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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Enologia</title>
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		<title>Vinissage 2010: vini naturali da uve biologiche e biodinamiche.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 10:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Produzione biologica]]></category>
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		<description><![CDATA[Per il quinto anno la città di Asti propone “Vinissage“, la più importante vetrina piemontese sui vini naturali provenienti da agricoltura biologica e biodinamica e soprattutto espressione della “naturalità” della vinificazione. Il 15 e 16 maggio 2010 tornano ad Asti (Palazzo del Michelerio) i vignaioli che producono vini naturali da uve biologiche e biodinamiche. Più [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per il quinto anno la città di Asti propone “Vinissage“, la più importante vetrina piemontese sui vini naturali provenienti da agricoltura biologica e biodinamica e soprattutto espressione della “naturalità” della vinificazione.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7149" title="vinissage" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/vinissage-150x150.jpg" alt="vinissage" width="150" height="150" />Il 15 e 16 maggio 2010 tornano ad Asti (Palazzo del Michelerio) i vignaioli che producono vini naturali da uve biologiche e biodinamiche. Più di sessanta espositori, con banchi d&#8217;assaggio che abbinano vini a prodotti tipici; iniziative ed eventi collaterali che hanno rilevanza nazionale ed internazionale.</p>
<p>Questo Salone raduna vignaioli uniti dalla convinzione che la qualità dei vini nasca da una vendemmia sana e da un buon lavoro in vigna, ma che a questo debba far seguito un impegno in cantina basato sul massimo rispetto per la naturalità dell’uva.</p>
<p>Secondo questi tenaci vignaioli la vinificazione deve accompagnare l’uva nella sua trasformazione, utilizzando solo principi fisico-chimici naturali, fortemente convinti che<em> “con dell’uva biologica si può fare del vino industriale, ma che per fare del vino naturale è indispensabile avere delle uve biologiche“ (M. Lapierre)</em>.</p>
<p>I vignaioli presenti a Vinissage presentano vini unici a livello organolettico, che vogliono uscire dall’omologazione dei vini “costruiti” preservando la natura, il territorio e la<span id="more-7145"></span> biodiversità.</p>
<p>Questi vini sono un’autentica espressione del legame e dell’identità tra il vino ed il territorio e non hanno certo la pretesa di essere gli unici vini buoni, hanno però il vantaggio di essere solo uva fermentata e di rappresentare il gusto del loro territorio, del loro vitigno e del vignaiolo che li produce… e parlano senza clamori della loro anima.</p>
<p>Asti e tutto il Piemonte è terra di grandi vini e per questo è giusto anche dare voce a vini meno consueti, ma che contribuiscono ad arricchire il mondo del vino. La presenza ad Asti di tante aziende, provenienti da tutta Italia non può che suscitare l’interessare degli appassionati che vorranno cogliere il “valore aggiunto” presente in questi vini.</p>
<p>In questo Salone è fondamentale la presenza dei vignaioli, per permettere al pubblico di venire a degustare ed anche discutere con chi con grande passione si dedica a questi vini, nel rispetto dell’uva, della natura e dell’uomo.</p>
<p>Insieme a tante aziende vinicole non mancherà la possibilità di acquistare anche altri prodotti  biologici del territorio come marmellate, conserve, cioccolato, salumi,   ed informarsi sull’argomento  presso le postazioni dedicate all’editoria del settore.</p>
<p>Tra le novità di questa edizione c&#8217;è la collaborazione con la CFPP Casa di Carità di Verbania: una onlus che si occupa di formazione professionale e inserimento socio-lavorative di persone svantaggiate.</p>
<p>Ci saranno, inoltre, visite guidate al futuro Museo della Cattedrale, uno dei vanti di Asti intesa come città d&#8217;arte; lezioni di &#8220;cucina con il vino&#8221; curate dalla scuola Gourmet (prenotazione obbligatoria su http://www.scuolagourmet.com) e concerti di musica dal vivo.</p>
<p>Vinissage aspetta con entusiasmo quanti vorranno condividere od anche solo conoscere per curiosità questi vini, offrendo anche la possibilità di continuare la degustazione a casa loro, acquistando bottiglie direttamente dalle aziende presenti.</p>
<p>Il piacere di un momento … può continuare nel tempo e Vinissage vuole offrire l’opportunità di condividere con i suoi vignaioli la loro scelta di vita. Per maggiori info: <a title="Vinissage" href="http://www.comune.asti.it/" target="_blank">Comune Asti</a>.</p>
<p><strong>VINISSAGE 2010<br />
</strong></p>
