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Disastro ambientale nel Golfo del Messico: fallisce la prova della cupola.

maggio 10th, 2010 by Diego in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

L’inquinamento da petrolio non può essere considerato un incidente occasionale ma una malattia che investe l’intero pianeta: si perdono in media 4 milioni di tonnellate all’anno in tutto il globo (600.000 tonnellate nel solo Mediterraneo).

disastro BPLa piattaforma Deepwater Horizon della BP (British Petroleum), esplosa il 20 aprile e affondata il 22, oltre a uccidere undici persone ha rilasciato in mare una quantità imprecisata di petrolio.

Pochi giorni fa sono state eseguite, davanti alle coste della Louisiana, in USA, le complicate operazioni di posa di un’enorme cupola d’acciaio da cento tonnellate sul fondo del mare nel tentativo di bloccare la fuoriuscita di greggio dal pozzo, sotto la piattaforma esplosa, che sta causando danni ambientali enormi.

La struttura, alta 12 metri in cemento e acciaio da 100 tonnellate, è stata installata a 1.525 metri di profondità. Ma la compagnia BP, responsabile dei danni, ha fallito il suo obiettivo di arginare le enormi perdite.

BP sperava così di arginare i danni e riuscire a raccogliere il petrolio disperso. Al momento, dalle falle fuoriescono circa 757 mila litri di petrolio al giorno.

Le acque hanno assunto un aspetto nero-grigio e macchiano i moli, gli scafi e gli scogli; grandi masse di catrame raggiungono le spiagge soffocando la vita animale e vegetale. Flora e fauna sono gravemente colpiti: delfini, balene e tartarughe muoiono ogni giorno inesorabilmente.

I casi come quello di cui si sta parlando in questi giorni contribuiscono mediamente solo al 12% dell’inquinamento globale, ma con danni più visibili e localmente più gravi. Si aggiunga un 33 % legato a operazioni relative alle navi: perdite in fase di carico e scarico, lavaggi illegali delle cisterne in mare aperto (pratica assolutamente vietata ma che non si riesce a impedire), e perdite varie accidentali.

Ma la fetta più importante per quanto riguarda il disastro ambientale è provocata da scarichi urbani e industriali lungo le coste, perdite da raffinerie, oleodotti, depositi. Il vento e le correnti superficiali conducono le sostanze inquinanti lungo le zone costiere.

La BP aveva avvertito che non c’era garanzia di successo, nell’impiego della cupola. Ora, tra le possibili soluzioni, ci sarebbe quella di riscaldare l’area inquinata oppure di aggiungere metanolo per spezzare chimicamente gli idrati. E’ la perdita di petrolio peggiore della storia USA, una minaccia per l’economia dell’area e un disastro ecologico senza precedenti. Al vaglio anche altre soluzioni.

Guarda il video dell’esplosione della piattaforma:

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17 commenti all'articolo “Disastro ambientale nel Golfo del Messico: fallisce la prova della cupola.”

  1. Commento di Isola5.eu

    Disastro ambientale nel Golfo del Messico: fallisce la prova della cupola….

    L’inquinamento da petrolio non pu essere considerato un incidente occasionale ma una malattia che investe l?intero pianeta: si perdono in media 4 milioni di tonnellate all’anno in tutto il globo (600.000 tonnellate nel solo Mediterraneo).

  2. Commento di guido sartorio

    A quella profondità, con una pressione di più di centocinquanta chilogrammi per centimetro quadrato credo che solo materiali pesantissimi possano col loro peso ed in gran quantità strozzare la fuoriuscita di greggio. E fra i materiali più pesanti c’è l’oro ed il platino, quello guadagnato dai petrolieri con le loro speculazioni a partire dalla fine dell’ottocento oppure con l’uranio, la materia prima per fare la bomba che ha già ucciso migliaia di persone e che sta riempiendo il sottosuolo con le scorie prodotte per fornire energia spesso non indispensabile per la sopravvivenza ed il progresso del genere umano.

  3. Commento di rodica

    sono degli assassini, per i soldi uccidono tutto.

  4. Commento di vici

    Per far uscire il greggio dal giacimento, occorre una pressione maggiore di centocinquanta chilogrammi per centimetro quadrato, il giacimento è ad una pressione maggiore perchè è stato pressurizzato artificialmente, oppure e così per vie naturali?

  5. Commento di Filippo

    Non so se già è stato proposto ma…
    Per arginare la fuoriuscita del petrolio bisognerebbe calcolare la profondità della sacca petrolifera, trivellare ad una distanza prossima alla fuoriuscita e ad una profondità utile, e provocare una esplosione, non necessariamente atomica, la massa di terreno spostato sul cunicolo da dove esce il petrolio avrà una pressione tale da superare la pressione del petrolio stesso bloccandone la fuoriuscita.

  6. Commento di BP e marea nera: l’operazione “Top Kill” riuscirà a porre fine al gravissimo disastro ambientale? | Ok Ambiente . com

    [...] procedura prevede che la falla sia coperta con un getto di fango ad alta pressione e poi sigillata con un tappo in cemento a 1.500 [...]

  7. Commento di Omega777

    In un certo senso sono contento, perchè così l’uomo in generale (compreso anche io che scrivo), imparerà a rispettare l’ambiente e non sfruttarlo a “sbafo”, quindi la causa di questo incidente, siamo solo e soltanto noi uomini.

