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	<title>Ok Ambiente . com &#187; Aree naturali protette</title>
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	<description>Il blog attento alla natura</description>
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		<title>Intervista esclusiva alla segretaria del sindaco di Piombino sul futuro del golfo di Baratti.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 10:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 14 novembre è partito il percorso partecipato organizzato dall’amministrazione comunale di Piombino (Li) per discutere assieme a cittadini, tecnici, imprenditori e commercianti del futuro di un gioiello della costa Toscana: il golfo di Baratti. Abbiamo a questo proposito intervistato la garante del percorso, Monica Pierulivo. Lo scorso agosto è stata resa pubblica una prima [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/29/momento-decisivo-per-il-futuro-del-golfo-di-baratti-intervista-esclusiva-alla-segretaria-del-sindaco-di-piombino/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Domenica 14 novembre è partito il percorso partecipato organizzato dall’amministrazione comunale di Piombino (Li) per discutere assieme a cittadini, tecnici, imprenditori e commercianti del futuro di un gioiello della costa Toscana: il golfo di Baratti. Abbiamo a questo proposito intervistato la garante del percorso, Monica Pierulivo. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Piombino_Golfo_Baratti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12997" title="Piombino_Golfo_Baratti" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Piombino_Golfo_Baratti.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo scorso agosto è stata resa pubblica una prima<strong> <em>bozza</em></strong> del<strong> Piano Particolareggiato di Baratti e Populonia</strong>, elaborata da un gruppo di progettazione con la consulenza esterna dell&#8217;architetto Silvia Viviani.</p>
<p>Nonostante si trattasse di una bozza propositiva, questo documento ha scaldato gli animi di centinaia di cittadini affezionati o in qualche modo legati al golfo stesso, che si sono sentiti esclusi dal processo progettuale e decisionale e che hanno individuato alcuni <strong><em>punti critici</em></strong> da contestare all&#8217;amministrazione stessa.</p>
<p>Da questo movimento di opinioni è nato un <strong><em>comitato cittadino</em></strong>, chiamato comitato <strong>&#8220;Giù le mani da Baratti&#8221;</strong> che con forza ha chiesto di venire ascoltato dal Sindaco.</p>
<p>Parallelamente alla protesta cittadina, da ottobre è partito un <strong><em>percorso partecipativo</em></strong> che permetterà a tutti gli interessati di venire a conoscenza delle proposte contenute<span id="more-12970"></span> all&#8217;interno della bozza di Piano Particolareggiato e, soprattutto, di contribuire al processo decisionale attraverso interrogazioni e consigli.</p>
<p>Oggi, rimane grande la diffidenza nei confronti dei membri del Comitato nei confronti dell&#8217;amministrazione comunale. Per questo, abbiamo ritenuto utile fare una serie di <em><strong>interviste </strong></em>ai vari attori di questo vero e proprio conflitto ambientale e sociale, in modo da fare chiarezza sulla situazione presente e illuminare una via verso il dialogo e l&#8217;ascolto.</p>
<p>Partiamo intervistando<strong> Monica Pierulivo</strong>, responsabile dell&#8217;<em><strong>ufficio stampa</strong></em> e dell&#8217;<strong><em>ufficio partecipazione del comune di Piombino</em></strong>, nonché <em><strong>garante</strong></em> del percorso partecipativo appena iniziato.</p>
<p><strong>Il comune ha avviato un percorso partecipativo della durata di circa 3 mesi per parlare del futuro sviluppo della zona di Baratti. Ciò significa che il sindaco è disposto a trattare su alcuni punti chiave del Piano Particolareggiato o il percorso è più informativo che partecipativo?</strong></p>
<p><em>Si tratta di un percorso partecipativo e non solo informativo: alla sua base c&#8217;è la volontà dell&#8217;amministrazione di ascoltare e recepire nuovi suggerimenti e proposte, in modo di arrivare a una nuova bozza il più possibile condivisa.</em></p>
<p><em>Per promuovere percorsi partecipativi è necessario passare da una fase di informazione e comunicazione strutturata. Perciò abbiamo predisposto alcuni strumenti conoscitivi tra cui una pagina web sul sito del Comune e una guida informativa che inquadra il Piano particolareggiato indicando gli obiettivi che si prefigge. </em></p>
<p><em>In questo documento sono riportati i punti di vista di alcuni stakeholders del territorio (associazioni ambientaliste, la Parchi, il comitato, ecc&#8230;).</em></p>
<p><em>I sopralluoghi che abbiamo svolto sono un ulteriore momento di informazione e avviano un confronto con l’amministrazione e i tecnici. In questi incontri i cittadini hanno visitato i luoghi oggetto di intervento nella bozza del Piano e hanno potuto chiedere chiarimenti direttamente ai tecnici e agli amministratori. </em></p>
<p><em>Successivamente sono previsti tre laboratori di discussione con cittadini autocandidati e cittadini campionati (il campionamento e le telefonate di invito sono a cura dell’Università di Siena). In queste serate lavoreremo in piccoli gruppi moderati dai facilitatori di Sociolab, la società incaricata dall’Amministrazione di gestire questo percorso. </em></p>
<p><em>Le indicazioni e le raccomandazioni definite dai cittadini presenti alle tre serate saranno consegnate all’Amministrazione che, in un’assemblea pubblica che si terrà a gennaio, si esprimerà su di esse motivando le sue scelte.</em></p>
<p><em>Il piano non è definitivo anche se rimangono alcuni vincoli legati, da un lato, all’impossibilità di espropriare il Casone per destinarlo a funzioni pubbliche, dall’altro, alla necessità di contenere l&#8217;impatto dell&#8217;afflusso turistico determinato dal recupero del complesso di Poggio all’Agnello.</em></p>
<p><strong>Dall&#8217;estate ad oggi sono emersi vari punti chiave di questa bozza che sono criticati dal comitato &#8220;Giù le mani da Baratti&#8221;. Le farò una lista di alcuni di essi e le chiederò se sono trattabili o meno. Tralasceremo di parlare del Casone: questione delicata che affronteremo magari in un secondo incontro. </strong></p>
<p><strong>1. Modifiche al traffico veicolare estivo, trattabile o no?</strong></p>
<p><em>Nonostante il fatto che le modalità di regolamentazione del traffico non siano incluse nel Piano Particolareggiato di Baratti, che si configura come piano urbanistico, è importante comunque recepire osservazioni e suggerimenti sul tema del traffico veicolare in un&#8217;area così pregiata, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso.</em></p>
<p><strong>2. La foresteria al Centro Velico, trattabile o no?</strong></p>
<p><em>Non c&#8217;è nessuna previsione di foresteria al Centro Velico nel piano particolareggiato. Comunque l&#8217;area della pineta è particolarmente importante anche dal punto di vista archeologico, e dovrebbe essere oggetto di un&#8217;attenzione massima: per questo è sicuramente trattabile.</em></p>
<p><strong>3. Concessione balneare al villaggio turistico di Poggio all&#8217;Agnello, trattabile o no?</strong></p>
<p><em>Prima di tutto bisogna dire che ci sarà una gara pubblica per decidere chi avrà la concessione. L&#8217;apertura di quel villaggio significa che ci sarà un aumento di pressione antropica sulla spiaggia, quindi va trovata una soluzione alternativa. </em></p>
<p><em>La proposta dell&#8217;amministrazione era quella di creare un ambito balneare che utilizzasse il fronte mare dietro il ristorante Canessa, una zona attualmente abbastanza abbandonata dove esiste un parcheggio auto. </em></p>
<p><em>Anche attraverso soluzioni diverse l’obiettivo è quello di rispondere al prevedibile impatto di flussi turistici determinati dal recupero di Poggio all’Agnello.</em></p>
<p><strong>Questa zona non è stata oggetto di discussione a proposito dell&#8217;erosione costiera?</strong></p>
<p><em>L’intervento ipotizzato nella bozza di Piano prevedeva la realizzazione di una piattaforma in legno. Comunque le modalità di realizzazione di questa struttura e le relative prescrizioni saranno naturalmente discusse e concordate con la Soprintendenza per avere la massima garanzia dal punto di vista paesaggistico.</em></p>
<p><strong>Lei esclude la possibilità di una concessione balneare per altre zone del golfo?</strong></p>
<p><em>Si, questa cosa è esclusa: sulla spiaggia non ci sarà nessuna concessione aggiuntiva. </em></p>
<p><strong>4. Interventi per contrastare l&#8217;erosione costiera, trattabili o no?</strong></p>
<p><em>Gli interventi atti a contrastare l’erosione sono di competenza della Provincia e della Regione. Il golfo di Baratti ha un bilancio sedimentario negativo, cioè si sta lentamente erodendo. </em></p>
<p><em>Alcuni anni fa è stato definito un progetto provinciale che ha avuto una gestazione difficile per la delicatezza dell&#8217;area e per le soluzioni progettuali molto complicate. Ad esempio, ad oggi non è stato ancora individuato un tipo di sedimento idoneo per il ripascimento. </em></p>
<p><em>La provincia ha messo quindi a punto un progetto diviso in due stralci funzionali: il primo stralcio, che speriamo parta a breve, prevede che si chiudano dei canali sottomarini posti alle due estremità del golfo e che si faccia un piccolo ripascimento della spiaggia di circa 10.000 metri cubi in modo da testare l&#8217;efficacia di questi tamponamenti sottomarini. </em></p>
<p><em>A ciò seguirà un monitoraggio per capire se ci sono risultati positivi e poi si attiverà il secondo stralcio. Come vedi si tratta di una cosa in divenire molto complicata ed è di competenza della provincia. </em></p>
<p><strong>5. Parliamo del parcheggio delle Caldanelle. Il comune ha espresso la volontà da un lato di rendere il golfo accessibile a tutti, dall&#8217;altro lato di diminuire il traffico veicolare nel periodo estivo. Vorrebbe promuovere uno sviluppo turistico sostenibile creando una struttura polifunzionale alle Caldanelle chiamata &#8220;Porta al Parco&#8221;. Si parla di noleggio di biciclette, di infopoint di mezzi pubblici, di 450 posti auto, 50 posti camper e di 6000 metri cubi di fondi commerciali. Ipotizziamo due scenari futuri.</strong></p>
<p><strong>Nel primo scenario il traffico veicolare viene chiuso nel periodo estivo (escluso ai residenti e ai clienti degli alberghi). Chi vuole andare al mare parcheggia alle Caldanelle e può raggiungere la spiaggia in navetta o a piedi o in bici: siccome c&#8217;è da attraversare la trafficatisssima e pericolosa strada Aurelia, il comune pensa di creare sovrapassi, piste ciclabili e passaggi pedonali per le famiglie? </strong></p>
<p><em>Questa potrebbe essre una domanda da porre all&#8217;amministrazione in un incontro del percorso partecipato: esso serve per l&#8217;appunto a ricevere dei contributi per prendere le decisioni migliori. </em></p>
<p><strong>Nel secondo scenario il traffico veicolare è lasciato libero, come è oggi. I parcheggi sul golfo saranno i primi ad essere occupati, dopodiché si inizierebbe a riempire il parcheggio delle Caldanelle, che ora risulterebbe più comodo e &#8220;appetibile&#8221; perché arricchito di servizi e comodità. In questo caso non verrebbe aumentata la pressione antropica sulla spiaggia?</strong></p>
<p><em>Probabilmente sì, questo scenario va sottoposto a discussione e riflessione. Lo scopo dell&#8217;amministrazione è sempre diminuire il carico antropico estivo. </em></p>
<p><strong>Parliamo del centro di commercio e servizi di 6000 metri cubi. Trattabile o no?</strong></p>
<p><em>Anche questa è una proposta che può tranquillamente essere messa in discussione. E&#8217; legittimo pensare che un&#8217;area di 6000 metri cubi sia sovradimensionata e non ci sono problemi a rivedere insieme le volumetrie e a ripensarla. Era stata fatta con l&#8217;idea di offrire una zona di servizi a chi parcheggiava lì, camperisti e tutti i visitatori in generale.</em></p>
<p>Il tempo stringe, l&#8217;intervista finisce. In qualità di garante della comunicazione Monica ci tiene a sottolineare che il suo obiettivo è quello di fornire tutti gli elementi conoscitivi utili, nella convinzione che questo percorso possa essere importante per la condivisione di obiettivi in funzione di un bene comune riconosciuto come Baratti.</p>
<p>Noi, non possiamo certo giudicare. Se il percorso partecipativo porterà a delle soluzioni progettuali condivise tra amministrazione e cittadinanza allora forse la grande tensione che aleggia adesso si scioglierà: speriamo che questo accada, e soprattutto che <a title="Ritroviamo l’armonia con una passeggiata" href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/12/ritroviamo-larmonia-con-una-passeggiata/" target="_self">Baratti</a> rimanga la perla preziosa di paesaggio e cultura che oggi è.</p>
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		<title>Sultano: uno stambecco straordinario.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 14:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel Centro Visitatori del Parco Nazionale del Gran Paradiso a Chanavey (Val di Rhemes), si trova il corpo imbalsamato di un animale straordinario: lo stambecco Sultano. Era imponente e visse molto a lungo, circa 18 anni. Aveva un fascino ed un carisma eccezionali, perciò gli altri stambecchi, ed i lavoratori del Parco, lo ammiravano e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/24/sultano-uno-stambecco-straordinario/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Nel Centro Visitatori del Parco Nazionale del Gran Paradiso a Chanavey (Val di Rhemes), si trova il corpo imbalsamato di un animale straordinario: lo stambecco Sultano. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/stambecco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12928" title="stambecco" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/stambecco.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Era imponente e visse molto a lungo, circa 18 anni. Aveva un fascino ed un carisma eccezionali, perciò gli altri stambecchi, ed i lavoratori del Parco, lo ammiravano e rispettavano.</p>
<p>Questo bellissimo <strong><em>stambecco maschio</em></strong> comparve all&#8217;improvviso in alta Val di Rhèmes una mattina del giugno 1985: nessun guardiaparco lo aveva mai visto prima. Aveva una mole possente, grandissime corna: certo le femmine non dovevano mancargli, perciò fu chiamato Sultano e da allora fu tenuto d&#8217;occhio dal personale del <strong>Parco del Gran Paradiso</strong>.</p>
<p>Era difficile seguirlo a causa del suo carattere eccezionalmente diffidente. Tuttavia, molti si ricordano di lui, e nel libro &#8220;<strong><em>Sultano delle nevi. Una storia vera del Gran Paradiso</em></strong>&#8221; di Ariberto Segàla sono riportate varie testimonianze a proposito.<span id="more-12522"></span></p>