<p>Salone di vini naturali da agricoltura biologica e biodinamica. Palazzo del Michelerio</p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<p><strong>Sabato 15 maggio</strong></p>
<p>Dalle 15.30 alle 21 Vendita e degustazioni<br />
Ore 17.30 Biodiversità, &#8221; naturalità&#8221;, economia carceraria&#8230;<br />
ce ne parlano Emilia Patruno, giornalista di Famiglia<br />
Cristiana e direttrice de &#8221; Il due&#8221; net -magazine di San<br />
Vittore, Annarita Biolati di Banda Biscotti, Giovanni Camocardi di Officina Enoica, Marco Serventi<br />
Vicepresidente di Demeter Italia, coordinati da Marco  Arturi, giornalista<br />
A seguire degustazione di &#8220;i vini biodinamici® &#8221; e formaggi piemontesi con MicheleCorti &#8211; Associazione Ruralpina e Leonello Anello agronomo biodinamico<br />
dalle 19,30 musica con &#8221; Street Parade dixie band&#8221;</p>
<p><strong>Domenica 16 maggio<br />
</strong><br />
Dalle 10.30 alle 20 Vendita e degustazioni<br />
Ore 12 Aperitivo e presentazione del sedano dorato astigiano DE.CO.<br />
Ore 16 Visita guidata con l&#8217;architetto Fabrizio Gagliardi allo Spazio San Giovanni all&#8217;interno del futuro<br />
museo diocesano della cattedrale<br />
Ore 17 Degustazione dedicata al Barbera d&#8217;Asti DOCG in collaborazione con l&#8217;ONAV sezione di Asti e<br />
la Provincia di Asti<br />
<strong><br />
INGRESSO AL SALONE   EURO 5,00</strong></p>
<p>Info.  Ufficio Promozione del Territorio<br />
Tel.0141/399526<br />
promoterr@comune.asti.it</p>
<p>Guarda il video di presentazione dell&#8217;edizione Vinissage 2009:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-aSmsy8UZjM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-aSmsy8UZjM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>


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		<title>Approvato a Firenze il Manifesto dei Vignerons d&#8217;Europe.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 10:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Il vignaiolo si prende cura in prima persona della vigna, della cantina, della vendita». Comincia così il Manifesto dei Vignerons d&#8217;Europe 2009 per una vitivinicoltura sostenibile. I mille vignerons (provenienti da 20 paesi europei) che lunedì 7 dicembre  si sono riuniti a Firenze a Palazzo Vecchio in occasione dell&#8217;evento Vignaioli&#38;Vignerons promosso da Regione Toscana e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Il vignaiolo si prende cura in prima persona della vigna, della cantina, della vendita». Comincia così il Manifesto dei Vignerons d&#8217;Europe 2009 per una vitivinicoltura sostenibile.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4521" title="Vignerons-Europe-2009" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Vignerons-Europe-2009-300x300.jpg" alt="Vignerons-Europe-2009" width="150" height="150" />I mille vignerons (provenienti da 20 paesi europei) che lunedì 7 dicembre  si sono riuniti a Firenze a Palazzo Vecchio in occasione dell&#8217;evento Vignaioli&amp;Vignerons promosso da Regione Toscana e Slow Food, hanno approvato la loro carta costituente: il Manifesto per una vitivinicoltura sostenibile.</p>
<p>Essi chiedono alle autorità di non ostacolare il loro lavoro con regolamenti adatti solo all’industria e si prefiggono l&#8217;obiettivo di realizzare una viticoltura sostenibile, che non guardi solo alla qualità del prodotto finale ma anche a pratiche virtuose.</p>
<p>Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia, con queste parole ha chiuso l&#8217;incontro: «Questo manifesto ha un importante significato perché, chi più chi meno, i vigneron già<span id="more-4470"></span> mettono in pratica le sue linee guida. </p>
<p>I produttori che si sono riuniti in questi giorni stanno infatti creando un movimento che combatte l&#8217;omologazione e dà valore alle diversità, ma allo stesso tempo riesce a trovare punti in comune. Il manifesto presentato deve essere letto come documento di una comunità di vigneron che considera ogni bottiglia di vino un prodotto culturale, fatto di storia, territorio, tradizione e identità. </p>
<p>Il prodotto industriale non ha nulla di tutto ciò, ma soprattutto gli manca la trasparenza, il tratto distintivo di questi vignerons. Perché il vero vignaiolo dice quello che fa e fa quello che dice».</p>
<p><strong>Manifesto di “Vignerons d’Europe 2009” </strong></p>
<p>Il vignaiolo si prende cura in prima persona della vigna, della cantina e della vendita.</p>
<p>Il vino del vignaiolo è vivo, dona piacere, è figlio del suo territorio e del suo pensiero. Espressione autentica di una cultura.</p>
<p>Il vignaiolo considera il consumatore un co-produttore.</p>
<p>Il vignaiolo custodisce e modella il paesaggio nel rispetto della biodiversità e della cultura del proprio territorio, che racconta e arricchisce.</p>
