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Il blog attento alla natura

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Riccardo Wilczek, l’operaio celeste che crea sculture con materiali riciclati.

agosto 22nd, 2010 by Sara in Curiosità, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

Riccardo Wilczek è un artista che crea suggestive sculture in legno di mare ed altri materiali riciclati (bucce di arance, limoni e melone, tappi di sughero, ghiande, rondelle, lattine, etc).

Il percorso artistico di Wilczek ha inizio con la pittura, attraverso la quale esprime il proprio mondo interiore tramite un linguaggio in continua evoluzione. Emergono con il tempo quegli elementi simbolici che, interiorizzati e assimilati lo porteranno a realizzare creazioni sempre più complesse.

Nella sua opera, la forza espressiva delle forme sostenuta da una gamma di colori accesi si alterna a suggestive immagini poetiche, microcosmi di grande delicatezza. Il suo è un viaggio solitario verso l’eternità.

E’ sempre presente una tensione verso l’incommensurabile, verso un mondo puro, incorruttibile e sconfinato. C’è una dolorosa consapevolezza della condizione umana, temperata da una dolcezza estrema, che non trova consolazione né nella ricorrente figura simbolica della donna – madre, né nella religiosità della natura, sebbene in alcune opere le tensioni sembrano allentarsi nella creazione di un mondo sospeso, fiabesco, ancora aperto alle illusioni.

Iniziando il lavoro di restauratore, scopre nel legno una materia primigenia ed arcaica dalle grandi potenzialità espressive. L’uso del legno e di altre materie naturali permette all’artista di essere partecipe dell’energia operante nell’universo e di inserirsi nel ciclo di rinnovamento continuo della materia.

Niente viene perduto: foglie, sassi, legni restituiti dal mare acquistano nuova vita e nuove funzioni in una metamorfosi continua. L’energia e la vitalità con cui Wilczek lavora si infondono nei materiali usati plasmandoli e facendo nascere opere uniche in cui le qualità artistiche e decorative si coniugano in perfetto equilibrio con quelle funzionali.

I suoi lavori suscitano emozioni e stimoli trasformando i desideri in oggetti di arredo senza tempo che abitano con naturalezza contesti antichi o contemporanei.

I suoi mobili, le sue cornici hanno la parvenza di forme naturali cresciute dalla terra, elementi organici al pari di un albero o di una pianta, cui però la raffinata cromia sapientemente dosata aggiunge alle forme vegetali brandelli di sogno e di memoria che si sovrappongono alle forme naturali quasi unica traccia dell’ intervento dell’uomo.

Una natura “sognata” prende forma tra le sue mani e oggetti tangibili e sempre nuovi d’uso quotidiano traducono in realtà il misterioso legame uomo – natura, filo conduttore di tutta la sua produzione artistica.

L’artista si definisce “operaio celeste” (www.operaioceleste.it), che usa le mani con lo sguardo rivolto al cielo. Amare la dura materia ed accarezzare l’impalpabilità delle nuvole è nel quotidiano di chi, senza mai aver fatto questa scelta, si pone tra la rappresentazione terrena e l’idea astrale.

Strumento nelle mani dell’universo vive le vicissitudini del quotidiano e dal quotidiano parte per tornare a rappresentare il cielo. Una vita vissuta con i piedi nel pantano e gli occhi che fissano l’orizzonte. Un vissuto che entra prepotentemente in ogni sua composizione attraverso le materie utilizzate. Tutte hanno una storia che precede l’opera stessa.

Materie che il vento ha consumato, il mare ha levigato, il corpo ha impregnato di sudore. Non c’è lavoro che parta dal nulla, da una tela bianca, da una cornice vuota. Non si parte mai da zero e la vita è già prima di ogni rappresentazione. Non si dichiara artista e non usa i materiali dell’arte. La natura con i suoi scarti è la sua fonte, la vita è il suo palcoscenico.

Sottopone le materie a mille trattamenti ricercandone i punti di forza ed i punti deboli. Lega insieme con lo spago, con il fil di ferro, con la mente, i pezzi come un puzzle, il puzzle della vita. Costruisce la sua esistenza proiettandosela intorno. Circondato da oggetti, opere d’uso e di pensiero, assemblaggi di scarti tornati a trasmettere energie forti, Riccardo Wilczek, “operaio celeste”, continua a guardare in alto.

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