Il sorprendente oro verde: il bambù che aiuta i poveri e l’ambiente.
giugno 11th, 2010 by Elisa in Curiosità, Flora e Fauna
I bambù sono parenti stretti del comune grano ma hanno un aspetto decisamente più imponente. Più della metà dell’umanità fa quotidianamente ricorso al bambù per lavorare, ripararsi, cucinare, difendersi, suonare, ispirarsi: tutto questo evidenzia l’importanza che ha questa pianta sempre più amata anche dagli occidentali.
Le Bambusoideae, sottofamiglia delle Graminaceae, sono piante con le foglie allungate e con il fusto (detto culmo) slanciato verso l’alto, liscio al tatto, scandito da nodi ed internodi cavi e sovente lignificato. Hanno inoltre un grande rizoma sotterraneo.
Mentre i bambù nani possono essere piccoli fino a 10 centimetri in altezza, quelli giganti possono arrivare a 15-20 metri: il più alto conosciuto (Dendrocalamus giganteus) cresce fino a 40 metri.
I bambù costituiscono un gruppo in cui si trovano 75 generi comprendenti più di 1000 specie: sono tutti accomunati da un’elevata velocità nella crescita (alcuni possono arrivare a innalzarsi fino ad 1 metro al giorno! ) e da lunghi intervalli tra una fioritura e l’altra (si può arrivare a cicli di 100 anni).
Sono diffusi nelle regioni umide tropicali e subtropicali, ma si possono trovare anche nei climi temperati umidi.
IMPORTANZA ECONOMICA
L’utilizzo mondiale del bambù per il commercio è di circa 20 milioni di tonnellate per anno: le nazioni con la maggiore produzione e utilizzazione del bambù sono la Cina, l’India, il Bangladesh, l’Indonesia e la Thailandia.
Il bambù riveste un ruolo economico cruciale soprattutto per le popolazioni povere delle aree rurali, ma i molteplici usi commerciali a cui si presta (sono state calcolate centinaia di applicazioni possibili) interessano sempre di più anche all’Europa ed agli Stati Uniti, soprattutto per i vantaggi a livello ambientale ed economico.
Il bambù è un materiale leggero e flessibile, con la parte esterna più dura del legno di quercia (ecco perché è ottimo come parquet).
Gli usi più comuni riguardano l’edilizia e le opere civili (ponti, ponteggi, case, tetti, pavimenti), l’arredamento (sedie, tavoli), l’industria tessile e cartaria, l’artigianato (strumenti musicali, sandali, pettini, cappelli, frecce, coltelli…), l’agricoltura, l’allevamento e la pesca (attrezzi da lavoro per i campi, foraggio e canne da pesca), l’alimentazione (germogli), l’arricchimento di giardini, la combustione ed altre applicazioni bioenergetiche.
VANTAGGI AMBIENTALI DELL’USO DEL BAMBU’
Per la coltivazione del bambù non sono necessari pesticidi né erbicidi ed anche i fertilizzanti sono poco richiesti. Si hanno dei grandi vantaggi energetici per il basso consumo di energia nella trasformazione del materiale, che non deve essere tagliato (se non alle sue estremità), è molto leggero da trasportare, non deve essere dipinto (ma forse laccato), né profilato, ma spesso soltanto sagomato (con il vapore per dargli forma sotto tensione).
Il pregio principale del bambù è quello della rapida crescita: questa caratteristica comporta come vantaggio ulteriore l’assorbimento di una grande quantità di anidride carbonica, contribuendo così a diminuire l’effetto serra.
CURIOSITA’
A livello tassonomico, i ricercatori non sempre riescono ad assegnare un nuovo esemplare ad una particolare specie e genere di bambù. La classificazione tassonomica avviene infatti tramite l’analisi dei semi ed i bambù hanno intervalli di fioritura, e quindi di produzione di semi, estremamente variabili: alcune specie fioriscono frequentemente con cadenza regolare, altre con intervalli di 80-100 anni ed in modo gregario (con fioritura contemporanea di piante della stessa specie in zone differenti del mondo).
Il processo di fioritura dei bambù rimane quindi un fenomeno oggetto di studio a livello mondiale. Tra l’altro, quando un bambù fiorisce, rischia di morire qualora la totalità delle gemme si sviluppino in fiori e che tutte le foglie cadano.
Legato alle foreste miste di bambù della Cina sud-occidentale, nelle province del Sichuan, Shan-si e Gansu, zone di vegetazione montana comprese tra i 1.800 e i 3.500 metri di altitudine e caratterizzate proprio dalla presenza di diverse specie di bambù, il panda gigante è sempre stato considerato un animale raro, molto localizzato e in pericolo perché la sua alimentazione dipende strettamente dal bambù.
Grazie alla sua sorprendente forza vitale, alla sua versatilità e alla sua affascinante bellezza, il bambù ha raggiunto anche dei significati simbolici specialmente nelle filosofie e nelle religioni orientali: simbolo di nobiltà e rettitudine, di fedeltà coniugale, di umiltà e di tenacia, di immortalità, il bambù ha una storia e una tradizione antica e affascinante.
« La pianta di bambù è l’oro verde dell’uomo povero: una persona può sedersi in una casa di bambù sotto un tetto di bambù, su una sedia ad un tavolo fatti dello stesso bambù, con un capello di bambù sulla sua testa e sandali di bambù ai piedi. Allo stesso tempo può tenere in un mano una ciotola di bambù, nell’altra bacchette di bambù che gli servono per mangiare germogli di bambù.
Dopo aver consumato il suo pranzo, cucinato in un fuoco alimentato dalla combustione del bambù, il tavolo potrebbe essere pulito con un panno di fibre di bambù, può rinfrescarsi con un ventaglio in bambù, fare la siesta in un letto su di un materasso ed un cuscino fatti tutti di bambù.
Al risveglio potrebbe fumare in una pipa di bambù e scrivere con una penna di bambù su carta da bambù, e poi portare in giornale i suoi articoli in cesti di bambù sospesi su di un’asta di bambù, con un ombrello di bambù sulla sua testa.
Potrebbe attraversare un ponte sospeso costruito esclusivamente col bambù, bere acqua da una tubatura in bambù, ed asciugarsi il viso con un fazzoletto, ottenuto con le fibre di bambù».
(Atal Bihari Vajpayee, ex primo-ministro dell’India).
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settembre 30th, 2010
L’abbigliamento in Bambù e molto pericoloso: se lo provi, non vorrai provare altro tipo di tessuto.