<p>&#8220;<em>Sultano? Un leader nato, uno che sapeva comandare e soprattutto trasmettere ai compagni le proprie esperienze. In gioventù aveva probabilmente sperimentato la cattiveria dell&#8217;uomo. Per questo, io credo, era diffidente e appena si profilava qualcosa o qualcuno che lui riteneva un pericolo, trascinava subito il branco con sé. Gli ubbidivano tutti, e tutti, giovani e vecchi, seguivano le sue abitudini, i suoi movimenti.</em> &#8221; (Stefano Borney, Aiuto caposervizio in Valle di Rhèmes)</p>
<p>&#8220;<em>Sultano? Fiero, energico, irruente, deciso. Uno stambecco capolavoro. Durante la stagione degli amori non aveva neppure bisogno di affrontare in duello i rivali. Li sconfiggeva con il solo apparire. Intelligente? Il fatto di essere riuscito a sfiorare i 18 anni, guidando un branco, significa che sapeva operare delle scelte: arrivare, per esempio, ai pascoli migliori nel momento più opportuno</em>&#8220;. (Vittorio Peracino, ex ispettore sanitario)</p>
<p>Le guardie del parco percepivano in <strong>Sultano</strong> un misto di intelligenza, intuizione e potenza. Quando morì, fu chiaro a tutti quanto fosse stato speciale: gli <strong><a title="Stambecchi: eccezionali equilibristi un tempo vittime della superstizione" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/24/stambecchi-eccezionali-equilibristi-un-tempo-vittime-della-superstizione/" target="_self">stambecchi</a> </strong>visitarono il suo corpo silenziosamente, ed il cane della persona che riprese la scena (incaricata dal parco di seguire l&#8217;animale morente), invece di mostrare curiosità o eccitazione alla vista della carcassa, semplicemente vi si sedette accanto.</p>
<p>Spesso noi crediamo di essere gli unici animali in grado di pensare in modo intelligente, di provare emozioni, di avere coscienza di noi stessi: le cose non stanno così, e parallelamente alla nostra vita di umani si sviluppano<strong> vite animali </strong>altrettanto interessanti, emozionanti e dense di significati che, forse, non sapremo mai afferrare.</p>
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		<title>Energie rinnovabili: pubblicate le nuove linee guida nazionali.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 13:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici. Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le linee [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/28/energie-rinnovabili-pubblicate-le-nuove-linee-guida-nazionali/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici. </strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rinnovabili.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10853" title="Rinnovabili" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Rinnovabili.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le <strong><em>linee guida</em></strong> erano molto attese perché costituiscono una disciplina unica, valida su tutto il territorio nazionale, che consentirà finalmente di superare la frammentazione normativa del settore delle fonti rinnovabili.</p>
<p>Da adesso le regioni avranno <em><strong>90 giorni</strong></em> di tempo per mettere a punto le proprie norme.</p>
<p>La costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili richiederà d&#8217;ora in poi un’<strong><em>autorizzazione unica</em></strong> rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, che dovrà essere conforme alle normative in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico artistico, e costituirà, ove occorra, variante allo strumento urbanistico.<span id="more-10718"></span></p>
<p>Solo gli impianti più piccoli (ad esempio impianti fotovoltaici fino a 20 kW; impianti a biomassa fino a 1000 kWe; impianti eolici fino a 60 kW; impianti idroelettrici fino a 100 kW) saranno realizzabili con una procedura semplificata, consistente in una <strong><em>DIA</em></strong> (Dichiarazione Inizio Attività).</p>
<p>Un punto negativo, tuttavia, secondo la <strong>LIPU</strong> (Lega Italiana Protezione Uccelli) è dato dalla mancanza di misure obbligatorie e inderogabili almeno per quanto riguarda i siti di maggiore interesse naturalistico. Altro aspetto preoccupante  è il fatto di non aver inserito limiti alla potenza degli impianti.</p>
<p>&#8220;<em>Salutiamo con favore l&#8217;emanazione delle Linee guida nazionali </em>- dichiara la LIPU &#8211; <em>che speriamo possano garantire maggiori tutele per l&#8217;ambiente e la biodiversità. Ora però le regioni procedano con urgenza emanando le norme attuative: una valanga di progetti potrebbero essere presentati intenzionalmente prima dell&#8217;emanazione di tali regole (al fine di evitarne l&#8217;applicazione), il che potrebbe significare il colpo di grazia ad aree di estremo valore naturalistico ma anche storico e paesaggistico</em>&#8220;.</p>
<p>In questi anni, spiega la LIPU, si è assistito a un proliferare indiscriminato di centrali eoliche industriali che ha gravemente compromesso le aree più sensibili del Paese da un punto di vista <em><strong>paesaggistico</strong></em> e <em><strong>faunistico</strong></em>, portando tra l&#8217;altro in alcuni casi a vere e proprie situazioni di malaffare. Questo anche perché gli altissimi incentivi finanziari sono del tutto indipendenti da criteri qualitativi legati al rispetto dell&#8217;ambiente da parte degli impianti.</p>
<p>La stessa dinamica che si è avuta con l&#8217;eolico si sta replicando oggi con il fotovoltaico, con distese di pannelli che stanno consumando centinaia e centinaia di ettari agricoli.</p>
<p>Oltre alle nuove disposizioni &#8211; sottolinea la LIPU &#8211; le Regioni devono comunque applicare la misura del divieto di eolico nelle ZPS (Zone protezione speciale) contenuta nel decreto <em><strong>&#8220;Rete Natura&#8221;</strong></em> emanato nel 2007 dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.</p>
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		<title>Autunno all&#8217;insegna delle escursioni e dell&#8217;enogastronomia: gli appuntamenti più verdi.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 11:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco arrivare l&#8217;autunno in un tripudio di colori, profumi e sapori. I boschi si tingono delle calde sfumature del rosso, del giallo e dell’arancio; le viti, i fichi, i kaki e i melograni sono carichi e pronti per la raccolta; stormi di uccelli migratori solcano i cieli e offrono uno spettacolo grandioso. Anche il mese [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/28/autunno-allinsegna-delle-escursioni-e-dellenogastronomia-gli-appuntamenti-piu-verdi/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Ecco arrivare l&#8217;autunno in un tripudio di colori, profumi e sapori. I boschi si tingono delle calde sfumature del rosso, del giallo e dell’arancio; le viti, i fichi, i kaki e i melograni sono carichi e pronti per la raccolta; stormi di uccelli migratori solcano i cieli e offrono uno spettacolo grandioso.</strong></p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Autunno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10736" title="Autunno" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Autunno.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Anche il mese di <strong><em>ottobre</em></strong> offre agli appassionati della natura e dell&#8217;enogastronomia un ricco calendario di <strong><em>eventi</em></strong>:</p>
<p><em><strong>ESCURSIONI</strong> </em>- Per chi ama fare movimento, l’autunno è la stagione ideale per le escursioni a piedi o in bicicletta.</p>
<p>Interessante è il programma della giornata alla scoperta del bosco locale e delle tradizioni ad esso legate organizzata dal Consorzio Rurale di Tonno in collaborazione col <strong>Parco dell’Antola</strong>.</p>
<p>Domenica <em><strong>10 ottobre</strong></em> sarà infatti possibile fare un&#8217;escursione nel bosco ligure,  visitare il caratteristico borgo di <strong>Tonno</strong> e ritrovare lì esposte le principali essenze arboree locali imparandone così le caratteristiche ed i principali utilizzi. Particolare da non sottovalutare: un caratteristico ristoro a base di polenta e castagne.</p>
<p>Per tutti gli amanti della mountain bike, da non perdere è l&#8217;escursione in MTB al lago di Martignano e alle valli del Sorbo nel <strong>Parco di Veio</strong> in provincia di Roma,<span id="more-10567"></span> che si svolgerà domenica <strong><em>24 ottobre</em></strong>. Altro evento interessante, è la biciclettata (più tranquilla) nel <strong>Parco della Maremma</strong> organizzata dall&#8217;Associazione Culturale Sportiva Ombrone per domenica <strong><em>17 ottobre</em></strong>.</p>
<p><strong><em>MANIFESTAZIONI</em></strong>- In  questo mese non mancheranno manifestazioni dai nomi suggestivi che propongono tutta una serie di attività all’aria aperta, spesso abbinate a programmi d’intrattenimento culturale.</p>
<p>Ad esempio domenica <strong><em>17 ottobre </em></strong>a <strong>Poranceto</strong>, in provincia di Bologna, si terrà l&#8217;evento <em><strong>&#8220;Castagna in Festa&#8221;</strong></em> con tema principale il bosco, dall&#8217;antica economia del castagneto alle moderne tecnologie sostenibili.<br />
Un&#8217;occasione unica per gustare le dolci castagne in tante ricette differenti e per far divertire i bambini con una grande caccia al tesoro e con i due asinelli Magia e Fiorellina. E in più, laboratori creativi ed escursioni tematiche a cura del personale del Parco dei Laghi.</p>
<p><em><strong>APPUNTAMENTI ENOGASTRONOMICI -</strong></em> In autunno finalmente arriva la stagione più propizia per uscire a far funghi, e quindi molte sono le sagre e le feste paesane in cui questi preziosi e gustosissimi doni del bosco vengono offerti e cucinati nei modi più svariati: la <em><strong>&#8220;Sagra del fungo porcino&#8221;</strong></em> nella Valle del Bagnone (Massa Carrara) il 2 e il 3 ottobre.</p>
<p>Ed ancora la <strong><em>&#8220;Sagra delle tacchie ai funghi porcini&#8221;</em></strong> a Bellegra (Rm) il 9, 10, 16 e 17 ottobre; la &#8220;<em><strong>Sagra del fungo porcino&#8221;</strong></em> a Casal di Pari (Gr) dall&#8217;1 al 3 ottobre; la <em><strong>&#8220;Sagra del fungo&#8221;</strong></em> a Camigliatello Silano (Cs) l&#8217;8, 9 e 10 ottobre; la<strong><em> &#8220;Sagra del fungo&#8221;</em></strong> a Noci (Bari) dall&#8217;1 al 3 ottobre, etc&#8230;</p>
<p><em><strong>BIRDWATCHING </strong></em>- Gli storni, i fenicotteri, i germani reali e molti altri uccelli in arrivo dal Grande Nord si concedono delle brevi soste nella nostra penisola e nel resto d&#8217;Europa prima di raggiungere la loro residenza invernale in Africa.</p>
<p>Il 2 e il 3 ottobre la Lipu organizzerà l&#8217;<strong><em>Eurobirdwatch</em></strong>, il più grande evento di birdwatching in Europa che coinvolge ogni anno migliaia di persone appassionate di questo modo sostenibile di avvicinarsi al mondo naturale degli uccelli.</p>
<p>Nelle oasi e nelle riserve della Lipu e in numerose altre aree ad alto valore naturalistico sarà possibile ammirare i flussi migratori degli uccelli che nelle prossime settimane lasceranno l&#8217;Europa per andare a trascorrere l&#8217;inverno in Africa.</p>
<p>Per maggiori informazioni, visitare il sito<a title="Parks" href="http://www.parks.it/" target="_blank"> Parks.it</a></p>
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		<title>Conferenza Europarc 2010: salvare la biodiversità e far conoscere le ricchezze naturali dell&#8217;Abruzzo.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 09:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La conferenza Europarc 2010 si terrà dal 29 settembre al 2 ottobre a Pescasseroli nel Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise: vi parteciperanno i rappresentanti di oltre 300 aree protette europee. Il 2010 è stato proclamato l&#8217;anno internazionale della biodiversità, per questo motivo la Conferenza Europarc affronterà con workshops, escursioni e dibattiti il tema &#8220;Vivere [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/28/conferenza-europarc-2010-salvare-la-biodiversita-e-far-conoscere-le-ricchezze-naturali-dellabruzzo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La conferenza Europarc 2010 si terrà dal 29 settembre al 2 ottobre a Pescasseroli nel Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise: vi parteciperanno i rappresentanti di oltre 300 aree protette europee</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/EUROPARC-2010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10884" title="EUROPARC-2010" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/EUROPARC-2010.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 2010 è stato proclamato l&#8217;<em><strong>anno internazionale della </strong><strong>biodiversità</strong></em>, per questo motivo la Conferenza Europarc affronterà con workshops, escursioni e dibattiti il tema &#8220;<em>Vivere insieme. Biodiversità e attività umane: una sfida per il futuro delle Aree Protette</em>&#8220;.</p>
<p>Importanti relatori europei e internazionali cercheranno insieme le risposte locali di cui abbiamo bisogno per contrastare la perdita di biodiversità a livello mondiale.</p>
<p>Tra loro, interverrà anche il presidente di <em><strong>Slow Food International</strong> </em>Carlo Petrini, sostenitore dell&#8217;idea che selezionando cibi di buona qualità, prodotti con lavorazioni e criteri che rispettino l&#8217;ambiente e le tradizioni locali, favoriamo la biodiversità e un&#8217;agricoltura equa e sostenibile.</p>
<p>L&#8217;associazione del mangiare <em><strong>&#8220;buono, pulito e giusto&#8221;</strong></em> conta 100.000 iscritti, ha sedi in Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia, Giappone, Regno Unito e 130<span id="more-10582"></span> Paesi aderenti.</p>
<p>Altri ospiti illustri saranno Ladislav Miko, direttore del Dipartimento Ambiente della Commissione europea, e Jon Jarvis, Direttore  del <em>National Park Service</em> che gestisce i Parchi nazionali degli Stati Uniti.</p>
<p>Nella sessione plenaria interverranno inoltre Hans Friederich, direttore per l&#8217;Europa dell&#8217;Unione Mondiale per la Conservazione della Natura; Sarat Gidda, rappresentante della <em>Convention on biological diversity</em> delle Nazioni Unite; Harvey Locke, vice presidente della <em>Wild Foundation</em>, organizzazione internazionale dedicata interamente alla protezione delle aree naturali in tutto il mondo.</p>
<p>La <em><strong>manifestazione</strong></em> rappresenta sicuramente un&#8217;occasione per far conoscere le ricchezze naturali, storiche, culturali ed enogastronomiche presenti sul territorio abruzzese. Oltre a partecipare all&#8217;Assemblea generale, i partecipanti infatti avranno modo di scoprire e godere delle bellezze del Parco Nazionale D&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise attraverso diverse escursioni e viste guidate.</p>
<p>L&#8217;evento che porterà sotto i riflettori l&#8217;<strong>Abruzzo</strong> potrà comunicare così l&#8217;immagine del Parco e della sua organizzazione oltre i confini nazionali.</p>