  8. Commento di Sara

    Caro Omega, purtroppo hai ragione, sono le stesse sensazioni che provo anche io. E’ vergognoso che non pensiamo seriamente ad alternative al petrolio e che continuiamo ad essere assoggettati all’economia del petrolio.

  9. Commento di marta

    Vergogna!!!!!!!come si fa??!!!! è una cosa allucinante!!!Questa gente è tutta pazza!!!!noi stiamo distruggendo il mondo facendo così !possibile che la gente continui a fregarsene!un giorno se ne renderanno conto tutti e quel giorno non ci sarà più niente da fare….sono d accordo con te Omega 777!

  10. Commento di SicilianoDentro

    Guardate io ve do un consiglio andate in sicilia e comprate la macchina che estrae il petrolio,così finisce la storia

  11. Commento di SicilianoDentro

    ACCETTATELO è OTTIMO,VEDETE ANCHE AL TG1 LO DICONO COSTA UN PO’ TANTO PIù DI 300-400 MILA EURO ALLA MACCHINA PROVATE!

  12. Commento di marty

    io sn completamente d’accordo con alcuni di questi commenti…bisogna dire che purtroppo l’uomo è sempre stato avido e assetato di potere…e che sta utilizzando solo il petrolio…anzi che usare le risorse territoriali…e siccome l’uomo se ne frega degli altri e pensa solo al suo benessere con l’andare avanti negli anni ci ritroveremo a vivere in un mondo che è stato distrutto dalle nostre mani!!questo è quello che sta succedendo…e siccome io sono ancora una ragazzina posso solo sperare che nel mio futuro da adulta ci saranno delle persone(presidenti) che avranno più cura del nostro pianeta…e non lo useranno solo per i loro interessi!

  13. Commento di GIUSEPPE96

    Per me Omega ha ragione,la colpa di questo disastro dove stanno morendo molti animali e vegetali è dovuto solo al menefreghismo degli uomini che non rispettano per niente la natura…spero che questa brutta esperienza faccia riflettere tutti.

  14. Commento di memecik96

    I proprietari della ditta ditta di estrazione petrolifera hanno dichiarato che questo disastro è successo perché volevano tagliare dei costi… e hanno risparmiato sui costi della sicurezza.
    Ma visto che una stazione petrolifera costa svariati milioni di dollari… e i costi sulla sicurezza in proporzione sono circa 3-4% sul costo totale… io la penso allo stesso modo di rodica

  15. Commento di liliana

    I popoli sono tutti in balia di governi indegni. Da oggi le trivellazioni nel mare ed a maggior ragione negli oceani dovrebbero essere immediatamente proibiti e così pure i trasporti di petrolio. Ricordiamoci inoltre che la morte della giornalista Ilaria Alpi e del suo collega fotoreporter di cui ora non mi sovviene il nome, è legata strettamente ad un’altra magagna assassina, ossia il traffico di rifiuti nucleari.
    Siamo ben combinati ! Povera Terra nostra e poveri figli e nipoti ! Se non si corre ai rimedi (ma quali?!?) non c’è speranza. Avete fatto caso che nei tg, s’è più volte ripetuto che la British Petroleum è in grado di pagare i danni ?!?! Ce li facciamo fritti quegli sporchi soldi di fronte alla morte di flora e fauna e malattia e povertà dei paesi interessati e dell’intero pianeta che si ammala sempre più. Puah! Questo è lo schifo d’un mondo che dà valore solo al dio danaro! I potenti l’hanno capito che morirà sansone con tutti i filistei?

  16. Commento di sonodeicretini

    bisognerebbe metter il presidente della BP per tappare il buco, in fondo all’oceano!
    ma dai!!!
    come si fa a fare una cosa del genere….che cretini!!!
    quel tipo sarebbe da ergastrolo
    Merda…non ci credo c sono persone cm lui in questo mondo…
    ma che merda

  17. Commento di Fabiano Giuseppe

    Io sono quel cittadino del mondo, tanto invocato dal Presidente Obama e dalla B.P.
    che ha inviato i due email col progetto/Fabiano1 il 4/luglio/2010, per la chiusura (tappo) della falla petrolifera DEEPWATER HORIZON, il mio progetto dettagliato si può leggere sul giornale “LA SICILIA” (Catania pag.25) del 19/agosto/2010, la B.P.
    mi ha prontamente risposto dopo appena tre giorni il 7/luglio/2010 alle ore 0.27.
    Ringraziandomi per l’alto contenuto tecnico del mio progetto, che sarebbe stato
    visto ed emplementato (?) dai tecnici di più alto livello, non conosco l’inglese.
    il mio email rimase chiuso/soffocato/nasosto, dal 4/lug/ al /4/agosto, perchè?
    (Io credo di sapere i motivi) sta di fatto che i tecnici venuti dall’estero chiusero per tre volte la falla con altrettanti falliment, seguiti dalla campana ecc..
    Io grazie alla mia conoscenza su varii mestieri (lungo a descrivere) diede le coordinate di quale materiali utilizzare e come poterli adoperare, il risultato è che
    hanno adoperato e messo in opera il mio progetto,nascondendosi dietro il dito, nel mio articolo si può leggere che quel cittadino del mondo aveva esternato l’idea per salvare la flora e la fauna del Golfo del Messico SENZA NULLA CHIEDERE, ma credo che a quel cittadino, gli si deve riconoscere che è un ITALIANO.
    Fabiano Giuseppe

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