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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Energie rinnovabili</title>
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		<title>Messico ed energia solare: grandi capacità ma pochi progetti.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 11:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13132" title="solare" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solare.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La <strong>posizione latitudinale</strong> dei paesi nei quali si effettuano ricerche sul successo del solare è molto influente.</p>
<p>Si vedano, negli Stati Uniti, le Hawaii, New Mexico, Colorado, Missouri, Texas, Alabama, Mississippi e ciò che ragionevolmente accomuna tali stati è che sono all&#8217;incirca alla stessa latitudine.</p>
<p>Ma si può citare anche il <strong>Messico</strong>: considerato una opportunità d’energia solare senza pari (secondo un rapporto creato da Greentech Media, utilizzando anche i dati del Dipartimento energetico del Messico), presenta <strong>forti potenzialità</strong> nel <strong>solare</strong>, proprio grazie alla latitudine e all&#8217;angolazione solare rispetto al mondo.</p>
<p>Il Messico presenta valori di irradiazione pari a circa 5 kilowattora per metro quadrato al giorno (<strong>5 kWh/m2/giorno</strong>): non solo l&#8217;irradiazione solare media del Messico è del <strong>60%</strong> <span id="more-13111"></span>maggiore rispetto alla Germania (che offre dei dati di per sé buoni), ma, secondo l&#8217;International Energy Agency, il Messico è in grave ritardo nello sviluppo di tecnologie solari efficienti.</p>
<p>E poichè le <strong>reti elettriche </strong>non sono di solito  costruite esclusivamente entro i confini statali, ma toccano gli altri stati, sarebbe opportuno e conveniente che gli stati in grado di utilizzare in modo efficace l&#8217;energia solare pattuissero delle giuste politiche ambientali, sia all&#8217;interno dei propri confini che negli affari con gli stati vicini, il tutto per un consumo massiccio ed efficiente di questo tipo di energia.</p>
<p>Questo stato è quindi un esempio chiaro di come non basta avere risorse  geografiche, posizionali, naturali, per fare del <strong>rinnovabile</strong> un punto  d’arrivo soddisfacente; senza politiche adeguate e responsabili, i  “regali” della natura vengono malamente sprecati.</p>
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		<title>US-DOE: &#8220;lavoriamo su un innovativo sistema solare per finestre&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 14:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le finestre, si sa, lasciano entrare la luce e il calore del Sole. Attualmente vi sono diverse “forme di progettazione passiva” delle finestre per giungere alla &#8220;massimizzazione della luce&#8221;, dal momento che il calore è energia e può essere trasformata in elettricità. Un nuovo tipo di pellicola trasparente solare è stato sviluppato dal Dipartimento dell&#8217;Energia [...]


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<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solare-finestre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12949" title="solare-finestre" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solare-finestre.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un nuovo tipo di<strong> pellicola trasparente solare</strong> è stato sviluppato dal Dipartimento dell&#8217;Energia degli Stati Uniti e potrebbe trasformare le<strong> finestre</strong> in generatori di elettricità pulita. Sfruttando la potenza del sole, tali dispositivi di captazione solare aumenterebbero la probabilità di contatto diretto con i suoi raggi.</p>
<p>Gli scienziati del <strong>US-Department of Energy</strong> (US-DOE), in collaborazione anche con altri istituti, si propongono di migliorare il rapporto costi-efficacia e la scalabilità di produzione di finestre solari.</p>
<p>Si tratta di un<strong> polimero semiconduttore</strong> integrato con <strong>fullereni</strong> ricchi di carbonio. Il polimero dimostra la sua efficienza quando viene applicato su una superficie ristretta e in condizioni attentamente controllate, ma vi sono le basi perché tale efficienza<span id="more-12715"></span> permanga anche su una vasta area, ciò perché il materiale si auto-assembla in un modello di ripetizione di <strong>celle esagonali</strong> a forma di micron di dimensioni simili ad un nido d&#8217;ape.</p>
<p>Secondo i ricercatori, i bordi densamente imballati <strong>a forma di favo</strong> assorbono la luce e possono facilitare la conducibilità elettrica, mentre i centri non assorbono molta luce e sono relativamente trasparenti.</p>
<p>Alcuni studiosi stanno studiando non solo ottimi sistemi concernenti le finestre, ma anche le tende alla veneziana: il design del pannello solare in <strong>stile veneziano</strong> di Vincent Gerkens è una innovativa tecnologia verde che cattura l&#8217;energia solare durante il giorno e la restituisce di notte.</p>
<p>Si tratta di una cella solare flessibile che si adatta su tutta la superficie delle <strong>tende</strong> e l’energia catturata dalle celle solari flessibili verrà archiviata nella parte in cui entra il cavo di trazione e sarà disponibile per altri usi, quali computer o altri dispositivi elettrici.</p>
<p>Questi nuovi metodi d’uso dell’energia solare non sono ancora in commercio, ma vi sono le basi perché lo siano. Gli esperimenti proseguono, con l’obiettivo di sfruttare al meglio la fonte naturale per eccellenza di energia.</p>
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		<title>La tastiera ad energia solare è firmata Logitech.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 10:57:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scrivere, comporre, navigare. Una tastiera è indispensabile per utilizzare un normale computer, e mai prima d’ora potevamo pensare di avere concretamente una tastiera che, sfruttando il wireless, non abbia bisogno di batterie. Stiamo parlando della Wireless Solar Keyboard K750, firmata Logitech, risultato rivoluzionario di anni e anni di lavori, che sarà disponibile sin dall’inizio del [...]


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<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/logitech-wireless-solar-keyboard-k750.png"><img class="alignleft size-full wp-image-12421" title="logitech-wireless-solar-keyboard-k750" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/logitech-wireless-solar-keyboard-k750.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Stiamo parlando della <strong>Wireless Solar Keyboard K750</strong>, firmata <strong>Logitech</strong>, risultato rivoluzionario di anni e anni di lavori, che sarà disponibile sin dall’inizio del 2011 al prezzo di 80 euro.</p>
<p>La Logitech fornirà anche il componente da installare su Windows, mentre ancora non si hanno notizie sul medesimo componente per il Mac.</p>
<p>Normalmente, una tastiera senza fili, che si avvale della tecnologia wireless, prevede l&#8217;uso di batterie al suo interno. Nella tastiera solare Logitech, invece, non c’è bisogno di batteria perché all’interno della tastiera è predisposto un <strong>sistema di accumulazione</strong> energetica, che avviene attraverso celle solari che sanno sfruttare sia l’energia solare sia la luce artificiale.</p>
<p>Gli esperti della Logitech ritengono che l’<strong>autonomia massima</strong> senza ricarica tocchi i <strong>sei mesi</strong>! E che la comodità, tutt’oggi riconosciuta e chiara, di avere una tastiera<span id="more-12397"></span> fisica, al di là dei “touch” in diffusione, si possa finalmente sposare con la sua essenza <strong>ecosostenibile</strong>.</p>
<p>Laddove c&#8217;è luce, v&#8217;è energia: è questo ciò che afferma la Logitech, con risultati, assicura, permanenti e confortevoli, in ambienti aperti e chiusi. Il sito di riferimento è <a title="Tastiera Logitech" href="http://www.logitech.com/it-it/keyboards/keyboard/devices/k750-keyboard" target="_blank" rel="nofollow">Logitech</a>.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F11%2F08%2Ftastiera-a-energia-solare-firmata-logitech%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>A Kunming, in Cina, si valorizza il solare.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 16:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energia-solare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11712" title="energia-solare" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energia-solare.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Grazie alle massicce incentivazioni locali e alla presenza di prezzi accessibili, la<strong> Cina</strong> ha dunque iniziato il percorso verso la valorizzazione del<strong> solare</strong> attraverso “prodotti finiti”, con la loro installazione in primis a livello locale.</p>
<p>Nel rapido sviluppo dell&#8217;economia globale, la <strong><em>sostenibilità energetica</em></strong> è diventata sempre più importante come fonte di energia pulita, sicura ed economica, e l&#8217;energia solare sta attirando sempre maggiore attenzione da parte della <strong><em>comunità internazionale</em></strong>.</p>
<p><strong>Kunming</strong> (che ha una popolazione di poco meno di 2 milioni di persone ed è capoluogo della provincia dello Yunnan) presenta delle massicce risorse solari, e negli ultimi anni<span id="more-11333"></span> il settore solare fotovoltaico è divenuto una delle principali nuove industrie hi-tech supportate dal Comune.</p>
<p>L’evento, derivato dalla co-organizzazione di Comune di Kunming, EUROSOLAR-Turchia, e American General Business Association, ha visto la partecipazione di oltre <strong>120</strong> funzionari governativi, esperti e studiosi, dirigenti e professionisti che si riuniscono per discutere di come “capitalizzare sui cambiamenti in corso” precisando nuove politiche governative attraverso i progressi tecnici nella produzione degli impianti.</p>
<p>Ospite d&#8217;onore alla manifestazione è stata Tanay Sıdkı Uyar, presidente di EUROSOLAR-Turchia, illustrando dati sulle possibilità di sviluppo di impianti fotovoltaici in Turchia, e con uno sguardo anche all’Unione Europea sulle tendenze del mercato fotovoltaico in essa.</p>
<p>Un altro oratore chiave è stata<strong> Qiu Diming</strong>, capo del Comitato Tecnologico di Trina Solar, uno dei principali costruttori mondiali di impianti fotovoltaici. La Cina inizia dunque a valorizzare profondamente il solare, che parta da progetti seri e che coinvolga innanzitutto le realtà locali.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F10%2F15%2Fa-kunming-in-cina-si-valorizza-il-solare%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Il mega progetto Desertec tra speranze e paure.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 15:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/15/il-mega-progetto-desertec-tra-speranze-e-paure/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;obiettivo del mega-progetto<em> Desertec</em> è coprire il 15% del fabbisogno energetico europeo usando fonti rinnovabili provenienti da Africa, Medio Oriente e Mare del Nord. Ecco i punti più controversi. </strong></p>
<p><em><strong><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/desertec.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11666" title="desertec" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/desertec.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il network TREC</strong></em> (<strong>T</strong>rans-<strong>M</strong>editerranean <strong>R</strong>enewable <strong>E</strong>nergy<strong> C</strong>ooperation) è stato fondato nel 2003 dal Club di Roma, dalla Fondazione di Amburgo per la Protezione del Clima e dal Centro Nazionale Giordano per la Ricerca sull&#8217;Energia (NERC).</p>
<p>Esso consiste in una rete internazionale di circa <strong>60</strong> tra scienziati (primo fra tutti il nobel <a title="Carlo Rubbia: “Il futuro è nel sole. Il nucleare è un errore”." href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/13/carlo-rubbia-il-futuro-e-nel-sole-il-nucleare-e-un-errore/" target="_self"><strong>Carlo Rubbia</strong></a>), politici ed esperti delle energie rinnovabili. Nel 2009 ha sviluppato il progetto <em><strong>Desertec</strong></em> ed oggi intende metterlo in pratica unitamente ai rappresentanti della politica, dell’industria e del mondo finanziario.</p>
<p>Il concetto su cui si basa il progetto <em><strong>Desertec </strong></em>è che la fonte di energia più abbondante sulla Terra è la <strong><em>radiazione solare</em></strong> che ricevono i <em><strong>deserti</strong></em> delle <strong><em>zone equatoriali:</em></strong> in sole sei ore il deserto del Sahara riceve infatti più energia solare di tutta quella che attualmente<span id="more-11422"></span> l&#8217;umanità consuma in un anno.</p>
<p>Esso presuppone una stretta collaborazione tra tra <strong>Eu</strong>ropa, Medio Oriente (the <strong>M</strong>iddle-<strong>E</strong>ast) e Africa Settentrionale (<strong>N</strong>orth <strong>A</strong>frica): <strong>EU-MENA</strong>.</p>
<p>Una volta completato, si presenterebbe come una rete di cavi a corrente continua ad alta tensione (<strong>HVDC,</strong><strong> H</strong>igh<strong> V</strong>oltage <strong>D</strong>irect <strong>C</strong>urrent) che, a partire da <strong>centrali solari termodinamiche</strong> situate nei deserti e <strong>centrali eoliche </strong>situate sulle coste atlantiche, attraverserebbero tutta l&#8217;Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente.</p>
<p>I vantaggi sarebbero:</p>
<ol>
<li> soddisfare la domanda interna di energia dei Paesi situati nella regione <strong>MENA</strong></li>
<li>fornire energia inesauribile e pulita per desalinizzare l&#8217;acqua del mare</li>
<li>esportare energia pulita all&#8217;Europa.</li>
</ol>
<p>Attualmente al progetto partecipano aziende come le tedesche <em>E.ON, Deutsche Bank, MAN Solar, RWE, Münchener Rück, M+W Zander, Schott Solar y Siemens,</em> la svizzera <em>ABB</em>, la spagnola <em>Abengoa Solar </em>e l&#8217;africana <em>Cevital</em>. Anche la <em><strong>Enel Green Power </strong></em>vi ha aderito, precisando però che lo scopo immediato che si pone è quello di soddisfare innanzi tutto i bisogni locali di energia, pensando all&#8217;Europa solo in un secondo momento.</p>
<p>Tutta la tecnologia necessaria per la realizzazione di<strong><em> Desertec</em></strong> esiste e sta operando già da alcune decine di anni.</p>
<p>Questo progetto riceve però critiche costanti; vediamo i punti più discussi:</p>
<ol>
<li><strong>Modello energetico centralizzato</strong><em><br />
Contrari:</em> sia la produzione di energia che la sua distribuzione potrebbero cadere nelle mani di una sola azienda o consorzio (modello energetico centralizzato).<em>Sostenitori: </em>tutti gli investitori pubblici e privati possono, se vogliono, partecipare alla costruzione e alla gestione di centrali e cavi (modello energetico decentralizzato).</li>
<li><strong>Colonialismo energetico</strong><em><br />
Contrari:</em> potrebbe nascere una nuova forma di colonialismo energetico in cui una risorsa africana sarebbe &#8220;rubata&#8221; per il beneficio dei cittadini e delle imprese dell&#8217;Europa.<em>Sostenitori:</em> gli impianti procurerebbero energia anche per l&#8217;autoconsumo nei paesi non europei coinvolti. Inoltre l&#8217;energia ottenuta si userebbe anche per dissalare l&#8217;acqua del mare, così i paesi della regione MENA potrebbero risolvere uno dei probemi più grandi che arresta il loro sviluppo.<br />
Inoltre i paesi con una propria fonte energetica fossile potrebbero optare per vendere la propria produzione rinnovabile all&#8217;Europa ed usare il combustibile fossile per il consumo interno. E’ l’attuale situazione a costituire uno sfruttamento di gas e petrolio.</li>
<li><strong> Sicurezza energetica</strong><em><br />
Contrari:</em> i paesi MENA sono politicamente instabili, perciò nel caso di un conflitto di qualsiasi tipo salterebbe il rifornimento di energia all&#8217;Europa.<em>Sostenitori:</em> la rete di centrali sarebbe così ampia e distribuita in differenti paesi che, anche qualora uno di essi entrasse in conflitto, la maggior parte della rete non ne sarebbe minacciata e si potrebbero applicare misure compensatorie senza eccessivi problemi.</li>
<li><strong>Dipendenza energetica</strong><em><br />
Contrari:</em> si manterrebbe la dipendenza energetica dell&#8217;Europa nei confronti di stati esteri, passando dall&#8217;importare combustibili fossili all&#8217;importare energie rinnovabili.<em>Sostenitori:</em> l&#8217;energia importata sarebbe solamente del 15-17% di quella necessaria in Europa, mentre una percentuale maggiore proverrebbe dalla produzione rinnovabile interna, magari da altre fonti di energia rinnovabile (biomassa, il biogas&#8230;).</li>
<li><strong> Alto costo del progetto<br />
</strong><em>Contrari: </em>ci vorrebbero ben 400 mila milioni di euro per implementare la rete.<em>Sostenitori: </em> sarebbero sufficienti incentivi statali dell’ordine di grandezza di qualche miliardo di euro per rendere attraente, nella fase iniziale, la costruzione di centrali e linee di trasmissione da parte di investitori pubblici e privati. In questo modo le centrali solari sarebbero competitive senza ulteriori sovvenzioni entro il 2020.</li>
</ol>
<p>Molti paesi dell&#8217;area<strong> MENA</strong> si sono mostrati favorevoli al progetto ed hanno offerto i propri territori per istallarvi le centrali solari ed eoliche. Senza dubbio, Desertec è un progetto che non lascia nessuno indifferente.</p>
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		<title>Obama farà installare nuovi pannelli solari alla Casa Bianca.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 21:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diffusione delle rinnovabili deve avvalersi di una buona immagine, data specialmente da parte di chi detiene il potere. Ed è ciò che fa l’esecutivo statunitense. L&#8217;amministrazione Obama intende infatti installare nuovi pannelli solari per promuovere il suo programma di energia pulita. I pannelli solari sono stati installati alla Casa Bianca nel 1979, dopo varie [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/13/obama-vuole-i-pannelli-solari-alla-casa-bianca/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La diffusione delle rinnovabili deve avvalersi di una buona immagine, data specialmente da parte di chi detiene il potere. Ed è ciò che fa l’esecutivo statunitense. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Casa-Bianca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11589" title="Casa-Bianca" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Casa-Bianca.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;amministrazione<strong> Obama</strong> intende infatti installare nuovi<strong><em> pannelli solari</em></strong> per promuovere il suo programma di energia pulita.<br />
I pannelli solari sono stati installati alla Casa Bianca nel 1979, dopo varie crisi petrolifere: queste crisi nel 1970 hanno evidenziato la dipendenza dal petrolio degli Stati Uniti.</p>
<p>Jimmy Carter fece installare pannelli solari sulla <strong>Casa Bianca</strong> per incoraggiare il Paese a diventare energeticamente più indipendente attraverso l&#8217;uso domestico di <strong><em>fonti rinnovabili</em></strong>. Tuttavia, sono stati poi smantellati da Ronald Reagan che, dopo il placarsi della crisi petrolifera, ne avvertì l’inutilità.</p>
<p>Ora l&#8217;attuale amministrazione ha intenzione di reinstallare i pannelli solari, più precisamente nella prossima primavera. Essi forniscono acqua calda e una piccola quantità di<span id="more-11490"></span> energia elettrica alla residenza della Casa Bianca.</p>