<p>Mauro Di Dalmazio, assessore abruzzese al Turismo, afferma: &#8220;<em>E&#8217; intuitivo comprendere come questa importante iniziativa sia anche una straordinaria opportunita&#8217; di marketing territoriale. La nostra collana di aree protette viene considerata dagli esperti del settore un vero gioiello turistico, con questa vetrina si andra&#8217; ad incrementare la buona reputazione. Ma adesso la vera sfida e&#8217; riuscire a mettere a sistema tutto questo patrimonio naturale facendo in modo che interagisca con le attivita&#8217; dell&#8217;uomo. La tutela delle aree non deve diventare un ostacolo allo sviluppo turistico, anzi bisogna fare in modo che la loro conservazione diventi un valore da rendere fruibile per maggiorare l&#8217;attrazione dei flussi turistici</em>&#8220;.</p>
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		<title>Settembre 2010 all’insegna della natura: gli appuntamenti più “wild”.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 10:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/14/settembre-2010-all%e2%80%99insegna-della-natura-gli-appuntamenti-piu-%e2%80%9cwild%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;estate sta per volgere al termine, ma non per questo chi ama la natura dovrà rinchiudersi in casa aspettando la bella stagione per poter fare nuove escursioni o per godere del silenzio di un bosco. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Cervo-bramito.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10163" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Cervo-bramito-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Settembre si prospetta ricco di eventi e iniziative interessanti.</p>
<p>Ecco qua una sintesi di ciò che più ci ha incuriosito:</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Uscite serali per ascoltare il bramito dei cervi in amore</strong></em>:</p>
<p>Gli amanti della natura selvaggia non potranno perdersi gli innumerevoli appuntamenti per vivere l&#8217;emozione di ascoltare di notte nel bosco, nell&#8217;assoluto silenzio, i bramiti dei cervi maschi in amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Varie sono le date per le uscite serali o notturne: solo per citarne alcune, ricordiamo quelle proposte dalla Comunità Montana della Val di Bisenzio sull&#8217;Appennino pratese (18, 19, 20, 23, 25, 26, 27, 30 settembre), dal Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane (18 settembre), dal Parco Regionale del Frignano nell&#8217;Alto Appennino modenese (18 settembre). </p>
<p>Ed ancora dal Parco Nazionale dello Stelvio (26 e 29 settembre), dal Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise (25 e 26 settembre), dal Parco Regionale Gran Bosco<span id="more-10105"></span> Salbertrand (30 settembre).</p>
<p style="text-align: justify;">Con il bramito gli studiosi della fauna possono censire i maschi adulti del cervo in età riproduttiva e valutare quindi la salute dei branchi che abitano nei vari boschi sparsi sul territorio nazionale. Imponente è il censimento organizzato nel Parco delle Foreste Casentinesi (le cui iscrizioni chiudono ufficialmente il 15 settembre) che si terrà dal 23 al 26 settembre: giunto alla sua quarta edizione, richiama appassionati da tutta la penisola e anche dall&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Workshop di fotografia naturalistica</strong></em> e <em><strong>incontri per appassionati nel Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo</strong></em><em>: </p>
<p>A</em> chi si diletta con la fotografia naturalistica, segnaliamo che da giovedì 16 a domenica 19 settembre avrà luogo il workshop fotografico &#8220;<em>Naturalmente click</em>&#8220;, appuntamento pensato per gli amanti della fotografia e della ripresa naturalistica in cui sarà possibile trascorrere una serata presso il Rifugio di Jorio e sfruttare così l’alba e il crepuscolo per immortalare splendide immagini.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto interessante sembra anche il workshop &#8220;<em>I giorni dei bramiti</em>&#8221; che avrà luogo da giovedì 23  a domenica 26 settembre e  sarà dedicato a tutti gli appassionati che vogliano avvicinarsi o approfondire le tecniche di ripresa fotografica in natura con particolare interesse per gli scatti ai cervi nella stagione degli amori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Altre escursioni nella natura</em></strong>: </p>
<p>Da sabato 18 a domenica 19 si svolgerà una manifestazione di orienteering al Lago Scaffaiolo, sull&#8217;Appennino Tosco-emiliano. L’orienteering consiste nel portare a termine un percorso tramite l’uso di carta e bussola con l’obbligo di transitare in punti specifici del territorio implicando decisioni strategiche e tattiche e sviluppando contemporaneamente attitudini fisiche e mentali, tutto in pieno contatto e pieno rispetto dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Da venerdi 17 a domenica 19 poi, avverrà la <strong>25° Scarpinata</strong> a Monte Rufeno, manifestazione nazionale di podismo, trekking, camminate che permetterà ai numerosi partecipanti di visitare l&#8217;area naturalistica di Monte Rufeno e del territorio circostante. Il programma prevede visite culturali, attività musicali, gastronomia.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro evento interessante è infine senza dubbio il <em><strong>&#8220;Corso di Nordic Walking&#8221; </strong></em>previsto per domenica 26 settembre nel Parco Regionale dei Gessi Bolognesi. Il Nordic Walking è un nuovo modo di camminare per divertirsi allenando tutti i muscoli del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni andare alla pagina: <a title="Calendario eventi settembre" href="http://www.parks.it/calendario/" target="_blank">Parks.it</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Guarda il video: &#8220;Settembre: tempo di bramito&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="540" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0OghEEnyTA4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0OghEEnyTA4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Le &#8220;Butterfly Houses&#8221; ed i &#8220;Sentieri Natura&#8221; per ammirare da vicino le farfalle.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 09:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per sopperire al sempre più grave degrado ambientale ed alla scomparsa degli habitat, da alcuni anni in molti paesi del mondo sono state create delle vere e proprie piccole riserve naturali al coperto per le farfalle, le &#8220;Butterfly Houses&#8221; (letteralmente: Case delle Farfalle). Si tratta di serre climatizzate arricchite con lussureggianti piante e fiori profumati [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/09/14/le-butterfly-houses-ed-i-sentieri-natura-per-ammirare-da-vicino-le-farfalle/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Per sopperire al sempre più grave degrado ambientale ed alla scomparsa degli habitat, da alcuni anni in molti paesi del mondo sono state create delle vere e proprie piccole riserve naturali al coperto per le farfalle, le &#8220;<em>Butterfly Houses</em>&#8221; (letteralmente: Case delle Farfalle).</strong></p>
<div id="attachment_9838" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/farfalla-tropicale2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-9838" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="farfalla tropicale" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/farfalla-tropicale2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Elisa Carletti</p></div>
<p>Si tratta di serre climatizzate arricchite con lussureggianti piante e fiori profumati dove vivono, si riproducono e sono mostrate al pubblico varie farfalle vive, alcune delle quali anche rare, generalmente di origine tropicale.</p>
<p>La prima e più famosa è la <strong><em>London Butterfly House</em></strong>, che ospita la più importante e ricca raccolta mondiale di farfalle vive.</p>
<p>Anche nel nostro paese esistono molte iniziative interessanti e valide: la <em><strong>Butterfly Arc</strong></em> di Montegrotto Terme è stata la prima in Italia.</p>
<p>Essa è oggi al centro di iniziative di portata mondiale ed è stata la sede della progettazione e ideazione delle <em><strong>&#8220;Case delle Farfalle&#8221;</strong></em> italiane più importanti come quella di Milano Marittima in Emilia Romagna, del grande centro museale di Bordano in Friuli Venezia Giulia e l’esperienza di Monteserra in Sicilia. Un altro esempio recente<span id="more-9583"></span> è costituito dalla bellissima <strong><em>Butterfly House</em></strong> di Collodi.</p>
<p>Nelle “<em><strong>Case delle Farfalle</strong></em>” giornalmente si corteggiano, si nutrono sui fiori e si riproducono centinaia tra le più belle farfalle del mondo. Il visitatore può vedere tutti gli stadi di sviluppo di questi splendidi animali: uovo, bruco, crisalide e farfalla.</p>
<p>Può osservare le differenze tra le farfalle diurne e le notturne, dette “falene”, ed incontrare dal vivo alcuni tra gli esempi più significativi di colorazioni aposematiche, terrifiche e mimetiche. Si tratta di luoghi un po&#8217; magici, in cui la leggerezza e l&#8217;armonia avvolgono in un caldo abbraccio i bambini di tutte le età: decisamente da visitare.</p>
<p>Parallelamente, per proteggere e valorizzare la fauna nostrana, sono stati creati anche dei <strong><em>Sentieri Natura</em></strong>, percorsi guidati all&#8217;aperto attraverso ambienti nei quali, con opportune piantumazioni di essenze nutrici, si riesce ad attirare un certo numero di farfalle che sono osservabili da vicino in attività. In Italia ne esistono molti, specialmente nella zona delle Alpi.</p>
<p>Uno in particolare si ammanta anche di un significato affettivo: il <strong><em>&#8220;Santuario delle Farfalle&#8221;</em></strong> dell&#8217;Isola d&#8217;Elba, dedicato ad Ornella Casnati, naturalista recentemente scomparsa che amava più di ogni altra cosa fotografare questi delicati insetti.</p>
<p>Negli ultimi tempi stava coronando un suo sogno attraverso la collaborazione, insieme allo studioso Leonardo Dapporto, ad un lavoro a stampa del Parco sulle farfalle dell’Arcipelago Toscano: proprio la sua passione per i <a title="Breve viaggio nel microscopico universo delle farfalle" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/08/20/breve-viaggio-nel-microscopico-universo-delle-farfalle/" target="_self">lepidotteri</a> le aveva fatto guadagnare l’appellativo di &#8220;Signora delle Farfalle&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Collodi-Butterfly-House.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-10133" title="Collodi-Butterfly-House" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Collodi-Butterfly-House-150x150.jpg" alt="" width="170" height="160" /></a>Il &#8220;suo&#8221; santuario si snoda per circa 2 km intorno al Monte Capanne e offre ai visitatori la possibilità di osservare oltre 50 specie di farfalle, alcune endemiche di quest’area, grazie alla sua favorevole posizione &#8220;a ponte&#8221; tra la Toscana e la Corsica. In quest’area, tra l&#8217;altro, i ricercatori hanno confermato la presenza di due specie (<em>Zerynthia polyxena</em> e <em>Glauchopsyche alexis</em>) riapparse dopo più di 70 anni.</p>
<p>Camminare in percorsi come questo in primavera-estate è un&#8217;esperienza unica da gustare lentamente, magari attrezzandosi di una buona macchina fotografica. Le<a title="Farfalle: ponte spirituale e materiale tra l’Uomo e la Natura" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/08/19/farfalle-ponte-spirituale-e-materiale-tra-l%E2%80%99uomo-e-la-natura/" target="_self"> farfalle</a> sono esseri timidi e volubili, ma evitando di fare gesti bruschi e avvicinandoci ai fiori da loro più apprezzati e visitati, le vedremo ritornare dopo pochi istanti per cibarsi tranquillamente del loro dolce nettare, regalandoci scatti da sogno e un&#8217;emozione in più.</p>
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		<title>Proposta shock della Prestigiacomo: turismo d&#8217;élite nell&#8217;isola di Montecristo.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 08:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro dell&#8217;ambiente Stefania Prestigiacomo ha proposto di trasformare l&#8217;isola di Montecristo in una meta turistica esclusiva per ricchi. Ciò ha suscitato forti critiche da parte degli assessori regionali della Toscana, da Legambiente e dal presidente del Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano, Mario Tozzi. L&#8217;Isola di Montecristo costituisce una Riserva Naturale Statale Integrale e fa parte del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/06/15/proposta-shock-di-stefania-prestigiacomo-turismo-delite-nellisola-di-montecristo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il ministro dell&#8217;ambiente Stefania Prestigiacomo ha proposto di trasformare l&#8217;isola di Montecristo in una meta turistica esclusiva per ricchi. Ciò ha suscitato forti critiche da parte degli assessori regionali della Toscana, da Legambiente e dal presidente del Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano, Mario Tozzi.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8915" title="Isola-di-Montecristo" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Isola-di-Montecristo.jpg" alt="Isola-di-Montecristo" width="150" height="150" /> L&#8217;Isola di Montecristo costituisce una Riserva Naturale Statale Integrale e fa parte del Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano. </p>
<p>Selvaggia e disabitata, coperta di macchia mediterranea, è un importante luogo di rifugio e di riposo per gli uccelli migratori. Inoltre, qui viene a riprodursi la rarissima foca monaca.</p>
<p>Le zone tutelate sono tutta la superficie emersa e l&#8217;ambiente marino fino a 1 km dalla costa. L’isola è disabitata e presidiata tutto l’anno da un guardiano e da personale del Corpo Forestale dello Stato ed attualmente è possibile richiedere una autorizzazione all’escursione guidata dal 1° aprile al 15 luglio e dal 31 agosto al 31 ottobre per un massimo di 1000 visitatori l’anno di cui 600 studenti e 400 adulti.</p>
<p>All&#8217;Isola di Montecristo la biodiversità è protetta in modo esemplare, ma la proposta è di ridurne notevolmente il livello di tutela e, in più, operare una sorta di trasformazione del sito in una meta turistica d&#8217;elite, permettendo l&#8217;ormeggio a soli 50 metri dalla costa a<span id="more-8851"></span> lussuose barche per la &#8220;modica&#8221; cifra di 5.000-6.000 euro al giorno.</p>
<p>La proposta viene, curiosamente, dal nostro ministro dell&#8217;ambiente Stefania Prestigiacomo. Il ministro, mentre da un lato pensa al taglio di finanziamenti pubblici ai parchi (è previsto infatti un taglio netto del 50%), dall&#8217;altro propone i parchi &#8220;a pagamento&#8221; per i ricchi per auto-finanziarsi.</p>
<p>La Prestigiacomo, in una intervista in tv, ha infatti sottolineato come la piccola isola dell&#8217;arcipelago toscano potrebbe un giorno trasformarsi in una località privilegiata per il turismo di lusso: &#8220;<em>L&#8217;isola di Montecristo è una riserva che si potrebbe vendere turisticamente e inserire in un circuito assolutamente d&#8217;elite, da cui potrebbe arrivare più di un milione di euro l&#8217;anno&#8221;.</em> Ha proseguito dicendo: &#8220;<em>Non abbiamo tante risorse pubbliche e dovremmo guardare ai parchi come a un volano per lo sviluppo e la crescita economica</em>&#8220;.</p>
