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Parigi ritorna alla gestione pubblica della risorsa idrica.

novembre 29th, 2009 by Elisa in Acqua, Ecologia dell'ambiente

Dal 1° gennaio 2010 a Parigi la gestione delle acque ritornerà pubblica al 100%, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata.

acquaDal 1° gennaio 2010 il servizio idrico passerà nelle mani di un Ente di diritto pubblico che si chiamerà EAU DE PARIS e che si occuperà di ogni fase, dalla captazione delle fonti alla fatturazione.

E’ stato calcolato che, grazie alla ri-municipalizzazione, il Comune risparmierà 30 milioni di euro l’anno, che serviranno a migliorare la rete idrica ed a stabilizzare il prezzo di 2,77 euro al metro cubo fino al 2014.

Il passaggio da una gestione idrica pubblica ad una privata delle acque di Parigi venne deciso nel 1984 da Jaques Chirac (all’epoca sindaco di Parigi). La captazione dell’acqua alle fonti fu affidata ad una società mista, la SAGEP, di cui facevano parte il Comune di Parigi e le due multinazionali Veolia e Suez.

Compiti principali della SAGEP erano sia di monitorare la qualità dell’acqua, sia di controllare i gestori privati incaricati della distribuzione. Il servizio di distribuzione delle acque fu affidato al GIE, una società privata costituita ancora una volta da Veolia e Suez. In pratica i privati “controllati” dalla SAGEP erano i “controllori” stessi.

La  gestione privata delle acque parigine ha generato in questi 25 anni un aumento sistematico dei prezzi ed una lunga serie di abusi, prezzi gonfiati, casi di corruzione e servizi obsoleti (una modernizzazione avrebbe richiesto investimenti e, dunque, meno profitti).

Secondo l’Associazione dei consumatori “FC-Que Choisir” la gestione privata delle acque di Parigi ha vinto (nel 2006 e 2007) il primo premio della sovra-fatturazione, con un tasso di margine del 58,7%, che testimonia gli incredibili profitti di Veolia e Suez.

Per tutte queste ragioni, e nonostante in Francia la gestione dell’acqua sia privatizzata, il Comune di Parigi ha preso la storica decisione di riappropriarsi dell’intero servizio idrico. Anche altre importanti città francesi come Grenoble, Cherbourg, Tolosa e Lione e l’Ile de France – insieme a più di 40 comunità – stanno obbligando le multinazionali a rinegoziare i contratti e stanno prendendo in seria considerazione l’opportunità di ritornare alla gestione pubblica.

Questa tendenza si osserva anche a livello planetario e dipende dalla consapevolezza sempre più diffusa che la privatizzazione dell’acqua non è conveniente, né per la rete idrica, né per gli utenti.

In Italia, come ben sappiamo, si sta invece andando in senso inverso: è infatti stato approvato il “decreto Ronchi”, il cui cuore è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua.

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