprietà organolettiche della sostanza stessa.</p>
<p>I tre vantaggi principali che propone il PANPIATTO sono:</p>
<p><strong>1)</strong> La COMODITA&#8217;, in quanto questi piatti possono essere utilizzati come i piatti di plastica, sono confezionati a livello industriale e sono a lunga conservazione.</p>
<p><strong>2)</strong> La SALUTARIETA&#8217;: infatti gli ingredienti sono naturali come il pane e altamente salutari come l&#8217;aloe vera, nota per le sue proprietà anche anti-tumorali.</p>
<p><strong>3)</strong> La RIDUZIONE dell&#8217;IMPATTO AMBIENTALE: L&#8217;utilizzo di questi piatti contribuisce a ridurre la produzione di rifiuti in quanto il piatto può essere mangiato e, nel caso in cui non venisse del tutto consumato, potrebbe essere riutilizzato per eventuali animali o come compostaggio per la terra.</p>
<p>Oppure, nell&#8217;ipotesi in cui venisse buttato, andrebbe smaltito nell&#8217;umido, in quanto prodotto biodegradabile, creando quindi un impatto zero rispetto al normale ciclo dei rifiuti. Inoltre l&#8217;uso di Panpiatto comporta un minore utilizzo di detergenti, normalmente utilizzati per lavare i piatti tradizionali.</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/panpiatto-piatto-ecologico.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9647" title="panpiatto-piatto-ecologico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/panpiatto-piatto-ecologico.jpg" alt="" width="250" height="210" /></a>Gli ideatori affermano a questo proposito:<br />
<em>&#8220;L’idea di fondo era quella di creare un contenitore che potesse nella maniera più salutare possibile divenire alimento, e allo stesso tempo essere anche un prodotto totalmente a impatto zero per l’ambiente. </em></p>
<p><em>Certo, non siamo stati i primi a cui sia venuto il pallino di creare contenitori monouso biodegradabili… Infatti, ad oggi, sono state proposte diverse soluzioni. Le più conosciute sono le cosiddette “bioplastiche”, ricavate da materie prime vegetali rinnovabili (Mater-Bi, Pla Ingeo, Biolice, Biotec eccetera). </em></p>
<p><em>A nostro avviso, però, queste plastiche bio presentano alcuni svantaggi come ad esempio il fatto che il ciclo produttivo industriale degli stessi materiali biodegradabili preveda l’uso di tecnologie industriali a impatto ambientale non-zero, e anche che tali contenitori/imballaggi rientrino comunque nella filiera dello smaltimento dei rifiuti, seppur in maniera ecologica. </em></p>
<p><em>Altre soluzioni sono quelle che propongono di rendere i contenitori riusabili, ma anche questa idea presenta uno svantaggio: a seguito dell’uso è necessaria una pulizia profonda del recipiente, pulizia fatta necessariamente con i detergenti, i quali immessi negli scarichi inquinano non poco l’ambiente.&#8221;</em></p>
<p><strong>Giovanni</strong> ed <strong>Elena Canale</strong> affermano inoltre, a conclusione de loro comunicato:<br />
<em>&#8220;Noi presentiamo Panpiatto al mercato perché siamo convinti che quest’invenzione sia la dimostrazione di come si possano creare prodotti mirati alla conservazione e al risparmio di beni vitali, al guadagno per la salute dell’uomo e del pianeta, ma allo stesso tempo ottimi e comodi per un uso veloce in una società che corre veloce, senza dover necessariamente scendere a compromessi. </em></p>
<p><em>Il prodotto è brevettato sia in Italia che all&#8217;estero. Siamo alla ricerca di partners che abbiano il coraggio e la voglia di scommettere su quest’idea che, siamo convinti, potrebbe davvero cambiare le sorti del Mondo.&#8221;</em></p>
<p>Francesco Canale<br />
Responsabile Relazioni Esterne</p>
<p>Brevetto registrato &#8211; Giovanni e Elena Canale</p>
<p>PHONE: 333 1181040<br />
E-MAIL: animablu@associazionelaquilone.org; giovanni.elena.canale@alice.it</p>
<p><strong><em>Lo Staff di Ok-Ambiente.com augura buona fortuna ad Elena e Francesco Canale per la commecializzazione di questo prodotto rivoluzionario!</em></strong></p>
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		<title>Marea nera: c&#8217;è un nuovo allarme, si è aperta un&#8217;altra falla.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il timore è che la fuga sia dovuta proprio alla cupola di contenimento collocata qualche giorno prima. Il governo americano chiede un nuovo piano di emergenza alla Bp. Un&#8217;altra fuoriuscita di petrolio sarebbe iniziata nell&#8217;area del pozzo sul fondo dell&#8217;oceano nel Golfo del Messico che era stato appena tappato. Il timore è che la fuga [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/22/marea-nera-ce-un-nuovo-allarme-si-e-aperta-unaltra-falla/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il timore è che la fuga sia dovuta proprio alla cupola di contenimento collocata qualche giorno prima. Il governo americano chiede un nuovo piano di emergenza alla Bp.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/marea-nera3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9429" title="marea-nera" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/marea-nera3.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un&#8217;altra <strong><em>fuoriuscita di petrolio</em></strong> sarebbe iniziata nell&#8217;area del pozzo sul fondo dell&#8217;oceano nel Golfo del Messico che era stato appena tappato.</p>
<p>Il timore è che la fuga sia dovuta proprio alla <a title="Top Hat, tappo per arginare la marea nera" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/13/top-hat-10-il-nuovo-tappo-per-cercare-di-arginare-la-marea-nera/" target="_self">cupola di contenimento</a> collocata la scorsa settimana dai tecnici della Bp.</p>
<p>Lo hanno detto, con grande allarme, le stesse autorità statunitensi che ora chiedono all&#8217;azienda britannica di tenersi pronta alla riapertura del pozzo appena sigillato.</p>
<p>In serata il governo ha diffuso una lettera del responsabile statunitense della pulizia, indirizzata a Bob Dudley, capo delle operazioni in loco della Bp, nel quale si fa riferimento a una nuova perdita e ad altre &#8220;anomalie&#8221; di natura sconosciuta.</p>
<p>La Bp ha installato la scorsa settimana un&#8217;enorme <strong><em>campana</em></strong> sull&#8217;orifizio da cui fuoriesce greggio nel mare e che, da giovedì, funziona come una specie di tappo.<span id="more-9428"></span> Da giovedì l&#8217;azienda sta realizzando anche i <strong><em>test di pressione</em></strong> per verificare se il pozzo sia in buono stato.</p>
<p>Allen ha fatto notare che i livelli di pressione sono inferiori al previsto e ha esortato a capire i motivi. Le cause, ha spiegato, potrebbero essere due: o è diminuita la quantità di petrolio nel pozzo o ci sono potenziali fughe dovute a danni nella struttura. Il timore del governo Usa è che il tappo possa spingere il petrolio a defluire da altri punti se la struttura del pozzo è fragile.</p>
<p>Leggi la <a title="Marea nera" href="http://www.repubblica.it/ambiente/2010/07/19/news/marea_nera_nuova_falla-5668253/" target="_blank">fonte</a>.</p>
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		<title>Colin Beavan pubblica &#8220;Un anno a impatto zero&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 10:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Colin Beavan è un bravo scrittore che, prima di scrivere questo interessante libro, si era cimentato in argomenti che nulla avevano a che vedere con l’ambientalismo. Un giorno, però, si mise in testa di provare a vivere a New York a impatto zero, cioè senza emettere CO2. Convinse la famiglia a seguirlo in questo esperimento, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/21/colin-beavan-pubblica-un-anno-a-impatto-zero/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Colin Beavan è un bravo scrittore che, prima di scrivere questo interessante libro, si era cimentato in argomenti che nulla avevano a che vedere con l’ambientalismo. Un giorno, però, si mise in testa di provare a vivere a New York a impatto zero, cioè senza emettere CO2.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9026" title="impatto-zero" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/impatto-zero.jpg" alt="impatto-zero" width="150" height="150" />Convinse la famiglia a seguirlo in questo esperimento, e iniziarono subito dalla spazzatura, ridotta quasi a zero, poi proseguirono con la spesa dal contadino, l’uso di prodotti esclusivamente locali, la riduzione dei consumi, e così via.</p>
<p>Beavan ha cercato innanzitutto di coinvolgere la sua piccola figlia, perché <em>“l’educazione dei figli è il futuro della nostra società”</em>.</p>
<p>Non sono mancati chiaramente i momenti di lieve sconforto e difficoltà, vedi la decisione di non utilizzare più l’energia elettrica, il che lo ha portato ad esempio a fare il bucato a mano, come facevano le nostre nonne.</p>
<p>A volte diventava difficile, confessa Beavan, tant’è che in tali casi il desiderio di utilizzare la lavatrice sembrava predominare; ciò perché nella nostra cultura si tende spesso<span id="more-8982"></span> a utilizzare una serie di mezzi di cui non abbiamo realmente bisogno.</p>
<p>Però dovremmo capire che ci sono delle cose di cui si può fare a meno, e delle altre invece che vanno utilizzate fino a un certo livello, corrispondente all’idea di sostenibilità ambientale. Ecco, la lavatrice sembra rientrare tra quei mezzi il cui uso è diventato ormai inevitabile e necessario.</p>
<p>La figlia di Beavan aveva 2 anni quando è stato fatto l’esperimento: su di lei, i genitori hanno iniziato ad usare il pannolino non usa e getta, bensì in tessuto. Dopo un po’ di tempo, la bambina si era così abituata a quello in tessuto, da rifiutare il ritorno all’usa e getta. Abitudine, si tratta di abitudine.</p>
<p>Ma lo scrittore dice la sua anche sul problema del carbone e l’uso delle energie rinnovabili: <em>“Dobbiamo arrivare ad azzerare le emissioni derivanti dalla combustione del carbone. Dobbiamo smetterla di usare il carbone. Che non durerà per sempre. </em></p>
<p><em>Per far questo, bisogna aumentare il prezzo dei carburanti fossili, e diminuire il prezzo di quelli rinnovabili. Una soluzione sarebbe tassare gli uni per investire negli altri ed abbassarne così il prezzo.</em></p>
<p><em>Il problema dei carburanti rinnovabili e in generale dell’energia rinnovabile, al momento, è infatti l’elevato costo. Bisogna invertire la tendenza, in modo che il mercato scelga carburanti rinnovabili, anziché fossili. Da qui bisogna partire.”</em></p>
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		<title>Intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli, socio fondatore, amministratore e gelatiere della Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli di Pisa (1° parte).</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%e2%80%99-coltelli-di-pisa-1%c2%b0-parte/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 22:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commercio Equo e Solidale]]></category>
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		<description><![CDATA[La Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli di Pisa è una gelateria di grandissimo pregio la cui idea portante è quella di produrre gelato artigianale usando materie prime di alta qualità, con una particolare attenzione alla produzione biologica e locale e alla sostenibilità ambientale. Molte sono le caratteristiche che rendono questa gelateria unica nel suo genere: [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%e2%80%99-coltelli-di-pisa-1%c2%b0-parte/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La <em>Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli</em> di Pisa è una gelateria di grandissimo pregio la cui idea portante è quella di produrre gelato artigianale usando materie prime di alta qualità, con una particolare attenzione alla produzione biologica e locale e alla sostenibilità ambientale. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8261" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/De-Coltelli.jpg" alt="De'-Coltelli" width="150" height="170" />Molte sono le caratteristiche che rendono questa gelateria unica nel suo genere: l&#8217;uso dei pozzetti al posto delle vaschette espositrici, il design semplice e al tempo stesso moderno del negozio, il continuo variare dei gusti proposti di settimana in settimana e la loro assoluta unicità data da ricette che cambiano sempre.</p>
<p>Le deliziose creme, i freschi gelati alla frutta e le succose granite trasportano chi li degusta in un viaggio fantastico che parte dai piccoli produttori locali del pisano e del lucchese, passa dal Parco Naturale di San Rossore Migliarino e Massaciuccoli, continua sorvolando le Langhe e la Sicilia ed approda dolcemente in Centro America e Tahiti.</p>
<p>La gelateria De&#8217; Coltelli è con ogni probabilità la più popolare e amata dagli abitanti di Pisa, ed è diventata una tappa obbligatoria per ogni turista che visiti la città della torre<span id="more-8216"></span> pendente.</p>
<p><strong>Vi proponiamo perciò con grande onore un&#8217;intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli, uno dei soci fondatori del negozio e attuale gestore dell&#8217;attività, oltre che gelatiere. </strong></p>
<p><strong>Prima di aprire questa gelateria cosa facevi nella vita?</strong></p>
<p><em>Dapprima mi sono &#8220;parcheggiato&#8221; a biologia, ma a quattro esami dalla laurea ho deciso che laurearmi non mi interessava più. Per una decina d&#8217;anni ho allestito e gestito ristoranti: prima il Cagliostro, poi un ristorante a Lucca, infine La Mescita a Pisa. </em></p>
<p><em>Nel frattempo mi sono occupato di vini e lo faccio tuttora come secondo lavoro: sono agente per alcuni produttori e vendo vini a grossisti e ristoranti. Ho anche lavorato in una serie di organizzazioni che gestivano eventi sul cibo come l&#8217;Eurochocolate a Perugia. </em></p>
<p><strong>Parliamo del negozio. Una cosa che si nota subito è che mancano le vaschette espositrici a cui i clienti sono di solito abituati. Ci sono invece dei pozzetti in metallo con un coperchio che impedisce di vedere il gelato. Ci spieghi il motivo di questa scelta?</strong></p>
<p><em>I pozzetti sono a immersione, refrigerati in un bagno di glicole. Li usiamo per vari motivi: il gelato si conserva meglio perché non viene esposto all&#8217;aria e alla luce; la temperatura è più costante e se per un guasto andasse via la corrente elettrica il sistema di refrigerazione continuerebbe a funzionare per qualche ora. C&#8217;è un notevole risparmio energetico e, anche esteticamente, i pozzetti mi piacciono molto: tra l&#8217;altro rappresentano un ritorno a quella che era l&#8217;antica gelateria tradizionale. </em></p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-8291" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Gelateria-De-Coltelli.jpg" alt="Gelateria-De'-Coltelli" width="180" height="180" />Chi ha creato gli arredi della struttura?</strong></p>
<p><em>Il progetto è dell&#8217;architetto Massimo Scolaro; delle luci si è occupato il tecnico Andrea Nardi; le foto le ha scattate il bravissimo fotografo pisano Massimo Lenzo. </em></p>
<p><strong>Quali sono, se ce ne sono, gli accorgimenti tecnici per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale?</strong></p>
<p><em>Lavorando solo d&#8217;estate il riscaldamento non lo accendiamo. Le macchine purtroppo vanno ad energia elettrica: non avendo un tetto non è possibile installare i pannelli solari. Avendo lo spazio si potrebbe utilizzare una torre di raffreddamento per l&#8217;acqua, consente di risparmiare acqua e avere a disposizione acqua calda senza necessità di scaldabagno. Purtroppo è un accorgimento che in questo laboratorio non siamo in grado di installare. Facciamo però la raccolta differenziata. </em></p>
