Rifiuti: l’Italia presenta il “Sistri”, contro le ecomafie.
febbraio 3rd, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente
Trasparenza e legalità sull’intero ciclo della movimentazione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, e anche per quelli soldi urbani della Campania, laddove si annida il business delle ecomafie.
E’ l’obiettivo che si prefigge il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo con il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali denominato Sistri, presentato oggi alla stampa, che sarà operativo a partire dal 15 giugno.
Il sistema infatti monitorerà una massa di rifiuti di 147 milioni di tonnellate all’anno, il 10% dei quali pericolosi e che quindi richiedono precisi adempimenti per lo smaltimento.
Un controllo dalla fase della produzione fino al trasporto e allo smaltimento, che verrà gestito dal comando dei Carabinieri per la tutela dell’Ambiente, il Noe.
Il sistema sarà interconnesso con i sistemi informativi della guardia Costiera e delle imprese ferroviarie e sarà svolto con il sistema delle Camere di commercio attraverso l’Unioncamere.
”Parte la grande sfida della lotta alle ecomafie – ha spiegato il ministro nel corso di una conferenza stampa al ministero – un progetto molto importante, dal momento che ora con il Sistri, il movimento dei rifiuti sarà controllato in tempo reale nella mani sicure dei Carabinieri.
Il Sistri garantirà trasparenza e legalità sull’82% dei rifiuti complessivi attraverso il controllo satellitare via Gps e con un sistema di telecamere piazzate in tutte le discariche a livello nazionale. Così – ha affermato Prestigiacomo – la fetta della criminalità organizzata nel campo dei rifiuti sarà sempre più circoscritta e più facile da colpire”.
Al nuovo sistema si dovranno iscrivere circa 600.000 imprese della filiera dei rifiuti che producono, trasportano e smaltiscono rifiuti speciali (per ora sono escluse le piccole imprese fino a 11 dipendenti, poi si vedrà dopo questo primo anno che può essere condisiderato di sperimentazione). Ma un trattamento speciale viene riservato alla regione Campania, dove si è vissuta la grave emergenza.
Il ministro ha spiegato inoltre che la nuova tecnologia ”manderà in soffitta” tre adempimenti collegati al sistema cartaceo che, tra l’altro, ha sottolineato, ”era più facile da manomettere”, adempimenti che erano anche gravosi per le imprese.
I costi dell’operazione? ”Per lo Stato è a costo zero – ha dichiarato Prestigiacomo – perché anche se c’è stato uno stanziamento iniziale di risorse per acquistare il brevetto, verrà ripagato dalle tariffe che le imprese sono tenute e pagare, cifre contenute che vanno dai 100 ai 700 euro a seconda della dimensione dell’impresa, della massa dei rifiuti prodotti e del tipo di pericolosità, comunque cifre ben al di sotto di quelle che hanno pagato finora”.
”Siamo primi in Europa a realizzare questo sistema – ha infine spiegato – voglio sottolineare che dopo averlo presentato a Bruxelles ha destato interesse sia da parte della Commissione europea sia dei singoli stati membri, questa tecnologia sarebbe infatti molto efficace se venisse adottata anche a livello comunitario. Vedremo”.
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