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Il blog attento alla natura

"Abbiamo la Terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli." Proverbio Indiano

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Acqua

Progressivo sbiancamento della barriera corallina: un’ecosistema in crisi.

novembre 29th, 2010 by Niccolò in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Le barriere coralline rappresentano l’indubbio fondamento di un sano ecosistema marino, che funge da habitat per una grande varietà di vegetali e animali. Svolgono un ruolo fondamentale in tutta la catena alimentare, dalla più piccola creatura fino agli esseri umani.

La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) stima che le barriere coralline sane generano fino a 375 miliardi di dollari ogni anno in cibo, lavoro e turismo.

Ma sono nel contempo vitali e vulnerabili ai cambiamenti, e la combinazione di aumento delle temperature oceaniche di superficie e aumento dell’acidificazione sta devastando i coralli in tutto il mondo, portando ad uno “sbiancamento” e ad una morìa mai registrati prima.

“In questo momento, le barriere coralline di tutto il mondo sono come la candeggina, il che indica la loro crisi organica” ha affermato Mark C. Eakin, componente del NOAA.

Questi sbiancamenti si verificano con i cambiamenti nella salinità degli oceani, il deflusso di nutrienti e altre sostanze inquinanti, ma alcuni scienziati affermano che questo … continua

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Shiro Alga Carta: la carta ecologica fatta con le alghe della Laguna di Venezia.

novembre 8th, 2010 by Elisa in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

Oggi si fa un uso sempre più grande della carta. Per produrla servono energia e cellulosa, e questo spesso ai danni dell’ambiente e degli ecosistemi forestali. Per fortuna esistono in commercio carte ecologiche come “Shiro Alga Carta”, fatta con le alghe della laguna di Venezia e fibre FSC. Vediamo la sua storia e le sue caratteristiche peculiari.

Negli anni ’80 le acque della Laguna di Venezia hanno iniziato ad essere infestate da una quantità abnorme di alghe a causa dell’eccesso di nutrienti artificiali e del perdurare delle alte temperature estive: l’ecosistema acquatico era  minacciato dal fenomeno dell’eutrofizzazione e i vegetali in eccesso andavano raccolti e smaltiti prima della loro decomposizione.

Così nel 1989 il Magistrato alle Acque di Venezia, in collaborazione con il Consorzio Venezia Nuova e l’ENEA, iniziò la raccolta delle alghe per prevenire la deossigenazione della laguna. Essendo un materiale difficile da smaltire, si iniziarono ad esaminare varie possibilità per riciclarlo.

Una delle soluzioni, sponsorizzata dall’Unione Europea ed inserita nel progetto LIFE, fu quella di utilizzare le alghe nella fabbricazione della carta, in parziale sostituzione della cellulosa (derivata dall’abbattimento di alberi!) e di altri materiali. Nel 1993 venne creato … continua

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La COOP lancia la campagna “Acqua di casa mia”.

ottobre 15th, 2010 by Niccolò in Acqua, Aria, Ecologia dell'ambiente, Eventi, Sviluppo sostenibile

Acqua del rubinetto o in bottiglia? Disputa molto importante, ravvivata dagli interventi degli ambientalisti a più riprese. Ma scende ora in campo un colosso della grande distribuzione.

“Sapete quanta strada deve fare l’acqua per arrivare a casa nostra?”

Così esordisce Luciana Littizzetto nello spot della COOP.

La campagna si chiama “Acqua di casa mia”, e si basa sulla sensibilizzazione all’uso dell’acqua del rubinetto, e invita a riflettere su numeri chiari, esposti in bella vista sugli scaffali, insieme alle caraffe filtranti di marchio Coop.

Con 195 litri a testa all’anno, gli italiani sono i primi consumatori d’acqua in Europa, terzi nel mondo dopo Emirati Arabi e Messico. Dalle fonti alla tavola, il trasporto muove 480mila tir, che, messi uno accanto all’altro formano una fila di 8mila chilometri (Roma-Mosca andata e ritorno). … continua

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Fanghi rossi in Ungheria: morie di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio.

ottobre 8th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Tibor Dobdson, portavoce delle squadre di soccorso ungheresi, ha detto a Reuters che ci sono notizie di morie sporadiche di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio, contaminati dalla fuoriuscita.