<p>Questa decisione esecutiva è stata annunciata dal Segretario di energia <strong>Steven Chu</strong>, che ha dichiarato: <em>&#8220;Perché si vada verso un’economia di energia pulita, la Casa  Bianca deve dare il buon esempio. Questo progetto riflette il forte impegno del presidente Obama per la leadership degli Stati Uniti nel settore dell’energia solare, con l’obiettivo di creare anche numerosi posti di lavoro”.</em></p>
<p>La decisione è stata influenzata in parte da uno sforzo dell’attivista <strong>Bill McKibben</strong>, che ha guidato una carovana dal Maine a Washington, portando uno dei pannelli solari installati originariamente da parte dell&#8217;amministrazione Carter. McKibben, uno schietto difensore ambientale, in mancanza di azioni legislative davvero efficaci, ha deciso di adottare questi gesti dimostrativi non certo banali.</p>
<p>Egli ritiene che il rafforzamento del <em><strong>movimento ambientalista</strong></em> negli Stati Uniti è necessario di fronte a questa<em> “sconfitta politica, perché non adottare in modo efficace e coordinato dei provvedimenti pro-ambiente è sinonimo di scarsa sensibilità al tema e di bassa politica&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;Bet on green hotel&#8221;, il primo evento italiano sulla gestione sostenibile delle strutture ricettive.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 20:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo modello di albergo che coniuga l&#8217;alta qualità e unicità delle strutture con gli standard più alti della gestione responsabile è sempre più in voga. La clientela elevatissima richiede oggi  un connubio tra esclusività, attenzione all’ambiente e profondità dei legami con il territorio: questa domanda non è soddisfatta dal mercato odierno italiano e per [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/13/bet-on-green-hotel-il-primo-evento-italiano-sulla-gestione-sostenibile-delle-strutture-ricettive/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il nuovo modello di albergo che coniuga l&#8217;alta qualità e unicità delle strutture con gli standard più alti della gestione responsabile è sempre più in voga. La clientela elevatissima richiede oggi  un connubio tra esclusività, attenzione all’ambiente e profondità dei legami con il territorio: questa domanda non è soddisfatta dal mercato odierno italiano e per questo l&#8217;evento che vi descriviamo potrebbe rivelarsi di grande utilità.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/BetOnGreenHotel.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11520" title="BetOnGreenHotel" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/BetOnGreenHotel.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;iniziativa ha già ottenuto un ampio riconoscimento da parte di aziende, associazioni di settore e delle Istituzioni: in particolare gode del patrocinio del Ministero dell&#8217;Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, del Ministero del Turismo, dell&#8217;ENEA, della provincia di Roma e di molte realtà che auspicano uno sviluppo sostenibile del territorio.</p>
<p>La <strong><em>Convention</em></strong> sulla <strong><em>sostenibilità alberghiera e turistica</em></strong> (che si svolgerà a Roma il <em><strong>19 ottobre 2010)</strong></em> si rivolge in particolare a proprietari e direttori di alberghi, resort, villaggi turistici, camping, agriturismi, ma anche ad architetti, società immobiliari e società di consulenza.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;Auditorium saranno presenti 4 <strong><em>&#8220;aree verdi&#8221;</em></strong>:</p>
<p><strong>1. Area Espositiva:</strong> gli espositori saranno aziende specializzate nell&#8217;implementazione di soluzioni strategiche, gestionali e tecnologiche con un <strong><em>alto valore ambientale</em></strong>, che permettano cioè la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; la<span id="more-11479"></span> compensazione delle emissioni di anidride carbonica; l&#8217;aumento dell&#8217;efficienza degli elettrodomestici e dei sistemi di illuminazione;  l&#8217;isolamento termo-acustico; la gestione efficiente dell&#8217;acqua; la creazione di verde pensile; la creazione di biopiscine etc&#8230;</p>
<p><strong>2. Area Convegno:</strong> durante il convegno “<em>Punta sul verde: opportunità di sviluppo e buone pratiche di sostenibilità</em>” verranno approfonditi in particolare i temi dell&#8217;efficienza energetica e dei sistemi di certificazione della qualità ambientale e verranno mostrati degli esempi concreti di <strong><em>alberghi ecosostenibili</em></strong>.</p>
<p><strong>3. Area Tavola rotonda: </strong>durante la tavola rotonda “<em>Ridurre i rifiuti per far crescere il turismo. Confronto aperto sulle linee guida della Provincia di Roma</em>”, si confronteranno rappresentanti delle istituzioni, tecnici e albergatori  per fare il punto della situazione sulle migliori strategie  da adottare per il <strong><em>trattamento dei rifiut</em><em>i</em></strong>.</p>
<p><strong>4. Area Business:</strong> uno spazio in cui creare opportunità di business con i più importanti operatori del settore.</p>
<p>L&#8217;evento è stato organizzato da<strong><em> Innovazione Sostenibile</em></strong>, un&#8217;associazione romana che progetta e tiene corsi di formazione professionale e di gestione del personale, cercando sempre di promuovere e sostenere la cultura e le buone pratiche dell’innovazione aziendale e dello sviluppo sostenibile sul piano sociale, economico e ambientale.</p>
<p>Per maggiori informazioni visitare il sito<em> <a title="BetOnGreenHotel" href="www.betongreenhotel.com" target="_blank">BetOnGreenHotel</a></em></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F10%2F13%2Fbet-on-green-hotel-il-primo-evento-italiano-sulla-gestione-sostenibile-delle-strutture-ricettive%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Solar Eagle: un passo avanti nei velivoli solari.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 09:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Boeing è la maggiore società aerospaziale mondiale, e attorno ad essa c’è sempre grande interesse. In questo caso, il nuovo design della loro creazione è incentrato su un ambizioso sfruttamento dell’energia solare. Da un punto di vista storico, però, il primo volo ufficiale a energia solare nel mondo risale al 29 aprile 1979: il Solar [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/solar-eagle-un-passo-avanti-nei-velivoli-solari/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Boeing è la maggiore società aerospaziale mondiale, e attorno ad essa c’è sempre grande interesse. In questo caso, il nuovo design della loro creazione è incentrato su un ambizioso sfruttamento dell’energia solare.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Solar-Eagle-Boeing.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11190" title="Solar-Eagle-Boeing" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Solar-Eagle-Boeing.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Da un punto di vista storico, però, il primo volo ufficiale a energia solare nel mondo risale al 29 aprile 1979: il <strong>Solar Riser </strong>fu costruito da Larry Mauro e si basava su una struttura di deltaplano.</p>
<p>Oppure, il <strong>Solar Challenger</strong> era un velivolo elettrico ad energia solare progettato dalla AeroVironment di Paul MacCready.</p>
<p>Aalimentato interamente da celle fotovoltaiche attraverso le ali e lo stabilizzatore, anche senza batterie di riserva, fu il primo mezzo a volare a lunga distanza. Infatti nel 1981 fu completato con successo il volo di 163  miglia di dimostrazione dalla Francia all’Inghilterra.</p>
<p>Nel 1990, l’aereo ad energia solare <strong>Sunseeker</strong> volò con successo negli spazi USA, utilizzando una piccola batteria che si ricaricava attraverso celle solari, dimostrando una<span id="more-11003"></span> particolare efficienza specialmente dalla fase di decollo; lo stesso Sunseeker è stato aggiornato nel corso degli anni, con un motore più potente, ali più grandi, batterie al litio e controllo elettronico. E nel 2009 divenne il primo aereo ad energia solare ad attraversare le Alpi.</p>
<p>E arriviamo al nuovo <strong>Boeing</strong>: stiamo parlando del <strong>Solar Eagle</strong>, risultato della ricerca della Phantom Works sulle fonti energetiche rinnovabili. Questo mezzo sta dimostrando un’ottima tenuta, e si basa sulla capacità di raccogliere energia dal sole durante tutto il giorno e conservarlo (utilizzandolo) durante la notte, un po’ come accade per il <strong><a title="Il velivolo Solar Impulse in volo per 24 ore: il successo dell’energia solare." href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/12/il-velivolo-solar-impulse-in-volo-per-24-ore-il-successo-dellenergia-solare/" target="_self">Solar Impulse</a></strong> (che nel luglio di quest’anno ha sorvolato i cieli svizzeri per 24 ore!); ma il nobile obiettivo di SolarEagle è un altro: rimanere nei cieli per quasi cinque anni!</p>
<p>C’è chi ha già manifestato scetticismo, ma Boeing confida moltissimo nelle tecnologie attuali e future. La società ha firmato (e ricevuto) un contratto di <strong><em>89 milioni di dollari </em></strong>per preparare il Solar Eagle, in vista di test che dureranno ancora per qualche anno.</p>
<p>Il veicolo dovrebbe avere poi una apertura alare di 400 metri e sarà progettato per sopportare i forti venti della stratosfera, utilizzando una quantità minima di energia.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F10%2F06%2Fsolar-eagle-un-passo-avanti-nei-velivoli-solari%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>RisparmiArte, il laboratorio di educazione ambientale a Pistoia: risparmio energetico e riciclo dei materiali.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/interessante-laboratorio-di-educazione-ambientale-a-pistoia-risparmio-energetico-e-riciclo-dei-materiali/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 08:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizierà il 6 ottobre il laboratorio di educazione ambientale organizzato dallo SPER (Sportello Pistoiese Energie Rinnovabili) e rivolto ai bambini del Centro Arcobaleno di Pistoia, intitolato &#8220;RisparmiArte. Educazione al risparmio energetico e recupero di materie seconde&#8220;. Lo sportello dedicato alle energie rinnovabili è nato a giugno su iniziativa dell&#8217;assessorato alle politiche energetiche, in collaborazione con [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/06/interessante-laboratorio-di-educazione-ambientale-a-pistoia-risparmio-energetico-e-riciclo-dei-materiali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Inizierà il 6 ottobre il laboratorio </strong><strong>di educazione ambientale organizzato dallo SPER (Sportello Pistoiese Energie Rinnovabili) </strong><strong>e rivolto ai bambini del Centro Arcobaleno di Pistoia, </strong><strong>intitolato </strong><strong>&#8220;<em>RisparmiArte. Educazione al risparmio energetico e recupero di materie seconde</em>&#8220;. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Risparmiarte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11130" title="Risparmiarte" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Risparmiarte.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo sportello dedicato alle <strong>energie rinnovabili</strong> è nato a giugno su iniziativa dell&#8217;assessorato alle politiche energetiche, in collaborazione con il Centro Nazionale Energie Rinnovabili di Rispescia e con il circolo pistoiese di Legambiente.</p>
<p>Il suo compito principale è la diffusione di una corretta informazione sull&#8217;uso razionale dell&#8217;energia, sul risparmio energetico e sulle fonti di energia rinnovabili.</p>
<p>Con il progetto <strong>RisparmiARTE</strong>, un laboratorio creativo indirizzato a piccoli artisti consumatori, lo SPER intende sensibilizzare i cittadini sui temi che gli stanno a cuore: dopo questa prima esperienza con i bambini del Centro Arcobaleno, l&#8217;offerta verrà  infatti ampliata sul territorio.</p>
<p>Ogni laboratorio, strutturato in <strong>10 incontri</strong> aventi cadenza settimanale, prevede una fase iniziale di organizzazione e personalizzazione dello spazio a disposizione per il<span id="more-11085"></span> lavoro ed una fase successiva di realizzazione di piccoli manufatti. A tal fine verrà utilizzato materiale di scarto (portato ad ogni incontro dai bambini stessi) di cui verranno individuati gli usi tradizionali e i possibili usi creativi.</p>
<p>Verranno creati oggetti che sfruttano le energie rinnovabili, non producono rifiuti, dal valore educativo ed utili; saranno analizzate inoltre <strong><em>tematiche cruciali</em></strong> come il risparmio dell&#8217;acqua, lo sfruttamento dell&#8217;energia solare e gli effetti delle attività umane sulla terra: il tutto in una atmosfera divertente e giocosa.</p>
<p>Il percorso culminerà in un incontro finale a cui parteciperanno anche le famiglie ed in cui i giovani partecipanti illustreranno gli argomenti trattati mostrando i lavori prodotti.</p>
<p>L&#8217;<strong>educazione ambientale</strong> è uno strumento sempre più usato per comunicare le buone pratiche di risparmio energetico e di riciclo dei materiali: insegnando ai bambini si avrà in futuro una generazione forse più consapevole dei problemi ambientali e più rispettosa nei confronti della natura. Inoltre, non scordiamoci che educare i bambini significa anche sensibilizzare i genitori.</p>
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		<title>L&#8217;ENEL punta sulla mobilità elettrica, partendo da Pisa.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 12:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/10/04/lenel-punta-sulla-mobilita-elettrica-partendo-da-pisa/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La mobilità elettrica è in continua evoluzione e coinvolge moltissime aziende su tutto il territorio italiano. Pisa diventa una città-laboratorio, attraverso l’asse Enel-Comune, per sperimentare nei fatti vizi e virtù della mobilità elettrica cittadina.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pisa.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-11025" title="Pisa" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pisa.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>L’Enel a <strong>Pisa</strong> ha il suo centro di ricerca, e vuol partire con una grande sperimentazione, perché l’energia è uno dei grandi temi del nostro futuro, e deve essere “efficiente e intelligente”.</p>
<p>L’uso dei <strong>mezzi elettrici</strong> sostituirebbe così i combustibili, con un forte impatto ambientale positivo specialmente a livello locale, dove ci sono le emissioni più inquinanti e dannose.</p>
<p>Diversi modelli stanno arrivando sul mercato, ed <strong>Enel</strong> vuole appunto prepararsi bene attraverso la predisposizione (di cui Pisa diviene zona-test) delle infrastrutture giuste, sia pubbliche (ossia per strada) che domestiche.</p>
<p>Queste infrastrutture devono poter interagire da una parte col cliente (riconoscendo il suo mezzo e offrendogli anche dei servizi aggiuntivi) sia con l’intera rete elettrica,<span id="more-11023"></span> offrendo i prezzi più bassi (di ricarica) nelle ore giuste.</p>
<p>Enel ha scelto Pisa non solo perché lì ha il suo centro di ricerca, ma anche perché è una città di media dimensione, con un centro storico di valore (architettonico e ambientale). E già per strada iniziano a vedersi i primi punti di ricarica (le cosiddette <strong><em>“colonnine”</em></strong>).</p>
<p>La società installerà circa cento <strong><em>punti di ricaric</em><em>a</em></strong> tra pubblici e privati, selezionati in collaborazione con Mercedes (che metterà a disposizione i primi veicoli elettrici).</p>
<p>Inoltre, l’Enel ha selezionato venticinque clienti, che sperimenteranno con essa questo progetto. Si crea così un “laboratorio di mobilità elettrica” per fare di Pisa una città del futuro su scala cittadina.</p>
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		<title>Lo Spray fotovoltaico, un prototipo rivoluzionario nel campo dell&#8217;energia solare.</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 11:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prototipo dello Spray Fotovoltaico è stato messo a punto dalla compagnia norvegese Ensol, che lavorerà a questa nuova tecnologia per produrre energia pulita fino al 2016, insieme ad un’équipe di ricercatori britannici dell’Università di Leicester. Grazie a questa geniale idea è possibile trasformare le superfici, spruzzandovi nano particelle metalliche, in generatori di energia. Si [...]


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<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/spray-fotovoltaico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10979" title="spray-fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/spray-fotovoltaico.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Grazie a questa geniale idea è possibile trasformare le superfici, spruzzandovi <strong><em>nano particelle metalliche</em></strong>, in generatori di energia.</p>
<p>Si tratta infatti di una sorta di bomboletta spray in grado di stendere sulle superfici una   <strong><em>sottile pellicola fotovoltaica</em></strong>, completamente <em><strong>trasparente</strong></em>, a base di  nano particelle metalliche.</p>
<p>Le possibili applicazioni sono innumerevoli, dall&#8217;<strong>edilizia</strong> all&#8217;<strong>aeronautica</strong>. Finestre e vetrate sarebbero completamente trasparenti, ma capaci di produrre   elettricità grazie a questo spray fotovoltaico, spruzzato sul substrato di <strong>vetro</strong>. Altre possibili applicazioni potrebbero essere sui <strong>muri</strong> delle case, sugli<strong> autoveicoli</strong>, etc&#8230;</p>
<p>Molti laboratori nel mondo stanno  lavorando al fotovoltaico spray, e si registrano già nuovi progressi in questa tecnologia che potrebbe dare un impulso formidabile al settore<span id="more-10973"></span> fotovoltaico, eliminando tra l′altro il problema di un eventuale impatto estetico  dei pannelli fotovoltaici.</p>
<p>La <em><strong>nuova tecnologia</strong></em>, ancora in attesa di brevetto,  consentirebbe, rispetto a tutte le altre tecnologie attualmente in studio in altre parti del mondo, di evitare la presenza nella soluzione spray della componente opaca del metallo, garantendo così la piena <em><strong>trasparenza</strong></em> della <em><strong>vernice fotovoltaica</strong></em>.<br />
I vetri delle finestre, sulle quali verrebbe applicato il nuovo spray  fotovoltaico, conserverebbero quindi la loro naturale trasparenza.</p>
<p>Il grosso del lavoro per il fotovoltaico spray riguarda ora l&#8217;aumento dell&#8217;efficienza energetica   della pellicola, attualmente pari a <strong>100 watt per metro quadro</strong>.   L&#8217;obiettivo è migliorarla almeno del <strong>20%</strong>, prima del lancio sul mercato della nuova tecnologia, nel 2016.</p>
<p><em>&#8220;Uno dei maggiori pregi della pellicola che si riesce a produrre con  questo metodo è che la si può applicare senza nessuna difficoltà a  qualsiasi superficie trasparente, anche alle finestre di casa, senza  comprometterne le capacità intrinseche di far passare la luce, ad  esempio&#8221;</em>, ha affermato Chris Binns, professore di nanotecnologia nel  dipartimento di fisica e astronomia all&#8217;università di <strong>Liecester</strong>.</p>