<p>Mario Tozzi, presidente del Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano, ha immediatamente replicato: &#8220;E&#8217; <em>un&#8217;ipotesi impraticabile. Attualmente sono circa un migliaio le persone che ogni anno arrivano in maniera organizzata sull&#8217;isola: superare questa capacità di carico antropico, a prescindere dalle nostre convinzioni, farebbe perdere all&#8217;isola di Montecristo il suo status di riserva integrale della biosfera europea, e quindi la sua specificità e la sua ricchezza</em>&#8220;.</p>
<p>E ha aggiunto: “<em>Sarebbe già diverso imporre un piccolo ticket per i visitatori, come si fa per i musei. Per Montecristo non lo abbiamo mai proposto, ma a Pianosa, che ha circa 250 visitatori al giorno, già lo si fa</em>&#8220;.</p>
<p>Il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri, come Tozzi, si è dichiarato favorevole al &#8220;ticket accessibile a tutti”, ma ha criticato l&#8217;idea di ricavare di un milione di euro dalle tasche dei vip. “<em>Dato che non si può aumentare il numero dei visitatori, rischiamo di far tornare Montecristo al tempo che fu. Un&#8217;isola per vip, pochi privilegiati che allora riuscivano a ottenere i permessi di visita, mascherandoli come permessi per ricerca scientifica</em>&#8220;.</p>
<p>Anche in giunta regionale le critiche sono state forti. Gli assessori regionali della Toscana all&#8217;ambiente, Anna Rita Bramerini, e al turismo, Cristina Scaletti, hanno oggi affermato: &#8221;<em>Ci pare una proposta viziata da una concezione mercantile dell&#8217;ambiente e del turismo, ancora più stonata perché formulata da chi l&#8217;ambiente è invece chiamato a tutelarlo. E&#8217; una visione che non appartiene alla Toscana e che non condividiamo</em>&#8220;.</p>
<p>&#8221;<em>Capisco</em> &#8211; puntualizza l&#8217;assessore Bramerini -<em> che i tagli del 50% del governo ai fondi per i Parchi abbiano spinto il ministro a trovare soluzioni &#8216;alternative&#8217;, ma quella per Montecristo è davvero irricevibile, anche perché rischia di creare cittadini di serie A cittadini di serie B</em>. <em>Se Prestigiacomo vuol confrontarsi sull&#8217;idea di un ticket che consenta a ogni cittadino di visitare l&#8217;isola, come succede già per Pianosa e Parco della Maremma, siamo disponibili, ma niente club esclusivi per presunti vip. Montecristo è patrimonio di tutti. E comunque non si dimentichi mai la straordinaria ricchezza dell&#8217;isola dal punto di vista della biodiversità e il suo valore conservazionistico</em>&#8221;.</p>
<p>Termino l&#8217;articolo con una piccola riflessione. Un&#8217;area protetta può effettivamente essere considerata una risorsa di tipo economico per chi vive al suo interno o nei dintorni: può infatti dare lavoro a guide ambientali escursionistiche, a guide turistiche, a produttori di prodotti tipici, ad artigiani e via dicendo. Può in poche parole essere oggetto di un turismo sostenibile.</p>
<p>Ma tutto questo non riguarda mai il &#8220;cuore&#8221; dell&#8217;area protetta, la riserva integrale (che in questo caso è l&#8217;Isola di Montecristo), che per definizione è interdetta a chiunque tranne che a studiosi e guardiaparco (e a pochissimi turisti accompagnati).</p>
<p>Le riserve integrali sono importantissime perché permettono la sopravvivenza di specie molto rare (ad esempio la foca monaca) che sono, per loro sfortuna, molto sensibili alla presenza dell&#8217;uomo e all&#8217;inquinamento. Questo importante concetto viene spiegato ai biologi ed agli scienziati naturali di tutto il mondo: perché il Ministro dell&#8217;Ambiente Prestigiacomo sembra metterlo in secondo piano rispetto a dei presunti vantaggi economici?</p>
<p>Guarda il video girato durante un&#8217;immersione nella splendida isola, che mostra l&#8217;incredibile biodiversità anche nell&#8217;ambiente sommerso:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7bxDm2xkwC4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7bxDm2xkwC4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Ligabue aderisce al progetto Impatto Zero di Lifegate.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 11:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da alcuni giorni disponibile in cd, vinile e download digitale &#8220;Arrivederci, mostro!&#8221;, l’ultimo album del rocker emiliano Ligabue. Anche in questa occasione il cantante ha confermato il proprio impegno per l’ambiente aderendo al progetto Impatto Zero dell&#8217;impresa LifeGate per compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla realizzazione del disco. La collaborazione del cantante [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/14/ligabue-aderisce-al-progetto-impatto-zero/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E&#8217; da alcuni giorni disponibile in cd, vinile e download digitale &#8220;Arrivederci, mostro!&#8221;, l’ultimo album del rocker emiliano Ligabue. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7937" title="impatto_zero" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/impatto_zero-150x150.jpg" alt="impatto_zero" width="150" height="150" /> Anche in questa occasione il cantante ha confermato il proprio impegno per l’ambiente aderendo al progetto Impatto Zero dell&#8217;impresa <em>LifeGate </em>per compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla realizzazione del disco.</p>
<p>La collaborazione del cantante con <em>LifeGate</em> è iniziata nel 2007: a impatto zero, infatti, sono stati gli ultimi tour italiani di Ligabue ed il disco &#8220;Secondo Tempo&#8221;.</p>
<p>Per la stampa del nuovo disco &#8211; pur prodotto con materiali ecosostenibili come carta e cartoncino certificati Fsc &#8211; verranno generati 76.000 kg di anidride carbonica, che saranno compensati con la creazione e tutela di oltre 11.000 mq di foreste in Madagascar.</p>
<p>Impatto Zero è un innovativo progetto italiano ideato nel 2001 dall&#8217;impresa<em> LifeGate</em> che calcola, riduce e compensa le emissioni di CO2 generate dalle attività di persone, eventi, prodotti e aziende attraverso la tutela di foreste che si trovano in Italia<span id="more-7769"></span> (Parco del Ticino) e nel resto del mondo.</p>
<p>Si tratta di un modello di “<em>green economy</em>” studiato in molte università italiane che può coinvolgere aziende e privati. In particolare, come primo passo si calcolano con un metodo scientifico basato sugli studi di LCA (<em>Life Cycle Assessment</em>) le emissioni di gas-serra generate da un prodotto, un&#8217;attività, un evento.</p>
<p>Il secondo passo è la riduzione di queste emissioni grazie all’utilizzo di nuove tecnologie, materie prime più “eco” o un vero e proprio re-design del prodotto.</p>
<p>L’ultimo passo prevede la compensazione delle emissioni rimanenti con la creazione e tutela di foreste in crescita, il cui ruolo di &#8220;carbon sink&#8221; &#8211; la capacità di assorbire la CO2 &#8211; è riconosciuto dal Protocollo di Kyoto e da ricerche scientifiche indipendenti.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7926" title="Arrivederci, mostro!" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Arrivederci-mostro-300x300.jpg" alt="Arrivederci, mostro!" width="170" height="170" /> <em>LifeGate</em> non possiede né gli alberi né i terreni riforestati, che rimangono di proprietà dei partners ambientali del progetto Impatto Zero (organizzazioni come parchi naturali che per statuto si occupano esclusivamente di conservazione e studi scientifici): attraverso i finanziamenti fa in modo però che sui terreni boscosi esista un vincolo a lungo termine che obbliga le organizzazioni a non destinarli ad usi diversi dalla conservazione e dalla tutela.</p>
<p>L&#8217;intero processo di <a title="Topolino ad impatto zero" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/01/14/e-in-edicola-topolino-a-impatto-zero/" target="_blank" rel="nofollow">Impatto Zero</a> è garantito da Bios, ente certificatore riconosciuto dalla Unione Europea.</p>
<p>I partner scientifici sono il Politecnico di Losanna, il Politecnico di Torino e l&#8217;Università di Padova. I partner ambientali sono GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) per Italia, Costa Rica e Madagascar; InBio (Istituto nacional de biodiversidad), Asepaleco e Fonafifo (Fondo Nacional De Financiamiento Forestal) solo per la Costa Rica. ImpattoZero, inoltre, interagisce anche con i Ministeri dell’Ambiente di Costa Rica e Madagascar.</p>
<p>Par maggiori info, visitare il sito: <a title="Lifegate" rel="nofollow" href="http://www.lifegate.it/it/home/index.html" target="_blank">Lifegate</a></p>
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		<title>7-9 maggio 2010: torna Parco Libri a Pisa.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 13:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà nei giorni 7, 8 e 9 maggio a Pisa negli eleganti spazi della Stazione Leopolda la quarta edizione di Parco Libri, la manifestazione dedicata all&#8217;editoria ambientale promossa da Regione Toscana e Federparchi-Europarc Italia. Sarà una tre giorni espositiva incentrata sul tema della biodiversità e contornata da molteplici appuntamenti di ogni genere: convegni su [...]


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<p><img class="alignleft size-full wp-image-6888" title="Parco-Libri" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Parco-Libri.jpg" alt="Parco-Libri" width="160" height="150" />Sarà una tre giorni espositiva incentrata sul tema della biodiversità e contornata da molteplici appuntamenti di ogni genere: convegni su diversità biologica, aree protette e risparmio energetico; laboratori di scrittura creativa; visite guidate in varie zone del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli; incontri con gli autori dei libri e molto altro ancora.</p>
<p>I visitatori potranno osservare stand dedicati alle produzioni sostenibili, mostre fotografiche, videoproiezioni, installazioni di giovani artisti, e partecipare a seminari sulla raccolta differenziata e sul recupero artistico/creativo dei rifiuti.</p>
<p>All&#8217;interno della manifestazione, si svolgerà l&#8217;evento musicale &#8220;Music for Planet&#8221;, un eco-concorso musicale ideato dai membri dell&#8217;associazione CRETA. &#8220;<em>La coscienza dei giovani</em> – ha spiegato il presidente dell’associazione che ha sede a Pisa – <em>va formata utilizzando ogni occasione di ritrovo, di svago e incontro con l’arte, cercando di sfruttare<span id="more-6860"></span> tutti i canali, anche i più insoliti, per veicolare un messaggio fondamentale per il nostro futuro&#8221;. </em></p>
<p>Sempre restando in ambito musicale, la sera del 7 maggio si esibirà dal vivo OTO <em>alias</em> Marco Puccini, un vero mago della computer music che ha lavorato alle sonorità delle console come ATARI, COMMODORE64 E SUPER NINTENDO. Lavora oggi come tecnico video per il teatro e collabora con diverse compagnie teatrali come musicista. Esegue diversi dj set e live partecipando a svariati festival nel panorama italiano e internazionale.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-6885" title="parco_libri" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/parco_libri-150x150.jpg" alt="parco_libri" width="150" height="150" />Infine, per i più piccoli, numerosi saranno i laboratori didattici: disegno dal vivo di piante, fiori ed animali;  giochi e prove sul risparmio energetico e la difesa dell’ambiente, giochi e prove pratiche sulle energie alternative; costruzione di un aquilone con materiali di riciclo ecc&#8230;</p>
<p>Insomma, Pisa ci offrirà una manifestazione ricca di spunti e momenti interessanti, ma sprattutto un&#8217;occasione speciale per soffermarci sulle tematiche ambientali più urgenti che riguardano il nostro pianeta e la sua biodiversità.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F20%2F7-9-maggio-2010-torna-parco-libri-a-pisa%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>AESON &#8211; Arti nella Natura: un festival tra land art e sostenibilità ambientale.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 10:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo sostenibile]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Riserva Naturale Regionale della Foce dell'Isonzo]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[AESON &#8211; Arti nella Natura è un festival di ricerca e sperimentazione artistica che promuove la sostenibilità ambientale, lo sviluppo del turismo e dell’economia locale nella Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo e nel territorio circostante. Quest&#8217;anno avrà luogo dal 10 luglio fino ad inizio agosto ed animerà il paesaggio con istallazioni di land art, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/20/aeson-arti-nella-natura-un-festival-tra-land-art-e-sostenibilita-ambientale/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>AESON &#8211; Arti nella Natura è un festival di ricerca e sperimentazione artistica che promuove la sostenibilità ambientale, lo sviluppo del turismo e dell’economia locale nella Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo e nel territorio circostante</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6825" title="AESON" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/AESON1-300x138.jpg" alt="AESON" width="160" height="140" />Quest&#8217;anno avrà luogo dal 10 luglio fino ad inizio agosto ed animerà il paesaggio con istallazioni di land art, performance di vario tipo, feste, concerti, degustazioni, workshop e multimedia.</p>
<p>Il contesto naturale in cui si inserisce questo evento è veramente straordinario. L’Isonzo è un fiume che nasce sulle Alpi Giulie in Slovenia, termina il suo corso nel golfo di Trieste e da sempre rappresenta una porta tra est e ovest dell’Europa.</p>
<p>La Riserva Naturale Regionale Foce dell’Isonzo si estende per oltre 2.340 ettari di superficie e presenta un insieme di habitat naturali unici nel loro genere e ricchi di biodiversità.</p>
<p>Trovano qui rifugio oltre 300 specie di uccelli, numerosi mammiferi come il capriolo, la volpe, il tasso, il cinghiale e la lepre, varie specie di roditori, chirotteri e insettivori. Fra gli anfibi spiccano diverse specie di rane, raganelle, rospi e tritoni. Sono numerosi i<span id="more-6782"></span> rettili fra cui la testuggine acquatica, le bisce d’acqua e il ramarro.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-6832" title="aeson" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/aeson-200x300.jpg" alt="aeson" width="180" height="250" />Nel fiume, negli stagni e nelle zone palustri si possono osservare interessanti specie di invertebrati. La Riserva ospita infine una vasta gamma di specie vegetali tipiche degli ambienti sia di acqua dolce che salmastra o salata e qui è ancora presente uno degli ultimi lembi delle foreste planiziali che occupavano originariamente la bassa pianura padano–veneta.</p>
<p>Questo crogiuolo di diversità ha recentemente ispirato il desiderio di condividere impressioni e storie di questi luoghi con artisti e gruppi culturali di varia provenienza. Il progetto AESON è partito dall’esperienza realizzata nell’estate 2008 da LAND on eARTh e coinvolge oggi una rete territoriale composta da 28 soggetti tra associazioni culturali, enti pubblici, cooperative sociali ed aziende locali.</p>