<p><em>Ti racconto una cosa divertente! Quando abbiamo aperto, abbiamo chiesto un bidone dell&#8217;organico alla Geofor (</em>n.d.r. azienda che gestisce i rifiuti in territorio pisano<em>) per gli scarti della frutta, i fondi del caffè e i gusci delle uova  (usiamo infatti uova fresche di galline allevate a terra, nutrite con mangime OGM free certificato) e dall&#8217;azienda ci hanno risposto: &#8220;Ma le gelaterie l&#8217;organico non lo devono avere!&#8221;. Ai tempi eravamo i primi gelatai ad avere richiesto il bidone dell&#8217;organico. </em></p>
<p><strong>I gusti che proponete contengono ingredienti molto particolari: prodotti equo-solidali, prodotti tipici e biologici e prodotti di altissima qualità. Da cosa sono dettate queste scelte? Ci puoi raccontare come mai avete deciso di inserire ingredienti del commercio equo e solidale?</strong></p>
<p><em>Qualche anno fa, quando c&#8217;è stato il boom del gelato artigianale, la tendenza generale era di fare delle vetrine che esponevano vaschette gelato molto barocche, colorate e ridondanti, decorate con salse e biscottini vari. Si proponevano gusti strani che non avevano niente a che vedere con quello che si mangiava: ad esempio il gusto puffo. Insomma, il gelato artigianale era ed è tuttora spesso molto gonfio, vistoso ma prodotto con poca attenzione al sapore. </em></p>
<p><em>Nella nostra gelateria la filosofia è un&#8217;altra, le cose più importanti per noi sono la bontà e la genuinità del gelato, perciò le scelte negli ingredienti dipendono soprattutto dal fatto che conta molto la qualità della materia prima. </em></p>
<p><em>Per quello che riguarda i prodotti del commercio equo, a contattarci è stata una ragazza del Chicco di Senape (n.d.r. Bottega del Mondo di Pisa), Gigliola. Ci eravamo già avvicinati al Chicco di Senape al momento dell&#8217;apertura ma, allora, non era stato possibile collaborare perché la bottega non importava ancora ancora la frutta fresca. </em></p>
<p><em>Ora invece stiamo usando banane, ananas, mango e zucchero Mascobado. Il Mascobado è uno zucchero particolare che mi piace molto (lo uso anche a casa) ma ha un vantaggio-svantaggio: un sapore forte, vagamente simile alla liquirizia, dato dai grani di melassa. A seconda del gelato che fai, questo condiziona troppo il sapore: perciò abbiamo creato un gusto a parte, usando zucchero Mascobado e cioccolato De Bondt (dal sapore forte), e il prodotto piace. </em></p>
<div id="attachment_8282" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-8282" title="gelati artigianali" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gelati-artigianali-300x300.jpg" alt="Foto di Massimo Lenzo" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Foto di Massimo Lenzo</p></div>
<p><em><strong>Ci puoi parlare del gelato alla frutta?</strong></em></p>
<p><em>Nel gelato alla frutta usiamo frutta, acqua e due tipi di zucchero. L&#8217;addensante impiegato è la farina di carrube; in più stiamo provando l&#8217;inulina, una fibra naturale, per riuscire a dare al gelato una struttura migliore. L&#8217;unico ingrediente che ha sapore è la frutta: se non ce la mettiamo buona il gelato non viene buono.</em></p>
<p><em>In genere la frutta del mercato è raccolta quando non è ancora matura perché deve avere una shelf-life (</em>n.d.r. durata di conservazione<em>) sufficiente a garantirne la sopravvivenza fino al momento in cui viene venduta (le varie tappe sono trasporto, consegna, grossisti, mercati generali, banchi della frutta). Il problema è che così le qualità organolettiche sono più scarse. </em></p>
<p><em>Perciò preferiamo che la frutta ci venga portata direttamente dal produttore che la coglie quando è al giusto livello di maturazione. Viene poi lavorata nel nostro laboratorio in giornata e diventa gelato il giorno dopo, dopo essere stata messa a macerare in zucchero e limone. Così facendo rispettiamo il più possibile anche il chilometro zero (solo in casi particolari usiamo frutta non a chilometro zero, ad es. la frutta esotica tropicale del commercio equo o la frutta del mercato se quella dei produttori locali non è disponibile). </em></p>
<p><em>Una cosa interessante è che forse collaboreremo con la facoltà di Agraria dell&#8217;Università di Pisa che ha messo su delle coltivazioni sperimentali di frutte antiche. Nell&#8217;estate ci piacerebbe vendere per 40 giorni gelato all&#8217;albicocca: ogni settimana, però, proporremmo una varietà diversa a seconda del relativo momento di maturazione. </em></p>
<p><em>In questo modo potremmo avere un gelato sempre molto buono e la gente capirebbe che anche all&#8217;interno di una frutta semplice si può avere una quantità incredibile di variabili sia organolettiche sia di colore. </em></p>
<p>Per continuare a leggere l&#8217;intervista cliccare <a title="2 parte intervista" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%E2%80%99-coltelli-di-pisa-2%C2%B0-parte/" target="_self">qui</a>.</p>
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		<title>Intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli, socio fondatore, amministratore e gelatiere della Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli di Pisa (2° parte).</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 22:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commercio Equo e Solidale]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli (per leggere la prima parte dell&#8217;intervista cliccare qui): Nella preparazione dei gelati usate acqua di rubinetto o imbottigliata? Per un po&#8217; di tempo abbiamo usato l&#8217;acqua minerale Panna (un&#8217;acqua toscana per rispettare il chilometro zero) perchè l&#8217;acqua dell&#8217;acquedotto aveva un sapore cattivo. In seguito, siccome non [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%e2%80%99-coltelli-di-pisa-2%c2%b0-parte/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli (per leggere la prima parte dell&#8217;intervista cliccare <a title="1 parte intervista" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%E2%80%99-coltelli-di-pisa-1%C2%B0-parte/" target="_self">qui</a>):</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8272" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gelateria-De-Coltelli-150x150.jpg" alt="gelateria-De'-Coltelli" width="150" height="150" /><strong>Nella preparazione dei gelati usate acqua di rubinetto o imbottigliata?</strong></p>
<p><em>Per un po&#8217; di tempo abbiamo usato l&#8217;acqua minerale Panna (un&#8217;acqua toscana per rispettare il chilometro zero) perchè l&#8217;acqua dell&#8217;acquedotto aveva un sapore cattivo. In seguito, siccome non ci piaceva l&#8217;idea di usare l&#8217;acqua in bottiglia, abbiamo comprato un addolcitore per la durezza dell&#8217;acqua e due filtri per la qualità da applicare all&#8217;acqua del rubinetto.</em></p>
<p><strong>Ci puoi parlare delle creme?</strong></p>
<p><em>Le creme sono fatte con latte, uova, zucchero e gli ingredienti che differenziano il sapore: zafferano, noce, pistacchio, cioccolato, mandorle etc&#8230; Alcuni prodotti vengono da lontano per una questione di qualità, infatti l&#8217;attenzione è più verso la qualità del prodotto che usiamo che verso il chilometro zero. </em></p>
<p><em>Per il caffè utilizziamo in maniera alternativa quello del torrefattore di Livorno &#8220;Le piantagioni del caffè&#8221; e quello del torrefattore &#8220;Trinci&#8221; di Buti (che lavora caffè equo e solidale<span id="more-8235"></span> del Guatemala). </em></p>
<p><em>La vaniglia viene dalla Francia ed è vaniglia di Tahiti, la più pregiata e cara, infatti può costare anche 300 euro al kg. La prendiamo 2 volte l&#8217;anno e arriva sottoforma di baccelli &#8220;cicciuti&#8221; contenenti i semini che danno il sapore: quando trovi i semini neri in un gelato alla vaniglia vuol dire che è fatto veramente con la vaniglia, altrimenti è fatto probabilemte solo con le essenze. </em></p>
<p><em>I pistacchi ci arrivano dalla Sicilia, la liquirizia ci arriva dalla Calabria ed è quella di Amarelli. Lo zafferano viene da San Miniato: i pistilli vanno raccolti a mano, per raccoglierne un grammo ci vuole una vita! </em></p>
<p><strong>Hai mai proposto gusti salati?</strong></p>
<p><em>Per fare il gelato salato bisogna usare in ogni caso lo zucchero, altrimenti la struttura non tiene (in genere si aumenta la percentuale di destrosio, poco dolce ma dal retrogusto particolare che condiziona, anche se lievemente, il sapore del gelato): quindi solo se la base è già dolciastra, come peperone o zucca, il gelato viene bene. Di gelati salati ne abbiamo fatti alcuni, ad esempio all&#8217;olio, al peperone o al pomodoro, però solo in maniera saltuaria.</em> <div id="attachment_8276" class="wp-caption alignright" style="width: 230px"><img src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gelato-naturale-300x300.jpg" alt="Foto di Massimo Lenzo" title="gelato-naturale" width="200" height="200"  class="size-medium wp-image-8276" /><p class="wp-caption-text">Foto di Massimo Lenzo</p></div></p>
<p><strong>Adesso mancano solo le granite. Come le fate?</strong></p>
<p><em>Le facciamo seguendo la tradizione siciliana. Fuori dalla Sicilia la granita è solo ghiaccio tritato con sciroppo ed è a scaglie molto grosse. La vera granita siciliana, invece, ha una struttura molto fine simile alla neve fresca e viene fatta con frutta, acqua e zucchero. Ci possono essere varianti, come la granita al pistacchio che fa mio fratello</em> (n.d.r. gelatiere nel laboratorio De&#8217; Coltelli) <em>o la granita alla cioccolata che fa De Bondt, ma le granite tradizionali sono: mandorla, caffè, gelso e vari tipi di frutta.</em></p>
<p><strong>E la tipica granita alla menta?</strong></p>
<p><em>E&#8217; un mito da sfatare! In Sicilia la granita alla menta viene fatta solo per i turisti: i siciliani non la mangiano e poi non è certo verde. </em></p>
<p><strong>Cosa pensi di Grom, progetto di gelateria artigianale che aspira ad essere il &#8220;migliore del mondo&#8221;? </strong></p>
<p><em>I ragazzi hanno avuto un vantaggio pubblicitario impressionante quando hanno aperto a Torino sia grazie a Slow Food sia grazie alla stampa, e sono stati favoriti dai torinesi che hanno una mentalità aperta e fanno le code davanti alle gelaterie anche in inverno. </em></p>
<p><em>La loro idea è molto bella, hanno un approccio al gelato simile al nostro anche se su scala più grande, ma, per certi aspetti, ci sarebbe da discutere sulla realizzazione. In pratica siamo partiti insieme, loro però oggi hanno 26 negozi e noi solo uno, e lo dico con invidia: infatti mi piacerebbe aprire altre gelaterie ed avere soprattutto un laboratorio più grande per i miei esperimenti!</em></p>
<p><strong>Diresti qualcosa in particolare a chi volesse aprire una gelateria?</strong></p>
<p><em>Una cosa molto importante da dire è che c&#8217;è una grossa confusione tra il gelato artigianale e ciò che viene spacciato per tale: putroppo ancora oggi a livello legislativo non esistono dei requisiti precisi per definire un vero gelato artigianale. </em></p>
<p><em>La maggior parte delle gelaterie utilizza i semilavorati, che servono ad avere un prodotto costante. Comprando la pasta aromatizzata il gelato è sempre lo stesso: non c&#8217;è bisogno di procurarsi la frutta, lavarla, sbucciarla, frullarla, preparare la miscela. Noi facciamo diversamente, e a me sembra che il sapore sia migliore. </em></p>
<p><strong>Ti sei mai ispirato a qualcuno? </strong></p>
<p><em>No. Però quando ho avviato l&#8217;attività mi sono fatto aiutare da Francesco Lazzara, un grande gelatiere siciliano che ho conosciuto al Salone del Gusto di Slow Food e che ci ha insegnato a fare soprattutto le granite, e da Palmiro Bruschi, un gelatiere di San Sepolcro che ho conosciuto a Eurochocolate  e che è stato il primo campione italiano in gelateria.</em></p>
<p><strong>Da bambino quale gelato ti piaceva?</strong><em></em></p>
<p><em>La granita. Ho aperto la gelateria perché volevo mangiare la granita a colazione, e non c&#8217;era nessuno che la facesse.</em></p>
<p><strong>Qual è il problema principale quando si gestisce una gelateria? </strong></p>
<p><em>Il problema è che lavoriamo soltanto 5 mesi all&#8217;anno, 2 mesi e mezzo siamo chiusi e poi si &#8220;lavoricchia&#8221;. Il sogno sarebbe: aprire una filiale ai Caraibi !!!</em></p>
<p><strong>La più grande soddisfazione che ti dà la gelateria?</strong></p>
<p><em>Abbiamo una grandissima frequentazione di mamme coi bambini e siamo consigliati da un paio di pediatri pisani. E&#8217; la cosa che mi dà più soddisfazione. </em></p>
<p><strong>Quali sono i prossimi eventi in cui sarete coinvolti?</strong></p>
<p><em>Al momento non ci sono eventi in vista. Ogni tanto, però, facciamo qualche degustazione comparata per le scuole: facciamo assaggiare ai bambini gli stessi gusti comprati nei negozi della grande distribuzione e fatti da noi (in genere cioccolato, panna e altri due gusti). Leggiamo loro la lista degli ingredienti in entrambi i casi, spiegando la funzione di ogni sostanza: in questo modo imparano molte cose.</em></p>
<p>L&#8217;<a title="La mia prima intervista" href="http://www.okracconti.com/2010/05/20/la-mia-prima-intervista-ossia-la-scoperta-del-registratore-digitale/" target="_blank">intervista</a>, devo ammetterlo, è stata decisamente gustosa. Gianfrancesco mi ha accolto con una energica stretta di mano e, nelle due ore e mezzo dell&#8217;intervista, mi ha offerto assaggi di ogni gusto di gelato: mela al gelsomino, ananas, pera, cioccolato&#8230; Ho annusato i baccelli della vaniglia di Tahiti e i pistilli dello zafferano di San Miniato, e mi sono persa in una granita alle fragole con panna fresca. Grazie, Gianfrancesco Cutelli.</p>
<p>Elisa Carletti</p>
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		<title>Pubblicato dall&#8217;ACP un importante volume dedicato al rapporto tra inquinamento e salute dei bambini.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/pubblicato-dallacp-un-importante-volume-dedicato-al-rapporto-tra-inquinamento-e-salute-dei-bambini/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 11:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Culturale Pediatri]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[indicatore]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento e salute dei bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ stato recentemente pubblicato il volume “Inquinamento e salute dei bambini: cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare”. I curatori del volume, Giacomo Toffol, Laura Todesco e Laura Reali sono pediatri di famiglia che fanno parte del gruppo di studio sull&#8217;ambiente dell&#8217;Associazione Culturale Pediatri (ACP). L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) è un’associazione libera che raccoglie [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/pubblicato-dallacp-un-importante-volume-dedicato-al-rapporto-tra-inquinamento-e-salute-dei-bambini/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E’ stato recentemente pubblicato il volume “<em>Inquinamento e salute dei bambini: cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare</em>”. I curatori del volume, Giacomo Toffol, Laura Todesco e Laura Reali sono pediatri di famiglia che fanno parte del gruppo di studio sull&#8217;ambiente dell&#8217;Associazione Culturale Pediatri (ACP).</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7877" title="Associazione ACP" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Associazione-ACP-150x150.png" alt="Associazione ACP" width="150" height="150" />L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) è un’associazione libera che raccoglie 2.500 pediatri italiani in 38 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino.</p>
<p>I temi prioritari approfonditi dall&#8217;Associazione Culturale Pediatri sono:</p>
<p><strong>1.</strong> le disuguaglianze nella salute dei bambini e degli adolescenti dipendenti da condizioni territoriali economiche e culturali;</p>
<p><strong>2. </strong>la salute mentale nei bambini e negli adolescenti;</p>
<p><strong>3. </strong>le conseguenze dei problemi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;ambiente sulla salute dei bambini;</p>
