Marea nera nel Golfo del Messico: conseguenze disastrose per anni.
giugno 9th, 2010 by Sara in Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna
L’ammiraglio Allen: il petrolio si sta disperdendo. Le operazioni di recupero vanno avanti. Interessati 200 chilometri di coste. Erin Brokovich si schiera con i pescatori. E la Casa Bianca annuncia multe pesantissime alla Bp.
La marea nera, dopo le ultime operazioni, è diventata una vasta chiazza di “centinaia di migliaia di macchie che vanno in diverse direzioni”. Un quadro preoccupante, quello descritto dall’ammiraglio Thad Allen, coordinatore delle operazioni di contenimento della perdita di greggio nel Golfo del Messico.
Soprattutto se si tiene conto del fatto che la costa della regione risentirà “per anni” delle conseguenze del disastro. Tra l’altro bisogna anche augurarsi che non ci siano uragani in vista, perché in tal caso la Bp sarebbe costretta a fermare le operazioni di contenimento.
Finora la British Petroleum ha speso 1,25 miliardi di dollari per cercare di arginare la marea nera. Una cifra destinata a crescere, soprattutto per via delle multe, ha assicurato Robert Gibbs, portavoce della Casa Bianca: “Loro sono quelli che hanno colpa e loro si accolleranno i costi che, c’è da immaginare, saranno ben più alti dei guadagni che potranno ottenere vendendo il petrolio che riusciranno a recuperare. Ci saranno multe che ammonteranno a miliardi di dollari”.
La Bp ha annunciato di aver raccolto nella sola giornata di sabato 10.500 barili di greggio, grazie alla posa di uno speciale “imbuto” sul fondo marino: “L’ottimizzazione del dispositivo è in corso e ci attendiamo un miglioramento nei prossimi gironi, ma occorrerà ancora qualche tempo per valutare il successo di questo genere di intervento”, ha detto un responsabile del colosso petrolifero. L’obiettivo è quello di arrivare ad aspirare 20.000 barili di petrolio al giorno.
Le conseguenze immediate, ha detto l’ammiraglio Allen, si faranno sentire per 4-6 settimane dopo che il pozzo che perde nel Golfo del Messico sarà stato sigillato. Al momento sono interessati dal disastro circa 200 chilometri di coste. “Occuparsi del petrolio in superficie prenderà qualche mese. Per ripristinare l’ecosistema, l’habitat della fauna, ci vorranno anni”, ha detto l’ammiraglio nella conferenza stampa alla Casa Bianca.
Tra i protagonisti della vicenda potrebbe entrare anche Erin Brockovich: la paladina dei consumatori e delle vittime delle multinazionali, resa famosa dal film con Julia Roberts, si è messa a disposizione per chiamare la Bp a rispondere non tanto dei danni ambientali, quanto dalle conseguenze che le operazioni di pulizia possono avere sui pescatori.
A lei si sono infatti rivolti circa dieci pescatori che avevano aderito al programma “Battello delle opportunità”, lanciato dalla Bp. In un primo tempo era stato detto loro che avrebbero dovuto collaborare a tirar via il greggio dal mare, ma in realtà è stato chiesto di miscelare e riversare in acqua il solvente che avrebbe dovuto diluire il greggio. Ora sostengono che l’esposizione alle sostanze chimiche e ai vapori li ha fatti ammalare.
Leggi la fonte.
Guarda il video dell’intervento di Erin Brokovich sulla marea nera:
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Vi siete mai chiesto che tipo di disperdente ha usato la BP per sciogliere il crudo? Vi siete mai chiesto quali danni collaterali causa il disperdente? Vi siete mai chiesto come mai all’inizio la BP ha dichiarato uno sversamento di circa 5000 barili di greggio al giorno ed oggi afferma che ne recupera circa 12000? Dalla mia esperienza credo che il pozzo non potrà mai essere sigillato fino a che la pressione interna sarà superiore a quella praticata dal mare.