<p>Binns  sta aiutando la <strong>EnSol</strong> a sviluppare un modello commerciabile della  nanosostanza solare. <em>&#8220;Ovviamente per produrre energia elettrica una  parte della luce deve essere assorbita, diciamo un 8-10 per cento. Se lo  si usa sulla finestre non si perde tanto, perché è come se ci fossero  dei vetri affumicati. Quando la si applica alle pareti esterne di un  edificio, e anche sui tetti, può essere usata come una vernice vera e  propria, raggiungendo spessori più grandi che sono così in grado di  produrre una maggiore quantità di energia&#8221;</em>.</p>
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		<title>Solare fotovoltaico: tecnologia a rapida crescita ma con ancora troppo pochi beneficiari.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 14:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/28/solare-fotovoltaico-tecnologia-a-rapida-crescita-ma-con-ancora-troppo-pochi-beneficiari/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Secondo l<em>‘Earth Policy Institute</em>,</strong><strong> nel 2009</strong><strong> è stato prodotto un totale di 10.700 Megawatt di celle fotovoltaiche, ben il 51% in più rispetto all’anno precedente. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solare-fotovoltaico.film-sottile.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10922" title="solare-fotovoltaico.film-sottile" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solare-fotovoltaico.film-sottile.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <em><strong>solare fotovoltaico</strong></em> è decisamente la tecnologia a più rapida crescita al mondo. Alla fine del 2009, erano quasi <strong>23.000</strong> i Megawatt di fotovoltaico installati in tutto il globo: tanto da poter dare energia a quasi 5 milioni di abitazioni in oltre 100 Paesi.</p>
<p>La tecnologia più diffusa è quella delle <strong><em>celle in silicio cristallino</em></strong> mentre in rapida crescita è quella del <strong><em>modulo a film sottile</em></strong>, promossa soprattutto dall&#8217;azienda <em><a title="Fotovoltaico, il futuro è nel silicio su vetro" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/04/fotovoltaico-il-futuro-e-nel-silicio-su-vetro/" target="_self">First Solar</a> </em>che ha la propria sede in Arizona.</p>
<p>I primi 5 produttori di celle fotovoltaiche del globo sono in ordine: Cina, Giappone, Taiwan, Germania e Stati Uniti.</p>
<p>Insieme Cina e Taiwan rappresentano il <strong>49%</strong> di tutte le attività manifatturiere del settore fotovoltaico, una quota che  crescerà nei prossimi anni visti i costi di produzione<span id="more-10548"></span> molto bassi e quindi competitivi.</p>
<p>Il <strong><em>caso cinese</em></strong> è, come spesso accade, contraddittorio: poiché la maggior parte dei consumatori cinesi non può ancora permettersi tale tecnologia, il 95% della produzione viene esportato per lo più in Germania, leader mondiale nell’utilizzo di energia fotovoltaica.</p>
<p>La Germania, infatti, ha installato 3.800 megawatt di fotovoltaico nel 2009, una quantità enorme che rappresenta più della metà dei 7.200 megawatt aggiunti in totale a livello mondiale.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, questi numeri sono destinati ad aumentare dato che, secondo i dati tedeschi, nel Paese sono già stati installati nei primi 6 mesi di quest’anno gli stessi megawatt di tutto il 2009.</p>
<p>Tra i paesi che hanno installato il maggior numero di impianti, dopo la Germania e la Spagna, c’è  l’<strong><em>Italia</em></strong> con 730 Megawatt. A seguire Giappone e Stati Uniti, entrambi vicini a quota 500 megawatt.</p>
<p>Ecco che appare un grande paradosso sociale della tecnologia solare. Il <strong><em>solare</em></strong> è visto da molti Paesi del Sud del mondo o in Via di Sviluppo come una grande possibilità di approvvigionamento energetico decentrato e democratico, perfettamente integrabile nel territorio e controllabile dalle comunità locali.</p>
<p>Di fatto però il più grande produttore mondiale (la Cina) di celle fotovoltaiche e tanti Paesi poveri con un&#8217;alta irradiazione solare media annuale non beneficiano ancora di questa tecnologia.</p>
<p>Lì, infatti, a differenza che nell&#8217;Occidente industrializzato, i governi  non possono sostenere il settore con gli incentivi statali che saranno necessari finché il costo del kWh fotovoltaico non sarà pari a quello del kWh prodotto da fonti convenzionali: dunque né i singoli cittadini né i comuni più piccoli sono in grado per ora di far fronte alla spesa iniziale di installazione dei pannelli.</p>
<p>In più, in paesi come quelli <strong><em>africani</em></strong>, spesso gli impianti si fermano dopo pochi anni a causa di una scarsa o inappropriata manutenzione dovuta ad una bassa formazione tecnologica locale. Insomma, senza le ONG poco si riesce a fare&#8230;</p>
<p>Molti sono ancora gli ostacoli da superare quindi per fare in modo che l&#8217;energia solare pulita alimenti il mondo intero: <em>in primis </em>rendere la tecnologia ancora più economica o le singole celle più efficienti (grandi passi si stanno facendo in questo senso ultimamente), in secondo luogo promuovere incentivi statali in tutti i Paesi, fare in modo che i distributori di pannelli assicurino particolari agevolazioni ai paesi più poveri e dare la giusta formazione tecnica ai manutentori di piccoli, medi e grandi impianti di tutto il globo.</p>
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		<title>Energie rinnovabili: pubblicate le nuove linee guida nazionali.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 13:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici. Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le linee [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/28/energie-rinnovabili-pubblicate-le-nuove-linee-guida-nazionali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rinnovabili.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10853" title="Rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rinnovabili.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le <strong><em>linee guida</em></strong> erano molto attese perché costituiscono una disciplina unica, valida su tutto il territorio nazionale, che consentirà finalmente di superare la frammentazione normativa del settore delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Da adesso le regioni avranno <em><strong>90 giorni</strong></em> di tempo per mettere a punto le proprie norme.</p>
<p>La costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili richiederà d&#8217;ora in poi un’<strong><em>autorizzazione unica</em></strong> rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, che dovrà essere conforme alle normative in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico artistico, e costituirà, ove occorra, variante allo strumento urbanistico.<span id="more-10718"></span></p>
<p>Solo gli impianti più piccoli (ad esempio impianti fotovoltaici fino a 20 kW; impianti a biomassa fino a 1000 kWe; impianti eolici fino a 60 kW; impianti idroelettrici fino a 100 kW) saranno realizzabili con una procedura semplificata, consistente in una <strong><em>DIA</em></strong> (Dichiarazione Inizio Attività).</p>
<p>Un punto negativo, tuttavia, secondo la <strong>LIPU</strong> (Lega Italiana Protezione Uccelli) è dato dalla mancanza di misure obbligatorie e inderogabili almeno per quanto riguarda i siti di maggiore interesse naturalistico. Altro aspetto preoccupante  è il fatto di non aver inserito limiti alla potenza degli impianti.</p>
<p>&#8220;<em>Salutiamo con favore l&#8217;emanazione delle Linee guida nazionali </em>- dichiara la LIPU &#8211; <em>che speriamo possano garantire maggiori tutele per l&#8217;ambiente e la biodiversità. Ora però le regioni procedano con urgenza emanando le norme attuative: una valanga di progetti potrebbero essere presentati intenzionalmente prima dell&#8217;emanazione di tali regole (al fine di evitarne l&#8217;applicazione), il che potrebbe significare il colpo di grazia ad aree di estremo valore naturalistico ma anche storico e paesaggistico</em>&#8220;.</p>
<p>In questi anni, spiega la LIPU, si è assistito a un proliferare indiscriminato di centrali eoliche industriali che ha gravemente compromesso le aree più sensibili del Paese da un punto di vista <em><strong>paesaggistico</strong></em> e <em><strong>faunistico</strong></em>, portando tra l&#8217;altro in alcuni casi a vere e proprie situazioni di malaffare. Questo anche perché gli altissimi incentivi finanziari sono del tutto indipendenti da criteri qualitativi legati al rispetto dell&#8217;ambiente da parte degli impianti.</p>
<p>La stessa dinamica che si è avuta con l&#8217;eolico si sta replicando oggi con il fotovoltaico, con distese di pannelli che stanno consumando centinaia e centinaia di ettari agricoli.</p>
<p>Oltre alle nuove disposizioni &#8211; sottolinea la LIPU &#8211; le Regioni devono comunque applicare la misura del divieto di eolico nelle ZPS (Zone protezione speciale) contenuta nel decreto <em><strong>&#8220;Rete Natura&#8221;</strong></em> emanato nel 2007 dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.</p>
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		<title>Igro-elettricità contenuta nell&#8217;aria: può convertirsi in una nuova fonte di energia rinnovabile?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 14:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;incontro annuale della American Chemical Society, celebrato a Boston a fine agosto, degli scienziati brasiliani hanno mostrato una ricerca preliminare che potrebbe permettere di sfruttare l&#8217;energia che genera i fulmini e convertirla in una fonte di energia pulita. Quando un fulmine parte da una nube temporalesca e si scarica a terra, trasporta milioni di volt di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/14/igro-elettricita-contenuta-nellaria-puo-convertirsi-in-una-nuova-fonte-di-energia-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nell&#8217;incontro annuale della <em>American Chemical Society</em>, celebrato a Boston a fine agosto, degli scienziati brasiliani hanno mostrato una ricerca preliminare che potrebbe permettere di sfruttare l&#8217;energia che genera i fulmini e convertirla in una fonte di energia pulita. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fulmini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10219" title="fulmini" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fulmini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quando un fulmine parte da una nube temporalesca e si scarica a terra, trasporta milioni di volt di elettricità, più di quanta potrebbero produrre in quel breve istante tutte le centrali elettriche degli Stati Uniti messe insieme.</p>
<p>La <em><strong>corrente elettrica</strong></em> generata da un fulmine è quindi enorme, con valori che vanno da 10.000 a 200.000 A: basta considerare che un comune pc portatile ha bisogno di circa 5 A per capire il valore che potrebbe assumere l&#8217;invenzione che vi descriveremo.</p>
<p>Il lavoro fatto dall&#8217;equipe di Fernando Galembeck (Universidad Estatal de Campinas) si basa su un concetto energetico innovativo: la <em><strong>igroelettricità</strong></em>, una speciale elettricità statica che si immagazzinerebbe nelle gocce d&#8217;acqua che costituiscono il vapore acqueo atmosferico.</p>
<p>Questa carica elettrica potrebbe essere trasferita dalle gocce a piccole particelle di polvere, perciò causerebbe, in certe condizioni atmosferiche come ad esempio i<span id="more-9950"></span> temporali, le eruzioni vulcaniche o le tormente di polvere, la scarica dei fulmini.</p>
<p>Gli scienziati dell&#8217;equipe hanno svolto simulazioni facendo venire in contatto minuscole particelle comuni nell&#8217;aria fatte di silice e fosfato di alluminio con il vapore acqueo, scoprendo così che all&#8217;aumentare dell&#8217;umidità le particelle di silice hanno acquisito più cariche negative, mentre le particelle di fosfato di alluminio hanno acquisito più cariche positive.</p>
<p>&#8220;<em>Questa è stata una chiara evidenza del fatto che l&#8217;acqua nell&#8217;atmosfera può accumulare cariche elettriche e trasferirle ad altri materiali con i quali entra in contatto</em>&#8221; afferma  Galembeck.</p>
<p>Per questo il suo team adesso sta provando vari <em><strong>metalli</strong></em> per trovare quelli che captano meglio l&#8217;igroelettricità con la previsione di collocare <em><strong>pannelli igroelettrici</strong></em> sopra gli edifici. Questa particolare tecnologia sembra applicabile soprattutto nelle zone con piogge frequenti.</p>
<p>Nel passato si credeva che l&#8217;acqua non potesse acquisire e liberare cariche elettriche però nel 1840, mentre era intento alla riparazione di una caldaia a vapore, un meccanico fu investito da una forte scarica elettrica.</p>
<p>Armstrong, che era presente, ne fu molto incuriosito ed indagando sul fenomeno scoprì che il vapore che fuoriusciva dalla caldaia era caricato positivamente, mentre la caldaia si caricava negativamente. Insieme a Michael Faraday realizzò una macchina che, attraverso un potentissimo getto di vapore, produceva scintille lunghe qualche decina di centimetri. Da quel momento il tema fu più volte studiato.</p>
<p>Il grande inventore ed ingegnere Nikola Tesla all&#8217;inizio del XX secolo immaginò che si potesse sfruttare l&#8217;elettricità dell&#8217;aria, un&#8217;idea che allora non poté applicare ma che recentemente è rinata grazie al lavoro dei ricercatori della Università di Campinas. I risultati ottenuti si sono rivelati sorprendenti e non hanno precedenti; nonostante ciò Galembeck si mostra cauto e afferma che ci vorranno degli anni per avere usi pratici basati su questo fenomeno.</p>
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		<title>Spagna: primo produttore mondiale di energia termoelettrica solare con &#8220;La Florida&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 11:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mondo avanza verso un’altra forma di produzione di energia più pulita e sostenibile. La Spagna, all’avanguardia di questo cambiamento, anticipa il futuro essendo un leader mondiale nelle energie rinnovabili: prima fra tutte eolica, seguita da energia idroelettrica e solare. Non stupisce quindi la notizia che la patria del celebre Don Quijote sia diventata quest’estate [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/03/spagna-primo-produttore-mondiale-di-energia-termoelettrica-solare-con-la-florida/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il mondo avanza verso un’altra forma di produzione di energia più pulita e sostenibile. La Spagna, all’avanguardia di questo cambiamento, anticipa il futuro essendo un leader mondiale nelle energie rinnovabili: prima fra tutte eolica, seguita da energia idroelettrica e solare. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Centrale-solare-La-Florida.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10063" title="Centrale-solare-La-Florida" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Centrale-solare-La-Florida-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non stupisce quindi la notizia che la patria del celebre Don Quijote sia diventata quest’estate il primo produttore mondiale di energia termoelettrica solare, con una potenza installata di 432 MW, superando così gli Stati Uniti che dominavano il settore con 422 MW termosolari situati sul proprio territorio.</p>
<p>Ciò è potuto accadere grazie all’attivazione, nel comune di Alvarado (Badajoz), dell’impianto solare termodinamico di 50 MW <strong><em>La Florida</em></strong>, nato da un progetto della compagnia <strong><em>Acciona</em></strong> e dall’iniziativa dell’azienda di Saragozza <strong><em>Renovables Samca</em></strong>.</p>
<p>Questo impianto, la cui costruzione è iniziata nel febbraio 2008 ed ha coperto circa 130 Ha di terreno, produrrà ogni anno più di 102 milioni di KW/h, equivalenti al consumo elettrico di 28.000 abitazioni.</p>
<p>Ha comportato un investimento di 236 milioni di euro ed eviterà annualmente l’emissione di 98.000 tonnellate di CO2  prodotte altrimenti in centrali termiche di carbone,<span id="more-9937"></span> equivalenti a circa 5 milioni di alberi nel processo di fotosintesi.</p>
<p>L’<em><strong>energia solare termodinamica</strong></em> consiste nello sfruttamento dell’energia del sole per produrre energia meccanica e, a partire da questa, energia elettrica. Una centrale termodinamica è un impianto industriale in cui, a partire dal riscaldamento di un fluido mediante la radiazione solare e il suo uso in un ciclo termodinamico convenzionale, si produce la potenza necessaria a muovere una turbina o un alternatore per la generazione di energia elettrica come in una classica centrale termoelettrica .</p>
<p>E’ necessario concentrare la radiazione solare per raggiungere temperature elevate, dai 300°C ai 1000°C, e ottenere così un rendimento accettabile nel ciclo termodinamico, che non si potrebbe ottenere con temperature più basse.</p>
<p>La nuova centrale, per questo, si è sviluppata con una tecnologia di collettori cilindrico-parabolici (vi si trovano circa 184.000 specchi ricurvi) ed è provvista di un sistema di stoccaggio dell’energia termica attraverso dei <em><strong>sali fusi</strong></em> (sistema sfruttato anche nella<strong> <a title="Centrale solare termodinamica a Priolo" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/16/enel-inaugura-la-centrale-solare-di-archimede-a-priolo/" target="_self">centrale solare termodinamica italiana di Archimede</a></strong> a Priolo). Ecco come funziona:</p>
<ol>
<li>I raggi solari incidono sugli specchi che concentrano la radiazione solare in un tubo recettore situato nella zona del “fuoco” attraverso il quale circola un fluido, olio sintetico, che si scalda fino a raggiungere alte temperature (in media 400°C).</li>
<li>Il liquido è trasportato dalla rete di tubi dell’impianto fino ad uno scambiatore in cui si trova l’acqua che si converte in vapore per effetto del calore somministrato.</li>
<li>Il vapore raggiunge una turbina collegata ad un generatore per produrre elettricità mentre l’olio che ha ceduto il calore torna al campo solare per iniziare di nuovo il processo.</li>
</ol>
<p>La nuova centrale elettrica di <strong><em>Alvarado</em></strong> è unica per quanto riguarda la grandezza del campo solare che, con i suoi 550.000 metri quadrati di area di captazione (specchi), è la più grande del mondo tra le centrali attive. Con questo nuovo impianto il parco energetico termodinamico totale spagnolo risulta formato da 11 impianti in funzione e da circa altri 20 impianti in costruzione avanzata.</p>
<p><strong><em>Protermosolar</em></strong>, l’associazione che rappresenta il settore energetico solare in Spagna, afferma che in meno di un anno potrebbe contribuire all&#8217;alimentazione della rete elettrica nazionale con una potenza addizionale di 600 MW e anticipa che entro il 2013 la portata degli impianti solari spagnoli raggiungeranno una potenza vicina ai 2.500 MW.</p>
<p>I vantaggi del solare termodinamico sono la sua facilità di gestione e la sua capacità di stoccaggio dell’energia, fondamentali per garantire la stabilità del sistema elettrico.</p>
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		<title>Enel inaugura la &#8220;centrale solare di Archimede&#8221; a Priolo.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 09:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Enel inaugura a Priolo la prima centrale solare a concentrazione: il progetto si avvale di un’intuizione dello scienziato vissuto 23 secoli fa, attualizzata da Carlo Rubbia. L’impianto rimarrà in funzione anche di notte o con le nuvole. L&#8217;idea è semplice e antica. Il progetto Archimede prende il nome dal grande scienziato siracusano che 2000 anni [...]