<p><strong>4. </strong>l&#8217;aiuto alle famiglie perché cresca la capacità di essere genitori.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;Associazione si è formato 5 anni fa il gruppo di lavoro <a title="Pediatri per un mondo possibile" href="http://pumpacp.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"><em>Pediatri per un mondo possibile</em></a>, attivamente impegnato sul fronte del rapporto fra ambiente e salute<span id="more-7748"></span> del bambino.</p>
<p>Il gruppo, che si prefigge di raccogliere e divulgare tutte le informazioni scientifiche disponibili su questi temi, ha recentemente pubblicato il volume <em>&#8220;Inquinamento e salute dei bambini: cosa c&#8217;è da sapere, cosa c&#8217;è da fare&#8221;</em>.</p>
<p>Si tratta del primo libro uscito in Italia dedicato al rapporto tra inquinamento e salute dei bambini. Il libro è indirizzato principalmente ai medici, ma può rivelarsi utile anche agli amministratori locali che intervengono su questioni pubbliche che riguardano l&#8217;ambiente di vita dei più piccoli.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-7881" title="libro" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/libro.gif" alt="libro" width="160" height="220" /> Il volume tratta il tema dell’inquinamento in tutte le sue manifestazioni, da quello atmosferico a quello acustico, dalle radiazioni elettromagnetiche agli OGM, dall’inquinamento dell’acqua a quello del cibo, fornendo ai pediatri di famiglia, ai medici di medicina generale e agli specialisti un ricco ventaglio di informazioni scientifiche integrate con raccomandazioni pratiche.</p>
<p>Ogni capitolo si compone di tre parti:</p>
<p><strong>- </strong>La prima presenta le risposte ai quesiti che frequentemente vengono posti ai medici sui problemi sanitari legati all’inquinamento. </p>
<p><strong>- </strong>Segue una parte più approfondita, che presenta le più recenti evidenze scientifiche delle correlazioni tra inquinamento e salute, frutto dell’attento monitoraggio di numerose e selezionate riviste scientifiche. </p>
<p><strong>- </strong>L&#8217;ultima parte, pratica, descrive infine le principali misure che possono essere messe in atto per ridurre i rischi per la salute.</p>
<p>I capitoli in cui si suddivide il libro sono i seguenti: </p>
<p><em>- perché lavorare con i genitori e le comunità per un «mondo possibile»;<br />
- l’inquinamento dell’aria esterna;<br />
- l&#8217;inquinamento dell’aria negli ambienti di vita;<br />
- l’esposizione alle radiazioni ultraviolette; gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche;<br />
- l’inquinamento acustico;<br />
- gli agenti chimici non atmosferici: inquinamento di acqua e cibo;<br />
- sulla tavola dei nostri bambini: cibi biologici o convenzionali?;<br />
- la comunicazione del rischio ai genitori: premesse teoriche ed esempi.</em></p>
<p>Poiché “<em>la salute dei bambini è il principale indicatore della salute di una popolazione</em>”, come afferma nella prefazione al volume Roberto Romizi, Presidente dell’Associazione Medici per l&#8217;Ambiente &#8211; ISDE Italia, la salvaguardia dell’ambiente in cui i bambini vivono diventa l’unica garanzia possibile di migliori condizioni di vita per tutti.</p>
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		<title>Dal 24 aprile al 2 maggio ritorna la Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/04/20/dal-24-aprile-al-2-maggio-ritorna-la-settimana-internazionale-del-pannolino-lavabile/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 11:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[NonSoloCiripà]]></category>
		<category><![CDATA[pannolini lavabili]]></category>
		<category><![CDATA[pannolini usa-e-getta]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti solidi]]></category>
		<category><![CDATA[riuso]]></category>
		<category><![CDATA[Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 24 aprile al 2 maggio, quattordici Paesi saranno coinvolti nella Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile, un evento di informazione e sensibilizzazione sull’alternativa ecosostenibile al classico “usa e getta”. Tra gli aderenti e promotori della settimana troviamo “NonSoloCiripà”, un gruppo di genitori di tutta Italia che auspica la “rivoluzione” del pannolino lavabile e offre consulenza, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/20/dal-24-aprile-al-2-maggio-ritorna-la-settimana-internazionale-del-pannolino-lavabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Dal 24 aprile al 2 maggio, quattordici Paesi saranno coinvolti nella Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile, un evento di informazione e sensibilizzazione sull’alternativa ecosostenibile al classico “usa e getta”. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6869" title="SIPL" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/SIPL-300x286.jpg" alt="SIPL" width="150" height="150" />Tra gli aderenti e promotori della settimana troviamo “NonSoloCiripà”, un gruppo di genitori di tutta Italia che auspica la “rivoluzione” del pannolino lavabile e offre consulenza, assistenza e materiale informativo a enti e asili, pediatri e rivenditori.</p>
<p>L’impatto sull’ambiente dei pannolini monouso è elevatissimo. Per produrre i pannolini sono abbattuti alberi, si consumano varie materie prime, energia ed acqua. Ogni nuovo nato consuma in tre anni più di 6.000 pannolini, producendo circa una tonnellata di rifiuti che si degraderanno in diverse centinaia di anni.</p>
<p>Quest&#8217;anno per la prima volta i genitori italiani che usano pannolini lavabili riuniti nel gruppo <strong>&#8220;NonSoloCiripà&#8221;</strong> parteciperanno alla Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile, nata nel 2005 e celebrata in altri 14 Paesi.</p>
<p>I membri del gruppo sono genitori con tante vite differenti accomunati dal fatto di usare o aver usato pannolini lavabili per i loro figli. Essi vogliono diffondere, senza scopo di lucro, la conoscenza dell&#8217;uso di questi oggetti, che oltre ad essere ecologici risultano<span id="more-6821"></span> anche facilmente gestibili, al contrario di quanto comunemente si crede. In più, sono convinti dell&#8217;importanza di &#8220;fare rete&#8221; per condividere le esperienze e le informazioni che sono altrimenti difficili da reperire.</p>
<p>Nel corso di questa settimana verranno proposti eventi in varie città italiane per la diffusione di informazioni ed esperienze sull&#8217;alternativa ai pannolini usa e getta: prevalentemente si tratterà di banchini o di dibattiti. Il programma è in corso di aggiornamento e sarà a brevissimo completato e disponibile sul sito <a title="Pannolini lavabili" href="http://www.pannolini-lavabili.org/" target="_blank"><em>Pannolini lavabili</em></a>.</p>
<p>I punti chiave su cui insistono i genitori di <em>&#8220;NonSoloCiripà&#8221;</em> sono semplici ma forti al tempo stesso: vediamoli brevemente.</p>
<p><strong>1.</strong> I pannolini lavabili sono salutari per la pelle del bambino a diretto contatto con tessuti traspiranti e assorbenti: al contrario i pannolini usa e getta contengono varie sostanze sintetiche e composti chimici (come il discusso sodium polyacrilate, l’inquinante TBT).</p>
<p><strong>2.</strong> I pannolini lavabili costano dai 150 agli 800 euro dalla nascita al vasino, contro i 1.500 -3.000 euro per pannolini usa e getta. Malgrado la spesa del detersivo (ne basta pochissimo) e dei lavaggi il risparmio è comunque considerevole.</p>
<p><strong>3.</strong> L’impatto dei pannolini usa&amp;getta è elevatissimo in quanto sono rifiuti non differenziabili: per degradarsi totalmente impiegano 500 anni, ed i pannolini usa e getta costituiscono fino al 10% dei rifiuti solidi urbani. La diffusione dei pannolini lavabili garantirebbe un notevole risparmio per le amministrazioni.</p>
<p><strong>4. </strong>La buona pratica del pannolino di stoffa promuove la cultura del riuso e porta, così, a una maggior consapevolezza verso le tematiche ambientali, oltre che ad un ripensamento dei metodi di lavaggio e delle sostanze impiegate (vengono preferiti bicarbonato e aceto al posto di varechina e ammorbidenti).</p>
<p>E ora, non resta altro che provare in prima persona e trarre le proprie conclusioni&#8230;</p>
<p>Guarda il video sulla descrizione del pannolino &#8220;pocket&#8221;, o &#8220;tutto in due&#8221; (uno dei tre modelli esistenti di pannolini lavabili):</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/B4yW6LMLQTI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/B4yW6LMLQTI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F20%2Fdal-24-aprile-al-2-maggio-ritorna-la-settimana-internazionale-del-pannolino-lavabile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Perché andare in bicicletta può migliorare la nostra vita.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 09:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psico-fisico]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto di coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[Come migliorare la propria forma fisica, temprare il corpo rendendolo più resistente alle malattie stagionali, diminuire i livelli di stress aumentando il buonumore, rafforzare il rapporto di coppia,  il tutto senza spendere un centesimo? Semplicemente andando spesso in bicicletta. Le nostre città sembrano fatte apposta per farci ingrassare, prendere il diabete, aumentare la pressione arteriosa, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/06/perche-andare-in-bicicletta-puo-migliorare-la-nostra-vita/" type="button_count"></fb:share-button><p style="text-align: justify"><strong>Come migliorare la propria forma fisica, temprare il corpo rendendolo più resistente alle malattie stagionali, diminuire i livelli di stress aumentando il buonumore, rafforzare il rapporto di coppia,  il tutto senza spendere un centesimo? Semplicemente andando spesso in bicicletta. </strong></p>
<p style="text-align: justify">
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6497" title="bicicletta" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/bicicletta-150x150.jpg" alt="bicicletta" width="160" height="140" />Le nostre città sembrano fatte apposta per farci ingrassare, prendere il diabete, aumentare la pressione arteriosa, ammalare di depressione e vivere stati d’ansia e fobie di ogni genere.</p>
<p>I cittadini sono sempre più incapaci di utilizzare il proprio corpo a causa di un perverso congegno socio-economico che ci fa pensare solo in termini di quattro ruote, ascensori, cancelli automatici, telecomandi e automatismi di ogni genere.</p>
<p>Eppure, chi riesce a “sganciarsi” da questo tipo di mentalità abbracciando uno stile di vita più naturale ne riceve immensi benefici. Un modo semplice per iniziare a cambiare paradigma di vita è usare la bicicletta negli spostamenti quotidiani: un’abitudine che, se diventasse collettiva, farebbe inoltre senz’altro bene anche all’ambiente.</p>
<p>Una ricerca condotta dalla Società britannica per la Medicina ha dimostrato che le persone che vanno più volte in bicicletta durante la settimana sono molto più sane della<span id="more-6401"></span> media. L’uso della bicicletta migliora la condizione fisica generale (es. maggiore resistenza alla fatica, migliore tono muscolare), la  resistenza alle piccole malattie stagionali (es. raffreddamenti), e porta a positivi cambiamenti fisiologici e psicologici.</p>
<p>In particolare si sono notati miglioramenti delle condizioni di salute delle vie respiratorie e del sistema cardiocircolatorio e una riduzione del rischio di obesità e di sofferenze psichiche. Un uso “moderato” della bicicletta contribuisce infatti alla liberazione di endorfine nel nostro cervello: queste sono sostanze chimiche con proprietà analgesiche ed ansiolitiche che contribuiscono a rafforzare il nostro buonumore, il senso di fiducia in noi stessi e la nostra autostima.</p>
<p>Un’altra importante ricerca condotta dall’Istituto di Cardiologia dell’Ospedale Lancisi di Ancona su un campione di maschi che riferivano disturbi di erezione e non potevano assumere, perché cardiopatici, farmaci per incrementare la potenza sessuale, ha fornito poi risultati molto interessanti.</p>
<p>Un’attività in bicicletta di un’ora, condotta tre volte alla settimana, ha incrementato le performances sessuali di questi pazienti dimostrando quindi che la diminuzione della potenza sessuale non è solo un problema organico ma coinvolge tutto il corpo e la mente.</p>
<p>Andare in bicicletta migliora, secondo altri studi, anche la qualità della vita di coppia: le pedalate insieme ristabiliscono la complicità restituendo quel senso di pace tolto dal girare in auto nel traffico con i suoi rumori, gli stop dei semafori, i parcheggi introvabili. E questo senso di armonia può essere esteso anche andando in bici con tutta la famiglia, nonni compresi, perchè agevola il dialogo e facilita i rapporti fra le generazioni.</p>
<p>Vorrei concludere questo breve articolo raccontandovi una curiosità. Tempo fa, in una giornata particolarmente tranquilla, decisi di fare un lungo giro per il centro della mia città, ed impegnarmi ad osservare le facce della gente per capire chi aveva un aspetto felice e chi no. Beh, la maggior parte delle persone aveva un’espressione tesa o pensierosa. Gli unici che sembravano davvero sereni erano… pensate un po’… quelli che accompagnavano bambini e quelli che andavano in bicicletta!</p>
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		<title>Acqua imbottigliata: altro che salute e paesaggi incontaminati!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 23:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA["The Story of Bottled Water"]]></category>
		<category><![CDATA["The Story of Stuff"]]></category>
		<category><![CDATA[Annie Leonard]]></category>

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		<description><![CDATA[Annie Leonard, l’attivista americana famosa per aver prodotto il video animazione &#8220;The Story of Stuff&#8221; in cui vengono svelati i meccanismi perversi del modello di consumo occidentale, lancia una nuova campagna contro l’utilizzo dell’acqua imbottigliata. Nel suo nuovo video-animazione inizialmente Annie mostra come il consumo di acqua imbottigliata sia enorme e come l&#8217;impatto ambientale conseguente sia [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/29/acqua-imbottigliata-altro-che-salute-e-paesaggi-incontaminati/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Annie Leonard, l’attivista americana famosa per aver prodotto il video animazione &#8220;The Story of Stuff&#8221; in cui vengono svelati i meccanismi perversi del modello di consumo occidentale, lancia una nuova campagna contro l’utilizzo dell’acqua imbottigliata. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6101" title="Acqua" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Acqua.jpg" alt="Acqua" width="140" height="140" />Nel suo nuovo video-animazione inizialmente Annie mostra come il consumo di acqua imbottigliata sia enorme e come l&#8217;impatto ambientale conseguente sia assolutamente esagerato. </p>
<p>Solo negli USA si comprano mezzo miliardo di bottiglie d’acqua alla settimana: mettendole in fila si può tracciare cinque volte la circonferenza della Terra&#8230;</p>
<p>Come è possibile che le persone comprino l’acqua confezionata quando è praticamente gratis quella che esce dal rubinetto? </p>
<p>I principali mezzi di cui le aziende si servono sono: spaventare circa l&#8217;uso dell&#8217;acqua pubblica, sedurre con immagini di paesaggi naturali incontaminati stampati sulla confezione, indurre bisogni irreali con campagne pubblicitarie disoneste, facendo ad esempio leva<span id="more-6030"></span> su ragioni di salute e bellezza.</p>
<p>Un terzo delle marche di acqua in bottiglia negli USA sono banalissima acqua di rubinetto filtrata. Dai test effettuati su un campione di consumatori americani risulta, inoltre, che l’acqua “del sindaco” ha un sapore migliore, oltre ad essere, in generale, più controllata di quella in bottiglia nonostante il costo 2.000 volte superiore!</p>
