Scuole tossiche in provincia di Crotone.
settembre 29th, 2009 by Diego in Curiosità, Ecologia dell'ambiente, Terra
Si tratta dello scandalo ambientale più grave della storia italiana.
L’inchiesta Black Mountains è nata dalla scoperta che alcune costruzioni scolastiche della provincia di Crotone sono state realizzate impastando cemento con materiale tossico.
Migliaia di bambini delle elementari “San Francesco”, Pozzoseccagno di Cutro e dell’Istituto tecnico per ragionieri “Lucifero” di Crotone, per dieci anni sono andati a scuola ogni giorno su una montagna di veleni.
Ad ora le conseguenze della contaminazione con metalli pesanti coinvolgono 290 studenti di scuole elementari e superiori.
Attualmente ci sono sette arrestati con l’accusa di disastro ambientale, 18 siti sotto sequestro preventivo (tra Cutro e Isola di Caporizzuto) tra cui plessi scolastici di primo e secondo grado e 350 mila tonnellate di rifiuti tossici, composti prevalentemente da zinco, piombo, indio, germanio, arsenico e mercurio, provenienti dall’Ilva di Taranto e dalla ex-Pertusola di Crotone, usati come componente per la costruzione di edifici privati e pubblici. Ad essere inquinato dall’arsenico è prevalentemente il mare del crotonese.
Antonino Monteleone, giornalista calabrese che si sta occupando dell’informazione sull’inchiesta Black Mountains, ha riportato sul suo blog la seguente intervista:
“(…) si rilevano indagini attivate dall’autorità giudiziaria che riguardano gli impianti di Pertusola Sud, che meritano una doverosa attenzione. Una prima indagine, tuttora in corso, si riferisce all’irregolare utilizzo di un materiale denominato « conglomerato idraulico catalizzato » prodotto dalla società Pertusola Sud di Crotone, che avrebbe consentito alle ditte «Craton Scavi Costruzioni Generali SpA» e «Ciampà Paolo srl», l’approvvigionamento del predetto materiale da utilizzare come sottofondo e/o rilevato per opere pubbliche.
I rifiuti pericolosi prodotti e illecitamente smaltiti «scorie cubilot» sono il frutto di una miscela denominata «cascoril» e «conglomerato idraulico catalizzato», utilizzato per la realizzazione di rilevati e sottofondi stradali di opere pubbliche (scuole – strade – ponti e viadotti) e private, nonché dalla stessa Pertusola Sud utilizzati per la bonifica in discarica a mare sita in località Armeria di Crotone. Per tale utilizzo la società Pertusola Sud è ricorsa all’applicazione del decreto ministeriale ambiente del 5 febbraio 1998 nella procedura semplificata per lo smaltimento di rifiuti.
Dagli accertamenti effettuati dal consulente tecnico incaricato dall’autorità giudiziaria, tale rifiuto pericoloso non era ammissibile alle procedure semplificate. Per detti reati sono indagati i vertici dello stabilimento ed i titolari delle ditte interessate allo smaltimento illecito.
Dai dati acquisiti risultano smaltiti in cantieri di proprietà «Craton Scavi» «scorie cubilot» per kg 127.890.147 ed in cantieri di proprietà «Ciampà Paolo srl» altri kg 83.387.125. Smaltimento che ha comportato rilevanti utili alle predette società e notevoli danni alle ditte concorrenti, costrette a comprare a costi più alti materiale di cava, mentre per le «scorie cubilot» le ditte venivano addirittura sovvenzionate per il relativo ritiro.
La dirigenza Syndial, ex Pertusola Sud, in merito all’indagine di cui trattasi ha dichiarato di poter documentare l’estraneità della società da comportamenti illegali(…)
Altra indagine che investe lo stabilimento industriale Pertusola Sud trae origine da accertamenti effettuati dal settore ambiente della provincia di Crotone circa la gestione dei rifiuti pericolosi quali «ferriti di zinco». Tali rifiuti sono classificati ai sensi del decreto legislativo 22/97 come rifiuti pericolosi derivanti da processi idrometallurgici dello zinco, con classi di pericolosità identificati come «irritante», «nocivo», «tossico», «corrosivo», «sorgente di sostanze pericolose»”.
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