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<li><a href='http://www.ok-ambiente.com/energie-rinnovabili/energia-solare/solare-fotovoltaico/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Solare fotovoltaico'>Solare fotovoltaico</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/16/enel-inaugura-la-centrale-solare-di-archimede-a-priolo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Enel inaugura a Priolo la prima centrale solare a concentrazione: il progetto si avvale di un’intuizione dello scienziato vissuto 23 secoli fa, attualizzata da Carlo Rubbia. L’impianto rimarrà in funzione anche di notte o con le nuvole. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Solare-di-Archimede.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9383" title="Solare-di-Archimede" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Solare-di-Archimede.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;idea è semplice e antica. Il<strong><em> progetto Archimede</em></strong> prende il nome dal grande scienziato siracusano che 2000 anni fa sconfisse i nemici della sua città grazie ad una sua idea.</p>
<p>Il sistema utilizzato per &#8220;catturare&#8221; i raggi del sole ricorda gli &#8220;specchi ustori&#8221; che Archimede usò come armi incendiarie contro le navi romane che assediavano Siracusa durante la seconda guerra punica nel 212 a.C.</p>
<p>Solo che, invece di utilizzarli come armi incendiarie come fece Archimede, gli scienziati del terzo millennio li utilizzeranno per produrre <strong><em>energia elettrica</em></strong>. Non a caso, dunque, alla centrale solare termodinamica è stato dato proprio il nome dell’inventore greco.</p>
<p>La sperimentazione della moderna centrale solare termodinamica dell&#8217;Enel è in corso in Sicilia, in località <strong><em>Priolo</em></strong> Gargallo (Siracusa), nelle stesse terre in cui visse Archimede.<span id="more-9376"></span></p>
<p>Negli anni &#8217;90 l&#8217;Enea ha rielaborato un vecchio progetto di sistema solare a concentrazione (o termodinamico), sviluppato già negli anni &#8217;80, ma adattandolo alle tecnologie moderne: il &#8220;progetto Archimede&#8221;.</p>
<p>Questo prevede la costruzione di un sistema di <strong><em>specchi</em></strong> in grado di concentrare i raggi solari verso una caldaia e produrre pertanto vapore ad alta pressione (mediante il calore generato dalla concentrazione).</p>
<p>La centrale ha una potenza di circa 20 MW. Il prototipo è operativo dal 2007. Al sistema del &#8220;Solare di Archimede&#8221; stanno dando un grande apporto intellettuale e scientifico i ricercatori dell&#8217;Enea.</p>
<p>Tra tutti, vogliamo ricordare in particolar modo lo scienziato <strong><em>Carlo Rubbia</em></strong> (ex presidente ENEA e premio Nobel per la fisica), secondo cui i costi di produzione del solare a concentrazione potranno essere ben presto simili a quelli dei combustibili fossili.</p>
<p>Vediamo come funziona la centrale solare di Archimede: il <em><strong>sole</strong></em> è una sorgente di calore ed energia naturale e, concentrando i suoi raggi solari mediante appositi specchi verso un unico punto, la densità di energia calorica aumenta di 100-200 volte rispetto ad una situazione normale. L&#8217;energia termica prodotta si trasforma quindi in energia cinetica mediante normali turbine mosse dal vapore; ed infine in energia elettrica, mediante gli stessi principi di una centrale elettrica tradizionale.</p>
<p>L&#8217;energia termica è raccolta in speciali recipienti che permetteranno di utilizzare il calore anche in un momento diverso da quello in cui lo si raccoglie. In tal modo, la produzione di energia elettrica potrà avvenire a ciclo continuo anche nelle ore notturne o in assenza del sole. Seppure a minore regime rispetto alle ore centrali della giornata.</p>
<p>Grandi <strong><em>impianti solari termodinamici</em></strong> (detti anche a concentrazione o Csp) sono già in funzione con successo in particolare in Spagna e Stati Uniti, ma l’invenzione sviluppata dal fisico italiano Rubbia durante la sua presidenza dell’Enea ha dato una marcia in più a questo tipo di fonte rinnovabile.</p>
<p>Rispetto al metodo “tradizionale”, che usa lunghe file di specchi a parabola per concentrare il calore del sole su un tubo dove scorre olio, la centrale Enel utilizza degli speciali <strong><em>sali fusi</em></strong> realizzati dall’azienda umbra Angelantoni 1 (con la partecipazione societaria della tedesca Siemens), su brevetto Enea. I sali fluidi sono composti da una miscela di nitrati di sodio e potassio, che hanno la proprietà di accumulare il calore per tempi prolungati.</p>
<p>Questi sali, rispetto all’olio usato per creare vapore in grado di alimentare normali turbine per la produzione di elettricità, raggiungono infatti temperature molto più elevate (550 gradi anziché 400), permettendo all’impianto di restare in funzione quasi a ciclo continuo, senza doversi fermare nelle ore notturne o in caso di nuvole.</p>
<p>Dunque si tratta della prima centrale al mondo ad usare i sali fusi come <strong><em>fluido termovettore</em></strong> ed è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica. Infatti la centrale di Archimede non è come si dice in gergo “stand alone”, ma è stata affiancata a un impianto tradizionale che aiuta a far girare le stesse turbine alimentate a gas.</p>
<p><em>“E’ un impianto unico nel suo genere che aumenta l’efficienza energetica di circa il 20-25% e consente di avere la disponibilità dell’energia accumulata anche di notte o in condizione di cielo coperto”</em>, ha sottolineato l’ingegner Livio Vido, direttore di ingegneria e innovazione di Enel.</p>
<p><em>“E’ la punta di diamante di un processo e di un progresso continuo nelle energie rinnovabili da parte dell’Enel”</em>, ha aggiunto il direttore generale dell’azienda Fulvio Conti all’inaugurazione. <em>“E’ un prototipo – ha precisato – costato 60 milioni di euro capace di generare un meccanismo industriale ridotto di costi se realizzato in larga scala in tante parti del mondo”.</em></p>
<p>Un impianto, definito dallo stesso Conti <strong><em>&#8220;una fattoria del sole&#8221;</em></strong>, che è il primo al mondo a usare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato a gas per la produzione di energia elettrica.</p>
<p>Tutto ciò è importante anche in vista del grande progetto Desertech avviato da un cartello di grandi imprese europee (tedesche in primo luogo) per realizzare decine di impianti di questo tipo nell’Africa settentrionale e sahariana. Recentemente l’Anest (Associazione nazionale energia solare termodinamica) ha inoltre sottolineato come esistano in Italia le potenzialità per realizzare entro i prossimi dieci anni centrali per 3-5000 MW, creando oltre 30 mila posti di lavoro.</p>
<p>Guarda il video sul Progetto Archimede:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/H4z1HYX0fY8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/H4z1HYX0fY8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Green Post: Poste Italiane è promotrice di un progetto su scala europea.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’analisi dell’inquinamento ambientale delle città italiane è importante concentrarsi su diversi aspetti, che comprendono anche il trasporto delle merci (buste, pacchi, prodotti), la mobilità delle persone (mezzi pubblici) e la sicurezza. Per quanto riguarda le merci, Poste Italiane sta pensando di utilizzare, specialmente nei centri storici, solo mezzi elettrici per lo smistamento dei diversi materiali [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/12/green-post-poste-italiane-e-promotrice-di-un-progetto-su-scala-europea/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nell’analisi dell’inquinamento ambientale delle città italiane è importante concentrarsi su diversi aspetti, che comprendono anche il trasporto delle merci (buste, pacchi, prodotti), la mobilità delle persone (mezzi pubblici) e la sicurezza.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Progetto-Green-Post.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9305" title="Progetto-Green-Post" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Progetto-Green-Post.jpg" alt="" width="160" height="140" /></a> Per quanto riguarda le merci,<strong><em> Poste Italiane</em></strong> sta pensando di utilizzare, specialmente nei centri storici, solo <strong><em>mezzi elettrici</em></strong> per lo smistamento dei diversi materiali (buste, plichi, e quant’altro) e tutti gli operatori europei hanno espresso un’ampia convergenza al riguardo.</p>
<p>Si tratta del progetto <strong><em>Green Post</em></strong>: questo progetto ha chiuso la sua presentazione con un evento che si è tenuto pochi giorni fa a Bruxelles.</p>
<p>E&#8217; un progetto che Poste Italiane ha sviluppato con altri 8 partners europei beneficiari del contributo europeo (Poste belghe, bulgare, ungheresi) e con la collaborazione di Legambiente, dell&#8217;Università di Perugia, di PostEurop<span id="more-9196"></span> (associazione europea degli operatori postali pubblici), e di Ducati Energia; il tutto con l&#8217;adesione dell&#8217;Agenzia Europea per l&#8217;energia.</p>
<p>Il progetto prevede l’uso di un <strong><em>quadriciclo</em><em> elettrico</em></strong> o<strong><em> ibrido</em></strong>, che offre prestazioni variabili a seconda della tipologia: autonomia di 50 km per il veicolo elettrico, autonomia di 300 km per il veicolo ibrido, e l’uso di questo mezzo sarà strettamente correlato alle esigenze organizzative del territorio.</p>
<p>Stiamo parlando di circa <strong><em>43 mila veicoli</em></strong> in mano alle Poste italiane, di cui 27 mila sono motocicli: insomma, se pensiamo che migliaia di mezzi si muovono a impatto zero invece di inquinare, capiamo bene l’importanza del progetto.</p>
<p>In più, Poste italiane sta rivedendo la conformazione delle proprie zone di recapito, orientandosi verso un maggior numero di zone a piedi, e puntando a incrementare l’uso dei <strong><em>mezzi elettrici</em></strong> (che nei prossimi tempi toccheranno addirittura numeri a tre cifre).</p>
<p>Improvvisi problemi di ricarica della batteria per ora non ve ne sono, perché si ritiene che un’unica ricarica riesca a coprire l’intera zona di recapito. Insomma, meno CO2 e più aria pulita.</p>
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		<title>Il cammino verso un&#8217;Europa &#8220;rinnovabile&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La frontiera dell&#8217;energia rinnovabile sta aumentando sempre di più i propri confini. I passi da fare sono ancora molti, e le vicende politiche di alcuni paesi europei frenano l&#8217;avanzata di una corrente di miglioramento energetico, ma l&#8217;Europa, tutta quanta, è in cammino. Gli obiettivi dell&#8217;Unione Europea si stanno concretizzando, sopra ogni aspettativa. Il sogno di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/12/europa-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La frontiera dell&#8217;energia rinnovabile sta aumentando sempre di più i propri confini. I passi da fare sono ancora molti, e le vicende politiche di alcuni paesi europei frenano l&#8217;avanzata di una corrente di miglioramento energetico, ma l&#8217;Europa, tutta quanta, è in cammino.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Europa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9285" title="Europa" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Europa.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gli obiettivi dell&#8217;<strong><em>Unione Europea</em></strong> si stanno concretizzando, sopra ogni aspettativa. Il sogno di un&#8217;Europa rinnovabile non è poi così lontano.</p>
<p>Gli impianti di <strong><em>energia rinnovabile</em></strong> si sviluppano in continuazione e aumentano il proprio numero vertiginosamente. E&#8217; vero che ci sono Paesi in stadi più avanzati di installazione, tuttavia il percorso da fare è comune e laddove c&#8217;è una carenza in un Paese, questa viene compensata dalle risorse di un altro.</p>
<p>L&#8217;Europa deve essere così, unita sul fronte unico dell&#8217;energia, e sperare in futuro di attingere energia esclusivamente dal suo straordinario ambiente naturale.</p>
<p>L&#8217;8 novembre scorso, una forte bufera di vento ha colpito la Spagna, senza alcun danno, anzi: più della metà dell&#8217;elettricità spagnola è stata prodotta dall&#8217;energia eolica. Eppure<span id="more-9214"></span> la Spagna non è, tra i Paesi europei, ai primi posti nella classifica del numero di impianti eolici attivi. Davanti alla Spagna ci sono l&#8217;Italia, la Norvegia, la Francia e l&#8217;Inghilterra, tuttavia i risultati raggiunti sono stati straordinari.</p>
<p>In<strong><em> Italia</em></strong> la quota di elettricità generata da fonti rinnovabili è in crescita (+13,5 % nel 2009), anche se sono sempre numerosissime le fonti di energia non rinnovabile nel nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;UE ha fissato un obiettivo per il 2020, e cioè che la quota di elettricità proveniente da fonti rinnovabili ammonti al <strong><em>17% dei consumi</em></strong> totali di energia. Al momento siamo al 7%, ma mancano ancora 10 anni e la crescita è esponenziale.</p>
<p>Inoltre, i Paesi europei stanno coordinandosi fra loro. La sinergia dei loro sforzi è mirata alla costituzione di reti di distribuzione.</p>
<p>Nove Paesi del Nord Europa stanno contribuendo alla costruzione di un elettrodotto nel Mare del Nord. Questo avviene, ad esempio, tra Norvegia (costa occidentale) ed Inghilterra (costa orientale).</p>
<p>Inoltre l&#8217;ipotesi futura è quella di comprendere nell&#8217;idea di Europa rinnovabile anche l&#8217;Africa, e in particolare il <strong><em>Nord Africa</em></strong>: l&#8217;ipotesi nasce dalla possibilità di costruire delle reti di distribuzione che attraverserebbero il Mediterraneo per trasportare l&#8217;energia solare prodotta nel Sahara.</p>
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		<title>Il velivolo Solar Impulse in volo per 24 ore: il successo dell&#8217;energia solare.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 09:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solar-impulse.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9229" title="solar-impulse" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/solar-impulse.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il pilota André Borschberg e il mezzo “Solar Impulse HB-SIA” sono tornati dal cielo notturno, con quell’aria festante di chi prova a tutto il mondo che volare non significa per forza inquinare. E così, ora, media e cittadini restano affascinati da questo successo.</p>
<p>Questo nuovo velivolo è un ultraleggero che non necessita di combustibile perché è alimentato ad energia solare.</p>
<p>Il primo test di volo era stato effettuato nel dicembre dello scorso anno, ma su un breve tratto di 300 metri e a bassa altezza (a meno di 1 metro dal terreno).</p>
<p>Poi un altro test nell’aprile di quest’anno, per circa un’ora e mezzo, a 1200 metri di altitudine. Ma ora la svolta più grande.</p>
<p>La mattina del 7 luglio l’aereo è decollato alle ore 7 circa, dall’aerodromo di Payerne (Svizzera), e si è mantenuto in volo per tutta la notte, in virtù dell’ingente<span id="more-9200"></span> quantitativo di energia accumulato durante il giorno. La velocità media è stata di 23,2 nodi (43 km/h), toccando a volte i 68 nodi (126 km/h).</p>
<p>Ed è atterrato la mattina successiva nello stesso aerodromo. E&#8217; stato in grado di mantenersi in volo per un arco di tempo di 24 ore, e necessita di soli 90 metri per decollare, sfruttando 12mila celle fotovoltaiche (poste sulle ali), che alimentano quattro motori elettrici da 10 cavalli ciascuno.</p>
<p>Gli artefici del progetto hanno così coronato un sogno durato anni: anni di sperimentazioni, prove, ostacoli; i media, con le loro domande e i loro dubbi, hanno contribuito a focalizzare l’attenzione del mondo verso questi test.</p>
<p>Bertand Piccard e André Borschberg sono tra i principali artefici del Solar Impulse, e il loro obiettivo dichiarato è compiere un giro del mondo entro il 2013, attraverso cinque tappe.</p>
<p>Guarda il video del volo di Solar Impulse:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-HIa4XwV4WE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-HIa4XwV4WE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F07%2F12%2Fil-velivolo-solar-impulse-in-volo-per-24-ore-il-successo-dellenergia-solare%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Le biomasse forestali per produrre energia.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella lotta all’alterazione del clima attraverso l’uso delle fonti rinnovabili c&#8217;è la possibilità di usare la “biomassa forestale”. Gli impianti a biomassa si caratterizzano per la capacità di bruciare materiale organico come scarti di segherie o colture dedicate ad uso energetico, per produrre calore e/o elettricità. La gestione sostenibile delle foreste e l’uso di biomasse [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/07/05/le-biomasse-forestali-per-produrre-energia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nella lotta all’alterazione del clima attraverso l’uso delle fonti rinnovabili c&#8217;è la possibilità di usare la “biomassa forestale”. Gli impianti a biomassa si caratterizzano per la capacità di bruciare materiale organico come scarti di segherie o colture dedicate ad uso energetico, per produrre calore e/o elettricità.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/biomassa-forestale.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9184" title="biomassa-forestale" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/biomassa-forestale.png" alt="" width="150" height="150" /></a>La gestione sostenibile delle foreste e l’uso di biomasse legnose per la produzione di energia e di prodotti rinnovabili rappresentano probabilmente il più rilevante contributo degli ecosistemi forestali alla riduzione della concentrazione atmosferica di gas serra, come richiesto dal Protocollo di Kyoto.</p>
<p>Sul quadro normativo, se ci riferiamo ad impianti alimentati a biomasse legnose per la produzione di energia elettrica o cogenerazione, le soglie da considerare sono molto precise: fino a 200 kw è necessaria semplicemente una DIA (Denuncia di Inizio Attività: è un atto di tipo amministrativo), mentre oltre questa soglia bisogna considerare l’Autorizzazione Unica, nell’ambito della “conferenza di servizi”, il che significa seguire una procedura un po’ più complessa.</p>
<p>Recentemente è stata considerata l’idea di utilizzare la DIA fino ad un 1Mw di produzione elettrica, ma sono stati espressi dei dubbi, perché, se così fosse, un soggetto<span id="more-9109"></span> che sviluppi un impianto, ad esempio, di 800kw, deve fare un lungo giro di interlocutori (Vigili del fuoco, Provincia, Comune, Enel, Usl, etc&#8230;), il che, a questo punto, rientra idealmente nella procedura relativa alla Autorizzazione Unica.</p>
<p>Quindi, perché elevare il livello di kw per l’uso della DIA, se in prossimità di 1MW è comunque necessario seguire una procedura tipica dell’Autorizzazione Unica che vedrebbe l’operato di soggetti appositamente predisposti?</p>
<p>Per quanto concerne la regolamentazione delle emissioni, vige la distinzione tra polveri totali, carbonio organico totale, monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, e altre, e sono previsti degli appositi limiti di emissione.</p>
<p>Sull’approvvigionamento, è chiaro che bisogna privilegiare la filiera corta, altrimenti si rischia di creare consumo e costi per condurre il materiale sul posto (ossia presso gli impianti).</p>
<p>La CO2 emessa per produrre energia non incrementa anidride carbonica nell’ambiente, ma è la stessa che le piante usano per crescere; poi, al loro sfiorire, essa torna nell’atmosfera attraverso i normali processi degradativi della sostanza organica.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F07%2F05%2Fle-biomasse-forestali-per-produrre-energia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Colin Beavan pubblica &#8220;Un anno a impatto zero&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 10:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Colin Beavan è un bravo scrittore che, prima di scrivere questo interessante libro, si era cimentato in argomenti che nulla avevano a che vedere con l’ambientalismo. Un giorno, però, si mise in testa di provare a vivere a New York a impatto zero, cioè senza emettere CO2. Convinse la famiglia a seguirlo in questo esperimento, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/21/colin-beavan-pubblica-un-anno-a-impatto-zero/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Colin Beavan è un bravo scrittore che, prima di scrivere questo interessante libro, si era cimentato in argomenti che nulla avevano a che vedere con l’ambientalismo. Un giorno, però, si mise in testa di provare a vivere a New York a impatto zero, cioè senza emettere CO2.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9026" title="impatto-zero" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/impatto-zero.jpg" alt="impatto-zero" width="150" height="150" />Convinse la famiglia a seguirlo in questo esperimento, e iniziarono subito dalla spazzatura, ridotta quasi a zero, poi proseguirono con la spesa dal contadino, l’uso di prodotti esclusivamente locali, la riduzione dei consumi, e così via.</p>
<p>Beavan ha cercato innanzitutto di coinvolgere la sua piccola figlia, perché <em>“l’educazione dei figli è il futuro della nostra società”</em>.</p>
<p>Non sono mancati chiaramente i momenti di lieve sconforto e difficoltà, vedi la decisione di non utilizzare più l’energia elettrica, il che lo ha portato ad esempio a fare il bucato a mano, come facevano le nostre nonne.</p>
<p>A volte diventava difficile, confessa Beavan, tant’è che in tali casi il desiderio di utilizzare la lavatrice sembrava predominare; ciò perché nella nostra cultura si tende spesso<span id="more-8982"></span> a utilizzare una serie di mezzi di cui non abbiamo realmente bisogno.</p>
<p>Però dovremmo capire che ci sono delle cose di cui si può fare a meno, e delle altre invece che vanno utilizzate fino a un certo livello, corrispondente all’idea di sostenibilità ambientale. Ecco, la lavatrice sembra rientrare tra quei mezzi il cui uso è diventato ormai inevitabile e necessario.</p>
<p>La figlia di Beavan aveva 2 anni quando è stato fatto l’esperimento: su di lei, i genitori hanno iniziato ad usare il pannolino non usa e getta, bensì in tessuto. Dopo un po’ di tempo, la bambina si era così abituata a quello in tessuto, da rifiutare il ritorno all’usa e getta. Abitudine, si tratta di abitudine.</p>
<p>Ma lo scrittore dice la sua anche sul problema del carbone e l’uso delle energie rinnovabili: <em>“Dobbiamo arrivare ad azzerare le emissioni derivanti dalla combustione del carbone. Dobbiamo smetterla di usare il carbone. Che non durerà per sempre. </em></p>