<p>In una rivista che tratta di alimentazione una grossa multinazionale americana ha dichiarato che l’acqua in bottiglia è il prodotto di consumo più sostenbile dal punto di vista ambientale al mondo. </p>
<p>Questa affermazione è chiaramente falsa (e nel video simpaticamente al magnate della multinazionale vediamo allungarsi il naso): ogni anno negli USA per la produzione delle bottiglie di plastica vengono impiegati tanta energia e petrolio da poter alimentare un milione di automobili, ed altrettanta energia è poi utilizzata per trasportarla in tutto il mondo.</p>
<p>Se poi consideriamo lo smaltimento di tutte le bottiglie usate, c&#8217;è da mettersi le mani nei capelli: ben l’80% è destinato alla discarica dove giacerà per migliaia di anni, una parte viene bruciata negli inceneritori, producendo inquinamento e sostanze tossiche, e solo una minima parte viene di fatto riciclata.</p>
<p>Annie ha seguito le navi cariche di bottiglie schiacciate dirette in India per essere riciclate e ha visto con i suoi occhi un desolato paesaggio di montagne e montagne di bottiglie provenienti dalla California. </p>
<p>Purtroppo solo in piccola percentuale le bottiglie godranno di una seconda vita, per il resto in parte vengono semplicemente sminuzzate, per ridimensionarne il volume, e destinate nuovamente alla discarica.</p>
<p>Secondo Annie dove non ci sono problemi sanitari ed igienici è importante usare acqua di rubinetto e fare pressione perché maggiori investimenti vengano destinati alla rete di distribuzione pubblica.</p>
<p>Al mondo c’è un miliardo di persone che non ha accesso all’acqua potabile perché una gran quantità di risorse è destinata alla produzione di bottiglie in plastica che poi gettiamo via in pochi minuti. E se invece destinassimo quei soldi al miglioramento della rete di distribuzione o alla prevenzione dell’inquinamento?</p>
<p>Guarda il video di Annie Leonard &#8220;The Story of Bottled Water&#8221; (2010):</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Se12y9hSOM0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Se12y9hSOM0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
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		<title>Premio Biol 2010: una settimana all&#8217;insegna dell&#8217;agricivismo, dell&#8217;agricoltura etica e dell&#8217;olio bio.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/03/22/premio-biol-2010-una-settimana-allinsegna-dellagricivismo-dellagricoltura-etica-e-delll-olio-bio/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Produzione biologica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Premio Biol, la manifestazione-concorso che pone a confronto in Puglia i migliori oli bio-extravergini dei vari continenti, compie quindici anni. Anche quest’anno sarà proposto un programma ricco di eventi culturali, gastronomici e tecnici, con l’obiettivo di caratterizzare in modo approfondito il variegato ed affascinante mondo dell’olio extravergine d’oliva biologico. Il Premio Biol è patrocinato [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/22/premio-biol-2010-una-settimana-allinsegna-dellagricivismo-dellagricoltura-etica-e-delll-olio-bio/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il Premio Biol, la manifestazione-concorso che pone a confronto in Puglia i migliori oli bio-extravergini dei vari continenti, compie quindici anni. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-5887" title="biol" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/biol1-1024x486.jpg" alt="biol" width="170" height="150" />Anche quest’anno sarà proposto un programma ricco di eventi culturali, gastronomici e tecnici, con l’obiettivo di caratterizzare in modo approfondito il variegato ed affascinante mondo dell’olio extravergine d’oliva biologico.</p>
<p>Il Premio Biol è patrocinato da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole, e si svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore tra cui Regione Puglia, Comune di Bari, Icea &#8211; Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, Consorzio Puglia Natura.</p>
<p>L’edizione 2010 si terrà nell’ultima settimana di aprile a Bari, con tappe di avvicinamento in varie regioni olivicole italiane ed estere.</p>
<p>Dopo la fase delle preselezioni territoriali in Italia e all’estero, la giuria assegnerà vari riconoscimenti: il “Premio Biol”, per il migliore olio extravergine biologico imbottigliato all’origine e pronto per la commercializzazione; il “Biolpack”, per il miglior<span id="more-5877"></span> packaging, il “Biolblended”, per il miglior blended, cioè il prodotto finito (imbottigliato) commercializzato con marchi non del produttore, ma che abbia comunque origine e qualità certa.</p>
<p>In più ci saranno vari riconoscimenti territoriali e tematici, come il BiolKids assegnato da una giuria di bambini.</p>
<p>Biol organizzerà anche una serie di eventi rivolti non solo agli esperti internazionali, ma all’intera comunità locale, che avrà modo di visitare mostre a tema, iscriversi al corso per assaggiatori d’olio, partecipare a laboratori e officine di degustazione, scoprire i Gas (<a title="GAS" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/18/i-gruppi-di-acquisto-solidale-gas-in-italia/" target="_blank">Gruppi di Acquisto Solidale</a>) e le masserie didattiche, reinventare il verde urbano con Landemed, avvicinarsi all’acquacoltura bio del progetto BiolFish, provare ad analizzare l’olio della propria cucina, acquistare ciò che proviene dalla terra: il tutto socializzando nella “Città dell’Olio”, un ecovillaggio sorto attorno ad un albero, l’olivo.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5893" title="olio" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/olio-150x150.jpg" alt="olio" width="150" height="150" /> Saranno l’agricivismo e l’agricoltura etica i temi dominanti. L’agricivismo è il movimento che ripensa la città nel suo rapporto con la campagna e la terra: una sorta di alleanza tra agricoltori e cittadini, per mostrare come l’agricoltura, specie quella biologica, può accrescere il benessere di chi vive in città, migliorando allo stesso tempo le condizioni di vita di chi lavora la terra.</p>
<p>L’agricoltura etica invece riguarda il rapporto tra il nord e il sud del mondo, che necessita di nuove regole nei rapporti tra soggetti economici diversi, come quelle scaturite dall’esperienza del Commercio Equo e Solidale (Fairtrade) e della cooperazione allo sviluppo.</p>
<p>“Non a caso – spiega il coordinatore Biol Nino Paparella &#8211; inviteremo a Bari importanti Ong italiane impegnate in attività di cooperazione allo sviluppo sui temi dell’agricoltura bio e del Fairtrade”. Nel Forum “Per una Olivicoltura Etica” si parlerà di come le agricolture “povere” dell’olivo possano ritrovare nelle Filiere Etiche  lo spazio per difendere i propri diritti.</p>
<p>Per maggiori informazioni visitare il sito internet: <a title="Premio Biol" href="http://www.premiobiol.it/" target="_blank">Premiobiol</a></p>
<p>Guarda il video del Premio Biol edizione 2009:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ydz62-lx3z8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ydz62-lx3z8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F22%2Fpremio-biol-2010-una-settimana-allinsegna-dellagricivismo-dellagricoltura-etica-e-delll-olio-bio%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il 20 e 21 Marzo la LAV in piazza per aprire gli occhi dei consumatori.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 11:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flora e Fauna]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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		<category><![CDATA[LAV]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 20 e domenica 21 marzo, la LAV sarà in molte piazze d’Italia con la nuova guida-pratica al sistema di etichettatura delle uova, realizzata per aiutare al meglio i consumatori a orientarsi nella scelta della uova da galline libere. Il novembre scorso avevamo pubblicato un articolo sulle tristi condizioni in cui si trova la maggioranza [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/16/il-20-e21-marzo-la-lav-in-piazza-per-aprire-gli-occhi-dei-consumatori/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Sabato 20 e domenica 21 marzo, la LAV sarà in molte piazze d’Italia con la nuova guida-pratica al sistema di etichettatura delle uova, realizzata per aiutare al meglio i consumatori a orientarsi nella scelta della uova da galline libere. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5780" title="codice-uovo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/codice-uovo-150x150.jpg" alt="codice-uovo" width="160" height="160" />Il novembre scorso avevamo pubblicato un articolo sulle tristi condizioni in cui si trova la maggioranza delle galline ovaiole in Europa.</p>
<p>L’allevamento in batteria è infatti un sistema industriale ed intensivo nel quale questi animali vivono la loro breve vita (circa un anno) confinati in una piccola gabbia di rete metallica.</p>
<p>Le gabbie possono essere impilate in altezza fino a 4 file, all’interno di grandissimi capannoni illuminati da luce artificiale anche la notte per aumentare la produzione di uova.</p>
<p>Non è semplice, per il consumatore, orientarsi nella giungla delle confezioni di uova che mostrano immagini rasserenanti di contadine di altri tempi o campagne<span id="more-5769"></span> bucoliche che nulla hanno a che vedere con la realtà.</p>
<p>Il Codacons, a questo proposito, ha recentemente lanciato l&#8217;allarme sul fenomeno della pubblicit</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F16%2Fil-20-e21-marzo-la-lav-in-piazza-per-aprire-gli-occhi-dei-consumatori%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Coop: &#8220;Consumatori sempre più sensibili al risparmio energetico&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 16:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crescono i consumatori attenti (+8%), diminuiscono gli &#8220;spreconi&#8221; (-8%). Le famiglie hanno migliorato complessivamente i propri comportamenti: il 94% è attento agli sprechi energetici, il 47% afferma di favorire i mezzi pubblici, il 19% ha detto no all&#8217;acqua minerale a favore dell&#8217;acqua di rubinetto. E&#8217; questo il primo bilancio della campagna Coop &#8216;Risparmia le energie&#8217;. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/18/coop-consumatori-sempre-piu-sensibili-al-risparmio-energetico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Crescono i consumatori attenti (+8%), diminuiscono gli &#8220;spreconi&#8221; (-8%). </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4842" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/115-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> Le famiglie hanno migliorato complessivamente i propri comportamenti: il 94% è attento agli sprechi energetici, il 47% afferma di favorire i mezzi pubblici, il 19% ha detto no all&#8217;acqua minerale a favore dell&#8217;acqua di rubinetto. </p>
<p>E&#8217; questo il primo bilancio della campagna Coop &#8216;Risparmia le energie&#8217;. Partita esattamente un anno fa (novembre 2008), la campagna ha coinvolto 2500 famiglie in tutta Italia con lo scopo di monitorare le abitudini energetiche delle famiglie italiane e di migliorarle.</p>
<p>La durata di un anno (novembre 2008/novembre 2009) ha permesso alle famiglie partecipanti di apprendere e mettere in pratica comportamenti volti al risparmio energetico, partecipando a una vera e propria community on line sul sito <a href="http://www.risparmialeenergie.e-coop.it/" rel="nofollow" target=_blank >www.risparmialeenergie.e-coop.it</a>. <span id="more-4840"></span></p>
<p>C&#8217;è chi ha fatto a meno dell&#8217;auto privata a vantaggio dei mezzi pubblici, chi preferisce il detersivo alla spina, chi preferisce i prodotti a basso impatto ambientale (km zero, Ecolabel, Fsc) e via di questo passo.</p>
<p>A sovrintendere alla campagna un Comitato Scientifico (convocato anche per valutare i comportamenti delle famiglie) formato da rappresentanti delle più importanti associazioni ambientaliste come Wwf, Greenpeace e Legambiente, un membro del Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti) e un rappresentante del ministero dell&#8217;Ambiente.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4843" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/28-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ad un anno di distanza, è stata fotografata la performance energetica delle 2.500 famiglie con risultati positivi. A confronto i dati rilevati con i questionari iniziali e i report finali.</p>
<p>Dalle famiglie arrivano sostanzialmente buone notizie: crescono i consumatori attenti (erano l&#8217;89% a inizio campagna, ora salgono al 97%), diminuiscono gli &#8220;spreconi&#8221; (erano il 10%, scendono al 2%), mentre la quota di consumatori efficienti rimane sostanzialmente immutata (dall&#8217;1% iniziale al 2% di fine campagna).</p>
<p>In particolare la maggior parte delle famiglie dimostra una grande attenzione per il risparmio energetico riguardante elettrodomestici (il 95% sostiene di avere tutti gli elettrodomestici in classe A o superiore) e sprechi energetici (il 94% afferma di stare molto attento all&#8217;eliminazione degli stand-by e degli sprechi in generale).</p>
<p>Nel campo dei rifiuti la stragrande maggioranza (97%) effettua la raccolta differenziata, ma la percentuale scende (88%) alla domanda se si fa attenzione durante gli acquisti a prodotti con pochi imballaggi, sfusi, ecc&#8230;</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4846" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/34-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8221;Questa campagna ha dimostrato come l&#8217;informazione e la formazione possano cambiare le abitudini delle famiglie e incidere sui comportamenti concreti nella vita di tutti i giorni. E&#8217; l&#8217;altra faccia di Copenhagen, se vogliamo estremizzare&#8221; spiega Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc (Associazione nazionale cooperative di consumatori).</p>
<p>Dopo un anno di campagna, il nostro obiettivo è da un lato quello di continuare a dialogare con la community che si è creata e dall&#8217;altra contribuire a diffondere le buone pratiche attivate mettendo a disposizione di tutti attraverso la rete l&#8217;esperienza fin qui fatta e le concrete indicazioni per risparmiare&#8221;.</p>
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		<title>Ritroviamo l&#8217;armonia con una passeggiata al mare.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 20:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ormai dicembre, Natale è alle porte e in città si respira un&#8217;aria di frenesia e di festa, ma spesso siamo troppo stanchi del lavoro fatto negli ultimi mesi, e tanto stressati, che l&#8217;unica cosa che riusciamo a fare per rilassarci e per goderci l&#8217;atmosfera natalizia è starcene in casa a riposare al caldo, magari [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/12/ritroviamo-larmonia-con-una-passeggiata/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E&#8217; ormai dicembre, Natale è alle porte e in città si respira un&#8217;aria di frenesia e di festa, ma spesso siamo troppo stanchi del lavoro fatto negli ultimi mesi, e tanto stressati, che l&#8217;unica cosa che riusciamo a fare per rilassarci e per goderci l&#8217;atmosfera natalizia è starcene in casa a riposare al caldo, magari guardando la tv. Diamoci una &#8220;scossa&#8221;!</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4504" title="tramonto-Baratti" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/tramonto-Baratti-300x202.jpg" alt="tramonto-Baratti" width="180" height="150" />Una cosa bellissima da fare in inverno è <strong><em>passeggiare al mare</em></strong>. Rispetto all&#8217;estate ci sono vari vantaggi, prima di tutto la pace e la tranquillità, poi la pulizia del litorale che per mesi non è stato frequentato dalla folla, e infine l&#8217;aria fresca e frizzante che accarezza pelle e i capelli senza che ci ustioniamo per il troppo stare al sole.</p>
