Foreste nei deserti per fermare il riscaldamento globale.
settembre 22nd, 2009 by Diego in Acqua, Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente, Terra
Secondo uno studio ora noto, dissalare l’acqua di mare e usarla per irrigare alberi trapiantati nel Sahara porterebbe alla realizzazione di un grande progetto. Le foreste, assorbendo carbonio, incrementerebbero il benessere della nostra Terra.
Ricoprire di foreste un deserto è un vecchio sogno dell’umanità, che le attuali tecnologie di geoingegneria potrebbero trasformare in realtà.
Con benefici importanti non solo per le comunità umane, ma anche per le sorti del clima, grazie all’azione di contrasto che le biomasse vegetali esercitano nei confronti del riscaldamento globale tramite l’assorbimento di carbonio.
L’idea di lavorare a questo progetto – rilanciata sul sito web di “Science” – è di Leonard Ornstein, biologo del Mont Sinai School of Medicine di New York, che l’ha messa a punto in collaborazione con ricercatori del Goddard Institute for Space Studies della Nasa.
Nelle sue linee essenziali il progetto prevede di realizzare lungo le coste dell’Australia e del Nord Africa impianti per dissalare acqua di mare e portarla, attraverso condotti, nel cuore del Sahara e dei deserti australiani.
Qui, con impianti di irrigazione a goccia, idonei a ridurre al minimo la quantità di acqua dispersa per evaporazione o infiltrazione nelle formazioni sabbiose, si verrebbero a creare le condizioni di vita per una serie di piante tropicali a rapida crescita e ad elevata resistenza al calore, come l’Eucalyptus Grandis.
La copertura arborea favorirà a sua volta fenomeni di precipitazioni che i ricercatori stimano possano con il tempo arrivare fino a 700-1.200 millimetri all’anno. Ma soprattutto, affermano, queste nuove foreste permetteranno di assorbire circa 8 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno, contribuendo così in misura davvero significativa a contrastare la progressione del Global Warming.
Resta l’obiezione dell’elevato costo complessivo del questo progetto, calcolabile in 2.000 miliardi di dollari. Ma, questa cifra, afferma Ornstein, che comunque non sarebbe superiore a quella necessaria a catturare e a neutralizzare un quantitativo equivalente di anidride carbonica con altre tecnologie, verrebbe impegnata per un progetto che include molti altri vantaggi sul piano ambientale, sociale ed economico.
Le foreste hanno un ruolo fondamentale per l’umanità, fornendo una larga e inestimabile varietà di servizi, perché ad esempio forniscono legna da opera e combustibile, fibre, alimenti, sostanze medicinali; consentono di rimettere in ciclo i nutrienti minerali; forniscono acqua, ossigeno e quanto serve agli altri organismi viventi; e, appunto, scambiano e accumulano grandi masse di carbonio, contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici; il rovescio della medaglia è che quando invece vengono distrutte, o eccessivamente sfruttate o incendiate, le foreste diventano fonte di gas serra, appunto il biossido di carbonio.
Le foreste nel deserto sono un sogno il cui realizzarsi è atteso dalla Terra con grande impazienza.
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settembre 22nd, 2009
Le foreste di eucalipto pongono diversi problemi: l’olio essenziale contenuto nelle foglie e nei fusti è facilmente infiammabile, quindi si aumenta il rischio di incendi, non permette la crescita di un sottobosco rigoglioso (quindi poco humus e poca biodiversità) e fa si che le foglie non vengano brucate da animali. Ovunque sono state fatte piantagioni di Eucaliptus ne è stato riconoscito l’errore. L’Eucaliptus Grandis serve per il legname. Farne una piantaggione nel deserto è solo un altro modo per sfruttare all’inverosimile una regione. Perchè non fanno rimboschimenti con flora mediterranea anzichè australiana?