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Il Barbera: vitigno piemontese per antonomasia.

dicembre 11th, 2009 by Elisa in Curiosità, Enologia

Con il termine vitigno si indica una particolare varietà di vite, generalmente utilizzata per la produzione di vino.

barberaI vitigni si possono distinguere per differenti forme e colori dei chicchi di uva, del grappolo e delle foglie, oltre che per differenti periodi di maturazione e soprattutto per le diverse caratteristiche organolettiche dei vini da essi ottenuti.

Il Barbera è il vitigno indigeno piemontese per antonomasia e, assieme al Sangiovese, è al primo posto come presenza di vigneti in Italia.

Le notizie più antiche della sua esistenza in Piemonte risalgono al 1200 quando veniva chiamato Gisa o Gisola.

Ufficialmente l’introduzione nelle Langhe risale al 1695 per opera del conte Cotti di Nieve. Grazie alla sua versatilità, gli emigranti italiani l’hanno portato nelle Americhe dove è tuttora coltivato (specialmente in Argentina).

Ha grappolo medio-grande e acini di forma ellissoidale con buccia sottile e viola. Ne esiste anche una versione a bacca bianca chiamata Barbera Bianca. L’acidità che contraddistingue le uve consente lunghi invecchiamenti.

E’ uno dei vitigni più usati nella viticoltura tradizionale piemontese. Con esse si ottengono il Barbera d’Asti DOC, il Barbera d’Alba DOC, il Barbera del Monferrato DOC, il Colli Tortonesi Barbera DOC, il Gabiano DOC, il Rubino di Cantavenna DOC e altre DOC piemontesi.

La sua presenza è importante anche in Lombardia (dove ad esempio è usato in purezza oppure associato con Croatina nelle DOC Oltrepò Pavese, rosso e rosato) ed in Emilia.

Il Barbera d’Asti DOC proviene da uve coltivate sulle colline intorno alla città di Asti, nelle province di Asti e di Alessandria. E’ un vino sontuoso e pieno e viene fatto con almeno l’85% di Barbera con l’opzione di aggiungere un 15% di Freisa, di Grignolino e Dolcetto, siano essi da soli oppure in combinazione.

Il vino, prima di essere commercializzato, deve essere invecchiato almeno fino al 1° Marzo successivo alla vendemmia. La sua gradazione alcolica minima è di 12°.

I Barbera d’Asti etichettati “superiore” devono avere una gradazione alcolica minima di 12,5° ed essere stati invecchiati per almeno un anno, di cui sei mesi nel legno.

Di recente nella zona sono state riconosciute tre sottozone particolari: il Barbera d’Asti superiore “Colli Astiani” o “Astiano”, il Barbera d’Asti Superiore “Nizza” e il Barbera d’Asti Superiore “Tinella”.

I produttori di queste sottozone hanno deciso di costruirsi delle vere proprie nicchie tutelate da un disciplinare di produzione molto rigoroso con lo scopo di produrre vini di grande struttura e di offrire un livello di qualità decisamente elevato.

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