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Il fico, compagno ancestrale delle civiltà mediterranee.

agosto 29th, 2010 by Elisa in Curiosità, Flora e Fauna

Il fico (Ficus carica L.) è un albero da frutto originario dell’Asia occidentale, introdotto da tempo immemorabile nell’area mediterranea.

Appartiene alla famiglia delle Moraceae, e di esso esistono due sottospecie: Ficus carica subsp. sativa (fico domestico) e Ficus carica subsp. caprificus (caprifico o selvatico).

Può raggiungere i 7-8 metri di altezza ed è caratterizzato da una chioma espansa e da foglie piuttosto grandi formate da tre o cinque lobi, rugose ed attraversate da venature di colore verde chiaro.

Il fico è una pianta legata all’uomo per tradizione antichissima. In Grecia i fichi erano alimenti fondamentali (essiccati erano specialmente apprezzati da chi, dovendo affrontare lunghi viaggi per mare e per deserti, necessitava di vitamine e zuccheri che non andassero a male e che si conservassero).

Inoltre si riteneva che avessero origine divina: Demetra, la dea della terra e della fecondità, avrebbe creato il fico per darlo in dono all’eroe attico Fitalo come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta. I discendenti di Fitalo, il primo fichicoltore, formarono poi un collegio sacerdotale destinato a funzioni purificatrici.

Secondo un altro mito, Dioniso avrebbe donato agli uomini il fico, nel cui legno venivano tradizionalmente intagliati la maschera ed il fallo rituali del dio. Nel frutto del fico la fantasia popolare greca vedeva l’immagine dello scroto, ma anche il monte di Venere.

Il fico è una pianta molto resistente alla siccità e vegeta nelle regioni della vite, dell’olivo e degli agrumi. Non resiste al freddo intenso, teme i ristagni idrici e ama i terreni freschi, profondi e ben dotati di sostanza organica.

Esistono varie tecniche per la sua propagazione: la più rapida consiste nell’estirpare dei polloni radicati da piante adulte o ceppaie. Un’altra tecnica usata soprattutto dai vivaisti è la talea, che radica molto facilmente interrando pezzetti di ramo lunghi 30-40 cm e lasciando fuori dal terreno solo una gemma.

L’impollinazione dei fiori è necessaria per lo sviluppo dei frutti ed avviene ad opera di un piccolissimo insetto, l’imenottero Blastophaga psenes, il cui ciclo di vita si svolge completamente all’interno del rosso ricettacolo carnoso.

Il fico domestico produce due tipi di frutti: i primaticci, che si formano in autunno e che maturano nella tarda primavera dell’anno successivo, mentre i fichi veri si raccolgono a fine estate dello stesso anno. In primavera è tra i primi alberi a fruttificare, anticipando le stesse foglie: è infatti dai rami che spuntano i primi frutti, producendone poi senza interruzione.

I fichi sono ricchi di potassio, ma contengono anche calcio, fosforo e vitamine A e C. Sono frutti molto zuccherini. La medicina popolare usa i fichi sugli ascessi facilitandone la maturazione, il decotto è un ottimo emolliente per fare i gargarismi nelle tracheiti, nelle infiammazioni della gola e nelle tossi ostinate. I fichi secchi sono molto nutrienti e leggermente lassativi. Il lattice fresco aiuta ed estirpare i calli e lenisce il dolore causato dalla puntura delle api.

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