Le squadre al lavoro sono impegnate nel ridurre l’alcalinità della fuoriuscita, avvenuta lunedì scorso da un bacino di contenimento in una fabbrica di alluminio, poi riversatasi nel Raba, affluente del Danubio.
Quattro ore più tardi è arrivata al Mosoni-Danubio, un ramo meridionale del Danubio.

Quattro sinora i morti per il disastro ambientale, tre i dispersi, mentre i feriti sono 150.

A Gyor, città nel nordovest dell’Ungheria dove il Raba confluisce nel Danubio, un giornalista Reuters ha visto schiuma bianca e pesci morti a galla.
Ieri erano già stati trovati diversi pesci morti dopo che che i fanghi rossi contaminanti fuoriusciti da una fabbrica di alluminio in Ungheria avevano raggiunto il secondo … continua

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Disastro ecologico in Ungheria: sversamento di fanghi rossi tossici da un’industria dell’alluminio.

ottobre 5th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Terra

Disastro ecologico in Ungheria: l’avvelenamento è dovuto allo sversamento di fanghi rossi, ossia residui tossici della bauxite utilizzata per la produzione di alluminio.

Almeno quattro persone sono morte, e tra loro un bambino di tre mesi, in conseguenza della rottura di una chiusa che conteneva fanghi liquidi rossi (residui tossici di lavorazione residui tossici della bauxite utilizzata per la produzione di alluminio) in un villaggio dell’Ungheria occidentale, Kolontar, nella località di Ajka, nei pressi del lago Balaton.

Lo sversamento ha causato una sorta di alluvione, con i fanghi rossi avvelenati alti più di un metro. L’ha reso noto oggi, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Mti, il sindaco Karoly Tily.

Tutte e quattro le vittime erano residenti del villaggio. I servizi d’emergenza stanno cercando altre sette persone che risultano disperse, ed è stato dichiarato lo stato d’emergenza in tre contee nell’ovest del Paese per quello che si configura come un vero disastro … continua

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Marea nera: la scia del disastro nei lavori dell’OSU.

ottobre 4th, 2010 by Niccolò in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna, Salute e benessere

I ricercatori universitari della Oregon State University (OSU) hanno comunicato di avere recentemente individuato livelli allarmanti di tossine nella zona del Golfo del Messico colpita dalla fuoriuscita di petrolio BP, sollevando così lo spettro di seri problemi per la salute dei cittadini nel lungo periodo.

Alti livelli di sostanze chimiche pericolose (tra cui numerosi agenti cancerogeni) nelle acque al largo della costa della Louisiana sono stati rilevati anche negli ultimi campionamenti, effettuati qualche giorno fa.

Ciò significa, purtroppo, che la chiusura del tappo petrolifero da parte di BP non è che il primo piccolo passo verso il ripristino (difficile e complesso) dell’ecosistema.

Vicino a Grand Isle, nella Louisiana, il team ha scoperto che gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA, che comprendono agenti cancerogeni e chimici causanti vari rischi per la salute umana) si mantengono su livelli 40 volte superiori rispetto al periodo antecedente la “marea nera”. I composti possono entrare nella catena alimentare attraverso organismi come il plancton o il pesce e arrivare anche all’uomo.

Un tossicologo dell’OSU, Kim Anderson, ha affermato che la Lousiana non è l’unica zona interessata e che anche Alabama, Mississippi, Florida e altre zone stanno subendo … continua

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Golfo del Messico: chiusa la falla con una mega-iniezione di fango. Ma il corallo muore.

agosto 5th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente

Marea nera: successo operazione “Static Kill”: chiuso il pozzo con mega-iniezione di fango. Obama: siamo alla fine della lunga battaglia.

L’operazione ”Static Kill” ha avuto successo, e il pozzo sottomarino Macondo della BP che, dal 22 aprile riversava greggio nel Golfo del Messico, è stato chiuso ieri, con una iniezione di fango nel giacimento durata una giornata. Ora verrà iniettato cemento per chiudere definitivamente la falla, che ha scaricato in mare cinque milioni di barili di petrolio.

Soddisfatto il presidente Obama, che ha commetato: ”Siamo contenti di constatare che dopo mesi la lunga battaglia è alla fine”. Ancora da quantificare i danni alla fauna marina, alla pesca e al turismo. La BP assicura, ”pagheremo fino all’ultimo dollaro”.