<p>Il termine deriva da un antico toponimo di origine celtica del Fiume Isonzo, che nelle sue varie derivazioni (<em>Esus, Sontius, Aesontium</em>,&#8230;) rappresentava il dio gallico del commercio, dei guadi e dei ponti, cioè il corrispondente del dio romano Mercurio.</p>
<p>Le suggestioni e i temi su cui riflettere in questa edizione saranno: i comportamenti e l&#8217;ortogenesi della natura; il rapporto uomo-ambiente; oggetti e azioni che parlano di energia pulita o sviluppo sostenibile; riutilizzo di materiali per un valore sociale (riciclaggio); la tradizione e il territorio; mitologie, mistiche, antropologie; i tempi del fiume.</p>
<p>AESON 2010 vedrà realizzarsi non più di 6/8 opere, sarà dunque necessaria una selezione sulla  base di progetti di massima. Le opere dovranno essere valutate dai tecnici naturalisti della Riserva che ne giudicheranno la compatibilità ambientale e, a questo riguardo, sarà raccomandato l&#8217;utilizzo di materiali naturali e del luogo.</p>
<p>Durante l&#8217;esecuzione delle opere gli artisti verranno ripresi da telecamere e il materiale filmato sarà la base per la costruzione di cortometraggi a sfondo musicale che varranno poi pubblicato sul sito del festival.</p>
<p>Guarda i tre video realizzati durante l&#8217;edizione 2009 del festival AESON:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/E1JMXP3Kz5k&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/E1JMXP3Kz5k&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Hoh4FCBcZkM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Hoh4FCBcZkM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wSQ3lF6hwZ4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wSQ3lF6hwZ4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F20%2Faeson-arti-nella-natura-un-festival-tra-land-art-e-sostenibilita-ambientale%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Imperdibile: a fine aprile ritorna la Fiera Internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 11:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera Internazionale del Birdwatching]]></category>
		<category><![CDATA[International Po Delta Birdwatching Fair]]></category>
		<category><![CDATA[slow tourism]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Naturalistico]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 30 aprile al 2 maggio si svolgerà la quinta edizione dell&#8217; &#8220;International Po Delta Birdwatching Fair&#8221;, un evento di grande portata che interesserà tutta l&#8217;area del Parco del Delta del Po. La fiera offrirà ai visitatori la possibilità sia di informarsi e aggiornarsi sul mondo del birdwatching, della fotografia naturalistica e del turismo sostenibile [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/19/imperdibile-a-fine-april-ritorna-la-fiera-internazionale-del-birdwatching-e-del-turismo-naturalistico/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Dal 30 aprile al 2 maggio si svolgerà la quinta edizione dell&#8217; &#8220;International Po Delta Birdwatching Fair&#8221;, un evento di grande portata che interesserà tutta l&#8217;area del Parco del Delta del Po. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6741" title="Fiera" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Fiera1-300x200.jpg" alt="Fiera" width="160" height="150" />La fiera offrirà ai visitatori la possibilità sia di informarsi e aggiornarsi sul mondo del birdwatching, della fotografia naturalistica e del turismo sostenibile (&#8220;slow tourism&#8221;), sia di partecipare in prima persona a workshop, laboratori ed escursioni di vario tipo.</p>
<p>Questo appuntamento, famoso in tutta l&#8217;Europa continentale, vedrà l’allestimento di un villaggio espositivo presso Comacchio (Fe), con la presenza delle migliori aziende del settore dell’ottica e della fotografia, di strumentazioni ed equipaggiamenti di supporto per il birdwatching e la fotografia naturalistica, di editoria specializzata, abbigliamento, destinazioni di viaggio, didattica ed educazione ambientale, e tanto altro ancora.</p>
<p>Le tre giornate della manifestazione prevedono un ricco programma di eventi: escursioni a piedi, in barca, in bici o a cavallo, lezioni e corsi di birdwatching, mostre e workshop di fotografia naturalistica, laboratori di didattica ambientale, convegni e seminari,<span id="more-6719"></span> eventi sportivi, musicali, ed enogastronomici.</p>
<p>Si svolgeranno le premiazioni dei concorsi fotografici aperti a tutti: &#8220;Delta In Focus&#8221; (dedicato ai migliori scatti naturistici dell’avifauna del Delta e del mondo) e &#8220;Digiscoping nel Delta&#8221; (dedicato a tutti i fotografi che utilizzano questa particolare tecnica fotografica), e avrà inoltre luogo il Festival del Documentario Naturalistico realizzato in collaborazione con il noto naturalista Francesco Petretti.</p>
<p>In particolare questo festival mostrerà le produzioni professionali ed amatoriali che verranno selezionate da una prestigiosa giuria composta da personalità del mondo televisivo, della scienza e della comunicazione e premiate a Comacchio il 29 aprile come anteprima della manifestazione fieristica.</p>
<p>Sarà poi possibile frequentare dal 29 aprile al primo maggio il Laboratorio del Documentario Naturalistico, corso specializzato di produzione cinematografica e televisiva che avrà come soggetto argomenti di carattere scientifico, ambientale e naturalistico.</p>
<p>Insomma, quello che si svolgerà tra pochi giorni è un evento imperdibile per ogni appassionato della natura. Chiunque fosse interessato a partecipare a workshop, corsi o laboratori deve però affrettarsi: molti di essi prevedono un numero chiuso di partecipanti e un termine temporale massimo per le iscrizioni. Per maggiori info visitare al sito: <a title="podeltabirdfair" href="http://www.podeltabirdfair.it/2010/index.htm" target="_blank">Podeltabirdfair</a>.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F19%2Fimperdibile-a-fine-april-ritorna-la-fiera-internazionale-del-birdwatching-e-del-turismo-naturalistico%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>In corso la 2° edizione del Tuscan Coast and Islands Walking Festival.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 19:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[gite]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi della Val di Cornia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano ed altri 6 parchi della Costa Toscana hanno dato il via alla seconda edizione del &#8220;Tuscan Coast and Islands Walking Festival&#8221;, ovvero il Festival del Camminare in Costa Toscana. Esso è iniziato il 3 aprile e durerà fino al 9 maggio 2010. I parchi costieri interessati dall&#8217;evento assieme al Parco Nazionale [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/04/07/in-corso-la-seconda-edizione-del-tuscan-coast-and-islands-walking-festival/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano ed altri 6 parchi della Costa Toscana hanno dato il via alla seconda edizione del &#8220;Tuscan Coast and Islands Walking Festival&#8221;, ovvero il Festival del Camminare in Costa Toscana. Esso è iniziato il 3 aprile e durerà fino al 9 maggio 2010.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6439" title="festival toscana" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/festival-toscana-150x150.jpg" alt="festival toscana" width="160" height="140" />I parchi costieri interessati dall&#8217;evento assieme al Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano sono il Parco Regionale della Maremma, il Parco di Migliarino &#8211; San Rossore e Massaciuccoli, il Parco delle Alpi Apuane, il Parco Provinciale dei Monti Livornesi, il Parco Interprovinciale di Montioni ed i Parchi della Val di Cornia.</p>
<p>Si tratta di parchi tra loro molto diversi dal punto di vista ambientale, che offrono scenari paesaggistici variegati: dalle aspre vette delle Alpi Apuane si passa ai boschi tipicamente mediterranei dei Monti Livornesi e di Montioni, alle magnifiche dune e pinete costiere del parco di San Rossore, alle rovine  etrusche della Val di Cornia, alle spiagge dorate e alle paludi della Maremma.</p>
<p>La manifestazione vuole celebrare la magia del camminare e far conoscere ai partecipanti la bellezza delle terre in cui si svolge. Camminare è un&#8217;attività praticabile da tutti, in qualunque stagione, a qualunque età, non richiede costose attrezzature, non inquina e non fa<span id="more-6419"></span> rumore. </p>
<p>Camminare  è un&#8217;azione lenta, silenziosa, ritmica, che stimola la riflessione, che ci permette di apprezzare le piccole cose che si incontrano lungo il cammino. Si può camminare da soli o in compagnia, in silenzio, chiacchierando, fischiettando o cantando.</p>
<p>Le tipologie di gita proposte sono moltissime: camminare filosofico, camminare per luoghi sacri, camminare con i bambini, camminare immersi nel silenzio, camminare escursionistico, camminare naturalistico, camminare geo, camminare con la musica, camminare nella leggenda, camminare per conoscere se stessi etc&#8230;</p>
<p>In più tra gli eventi figurano conferenze, manifestazioni sportive, cene a base di prodotti tipici, concorsi fotografici, mostre di pittura, presentazioni di libri, corsi di composizione floreale e giornate ecologiche.</p>
<p>Insomma, una manifestazione certamente unica ed interessante sia perché frutto della collaborazione di parchi diversi, sia perché variegata e ricca nell&#8217;offerta di svaghi al pubblico.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2010%2F04%2F07%2Fin-corso-la-seconda-edizione-del-tuscan-coast-and-islands-walking-festival%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Contro il rigassificatore offshore di Livorno/Pisa: Greenpeace passa all&#8217;azione.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Flora e Fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Area Marina Industriale]]></category>
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		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
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		<category><![CDATA[offshore]]></category>
		<category><![CDATA[pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Rainbow warrior]]></category>
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		<category><![CDATA[Santuario dei Cetacei]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste settimane, nonostante la forte mobilitazione cittadina che da anni si oppone al progetto, sono iniziati i lavori per la costruzione del rigassificatore offshore di Livorno/Pisa. Questo rigassificatore sarà la prima Area Marina Industriale collocata proprio all&#8217;interno della zona tutelata dall&#8217;Accordo sul Santuario dei Cetacei. Forte è stato lo sconcerto tra le associazioni ambientaliste: [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2010/03/17/contro-il-rigassificatore-offshore-di-livornopisa-greenpeace-passa-allazione/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In queste settimane, nonostante la forte mobilitazione cittadina che da anni si oppone al progetto, sono iniziati i lavori per la costruzione del rigassificatore offshore di Livorno/Pisa. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5859" title="rigassificatore" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/rigassificatore-pisa1-150x150.jpg" alt="rigassificatore" width="160" height="150" />Questo rigassificatore sarà la prima Area Marina Industriale collocata proprio all&#8217;interno della zona tutelata dall&#8217;Accordo sul Santuario dei Cetacei. Forte è stato lo sconcerto tra le associazioni ambientaliste: Greenpeace ha deciso quindi di passare all&#8217;azione.</p>
<p>I rigassificatori sono la parte finale della filiera del GNL. Il gas naturale viene liquefatto nei paesi produttori, trasportato da metaniere ad una temperatura di circa – 161°C, rigassificato e quindi immesso nelle reti dei paesi consumatori.</p>
<p>I rigassificatori sono impianti dal forte impatto ambientale; quelli offshore (in mare aperto) inquinano il mare perché utilizzano, per il processo di riscaldamento del gas, masse<span id="more-5844"></span> enormi di acqua marina che poi rilasciano raffreddata e clorata.</p>
<p>Il progetto di rigassificatore offshore di Livorno/Pisa è unico nel suo genere: sarebbe infatti il primo rigassificatore in mare e su nave (onboard) realizzato in tutto il mondo.</p>
<p>L&#8217;operazione di travaso di gas liquido tra navi oscillanti è molto pericolosa, che può causare sversamenti di GNL e conseguenti incendi dalla potenza inaudita: per questo per molti anni essa è stata proibita dalla legge. </p>
<p>La zona in cui dovrebbe essere realizzato l’impianto offshore è inoltre a ridosso di una faglia sismica che ha causato ripetute scosse (almeno quattro negli ultimi 20 anni). Per questi motivi, e per molti altri ancora, molti cittadini di Pisa e Livorno da anni intraprendono una battaglia per opporsi al progetto, preoccupati dal fatto che gli esiti di un incidente potrebbero essere catastrofici.</p>
<p>Le preoccupazioni riguardano però anche l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;impianto stesso, al di là di possibili incidenti. La situazione del Santuario dei Cetacei è, secondo Greenpeace, critica: durante il censimento condotto nel 2008, Greenpeace ha trovato solo un quarto delle balenottere &#8221;attese&#8221;, mentre la popolazione di stenelle sembra dimezzata rispetto ai valori registrati agli inizi degli anni &#8217;90.</p>
<p>Secondo l&#8217;associazione ambientalista lo stato di degrado dell&#8217;area, già acuito dal traffico navale e dall&#8217;inquinamento, aumenterà drammaticamente con l&#8217;accensione dell&#8217;impianto offshore: per questo alcuni attivisti il 16 marzo hanno realizzato un&#8217;azione di protesta incatenandosi alla nave che sta lavorando alla sua costruzione.</p>
<p>La nave di Greenpeace &#8220;Rainbow warrior&#8221; si è accostata alla nave che sta posizionando i cavi dei gasdotti in mare. Tre gommoni si sono avvicinati, da due sono partiti i climbers che si sono arrampicati fin sulla cima delle gru buttando giù striscioni di protesta &#8220;Fine del Santuario&#8221; e &#8220;Ministro salva il Santuario&#8221;.</p>
<p>Il terzo gommone si è affiancato alla nave per scrivere sulla fiancata &#8220;Balene finite&#8221;.  Dopo dodici ore passate aspettando una risposta dal Ministro Prestigiacomo, i climbers sono scesi, delusi, dalle gru, profondamente rammaricati dall&#8217;indifferenza del Governo.</p>
<p>Quello che viene da chiedersi è chi, in alto, sia ancora interessato a proteggere in maniera concreta l&#8217;ecosistema marino&#8230;</p>