<p><em>Per far questo, bisogna aumentare il prezzo dei carburanti fossili, e diminuire il prezzo di quelli rinnovabili. Una soluzione sarebbe tassare gli uni per investire negli altri ed abbassarne così il prezzo.</em></p>
<p><em>Il problema dei carburanti rinnovabili e in generale dell’energia rinnovabile, al momento, è infatti l’elevato costo. Bisogna invertire la tendenza, in modo che il mercato scelga carburanti rinnovabili, anziché fossili. Da qui bisogna partire.”</em></p>
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		<title>Autorizzazione unica per le rinnovabili: norme più semplici, ma in assenza di linee guida regionali.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Autorizzazione unica è stata introdotta nel 2003 ed è stata concepita per semplificare l’iter autorizzativo degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In seguito alla legge di introduzione dell’autorizzazione, sarebbe stato necessario introdurre le linee guida che però non sono mai arrivate, col risultato di condurre a un certo caos normativo. Queste [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/15/autorizzazione-unica-norme-piu-semplici-ma-in-assenza-di-linee-guida-regionali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’Autorizzazione unica è stata introdotta nel 2003 ed è stata concepita per semplificare l’iter autorizzativo degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8963" title="energie-rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/energie-rinnovabili.gif" alt="energie-rinnovabili" width="150" height="150" />In seguito alla legge di introduzione dell’autorizzazione, sarebbe stato necessario introdurre le linee guida che però non sono mai arrivate, col risultato di condurre a un certo caos normativo.</p>
<p>Queste linee guida avrebbero in particolar modo chiarito le corrette modalità di inserimento di questi impianti su tutto il territorio.</p>
<p>Certo, la loro assenza non era un ostacolo invalicabile, ma le Regioni, invocando pretestuosamente questa falla, ne hanno approfittato per dotarsi di normative che in effetti contrastano con le norme di livello europeo e nazionale (ad esempio massima diffusione delle rinnovabili e semplificazione dei procedimenti), contravvenendo in particolar modo ai “tetti” concernenti la potenza degli impianti, ai “tetti” del numero di impianti possibili, ma anche alle aree considerate vietate da usare per sviluppare questi impianti.</p>
<p>Le linee guida insomma avevano la funzione di chiarire le modalità, i limiti,<span id="more-8903"></span> i territori utilizzabili, i permessi e i termini da rispettare.</p>
<p>Ma vi sono già alcune sentenze della Corte Costituzionale che in qualche modo rimediano alla lacuna normativa, ostacolando la inconsulta libertà di cui in tal senso le Regioni si sono avvalse.</p>
<p>Ad esempio, la sentenza n.166/2009 che ha dichiarato la illegittimità costituzionale delle linee guida della Basilicata, la 282/2009 contro la legge regionale del Molise; la 119/2010 contro legge regionale pugliese.</p>
<p>Una lacuna normativa non significa insomma che ognuno può far ciò che vuole, ma che occorre una valutazione concreta: ad esempio se una determinata area è vincolata ai sensi del codice dei beni culturali, non deve né essere autorizzata tout court, né essere vietata a priori.</p>
<p>Occorre che l’ente preposto alla tutela dell&#8217;area vincolata faccia una comparazione in concreto delle esigenze di tutela dell’area rispetto all’esigenza di produzione di energia rinnovabile, specificando altresì che questi impianti sono opere di pubblica utilità.</p>
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		<title>Auto elettrica: l&#8217;importanza degli strumenti sul territorio e il problema del litio.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 10:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa la Commissione Europea ha presentato un progetto sul modello di auto del futuro, che si fonda su due pilastri: miglioramento delle prestazioni ambientali e uso di motore a freddo. Secondo Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, il modello che ha più chances di diffondersi in modo cospicuo è quello dell’auto elettrica, e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/14/auto-elettrica-limportanza-degli-strumenti-sul-territorio-e-il-problema-del-litio/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Qualche settimana fa la Commissione Europea ha presentato un progetto sul modello di auto del futuro, che si fonda su due pilastri: miglioramento delle prestazioni ambientali e uso di motore a freddo.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8885" title="auto-elettriche" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-elettriche1.jpg" alt="auto-elettriche" width="150" height="150" />Secondo Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, il modello che ha più chances di diffondersi in modo cospicuo è quello dell’auto elettrica, e non quello a idrogeno, pur essendo anche quest&#8217;ultimo da considerare come possibilità in sostituzione delle attuali auto a benzina.</p>
<p>Francia, Spagna, Portogallo e Danimarca sono paesi già molto operativi, mentre in Italia i segnali sembrano essere un po’ più timidi.</p>
<p>Ma Tajani assicura che anche qui cresce la volontà di usare l’auto elettrica, con, però, delle difficoltà da non nascondere.</p>
<p>Ad esempio, la FIAT sta già producendo 500 auto elettriche negli Stati Uniti, quindi la tecnologia non manca, ma le questioni spinose sono altre: la risposta del<span id="more-8846"></span> mercato e il rapporto col territorio, il quale deve essere dotato in modo capillare degli adeguati strumenti che permettono alle auto di ricaricarsi. Quindi si pone anche il problema delle infrastrutture, di cui si sta, a quanto pare, tenendo adeguatamente conto.</p>
<p>Insomma, il futuro della mobilità elettrica è legata alla serietà degli impegni che le case automobilistiche e le società del settore prendono, con un lavoro di raccordo che DEVE varcare i confini nazionali e assumere una omogeneità di livello europeo.</p>
<p>Bisogna lavorare sulla questione dell’omologazione, ma anche sulla questione delle materie prime: sappiamo che alla batteria serve anche il litio, che è una materia ad alto rischio, perché si trova solo in alcune parti del mondo.</p>
<p>La Commissione europea, insomma, da un lato lavora secondo un&#8217;idea “a breve termine”, per migliorare l’attività dei motori a caldo (contro inquinamento e CO2) ma dall’altro secondo un&#8217;idea di prospettiva ampia, atta ad introdurre efficacemente nel mercato le auto elettriche.</p>
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		<title>Sistema dish-stirling: l&#8217;uso dell&#8217;energia solare&#8230;. ma con poca forza commerciale.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per ora non ha avuto molta fortuna, ma uno dei modi per sfruttare l’energia del sole per produrre energia elettrica è il sistema &#8220;dish-stirling&#8221;. Si tratta di un sistema solare termodinamico, ossia uno di quei sistemi in cui si concentra la luce del sole raggiungendo temperature elevate per produrre energia elettrica. La concentrazione dell’energia solare, [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/09/sistema-dish-stirling-luso-dellenergia-solare-ma-con-poc-forza-commerciale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Per ora non ha avuto molta fortuna, ma uno dei modi per sfruttare l’energia del sole per produrre energia elettrica è il sistema &#8220;dish-stirling&#8221;.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8658" title="Dish-Stirling_system" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Dish-Stirling_system-150x150.jpg" alt="Dish-Stirling_system" width="150" height="150" />Si tratta di un sistema solare termodinamico, ossia uno di quei sistemi in cui si concentra la luce del sole raggiungendo temperature elevate per produrre energia elettrica.</p>
<p>La concentrazione dell’energia solare, considerata fonte primaria di energia, viene raccolta da specchi che in forma diversa e manovrati con tecnologie e metodi diversi, vengono concentrati in un fuoco; si usa una configurazione &#8220;a dischi&#8221; (in struttura parabolica) che concentra la luce in un unico punto che è il fuoco della parabola, a cui viene legata la testa di un motore.</p>
<p>Si tratta di un motore a combustione esterna, dunque ad aria calda e a fluido di lavoro interno a ciclo chiuso, che prende calore da una fonte esterna e quindi si presta molto bene a questa applicazione. Si tratta di motori che, a differenza di quelli a scoppio (in cui il<span id="more-8492"></span> combustibile viene introdotto), sfruttano sì il combustibile, il quale però rimane fuori.</p>
<p>Il rendimento può essere considerato di per sé elevato sotto l&#8217;aspetto termodinamico (cioè per il calore che si sviluppa nel procedimento), ma la quantità di energia messa a disposizione non è altissima: cioè, mentre la benzina si introduce completamente nel motore, qui il rendimento rischia di essere basso perché non c’è un pienissimo sfruttamento del combustibile.</p>
<p>E da un punto di vista “commerciale”, il sistema dish-stirling è schiacciato, da un lato, dal fotovoltaico, e dall’altro, da ulteriori differenti tipi di energie termodinamiche che pian piano cercano di imporsi nel mercato delle rinnovabili.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Torri solari: impianti ancora poco testati.</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 08:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le tecnologie più promettenti e capaci di dimostrare grandi potenzialità abbiamo senz’altro le torri solari, di cui in Italia non esistono ancora veri prototipi, almeno nel settore commerciale (mentre ad esempio in Spagna è in costruzione un impianto da 50MW). Essenzialmente, l’impianto a torri solari serve a produrre energia elettrica a partire dal calore [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/31/torri-solari-impianti-ancora-poco-testati/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Tra le tecnologie più promettenti e capaci di dimostrare grandi potenzialità abbiamo senz’altro le torri solari, di cui in Italia non esistono ancora veri prototipi, almeno nel settore commerciale (mentre ad esempio in Spagna è in costruzione un impianto da 50MW). </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8443" title="Torre-solare" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Torre-solare-150x150.jpg" alt="Torre-solare" width="150" height="150" />Essenzialmente, l’impianto a torri solari serve a produrre energia elettrica a partire dal calore del sole che viene concentrato su specchi disposti su un’ampia superficie (stiamo parlando di impianti di grosse dimensioni), concentrati in un unico punto, ossia in cima ad una torre di altezza che può arrivare fino a centinaia di metri.</p>
<p>Per convogliare la radiazione solare sulla torre si usano degli specchi “eliostati”, mentre per convertire questo calore ad alta temperatura viene usato un normale ciclo termodinamico a vapore, come in una qualsiasi centrale termoelettrica.</p>
<p>Questi specchi sono poggiati a terra, a formare una specie di ventaglio: ognuno degli specchi si muove autonomamente, ed è in grado di avere una rotazione su due assi.<span id="more-8439"></span></p>
<p>Per avere un impianto che raggiunga i 50MW occorrono almeno 200-300 ettari di superficie, e su questa superficie si avrebbe così un controllo ottimo di ciascuno degli specchi, in modo da assicurargli estrema precisione, anche in condizione di vento e variazione di temperatura.</p>
<p>Il ricevitore posto sulla torre è un oggetto di dimensioni relativamente piccole, quasi trasportabile su un camion, e il flusso termico sul ricevitore è molto intenso. Però, è necessario che non ci siano punti troppo caldi nel ricevitore perché si correrebbe il rischio, vista la presenza di un’apposita caldaia a fiamma, di bruciare dei tubi del ricevitore. Quindi la soluzione migliore è la programmabilità della sua efficienza.</p>
<p>C’è bisogno di una radiazione costante, anche intensa, per avere un ciclo termodinamico ottimale, ma in presenza di nuvole e altri fattori, si possono avere problemi di costi e di efficienza.</p>
<p>La ricerca verso la tecnologia migliore per questi impianti è sempre in atto, visto che le sperimentazioni sono molteplici (seppure non in Italia).</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F31%2Ftorri-solari-impianti-ancora-poco-testati%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>L&#8217;azienda Rem testa un &#8220;sistema agrovoltaico&#8221; a Piacenza.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/05/21/lazienda-rem-testa-un-sistema-agrovoltaico-a-piacenza/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’azienda veneta Rem si occupa di energia rinnovabile, da sperimentare attraverso test e soluzioni sempre diverse e innovative. Ad esempio, questa azienda si occupa della integrazione tra pannelli fotovoltaici e agricoltura. Ha senso che campi fotovoltaici nascano dove una volta crescevano mais, grano o pomodori? Ci sono posizioni divergenti a questo proposito; tuttavia, forse c’è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/21/lazienda-rem-testa-un-sistema-agrovoltaico-a-piacenza/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’azienda veneta Rem si occupa di energia rinnovabile, da sperimentare attraverso test e soluzioni sempre diverse e innovative. Ad esempio, questa azienda si occupa della integrazione tra pannelli fotovoltaici e agricoltura.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8164" title="Sole-e-pane" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Sole-e-pane-150x150.jpg" alt="Sole-e-pane" width="150" height="150" />Ha senso che campi fotovoltaici nascano dove una volta crescevano mais, grano o pomodori? Ci sono posizioni divergenti a questo proposito; tuttavia, forse c’è un modo piuttosto ovvio di risolvere il problema.</p>
<p>La risposta sta nella convivenza delle due culture, alimentare ed energetica. Un esperimento teso a dimostrare tale convivenza sta partendo a Piacenza, dove Rem (che nello specifico si occupa del “fotovoltaico integrato”) ci sta provando.</p>
<p>Il progetto di Rem prevede pannelli fotovoltaici verticali sospesi a 5 metri di altezza sotto i quali è possibile coltivare il terreno. Energia elettrica dal sole, compatibile con l’attività agricola. O meglio, un’agricoltura che produce energia, senza rinunciare a produrre pane.</p>
<p>Si parla anche di “agrovoltaico” ed i pannelli, anziché essere messi sul campo in modo poco ordinato, vengono inseriti in un set di impianto verticale 12x12m, con un’altezza<span id="more-8095"></span> di circa 5m.</p>
<p>Il progetto di Rem si chiama &#8220;Pane &amp; Energia&#8221; e mira alla produzione di energia solare rinnovabile in contemporanea alla coltivazione di mais, frumento, soia o barbabietole; questo sistema permette di produrre energia dal sole senza compromettere l’uso dei terreni agricoli, come invece avviene con i pannelli orizzontali a pianoterra.</p>
<p>Un’idea che si fonda su un concetto semplice, ma originale: campi fotovoltaici estesi ma senza sottrarre terreno all’agricoltura.</p>
<p>La particolarità è che i pannelli “seguono” ogni movimento solare, attraverso un particolare sistema di movimento dell’impianto fotovoltaico globale; i pannelli si trovano tutti su una “strisciata”, e tutte le strisciate sono parallele tra loro, appoggiate su dei tubi in orizzontale che vanno a loro volta ad appoggiarsi da un palo all’altro.</p>
<p>Questi pali sorreggono i pannelli, che possono seguire la luce del sole da mattina a sera, e anche da un punto di vista degli spazi, è conveniente; soprattutto gli spazi tra pannello e pannello possono essere tranquillamente coltivati (salvo accorgimenti, ritenuti da molti rilevanti, sul sistema di irrigazione da adottare, visto che i pannelli andrebbero preservati).</p>
<p>Ruotano su due assi seguendo il sole per ottimizzare i risultati. Si stima che possano raggiungere le 1150 ore all’anno di produzione.</p>
<p>L’azienda Rem è stata anche in grado di progettare e testare positivamente le “tegole fotovoltaiche”, che risolvono il problema estetico dei vecchi modelli di pannelli solari, permettendo una produzione di energia che non crea fastidiosi ingombri.</p>
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		<title>A Roma verranno usate le prime Smart Electric Drive.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 09:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I politici dovrebbero dare il buon esempio ed il sindaco di Roma, Alemanno, ci prova concretamente, con la Smart Electric Drive. &#8220;L&#8217;ambizione di Roma è essere Capitale dell&#8217;impatto zero&#8221; ha affermato Alemanno. E l&#8217;obiettivo è difficile da raggiungere, visto che Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/21/a-roma-in-uso-le-prime-smart-electric-drive/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>I politici dovrebbero dare il buon esempio ed il sindaco di Roma, Alemanno, ci prova concretamente, con la Smart Electric Drive.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8143" title="smart-electric-drive" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/smart-electric-drive.jpg" alt="smart-electric-drive" width="150" height="150" />&#8220;L&#8217;ambizione di Roma è essere Capitale dell&#8217;impatto zero&#8221; ha affermato Alemanno. </p>
<p>E l&#8217;obiettivo è difficile da raggiungere, visto che Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in termini di emissioni di CO2 e PM10 e in termini di traffico e carenza cronica di parcheggi.</p>
<p>Tutto parte dal progetto di mobilità sostenibile stipulato Smart ed Enel, definito il primo e il più importante progetto congiunto a livello mondiale per lo sviluppo della mobilità elettrica. </p>
<p><em>Roma</em> diviene la prima città di questa sperimentazione, e poi a seguire <em>Pisa</em> e<em> Milano </em>con, complessivamente, cento vetture elettriche.</p>
<p>L&#8217;importanza di Roma in questi test si deve al protocollo d&#8217;intesa stipulato, appunto, dal Comune di Roma con Enel, con l&#8217;obiettivo di installare, a partire dai prossimi<span id="more-7765"></span> mesi, 150 punti di ricarica dislocati soprattutto nel centro storico e nel quartiere Parioli, di cui circa 100 a disposizione di tutti i cittadini in luoghi pubblici e 50 a uso privato.</p>
<p>Nella Capitale saranno il sindaco e altri 34 romani ad utilizzare le “Smart elettric drive”.</p>
<p>Sono state 2.100 le richieste di cittadini ed Enti per avere le nuove auto, ma solo 34, tra i quali personaggi della cultura, dello spettacolo, ma anche aziende, le avranno in noleggio.</p>
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		<title>Le centrali a biomassa con la &#8220;short rotation forestry&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 10:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<category><![CDATA[short rotation forestry]]></category>

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		<description><![CDATA[Le centrali a biomassa per produrre energia elettrica e calore rappresentano un segmento che può incidere sul fabbisogno elettrico italiano e costituiscono anche integrazione al reddito di molte realtà agricole, che si trovano ad affrontare spesso periodi di difficoltà a causa della concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero. La professoressa Cinzia Buratti, responsabile del Centro di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/le-centrali-a-biomassa-con-la-short-rotation-forestry/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Le centrali a biomassa per produrre energia elettrica e calore rappresentano un segmento che può incidere sul fabbisogno elettrico italiano e costituiscono anche integrazione al reddito di molte realtà agricole, che si trovano ad affrontare spesso periodi di difficoltà a causa della concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7814" title="foresta" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/foresta.jpg" alt="foresta" width="150" height="140" />La professoressa Cinzia Buratti, responsabile del Centro di ricerca sulle biomasse (Università di Perugia), ne ha parlato durante un&#8217;intervista ad una Radio.</p>
<p>In riferimento a queste centrali termoelettriche alimentate a biomassa, viene da chiedersi: cos’è la biomassa? Cosa si intende per biomassa?</p>
<p>La professoressa ha fatto subito riferimento ad una informazione di tipo normativo, ossia il Decreto legislativo n. 387/2003 dice “la biomassa è la parte biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui provenienti da agricoltura, fildicoltura e industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali urbani”.</p>
<p>Gli studi che il Centro perugino porta avanti riguardano tutte le biomasse di origine vegetale, che possono derivare sia da <em>“short rotation forestry”</em> (ossia <em>“foresta a rotazione rapida”,</em> cioè colture appositamente sviluppate per la produzione di energia), oppure da<span id="more-7552"></span> scarti di lavorazioni agricole.</p>
<p>La short rotation forestry consiste nella coltivazione di una piccola foresta, che viene tagliata abbastanza spesso. Ad esempio il pioppo: viene piantumato, e dopo due o tre anni inizia la raccolta, fino ad uno sfruttamento che arriva a 15-20 anni, a cadenze cicliche. Dopo di che, l&#8217;impianto viene dismesso per permettere al terreno di riacquisire sostanze necessarie per il suo equilibrio compositivo.</p>
<p>Il pioppo è un esempio, ma ci sono anche colture di tipo diverso, come quelle con fine alimentare (canna, discanto, ecc.). Sulle dimensioni di questi impianti, la normativa fa una chiara distinzione che incide sulle incentivazioni, cioè la distinzione riguarda la potenza degli impianti: più o meno di 1MW elettrico.</p>
<p>Se di più, vige solo il modello di incentivazione dei certificati verdi (certificato contrattato sul mercato dal produttore, a cui va aggiunto il costo di vendita dell’energia elettrica). Se meno, il produttore può scegliere la tariffa onnicomprensiva (0,28 euro per kw/h prodotto), ed è la scelta più conveniente, perché si risparmia tempo ed energia.</p>
