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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Produzione biologica</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Chicchi di giustizia in una tazzina di caffè Uciri.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 15:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi molti preferiscono comprare cibi biologici: raramente, però, si sceglie di bere un caffè biologico, eppure il consumo che ne facciamo è davvero alto. Il caffè Uciri è biologico ed in più è equo e solidale. Vediamo la sua storia, ricca di risvolti interessanti. L&#8217;Oaxaca è lo Stato più meridionale del Messico, situato nella parte [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/22/chicchi-di-giustizia-in-una-tazzina-di-caffe-uciri-2/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Oggi molti preferiscono comprare cibi biologici: raramente, però, si sceglie di bere un caffè biologico, eppure il consumo che ne facciamo è davvero alto. Il caffè Uciri è biologico ed in più è <a title="Commercio equo e solidale" href="http://www.equonline.com/" target="_blank">equo e solidale</a>. Vediamo la sua storia, ricca di risvolti interessanti.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/caffè_equo.jpg"><img src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/caffè_equo.jpg" alt="" title="caffè_equo" width="150" height="150" class="alignleft size-full wp-image-12783" /></a>L&#8217;<em><strong>Oaxaca</strong></em> è lo Stato più meridionale del <strong>Messico</strong>, situato nella parte sud-occidentale dell&#8217;Istmo di Tehuantepec.</p>
<p>La sua capitale è <em><strong>Oaxaca de Juárez: </strong></em>questa città ha<em><strong> </strong></em>una chiara impronta coloniale che ne caratterizza piazze, vie acciottolate e case colorate. Gli spagnoli la conquistarono nel 1532, ma la sua storia è molto più antica e risale ai tempi dei popoli dell’antica città di Monte Alban.</p>
<p>La coltivazione del<strong> <a title="Caffè: leggende di dervisci “indiavolati” e capre ballerine." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/22/caffe-dervisci-indiavolati-e-capre-ballerine/" target="_self">caffè</a> </strong>è praticata da oltre un secolo nelle aree montuose di Oaxaca.</p>
<p>Si tratta di un lavoro duro, che spesso risulta poco remunerativo. Il caffè dei piccoli coltivatori viene infatti acquistato ad un prezzo basso (anche solo 0,50 euro al chilo), ancora come chicco da tostare, da<a title="i guadagni degli intermediari" href="http://www.equonline.com/il-caffe/i-guadagni-degli-intermediari/" target="_blank"> intermediari</a> (chiamati &#8220;coyotes&#8221;). Gli intermediari, a loro volta, lo<span id="more-12572"></span> rivendono alle multinazionali, che lo confezionano e lo immettono sul <a title="le vendite a termine" href="http://www.equonline.com/il-caffe/le-vendite-a-termine/" target="_blank">mercato</a> ad un prezzo molto più alto rispetto all&#8217;origine.</p>
<p>Nel 1983 ad Oaxaca qualcosa è cambiato in meglio, anche grazie alla collaborazione di<em><strong> Frans Van der Hoff</strong></em>, teologo ed economista olandese, ideatore del Commercio Equo e Solidale. Le comunità dei <a title="I produttori di caffè equo e solidale" href="http://www.equonline.com/il-caffe/i-produttori-di-caffe/" target="_blank">coltivatori </a>si sono organizzate ufficialmente dando vita all&#8217;Unione delle Comunità Indigene della Regione dell&#8217;Istmo (<em><strong>UCIRI</strong></em>) e nel 1987 hanno iniziato ad esportare autonomamente caffè in Europa avendo come unico intermediario le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale.</p>
<p>La <strong>cooperativa UCIRI </strong>comprendeva inizialmente cinquecento famiglie di indigeni Zapotecos, Mixes e Chontales residenti in tre diversi villaggi. Attualmente l’organizzazione conta migliaia di famiglie, la maggior parte delle quali ha riconvertito le proprie terre alla coltivazione biologica del caffé. I terreni della cooperativa rappresentano<em><strong> </strong></em>attualmente<em><strong> la più ampia estensione al mondo coltivata biologicamente</strong></em>.</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/caffè-uciri.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12765" title="caffè-uciri" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/caffè-uciri.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a> L&#8217;esperienza organizzativa ha aperto ai contadini <strong><em>nuovi orizzonti</em></strong> per migliorare le proprie condizioni di vita e sono nati vari progetti: il passaggio all&#8217;agricoltura biologica (inteso come un ritorno al passato e alla concezione indigena della Madre Terra come fonte di vita da rispettare e trattare con cura); un Centro di Educazione Contadina frequentato dai bambini dei contadini ma anche luogo di formazione professionale sull&#8217;agricoltura biologica; la costruzione di un grande magazzino per gli attrezzi e i macchinari agricoli; la realizzazione periodica di corsi di medicina naturale; la costruzione di case &#8220;vere&#8221; (prima le case dei contadini non avevano pavimento né latrine); il potenziamento dei trasporti (ricordiamo che le piantagioni si trovano in alta montagna) ecc.</p>
<p>Insomma, sono numerosi gli <strong><em>effetti positivi</em></strong> nascosti in una tazzina di caffè Uciri: non soltanto un &#8220;prezzo equo&#8221;, ma anche migliori condizioni di vita dei contadini e delle loro famiglie, azioni di sostegno a progetti di sviluppo economico, commerciale e sociale. E in più, il caffè Uciri è veramente buono!</p>
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		<title>L’unione fa la forza: il fenomeno dei Gruppi di Acquisto Solidale.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 11:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/17/l%e2%80%99unione-fa-la-forza-il-fenomeno-dei-gruppi-di-acquisto-solidale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Un modo alternativo di fare la spesa, lontano dalla grande distribuzione e vicino ai produttori locali: è questa la filosofia dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) che si formano per consumare in modo consapevole e per costruire una rete di solidarietà nei confronti dei piccoli produttori, dell&#8217;ambiente e dei popoli del Sud del Mondo.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gruppi-di-acquisto-solidale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12807" title="gruppi-di-acquisto-solidale" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gruppi-di-acquisto-solidale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La storia dei gruppi d&#8217;acquisto solidali in<strong> <a title="I Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) in Italia." href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/18/i-gruppi-di-acquisto-solidale-gas-in-italia/" target="_self">Italia</a></strong> è iniziata nel 1994 con la nascita del primo gruppo a Fidenza, quindi a Reggio Emilia e in seguito in diverse altre località. Era un periodo di fermento, non a caso si cominciava a parlare seriamente di Commercio Equo e Solidale e di Bilanci di Giustizia.</p>
<p>Nel 1996 venne pubblicata dal<em><strong> Centro Nuovo Modello di Sviluppo</strong></em> la prima &#8220;<strong><em>Guida al Consumo Critico</em></strong>&#8220;, con informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta dei consumatori. L&#8217;ampio elenco di informazioni documentate sul comportamento delle multinazionali contribuì ad aumentare il senso di disagio verso il sistema economico vigente e la parallela ricerca di alternative.</p>
<p>Nel 1997 nacque così la<strong> Rete dei Gruppi d&#8217;Acquisto</strong>, che aveva lo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori e diffondere<span id="more-12591"></span> l&#8217;idea dei gruppi d&#8217;acquisto.</p>
<p>I <strong>GAS</strong> oggi si stanno diffondendo sempre di più in Italia, e ne esistono oggi circa un centinaio. Ma come funzionano? In pratica esistono due aspetti complementari:</p>
<p><strong>1. DISTRIBUZIONE DI BENI ACQUISTATI ALL&#8217;INGROSSO</strong></p>
<p>In un supermercato o in un negozio tradizionale, i prodotti biologici o ecologici hanno prezzi più alti rispetto alla media e provengono da aziende che non conosciamo. La soluzione al problema economico e al problema della &#8220;non-conoscenza&#8221; dell&#8217;origine di ciò che consumiamo sta nel rifornirsi direttamente dal produttore e nell&#8217;acquisto collettivo.</p>
<p>Questo è ciò che succede appunto nei GAS: si fa una spesa collettiva, all&#8217;ingrosso, che viene poi distribuita dal produttore stesso in occasione di un incontro settimanale. I prodotti acquistati dai GAS sono in genere biologici (es. frutta e verdura di stagione) o ecologici (es. saponi, oli essenziali, detersivi).</p>
<p><strong>2. RETE DI SOLIDARIETA&#8217; TRA I MEMBRI DEL GAS</strong></p>
<p>In un GAS i rapporti personali riacquistano importanza e le reti di solidarietà si allargano. L&#8217;essere parte di un gruppo che condivide gli stessi valori porta allo scambio di informazioni, esperienze ed appoggio.</p>
<p>Per spiegare meglio questo concetto, prendiamo ad esempio il <em><strong>GAS di Pisa</strong></em>. I suoi membri vengono automaticamente iscritti in una mailing-list dove passano messaggi di varia natura:</p>
<p>- comunicazioni sulle offerte dei produttori e delle piccole aziende convenzionate</p>
<p>- appuntamenti culturali, conviviali o gite (spesso la destinazione è una azienda agricola fornitrice)</p>
<p>- annunci di lavoro vari</p>
<p>- annunci di regalo di oggetti (ad esempio mobili, vecchi pc, vestiti per bambini&#8230;)</p>
<p>- discussioni su temi politici o di attualità</p>
<p>- varie (ad esempio laboratori di autoproduzione)</p>
<p>Dunque, si vede bene come il fenomeno dei GAS sia veramente rivoluzionario: un gruppo di persone riescono a condurre degli stili di vita alternativi, più attenti all&#8217;ambiente, alle persone.</p>
<p><em>Da qualche mese sono iscritta al GAS pisano: oltre a gustare ogni settimana delle ottime mele biologiche croccanti e sugose, sono riuscita a trovare dei mobili usati ad un prezzo irrisorio per la casa in cui traslocherò, ed ho regalato dei libri per bambini che stavano ingiallendo nel mio ripostiglio.</em></p>
<p><em>Spero di conoscere presto personalmente gli altri membri della rete, e forse l&#8217;avrei già fatto se fossi andata ad una delle frequenti riunioni di gruppo. Ma c&#8217;è tempo, c&#8217;è tempo per iniziare una nuova vita all&#8217;insegna della sostenibilità e della solidarietà.</em></p>
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		<title>Una resistenza casearia per schierarsi dalla parte dei piccoli pastori italiani.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 11:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tempo di crisi i primi a crollare sono i più deboli, i più &#8220;piccoli&#8221;. Oggi stanno vivendo questo dramma i pastori della Sardegna e delle montagne d&#8217;Abruzzo. Per aiutarli, un gruppo di acquisto nazionale organizzato da Slow Food propone a un prezzo equo i loro formaggi. I pastori, che in questi anni hanno ammodernato [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/08/una-resistenza-casearia-per-schierarsi-dalla-parte-dei-piccoli-pastori-italiani/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In tempo di crisi i primi a crollare sono i più deboli, i più &#8220;piccoli&#8221;. Oggi stanno vivendo questo dramma i pastori della Sardegna e delle montagne d&#8217;Abruzzo. Per aiutarli, un gruppo di acquisto nazionale organizzato da Slow Food propone a un prezzo equo i loro formaggi. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fiore_sardo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12434" title="fiore_sardo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fiore_sardo.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I <strong>pastori</strong>, che in questi anni hanno ammodernato gli ovili e costruito caseifici a norma contraendo mutui, protestano: il <strong>prezzo</strong> che ottengono per il loro<strong><em> latte</em></strong>, fermo al livello di trent&#8217;anni fa, non basta neppure a coprire i costi di produzione.</p>
<p>Le <strong>industrie trasformatrici</strong> non intendono pagare un centesimo di più, perché fanno fatica a vendere prodotti fatti con il latte di pecora o capra, e nello stesso tempo importano grandi quantità di latte dall&#8217;Est europeo che ha un prezzo bassissimo.</p>
<p>Il risultato di questa drammatica situazione è che in <strong>Sardegna</strong> i caci si accumulano invenduti nelle stagionature, l&#8217;esportazione è in affanno, il prezzo del latte ha raggiunto i minimi storici (<strong><em>65 centesimi al litro</em></strong>). In <strong>Abruzzo</strong>, invece, molti pastori, stanchi di ricorrere ai mutui e alle anticipazioni delle banche, iniziano a vendere<span id="more-12385"></span> le pecore.</p>
<p>Per dare una speranza a migliaia di piccole aziende è stata ideata una solidale “<strong><em>resistenza casearia</em></strong>”.</p>
<p>Il <strong>gruppo di acquisto nazionale</strong> organizzato da <strong>Slow Food</strong> propone infatti un <em><strong>pacco</strong></em> (dal costo di 110 euro) contenente una forma di <em>Fiore Sardo</em> <em>dei Pastori</em> (Presidio Slow Food) e una forma di <strong><em>pecorino abruzzese</em></strong> del <em>Presidio del Canestrato di Castel del Monte</em> o della<em> Comunità del cibo dei pastori dell&#8217;Appenino Abruzzese e Molisano</em>.</p>
<p>Il <strong>Fiore Sardo </strong>dei Pastori viene prodotto a latte crudo, a ogni mungitura. I pastori vivono in abitazioni vicine agli ovili, spesso a decine di chilometri dalle loro famiglie, e non lasciano mai il gregge incustodito. Il loro latte è lavorato ancora con la lapiolu, una grande caldaia di rame stagnato fatta a campana.</p>
<p>Il <strong>canestrato di Castel del Monte</strong>, abruzzese, è invece il pecorino storico della transumanza, quello che da secoli si produce sui pascoli dell&#8217;Appennino abruzzese, ed è prodotto oggi da alcune aziende del Gran Sasso che lavorano latte proprio e latte raccolto da 17 piccoli allevamenti locali.</p>
<p>La <strong>Comunità del cibo dei pastori dell’Appennino Centrale Abruzzese e Molisano</strong> riunisce invece 12 aziende, di cui molte biologiche, che lavorano esclusivamente latte delle proprie pecore per produrre uno speciale pecorino abruzzese.</p>
