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Campagna e città: è solo un luogo comune che la campagna sia meno energivora?

maggio 31st, 2010 by Diego in Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

Parlando di sostenibilità ambientale, c’è un luogo comune secondo cui vivere nelle città rappresenti un grosso problema (per una serie di fattori tra i quali rumori, inquinamento, etc…), che dovrebbe indurci a diventare tutti più… campagnoli!

campagnaSecondo questa idea quindi le città sarebbero “energivore”, e contribuirebbero enormemente all’inquinamento. D’impatto, infatti, viene da dire che in città ci sono traffico e consumi elevati, e che in campagna ci sono meno inquinamento e immissioni nell’ambiente.

Ma è proprio così?

Guido Martinotti, docente di sociologia urbana del SUM di Firenze, in un recente convegno, ha sostenuto che questa visione della città come macchina tremendamente energivora rispetto alla campagna è assolutamente errata, frutto di ideologie, “e le ideologie, si sa, sono sempre sbagliate”.

“Siccome il grosso dell’inquinamento e del consumo energetico delle città è dovuto al traffico automobilistico, una città molto densa ha molto meno traffico automobilistico pro capite, il che vuol dire che in una città molto molto densa si possono sfruttare adeguatamente i mezzi pubblici, mentre se si sta nel Vermont (Stato degli Usa, ritenuto tra i più avanzati per qualità dell’ambiente) per andare a comprare quattro uova si devono fare venti miglia e consumare due galloni di benzina.

E se facciamo un confronto tra Vermont e New York, ci sono differenze di consumi di 7/8 volte, ma a favore di New York, perché in essa si consuma molto meno sia come energia elettrica nelle case (riscaldamento e altro), e sia per l’illuminazione, l’acqua e la benzina per quotidiana mobilità”.

A questo punto ci chiediamo: qual è allora la fonte dell’errore?

“Siccome le città sono molto grandi, se consideriamo un consumo totale è chiaro che Manhattan consuma molto più di un villaggio del Vermont. È evidente. Ma il problema è che i consumi devono essere calcolati pro capite, perché è quello che conta!”

E sempre rimanendo nell’ambito delle città, spesso ci chiediamo quanto possa contare, oltre al lato estetico, il fatto di piantare qua e là degli alberi.

Il prof. Martinotti ritiene non sia questo l’aspetto principale per avere un ambiente vivibile, perché l’idea che l’albero riduca l’inquinamento delle città è falso, e spiega che bisogna piuttosto valorizzare spazi verdi estesi, già esistenti. “Piuttosto – conclude -  bisognerebbe preoccuparsi dei grandi parchi urbani, che sono davvero importanti”.

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