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Fao: “In 10 anni abbiamo perso un’estensione di foreste pari alla superficie della Costa Rica”.

marzo 26th, 2010 by Diego in Aria, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna, Terra

Dai dati di Legambiente e Fao sappiamo che: “ogni tre secondi se ne va un campo di calcio” e che “in dieci anni abbiamo perso foreste di estensione pari alla Costa Rica”.

deforestazione_in_americaDiminuiscono le foreste tropicali in America del Sud e in Africa, mentre i paesi dell’Asia avviano politiche di rimboschimento.

Secondo il rapporto della Fao sulle risorse forestali, presentato oggi, la deforestazione mondiale avanza ad un ritmo più contenuto rispetto agli anni novanta, ma procede ancora ad un ritmo troppo veloce per essere sostenibile. In dieci anni sono state perse foreste tropicali per un’estensione equivalente alla superficie della Costa Rica (51.100 km²), contro gli 8,3 milioni del decennio precedente.

Il fenomeno del disboscamento interessa soprattutto le aree tropicali, dove viene eseguito con il metodo del “taglia e brucia”: dapprima si abbattono gli alberi e poi si incendia il sottobosco rimanente. Una volta terminato l’incendio si sarà depositata sul terreno della cenere, che fertilizza il terreno.

Questo sistema arreca gravi danni all’equilibrio dell’ambiente naturale, infatti la cenere fertilizza per poco tempo il terreno, mentre la eliminazione del sottobosco distrugge in tutto e per tutto l’habitat della foresta pluviale, accelerando fenomeni erosivi del terreno. Dopo pochi anni si deve abbandonare il terreno e diboscare un’altra area.

Inoltre l’utilizzo del fuoco è molto pericoloso perché danneggia la fauna e spesso sfugge al controllo, causando danni ancora più gravi. Questo fenomeno, ancora molto frequente nella foresta amazzonica e in crescita in molte altre aree del pianeta, porta via molti alberi al polmone verde della Terra. Le foreste sono un’importante riserva di carbone, sono fondamentali per il ciclo del carbonio, risanando l’aria dall’ anidride carbonica e altri agenti inquinanti.

Le piante verdi aiutano a mantenere stabile la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera (attraverso la fotosintesi clorofilliana). L’utilizzo di combustibili fossili ed il diboscamento stanno causando un aumento di CO2 nell’atmosfera, che ha diretta influenza in fenomeni come l’effetto serra ed il riscaldamento globale.

Gli effetti negativi del diboscamento sono numerosi e comprendono: l’effetto serra, la desertificazione nei territori secchi, l’erosione, frane e smottamenti nei territori piovosi e collinari, l’inquinamento degli ecosistemi acquatici (a causa del dilavamento delle acque), la sottrazione di risorse per le popolazioni indigene.

I boschi e le foreste sono inoltre importantissimi ecosistemi con una elevatissima biodiversità in cui vivono numerosissime specie viventi. Sono anche oggetto di bellezza estetica, naturalistica e culturale. Per tutti questi motivi la deforestazione è una pratica da evitare, perché comporta la perdita di questi valori, del rispetto delle foreste e in generale dell’ambiente.

La causa principale di deforestazione è la corsa alla coltura del mais, utile per fini sia alimentari che bio-energetici. Circa 13 milioni di ettari di foreste sarebbero stati infatti convertiti in altre colture tra il 2000 e il 2010, dato in lieve frenata se confrontato con i 16 milioni di ettari persi nel decennio precedente.

Dal 2005, decine di paesi, soprattutto in Africa ed Europa, hanno introdotto leggi ad hoc sulla tutela delle foreste. I continenti che detengono i record negativi nella deforestazione sono l’America del sud, l’Africa e l’Oceania. L’Asia segna invece un guadagno netto di oltre due milioni di ettari l’anno, grazie soprattutto ai rimboschimenti in Cina, India e Vietnam. Nell’America centro-settentrionale le superfici boschive sono relativamente stabili, mentre crescono lentamente in Europa.

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