<p>Chiunque, da solo o insieme ad un gruppo di amici, potrà partecipare all&#8217;iniziativa dando così un forte  segnale di appoggio a delle persone che, con uno stile di vita duro e sempre più precario, ogni giorno contribuiscono a preservare paesaggi naturali e tradizioni tipiche del nostro Bel Paese. In più, con il vantaggio di poter gustare, o magari regalare a Natale, dei prodotti gastronomici unici al mondo e veramente squisiti.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul progetto visitare il sito<em><strong> <a title="Slow Food" rel="nofollow" href="http://www.slowfood.it/" target="_blank">Slowfood </a></strong></em>o scrivere a <strong><em>infopresidi@slowfood.it</em></strong></p>
<p>Guarda il video: Slow Food e consorzio del fiore sardo</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DlqAboBqvMg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DlqAboBqvMg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F11%2F08%2Funa-resistenza-casearia-per-schierarsi-dalla-parte-dei-piccoli-pastori-italiani%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Sabato 6 e domenica 7 novembre a Firenze si svolgerà la suggestiva “Fiera dei Pastori”.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 08:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Firenze, nel primo fine settimana del mese di novembre, in Piazza SS. Annunziata si svolgerà la “Fiera dei Pastori”, un suggestivo luogo di incontro con genti e mestieri ispirati alla tradizione rurale italiana di un tempo. Nel Trecento e nei secoli successivi era all’inizio di novembre, per il giorno di San Martino, che si [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/28/sabato-6-e-domenica-7-novembre-a-firenze-si-svolgera-la-suggestiva-%e2%80%9cfiera-dei-pastori%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A Firenze, nel primo fine settimana del mese di novembre, in Piazza SS. Annunziata si svolgerà la “Fiera dei Pastori”, un suggestivo luogo di incontro con genti e mestieri ispirati alla tradizione rurale italiana di un tempo. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Fiera-dei-pastori.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12117" title="Fiera-dei-pastori" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Fiera-dei-pastori.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel Trecento e nei secoli successivi era all’inizio di novembre, per il giorno di<strong> San Martino</strong>, che si svolgeva la grande <strong><em>Fiera annuale dei panni di lana</em></strong>.</p>
<p>Per far rivivere questa tradizione l&#8217;associazione fiorentina <strong><em>La Fierucola</em></strong> ha organizzato un evento molto particolare dedicato ai piccoli allevamenti familiari e alle specialità che possono essere prodotte esclusivamente in questo ambito.</p>
<p>Nella <em><strong>&#8220;Fiera dei pastori&#8221;</strong></em> del 2010 saranno mostrate e messe in vendita le produzioni della pastorizia brada di<strong><em> ovini, caprini, bovini </em></strong>e di tutti gli animali il cui allevamento non abbia il fine primario o esclusivo della produzione di carne.</p>
<p>Potrete trovarvi: le <strong>razze ovine locali</strong> in via di estinzione o minacciate che risultino più adatte all’allevamento libero; i <strong>formaggi</strong>, le <strong>ricotte</strong>, i <strong>cagli vegetali</strong>, il <strong>siero</strong>; le <strong>lane<span id="more-12052"></span> </strong>locali cardate e filate artigianalmente; i <strong>manufatti </strong>artigianali in lana.</p>
<p>Non mancheranno gli <strong>strumenti del mestiere</strong>: le forbici per tosare; fusi, aspi, arcolai e filatoi; le attrezzature per la produzione familiare di burro e formaggio, le attrezzature più moderne per la trazione animale; bastoni pastorali, flauti, cornamuse; inoltre saranno decantate poesie improvvisate, maggiolate, etc.</p>
<p>Oggi c’è la convinzione che il mestiere contadino sia solo vestigia di un passato superato. L&#8217;associazione fiorentina <strong><em>&#8220;La Fierucola&#8221;</em></strong>, nata quasi 30 anni fa auspicando una rinascita della ruralità italiana, la pensa diversamente.</p>
<p>Sostiene che l’agricoltura industriale non è &#8220;vera&#8221; agricoltura e non può garantire la qualità degli alimenti; che senza il piccolo podere familiare non può esistere sviluppo rurale; che la produttività totale nel piccolo podere non specializzato è molto maggiore che nelle monoculture industriali e che gli investimenti finanziari per la collettività sono molto più bassi.</p>
<p>Sostiene infine che il <strong>lavoro manuale</strong> con la competenza necessaria è l’elemento fondamentale del lavoro e dell’intelligenza umana e non può in nessun modo essere sostituito.</p>
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		<title>Arrivano l’Eurochocolate e Altrocioccolato: per gustare e conoscere meglio il “cibo degli Dei”.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 15:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/15/arrivano-l%e2%80%99eurochocolate-e-altrocioccolato-per-divertirsi-gustare-e-conoscere-meglio-il-%e2%80%9ccibo-degli-dei%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nei prossimi giorni saranno due gli eventi di rilevanza nazionale dedicati al cioccolato, entrambi nel centro italia: <em>Eurochocolate</em> a Perugia ed <em>Altrocioccolato</em> a Castiglione del Lago</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eurochocolate.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-11755" title="eurochocolate" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/eurochocolate.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <em><strong>primo</strong></em>, di carattere spiccatamente commerciale, ospiterà le più importanti marche di dolciumi ed i più famosi cioccolatieri italiani e stranieri.</p>
<p>Il <em><strong>secondo</strong></em>, più attento a temi ambientali e sociali, offrirà invece assaggi di solo cioccolato equo-solidale.<strong><br />
</strong></p>
<p>Si terrà a Perugia dal<strong> 15 </strong>al <strong>24 ottobre</strong> la diciassettesima edizione di<em> <strong>Eurochocolate</strong>. </em>Avrà come claim &#8220;<em><strong>Zip, Viaggio Lampo nel Cioccolato&#8221;</strong></em> e come logo un mondo (il mondo del cioccolato) chiuso da una zip.</p>
<p>Tutto il centro storico sarà letteralmente invaso da stand dedicati al cacao e molti saranno i gadgeti proposti, ad esempio: <strong><em>Tiramigiù</em></strong>, una confezione con una zip che si apre scoprendo 8 mini tavolette di cioccolato al latte; la <strong><em>ChocoZipBag</em></strong>, la lunga zip che si<span id="more-11614"></span> trasforma in una pratica borsina, da usare come astuccio o porta trucco, una volta gustati i tre prodotti firmati Costruttori di Dolcezze che sono all’interno; la luminosa<em> <strong>ChocoLamp</strong></em>, il <strong><em>ChocoUmbrella</em></strong>, le T-Shirts di tendenza, le <strong><em>ChocoCup,</em></strong> etc&#8230;</p>
<p>Oltre a girovagare per il grande bazar del cioccolato degustando leccornie e facendo <strong>&#8220;<em>shopping gastronomico</em>&#8220;</strong>, i visitatori potranno anche acquistare dei preziosi bijoux in fimo a forma di dolcetto, oppure sottoporsi a golosi trattamenti di benessere. Molti i momenti di svago e &#8220;magici&#8221; proposti: ad esempio il gioco &#8220;<em>Maître Chocolatier per un giorno</em>&#8221; organizzato dalla Lindt o l&#8217;evento &#8220;<em>Luce ai Desideri con Essenza di Natura</em>&#8221; firmato Eridania.</p>
<p>Oltre agli stand dei produttori, ci saranno anche incontri culturali, come quelli di “<em>Eurochocolate World</em>”: il 20 ottobre si terrà la conferenza “<em>In the heart of chocolate: where cocoa meets chocolate</em>”, per sensibilizzare alla costruzione di una filiera del cacao più “sostenibile”, con la partecipazione  di produttori e consumatori.</p>
<p>Uno spazio sarà infine dedicato anche al <a title="Il cioccolato: dalle fave di cacao ai benefici per la salute." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/20/il-cioccolato-dalle-fave-di-cacao-ai-benefici-per-la-salute/" target="_self">cioccolato</a> del commercio equo e solidale certificato da <strong><em>Fair Trade Italia: </em></strong>in piazza Matteotti si potranno infatti acquistare prodotti solidali di Alce Nero, Icam, Maestrani, Zotter, Feed Your Imagination e i cantucci al cioccolato di Scapigliati.</p>
<p>Molto meno &#8220;<em>glamour</em>&#8220;, ma con un ricco <strong>programma culturale, </strong>sarà invece l&#8217;evento di <em><strong>Altrocioccolato</strong></em>, che si svolgerà a Castiglione del Lago dal <strong>15</strong> al <strong>17 ottobre</strong> e che avrà come tema centrale la<em> biodiversità</em>.</p>
<p>Nella mostra mercato del centro storico si potranno degustare ed acquistare prodotti equosolidali, artigianali ed alimentari biologici e a km 0.  Nelle piazze e nei teatri saranno inoltre ciclicamente proiettati film e documentari &#8220;impegnati&#8221;, tra cui: il film &#8220;<em>Welcome</em>&#8221; di Philippe Lioret; il film &#8220;<em>Terra Madre</em>&#8221; di Ermanno Olmi; il film &#8220;<em>Miral</em>&#8221; di Julian Schnabel.</p>
<p>Si potranno visitare mostre artistiche di quadri,  fotografie, e addirittura Batik del Burkina Faso. Nei momenti di relax serale, riecheggeranno per le vie le note di numerosi concerti dal vivo.</p>
<p>Con l&#8217;evento “<strong><em>Venti in-Versi</em></strong>”, curato in collaborazione con l’associazione non profit Arbit  e i Club Velici del Trasimeno, saranno offerte delle gite gratuite in barca a gruppi di pazienti psichiatrici, che potranno in tal modo godere delle bellezze del Lago con i loro tempi e le loro sensibilità.</p>
<p>Sabato sarà la giornata più densa di eventi. Le vie della città saranno animate da un <strong><em>Festival di musica itinerante e arte di strada</em></strong>. La mattina  in particolare si terrà il convegno: &#8220;<strong><em>Biodiversità e sovranità alimentare, il commercio equo e solidale per il diritto al cibo</em></strong>&#8220;  in cui interverranno personalità del mondo del commercio equo e della tutela dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Tra loro, ricordiamo a titolo di esempio: Enrico Reggio, Vice Presidente di Altromercato; Maurizio Gubbiotti, Direttore del Dipartimento Internazionale Legambiente; Francesco Ferrante, Senatore della Repubblica e componente della Commissione Ambiente, Territorio e Beni Ambientali; Pietro Raitano, Direttore di Altraeconomia.</p>
<p>A questo punto, sta a voi scegliere l&#8217;<em><strong>evento</strong></em> più vicino ai vostri gusti e alla vostra sensibilità: buon divertimento!</p>
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		<title>Torino, 21-25 ottobre: quarta edizione di Terra Madre, per la salvaguardia delle tradizioni locali e della biodiversità.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 20:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Torino dal 21 al 25 ottobre 2010, in concomitanza con il Salone Internazionale del Gusto, avrà luogo la quarta edizione dell’incontro mondiale della rete di Terra Madre. Questo speciale evento riunirà, per cinque giorni, oltre 5.000 tra rappresentanti di comunità indigene, agricoltori, allevatori, cuochi, docenti e musicisti provenienti da tutto il mondo. Terra Madre [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/13/torino-21-25-ottobre-quarta-edizione-di-terra-madre-per-la-salvaguardia-delle-tradizioni-locali-e-della-biodiversita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>A Torino dal 21 al 25 ottobre 2010, in concomitanza con il Salone Internazionale del Gusto, avrà luogo la quarta edizione dell’incontro mondiale della rete di Terra Madre.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/terramadre.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-11538" title="terramadre" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/terramadre.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a>Questo <strong><em>speciale evento</em></strong> riunirà, per cinque giorni, oltre 5.000 tra rappresentanti di comunità indigene, agricoltori, allevatori, cuochi, docenti e musicisti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p><strong>Terra Madre</strong> è un progetto concepito da <strong><em>Slow Food</em></strong>, il cui motto è “<em>mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico</em>”.<br />
Esso è nato per dare voce ai piccoli contadini, ai pescatori e agli allevatori di tutto il mondo e per far capire all&#8217;opinione pubblica che  il loro lavoro  è prezioso sia per conservare le <strong><em>tradizioni locali</em></strong> sia per <strong><em>salvaguardare la biodiversità</em></strong> sul pianeta.</p>
<p>I principali scopi perseguiti in questa ambiziosa iniziativa  sono preservare, incoraggiare e promuovere metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la<span id="more-11469"></span> natura, il paesaggio, la tradizione.</p>
<p>I primi nodi di questa rete sono state le <strong><em>comunità del cibo</em></strong>, cui si sono aggiunti in seguito i cuochi e i rappresentanti del mondo accademico. Le comunità del cibo sono gruppi di persone che producono, trasformano e distribuiscono cibo di qualità in maniera sostenibile e sono fortemente legate a un territorio dal punto di vista storico, sociale e culturale.</p>
<p>In genere il loro stile di vita è minacciato dall&#8217;espansione dell’agricoltura intensiva che danneggia le risorse naturali e dall&#8217;industria alimentare di massa che mira all’omologazione dei gusti e mette in pericolo l’esistenza stessa delle piccole produzioni.</p>
<p>La rete di Terra Madre è stata lanciata nel 2004 a Torino: il primo incontro ha radunato 5000 produttori da 130 paesi attirando così l’attenzione dei media sulle loro problematiche. Nel 2006 la seconda edizione dell’incontro internazionale ha coinvolto anche 1000 cuochi consapevoli del loro ruolo di promozione nei confronti dei produttori di qualità, e 400 ricercatori e accademici che hanno discusso per riavvicinare la teoria alle buone pratiche.</p>
<p>La <strong><em>quarta edizione</em></strong> dell’incontro mondiale della rete di Terra Madre si svolgerà tra pochi giorni a Torino, in concomitanza con il Salone Internazionale del Gusto. Fra le <strong>novità </strong>del 2010 ci sarà il tema della salvaguardia delle etnie, delle lingue autoctone e della valorizzazione dell’oralità e della memoria: nella<strong> <em>giornata di apertura</em></strong> i rappresentanti di alcune tra le più significative comunità indigene del mondo (americane, asiatiche, africane ed europee) pronunceranno i discorsi cerimoniali nella loro lingua madre.</p>
