Sette buoni motivi per creare uno stagno nel proprio giardino.
aprile 20th, 2010 by Elisa in Acqua, Curiosità, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna, Sviluppo sostenibile
Nell’immaginario collettivo uno stagno è una pozza d’acqua “sporca” brulicante di larve di zanzara ed altri animali disgustosi, viscidi e melmosi. In realtà le cose non stanno proprio così: una piccola zona umida d’acqua dolce può riservare mille piacevoli sorprese e contribuire alla tutela della natura e della salute umana.
Gli stagni hanno da sempre accompagnato la vita degli uomini: un tempo venivano usati per abbeverare il bestiame domestico, come “lavanderie”, per produrre ghiaccio, per avere acqua potabile di emergenza, come serbatoi anti-incendio, come luoghi presso cui fare gite e rilassarsi.
L’uomo, nei secoli passati, ha bonificato il terreno per coltivare e per costruire, così molte piccole zone umide d’acqua dolce, brulicanti di biodiversità, sono ormai purtroppo scomparse.
Recentemente però si sta diffondendo la moda di creare laghetti artificiali nel proprio giardino (o nel proprio appezzamento di terreno): se questo viene fatto tenendo di conto di alcuni importanti principi ecologici, come ad esempio quello di non introdurre animali o piante esotiche favorendo la colonizzazione da parte di specie autoctone, notevoli saranno i vantaggi sia per l’uomo che per la natura.
Vediamo alcuni motivi per cui vale la pena costruire uno stagno nel proprio giardino:
1. Gli stagni sono oasi di pace che invitano alla calma e alla contemplazione. Possono essere esteticamente molto belli, impreziositi dal bianco delle ninfee o dal giallo degli iris, e sfoggiare acque trasparenti in cui fluttuano miriofilli e ceratofilli. La foto più pagata nella storia, non per nulla, è “Chiaro di luna sullo stagno” (The pond-moonlight), scattata nel 1904 da Edward Steichen a New York.
2. Anche gli stagni piccoli come una pozzanghera possono brulicare di vita. Sono facili da costruire (la fantasia può suggerirci di sfruttare vecchie vasche, lavandini, parabole come fondale per raccogliere l’acqua) e non richiedono particolari sforzi di manutenzione. Spesso, una volta creata la pozza, anfibi e invertebrati arrivano da soli.
3. Gli stagni avvicinano l’uomo al mondo naturale. Le zone umide possiedono un enorme valore storico, culturale, distensivo e ricreativo per gli uomini, che da secoli vi praticano la pesca, la caccia, il birdwatching ed altre forme di “biowatching”. In particolare per educare all’ambiente i bambini risulta efficacissimo permettere loro di toccare ed osservare da vicino gli anfibi.
4. Gli stagni contribuiscono a eliminare i parassiti e gli insetti nocivi all’agricoltura. Le zone umide attirano infatti svariati animali insettivori: libellule, tritoni, salamandre, rospi, ululoni, raganelle, rondini, rondoni, pipistrelli. Se nello stagno lasciamo vivere libellule e anfibi, in più, il numero di zanzare rimarrà contenuto.
5. Gli stagni costituiscono una riserva d’acqua per gli animali domestici e selvatici e per le piante dell’orto e del giardino.
6. Gli stagni contribuiscono a mitigare il clima. Le zone umide che esistono nel mondo trattengono oltre il 30% del carbonio della terra, impedendo il suo rilascio sottoforma di CO2. Mitigano inoltre il clima locale grazie all’inerzia termica dell’acqua.
7. Gli stagni contribuiscono a preservare la biodiversità. Le zone umide sono l’habitat di moltissime specie di esseri viventi: gli ecosistemi d’acqua dolce ospitano il 40% di tutte le specie animali e vegetali.
Insomma, creare una piccola zona umida aiuta la natura e gli uomini al tempo stesso… Attenzione però: prima di mettersi all’opera è importante documentarsi bene, il rischio infatti è quello di ottenere stagni che perdono acqua, o di fare gravi danni ecologici.
A Trieste da ormai più di dieci anni si svolge un corso di formazione curato da Nicola Bressi del Museo Civico di Storia Naturale, dal titolo “Gestione e Conservazione della Biodiversità nelle Piccole Zone Umide d’Acqua Dolce”: un corso sicuramente da consigliare a tutti coloro che vogliono comprendere i principi tecnici di base per creare questi ambienti nel modo più semplice ed eco-compatibile possibile.
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aprile 21st, 2010
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