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		<title>&#8220;Foresta Atlantica si salva ma deforestazione continua&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 08:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il Wwf a lanciare questo allarme, commentando il XIII Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires. Molti Stati &#8220;hanno dichiarato il proprio impegno&#8221; per contrastare il fenomeno della &#8220;deforestazione selvaggia&#8221; e del &#8220;commercio di legname illegale&#8221;, &#8220;ma pochi passano poi dalle parole ai fatti&#8221;. Per il Wwf, la foresta Atlantica [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/24/foresta-atlantica-si-salva-ma-deforestazione-continua/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>E&#8217; il Wwf a lanciare questo allarme, commentando il XIII Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4998" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/212-150x150.jpg" alt="" width="110" height="110" />Molti Stati &#8220;hanno dichiarato il proprio impegno&#8221; per contrastare il fenomeno della &#8220;deforestazione selvaggia&#8221; e del &#8220;commercio di legname illegale&#8221;, &#8220;ma pochi passano poi dalle parole ai fatti&#8221;.</p>
<p>Per il Wwf, la foresta Atlantica ha possibilità di salvarsi perché, nel corso del summit di Buenos Aires, &#8220;l&#8217;Argentina, il Paraguay e il Brasile, in particolare, si sono impegnati a tutelare quel che resta di una delle foreste subtropicali più minacciate al mondo, la Mata Atlantica, lavorando per azzerare il processo di deforestazione e implementando un pacchetto di misure che includa legislazioni nazionali a supporto di quest&#8217;obiettivo&#8221;.</p>
<p>&#8220;La foresta atlantica -ricorda il Wwf- circonda città come Rio de Janeiro, San Paolo e Asunçion fornendo acqua a milioni di persone e ospita più di 20.000 piante, 1000 specie di uccelli, 372 di anfibi, 350 di pesci, 197 di rettili e 270 di mammiferi&#8221;.<span id="more-4997"></span></p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4999" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/37-150x150.jpg" alt="" width="126" height="126" />&#8220;Ma -sottolineano gli ambientalisti- l&#8217;espansione delle attività agricole, dell&#8217;edilizia e delle città e lo sfruttamento non sostenibile delle sue risorse ne hanno comportato</p>
<p>la quasi totale distruzione, tanto che oggi si estende per soli 35.000 km2, ovvero appena il 7,4% dei 500.000 km2 originari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Prendendo questo importante impegno, Argentina, Paraguay e Brasile hanno dimostrato di essere consapevoli delle loro responsabilità e di aver compreso che</p>
<p>solo politiche coordinate tra Paesi diversi possono affrontare problemi globali come la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici&#8221; afferma Massimiliano Rocco, responsabile Traffic e Timber Trade del Wwf Italia.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5000" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/122-150x150.jpg" alt="" width="113" height="113" />Ma non tutti affrontato strutturalmente il problema della deforestazione, con gravi danni, spiega il Wwf, per l&#8217;uomo ed il pianeta terra.</p>
<p>Infatti oltre alla perdita di habitat, biodiversità e degli indispensabili servizi che gli ecosistemi sanno offrire alla vita sulla Terra, la deforestazione e i processi di degradazione delle foreste sono responsabili di almeno il 20% delle emissioni globali di gas serra,</p>
<p>tanto che bloccare la perdita di copertura forestale è considerato uno dei modi più efficaci per tutelare il pianeta dalle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Un&#8217;urgenza confermata dall&#8217;obiettivo <em>&#8216;zero deforestazione entro il 2020&#8242;</em> lanciato dal Wwf come sfida planetaria per preservare il nostro pianeta&#8221;.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5001" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/42-150x150.jpg" alt="" width="126" height="126" />Nonostante le azioni di conservazione, la deforestazione ha raggiunto livelli allarmanti. Ogni anno scompaiono 13 milioni di ettari di foreste, ovvero 36 campi da calcio al minuto.</p>
<p>Solo negli ultimi 25 anni è scomparso il 10% delle foreste, principalmente a causa dell&#8217;attività umana e ogni anno viene degradato o distrutto circa l&#8217;1,2% delle foreste tropicali, con perdite maggiori nel centro e sud-America, e poi in Asia e Africa.</p>
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		<title>Ritroviamo l&#8217;armonia con una passeggiata al mare.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 20:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ormai dicembre, Natale è alle porte e in città si respira un&#8217;aria di frenesia e di festa, ma spesso siamo troppo stanchi del lavoro fatto negli ultimi mesi, e tanto stressati, che l&#8217;unica cosa che riusciamo a fare per rilassarci e per goderci l&#8217;atmosfera natalizia è starcene in casa a riposare al caldo, magari [...]


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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4504" title="tramonto-Baratti" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/tramonto-Baratti-300x202.jpg" alt="tramonto-Baratti" width="180" height="150" />Una cosa bellissima da fare in inverno è <strong><em>passeggiare al mare</em></strong>. Rispetto all&#8217;estate ci sono vari vantaggi, prima di tutto la pace e la tranquillità, poi la pulizia del litorale che per mesi non è stato frequentato dalla folla, e infine l&#8217;aria fresca e frizzante che accarezza pelle e i capelli senza che ci ustioniamo per il troppo stare al sole.</p>
<p>Un posto molto suggestivo che incanta da secoli chi vi fa visita, è il <strong>Golfo di Baratti</strong>, sicuramente uno dei tratti più belli del litorale toscano.</p>
<p>Ampio e delimitato da due promontori boscosi, ospita una lunga spiaggia color oro a ridosso della quale stanno un prato enorme (meta di gite domenicali in primavera) e, più a sud, una vasta pineta luminosa e con un sottobosco ricco di cespugli e fiori. Qui<span id="more-4465"></span> in estate possiamo vedere fiorire il raro<em><strong> giglio di mare</strong></em>, candido e delicato.</p>
<p>Internamente al golfo, troviamo il<em><strong> parco archeologico di Baratti e Populonia</strong></em>. Qui infatti sorgeva la città etrusca e romana di Populonia, nota fin dall’antichità per l’intensa attività metallurgica legata alla produzione del ferro. Oggi ne rimangono l&#8217;acropoli, le vaste necropoli, le cave di calcarenite ed i quartieri industriali in cui si lavorava il minerale di ematite (proveniente dai giacimenti dell&#8217;isola d&#8217;Elba) per ricavare lingotti di ferro.</p>
<p>Insomma, se avete bisogno di rigenerarvi, prima di perdervi nei negozi del centro, prima di anestetizzarvi con dormite clamorose o lunghi zapping davanti alla tv, provate a uscire e a godervi la pace che si respira nelle aree protette naturali vicino alla vostra città.  E se passate dalla Toscana, <a title="Intervista esclusiva alla segretaria del sindaco di Piombino sul futuro del golfo di Baratti" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/11/29/momento-decisivo-per-il-futuro-del-golfo-di-baratti-intervista-esclusiva-alla-segretaria-del-sindaco-di-piombino/" target="_self"><strong>Baratti</strong></a> vi aspetta nella sua mezzaluna dorata.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F12%2F12%2Fritroviamo-larmonia-con-una-passeggiata%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Sulle Dolomiti arrivano gli yak.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 23:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo yak, un bovide autoctono del nord del Tibet e delle regioni montagnose della Cina, è allevato soprattutto in Asia centrale in aree di montagna, a quote che vanno dai 2.000 ai 5.500 di altezza. È un animale che viene sfruttato in vari modi: per il lavoro nei campi, per la produzione di carne e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/12/03/sulle-dolomiti-arrivano-gli-yak/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Lo yak, un bovide autoctono del nord del Tibet e delle regioni montagnose della Cina, è allevato soprattutto in Asia centrale in aree di montagna, a quote che vanno dai 2.000 ai 5.500 di altezza.<br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4132" title="yak" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/yak.jpg" alt="yak" width="170" height="160" />È un animale che viene sfruttato in vari modi: per il lavoro nei campi, per la produzione di carne e latte e per il lungo e folto pelo, col quale si producono tende, coperte ed abiti. Il letame viene utilizzato come isolante per i tetti delle case e per il riscaldamento.</p>
<p>In Europa è presente in piccoli allevamenti in Germania, Svezia, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e in Italia, limitatamente al Trentino Alto Adige, dove è attualmente allevato in aree di montagna molto fredde, sfruttando in particolare l’attitudine a produrre carne.</p>
<p>Nel 2005 il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali finanziò un progetto di ricerca triennale riguardante <em>“L’Allevamento dello yak per il recupero delle aree marginali: studi dell’adattamento e valutazione delle caratteristiche dei prodotti”</em>. Il progetto fu affidato al Centro di Ricerca per la Produzione delle Carni e il Miglioramento<span id="more-4113"></span> Genetico (CRA-PCM).</p>
<p>L’esperimento, che ha condotto gli yak in prossimità dei Monti della Laga e nel Parco d’Abruzzo, ha consentito un raddoppiamento del numero degli esemplari introdotti in soli due anni attestando l’alto grado di adattamento di questi animali alle nostre latitudini.</p>
<p>Il comportamento alimentare dell’animale ha inoltre avuto il duplice effetto di favorire il controllo della crescita delle infestanti e consentire la ricrescita delle altre essenze foraggiere, contribuendo a un graduale ripristino delle condizioni normali dei pascoli dell’Appennino.</p>
<p>Sono state effettuate anche delle prove di macellazione, che hanno dimostrato come la carne di yak sia di ottima qualità soprattutto in termini di acidi grassi insaturi e di presenza di quantità notevoli di ferro, rame e zinco.</p>
<p>In base ai positivi risultati di questo esperimento, il ministro alle Politiche agricole Luca Zaia ha in questi giorni importato a Chies d’Alpago, nel Bellunese, degli yak. Questi animali resistenti a tutte le intemperie e dall&#8217;aspetto massiccio ora potranno diventare uno dei nuovi simboli delle Dolomiti patrimonio Unesco.</p>
<p>«Lo scopo dell’iniziativa – spiega Zaia &#8211; è duplice: combattere l’avanzata dei boschi, vista la capacità degli yak di mangiare tutte quelle erbacce che pecore e mucche non gradiscono. Secondo: fungere da attrattiva turistica per il nuovo afflusso sulle Dolomiti &#8211; Unesco».</p>
<p>Prima di concludere, è opportuno fare una considerazione &#8220;scientifica&#8221;, da naturalista. Proprio perché lo yak è un animale non autoctono, si auspica un controllo adeguato delle sue popolazioni messe in stato di semilibertà.</p>
<p>Molti sono stati gli esempi di specie alloctone introdotte in Italia attraverso allevamenti che hanno creato disastri ecologici inaspettati, in virtù del fatto che essendo elementi nuovi ed originali, non hanno praticamente nemici naturali e con l&#8217;andare del tempo tendono ad occupare le nicchie ecologiche delle specie autoctone affini.</p>
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		<title>L&#8217;Antartide si sta sciogliendo anche ad est.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’innalzamento del livello dei mari è tra i principali argomenti che verranno affrontati al vertice dell’Onu che si terrà a dicembre a Copenhagen per il raggiungimento di un nuovo accordo sulla lotta contro i cambiamenti climatici. In base a recenti scoperte, un grande innalzamento del livello dei mari potrebbe avere luogo molto prima del previsto. Le [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/23/lantartide-si-sta-sciogliendo-anche-ad-est/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>L’innalzamento del livello dei mari è tra i principali argomenti che verranno affrontati al vertice dell’Onu che si terrà a dicembre a Copenhagen per il raggiungimento di un nuovo accordo sulla lotta contro i cambiamenti climatici.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3815" title="scioglimentoghiacciai" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/scioglimentoghiacciai.jpg" alt="scioglimentoghiacciai" width="190" height="150" />In base a recenti scoperte, un grande innalzamento del livello dei mari potrebbe avere luogo molto prima del previsto.</p>
<p>Le calotte ai poli trattengono sotto forma di ghiaccio enormi quantità di acqua. </p>
<p>La fusione totale dello strato di ghiaccio dell&#8217;intera Groenlandia potrebbe portare a un innalzamento del livello dei mari di circa sette metri, e la scomparsa della calotta antartica a un innalzamento di quasi 70 metri.</p>
<p>Ebbene, la calotta di ghiaccio che ricopre l&#8217;Antartide si sta sciogliendo ad una velocità molto elevata. Finora si pensava che questo fenomeno riguardasse principalmente la parte occidentale del continente Antartico, ma oggi sappiamo che anche la parte<span id="more-3738"></span> orientale (da sempre ritenuta in equilibrio, se non in leggero aumento) è coinvolta.</p>
<p>Sulla rivista specializzata &#8220;Nature Geoscience&#8221; è stato pubblicato uno studio coordinato da Janli Chen dell&#8217;Universita&#8217; del Texas a Austin (Usa).</p>
<p>Rielaborando e analizzando i dati trasmessi in sette anni dai due satelliti &#8220;Grace&#8221; tra l&#8217;aprile 2002 e l&#8217;aprile 2009 si è visto che &#8221;la calotta di ghiaccio nella parte occidentale del continente antartico perde ghiaccio a un ritmo accelerato rispetto al 2005 o al 2006, mentre l&#8217;est del continente mostra segni che vanno nella stessa direzione per lo stesso periodo&#8221;.</p>
<p>&#8221;Questi cambiamenti sono attribuibili a un accrescimento della perdita di ghiaccio nelle regioni costiere dell&#8217;est del continente antartico&#8221;, precisano gli autori. &#8221;L&#8217;Antartico potrà ben presto contribuire in maniera significativa all&#8217;innalzamento del livello dei mari&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;inanellamento scientifico degli uccelli.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 19:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[inanellamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei modi più coinvolgenti ed emozionanti per avvicinarsi alla Natura ed entrare in diretto contatto sia con gli animali che lo popolano che con le persone che la conoscono profondamente, è sicuramente assistere ad una sessione di inanellamento scientifico degli uccelli. Questa attività è svolta all&#8217;aria aperta in genere in posti molto belli, come [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/10/linanellamento-scientifico-degli-uccelli/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Uno dei modi più coinvolgenti ed emozionanti per avvicinarsi alla Natura ed entrare in diretto contatto sia con gli animali che lo popolano che con le persone che la conoscono profondamente, è sicuramente assistere ad una sessione di inanellamento scientifico degli uccelli. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3503" title="inanellamento" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/inanellamento.jpg" alt="inanellamento" width="180" height="150" />Questa attività è svolta all&#8217;aria aperta in genere in posti molto belli, come oasi o parchi naturali, ed è educativa in quanto permette di conoscere tante specie ornitiche sia stanziali che di passaggio nel nostro paese. </p>