<p>Il vignaiolo come agricoltore si assume la responsabilità di preservare e migliorare la fertilità del suolo e l’equilibrio degli ecosistemi.</p>
<p>Il vignaiolo si impegna a rinunciare all’utilizzo di molecole e organismi artificiali e di sintesi con l’obiettivo di tutelare il vivente.</p>
<p>Il vignaiolo governa il limite in tutti i suoi impegni ricercando l’ottimo, mai il massimo.</p>
<p>Il vignaiolo si assume la responsabilità della propria attività nel rispetto dell’ambiente, della salute del consumatore e dei destini della propria comunità e della terra.</p>
<p>Il vignaiolo si impegna a creare e alimentare relazioni con altri vignaioli, agricoltori, produttori di cibo, cuochi, università e istituti di ricerca, educatori e cittadini nella propria comunità e nel mondo.</p>
<p>Il vignaiolo pratica la trasparenza: dice quello che fa e fa quello che dice.</p>
<p>I Vignerons d’Europe riuniti a Firenze chiedono alle autorità nazionali ed europee di non ostacolare il loro lavoro con regolamenti adatti all’industria ma non alle loro particolarità.</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Barbera: vitigno piemontese per antonomasia.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 10:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il termine vitigno si indica una particolare varietà di vite, generalmente utilizzata per la produzione di vino. I vitigni si possono distinguere per differenti forme e colori dei chicchi di uva, del grappolo e delle foglie, oltre che per differenti periodi di maturazione e soprattutto per le diverse caratteristiche organolettiche dei vini da essi [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine vitigno si indica una particolare varietà di vite, generalmente utilizzata per la produzione di vino.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4332" title="barbera" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/barbera.jpg" alt="barbera" width="140" height="170" />I vitigni si possono distinguere per differenti forme e colori dei chicchi di uva, del grappolo e delle foglie, oltre che per differenti periodi di maturazione e soprattutto per le diverse caratteristiche organolettiche dei vini da essi ottenuti.</p>
<p>Il Barbera è il vitigno indigeno piemontese per antonomasia e, assieme al Sangiovese, è al primo posto come presenza di vigneti in Italia. </p>
<p>Le notizie più antiche della sua esistenza in Piemonte risalgono al 1200 quando veniva chiamato Gisa o Gisola.</p>
<p>Ufficialmente l&#8217;introduzione nelle Langhe risale al 1695 per opera del conte Cotti di Nieve. Grazie alla sua versatilità, gli emigranti italiani l&#8217;hanno portato nelle Americhe dove è tuttora coltivato (specialmente in Argentina).</p>
<p>Ha grappolo medio-grande e acini di forma ellissoidale con buccia sottile e viola. Ne esiste anche una versione a bacca bianca chiamata Barbera Bianca. L&#8217;acidità che<span id="more-4267"></span> contraddistingue le uve consente lunghi invecchiamenti.</p>
<p>E&#8217; uno dei vitigni più usati nella viticoltura tradizionale piemontese. Con esse si ottengono il Barbera d&#8217;Asti DOC, il Barbera d&#8217;Alba DOC, il Barbera del Monferrato DOC, il Colli Tortonesi Barbera DOC, il Gabiano DOC, il Rubino di Cantavenna DOC e altre DOC piemontesi.</p>
<p>La sua presenza è importante anche in Lombardia (dove ad esempio è usato in purezza oppure associato con Croatina nelle DOC Oltrepò Pavese, rosso e rosato) ed in Emilia.</p>
<p>Il Barbera d&#8217;Asti DOC proviene da uve coltivate sulle colline intorno alla città di Asti, nelle province di Asti e di Alessandria. E&#8217; un vino sontuoso e pieno e viene fatto con almeno l&#8217;85% di Barbera con l&#8217;opzione di aggiungere un 15% di Freisa, di Grignolino e Dolcetto, siano essi da soli oppure in combinazione.</p>
<p>Il vino, prima di essere commercializzato, deve essere invecchiato almeno fino al 1° Marzo successivo alla vendemmia. La sua gradazione alcolica minima è di 12°.</p>
<p>I Barbera d&#8217;Asti etichettati &#8220;superiore&#8221; devono avere una gradazione alcolica minima di 12,5° ed essere stati invecchiati per almeno un anno, di cui sei mesi nel legno.</p>
<p>Di recente nella zona sono state riconosciute tre sottozone particolari: il Barbera d&#8217;Asti superiore &#8220;Colli Astiani&#8221; o &#8220;Astiano&#8221;, il Barbera d&#8217;Asti Superiore &#8220;Nizza&#8221; e il Barbera d&#8217;Asti Superiore &#8220;Tinella&#8221;.</p>
<p>I produttori di queste sottozone hanno deciso di costruirsi delle vere proprie nicchie tutelate da un disciplinare di produzione molto rigoroso con lo scopo di produrre vini di grande struttura e di offrire un livello di qualità decisamente elevato.</p>


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