Ma c’è un nuovo allarme: il liquido disperdente uccice il corallo. Nel Golfo del Messico la popolazione di corallo è in pericolo per colpa del disperdente utilizzato per eliminare le fuoriuscite di petrolio dalla Deepwater Horizon. A darne notizia un nuovo studio, … continua

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Nichi Vendola: No a trivelle per il petrolio in Puglia!

luglio 12th, 2010 by Diego in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

La ricerca di nuove fonti di petrolio è l’ossessione delle grandi compagnie petrolifere, in seguito all’imperversante pericolo di esaurimento delle scorte petrolifere da qui a pochi anni. A fermare la loro sfrenata ricerca non bastano neppure gli ultimi, tristissimi, avvenimenti ad elevato impatto ambientale, che hanno come protagonista proprio il petrolio.

In Italia le attenzioni delle grandi aziende petrolifere sono rivolte alla Puglia.

A Monopoli (a sud di Bari) si sta tentando di installare trivelle per il greggio; così come si è rischiato accadesse anche per le Isole Tremiti, un paradiso terrestre ricco di turisti e caro a Lucio Dalla.

Altre compagnie, come una società di Houston, vogliono perfino spingersi nell’entroterra pugliese, nella Murgia, che è anche sede di un favoloso parco nazionale.

Questa colonizzazione avvalora l’opinione pubblica crescente della popolazione del Sud Italia che si considera la “pattumiera” del Paese. Giuseppe … continua

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Thetis, tra i progetti ambientali sostenibili in Cina e l’aiuto al Mar Morto.

giugno 14th, 2010 by Diego in Acqua, Aria, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

La società veneziana Thetis si conferma come una discreta forza a livello internazionale nello sviluppo di progetti ambientali e sostenibili. La mobilità sostenibile non è solo una mobilità che non inquina, bensì uno dei punti vitali del nuovo sistema economico.

Mar-RossoSi punta ad un minore consumo di energia, minore inquinamento atmosferico e acustico, minori emissioni di gas serra, ma anche diminuzione della congestione stradale e quindi rapidità degli spostamenti.

A Shangai, in occasione dell’Expo di maggio, Thetis ha studiato le strategie di trasporto pubblico presso i diversi grandi stand dei paesi, vista la marea di gente dall’estero che vi ha partecipato.

Si profila una forte cooperazione tra Cina ed Italia nel settore delle tecnologie ambientali, un fronte in cui la nazione cinese si sta impegnando per conseguire uno sviluppo socio-economico a basso impatto ambientale e nel contempo migliorare la qualità della vita dei propri cittadini.

Ma Thetis fa di più: si è anche aggiudicata l’appalto per lo studio ambientale … continua

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Marea nera, piano “Cup and Cut”: un tappo sulla falla per arginare lo sversamento.

giugno 4th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente

Le operazioni per chiudere la falla di greggio nel Golfo del Messico continuano: la Bp dovrebbe posizionare un tappo su un braccio flessibile del pozzo danneggiato dal quale, da sei settimane, fuoriesce petrolio.

marea neraSi tratta di un tappo da piazzare sulla valvola e collegato, attraverso un sifone, ad una nave cisterna in superficie, per recuperare il petrolio che potrebbe continuare a fuoriuscire dal pozzo, si prevede, almeno sino ad agosto.

Il piano, denominato “Cup and Cut”, ovvero “taglia e tappa”, è il quarto tentativo di arginare la perdita messo a punto dalla compagnia petrolifera britannica BP, dopo il fallimento di tutti i precedenti tentativi: la speranza, ora, è che questo tappo che gli esperti della BP dovrebbero far scendere a 1600 metri di profondità, riesca ad otturare la falla.

Stando alla società petrolifera, ci vorranno poi tra le 12 e le 24 ore per capire se la misura adottata funziona, anche perché le scorse settimane sono state segnate da ripetuti fallimenti.

Il piano consiste nel recidere il braccio flessibile del pozzo ed inserire un tappo sulla sua valvola per catturare e aspirare il greggio che fuoriesce ormai dal 20 aprile scorso, giorno dell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Il petrolio verrebbe portato … continua

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