Il fenomeno sociale ed ambientalista delle “Critical Mass”.
novembre 22nd, 2009 by Elisa in Curiosità, Salute e benessere, Sviluppo sostenibile
La bicicletta è stata per molto tempo un fondamentale mezzo di trasporto a disposizione delle classi meno agiate.
Lo sviluppo economico del dopoguerra, e l’urbanizzazione del territorio degli anni settanta, hanno portato però ad una enorme diffusione dell’automobile, che ha relegato l’uso della bicicletta alla pratica dello sport e al campo dello svago e del tempo libero.
Con l’aumento del traffico urbano, tuttavia, l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto è diventanto concorrenziale: sui percorsi urbani congestionati, in particolare in quelli di lunghezza inferiore ai 10 Km, la bicicletta si dimostra addirittura il mezzo più veloce.
Il vantaggio aumenta notevolmente se si includono i tempi e/o costi di parcheggio e le svariate ore di lavoro necessarie a mantenere un’autovettura. Inoltre nel traffico urbano la bicicletta è meno stressante dell’automobile, sia per la maggiore agilità che per gli effetti positivi della moderata attività fisica, specie se gli spostamenti sono tutelati da piste ciclabili.
Purtroppo l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano anche sui percorsi urbani è spesso ostacolato da sistemi viari progettati per favorire il traffico di automobili, con ampie strade su cui si raggiungono velocità pericolose. Le piste ciclabili sono poche e spesso mal progettate, addirittura in alcune città c’è l’abitudine da parte degli automobilisti al non rispetto di questi spazi dedicati (quante le auto parcheggiate proprio sulle piste ciclabili…).
Per richiamare l’attenzione generale su queste problematiche in molte grandi e medie città si è sviluppato negli ultimi anni un fenomeno spontaneo detto Massa Critica (spesso chiamata con i termini inglesi Critical Mass). Questa consiste in “coincidenze organizzate” di ciclisti che attraversano insieme tratti di percorso urbano in sella ai propri mezzi e che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (cioè critica), il traffico automobilistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione.
Si tratta dunque di una forma di protesta non-violenta simile alle manifestazioni di piazza che viene praticata in genere una volta al mese nelle città in cui ci sono gruppi attivi. Se nell’immediato crea scompiglio nel traffico cittadino, richiamando l’ira di vigili e automobilisti, nel lungo termine si è rivelato un mezzo efficace per sensibilizzare il pubblico all’uso delle biciclette in città.
L’idea è venuta una ventina di anni fa a Chris Carlsson, scrittore, editore e designer multimediale: “stavo pedalando quando mi è venuto in mente che sarebbe stato bello formare una massa compatta di ciclisti in grado di conquistarsi uno spazio di libertà nelle strade di San Francisco”… ” L’impianto stradale di San Francisco era stato concepito solo per le automobili e allora poche persone avevano il coraggio di scendere dall’auto per salire su una bicicletta. Si rischiava di finire per terra fuori strada ed i ciclisti prima di critical mass erano degli individui che passavano nella stessa strada senza conoscersi e senza entrare mai in contatto tra loro”.
Nonostante la bicicletta non rappresenti la soluzione al problema della mobilità, essa costituisce un esempio di mobilità dolce e in armonia con l’ambiente: un mezzo di trasporto che ciascuno di noi, autonomamente, può guidare, costruire, riparare e mantenere e un simbolo d’impegno sociale quotidiano che ognuno di noi può praticare.
Alle neonate masse critiche italiane Carlsson suggerisce: “Concentratevi sul piacere e divertitevi: critical mass serve a dire che non bisogna aver paura di abbassare lo standard di vita. Si può vivere bene anche guadagnando meno, spendendo meno, lavorando meno. L’auto è una macchina che succhia energie, soldi, tempo. La sua funzionalità è sopravvalutata, la verità è che le auto servono a far girare soldi e produrre posti di lavoro. Anche l’industria bellica crea lavoro, ma questo non vuol dire che vada difesa”.
Uno dei motti più famosi del movimento internazionale del Critical Mass è: “non stiamo bloccando il traffico, noi SIAMO il traffico”.
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