<p>Un posto molto suggestivo che incanta da secoli chi vi fa visita, è il <strong>Golfo di Baratti</strong>, sicuramente uno dei tratti più belli del litorale toscano.</p>
<p>Ampio e delimitato da due promontori boscosi, ospita una lunga spiaggia color oro a ridosso della quale stanno un prato enorme (meta di gite domenicali in primavera) e, più a sud, una vasta pineta luminosa e con un sottobosco ricco di cespugli e fiori. Qui<span id="more-4465"></span> in estate possiamo vedere fiorire il raro<em><strong> giglio di mare</strong></em>, candido e delicato.</p>
<p>Internamente al golfo, troviamo il<em><strong> parco archeologico di Baratti e Populonia</strong></em>. Qui infatti sorgeva la città etrusca e romana di Populonia, nota fin dall’antichità per l’intensa attività metallurgica legata alla produzione del ferro. Oggi ne rimangono l&#8217;acropoli, le vaste necropoli, le cave di calcarenite ed i quartieri industriali in cui si lavorava il minerale di ematite (proveniente dai giacimenti dell&#8217;isola d&#8217;Elba) per ricavare lingotti di ferro.</p>
<p>Insomma, se avete bisogno di rigenerarvi, prima di perdervi nei negozi del centro, prima di anestetizzarvi con dormite clamorose o lunghi zapping davanti alla tv, provate a uscire e a godervi la pace che si respira nelle aree protette naturali vicino alla vostra città.  E se passate dalla Toscana, <a title="Intervista esclusiva alla segretaria del sindaco di Piombino sul futuro del golfo di Baratti" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/29/momento-decisivo-per-il-futuro-del-golfo-di-baratti-intervista-esclusiva-alla-segretaria-del-sindaco-di-piombino/" target="_self"><strong>Baratti</strong></a> vi aspetta nella sua mezzaluna dorata.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F12%2Fritroviamo-larmonia-con-una-passeggiata%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Paul McCartney e Rajendra K.Pachauri promuovono i &#8220;Lunedì senza carne&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ex Beatles Paul McCartney pochi giorni fa ha invitato i leader mondiali a placare gli effetti nocivi della produzione di carne sul clima limitandone il consumo. L&#8217;iniziativa proposta dal cantante al Parlamento Europeo a Bruxelles si chiama &#8221;Lunedì senza carne&#8221;: essa è stata firmata anche da Rajendra K. Pachauri, presidente del Panel internazionale sui cambiamenti [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/10/paul-mccartney-e-rajendra-k-pachauri-promuovono-i-lunedi-senza-carne/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;ex Beatles Paul McCartney pochi giorni fa ha invitato i leader mondiali a placare gli effetti nocivi della produzione di carne sul clima limitandone il consumo. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4293" title="paulmccartney" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/paulmccartney.jpg" alt="paulmccartney" width="170" height="160" />L&#8217;iniziativa proposta dal cantante al Parlamento Europeo a Bruxelles si chiama &#8221;Lunedì senza carne&#8221;: essa è stata firmata anche da Rajendra K. Pachauri, presidente del Panel internazionale sui cambiamenti climatici dell&#8217;ONU.</p>
<p>Secondo McCartney e Pachauri, il problema dell&#8217;eccessiva produzione di carne deve essere affrontato a livello individale ed istituzionale. </p>
<p>Ma quali sono i principali problemi ambientali legati all&#8217;allevamento animale?</p>
<p>- Consumo di acqua &#8211; La zootecnia è un&#8217;industria particolarmente avida d&#8217;acqua: sia quella che bevono quotidianamente gli animali, sia quella usata per far crescere le piante di cui si nutrono (ben un terzo della produzione globale di cereali è destinata al<span id="more-4247"></span> mangime per bestiame).</p>
<p>- Deforestazione, desertificazione &#8211; Dal 1960, più del 25% delle foreste pluviali centroamericane sono state convertite a pascolo destinato alla produzione di carne bovina da esportare in Europa e negli Stati Uniti. Dopo pochi anni, questo suolo calpestato dagli zoccoli di milioni di bovini ed esposto a sole, piogge e vento, si avvia verso la desertificazione ed è necessario ricorrere a nuovi territori vergini.</p>
<p>- Riscaldamento globale &#8211; Studi autorevoli dimostrano che l&#8217;allevamento di bestiame è responsabile del 18% delle emissioni complessive di gas serra (si tratta di metano, un gas che intrappola le radiazioni di calore della Terra circa 20 volte in più di quanto non faccia l&#8217;anidride carbonica), molto più del settore trasporti cui è attribuito il 13%. Praticamente se ogni automobilista diventasse vegetariano si otterrebbe una diminuzione dei gas serra paragonabile a quella che si avrebbe se decidesse di usare solo la bicicletta!!!!</p>
<p>In Italia, secondo fonti ISTAT, dalla metà dell&#8217;800 alla metà del secolo scorso il consumo pro capite di carne era stabile tra i 15 e i 25 chili l&#8217;anno. Oggi siamo quasi a 150. Invece il consumo di farinacei, nel nostro Paese, è rimasto identico nell&#8217;ultimo secolo e mezzo<strong>. </strong></p>
<p>La proposta di eliminare la carne dalla nostra dieta settimanale almeno per un giorno si rivela quindi ragionevole e più che attuabile. Mangiare poca carne, oltre a giovare alla salute, potrebbe dare un importante contributo al problema del cibo e dell&#8217;acqua. I raccolti agricoli potrebbero sfamare milioni di persone anziché provvedere all&#8217;alimentazione di miliardi di animali.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F10%2Fpaul-mccartney-e-rajendra-k-pachauri-promuovono-i-lunedi-senza-carne%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Coldiretti: agricoltura fondamentale ma serve un mercato di assorbimento CO2.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/12/09/coldiretti-agricoltura-fondamentale-ma-serve-mercato-di-assorbimento-co2/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 20:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il contributo positivo che può dare l&#8217;agricoltura all&#8217;abbattimento delle emissioni di CO2 potrebbe essere calcolato se venisse &#8220;riconosciuto il ruolo di assorbimento generato dall&#8217;accumulo di carbonio nel suolo e nel sottosuolo e anche dallo sviluppo delle colture forestali&#8221;. Ad affermarlo è Stefano Masini, responsabile Ambiente della Coldiretti. Così come esiste &#8220;un mercato delle emissioni di [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4226" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/12-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ad affermarlo è Stefano Masini, responsabile Ambiente della Coldiretti. </p>
<p>Così come esiste &#8220;un mercato delle emissioni di CO2, manca ancora un mercato dell&#8217;assorbimento delle emissioni che invece servirebbe, proprio in virtù del riconoscimento di un valore economico da assegnare al contributo dell&#8217;agricoltura che esercita un ruolo fondamentale&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;attenzione già esistente negli Stati Uniti, dove vengono rilasciati certificati per prodotti a emissioni zero ma &#8220;l&#8217;agricoltura americana è sostanzialmente intensiva, mentre in Italia è il settore che inquina meno.</p>
<p>Intanto, il responsabile della Coldiretti suggerisce un consiglio utile per tutti coloro che volessero contribuire a fare la loro parte nella lotta ai cambiamenti climatici: <em>&#8220;Mangiare a chilometri zero&#8221;</em>, un motto preso in prestito da Al Gore. <span id="more-4225"></span></p>
<p>Al Gore fu vice presidente degli Stati Uniti durante la presidenza Clinton, dal 1993 al 2001, e premio Nobel per la Pace nel 2007 insieme all&#8217;Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) &#8220;per i loro sforzi atti a diffondere una conoscenza maggiore dei cambiamenti climatici provocati dall&#8217;uomo e per porre le basi giuste per contrastarli&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4227" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/23-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Da un punto di vista climatico infatti per Stefano Masini &#8220;è inammissibile acquistare a Cerignola, in Puglia, pomodori che arrivano dall&#8217;Olanda&#8221;.</p>
<p>&#8220;Occorre abbattere non solo le distorsioni della filiera ma anche abbassare le emissioni climalteranti di anidride carbonica &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; con indicazioni che dovrebbero essere riportate in etichetta&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;agricoltura &#8211; sottolinea il responsabile Ambiente della Coldiretti &#8211; è sensibile al clima, è il settore potenzialmente più vulnerabile, basti pensare alla siccità che ha colpito l&#8217;Australia o alle alluvioni di certe aree del Sudest asiatico.</p>
<p>Infine, sul vertice dell&#8217;Onu di Copenaghen (tuttora in corso), già diversi giorni fa Masini aveva espresso alcune perplessità, che a ben guardare riflettono l&#8217;umore generale di questo summit: &#8220;Il dilemma sarà &#8211; aveva detto &#8211; se utilizzare Copenaghen per ridifenire il trattato normativo con impegni vincolanti per gli Stati, e quindi una Kyoto 2, oppure individuare linee guida politicamente rilevanti che creino buone aspettative&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F09%2Fcoldiretti-agricoltura-fondamentale-ma-serve-mercato-di-assorbimento-co2%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Clima: due importanti iniziative in Toscana e Veneto.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/12/06/clima-due-importanti-iniziative-in-toscana-e-veneto/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 10:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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		<description><![CDATA[A Grosseto si è tenuto un incontro tra enti dei diversi livelli e istituzioni regionali, per concludere il “Patto dei sindaci”. In Veneto è stato invece inaugurato un “ospedale a km zero” a vantaggio della salute dei pazienti. Sindaci, Regioni e Autonomie locali, a poche ore dalla Conferenza mondiale sul clima in programma a Copenhagen [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/06/clima-due-importanti-iniziative-in-toscana-e-veneto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A Grosseto si è tenuto un incontro tra enti dei diversi livelli e istituzioni regionali, per concludere il “Patto dei sindaci”. In Veneto è stato invece inaugurato un “ospedale a km zero” a vantaggio della salute dei pazienti. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4159" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/hb-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sindaci, Regioni e Autonomie locali, a poche ore dalla Conferenza mondiale sul clima in programma a Copenhagen dal 7 al 18 prossimi, siglano un patto per la riduzione delle emissioni e la lotta ai cambiamenti climatici. </p>
<p>Se n’è parlato il 5 dicembre a Grosseto nel corso dell&#8217;iniziativa dedicata a &#8221;La politica delle città nella lotta ai cambiamenti climatici. Countdown verso Copenhagen&#8221;. Ha partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini e l&#8217;assessore regionale all&#8217;energie e all&#8217;ambiente, Anna Rita Bramerini.</p>
<p>In questa occasione è stata presentata la &#8221;Carta dei Comuni&#8221;, il documento che intende rafforzare il &#8221;Patto dei sindaci&#8221;, cioè l&#8217;iniziativa lanciata dalla Commissione europea per coinvolgere le città nella lotta ai cambiamenti climatici riducendo le emissioni <span id="more-4158"></span>di gas serra, alla quale hanno aderito 130 città italiane.  </p>
<p>Oltre il 50% dell&#8217;energia viene mediamente consumata nelle città ed è quindi fondamentale coinvolgerle nelle azioni di riduzione delle emissioni. Le linee guida dell&#8217;Unione europea, pienamente recepite dalla Regione Toscana nel suo Piano energetico, pongono l&#8217;obiettivo di arrivare, entro il 2020, ad una riduzione del 20% delle emissioni in atmosfera di gas serra, rispetto al livello del 1990. Ad oggi si tratta di un obiettivo di non semplice realizzabilità.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4160" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ospedale_cibo--150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Intanto in Veneto è stata da pochi giorni avviata una iniziativa di grandissimo interesse: è stato cioè aperto il primo ospedale a chilometri zero che offre ai propri pazienti i prodotti agroalimentari delle aziende agricole locali, freschi, sicuri e che arrivano dal circondario, riducendo l&#8217;inquinamento ambientale dovuto ai trasporti ed il suo impatto sul clima.</p>
<p>Il progetto denominato “Ospedale più ospitale” nasce per iniziativa della Ulss 19 di Adria in provincia di Rovigo alla quale la Coldiretti ha assegnato la targa “a km zero” il 4 dicembre, nel salone d&#8217;ingresso dell&#8217;ospedale vecchio della città, dove è stato presentato il nuovo menù.</p>
<p>I pazienti dell&#8217;ospedale di Adria ora mangeranno profumata e colorata ortofrutta del Polesine e del Veneto che non solo riduce l&#8217;emissione di gas ad effetto serra dovuta ai lunghi trasporti ma &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; è scientificamente dimostrato che un&#8217;alimentazione più fresca e genuina, con sapori gustosi, legata alla stagionalità, induce alla convivialità, aumenta le difese immunitarie e la capacità di guarigione.</p>
<p>In altre parole, contribuisce al benessere psico-fisico dei pazienti ricoverati, che rispondono meglio alle cure e migliorano più rapidamente. Un aiuto per il clima, ma anche per la salute dei pazienti.</p>
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		<title>Legambiente: 1200 nuovi alberi piantati in oltre 80 aree nel Lazio.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Obiettivo dell&#8217;iniziativa è riportare l&#8217;attenzione verso il verde pubblico e i mutamenti climatici, insegnando quanto sia utile e tangibile piantare un albero per combattere l&#8217;effetto serra. Da qualche giorno a Roma e nel Lazio si respira meno anidride carbonica e più ossigeno. Questo grazie ai 1200 nuovi alberi messi a dimora in oltre 80 aree [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/26/lazio-legambiente-1200-nuovi-alberi-piantati-in-oltre-80-aree/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Obiettivo dell&#8217;iniziativa è riportare l&#8217;attenzione verso il verde pubblico e i mutamenti climatici, insegnando quanto sia utile e tangibile piantare un albero per combattere l&#8217;effetto serra.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4030" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/co2_legambiente-400x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Da qualche giorno a Roma e nel Lazio si respira meno anidride carbonica e più ossigeno.</p>
<p>Questo grazie ai 1200 nuovi alberi messi a dimora in oltre 80 aree dai 10mila volontari che hanno partecipato alla XV edizione della &#8221;Festa dell&#8217;Albero&#8221;, la campagna di Legambiente per la piantumazione di arbusti, piante e fiori.</p>
<p>Mille alberi sono stati messi a disposizione nella Capitale dell&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente del Comune di Roma e 200, nel Lazio, dal Corpo Forestale dello Stato.</p>
<p>E&#8217; quanto riferisce Legambiente Lazio spiegando che con l&#8217;iniziativa sono state rinverdite non solo numerose aree sparse per Roma, ma anche nel resto della Regione, coinvolgendo località come Rieti, Monterotondo (Roma), Marino (Roma), Latina, Ripi (Frosinone),<span id="more-4031"></span> Cassino (Frosinone) e Formia (Latina), grazie a scuole, Comitati, Associazioni e ai Circoli di Legambiente.</p>