<p>L&#8217;Italia è un luogo ideale per osservare il passaggio migratorio degli uccelli, in quanto crea un ponte tra Africa ed Europa, e lungo il suo asse spesso gli animali fanno brevi soste per riposare o nutrirsi durante i loro più o meno lunghi viaggi. </p>
<p>Inoltre, proprio per il clima mite che caratterizza la nostra penisola, altrettanto numerose sono le specie stanziali che vi abitano.</p>
<p>Introdotto nel 1899 in Danimarca, l&#8217;inanellamento è una tecnica di ricerca scientifica basata sull&#8217;osservazione diretta degli animali e sul marcaggio individuale degli<span id="more-3401"></span> uccelli tramite leggerissimi anelli di metallo che recano impressi un numero progressivo ed un indirizzo.</p>
<p>L&#8217;inanellamento informa su due momenti precisi della vita di un uccello: quando è inanellato e quando viene ricatturato, spesso a centinaia o migliaia di Km di distanza. Questa tecnica non può quindi  esistere che sulla base di positivi rapporti di collaborazione su scala internazionale.</p>
<p>Attraverso l&#8217;accumulo dei dati è possibile ottenere notizie di carattere biologico, ecologico ed etologico di grande interesse scientifico; in particolare si hanno informazioni precise sulle rotte seguite dagli uccelli durante le migrazioni, sui luoghi dove esse trascorrono l&#8217;inverno, nidificano, o sostano per recuperare energie durante i loro spostamenti.</p>
<p>In Italia il centro di coordinamento nazionale dei dati raccolti è il &#8221;Centro Nazionale di Inanellamento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA&#8221;. Il rigore scientifico e la rigida standardizzazione nei protocolli di campo sono assicurati, in Europa ed in Italia, dall&#8217;EURING (Unione Europea per l&#8217;Inanellamento ).</p>
<p>Come si svolge una sessione di inanellamento? I protocolli di cattura degli animali variano in base alle loro dimensioni e alla tipologia dell&#8217;habitat in cui vivono: per i più piccoli (ad esempio i passeriformi) si usano delle reti speciali, per i grandi si usano trappole di vario tipo. Un discorso a parte va fatto per gli uccelli coloniali: in genere l&#8217;inanellamento è fatto nel periodo riproduttivo inanellando i piccoli non ancora in grado di volare.</p>
<p>Si cerca sempre di fare grande attenzione all&#8217;incolumità degli uccelli, che sono molto delicati, anche se saltuariamente possono verificarsi problemi, ad esempio due animali intrappolati l&#8217;uno accanto all&#8217;altro si beccano talvolta a vicenda se appartengono a specie particolarmente combattive.</p>
<p>Infine, una piccola nota personale. La prima volta che ho partecipato a una sessione di inanellamento scientifico di uccelli è stata all&#8217;oasi WWF Orti Bottagone (un&#8217;area palustre vicino al mare, in Toscana), tanti anni fa. Mi ero portata un quaderno per fare dei disegni e alla fine della giornata avevo pitturato varie cince e altri passeriformi come il cannareccione, il beccamoschino, lo scricciolo ecc. Non mi scorderò mai quei momenti in cui ho capito che volevo fare la naturalista.</p>
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		<title>WWF: “Foresta Atlantica si salva ma deforestazione continua”.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso Mondiale sulle Foreste]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La foresta Atlantica forse si salverà ma il fenomeno della deforestazione continua. L&#8217;allarme arriva dal WWF che, commentando il XIII Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires, sottolinea come molti Stati &#8220;hanno dichiarato il proprio impegno&#8221; per contrastare il fenomeno della &#8220;deforestazione selvaggia&#8221; e del &#8220;commercio di legname illegale&#8221;, &#8220;ma pochi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/11/03/wwf-%e2%80%9cforesta-atlantica-si-salva-ma-deforestazione-continua%e2%80%9d/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La foresta Atlantica forse si salverà ma il fenomeno della deforestazione continua. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3164" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/amazzonia--150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> L&#8217;allarme arriva dal WWF che, commentando il XIII Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires, sottolinea come molti Stati &#8220;hanno dichiarato il proprio impegno&#8221; per contrastare il fenomeno della &#8220;deforestazione selvaggia&#8221; e del &#8220;commercio di legname illegale&#8221;, &#8220;ma pochi passano poi dalle parole ai fatti&#8221;. </p>
<p>Per il Wwf, la foresta Atlantica ha possibilità di salvarsi perché, nel corso del summit di Buenos Aires, &#8220;l&#8217;Argentina, il Paraguay e il Brasile, in particolare, si sono impegnati a tutelare quel che resta di una delle foreste subtropicali più minacciate al mondo, la Mata Atlantica, lavorando per azzerare il processo di deforestazione e implementando un pacchetto di misure che includa legislazioni nazionali a supporto di questo obiettivo&#8221;.</p>
<p>&#8220;La foresta atlantica circonda città come Rio de Janeiro, San Paolo e Asunçion fornendo acqua a milioni di persone e ospita più di 20.000 piante (di cui 8.000<span id="more-3163"></span> non si trovano in altri luoghi), 1000 specie di uccelli, 372 di anfibi, 350 di pesci, 197 di rettili e 270 di mammiferi&#8221;. </p>
<p>&#8220;Ma &#8211; sottolineano gli ambientalisti &#8211; l&#8217;espansione delle attività agricole, dell&#8217;edilizia e delle città e lo sfruttamento non sostenibile delle sue risorse ne hanno comportato la quasi totale distruzione, tanto che oggi si estende per soli 35.000 km2, ovvero appena il 7,4% dei 500.000 km2 originari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Prendendo questo importante impegno, Argentina, Paraguay e Brasile hanno dimostrato di essere consapevoli delle loro responsabilità e di aver compreso che solo politiche coordinate tra Paesi diversi possono affrontare problemi globali come la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici&#8221; afferma quindi Massimiliano Rocco, responsabile Traffic e Timber Trade del Wwf Italia. Ma non tutti affrontano strutturalmente il problema della deforestazione, con gravi danni, spiega il Wwf, per l&#8217;uomo ed il pianeta terra.</p>
<p>Infatti, dice il Wwf, &#8220;oltre alla perdita di habitat, biodiversità e degli indispensabili servizi che gli ecosistemi sono in grado di offrire alla vita sulla Terra, compresa quella dell&#8217;uomo, la deforestazione e i processi di degradazione delle foreste sono responsabili di almeno il 20% delle emissioni globali di gas serra, tanto che bloccare la perdita di copertura forestale e&#8217; considerato uno dei modi più efficaci per tutelare il pianeta dalle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici. Un&#8217;urgenza confermata dall&#8217;obiettivo &#8216;zero deforestazione entro il 2020&#8242; lanciato dal Wwf come sfida planetaria per preservare il nostro pianeta&#8221;.</p>
<p>Quasi la metà delle foreste che si trovavano in origine sulla terra sono andate perdute e per gli ambientalisti quelle che rimangono &#8220;hanno un futuro molto incerto&#8221;. &#8220;Nonostante le azioni di conservazione la deforestazione -afferma il Wwf- ha raggiunto livelli allarmanti. Ogni anno scompaiono 13 milioni di ettari di foreste, ovvero 36 campi da calcio al minuto.</p>
<p>Solo negli ultimi 25 anni è scomparso il 10% delle foreste, principalmente a causa dell&#8217;attività umana e ogni anno viene degradato o distrutto circa l&#8217;1,2% delle foreste tropicali, con perdite maggiori nel centro e sud-America, e poi in Asia e Africa&#8221;. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse legnose, il taglio illegale per l&#8217;agricoltura estensiva e l&#8217;allevamento e il commercio del legname provocano quindi l&#8217;avanzamento dei processi di desertificazione, che sottraggono suolo fertile anche alle attività agricole tradizionali e quindi impoveriscono sempre di più le popolazioni locali e non solo.</p>
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		<title>Il Congresso mondiale delle Foreste e il World Rainforest Movement.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 21:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Flora e Fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Hanno avuto inizio il 18 ottobre e proseguiranno fino al 23 i lavori nell’ambito della tredicesima edizione del Congresso Mondiale delle Foreste che si svolge ogni 6 anni. Lo scopo del congresso è di definire lo stato di salute delle foreste dell’intero globo e di proporre nuove metodologie di protezione così come nuove forme sostenibili [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/22/il-congresso-mondiale-delle-foreste-e-il-world-rainforest-movement/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Hanno avuto inizio il 18 ottobre e proseguiranno fino al 23 i lavori nell’ambito della tredicesima edizione del Congresso Mondiale delle Foreste che si svolge ogni 6 anni.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3030" title="WRM" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/WRM-300x205.jpg" alt="WRM" width="200" height="140" />Lo scopo del congresso è di definire lo stato di salute delle foreste dell’intero globo e di proporre nuove metodologie di protezione così come nuove forme sostenibili di sfruttamento della risorsa “albero”.</p>
<p>Nonostante gli accordi finali non siano sottoposti ad alcun vincolo giuridico, resta l’importanza dell’evento, soprattutto a poche settimane dall’incontro di Copenhagen.</p>
<p>Il Congresso è infatti il luogo in cui i rappresentanti dei governi, le università, la società civile e il settore privato possono scambiarsi opinioni ed esperienze e formulare<span id="more-2985"></span> raccomandazioni da applicare a livello regionale, nazionale e mondiale.</p>
<p>Gli interventi sono divisi in 7 differenti aree tematiche: “foreste e biodiversità”; “produrre per lo sviluppo” ; “le foreste al servizio della gente”; “la tutela delle foreste”; “opportunità di sviluppo”; “organizzare opportunità di sviluppo forestale”; “l’uomo e la foresta in armonia”.</p>
<p>Partecipano esponenti di primo livello del mondo scientifico e politico, tra cui Jane Goodall, famosa etologa che ha dedicato la sua vita alla protezione dei grandi primati; Rodney Taylor, presidente del WWF International e William Jackson della IUCN.</p>
<p>Interessante è l’esperienza del Movimento Mondiale per le Foreste Pluviali, una rete internazionale di gruppi di cittadini che lotta per i diritti dei popoli che abitano nelle foreste di tutto il mondo e per la conservazione della biodiversità forestale.</p>
<p>Questo movimento ha individuato, nell&#8217;ambito del Congresso, alcuni temi “scottanti”: il grande impatto ambientale delle monocolture di alberi, la modificazione genetica di questi ultimi per avere rese maggiori in tempi minori, i biocombustibili, il mercato dell’anidride carbonica e i diritti delle popolazioni indigene che vivono nelle (e delle) foreste.</p>
<p>Un tema molto sentito è la pericolosità del dilagare delle monocolture di alberi (eucalipto, pino, olio di palma, albero dela gomma etc..): queste monocolture, dedicate per lo più alla produzione di carta o di biocombustibili, richiedono molta acqua, tolgono terra all’agricoltura di sussistenza e minacciano la biodiversità.</p>
<p>”Queste piantagioni di alberi, questi deserti di verde monocromatico, distruggono l’arcobaleno della diversità biologica e omologano e distruggono le nostre culture. Questo sacrificio è imposto a noi popoli dell’America per produrre la cellulosa con cui si fabbricano i fazzolettini, i giornali privi di vera informazione, gli imballaggi di prodotti insulsi; queste piantagioni si fanno con il pretesto di accumulare il carbonio che ha inondato l’atmosfera per il consumo eccessivo di petrolio, senza che si faccia nulla per arrestare questo consumo.” Dalla “Dichiarazione di Quito”, luglio 2004</p>
<p>”La terra arabile che è fondamentale per la sicurezza alimentare delle comunità locali, è convertita in piantagioni di alberi che producono beni per l’esportazione. Le risorse idriche sono inquinate e impoverite da parte delle piantagioni, mentre i terreni sono degradati. Violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno, e vanno dalla perdita di mezzi di sussistenza allo sfollamento forzato per la repressione e si presentano persino casi di tortura e di morte. Sebbene le comunità soffrano nel loro complesso, le piantagioni hanno diversi impatti rispetto al genere: le donne sono le più colpite.” Dalla “Dichiarazione Internazionale: arrestare l’espansione delle piantagioni di alberi”, settembre 2009.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F10%2F22%2Fil-congresso-mondiale-delle-foreste-e-il-world-rainforest-movement%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		<title>Scoperto l&#8217;unico ragno vegetariano al mondo.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 20:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
		<category><![CDATA[Bagheera kiplingi]]></category>
		<category><![CDATA[ragno vegetariano]]></category>
		<category><![CDATA[Villanova University]]></category>

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		<description><![CDATA[In America latina vive un ragno unico al mondo, chiamato &#8220;Bagheera kiplingi&#8221;. E&#8217; un ragno saltatore, ha grandi occhi ed è molto agile, ed ha una caratteristica che lo distingue da tutte le altre 40.000 specie di ragni: è praticamente vegetariano. Tutti i ragni sono predatori. Magari usano diverse strategie di caccia ma tutti finiscono [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/10/16/scoperto-lunico-ragno-vegetariano-al-mondo/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>In America latina vive un ragno unico al mondo, chiamato &#8220;Bagheera kiplingi&#8221;. E&#8217; un ragno saltatore, ha grandi occhi ed è molto agile, ed ha una caratteristica che lo distingue da tutte le altre 40.000 specie di ragni: è praticamente vegetariano.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2862" title="ragno-vegetariano" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/ragno-vegetariano-300x187.jpg" alt="ragno-vegetariano" width="220" height="170" />Tutti i ragni sono predatori. Magari usano diverse strategie di caccia ma tutti finiscono per &#8220;succhiare&#8221; le parti interne delle loro vittime, rese liquide da particolari enzimi secreti dai ragni stessi. Se mangiano piante (ad esempio polline o nettare), lo fanno raramente, in genere accidentalmente.</p>
<p>Ma &#8221;B.kiplingii&#8221; è diverso. Christopher Meehan della Villanova University ha scoperto che questo ragno sfrutta una simbiosi tra le formiche e gli alberi di acacia.  </p>