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		<title>L&#8217;AESS Modena avvia il progetto &#8220;GASOLARE&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 10:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il G.A.S. dell&#8217;energia perduta. Potremmo definirlo così. Stiamo parlando del progetto che l&#8217;&#8221;Agenzia per l&#8217;Energia e lo Sviluppo Sostenibile&#8221; di Modena sta portando avanti ormai da qualche anno. GAS non è semplicemente il terzo stato della materia, cioè quello gassoso, ma fa riferimento ad una sigla, diffusa soprattutto nel mercato alimentare, ossia Gruppo di Acquisto [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/laess-modena-avvia-il-progetto-gasolare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il G.A.S. dell&#8217;energia perduta. Potremmo definirlo così. Stiamo parlando del progetto che l&#8217;&#8221;Agenzia per l&#8217;Energia e lo Sviluppo Sostenibile&#8221; di Modena sta portando avanti ormai da qualche anno. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7784" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico3-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="140" />GAS non è semplicemente il terzo stato della materia, cioè quello gassoso, ma fa riferimento ad una sigla, diffusa soprattutto nel mercato alimentare, ossia Gruppo di Acquisto Solidale (GAS).</p>
<p>L&#8217;azione di un <a title="GAS" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/18/i-gruppi-di-acquisto-solidale-gas-in-italia/" target="_blank">GAS</a> consiste nel riunire più soggetti che mirano ad un acquisto, in modo da attribuire a questi soggetti un maggiore potere contrattuale nell&#8217;acquisto di un bene.</p>
<p>Ma qui non parliamo di patate, frutta o pollame, ma di <a title="GAS" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/06/27/il-gas-dellenergia-fotovoltaica/" target="_blank">impianti fotovoltaici</a> e collettori solari termici.</p>
<p>Il vicedirettore dell&#8217;Agenzia, Piergabriele Andreoli, anche coordinatore del progetto &#8220;GASOLARE&#8221; ha spiegato che l&#8217;Agenzia è una associazione i cui soci sono tutti pubblici, cioè Provincia, Comune di Modena, e altri comuni limitrofi, e ha messo in piedi un progetto in cui vengono radunati tutti i cittadini per istruirli e spiegare loro bene come funziona il fotovoltaico e tutte le procedure connesse.</p>
<p>Dopodichè, l&#8217;Agenzia si reca nelle singole case di chi lo richieea, e fa un sopralluogo. Fatto il sopralluogo e acquisiti i dati e parametri necessari, si crea un progetto<span id="more-7744"></span> specifico per la casa, recuperando dagli installatori, tramite una gara d&#8217;appalto, dei preventivi, sottoponendoli al cittadino che sceglierà autonomamente.</p>
<p>Il sopralluogo richiede 40 euro (serve a garantire di non essere chiamati solo per curiosità, ma da persone che hanno davvero intenzione di aderire al rinnovabile).</p>
<p>Una volta consegnati questi preventivi, l&#8217;Agenzia comunque resta presente lungo tutto il percorso di scelta e installazione degli impianti, seguendo l&#8217;installatore, o meglio il cantiere, fino alla fine dei lavori, per accompagnare il percorso verso la fine, cioè col collegamento dell&#8217;impianto alla rete.</p>
<p>Sul numero degli impianti che verranno probabilmente installati, il presidente Andreoli è molto ottimista, citando 500 impianti assolutamente raggiungibili, con una potenza di 3 kw.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;Agenzia, del progetto si occupano venti persone circa, impegnate a diversi livelli e con funzioni specifiche, con la collaborazione dello studio tecnico Venturelli (partner tecnico dell&#8217;Agenzia). E nel 2011 l&#8217;Agenzia punter la sua attenzione in modo più approfondito sui condomini.</p>
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		<title>Schneider Electric: colonnine intelligenti per ricaricare veicoli elettrici.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gruppo Schneider Electric, francese ma di ampiezza internazionale, propone un importante esperimento nell&#8217;ambito della ricarica dei veicoli elettrici. Il progetto delle colonnine ricaricanti, che dovrebbero ammontare a 135, e che sono state installate nei pressi delle aziende che collaborano con la Schneider e nelle zone residenziali di Strasburgo che partecipano ai test, si pone [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/12/schneider-electric-colonnine-intelligenti-per-ricaricare-veicoli-elettrici/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il gruppo Schneider Electric, francese ma di ampiezza internazionale, propone un importante esperimento nell&#8217;ambito della ricarica dei veicoli elettrici. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7652" title="ricariche-auto-elettriche" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ricariche-auto-elettriche.jpg" alt="ricariche-auto-elettriche" width="150" height="140" />Il progetto delle colonnine ricaricanti, che dovrebbero ammontare a 135, e che sono state installate nei pressi delle aziende che collaborano con la Schneider e nelle zone residenziali di Strasburgo che partecipano ai test, si pone sulla linea dell&#8217;accordo tra Edf e Toyota per concretizzare il progetto di vetture ibride plug-in.</p>
<p>Queste vetture quindi saranno la cavia principale per mettere alla prova le colonnine Schneider, la loro efficienza e utilità in prospettiva.</p>
<p>Ogni colonnina memorizzerà tutte le informazioni sul proprio utilizzo, e soprattutto fornirà prestazioni adeguate al carico energetico di cui la vettura ha bisogno. La<span id="more-7627"></span> colonnina sa inoltre identificare e selezionare le fonti rinnovabili disponibili nella rete elettrica.</p>
<p>L&#8217;utente potrà essere comodamente informato tramite sms sullo stato di ricarica della vettura. In attesa che i veicoli (ibridi) elettrici a batteria ricaricabile diventino la soluzione alternativa preferita per muoversi in città o in altri contesti urbani, questo progetto è comunque un altro passo avanti verso i trasporti eco-compatibili.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F12%2Fschneider-electric-colonnine-intelligenti-per-ricaricare-veicoli-elettrici%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>FSS: &#8220;Mantenendo trend pro-rinnovabili, il nucleare è inutile&#8221;.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/fss-mantenendo-trend-pro-rinnovabili-il-nucleare-e-inutile/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili. Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/fss-mantenendo-trend-pro-rinnovabili-il-nucleare-e-inutile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il dibattito sull&#8217;energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7498" title="FSS" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/FSS.gif" alt="FSS" width="170" height="100" />Ma probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari  non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l&#8217;adesione alle rinnovabili.</p>
<p>Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione notevole, e le rinnovabili nel 2030 arriveranno a produrre fino al 45% dell&#8217;elettricità consumata. </p>
<p>Ad affermarlo è la <em>Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</em>, che ha presentato, proprio pochi giorni fa, un rapporto denominato <em>&#8220;Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030&#8243;</em>.</p>
<p>Il rapporto prende in considerazione due scenari: uno virtuoso, <em>blu</em>, con un miglioramento di efficienza elettrica ed uno,<em> grigio</em>, di peggioramento dell&#8217;efficienza elettrica.<span id="more-7407"></span> In entrambi gli scenari si ipotizza, seppur in modo diverso, un forte aumento delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Mantenendo il trend di crescita in atto verso l&#8217;adesione alle varie forme di energia rinnovabile,  come probabile, lo scenario blu sembra il più plausibile e realistico, perché si tratta di tendenze già avviate prima della crisi, e quindi l&#8217;incremento dei consumi di elettricità sarebbe dimezzato rispetto al decennio precedente.</p>
<p>Così migliorerebbe l&#8217;efficienza energetica del Pil (da 261 chilowattora ogni mille euro di Pil nel 2010, a 240 nel 2030), vi sarebbe una riduzione della produzione di elettricità da combustibili fossili e le emissioni di CO2 si ridurrebbero, rispetto al 2005, del 20% nel 2020 e del 26,7% nel 2030.</p>
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		<title>Calano i consumi di elettricità: obiettivi Kyoto a portata di mano per la crisi economica.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 08:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggetto di dubbi e critiche, il Protocollo di Kyoto entrò in vigore nel febbraio 2005, con il fine di fronteggiare la minaccia dell&#8217;effetto serra e dei cambiamenti climatici, tentando la salvaguardia non solo dell&#8217;ambiente ma anche dell&#8217;economia. Con la crisi economica che in questi mesi ha toccato dei picchi altissimi, a livello di consumi energetici si [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/11/calano-i-consumi-di-elettricita-obiettivi-kyoto-a-portata-di-mano-per-la-crisi-economica/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Oggetto di dubbi e critiche, il Protocollo di Kyoto entrò in vigore nel febbraio 2005, con il fine di fronteggiare la minaccia dell&#8217;effetto serra e dei cambiamenti climatici, tentando la salvaguardia non solo dell&#8217;ambiente ma anche dell&#8217;economia.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7449" title="protocollokyoto" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/protocollokyoto.gif" alt="protocollokyoto" width="150" height="150" />Con la crisi economica che in questi mesi ha toccato dei picchi altissimi, a livello di consumi energetici si stanno raggiungendo, come un riflesso condizionato, risultati inaspettati: nel settore elettrico gli obiettivi di Kyoto sono quasi raggiunti.</p>
<p>Era previsto che l’Italia dovesse ridurre le sue emissioni di gas serra nel periodo 2008 – 2012 del 6,5% rispetto al 1990, e le stime degli ultimi due anni indicano un positivo trend di riduzione delle emissioni.</p>
<p>Riusciamo ad affermarlo consultando il Rapporto &#8220;Scenari elettrici post-crisi al 2020 e 2030&#8243; della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, rapporto in cui leggiamo che le emissioni di CO2 sono scese nel 2009 del 5,5% rispetto al 1990.</p>
<p>E queste riduzioni potrebbero benissimo proseguire, se il paese continuasse,<span id="more-7419"></span> ed è probabile, nella valorizzazione delle energie alternative.</p>
<p>La riduzione proseguirebbe anche al 2030, di oltre il 26% rispetto al 2005. Mantenendo il trend di crescita in atto, precisa il Rapporto, le fonti rinnovabili raggiungeranno nel 2020 la produzione di circa 107 TWh (oltre il 30% dell&#8217;elettricità consumata) in linea con quanto richiesto dall&#8217;Europa.</p>
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		<title>Forse pronto il nuovo Conto-energia e le linee guida per le rinnovabili.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 17:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo, per bocca del sottosegretario allo sviluppo economico Saglia, intenderebbe presentare sia le linee-guida nazionali per l&#8217;autorizzazione unica degli impianti rinnovabili, sia il nuovo conto energia fotovoltaico, alla Conferenza Stato-Regioni. La prossima riunione della Conferenza è convocata per il 6 maggio (anche se ancora non compaiono all&#8217;ordine del giorno). Bisogna ammettere che fino ad [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/06/forse-pronto-il-nuovo-conto-energia-e-le-linee-guida-per-le-rinnovabili/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il governo, per bocca del sottosegretario allo sviluppo economico Saglia, intenderebbe presentare sia le linee-guida nazionali per l&#8217;autorizzazione unica degli impianti rinnovabili, sia il nuovo conto energia fotovoltaico, alla Conferenza Stato-Regioni. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7263" title="conto-energia" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/conto-energia.gif" alt="conto-energia" width="150" height="140" />La prossima riunione della <strong>Conferenza</strong> è convocata per il 6 maggio (anche se ancora non compaiono all&#8217;ordine del giorno).</p>
<p>Bisogna ammettere che fino ad oggi ha regnato non poca confusione sulle disposizione concernenti gli <strong><em>impianti rinnovabili </em></strong>e la disciplina nazionale di riferimento: auguriamoci che questa volta ci sia la svolta.</p>
<p>La Conferenza Stato-Regioni era prevista prima delle elezioni regionali, ma è poi slittata a data da destinarsi e adesso, stando alle parole del sottosegretario, gli atti per il nuovo conto-energia e per le <a title="Linee-guida nazionali per le rinnovabili" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/28/energie-rinnovabili-pubblicate-le-nuove-linee-guida-nazionali/" target="_self">linee-guida nazionali</a> per l&#8217;autorizzazione unica degli impianti rinnovabili dovrebbero essere approvati per fine maggio o al più tardi entro la metà di giugno.</p>
<p>&#8220;Il governo vuole confermare il suo impegno per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia, nella speranza che anche da noi si possano creare occasioni di investimento,<span id="more-7243"></span> occupazione e di sviluppo di una filiera nazionale, anche se gli investimenti stranieri sono certamente benvenuti&#8221;.</p>
<p>Il nuovo <strong><em>conto energia</em></strong> punterà a un obiettivo di installazioni per una potenza pari a 3.000 MW nei prossimi 3 anni, ma con la possibilità di usufruire delle tariffe per ulteriori 14 mesi anche dopo il raggiungimento del target.</p>
<p>Per quanto riguarda le <em><strong>tariffe</strong></em> degli incentivi, il nuovo decreto, operativo dal 1° gennaio 2011, prevede una riduzione in linea con il calo del costo dei moduli che si è registrato nell&#8217;ultimo anno, cioè intorno al 20%. <em>&#8220;Ma nel complesso il nostro sistema incentivante resterà tra i più generosi al mondo&#8221;.</em></p>
<p>E nelle proprietà pubbliche, come le strutture scolastiche, sarà possibile operare il doppio obiettivo della ristrutturazione architettonica e dell&#8217;autosufficienza energetica.</p>
<p>Il sottosegretario ha affermato: &#8220;l&#8217;impegno economico totale del Governo è di circa 13 miliardi di euro. Il solare è parte di questo programma, così come lo sviluppo delle reti, in particolare nel Mezzogiorno, che è uno dei punti deboli per la più massiccia diffusione del fotovoltaico e delle <a title="Energie rinnovabili" href="http://www.ok-ambiente.com/energie-rinnovabili/" target="_blank">energie rinnovabili</a> in generale&#8221;.</p>
<p>Speriamo allora che all&#8217;energia dal sole non rimangano solo le briciole.</p>
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		<title>Il nuovo altoparlante &#8220;Eton Soulra&#8221; per iPhone è alimentato ad energia solare.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il multiaccessoriato e costoso iPhone della popolare casa Apple da oggi potrà ampliare le sue capacità di riproduzione sonora attraverso un dispositivo a funzionamento solare. Ci stiamo riferendo a &#8220;Eton Soulra&#8221;, un potente amplificatore altoparlante che non provoca danni all&#8217;ambiente. E&#8217; ideato appositamente per iPhone, per &#8220;accontentare&#8221; tutti gli ecologisti che ci tengono a risparmiare [...]


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<li><a href='http://www.ok-ambiente.com/energie-rinnovabili/energia-solare/solare-fotovoltaico/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Solare fotovoltaico'>Solare fotovoltaico</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/04/il-nuovo-altoparlante-eton-soulra-per-iphone-e-alimentato-ad-energia-solare/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il multiaccessoriato e costoso iPhone della popolare casa Apple da oggi potrà ampliare le sue capacità di riproduzione sonora attraverso un dispositivo a funzionamento solare.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7176" title="Soulra" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Soulra--150x150.jpg" alt="Soulra" width="150" height="150" />Ci stiamo riferendo a &#8220;Eton Soulra&#8221;, un potente amplificatore altoparlante che non provoca danni all&#8217;ambiente. </p>
<p>E&#8217; ideato appositamente per iPhone, per &#8220;accontentare&#8221; tutti gli ecologisti che ci tengono a risparmiare energia. Il design non è molto compatto, anzi risulta piuttosto ingombrante, però funziona bene.</p>
<p>Il dispositivo è compatible anche con l&#8217;iPod Touch, che consente di scegliere liberamente i brani dallo schermo touchscreen. </p>
<p>La batteria dura fino a 7 ore, è impermeabile e pratico anche da portare in spiaggia. Costa 200 dollari e lo si può acquistare dal sito <a title="Eton Soulra" href="http://www.frontgate.com/jump.jsp?itemID=27965&amp;itemType=PRODUCT&amp;path=1%2C2%2C113%2C7158%2C7160&amp;iProductID=27965&amp;prime=1" target="_blank" rel="nofollow">Frontgate</a>.</p>
<p>Questo speaker utilizza l&#8217;energia solare per funzionare, e riproduce la musica attraverso i pannelli che danno energia alla batteria. Il pannello solare è orientabile e<span id="more-7165"></span> integra uno speaker RMS da 8 watt. Include batteria ricaricabile agli ioni di litio e telecomando.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F04%2Fil-nuovo-altoparlante-eton-soulra-per-iphone-e-alimentato-ad-energia-solare%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Better Place: nelle auto elettriche meglio cambiare la batteria che ricaricarla.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 09:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società di servizi per auto elettriche &#8220;Better Place&#8221; attraverso un apposito test vuole dimostrare che è più conveniente cambiare la batteria piuttosto che caricarla. Per questo, la società ha installato a Tokyo una stazione di scambio sperimentale che permetta la sostituzione rapida delle batterie dei taxi elettrici. In questa stazione, strutturata in modo particolare, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/03/better-place-nelle-auto-elettriche-meglio-cambiare-la-batteria-che-ricaricarla/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La società di servizi per auto elettriche &#8220;Better Place&#8221; attraverso un apposito test vuole dimostrare che è più conveniente cambiare la batteria piuttosto che caricarla.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7126" title="better-place-batterie-auto-elettriche" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/better-place-batterie-auto-elettriche.jpg" alt="better-place-batterie-auto-elettriche" width="150" height="140" />Per questo, la società ha installato a Tokyo una stazione di scambio sperimentale che permetta la sostituzione rapida delle batterie dei taxi elettrici.</p>
<p>In questa stazione, strutturata in modo particolare, l&#8217;auto va posizionata su una rampa sopraelevata, che consente di effettuare la sostituzione delle batterie scariche con altre cariche in meno di 2 minuti. La sostituzione avviene con le modalità di un normale rifornimento di carburante.</p>
<p>L&#8217;esperimento riguarderà, in un arco di tempo di 90 giorni, tre taxi cross-over che sono stati convertiti per l&#8217;utilizzo elettrico con batterie tipo A123 Systems.</p>
<p><a title="Better Place" href="http://www.betterplace.com/" target="_blank" rel="nofollow">Better Place</a> sostiene che questo metodo è migliore rispetto alla ricarica rapida, in quanto proprio la rapidità della ricarica tende a deteriorare le batterie e quindi a<span id="more-7082"></span> danneggiarle.</p>
<p>Kiyotake Fujii, presidente della Better Place Japan, ha affermato in un comunicato che altre città hanno espresso un forte interesse per questo genere di taxi elettrici in quanto riducono l&#8217;inquinamento atmosferico e le emissioni di anidride carbonica.</p>
<p>In gennaio la Better Place, con un investimento di 350 milioni di dollari in sviluppo e messa a punto delle proprie stazioni di ricarica, ha voluto dare un messaggio forte che culminerà nella costruzione di queste ultime in paesi come Isreale e Danimarca entro la fine del 2011.</p>
<p>Insomma, la Better Place non solo realizza interessanti test dai risvolti concreti enormi (e l&#8217;ambiente ringrazia), ma i suoi investimenti economici in tal senso sono la giusta chiave per quella che si profila come rivoluzione ambientale nel settore automobile.</p>
<p>Guarda il video dimostrativo del cambio batteria in 1 minuto e 13 secondi:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OHHvjsFm_88&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/OHHvjsFm_88&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F05%2F03%2Fbetter-place-nelle-auto-elettriche-meglio-cambiare-la-batteria-che-ricaricarla%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>L&#8217;Austria sviluppa un nuovo Piano-Energia.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/04/26/laustria-sviluppa-un-nuovo-piano-energia/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 11:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da anni l&#8217;Austria si impegna nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile, basato su tecnologie evolute. Ora un passo avanti, una nuova strategia in campo energetico. Nella generale situazione di crisi attuale, il piano austriaco mira a raggiungere importanti obiettivi di riduzione di CO2, il tutto accompagnato da una ripresa occupazionale ed economica del paese. Il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/26/laustria-sviluppa-un-nuovo-piano-energia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Da anni l&#8217;Austria si impegna nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile, basato su tecnologie evolute. Ora un passo avanti, una nuova strategia in campo energetico.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6963" title="Austria" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Austria.jpg" alt="Austria" width="150" height="150" />Nella generale situazione di crisi attuale, il piano austriaco mira a raggiungere importanti obiettivi di riduzione di CO2, il tutto accompagnato da una ripresa occupazionale ed economica del paese. Il governo agisce in tal senso, prendendo come riferimento le riduzioni indicate dall&#8217;Unione Europea fino al 2020.</p>
<p>E, dal punto di vista occupazionale, il programma prevede la creazione di 80.000 nuovi posti di lavoro.</p>
<p>La nuova strategia austriaca è basata su tre punti cardine: maggiore efficienza energetica, sviluppo delle rinnovabili e aumento della sicurezza negli approvvigionamenti.</p>
<p>È, inoltre, previsto un sistema &#8220;premiale&#8221; dei soggetti che aiutano e rispettano l&#8217;ambiente, penalizzando e punendo contestualmente chi invece si rende responsabile<span id="more-6939"></span> di comportamenti disdicevoli nei confronti dello stesso.</p>
<p>L&#8217;Austria non è nuova ad iniziative di questo tipo. Il 2007 infatti ha visto nascere una &#8220;Borsa per l&#8217;energia elettrica ecologica&#8221;, con investimenti in energia pulita che andavano a sommarsi agli incentivi statali.</p>
<p>Relativamente allo sviluppo delle fonti rinnovabili, il governo austriaco punta principalmente su tre filoni: sviluppare le biomasse per la produzione di energia termica, aumentare la capacità idroelettrica (che è già la principale fonte rinnovabile del paese), raddoppiare entro i prossimi dieci anni la potenza eolica installata.</p>