<p>La scrittrice Susanna Tamaro, che agli alberi ha dedicato il suo ultimo romanzo &#8221;Il Grande Albero&#8221; (edizione Salani), è stata la madrina di questa edizione della campagna di Legambiente. Nel corso dell&#8217;iniziativa odierna la scrittrice ha letto alcuni brani del suo ultimo libro e ha dialogato con i presenti, specie con i bambini ed i ragazzi. </p>
<p>La giornata è stata infine completata da momenti informativi sulle buone pratiche per la lotta ai cambiamenti del clima, come la riduzione dei rifiuti e la diffusione delle energie rinnovabili, nonché da puri momenti di convivialità.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4032" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/forestecasentinesi-alberi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8221;L&#8217;adesione alla storica festa dell&#8217;albero da parte dei cittadini è stata straordinaria, con il semplice e concreto gesto di piantare un albero migliaia di persone hanno contributo non solo a rinverdire le nostre città, ma anche a combattere l&#8217;effetto serra &#8211; ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio &#8211; Anche cosi Legambiente vuole chiedere ai governanti che parteciperanno al vertice di Copenhagen un accordo vincolante sulla riduzione dei gas serra&#8221;.</p>
<p>&#8220;A Roma &#8211; ha proseguito Parlati &#8211; e nelle altre città servono azioni urgenti in tal senso sul fronte del traffico, del risparmio e dell&#8217;efficienza energetica, dei consumi ma anche con iniziative a tutela del verde urbano, di riforestazione, con nuovi regolamenti in materia. Un enorme ringraziamento va alla scrittrice Susanna Tamaro che, con la sua presenza, ha sostenuto e testimoniato l&#8217;amore per gli alberi e la natura&#8221;. La  Festa dell&#8217;Albero continuerà anche nei prossimi giorni in più zone.</p>
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		<title>Il sale: raffinato, iodato o grezzo?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sale – cloruro di sodio, NaCl per i chimici &#8211; è un elemento indispensabile per il funzionamento delle cellule che compongono il nostro organismo. Basterebbe ingerirne 6 grammi al giorno (meno di un cucchiaino) ma in media se ne assumono almeno 12 grammi, spesso anche più se si ha l’abitudine di consumare cibi pronti. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/24/il-sale-raffinato-iodato-o-grezzo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il sale – cloruro di sodio, NaCl per i chimici &#8211; è un elemento indispensabile per il funzionamento delle cellule che compongono il nostro organismo.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3856" title="saline" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/saline.jpg" alt="saline" width="150" height="180" />Basterebbe ingerirne 6 grammi al giorno (meno di un cucchiaino) ma in media se ne assumono almeno 12 grammi, spesso anche più se si ha l’abitudine di consumare cibi pronti.</p>
<p>Forse l’esagerato gusto per il sale deriva dall’abitudine ancestrale di associare il sapore salato con il raro e “lussuoso” pasto a base di carne, che un tempo, in assenza di freezer, si conservava esclusivamente col sale.</p>
<p>Come se una abbondante quantità di sale segnalasse a tutto il corpo che quello davanti a noi è un cibo prezioso, invogliandoci a mangiarlo.</p>
<p>Sugli scaffali dei supermercati è in vendita soprattutto quello raffinato. Il sale marino diventa candido solo dopo che ne sono state lavate via sostanze minerali indispensabili all’organismo: sostanze che, paradossalmente, si vanno ad acquistare negli integratori <span id="more-3803"></span>alimentari e nelle bevande per gli sportivi.</p>
<p>Un caso esemplare riguarda lo iodio. Nel 1995 la World Health Assembly ha fortemente consigliato di aggiungere iodio al sale raffinato, quando esso sarebbe già naturalmente presente nel sale grezzo. In molti Paesi oggi lo iodio viene addizionato al sale da cucina dopo la raffinazione (si vende sotto il nome di “sale iodato”).</p>
<p>Ma perché il sale viene raffinato? La risposta è tristemente banale. La piccola quantità di magnesio contenuto nel sale marino assorbe umidità e fa diventare “bagnato” tutto quanto il sale. Siccome questo impedisce di poter mettere il sale in scatole di cartone, si procede ad un lavaggio in centrifuga e ad un essiccamento in altoforno, col risultato di privare il sale di un mix utilissimo di sostanze presenti, nella stessa identica proporzione, nel plasma sanguigno.</p>
<p>Dunque, per la nostra salute, sarebbe meglio scegliere il sale non raffinato (facilmente reperibile in negozi che vendono alimenti biologici), che conserva oligoelementi fondamentali come magnesio, manganese, selenio e iodio, ed usare poi dei “sostituti” del sale come il gomasio, lo shoyu, il tamari per evitare di eccedere nella salatura.</p>
<p>Infine, un consiglio semplicissimo ma di grande utilità: per evitare che il sale diventi &#8220;bagnato&#8221;, basta aggiungere un po&#8217; di chicchi di riso nella saliera.</p>
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		<title>Il Noce, simbolo di morte e rigenerazione e potente rimedio fitoterapico.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Noce (Juglans regia L.) è una pianta originaria dell&#8217;Asia occidentale, introdotta in Europa in epoca antichissima per i suoi frutti eduli. Esso è un albero alto da 10 a 20 m, a chioma folta, espansa e tondeggiante. Ha un tronco eretto, dritto, con diametro basale largo fino a 1-2 m. Come pianta dedicata a una [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/24/il-noce-simbolo-di-morte-e-rigenerazione-e-potente-rimedio-fitoterapico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il Noce (<em>Juglans regia</em> L.) è una pianta originaria dell&#8217;Asia occidentale, introdotta in Europa in epoca antichissima per i suoi frutti eduli. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3837" title="Noce" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Noce.jpg" alt="Noce" width="180" height="150" />Esso è un albero alto da 10 a 20 m, a chioma folta, espansa e tondeggiante. Ha un tronco eretto, dritto, con diametro basale largo fino a 1-2 m.</p>
<p>Come pianta dedicata a una Grande Madre, il Noce ha sempre avuto una duplice valenza, di vita e di morte. I latini chiamavano questo albero &#8220;Jovis glans&#8221;, abbreviato in &#8220;Juglans&#8221;, a significare &#8220;ghianda di Giove, re degli dèi&#8221;, perché i frutti erano buoni e nutrienti e quindi potevano essere mangiati.</p>
<p>I greci invece lo chiamavano &#8220;Karya basilica&#8221;, ossia &#8220;noci regali&#8221;, in quanto ritenevano che esso fosse stato portato dai re persiani. Il nome greco delle noci ci rimanda ad un famoso mito. Dioniso, ospite di Dione, re della Laconia, s’invaghì di Caria, figlia minore<span id="more-3785"></span> del sovrano.</p>
<p>Le sorelle maggiori Orfe e Lico, invidiose e gelose, avvertirono il padre. Dioniso, dopo averle ammonite più volte s’infuriò, facendole impazzire e trasformandole in rocce. Caria, per la gran tristezza, morì poco dopo e il dio che l’aveva tanto desiderata la trasformò in un albero di noce dai frutti fecondi.</p>
<p>Artemide annunciò ai Laconi la morte della principessa Caria ed essi eressero in onore della casta dea della Luna (e della caccia) un tempio, nel quale vennero scolpite nel legno di noce delle colonne a sagoma femminile: le cariatidi.</p>
<p>Il legame del Noce con divinità femminili si tramandò anche in epoca medievale, come testimonia la leggenda del Noce di Benevento. Si raccontava che nella notte di San Giovanni le streghe, guidate dalla dea romana Diana (corrispondente alla dea greca Artemide), sciamassero nei cieli per andare al gran sabba che si teneva sotto ad un grande noce millenario presso Benevento.</p>
<p>In epoca recente, sono state scritte favole in cui le noci sono portatrici di tesori, e sono state considerate grandissimi talismani le noci divise in 3 setti. Nel seicento si sosteneva che la noce potesse curare i disturbi del cervello perché ne era la riproduzione vegetale in quanto alla forma e alla struttura.</p>
<p>La noce è uno dei frutti secchi più nutrienti. Contiene glucidi, protidi, sali minerali, le vitamine A, B1, B2, PP, B5. Anche le foglie e il mallo dei frutti hanno proprietà medicinali, come notavano già gli Antichi e come ha confermato la moderna fitoterapia.</p>
<p>In  fitoterapia, al Noce vengono tradizionalmente riconosciute proprietà astringenti, toniche, antisettiche, cicatrizzanti. Ha proprietà amaro-toniche, digestive, decongestionanti e astringenti intestinali, vantaggiose nel trattamento di diarree e dissenterie. Buoni risultati si sono ottenuti nel contrastare parassitosi intestinali.</p>
<p>E’ stato usato anche per curare infiammazioni linfoghiandolari. E’ utile per dermatosi, eczemi, geloni, nelle infiammazioni oculari, e in alcuni disturbi della sfera genitale. Favorisce la diuresi, stimola la funzione pancreatica ed epatica ed è quindi utile per ridurre il senso di pesantezza. L’estratto delle foglie era anche usato in passato nel trattamento del diabete, il noce infatti ha anche azione ipoglicemizzante.</p>
<p>La duplice valenza di vita e di morte ha fatto sì che tra i Fiori di Bach quelli del Noce siano stati indicati per rafforzare l’equilibrio psichico nei momenti di cambiamento e di transizione nelle diverse fasi della vita.</p>
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		<title>Il fenomeno sociale ed ambientalista delle &#8220;Critical Mass&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Carlsson]]></category>
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		<description><![CDATA[La bicicletta è stata per molto tempo un fondamentale mezzo di trasporto a disposizione delle classi meno agiate. Lo sviluppo economico del dopoguerra, e l’urbanizzazione del territorio degli anni settanta, hanno portato però ad una enorme diffusione dell&#8217;automobile, che ha relegato l’uso della bicicletta alla pratica dello sport e al campo dello svago e del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/22/il-fenomeno-sociale-ed-ambientalista-delle-critical-mass/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La bicicletta è stata per molto tempo un fondamentale mezzo di trasporto a disposizione delle classi meno agiate. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3744" title="critical_mass" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/critical_mass-150x150.gif" alt="critical_mass" width="160" height="160" />Lo sviluppo economico del dopoguerra, e l’urbanizzazione del territorio degli anni settanta, hanno portato però ad una enorme diffusione dell&#8217;automobile, che ha relegato l’uso della bicicletta alla pratica dello sport e al campo dello svago e del tempo libero.</p>
<p>Con l&#8217;aumento del traffico urbano, tuttavia, l&#8217;uso della bicicletta come mezzo di trasporto è diventanto concorrenziale: sui percorsi urbani congestionati, in particolare in quelli di lunghezza inferiore ai 10 Km, la bicicletta si dimostra addirittura il mezzo più veloce. </p>
<p>Il vantaggio aumenta notevolmente se si includono i tempi e/o costi di parcheggio e le svariate ore di lavoro necessarie a mantenere un’autovettura. Inoltre nel traffico urbano la bicicletta è meno stressante dell&#8217;automobile, sia per la maggiore agilità che per gli effetti<span id="more-3715"></span> positivi della moderata attività fisica, specie se gli spostamenti sono tutelati da piste ciclabili.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano anche sui percorsi urbani è spesso ostacolato da sistemi viari progettati per favorire il traffico di automobili, con ampie strade su cui si raggiungono velocità pericolose. Le piste ciclabili sono poche e spesso mal progettate, addirittura in alcune città c&#8217;è l&#8217;abitudine da parte degli automobilisti al non rispetto di questi spazi dedicati (quante le auto parcheggiate proprio sulle piste ciclabili&#8230;).</p>
<p>Per richiamare l&#8217;attenzione generale su queste problematiche in molte grandi e medie città si è sviluppato negli ultimi anni un fenomeno spontaneo detto Massa Critica (spesso chiamata con i termini inglesi Critical Mass). Questa consiste in &#8220;coincidenze organizzate&#8221; di ciclisti che attraversano insieme tratti di percorso urbano in sella ai propri mezzi e che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (cioè critica), il traffico automobilistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione.</p>
<p>Si tratta dunque di una forma di protesta non-violenta simile alle manifestazioni di piazza che viene praticata in genere una volta al mese nelle città in cui ci sono gruppi attivi. Se nell&#8217;immediato crea scompiglio nel traffico cittadino, richiamando l&#8217;ira di vigili e automobilisti, nel lungo termine si è rivelato un mezzo efficace per sensibilizzare il pubblico all&#8217;uso delle biciclette in città.</p>
<p>L&#8217;idea è venuta una ventina di anni fa a Chris Carlsson, scrittore, editore e designer multimediale: &#8220;stavo pedalando quando mi è venuto in mente che sarebbe stato bello formare una massa compatta di ciclisti in grado di conquistarsi uno spazio di libertà nelle strade di San Francisco&#8221;&#8230; &#8221; L&#8217;impianto stradale di San Francisco era stato concepito solo per le automobili e allora poche persone avevano il coraggio di scendere dall&#8217;auto per salire su una bicicletta. Si rischiava di finire per terra fuori strada ed i ciclisti prima di critical mass erano degli individui che passavano nella stessa strada senza conoscersi e senza entrare mai in contatto tra loro&#8221;.</p>
<p>Nonostante la bicicletta non rappresenti la soluzione al problema della mobilità, essa costituisce un esempio di mobilità dolce e in armonia con l’ambiente: un mezzo di trasporto che ciascuno di noi, autonomamente, può guidare, costruire, riparare e mantenere e un simbolo d’impegno sociale quotidiano che ognuno di noi può praticare.</p>
<p>Alle neonate masse critiche italiane Carlsson suggerisce: &#8220;Concentratevi sul piacere e divertitevi: critical mass serve a dire che non bisogna aver paura di abbassare lo standard di vita. Si può vivere bene anche guadagnando meno, spendendo meno, lavorando meno. L&#8217;auto è una macchina che succhia energie, soldi, tempo. La sua funzionalità è sopravvalutata, la verità è che le auto servono a far girare soldi e produrre posti di lavoro. Anche l&#8217;industria bellica crea lavoro, ma questo non vuol dire che vada difesa&#8221;.</p>
<p>Uno dei motti più famosi del movimento internazionale del Critical Mass è: &#8220;non stiamo bloccando il traffico, noi SIAMO il traffico&#8221;.</p>
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		<title>Il rosmarino: pianta sacra nell&#8217;antichità e dalle mille virtù medicinali.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo arbusto sempreverde è originario delle zone costiere del bacino del Mediterraneo, ma viene ampiamente coltivato anche nel nord Europa. Composta da cespugli compatti, la pianta, coltivata in terra, può raggiungere anche i due metri d’altezza. Esistono diverse varietà coltivabili, dal prostrato, che con i rami ricurvi forma eleganti cespugli, al variegato, con foglie che [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/10/il-rosmarino-pianta-sacra-nellantichita-e-dalle-mille-virtu-medicinali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Questo arbusto sempreverde è originario delle zone costiere del bacino del Mediterraneo, ma viene ampiamente coltivato anche nel nord Europa.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3443" title="rosmarino" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rosmarino-300x219.jpg" alt="rosmarino" width="180" height="150" />Composta da cespugli compatti, la pianta, coltivata in terra, può raggiungere anche i due metri d’altezza. Esistono diverse varietà coltivabili, dal prostrato, che con i rami ricurvi forma eleganti cespugli, al variegato, con foglie che vanno dal classico verde scuro al giallo. La pianta vive anche in vaso, messa in posizione luminosa e preferibilmente all’aperto, in estate, o tutto l’anno nelle zone temperate. </p>
