Acqua
Golfo del Messico: chiusa la falla con una mega-iniezione di fango. Ma il corallo muore.
agosto 5th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente
Marea nera: successo operazione “Static Kill”: chiuso il pozzo con mega-iniezione di fango. Obama: siamo alla fine della lunga battaglia.
L’operazione ”Static Kill” ha avuto successo, e il pozzo sottomarino Macondo della BP che, dal 22 aprile riversava greggio nel Golfo del Messico, è stato chiuso ieri, con una iniezione di fango nel giacimento durata una giornata. Ora verrà iniettato cemento per chiudere definitivamente la falla, che ha scaricato in mare cinque milioni di barili di petrolio.
Soddisfatto il presidente Obama, che ha commetato: ”Siamo contenti di constatare che dopo mesi la lunga battaglia è alla fine”. Ancora da quantificare i danni alla fauna marina, alla pesca e al turismo. La BP assicura, ”pagheremo fino all’ultimo dollaro”.
Ma c’è un nuovo allarme: il liquido disperdente uccice il corallo. Nel Golfo del Messico la popolazione di corallo è in pericolo per colpa del disperdente utilizzato per eliminare le fuoriuscite di petrolio dalla Deepwater Horizon. A darne notizia un nuovo studio, … continua
tags cemento, corallo, disperdente, fango, Golfo del Messico, larve, liquido, marea nera, obama, petrolio, pozzo, Static Kill
Nichi Vendola: No a trivelle per il petrolio in Puglia!
luglio 12th, 2010 by Diego in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile
La ricerca di nuove fonti di petrolio è l’ossessione delle grandi compagnie petrolifere, in seguito all’imperversante pericolo di esaurimento delle scorte petrolifere da qui a pochi anni. A fermare la loro sfrenata ricerca non bastano neppure gli ultimi, tristissimi, avvenimenti ad elevato impatto ambientale, che hanno come protagonista proprio il petrolio.
In Italia le attenzioni delle grandi aziende petrolifere sono rivolte alla Puglia.
A Monopoli (a sud di Bari) si sta tentando di installare trivelle per il greggio; così come si è rischiato accadesse anche per le Isole Tremiti, un paradiso terrestre ricco di turisti e caro a Lucio Dalla.
Altre compagnie, come una società di Houston, vogliono perfino spingersi nell’entroterra pugliese, nella Murgia, che è anche sede di un favoloso parco nazionale.
Questa colonizzazione avvalora l’opinione pubblica crescente della popolazione del Sud Italia che si considera la “pattumiera” del Paese. Giuseppe … continua
tags aziende petrolifere, Giuseppe Deleonibus, Murgia, nichi vendola, petrolio, protesta, puglia, rinnovabili, trivellazioni, trivelle, VIA
Thetis, tra i progetti ambientali sostenibili in Cina e l’aiuto al Mar Morto.
giugno 14th, 2010 by Diego in Acqua, Aria, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile
La società veneziana Thetis si conferma come una discreta forza a livello internazionale nello sviluppo di progetti ambientali e sostenibili. La mobilità sostenibile non è solo una mobilità che non inquina, bensì uno dei punti vitali del nuovo sistema economico.
Si punta ad un minore consumo di energia, minore inquinamento atmosferico e acustico, minori emissioni di gas serra, ma anche diminuzione della congestione stradale e quindi rapidità degli spostamenti.
A Shangai, in occasione dell’Expo di maggio, Thetis ha studiato le strategie di trasporto pubblico presso i diversi grandi stand dei paesi, vista la marea di gente dall’estero che vi ha partecipato.
Si profila una forte cooperazione tra Cina ed Italia nel settore delle tecnologie ambientali, un fronte in cui la nazione cinese si sta impegnando per conseguire uno sviluppo socio-economico a basso impatto ambientale e nel contempo migliorare la qualità della vita dei propri cittadini.
Ma Thetis fa di più: si è anche aggiudicata l’appalto per lo studio ambientale … continua
Marea nera, piano “Cup and Cut”: un tappo sulla falla per arginare lo sversamento.
giugno 4th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente
Le operazioni per chiudere la falla di greggio nel Golfo del Messico continuano: la Bp dovrebbe posizionare un tappo su un braccio flessibile del pozzo danneggiato dal quale, da sei settimane, fuoriesce petrolio.
Si tratta di un tappo da piazzare sulla valvola e collegato, attraverso un sifone, ad una nave cisterna in superficie, per recuperare il petrolio che potrebbe continuare a fuoriuscire dal pozzo, si prevede, almeno sino ad agosto.