<p>La <strong><em>seconda giornata</em></strong> sarà dedicata in particolare all’approfondimento di otto temi cruciali per il futuro dell’agricoltura e del pianeta (dalla biodiversità alle energie rinnovabili all’educazione, alle conoscenze tradizionali). Nella <strong><em>terza</em></strong>, invece, si svolgeranno gli incontri regionali delle comunità.</p>
<p>In occasione della <strong><em>chiusura</em></strong> ufficiale di Terra Madre sarà presentato il <em><strong>documento sulle politiche alimentari e la sostenibilità,</strong></em> con le proposte della rete per un futuro sostenibile.</p>
<p>Tra la seconda e la quarta giornata dei lavori i delegati potranno seguire più di 70 <em><strong>Laboratori della Terra</strong></em>, in cui  i pescatori, gli allevatori, gli agricoltori, i ricercatori e i cuochi discuteranno di vari temi legati all&#8217;agricoltura sostenibile e al futuro delle risorse, scambieranno esperienze ed avanzeranno proposte.</p>
<p>Durante i giorni dell’evento ci saranno postazioni fisse per ricevere informazioni e presentare i progetti legati all’educazione del gusto (orti, progetti con le mense…), alla biodiversità (Presìdi e Mercati della Terra) e per organizzare, nella propria comunità o nel proprio paese, il <strong>Terra Madre Day</strong>, la cui seconda edizione si terrà il 10 dicembre 2010. Uno spazio importante sarà infine dedicato alla <strong><em>rete dei giovani di Terra Madre</em>.</strong></p>
<p>Anche il pubblico potrà partecipare,  previa iscrizione on-line, a vari momenti dell&#8217;evento: le cerimonie di apertura e chiusura (al Pala Olimpico Isozaki, per tutti), i laboratori della terra e le conferenze (all&#8217;Oval o nella sala Avorio del vicino Lingotto, solo per i visitatori del Salone del Gusto).</p>
<p>Per maggiori info visita il sito <a title="Terra Madre" href="http://www.terramadre.info/" target="_blank">Terra Madre</a>.</p>
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		<title>Intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli, socio fondatore, amministratore e gelatiere della Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli di Pisa (1° parte).</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 22:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli di Pisa è una gelateria di grandissimo pregio la cui idea portante è quella di produrre gelato artigianale usando materie prime di alta qualità, con una particolare attenzione alla produzione biologica e locale e alla sostenibilità ambientale. Molte sono le caratteristiche che rendono questa gelateria unica nel suo genere: [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%e2%80%99-coltelli-di-pisa-1%c2%b0-parte/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La <em>Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli</em> di Pisa è una gelateria di grandissimo pregio la cui idea portante è quella di produrre gelato artigianale usando materie prime di alta qualità, con una particolare attenzione alla produzione biologica e locale e alla sostenibilità ambientale. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8261" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/De-Coltelli.jpg" alt="De'-Coltelli" width="150" height="170" />Molte sono le caratteristiche che rendono questa gelateria unica nel suo genere: l&#8217;uso dei pozzetti al posto delle vaschette espositrici, il design semplice e al tempo stesso moderno del negozio, il continuo variare dei gusti proposti di settimana in settimana e la loro assoluta unicità data da ricette che cambiano sempre.</p>
<p>Le deliziose creme, i freschi gelati alla frutta e le succose granite trasportano chi li degusta in un viaggio fantastico che parte dai piccoli produttori locali del pisano e del lucchese, passa dal Parco Naturale di San Rossore Migliarino e Massaciuccoli, continua sorvolando le Langhe e la Sicilia ed approda dolcemente in Centro America e Tahiti.</p>
<p>La gelateria De&#8217; Coltelli è con ogni probabilità la più popolare e amata dagli abitanti di Pisa, ed è diventata una tappa obbligatoria per ogni turista che visiti la città della torre<span id="more-8216"></span> pendente.</p>
<p><strong>Vi proponiamo perciò con grande onore un&#8217;intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli, uno dei soci fondatori del negozio e attuale gestore dell&#8217;attività, oltre che gelatiere. </strong></p>
<p><strong>Prima di aprire questa gelateria cosa facevi nella vita?</strong></p>
<p><em>Dapprima mi sono &#8220;parcheggiato&#8221; a biologia, ma a quattro esami dalla laurea ho deciso che laurearmi non mi interessava più. Per una decina d&#8217;anni ho allestito e gestito ristoranti: prima il Cagliostro, poi un ristorante a Lucca, infine La Mescita a Pisa. </em></p>
<p><em>Nel frattempo mi sono occupato di vini e lo faccio tuttora come secondo lavoro: sono agente per alcuni produttori e vendo vini a grossisti e ristoranti. Ho anche lavorato in una serie di organizzazioni che gestivano eventi sul cibo come l&#8217;Eurochocolate a Perugia. </em></p>
<p><strong>Parliamo del negozio. Una cosa che si nota subito è che mancano le vaschette espositrici a cui i clienti sono di solito abituati. Ci sono invece dei pozzetti in metallo con un coperchio che impedisce di vedere il gelato. Ci spieghi il motivo di questa scelta?</strong></p>
<p><em>I pozzetti sono a immersione, refrigerati in un bagno di glicole. Li usiamo per vari motivi: il gelato si conserva meglio perché non viene esposto all&#8217;aria e alla luce; la temperatura è più costante e se per un guasto andasse via la corrente elettrica il sistema di refrigerazione continuerebbe a funzionare per qualche ora. C&#8217;è un notevole risparmio energetico e, anche esteticamente, i pozzetti mi piacciono molto: tra l&#8217;altro rappresentano un ritorno a quella che era l&#8217;antica gelateria tradizionale. </em></p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-8291" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Gelateria-De-Coltelli.jpg" alt="Gelateria-De'-Coltelli" width="180" height="180" />Chi ha creato gli arredi della struttura?</strong></p>
<p><em>Il progetto è dell&#8217;architetto Massimo Scolaro; delle luci si è occupato il tecnico Andrea Nardi; le foto le ha scattate il bravissimo fotografo pisano Massimo Lenzo. </em></p>
<p><strong>Quali sono, se ce ne sono, gli accorgimenti tecnici per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale?</strong></p>
<p><em>Lavorando solo d&#8217;estate il riscaldamento non lo accendiamo. Le macchine purtroppo vanno ad energia elettrica: non avendo un tetto non è possibile installare i pannelli solari. Avendo lo spazio si potrebbe utilizzare una torre di raffreddamento per l&#8217;acqua, consente di risparmiare acqua e avere a disposizione acqua calda senza necessità di scaldabagno. Purtroppo è un accorgimento che in questo laboratorio non siamo in grado di installare. Facciamo però la raccolta differenziata. </em></p>
<p><em>Ti racconto una cosa divertente! Quando abbiamo aperto, abbiamo chiesto un bidone dell&#8217;organico alla Geofor (</em>n.d.r. azienda che gestisce i rifiuti in territorio pisano<em>) per gli scarti della frutta, i fondi del caffè e i gusci delle uova  (usiamo infatti uova fresche di galline allevate a terra, nutrite con mangime OGM free certificato) e dall&#8217;azienda ci hanno risposto: &#8220;Ma le gelaterie l&#8217;organico non lo devono avere!&#8221;. Ai tempi eravamo i primi gelatai ad avere richiesto il bidone dell&#8217;organico. </em></p>
<p><strong>I gusti che proponete contengono ingredienti molto particolari: prodotti equo-solidali, prodotti tipici e biologici e prodotti di altissima qualità. Da cosa sono dettate queste scelte? Ci puoi raccontare come mai avete deciso di inserire ingredienti del commercio equo e solidale?</strong></p>
<p><em>Qualche anno fa, quando c&#8217;è stato il boom del gelato artigianale, la tendenza generale era di fare delle vetrine che esponevano vaschette gelato molto barocche, colorate e ridondanti, decorate con salse e biscottini vari. Si proponevano gusti strani che non avevano niente a che vedere con quello che si mangiava: ad esempio il gusto puffo. Insomma, il gelato artigianale era ed è tuttora spesso molto gonfio, vistoso ma prodotto con poca attenzione al sapore. </em></p>
<p><em>Nella nostra gelateria la filosofia è un&#8217;altra, le cose più importanti per noi sono la bontà e la genuinità del gelato, perciò le scelte negli ingredienti dipendono soprattutto dal fatto che conta molto la qualità della materia prima. </em></p>
<p><em>Per quello che riguarda i prodotti del commercio equo, a contattarci è stata una ragazza del Chicco di Senape (n.d.r. Bottega del Mondo di Pisa), Gigliola. Ci eravamo già avvicinati al Chicco di Senape al momento dell&#8217;apertura ma, allora, non era stato possibile collaborare perché la bottega non importava ancora ancora la frutta fresca. </em></p>
<p><em>Ora invece stiamo usando banane, ananas, mango e zucchero Mascobado. Il Mascobado è uno zucchero particolare che mi piace molto (lo uso anche a casa) ma ha un vantaggio-svantaggio: un sapore forte, vagamente simile alla liquirizia, dato dai grani di melassa. A seconda del gelato che fai, questo condiziona troppo il sapore: perciò abbiamo creato un gusto a parte, usando zucchero Mascobado e cioccolato De Bondt (dal sapore forte), e il prodotto piace. </em></p>
<div id="attachment_8282" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-8282" title="gelati artigianali" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gelati-artigianali-300x300.jpg" alt="Foto di Massimo Lenzo" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Foto di Massimo Lenzo</p></div>
<p><em><strong>Ci puoi parlare del gelato alla frutta?</strong></em></p>
<p><em>Nel gelato alla frutta usiamo frutta, acqua e due tipi di zucchero. L&#8217;addensante impiegato è la farina di carrube; in più stiamo provando l&#8217;inulina, una fibra naturale, per riuscire a dare al gelato una struttura migliore. L&#8217;unico ingrediente che ha sapore è la frutta: se non ce la mettiamo buona il gelato non viene buono.</em></p>
<p><em>In genere la frutta del mercato è raccolta quando non è ancora matura perché deve avere una shelf-life (</em>n.d.r. durata di conservazione<em>) sufficiente a garantirne la sopravvivenza fino al momento in cui viene venduta (le varie tappe sono trasporto, consegna, grossisti, mercati generali, banchi della frutta). Il problema è che così le qualità organolettiche sono più scarse. </em></p>
<p><em>Perciò preferiamo che la frutta ci venga portata direttamente dal produttore che la coglie quando è al giusto livello di maturazione. Viene poi lavorata nel nostro laboratorio in giornata e diventa gelato il giorno dopo, dopo essere stata messa a macerare in zucchero e limone. Così facendo rispettiamo il più possibile anche il chilometro zero (solo in casi particolari usiamo frutta non a chilometro zero, ad es. la frutta esotica tropicale del commercio equo o la frutta del mercato se quella dei produttori locali non è disponibile). </em></p>
<p><em>Una cosa interessante è che forse collaboreremo con la facoltà di Agraria dell&#8217;Università di Pisa che ha messo su delle coltivazioni sperimentali di frutte antiche. Nell&#8217;estate ci piacerebbe vendere per 40 giorni gelato all&#8217;albicocca: ogni settimana, però, proporremmo una varietà diversa a seconda del relativo momento di maturazione. </em></p>
<p><em>In questo modo potremmo avere un gelato sempre molto buono e la gente capirebbe che anche all&#8217;interno di una frutta semplice si può avere una quantità incredibile di variabili sia organolettiche sia di colore. </em></p>
<p>Per continuare a leggere l&#8217;intervista cliccare <a title="2 parte intervista" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%E2%80%99-coltelli-di-pisa-2%C2%B0-parte/" target="_self">qui</a>.</p>
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		<title>Intervista esclusiva a Gianfrancesco Cutelli, socio fondatore, amministratore e gelatiere della Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli di Pisa (2° parte).</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 22:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8272" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gelateria-De-Coltelli-150x150.jpg" alt="gelateria-De'-Coltelli" width="150" height="150" /><strong>Nella preparazione dei gelati usate acqua di rubinetto o imbottigliata?</strong></p>
<p><em>Per un po&#8217; di tempo abbiamo usato l&#8217;acqua minerale Panna (un&#8217;acqua toscana per rispettare il chilometro zero) perchè l&#8217;acqua dell&#8217;acquedotto aveva un sapore cattivo. In seguito, siccome non ci piaceva l&#8217;idea di usare l&#8217;acqua in bottiglia, abbiamo comprato un addolcitore per la durezza dell&#8217;acqua e due filtri per la qualità da applicare all&#8217;acqua del rubinetto.</em></p>
<p><strong>Ci puoi parlare delle creme?</strong></p>
<p><em>Le creme sono fatte con latte, uova, zucchero e gli ingredienti che differenziano il sapore: zafferano, noce, pistacchio, cioccolato, mandorle etc&#8230; Alcuni prodotti vengono da lontano per una questione di qualità, infatti l&#8217;attenzione è più verso la qualità del prodotto che usiamo che verso il chilometro zero. </em></p>
<p><em>Per il caffè utilizziamo in maniera alternativa quello del torrefattore di Livorno &#8220;Le piantagioni del caffè&#8221; e quello del torrefattore &#8220;Trinci&#8221; di Buti (che lavora caffè equo e solidale<span id="more-8235"></span> del Guatemala). </em></p>
<p><em>La vaniglia viene dalla Francia ed è vaniglia di Tahiti, la più pregiata e cara, infatti può costare anche 300 euro al kg. La prendiamo 2 volte l&#8217;anno e arriva sottoforma di baccelli &#8220;cicciuti&#8221; contenenti i semini che danno il sapore: quando trovi i semini neri in un gelato alla vaniglia vuol dire che è fatto veramente con la vaniglia, altrimenti è fatto probabilemte solo con le essenze. </em></p>
<p><em>I pistacchi ci arrivano dalla Sicilia, la liquirizia ci arriva dalla Calabria ed è quella di Amarelli. Lo zafferano viene da San Miniato: i pistilli vanno raccolti a mano, per raccoglierne un grammo ci vuole una vita! </em></p>
<p><strong>Hai mai proposto gusti salati?</strong></p>