<p>I cespugli sono fortemente aromatici e diffondono nell’aria un gradevole odore, che tiene lontane le zanzare. </p>
<p>I fiori attirano invece gli insetti impollinatori come le api, i bombi e le farfalle aggiungendo colore e vitalità al giardino. Il rosmarino è una pianta che fin dall&#8217;antichità ha ispirato leggende, tradizioni e medicamenti miracolosi. Il suo nome latino,<span id="more-3416"></span> <em>rosmarinus</em>, lo mette in relazione con il mare: secondo alcuni studiosi deriverebbe da <em>ros</em>, rugiada, e <em>maris</em>, del mare. Secondo altri da <em>rosa</em> e <em>maris</em>, e significherebbe <em>rosa del mare</em>. </p>
<p>Vi è infine chi sostiene che<em> ros</em> derivi da <em>rhus</em>, che significa arbusto o arboscello. In ogni caso il fiore azzurro del rosmarino ricorda il colore dell&#8217;acqua marina. Nel linguaggio amoroso dei fiori evoca un cuore felice e significa &#8220;sono felice quando ti vedo&#8221;.</p>
<p>Il rosmarino ha simboleggiato in varie civiltà antiche la rinascita e l&#8217;immortalità. In tempi più recenti, in particolare nell&#8217;Ottocento, si pensava che i suoi fiori posti a contatto con la pelle all&#8217;altezza del cuore donassero la felicità, mentre le foglie, messe sotto il letto, evitassero i brutti sogni. Si pensava anche che il suo profumo potenziasse la memoria.</p>
<p>Fin dai tempi antichi si sono attribuite al rosmarino strabilianti proprietà medicinali e con esso furono create celebri preparazioni come la leggendaria Acqua della Regina d&#8217;Ungheria che la fece guarire dalla gotta e ringiovanire, l&#8217;Aceto dei quattro ladri che preservava dal contagio di peste, il Balsamo nervino contro le distorsioni e i dolori reumatici, l&#8217;Acqua celeste, tonico preferito di Caterina Sforza.</p>
<p>“Prendi fiori di Rosmarino e ligali in panno di lino et falli bogire in acqua: vale a tutte le infermità” assicura un testo di medicina risalente al Cinquecento.</p>
<p>Al di la di tutte queste credenze popolari, oggi cosa sappiamo sul rosmarino e sulle sue virtù terapeutiche e medicinali?</p>
<p>Le sue foglie e i suoi fiori contengono moltissimi principi attivi, tra i quali: acido rosmarinico, rosmaricina, vitamina C, flavonoidi, tannini, acido nicotinico, colina, acido glicolitico, acido ursolico, acido caffeico. Ha attività batteriostatica (può essere usato come antitarme), è efficacie contro le dispepsie gastriche ed è utile contro i meteorismi intestinali dovuti a squilibri della flora batterica.</p>
<p>Ha azione colagoga e coleretica (agisce sul fegato favorendo la produzione e l&#8217;eliminazione della bile, per questo si aggiunge ai pesanti arrosti di carne grassa), spasmolitica, e l&#8217;olio essenziale può essere usato nelle mialgie grazie alla sua azione analgesica. Forse la sua proprietà più importante è l&#8217;essere uno stimolante generale e surrenale, indicato nella ipotensione e nelle cadute del tono fisico e psichico.</p>
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		<title>Galline ovaiole: nei nostri allevamenti soffrono troppo.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flora e Fauna]]></category>
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		<category><![CDATA[allevamento in gabbia]]></category>
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		<description><![CDATA[Altro che immagini bucoliche di galline che ruspano in un cortile&#8230; Ogni anno sul territorio dell’Unione Europea vengono allevate oltre 400 milioni di galline ovaiole, la maggioranza delle quali è rinchiusa nelle gabbie di batteria degli allevamenti intensivi. Le galline vivono in uno spazio di soli 550 cm2 (più o meno la superficie di un [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/03/galline-ovaiole-nei-nostri-allevamenti-soffrono-troppo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Altro che immagini bucoliche di galline che ruspano in un cortile&#8230;<br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3218" title="galline in batteria" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/galline-in-batteria.jpg" alt="galline in batteria" width="170" height="150" />Ogni anno sul territorio dell’Unione Europea vengono allevate oltre<strong> 400 milioni di galline ovaiole</strong>, la maggioranza delle quali è rinchiusa nelle <strong>gabbie di batteria </strong>degli allevamenti intensivi.</p>
<p>Le galline vivono in uno spazio di soli <strong><em>550 cm2</em></strong> (più o meno la superficie di un foglio A4), e presentano spesso gravi patologie fisiche e comportamentali. L’allevamento in batteria delle galline ovaiole è un sistema industriale ed intensivo nel quale le galline vivono la loro breve vita (circa un anno) confinate in una piccola gabbia di rete metallica insieme a molte altre galline. Le gabbie possono essere impilate in altezza fino a 4 file, all’interno di grandissimi capannoni.</p>
<p>Le galline sono esposte alla <strong>luce artificiale</strong> per molte ore al giorno (cioè spesso anche di notte), al fine di aumentare la loro produzione di uova. Il pavimento in rete metallica della gabbia provoca <span id="more-3166"></span>gravi lesioni e <strong>deformazioni</strong> ai piedi e alle unghie degli animali. Fragilità delle ossa e forme di osteoporosi sono condizioni<!--more--> comuni.</p>
<p>L&#8217;impossibilità di ricercare il luogo giusto dove costruire il nido per deporre le uova e covarle, e quella di fare bagni di polvere, essenziali per eliminare parassiti e depositi di sporco sulle piume, unite alla condizione di prigionia perenne, portano le galline a provare un forte senso di frustrazione.</p>
<p>A causa della loro frustrazione, della noia e della stretta vicinanza con altri animali, le galline spesso beccano e aggrediscono le proprie compagne di gabbia, fino ad arrivare a mettere in atto fenomeni di <strong>cannibalismo</strong>. Per arginare questo fenomeno, esse vengono <strong>“sbeccate”</strong>, rimuovendo loro un terzo del becco per mezzo di un coltello rovente.</p>
<p>La<strong> Direttiva Europea del 1999</strong> sulla protezione delle galline ovaiole negli allevamenti ha introdotto il <strong>bando delle gabbie di batteria </strong>convenzionali a partire dal <strong>1° gennaio 2012</strong>. La direttiva rappresenta una storica vittoria per il movimento animalista, ma l&#8217;industria avicola chiede di ritardare ulteriormente il bando delle gabbie di batteria, preoccupata che la riconversione verso i sistemi senza gabbie possa essere eccessivamente costosa.</p>
<p>Secondo il Rapporto socio-economico della Commissione Europea, invece, si tratta di una preoccupazione eccessiva: un solo uovo di gallina allevata a terra costerà <strong>1,3 centesimi di euro in più</strong> rispetto ad uno di batteria e un uovo all’aperto costerà solo 2,6 centesimi di euro in più rispetto ad uno di batteria.</p>
<p><strong>Cosa possono fare i consumatori sensibili al benessere animale?</strong><br />
Secondo la normativa in vigore le <strong>uova in commercio</strong> devono essere anche <strong>etichettate</strong> secondo il metodo di allevamento. I metodi di allevamento sono 4:  <strong>allevamento biologico (cod. 0)</strong>, <strong>allevamento all&#8217;aperto (cod. 1)</strong>, <strong>allevamento a terra (cod. 2)</strong>, <strong>allevamento in gabbia (cod. 3)</strong>. Sui gusci delle uova, la prima cifra numerica dell&#8217;etichetta impressa è appunto quella che si riferisce al tipo di allevamento.</p>
<p>E ora, dopo aver saputo come vivono le nostre &#8220;galline dalle uova d&#8217;oro&#8221;, quali uova sceglieremo?</p>
<p>Per maggiori informazioni, visitare il sito della <a title="LAV" rel="nofollow" href="http://www.lav.it/" target="_blank">LAV</a>.</p>
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		<title>Vivere ecologico: la coppa mestruale (fleurcup e mooncup).</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 21:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[caucciù naturale]]></category>
		<category><![CDATA[coppa mestruale]]></category>
		<category><![CDATA[ecologico]]></category>
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		<category><![CDATA[Fleurcup]]></category>
		<category><![CDATA[materiali ipoallergenici]]></category>
		<category><![CDATA[mestruazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[La coppa mestruale è un tampone ecologico in caucciù naturale (o silicone organico) lavabile, che si presenta sotto forma di un piccolo imbuto tappato all&#8217;estremità e che raccoglie il sangue mestruale. Questa coppetta si usa internamente ed aderisce alla parete vaginale, permettendo al mestruo di raccogliersi al suo interno senza problemi di perdite né cattivi odori. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/05/vivere-ecologico-la-coppa-mestruale-mooncup/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La coppa mestruale è un tampone ecologico in caucciù naturale (o silicone organico) lavabile, che si presenta sotto forma di un piccolo imbuto tappato all&#8217;estremità e che raccoglie il sangue mestruale. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2724" title="Mooncup" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Mooncup-300x199.jpg" alt="Mooncup" width="220" height="170" />Questa coppetta si usa internamente ed aderisce alla parete vaginale, permettendo al mestruo di raccogliersi al suo interno senza problemi di perdite né cattivi odori.</p>
<p>A descriverla così, pare una cosa disgustosa, ma se ci pensiamo bene, le alternative sono solo due: o il classico assorbente esterno, o il tampone interno che &#8220;puzza&#8221;.</p>
<p>In media, una donna europea consuma 12.000 tamponi in tutta la sua vita, 120 Kg di cotone sporcato e buttato. Negli Stati Uniti, si gettano 7 miliardi di tamponi e più di 12 miliardi di assorbenti igienici all&#8217;anno. Se si considerano poi gli ingombranti imballaggi<span id="more-2706"></span> in plastica delle confezioni di assorbenti&#8230; Ce n&#8217;è da mettersi le mani nei capelli.</p>
<p>La coppa mestruale si rivela così un prodotto assolutamente ecologico ed anche economico, visto che può durare anni e il suo prezzo si aggira tra i 20 e i 30 euro circa.</p>
<p>Oltre ad essere ecologica, la coppa mestruale è fabbricata in materiali ipoallergenici (al contrario dei normali assorbenti e tamponi, non ha mai causato shock tossici), può essere periodicamente sterilizzata e non interferisce con il delicato equilibrio fisiologico della zona vaginale.</p>
<p>La coppetta si inserisce piegata e si apre da sola una volta inserita in vagina. Va svuotata ogni 4-8 ore a seconda dell&#8217;intensità del flusso. Poi basta sciacquarla con acqua tiepida e reinserirla. Un aspetto positivo è che raccoglie solo il sangue e non causa secchezza vaginale.</p>
<p>Per maggiori informazioni visitare i siti:</p>
<p><a title="Fleurcup" href="http://fleurcup.com/default.htm" target="_blank">www.fleurcup.com</a><br />
<a title="Mooncup" href="http://www.mooncup.co.uk/" target="_blank">www.mooncup.co.uk</a></p>
<p>Guarda il video: &#8220;MOONCUP, la geniale coppetta mestruale che ti semplifica la vita. Pratica, comoda, igienica, anallergica. Dura 10 anni e fa bene alla salute, all&#8217;ambiente e al portafoglio&#8221;:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Vfs3HydFkJU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Vfs3HydFkJU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F10%2F05%2Fvivere-ecologico-la-coppa-mestruale-mooncup%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Le virtù della pappa reale.</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 09:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia del rapporto tra le api e l&#8217;uomo risale a decine di migliaia di anni fa. In Spagna, ad esempio, nella caverna chiamata &#8220;Cueva de la Arana&#8221; (Grotta del Ragno) è stato ritrovato un antico dipinto rupestre risalente a 7000 anni fa a.C. che raffigura un apicoltore intento a prelevare un favo di miele. Le [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/23/le-virtu-della-pappa-reale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La storia del rapporto tra le api e l&#8217;uomo risale a decine di migliaia di anni fa. In Spagna, ad esempio, nella caverna chiamata &#8220;Cueva de la Arana&#8221; (Grotta del Ragno) è stato ritrovato un antico dipinto rupestre risalente a 7000 anni fa a.C. che raffigura un apicoltore intento a prelevare un favo di miele.</strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2263" title="pappareale" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/pappareale.jpg" alt="pappareale" width="200" height="200" />Le nozioni che gli antichi avevano sulla società delle api erano approssimative. </p>
<p>Ad esempio, si è creduto per lungo tempo che la Regina, madre di tutte le api dell&#8217;alveare, fosse in realtà un Re e che il miele fosse raccolto già &#8220;pronto&#8221; direttamente dai fiori, visti come dei calici dove l&#8217;ambrosia confluiva direttamente dal cielo. <br />
Il miele era infatti considerato un prodotto sacro che poteva essere generato solo da un Dio.</p>
<p>Le moderne conoscenze sulla società delle api e le sofisticate tecniche di raccolta della Pappa Reale prendono il via dalla scoperta di Langstroth, che nel 1851 constatò che se si lascia uno spazio di 7-9 mm in tutte le parti dell&#8217;alveare le api non attaccano i favi alle pareti e quindi questi possono essere agevolmente estratti dall&#8217;arnia.</p>
<p>Da quel momento in poi le operazioni dell&#8217;apicoltore furono molto facilitate. Solo verso la fine del Settecento si è scoperto che la Pappa Reale era il cibo che le api operaie somministrano alla Regina e solo un secolo dopo si è appreso che era proprio questa sostanza<span id="more-2205"></span> l&#8217;artefice della notevole differenza morfologica, fisiologica e comportamentale tra l&#8217;ape Regina e le api operaie.</p>
<p>Oggi, con l&#8217;evoluzione delle tecniche di produzione e di raccolta e con una ampia serie di indagini scientifiche, è stato possibile decifrare gli innumerevoli benefici e le straordinarie proprietà di questo prodotto naturale.</p>
<p>La pappa reale contiene in media: 4, 5% di grassi; 14, 5% di zuccheri (in gran parte si tratta di glucosio e fruttosio); 13% di amminoacidi  allo stato libero o combinati; 66% di acqua. Contiene anche vitamine (la pappa reale è il prodotto più ricco di vitamina B5 che si conosca in natura), oligoelementi, acetilcolina (fino a 1 mg/g), fattori <a title="Antibiotico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antibiotico"></a>antibiotici.</p>
<p>Ecco alcune delle sue proprietà: Rivitalizzanti generali. Antifatica. Stimolanti la crescita. Antianemiche a livello senile. Eupeptiche, stimolanti l’appetito. Stimolanti l’umore, euforizzanti, equilibranti il sistema neurovegetativo e psichico. Immunomodulatorie (stimolanti l&#8217;apparato immunitario).  Antibatteriche. Epatoprotettive. Antiipertensive. Ipolipemiche.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F09%2F23%2Fle-virtu-della-pappa-reale%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Che ore sono? Ozono meno un quarto&#8230;</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/08/20/che-ore-sono-ozono-meno-un-quarto/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 21:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[city pulse]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[orologio verde]]></category>
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		<category><![CDATA[sensori ambientali]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo bijou di tecnologia, ci si può traformare in paladini dell'ambiente.


