COP15: finalmente c’è l’accordo, tra soddisfazione e critiche.
dicembre 19th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile
L’accordo è arrivato in serata, in extremis, dopo una intensa giornata di colloqui, tra Usa, Cina, India e Sudafrica, ma quest’intesa sembra stia lasciando insoddisfatti molti Paesi.
Finalmente, il presidente Obama ha trovato un’intesa con il premier cinese Wen Jiabao, il premier indiano Sing e il leader sudafricano Zuma, sul limite di 2°C da porre all’innalzamento della temperatura, e su un meccanismo di finanziamento per la riduzione delle emissioni.
Lo stesso funzionario americano ammette che l’intesa non è sufficiente a combattere i mutamenti climatici, anche se si tratta di “un primo capitolo importante”: nessun Paese è completamente soddisfatto, ma questo è “uno storico passo” su cui costruire in seguito.
“Il tempo delle parole è scaduto. Non c’è tempo da perdere”, aveva detto in mattinata il leader della Casa Bianca. L’intesa arriva dopo un’intensa giornata di colloqui.
Dalla riunione è emersa una nuova bozza che utilizza l’espressione “accordo di Copenhagen” e prevede il taglio delle emissioni di gas serra del 50% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990 per tutti e dell’80% per i Paesi industrializzati.
Quanto ai Paesi industrializzati (i cosiddetti Paesi Annex 1), “si impegnano a ridurre individualmente o congiuntamente le proprie emissioni dell’80% entro il 2050″. Mancano, invece, obiettivi precisi per i Paesi ricchi a medio termine, cioè entro il 2020.
Nel testo si indica, inoltre, l’obiettivo di “mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei due gradi centigradi”. Si tratta di una decisione che va oltre quella di “non eccedere i due gradi”, come già previsto al G8 dell’Aquila e contenuto in una prima bozza apparsa questa mattina.
Sul fronte dei finanziamenti resta indiscusso “l’impegno collettivo dei Paesi sviluppati a fornire risorse nuove e aggiuntive per 30 miliardi di dollari per il periodo 2010-2012″.
Inoltre, “nel contesto di azioni appropriate per la mitigazione (degli effetti dei cambiamenti climatici, ndr.) e la trasparenza nell’applicazione, i Paesi sviluppati sostengono l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno intorno al 2020 per affrontare le necessità dei Paesi in via di sviluppo”.
Nella bozza si esorta “a una revisione di questo accordo e della sua attuazione da completare entro il 2016″. Tale revisione “includerebbe la valutazione del rafforzamento dell’obiettivo di lungo termine di limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi”.
Nel documento si parla, inoltre, di un “Copenhagen Climate Fund”, che sarà “un’entità di meccanismo finanziario per sostenere i progetti, i programmi e le politiche nei Paesi in via di sviluppo della Convenzione”. Prevista, infine, la creazione di un “Meccanismo tecnologico per il trasferimento di tecnologia ai Paesi in via di sviluppo”.
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