<p><em>Per fare il gelato salato bisogna usare in ogni caso lo zucchero, altrimenti la struttura non tiene (in genere si aumenta la percentuale di destrosio, poco dolce ma dal retrogusto particolare che condiziona, anche se lievemente, il sapore del gelato): quindi solo se la base è già dolciastra, come peperone o zucca, il gelato viene bene. Di gelati salati ne abbiamo fatti alcuni, ad esempio all&#8217;olio, al peperone o al pomodoro, però solo in maniera saltuaria.</em> <div id="attachment_8276" class="wp-caption alignright" style="width: 230px"><img src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gelato-naturale-300x300.jpg" alt="Foto di Massimo Lenzo" title="gelato-naturale" width="200" height="200"  class="size-medium wp-image-8276" /><p class="wp-caption-text">Foto di Massimo Lenzo</p></div></p>
<p><strong>Adesso mancano solo le granite. Come le fate?</strong></p>
<p><em>Le facciamo seguendo la tradizione siciliana. Fuori dalla Sicilia la granita è solo ghiaccio tritato con sciroppo ed è a scaglie molto grosse. La vera granita siciliana, invece, ha una struttura molto fine simile alla neve fresca e viene fatta con frutta, acqua e zucchero. Ci possono essere varianti, come la granita al pistacchio che fa mio fratello</em> (n.d.r. gelatiere nel laboratorio De&#8217; Coltelli) <em>o la granita alla cioccolata che fa De Bondt, ma le granite tradizionali sono: mandorla, caffè, gelso e vari tipi di frutta.</em></p>
<p><strong>E la tipica granita alla menta?</strong></p>
<p><em>E&#8217; un mito da sfatare! In Sicilia la granita alla menta viene fatta solo per i turisti: i siciliani non la mangiano e poi non è certo verde. </em></p>
<p><strong>Cosa pensi di Grom, progetto di gelateria artigianale che aspira ad essere il &#8220;migliore del mondo&#8221;? </strong></p>
<p><em>I ragazzi hanno avuto un vantaggio pubblicitario impressionante quando hanno aperto a Torino sia grazie a Slow Food sia grazie alla stampa, e sono stati favoriti dai torinesi che hanno una mentalità aperta e fanno le code davanti alle gelaterie anche in inverno. </em></p>
<p><em>La loro idea è molto bella, hanno un approccio al gelato simile al nostro anche se su scala più grande, ma, per certi aspetti, ci sarebbe da discutere sulla realizzazione. In pratica siamo partiti insieme, loro però oggi hanno 26 negozi e noi solo uno, e lo dico con invidia: infatti mi piacerebbe aprire altre gelaterie ed avere soprattutto un laboratorio più grande per i miei esperimenti!</em></p>
<p><strong>Diresti qualcosa in particolare a chi volesse aprire una gelateria?</strong></p>
<p><em>Una cosa molto importante da dire è che c&#8217;è una grossa confusione tra il gelato artigianale e ciò che viene spacciato per tale: putroppo ancora oggi a livello legislativo non esistono dei requisiti precisi per definire un vero gelato artigianale. </em></p>
<p><em>La maggior parte delle gelaterie utilizza i semilavorati, che servono ad avere un prodotto costante. Comprando la pasta aromatizzata il gelato è sempre lo stesso: non c&#8217;è bisogno di procurarsi la frutta, lavarla, sbucciarla, frullarla, preparare la miscela. Noi facciamo diversamente, e a me sembra che il sapore sia migliore. </em></p>
<p><strong>Ti sei mai ispirato a qualcuno? </strong></p>
<p><em>No. Però quando ho avviato l&#8217;attività mi sono fatto aiutare da Francesco Lazzara, un grande gelatiere siciliano che ho conosciuto al Salone del Gusto di Slow Food e che ci ha insegnato a fare soprattutto le granite, e da Palmiro Bruschi, un gelatiere di San Sepolcro che ho conosciuto a Eurochocolate  e che è stato il primo campione italiano in gelateria.</em></p>
<p><strong>Da bambino quale gelato ti piaceva?</strong><em></em></p>
<p><em>La granita. Ho aperto la gelateria perché volevo mangiare la granita a colazione, e non c&#8217;era nessuno che la facesse.</em></p>
<p><strong>Qual è il problema principale quando si gestisce una gelateria? </strong></p>
<p><em>Il problema è che lavoriamo soltanto 5 mesi all&#8217;anno, 2 mesi e mezzo siamo chiusi e poi si &#8220;lavoricchia&#8221;. Il sogno sarebbe: aprire una filiale ai Caraibi !!!</em></p>
<p><strong>La più grande soddisfazione che ti dà la gelateria?</strong></p>
<p><em>Abbiamo una grandissima frequentazione di mamme coi bambini e siamo consigliati da un paio di pediatri pisani. E&#8217; la cosa che mi dà più soddisfazione. </em></p>
<p><strong>Quali sono i prossimi eventi in cui sarete coinvolti?</strong></p>
<p><em>Al momento non ci sono eventi in vista. Ogni tanto, però, facciamo qualche degustazione comparata per le scuole: facciamo assaggiare ai bambini gli stessi gusti comprati nei negozi della grande distribuzione e fatti da noi (in genere cioccolato, panna e altri due gusti). Leggiamo loro la lista degli ingredienti in entrambi i casi, spiegando la funzione di ogni sostanza: in questo modo imparano molte cose.</em></p>
<p>L&#8217;<a title="La mia prima intervista" href="http://www.okracconti.com/2010/05/20/la-mia-prima-intervista-ossia-la-scoperta-del-registratore-digitale/" target="_blank">intervista</a>, devo ammetterlo, è stata decisamente gustosa. Gianfrancesco mi ha accolto con una energica stretta di mano e, nelle due ore e mezzo dell&#8217;intervista, mi ha offerto assaggi di ogni gusto di gelato: mela al gelsomino, ananas, pera, cioccolato&#8230; Ho annusato i baccelli della vaniglia di Tahiti e i pistilli dello zafferano di San Miniato, e mi sono persa in una granita alle fragole con panna fresca. Grazie, Gianfrancesco Cutelli.</p>
<p>Elisa Carletti</p>
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		<title>BioEco Soleil, i primi prodotti solari biologici ed equo solidali.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 11:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A maggio arriverà sul mercato la prima linea di prodotti solari che unisce ingredienti biologici e criteri di produzione equo solidali. La linea di prodotti solari bio-solidali &#8220;Esprit Equo&#8221; sarà distribuita da Commercio Alternativo (centrale di distribuzione dei prodotti del commercio equo e solidale) e sarà acquistabile nelle Botteghe del Mondo (oltre che online dal [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7199" title="BioEco-soleil" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/BioEco-soleil-150x150.jpg" alt="BioEco-soleil" width="150" height="150" />La linea di prodotti solari bio-solidali &#8220;Esprit Equo&#8221; sarà distribuita da Commercio Alternativo (centrale di distribuzione dei prodotti del commercio equo e solidale) e sarà acquistabile nelle Botteghe del Mondo (oltre che <a title="Esprit Equo" rel="nofollow" href="http://www.commercioalternativo.it/cosmetici.asp?cod=9503" target="_blank">online</a> dal sito di Commercio Alternativo) e nei negozi Naturasì.</p>
<p>La nuova linea di creme solari si compone di quattro tipi di prodotti: latte solare a bassa, media ed alta protezione e latte doposole (BioECO SOLEIL latte solare SPRAY SFP6, BioECO SOLEIL latte solare SFP15, BioECO SOLEIL latte solare SFP30 e BioECO SOLEIL latte doposole all&#8217;olio di Argan).</p>
<p>La linea Esprit Equo vanta la certificazione ICEA, organismo che ha stilato un Disciplinare per i Cosmetici Bio Ecologici (certificazione di Bio Eco Cosmesi AIAB) che prende a riferimento l’esperienza di altri paesi europei e che si propone di tracciare delle regole<span id="more-7194"></span> fondamentali per questo settore garantendo il consumatore sulla qualità dei prodotti.</p>
<p>I prodotti di Bio Eco Cosmesi si caratterizzano per: l’utilizzo di materie prime vegetali provenienti da agricoltura biologica nella maggior quantità possibile; l’impiego di materie prime a basso impatto ambientale; il divieto di uso di sostanze di derivazione sintetica e petrolifera (conservanti, emulsionanti e fragranze sintetici, derivati del petrolio). A tal proposito è stata definita una lista di 1800 sostanze il cui uso è stato vietato.</p>
<p>Ed ancora: l’utilizzo, quando possibile, di imballaggi con materie prime rinnovabili, riciclabili (vetro e PET, quando necessario l’uso della plastica); le indicazioni chiare sugli ingredienti e sulle inerenti funzionalità, che devono essere dimostrate da analisi specifiche o prove bibliografiche.</p>
<p>Inoltre la linea Esprit Equo utilizza materie prime prevalentemente provenienti da progetti di commercio equo e solidale. Il commercio equo e solidale garantisce: che le materie prime utilizzate siano pagate ad un prezzo equo, stabilito direttamente dai piccoli produttori, che le relazioni commerciali siano durature per permettere uno sviluppo a lungo termine delle comunità coinvolte.</p>
<p>Ed infine, ma prima di tutto, il rispetto della sostenibilità ambientale nei processi di lavorazione che è fonte primaria di benessere e continuità del lavoro delle donne e degli uomini coinvolti nella produzione.  </p>
<p>A questo proposito, degli ingredienti della composizione dei prodotti solari, sei sono certificati Fairtrade: in particolare, il burro di Karitè del Burkina Faso, l&#8217;olio di Noci dell&#8217;Amazzonia del Perù, il miele del Nicaragua, l&#8217;olio di oliva della Palestina, l&#8217;olio di cocco dello Sri Lanka e l&#8217;olio di argan del Marocco.</p>
<p>Inoltre la nuova linea di prodotti solari è dermatologicamente testata, nichel tested, gluten free, non contiene filtri chimici ma viene usato come filtro solare il biossido di titanio (filtro fisico che, a differenza dei filtri chimici, non assorbe i raggi UVA e UVB ma li riflette, rimanendo stabile) e non contiene conservanti; ha tutte le certificazioni di cui sopra, oltre a quella della LAV, che garantisce che non ci siano test dei prodotti sugli animali.</p>
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		<title>Vinissage 2010: vini naturali da uve biologiche e biodinamiche.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 10:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/03/vinissage-2010-vini-naturali-da-uve-biologiche-e-biodinamiche/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Per il quinto anno la città di Asti propone “Vinissage“, la più importante vetrina piemontese sui vini naturali provenienti da agricoltura biologica e biodinamica e soprattutto espressione della “naturalità” della vinificazione.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7149" title="vinissage" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/vinissage-150x150.jpg" alt="vinissage" width="150" height="150" />Il 15 e 16 maggio 2010 tornano ad Asti (Palazzo del Michelerio) i vignaioli che producono vini naturali da uve biologiche e biodinamiche. Più di sessanta espositori, con banchi d&#8217;assaggio che abbinano vini a prodotti tipici; iniziative ed eventi collaterali che hanno rilevanza nazionale ed internazionale.</p>
<p>Questo Salone raduna vignaioli uniti dalla convinzione che la qualità dei vini nasca da una vendemmia sana e da un buon lavoro in vigna, ma che a questo debba far seguito un impegno in cantina basato sul massimo rispetto per la naturalità dell’uva.</p>
<p>Secondo questi tenaci vignaioli la vinificazione deve accompagnare l’uva nella sua trasformazione, utilizzando solo principi fisico-chimici naturali, fortemente convinti che<em> “con dell’uva biologica si può fare del vino industriale, ma che per fare del vino naturale è indispensabile avere delle uve biologiche“ (M. Lapierre)</em>.</p>
<p>I vignaioli presenti a Vinissage presentano vini unici a livello organolettico, che vogliono uscire dall’omologazione dei vini “costruiti” preservando la natura, il territorio e la<span id="more-7145"></span> biodiversità.</p>
<p>Questi vini sono un’autentica espressione del legame e dell’identità tra il vino ed il territorio e non hanno certo la pretesa di essere gli unici vini buoni, hanno però il vantaggio di essere solo uva fermentata e di rappresentare il gusto del loro territorio, del loro vitigno e del vignaiolo che li produce… e parlano senza clamori della loro anima.</p>
<p>Asti e tutto il Piemonte è terra di grandi vini e per questo è giusto anche dare voce a vini meno consueti, ma che contribuiscono ad arricchire il mondo del vino. La presenza ad Asti di tante aziende, provenienti da tutta Italia non può che suscitare l’interessare degli appassionati che vorranno cogliere il “valore aggiunto” presente in questi vini.</p>
<p>In questo Salone è fondamentale la presenza dei vignaioli, per permettere al pubblico di venire a degustare ed anche discutere con chi con grande passione si dedica a questi vini, nel rispetto dell’uva, della natura e dell’uomo.</p>
<p>Insieme a tante aziende vinicole non mancherà la possibilità di acquistare anche altri prodotti  biologici del territorio come marmellate, conserve, cioccolato, salumi,   ed informarsi sull’argomento  presso le postazioni dedicate all’editoria del settore.</p>
<p>Tra le novità di questa edizione c&#8217;è la collaborazione con la CFPP Casa di Carità di Verbania: una onlus che si occupa di formazione professionale e inserimento socio-lavorative di persone svantaggiate.</p>
<p>Ci saranno, inoltre, visite guidate al futuro Museo della Cattedrale, uno dei vanti di Asti intesa come città d&#8217;arte; lezioni di &#8220;cucina con il vino&#8221; curate dalla scuola Gourmet (prenotazione obbligatoria su http://www.scuolagourmet.com) e concerti di musica dal vivo.</p>
<p>Vinissage aspetta con entusiasmo quanti vorranno condividere od anche solo conoscere per curiosità questi vini, offrendo anche la possibilità di continuare la degustazione a casa loro, acquistando bottiglie direttamente dalle aziende presenti.</p>
<p>Il piacere di un momento … può continuare nel tempo e Vinissage vuole offrire l’opportunità di condividere con i suoi vignaioli la loro scelta di vita. Per maggiori info: <a title="Vinissage" href="http://www.comune.asti.it/" target="_blank">Comune Asti</a>.</p>
<p><strong>VINISSAGE 2010<br />
</strong></p>
<p>Salone di vini naturali da agricoltura biologica e biodinamica. Palazzo del Michelerio</p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<p><strong>Sabato 15 maggio</strong></p>
<p>Dalle 15.30 alle 21 Vendita e degustazioni<br />
Ore 17.30 Biodiversità, &#8221; naturalità&#8221;, economia carceraria&#8230;<br />
ce ne parlano Emilia Patruno, giornalista di Famiglia<br />
Cristiana e direttrice de &#8221; Il due&#8221; net -magazine di San<br />
Vittore, Annarita Biolati di Banda Biscotti, Giovanni Camocardi di Officina Enoica, Marco Serventi<br />
Vicepresidente di Demeter Italia, coordinati da Marco  Arturi, giornalista<br />