Il piano, denominato “Cup and Cut”, ovvero “taglia e tappa”, è il quarto tentativo di arginare la perdita messo a punto dalla compagnia petrolifera britannica BP, dopo il fallimento di tutti i precedenti tentativi: la speranza, ora, è che questo tappo che gli esperti della BP dovrebbero far scendere a 1600 metri di profondità, riesca ad otturare la falla.
Stando alla società petrolifera, ci vorranno poi tra le 12 e le 24 ore per capire se la misura adottata funziona, anche perché le scorse settimane sono state segnate da ripetuti fallimenti.
Il piano consiste nel recidere il braccio flessibile del pozzo ed inserire un tappo sulla sua valvola per catturare e aspirare il greggio che fuoriesce ormai dal 20 aprile scorso, giorno dell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Il petrolio verrebbe portato … continua
tags BP, Cup and Cut, disastro ambientale, Golfo del Messico, inquinamento, marea nera, petrolio, sversamento, tappo
L’UE richiama l’attenzione di tutti sull’emergenza idrica.
maggio 27th, 2010 by Diego in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile
L’Unione Europea ci chiede ciò che per qualcuno è uno sforzo insostenibile, un sacrificio assurdo: razionalizzare l’acqua sin dai nostri comportamenti quotidiani.
E non è certo un richiamo alla sporcizia, bensì un monito da cogliere: l’acqua scarseggia, e continuerà a scarseggiare se non iniziamo ad accorciare le nostre rilassanti e piacevoli docce, i nostri bagni a suon di musica di sottofondo.
Negli ultimi mesi si sono verificate piogge molto abbondanti, che a tratti hanno fatto sembrare i mesi primaverili come un inverno dai torrenti in piena.
Ma non basta.
La carenza idrica prende piede in zone sempre più estese dell’Europa, e a dirlo è la stessa Commissione Europea, che ha approntato un apposito dossier, dal quale si deduce che attaverso sforzi considerevoli si può risparmiare sino al 30% del nostro patrimonio idrico: la parola chiave è “abitudine”. Abituarsi a star meno sotto la doccia, o, prima … continua
BP e marea nera: l’operazione “Top Kill” riuscirà a porre fine al gravissimo disastro ambientale?
maggio 27th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna
Via libera all’operazione “Top kill”. La Bp annuncia di aver iniziato la procedura per sigillare il pozzo petrolifero esploso più di un mese fa e che sta continuando a inquinare il Golfo del Messico.
La notizia arriva dopo l’ennesima pressione del presidente Usa Barack Obama che, sempre più preoccupato, si sarebbe rivolto ai suoi collaboratori urlando: “Tappate quel maledetto buco”.
Obama attacca le compagnie petrolifere: “Rischi e costi non più sostenibili. Cercare fonti alternative”. Iniziata la procedura per sigillare la fuoriuscita di greggio. Se dovesse fallire la marea sarebbe peggio di prima.
Nei prossimi giorni Obama visiterà per la seconda volta in meno di un mese la Louisiana per valutare ancora una volta i danni i danni e seguire le operazioni per bloccare la falla.
La Bp intanto ha avuto l’autorizzazione dalle autorità Usa per l’operazione denominata “Top kill” per chiudere definitivamente la fuoriuscita di greggio che sta provocando il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti.
La procedura prevede che la falla sia coperta con un getto di fango ad alta pressione e poi sigillata con un tappo in cemento a 1.500 metri di profondità. Per … continua
Preoccupa l’amplificazione artica.
maggio 10th, 2010 by Diego in Acqua, Clima, Ecologia dell'ambiente
Il giornale The Guardian ha pubblicato una notizia davvero preoccupante sull’Artico, il quale sembra aver innescato un circolo vizioso che accelera la scomparsa della calotta di ghiaccio.
Quando il livello del ghiaccio scende, si verifica un aumento termico della regione artica, e ciò permette di affermare che la perdita di copertuta ghiacciata si ripercuote sul riscaldamento della regione artica.
Così l’aumento della temperatura è causa ma anche conseguenza dello scioglimento.
Alcuni affermano addirittura che l’Artico abbia raggiunto un punto tale da non permettere più una inversione di marcia per ripristinare la rigidità termica della zona.
