WWF: “Foresta Atlantica si salva ma deforestazione continua”.
novembre 3rd, 2009 by Diego in Aree naturali protette
La foresta Atlantica forse si salverà ma il fenomeno della deforestazione continua.
L’allarme arriva dal WWF che, commentando il XIII Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires, sottolinea come molti Stati “hanno dichiarato il proprio impegno” per contrastare il fenomeno della “deforestazione selvaggia” e del “commercio di legname illegale”, “ma pochi passano poi dalle parole ai fatti”.
Per il Wwf, la foresta Atlantica ha possibilità di salvarsi perché, nel corso del summit di Buenos Aires, “l’Argentina, il Paraguay e il Brasile, in particolare, si sono impegnati a tutelare quel che resta di una delle foreste subtropicali più minacciate al mondo, la Mata Atlantica, lavorando per azzerare il processo di deforestazione e implementando un pacchetto di misure che includa legislazioni nazionali a supporto di questo obiettivo”.
“La foresta atlantica circonda città come Rio de Janeiro, San Paolo e Asunçion fornendo acqua a milioni di persone e ospita più di 20.000 piante (di cui 8.000 non si trovano in altri luoghi), 1000 specie di uccelli, 372 di anfibi, 350 di pesci, 197 di rettili e 270 di mammiferi”.
“Ma – sottolineano gli ambientalisti – l’espansione delle attività agricole, dell’edilizia e delle città e lo sfruttamento non sostenibile delle sue risorse ne hanno comportato la quasi totale distruzione, tanto che oggi si estende per soli 35.000 km2, ovvero appena il 7,4% dei 500.000 km2 originari”.
“Prendendo questo importante impegno, Argentina, Paraguay e Brasile hanno dimostrato di essere consapevoli delle loro responsabilità e di aver compreso che solo politiche coordinate tra Paesi diversi possono affrontare problemi globali come la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici” afferma quindi Massimiliano Rocco, responsabile Traffic e Timber Trade del Wwf Italia. Ma non tutti affrontano strutturalmente il problema della deforestazione, con gravi danni, spiega il Wwf, per l’uomo ed il pianeta terra.
Infatti, dice il Wwf, “oltre alla perdita di habitat, biodiversità e degli indispensabili servizi che gli ecosistemi sono in grado di offrire alla vita sulla Terra, compresa quella dell’uomo, la deforestazione e i processi di degradazione delle foreste sono responsabili di almeno il 20% delle emissioni globali di gas serra, tanto che bloccare la perdita di copertura forestale e’ considerato uno dei modi più efficaci per tutelare il pianeta dalle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici. Un’urgenza confermata dall’obiettivo ‘zero deforestazione entro il 2020′ lanciato dal Wwf come sfida planetaria per preservare il nostro pianeta”.
Quasi la metà delle foreste che si trovavano in origine sulla terra sono andate perdute e per gli ambientalisti quelle che rimangono “hanno un futuro molto incerto”. “Nonostante le azioni di conservazione la deforestazione -afferma il Wwf- ha raggiunto livelli allarmanti. Ogni anno scompaiono 13 milioni di ettari di foreste, ovvero 36 campi da calcio al minuto.
Solo negli ultimi 25 anni è scomparso il 10% delle foreste, principalmente a causa dell’attività umana e ogni anno viene degradato o distrutto circa l’1,2% delle foreste tropicali, con perdite maggiori nel centro e sud-America, e poi in Asia e Africa”. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse legnose, il taglio illegale per l’agricoltura estensiva e l’allevamento e il commercio del legname provocano quindi l’avanzamento dei processi di desertificazione, che sottraggono suolo fertile anche alle attività agricole tradizionali e quindi impoveriscono sempre di più le popolazioni locali e non solo.
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