A seguire degustazione di &#8220;i vini biodinamici® &#8221; e formaggi piemontesi con MicheleCorti &#8211; Associazione Ruralpina e Leonello Anello agronomo biodinamico<br />
dalle 19,30 musica con &#8221; Street Parade dixie band&#8221;</p>
<p><strong>Domenica 16 maggio<br />
</strong><br />
Dalle 10.30 alle 20 Vendita e degustazioni<br />
Ore 12 Aperitivo e presentazione del sedano dorato astigiano DE.CO.<br />
Ore 16 Visita guidata con l&#8217;architetto Fabrizio Gagliardi allo Spazio San Giovanni all&#8217;interno del futuro<br />
museo diocesano della cattedrale<br />
Ore 17 Degustazione dedicata al Barbera d&#8217;Asti DOCG in collaborazione con l&#8217;ONAV sezione di Asti e<br />
la Provincia di Asti<br />
<strong><br />
INGRESSO AL SALONE   EURO 5,00</strong></p>
<p>Info.  Ufficio Promozione del Territorio<br />
Tel.0141/399526<br />
promoterr@comune.asti.it</p>
<p>Guarda il video di presentazione dell&#8217;edizione Vinissage 2009:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-aSmsy8UZjM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-aSmsy8UZjM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F03%2Fvinissage-2010-vini-naturali-da-uve-biologiche-e-biodinamiche%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>A Pisa dal 4 al 9 maggio è Equi-città: una settimana all&#8217;insegna del Commercio Equo e Solidale.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/04/29/a-pisa-dal-4-al-9-maggio-e-equi-citta-una-settimana-allinsegna-del-commercio-equo-e-solidale/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 18:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commercio Equo e Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Equi-città]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dell'Economia Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale del Commercio Equo]]></category>
		<category><![CDATA[pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 8 maggio 2010 si celebrerà in tutto il mondo la Giornata mondiale del Commercio Equo e Solidale. A Pisa, per l’occasione, la Bottega del Mondo &#8220;Il Chicco di senape&#8221; proporrà un’intera settimana di festosa e gustosa riflessione sui temi del commercio equo. Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale. Esso [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/29/a-pisa-dal-4-al-9-maggio-e-equi-citta-una-settimana-allinsegna-del-commercio-equo-e-solidale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Sabato 8 maggio 2010 si celebrerà in tutto il mondo la Giornata mondiale del Commercio Equo e Solidale. A Pisa, per l’occasione, la Bottega del Mondo &#8220;Il Chicco di senape&#8221; proporrà un’intera settimana di festosa e gustosa riflessione sui temi del commercio equo.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7070" title="Il chicco di senape" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Il-chicco-di-senape.gif" alt="Il chicco di senape" width="160" height="150" />Il <a title="Equonline" href="http://www.equonline.com/" target="_blank">Commercio Equo e Solidale</a> è un approccio alternativo al commercio convenzionale. </p>
<p>Esso infatti non ha come principale scopo il profitto, bensì la promozione di: giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente, consumo critico, educazione, informazione e azione politica.</p>
<p>Ai produttori (contadini e artigiani del Sud del mondo) viene assicurato un compenso equo, ossia in grado di garantire loro un degno tenore di vita, tenendo conto del lavoro impiegato e delle condizioni di vita. In più, i prezzi stabiliti per i prodotti comprendono anche un margine da investire nello sviluppo dell&#8217;attività produttiva e in progetti di solidarietà.</p>
<p>A noi, consumatori del Nord del mondo, viene invece restituito un bene prezioso di cui il mercato mondiale spesso ci priva: il diritto di essere informati su ciò che<span id="more-7033"></span> compriamo, di sapere se dietro un prodotto si nasconde lo sfruttamento dei bambini o la repressione dei diritti sindacali, la discriminazione sessuale o la violazione del diritto alla salute.</p>
<p>Il Commercio Equo, nato negli anni &#8217;40 del secolo scorso, è diventato oggi un movimento globale: oltre un milione di piccoli produttori e lavoratori sono organizzati in più di 3.000 organizzazioni di base con le loro strutture principali in più di 50 Paesi nel Sud del mondo. I loro prodotti sono venduti in migliaia di Botteghe del Mondo (o <span>F</span>air Trade Shops), in supermercati e in molti altri punti vendita nell’emis<span>f</span>ero Sud.</p>
<p>La Giornata mondiale del commercio equo e solidale è una celebrazione internazionale del commercio equo e solidale lanciata dalla World Fair Trade Organization (Organizzazione mondiale del commercio equo e solidale, WFTO). A Pisa, per l’occasione, la Bottega del Mondo <a title="Il chicco di senape" rel="nofollow" href="http://www.chiccodisenape.altervista.org/" target="_blank" >Il Chicco di Senape</a> &#8211; Associazione Cooperazione Nord-Sud proporrà un’intera settimana di gustosi ed interessanti appuntamenti in vari punti della città: cene, aperitivi e merende a base di prodotti del Commercio Equo e Solidale, una mostra fotografica, proiezione di film e dibattiti su temi politici e sociali, un concerto.</p>
<p>Il fine settimana, nei giorni 8 e 9 maggio, l&#8217;associazione sarà inoltre presente alla quinta edizione della <a title="Festa economia solidale" href="http://www.equonline.com/2010/04/28/nasce-a-pisa-il-distretto-di-economia-solidale-des/" target="_blank">Festa dell&#8217;Economia Solidale</a>, una manifestazione di grande rilievo locale all&#8217;insegna degli stili di vita sostenibili, che vedrà decine e decine di banchetti di produttori alimentari locali, di artigiani, di associazioni e molto altro ancora.</p>
<p><strong>PROGRAMMA di EQUI-CITTA&#8217;:</strong></p>
<p><strong>MARTEDì 4 MAGGIO</strong> Numero 11, via S. Martino, 47<br />
ore 20.00 Cena equosolidale<br />
ore 19.00 Inaugurazione della mostra fotografica &#8220;Maftoul: alla ricerca di un varco&#8221;, resoconto di viaggio in Palestina (fino al 9 maggio)</p>
<p><strong>MERCOLEDì 5 MAGGIO</strong> Cinema Arsenale, vicolo Scaramucci, 4<br />
ore 19.00 Aperitivo equosolidale<br />
ore 20.30 Proiezione del film documentario di Pasolini &#8220;Sopralluoghi in Palestina&#8221;<br />
segue: incontro &#8211; dibattito sul tema “Mediterraneo di pace” con Alberto Zoratti (Fair)</p>
<p><strong>GIOVEDì 6 MAGGIO<br />
</strong>- Tazza D’Oro, via S. Martino/P. Clari G. Carlo Maria, 2<br />
ore 17 &#8211; 20 Aperitivo/merenda equosolidale<br />
- D*Note, via Garibaldi, 28<br />
ore 20.30 Cena equosolidale ( prenotazioni via sms al tel. 347 0660362 )<br />
ore 22.30 concerto dei &#8220;Company Avelino y su Son&#8221;</p>
<p><strong>VENERDì 7 MAGGIO</strong><br />
- Dolci Tentazioni, piazza delle Vettovaglie, 28<br />
ore 17.00 Merenda equosolidale<br />
- Orzo Bruno, via delle Case Dipinte, 6<br />
ore 19.00-20.30 Aperitivo equosolidale</p>
<p><strong>SABATO 8 e DOMENICA 9 MAGGIO</strong><br />
Piazza S. Caterina<br />
8 maggio: Giornata mondiale del commercio equo e solidale<br />
8 e 9 maggio:<strong> Festa dell’Economia solidale</strong><br />
Il Chicco di senape sarà presente alla Festa dell’Economia solidale assieme ad altre realtà attive nel campo del commercio equo e solidale, della cooperazione e della solidarietà.</p>
<p><strong>Per tutta la settimana</strong><br />
Gelateria De’ Coltelli, L.no Pacinotti, 2<br />
Gelati con ingredienti del commercio equo e solidale.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F29%2Fa-pisa-dal-4-al-9-maggio-e-equi-citta-una-settimana-allinsegna-del-commercio-equo-e-solidale%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Libera: alimenti biologici dalle terre confiscate alle mafie.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 14:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti biologici]]></category>
		<category><![CDATA[don Luigi Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Libera Terra]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie&#8221; è nata il 25 marzo 1995 con l&#8217;intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. La prima iniziativa dopo la sua nascita è stata la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge che prevedesse il riutilizzo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/13/libera-alimenti-biologici-dalle-terre-confiscate-alle-mafie/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong><em>&#8220;Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie&#8221;</em> è nata il 25 marzo 1995 con l&#8217;intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6589" title="liberaterra" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/liberaterra-150x150.jpg" alt="liberaterra" width="150" height="150" />La prima iniziativa dopo la sua nascita è stata la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge che prevedesse il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Sarà approvata a scadenza di legislatura la legge 109/96.</p>
<p>Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. </p>
<p>Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall&#8217;Eurispes tra le eccellenze italiane.</p>
<p>Libera Terra è il suo marchio, che contraddistingue le produzioni delle cooperative che coltivano alimenti biologici nelle terre confiscate alle organizzazioni mafiose in Sicilia,<span id="more-5958"></span> Puglia, Campania e Calabria, sulla base della legge 109/1996.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;organizzazione è Don Luigi Ciotti, già fondatore del Gruppo Abele di Torino e direttore della rivista Narcomafie. Il presidente onorario è Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia.</p>
<p>Diversi i settori di lavoro di Libera: beni confiscati, formazione (scuole, università ed extra scuola), sport, Libera Terra, Internazionale e memoria.</p>
<p>Esperienza pilota è stata la cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra di San Giuseppe Jato, partita nel 2001 con 155 ettari nell&#8217;Alto Belice Corleonese, in collaborazione con il Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità, una struttura amministrativa che è proprietaria dei terreni nata ad hoc tra i comuni dell&#8217;area.</p>
<p>Gli obiettivi sono stimolare la nascita di un circuito di economia legale, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell&#8217;ambiente, che permetta di restituire valore alle terre sottratte ai mafiosi e di rafforzare il mercato legale del lavoro nelle aree meridionali.</p>
<p>Attualmente, le coop Placido Rizzotto Libera Terra, Pio La Torre Libera Terra (sempre di San Giuseppe Jato) e Terre di Puglia Libera Terra (di Mesagne) hanno dato vita alla Società consortile Libera Terra Mediterraneo, che collabora con altre associazioni che si occupano di alimentazione biologica (Alce Nero &amp; Mielizia, Fondazione Slow Food per la Biodiversità) e di finanza sociale (Banca Popolare Etica, Coopfond).</p>
<p>Sono in cantiere progetti per costituire nuove cooperative in altre aree d&#8217;Italia e replicare ulteriormente il modello.</p>
<p>Dalla lavorazione delle terre confiscate alle mafie, Libera Terra produce:</p>
<p>* Vini rossi e bianchi siciliani Centopassi ad Indicazione Geografica Tipica (IGT)<br />
* Vini rossi e rosati pugliesi Libera Terra Puglia ad Indicazione Geografica Tipica (IGT)<br />
* Pasta biologica<br />
* Legumi biologici<br />
* Farine biologiche<br />
* Conserve<br />
* Miele<br />
* Passate di pomodoro</p>
<p>Per maggiori info consultate il sito:<a title="Libera" rel="nofollow" href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank"> Libera</a></p>
<p>Guarda il video &#8220;Terra Libera Tutti&#8221;: </p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UrXkZ7x4gbU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/UrXkZ7x4gbU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>Guarda l&#8217;intervista di Fazio a Don Luigi Ciotti a &#8220;Che tempo che fa&#8221; in occasione della XV Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno in ricordo delle vittime delle mafie:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WoEaRu9w_Vc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WoEaRu9w_Vc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F13%2Flibera-alimenti-biologici-dalle-terre-confiscate-alle-mafie%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Cangiari: la moda che combatte la mafia.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 17:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cangiari]]></category>
		<category><![CDATA[ICEA]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/08/cangiari-la-moda-che-combatte-la-mafia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Cangiari (che in calabrese vuol dire &#8216;cambiare&#8217;), è il nuovo brand di moda nato dalla mission di responsabilità sociale del Consorzio Sociale GOEL, che ha denunciato lo strapotere della mafia in Calabria e nel resto d&#8217;Italia e dato lavoro a persone svantaggiate.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6529" title="cangiari" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/cangiari1.jpeg" alt="cangiari" width="140" height="170" />La mission della griffe è cambiare il mondo e se stessi, portare avanti l&#8217;impegno di innovare, differenziarsi. Questa innovazione è fatta di scelte precise, come la predilezione per i tessuti bio colorati con tinte naturali (ruggine, rame, glicine, ottanio e carta da zucchero), per un packaging completamente riciclabile (e dove possibile biodegradabile), per la giustizia sociale, il tutto all’insegna del “made in Italy” e del “fatto a mano in Calabria”.</p>
<p>La filiera di produzione è composta da cooperative sociali che si prendono cura delle comunità di appartenenza, si battono contro le mafie e inseriscono al lavoro persone svantaggiate (persone con handicap, con malattie mentali, detenute o ex-detenute, persone con problemi di dipendenze, donne e giovani disoccupati, migranti).</p>
<p>Per tutti questi motivi l’Istituto di Certificazione Etica ed Ambientale ICEA oggi certifica i capi firmati <a title="Cangiari al salone del lusso sostenibile di Parigi" href="http://www.oklusso.com/2010/05/11/il-marchio-cangiari-premiato-al-salone-del-lusso-sostenibile-di-parigi/" target="_blank">Cangiari</a>, che oltre ad essere &#8220;buoni&#8221; sono anche belli. Cangiari intende<span id="more-6413"></span> infatti posizionarsi nella fascia alta dell&#8217;abbigliamento, proponendo un prodotto moda curato nello stile, realizzato con materiali pregiati e lavorazioni artigianali di alta qualità.</p>