<p>Il programma contiene anche indicazioni volte a sviluppare sistemi di mobilità basati su fonti alternative, tra cui i veicoli elettrici.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F26%2Flaustria-sviluppa-un-nuovo-piano-energia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Acquisti nel segno delle energie pulite e rinnovabili.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 11:49:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ambiente ai giorni d&#8217;oggi deve fare i conti con una marea di problematiche che lo stanno mettendo in ginocchio, causando imprevedibili e irrimediabili conseguenze anche per la qualità della vita, nostra e delle generazioni future. Nel nostro paese qualcosa inizia a portare buone speranze! In Italia, infatti, il 56% dei consumatori afferma la sua preferenza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/21/acquisti-nel-segno-delle-energie-pulite-e-rinnovabili/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L&#8217;ambiente ai giorni d&#8217;oggi deve fare i conti con una marea di problematiche che lo stanno mettendo in ginocchio, causando imprevedibili e irrimediabili conseguenze anche per la qualità della vita, nostra e delle generazioni future. Nel nostro paese qualcosa inizia a portare buone speranze!</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6930" title="E.on" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/E.on-150x150.jpg" alt="E.on" width="150" height="150" />In Italia, infatti, il 56% dei consumatori afferma la sua preferenza nell&#8217;acquisto di prodotti con certificazione ecologica, portando la media della popolazione italiana al primo posto per il rispetto ambientale quando si parla di fare compere.</p>
<p>Inoltre, molte marche importanti come Acqua Lete, Feltrinelli e Ottica Randasso si sono proposti come testimonial dell&#8217;etichetta E. On Energia, che garantisce l&#8217;uso di energia elettrica pulita derivante da fonti rinnovabili, tutto con certificazione RECS (Renewable Energy Certificate System).</p>
<p>Le tre aziende (si spera aumentino di numero) si muovono quindi per incitare all&#8217;impegno ambientale, continuando a produrre con energia totalmente pulita.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F21%2Facquisti-nel-segno-delle-energie-pulite-e-rinnovabili%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Energia fotovoltaica a celle solari sferiche.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 09:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società giapponese Kyosemi ha concepito delle celle fotovoltaiche innovative, ossia mini-celle sferiche, del diametro di 1,8 millimetri circa, che permettono di sfruttare la luce proveniente da tutte le direzioni. Queste celle possono assicurare maggiore efficienza ed evidente flessibilità d’uso rispetto alle celle convenzionali. Può così essere non solo efficacemente convertita la luce riflessa e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/21/energia-fotovoltaica-a-celle-solari-sferiche/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La società giapponese Kyosemi ha concepito delle celle fotovoltaiche innovative, ossia mini-celle sferiche, del diametro di 1,8 millimetri circa, che permettono di sfruttare la luce proveniente da tutte le direzioni.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6896" title="cellesemisferiche" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/cellesemisferiche.bmp" alt="cellesemisferiche" />Queste celle possono assicurare maggiore efficienza ed evidente flessibilità d’uso rispetto alle celle convenzionali.</p>
<p>Può così essere non solo efficacemente convertita la luce riflessa e quella diffusa, ma si riduce la necessità di posizionare con esattezza le celle rispetto alla radiazione solare o addirittura di prevedere sistemi di inseguimento del moto apparente del sole.</p>
<p>Grazie alle piccole dimensioni le nuove celle, denominate <strong>Sphelar</strong>, queste possono essere accorpate in modo da costituire strutture di forme diverse, adatte alle più svariate esigenze.</p>
<p>Possono essere utilizzate, ad esempio, per realizzare pannelli a forma di cupola, pannelli flessibili e pannelli semitrasparenti, anche in sostituzione dei vetri di finestre.<span id="more-6663"></span></p>
<p>Inoltre, secondo Kyosemi, società che oltre ad avere sviluppato questo sistema ne propone la commercializzazione, il procedimento con cui sono realizzate ha un ridotto impatto ambientale: il silicio viene fuso e poi fatto cadere da un’altezza di 14 metri.</p>
<p>Durante la caduta prende spontaneamente la forma sferica, come accade nelle gocce di pioggia, e si cristallizza grazie alle particolari condizioni create nell’ambiente. In questo modo si riducono al minimo gli sprechi di silicio (ad esempio non ci sono sfridi di taglio), l’impatto ambientale e, quindi, anche i costi.</p>
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		<title>La Corte Costituzionale compromette lo sviluppo del fotovoltaico.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 09:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sentenze 119, 120 e 124 della Corte Costituzionale compromettono lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro paese. Queste sentenze infatti dichiarano costituzionalmente illegittime alcune leggi regionali (Puglia e Calabria) che regolavano le autorizzazioni a costruire e condurre impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili. Nel nostro paese sono previsti per il solo 2010 oltre 2,5 [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/15/la-corte-costituzionale-compromette-lo-sviluppo-del-fotovoltaico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Le sentenze 119, 120 e 124 della Corte Costituzionale compromettono lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro paese.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6655" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico2-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="150" />Queste sentenze infatti dichiarano costituzionalmente illegittime alcune leggi regionali (Puglia e Calabria) che regolavano le autorizzazioni a costruire e condurre impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili.</p>
<p>Nel nostro paese sono previsti per il solo 2010 oltre 2,5 miliardi di euro di investimenti che porterebbero alla creazione di almeno 3.000 nuovi posti di lavoro lungo tutta la filiera.</p>
<p>Ma le sentenze iniziano già a produrre i loro effetti: in Puglia, ad  esempio, le banche hanno già da qualche settimana sospeso le pratiche di finanziamento per quei progetti per i quali era prevista solamente la denuncia di inizio attività (DIA).</p>
<p>Queste sentenze alimentano il clima di incertezza acuitosi in seguito alla mancata approvazione del Conto Energia 2011 prima delle elezioni regionali e dall&#8217;assenza<span id="more-6637"></span> di linee-guida nazionali per il  corretto inserimento degli impianti fotovoltaici sul territorio.</p>
<p>In questo modo si danneggia l&#8217;intero sviluppo del mercato, mettendo in serio pericolo i 17.000 posti di lavoro creati sino ad oggi. Le leggi in questione sono la numero 31 del 2008 della Regione Puglia, la 38 e la 42 della Regione Calabria.</p>
<p>Il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane (GIFI) auspica chiaramente un serio intervento del Governo, con la continuità del meccanismo di incentivazione, con la pubblicazione del Conto Energia 2011, e con l&#8217;approvazione nel minor tempo possibile delle Linee Guida per il corretto inserimento degli impianti fotovoltaici nel territorio nazionale, nell&#8217;ottica (come anche espresso nelle sentenze in oggetto) di tutelare le aree protette.</p>
<p>Anche se la congiuntura economica si presenta attualmente negativa, le energie rinnovabili registrano una domanda crescente e generano investimenti. L&#8217;Italia non può restare indietro.</p>
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		<title>Dal Giappone il nuovo fotovoltaico a film sottile.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 10:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal sito Virgilio apprendiamo un&#8217;importante novità riguardante l&#8217;energia fotovoltaica, con la quale si intravedono prospettive di maggiore efficienza. Proprio da pochi giorni è partita infatti l&#8217;attività di produzione del nuovo impianto fotovoltaico a film sottile di Sakai (Giappone). Vi sono diverse tecnologie per costruire le celle in silicio a film sottile, singola giunzione, tripla giunzione, [...]


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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6560" title="Sharp-fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Sharp-fotovoltaico-300x222.jpg" alt="Sharp-fotovoltaico"  width="160" height="150"/>Vi sono diverse tecnologie per costruire le celle in silicio a film sottile, singola giunzione, tripla giunzione, tandem (amorfo e microcristallino), eccetera, e, a seconda della particolare tecnologia, si avranno rendimenti più elevati, ma anche costi più elevati.</p>
<p>L&#8217;impianto è stato costruito dalla Sharp, una delle prime società al mondo nel campo dei pannelli fotovoltaici, e avrà una capacità iniziale di 160 MW, che in seguito potrà salire fino a 1.000 MW.</p>
<p>Si tratta di un impianto identico a quello che Sharp sta costruendo a Catania in joint-venture con Enel e STMicroelectronics, e che entro il 2011 inizierà la produzione di 160 MW, che potrà in futuro salire a 480 MW.</p>
<p>La tecnologia dei pannelli a film sottile consiste in sottilissime pellicole di silicio disposte a strati (due o tre, nel caso di Sakai) su una base di vetro. In questo modo<span id="more-6548"></span> si riduce del 99% la quantità di silicio utilizzata rispetto ai pannelli a moduli cristallini, abbassando i costi per la materia prima e semplificando la fabbricazione.</p>
<p>Per tale motivo la richiesta sul mercato di pannelli a film sottile è in costante crescita, soprattutto negli impianti su larga scala. La Sharp si propone dunque di usare l&#8217;impianto di Sakai come modello per gli altri da vendere nel resto del mondo.</p>
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		<title>Il fotovoltaico ha toccato un nuovo record in Italia.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata. Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/il-fotovoltaico-ha-toccato-un-nuovo-record-in-italia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il settore fotovoltaico nel nostro Paese ha raggiunto un nuovo  record, superando la soglia di 1 GigaWatt di potenza installata.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6320" title="fotovoltaico" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/fotovoltaico1-150x150.jpg" alt="fotovoltaico" width="150" height="150" />Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, i circa 70 mila impianti certificati in esercizio possono fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 KWh.</p>
<p>Con il primo &#8221;conto energia&#8221;, il sistema di incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, varato nel 2005 dal precedente governo, sono stati promossi impianti per una potenza complessiva installata di 165 MW.</p>
<p>Poi con l&#8217;avvio del secondo &#8221;conto energia&#8221; sono stati incentivati altri 835 MegaWatt. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l&#8217;Italia raggiunge ora il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.</p>
<p>&#8221;Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009, questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al<span id="more-5643"></span> tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale&#8221;, ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico.</p>
<p>&#8221;In un anno difficile come quello appena concluso, il settore del solare ha infatti retto bene e, anzi, ha contribuito a sostenere la ripresa. Il Governo &#8211; ha aggiunto Scajola &#8211; è impegnato a garantire continuità alla crescita efficiente del fotovoltaico, come dell&#8217;intero comparto delle fonti rinnovabili. Siamo fortemente convinti della necessità che il binomio energia-ambiente si possa completare con la crescita industriale e occupazionale e con l&#8217;innovazione tecnologica&#8221;.</p>
<p>Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l&#8217;industria fotovoltaica nazionale sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 è stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore del fotovoltaico&#8221;.</p>
<p>Con il solo fotovoltaico si evita la produzione di 875 mila tonnellate di CO2 e si riduce il consumo di combustibili fossili di 0,23 milioni di tonn equivalente petrolio.</p>
<p>Ma il Ministero dello Sviluppo Economico ha investito molto anche nella ricerca: nel triennio 2006-2008, attraverso gli accordi di programma con Enea, Cnr ed Erse, sono stati finanziati 15 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 4 milioni di euro nel 2009. Per il  triennio 2009-2011 l&#8217;impegno economico prevede un finanziamento per altri 8 milioni di euro.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F30%2Fil-fotovoltaico-ha-toccato-un-nuovo-record-in-italia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Roma: presentato il rapporto Comuni Rinnovabili 2010.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/roma-presentato-il-rapporto-comuni-rinnovabili-2010/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[comuni]]></category>
		<category><![CDATA[comuni rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della Settimana Europea delle Energie Rinnovabili è stato presentato a Roma il rapporto Comuni Rinnovabili 2010 prodotto da Legambiente con il contributo di GSE e Sorgenia. Il 2009 è stato un anno particolarmente significativo: vi è stata una riduzione di emissioni di CO2 in atmosfera ed una parallela crescita delle fonti energetiche rinnovabili [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/roma-presentato-il-rapporto-comuni-rinnovabili-2010/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In occasione della Settimana Europea delle Energie Rinnovabili è stato presentato a Roma il rapporto Comuni Rinnovabili 2010 prodotto da Legambiente con il contributo di GSE e Sorgenia. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6308" title="ComuniRinnovabili2009_Logo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ComuniRinnovabili2009_Logo-150x150.jpg" alt="ComuniRinnovabili2009_Logo" width="150" height="150" />Il 2009 è stato un anno particolarmente significativo: vi è stata una riduzione di emissioni di CO2 in atmosfera ed una parallela crescita delle fonti energetiche rinnovabili sia in termini di installato che di produzione.</p>
<p>Interessante è il fatto che l&#8217;aumento dell&#8217;uso delle fonti rinnovabili si è avuto soprattutto a livello locale, in piccole realtà: il territorio si configurerebbe perciò come il laboratorio di questa rivoluzione energetica.</p>
<p>Le tecnologie usate sono molteplici, come d&#8217;altronde le caratteristiche dei vari territori in cui vanno ad inserirsi: impianti solari fotovoltaici, solare termico, mini-idroelettrici, geotermici ad alta e bassa entalpia, impianti a biomassa e biogas.</p>
<p>Sono 6.993 i Comuni in Italia dove è installato almeno un impianto. I Comuni del solare sono 6.801, quelli dell’eolico 297, con una potenza installata di 5.148 MW, in grado di<span id="more-6201"></span> soddisfare il fabbisogno di 4 milioni e 100 famiglie.</p>
<p>I Comuni del mini idroelettrico sono invece 799, con impianti fino a 3 MW, con una potenza installata pari a 715 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 2.860 GWh, che coprono il bisogno di energia elettrica di oltre 1 milione e 100 famiglie.</p>
<p>I Comuni della geotermia, per lo più nelle province di Siena, Pisa e Grosseto, sono 181 e producono energia per oltre 2 milioni e 640 famiglie. I Comuni della biomassa e del biogas sono 788, da questi impianti si producono 7.161 GWh l’anno, pari al fabbisogno elettrico di oltre 2 milioni e 860 mila famiglie.</p>
<p>Per raggiungere gli obiettivi imposti dall’Unione Europea per il 2010 il rapporto indica alcuni azioni come prioritarie:</p>
<p><strong>1.</strong> Aprire un confronto sul Piano di azione nazionale per le rinnovabili che dovrà essere presentato a Bruxelles entro giugno 2010.</p>
<p><strong>2.</strong> Giungere ad una semplificazione amministrativa per agevolare chi intende realizzare un impianto domestico.</p>
<p><strong>3.</strong> Emanare le Linee Guida per l’approvazione dei progetti di impianti da fonti rinnovabili previste dal DL 387/2003.</p>
<p><strong>4.</strong> Prolungare gli incentivi in conto energia per il solare fotovoltaico, attualmente in scadenza, e dare certezza del prolungamento delle detrazioni fiscali del 55%, previste fino al 2010 per i lavori legati all’installazione di un impianto solare termico ed agli investimenti di risparmio energetico.</p>
<p><strong>5.</strong> Evitare ritardi o incertezze nell’allaccio degli impianti alla rete energetica, modernizzare la rete stessa e superare problemi di gestione e distribuzione in certi territori come l’Appennino.</p>
<p><strong>6.</strong> Promuovere l&#8217;importanza delle fonti energetiche rinnovabili nel settore edilizio inserendole nella certificazione energetica degli edifici, prevedendo prestazioni minime obbligatorie, riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati.</p>
<p><strong>7.</strong> Attuare una efficace ed efficiente politica energetica fondata sulle fonti pulite di pari passo con una politica ambientale tesa a ridurre l’emissione di CO2.</p>
<p>Il Rapporto dimostra che le fonti rinnovabili sono tecnologie affidabili, in grado di rispondere concretamente ai fabbisogni energetici: la migliore soluzione non solo per uscire dalle fonti fossili e salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, ma anche per rispondere alla crisi economica e superarla.</p>
<p><em><strong>&#8220;Il mondo che abbiamo creato oggi ha problemi che non possono essere risolti con lo stesso modo di pensare con cui li abbiamo creati&#8221;. </strong></em></p>
<p><em><strong>Albert Einstein.</strong></em></p>
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		<title>Groenlandia: un esperimento per lo stoccaggio di energia rinnovabile.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 13:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[Groenandia]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
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		<description><![CDATA[Inaugurato in Groenlandia il primo impianto sperimentale mobile a idrogeno per lo stoccaggio di energia rinnovabile. Roma, 26 marzo (Apcom-Nuova Energia): L&#8217;impianto, progettato dalla danese H2 Logic è gestito dalla compagnia energetica nazionale della Groenlandia, Nukissiorfiit. L&#8217;impianto progettato dalla H2 Logic è mobile (ora collocato nella capitale Nuuk), ed ha l&#8217;obiettivo di acquisire esperienza utile [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/30/groenlandia-un-esperimento-per-lo-stoccaggio-di-energia-rinnovabile/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Inaugurato in Groenlandia il primo impianto sperimentale mobile a idrogeno per lo stoccaggio di energia rinnovabile. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6236" title="BN19368" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Groenlandia-300x194.jpg" alt="BN19368" width="150" height="150" />Roma, 26 marzo (Apcom-Nuova Energia): L&#8217;impianto, progettato dalla danese <em>H2 Logic</em> è gestito dalla compagnia energetica nazionale della Groenlandia, Nukissiorfiit.</p>
<p>L&#8217;impianto progettato dalla H2 Logic è mobile (ora collocato nella capitale Nuuk), ed ha l&#8217;obiettivo di acquisire esperienza utile nella produzione, distribuzione e utilizzo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico.</p>
<p>L&#8217;idea è quella di utilizzare l&#8217;eccesso di energia idroelettrica, disponibile nel Paese in alcuni periodi dell&#8217;anno, per scindere acqua in ossigeno e idrogeno, utilizzando quest&#8217;ultimo durante l&#8217;inverno, ovvero nei momenti di maggior richiesta, per produrre energia tramite le celle a combustibile installate nel nuovo impianto.</p>
<p>Il calore prodotto dal  processo (sia quello della produzione di idrogeno, sia quello successivo di generazione elettrica) potrà essere utilizzato per il teleriscaldamento<span id="more-6036"></span> di edifici.</p>
<p>L&#8217;impianto prevede anche un sistema di compressione e distribuzione che permette di conservare l&#8217;idrogeno sotto  pressione in contenitori trasportabili.</p>
<p>In questo modo l&#8217;idrogeno potrà anche essere distribuito in altre città e utilizzato per produrre  energia localmente.</p>
<p>Fonte: <a title="Apcom" href="http://www.apcom.net/servizi/Energia.shtml" target="_blank">Apcom-Nuova Energia</a></p>
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		<title>Lombardia: 15 milioni di euro contro lo smog.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/03/22/lombardia-15-milioni-di-euro-contro-lo-smog/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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		<description><![CDATA[Evidenziamo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia di due nuovi bandi con uno stanziamento di 15 milioni di euro per l&#8217;acquisto di auto ecologiche in sostituzione di vecchi mezzi inquinanti (10 milioni) e per l&#8217;acquisto di veicoli commerciali, sempre in sostituzione di mezzi obsoleti (5 milioni). Si tratta della prosecuzione, con nuove risorse, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/22/lombardia-15-milioni-di-euro-contro-lo-smog/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Evidenziamo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia di due nuovi bandi con uno stanziamento di 15 milioni di euro per l&#8217;acquisto di auto ecologiche in sostituzione di vecchi mezzi inquinanti (10 milioni) e per l&#8217;acquisto di veicoli commerciali, sempre in sostituzione di mezzi obsoleti (5 milioni). </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5918" title="auto-ecologica" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/auto-ecologica1.jpg" alt="auto-ecologica" width="170" height="140" />Si tratta della prosecuzione, con nuove risorse, di due misure già in vigore dallo scorso anno. </p>
<p>&#8220;Andiamo avanti &#8211; spiega il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni &#8211; con la politica degli &#8220;incentivi a ciclo continuo&#8221; inaugurata lo scorso anno. Le nostre azioni concrete per diffondere mezzi meno inquinanti e incentivare comportamenti virtuosi si sono rivelate molto efficaci in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, come tutti i dati dimostrano. I cittadini hanno inoltre dimostrato di apprezzare e condividere i nostri provvedimenti, tanto è vero che hanno sfruttato appieno le opportunità dei nostri bandi&#8221;.</p>
