Cangiari: la moda che combatte la mafia.
aprile 8th, 2010 by Elisa in Curiosità, Produzione biologica
Cangiari (che in calabrese vuol dire ‘cambiare’), è il nuovo brand di moda nato dalla mission di responsabilità sociale del Consorzio Sociale GOEL, che ha denunciato lo strapotere della mafia in Calabria e nel resto d’Italia e dato lavoro a persone svantaggiate.
La mission della griffe è cambiare il mondo e se stessi, portare avanti l’impegno di innovare, differenziarsi. Questa innovazione è fatta di scelte precise, come la predilezione per i tessuti bio colorati con tinte naturali (ruggine, rame, glicine, ottanio e carta da zucchero), per un packaging completamente riciclabile (e dove possibile biodegradabile), per la giustizia sociale, il tutto all’insegna del “made in Italy” e del “fatto a mano in Calabria”.
La filiera di produzione è composta da cooperative sociali che si prendono cura delle comunità di appartenenza, si battono contro le mafie e inseriscono al lavoro persone svantaggiate (persone con handicap, con malattie mentali, detenute o ex-detenute, persone con problemi di dipendenze, donne e giovani disoccupati, migranti).
Per tutti questi motivi l’Istituto di Certificazione Etica ed Ambientale ICEA oggi certifica i capi firmati Cangiari, che oltre ad essere “buoni” sono anche belli. Cangiari intende infatti posizionarsi nella fascia alta dell’abbigliamento, proponendo un prodotto moda curato nello stile, realizzato con materiali pregiati e lavorazioni artigianali di alta qualità.
Propone visioni di eleganza del secolo scorso attraverso capi resi unici da ricami a mano e tessuti fatti al telaio artigianale, realizzati secondo le antichissime tradizioni calabresi, naturalmente rivisitati e attualizzati. I tessuti al telaio sono realizzati con filati biologici in mescole di lana e cotone, lana e seta, seta e cashmere, e anche in flanella bio e seta naturale di bachi allevati in Calabria.
Il claim “Beauty is different…” è una provocazione per riflettere su quanto la dignità di ogni persona, l’equità socio-economica, la partecipazione e la nonviolenza, non solo siano “giusti”, ma anche “belli”. A volte anche dal “frivolo” mondo della moda possono arrivare messaggi di vero impegno sociale e sensibilità umana.
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