<p>Propone visioni di eleganza del secolo scorso attraverso <span>capi resi unici da ricami a mano e tessuti fatti al telaio artigianale, realizzati secondo le antichissime tradizioni calabresi, naturalmente rivisitati e attualizzati. I tessuti al telaio sono realizzati con filati biologici in mescole di lana e cotone, lana e seta, seta e cashmere, e anche in flanella bio e seta naturale di bachi allevati in Calabria.</span></p>
<p>Il claim “Beauty is different&#8230;” è una provocazione per riflettere  su quanto la dignità di ogni persona, l&#8217;equità socio-economica, la partecipazione e la nonviolenza, non solo siano “giusti”, ma anche “belli”. A volte anche dal &#8220;frivolo&#8221; mondo della moda possono arrivare messaggi di vero impegno sociale e sensibilità umana.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F08%2Fcangiari-la-moda-che-combatte-la-mafia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Primaverabio 2010.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 17:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/08/primaverabio-2010/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;ONU ha dichiarato il 2010 come l&#8217;Anno mondialle della biodiversità e per tale principio l&#8217;agricoltura biologica ricopre una ruolo di primaria importanza.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6508" title="Primaverabio" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Primaverabio-150x150.jpg" alt="Primaverabio" width="150" height="150" />E&#8217; proprio per questo che dal 16 Aprile al 16 Maggio in 19 regioni italiane verrà &#8220;celebrata&#8221; la Primaverabio 2010, con un programma ricchissimo di eventi. Il tema deciso per quest&#8217;anno è: la fiducia del consumatore verso il biologico.</p>
<p>Molte sono le società coinvolte che vogliono impegnarsi in prima persona: tra tutte l&#8217;AIAB, nonchè organizzatrice di questa campagna da ben 9 anni, in cui allevatori e agricoltori aprono le porte delle proprie aziende ai tutti i cittadini, dagli amanti del bio ai semplici curiosi! In collaborazione con  Legambiente, Ctm-Altromercato, Arci, Federparchi e Alpa.</p>
<p>Per gli interessati verranno organizzate visite guidate, laboratori per i più piccoli, percorsi tra i campi, spettacoli e convegni&#8230;verranno inoltre messi a disposizione 25 pullman<span id="more-6377"></span> in partenza dalle principali città delle regioni partecipanti.</p>
<p>Favorire i consumi di prodotti biologici locali e nazionali, sensibilizzare la gente alla promozione di tecniche di coltivazione e allevamento sani per l&#8217;ambiente, riscoprire territorio nazionale e rivalutare l&#8217;agricoltura come possibilità di lavoro e come seconda opportunità di riabilitazione di persone con disagio sociale, sono tutti obiettivi di tale manifestazione.</p>
<p>Inoltre l&#8217;AIAB ha pensato a diverse iniziative, la più originale è la Gea, la farfalla in cartoncino biologico, che fa da mascotte alla campagna. Con il ricavato della sua vendita sarà finanziata la ricerca in Agricoltura Biologica.</p>
<p>Nelle sue ali si troveranno dei semi del Giardino delle Farfalle Tascabile, che possono essere coltivati sul proprio davanzale di casa o sul terrazzo e daranno vita a nuovi bellissimi fiori, che grazie al loro nettare attireranno e nutriranno le frafalle!<br />
Per avere aggiornamenti o maggiori info è possibile consultare il sito: <a title="Primaverabio" rel="nofollow" href="http://www.primaverabio.aiab.it/" target="_blank">Primaverabio</a></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F08%2Fprimaverabio-2010%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il 16 aprile si celebra la giornata &#8220;Ikea-ICEA&#8221;, all&#8217;insegna del bio.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 08:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 16 aprile in tutte le sedi Ikea italiane si terrà una giornata “Ikea-ICEA”, per promuovere il biologico e lanciare la ristorazione bio nelle sedi italiane della multinazionale svedese. Ikea è un&#8217;azienda multinazionale fondata in Svezia e con sede nei Paesi Bassi, specializzata nella vendita di mobili, complementi d&#8217;arredo e altra oggettistica per la casa, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/31/il-16-aprile-si-celebra-la-giornata-ikea-icea-all-insegna-de-bio/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il 16 aprile in tutte le sedi Ikea italiane si terrà una giornata “Ikea-ICEA”, per promuovere il biologico e lanciare la ristorazione bio nelle sedi italiane della multinazionale svedese. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6360" title="icea" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/icea-150x150.jpg" alt="icea" width="150" height="150" />Ikea è un&#8217;azienda multinazionale fondata in Svezia e con sede nei Paesi Bassi, specializzata nella vendita di mobili, complementi d&#8217;arredo e altra oggettistica per la casa, a prezzi economici.</p>
<p>A partire dagli anni ‘40 del secolo scorso si è sviluppata fino ad aprire più di 200 centri di vendita in 37 paesi, gran parte dei quali in Europa. Il gruppo Ikea realizza più dell’80% del suo fatturato in Europa. Attualmente, secondo la rivista Forbes, il fondatore dell’azienda Ingvar Kamprad è il 7° uomo più ricco al mondo con un patrimonio di ben 31 miliardi di dollari.</p>
<p>L&#8217;ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale) è invece uno dei maggiori enti di controllo bio in Europa. Opera per favorire uno sviluppo equo e socialmente sostenibile che dall’agricoltura biologica si estende agli altri settori del bioecologico.<span id="more-6347"></span></p>
<p>Ikea ed ICEA da anni collaborano, infatti i listini dei ristoranti Ikea già oggi propongono il “menu bimbi” controllato da ICEA. Dal mese prossimo si avrà la svolta definitiva: tutto il fresco di ristoranti e bar sarà certificato ICEA.</p>
<p>Per celebrare questa importante scelta il 16 aprile 2010, dal mattino alla sera, nell’area food delle sedi Ikea saranno visibili punti informazione con personale dei due partner, che offriranno assaggi di prodotti bio e diffonderanno volantini e brochure sul tema. Ai bambini verrà offerto in omaggio un album da colorare con la storia di un contadino bio.</p>
<p>L’Istituto di certificazione ICEA allestirà l’Iceacheck, ossia la verifica on-line di tutti i componenti di prodotti alimentari e cosmetici. Nel pomeriggio avranno infine luogo degustazioni guidate e la presentazione di un video e di materiali illustrativi sui motivi della scelta bio di Ikea e sul significato dei prodotti controllati e certificati.</p>
<p>- spiega il presidente Icea Nino Paparella &#8211; <em>è spiegare ai consumatori non solo i valori alla base del biologico, ma soprattutto l’affidabilità dei controlli e la sicurezza dei prodotti certificati, anche nella ristorazione, superando diffidenze e pregiudizi che ancor oggi caratterizzano il settore per la scarsa conoscenza di questi temi&#8221;.</em></p>
<p>Insomma, una giornata all’insegna del bio, del verde. Ma, forse… un paradosso rimane. Il modello di sviluppo che, direttamente o indirettamente, è incoraggiato dall’Ikea, cioè acquistare sempre più cose uguali per tutti a un prezzo sempre più basso, è certamente incoerente con la società ecologicamente sostenibile e ricca di piccole realtà legate al territorio auspicata da enti come l&#8217;ICEA stesso.</p>
<p>Pare anche che il rapporto dell&#8217;Ikea con i propri dipendenti non sia sempre sereno e rispettoso, prova ne sono le recenti proteste sindacali dei dipendenti della filiale di Corsico in provincia di Milano e dei dipendenti di molti magazzini in Francia (per non parlare degli operai delle fabbriche in Cina e in India, le cui condizioni lavorative rimangono tuttora nell&#8217;ombra).</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F31%2Fil-16-aprile-si-celebra-la-giornata-ikea-icea-all-insegna-de-bio%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Dal 16 aprile al 16 maggio si svolgerà in tutta Italia Primaverabio.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 08:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La campagna nazionale &#8220;Primaverabio&#8221; promossa dall&#8217;Associazione Italiana Agricoltura Biologica (AIAB), in collaborazione con Legambiente, Ctm-Altromercato, Arci, Federparchi e Alpa è giunta alla nona edizione. Dal 16 aprile al 16 maggio 2010 le aziende agricole biologiche italiane accoglieranno i cittadini per favorire i consumi dei prodotti biologici locali; stimolare momenti di riflessione sulla qualità della propria [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/29/dal-16-aprile-al-16-maggio-si-svolgera-in-tutta-italia-primaverabio/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La campagna nazionale &#8220;Primaverabio&#8221; promossa dall&#8217;Associazione Italiana Agricoltura Biologica (AIAB), in collaborazione con Legambiente, Ctm-Altromercato, Arci, Federparchi e Alpa è giunta alla nona edizione.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6131" title="farfalla-Gea" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/farfalla-Gea.jpg" alt="farfalla-Gea" width="130" height="130" /> Dal 16 aprile al 16 maggio 2010 le aziende agricole biologiche italiane accoglieranno i cittadini per favorire i consumi dei prodotti biologici locali; stimolare momenti di riflessione sulla qualità della propria alimentazione e sui benefici delle attività eco-compatibili.</p>
<p>Ed ancora informare sulle iniziative intraprese dagli agricoltori per produrre nel rispetto dell’ambiente; promuovere la riscoperta dell’agricoltura anche come opportunità per l’inserimento lavorativo e la riabilitazione di soggetti con disagio sociale.</p>
<p>Saranno centinaia le iniziative organizzate soprattutto nei weekend per gustare i prodotti bio delle aziende ospiti. Ci saranno visite guidate, percorsi tra i campi, laboratori per i bambini, spettacoli e convegni. Saranno 25 i pulmann in partenza dalle principali città<span id="more-6048"></span> di tutte le regioni partecipanti.</p>
<p>Visto che il 2010 è stato dichiarato anno della biodiversità, molte saranno le occasioni per approfondire il tema della perdita della biodiversità. Le specie animali e vegetali sono sempre più minacciate a causa del cambiamento climatico e dei sistemi di produzione che tendono alla standardizzazione dei prodotti.</p>
<p>Ogni giorno nel mondo scompaiono circa 100 specie animali e vegetali, che costituiscono un&#8217;incalcolabile ricchezza per la terra.</p>
<p>Un simpatico gadget sarà venduto come ricordo delle visite: Gea, la <em>farfalla della biodiversità</em> realizzata in collaborazione con Eugea (Ecologia Urbana Giardini E Ambiente, spin off dell&#8217;Università di Bologna).</p>
<p>Essa è in cartoncino ecologico e sulle sue ali si trovano i semi del Giardino delle Farfalle Tascabile (semi di piante i cui fiori attirano questi animali) da coltivare sul davanzale di casa o sul terrazzo. Il ricavato della sua vendita verrà devoluto per finanziare la ricerca in Agricoltura Biologica.</p>
<p>Per maggiori informazioni consultare il sito: <a title="PrimaveraBio" href="http://www.primaverabio.aiab.it/" target="_blank">PrimaveraBio</a></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F29%2Fdal-16-aprile-al-16-maggio-si-svolgera-in-tutta-italia-primaverabio%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>La biodiversità agricola e il progetto Orto Antico.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 23:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Orto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Vallesina]]></category>

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		<description><![CDATA[La biodiversità agricola è celebrata nell’immensa varietà di colture vegetali distribuite sul Pianeta, nelle razze di bestiame addomesticato che si sono adattate agli ambienti più ostili, negli insetti che impollinano i campi, nei microrganismi che rigenerano il suolo. Questa biodiversità purtroppo è in pericolo: gli esseri umani per il cibo dipendono da un numero sempre [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/28/la-biodiversita-agricola-e-il-progetto-orto-antico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La biodiversità agricola è celebrata nell’immensa varietà di colture vegetali distribuite sul Pianeta, nelle razze di bestiame addomesticato che si sono adattate agli ambienti più ostili, negli insetti che impollinano i campi, nei microrganismi che rigenerano il suolo. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6168" title="Orto Antico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Orto-Antico.JPG" alt="Orto Antico" width="170" height="160" />Questa biodiversità purtroppo è in pericolo: gli esseri umani per il cibo dipendono da un numero sempre più ridotto di prodotti agricoli e di razze animali addomesticate (ad esempio solo quattro tipi di cereali, cioè grano, mais, riso e patate, forniscono all&#8217;organismo metà della sua energia di origine vegetale).</p>
<p>L&#8217;agricoltura moderna ha incoraggiato gli agricoltori a utilizzare specie uniformi di piante o animali ad alto rendimento, ma questo ha determinato la scomparsa di varietà e specie con caratteristiche genetiche preziose: caratteri distintivi che permettono di adattarsi a climi avversi o resistere a certe malattie, e che forniscono agli scienziati il materiale di base necessario per ottenere varietà di raccolti e di allevamenti più produttive e resistenti.</p>
<p>Ad esempio nel 1840, l&#8217;uniformità genetica provocò nella patata irlandese la vulnerabilità alla peronospora, malattia altamente virulenta che distrusse i raccolti e causò la<span id="more-6041"></span> morte per inedia di oltre un milione di persone.</p>
<p>Più tardi, gli scienziati scoprirono che alcune tra le varietà più resistenti alla peronospora provenivano dall&#8217;America latina, luogo d&#8217;origine della patata, dove contadini locali avevano selezionato e coltivato da millenni varietà resistenti a questa malattia.</p>
<p>Il progetto Orto Antico è uno dei tanti piccoli ma importanti progetti che si oppongono alla perdita di biodiversità agricola, ed è anche un esempio semplice che mostra come anche un solo individuo abbia in sé la forza per ottenere risultati sorprendenti, se riesce a combinare pazienza e tenacia.</p>