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/08/20/che-ore-sono-ozono-meno-un-quarto/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;orologio verde &#8220;City Pulse&#8221; ha un obiettivo semplice: moltiplicare per 1000 il numero di sensori ambientali nelle città facendo partecipare i cittadini stessi alla misurazione dei fattori di inquinamento in modo da creare una città sostenibile.</strong> </p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1582" title="ozono" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ozono1-300x300.jpg" alt="ozono" width="180" height="180" /> Esso è un dispositivo equipaggiato di due sensori (uno per l&#8217;ozono e l&#8217;altro per il rumore). Ha la forma di un orologio e mentre la persona che lo indossa cammina per le strade esso cattura e memorizza informazioni ambientali. </p>
<p>Collegato a un cellulare con connessione Bluetooth, esso invia i dati a intervalli regolari a una piattaforma aperta, Citypulse, che li riceve, immagazzina e rende disponibili in rete, mentre un GPS localizza l&#8217;utilizzatore.</p>
<p>Grazie all&#8217;incrociarsi dei dati di molti utilizzatori potrebbero essere costruite delle carte tematiche delle città in cui si mostrano le misure di inquinamento nei vari quartieri<span id="more-1556"></span> cittadini, da pubblicare poi in rete.</p>
<p>Per ora l&#8217;orologio verde è solo un prototipo ed  è in corso di sperimentazione a Parigi. Già si pensano nuovi sviluppi, nuovi sensori, ad esempio un sensore di polline da dare agli allergici, un sensore di raggi elettromagnetici e così via. Se l&#8217;idea dovesse funzionare, chissà che importante impatto avrebbe sulla lotta all&#8217;inquinamento e sulla nostra salute.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F08%2F20%2Fche-ore-sono-ozono-meno-un-quarto%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Eolico: effetti per la salute?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 13:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Ontario]]></category>
		<category><![CDATA[University di Kingston]]></category>
		<category><![CDATA[Wolfe Island]]></category>

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		<description><![CDATA[Sappiamo che l&#8217;eolico è una tecnologia in grado di trasformare l&#8217;energia cinetica del vento in energia elettrica. Il suo principio di funzionamento è tra i più antichi del mondo. Il vento è una delle principali fonti rinnovabili di energia, ma è sbagliato pensare che l&#8217;eolico sia una tecnologia semplice e poco sofisticata. Esistono tipologie molto [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/13/eolico-effetti-per-la-salute/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Sappiamo che l&#8217;eolico è una tecnologia in grado di trasformare l&#8217;energia cinetica del vento in energia elettrica.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1243" title="eolica2" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eolica2-300x122.jpg" alt="eolica2" width="300" height="122" /> Il suo principio di funzionamento è tra i più antichi del mondo. Il vento è una delle principali fonti rinnovabili di energia, ma è sbagliato pensare che l&#8217;eolico sia una tecnologia semplice e poco sofisticata.</p>
<p>Esistono tipologie molto variegate di aerogeneratori, per dimensioni e capacità. Ma una domanda che forse nessuno si è posto è la seguente: le turbine eoliche possono causare effetti nocivi alla salute? Può sembrare una domanda scontata a cui segue la risposta “no!”, ma alcuni studiosi hanno in mente di approfondire il quesito, proprio per rispondere a questa domanda.</p>
<p>Stiamo parlando dei ricercatori della Queen&#8217;s University di Kingston (Canada) che allo scopo, nei mesi passati, hanno acquisito una serie di dati sullo stato di salute della popolazione di Wolfe Island (Ontario), dove proprio da pochi giorni è entrata in servizio una centrale eolica distante circa 400 metri dalle abitazioni.</p>
<p>L&#8217;importanza dello studio consiste proprio nel fatto che mai fino ad ora si era pensato di esaminare una popolazione che <span id="more-1241"></span>abita vicino a degli impianti eolici; chiaramente sono state raccolte in primis delle dettagliate informazioni prima che questo entri in servizio, in modo da consentire confronti nel tempo scientificamente validi.</p>
<p>&#8220;Ci sono stati casi &#8211; afferma il prof. Neal Michelutti, responsabile della ricerca &#8211; in cui le persone che vivono presso turbine eoliche hanno segnalato effetti sulla salute come insonnia, ansia, nausea e ronzii alle orecchie, solo per citarne alcuni.<br />
<img class="alignright size-medium wp-image-1251" title="eolica" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eolica-221x300.gif" alt="eolica" width="221" height="187" /> Ma aspettiamo dati attendibili prima di fare mille ipotesi&#8221;.</p>
<p>La popolazione presso la centrale di Wolfe Island verrà ora nuovamente studiata questa estate e poi a intervalli regolari su un adeguato arco di tempo. I ricercatori, inoltre, hanno considerato anche la possibilità di sintomi di origine psicosomatica, dovuti, ad esempio, ad avversione preconcetta nei confronti dell&#8217;installazione di macchine eoliche presso le proprie abitazioni.</p>
<p>Per questo motivo nell&#8217;indagine preliminare sono state inserite anche domande dirette ad accertare l&#8217;atteggiamento degli intervistati nei confronti di questa tecnologia. In tal modo, indipendentemente dai risultati sugli aspetti sanitari, lo studio potrà così fornire anche utili consigli su aspetti tecnici legati alla localizzazione delle centrali.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F07%2F13%2Feolico-effetti-per-la-salute%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Frutta e ortaggi « imperfetti » di nuovo in vendita.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[1 luglio]]></category>
		<category><![CDATA[ammaccati]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
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		<category><![CDATA[norma UE]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>

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		<description><![CDATA[Bitorzoluto è bello. E anche bucherellato, acerbo, ammaccato. Dal 1 luglio, infatti, l&#8217;Unione Europea ha azzerato gli standard di vendita del 70% dei prodotti del mercato ortofrutticolo comunitario, vincoli che disciplinavano l&#8217;accesso sul mercato e lo smercio sui banchi di piccola e grande distribuzione. Le norme dell&#8217;Unione europea sulle dimensioni e la forma di numerosi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/03/frutta-e-ortaggi-imperfetti-di-nuovo-in-vendita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Bitorzoluto è bello. E anche bucherellato, acerbo, ammaccato. Dal 1 luglio, infatti, l&#8217;Unione Europea ha azzerato gli standard di vendita del 70% dei prodotti del mercato ortofrutticolo comunitario, vincoli che disciplinavano l&#8217;accesso sul mercato e lo smercio sui banchi di piccola e grande distribuzione.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-1198" title="norme-ue" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/norme-ue-279x300.jpg" alt="norme-ue" width="210"  />Le norme dell&#8217;Unione europea sulle dimensioni e la forma di numerosi ortofrutticoli non saranno quindi più applicate. L&#8217;eliminazione di queste norme costituisce un elemento portante dei suoi sforzi di razionalizzazione e semplificazione della normativa UE e di snellimento di inutili formalità burocratiche. Per dieci tipi di frutta e verdura, fra cui mele, fragole e pomodori, le norme di commercializzazione restano in vigore.</p>
<p>Ma anche per questi dieci prodotti ortofrutticoli gli Stati membri potranno per la prima volta autorizzare i negozi a vendere prodotti fuori norma purché siano etichettati in modo da distinguerli dai prodotti delle categorie extra, I e II. In altre parole, la nuova normativa conferisce alle autorità nazionali la facoltà di autorizzare la vendita di tutti i prodotti ortofrutticoli, indipendentemente dalla loro forma e dimensione.</p>
<p>«Il 1° luglio segna il ritorno sugli scaffali di negozi e supermercati dei cetrioli storti e delle carote nodose» ha dichiarato a questo proposito Mariann Fischer Boel, Commissaria all&#8217;agricoltura e allo sviluppo rurale. «Parlando seriamente, si tratta di un esempio concreto dei<span id="more-1192"></span> nostri sforzi di eliminare adempimenti burocratici inutili. Non abbiamo certo bisogno di legiferare su questo tipo di questioni a livello europeo: molto meglio lasciare quest&#8217;incombenza agli operatori del mercato. Questi cambiamenti significano inoltre che i consumatori saranno liberi di scegliere fra la più vasta gamma possibile di prodotti. È assurdo buttar via prodotti perfettamente commestibili semplicemente perché non hanno dimensioni e forma perfette».</p>
<p>Durante le trattative svoltesi nel 2007 sulla riforma dell&#8217;organizzazione comune del mercato nel settore dei prodotti ortofrutticoli la Commissione si è impegnata a ridurre la burocrazia inutile eliminando una serie di norme di commercializzazione per determinati frutti e ortaggi. Il cambiamento di domani significa che saranno eliminate le norme di commercializzazione per ventisei prodotti: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria witloof.</p>
<p>Saranno mantenute le norme specifiche di commercializzazione per dieci prodotti che rappresentano il 75% del valore degli scambi nell&#8217;Unione europea: mele, agrumi, kiwi, lattughe, pesche e pesche noci, pere, fragole, peperoni dolci, uve da tavola e pomodori. Tuttavia, gli Stati membri possono esentare questi prodotti dall&#8217;applicazione delle norme se sono venduti con un&#8217;etichettatura appropriata. In pratica ciò significa che le mele fuori norma potranno essere vendute in negozio purché provviste di un&#8217;etichetta con la dicitura &#8220;prodotto destinato alla trasformazione&#8221; o una dicitura equivalente.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F07%2F03%2Ffrutta-e-ortaggi-imperfetti-di-nuovo-in-vendita%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>I nuovi detergenti ecologici Lympha.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/06/15/i-nuovi-detergenti-ecologici-lympha/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 22:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commercio Equo e Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione Aiab-Icea]]></category>
		<category><![CDATA[detergenti ecologici]]></category>
		<category><![CDATA[Lympha]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima linea di detergenti equosolidali ed ecologici frutto del lavoro di rete delle organizzazioni di commercio equo e solidale. E&#8217; il frutto di un lavoro di rete e di collaborazione tra varie organizzazioni di commercio equo e solidale del mondo: in Italia la Cooperativa Equomercato, la Cooperativa Sociale Fair, la Cooperativa Sociale Mondo Solidale [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/15/i-nuovi-detergenti-ecologici-lympha/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La prima linea di detergenti equosolidali ed ecologici frutto del lavoro di rete delle organizzazioni di commercio equo e solidale.</strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-815" title="lympha" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/lympha.jpg" alt="lympha" width="260" height="260" />E&#8217; il frutto di un lavoro di rete e di collaborazione tra varie organizzazioni di commercio equo e solidale del mondo: in Italia la Cooperativa Equomercato, la Cooperativa Sociale Fair, la Cooperativa Sociale Mondo Solidale e la Cooperativa Sociale Liberomondo per gli aspetti legati alla produzione, promozione e distribuzione.</p>
<p>In Brasile la cooperativa Coppalj, membro dell&#8217;Associazione Assema, da cui proviene l&#8217;olio di cocco Babaçú; e in India le organizzazioni Sipa e Phalada &#8211; da cui arrivano gli olii essenziali.</p>
<p>L&#8217;elevato valore etico e sociale si concretizza nel sostegno alla lotta delle comunità rurali del Maranhão e nell&#8217;appoggio alla difesa e al rispetto dell&#8217; ambiente e della vita sia in Brasile sia in Italia, grazie alla certificazione biologica e alla vendita al pubblico del prodotto sfuso.</p>
<p>Lympha è anche un prodotto certificato per l&#8217;efficacia dimostrando che &#8220;lavare pulito&#8221; davvero si può.<br />
Tutti i prodotti della linea Lympha sono certificati con il marchio Aiab-Icea;<span id="more-783"></span> Questa certificazione garantisce non solo la biodegradabilità del prodotto ma anche l’origine vegetale di tutte le sostanza utilizzate. </p>
<p>La certificazione Aiab-Icea ha imposto anche la realizzazione di test di efficienza dei prodotti.<br />
I prodotti della Linea Lympha sono stati sottoposti a test prestazionali presso il   laboratorio Lab Test  (Venezia) il quale  ha certificato che la loro capacità di lavaggio è stata pari o superiore ai migliori prodotti sul  mercato. </p>
<p>La tollerabilità cutanea dei prodotti è stata verificata con test di laboratorio dermatologico senza l&#8217;utilizzo di animali, per questo la linea è conforme allo standard internazionale &#8220;Non testato su animali&#8221;, verificato in Italia da ICEA per la Lega Anti Vivisezione (LAV).</p>
<p>Le linee di prodotti in commercio sono: </p>
<p>LYMPHA DETERGENTE BUCATO A MANO E IN LAVATRICE</p>
<p>LYMPHA PIATTI</p>
<p>LYMPHA DETERGENTE LAVAPAVIMENTI E UNIVERSALE PER TUTTE SUPERFICI DURE</p>
<p>LYMPHA DETERGENTE ANTICALCARE PER BAGNO E CUCINA</p>
<p>LYMPHA SAPONE LIQUIDO</p>
<p>I detergenti Bucato mano/lavatrice, Piatti e Pavimenti sono disponibili anche in taniche da 20 Kg per la vendita sfusa.</p>
<p>Per maggiori info visitate il sito<a title="Kympha" href="http://www.lympha.eu/" target="_blank"> www.lympha.eu</a></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F06%2F15%2Fi-nuovi-detergenti-ecologici-lympha%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>La fuliggine minaccia la nostra aria.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 13:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dan greenbaum]]></category>
		<category><![CDATA[fuliggine]]></category>
		<category><![CDATA[Health effects institute]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla luce dei nuovi studi, sembra che la connessione tra le piccole particelle di fuliggine e le morti premature dovute a malattie cardiovascolari sia sempre più evidente. Il tasso di mortalità è in questo senso aumentato per chi v’è esposto. Dan Greenbaum, presidente della associazione no-profit Health Effects Institute, ha affermato che secondo lo studio [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/10/la-fuliggine-minaccia-la-nostra-aria/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Alla luce dei nuovi studi, sembra che la connessione tra le piccole particelle di fuliggine e le morti premature dovute a malattie cardiovascolari sia sempre più evidente. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-739" title="scarico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/1679684.jpeg" alt="scarico" width="176" height="165" /> Il tasso di mortalità è in questo senso aumentato per chi v’è esposto. </p>
<p>Dan Greenbaum, presidente della associazione no-profit Health Effects Institute, ha affermato che secondo lo studio condotto ultimamente su 116 città americane la minaccia di queste particelle non esita ad avanzare. </p>
<p>Addirittura, la percentuale di mortalità per questi motivi è raddoppiata, passando dal 12% al 24%, a causa di una grande varietà di fonti di produzione di particelle fini, come motori diesel, pneumatici di automobili, centrali termoelettriche a carbone e raffinerie di petrolio. Si tratta di una estesa analisi epidemiologica, i cui dati <span id="more-737"></span>si basano su 350.000 persone oltre i 18 anni. </p>
<p>La fuliggine è composta da particelle fini, con diametro inferiore alla trentesima parte di un capello. Già mesi fa la  NASA aveva mostrato l’effetto inquinante di queste emissioni: basti pensare che in Cina si attribuisce proprio ad esse la variazione evidente delle precipitazioni e della temperatura.</p>
<p>Vedremo cosa farà il governo Obama; se esso, come molti sperano, saprà migliorare la situazione, potrà essere un esempio da seguire e ammirare anche per gli altri continenti.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F06%2F10%2Fla-fuliggine-minaccia-la-nostra-aria%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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