La biodiversità agricola e il progetto Orto Antico.
marzo 28th, 2010 by Elisa in Curiosità, Produzione biologica
La biodiversità agricola è celebrata nell’immensa varietà di colture vegetali distribuite sul Pianeta, nelle razze di bestiame addomesticato che si sono adattate agli ambienti più ostili, negli insetti che impollinano i campi, nei microrganismi che rigenerano il suolo.
Questa biodiversità purtroppo è in pericolo: gli esseri umani per il cibo dipendono da un numero sempre più ridotto di prodotti agricoli e di razze animali addomesticate (ad esempio solo quattro tipi di cereali, cioè grano, mais, riso e patate, forniscono all’organismo metà della sua energia di origine vegetale).
L’agricoltura moderna ha incoraggiato gli agricoltori a utilizzare specie uniformi di piante o animali ad alto rendimento, ma questo ha determinato la scomparsa di varietà e specie con caratteristiche genetiche preziose: caratteri distintivi che permettono di adattarsi a climi avversi o resistere a certe malattie, e che forniscono agli scienziati il materiale di base necessario per ottenere varietà di raccolti e di allevamenti più produttive e resistenti.
Ad esempio nel 1840, l’uniformità genetica provocò nella patata irlandese la vulnerabilità alla peronospora, malattia altamente virulenta che distrusse i raccolti e causò la morte per inedia di oltre un milione di persone.
Più tardi, gli scienziati scoprirono che alcune tra le varietà più resistenti alla peronospora provenivano dall’America latina, luogo d’origine della patata, dove contadini locali avevano selezionato e coltivato da millenni varietà resistenti a questa malattia.
Il progetto Orto Antico è uno dei tanti piccoli ma importanti progetti che si oppongono alla perdita di biodiversità agricola, ed è anche un esempio semplice che mostra come anche un solo individuo abbia in sé la forza per ottenere risultati sorprendenti, se riesce a combinare pazienza e tenacia.
Esso è nato nel febbraio 2008 sulle colline della Vallesina, nei pressi di Camerata Picena (AN), grazie ad Eduardo Lo Giudice, un grande appassionato di orticoltura.
Tutto è iniziato quando Eduardo si è iscritto all’associazione toscana “Arcopa” (Associazione Ricerca Conservazione Piante Alimentari), da anni impegnata nel recupero delle varietà vegetali antiche.
Dopo essersi iscritto e aver scambiato semi e conoscenze con gli altri soci, è comparsa nella sua mente l’idea di un orto dove creare un giardino naturale commestibile.
E’ stato l’incontro con la cooperativa “Garden-Gli amici delle Cerque” che ha permesso di realizzare questo sogno: il presidente ha infatti messo a disposizione di Eduardo il terreno necessario all’avvio del progetto. In meno di 2 anni di lavoro Eduardo è riuscito a rendere operativo il progetto Orto Antico.
Finora sono state piantate più di 500 varietà di ortaggi: pomodori rossi, gialli, bianchi, striati, melanzane color viola elettrico, fagiolini lunghi mezzo metro, patate blu, angurie gialle, e molto altro ancora.
Dal punto di vista botanico, vengono raccolte le sementi relative a vecchie cultivar e sottospecie orticole sia locali che nazionali; tuttavia, data la posizione climatica favorevole e la necessità di sperimentazione, vengono raccolte e messe a dimora anche specie e cultivar commestibili da ogni parte del mondo purchè da climi compatibili con quello della Vallesina.
Il progetto prevede la realizzazione di una documentazione tecnica e fotografica di ogni cultivar seminata, per realizzare un archivio consultabile da chiunque sia interessato. Vengono proposti corsi di livello amatoriale per operatori del settore e privati, e sono state avviate collaborazioni con le scuole primarie.
Molti sono i progetti futuri a cui Eduardo sta pensando: la creazione di una Associazione di Promozione Sociale, la commercializzazione dei prodotti con i Gruppi di Acquisto Solidale, la creazione di un “Frutteto Antico” e di un “Bosco Antico”, e molto altro ancora. A volte, volgere lo sguardo al passato può arricchire immensamente il presente e il futuro.
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