<p>Esso è nato nel febbraio 2008 sulle colline della Vallesina, nei pressi di Camerata Picena (AN), grazie ad Eduardo Lo Giudice, un grande appassionato di orticoltura.</p>
<p>Tutto è iniziato quando Eduardo si è iscritto all&#8217;associazione toscana &#8220;Arcopa&#8221; (Associazione Ricerca Conservazione Piante Alimentari), da anni impegnata nel recupero delle varietà vegetali antiche.</p>
<p>Dopo essersi iscritto e aver scambiato semi e conoscenze con gli altri soci, è comparsa nella sua mente l&#8217;idea di un orto dove creare un giardino naturale commestibile.</p>
<p>E&#8217; stato l&#8217;incontro con la cooperativa &#8220;Garden-Gli amici delle Cerque&#8221; che ha permesso di realizzare questo sogno: il presidente ha infatti messo a disposizione di Eduardo il terreno necessario all&#8217;avvio del progetto. In meno di 2 anni di lavoro Eduardo è riuscito a rendere operativo il progetto Orto Antico.</p>
<p>Finora sono state piantate più di 500 varietà di ortaggi: pomodori rossi, gialli, bianchi, striati, melanzane color viola elettrico, fagiolini lunghi mezzo metro, patate blu, angurie gialle, e molto altro ancora.</p>
<p>Dal punto di vista botanico, vengono raccolte le sementi relative a vecchie cultivar e sottospecie orticole sia locali che nazionali; tuttavia, data la posizione climatica favorevole e la necessità di sperimentazione, vengono raccolte e messe a dimora anche specie e cultivar commestibili da ogni parte del mondo purchè da climi compatibili con quello della Vallesina.</p>
<p>Il progetto prevede la realizzazione di una documentazione tecnica e fotografica di ogni cultivar seminata, per realizzare un archivio consultabile da chiunque sia interessato. Vengono proposti corsi di livello amatoriale per operatori del settore e privati, e sono state avviate collaborazioni con le scuole primarie.</p>
<p>Molti sono i progetti futuri a cui Eduardo sta pensando: la creazione di una Associazione di Promozione Sociale, la commercializzazione dei prodotti con i Gruppi di Acquisto Solidale, la creazione di un &#8220;Frutteto Antico&#8221; e di un &#8220;Bosco Antico&#8221;, e molto altro ancora.  A volte, volgere lo sguardo al passato può arricchire immensamente il presente e il futuro.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F28%2Fla-biodiversita-agricola-e-il-progetto-orto-antico%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		</item>
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		<title>Premio Biol 2010: una settimana all&#8217;insegna dell&#8217;agricivismo, dell&#8217;agricoltura etica e dell&#8217;olio bio.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/03/22/premio-biol-2010-una-settimana-allinsegna-dellagricivismo-dellagricoltura-etica-e-delll-olio-bio/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Premio Biol, la manifestazione-concorso che pone a confronto in Puglia i migliori oli bio-extravergini dei vari continenti, compie quindici anni. Anche quest’anno sarà proposto un programma ricco di eventi culturali, gastronomici e tecnici, con l’obiettivo di caratterizzare in modo approfondito il variegato ed affascinante mondo dell’olio extravergine d’oliva biologico. Il Premio Biol è patrocinato [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/22/premio-biol-2010-una-settimana-allinsegna-dellagricivismo-dellagricoltura-etica-e-delll-olio-bio/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il Premio Biol, la manifestazione-concorso che pone a confronto in Puglia i migliori oli bio-extravergini dei vari continenti, compie quindici anni. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-5887" title="biol" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/biol1-1024x486.jpg" alt="biol" width="170" height="150" />Anche quest’anno sarà proposto un programma ricco di eventi culturali, gastronomici e tecnici, con l’obiettivo di caratterizzare in modo approfondito il variegato ed affascinante mondo dell’olio extravergine d’oliva biologico.</p>
<p>Il Premio Biol è patrocinato da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole, e si svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore tra cui Regione Puglia, Comune di Bari, Icea &#8211; Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, Consorzio Puglia Natura.</p>
<p>L’edizione 2010 si terrà nell’ultima settimana di aprile a Bari, con tappe di avvicinamento in varie regioni olivicole italiane ed estere.</p>
<p>Dopo la fase delle preselezioni territoriali in Italia e all’estero, la giuria assegnerà vari riconoscimenti: il “Premio Biol”, per il migliore olio extravergine biologico imbottigliato all’origine e pronto per la commercializzazione; il “Biolpack”, per il miglior<span id="more-5877"></span> packaging, il “Biolblended”, per il miglior blended, cioè il prodotto finito (imbottigliato) commercializzato con marchi non del produttore, ma che abbia comunque origine e qualità certa.</p>
<p>In più ci saranno vari riconoscimenti territoriali e tematici, come il BiolKids assegnato da una giuria di bambini.</p>
<p>Biol organizzerà anche una serie di eventi rivolti non solo agli esperti internazionali, ma all’intera comunità locale, che avrà modo di visitare mostre a tema, iscriversi al corso per assaggiatori d’olio, partecipare a laboratori e officine di degustazione, scoprire i Gas (<a title="GAS" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/18/i-gruppi-di-acquisto-solidale-gas-in-italia/" target="_blank">Gruppi di Acquisto Solidale</a>) e le masserie didattiche, reinventare il verde urbano con Landemed, avvicinarsi all’acquacoltura bio del progetto BiolFish, provare ad analizzare l’olio della propria cucina, acquistare ciò che proviene dalla terra: il tutto socializzando nella “Città dell’Olio”, un ecovillaggio sorto attorno ad un albero, l’olivo.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5893" title="olio" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/olio-150x150.jpg" alt="olio" width="150" height="150" /> Saranno l’agricivismo e l’agricoltura etica i temi dominanti. L’agricivismo è il movimento che ripensa la città nel suo rapporto con la campagna e la terra: una sorta di alleanza tra agricoltori e cittadini, per mostrare come l’agricoltura, specie quella biologica, può accrescere il benessere di chi vive in città, migliorando allo stesso tempo le condizioni di vita di chi lavora la terra.</p>
<p>L’agricoltura etica invece riguarda il rapporto tra il nord e il sud del mondo, che necessita di nuove regole nei rapporti tra soggetti economici diversi, come quelle scaturite dall’esperienza del Commercio Equo e Solidale (Fairtrade) e della cooperazione allo sviluppo.</p>
<p>“Non a caso – spiega il coordinatore Biol Nino Paparella &#8211; inviteremo a Bari importanti Ong italiane impegnate in attività di cooperazione allo sviluppo sui temi dell’agricoltura bio e del Fairtrade”. Nel Forum “Per una Olivicoltura Etica” si parlerà di come le agricolture “povere” dell’olivo possano ritrovare nelle Filiere Etiche  lo spazio per difendere i propri diritti.</p>
<p>Per maggiori informazioni visitare il sito internet: <a title="Premio Biol" href="http://www.premiobiol.it/" target="_blank">Premiobiol</a></p>
<p>Guarda il video del Premio Biol edizione 2009:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ydz62-lx3z8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ydz62-lx3z8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Il 20 e 21 Marzo la LAV in piazza per aprire gli occhi dei consumatori.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 11:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 20 e domenica 21 marzo, la LAV sarà in molte piazze d’Italia con la nuova guida-pratica al sistema di etichettatura delle uova, realizzata per aiutare al meglio i consumatori a orientarsi nella scelta della uova da galline libere. Il novembre scorso avevamo pubblicato un articolo sulle tristi condizioni in cui si trova la maggioranza [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5780" title="codice-uovo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/codice-uovo-150x150.jpg" alt="codice-uovo" width="160" height="160" />Il novembre scorso avevamo pubblicato un articolo sulle tristi condizioni in cui si trova la maggioranza delle galline ovaiole in Europa.</p>
<p>L’allevamento in batteria è infatti un sistema industriale ed intensivo nel quale questi animali vivono la loro breve vita (circa un anno) confinati in una piccola gabbia di rete metallica.</p>
<p>Le gabbie possono essere impilate in altezza fino a 4 file, all’interno di grandissimi capannoni illuminati da luce artificiale anche la notte per aumentare la produzione di uova.</p>
<p>Non è semplice, per il consumatore, orientarsi nella giungla delle confezioni di uova che mostrano immagini rasserenanti di contadine di altri tempi o campagne<span id="more-5769"></span> bucoliche che nulla hanno a che vedere con la realtà.</p>
<p>Il Codacons, a questo proposito, ha recentemente lanciato l&#8217;allarme sul fenomeno della pubblicit</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F16%2Fil-20-e21-marzo-la-lav-in-piazza-per-aprire-gli-occhi-dei-consumatori%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Supermercati Coop pugliesi: arrivano gli ortaggi bio-solidali.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I prodotti coltivati da una cooperativa sociale di Mola (Bari) che si occupa di inserimento lavorativo di pazienti psichiatrici con un progetto laboratorio di coltivazione di ortaggi biologici, saranno commercializzati dalla catena &#8220;Coop&#8221; nella provincia di Bari. L’idea di recuperare i ragazzi disagiati attraverso un’attività lavorativa viene da lontano. Negli anni 2003 e 2004 fu [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/11/supermercati-coop-pugliesi-arrivano-gli-ortaggi-bio-solidali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I prodotti coltivati da una cooperativa sociale di Mola (Bari) che si occupa di inserimento lavorativo di pazienti psichiatrici con un progetto laboratorio di coltivazione di ortaggi biologici, saranno commercializzati dalla catena &#8220;Coop&#8221; nella provincia di Bari. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4350" title="bio-solidale" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/bio-solidale.jpg" alt="bio-solidale" width="170" height="170" />L’idea di recuperare i ragazzi disagiati attraverso un’attività lavorativa viene da lontano. Negli anni 2003 e 2004 fu realizzato a Mola il «Progetto serra» a favore di adolescenti a rischio di devianza, che prevedeva la realizzazione di una serra per la produzione di piantine orticole su un terreno di proprietà dell’ex Asl Ba/4.</p>
<p>Nel gennaio 2005 il Comune e il Centro di Salute Mentale decisero di proseguire questo percorso inserendolo, con la condivisione dei Comuni di Noicattaro e Rutigliano, tra i progetti finanziati dal Piano sociale di zona. </p>
<p>Così è nato il «Progetto Bioorto – Tirocinio Formativo per la coltivazione di ortaggi biologici» all’interno della serra già realizzata sul suolo di proprietà dell’Azienda sanitaria in contrada Spinazzo.</p>
<p>Per la cooperativa &#8220;Nuovi Sentieri&#8221; il progetto rappresenta un ambito sperimentale molto interessante perché permette di coniugare l&#8217;ambiente e la salute del consumatore con la riabilitazione e l&#8217;inclusione sociale di soggetti portatori di disturbo<span id="more-4273"></span> mentale e grave disagio psico-sociale (sono coinvolti dieci pazienti psichiatrici segnalati dalla ASL e provenienti dai comuni del territorio).</p>
<p>&#8220;L&#8217;intervento della Coop e, quindi, dalla grande distribuzione in esperimenti come questi &#8211; è il commento di Patrizia Lusi, vice responsabile per la Puglia del movimento Italia dei Diritti &#8211; affranca l&#8217;idea che la grande distribuzione danneggi le piccole comunità territoriali. In questi progetti convergono più obiettivi, dal recupero di soggetti svantaggiati all&#8217;inserimento di prodotti biologici e locali nella grande distribuzione, fino al coinvolgimento in positivo delle istituzioni&#8221;.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F11%2Fsupermercati-coop-pugliesi-arrivano-gli-ortaggi-bio-solidali%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Sana: Giovani laureati e hi-tech, i nuovi contadini bio.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[contadini bio]]></category>
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		<category><![CDATA[Sana]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo studio per Sana. La ricerca: un imprenditore su 4 è donna, Italia leader. Sorpresa: le donne italiane investono nel biologico. Non soltanto quando fanno la spesa al supermercato o comprano prodotti naturali per salute e bellezza. C&#8217;è dell&#8217;altro. La popolazione femminile ha deciso di investire energie, tempo, professionalità nel bio-mondo. E il risultato è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/16/sana-giovani-laureati-e-hi-tech-i-nuovi-contadini-bio/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo studio per Sana. La ricerca: un imprenditore su 4 è donna, Italia leader. Sorpresa: le donne italiane investono nel biologico. Non soltanto quando fanno la spesa al supermercato o comprano prodotti naturali per salute e bellezza. C&#8217;è dell&#8217;altro. La popolazione femminile ha deciso di investire energie, tempo, professionalità nel bio-mondo. E il risultato è che oggi il 25% dei produttori biologici sono donne.</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2154" title="coltivazioni bio" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/coltivazioni-bio-300x275.jpg" alt="coltivazioni bio" width="250" height="225" />Imprenditrici, quindi. Ma anche persone giovani e con buona scolarizzazione (il 50% di chi produce bio ha meno di 50 anni e ha in tasca almeno il diploma), oppure laureate (il 17%) e propense all&#8217;utilizzo massiccio della tecnologia (il 52%).</p>
<p>«Dati assolutamente originali» dicono senza troppi giri di parole gli autori dell&#8217;ultima «fotografia» del settore: quelli di Sana, manifestazione di Bologna Fiera che organizza a Bologna &#8211; il «Salone Internazionale del Naturale», alla sua ventunesima edizione.</p>
<p>Assodato che l&#8217;Italia è la prima in Europa per coltivazioni biologiche (un milione di ettari e posto numero 6 nella classifica mondiale), Sana va oltre e per quest&#8217;anno sceglie «benessere» come parola d&#8217;ordine. </p>