<p>L&#8217;albero usa le formiche come &#8220;guardie del corpo&#8221; e le &#8220;paga&#8221; dando loro un rifugio, una casa e noduli nutritivi chiamati &#8220;Beltian bodies&#8221; che crescono sulle sue foglie. <span id="more-2850"></span></p>
<p>&#8220;B.kiplingi&#8221; ha imparato a rubare questo cibo per le formiche, e facendo ciò è diventato l&#8217;unico ragno vegetariano al mondo (da noi conosciuto).</p>
<p>Procurarsi i noduli non è facile per il ragno. Prima di tutto, c&#8217;è il problema delle formiche-guardiano<span>. La strategia di B.kiplingi è rubare e evadere. Costruisce i suoi nidi sulla punta delle foglie più vecchie, dove raramente le formiche pattugliano. Se casualmente si imbatte nelle guardiane, fugge via il più velocemente possibile, o si lancia nel vuoto usando come &#8220;salvagente&#8221; un filo di seta che tesse cadendo. </span></p>
<p><span>Un altro problema è che i noduli hanno un alto contenuto di fibre, e risultano cosi indigesti per i ragni. I ragni non masticano: secernono deglie enzimi che vanno a liquefare i tessuti interni delle prede, e tutt&#8217;oggi non si sa come faccia il ragno vegetariano a digerire la cellulosa, difficilmente attaccabile dagli enzimi.</span></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.ok-ambiente.com%2F2009%2F10%2F16%2Fscoperto-lunico-ragno-vegetariano-al-mondo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p>

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		</item>
		<item>
		<title>Gli habitat protetti dell&#8217;Europa on-line.</title>
		<link>http://www.ok-ambiente.com/2009/09/23/gli-habitat-protetti-delleuropa-on-line/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 09:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
		<category><![CDATA[aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[fauna]]></category>
		<category><![CDATA[flora]]></category>
		<category><![CDATA[habitat naturali]]></category>
		<category><![CDATA[habitat protetti]]></category>
		<category><![CDATA[Manuale di interpretazione degli habitat di interesse comunitario presenti in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Società Botanica Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[La Direttiva Habitat 92/43 del 21 maggio 1992 rappresenta uno dei principali strumenti normativi finalizzati alla conservazione della Biodiversità in Europa. In base alla Direttiva è stato effettuato a livello continentale il rilevamento della biodiversità sia a livello di habitat naturali e seminaturali che a livello della flora e della fauna selvatica. In questo modo l’Europa si è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/23/gli-habitat-protetti-delleuropa-on-line/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>La Direttiva Habitat 92/43 del 21 maggio 1992 rappresenta uno dei principali strumenti normativi finalizzati alla conservazione della Biodiversità in Europa. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2240" title="Habitat-protetti" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/Habitat-protetti-300x213.jpg" alt="Habitat-protetti" width="230" height="190" />In base alla Direttiva è stato effettuato a livello continentale il rilevamento della biodiversità sia a livello di habitat naturali e seminaturali che a livello della flora e della fauna selvatica.</p>
<p>In questo modo l’Europa si è dotata di una straordinaria rete di Siti con la quale intende conservare gli habitat e le popolazioni di specie animali e vegetali che meglio caratterizzano la biodiversità del nostro continente.</p>
<p>In Italia la Direttiva è stata recepita mediante un dibattito scientifico e una differente volontà di applicarla a livello regionale, tuttavia si è riusciti a predisporre un elenco di Siti da proporre per la Rete NATURA 2000, che ora è molto estesa.</p>
<p>Il rilevamento degli habitat è stato avviato, in via ricognitiva per gli habitat prioritari, dalla Società Botanica Italiana e completato dalle regioni per i territori di loro specifica<span id="more-2190"></span> competenza.</p>
<p>Una Commissione di Esperti dell’Unione Europea ha prodotto e modificato in più occasioni il “Manuale interpretativo degli habitat dell’Unione Europea” quale riferimento scientifico per il riconoscimento degli habitat e quindi per la corretta applicazione della Direttiva stessa.</p>
<p>Di tale manuale nel corso del 2007 è stata redatta un’ultima versione, in cui sono stati necessariamente aggiornati gli habitat, in seguito all’adesione alla UE di Bulgaria e Romania.</p>
<p>In questo contesto così articolato si è inserita la necessità di realizzare un nuovo “Manuale di interpretazione degli habitat di interesse comunitario presenti in Italia&#8221;, strumento determinante per analizzare e descrivere lo straordinario patrimonio naturalistico italiano, sia per fini conoscitivi che per obiettivi applicativi, quali la definizione delle azioni di gestione degli habitat e dei Siti e le eventuali valutazioni di incidenza.</p>
<p>Il Ministero dell&#8217;Ambiente ha recentemente pubblicato on line questo contributo scientifico di eccezionale importanza grazie ad un forte partenariato tra diverse Società scientifiche e università italiane.</p>
<p>Numerosi esperti nazionali hanno percorso in lungo e in largo la nostra penisola per stabilire la particolare caratterizzazione della vegetazione inclusa nei siti &#8220;Zone di Protezione Speciale&#8221; e &#8220;Siti di Importanza Comunitaria della Rete Natura 2000&#8243;, tra questi gli specialisti dell&#8217;Università di Firenze ed il giovane botanico elbano Angelino Carta, laureatosi all&#8217;Università di Pisa, che ha fornito dati  sugli studi da lui condotti sulla vegetazione e la flora degli habitat umidi temporanei mediterranei nell&#8217;Arcipelago Toscano.</p>
<p>Il lavoro specialistico contribuisce alla catalogazione strutturale degli Habitat, infatti la copertura vegetale di un luogo è descritta attraverso l&#8217;assortimento di specie differenti che si associano insieme grazie a peculiari fattori climatici, natura del suolo, orografia, dando luogo ad unità vegetazionali distinte e riconoscibili che contraddistinguono gli habitat anche nominalmente.</p>
<p>Il  Manuale colma una lacuna nel sistema delle conoscenze utili per sostenere la biologia della conservazione e per uniformare il patrimonio di conoscenze secondo i riferimenti della direttiva europea.</p>
<p>Sarà utilizzato sia in ambito nazionale che internazionale per analizzare la presenza e lo stato di conservazione degli habitat che devono essere tutelati in quanto inclusi tra quelli di valore europeo.</p>
<p>Sarà inoltre uno strumento per obiettivi applicativi, quali la definizione delle azioni di gestione degli habitat e dei Siti e per le procedure di valutazioni di incidenza che devono essere redatte in via precauzionale quando si deve intervenire con progetti e azioni di modificazione in aree sensibili.</p>
<p>Il Manuale è disposizione sul sito  <a title="Habitat Italia" href="http://vnr.unipg.it/habitat/" target="_blank" rel="nofollow" >Habitat Italia</a> oppure sul sito del Ministero dell&#8217;Ambiente: <a title="Ministero dell'Ambiente" href="http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=2901" target="_blank" rel="nofollow">Il manuale di interpretazione degli habitat</a>, con tutti i dati che potranno anche essere utilizzati per scopi divulgativi e soprattutto per la conservazione.</p>
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		<title>Il ghiacciaio Austfonna piange lacrime di natura.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 10:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le foto riescono a parlare da sole, e indicano un mondo in piena “crisi climatica”. Madre Natura piange un fiume di lacrime mentre i ghiacci artici si sciolgono a causa dei cambiamenti climatici. Impressionante la foto pubblicata dal Daily Mail, che indica una specie di grande volto che si è, per così dire, materializzato in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/09/07/il-ghiacciaio-austfonna-piange-lacrime-di-natura/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Le foto riescono a parlare da sole, e indicano un mondo in piena “crisi climatica”. Madre Natura piange un fiume di lacrime mentre i ghiacci artici si sciolgono a causa dei cambiamenti climatici.</p>
<p></strong><img class="alignright size-full wp-image-1773" title="1" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/1.jpg" alt="1" width="213" height="218" /> Impressionante la foto pubblicata dal Daily Mail, che indica una specie di grande volto che si è, per così dire, materializzato in un ghiacciaio delle isole Svalbard, a Nord della Norvegia. </p>
<p>Sembra una donna che piange: e le sue copiose lacrime sono l’acqua di fusione del ghiaccio.</p>
<p>La foto è stata scattata da Michael Nolan, fotografo ed esperto di ambiente, durante la sua annuale esplorazione del ghiacciaio Austfonna, uno dei più grandi dell’Artico. </p>
<p>E’ situato sull’isola Nordaustlandet dell’arcipelago delle Svalbard, ed è il più grande ghiacciaio europeo per superficie ed il secondo per volume, dopo il Vatnajökull. </p>
<p>A livello mondiale è l&#8217;ottavo per estensione. D&#8217;estate l&#8217;acqua fuoriesce in <span id="more-1772"></span>alcuni punti andando a formare spettacolari cascate.<br />
Il ghiacciaio è regolarmente monitorato e studiato dagli scienziati, soprattutto per quanto concerne la climatologia.</p>
<p>Da decenni ormai il ghiacciaio Austfonna si assottiglia e si ritira di una cinquantina di metri all’anno. Un destino in tutto e per tutto analogo a quello della calotta polare artica e dei ghiacciai della Groenlandia.</p>
<p>Il volto di ghiaccio che piange è probabilmente il miglior riassunto della situazione. Jon Ove Hagen, un membro del World Glacier Monitoring Service (WGMS) e professore di Geoscienze all&#8217;Università di Oslo, in Norvegia, ha studiato il ghiaccio Austfonna già a partire dal 1988. Hagen è attualmente il coordinatore di un progetto per stabilire gli effetti del danno ambientale dell&#8217;arcipelago delle Svalbard. <img class="alignright size-full wp-image-1775" title="3" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/3.jpg" alt="3" width="336" height="207" /></p>
<p>“Il ritiro frontale dei fronti glaciali di Austfonnaè di 160 metri l’anno su una media di 12 anni; la geometria della calotta di ghiaccio sta cambiando. I fronti si stanno ritirando, le parti inferiori sono sempre più sottili, con un tasso di assottigliamento di circa tre metri per anno, mentre l&#8217;interno della calotta di ghiaccio si infittisce di circa 1,6 metri l’anno”. </p>
<p>Un fattore davvero importante, costantemente oggetto di attenzione da parte degli studiosi, è il livello del mare, il cui aumento è causato dallo scioglimento delle calotte di ghiaccio, il tutto chiaramente collegato al riscaldamento globale: gli esperti, infatti,  con grande chiarezza sono pronti ad avvertire abitanti e autorità di quei  paesi che per il loro basso livello rispetto al mare verranno risucchiati.</p>
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		<title>Le Dolomiti sono Patrimonio Universale dell’Umanità.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 11:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree naturali protette]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[cascata delle marmore]]></category>
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		<category><![CDATA[Patrimonio Universale dell'Umanità]]></category>
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		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
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		<description><![CDATA[Il “World Heritage Committee” ha ufficialmente inserito le Dolomiti nella lista del “Patrimonio Universale dell&#8217;Umanità” Unesco. Si tratta di nove gruppi dolomitici per un&#8217;estensione complessiva di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine. L&#8217;Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha dato la sua approvazione qualche giorno [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<fb:share-button href="http://www.ok-ambiente.com/2009/07/07/le-dolomiti-sono-patrimonio-universale-dell%e2%80%99umanita/" type="button_count"></fb:share-button><p><strong>Il “World Heritage Committee” ha ufficialmente inserito le Dolomiti nella lista del “Patrimonio Universale dell&#8217;Umanità” Unesco.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1214" title="foto11" src="http://www.ok-ambiente.com/contenuti/foto11-300x225.jpg" alt="foto11" width="292" height="219" /> Si tratta di nove gruppi dolomitici per un&#8217;estensione complessiva di<strong> </strong><strong><span style="font-weight: normal;">231 mila etta</span></strong>ri, suddivisi tra le province di <strong><span style="font-weight: normal;">Trento</span></strong><strong>, </strong><strong><span style="font-weight: normal;">Bolzano</span></strong><strong>, </strong><strong><span style="font-weight: normal;">Belluno</span></strong><strong>, </strong><strong><span style="font-weight: normal;">Pordenone</span></strong><strong> </strong>ed <strong><span style="font-weight: normal;">Udine.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&#8217;Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha dato la sua approvazione qualche giorno fa. Il consigliere trentino Mauro Gilmozzi aveva già detto di aver ricevuto anche una conferma non ufficiale del fatto che il Comitato del Patrimonio Mondiale avrebbe risposto positivamente a questa possibilità. </p>
<p>Il comitato interno all’IUCN si era riunito a Siviglia dal 22 al 30 giugno per esaminare le domande provenienti da tutto il mondo. Questa splendida catena montuosa, quindi, si affianca alle meraviglie naturali e culturali delle Nazioni Unite che già facevano parte della “ World Heritage List”. </p>
<p>In aggiunta alle Dolomiti, anche la Cascata delle Marmore spera di unirsi ai 174 siti naturali già in elenco. Reinhold Messner, alpinista italiano, considerato uno degli scalatori<span id="more-1213"></span>  più grandi al mondo, che con le Dolomiti ha un rapporto particolare e “confidenziale”, la scorsa settimana ha spiegato il motivo per cui era così entusiasta della campagna.<br />
&#8220;Sono estremamente favorevole all&#8217;idea perché credo che le Dolomiti abbiano caratteristiche uniche, per cui non si possa paragonarle a nessun’altra montagna del mondo&#8221;. </p>
<p>La loro bellezza deriva dal contrasto tra il verde dei prati e le pareti rocciose verticali e la composizione della roccia stessa, che cambia colore durante il giorno. E anche dal fatto che ogni montagna ha un proprio unico e riconoscibile volto, con caratteristiche peculiari&#8221;. L&#8217;IUCN qualche anno fa criticò la mancanza di coordinamento tra le varie province del Trentino coinvolte nella campagna, ma sarebbe stato certamente un peccato non valorizzarle ufficialmente, come ora invece finalmente è successo. Queste strutture montagnose naturali sono per il nord Italia un vero e proprio paradiso, che attrae i vacanzieri attivi, gli alpinisti con le loro scalate, escursionisti e sciatori di tutto il mondo.</p>
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