<p>Un terzo bando con nuovi fondi per il 2010 (11,7 milioni), dedicato all&#8217;installazione di filtri antiparticolato sugli autobus del Trasporto Pubblico Locale è già stato approvato e <span id="more-5867"></span>sarà pubblicato nelle prossime settimane.</p>
<p>Dieci milioni di euro è la nuova somma stanziata per distribuire contributi a fondo perduto destinati a cittadini con reddito limitato residenti nella zona A1, per l&#8217;acquisto di vetture ecologiche, con contestuale rottamazione dei vecchi mezzi inquinanti o l&#8217;installazione dei filtri antiparticolato e dell&#8217;impianto a metano e gpl.</p>
<p>L&#8217;incentivo è di 3.000 euro per l&#8217;acquisto di auto di nuova immatricolazione di classe Euro 4 o superiore delle tipologie: elettrica, ibrida, metano/gpl, bifuel, benzina (con emissione di CO2 inferiore ai 140 g/km).</p>
<p>Con 5 milioni viene incentivata la sostituzione di veicoli commerciali inquinanti: parliamo di imprese individuali o societarie che abbiano sede legale o operativa sul territorio della Lombardia, su autoveicoli di categoria N1 (destinati al trasporto di merci, con massa massima non superiore a 3,5 tonnellate) Euro 0 benzina o diesel, Euro 1 diesel e Euro 2 diesel.</p>
<p>Queste imprese individuali o societarie devono rientrare nella definizione di micro, piccola e media impresa, occupando meno di 250 persone e con un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni, e non devono trovarsi in condizioni di difficoltà.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F22%2Flombardia-15-milioni-di-euro-contro-lo-smog%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Asso Energie Future: &#8220;Nucleare e rinnovabili possono convivere&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 23:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8221;Nucleare e rinnovabili possono convivere, come dimostra l&#8217;esperienza di numerosi paesi. Solo in Italia si insiste su un&#8217;antitesi che non porta a niente&#8221;. Lo afferma Massimo Daniele Sapienza, presidente di Asso Energie Future: &#8221;entrambe le fonti possono contribuire ad illuminare il nostro futuro e a mitigare gli effetti del cambiamento climatico&#8221;. La posizione di Aef [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/17/asso-energie-future-nucleare-e-rinnovabili-possono-convivere/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>&#8221;Nucleare e rinnovabili possono convivere, come dimostra l&#8217;esperienza di numerosi paesi. Solo in Italia si insiste su un&#8217;antitesi che non porta a niente&#8221;.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5831" title="nucleare-rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/nucleare-rinnovabili-150x150.jpg" alt="nucleare-rinnovabili" width="170" height="150" />Lo afferma Massimo Daniele Sapienza, presidente di <em>Asso Energie Future</em>: &#8221;entrambe le fonti possono contribuire ad illuminare il nostro futuro e a mitigare gli effetti del cambiamento climatico&#8221;.</p>
<p>La posizione di Aef si basa su una considerazione molto semplice: &#8221;non esiste competizione sui fondi da investire, né sui siti, né sulla tipologia di energia prodotta.<br />
Stiamo parlando di fonti di energia complementari, ma di certo non alternative&#8221;.</p>
<p>La rapida diffusione degli impianti fotovoltaici, eolici e alimentati da biomasse è evidente. In appena quattro anni la potenza installata (solo del solare) è passata da 150 MW a 1.000 MW, mentre l&#8217;eolico si avvicina ai 5 GW (sufficienti a fornire elettricità alle famiglie<span id="more-5760"></span> dell&#8217;intera Sicilia).</p>
<p>I conti sono presto fatti: la potenza di una centrale nucleare di terza generazione garantirebbe 1.500 MW di potenza installata e ne servirebbero almeno quattro per raggiungere il livello attuale delle fonti verdi.</p>
<p>&#8221;Le rinnovabili, quindi, sono una realtà già consolidata, sottolinea Sapienza. Il nucleare è più una speranza di medio periodo legata in gran parte al progresso tecnologico che deve ancora materializzarsi.</p>
<p>Il nucleare è eminentemente pubblico e centralizzato mentre le rinnovabili promuovono l&#8217;imprenditorialità dei singoli e la creazione di ricchezza diffusa sul territorio.</p>
<p>Asso Energie Future chiede che &#8221;il governo sostenga oggi e con grande forza la creazione di una forte filiera italiana delle rinnovabili così come è giustamente attento a cercare di stimolare il dibattito di medio periodo sul potenziale nucleare del Paese, che comunque sarà realtà solo tra un decennio&#8221;.</p>
<p>D&#8217;altra parte, però, chi dice no al nucleare in Italia elenca un&#8217;altra serie di ragioni a sostegno delle proprie idee, fra cui: Il nucleare è a rischio di incidenti catastrofici, specialmente in un paese ad alto rischio sismico come l&#8217;Italia.</p>
<p>Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive. Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo.</p>
<p>Non esiste il nucleare “sicuro e pulito” di Quarta generazione. Sono previsti, tali impianti, dopo il 2030, ma non si sa quanto dopo.</p>
<p>Non è del tutto vero che “solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale”. Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni &#8211; 35 all&#8217;anno &#8211; per i prossimi 60 anni!</p>
<p>L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F17%2Fasso-energie-future-nucleare-e-rinnovabili-possono-convivere%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		</item>
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		<title>Turbine City: l&#8217;avveniristica cittadella eolica in Norvegia.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiamerà Turbine City e, oltre a contenere un museo, un hotel e una spa, comprenderà anche un impianto eolico, che produrrà 392 MW. L&#8217;idea di questo progetto avveniristico è dello studio internazionale di architettura portoghese (tra i cui fondatori c&#8217;è anche l&#8217;italiano Moncada) &#8220;On Office&#8221;. Turbine city (un complesso polifunzionale di 31.500 metri quadrati, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/10/turbine-city-la-avveniristica-cittadella-eolica-in-norvegia/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si chiamerà Turbine City e, oltre a contenere un museo, un hotel e una spa, comprenderà anche un impianto eolico, che produrrà 392 MW.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5739" title="Turbine City" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Turbine-City-150x150.jpg" alt="Turbine City" width="160" height="150" /> L&#8217;idea di questo progetto avveniristico è dello studio internazionale di architettura portoghese (tra i cui fondatori c&#8217;è anche l&#8217;italiano Moncada) &#8220;On Office&#8221;.</p>
<p>Turbine city (un complesso polifunzionale di 31.500 metri quadrati, in progettazione in Norvegia) è una città eolica che nascerà per coniugare sostenibilità e turismo nel migliore dei modi. </p>
<p>Il progetto città-turbine prevede delle grandi torri eoliche che, oltre ad alloggiare turbine eoliche alla loro sommità e produrre, così, energia, ospiteranno al loro interno anche alberghi, teatri, musei&#8230; Una vera e propria città, insomma, all&#8217;interno della quale sarà possibile soggiornare.</p>
<p>Le città turbine saranno raggiungibili via mare, ma saranno anche collegate tra loro e con la terraferma in modo da formare un suggestivo arcipelago tecnologico.<span id="more-5580"></span></p>
<p>La Norvegia, scelta per la realizzazione del progetto, è sicuramente la nazione più avanzata in fatto di approvvigionamento energetico da tecnologia eolica eolica off shore, grazie alla particolare conformazione delle sue coste, dei fondali e delle condizioni del vento.</p>
<p>In un prossimo futuro la Norvegia potrebbe addirittura superare il limite del 20% di approvvigionamento da energie rinnovabili, limite imposto dalla UE a tutti gli stati membri. La Norvegia, addirittura, avrebbe tutte le carte in regola per diventare paese esportatore di energia elettrica proprio grazie all&#8217;eolico off shore.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F03%2F10%2Fturbine-city-la-avveniristica-cittadella-eolica-in-norvegia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		</item>
		<item>
		<title>Pomigliano d&#8217;Arco: previsti grandi progetti di energia rinnovabile.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Stiamo progettando grandi interventi, che porteranno Pomigliano d&#8217;Arco, entro la primavera del 2011, ad una riduzione di 13.915 tonnellate di emissione di CO2 e per il 2015 di ben 33.633 tonnellate&#8221;. A dirlo è Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d&#8217;Arco attiva nel settore Energia. Così questo [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5673" title="Pomigliano" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Pomigliano-150x150.jpg" alt="Pomigliano" width="150" height="150" />A dirlo è Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d&#8217;Arco attiva nel settore Energia.</p>
<p>Così questo comune campano alle falde del Vesuvio si propone come città delle fonti rinnovabili, dove tutto verrà alimentato dal sole grazie ai tre impianti di solare termico ed ai dodici impianti di fotovoltaico già realizzati. E non solo.</p>
<p>&#8220;Si tratta -sottolinea Gaudiano- di ben 598 kW di potenza di picco, ottenuti con gli impianti di fotovoltaico già installati su Municipio, scuole elementari, scuole medie e su aree di parcheggio. Tre gli impianti di solare termico per la produzione di acqua calda, presso il campo di rugby e la palestra di arti marziali.</p>
<p>Stiamo realizzando un modello energetico che si basa sulla produzione diffusa e sul risparmio. Un modello che, oltre a far bene al pianeta, può significare sviluppo, buona<span id="more-5647"></span> economia e buona occupazione per le nostre comunità&#8221;.</p>
<p>Gli interventi, riferisce il presidente di Enam, &#8220;sono stati realizzati nell&#8217;ambito del Piano Energetico Comunale approvato dall&#8217;Amministrazione. Stiamo andando oltre gli obiettivi iniziali.</p>
<p>Quattro saranno gli impianti di produzione di energia elettrica da biomassa di potenza nominale di 450 kW cadauno che entro il 2010 partiranno sul territorio comunale. Sono impianti in assetto cogenerativo. Dunque recupereremo e riutilizzeremo l&#8217;energia termica prodotta per riscaldare le strutture sportive e gli immobili pubblici, ma anche quelli industriali adiacenti&#8221;.</p>
<p>Guadiano quindi sottolinea che è stato invece &#8220;installato l&#8217;impianto di notevoli dimensioni con pannelli fotovoltaici presso la stessa sede della Enam, mentre sempre nel 2010 verranno attivati, sulle coperture dei nostri capannoni industriali, circa 60 kW di fotovoltaico in silicio amorfo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dunque -afferma- il mondo chiama e Pomigliano risponde perché l&#8217;intera città si sta rendendo protagonista in prima linea di questa rivoluzione ambientale, grazie anche alle nuove norme approvate dall&#8217;Amministrazione per la promozione dell&#8217;utilizzo delle fonti di energia rinnovabile sulle nuove edificazioni, che prevedono l&#8217;obbligo del 50% minimo di produzione di acqua calda dal sole&#8221;.</p>
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		<title>Friuli: presentato lo &#8220;Specchio Lineare&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 11:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo &#8221;Specchio Lineare&#8221; è un sistema inventato all&#8217;Università di Udine per lo sfruttamento dell&#8217;energia solare e per produrre energia pulita, pronto per essere industrializzato e commercializzato. La macchina è una novità nel settore dei sistemi termodinamici e delle tecnologie pulite ed è in grado di produrre una quantità di energia da due a tre volte [...]


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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5604" title="specchio-lineare" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/specchio-lineare-150x150.jpg" alt="specchio-lineare" width="170" height="150" />La macchina è una novità nel settore dei sistemi termodinamici e delle tecnologie pulite ed è in grado di produrre una quantità di energia da due a tre volte superiore rispetto a quella di un impianto solare classico (fotovoltaico o pannelli solari) di pari dimensioni e costo.</p>
<p>Inoltre, potrà svolgere assieme le funzioni attualmente svolte separatamente da pannelli solari e impianti fotovoltaici: produrre elettricità e fornire calore.</p>
<p>Il primo impianto di specchi lineari è stato presentato alle officine meccaniche Ocsam di Basaldella di Campoformido, in provincia di Udine, che hanno contribuito a realizzarlo. Un prototipo di Specchio Lineare è già stato commissionato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Il prodotto è destinato a privati (utenze familiari e condominiali), utenze pubbliche (enti, scuole, ospedali, piscine, ecc.), industriali, imprese agricole per il riscaldamento<span id="more-5599"></span> delle serre, società di produzione di energia elettrica.</p>
<p>&#8220;Lo specchio lineare &#8211; spiega Hans Grassmann, ricercatore dell&#8217;ateneo di Udine &#8211; rende disponibile, a un costo accessibile, una fonte di energia pulita, efficiente, adatta a diverse applicazioni, di facile integrazione con gli impianti preesistenti (riscaldamento e impianti elettrici), e con un rapido ritorno dell&#8217;investimento.</p>
<p>L&#8217;obiettivo degli &#8216;Specchi Lineari&#8217; è offrire a famiglie e imprese la possibilità di utilizzare fonti rinnovabili senza affrontare un pesante investimento come quello richiesto per le tecnologie solari attuali&#8221;.</p>
<p>Il progetto è nato dalle ricerche svolte da Hans Grassmann al dipartimento di Fisica dell&#8217;ateneo friulano. Brevettato, è stato sviluppato da Isomorph srl (Hans Grassmann, Alessandro Prest), azienda spin off dell&#8217;università di Udine.</p>
<p>L&#8217;impianto a specchi lineari è un insieme di specchi piani in alluminio, da 20 a 50, montati su un sistema di assi e leve che inclinano gli specchi tramite due piccoli servomotori in modo da catturare i raggi solari durante tutto l&#8217;arco della giornata su un&#8217;unica superficie ricevente, simile a un unico grande specchio.</p>
<p>Lo specchio lineare, convogliando i raggi solari su un collettore, è in grado di riscaldare l&#8217;acqua fino a circa 100°C anche in inverno e di utilizzare fluidi termovettori, come oli sintetici, per raggiungere temperature superiori ai 200°C.</p>
<p>Può essere collegato con impianti di riscaldamento o condizionamento e con tutti i cicli produttivi in cui siano richieste fonti di calore. L&#8217;impianto, grazie alla sua modularità di costruzione, può essere adattato a varie richieste energetiche e produrre da 4 a 8 KW. La macchina può essere installata su terreno o su qualsiasi superficie architettonica piana (tetti di abitazioni, attività commerciali, capannoni).</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; ha detto Ballaman &#8211; di un&#8217;importante invenzione nata in uno dei nostri Atenei, quello di Udine, che renderà le fonti rinnovabili più accessibili per le imprese e le famiglie&#8221;.</p>
<p>Lo Specchio lineare è un prodotto di cui andare fieri e presto &#8211; ha annunciato &#8211; un impianto verrà installato sul tetto del Consiglio regionale a Trieste per rendere ancora più efficaci le nostre iniziative di risparmio energetico.</p>
<p>Fontanini, orgoglioso della realizzazione al 100% &#8221;made in Friuli&#8221;, si è augurato che &#8220;questo impianto rivoluzionario possa trovare la collocazione che merita sul mercato&#8221;.</p>
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		<title>E&#8217; in corso la VI edizione di &#8220;M&#8217;illumino di meno&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ partita il 4 gennaio da Milano “La Torcia su Roma”, il viaggio di una fiaccola alimentata con fonti pulite che accompagnerà la sesta edizione di “M’illumino di meno” la campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità energetica promossa da Caterpillar, trasmissione di Radio 2 Rai. Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto l’adesione di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/14/e-in-corso-la-vi-edizione-di-millumino-di-meno/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E’ partita il 4 gennaio da Milano “La Torcia su Roma”, il viaggio di una fiaccola alimentata con fonti pulite che accompagnerà la sesta edizione di “M’illumino di meno” la campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità energetica promossa da Caterpillar, trasmissione di Radio 2 Rai.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5316" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/229-150x150.jpg" alt="" width="140" height="170" />Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città in Italia e all’estero, il &#8220;silenzio energetico&#8221; simbolico si trasforma in una festa dell’energia pulita.</p>
<p>Giorno dopo giorno, dunque, la torcia tocca numerose città italiane in cerca di rifornimenti rinnovabili e arriverà il 12 febbraio a Roma, quando i Mercati Traianei si illumineranno con una coreografia di luci pulite per la festa del risparmio energetico.</p>
<p>Secondo la trasmissione radiofonica, infatti, &#8220;allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. </p>
<p>Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy<span id="more-5314"></span> adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010.</p>
<p>L’intento è duplice: da un lato verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dall’altro dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile.</p>
<p>Nelle piazze spente di tutt’Italia si accenderanno installazioni luminose alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più &#8216;illuminata&#8217; del nostro futuro&#8221;.</p>
<p>Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci belle, creative e pulite, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero.</p>
<p>La campagna di “M’illumino di meno” sta dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all’estero, per produrre e distribuire l’energia in modo pulito, responsabile e sostenibile.</p>
<p>Su <a href="http://www.caterpillar.rai.it/" target="_blank" rel='nofollow'>www.caterpillar.rai.it</a>, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa a lavoro, a scuola o nella propria città.</p>
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		<title>A Gaeta la IV edizione dell&#8217;Ecofest.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2010/01/13/a-gaeta-la-iv-edizione-dellecofest/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 gennaio, a Gaeta, la quarta edizione locale di Ecofest, la festa dell&#8217;ambiente organizzata dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Regione Lazio e dal Creia, in collaborazione con Sviluppo Lazio e con il patrocinio del Comune di Gaeta. La due giorni di Ecofest a Gaeta propone spazi di informazione, dibattito e svago, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/13/a-gaeta-la-iv-edizione-dellecofest/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Si svolgerà sabato 16 e domenica 17 gennaio, a Gaeta, la quarta edizione locale di Ecofest, la festa dell&#8217;ambiente organizzata dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Regione Lazio e dal Creia, in collaborazione con Sviluppo Lazio e con il patrocinio del Comune di Gaeta. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5307" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ecofest.jpg" alt="ecofest" width="150" height="150" />La due giorni di Ecofest a Gaeta propone spazi di informazione, dibattito e svago, tutti articolati intorno al tema dell&#8217;ambiente e delle energie rinnovabili, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e società interessati alle tematiche ambientali della nostra Regione.</p>
<p>In evidenza le energie rinnovabili e il clima, temi cruciali per il presente e per l&#8217;immediato futuro.</p>
<p>&#8220;Ecofest è anche un&#8217;occasione di confronto e riflessione tra istituzioni, imprese, organizzazioni, ricercatori e cittadini intorno a questioni ecologiche e sociali; dalla tutela ambientale allo sviluppo sostenibile, dalla solidarietà ai lavori<em> verdi</em>&#8221; &#8211; ha affermato l&#8217;assessore della regione Lazio all&#8217;Ambiente, Filiberto Zaratti, durante la conferenza stampa di presentazione dei Ecofest che si è svolta a Gaeta<span id="more-5285"></span> oggi.<br />
Zaratti ha aggiunto anche: &#8220;Questioni che dobbiamo affrontare insieme per costruire una nuova etica ecologista fondata su stili di vita rispettosi di noi stessi e del pianeta che ci accoglie. Ognuno di noi è chiamato, oggi, alla conoscenza delle modalità di produzione e consumo di energia, perchè dal comportamento di ognuno dipende il futuro della nostra società&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa consapevolezza &#8211; ha continuato Zaratti &#8211; impone la diffusione di ogni informazione utile sulle energie rinnovabili, e sul risparmio energetico, e vogliamo fare la nostra parte cercando di rendere comprensibile ed efficace ogni nostra iniziativa. Ecofest costituisce infine un momento di crescita sia per i cittadini, sia per gli amministratori &#8211; ha concluso &#8211; Da un lato, infatti, si riesce ad attirare l&#8217;attenzione di un grande numero di persone attraverso <img class="alignright size-thumbnail wp-image-5292" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/319-150x150.jpg" alt="" width="137" height="137" />l&#8217;esposizione anche divulgativa e divertente dei temi ambientali; dall&#8217;altro viene offerta agli amministratori la possibilità di ascoltare in diretta le opinioni dei cittadini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono soddisfatto che Gaeta ospiti una delle tappe laziali dell&#8217;Ecofest. Siamo una città ricca di bellezze naturali, basti pensare al parco di Monte Orlando e all&#8217;oasi marina, che vuole fare dell&#8217;ambiente un richiamo turistico insieme alla storia, la cultura e ai tantissimi monumenti &#8211; ha dichiarato Antonio Raimondi, sindaco di Gaeta &#8211; Turismo significa anche qualità della vita, quindi conservare e preservare l&#8217;ambiente, in maniera dinamica, è una condizione indispensabile per offrire una città sempre più vivibile&#8221;.</p>
<p>Sabato 16 gennaio, inoltre, alle ore 16, si terrà l&#8217;incontro dal titolo “Sviluppo&amp;Sostenibilità”. Per maggiori informazioni visitare il sito <a rel="nofollow" href="http://www.ecofest.it/" target="_blank">www.ecofest.it</a>.</p>
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