Marciana Marina: nuove norme edilizie per dare un nido a rondini e rondoni.
giugno 3rd, 2010 by Elisa in Curiosità, Flora e Fauna, Sviluppo sostenibile
Il comune di Marciana Marina, nell’Isola d’Elba, ha recentemente modificato il proprio regolamento edilizio per facilitare la nidificazione di rondini e rondoni, dando un esempio positivo alle amministrazioni di tutta Italia che, con una minima spesa, vorranno proteggere questi delicati e ormai rari animali.
Marciana Marina vanta di essere il terzo comune più piccolo d’Italia per estensione territoriale.
E’ un tranquillo paese di pescatori situato nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e caratterizzato da un romantico lungomare ornato da tamerici, boutiques e bancarelle, con una piccola spiaggia in ghiaia situata alle spalle della Torre Saracena.
Qui il 25 maggio 2010 è stata votata da maggioranza ed opposizione una speciale delibera che è già entrata in vigore. La normativa, unica in Italia, è una piccola rivoluzione che guarda al passato perché ripristina sui tetti del comune le vecchie tegole con i coppi aperti nella prima fila: questo servirà a far entrare gli uccelli (rondini e rondoni) nelle cavità che useranno per la riproduzione.
Oltre a definire il tipo di tegole, la delibera comprende anche altre misure facilitatorie per la nidificazione: ad esempio, è consigliato l’uso di intonaco rugoso per agevolare la costruzione dei nidi sotto i cornicioni delle case.
Sia i rondoni che le rondini sono in costante diminuzione e per questo speciali leggi li proteggono dalla caccia. Tuttavia ciò non risulta sufficiente per la loro effettiva tutela: questi animali, infatti, stanno scomparendo perché non trovano più habitat adatti alla loro sopravvivenza.
Le rondini sono estremamente specializzate nella caccia aerea: hanno un volo leggero e agile ed un becco largo e ampio in modo da catturare facilmente piccoli insetti volatori come mosche e zanzare. Amano vivere e cacciare su campi coltivati, prati e pascoli. Il nido è in genere una piccola coppa aperta, realizzata in fango e posta sopra travi o sporgenze all’interno di edifici rurali (stalle, cascine, etc…).
Come molti uccelli legati al paesaggio agricolo tradizionale, le rondini hanno risentito fortemente delle modifiche ambientali seguite alla diffusione della moderna agricoltura intensiva: l’eliminazione delle siepi, dei fossi e dei prati che fornivano loro i terreni di caccia preferiti; il massiccio uso di pesticidi; la ristrutturazione degli edifici rurali che offrivano loro luoghi adatti alla nidificazione.
I rondoni sono forse i migliori volatori del mondo animale: dotati di lunghe e potenti ali non si posano praticamente mai se non sul nido per deporre e covare le uova e per imbeccare i piccoli. Il resto della vita la passano in volo: perfino mentre dormono e si accoppiano.
Una delle conseguenze di questo adattamento estremo è stata la progressiva perdita di funzionalità delle zampe che sono rimpicciolite e ora sono quasi prive di mobilità: servono soltanto per aggrapparsi al nido ma non permettono al rondone né di camminare né di saltare per alzarsi in volo (per decollare deve infatti lanciarsi da una posizione elevata).
Quando un rondone deve nidificare cerca quindi cavità poste in alto, ad esempio nei muri o sotto le tegole, dove penetra e formare un abbozzo di nido cementato con la saliva. La maggior minaccia ai rondoni è oggi costituita dall’ammodernamento dei tetti che sostituisce le tradizionali coperture a tegole con solette di cemento (magari coperte da tegole ornamentali) privando così gli uccelli dei loro siti di nidificazione.
Vediamo quindi come la delibera del comune di Marciana Marina sia di enorme importanza conservazionistica: se altri comuni in Italia decidessero di seguire questo esempio, sicuramente sarebbe fatto un enorme passo avanti verso la conservazione della biodiversità. In fondo, bastano piccoli accorgimenti e un po’ di rispetto e sensibilità per riuscire a convivere in modo più armonioso con gli altri figli del nostro Pianeta.
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