<p>La fiera punta al «buon vivere » e ai «nuovi stili di vita che modificano le abitudini», temi sui quali ha concentrato la sua attenzione anche l&#8217;Osservatorio permanente sui consumi creato tre anni fa da Sana e diretto da Giampaolo Fabris, ordinario di Sociologia<span id="more-2147"></span> dei Consumi all&#8217;Università San Raffaele.</p>
<p>«Quello che emerge dal nostro focus &#8211; spiega il professore &#8211; è che il consumatore sta abituandosi all&#8217;idea che a prezzi bassi riesce a trovare anche piccoli tesori. Siamo al punto di boa: l&#8217;etica sta diventando una qualità importante dei prodotti, dalla materia prima ai rifiuti. </p>
<p>L&#8217;ecosostenibilità, l&#8217;equosolidale, il biologico non sono più concetti nei quali c&#8217;è il senso della tristezza e del pauperismo e la svolta in direzione di ciò che è sostenibile non si chiama austerità dei bisogni ». I tempi, in sostanza, sono maturi per una svolta ecologica su larga scala nei consumi degli italiani. E i segnali arrivano dai cultori del biologico, «sempre più interclassisti e intergenerazionali» rivela il professor Fabris.</p>
<p>Per la fiera del verde sono arrivati a Bologna 1.060 espositori che sono a disposizione degli addetti del settore e delle oltre cento delegazioni arrivate soprattutto da Stati Uniti, America del Sud ed Europa. 1.060 angoli di eco-bio-equo-natural-vivere: dall&#8217;area studiata per gli operatori professionali che si occupano di piante officinali a quella dell&#8217;alimentazione distinta per tipi di produzione e certificazioni (dop, igp, stg ed emas); dal mercato dei contadini che assicura il passaggio diretto produttore- consumatore al comparto erbe, fiori, scienza, bellezza e natura.</p>
<p>E poi convegni, dibattiti, la presentazione di una casa anti-sprechi e i prodotti ecosostenibili per l&#8217;infanzia. Tutto questo a partire da alcuni punti fermi: per esempio, nonostante la crisi «il biologico continua a crescere, in controtendenza rispetto al comparto agroalimentare nel suo complesso», come rilevano i dati di Sana. E cresce tutto ciò che è legato al benessere, inteso come «il sentirsi bene, piacersi, rafforzare il legame fra alimentazione, salute e bellezza».</p>
<p>Non a caso gli utilizzatori di prodotti naturali per la bellezza e la cura del corpo sono il 38% della popolazione, tutti di sicuro aspiranti del «buon vivere», motto di Sana 2009.</p>
<p>Fonte: Corriere della sera.</p>
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		<title>I Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) in Italia.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 20:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[I Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.) nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un&#8217;economia che metta al centro le persone e le relazioni. La storia dei gruppi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/18/i-gruppi-di-acquisto-solidale-gas-in-italia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I </strong><strong>Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.) nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un&#8217;economia che metta al centro le persone e le relazioni. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-881" title="gas" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/gas-300x200.jpg" alt="gas" width="270" height="188" />La storia dei <a title="GAS" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/27/il-gas-dellenergia-fotovoltaica/" target="_blank">gruppi d&#8217;acquisto solidale</a> in Italia inizia nel 1994 con la nascita del primo gruppo a Fidenza, quindi a Reggio Emilia e in seguito in diverse altre località.</p>
<p>Nello stesso periodo si diffonde in Italia l&#8217;operazione &#8220;Bilanci di Giustizia&#8221;, lanciata a fine 93 che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l&#8217;incidenza delle loro modifiche allo stile di vita.</p>
<p>Dove possibile, le famiglie si ritrovano in gruppo nel quale affrontano temi di interesse comune e si organizzano per praticare comportamenti equi nella loro zona. Spesso i gruppi dei Bilanci di Giustizia praticano gli acquisti collettivi tra le loro attività.</p>
<p>Nel 1996 viene pubblicata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo la &#8220;Guida al Consumo Critico&#8221;, con informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta del consumatore; l&#8217;ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali accelera il senso<span id="more-871"></span> di disagio verso il sistema economico e la ricerca di alternative.</p>
<p>Nel 1997 nasce la rete dei gruppi d&#8217;acquisto, allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori, e diffondere l&#8217;idea dei gruppi d&#8217;acquisto.</p>
<p>Questa esperienza è ora in fase di crescita, sia per la creazione di nuovi gruppi che per la sua visibilità.</p>
<p><em><strong>Cosa sono i Gruppi di  Acquisto Solidale (G.A.S.)?</strong></em></p>
<p>Un gruppo d’acquisto e&#8217; formato da un insieme di persone che decidono di  incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.</p>
<p><em><strong>Si ma&#8230; perché si  chiama solidale?</strong></em></p>
<p>Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il  concetto di solidarieta&#8217; come criterio guida nella scelta dei prodotti.  Solidarieta&#8217; che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori  che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del  mondo e a colore che &#8211; a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze &#8211;  subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.</p>
<p><em><strong>Perché nasce un G.A.S.?</strong></em></p>
<p>Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica  profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante,  insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a  non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze  ed appoggio, a verificare le proprie scelte.</p>
<p><em><strong>Come nasce un G.A.S.?</strong></em></p>
<p>Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di  amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di  ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di  raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli&#8230; e si parte!</p>
<p><em><strong>Criteri solidali per  la scelta dei prodotti</strong></em></p>
<p>I gruppi cercano prodotti provenienti da <em>piccoli produttori locali</em> per  avere la possibilita&#8217; di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e  lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano <em>prodotti  biologici o ecologici</em> che siano stati realizzati rispettando le <em> condizioni di lavoro</em>.</p>
<p><em><strong>Una rete</strong></em></p>
<p>I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad  aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni.  Attualmente in Italia sono censiti un centinaio di GAS.</p>
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		<title>BiolFish, tra olio e pesce biologico.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 14:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti ittici biologici]]></category>
		<category><![CDATA[biolfish]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione Aiab-Icea]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nome dell&#8217;evento, BiolFish, sintetizza bene il concetto: Pesce bio, ma con una elle in più che richiama il Biol, concorso ormai storico che ogni anno vede in gara in Puglia i migliori oli extravergini biologici di tutto il mondo. BiolFish nasce nel 2007 come “Programma per il miglioramento della qualità e la valorizzazione dell’olio [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/15/biolfish-tra-olio-e-pesce-biologico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il nome dell&#8217;evento, BiolFish, sintetizza bene il concetto: Pesce bio, ma con una elle in più che richiama il Biol, concorso ormai storico che ogni anno vede in gara in Puglia i migliori oli extravergini biologici di tutto il mondo.</strong></p>
<p><img src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/biolfish.jpg" alt="biolfish" title="biolfish" width="190" class="alignleft size-full wp-image-830" />BiolFish nasce nel 2007 come “Programma per il miglioramento della qualità e la valorizzazione dell’olio di oliva e dei prodotti ittici provenienti da attività di pesca sostenibile e da agricoltura e allevamento biologici della costa adriatica”.</p>
<p>In particolare, pesce e olio provenienti dalle sponde e dalle terre costiere adriatiche di Italia, Croazia e Albania. Per racchiudere una grande tradizione ed un’antica cultura che ha sempre unito mare e terra.</p>
<p>BiolFish è un innovativo progetto europeo (INTERREG) ideato per promuovere i prodotti ittici ottenuti con metodi biologici e rispettosi dei principi di sostenibilità ambientale, insieme al miglioramento della qualità e alla valorizzazione dell’olio di oliva. </p>
<p>BiolFish è nato, infatti,  sulla scia del Premio Biol, l’unica manifestazione internazionale destinata ai migliori oli extravergini biologici di tutto il mondo, che da anni si tiene in Puglia. Per racchiudere una grande tradizione ed un’antica cultura che ha sempre unito mare e terra.</p>
<p>E&#8217; promosso da una serie di partner tra i quali la Regione Puglia (capofila) e le organizzazioni Aiab Veneto, Aiab Puglia, Icea, CIBi, Consorzio Puglia e Coispa.<br />
La presenza di Icea, ossia il maggior ente di controllo e certificazione nel biologico, non è casuale: l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale ha attivato di recente uno schema di certificazione volontaria (basato in particolare sui Basic Standard Ifoam), regolamentando gli<span id="more-826"></span> allevamenti a terra e la maricoltura. Il disciplinare sull’acquacoltura biologica è stato anche il frutto di consultazioni con ricercatori, produttori e consumatori (info nella sezione Acquacoltura del nostro sito).</p>
<p>Ma quando si può parlare di acquacoltura biologica?</p>
<p>&#8220;Per poter essere certificati da Icea &#8211; evidenzia Pino Lembo, responsabile acquacoltura per l’Istituto &#8211; bisogna rispondere a certi requisiti: l’alimentazione dei pesci, ad esempio, prevede l&#8217;uso di mangimi privi di Ogm, a garanzia del consumatore, ed equilibrati rapporti nutrizionali a tutela del benessere delle specie allevate. Particolare attenzione è poi posta alla qualità dell’acqua negli allevamenti, alle densità ed agli spazi disponibili per ogni esemplare, in allevamenti a terra o in gabbie a mare. Il grande interesse per la qualità dell’ambiente è testimoniato, inoltre, dalle regole stabilite per il monitoraggio degli scarichi e, perfino, della velocità delle correnti sotto le gabbie&#8221;.</p>
<p>C’è poi l’aspetto dell’olivicoltura bio, che apre il BiolFish a varie finalità: valorizzare le differenze legate alla varietà, al territorio ed ai metodi di coltivazione; favorire lo scambio e le innovazioni tecniche tra quanti si occupano di olivicoltura di qualità, acquacoltura e pesca sostenibile; rafforzare il rapporto fra agricoltura e sviluppo eco-compatibile; promuovere la sensibilità e la consapevolezza dei consumatori per i prodotti di qualità; favorire, infine, l’incontro tra i produttori, i principali compratori internazionali e gli enti, le istituzioni e le associazioni che promuovono e sostengono il metodo di agricoltura biologico.</p>
<p>&#8220;L’obiettivo principale del progetto – sottolinea Nino Paparella, presidente Icea – è quello di promuovere la pesca realizzata con metodi sostenibili e l’acquacoltura biologica, valorizzando le produzioni legate al territorio costiero del Mediterraneo a cominciare dall’olio d’oliva biologico. Utilizzando, infatti, il grande valore simbolico ed evocativo dell’olivo e del pesce, si intende organizzare un evento di rilevanza internazionale, il BiolFish, che richiami l’attenzione degli acquirenti e del grande pubblico sul connubio tra la terra ed il mare, tra qualità ambientale e qualità del prodotto, tra cultura e coltivazioni. Ma l’effetto più duraturo del progetto sarà quello di cominciare dall’Adriatico a costruire una rete destinata ad essere allargata in tutto il Mediterraneo, che coinvolga soggetti ed organizzazioni locali, per promuovere sui rispettivi territori sportelli tecnologici e centri di iniziativa locale. Che lavorino, insomma, per la qualità dei prodotti e per il miglioramento delle condizioni ambientali e di vita delle popolazioni legate alle attività primarie dell’agricoltura e della pesca, mai come oggi accomunate dagli stessi obiettivi di sostenibilità e sopravvivenza&#8221;.</p>
<p>I destinatari dell’iniziativa sono vari, dai produttori di olio di oliva e prodotti ittici biologici ai consumatori, dai buyer internazionali ai grandi gruppi di acquisto, alle istituzioni.</p>
<p>Il BiolFish è un progetto che si apre a più fronti: produzione, mercato, collettività.</p>
<p>Sul versante del mercato, il BiolFish nasce per favorire un approccio consapevole da parte dei consumatori verso la qualità dei prodotti tipici e biologici, promuovendo il consumo locale dei prodotti bio e puntando all’attenzione da parte dei buyer internazionali e della stampa verso i prodotti di qualità certificata, provenienti dalle regioni adriatiche.</p>
<p>Quanto ai benefici collettivi, sono legati al miglioramento del grado di identità delle popolazioni locali tramite la qualità delle produzioni tipiche e biologiche, potenziando l’immagine complessiva dei territori interessati, anche ai fini di una valorizzazione turistica eco-compatibile.</p>
<p>Ma non solo. Le attività del progetto sono supportate dalla costituzione di un network BiolFish, ovvero di una rete diffusa di rapporti di partenariato basati sui principi dell’agricoltura biologica e della sostenibilità ambientale. Attraverso tale rete saranno promossi programmi di valorizzazione, sviluppo e sensibilizzazione sulla qualità dei prodotti.</p>
<p>La costruzione della rete è prevista attraverso varie attività:</p>
<p>- di coordinamento istituzionale<br />
- costituzione di comitati e sportelli BiolFish<br />
- attività pubblicistica e promozionale<br />
- organizzazione di convegni<br />
- organizzazione del premio internazionale BiolFish.</p>
<p>Per maggiori info: <a title="BiolFish" href="http://www.biolfish.info/index.php?option=com_content&amp;view=section&amp;id=5&amp;Itemid=53" target="_blank" rel="nofollow" >BiolFish</a></p>
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