Quasi tutte le stime indicano che il ghiaccio estivo nell’Artico non scomparirà prima della metà del secolo, ma qualcuno suggerisce che, entro un decennio, d’estate non godremo … continua
Disastro ambientale nel Golfo del Messico: fallisce la prova della cupola.
maggio 10th, 2010 by Diego in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna
L’inquinamento da petrolio non può essere considerato un incidente occasionale ma una malattia che investe l’intero pianeta: si perdono in media 4 milioni di tonnellate all’anno in tutto il globo (600.000 tonnellate nel solo Mediterraneo).
La piattaforma Deepwater Horizon della BP (British Petroleum), esplosa il 20 aprile e affondata il 22, oltre a uccidere undici persone ha rilasciato in mare una quantità imprecisata di petrolio.
Pochi giorni fa sono state eseguite, davanti alle coste della Louisiana, in USA, le complicate operazioni di posa di un’enorme cupola d’acciaio da cento tonnellate sul fondo del mare nel tentativo di bloccare la fuoriuscita di greggio dal pozzo, sotto la piattaforma esplosa, che sta causando danni ambientali enormi.
La struttura, alta 12 metri in cemento e acciaio da 100 tonnellate, è stata installata a 1.525 metri di profondità. Ma la compagnia BP, responsabile dei danni, ha fallito il suo obiettivo di arginare le enormi perdite.
BP sperava così di arginare i danni e riuscire a raccogliere il petrolio disperso. Al momento, dalle falle fuoriescono circa 757 mila litri di petrolio al giorno. … continua
tags balene, BP, delfini, disastro ambientale, disastro ecologico, Golfo del Messico, greggio, inquinamento ambientale, petrolio, tartarughe, usa
Sette buoni motivi per creare uno stagno nel proprio giardino.
aprile 20th, 2010 by Elisa in Acqua, Curiosità, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna, Sviluppo sostenibile
Nell’immaginario collettivo uno stagno è una pozza d’acqua “sporca” brulicante di larve di zanzara ed altri animali disgustosi, viscidi e melmosi. In realtà le cose non stanno proprio così: una piccola zona umida d’acqua dolce può riservare mille piacevoli sorprese e contribuire alla tutela della natura e della salute umana.
Gli stagni hanno da sempre accompagnato la vita degli uomini: un tempo venivano usati per abbeverare il bestiame domestico, come “lavanderie”, per produrre ghiaccio, per avere acqua potabile di emergenza, come serbatoi anti-incendio, come luoghi presso cui fare gite e rilassarsi.
L’uomo, nei secoli passati, ha bonificato il terreno per coltivare e per costruire, così molte piccole zone umide d’acqua dolce, brulicanti di biodiversità, sono ormai purtroppo scomparse.
Recentemente però si sta diffondendo la moda di creare laghetti artificiali nel proprio giardino (o nel proprio appezzamento di terreno): se questo viene fatto tenendo di conto di alcuni importanti principi ecologici, come ad esempio quello di non introdurre animali o piante esotiche favorendo la colonizzazione da parte di specie autoctone, notevoli saranno i vantaggi sia per l’uomo che per la natura.
Vediamo alcuni motivi per cui vale la pena costruire uno stagno nel proprio giardino:
1. Gli stagni sono oasi di pace che invitano alla calma e alla contemplazione. Possono essere esteticamente molto belli, impreziositi dal bianco delle ninfee o dal giallo … continua
USA, Obama: “Aumentare lo sfruttamento petrolifero e via all’estrazione di petrolio offshore”.
aprile 13th, 2010 by Diego in Acqua, Curiosità, Ecologia dell'ambiente
Il presidente Obama sembra stia per annunciare un piano che consenta la prospezione (ossia l’esplorazione di petrolio e gas naturale) al largo della costa della Virginia, zona finora considerata tabù.
Si tratta di un disegno di legge contro cui sono state mosse molte critiche, ma nonostante ciò Obama ha cercato di raggiungere un punto di incontro con i repubblicani, segnalando che l’idea della trivellazione offshore non conduce alla distruzione del suolo, poiché “le coste sono protette”.
I due obiettivi fondamentali del disegno sono la creazione di nuovi posti di lavoro e soprattutto la riduzione della dipendenza americana dal petrolio estero.
Addirittura per più di 20 anni è stato mantenuto il divieto di perforazione in queste zone, a causa delle preoccupazioni inerenti ai danni ambientali. A quanto pare però l’amministrazione americana sta valutando i pro e i contro della perforazione in mare aperto.
Questa svolta potrebbe portare a delle importanti conseguenze non solo per lo sfruttamento petrolifero, ma anche per la incisività sul settore economico. … continua
tags gas naturale, mare, obama, petrolio, usa
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