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Marea nera: L’uragano Alex complica le operazioni per arginare il disastro ambientale.

luglio 1st, 2010 by Sara in Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Il Centro nazionale uragani degli Usa rende noto che l’uragano Alex si è abbattuto nel nordest del Messico. Il suo passaggio sul Golfo ha complicato ulteriormente le operazioni in corso per arginare la marea nera. L’uragano Alex è il primo in giugno da 15 anni.

Come se non bastassero per la Bp i guai provocati dalle migliaia di barili di petrolio che da 71 giorni sgorgano dal fondo del mare, nel Golfo del Messico ha fatto la sua comparsa l’uragano Alex.

L’occhio dell’uragano Alex, il primo della stagione ciclonica dell’Atlantico e e il primo in giugno da 15 anni a questa parte, ha raggiunto la notte scorsa (alle 4 ora italiana) la costa nord-orientale del Messico, vicino alla frontiera con gli Stati Uniti.

Alex, che viaggia a una velocità media di 165 chilometri orari, ha sollevato sulla superficie del Golfo onde anche di 4 metri che hanno reso vani tutti gli sforzi fatti finora. Alex è accompagnato da piogge torrenziali e venti impetuosi.

Molte attività in corso sono state sospese e le imbarcazioni da giorni in mare per pulire dal petrolio sono rientrate in porto e, dopo l’uragano, i programmi di lavoro dovranno ricominciare da zero. La Bp ha proposto alle altre compagnie l’istituzione di un fondo di assistenza, per ammortizzare i costi del disastro.

Quando ha toccato terra, Alex ha cominciato a indebolirsi; ma è ancora considerato un uragano di categoria due sulla scala di intensità Saffir-Simpson, che ne ha un massimo di cinque. Alex dovrebbe dissiparsi in un paio di giorni.

Intanto dai villaggi di pescatori in Messico a sud del confine con gli Stati Uniti sono state allertate 23 mila persone e circa 17 mila persone evacuate, mentre il presidente Usa, Barack Obama, ha dichiarato lo stato di emergenza in Texas. Le autorità messicane hanno già riportato una vittima, ma in realtà la situazione è favorita dal fatto che la tempesta si è abbattuta sulle coste in una zona relativamente poco popolata.

Le boe di contenimento piazzate a protezione del litorale dal greggio si sono rivelate totalmente inutili di fronte alla mareggiata. Col risultato che i disastrosi effetti della marea nera da oggi sono visibilissimi sulle coste: decine di chilometri di litorale neri di greggio.

Anche per questo gli Stati Uniti hanno deciso di accettare aiuti dalla comunità internazionale: sono arrivate finora da tutto il mondo 68 offerte di aiuti provenienti da 27 Paesi, soprattutto a livello di personale tecnico esperto in materia.

Quello che preoccupa maggiormente al momento non è il contenimento del petrolio che continua a fuoriuscire dal fondo del mare, ma la bonifica di quello già disperso e che l’uragano purtroppo diffonderà su tutto il Golfo. La Bp aveva annunciato l’arrivo di una nuova unità navale, la Helix Producer, capace di pompare altri 20 mila barili al giorno insieme alle due già operative. Ma l’uragano ha ritardato l’operazione: la nave sarà operativa dal 6 o 7 luglio.

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